sabato 13 giugno 2020

SCIENZE / Era spaziale - La sfida di SpaceX e del suo creatore Elon Musk

13 giugno '20 - sabato                                   13th June / Saturday                       visione post - 2

(da Corriere della Sera - 31 maggio '20 - Giovanni Caprara)
Le nuvole su Cape Canaveral non sono riuscite questa volta a bloccare il ritorno nello spazio degli astronauti della Nasa dal suolo americano. E Robert Behnken (50 anni) e Douglas Hurley
(54 anni) sono volati in orbita sulla loro navicella bianca Crew Dragon. "Vi aspettiamo sulla stazione spaziale internazionale" aveva twittato il cosmonauta Ivan vagner dalla casa cosmica poche ore prima del lancio avvenuto alle 21.22 (ora italiana). Gli americani aspettavano da nove anni che accadesse, da quando videro salire  dalla stessa rampa di lancio 39A l'ultimo shuttle  Atlantis.  Poi arrivava Elon Musk che affittava la stessa storica rampa dalla quale sono partiti i conquistatori della Luna e l'adattava ai suoi razzi Falcon 9 per lanciare satelliti, navicelle per i rifornimenti della ISS e ora anche gli astronauti. E la missione più ambita, "storica" per il co-
smo sotto diversi aspetti, è finalmente arrivata aprendo un nuovo corso nelle attività spaziali.
Forse il segno più evidente erano le candide tute indossate dai due astronauti che assumevano quasi un'immagine da fantascienza. Non a caso Musk per realizzarle si era rivolto a Jose Fer-
nandez, noto stilista  di Hollywood che aveva disegnato anche i costumi per i supereroi.
La navicella è una sorta di robot volante perch compie il viaggio in completa autonomia, an-
che se gli astronauti possono intervenire se qualche cosa non funzionasse. Altrettanto autono-
mamente si aggancerà (oggi) alla stazione Iss dopo una giornata di intenso lavoro  per i due
collaudatori cosmici impegnati a verificare i comportamenti della loro astronave, al fine  di
assicurare i futuri impieghi commerciali. Non a caso entrambi hanno l'esperienza di due vo-
li sugli shuttle, una formazione da ingegneri, e Douglas Hurley era a bordo dell'ultimo shut-
tle nel 2011. Ora è ritornato in orbita  quasi a significare una continuità mai interrotta.
Per la Nasa è l'uscita dalla fase più nera perchè dopo aver speso cento miliardi di dollari per
costruire la stazione non aveva più un veicolo per arrivarci e doveva  pagare  biglietti salati
all'agenzia spaziale russa per salire sulle navicelle Soyuz. Per l'ultimo volo che ha affittato 
per quest'anno ha versato 90 milioni di dollari per un solo posto. Ma dal 2014 l'accordo si-
glato con Musk e con la società Boeing ha permesso la costruzione  delle prime due navi-
celle private che forniranno i collegamenti alla Iss quando servono ppagando solo la tarif-
fa del viaggio non più preoccupandosi della gestione dell'astronave.
Crew Dragon rimarrà agganciata alla stazione da uno a quattro mesi a seconda di come
andranno i collaudi anche se nelle future missioni potrà restare lassù molto di più, fino
a 210 giorni. E se tutto andrà bene entro l'anno inizieranno le sei spedizioni di servizio
per le quali Musk ha già ricevuto 2,6 miliardi di dollari. E per la prima si stanno già ad-
destrando quattro astronauti. Altrettanto accadrà con la navicella Starliner della Boeing
che presto seguirà la strada di Crew Dragon. Ma il volo è storico perchè le nuove astro-
navi aprono le porte dello spazio al mondo civile e commerciale. E intanto Musk lavora
per portarci anche su Marte.

