lunedì 11 agosto 2014

PERSONAGGI - Yuval Avital / il compositore e chitarrista che cerca coristi

11 agosto '14 - lunedì             11th August / Monday                         visione post - 7

Vuole riprodurre fischi e grida nelle
sue composizioni: così Avital cerca
coristi sul web
A settembre per MiTo l'artista di origini israeliane
produrrà un'anteprima mondiale.

(da la Repubblica - 7 agosto '14 -  Mariella Tanzarella)
Si potrebbe definire spettacolo interattivo, scelta facile ma non esatta  e  riduttiva.
"Reka" di Yuval Avital,  in anteprima mondiale a Milano il 16 settembre per MiTo,
è un esperimento su più livelli, che usa un linguaggio inedito, coinvolge un numero
enorme di protagonisti e li recluta via Internet ("Primo esempio di crowdmusic", lo
definisce lui).  -   Nato nel 1977 a Gerusalemme (ma non chiedetegli un commento
sulle ultime vicende: "E' una tragedia enorme, e di fronte  alle tragedie  si può solo 
tacere"), da anni milanese, chitarrista e compositore, Avital ha come cifra la ricerca.
                                                           Yuval Avital
Quest'opera ("Reka") gli è stata commissionata dal Festival di Varsavia (dove si
ascolterà il 24 xettembre), che ha come tema il concetto di strumenti antichi in un
contesto contemporaneo.  "Lo strumento più antico del mondo è la voce umana. Il
bambino appena nato lancia un urlo, il primo di tutti i suoni":  partendo da qui, 
Avital immagina la sua opera interpretata dal maggior numero possibile di persone.
Che emettano fischi, sussurri, grida, vocali, frasi, note, componendo  un grande af-
fresco sonoro, una trama di inedita potenza e suggestione che faccia da sfondo (que-
sto è il significato di Reka in ebraico) agli altri suoni. Prodotti da due percussionisti
(Simone Beneventi e Lorenzo Colombo)  e sei cantori  di fama  internazionale, scelti
tra i prodigi canori di tutte le latitudini. C'è il lama tibetano, il tenore sardo, il soli-
sta della Mongolia, il vocalista dell'Africa nera, l'interprete della tradizione ebraica
del Tajikistan e quello del canto difonico siberiano. Percussionisti e solisti sono pro-
fessionisti, "tutti gli altri sono persone qualunque, che magari non sanno leggere le
note". Questo creava un problema non indifferente: come scrivere uno spartito com-
prensibile a tutti? Ed ecco la parte più divertente dell'impresa. Avital ha immaginato
una serie di comandi visivi immediati, fatti di emoticon, disegni, immagini evocative,
semplici segni di significato universale. E ha composto una partitura inedita, una se-
quenza di omini in varie pose, faccini che allargano o stringono la bocca, frecce che
salgono e scendono, venti che soffiano, un simpatico fumetto che darà a ognuno l'e-
satta indicazione di ciò che deve fare.
Già in Rete  )sui siti di MiTo e suo personale) si possono scaricare istruzioni e tutorial,
video che spiegano come funziona. L'invito èper tutti, a prescindere da età, cultura, cit-
tadinanza: chi vuole vivere l'avventura, può iscriversi, partecipare a tre prove e il 16 set-
tembre presentarsi alcune ore prima. 
Ma quanti saranno i componenti di quest'opera davvero corale?  "Io ne avrei voluto pa-
recchie centinaia - sorride - ma diventava impossibile trovare uno spazio adeguato. Sare-
mo agli East End Studios della Rai, in via Mecenate, e la sala può contenere al massimo
300 coristi. altrimenti poi non ci sta più il pubblico.". Anche se, nelle sue intenzioni, tut-
to il pubblico poteva essere coro, e viceversa. A dirigere a quattro mani questo composito
insieme, lo stesso Avital e Dario Garegnani, milanese 34enne, plurilaureato con esperien-
ze internazionali e interdisciplinari: perfettamente in linea con il progetto.


Lucianone


Scienze / con poesia - Il segreto dell'acqua

11 agosto '14 - lunedì            11th August / Monday                      visione post - 6

