sabato 22 settembre 2012

Personaggi - Salman Rushdie racconta la sua storia

22 settembre 2012 - sabato      22nd September / Saturday        visione post - 18

L'ultima opera-libro di Salman Rushdie è "Joseph Anton",
uscita il 18 settembre '12 per Mondadori.  In essa l'autore
rievoca in terza persona la giornata in cui, il 14 febbraio 1989,
apprese della fatwa emessa nei suoi confronti.
Il brano che segue è un estratto dal libro di Rushdie.

Pseudonimo - Joseph Alton è la falsa identità adottata da Rushdie
negli anni della vita clandestina.  E' ricavata dai nomi di Conrad e
Cechov.

"Condannato a morte":
così una fatwa ha cambiato la mia vita 

(da 'la Repubblica' - martedì 18 settembre 2012)
di Salman Rushdie
Tempo dopo, quando ormai il mondo gli stava esplodendo attorno e i  corvi assassini
si ammassavano  sulle sbarre del castello nei giardinetti della scuola, se la prese con
se stesso per essersi dimenticato il nome di quella giornalista della Bbc che gli aveva
annunciato la fine della sua vecchia vita e l'inizio di una nuova oscura esistenza. 
Lo aveva chiamato direttamente a casa, senza spiegare   come avesse avuto  il nume-
ro. "Come ci si sente" gli aveva chiesto "a sapere di essere appena stati condannati
a morte dall'ayatollah Khomeini?".  Era un bel mattino di sole, quel giorno a Londra,
ma la domanda fece di colpo calare il buio. "Per niente bene", aveva risposto, senza
rendersi perfettamente conto di cosa stesse dicendo. Gli passò pr la testa un pensie-
ro: "Son un uomo morto".   Si chiese quanti giorni  gli restassero da vivere, e pensò
che probabilmente li avrebbe potuti contare sulle dita di una mano. Riattaccò, si pre-
cipitò fuori dal suo studio in cima alla stretta casetta a schiera nel borgo di Islington
dove abitava, e corse giù per le scale. Con un gesto assurdo, bloccò le imposte delle
finestre del soggiorno, poi chiuse a chiave l'ingresso.



