sabato 22 settembre 2012

Politica/economia - Stati Uniti >> le tasse, Mitt Romney e altro ancora

22 settembre 2012 - sabato    22nd September / Saturday         visioni post  -  15

In vista delle elezioni di novembre, il 6 per l'esattezza, che si
terranno negli Usa per eleggere il Presidente americano che
si insedierà alla Casa Bianca, nella capitale Washington DC,
raccoglierò del materiale che riverserò in parte sul mio blog, 
per capire un pò meglio l'evoluzione di questa America ancora
in crisi e che tenterà, con il nuovo Presidente, di uscirne alme-
no in parte.
Inizio con un articolo del famoso economista Stiglitz.
- Lucianone -
 
"L' occasione mancata di Romney"

(da 'la Repubblica'  - giovedì 6 settembre 2012)
di  Joseph E. Stiglitz
Nella  campagna elettorale  per  la presidenza americana, le tasse  sul reddito di
Mitt Romney sono diventate una questione di grande rilevanza.  Si tratta di una
delle meschinità della politica o di qualcosa di veramente importante? In realtà,
la faccenda è molto importante, e non soltanto per gli americani.

Tra i temi al centro del dibattito politico in corso negli Stati Uniti ci sono il ruolo
dello Stato  l'esigenza di un'azione collettiva. In un'economia moderna il settore
privato, ancorchè indispensabile, da solo non può garantirne il successo. La crisi
finanziaria iniziata nel 2008, per esempio, ha dimostrato quanto sia indispensabi-
le una regolamentazione adeguata.  Oltre che su una regolamentazione efficiente
(che miri tra le altre cose a garantire un'equa compagine per la concorrenza) , le
economie si basano sull'innovazione tecnologica, che a sua volta presuppone una
ricerca di base finanziata dal governo. Ecco: questo è un esempio di bene pubblico,
ciò di cui tutti noi beneficiamo, ma che si rivelerebbe inadeguato (o verrebbe meno
del tutto) qualora dovessimo dipendere dal settore privato.
I politici conservatori statunitensi sottovalutano l'importanza di un'istruzione pub-
blica, fornita dallo stato, come pure della tecnologia e di infrastrutture pubbliche.
Le economie nelle quali è il governo  ad assicurare questi beni pubblici hanno un 
trend di gran lunga migliore di quelle dove ciò non accade. - I beni pubblici, però,
implicano una spesa d è imperativo che ciascuno paghi la propria giusta parte. Se
anche esistono divergenze in merito a ciò che comporta pagare la propria parte, è
fuor di dubbio che, se coloro che si trovano al vertice della piramide contributiva
versnao il 15 per cento del loro reddito dichiarato (è difficile che i capitali ammas-
sati in paradisi fiscali come le isole Cayman siano notificati alle autorità statuni-
tensi), di fatto non stanno pagando la loro giusta parte.
Secondo un antico detto, , il pesce puzza sempre dalla testa. Se i presidenti e la
cerchia dei loro intimi  non pagano  la loro giusta parte  di tasse, come si  può 
pensare che lo facciano tutti?  E nel caso in cui non lo facesse nessuno, come
si può sperare di finanziare i beni pubblici dei quali abbiamo bisogno?
Nel pagamento delle tasse, le democrazie fanno affidamento  sulla fiducia e
sullo spirito di collaborazione. Se ogni singolo individuo dedicasse la stessa
energia e le stesse risorse dei più abbienti  a cercare di evitare il pagamento
della propria giusta parte di tasse, il sistema fiscale  crollerebbe o dovrebbe
essere rimpiazzato  da uno schema di contribuzione  molto più invadente e
coercitivo. Entrambe queste alternative sono però spiacevoli.
Più in generale, un'economia di mercato  non potrebbe  funzionare  se ogni
convenzione dovesse essere fatta rispettare con un'azione legale.  La fiducia
e lo spirito di collaborazione, invece, sono in grado di sopravvivere soltanto
a patto che prevalga il concetto che tale sistema è equo. Una ricerca di recen-
te ha indicato che credere che il sistema economico sia iniquo nuoce sia alla
collaborazione sia ai sacrifici.    Malgrado ciò, sempre più americani stanno
giungendo alla conclusione che il loro sistema economico sia davvero iniquo;
e il sistema fiscale è emblematico di questa crescente percezione di ingiustizia.
L'investitore miliardario Warren Buffett sostiene  di dover pagare soltanto le
tasse dovute, ma afferma che  c'è qualcosa  di essenzialmente sbagliato in un
sistema che tassa il suo reddito con un'aliquota inferiore rispetto a quella che
la sua stessa segretaria è tenuta a pagare. E ha ragione.
Romney potrebbe essere perdonato, qualora sposasse questa stessa opinione.
Anzi, la situazione potrebbe addirittura ribaltarsi e trasformarsi in una sor-
ta di svolta  "Nixon-in-Cina": un agiato politico  ai vertici del potere  che
caldeggia un maggiore prelievo fiscale per i più ricchi potrebbe anche cam-
biare il corso della storia. - Ma Romney ha scelto di non comportarsi così.
Evidentemente, Romney non riconosce che un sistema che tassa più il la-
voro della speculazione possa distorcere l'economia. In realtà, una buona
parte dei soldi che affluiscono nelle casse dei cittadini più facoltosi è co-
stituita da quelle che gli economisti chiamano rendite, che non derivano
dall'aver ampliato le dimensioni della "torta economica", bensì dalla ca-
pacità di arraffare la fetta più grossa della torta che già c'è.
Tra coloro che sono al top oggi c'è un numero abnorme di monopolisti che
accrescono il proprio reddito riducendo la produzione e dedicandosi a pra-
tiche anticompetitive; amministratori delegati che approfittano delle lacu-
ne normative previste per la 'governance' aziendale  per appropriarsi della
maggior parte degli utili aziendali, lasciandone ai lavoratori soltanto una
minima parte; e banchieri che si sono impegnati nel prestito predatorio  e
in pratiche sleali conle carte di credito, prendendo spesso di mira i nuclei
familiari indigenti o del ceto medio. -  Non è un caso, forse, se la frenesia
per le rendite e l'ineguaglianza sono aumentate nel momento stesso in cui
le aliquote  più alte  dei  prelievi  fiscali  scendevano, le normative  erano
svuotate di contenuto e le regole esistenti  erano applicate con minore de-
terminazione: sono aumentati l'opportunità e gli introiti derivanti dalla
ricerca di rendita.

