11 agosto '26 - martedì
lucianone - bottle in the air
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martedì 11 agosto 2026
venerdì 7 agosto 2026
Riflessioni del Venerdì - I nostri cari personaggi, idoli, punti anche di riferimento scomparsi. E ci accorgiamo che la morte è verità che ci sommerge tutti...
7 agosto '26 - venerdì 7th August / Friday visione post - 8
C'è una frase che quasi tutti non vorrebbero mai sentire: "Prima o poi... ". E il resto è facile da indovinare. Quando poi si parla di personaggi noti, famosi che più o meno ammiriamo tutti, si rimane basiti per un pò, perchè non ce l'aspettavamo e avremmo voluto, pensato, immaginato che vivessero ancora, che potessimo vederli ancora in tv o sentire per un bel pò le loro voci e ammirare, scrutare i loro volti.
Mesi fà se n'era andato Alex Zanardi, uno dei miei idoli che avevo visto per la prima volta nei primi semplici giochi da computer ma subito non pensavo fosse un pilota veramente esistito, ma solo una invenzione da videogame. Poi avevo saputo che era uno dei più grandi piloti di Formula Uno e che aveva gareggiato addirittura nei grandi circuiti americani. E negli States era già considerato grande campione. Ma il terribile jncidente di gara a Indianapolis, pur avendo salva la vita, gli aveva stravolto per un attimo i suoi piani di futuro campione. Ma lui non si arrese. E il suo carattere romagnolo/emiliano gli fece allora prendere altre strade sportive. Sempre con successo, finchè ebbe l'incidente sulla sua auto a rotelle che lo convinse al ritiro defintivo, lavorando anche in tv in parecchi programmi sportivi. -
Poi è scomparso Osvaldo Bagnoli, grande allenatore che dedicandosi a svolgere il suo lavoro a Verona,portò ...
continua... to be continued...
martedì 28 luglio 2026
Politica / Sport - Almeno simulare fair play
28 luglio '26 - martedì 28th July / Tuesday visione post - 7
(da la Repubblica - 28 luglio / l'Amaca di Mihele Serra)
Almeno simulare fair play
Il ministro dello Sport Abodi ha atteso meno di un secondo per esprimere la sua malcelata soddisfazione per l'inciampo del suo rivale Malagò, che ha dovuto tornare sui suoi passi sulla vicenda Pirlo. "Una brutta figura", ha commentato Abodi. - Poteva dire "una faccenda sfortunata", o "un incidente di percorso", invece no: "brutta figura". Aspettarsi che un ministro dello Sport offra un appoggio leale al presidente della più importante federazione sportiva del Paese (così come dal ministro dell'Interno ci si aspetta che non manifesti ostlità per il capo della Polizia) vuol dire non conoscere l'Italia. La faida personale e il malanimo tra capibranco in lotta sono la regola. Che qualcuno lavori per uno scopo comune, anche se gli interessi personali divergono, è pura utopia; e anche il piano B, che sarebbe affrontare le difficoltà altrui almeno fingendo fair play, è impensabile. Non siamo un paese di signori, no che non lo siamo. - Come aggravante politica va aggiunto che questo governo, a più riprese, ha manifestato ostilità per l'autonomia dello sport, e non solo dello sport. Una specie di nevrosi da controllo lo pervade, come dimostrato dal fallito assalto al Coni, dalla governance intollerante della Rai e da altre operazioni di assoggettamento (il caso più recente, del quale si parla poco o affatto, è Ispra, l'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, la cui autonomia scientifica è parsa meno salda in occasione del varo delle nuove norme sulla caccia). Ma fino a che non sarà direttamente il ministro dello Sport a nominare il ct della Nazionale, e magari a fare la formazione, sarebbe elegante almeno simulare spirito di collaborazione con il presidente federale.