Era San Valentino, ma anche quel giorno non erano mancati gli screzi con sua
moglie, la scrittrice americana Marianne Wiggins. Sei giorni prima  gli aveva
comunicato quanto il loro matrimonio la rendesse infelice, dicendo  che " non 
si sentiva più bene al suo fianco", benchè fossero sposati da appena un anno,
e anche lui ormai sapeva che era stato un errore.   -  Adesso era lì, a fissarlo, 
mentre lui si aggirava nervosamente per casa, tirava le tende e controllava i
fermi delle finestre, il corpo elettrizzato dalla notizia come se avesse preso la
scossa. Dovette spiegarle cosa stava succedendo. Lei reagì bene, e cominciò
a riflettere sul da farsi. Usò il termine "noi". Un atto di coraggio.
Un'auto inviata dalla Cbs giunse davanti a casa. Lui aveva un appuntamento
alla Bowater House di Knightsbridge , la sede londinese dell'emittente ameri-
cana., per partecipare in diretta alla trasmissione del mattino, in collegamen-
to via satellite. "E' meglio che vada " disse.   "E' in diretta, non è che posso
semplicemente non farmi vivo". Più tardi nella mattinata si sarebbe celebra-
to il servizio funebre del suo amico Bruce Chatwin nella chiesa ortodossa di
Moscow Road, a Bayswater. Non erano passati nemmeno 2 anni da quando
avevano festeggiato insieme i suoi 40 anni a Homer End, la casa che Bruce
aveva nell'Oxfordshire. Ora Bruce era morto di Aids, , e la morte stava bus-
sando anche alla sua porta. "E il funerale?" chiese sua moglie.  Non seppe
cosa risponderle. Riaprì la porta d'ingresso, uscì, salì in macchina e si allon-
tanò. Lasciò l'abitazione dove aveva vissuto nei 5 anni precedenti senza che
quel  congedo  fosse carico  di alcun significato particolare; non sapeva che
non vi sarebbe  più tornato per 3 anni, e che  a quel punto  non sarebbe più 
stata casa sua.
Agli uffici della Cbs si accorse di essere diventato la notizia del giorno. In
redazione e sui vari monitor  tutti stavano già pronunciando  la parola che
presto gli sarebbe stata incatenata al piede come una palla di ferro. la uti-
lizzavano come un sinonimo  di  'pena di morte'  e lui, pignolo, voleva pun-
tualizzare che in realtà voleva dire ben altro. Ma a partire da quel giorno
il suo significato sarebbe stato quello  per la maggior parte delle persone
in tutto il mondo. E anche per lui.   
 "FATWA".
 "Informo il fiero popolo musulmano del mondo che nei confronti dell'autore
dei Versi satanici, che è contro l'Islam, il Profeta e il Corano, e nei confronti
di tutte le persone coinvolte nella pubblicazione del libro che ne conoscevano
il contenuto è proclamata la condanna a morte. Chiedo a tutti i musulmani di
giustiziarli ovunque si trovino". Mentre lo scortavano verso lo studio televi-
sivo per l'intervista, qualcuno gli diede una stampata del testo. Il suo vecchio
sè provò l'impulso di puntualizzare ancora, in questo caso a proposito del ter-
mine "condanna". Era una sentenza pronunciata da una corte che non ricono-
sceva, e che non aveva nessuna giurisdizione su di lui. Si trattava dell'editto
di un uomo in là con gli anni, crudele e morente. Ma sapeva anche che le abi-
tudini di quel suo vecchio sè erano ormai inutili. Ora aveva un nuovo sè. Era
l'uomo nell'occhio del , non più il "Salman" che i suoi amici conoscevano, ma
il " Rushdie", autore dei Versi satanici, un titolo sottilmente distorto  dall'o-
missione dell'articolo iniziale. I versi satanici era un romanzo, Versi satanici,
invece, dei versi che  erano satanici, e lui ne era  il satanico autore, "Satan
Rushdie"  la creatura cornuta sui cartelli dei manifesti innalzati lungo le stra-
de di una città lontana, l'uomo impiccato  con la rosss  lingua  sporgente che
compariva nei loro rudimentali disegni. "Impiccate Satan Rushdy". Con che
facilità si cancellava  il passato di un uomo e se ne costruiva una nuova, tra-
volgente versione contro cui sembrava impossibile lottare. Re Carlo I aveva
negato la legittimità della condanna che pendeva sul suo capo.  Ciò non ave-
va impedito a Cromwell di decapitarlo. E lui non era un re.  Era l'autore di
un libro.
Osservò un giornalista che lo stava fissando  e si chiese se fosse quello il
modo in cui la gente guardava chi  viene portato alla forca, alla sedia elet-
trica, alla ghigliottina. -   Un corrispondente straniero si avvicinò con fare
amichevole. Lui gli chiese cosa pensasse di ciò che aveva detto Khomeini.
Avrebbe dovuto prendere la cosa sul serio?  Riteneva si trattasse più che
altro di una provocazione plateale e retorica o di qualcosa di realmente pe-
ricoloso?  -  "Oh, non si preoccupi troppo" rispose il giornalista, "Khomei-
ni condanna a morte il presidente degli Stati Uniti ogni venerdì pomeriggio".
In diretta, quando gli fu chiesto di replicare a quella minaccia, disse: "Vor-
rei aver scritto un libro più critico". Fu orgoglioso di quell'affermazione, lo
fu allora e lo restò sempre.  Era la verità. Non credeva che il suo romanzo
fosse  particolarmente  critico nei confronti dell'islam, ma, come disse alla
televisione americana quella mattina, qualche critica  non poteva che fare
bene a una religione i cui capi si comportavano in quella maniera.
Terminata l'intervista, gli comunicarono che sua moglie aveva chiamato.
Telefonò a casa. "Non tornare qui", disse lei. "Ci sono duecento giorna-
listi sul marciapiede che ti aspettano". "Allora andrò in agenzia", rispose.
"Fai una valigia e raggiungimi lì". La Wylie, Aitken & Stone, la sua agenzia letteraria, aveva gli uffici in un
palazzo con decorazioni di stucco bianco sulla Fernshaw Road, a Chelsea.
Davanti all'ingresso non si era accampato nessun giornalista . evidente-
mente la stampa mondiale aveva ritenuto inverosimile che andasse a tro-
vare il suo agente in un giorno come quello - ma quando entrò tutti i tele-
foni dell'edificio stavano squillando contemporaneamente, e ogni chiamata
riguardava lui.  Gillon Aitken, il suo agente letterario per l'Inghilterra, lo
guardò sbigottito. Era al telefono con Keith Vaz, il parlamentare anglo-in-
diano rappresentante della circoscrizione di Leicester East. Coprì la cor-
netta con la mano e sussurrò: "Ci vuoi parlare?".  Al telefono Vaz disse
che quanto era successo era "esecrabile, assolutamente esecrabile", e gli
promise il suo "totale appoggio". Poche settimane dopo, quello stesso par-
lamentare sarebbe stato tra i principali oratori in una manifestazione con-
tro  "I versi satanici", a cui parteciparono  più  di  tremila  musulmani,  e
avrebbe definito quella protesta "un grande giorno per la storia dell'Islam
e della Gran Bretagna".
Lui si accorse di non essere in grado di pensare al futuro, di non avere nes-
suna idea di quale forma avrebbe preso la sua vita, assolutamente incapace
di fare progetti.
(Traduzione di Lorenzo Flabbi)  

                         

  Lucianone

Politica/economia - Stati Uniti >> le tasse, Mitt Romney e altro ancora

22 settembre 2012 - sabato    22nd September / Saturday         visioni post  -  15

