domenica 10 agosto 2014

Economia / Italia - Crisi e indennità abnormi: gli stipendi d'oro dei manager Sea-aeroporti

10 agosto '14 - domenica          10th August / Sunday                    visione post - 4

Manager di aeroporti italiani:
scoppia il caso degli stipendi d'oro,
(il più alto: 829mila euro all'anno).
Il sindacato Adl denuncia: "Ci mettono in cassa
integrazione, loro si godono indennità abnormi".

(da la Repubblica - 11/04/'14  -  Ilaria Carra)
Il tema di quanto guadagnano i manager di società a partecipazione pubblica
viene sollevato anche a Milano. L'oggetto della discordia sono tre buste paga
d'oro percepite dai vertici aziendali.  La prima  è quella  del "Chief operating
officer  e deputy ceo)" di Sea spa, Giulio De Metrio: il numero due della so-
cietà, l'operativo che fa girare i voli nei due scali milanesi e che segue anche
la parte commerciale, guadagna 829mila euro lordi all'anno. Lo segue a ruota
il "Chief corporate officer", Luciano Carbone, con 611mila euro di remunera-
zione per gestire gli affari legali, , i beni immobili e il personale. Chiude il cer-
chio magico delle maxiretribuzioni, un terzo manager, il direttore finanziario
Michele Pallottini (uomo di F2i), che guadagna circa 400mila euro. Assieme,
valgono quasi due milioni di euro all'anno.
Il contratto di Pallottini è in scadenza : se fosse rinnovato prima dell'emissione 
del maxibond annunciata da Sea, dovrà accettare di ridursi lo stipendio per rien-
trare nel tetto alle retribuzioni fissato dalla corte dei Conti in 290mila euro.  In
caso contrario potrebbe  mantenere  l'attuale retribuzione  (e l'ièpotesi suscita 
già malumori in cda). E' un tema fortemente attuale, quello dei maxistipendi dei
manager pubblici, oggi che  il governo Renzi  è al lavoro  per abbassare  il tetto
massimo di guadagno.  E' stato un piccolo sindacato autonomo, Adl, nato dall'Usb,
a denunciare i due megastipendi nella società (controllata  dal Comune  al 54 per
cento e dal fondo privato guidato da Vito Gamberale, F2i, al 44 per cento) che su-
scitano così tante polemiche. Dopo che l'anno scorso, una volta  diventato azioni-
sta, anche lo stesso Gamberale li aveva criticati.
Sono una cinquantina i dirigenti in Sea. Con stipendi variabili. Da un minimo di 100
mila euro ai massimi che sfiorano il milione lordo all'anno. "Ci si lamenta degli 800
mila euro di Moretti che governa un'azienda con oltre 70mila dipendenti - denuncia-
no i sindacati - e nessuno dice nulla dei nostri che ne governano meno di 5mila".
Prima di discutere di qualsiasi taglio, si vada  a guardare  queste buste paga , è il
messaggio.  Sulle cifre la società per azioni non dà conferme ufficiali appellandosi
alla legge sulla privacy, ma nei corridoi aziendali sono ritenute molto attendibili.
Oggi che i lavoratori Sea si dividono tra cassa integrazione e contratti di solida-
rietà, e con la spada di Damocle della multa europea  a Sea Handling che mette
a rischio i suoi 3.200 dipendenti, "urge un tetto agli stipendi dei manager", chie-
de il sindacato. Che invoca anche una maggior trasparenza. Come? Due anni fa
la giunta Pisapia ha recepito la delibera dei magistrati contabili che, in base alle
normative sui tetti degli stipendi dei manager pubblici, mette il tetto di 290mila 
euro. Da allora in piazza della Scala assicurano che nessun nuovo contratto sot-
toscritto nelle aziende partecipate da Palazzo Marino e dalla stessa amministra-
zione ha superato questa soglia: lo stipendio massimo è del direttore Giuseppe
Tomarchio, 200mila euro. Il problema, però, sorge per i contratti  già in essere
e per i quali la retroattività della norma, secondo l'interpretazione più condivisa, 
non varrebbe. In questo caso, in sostanza, tutto sarebbe affidato  a un passo in-
dietro di chi percepisce gli stipendi d'oro. Esarebbe propeio il caso dei manager
in questione. peraòltro al lavoro in una partecipata co,munale che è una società
per azioni , e quindi sottoposti  a regole diverse  rispetto  a quelle  dei manager 
pubblici  -  De Metrio e Carbone vennero difatti scelti anni fa dall'ex presiden-
te di Sea, Giuseppe Bonomi, uomo forte della Lega.  A Bonomi, ai tempi presi-
dente e direttore generale della società aeroportuale, Pisapia chiese di ridursi
lo stipendio composto da un fisso annuo di 600mila euro  e  da 262,200 euro di 
bonus.  Bonomi rinunciò sì allo stipendio, ma (solo) a quello dovuto come pre-
sidente : 44.700 euro lordi annui.
Tutt'altra storia quella di Pietro Modiano, il presidente di Sea dal 2013 nomina-
to dal sindaco arancione che, poco dopo la nomina, annunciò che avrebbe rinun-
ciato allo stipendio di 200mila euro. E che, se oggi guadagna ancora qualcosa,
è comunque nettamente inferiore alla paga dei manager sotto di lui.