Noi e l'acqua
Il segreto di una passione 
nelle ricerche sul nostro corpo

(dal 'Corriere della Sera'  -  9 agosto '14 - Anna Meldolesi) 
Il mare "esce da se stesso in ogni momento, dice di sì, di no, di no, di no, 
di no, dice di sì nell'azzurro, nella spuma, nel galoppo, dice di no, di no".
Il ritmo cadenzato e ipnotico delle onde è sempre uguale eppure sempre 
diverso. Pablo Neruda ne era affascinato e lo ha messo in versi. "L'Ode
al mare" del poeta cileno tocca il cuore di Massimo Troisi  in una delle 
scene più belle de "Il Postino". Il suo personaggio, Mario, dice di sentir-
si come una barca sbattuta dalle parole ed è così che pronuncia, incredu-
lo, la prima metafora della sua vita.
Potremmo passare le ore ad ascoltare, senza annoiarci, il respiro del mare.  A osservarlo
mentre avanza e arretra sulla battigia.   Batte su una pietra, "la percorre, la bacia, la inu-
midisce e si colpisce il petto ripetendo il suo nome" (ancora Neruda). Questo movimento 
senza movimento è capace di indurre uno stato di grazia mentale, sostiene il biologo ma-
rino Wallace J. Nichols che ogni anno riunisce in un summit scienziati, esploratori e ar-
tisti accomunati dalla passione per l'acqua. Davanti a una distesa sciabordante il tempo
rallenta e l'infinito si apre. Non c'è bisogno di imparare i segreti della meditazione orien-
tale, perchè "è il mare che medita noi". A questa esperienza sensoriale e cognitiva Nichols
ha dedicato il libro "Blue Mind" (mente blu), appena uscito negli Stati Uniti. 
Sappiamo tutti per esperienza diretta che c'è qualcosa, quando siamo nell'acqua, che ci
cambia l'umore e fa scorrere in modo diverso i nostri pensieri. Diversi test hanno dimo-
strato che la presenza dell'acqua in un'immagine la rende più piacevole, e la prova defi-
nitiva è il prezzo delle case vista mare. La lentezza dello stimolo visivo ci entra negli oc-
chi e nel cervello ed è tanto più potente quanto più siamo abituati alla rapidità del mon-
do urbano e digitale.  "Stress and the city" titolava  qualche tempo  fa la rivista 'Nature',
dedicando la copertina alla fatica psicologica di vivere la vita in un ambiente sempre più
artificiale.

Continua... to be continued...

domenica 10 agosto 2014

STORIE - Musica e giustizia negli Usa: I rap sotto accusa

10 agosto '14 - domenica          10th August / Sunday                     visione post - 13

La prova è nelle canzoni rap:
in  carcere per una rima
Sono oltre 36 i procedimenti avviati negli Usa sulla base
di un brano musicale. Nei tribunali infuria i dibattito.

(da la Repubblica - 28/03/2014 -  di Lorne Manly, Newport News/Virginia)
Ormai, era diventato un "caso freddo": quattro anni dopo gli omicidi nel
2007 di Christopher Horton, 16 anni, e Brian Dean, 20 anni, le indagini 
s'erano arenate. Nessun sospetto. Nessuna traccia della pistola. Nessun 
testimone della sparatoria: Horton era stato trovato steso a terra accanto
a un bidone dell'immondizia  e  Dean riverso  sul portico anteriore della
casa. Nel 2011, però, il caso è stato riassegnato a un detective, che presto
è incappato in una prova a suo avviso convincente: un video su You Tube
di Antwain Steward, un  rapper locale noto col nome d'arte di Twain Got-
ti, che canta 'Ride Out'.    "Nessuno ha visto quando  (imprecazione)  l'ho-
freddato", è il testo della sua canzone. "L'ho legato, il coltello ho affilato,
poi l'ho pugnalato, con la Smith G Wesson 357 l'ho centrato".
Steward nega ogni parte negli omicidi, ma secondo le autorità il brano rap
è una sfrontata  ammissione  di responsabilità, infatti il rapper è stato for-
malmente accusato dei due delitti.  Il caso di Steward è solo uno  di circa
36 procedimenti penali avviati negli ultimi due anni e fondati sul testo di
una canzone rap. "Se vuoi diventare un 'gangsta rapper', è naturale che 
i tuoi brani parlino di violenza", dice Charis E. Kubrin, criminologo al-
l'Università della California di Irvine. Secondo i procuratori, al contrario,
le parole delle canzoni sono uno strumento importante. "Solo perchè met-
ti in musica la tua confessione non vuol dire che la passerai liscia", dice
Alan Jackson, ex procuratore a Los Angeles.     Stando agli agenti, certe 
canzoni sono vere e proprie confessioni.
Il più delle volte, le parole dei brani rap servono a screditare l'immagine
dell'imputato, o a indovinarne il movente.    Sempre più spesso. però, il 
fatto stesso di scriverle può valere un'imputazione.   Il dibattito infuria 
nei tribunali dell'intero Paese.  La Corte suprema del New Jersey deve 
considerare se  13 pagine di versi  scritte da Vonte Skinner  - compresi
alcuni molto forti come "quattro pallottole ti penetrano nella guancia, 
ti fanno esplodere la faccia, ti lasciano il cervello spiaccicato in strada"
- avrebbero dovuto essere ammesse al suo processo per tentato omicidio.
Quanto a Steward, sarà processato a maggio. "Quel che irrita davvero",
dice Erik Nielson, assistente all'Università di Richmond, "è la quantità
di tempo che polizia e procuratori dedicano  ai brani rap  e  ai video sui
social media anzichè cercare prove più convincenti e in forme più tradi-
zionali".   -   Secondo il procuratore Jackson, i testi rap possono essere
molto utili, infatti la ricerca di uno status, il vanto sono parte integran-
te della vita di una gang. "Se si ascoltano con attenzione i brani rap, ci 
si accorge che i membri delle gang confessano i crimini commessi  e ne
parlano in tutto il quartiere", dice Jackson. 
A New York i detective monitorano i brani rap su YouTube per studiare 
la gerarchia  sociale e i rancori tra le gang di strada:  possibili molle di
un delitto. E' di tutt'altro parere Andrea DEnnis, docente dell'Universi-
tà della Georgia; secondo lui, le forze dell'ordine ignorano  il fatto che
non sempre i rapper vivono la vita che cantano. Rick Ross, per esempio,
ha preso  il nome d'arte  da un boss della droga, Freeway Rick Ross.  I
suoi brani sembrano alludere a un ombroso passato, in realtà era una 
guardia carceraria. 
Capita che i testi rap  siano considerati  essi stessi dei crimini. Rashee
Beasley e Jamal Knox sono stati condannati per un video rap nel qua-
le minacciavano di uccidere due agenti che li avevano arrestati. Ben-
chè sostengano di non avere mai voluto colpire gli agenti, e che il fil-
mato è una forma di libera espressione, i due  sono stati  condannati 
fra l'altro per intimidazione e minacce terroristiche.     Il professore 
Nielson commenta: "Va bene incriminare i colpevoli. Però, se si usa
un brano rap contro un imputato, qualcuno  potrà sostenere  che  il 
rapper non ha avuto un processo equo.
(2014 - New York Times / News Service - Traduzione di Anna Bissanti) 