In vista delle elezioni di novembre, il 6 per l'esattezza, che si
terranno negli Usa per eleggere il Presidente americano che
si insedierà alla Casa Bianca, nella capitale Washington DC,
raccoglierò del materiale che riverserò in parte sul mio blog, 
per capire un pò meglio l'evoluzione di questa America ancora
in crisi e che tenterà, con il nuovo Presidente, di uscirne alme-
no in parte.
Inizio con un articolo del famoso economista Stiglitz.
- Lucianone -
 
"L' occasione mancata di Romney"

(da 'la Repubblica'  - giovedì 6 settembre 2012)
di  Joseph E. Stiglitz
Nella  campagna elettorale  per  la presidenza americana, le tasse  sul reddito di
Mitt Romney sono diventate una questione di grande rilevanza.  Si tratta di una
delle meschinità della politica o di qualcosa di veramente importante? In realtà,
la faccenda è molto importante, e non soltanto per gli americani.

Tra i temi al centro del dibattito politico in corso negli Stati Uniti ci sono il ruolo
dello Stato  l'esigenza di un'azione collettiva. In un'economia moderna il settore
privato, ancorchè indispensabile, da solo non può garantirne il successo. La crisi
finanziaria iniziata nel 2008, per esempio, ha dimostrato quanto sia indispensabi-
le una regolamentazione adeguata.  Oltre che su una regolamentazione efficiente
(che miri tra le altre cose a garantire un'equa compagine per la concorrenza) , le
economie si basano sull'innovazione tecnologica, che a sua volta presuppone una
ricerca di base finanziata dal governo. Ecco: questo è un esempio di bene pubblico,
ciò di cui tutti noi beneficiamo, ma che si rivelerebbe inadeguato (o verrebbe meno
del tutto) qualora dovessimo dipendere dal settore privato.
I politici conservatori statunitensi sottovalutano l'importanza di un'istruzione pub-
blica, fornita dallo stato, come pure della tecnologia e di infrastrutture pubbliche.
Le economie nelle quali è il governo  ad assicurare questi beni pubblici hanno un 
trend di gran lunga migliore di quelle dove ciò non accade. - I beni pubblici, però,
implicano una spesa d è imperativo che ciascuno paghi la propria giusta parte. Se
anche esistono divergenze in merito a ciò che comporta pagare la propria parte, è
fuor di dubbio che, se coloro che si trovano al vertice della piramide contributiva
versnao il 15 per cento del loro reddito dichiarato (è difficile che i capitali ammas-
sati in paradisi fiscali come le isole Cayman siano notificati alle autorità statuni-
tensi), di fatto non stanno pagando la loro giusta parte.
Secondo un antico detto, , il pesce puzza sempre dalla testa. Se i presidenti e la
cerchia dei loro intimi  non pagano  la loro giusta parte  di tasse, come si  può 
pensare che lo facciano tutti?  E nel caso in cui non lo facesse nessuno, come
si può sperare di finanziare i beni pubblici dei quali abbiamo bisogno?
Nel pagamento delle tasse, le democrazie fanno affidamento  sulla fiducia e
sullo spirito di collaborazione. Se ogni singolo individuo dedicasse la stessa
energia e le stesse risorse dei più abbienti  a cercare di evitare il pagamento
della propria giusta parte di tasse, il sistema fiscale  crollerebbe o dovrebbe
essere rimpiazzato  da uno schema di contribuzione  molto più invadente e
coercitivo. Entrambe queste alternative sono però spiacevoli.
Più in generale, un'economia di mercato  non potrebbe  funzionare  se ogni
convenzione dovesse essere fatta rispettare con un'azione legale.  La fiducia
e lo spirito di collaborazione, invece, sono in grado di sopravvivere soltanto
a patto che prevalga il concetto che tale sistema è equo. Una ricerca di recen-
te ha indicato che credere che il sistema economico sia iniquo nuoce sia alla
collaborazione sia ai sacrifici.    Malgrado ciò, sempre più americani stanno
giungendo alla conclusione che il loro sistema economico sia davvero iniquo;
e il sistema fiscale è emblematico di questa crescente percezione di ingiustizia.
L'investitore miliardario Warren Buffett sostiene  di dover pagare soltanto le
tasse dovute, ma afferma che  c'è qualcosa  di essenzialmente sbagliato in un
sistema che tassa il suo reddito con un'aliquota inferiore rispetto a quella che
la sua stessa segretaria è tenuta a pagare. E ha ragione.
Romney potrebbe essere perdonato, qualora sposasse questa stessa opinione.
Anzi, la situazione potrebbe addirittura ribaltarsi e trasformarsi in una sor-
ta di svolta  "Nixon-in-Cina": un agiato politico  ai vertici del potere  che
caldeggia un maggiore prelievo fiscale per i più ricchi potrebbe anche cam-
biare il corso della storia. - Ma Romney ha scelto di non comportarsi così.
Evidentemente, Romney non riconosce che un sistema che tassa più il la-
voro della speculazione possa distorcere l'economia. In realtà, una buona
parte dei soldi che affluiscono nelle casse dei cittadini più facoltosi è co-
stituita da quelle che gli economisti chiamano rendite, che non derivano
dall'aver ampliato le dimensioni della "torta economica", bensì dalla ca-
pacità di arraffare la fetta più grossa della torta che già c'è.
Tra coloro che sono al top oggi c'è un numero abnorme di monopolisti che
accrescono il proprio reddito riducendo la produzione e dedicandosi a pra-
tiche anticompetitive; amministratori delegati che approfittano delle lacu-
ne normative previste per la 'governance' aziendale  per appropriarsi della
maggior parte degli utili aziendali, lasciandone ai lavoratori soltanto una
minima parte; e banchieri che si sono impegnati nel prestito predatorio  e
in pratiche sleali conle carte di credito, prendendo spesso di mira i nuclei
familiari indigenti o del ceto medio. -  Non è un caso, forse, se la frenesia
per le rendite e l'ineguaglianza sono aumentate nel momento stesso in cui
le aliquote  più alte  dei  prelievi  fiscali  scendevano, le normative  erano
svuotate di contenuto e le regole esistenti  erano applicate con minore de-
terminazione: sono aumentati l'opportunità e gli introiti derivanti dalla
ricerca di rendita.