Oggi quasi tutti i Paesi avanzati sono afflitti dalla carenza di domanda
aggregata, che innesca  una disoccupazione maggiore, salati più bassi,
più gravi ineguaglianze e, a chiusura del circolo vizioso, una contrazio-
ne dei consumi.    -    Ormai, si ammette comunemente l'esistenza di un
rapporto tra ineguaglianza da un lato e instabilità e debolezza dell'eco-
nomia dall'altro.
Esiste però anche un altro circolo vizioso: l'ineguaglianza economica si
traduce in ineguaglianza politica, che a sua volta va a rafforzare la prima,
anche grazie a un sistema fiscale che consente a individui come Romney -
che sostiene di essere stato soggetto negli ultimi 10 anni a un'aliquota di
prelievo fiscale di "almeno" il 13 per cento - di non pagare la loro giusta
parte. L'ineguaglianza economica che ne deriva - frutto tanto della politi-
ca quanto delle forze di mercato - contribyuisce all'odierna debolezza eco-
nomica complessiva.
Può anche darsi che Romney non sia un evasore fiscale: soltanto un'appro-
fondita inchiesta del fisco degli Stati Uniti ( US Internal Revenue Service)
potrebbe accertarlo.    Tenendo conto però che negli Usa l'aliquota fiscale
marginale sul reddito è del 35 per cento, Romney di sicuro è un elusore fi-
scale su grande scala. E, naturalmente il problema non è solo Romney: è
chiaro che il livello col quale egli elude le tasse rende difficile finanziare
quei beni pubblici senza i quali un'economia moderna non può prospera-
re.  -  Ancora più cruciale, però, è che un'elusione fiscale della portata di
quella di Romney mina la fiducia nella indispensabile equità del sistema.
E di conseguenza indebolisce i legami che mantengono coesa una società. 
(traduzione di Anna Bissanti - Project Syndicate, 2012)


Lucianone

venerdì 21 settembre 2012

Economia / finanze - Tagli in Parlamento? Proprio no!