Lucianone

mercoledì 10 giugno 2020

Libri - "Sognando Rania" di Lucia Pozzi: incontro della scrittrice e freelance con la regina

10 giugno '20 - mercoledì                              10th June / Wednesday                    visione post - 6

(da Corriere della Sera - 31 maggio '20 - Narrativa / di Carlo Baroni)
I cronisti sono come i calabroni. Non credono alle leggi della fisica. Volano contro ogni logica.
Planano su storie incredibili. Incontrano gente impensabile. Presidenti e briganti. Terroristi e fi-
nanzieri. Poeti e cantanti. E qualche volta il confine tra le due categorie si distingue a fatica.
Per un giornalista non esiste l'intervista impossibile. provarci sempre è un istinto prima che un
dovere.  Sara, la protagonista di Sognando Rania (Golem edizioni), il nuovo libro - il prima ro-
manzo - di Lucia Pozzi, si è messa in testa di arrivare a mettere il suo taccuino davanti alla re-
gina di Giordania. Senza aiuti. Senza bigliettini da visita per aprire le porte del palazzo. Solo
con l'incoscienza e la faccia tosta.. E la passione. 
La giordania la affascina. Un'attrazione fatale. Rania è l'epicentro di un mondo desiderato. Un
diadema che illumina senza abbagliare. Una bellezza che viene da dentro. Regina senza biso-
gno di ostentare corone o sangue blu. Il viaggio di sara è un biglietto di speranza. Un aggancio
ad Amman. L'amico di un'amica. Mai visto. E sentito solo per mail.  Un'intervista già venduta
a un importante settimanale senza averne parlato con la diretta interessata. I rischi non si calco-
lano. Sennò sono solo azzardi. Sara ci crede sempre. E qualche volta mai.
Quando sbarca in Giordania ha capito che ne è valsa la pena. Comunque vada. Amman è come
la pensava . L'Oriente dei libri. E le pagine non sbagliano mai. Lei lo sa. Ci lavora tra giornali
e volumi. Fa la cronaca freelance (il salario è una variabile indipendente) e la libraia. O meglio,
dà una mano al proprietario, un anziano signore napoletano, a trovare acquirenti per i suoi tomi
antichi. Essere circondati dalla bellezza aiuta.  L'imprinting con il Medio Oriente si chiama Ja-
ber, il factotum dell'amico, Paolo, che la ospiterà. Autista, confessore, filosofo, Jaber è leale e affidabile. E' sua l'auto che spunta dal caos quando Sara perde ogni speranza di taxi. E' lui l'an-
ticamera che la porta a Paolo. L'italiano indecifrabile e affascinante. Il tesoro nascosto. Che si
un matrimonio sbagliato e un Paese incerto alle spalle. Per Sara  quello  con Paolo  è un senti-
mento ad andamento lento. Un guardarsi curiosi, capire di capirsi. Per provare  a spiegare  "il
 complesso meccanismo che governa l'armonia del loro amore". paolo è un uomo senza tem-
po e luogo. Forse non sa ancora cosa fare della sua vita. Forse altri avevano deciso per lui.
La casa di Paolo è un teatro con tutti attori non protagonisti. Forse perchè ognuno ha storie 
da copertina. Storie di ferite nel corpo e nell'anima. Di sottomissione e di riscatto. Di donne.
venute da lontano e anche da dietro l'angolo. Tutte  con la stessa  serena determinazione  di
quelle che, invece, la vita è stata senza spigoli. Come Nina: il flebile, ma solido, filo che por-
ta fino a Rania. La regina che è presente sulle pareti e nei cuori. La luce, che in Oriente vuol
dire tutto, per credere che il futuro è una giornata da vivere senza paura. Regina dentro senza
bisogno di una corona che la imponga al mondo. Regina perchè non ha sudditi, ma un popo-
lo, la sua gente. Bella come chi ha avuto un dono e allora non c'è da menar vanto.
Nina lavora nello staff della comunicazione della sovrana hashemita. Tutte le richieste di in-
tervista passano da lei. Uno sbarramento intelligente. Non si fa suggestionare da nomi e te-
stata. Guarda in faccia l'interlocutore. Lavora d'istinto. Fa così anche con Sara. Senza darle
illusioni. E' solo cortese. Una gentilezza che non è di facciata. Ma la giornalista italiana è
convinta che sia l'ultimo step del suo sogno. Oltre non si può andare. Sara di più non può
chiedere. La Giordania le ha già regalato tanto. Rania sarebbe il tutto. Ma la vita è un film
con un canovaccio impossibile da imparare prima. Qualcuno lo chiama destino. In Medio
Oriente si affidano al volere misterioso, ma giusto, di qualcuno che sta più in alto. E sus-
surrano fiduciosi: Inshallah.