Violent lyrics are commonplace in the world of rappers, but one young artist's rhymes may have helped police build a case against him for murder.
Antwain Donta Steward, an up-and-coming rapper from Newport News, Va., was recently arrested and charged in a pair of cold case murders from 2007. The new lead in the years-old double homicide may have been Steward's own lyrics, according to court documents described by local news site Daily Press.
Of particular interest to police was the song "Hip Full of Gun" by Steward aka Twain Gotti, which describes Steward killing someone. The song's video, posted to YouTube in 2011, also includes footage of him playing a violent video game. Police reprinted some of the lyrics from the song in their affidavit, according to the Daily Press:
Lucianone

Economia / Italia - Crisi e indennità abnormi: gli stipendi d'oro dei manager Sea-aeroporti

10 agosto '14 - domenica          10th August / Sunday                    visione post - 4

Manager di aeroporti italiani:
scoppia il caso degli stipendi d'oro,
(il più alto: 829mila euro all'anno).
Il sindacato Adl denuncia: "Ci mettono in cassa
integrazione, loro si godono indennità abnormi".

(da la Repubblica - 11/04/'14  -  Ilaria Carra)
Il tema di quanto guadagnano i manager di società a partecipazione pubblica
viene sollevato anche a Milano. L'oggetto della discordia sono tre buste paga
d'oro percepite dai vertici aziendali.  La prima  è quella  del "Chief operating
officer  e deputy ceo)" di Sea spa, Giulio De Metrio: il numero due della so-
cietà, l'operativo che fa girare i voli nei due scali milanesi e che segue anche
la parte commerciale, guadagna 829mila euro lordi all'anno. Lo segue a ruota
il "Chief corporate officer", Luciano Carbone, con 611mila euro di remunera-
zione per gestire gli affari legali, , i beni immobili e il personale. Chiude il cer-
chio magico delle maxiretribuzioni, un terzo manager, il direttore finanziario
Michele Pallottini (uomo di F2i), che guadagna circa 400mila euro. Assieme,
valgono quasi due milioni di euro all'anno.
Il contratto di Pallottini è in scadenza : se fosse rinnovato prima dell'emissione 
del maxibond annunciata da Sea, dovrà accettare di ridursi lo stipendio per rien-
trare nel tetto alle retribuzioni fissato dalla corte dei Conti in 290mila euro.  In
caso contrario potrebbe  mantenere  l'attuale retribuzione  (e l'ièpotesi suscita 
già malumori in cda). E' un tema fortemente attuale, quello dei maxistipendi dei
manager pubblici, oggi che  il governo Renzi  è al lavoro  per abbassare  il tetto
massimo di guadagno.  E' stato un piccolo sindacato autonomo, Adl, nato dall'Usb,
a denunciare i due megastipendi nella società (controllata  dal Comune  al 54 per
cento e dal fondo privato guidato da Vito Gamberale, F2i, al 44 per cento) che su-
scitano così tante polemiche. Dopo che l'anno scorso, una volta  diventato azioni-
sta, anche lo stesso Gamberale li aveva criticati.
Sono una cinquantina i dirigenti in Sea. Con stipendi variabili. Da un minimo di 100
mila euro ai massimi che sfiorano il milione lordo all'anno. "Ci si lamenta degli 800
mila euro di Moretti che governa un'azienda con oltre 70mila dipendenti - denuncia-
no i sindacati - e nessuno dice nulla dei nostri che ne governano meno di 5mila".
Prima di discutere di qualsiasi taglio, si vada  a guardare  queste buste paga , è il
messaggio.  Sulle cifre la società per azioni non dà conferme ufficiali appellandosi
alla legge sulla privacy, ma nei corridoi aziendali sono ritenute molto attendibili.
Oggi che i lavoratori Sea si dividono tra cassa integrazione e contratti di solida-
rietà, e con la spada di Damocle della multa europea  a Sea Handling che mette
a rischio i suoi 3.200 dipendenti, "urge un tetto agli stipendi dei manager", chie-
de il sindacato. Che invoca anche una maggior trasparenza. Come? Due anni fa