21 settembre 2012 - venerdì     21st September / Friday                      visioni post - 11

In Parlamento deputati arroccati
sui loro privilegi e i tagli sono solo
per tutti gli altri... cittadini normali

Non c'è soltanto il taglio dei parlamentari avviato a un rinvio sine die,
cioè, in concreto, affidato al buon cuore dei parlamentari che saranno
eletti (in numero uguale a quello vigente, beninteso) l'anno prossimo.
Dopo che Pdl e Lega hanno inserito nella riforma costituzionale pre-
sidenzialismo e federalismo, il progetto si è arenato a Montecitorio,
senza che il Pd si sia finora fatto avanti per chiedere lo stralcio delle
sole norme che ridurrebbero di un quinto  il numero di deputati e se-
natori. Un destino simile corre il rischio di trovare anche la diminu-
zione dei consiglieri regionali  nelle regioni a statuto speciale, anzi,
nemmeno in tutte.
Per ora si è fermi al primo dei 4 appuntamneti costituzionalmente
previsti: per diminuire il numero dei consiglieri regionali (che in Si-
cilia si chiamano deputati regionali)   bisogna, infatti, modificare i
relativi statuti, e quindi ottenere una duplice approvazione da par
te delle camere.
Al Senato è stata approvata , lo scorso 18 aprile, la proposta di leg-
ge costituzionale che fa salire da 20mila  a 25mila  il numero degli
abitanti necessario  per computare  un seggio consiliare  in Friuli-
Venezia Giulia.  Essa giace alla commissione Affari costituzionali
di Montecitorio. Esattamente nelle stesse condizioni si trova  il di-
segna di legge costituzionale  mirante  ad abbassare da 90 a 70 il
numero dei deputati dell'assemblea regionale siciliana.  Identica,
infine, è la condizione del terzo progetto, che abbassa a 60  gli o-
dierni 80 consiglieri regionali della Sardegna. Da notare che tut-
t'è tre i disegni di legge provengono dai rispettivi consigli regio-
nali. La Sicilia, chiamata alle urne il prossimo 28 ottobre, ovvia-
mente rieleggerà i 90 deputati regionali come da statuto, in vigo-
re da quando ancora c'era il Regno d'Italia.
La cifra non ha eguale in alcun'altra regione.   Anche il numero
dei consiglieri nelle altre regioni  (bisognerebbe comprendervi 
anche Valle d'Aosta e Tren-tino Alto Adige, non toccate  dalle
proposte  ferme alla Camera) risulta  spropositato  rispeto  ai
seggi assegnati dalla legge nazionale, almeno prima che la de-
voluzione  del numero dei consiglieri  alle singole regioni com-
portasse scontati incrementi.
Qualche segnale è giunto dal Pd, per sollecitare la calendariz
zazione dei provvedimenti, ma non pare ci sia un diffuso entu-
siasmo per approvare celermente le tre leggi.  E va ricordato
che dopo il voto favorevole della Camera debbono passare 3
mesi per la successiva approvazione.  Se, quindi, anche otto-
bre dovesse  trascorrere  senza  che  l'aula  di Montecitorio
provveda, si potrebbe dire addio al taglio dei consiglieri in 3
regioni a statuto speciale. sarebbe un altro, l'ennesimo, argo-
mento a favore di chi contesta la casta e predica l'antipolitica.

(da 'ItaliaOggi' di 18 sett. 2012  -  Primo piano / di Cesare Maffi)

Lucianone

Istruzione - Università in Usa e lezioni di protesta

21 settembre 2012 - venerdì         21st September / Friday        visualizzazioni  
                                                                                                      totali  -  32.731

Contestatore italiano nelle
Università Usa: per insegnare la rivolta
In Italia si era opposto alla riforma Gelmini che fu approvata

Milano, capitale arancione, città simbolo delle magnifiche sorti
e progressive della sinistra italiana, ora insegna all'America.
Il Paese che ha inventato 'Occupy Wall Street' e gli 'indignados'
di Zuccotti Park  riceverà infatti  "lezioni di protesta"  da Piero
Graglia, ricercatore di Scienze politiche alla statale di Milano e
leader della Rete 29 aprile, l'organizzazione che, due anni fa, si 
oppose più strenuamente  alla riforma universitaria  dell'allora  
ministyro Pdl, Mariastella Gelmini. -    La cronaca milanese di
'Repubblica' ne ha dato notizia, estasiata, domenica scorsa de-
dicando al fatto più spazio, in prima pagina, di quanto ne abbia
avuto il dibattito fra il governatore Roberto Formigoni e la Lega
sulla macroregione del Nord che il primo vorrebbe realizzare.
Graglia, udite udite, è  già  alla Georgetown University  di
Washington in qualità di 'visiting professor' e in quel campus
è entrato in contatto "con i precari americani  che preparano
l'autunno  caldo  d'oltreoceano", ha  spiegato  il quotidiano, 
gonfiando il petto.