Lucianone

sabato 6 giugno 2020

Cultura / ARTE - "Un artista chiamato Banksy": mostra a Ferrara (fino al 27 settembre)

6 maggio '20 - sabato                                6th May / Saturday                               visione post - 3

(da laLettura / del Corriere della Sera - 31 maggio '20 - di Stefano Bucci)
Banksy all' assalto di Ferrara
Le opere degli inizi e gli stencil di oggi: 130 pezzi raccontano
l'artista senza volto. Aperta a Palazzo dei Diamanti di Ferrara,
l'esposizione attinge a collezioni private.

Un artista chiamato Banksy
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Imperscrutabile e irraggiungibile come Greta Garbo: di lui si sa solo che potrebbe essere nato a Bristol, nel Sudovest    
dell'Inghilterra, forse nel 1974. Un maestro senza volto: anche se qualcuno lo identifica di volta in volta  con Robert
Cunningham, già studente della Bristol Cathedral Choir School, o con Robert Del Naja, musicista  e  performer dei 
Massive Attack. Una griffe dell'Srte contemporanea capace  di raggiungere quotazioni iperboliche : 11,1 milioni di 
euro era stato pagato nel 2019 da Sotheby's a Londra il suo grande dipinto a olio Devolved Parliament  (un Parla-
mento con gli scimpanzè al posto dei deputati del regno Unito); 1,25 milioni di euro aveva invece incassato lo scor-
so 27 marzo l'asta (sempre da Sotheby's) delle sue stampe.
Tra gesti estremi (la distruzione in diretta  dopo l'ennesima quotazione record  della sua Girl with Balloon, secondo
un sondaggio "l'opera d'arte contemporanea più amata in Gran Bretagna") e tracce disseminate con perizia (lo stencil
creato alla vigilia dell'apertura della Biennale di Venezia nel 2019), il mito di Banksy non sembra conoscere crisi.

Così, mentre si è appena chiusa al Palazzo Ducale di Genova la mostra Il secondo principio di un artista chiamato
Banksy (con una proroga andata esaurita in pochi minuti), il Palazzo dei Diamanti di Ferrara ospita ora Un artista 
chiamato Banksy.   L'esposizione, da tempo in programma ma slittata a causa dell'emergenza Covid, aperta al pub-
blico fino al 27 settembre ("fortemente consigliata" la prenotazione sul sito), è curata da Stefano Antonelli, Gianlu-
ca Marziani e Acoris Andipa, ideata e prodotta da MetaMorfosi Associazione Culturale, in collaborazione con la
Ferrara Arte del presidente Vittorio Sgarbi, che assicura: "sarà la più bella mostra della riapertura". Quella che (tra
l'altro) sigla il ritorno alla "normalità" del Palazzo dei Diamanti (in attesa dei previsti interventi di restauro)  e  del
sistema museale di Ferrara. - Un ritorno che, oltretutto, segna anche un cambio di passo nel progetto culturale: dal-
le mostre evento dedicate a Chardin (2010-2011), a Zurbaràn (2013-2014), a Boldini (2015-2016), all'Orlando Fu-
rioso e all'Ariosto (2016-2017), a Courbet e la natura (2018-2019) a De Nittis (2019-2020) fino, appunto, alla con-
temporaneità secondo Bansky (con tanto di citazione nel manifesto del fantastico bugnato della facciata rinascimen-
tale di Biagio Rossetti).
Un artista chiamato Banksy