Lucianone
lunedì 13 luglio 2026
Ultime Notizie - dall'Italia e dal mondo / Latest news
13 luglio '26 - lunedì 13th July / Monday visione post - 13
Sport / tennis
Jannik Sinner - A Wimbledon bis storico di Sinner / Adesso Londra è azzurra ed è una "vittoria speciale" per il Numero Uno / Doma Zverev in quattro set e si conferma campione / E' il q uinto Slam conquistato in carriera / "E' stata dura dopo Parigi - ha detto dopo il trionfo - Ho sacrificato tanto per essere in questa posizione. Questo traguardo significa molto, è un giorno speciale".
Altri campioni del tennis nel passato lontano: Adriano Panatta, Pietrangeli, Barazzutti, Campores e parecchi ancora. Ma mai come Sinner. Sì, sicuro che allora erano tempi in cui il tennis era uno sport minore, poco praticato dalla massa, non ancora valutato e considerato uno sport "vero", ma quei pochi che gli si dedicavano lo facevano isolati, poco apprezzati. Oggi, e apartire soprattutto dagli anni Novanta, tutto in questo sport si è evoluto. E ormai Jannik ha dato inizio a una nuova era di campioni e campionesse. E meno male!
Esteri / battaglia sul controllo di Hormuz
Pioggia di missili Usa sull'Iran e navi colpite / Teheran annuncia la chiusura dello Stretto ma gli Usa smentiscono / Lagarde a Washington / Trump: Hormuz lo controllo io
Italia / Primo piano
Torna l'ansia da inflazione: occhi su diesel e gas / Ministro Urso: "Se i carburanti risalgono, aiuti mirati a imprese e famiglie" / Il sì dell'Italia contro gli Antifa: un segnale di Meloni a Donald Trump / Tensione Conte-Pd su Mosca / Il dem Provenzano. "Conte ha il problema Di Battista e sta alzando il tiro a scapito di Ucraina e Kiev"
Lucianone
SPORT / Tennis - Altro che nazionale azzurra: per fortuna abbiamo Jannik Sinner!
13 luglio '26 - sabato 13th July / Saturday visione post - 38
Ieri, domenica 12 luglio, è una data da ricordare bene, da fissare nel mondo dello sport italiano e non solo.
Ci stiamo ancora tutti, o quasi, stropicciando gli occhi, dopo aver visto set dopo set (quattro giochi/partite in tutto in più o meno quattro ore) quello che ormai non è più un extraterrestre-tennista ma un consolidato enorme sportivo-esperto atleta del tennis (e chi più ne ha più ne metta) che risponde a un nome ormai magico: Jannik di 24 anni e Sinner di cognome e italianissimo, anche se altoatesino - alla faccia di chi ancora oggi lo sfotte, chiamandolo "tedesco" magari di esportazione. Col cavolo! Jannik Sinner è italianissimo ed è, per giunta, il nostro orgoglio nazionale. Non c'è Italia del calcio che tenga, non c'è ormai paragone, e semmai è lui, il semplice Jannik che tiene alto, altissimo l'orgoglio italico sportivo, e soprattutto dopo che fino a quasi una decina d'anni fà e oltre il tennis "non veniva considerato" un granchè: ci mancavano campioni come Sinner che portassero i giovani ad avvicinarsi finalmente a questo magnifico sport (io stesso l'ho praticato a suo tempo come dilettante per parecchi anni). E infatti dietro la scia di Jannik è nato un vivaio di giovani (escluso Berrettini) che è stato trascinato dalle vicende più che esaltanti di questo giovane altoatesino, alto di statura e dal carattere tosto e sicuro come sono di solito gli altoatesini. Dallo sci, sport dove pure faceva bene con ottimi risultati, Jannick è passato al tennis, voluto testardamente come suo primo sport preferito e ponendosi gìà obiettivi e risultati.