Oggi quasi tutti i Paesi avanzati sono afflitti dalla carenza di domanda
aggregata, che innesca  una disoccupazione maggiore, salati più bassi,
più gravi ineguaglianze e, a chiusura del circolo vizioso, una contrazio-
ne dei consumi.    -    Ormai, si ammette comunemente l'esistenza di un
rapporto tra ineguaglianza da un lato e instabilità e debolezza dell'eco-
nomia dall'altro.
Esiste però anche un altro circolo vizioso: l'ineguaglianza economica si
traduce in ineguaglianza politica, che a sua volta va a rafforzare la prima,
anche grazie a un sistema fiscale che consente a individui come Romney -
che sostiene di essere stato soggetto negli ultimi 10 anni a un'aliquota di
prelievo fiscale di "almeno" il 13 per cento - di non pagare la loro giusta
parte. L'ineguaglianza economica che ne deriva - frutto tanto della politi-
ca quanto delle forze di mercato - contribyuisce all'odierna debolezza eco-
nomica complessiva.
Può anche darsi che Romney non sia un evasore fiscale: soltanto un'appro-
fondita inchiesta del fisco degli Stati Uniti ( US Internal Revenue Service)
potrebbe accertarlo.    Tenendo conto però che negli Usa l'aliquota fiscale
marginale sul reddito è del 35 per cento, Romney di sicuro è un elusore fi-
scale su grande scala. E, naturalmente il problema non è solo Romney: è
chiaro che il livello col quale egli elude le tasse rende difficile finanziare
quei beni pubblici senza i quali un'economia moderna non può prospera-
re.  -  Ancora più cruciale, però, è che un'elusione fiscale della portata di
quella di Romney mina la fiducia nella indispensabile equità del sistema.
E di conseguenza indebolisce i legami che mantengono coesa una società. 
(traduzione di Anna Bissanti - Project Syndicate, 2012)


Lucianone

venerdì 21 settembre 2012

Economia / finanze - Tagli in Parlamento? Proprio no!

21 settembre 2012 - venerdì     21st September / Friday                      visioni post - 11

In Parlamento deputati arroccati
sui loro privilegi e i tagli sono solo
per tutti gli altri... cittadini normali

Non c'è soltanto il taglio dei parlamentari avviato a un rinvio sine die,
cioè, in concreto, affidato al buon cuore dei parlamentari che saranno
eletti (in numero uguale a quello vigente, beninteso) l'anno prossimo.
Dopo che Pdl e Lega hanno inserito nella riforma costituzionale pre-
sidenzialismo e federalismo, il progetto si è arenato a Montecitorio,
senza che il Pd si sia finora fatto avanti per chiedere lo stralcio delle
sole norme che ridurrebbero di un quinto  il numero di deputati e se-
natori. Un destino simile corre il rischio di trovare anche la diminu-
zione dei consiglieri regionali  nelle regioni a statuto speciale, anzi,
nemmeno in tutte.
Per ora si è fermi al primo dei 4 appuntamneti costituzionalmente
previsti: per diminuire il numero dei consiglieri regionali (che in Si-
cilia si chiamano deputati regionali)   bisogna, infatti, modificare i
relativi statuti, e quindi ottenere una duplice approvazione da par
te delle camere.
Al Senato è stata approvata , lo scorso 18 aprile, la proposta di leg-
ge costituzionale che fa salire da 20mila  a 25mila  il numero degli
abitanti necessario  per computare  un seggio consiliare  in Friuli-
Venezia Giulia.  Essa giace alla commissione Affari costituzionali
di Montecitorio. Esattamente nelle stesse condizioni si trova  il di-
segna di legge costituzionale  mirante  ad abbassare da 90 a 70 il
numero dei deputati dell'assemblea regionale siciliana.  Identica,
infine, è la condizione del terzo progetto, che abbassa a 60  gli o-
dierni 80 consiglieri regionali della Sardegna. Da notare che tut-
t'è tre i disegni di legge provengono dai rispettivi consigli regio-
nali. La Sicilia, chiamata alle urne il prossimo 28 ottobre, ovvia-
mente rieleggerà i 90 deputati regionali come da statuto, in vigo-
re da quando ancora c'era il Regno d'Italia.
La cifra non ha eguale in alcun'altra regione.   Anche il numero
dei consiglieri nelle altre regioni  (bisognerebbe comprendervi 
anche Valle d'Aosta e Tren-tino Alto Adige, non toccate  dalle
proposte  ferme alla Camera) risulta  spropositato  rispeto  ai
seggi assegnati dalla legge nazionale, almeno prima che la de-
voluzione  del numero dei consiglieri  alle singole regioni com-
portasse scontati incrementi.
Qualche segnale è giunto dal Pd, per sollecitare la calendariz
zazione dei provvedimenti, ma non pare ci sia un diffuso entu-
siasmo per approvare celermente le tre leggi.  E va ricordato
che dopo il voto favorevole della Camera debbono passare 3
mesi per la successiva approvazione.  Se, quindi, anche otto-
bre dovesse  trascorrere  senza  che  l'aula  di Montecitorio
provveda, si potrebbe dire addio al taglio dei consiglieri in 3
regioni a statuto speciale. sarebbe un altro, l'ennesimo, argo-
mento a favore di chi contesta la casta e predica l'antipolitica.