Dunque un omaggio appassionato non tanto a un generico street artist ma al più grande artista globale del nuovo millennio. E al geniale modello
di tutta una nuova generazione (ispirata ma anche consapevolmente impegnata nel sociale) di giovani urban artist. Proprio a Banksy fa, ad esem-
pio, esplicito riferimento Lockdown / Social, il nuovo intervento appena inaugurato a Forio d'Ischia da Mimmo Di Caterino.
Soltanto il ben più mediatico e glamorous Damien Hirst può oggi reggere il confronto con Banksy, mentre la popolarità e le quotazioni di Banksy 
sembrano piuttosto ispirarsi al "maestro " Andy Warhol: anche lui fulminante esempio di celebrità di un autore vivente sia pure, per quel che ri-
guarda Andy, molto più presente e visibile tra vernissage, cocktail, mondanità. Per Pietro Folena, presidente di MetaMorfosi, la mostra di Palaz-
zo dei Diamanti è comunque molto di più: "Produrre, aprire e visitare  questa esposizione dedicata all'approfondimento  e  alla conoscenza del-
l'artista più controcorrente  su scala globale, proprio nei primi giorni della fase 2, rappresenta un atto di amore, di coraggio e di speranza nei con-
fronti dei valori dell'arte e della cultura, dopo mesi di dolore e di difficoltà".
Ancora una volta a parlare, al posto dell'artista inglese (che nessuno ha mai visto e di cui nessuno conosce il viso), saranno le sue opere. Anche
se, spiegano i curatori, "Banksy non è in alcun modo coinvolto in questa mostra e il materiale per questa esposizione  proviene interamente da
collezioni private". Precisazione ulteriore: "Il suo ufficio è stato comunque informato".  Il motivo di questo gran rifiuto  dell' art system da par-
te di Banksy, che al momento non risulta rappresentato da nessuna galleria? "Infrangere le regole, smascherando i meccanismi del mercato". 
Con le sue opere "di inaudita potenza etica, evocativa", Banksy rappresenta la miglior evoluzione della Pop Art originaria (e Warhol compare 
ancora una volta tra i suoi possibili modelli). L'unico che ha saputo mettere in connessione le migliori radici del pop, la cultura hip hop più d'a-
vanguardia, il graffitismo anni Ottanta e i nuovi approcci del tempo digitale. In un immaginario semplice  ma  non elementare  (Gangsta Rat,
2004; Grannies, 2006) che racchiude messaggi "popolari" e senza tempo sui temi del capitalismo, della guerra, del controllo sociale  e della
libertà, insomma "sui paradossi del nostro tempo". E che arriva direttamente al cuore delle persone, mettendo in discussione concetti "di classe"
come l'unicità, l'originalità, l'autorialità.
L'opera raffigura un bambino che gioca con dei fiocchi di plastica fusa

Centotrenta tra opere e oggetti (dalle t-shirt alle copertine dei vinili, dalle banconote Banksy of England ai poster) in un percorso 
espositivo che di fatto dà conto della sua intera produzione. Vent'anni di attività, dai dipinti  della primissima  fase  della carriera
(Lab Rat del 2000 realizzato in spray e compensato è una delle riscoperte della mostra) alla recentissima scultura Mickey Snake
con Topolino inghiottito da un pitone. E poi gli stencil e le serigrafie "che Banksy considera vitali per diffondere i suoi messaggi"
e che spesso riproducono i suoi interventi all'aperto. -  Per qualcuno sono veri e propri affreschi popolari.  Come Love is in the Air che riproduce lo stencil apparso nel 2003 a Gerusalemme sul muro costruito per separare  israeliani e palestinesi. O come
quella Virgin Mary (o Toxic Mary) sempre nel 2003 che rielabora "cultura rinascimentale e concetto di religione".  Altro che
street art: oltre la street art.
Banksy Love is in the Air (Flower Thrower)
Love is in the Air

Lucianone

giovedì 4 giugno 2020

Ultime notizie - dall' Italia e dal Mondo / Latest news

4 giugno '20 - giovedì                             4th June / Thursday                               visione post - 8

ITALIA - Coronavirus
Al minimo i nuovi positivi: nelle ultime 24 ore solo 177 contagi
88 i decessi e nessun morto in 6 regioni. Otto regioni senza contagi
Lombardia: 29 morti e 84 nuovi casi con soli 3,410 tamponi. Sempre
in Lombardia quasi un nuovo caso su due.
ROMA - Solo 177 nuovi contagi da coronavirus individuati nelle ultime 24 ore. Dal primo marzo, quando hanno iniziato a crescere in maniera esponenziale, non era mai stato così basso l'incremento giornaliero. E non è solo per il numero di tamponi fatti: è al minimo anche il rapporto tra nuovi casi e test effettuati e tra nuovi casi e persone sottoposte a tampone.