Ma tornando al partitone di Wimbledon, in cui Sinner ha battuto in finale il tedesco Zverev, e dove ci siamo sì "stropicciati gli occhi" per la vittoria del nostro eroe, ma anche per la gran partita combattuta da Zverev, mai visto così forte e soprattutto sull'erba. E in certi momenti della gara sono stati due giganti, finchè la forza di carattere e di gioco di Jannik ha prevalso alla fine, pallina dopo pallina giocata con grande vigore soprattutto nei servizi e negli affondi degli "ace" su un tenace ma alla fine stressato Zverev. - E pensare, comunque, che a Parigi nel "Roland Garros" Jannik era crollato per il gran caldo (gli organizzatori gli avevano riservato la sorpresina di farlo giocare nella canicola di un mezzogiorno di fuoco come fosse il "supereroe" di un film), mettendo a dura prova il fisico e la mente. Niente: il nostro è letteralmente crollato. E in seguito, visite approfondite, più d'una, per esaminare se ci fossero conseguenze più o meno gravi. Alla fine, no tutto a posto. Era stata solo colpa di quello scherzetto parigino. E Sinner è tornato come nuovo, come ai vecchi tempi e ancora meglio. A Londra il suo punto di forza è stato il servizio e lo smash dei suoi "ace" alla battuta. E insomma abbiamo così potuto in buona parte dimenticare la delusione per la mancata partecipazione degli Azzurri al Mondiale americano di football. Evviva, ancora una volta, il super Jannick e per contrasto un Abbasso ai nostri ex eroi della Nazionale italiana. Troppo tempo senza un trionfo mondiale. E adesso andare a capire perchè e trovare rimedio andando a pescare dei "Sinner" pure nel calcio. E non sarà facile!
- Luciano Finesso -
Lucianone
mercoledì 10 giugno 2026
Commenti - OPINIONI / Sulla Scuola - Compiti per le vacanze?
10 giugno '26 - mercoledì 10th June / Wednesday visione post - 7
(da Corriere della Sera - 8 giugno, lunedì / Ultimo Banco - Alessandro D' Avenia)
COMPITI PR LE VACANZE?
Oggi in molte scuole è l'ultimo giorno: un anno scolastico è "valido" se ha 200 giorni effettivi, Da domani: scrutini, pagelle e, per chi è alla fine di medie e superiori, l'esame. Crediamo ancora che scuola sia un perimetro burocratico di giorni e banchi, domeniche escluse. Potremmo invece aprirci alla più gioiosa realtà che "scuola" sia una dimensione permanente dell'anima. La vita umana è fatta di due soli movimenti: andare a scuola e tornare a casa, dove scuola e casa sono i due poli da cui passa l'energia che accende l'esistenza. Infatti a scuola "si va" e a casa "si torna", perchè scuola è andare incontro al mondo, il Viaggio, e casa è la stabilità delle relazioni primarie, Itaca. Se queste relazioni sono solide il bambino e l'adolescente maturano l'equilibrio e il coraggio necessari a esplorare per scoprire con chi e cosa entrano in risonanza, per costruire poi loro una casa, nuovi legami stabili e fecondi. Casa-scuola-casa-scuola,,, circolo virtuoso che evita all'anima di chiudersi nella paura o perdersi nella confusione. Per questo dedico le ultime lezioni dell'anno a fare ciò per cui la "scuola" esiste: trovare il "fuoco" dei ragazzi. Dove e quando la tua vita si accende e accende chi ti sta vicino? Dove e quando sei entusiasta (in greco antico significava "avere un dio dentro": qualità di poeti, profeti e innamorati)? Dove e quando quindi sei ispirato, presente, vivo?
