martedì 31 marzo 2026

SOCIETA' / Italia - Quella frattura tra ragazzi e adulti

 31 marzo '26 - martedì                               31st March / Tuesday                         visione post - 3

(da La Stampa - Commenti e Idee / di Antonella Inverno)

Quella frattura tra ragazzi e adulti

Quanto è successo in provincia di Bergamo - il ragazzo di tredici anni, poco più che un bambino, che ha accoltellato la sua insegnante - è solo l'ultimo in ordine di tempo di una serie di atti violenti commessi da giovanissimi in tutta Italia.  Questo caso, come gli altri, va guardato nella sua unicità; tuttavia tutti raccontano qualcosa dello stato di salute degli adolescenti e di quello delle relazioni educative. Nella delicata fase dell'adolescenza si è ancora nel pieno di un processo di crescita  in cui rabbia e frustrazione possono assumere una forza travolgente, soprattutto quando non trovano spazi di riconoscimento e di elaborazione, quando dentro si accumulano tensioni, incomprensioni, vissuti di esclusione.  Un elemento che questi casi mettono in luce è la difficoltà, da parte degli adulti, di intercettare per tempo i segnali di disagio. -  Segnali che restano frammentati tra scuola e famiglia, raramente condivisi in modo sistematico e tradotti in interventi tempestivi e continuativi.  Si interviene, più che altro, quando il problema esplode e due vite sono cambiate per sempre: quella della vittima, e anche quella di chi ha commesso un atto tanto feroce.  -   

Con il rapporto (DIS)ARMATI, frutto di un lungo lavoro di ricerca sul campo, Save the Children ha messo in evidenza  alcuni tratti comuni  agli episodi di violenza agiti dagli adolescenti, con la volontà di alimentare la riflessione sulle misure di prevenzione più efficaci. Questo tipo di violenza non ha una finalità strumentale. -   L'obiettivo non è l'eliminazione fisica: spesso i ragazzi non appaiono consapevoli delle conseguenze gravissime e a volte ir-reversibili dei loro atti. Un gesto del genere appare come utile a dimostrare forza, a recuperare rispetto. Il suo valore è legato alla visibilità e alla reazione degli altri. 

Continua... to be continued...  

Ultime notizie - dall'Italia / Latest news - from Italy

 31 marzo '26 - martedì                                   31first March / Tuesday

sabato 21 marzo 2026

SPORT - calcio / serie A '25 / 26 - 29^ giornata / risultati, classifica e commento

 21 marzo '26 - sabato                                       21st March / Saturday                  visione post - 5

Risultati delle partite

Torino - Parma  4 - 1  Inter - Atalanta  1 - 1

Napoli - Lecce  2 - 1   Udinese - Juventus  0 - 1

H. Verona - Genoa   0 - 2   Pisa - Cagliari  3 - 1

Sassuolo - Bologna  0 - 1  Como - Roma   2 - 1

Lazio - Milan   1 - 0   Cremonese - Fiorentina  1 - 4

CLASSIFICA

Inter   68  /   Milan   60  /  Napoli   59  /  Como   54  /  Juventus   53  /   Atalanta   47  /  Bologna   42

Lazio   40  /  Sassuolo   38  /   Udinese   36  /  Parma   34  /  Genoa, Torino   33  /  Cagliari   30

Fiorentina   28  /  Lecce   27  /  Cremonese   24  /  Pisa, H. Verona   18

Commento

Il Milan perde a Roma con la Lazio e vanifica la piccola rimonta che si stava procurando dopo i tre punti guadagnati contro l'Inter la settimana scorsa. Il Napoli prova a recuperare con ben 2 vittorie di seguito e 6 punti in soli due match, ma il distacco dalla prima è di quasi 10 lunghez-ze cioè un pò troppo.  Como e Juventus molto bene come punti e possono per ora accedere alla Champion's.  Nel fondo classifica il Verona ha perso malamente col Genoa (ancora in casa) dopo la bella vittoria col Bologna in trasferta: alti e bassi che la penalizzano sempre più. Poi ci sono Cremonese e Lecce che non possono più compiere passi falsi e qualche sconfitta in più nelle prossime ultime gare le possono inguaiare non poco, fatto comunque non ancora del tutto evidente che la Fiorentina sia fuori dalla lotta! (Luciano Finesso)

Lucianone

Commenti e Idee - Una domanda rimasta nell'aria

 21 marzo '26 - sabato                                  21st March / Saturday                       visione pot - 11

(da la Repubblica, 20 marzo '26 -  l'Amaca / Michele Serra)