Sono 88 le vittime nelle ultime 24 ore, un leggero aumento rispetto agli ultimi giorni. Nessuna vittima in sei regioni: Basilicata, Calabria, Valle d'Aosta, Sardegna, Umbria, Friuli.



Morte Floyd: arrestati tutti gli agenti coinvolti. Oltre 10mila fermati nelle proteste Il Pentagono contro Trump sull'uso dell'esercito
L'ex capo del Pentagono critica il presidente: duro anche l'attuale segretario alla Difesa Esper. L'autopsia: Floyd aveva il coronavirus ma era asintomatico. Scontri a Brooklyn, tre agenti feriti. Oltre 10 mila persone fermate
NEW YORK - Sono stati arrestati tutti gli agenti coinvolti nell'omicidio di George Floyd, l'afroamericano morto a Minneapolis dopo che un poliziotto gli ha premuto il ginocchio sul collo. Thomas Lane e Tou Thao sono stati portati nel penitenziario della contea di Hennepin intorno alle ore 17 locali. J. Alexander Kueng si era già consegnato nel pomeriggio. Dereck Chauvin, l'agente che teneva il ginocchio sul collo di Floyd, è in prigione dalla scorsa settimana con l'accusa di omicidio. Per tutti è stata fissata una cauzione da un milione di dollari. Per Chauvin l'accusa è destinata a essere aggiornata da omicidio colposo a omicidio volontario. Dall'autopsia è emerso che George Floyd aveva il coronavirus ma era asintomatico.
Trump ci ripensa: "L'esercito forse non sarà necessario"
Morte Floyd, il Papa telefona al presidente dei vescovi Usa: “Vicino in questo momento di agitazione”


Morte Floyd: la protesta si estende all'america Latina
Due giovani di colore uccisi dalla polizia in Brasile e Colombia: le loro storie risvegliano la rabbia in Paesi dove i soprusi degli agenti sono diffusi.
Gli echi e le immagini 

Lucianone

mercoledì 27 maggio 2020

Riflessioni - Quei quattro Paesi: poco frugali e molto taccagni


26 maggio '20 - martedì                          26th May / Tuesday                        visione post - 2

(da la Repubblica - 24 maggio '20 - L'amaca / Michele Serra)
Fa sorridere che vengano definiti "frugali", quasi ufficialmente, quei Paesi ricchi (Austria,
Danimarca, Olanda, Svezia) che per non mettere a repentaglio il benessere nazionale pon-
gono vincoli piuttosto severi all'elargizione degli aiuti europei.  La frugalità è certamente
una virtù, ma in questo caso è una virtù richiesta agli altri. Fare il frugale con le tasche al-
trui, specie se le proprie sono piene, espone al rischio di essere definiti in ben altra manie-
ra. Tirchi? Taccagni? Gretti?  Ben altro sarebbe  il dibattito politico  se i titoli di giornale
fossero: "I Paesi tirchi contro il piano franco-tedesco". O "I quattro taccagni pongono le
loro condizioni".
"Frugali" è un geniale eufemismo, lascia intendere l'irriducibile etica  di poche formiche,
laboriose e risparmiatrici, che cercano di opporsi all'egemonia delle cicale scialatrici. Sia
chiaro che le cicale esistono. - Nella voragine del nostro debito pubblico ci sono parassi-
tismi e ruberie - una per tutte, l'evasione fiscale - che non ci mettono nelle condizioni di
bussare serenamente alle porte delle formiche pretendendo che paghino anche per le no-
stre  omissioni. Non fosse che l'Europa è un insieme  che si fonda  sulla trans-nazionali-
tà di molte cose, a partire da quella dell'economia, così felicemente  descritta da Roma-
no Prodi nella celebre battuta "a chi vendono i loro tulipani gli olandesi, se gli altri Pae-
si fanno bancarotta?". Sulla stessa falsariga: per chi apriranno gli austriaci i loro skilift?
A chi venderanno, gli olandesi, la loro birra? Per la Svezia mi vengono in mente solo le
aringhe e la socialdemocrazia. Ma la seconda non è oggetto di import-export.