(da 'ItaliaOggi' di 18 sett. 2012  -  Primo piano / di Cesare Maffi)

Lucianone

Istruzione - Università in Usa e lezioni di protesta

21 settembre 2012 - venerdì         21st September / Friday        visualizzazioni  
                                                                                                      totali  -  32.731

Contestatore italiano nelle
Università Usa: per insegnare la rivolta
In Italia si era opposto alla riforma Gelmini che fu approvata

Milano, capitale arancione, città simbolo delle magnifiche sorti
e progressive della sinistra italiana, ora insegna all'America.
Il Paese che ha inventato 'Occupy Wall Street' e gli 'indignados'
di Zuccotti Park  riceverà infatti  "lezioni di protesta"  da Piero
Graglia, ricercatore di Scienze politiche alla statale di Milano e
leader della Rete 29 aprile, l'organizzazione che, due anni fa, si 
oppose più strenuamente  alla riforma universitaria  dell'allora  
ministyro Pdl, Mariastella Gelmini. -    La cronaca milanese di
'Repubblica' ne ha dato notizia, estasiata, domenica scorsa de-
dicando al fatto più spazio, in prima pagina, di quanto ne abbia
avuto il dibattito fra il governatore Roberto Formigoni e la Lega
sulla macroregione del Nord che il primo vorrebbe realizzare.
Graglia, udite udite, è  già  alla Georgetown University  di
Washington in qualità di 'visiting professor' e in quel campus
è entrato in contatto "con i precari americani  che preparano
l'autunno  caldo  d'oltreoceano", ha  spiegato  il quotidiano, 
gonfiando il petto.

Ora, gioverebbe ricordare che, negli Stati Uniti, gli incarichi
a tempo sono la norma e la 'tenure track', l'insegnamento a
tempo indeterminato, è una rarità offerta a ben pochi  e ap-
prezzatissimi docenti. Sfumature nell'Italia delle cattedre a
vita. "La loro situazione", ha invece detto Graglia, "è così
simile a quella dei precari italiani che non ci volevo credere".
Superato lo sbigottimento, il professore milanese s'è rimboc-
cato le maniche e ha raccontato la mobilitazione italiana
contro la riforma, quella dei ricercatori sui tetti per inten-
derci, tanto che il primo dicembre esporrà la 'case history'
degli anti-Gelmini nostrani in un meeting sindacale:
"Racconterò la nostra protesta con filmati e foto", ha as-
sicurato. Graglia porterà ai sindacati oltreoceano il know
how degli arrabbiatissimi ricercatori italiani per difende-
re la causa dei "non tenured", ovvero docenti malpagati
che vanno avanti con 3.500 dollari all'anno. 
Anche se, ha ammesso il combattivo professore, "ci sono
differenze tra la nostra protesta e quella che sta partendo
qui, soprattutto per la diversa natura del sistema". 
Per fortuna, ha aggiunto, "alcune idee sono simili, come
il rifiuto del modello neoliberista, applicato al mondo u-
niversitario".
Già, per fortuna, l'internazionale socialista accademica
è una sola, a Washington come a Milano. Tremino pure
Barack Obama e, nel caso l'avesse vinta alle prossime e-
lezioni del 6 novembre, anche il suo sfidante Mitt Romney:
sono arrivati gli Italiani a dare una raddrizzata al sistema
universitario a stelle e strisce.
Col piccolo dettaglio che, poi, la grande protesta antiGel-
mini non ha prodotto un fico: la (blanda) riforma tanto
contestata fu approvata, con buona pace dei ricercatori
della Rete 29 aprile che scesero dai tetti.
(da 'ItaliaOggi'  - Primo piano / di Goffredo Pistelli)