Una domanda rimasta nell'aria

Nessuna legge o convenzione stabilisce quali media la presidente del Consiglio debba frequentare. E quali no. Niente di scandaloso, dunque, nella sua decisione di affidare a una chiacchierata con Fedez il momento più alto della sua campagna referendaria. Una interlo-cuzione amichevole è più rilassante di un contraddittorio. -  Rimane la libertà, a ci che resta del'opinione pubblica, di avere un piccolo sussulto quando Meloni a proposito dell'attacco di Israele e Stati Uniti all'Iran, indica come "unico scenario ragionevole tentare di chiudere un accordo per cui l'Iran accetta di utilizzare l'uranio solo a scopi civili e non militari". Beh, quel- la "soluzione ragionevole" già era in campo, grazie al lavoro dell'amministrazione Obama. Poi Trump l'ha cancellata. E la prima cosa che anche il meno distratto dei giornalisti avrebbe fatto notare a Meloni è esattamente questa: mi scusi, presidente, ma ppichè l'accordo che lei auspica c'era già, secondo lei come mai Trump lo ha stracciato? Aveva gà in mente di attaccare l'Iran? Fedez non è un giornalista, è un ragazzo vivace, con qualche talento in campo artistico. Non si può pretendere che lui, o il suo compagno di microfono, siano in grado di far notare a Meloni ciò che anche il più scalcinato dei giornalisti, purchè non affiliato alla causa, avrebbe fatto notare: e cioè che Obama aveva trattato con l'Iran precisamente con le intenzioni oggi espresse da Meloni, e con ottimi risultati; e Trump, quelle intenzioni, le ha poi calpestate. 

Resta da dire che si capisce perchè Meloni abbia deciso di parlare da Fedez, e non in sedi nelle quali qualche nozione di storia e di politica è ancora disponibile. Il rispetto della realtà è una fatica supplementare per chi fa già un lavoro faticoso come la presidente del Consiglio.

Lucianone

sabato 14 marzo 2026

SPORT - calcio / Serie A '25 / 26 - 28^ giornata / risultati, classifica, commento e video

 14 marzo '26 - sabato                                   14th March / Saturday                        visione post - 6

Risultati delle partite

Napoli - Torino 2 - 1    Cagliari - Como  1 - 2

Atalanta - Udinese  2 - 2    Juventus - Pisa  4 - 0

Lecce - Cremonese   2 - 1   

Bologna  -  H. Verona  1 - 2   Fiorentina - Parma  0 - 0

Genoa - Roma  2 - 1     Milan - Inter  1 - 0  

Lazio - Sassuolo  2 - 1

Classifica

Inter  67  /  Milan  60  /  Napoli  56  /  Como, Roma  51  /  Juventus  50  /  Atalanta  46  /  Bologna  39

Sassuolo  38  /  Lazio  37  /  Udinese  36  /  Parma  34  /  Genoa, Cagliari, Torino  30  /  Lecce  27

Fiorentina  25  /  Cremonese  24  /  H. Verona  18  /  Pisa  15  

Commento  (di Luciano Finesso)

Lo scontro diretto al vertice ha visto passare la squadra rossonera del Milan che riduce il distacco di 7 punti. Nerazzurri in palese difficoltà ma con un margine di distacco a proprio vantaggio ancora molto alto e che dovrà gestire al meglio nelle restanti 9 partite. Le quattro squadre che seguono le due leader di Milano, Como compreso, si giocheranno gli altri posti per la Champion's escludendo per ora un ritorno della squadra bergamasca di Palladino.  Guardando alle zone-retrocessione, c'è stato un balzo in avanti notevole della Viola (che comunque sembrava prevedibile) anche se il pareggio col Parma l'ha un pò frenata. Da notare poi il mezzo crollo della Cremonese che non riesce più a vincere nè fuori nè in casa propria ed è un grosso campanello d'allarme. Per contro c'è un Verona Hellas che sembra a tratti resuscitato ma gli mancano soprattutto risultati utili per la salvezza definitiva proprio al Bentegodi davanti al suo popolo, e la prossima gara col Genoa tra le mura amiche potrebbe essere l'esame più importante della stagione: o si vince o si torna, dopo 9 anni, nel purgatorio con iniziale B. Ma la brillante partita col Bologna farebbe ben sperare! 




 Lucianone

SPORT / calcio - Serie A 27^ giornata '25 - 26 / Partite e video

 14 marzo '26, sabato                                    14th March / Saturday                       visione post - 5

Risultati delle partite 

Parma - Cagliari  1 - 1     Como - Lecce  3 - 1

H. Verona  -  Napoli  1 - 2    Inter - Genoa  2 - 0

Cremonese - Milan  0 - 2   Sassuolo - Atalanta  2 - 1

Torino - Lazio  2 - 0     Roma - Juventus   3 - 3

Pisa - Bologna   0 - 1   Udinese - Fiorentina   3 - 0




 
Lucianone

POLITICA / Italia - Le giravolte della premier Meloni

 14 marzo '26, sabato                                   14th March / Saturday                         visione post - 17

( da la Repubblica - 12 marzo '26  /  di Annalisa Cuzzocrea)

