13 luglio '26 - sabato 13th July / Saturday visione post - 38
Ieri, domenica 12 luglio, è una data da ricordare bene, da fissare nel mondo dello sport italiano e non solo.
Ci stiamo ancora tutti, o quasi, stropicciando gli occhi, dopo aver visto set dopo set (quattro giochi/partite in tutto in più o meno quattro ore) quello che ormai non è più un extraterrestre-tennista ma un consolidato enorme sportivo-esperto atleta del tennis (e chi più ne ha più ne metta) che risponde a un nome ormai magico: Jannik di 24 anni e Sinner di cognome e italianissimo, anche se altoatesino - alla faccia di chi ancora oggi lo sfotte, chiamandolo "tedesco" magari di esportazione. Col cavolo! Jannik Sinner è italianissimo ed è, per giunta, il nostro orgoglio nazionale. Non c'è Italia del calcio che tenga, non c'è ormai paragone, e semmai è lui, il semplice Jannik che tiene alto, altissimo l'orgoglio italico sportivo, e soprattutto dopo che fino a quasi una decina d'anni fà e oltre il tennis "non veniva considerato" un granchè: ci mancavano campioni come Sinner che portassero i giovani ad avvicinarsi finalmente a questo magnifico sport (io stesso l'ho praticato a suo tempo come dilettante per parecchi anni). E infatti dietro la scia di Jannik è nato un vivaio di giovani (escluso Berrettini) che è stato trascinato dalle vicende più che esaltanti di questo giovane altoatesino, alto di statura e dal carattere tosto e sicuro come sono di solito gli altoatesini. Dallo sci, sport dove pure faceva bene con ottimi risultati, Jannick è passato al tennis, voluto testardamente come suo primo sport preferito e ponendosi gìà obiettivi e risultati.
Ma tornando al partitone di Wimbledon, in cui Sinner ha battuto in finale il tedesco Zverev, e dove ci siamo sì "stropicciati gli occhi" per la vittoria del nostro eroe, ma anche per la gran partita combattuta da Zverev, mai visto così forte e soprattutto sull'erba. E in certi momenti della gara sono stati due giganti, finchè la forza di carattere e di gioco di Jannik ha prevalso alla fine, pallina dopo pallina giocata con grande vigore soprattutto nei servizi e negli affondi degli "ace" su un tenace ma alla fine stressato Zverev. - E pensare, comunque, che a Parigi nel "Roland Garros" Jannik era crollato per il gran caldo (gli organizzatori gli avevano riservato la sorpresina di farlo giocare nella canicola di un mezzogiorno di fuoco come fosse il "supereroe" di un film), mettendo a dura prova il fisico e la mente. Niente: il nostro è letteralmente crollato. E in seguito, visite approfondite, più d'una, per esaminare se ci fossero conseguenze più o meno gravi. Alla fine, no tutto a posto. Era stata solo colpa di quello scherzetto parigino. E Sinner è tornato come nuovo, come ai vecchi tempi e ancora meglio. A Londra il suo punto di forza è stato il servizio e lo smash dei suoi "ace" alla battuta. E insomma abbiamo così potuto in buona parte dimenticare la delusione per la mancata partecipazione degli Azzurri al Mondiale americano di football. Evviva, ancora una volta, il super Jannick e per contrasto un Abbasso ai nostri ex eroi della Nazionale italiana. Troppo tempo senza un trionfo mondiale. E adesso andare a capire perchè e trovare rimedio andando a pescare dei "Sinner" pure nel calcio. E non sarà facile!
- Luciano Finesso -
Lucianone