Su argomento simile 
vedere anche
in questo blog:  Società /economia - Tutto su stipendi e pensioni d'oro  -   (11/08/'13)
                          Economia - La crisi economica tra Svizzera, Italia e resto d'Europa:
                                              stipendi e cifre  //  Le retribuzioni (1) . Referendum in
                                              Svizzera: stop agli stipendi d'oro   -   (18/03/'13)

Lucianone

sabato 9 agosto 2014

Ultime notizie - dall'Italia e dal Mondo / Latest news

9 agosto '14 - sabato            9th August / Saturday                            visione post - 10

Esteri  /  Crisi Medio Oriente
GAZA - Berlino-Parigi-Londra: stop alle armi / Israele: no
a negoziati sotto i razzi

Continuano i lanci di missili verso lo Stato ebraico dopo che venerdì
è stata interrotta la tregua di 72 ore. Sette morti palestinesi nei raid israeliani

Mentre si continua a combattere, l’Europa prende una posizione ferma sulla crisi a Gaza. In un appello congiunto Germania, Francia e Gran Bretagna esprimono l’apprensione per la violenza nella Striscia e  chiedono una tregua immediata. «Siamo molto preoccupati per il riaccendersi della violenza nella Striscia di Gaza. Facciamo appello a entrambe le parti a un immediato cessate il fuoco», si legge in una nota congiunta dei ministri degli Esteri tedesco, Frank-Walter Steinmeier, francese Laurent Fabius, e britannico Philip Hammond. «È bene che sul dramma di Gaza ogni Paese si mobiliti, come hanno fatto Germania, Francia e Gran Bretagna, e come ha fatto e sta facendo anche l’Italia negli incontri di queste settimane, nei costanti contatti con tutti gli attori della Regione, e con i contributi della cooperazione» ha detto il ministro degli Esteri, Federica Mogherini, che auspica una posizione comune dell’Unione europea sul conflitto. Le ostilità sono ricominciate venerdì, quando si è interrotta la tregua di 72 ore dopo il lancio di razzi da parte di Hamas, ai quali Israele ha riposto riprendendo gli attacchi aerei. Sabato mattina nel sud di Israele sono tornate a risuonare le sirene di allarme: 27 missili sono stati lanciati contro Israele, secondo quanto afferma l’esercito di Netanyahu che ha colpito 50 obiettivi nella Striscia di Gaza.

Italia  /  Toscana - sciame sismico
Terremoto tra Siena e Firenze / A San Gimignano gente in strada

Scossa di magnitudo 3.4 nel Chianti. Epicentro a 10 km di profondità, a 30 km dal capoluogo. Una scossa di terremoto di magnitudo 3.4 della scala Richter è stata avvertita alle 15.47 nella zona del Chianti, fra Firenze e Siena. Secondo l'Ingv (l'istituto geologico nazionale) si è originata ad una profondità di circa 10 km, ha avuto epicentro a circa 30 Km a sud-ovest di Firenze.

Panico a San Gimignano
La scossa è stata avvertita anche nel capoluogo, ai piani alti delle case ma non sono stati segnalati danni. Telefonate ai vigili del fuoco specie da Certaldo, dove la scossa è stata avvertita come a Gambassi Terme e Castelfiorentino. Nel Senese la scossa si è avvertita a San Gimignano dove, come accaduto alcuni giorni fa, la gente si è riversata in strada per il timore di rimanere investita dai crolli. Anche a San Gimignano non sono stati segnalati danni.

Esteri  / Africa  -  Caso Ebola
La Guinea chiude le frontiere / Forse pronto un vaccino per il 2015

Lo stato africano è insieme a Nigeria, Sierra Leone e Liberia uno dei più colpiti
Dall’Oms dicono che i test sul vaccino verranno effettuati prima negli Usa e poi in Africa.

La Guinea ha deciso di chiudere le frontiere con Liberia e Sierra Leone per cercare di arginare l’epidemia di Ebola. Lo hanno annunciato le autorità governative. Attualmente i tre paesi, i più colpiti dal virus con centinaia di vittime, hanno dichiarato lo stato di emergenza, così come ha fatto anche la Nigeria, dove i casi sono saliti nelle ultime ore a nove: in Guinea, nella fattispecie, i casi sono saliti a 495, con 367 morti.

Lucianone

giovedì 7 agosto 2014

Appuntamenti - Jazz a Bergamo

7 agosto '14 - giovedì           7th August / Thursday                       visione post - 4

Il jazz esce dai club
Rassegna jazz a Bergamo: quattro serate al Parco Sant'Agostino
Da martedì 5 agosto fino al 19 agosto