Commento -

La giravolta della premier

Stretta tra una guerra che non vuole appoggiare nè rinnegare e un referendum sulla giustizia che rischia di minare il suo governo, Giorgia Meloni va in affanno. Chiede un ruolo più forte dell'Europa, ma sostiene il diritto di veto con cui Orbàn blocca gli aiuti all'Ucraina. Offrre un tavolo di collaborazione al'opposizione ma lo fa quasi per caso - alla fine della replica al Senato - senza crederci davvero.  L'apertura dura sei ore, viene richiusa - dopo il dibattito - da una presidente del Consiglio che spara a caso: contro il Pd e i 5 stelle che non avevano protestato per l'uccisione da parte degli Stati Uniti del generale iraniano Soleimani. Un intervento mirato paragonato a una guerra su larga scala. Contro il governo D'Alema - vicepremier e ministro della Difesa era Sergio Mattarella - che ha partecipato all'intervento della Nato in Kosovo nel 1999. Senza passare al Parlamento, sostiene Meloni, fingendo di non ricordare che il voto ci fu e che a sostenere e permettere quell'azione militare fu Silvio Berlusconi. Contro tutti coloro che si sono rallegrati della liberazione dal nazifascismo, avvenuta anche grazie agli Stati Uniti, e che ora non pensano lo stesso della liberazione del popolo iraniano. Nessumo di questi eventi assomiglia a quel che sta avvenendo in medio Oriente, ma è evidente che la presidente del Consiglio non sa più dove colpire. Perchè non sa cosa pensare. -   L'intervento scritto e meditato, presentato al mattino al Senato, aveva concesso due cose a chi guarda alla guerra con preoccupazione. Con un giro di parole Meloni aveva detto che si tratta di un intervento che avviene al di fuori del diritto internazionale, come aveva fatto il ministro della Difesa Guido Crosetto. E aveva aggiunto di aver chiesto a Israele di non attaccare le basi Unifil in Libano: la missione Onu è guidata dall'Italia, sul terreno ci sono oltre mille dei nostri soldati. Inoltre, aveva espresso dolore per la morte dei civili, tra cui almeno 150 bambine nella scuola di Minab, nel sud dell'Iran, chiedendo che su questo venga fatta chia-rezza. Tutto questo, per, era stato accompagnato da un'idea di fondo: i diritto internazionale è stato rotto dall'invasione dell'Ucraina da parte della Russia, che siede nel Consiglio di sicurezza dell'Onu. E ades-so tutto è possibile. Come non si dovesse lavorare per difendere quel che resta o per costruire qualcosa di alternativo. Come se davvero - d'ora in poi - il ruolo dell'Italia e dell'Europa potesse essere quello di "osservatori" di grandi potenze che si lanciano missili.  Magari con un cappellino rosso in mano, come l'osservatore Tajani al Board of peace di Trump.   Meloni non nomina il presidente americano, non fa riferimento al fatto che più inchieste hanno sostenuto che sulla scuola di Minab sono piovuti missili statunitensi, non dice nulla che non suoni vago e generico perchè ha due problemi. Il primo è che sa bene che il conflitto innescato da Israele e Stati Uniti è impopolare - lo dimostrano i continui riferimenti ala posizione assunta dal premier spagnolo Pedro Sanchez, in salita nei sondaggi - ma non può permettersi di prendere le distanze da Trump.  Sostiene che a non poterlo fare è l'Italia, che agli Stati Uniti ha delegato a lungo la sua sicurezza. E' in parte vero, com'è però vero che il partito di Meloni fa parte della famiglia politica del tycoon. Ne condivide le idee e la cultura di riferimento. Il secondo problema è un referendum che non voleva politicizzare, ma a cui ha finito per dedicare molte più energie di quante avrebbe voluto. Tanto da non riuscire a sfuggire alla propaganda neanche al Senato, dove per difendere le sue leggi contro l'immigrazione clandestina ha rinnovato un attacco ai giudici "che liberano stupratori di bambini", facendo riferimento a mancati trattenimenti dovuti a procedure errate. E dimenticando che a rimandare a casa in Libia con tutti gli onori su un volo di Stato un assassino e stupratore di bambini ricercato dalla Corte penale internazionale sono stati lei e il suo governo. Senza mai spiegarne le ragioni.  -   Per questo incrocio di debolezze, meloni aveva bisogno di un dialogo con l'opposizione così come ha bisogno di dire che a decidere sull'eventuale uso delle basi italiane in guerra sarà il Parlamento. Un modo per mettere distanza tra sè e una scelta che non le porterebbe consenso. Ma è anche questo un gioco di prestigio: alle Camere la maggioranza è la sua, e nessuno dei suoi oerebbe mai votarle contro. Se la premier ritenesse davvero di poter collaborare con  l'opposizione, non avrebbe aspettato dodici giorni prima di proporlo; non avrebbe usato il suo discorso per fare propaganda contro i giudici; non avrebbe difeso il diritto di Orbàn di bloccare l'Europa.  Ma Meloni sa di non poter dare all'opposizione quel che chiede: la richiesta di un cessate il fuoco immedia- to a Trump e Netanyahu e la negazione delle basi italiane per azioni d'attacco.  E così, quella che poteva essere una vera prova di unità - perfino necessaria davanti a una crisi che rischia di fare molto male al nostro Paese - diventa puro teatro. Provocazioni, colpi a effetto, risatine tra i banchi. Fuori, il mondo in fiamme.

Lucianone