Ora, gioverebbe ricordare che, negli Stati Uniti, gli incarichi
a tempo sono la norma e la 'tenure track', l'insegnamento a
tempo indeterminato, è una rarità offerta a ben pochi  e ap-
prezzatissimi docenti. Sfumature nell'Italia delle cattedre a
vita. "La loro situazione", ha invece detto Graglia, "è così
simile a quella dei precari italiani che non ci volevo credere".
Superato lo sbigottimento, il professore milanese s'è rimboc-
cato le maniche e ha raccontato la mobilitazione italiana
contro la riforma, quella dei ricercatori sui tetti per inten-
derci, tanto che il primo dicembre esporrà la 'case history'
degli anti-Gelmini nostrani in un meeting sindacale:
"Racconterò la nostra protesta con filmati e foto", ha as-
sicurato. Graglia porterà ai sindacati oltreoceano il know
how degli arrabbiatissimi ricercatori italiani per difende-
re la causa dei "non tenured", ovvero docenti malpagati
che vanno avanti con 3.500 dollari all'anno. 
Anche se, ha ammesso il combattivo professore, "ci sono
differenze tra la nostra protesta e quella che sta partendo
qui, soprattutto per la diversa natura del sistema". 
Per fortuna, ha aggiunto, "alcune idee sono simili, come
il rifiuto del modello neoliberista, applicato al mondo u-
niversitario".
Già, per fortuna, l'internazionale socialista accademica
è una sola, a Washington come a Milano. Tremino pure
Barack Obama e, nel caso l'avesse vinta alle prossime e-
lezioni del 6 novembre, anche il suo sfidante Mitt Romney:
sono arrivati gli Italiani a dare una raddrizzata al sistema
universitario a stelle e strisce.
Col piccolo dettaglio che, poi, la grande protesta antiGel-
mini non ha prodotto un fico: la (blanda) riforma tanto
contestata fu approvata, con buona pace dei ricercatori
della Rete 29 aprile che scesero dai tetti.
(da 'ItaliaOggi'  - Primo piano / di Goffredo Pistelli)


Ma meno male che organizzazioni come quella della
Rete 29 aprile esistono! Democraticamente parlando...
(Lucianone)

visioni del post - 12

Lucianone

mercoledì 19 settembre 2012

Sport - calcio / Champions League - Chelsea vs Juventus

19 settembre 2012 - mercoledì     19th September / Wednesday    v isualizzazioni - 32.618
                                                                                                                 visioni post - 6

Champions, Londra campo centrale
LIVE Juve in casa dei campioni

a Stamford Bridge

 In diretta le otto sfide: impegni interni per Barcellona e Bayern

Seconda serata del primo turno della fase a gironi di Champions: si giocano otto partite. Campo principale Londra, dove la Juve festeggia il ritorno in Europa dopo due anni affrontando icampioni in carica del Chelsea.

Gruppo E
Chelsea-Juventus  2-2 (qui la cronaca dettagliata)
Shakhtar-Nordsjaelland   2 - 0 (la cronaca)
Gruppo F
Bayern - Valencia  2 - 1
Lilla-Bate Borisov  1 - 3   (7' Volodko)
Gruppo G
Barcellona-Spartak Mosca  3 - 2  (14' Tello)
Celtic-Benfica 0-0
Gruppo H
Braga-Cluj  0 - 2

Manchester United-Galatasaray  1-0   (7' Carrick)
















domenica 16 settembre 2012

Riflessioni / Curiosità

l6 settembre 2012 - domenica      16th September / Sunday        visioni post - 15
                                                                                                       
L'Amaca
(di Michele Serra - da 'la Repubblica' del 29 agosto '12)
L'idea di un'umanità solo vegetariana... ha  qualcosa di
integralista, e tra l'altro riconduce ai nefasti tabù alimen.
tarin che quasi ogni religione adotta.   E tuttavia non c'è  
persona sensibile e informata che non si renda conto del
rovinoso dominio  che l'Impero della Carne  esercita sul 
pianeta. 
Quel vero e proprio assimoro che è l'agroindustria (tabula
rasa del mondo vegetale per trasformare i campi in mangi-
mifici  per gli allevamenti intensivi)   sarebbe costretta ad 
arretrare di qualche milione di ettari se il consumo di carne
si riducesse. Mangiare meno carne ridarebbe fiato alle bio-
diversità, ostacolerebbe   la diffusione degli Ogm  (che per
l'agroindustria  sono nati e  fuori dall'agroindustria  quasi
non hanno mercato), aiuterebbe l'agricoltura e i contadini
a riacquistare centralità, autodeterminazione, peso econo-
mico e politico. La selvaggina  (non si adombrino gli anti-
caccia) è infinitamente più salubre e più "etica" della car-
ne da allevamento intensivo.
Piccola bibliografia  -  "Il dilemma dell'onnivoro" di Michael
Pollan e "Se niente importa" di J.S. Foer.