Lucianone

sabato 23 maggio 2020

Commenti - Il blogger odiatore e le bufale che infettano

23 maggio '20 - sabato                               23rd May / Saturday                           visione post - 2

(da Il Corriere della Sera - 16 maggio '20 - Il corsivo del giorno / di Gian Antonio Stella)
"In Somalia da Silvia..."
Le bufale che infettano del blogger odiatore
"Dico alla gente quello che vuole credere", disse dopo avere incassato oltre quattro milioni di
visualizzazioni e 120.000 condivisioni per un video sulla Aquarius. La "gente" cui si rivolgeva
voleva nuovi motivi per odiare gli immigrati? E lui, Gian Marco Saolini, romano, attore, blogger,
"bufalaro" impenitente, glieli fornì, spacciandosi per un marinaio a bordo della nave bloccata da
Salvini: "Non è vero che sulla Aquarius ci sono condizioni disagiate", "la gente è felice. C'è una
sala dove ci sono videogame e giochi d'azzardo. Sono tutti ben vestiti e ben nutriti"... Così, dopo
aver seminato il web di altre fake news fingendosi via via un ex "uomo della scorta di Saviano",
un ex "dipendente della ditta del padre di Luigi Di Maio", un "operaio Fiat penalizzato penaliz-
zato per pagare Cristiano Ronaldo" e perfino un "medico di Nadia Toffa", lo spacciatore di bufa-
le infette si è travestito da poliziotto. Postando un video: "Sono l'agente scelto che si è occupato
della liberazione di Silvia Romano. Mi trovo in ambasciata, in Somalia... Noi potevamo liberare
la ragazza già da mesi ma quando c'era la Lega al governo erano stati bloccati tuti i soldi destina-
ti ai rapitori. Invece adesso col centro-sinistra sono arrivati questi soldi presi da un fondo arriva-
to dall'Europa che sarebbe servito a pagare le casse integrazioni... Però si è deciso di posticipare
i soldi per la cassa integrazione degli operai italiani per privilegiare questo scambio... Questo vi-
deo non arriverà mai in Italia, probabilmente lo bloccheranno ma io ci devo provare perchè gli
italiani devono sapere la verità". Tutto falso? Chi se ne frega. Molti i commenti on-line. C'è chi
capisce che il video è una fake, molti altri no. Anzi: lo prendono per buono. E lo girano ad ami-
ci e conoscenti che a loro volta infettano altri ancora. E ancora odio, odio, odio... Dice lui: spe-
ro che la gente capisca, sono provocazioni. Sarà...

Lucianone

venerdì 22 maggio 2020

Nuove riflessioni Del Venerdì - Le ragioni dell'economia padrona contro quelle pandemiche-reali della salute

22 maggio '20 - venerdì                              22nd May / Friday                       visione post - 1

Prevalgono sempre le ragioni dell'economia, non ci sono dubbi, tanto più in tempo di pandemia.
Ma quale economia? Ma non c'è dubbio (pure qui): l'economia padrona, come sempre succede
nell'era del capitalismo spinto, quello drogato, quello mafioso e anti-ambientalista. Ed è proprio
quest'ultimo aspetto del capitalismo postmoderno, la sua carica anti-ambientalista, che ha porta-
to a dare una forza in più all'avanzata di un nuovo virus pandemico. Il coronavirus che si è spri-
gionato da un mammifero-uccello (tipo il pipistrello) fin dentro l'uomo ha poi trovato nell'am-
biente superinquinato della Cina il suo sviluppo abnorme  tra la sovrapopolazione asiatica di
Uhan e dell'intera provincia di Hubei.  Ed è stata colpita, oltre che la popolazione, l'economia
cinese per prima nel mondo alla comparsa di questo virus rinnovata dalla famiglia dei Corona.
Per prima nei mesi di gennaio-marzo era tracollata l'economia cinese.  Poi, a seguire, da mar-
zo e aprile in poi è toccato all' Italia  già economicamente fragile sperimentare la depressione
economico-sanitaria da Covid, in quanto il lungo lockdown forzato ha bloccato tutte le più
importanti attività lavorative (solo poche fabbriche e industrie sono riuscite a tenersi con fa-
tica a galla nelle regioni del nord), e alla fine il tracollo commerciale ed economico è stato
devastante. Purtroppo questa epidemia, tuttora in atto nonostante un calo sempre maggiore
di contagi e decessi, ha lasciato a casa un sempre maggior numero di cittadini, di persone:
no lavoro, no occupazioni, anche saltuarie come c'erano prima, niente di niente a livello di
ristorazione (bar, ristoranti), di turismo.  Tutto quello che il minimo di economia padrona
prima portava avanti con successo i principali condotti propulsori del Paese, si è bloccato
con il virus assassino e le ragioni della lotta contro questo terribile male divenuto via via
sempre più reale e pandemico hanno dovuto sottostare fino alla fine del lockdown di que-
sti giorni alle ragioni della priorità della salute da salvare - con la chiusura, il distanziamen-
to, le mascherine - a più persone possibile o almeno a non andare ad avere nelle regioni del
centro-sud d'Italia le stesse grandi percentuali di decessi delle tre regioni nordiche: Lom-
bardia, Piemonte ed Emilia Romagna. 
Nel confronto Salute - Economia, si è dovuto dare la precedenza alla prima, per forza di
cose, per la sopravvivenza. Ma adesso la Salute padrona che è un pò più guarita, dovrà
lasciare spazio all'Economia, cioè motore per vivere, per chi ce l'ha fatta e anche questo
per forza di cose e della specie, come direbbe Darwin...