A che cosa serve la scuola? - La scuola serve a scoprire i propri fuochi e le materie sono "inneschi", ma non bastano. Il fuocio non coincide con il futuro lavorativo, che potrà (si spera) esserne una manifesta-zione. Il fuocio è il dono che rende noi stessi un dono. E' il perchè sei al mondo, ha origine dentro, dà energia e la comunica agli altri. fa sentire vivi e del tutto presenti, ferma il tempo. Il fuoco è il dono che rende noi stessi un dono. E' il perchè sei al mondo, ha origine dentro, dà energia e la comunica agli altri, fa sentire vivi e del tutto presenti, ferma il tempo. Se siamo "on fire", come di dice in slang inglese, non ci importa del giudizio altrui, perchè il consenso è fame di senso camuffata. Fuoco non è semplicemente ciò che piace (guardare film, leggere, ballare...), ma la fonte primaria dell'azione. Allinea mente, cuore e corpo: ci "focalizza". cioè genera l'attenzione che fa maturare la vita. Libera dalle aspettative e dalle suggestioni di mode e idoli (illusioni di destino). Non manipola e non fa violenza, rende la vita migliore agli altri (chiedete a un amico: che cosa porto nella tua esistenza?). Può essere un'abilità, un interesse o un'attitudine: qualcosa che riesce bene (sport, strumento, scrittura, lingue...), che sta a cuore (natura, vita interiore, relazioni...), una qualità speciale (ascoltare, prendersi cura, costruire, imparare). Con domande precise provo ad aiutare i ragazzi a mettere "a fuoco" la propria vita, facendoli poi confrontare con i genitori perchè quella luce sia custodita anche da loro. Infine devono darsi da soli "i compiti", perchè "compito" è molto più degli esrcizi da fare a luglio o copiare a settembre, è "compiere" se stessi sempre: come alimento i miei fuochi? Quanto tempo dedicherò ogni giono a ciascuno? Così non inizia la "vacanza" da vacuum, vuoto, contenitore di noia e di schermi (consiglio i libri "La generazione fantastica" di Haidt e Price per figli e alunni da 8 a 13 anni, e "The element: trova il tuo elemento" di Robinson da 14 a 18) ma la "pienanza" , da plenum, pieno, contenitore di impegno e gioia.
Lucianone
mercoledì 27 maggio 2026
SPORT - calcio / Serie A 2025/26 - 38^ e ultima giornata / Risultati
27 maggio '26 - mercoledì visione post - 7
Risultati delle partite
Fiorentina - Atalanta 1- 1
Bologna - Imter 3 - 3 Lazio - Pisa 2 - 1
Parma - Sassuolo 1 - 0
Napoli - Udinese 1 - 0 H. Verona - Roma 0 - 2
Lecce - Genoa 1 - 0 Milan _ Cagliari 1 - 2
Cremonese - Como 1 - 4
Torino - Juventus 2 - 2
CLASSIFICA finale
INTER 87 / Napoli 76 / Roma 73 / Como 71 / Milan 70 / Juventus 69 / Atalanta 59
Bologna 56 / Lazio 54 / Udinese 50 / Sassuolo 49 / Torino, Parma 45 / Cagliari 43
Fiorentina 42 / Genoa 41 / Lecce 38 / Cremonese 34 / H. Verona 21 / Pisa 18
Inter - squadra campione d'Italia, conquista lo scudetto
Cremonese, Verona e Pisa - le tre squadre retrocesse nella serie B
Continua...
domenica 10 maggio 2026
Cultura / Intervista - La filosofa Lea Ypi: siamo liberi, ma solo attraverso l'identità europea
10 maggio '26 - domenica 10th May / Sunday visione post - 6
(da la Repubblica, 10 maggio '26 - Rcultura / Intervista con Lea Ypi - Raffaela De Santis)
Intellettuale amata dalle nuove generazioni, Lea Ypi intreccia nell'ultimo memoir, "Dignità", le vicissitudini famigliari nell'Albania comunista a una riflessione più ampia su una politica che ritrovi moralità.
Siamo liberi solo riscoprendo l'identità europea
Da un pò di tempo Lea Ypi, intellettuale amata dalle nuove generazioni, continua a ripetere che la politica deve ritrovare la moralità perduta. Una cattedra alla London School of Economics, formazione marxista, laurea alla Sapienza di Roma, infanzia nell'Albania comunista: la biografia della quarantaseienne intellettuale più amata dalle nuove generazioni, frequentatrice di simposi a porte chiuse e di festival affol-latissimi, è un mix di esperienze esistenziali e accademiche. Ypi ama scrivere libri più letterari che saggistici, ibridi di riflessioni, memorie e racconti. L'ultimo, Dignità (Feltrinelli), sembra un corposo memoir sulla sua famiglia, in realtà è una chiave per leggere il mondo. La filosofa del momento, acuta osservatrice dei nazionalismi attuali e critica del capitalismo, non si crogiola in vittimismi ma fa un appello: riscopriamo l'Europa delle origini.