Ma meno male che organizzazioni come quella della
Rete 29 aprile esistono! Democraticamente parlando...
(Lucianone)

visioni del post - 12

Lucianone

mercoledì 19 settembre 2012

Sport - calcio / Champions League - Chelsea vs Juventus

19 settembre 2012 - mercoledì     19th September / Wednesday    v isualizzazioni - 32.618
                                                                                                                 visioni post - 6

Champions, Londra campo centrale
LIVE Juve in casa dei campioni

a Stamford Bridge

 In diretta le otto sfide: impegni interni per Barcellona e Bayern

Seconda serata del primo turno della fase a gironi di Champions: si giocano otto partite. Campo principale Londra, dove la Juve festeggia il ritorno in Europa dopo due anni affrontando icampioni in carica del Chelsea.

Gruppo E
Chelsea-Juventus  2-2 (qui la cronaca dettagliata)
Shakhtar-Nordsjaelland   2 - 0 (la cronaca)
Gruppo F
Bayern - Valencia  2 - 1
Lilla-Bate Borisov  1 - 3   (7' Volodko)
Gruppo G
Barcellona-Spartak Mosca  3 - 2  (14' Tello)
Celtic-Benfica 0-0
Gruppo H
Braga-Cluj  0 - 2

Manchester United-Galatasaray  1-0   (7' Carrick)
















domenica 16 settembre 2012

Riflessioni / Curiosità

l6 settembre 2012 - domenica      16th September / Sunday        visioni post - 15
                                                                                                       
L'Amaca
(di Michele Serra - da 'la Repubblica' del 29 agosto '12)
L'idea di un'umanità solo vegetariana... ha  qualcosa di
integralista, e tra l'altro riconduce ai nefasti tabù alimen.
tarin che quasi ogni religione adotta.   E tuttavia non c'è  
persona sensibile e informata che non si renda conto del
rovinoso dominio  che l'Impero della Carne  esercita sul 
pianeta. 
Quel vero e proprio assimoro che è l'agroindustria (tabula
rasa del mondo vegetale per trasformare i campi in mangi-
mifici  per gli allevamenti intensivi)   sarebbe costretta ad 
arretrare di qualche milione di ettari se il consumo di carne
si riducesse. Mangiare meno carne ridarebbe fiato alle bio-
diversità, ostacolerebbe   la diffusione degli Ogm  (che per
l'agroindustria  sono nati e  fuori dall'agroindustria  quasi
non hanno mercato), aiuterebbe l'agricoltura e i contadini
a riacquistare centralità, autodeterminazione, peso econo-
mico e politico. La selvaggina  (non si adombrino gli anti-
caccia) è infinitamente più salubre e più "etica" della car-
ne da allevamento intensivo.
Piccola bibliografia  -  "Il dilemma dell'onnivoro" di Michael
Pollan e "Se niente importa" di J.S. Foer.

La curiosità
Anteprima della canzone di Will.i.am 
trasmessa dal robot in viaggio su Marte
Pasadena -  Come annunciato su Twitter, il cantante e
componente dei Black Eyed Peas Will.i.am ha pubblica-
to ieri sera (martedì 28 agosto 2012 - ndr) il suo nuovo
singolo Reach for the stars, tratto dall'album #willpower
in uscita a ottobre. D'eccezione il luogo dell'anteprima:
il pianeta Marte.
Nell'ambito di un progetto educativo della Nasa aperto
agli studenti, l'agenzia spaziale  ha permesso all'artista
di trasmettere il brano direttamente dal rover marziano
Curiosity  al centro  del Jet Propulsion Laboratory  di
Pasadena (California).

Lucianone 

Sport - Serie A / 3^ giornata - 2012/13

16 settembre 2012 - domenica       16th September / Sunday     visioni post - 17  

Milan - Atalanta  0 - 1
Gara perfetta della squadra orobica
a San Siro, nell'anticipo del sabato