Lucianone

Ultime notizie - dall'Italia / Latest news

22 maggio '20 - venerdì                               22nd May / Friday                        visione post - 1

Coronavirus - aggiornamento
Il bollettino di oggi: 130 decessi, meno di 60mila gli attualmente positivi
Si torna ai numeri del 26 marzo, ma con una riduzione netta dei malati più gravi rispetto al picco
dell'epidemia. Si liberano altri 7.312 letti nei reparti ordinari Covid.
Stabili i nuovi casi di Covid, oggi 652, dieci in più di ieri, mentre i decessi scendono da 156 a 130.
Si abbassano sotto quota 60mila, a 59.322 gli attuali positivi. Si liberano 45 letti nelle terapie inten-
sive. La curva dei contagi è in calo, crescono gli asintomatici.

Roma - governo
Il ministro della salute Roberto Speranza blocca di nuovo i confini / Spostamenti tra Regioni
solo con pari livello di contagi (attualmente Molise, Umbria e Lombardia). Era stato il ministro
Francesco Boccia ad affacciare l'ipotesi, ieri, di una riapertura dei confini interni  più velocità.
Roma - salute
Vaccino contro l'influenza anche ai bambini e ai meno anziani.
Il ministero sta preparando una circolare che estende ai bambini fino a 6 anni e a chi ha tra 60 e 65 anni il consiglio di proteggersi dal virus stagionale.
Estendere il consiglio di vaccinarsi contro l'influenza anche ai bambini fino e 6 anni e agli anziani tra i 60 e i 65. Al ministero alla Salute lavorano a una circolare per allargare le categorie di persone che si coprono contro la malattia stagionale. Si teme che quando torna il freddo il Covid si confonda con altre malattie di raffreddamento e appunto con l'influenza, che ha sintomi simili. 

Scuola
Proteste in tutta Italia per riprendere a settembre
La manifestazione organizzata dal Comitato "Priorità alla scuola": "La didattica a 
distanza non basta, l'istruzione sia una priorità".

Ha aderito anche la città di Napoli all'iniziativa del Comitato 'Priorità alla Scuola' che ha dato vita, in piazza Dante, alla manifestazione in favore della riapertura delle scuole a settembre


Ha aderito anche la città di Napoli all'iniziativa del Comitato 'Priorità alla Scuola' che ha dato vita, in piazza Dante, alla manifestazione in favore della riapertura delle scuole a settembre

Lucianone

lunedì 27 aprile 2020

Musica / jazz - Insegnare musica in modo naturale: intervista al bassista Victor Wooten

27 aprile '20 - lunedì                               27th April / Monday                           visione post - 3