Improvvisazione e contaminazioni
(da 'Corriere della Sera' - 3 agosto 2013 -  di Daniela Morandi)
Musica senza sovrastrutture nè di genere nè fisiche. E' il JAZZ in bilico
tra innovazione e tradizione. Da martedì (5 agosto) al 19 agosto, per tre
martedì e un sabato sera, il genere legato  all'improvvisazione per anto-
nomasia esce dai teatri, auditorium o luoghi chiusi, per diffondersi nello
spazio aperto di Sant'Agostino.
Dalle 21. 30 e a ingresso libero, il parco diventa palcoscenico per mu sicisti
di rilievo come Enrico Rava  e  altri, capaci di spaziare  dal jazz rock  agli
standard classici, da brani originali a contaminazioni con la musica popo-
lare. Martedì toccherà  al chitarrista  milanese  Roberto Cecchetto  con il
nuovo progetto Core trio. Insieme ad andrea Lombardini al basso e Phil 
Mer alla batteria rimescolerà le carte.  Incursioni rock si accoppieranno
ad altre sonorità, perchè Cecchetto non si ingabbia. Slegato da generi pre-
costituiti e formalismi, si apre a eleganti sperimentazioni.
Il 12 agosto (martedì), in scena ci sarà l'inusuale ed eccentrico trio formato
da Massimiliano Milesi ai sassofoni, Walter Beltrami alla chitarra e Zeno
De Rossi alla batteria. L'assenza del basso nell'organico dà al progetto The
Roperite Wagging  band un'impronta  jazz-rock per un repertorio originale 
e ibrido, dove le correnti dell'elettronica si mescolano all'improvvisazione.
Sabato 16 salirà sul palco Enrico Rava, ormai bergamasco d'adozione, vi-
sto il rinnovo come direttore artistico di Bergamo Jazz per il quarto anno
consecutivo. Il trombettista si presenterà con la formazione New Quartet,
che allinea Francesco Diodati, Gabriele Evangelista ed Enrico Morello.
Giovani talenti, che sotto la guida del maestro, daranno libero sfogo al
proprio genio creativo, capace di combinare tradizione, musica contem-
poranea, folk e rock. - Il risultato  è una ricerca personale che parte dal 
jazz per esplorre l'universo musicale. 
Infine  una reunion  tra Stefano Bertoli alla batteria, Marco Gamba  al 
contrabbasso e Guido Bombardieri ai sassofoni.  Musicisti dai progetti 
artistici paralleli, si ritroveranno per un concerto il cui spartito sarà se-
gnato da intesa e scambio di sguardi. Il bello dell'improvvisazione.




Lucianone

Società / attualità - Conflitti nel mondo, oggi: cancellare le identità degli altri

7 agosto '14 - giovedì           7th August / Thursday                        visione post - 6

L'irrazionalità dei conflitti
Così la pace diventa sempre più difficile

(da 'Corriere della Sera' - 5 agosto '14 - di Massimo Nava)
I conflitti che stanno insanguinando diversi angoli del pianeta (Iraq, Gaza, Siria, Libia,
Ucraina), oltre a quelli di cui le cronache riferiscono notizie ormai scarne  e  ripetitive
(Afghanistan, Nigeria, Malì, eccetera) hanno un dato comune che sconvolge le catego-
rie di analisi e rivela purtroppo una sostanziale impotenza della diplomazia a qualsiasi
livello. Si evidenzia e si denuncia a turno il silenzio dell'Europa, la paralisi dell'Onu, la
titubanza degli Usa e così via. Ma l'impotenza non è solo questione di veti, strategie e
interessi contrapposti: é anche determinata dalla natura del conflitto.
Al di là del contesto specifico e degli interessi economici in gioco, impliciti in ogni guer-
ra o guerriglia, il carattere religioso e/o relogioso/nazionalistico è il fattore scatenante
che rende sempre più ardua la ricerca di soluzioni accettabili da tutte le parti coinvolte. 
Di fronte all'irrazionalità di categorie dello spirito - la religione usata come una scimi-
tarra, la presunta superiorità di una razza, una identità nazionale che ritiene  di avere
diritti atavici - diventa quasi impossibile discutere di convivenza e tolleranza e quindi
di pace duratura, poichè in questo genere di scontri è cambiata la posta in gioco  e si
è modificata la logica, per quanto deprecabile, di una guerra. Non si combatte soltan-
to per una vittoria militare, peraltro difficilmente conseguibile in modo definitivo.  E
nemmeno per la speranza di costruire la pace dopo i lutti e le distruzioni. Si combatte
per la supremazia di un'identità culturale e religiosa, e quindi per l'annientamento di
un'altra in conflitto.  Annientamento che, quand'anche possibile  (come teorizzavano
i nazisti) è nella realtà previsto in un futuro indefinito. Per questo i conflitti di questo
tipo diventano endemici e ripetitivi.  Come  raggiungere  compromessi accettabili  e 
onorevoli quando non si tratta di ridisegnare un confine o garantire i diritti di una mi-
noranza o riaffermare una giurisdizione su risorse naturali, bensì di riportare alla ra-
gione un immaginario collettivo che prevede la scomparsa fisica del nemico, compre-
sa la popolazione non cambattente, donne e bambini inclusi?
La guerra di Gaza è la più emblematica conferma di questo genere di conflitti, essen-
do anche una sorta di rimozione delle esperienze precedenti, simili ma mai servite alla
costruzione di un compromesso. Israeliani e palestinesi lottano per la sopravvivenza e
rimandano a un indefinito futuro la vittoria impossibile. Hamas sogna la distruzione di
Israele.  E Israele pensa di guadagnare tempo occupando territori.  Israele alza muri.
Hamas costruisce tunnel.
Anche in Ucraina si combatte un conflitto identitario senza soluzione, salvo ip'otizzare
uno smembramento del Paese con conseguenze devastanti  sugli equilibri del Vecchio
Continente. In alternativa, si continua a combattere per un'ipotetica e  irrazionale su-
premazia di un'identità. In Libia e Siria non sono più in gioco la fine tragica di una dit-
tatura  o  la scomparsa auspicata di un'altra, nè la ricostruzione di nuove società  nel
cuore del Mediterraneo, ma la supremazia di tribù o di fazioni religiose. 
E' un disperante paradosso che nell'era della globalizzazione, della modernità tecnolo-
gica, della laicità persino esagerata, che a volte fa perdere di vista il senso ultimo del-
l'esistenza, il fattore religioso moltiplichi notizie di cristiani perseguitati, di minoranze
umiliate, di simboli religiosi distrutti, di un fondamentalismo islamico che pretende di
instaurare  antichi califfati, del sangue che scorre all'interno  dello stesso mondo ara-
bo/musulmano.    E' tragico che i valori di solidarietà e rispetto della persona umana
cui fanno generalmente riferimento tutte le religioni siano così diffusamente calpesta-
ti. Ed è drammatico constatare che in aree del mondo  in cui  il tasso di democrazia è
piuttosto basso, il consenso popolare di leader religiosi e carismatici sia forte  e cre-
scente. Non si tratta nemmeno più di convertire gli eretici. La parola d'ordine delle
guerre "moderne" è cancellazione. Un passo indietro, rispetto alle Crociate.
______________________________________________________________________________