la giunta Pisapia ha recepito la delibera dei magistrati contabili che, in base alle
normative sui tetti degli stipendi dei manager pubblici, mette il tetto di 290mila 
euro. Da allora in piazza della Scala assicurano che nessun nuovo contratto sot-
toscritto nelle aziende partecipate da Palazzo Marino e dalla stessa amministra-
zione ha superato questa soglia: lo stipendio massimo è del direttore Giuseppe
Tomarchio, 200mila euro. Il problema, però, sorge per i contratti  già in essere
e per i quali la retroattività della norma, secondo l'interpretazione più condivisa, 
non varrebbe. In questo caso, in sostanza, tutto sarebbe affidato  a un passo in-
dietro di chi percepisce gli stipendi d'oro. Esarebbe propeio il caso dei manager
in questione. peraòltro al lavoro in una partecipata co,munale che è una società
per azioni , e quindi sottoposti  a regole diverse  rispetto  a quelle  dei manager 
pubblici  -  De Metrio e Carbone vennero difatti scelti anni fa dall'ex presiden-
te di Sea, Giuseppe Bonomi, uomo forte della Lega.  A Bonomi, ai tempi presi-
dente e direttore generale della società aeroportuale, Pisapia chiese di ridursi
lo stipendio composto da un fisso annuo di 600mila euro  e  da 262,200 euro di 
bonus.  Bonomi rinunciò sì allo stipendio, ma (solo) a quello dovuto come pre-
sidente : 44.700 euro lordi annui.
Tutt'altra storia quella di Pietro Modiano, il presidente di Sea dal 2013 nomina-
to dal sindaco arancione che, poco dopo la nomina, annunciò che avrebbe rinun-
ciato allo stipendio di 200mila euro. E che, se oggi guadagna ancora qualcosa,
è comunque nettamente inferiore alla paga dei manager sotto di lui.

Su argomento simile 
vedere anche
in questo blog:  Società /economia - Tutto su stipendi e pensioni d'oro  -   (11/08/'13)
                          Economia - La crisi economica tra Svizzera, Italia e resto d'Europa:
                                              stipendi e cifre  //  Le retribuzioni (1) . Referendum in
                                              Svizzera: stop agli stipendi d'oro   -   (18/03/'13)

Lucianone

sabato 9 agosto 2014

Ultime notizie - dall'Italia e dal Mondo / Latest news

9 agosto '14 - sabato            9th August / Saturday                            visione post - 10

Esteri  /  Crisi Medio Oriente
GAZA - Berlino-Parigi-Londra: stop alle armi / Israele: no
a negoziati sotto i razzi

Continuano i lanci di missili verso lo Stato ebraico dopo che venerdì
è stata interrotta la tregua di 72 ore. Sette morti palestinesi nei raid israeliani

Mentre si continua a combattere, l’Europa prende una posizione ferma sulla crisi a Gaza. In un appello congiunto Germania, Francia e Gran Bretagna esprimono l’apprensione per la violenza nella Striscia e  chiedono una tregua immediata. «Siamo molto preoccupati per il riaccendersi della violenza nella Striscia di Gaza. Facciamo appello a entrambe le parti a un immediato cessate il fuoco», si legge in una nota congiunta dei ministri degli Esteri tedesco, Frank-Walter Steinmeier, francese Laurent Fabius, e britannico Philip Hammond. «È bene che sul dramma di Gaza ogni Paese si mobiliti, come hanno fatto Germania, Francia e Gran Bretagna, e come ha fatto e sta facendo anche l’Italia negli incontri di queste settimane, nei costanti contatti con tutti gli attori della Regione, e con i contributi della cooperazione» ha detto il ministro degli Esteri, Federica Mogherini, che auspica una posizione comune dell’Unione europea sul conflitto. Le ostilità sono ricominciate venerdì, quando si è interrotta la tregua di 72 ore dopo il lancio di razzi da parte di Hamas, ai quali Israele ha riposto riprendendo gli attacchi aerei. Sabato mattina nel sud di Israele sono tornate a risuonare le sirene di allarme: 27 missili sono stati lanciati contro Israele, secondo quanto afferma l’esercito di Netanyahu che ha colpito 50 obiettivi nella Striscia di Gaza.