( da la Repubblica - 31 ottobre '19, giovedì - Milano Spettacoli / di Luigi Bolognini)
Si dice spesso di tanti artisti che in concerto diano lezioni di musica. Poi c'è chi le lezioni di musi-                                                                                                                                   
ca le darà davvero. e sullo stesso palco dello show.  Una tradizione, d'altronde, per Victor Wooten,
il bassista e leader del quartetto Wooten Brothers, tutto composto di fratelli, che domani e sabato (1
e 2 novembre '19) inaugura il Jazzme al Blu Note di Milano. Proprio il 2 novembre, nel pomerig-
gio, Wooten sarà nel jazz club di via Borsieri per una masterclass di un'oretta e mezza col pubbli-
co.
Intervista
L. Bolognini - Iniziamo proprio da questa masterclass, Wooten, perchè non è così usuale 
a queste latitudini
V. Wooten -  "Invece a me piace parecchio, quando le circostanze  lo permettono, ovvero quando
restiamo in un posto più di un giorno. Non solo permette un contatto col pubblico del tutto diver-
so da quello di uno spettacolo, ma io amo insegnare, spiegare, fare entrare nel mondo della musi-
ca".
L. B.  - Di questa sua vocazione parleremo tra poco, intanto ci spiega come funzionerà?
V. Wooten "Apriremo le porte del Blue Note e io e un altro mio fratello, ancora non so chi tra
Regi, Roy e Joseph, saliremo sul palco: suoneremo un pò, risponderemo a domande, dubbi e cu-
riosità dei presenti e poi inviteremo qualcuno a esibirsi con noi, per fare festa assieme".
L. B. - Questa lezione e' solo una piccola parte della sua attività da docente: cosa le dicono le pa-      role "Wooten Woods"?
V. Wooten -  "Beh è la mia scuola di musica, aperta in un bosco vicino a Nashville: sono dei camp
aperti a tutti, da vent'anni, dove uniamo la musica e la natura. La parola chiave è proprio 'naturale',
perchè facciamo sì lezioni sotto gli alberi, ma puntiamo anche a insegnare in modo naturale, spon-
taneo, basandoci più sulla comunicazione  e  l'immediatezza  che sulla tecnica. Ovvio, la bocca ci
serve per parlare, ma quando parliamo ppoi gli altri non guardano la bocca: sentono quel che  di-
ciamo. Quindi la tecnica ha importanza, intendiamoci, ma il discorso  è lo stesso  che si può fare
per le parole: la grammatica serve, serve sapere le regole lessicali e verbali, ma alla fine per fare
capire qualcosa a un altro, trasmettere concetti ed emozioni, si possono anche commettere errori
grammaticali. Meglio non commetterli, certo, ma conta più il senso di quel che si dice".
L. B. - Insomma, alla latina, "rem tene, verba sequentur".
V. Wooten - "Esatto: abbi in mente il concetto che vuoi dire, le parole seguiranno. Certo, insegnare
(e imparare) la musica stando chiusi in una stanza 12 ore al giorno alla fine
funziona, ma è un processo lento e - appunto - non naturale. Invece essendo la musica un linguaggio, la si può imparare proprio come un bambino impara a parlare da piccolo".
L. B. - Lo dice per esperienza, visto che lei ha iniziato a suonare a 2 anni e a 6 apriva i concerti di
Curtis Mayfield,
V. Wooten - "Certo: a 6 anni un bambino sa parlare e sa cantare, perchè non dovrebbe sapere fare
musica, se gli è stata insegnata? Quanto a Mayfield, sa, per me era tutto un gioco, non capivo ap-
pieno il gigante musicale che era, io mi divertivo, ed era un modo per stare assieme ai miei fratel-
li".
L. B. - Ecco, parliamo anche di loro: i Wooten Brothers esistono da oltre mezzo secolo.
V. Wooten - "Sì, i nostri genitori ci hanno messo in mano strumenti da subito, siamo cresciuti così,
ed è stato anche un ulteriore modo per stare assieme. Infatti non abbiamo mai pensato di scioglier-
ci, facciamo il nostro misto di funk, r'n'b, rock e bluegrass e ci divertiamo sempre da matti. E ogni concerto è diverso da tutti gli altri, perchè amiamo improvvisare e cucire la musica su misura del pubblico di quella sera".

Lucianone