All'interno delle storie delle tradizioni religiose, dalle guerre bibliche alle crociate e ai grandi

atti di martirio, la violenza aleggia come un'oscura presenza. I simboli più oscuri e misteriosi
della religione ne sono pervasi. Il potere che ha la religione di stimolare l'immaginazione ha
sempre avuto a che fare con immagini di morte.  Una delle domande che maggiormente osses-
sionano alcuni tra i più grandi studiosi della religione - tra cui Emile Durkheim, Marcel Mauss
e Sigmund Freud -  è perchè sia così. Perchè la religione sembra aver bisogno della violenza, 
e la violenza della religione, e perchè alcuni credenti accettano con tanta sicurezza un ordine 
divino di distruzione?
 ( da  "TERRORISTI IN NOME DI DIO - La violenza religiosa nel mondo"
          di Mark  Juergensmeyer)

Lucianone


martedì 5 agosto 2014

Società / Conflitto Israele-Palestina - La guerra di Gaza vista da Farah

5 agosto '14 - martedì          5th August / Tuesday                             visione post - 10

Gli occhi di Farah: sulla guerra
A 16 anni racconta (su Twitter) il conflitto
visto dalla finestra.

(da la Repubblica - 2/8/2014  -  Alix Van Buren)
Farah Baker ha 16 anni, due occhi turchesi, la pelle d'alabastro e ben
125 mila iscritti al suo profilo Twitter  sul quale campeggia un "selfie"
di lei a occhi sgranati, a Gaza. Col nome di @Farah-Gazan è la nuova 
"star" dei social media. Un seguito di adolescenti, giornalisti, musicisti
le scrive dal mondo in segno di solidarietà. 
Lei digita pensieri semplici  di una bambina che segue la guerra appostata
alla finestra con lo smartphone: "Chissà  cosa sono  quelle  strane luci",  fa
vedere delle curiose palle luminose che paiono lune appese al cielo. Viene
da sporgersi per capire se siano razzi, illuminanti, traccianti, e attivando il 
volume se ne ascolta anche il suono.   "Sentite una delle bombe, adesso",
twitta; a dire la verità il rimbombo arriva ovattato online; però, quando lei
registra un'esplosione ogni minuto la notte del martellamento di Gaza, l'in-
quadratura fissa sul palazzo dirimpetto, un sussulto nell'attimo della defla-
grazione, il suo "candido obiettivo" - tale almeno all'apparenza - fa un cer-
to effetto. Quando poi lei racchiude in 140 caratteri il terrore d'adolescente.
"Colpiscono la mia zona. Non riesco a smettere di piangere. Stanotte potrei
morire", un musicista come Gilles Zimmermann, viola da gamba, dalla Fran-
cia si dice "commosso" e le regala il download gratuito delle sue composizio-
ni. Tuttavia il tweet forse più efficace è una riflessione derivata da un sempli-
ce calcolo matematico: "A 16 anni ho conosciuto già tre guerre": 2008-2009, 
2012. infine oggi. Un'indicibile tragedia in poche battute.
Qualcuno si arrischia  a definire Farah  "la nuova Anna Fran k", fissa alla
finestra ad annotare la guerra. Qualcun altro dubita del'innocenza.   Il fatto
che i suoi aggiornamenti  non segnalino la posizione insinua il sospetto d'un
falso.  Questo  finchè  i network televisivi , da Cnn alla Bbc a Nbc, l'hanno
scovata e intervistata. Altri infine la tacciano di protagonismo: "grida lo spa-
vento per aumentare i followers". Ed è vero che a ogni nuovo allarme, quelli
crescono. Resta che lei, da ieri, non si fa sentire. Alle 16:00 ha scritto: "Mi-
nacciano di bombardare un edificio davanti davanti all'ospedale Shifa (vicino
al suo palazzo ndr.), stiamo evacuando da casa".  Il tempo di scrivere questo
articolo, e ai suoi follower se ne sono aggiunti altri mille.