Italia  /  Toscana - sciame sismico
Terremoto tra Siena e Firenze / A San Gimignano gente in strada

Scossa di magnitudo 3.4 nel Chianti. Epicentro a 10 km di profondità, a 30 km dal capoluogo. Una scossa di terremoto di magnitudo 3.4 della scala Richter è stata avvertita alle 15.47 nella zona del Chianti, fra Firenze e Siena. Secondo l'Ingv (l'istituto geologico nazionale) si è originata ad una profondità di circa 10 km, ha avuto epicentro a circa 30 Km a sud-ovest di Firenze.

Panico a San Gimignano
La scossa è stata avvertita anche nel capoluogo, ai piani alti delle case ma non sono stati segnalati danni. Telefonate ai vigili del fuoco specie da Certaldo, dove la scossa è stata avvertita come a Gambassi Terme e Castelfiorentino. Nel Senese la scossa si è avvertita a San Gimignano dove, come accaduto alcuni giorni fa, la gente si è riversata in strada per il timore di rimanere investita dai crolli. Anche a San Gimignano non sono stati segnalati danni.

Esteri  / Africa  -  Caso Ebola
La Guinea chiude le frontiere / Forse pronto un vaccino per il 2015

Lo stato africano è insieme a Nigeria, Sierra Leone e Liberia uno dei più colpiti
Dall’Oms dicono che i test sul vaccino verranno effettuati prima negli Usa e poi in Africa.

La Guinea ha deciso di chiudere le frontiere con Liberia e Sierra Leone per cercare di arginare l’epidemia di Ebola. Lo hanno annunciato le autorità governative. Attualmente i tre paesi, i più colpiti dal virus con centinaia di vittime, hanno dichiarato lo stato di emergenza, così come ha fatto anche la Nigeria, dove i casi sono saliti nelle ultime ore a nove: in Guinea, nella fattispecie, i casi sono saliti a 495, con 367 morti.

Lucianone

giovedì 7 agosto 2014

Appuntamenti - Jazz a Bergamo

7 agosto '14 - giovedì           7th August / Thursday                       visione post - 4

Il jazz esce dai club
Rassegna jazz a Bergamo: quattro serate al Parco Sant'Agostino
Da martedì 5 agosto fino al 19 agosto

Improvvisazione e contaminazioni
(da 'Corriere della Sera' - 3 agosto 2013 -  di Daniela Morandi)
Musica senza sovrastrutture nè di genere nè fisiche. E' il JAZZ in bilico
tra innovazione e tradizione. Da martedì (5 agosto) al 19 agosto, per tre
martedì e un sabato sera, il genere legato  all'improvvisazione per anto-
nomasia esce dai teatri, auditorium o luoghi chiusi, per diffondersi nello
spazio aperto di Sant'Agostino.
Dalle 21. 30 e a ingresso libero, il parco diventa palcoscenico per mu sicisti
di rilievo come Enrico Rava  e  altri, capaci di spaziare  dal jazz rock  agli
standard classici, da brani originali a contaminazioni con la musica popo-
lare. Martedì toccherà  al chitarrista  milanese  Roberto Cecchetto  con il
nuovo progetto Core trio. Insieme ad andrea Lombardini al basso e Phil 
Mer alla batteria rimescolerà le carte.  Incursioni rock si accoppieranno
ad altre sonorità, perchè Cecchetto non si ingabbia. Slegato da generi pre-
costituiti e formalismi, si apre a eleganti sperimentazioni.
Il 12 agosto (martedì), in scena ci sarà l'inusuale ed eccentrico trio formato
da Massimiliano Milesi ai sassofoni, Walter Beltrami alla chitarra e Zeno
De Rossi alla batteria. L'assenza del basso nell'organico dà al progetto The
Roperite Wagging  band un'impronta  jazz-rock per un repertorio originale 
e ibrido, dove le correnti dell'elettronica si mescolano all'improvvisazione.
Sabato 16 salirà sul palco Enrico Rava, ormai bergamasco d'adozione, vi-
sto il rinnovo come direttore artistico di Bergamo Jazz per il quarto anno
consecutivo. Il trombettista si presenterà con la formazione New Quartet,
che allinea Francesco Diodati, Gabriele Evangelista ed Enrico Morello.
Giovani talenti, che sotto la guida del maestro, daranno libero sfogo al
proprio genio creativo, capace di combinare tradizione, musica contem-
poranea, folk e rock. - Il risultato  è una ricerca personale che parte dal 
jazz per esplorre l'universo musicale. 
Infine  una reunion  tra Stefano Bertoli alla batteria, Marco Gamba  al 
contrabbasso e Guido Bombardieri ai sassofoni.  Musicisti dai progetti 
artistici paralleli, si ritroveranno per un concerto il cui spartito sarà se-
gnato da intesa e scambio di sguardi. Il bello dell'improvvisazione.