Raffaela De Santis - Partiamo proprio dallEuropa. Le sembra debole?
Lea Ypi: "Penso che la crisi dell'Europa possa essere un' opportunità. L'allontanamento dagli Stati Uniti può stimolare la riscoperta del pensiero europeo, può spingersi a ripensare le istituzioni comunitarie. Non penso che l'Europa debba puntare sul nazionalismo per fortificarsi. Al contrario dovrebbe recuperare il progetto cosmopolita e federalista che era di Altiero Spinelli e Ernesto Rossi".
R. De Santis - Non la convince il discorso sul riarmo e sulla necessità di un esercito europeo che molti anche da sinistra sostengono?
L. Ypi: "ogni volta che ci si riarma c'è una guerra mondiale. Conosciamo il movimento della storia: si parte da una crisi economica, si passa per una guerra tariffaria, si arriva al riarmo. L'escalation è nota, la tappa finale è la guerra. E dopo la guerra per arrivare alla pace ci vorrà un compromesso. - E' un movimento che si porta dietro morte, tragedie, catastrofi. senza contare che oggi all'orizzonte c'è la possibilità di un conflitto nucleare, del quale non riusciamo neanche a immaginare i contorni. Sappiamo inoltre che il riarmo toglie risorse economiche alla scuola, alla sanità, alle infrastrutture. La politica dovrebbe ritrovare il valore della dignità".
R. De Santis - Veniamo al libro, dove racconta la storia dei suoi nonni dall'impero ottomano, alla Grecia, all'Albania comunista. Tutto ruota intorno a quella parola, "dignità", che da memoria familiare diventa categoria politica.
L. Ypi: "Inizio con una citazione di Kant: "Nel regno dei fini, tutto ha un prezzo o una dignità". La dignità non ha prezzo, non è fungibile come una merce, non è riducibile a rapporti di scambio. Esce dalla logica del capitalismo, basato sul profitto. Nelle democrazie il diritto dovrebbe essere dignitoso, libero dai rapporti di forza".
R. De Santis - A cosa sta pensando?
L. Ypi: "Trump è la forza che si fa potere. Non è un fenomeno nuovo nella storia statunitense, ma ora l'articolazione è più esplicita. Trump non prova neanche a fingere di rispettare un ordine internazionale, dice esplicitamente che si muove per il petrolio. Il motto "Make America Great Again" smaschera i limiti di ogni nazionalismo: in un mondo che aspira ad essere "grande" non c'è spazio a sufficienza per tutti"
R. De Santis - Torniamo alla nonna, alla sua lezione sulla dignità. Lei viene da una famiglia cosmopolita importante.
L. Ypi: "Sono cresciuta con mia nonna Leman durante il vomunismo. Mi raccontava storie, mi parlava in francese, mi leggeva libri. Era per me una figura di riferimento. Sapevo che era nata in Grecia, a Salonicco, e che aveva studiato in un liceo francese ma il resto era avvolto dal mistero. Parlava poco di sè, anche perchè sotto il comunismo il suo retaggio culturale e sociale era considerato un peso. Venire dalla borghesia o dall'aristocrazia non era ben visto. Ho scoperto il suo passato dopo la caduta del Muro. Fino a quel momento non avevo idea dei traumi che aveva subito".
R. De Santis - Aveva avuto una vita difficile?
L. Ypi: "Mio nonno, Asilan Ypi, era un socialdemocratico critico rispetto al comunismo albanese. Venne messo in prigione per 15 anni e lei rimase sola, con un figlio. Fece qualsiasi lavoro per sopravvivere, finì anche a scavare trincee. Aveva perso tutto: la famiglia, i soldi, la posizione sociale, ma non la dignità. Lei diceva che la dignità è "qualcosa che ti porti dentro". L'arrivo in Albania per lei era stato duro, era passata dal mondo cosmopolita di Salonicco - ormai non più esistente - allo Stato nazione albanese, dove si sentiva un pò straniera, un'outsider. Scontava anche il fatto di essere considerata una greca in Albania, come prima era stata considerata un'albanese a Salonicco".