 Lucianone

lunedì 28 luglio 2014

Ultime notizie - dall'Italia e dal Mondo / Latest news

28 luglio '14 - lunedì         28th July - Monday                         visione post - 12

Cronaca  -  Italia / Napoli
Portici: va a fare la spesa, ucciso per errore sottocasa
Orrore a Portici, i killer sbagliano bersaglio / Un 75enne
ammazzato per errore / Era sceso per fare la spesa, si è trovato
nel mezzo di un inseguimento tra due scooter dai quali sono
partiti i colpi di piostola che l'hanno colpito mortalmente.
- È stato ucciso per errore Mariano Bottari, il 75enne morto sotto colpi d’arma da fuoco in via Scalea, a Portici, in provincia di Napoli. Questa l’ipotesi agghiacciante formulata dagli investigatori non appena hanno iniziato i rilievi del caso sul luogo dell’assassinio, avvenuto in pieno giorno nella popolosa città vesuviana alle porte di Napoli. L’anziano 75enne, dunque, non c’entrava nulla e si trovava in strada nel momento sbagliato. Il signor Mariano era sceso di casa per fare la spesa e si è ritrovato probabilmente nel bel mezzo di un regolamento di conti. Roba da Far West. Il parroco del posto, Giuseppe De Crescenzo, ha ricordato: «Una famiglia di brave persone che frequentano la nostra chiesa. Lui accudiva sua moglie invalida sono sconvolta per la sua morte».

Esteri - Tripoli
Razzo su deposito di carburante con fiamme
 fuori controllo / Rischio di catastrofe.
Caos in Libia per i combattimenti tra le milizie rivali a Tripoli.
Evacuata anche l'ambasciata Usa
E’ iniziata la fuga dalla Libia, dove le violenze delle ultime due settimane gli scontri tra gruppi armati hanno causato 97 morti e 400 feriti solo nella capitale, Tripoli. I diplomatici occidentali continuano ad abbandonare la Libia che sprofonda nella spirale incontrollabile del caos mentre nell'area di Tripoli si rischia la catastrofe a causa degli incendi a catena di depositi di carburante colpiti da un razzo durante i gli scontri tra fazioni rivali. In particolare un razzo che ha colpito un deposito di carburante ha causato incendi a catena sulla strada che porta all'aeroporto della capitale. Il governo libico: «Si rischia catastrofe ambientale e umanitaria». 
La fuga degli occidentali
Intanto la Farnesina ha trasferito oltre 100 italiani in altri Paesi mentre resta a Tripoli l'ambasciatore italiano Giuseppe Buccino, unico tra gli occidentali. Gli Stati Uniti hanno evacuato tutto il personale dell’ambasciata, mentre Gran Bretagna, Germania, Olanda e Francia hanno invitato i propri concittadini a lasciare il Paese. Il governo del Cairo ha avvertito gli egiziani di non partire per la Libia, chiedendo a quelli che già si trovano nel paese di cercare di spostarsi verso il confine con la Tunisia. Dal canto suo l’Eni ha reso noto che «le attività proseguono regolarmente» ma che «l’evolversi della situazione nel Paese viene monitorata con attenzione». 

 Cronaca  -  Italia / Viterbo
Aprilia: due operai muoiono in cisterna, impianto di
compostaggio,  per esalazioni / Avevano 42 e 44 anni
Stavano lavorando sopra un’autocisterna i due operai italiani di 42 e 44 anni morti nell’impianto di compostaggio Kyklos di Aprilia, in provincia di Latina. Secondo una prima ricostruzione, i due uomini , due autotrasportatori di una ditta esterna (della provincia di Viterbo), addetti al carico di rifiuti speciali, al momento dell’apertura del boccaporto, sarebbero stati investiti dalle esalazioni di una sostanza tossica, forse perclorato. Per entrambi si sarebbe rivelata letale. Uno dei due operai sarebbe poi precipitato dall’autocisterna battendo violentemente la testa. L’altro è stato recuperato senza vita dai vigili del fuoco nella vasca. L’allarme era stato lanciato verso le 9.45. Sembra che anche altri operai siano rimasti intossicati. Sul posto i carabinieri e due squadre di pompieri. Interdetta la zona. L’impianto è stato posto sotto sequestro.

Sport  -  calcio
Il Calendario della Serie A è fatto!
Chievo - Juventus è la "prima": sabato 30 agosto alle 18.
La Lega ha reso noto anticipi e posticipi della prima giornata del 
massimo campionato. L'altra sfida di sabato sarà Roma - Fiorentina
alle 20.45.  Domenica, alle 18, Milan - lazio, le altre in notturna.
Chievo-Juventus sarà la prima partita della Serie A 2014-2015. Lo ha reso noto la Lega pubblicando anticipi e posticipi della prima giornata. Il 30 agosto alle 18 si giocherà Chievo-Juventus, alle 20,45 dello stesso giorno toccherà a Roma-Fiorentina. Domenica 31, invece, alle 18 si giocherà Milan-Lazio. Le altre gare della prima giornata, domenica alle 20.45: Atalanta-Verona, Cesena-Parma, Genoa-Napoli, Palermo-Sampdoria, Sassuolo-Cagliari, Torino-Inter, Udinese-Empoli.