Lucianone

Società / attualità - Conflitti nel mondo, oggi: cancellare le identità degli altri

7 agosto '14 - giovedì           7th August / Thursday                        visione post - 6

L'irrazionalità dei conflitti
Così la pace diventa sempre più difficile

(da 'Corriere della Sera' - 5 agosto '14 - di Massimo Nava)
I conflitti che stanno insanguinando diversi angoli del pianeta (Iraq, Gaza, Siria, Libia,
Ucraina), oltre a quelli di cui le cronache riferiscono notizie ormai scarne  e  ripetitive
(Afghanistan, Nigeria, Malì, eccetera) hanno un dato comune che sconvolge le catego-
rie di analisi e rivela purtroppo una sostanziale impotenza della diplomazia a qualsiasi
livello. Si evidenzia e si denuncia a turno il silenzio dell'Europa, la paralisi dell'Onu, la
titubanza degli Usa e così via. Ma l'impotenza non è solo questione di veti, strategie e
interessi contrapposti: é anche determinata dalla natura del conflitto.
Al di là del contesto specifico e degli interessi economici in gioco, impliciti in ogni guer-
ra o guerriglia, il carattere religioso e/o relogioso/nazionalistico è il fattore scatenante
che rende sempre più ardua la ricerca di soluzioni accettabili da tutte le parti coinvolte. 
Di fronte all'irrazionalità di categorie dello spirito - la religione usata come una scimi-
tarra, la presunta superiorità di una razza, una identità nazionale che ritiene  di avere
diritti atavici - diventa quasi impossibile discutere di convivenza e tolleranza e quindi
di pace duratura, poichè in questo genere di scontri è cambiata la posta in gioco  e si
è modificata la logica, per quanto deprecabile, di una guerra. Non si combatte soltan-
to per una vittoria militare, peraltro difficilmente conseguibile in modo definitivo.  E
nemmeno per la speranza di costruire la pace dopo i lutti e le distruzioni. Si combatte
per la supremazia di un'identità culturale e religiosa, e quindi per l'annientamento di
un'altra in conflitto.  Annientamento che, quand'anche possibile  (come teorizzavano
i nazisti) è nella realtà previsto in un futuro indefinito. Per questo i conflitti di questo
tipo diventano endemici e ripetitivi.  Come  raggiungere  compromessi accettabili  e 
onorevoli quando non si tratta di ridisegnare un confine o garantire i diritti di una mi-
noranza o riaffermare una giurisdizione su risorse naturali, bensì di riportare alla ra-
gione un immaginario collettivo che prevede la scomparsa fisica del nemico, compre-
sa la popolazione non cambattente, donne e bambini inclusi?
La guerra di Gaza è la più emblematica conferma di questo genere di conflitti, essen-
do anche una sorta di rimozione delle esperienze precedenti, simili ma mai servite alla
costruzione di un compromesso. Israeliani e palestinesi lottano per la sopravvivenza e
rimandano a un indefinito futuro la vittoria impossibile. Hamas sogna la distruzione di
Israele.  E Israele pensa di guadagnare tempo occupando territori.  Israele alza muri.
Hamas costruisce tunnel.
Anche in Ucraina si combatte un conflitto identitario senza soluzione, salvo ip'otizzare
uno smembramento del Paese con conseguenze devastanti  sugli equilibri del Vecchio
Continente. In alternativa, si continua a combattere per un'ipotetica e  irrazionale su-
premazia di un'identità. In Libia e Siria non sono più in gioco la fine tragica di una dit-
tatura  o  la scomparsa auspicata di un'altra, nè la ricostruzione di nuove società  nel
cuore del Mediterraneo, ma la supremazia di tribù o di fazioni religiose. 
E' un disperante paradosso che nell'era della globalizzazione, della modernità tecnolo-
gica, della laicità persino esagerata, che a volte fa perdere di vista il senso ultimo del-
l'esistenza, il fattore religioso moltiplichi notizie di cristiani perseguitati, di minoranze
umiliate, di simboli religiosi distrutti, di un fondamentalismo islamico che pretende di
instaurare  antichi califfati, del sangue che scorre all'interno  dello stesso mondo ara-
bo/musulmano.    E' tragico che i valori di solidarietà e rispetto della persona umana
cui fanno generalmente riferimento tutte le religioni siano così diffusamente calpesta-
ti. Ed è drammatico constatare che in aree del mondo  in cui  il tasso di democrazia è
piuttosto basso, il consenso popolare di leader religiosi e carismatici sia forte  e cre-
scente. Non si tratta nemmeno più di convertire gli eretici. La parola d'ordine delle
guerre "moderne" è cancellazione. Un passo indietro, rispetto alle Crociate.
______________________________________________________________________________