R. De Santis - E' bella la storia dell'amore tra i suoi nonni, raccontata partendo da una fotografia da lei ritrovata negli archivi.
L. Ypi: "Anche mio nonno faceva parte di una famiglia dell'élite. Suo padre - il mio bisnonno - era un conservatore che sosteneva gli interessi dei proprietari terrieri ed era legato alla destra popolare. Era stato ministro nel governo collaborazionista fascista".
R. De Santis - Forse anche per queste memorie familiari, uno dei focus della sua ricerca sono i naziona-lismi?
L. Ypi: "Ogni nazionalismo fa eva sulla questione dell'identità: chi sei, dove è la tua casa, a chi appartieni. Nel Novecento molti movimenti nazionalisti sono stati alimentati da forze progressiste. Oggi gli Stati-nazione si fondano sull'esclusione dell'altro, dell'immigrato, di chi non si integra".
R. De Santis - Le politiche di potenza sono spesso sostenute da rivendicazioni di superiorità valoriale rispetto ad altre culture.
L. Ypi: "Non mi convince la spiegazione dei conflitti legata allo scontro di civiltà. Anche la sinistra pare abbia smesso di leggere la storia come sviluppo di scambi economici, politici e sociali che poco hanno a che fare con la cultura. Il nazionalismo e il capitalismo credo siano i principali ostacoli nel XXI secolo".
R. De Santis - Come giudica il trionfo di Farage in Inghilterra?
L. Ypi: "E' un disastro anticipato per i laburisti al governo. Avevano sperato che rincorrendo l'estrema destra con la retorica anti-immigrazione avrebbero mantenuto il consenso elettorale. In realtà è successso il contrario: hanno perso a sinistra (sono avanzati i Verdi) e a destra (è cresciuto il partito Reform di Farage, come previsto). Penso possa servire di avvertimento per gli altri partiti di centro-sinistra in Europa perchè non ripetano gli stessi errori".
R. De Santis - Quali sono le alternative?
L. Ypi: "Una vera terza via, diversa da quella di Blair e Schroder, che nasca da una duplice resa dei conti con il socialismo di Stato e con il capitalismo nelle sue varie versioni".
R. De Santis - La lezione ella memoria può servire?
L Ypi: "A patto che guardi alle strutture della storia, a ciò che si nasconde oltre la superficie. Non serve incolpare Hitler o Stalin ma bisogna andare a vedere come si muove la storia e perchè. La letteratura è importante anche per questo: perchè inquadra la realtà in modo più ampio e profondo, illumia gli angoli oscuri, quelli che in genere non ci vengono raccontati".
Lucianone
lunedì 4 maggio 2026
SPORT - calcio / Serie A '25 / 26 - 34^ giornata / risultati e classifica - Commento
4 maggio '26 - lunedì 4th May / Monday visione post - 8
Risultati delle partite
Pisa - Lecce 1 - 2 Udinese - Torino 2 - 0
Como - Napoli 0 - 0 Atalanta - Genoa 0 - 0
Bologna - Cagliari 0 - 0 Sassuolo - Milan 2 - 0
Juventus - H. Verona 1 - 1 Inter - Parma 2 - 0
Cremonese - Lazio 1 - 2 Roma - Fiorentina 4 - 0
CLASSIFICA
INTER 82 / Napoli 70 / Milan 67 / Juventus 65 / Roma 64 / Como 62 / Atalanta 55
Lazio 51 / Bologna, Sassuolo 49 / Udinese 47 / Parma 42 / Torino 41 / Genoa 40
Cagliari, Fiorentina 37 / Lecce 32 / Cremonese 28 / H. Verona 20 / Pisa 18
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