27 aprile 2026 - domenica 27th April / Sunday visione post - 4
(da La Repubblica - 19 aprile '26 / L' Amaca, Michele Serra )
LA NORMALITA' delle armi
E' possibile che qualcosa ci sia sfuggito, in questo affastellarsi di dichiarazioni, dispacci, bombe, mine, riunioni di dignitari colate a picco, petroliere immobili ma ancora a galla, ultimatum via social che smentiscono quanto appena detto. Ma Hormuz è aperto o chiuso? La guerra è ancora in corso? La tregua prelude alla pace o è solo una breve interruzione delle ostilità? Il regime di Teheran (obiettivo dichiarato dell'attacco) è più forte o più debole? L'Iran avrà o non avrà il suo nucleare? Chi ha vinto davvero, visto che tutti dicono di avere vinto? Chi ha perso, visto che nessuno ammette di avere perso? - Biognerebbe inventare un neologismo che indichi la condizione di caos permanente nella quale un "manipolo di tiranni", dice il papa, ci ha condotti (L'Osservatore romano traduce elegantemente: manipolo di dominatori). Vale il nuovo disordine mondiale al posto del vecchio ordine mondiale, e questo lo avevamo capito. Ma la condizione di guerra diffusa, mai dichiarata e mai conclusa, senza un inizio e senza una fine, come chiamarla? Fu Putin, quando coniò l'eufemismo "operazione militare speciale" pur di non dire "guerra contro l'Ucraina", a dare per primo il segnale che la vecchia antitesi guerra/pace appartiene al passato. Il rapimento di Maduro prevedeva l'uso delle armi, e la violazine della sovranità di un altro Paese, ma gli Usa non sono in guerra con il Venezuela. Nè assomiglierebbe alla pace l'allentamento della morsa di Israele sul Libano. - Forse l'obiettivo è fare della violenza militare, dei bombardamenti, del massacro di civili nelle loro case, non una grave emergenza (la guerra!) ma una presenza endemica (cioè Normale). Le bombe e i carrarmati come i parlamenti e le diplomazie: normali (appunto) attori politici.
Continua... to be continued...