Lucianone

sabato 26 luglio 2014

Riflessioni - La politica "in streaming" / Il bel trenino

26 luglio '14 - sabato           26th July - Saturday                          visione post - 5

Terrificante l'idea che la politica "in streaming" possa prendere piede e dilagare, 
costringendoci a simulare competenza e esprimere giudizi sull'intero scibile tecnico-
tattico della nostra faticosa comunità: dagli incontri al vertice alle minute faccende 
che per fortuna qualcuno ha l'incarico di affrontare  anche per nostro conto, grazie
a quel geniale espediente che è la delega politica. Sappiamo bene di avere delega-
to spesso e volentieri chi difettava di competenza o ci rappresentava male o tradi-
va il nostro mandato: e che questo è il nodo della presente, drammatica crisi politi-
ca. Ma se il rimedio è improvvisarci tutti esperti di questioni inevitabilmente a noi
ignote, mipiacciando e dimispiacciando con velocità ebete, beh è un rimedio peg-
giore del male. - Non "il popolo del web", che non esiste, ma una nuova casta ve-
loce di polpastrello  e  avida di potere  è destinata, in quel caso, a soppiantare la
vecchia democrazia rappresentativa.  Tutti gli altri - milioni di altri - saranno solo 
il pubblico /mipiacciante e midispiacciante) di un gigoco ancora più ristretto e an-
cora più oscuro, disputato  tra nuove  consorterie presuntuose  e, nella peggiore 
delle ipotesi, tra bande di fanatici o di manipolatori.
(da la Repubblica - 21/02/'14  -  L'AMACA - Michele Serra)

La stazione di Capalbio Scalo è una delizia, con i binari dritti  che sbucano dai
pini e dentro i pini spariscono. gli oleandri in fiore, la luce marina che rende tut-
to nitido e smagliante. Di una biglietteria  neppure  una remota traccia, dicono
che le ultime biglietterie ferroviarie furono abolite già dagli etruschi, se ne tro-
va ancora qualcuna in funzione nelle stazioni molto grandi, ammesso di riuscire
a individuarle nel dedalo di negozi di abbigliamento, di scarpe, di orologi, le pa-
rafarmacie, i bancomat. 
Online i biglietti, per i treni minori, non si possono fare.  Ma ci sono ben due
macchine obliteratrici automatiche, si farà lì il biglietto. No, sono spente, for-
se svenute, forse morte. Indigeni gentili (il barista, un passante) e altri viag-
giatori dicono però che certamente sarà possibile fare il biglietto sul treno.
Ci sarà il bigliettaio. Il treno arriva e sembra al passo con l'insperato decoro
della stazione: pare sfuggito, per qualche strano caso, alle cure dei writers e
dunque non è orribilmente tatuato, è un trenino bianco e azzurro di bell'aspet-
to. Si parte per Roma. Di bigliettai o altri obliteratori facenti funzione, anche
precari, anche in subappalto, o volontari, o controllori  rimasti  sul  treno  da 
precedenti epoche ferroviarie: neppure l'ombra.   Dimmi, mio bel trenino: in
quanti ci hai portato gratis dalla Toscana a Roma?  E quanto ha risparmiato 
la tua mamma Trenitalia, decimando il personale, e quanto perde  impeden-
do di pagare il biglietto a chi vorrebbe tanto pagarlo?
(da la Repubblica - 26/07/'14  -  L'AMACA - Michele Serra)    

Lucianone

giovedì 24 luglio 2014

Personaggi - calcio / La bella storia del portiere Simone Scuffet

24 luglio '14 - giovedì         24th July / Thursday                      visione post - 8

Imbattibile Scuffet, che chiede aiuto
al prof di ginnastica / Il n.1 dell'Udinese
 e i miracoli a S. Siro