All'interno delle storie delle tradizioni religiose, dalle guerre bibliche alle crociate e ai grandi

atti di martirio, la violenza aleggia come un'oscura presenza. I simboli più oscuri e misteriosi
della religione ne sono pervasi. Il potere che ha la religione di stimolare l'immaginazione ha
sempre avuto a che fare con immagini di morte.  Una delle domande che maggiormente osses-
sionano alcuni tra i più grandi studiosi della religione - tra cui Emile Durkheim, Marcel Mauss
e Sigmund Freud -  è perchè sia così. Perchè la religione sembra aver bisogno della violenza, 
e la violenza della religione, e perchè alcuni credenti accettano con tanta sicurezza un ordine 
divino di distruzione?
 ( da  "TERRORISTI IN NOME DI DIO - La violenza religiosa nel mondo"
          di Mark  Juergensmeyer)

Lucianone


martedì 5 agosto 2014

Società / Conflitto Israele-Palestina - La guerra di Gaza vista da Farah

5 agosto '14 - martedì          5th August / Tuesday                             visione post - 10

Gli occhi di Farah: sulla guerra
A 16 anni racconta (su Twitter) il conflitto
visto dalla finestra.

(da la Repubblica - 2/8/2014  -  Alix Van Buren)
Farah Baker ha 16 anni, due occhi turchesi, la pelle d'alabastro e ben
125 mila iscritti al suo profilo Twitter  sul quale campeggia un "selfie"
di lei a occhi sgranati, a Gaza. Col nome di @Farah-Gazan è la nuova 
"star" dei social media. Un seguito di adolescenti, giornalisti, musicisti
le scrive dal mondo in segno di solidarietà. 
Lei digita pensieri semplici  di una bambina che segue la guerra appostata
alla finestra con lo smartphone: "Chissà  cosa sono  quelle  strane luci",  fa
vedere delle curiose palle luminose che paiono lune appese al cielo. Viene
da sporgersi per capire se siano razzi, illuminanti, traccianti, e attivando il 
volume se ne ascolta anche il suono.   "Sentite una delle bombe, adesso",
twitta; a dire la verità il rimbombo arriva ovattato online; però, quando lei
registra un'esplosione ogni minuto la notte del martellamento di Gaza, l'in-
quadratura fissa sul palazzo dirimpetto, un sussulto nell'attimo della defla-
grazione, il suo "candido obiettivo" - tale almeno all'apparenza - fa un cer-
to effetto. Quando poi lei racchiude in 140 caratteri il terrore d'adolescente.
"Colpiscono la mia zona. Non riesco a smettere di piangere. Stanotte potrei
morire", un musicista come Gilles Zimmermann, viola da gamba, dalla Fran-
cia si dice "commosso" e le regala il download gratuito delle sue composizio-
ni. Tuttavia il tweet forse più efficace è una riflessione derivata da un sempli-
ce calcolo matematico: "A 16 anni ho conosciuto già tre guerre": 2008-2009, 
2012. infine oggi. Un'indicibile tragedia in poche battute.
Qualcuno si arrischia  a definire Farah  "la nuova Anna Fran k", fissa alla
finestra ad annotare la guerra. Qualcun altro dubita del'innocenza.   Il fatto
che i suoi aggiornamenti  non segnalino la posizione insinua il sospetto d'un
falso.  Questo  finchè  i network televisivi , da Cnn alla Bbc a Nbc, l'hanno
scovata e intervistata. Altri infine la tacciano di protagonismo: "grida lo spa-
vento per aumentare i followers". Ed è vero che a ogni nuovo allarme, quelli
crescono. Resta che lei, da ieri, non si fa sentire. Alle 16:00 ha scritto: "Mi-
nacciano di bombardare un edificio davanti davanti all'ospedale Shifa (vicino
al suo palazzo ndr.), stiamo evacuando da casa".  Il tempo di scrivere questo
articolo, e ai suoi follower se ne sono aggiunti altri mille.