Grande questa Atalanta. Grande non solo perchè conquista i 3
punti sul campo del Milan, ma perchè fornisce una prestazione
da grande squadra che sa difendersi, sa controllare gli avversari,
sa chiudere gli spazi  a centrocampo, ma, dopo il primo quarto
d'ora  di soggezione, si libera da ogni preoccupazione ed inizia
a giocare quel calcio che in questi ultimi due anni ci sta rega-
lando tante soddisfazioni.
Quando, al termine di una gara ti risulta difficile trovare il
migliore in campo ed è praticamente impossibile indicare il
nome di un giocatore sottotono, vuol dire che tutto ha fun-
zionato perfettamente. Oggi saranno in molti a evidenziare
gli errori del Milan, a criticare le scelte di Allegri, a mette-
re sulla croce tanti giocatori rossoneri , ma sarà bene che 
tutti si ricordino  che tutto questo si è verificato  perchè i 
milanisti hanno dovuto affrontare un'Atalanta quasi per-
fetta. Non ha vinto per un gol casuale, non ha vinto solo
per la prodezza di un giocatore (grande la coclusione vin-
cente di Cigarini) ma perchè ha affrontato la gara con la
mentalità giusta, della squadra consapevole della sua for-
za che in un sol colpo ha cancellato la penalizzazione dei
2 punti, e la preoccupazione di non riuscire più a vincere.
Ha saputo ribellarsi anche alla sfortuna per quel palo col-
pito da Denis nella prima parte della gara, ha saputo fare
deòl portiere Abbiati il miglior giocatore sul fronte avver-
sario.  -   In questa squadra ci sono protagonisti di primo
piano che hanno qualità  ma sanno anche lottare, ma ci
sono anche gli uomini di quantità che, oltre ad esprimer-
si su livelli agonistici notevoli, sanno interèpretare la ga-
ra con indubbia intelligenza tattica. Ma questa Atalanta
è anche guidata  da un grande allenatore  che le ha dato
un gioco, riesce ad assicurarle  le motivazioni giuste, sa
trovare le soluzioni tattiche per sfruttare al meglio i suoi
uomini ed evidenziare le pecche degli avversari.
Lo ha fatto a San Siro quando forte del vantaggio se è
ben guardato dal potenziare il centrocampo,  e non ha
mai rinu nciato ad un attaccante prt gestire il risulta-
to ma anzi ha cercato di consolidarlo. Era ed è consa-
pevole della competitività della sua squadra che ha co-
struito in questi due anni sfruttando giocatori di una
certa notorietà, ma anche valorizzando chi non aveva
alle spalle grandi esperienze positive. 
Questa Atalanta può farci sognare? Forse sì, ma ora
godiamoci l grande impresa di San Siro.
(da 'L'Eco di Bergamo' di domenica 16 sett. '12 - di Elio Corbani)




Risultati di domenica 16 - 09 - '12
Chievo - Lazio    1 - 3
Genoa - Juventus  1 - 3
Fiorentina - Catania   1 - 0
Napoli - Parma   3 - 1
Palermo - Cagliari   1 - 1
Pescara - Sampdoria   2 - 3
Roma - Bologna   2 - 3
Siena - Udinese   2 - 2
Torino - Inter   0 - 2


Classifica della serie A
Juventus      9
Lazio             9
Napoli           9
Sampdoria    8     (-1)
Inter             6
Fiorentina    6
Roma           4
Catania        4
Torino          3     (-1)
Milan           3
Genoa          3
Chievo         3
Parma          3
Bologna       3
Atalanta      2     (-2)
Cagliari       2
Udinese       1
Palermo       1
Pescara       0
Siena          -4    (-6)

Le migliori tre:
Juventus - la grinta di Vucinic fa la differenza
Napoli - con la coppia Cavani-Pandev vola in alto
Lazio  -  la luce di Hernanes illumina la vetta
Nel posticipo  l'Inter si rilancia con Milito e Cassano - Stramaccioni:
"Noi provinciali? Sciaquatevi la bocca", ma il Torino esce tra gli
applausi - In Roma-Bologna un grande Gilardino infilza Zeman
senza pietà - Jovetic-Toni fanno grande la Fiorentina con il Catania
Il Palermo impatta col Cagliari e Zamparini cambia con Gasperini.


Lucianone

Sport - Serie B / 4^ giornata - 2012/13

16 settembre 2012 - domenica    16th September / Sunday     visioni post -  14

Risultati       Brescia - Padova  0 - 0            
Cittadella - Lanciano      1 - 0
Livorno - Empoli  4 - 2            Reggina - Modena  2 - 2
Ternana- Cesena  0 - 0          Ascoli - Spezia             2 - 0
Grosseto - Crotone 1 - 0         Novara - Juve Stabia   1- 1
Sassuolo - Pro Vercelli  2 - 1       Vicenza - Verona   2 - 3
Varese - Bari    2 - 2  (posticipo)

Varese-Bari finisce 2-2
Gol ed emozioni in serie

                                                         17 settembre 2012 (da  Gazzetta dello Sport.it)

Posticipo della 4ª giornata: Ebagua e Kone segnano per primi, ma nel finale i pugliesi replicano con Caputo e Borghese



Ebagua dopo il provvisorio vantaggio Varese. LaPresse
Ebagua dopo il provvisorio vantaggio Varese. LaPresse
Sotto di due gol a tre minuti dalla fine, il Bari riequilibra incredibilmente il match contro il Varese, pareggiando, così, 2-2 nel posticipo della quarta giornata d'andata di Serie B. Ebagua porta in vantaggio il Varese al 9' della ripresa. Al 37' Konè, al terzo sigillo personale, raddoppia per i padroni di casa. Ma il Bari non ci sta a perdere ed a 3' dallo scadere accorcia le distanze con Caputo, anche lui al terzo gol in campionato. Nei minuti finali gli ospiti prova ad acciuffare il pari ed al 90' Borghese, su una corta respinta del portiere su calcio di punizione, la mette dentro. Ma l'arbitro lo annulla per fuorigioco. Un minuto più tardi Borghese ci riprova e questa volta il gol è regolare. Delusione per il Varese, che resta al terzo posto, ma a quota 9 a tre lunghezze dal duo di testa formato da Sassuolo e Livorno. Bari che, invece, sale a cinque.