(da la Repubblica - 29/03/2014 - Francesco Saverio Intorcia)
Il sindaco di Remanzacco gli ha consegnato  la maglia numero 1 della Nazionale, al 
diavolo la scaramanzia.  Mazzarri, invece, dopo la notte stregata di San Siro, ha evo-
cato il paranormale: "Ci sono cose che non dipendono più da noi, se la palla non entra". 
Si riferiva alle mani insuperabili di Simone Scuffet (18 anni da compiere il 31 maggio), 
il ragazzino che l'ha costretto a mangiarsi la bottiglietta d'acqua per la rabbia e che poi 
ha scambiato  la maglia con Handanovic: "Lui a Udine  mi ha insegnato  tanto, è il mio
punto di riferimento - spiega Scuffet -. Tutti mi hanno fatto i complimenti a San Siro, ma
i suoi mi hanno fatto doppiamente piacere".  - 
La più bella novità del campionato è un predestinato sbucato dal vivaio dell'Udinese due 
mesi fa, una sera a Bologna. Brkic (il 1° portiere) si arrende nel riscaldamento, Kelava
(2°) è pronto, ma Guidolin indica il baby Scuffet. Anche Buffon, alla stesssa età, scavalcò 
Bucci e Nista a Parma in un colpo solo. Spiega l'allenatore dei friulani: "Ho preso una de-
cisione molto forte in una partita decisiva  per la stagione e  per la mia panchina:  mi sono
messo  nelle mani di un ragazzo di 17 anni che però aveva già mostrato freddezza e qualità
in allenamento. Ora il difficile è lasciarlo fuori".
Quella sera, i signori Fabrizio  e  Donatella Scuffet  guardano in salotto  Udinese Channel, apprendono che giocherà il loro bimbo e corrono al pub, a vedere la partita con tutto il pae-
se. Lui chiude imbattuto, va a far festa sotto i tifosi e dedica la vittoria al Friuli intero. 
Un senso d'appartenenza  e  una incredibile personalità che confermerà in ogni intervista,
senza scomporsi per l'interesse della Roma e della Juventus.  Sicuro  del nuovo contratto 
quinquennale, maturo ai microfoni come tra i pali, a ogni domanda risponde spedito  da at-
tore consumato. Il suo prof di ginnastica delle medie, Lucio Pasqualini, racconta: "Mi chie-
de consigli su come affrontare la tensione e comportarsi nelle interviste".   Di sè, Simone 
dice: "Sono un ragazzo semplice, la mia forza  è  la famiglia.    Credo in Dio, ma non sono 
praticante. Ho scelto il numero 22 perchè mi porta fortuna". Più precoce di Buffon, Peruz-
zi e Zoff, è il secondo portiere più giovane ad avere debuttato in A  dopo Pacchiarotti  del
Pescara. Figlio unico, fidanzato con Letizia, pallavolista, agli allenamenti parcheggia la mi-
nicar di fianco alla Bentley di Di Natale. Un marziano di semplicità, anche negli hobby. Il
tamburello: con la scuola arrivò alle finali studentesche. o il biliardo, scoperto guardando-
lo in tv con papà fabrizio, che fa il bidello ed era portiere all'Aurora Remanzacco, la squa-
dra in cui portò Simone a sei anni (poi Moimacco, Donatello Calcio, Udinese). Simone non
sta sempre su Thitter, ha un migliaio di seguaci (Balotelli 2 milioni):  ma qui, giovedì sera,
"Scuffet" era fra le dieci parole di tendenza in Italia, dietro la visita di Obama. Dino Zoff
l'ha  promosso ("Grande istinto, ora  deve fare  le  cose semplici"), Marchegiani  anche:
"Colpisce per la serenità, se ha un'incertezza non si fa condizionare". Con l'U17, nel 2013,
è arrivato secondo all'Europeo (parando due rigori in finale con la Russia) e agli ottavi nel
Mondiale. Con Prandelli, lo stage all'Acqua Acetosa.   Secondo il presidente dell'Udinese
Soldati, "portarlo in Brasile lo aiuterebbe a crescere". Scuffet non si scompone: "Il Mon-
diale è un sogno, non un pensiero.  Resto  concentrato  sul campionato, alla mia età  ogni 
partita è un'emozione speciale".
Continua... to be continued...

domenica 20 luglio 2014

Cultura - Piergiorgio Odifreddi: la bellezza matematica...

20 luglio '14 - domenica           20th July / Sunday                        visione post - 10

La matematica: è una disciplina in crisi, molti
la odiano, è insegnata male, Ecco come capire (e amare)
la scienza dei numeri.

(da la Repubblica - 28 /03/2014 -  R2Cultura)
di Piergiorgio Odifreddi
La bellezza matematica nascosta nel mondo 
L'artista, il musicista e il poeta percepiscono le meraviglie del mondo attorno a sè,  
raffigurandole e trasfigurandole nelle loro opere. Osservano i variopinti colori dei
fiori nei prati, riproducendoli in tele realiste o impressioniste. Ascoltano i gorgheg-
gianti canti degli uccelli, riverberandoli in composizioni pastorali.  Guardano oltre
una siepe, fingendosi sovrumani silenzi e profondissima quiete. Osservano la danza
della graziosa e silenziosa Luna, domandandosi che ci fa in cielo. 
Ma rispetto all'artista, al musicista o al poeta, il matematico va oltre, e la sovrappo-
sizione non altroveE la sua visione del mondo  non sottrae bellezza  alla descrizione
dell'umanista, ma gliene aggiunge.  Perchè la bellezza c'è a tutti i livelli della Natura,
dal microcosmo al macrocosmo: non solo al livello antropico, al quale siamo tutti abi-
tuati e allertati, ma che rimane marginale e secondario rispetto al tutto.
Ad esempio, quando il matematico osserva un fiore, dietro al numero dei suoi petali
nota la successione di Fibonacci e la proporzione aurea alla quale essa tende. Dietro
ai suoi colori, riconosce le lunghezze e le frequenze di velocissime onde luminose.
Dietro alle infinite gradazioni    della tavolozza della Natura o del pittore, isola le tre
lunghezze corrispondenti ai tre colori fondamentali intercettati dai tre tipi di coni del-
la retina dei nostri occhi. >>>Dietro alla "luce visibile", identifica la piccola finestra 
aperta  dalla nostra vista  sullo spettro elettromagnetico, e ne riconosce  molte altre 
aperte dalla scienza del Novecento, dalle onde radio alle microonde ai raggi X.
E poi, quando il matematico ascolta il canto di un uccello, dietro alla sua altezza e al
suo volume riconosce la lunghezza e l'ampiezza di più lente onde sonore.    Dietro al 
suo timbro, isola i suoni puri delle componenti armoniche, esattamente come fa l'o-
recchio attravrso la complessa struttura del timpano. E condensando le informazioni 
di ciascuna armonica in tre soli numeri, corrispondenti alla lunghezza, l'ampiezza e la 
fase della rispettiva onda, può approssimare  le caratteristiche di ciascun suono me-
diante liste di terne di numeri, che vengono scritte digitalmente  nei compact disk e
rilette acusticamente nei lettori cd. s
E ancora, quando il matematico guarda agli andirivieni palesemente errabondi della
Luna e dei pianeti, vi scorge l'effetto  della regolarità nascosta  di moti  di cerchi su
cerchi. E descrive la sovrapposizione di questi moti nello stesso modo in cui descri-
ve la sovrapposizione delle armoniche dei suoni, scoprendo e confermando il potere
unificatore del linguaggio astratto delle formule.
Naturalmente, questi non sono che esempi dello sguardo del matematico sul mondo,
che si estende a ogni branca del sapere, da quelle frequentate dal pittore, dal musi-
cista e dal poeta, a quelle praticate dal teologo, dal filosofo e dal politico.   L'intera
scolastica, ad esempio, fu un tentativo  di affrontare  il discorso su Dio  dal punto di
vista razionale della logica. La filosofia moderna iniziò con un Discorso sul metodo,
che identificava appunto  nella matematica  il modello da seguire  per fare discorsi
chiari e distinti.   E la politica alta, purificata  dai bassi interessi, si affida  a numeri, 
curve e teoremi  per risolvere problemi  che vanno  dalle leggi elettorali alle scelte 
decisionali.