 Lucianone

lunedì 28 luglio 2014

Ultime notizie - dall'Italia e dal Mondo / Latest news

28 luglio '14 - lunedì         28th July - Monday                         visione post - 12

Cronaca  -  Italia / Napoli
Portici: va a fare la spesa, ucciso per errore sottocasa
Orrore a Portici, i killer sbagliano bersaglio / Un 75enne
ammazzato per errore / Era sceso per fare la spesa, si è trovato
nel mezzo di un inseguimento tra due scooter dai quali sono
partiti i colpi di piostola che l'hanno colpito mortalmente.
- È stato ucciso per errore Mariano Bottari, il 75enne morto sotto colpi d’arma da fuoco in via Scalea, a Portici, in provincia di Napoli. Questa l’ipotesi agghiacciante formulata dagli investigatori non appena hanno iniziato i rilievi del caso sul luogo dell’assassinio, avvenuto in pieno giorno nella popolosa città vesuviana alle porte di Napoli. L’anziano 75enne, dunque, non c’entrava nulla e si trovava in strada nel momento sbagliato. Il signor Mariano era sceso di casa per fare la spesa e si è ritrovato probabilmente nel bel mezzo di un regolamento di conti. Roba da Far West. Il parroco del posto, Giuseppe De Crescenzo, ha ricordato: «Una famiglia di brave persone che frequentano la nostra chiesa. Lui accudiva sua moglie invalida sono sconvolta per la sua morte».

Esteri - Tripoli
Razzo su deposito di carburante con fiamme
 fuori controllo / Rischio di catastrofe.
Caos in Libia per i combattimenti tra le milizie rivali a Tripoli.
Evacuata anche l'ambasciata Usa
E’ iniziata la fuga dalla Libia, dove le violenze delle ultime due settimane gli scontri tra gruppi armati hanno causato 97 morti e 400 feriti solo nella capitale, Tripoli. I diplomatici occidentali continuano ad abbandonare la Libia che sprofonda nella spirale incontrollabile del caos mentre nell'area di Tripoli si rischia la catastrofe a causa degli incendi a catena di depositi di carburante colpiti da un razzo durante i gli scontri tra fazioni rivali. In particolare un razzo che ha colpito un deposito di carburante ha causato incendi a catena sulla strada che porta all'aeroporto della capitale. Il governo libico: «Si rischia catastrofe ambientale e umanitaria». 
La fuga degli occidentali
Intanto la Farnesina ha trasferito oltre 100 italiani in altri Paesi mentre resta a Tripoli l'ambasciatore italiano Giuseppe Buccino, unico tra gli occidentali. Gli Stati Uniti hanno evacuato tutto il personale dell’ambasciata, mentre Gran Bretagna, Germania, Olanda e Francia hanno invitato i propri concittadini a lasciare il Paese. Il governo del Cairo ha avvertito gli egiziani di non partire per la Libia, chiedendo a quelli che già si trovano nel paese di cercare di spostarsi verso il confine con la Tunisia. Dal canto suo l’Eni ha reso noto che «le attività proseguono regolarmente» ma che «l’evolversi della situazione nel Paese viene monitorata con attenzione». 

 Cronaca  -  Italia / Viterbo
Aprilia: due operai muoiono in cisterna, impianto di
compostaggio,  per esalazioni / Avevano 42 e 44 anni
Stavano lavorando sopra un’autocisterna i due operai italiani di 42 e 44 anni morti nell’impianto di compostaggio Kyklos di Aprilia, in provincia di Latina. Secondo una prima ricostruzione, i due uomini , due autotrasportatori di una ditta esterna (della provincia di Viterbo), addetti al carico di rifiuti speciali, al momento dell’apertura del boccaporto, sarebbero stati investiti dalle esalazioni di una sostanza tossica, forse perclorato. Per entrambi si sarebbe rivelata letale. Uno dei due operai sarebbe poi precipitato dall’autocisterna battendo violentemente la testa. L’altro è stato recuperato senza vita dai vigili del fuoco nella vasca. L’allarme era stato lanciato verso le 9.45. Sembra che anche altri operai siano rimasti intossicati. Sul posto i carabinieri e due squadre di pompieri. Interdetta la zona. L’impianto è stato posto sotto sequestro.

Sport  -  calcio
Il Calendario della Serie A è fatto!
Chievo - Juventus è la "prima": sabato 30 agosto alle 18.
La Lega ha reso noto anticipi e posticipi della prima giornata del 
massimo campionato. L'altra sfida di sabato sarà Roma - Fiorentina
alle 20.45.  Domenica, alle 18, Milan - lazio, le altre in notturna.
Chievo-Juventus sarà la prima partita della Serie A 2014-2015. Lo ha reso noto la Lega pubblicando anticipi e posticipi della prima giornata. Il 30 agosto alle 18 si giocherà Chievo-Juventus, alle 20,45 dello stesso giorno toccherà a Roma-Fiorentina. Domenica 31, invece, alle 18 si giocherà Milan-Lazio. Le altre gare della prima giornata, domenica alle 20.45: Atalanta-Verona, Cesena-Parma, Genoa-Napoli, Palermo-Sampdoria, Sassuolo-Cagliari, Torino-Inter, Udinese-Empoli.

Lucianone