Il Verona è lanciato e Cacia è l'uomo derby
Al Vicenza non bastano i gol di Malonga e Pinardi. -  Il gialloblù
Maietta causa un rigore ma poi firma la rete decisiva.

Al grande ballo del Menti, nel contesto di una sfida che richiama il
pubblico dei bei tempi con quasi 10mila tifosi caldissimi di cui 1.300
veronesi in estasi, la cenerentola della serie B non sfugge alle brame
del Principe. Il ripescato Vicenza deve inchinarsi alla forza del Veronà,
pretendente al trono del campionato, e soprattutto alla voglia dei gial-
loblù di ottenere il secondo successo di fila, il primo in trasferta, un
risultato che certifica la crescita  della squadra del patron Setti e le 
sue giuste ambizioni. La doppietta di Cacia, bestia nera del Vicenza
al pari di Mandorlini nei confronti del collega Breda, spezza l'equili-
brio anche se il match-winner del derby veneto è Mimmo Maietta che
firma il definitivo 2-3 redimendo l'errore commesso pochi minuti pri-
ma col fallo da rigore  che determina il momentaneo secondo pareggio
della partita.





Classifica della Serie B

Squadra
Pt
CFTCFTRFRC
GVNPGVNPGVNPM.I.RSRSRSTRTR
sassuolo 12220022004400442601023300
livorno 12220022004400474521261100
varese 921102200431024242841100
verona 821102110422003143742222
spezia 7220020114211-15213652211
crotone 6220020024202-24113540000
cittadella 6220020024202-23125560000
bari 522002110431024153940000
vicenza 4210120114112-45423771111
brescia 4211020024112-42014340011
modena 3201121104121-32332550022
ascoli 3210120114112-43313460000
pro vercelli 3210120024103-52213350022
novara 2202021104130-23352850000
reggina 2211020114121-33213451122
lanciano 2201120114022-62312350000
juve stabia 2201120114022-62413370000
padova 1202020114031-52223450000
ternana 1201120024013-70103040000
empoli 1201120114022-614465101100
cesena 1200220114013-717132101122
grosseto -1211020114121-32123440000

  • Note:
    Crotone 2 punto di penalizzazione
    Juve Stabia 4 punti di penalizzazione
    Ascoli 7 punti di penalizzazione
    Bari 6 punti di penalizzazione
Legenda C=In casa T=Totale M.I.=Media inglese R=Gol fatti S=Golsubiti RF=Rigori a favore RC=Rigori contro
Classifica Marcatori
5pavoletti l. (sassuolo),
4malonga d. (vicenza), sansovini m. (spezia), siligardi l. (livorno),
3caputo f. (bari), gonzalez p. (novara), kone m. (varese), mehmeti a. (novara),
2cacia d. (verona), ceppitelli l. (bari), ceravolo f. (reggina), di carmine s. (cittadella), di gennaro d. (spezia), ebagua o. (varese), emerson r. (livorno), gomez taleb j. (verona), graffiedi m. (cesena), neto pereira l. (varese), paulinho s. (livorno), saponara r. (empoli), sforzini f. (grosseto), stanco f. (modena), terranova e. (sassuolo),
1ardemagni m. (modena), bacinovic a. (verona), berardi d. (sassuolo), bernardini a. (livorno), bigazzi m. (livorno), borghese m. (bari), bouy o. (brescia), calil c. (crotone), ciancio s. (cittadella), comi g. (reggina), cori s. (empoli), cuffa c. (padova), curiale d. (grosseto), daprela' f. (brescia), de silvestro e. (pro vercelli), de vitis a. (padova), di cecco d. (lanciano), di piazza m. (pro vercelli), di roberto n. (cittadella), dionisi f. (livorno), dos santos c. (bari), faisca v. (ascoli), feczesin r. (ascoli), fischnaller m. (reggina), gabionetta d. (crotone), galano c. (bari), galli n. (padova), ghiringhelli l. (novara), giacomelli s. (vicenza), iemmello p. (pro vercelli), improta r. (juve stabia), iunco a. (bari), laner s. (verona), loviso m. (ascoli), maiello r. (crotone), maietta d. (verona), mammarella c. (lanciano), misuraca g. (vicenza), murolo m. (juve stabia), olivi s. (grosseto), paghera f. (lanciano), parravicini f. (novara), pinardi a. (vicenza), pucciarelli m. (empoli), renzetti f. (padova), salviato s. (livorno), scognamiglio g. (juve stabia), signori f. (modena), spinazzola l. (empoli), surraco j. (modena), torromino g. (crotone), troiano m. (sassuolo), zambelli m. (brescia), zaza s. (ascoli), zecchin g. (varese),

Lucianone