Ma se la matematica costituisce uno strumento così versatile, fertile e indispensa-
bile per capire il mondo naturale e umano, comìè che quasi tutti la odiamo visceral-
mente, e si vantano  di non averci  mai capito niente? Che gli artisti, i musicisti e i
poeti si lasciano  guidare  più dalle viscere  che dalla testa?  I credenti si affidano
più alla fede irrazionale, che al pensiero logico?   I filosofi seguono le chiacchiere
degli esistenzialisti, più che i ragionamenti dei razionalisti? I politici incarnano l'ar-
te del voltagabbana, e disdegnano la legge di non contraddizione? I media rincorro-
no avidamente  srittori e artisti, anche da quattro soldi, ma evitano accuratamente 
gli scienziati, anche da Nobel? E, amarus in fundo, gli studenti considerano la ma-
tematica la loro bestia nera e il loro incubo?     Una prima spiegazione, fisiologica,
l'ha data Howard Gardner nei suoi studi sui vari tipi di intelligenza. A un estremo,
la prima a svilupparsi nel bambino è l'intelligenza musicale, fin dai primi anni di vi-
ta. All'altro estremo, l'intelligenza logico-matematica è l'ultima ad arrivare, con la 
pubertà e l'adolescenza. Così, mentre si conoscono geni precocissimi come Mozart
o Mendellsohn, che a quattro anni suonano   e compongono, anche matematici pre-
coci come Pascal o Gauss sono sbocciati solo tra i sedici e i diciott'anni.  Il che si-
gnifica che la matematica richiede una maturità  e  uno sviluppo che non si hanno
ancora alle elementari e alle medie, quando la si subisce come una perversa vio-
lenza e la si interiorizza come un indelebile trauma.
Una seconda spiegazione, psicologica, deriva  dalla natura stessa  di un gioco come
la matematica, in cui non si può sgarrare, e tanto meno barare: basta lasciarsi scap-
pare un segno sbaglato, o non chiudere una parentesi, per subire una débàcle. Mol-
to più facile abbassare il tiro, seguire le linee   di minima resistenza  e  rivolgersi a
giochi con regole meno vincolanti o, come nel romanticismo, addirittura inesistenti.
E lasciar perdere una disciplina che costringe a estenuanti esercizi e sfibranti con-
centrazioni, incompatibili con la tempesta di "stacchi pubblicitari" a cui si viene di-
seducati fin da bambini.
Una terza spiegazione, sociologica, ha a che fare con il potere. La maggioranza dei 
ruoli dirigenziali, dai ministeri ai media, è distribuita  per tradizione  in accordo al
motto di Croce: "Comanda chi ha studiato greco e latino, e lavora  chi conosce le
materie utili". E non si può pretendere che  gli umanisti  aprano passivamente  le
porte al "nemico", o evitino  attivamente  di denigrarlo, magari con la scusa  che
"così vuole la gente": i due terzi della quale comunque non legge un libro all'anno,
mentre il rimanente terzo si concentra sui romanzi. 
Un'ultima spiegazione, pedagogica, ha a che fare  con l'anacronismo della nostra
scuola. Ministri e funzionari insensibili e inesperti, programmi e  testi antiquati e
aridi, esercizi sadici e noiosi inflitti con metodi di insegnamento antidiluviani, com-
pletano l'opera di allontanamento anche degli studenti meglio disposti. 
Con queste premesse, non cìè da stupirsi che la matematica sia così poco apprezzata
e capita: semmai, ci sarebbe da stupirsi del contrario. Peccato però che, in un mondo
tecnologico, chi non la conosce finisca per rimanere un vero e proprio analfabeta. 
Con gran cruccio di quei governi e di quelle società che prima fanno di tutto per bru-
ciare la terra attorno alla matematica, e poi si preoccupano di esserci riusciti, doman-
dandosi impotenti e tardivi come rimediare.



Lucianone