La curiosità
Anteprima della canzone di Will.i.am 
trasmessa dal robot in viaggio su Marte
Pasadena -  Come annunciato su Twitter, il cantante e
componente dei Black Eyed Peas Will.i.am ha pubblica-
to ieri sera (martedì 28 agosto 2012 - ndr) il suo nuovo
singolo Reach for the stars, tratto dall'album #willpower
in uscita a ottobre. D'eccezione il luogo dell'anteprima:
il pianeta Marte.
Nell'ambito di un progetto educativo della Nasa aperto
agli studenti, l'agenzia spaziale  ha permesso all'artista
di trasmettere il brano direttamente dal rover marziano
Curiosity  al centro  del Jet Propulsion Laboratory  di
Pasadena (California).

Lucianone 

Sport - Serie A / 3^ giornata - 2012/13

16 settembre 2012 - domenica       16th September / Sunday     visioni post - 17  

Milan - Atalanta  0 - 1
Gara perfetta della squadra orobica
a San Siro, nell'anticipo del sabato

Grande questa Atalanta. Grande non solo perchè conquista i 3
punti sul campo del Milan, ma perchè fornisce una prestazione
da grande squadra che sa difendersi, sa controllare gli avversari,
sa chiudere gli spazi  a centrocampo, ma, dopo il primo quarto
d'ora  di soggezione, si libera da ogni preoccupazione ed inizia
a giocare quel calcio che in questi ultimi due anni ci sta rega-
lando tante soddisfazioni.
Quando, al termine di una gara ti risulta difficile trovare il
migliore in campo ed è praticamente impossibile indicare il
nome di un giocatore sottotono, vuol dire che tutto ha fun-
zionato perfettamente. Oggi saranno in molti a evidenziare
gli errori del Milan, a criticare le scelte di Allegri, a mette-
re sulla croce tanti giocatori rossoneri , ma sarà bene che 
tutti si ricordino  che tutto questo si è verificato  perchè i 
milanisti hanno dovuto affrontare un'Atalanta quasi per-
fetta. Non ha vinto per un gol casuale, non ha vinto solo
per la prodezza di un giocatore (grande la coclusione vin-
cente di Cigarini) ma perchè ha affrontato la gara con la
mentalità giusta, della squadra consapevole della sua for-
za che in un sol colpo ha cancellato la penalizzazione dei
2 punti, e la preoccupazione di non riuscire più a vincere.
Ha saputo ribellarsi anche alla sfortuna per quel palo col-
pito da Denis nella prima parte della gara, ha saputo fare
deòl portiere Abbiati il miglior giocatore sul fronte avver-
sario.  -   In questa squadra ci sono protagonisti di primo
piano che hanno qualità  ma sanno anche lottare, ma ci
sono anche gli uomini di quantità che, oltre ad esprimer-
si su livelli agonistici notevoli, sanno interèpretare la ga-
ra con indubbia intelligenza tattica. Ma questa Atalanta
è anche guidata  da un grande allenatore  che le ha dato
un gioco, riesce ad assicurarle  le motivazioni giuste, sa
trovare le soluzioni tattiche per sfruttare al meglio i suoi
uomini ed evidenziare le pecche degli avversari.
Lo ha fatto a San Siro quando forte del vantaggio se è
ben guardato dal potenziare il centrocampo,  e non ha
mai rinu nciato ad un attaccante prt gestire il risulta-
to ma anzi ha cercato di consolidarlo. Era ed è consa-
pevole della competitività della sua squadra che ha co-
struito in questi due anni sfruttando giocatori di una
certa notorietà, ma anche valorizzando chi non aveva
alle spalle grandi esperienze positive. 
Questa Atalanta può farci sognare? Forse sì, ma ora
godiamoci l grande impresa di San Siro.
(da 'L'Eco di Bergamo' di domenica 16 sett. '12 - di Elio Corbani)




Risultati di domenica 16 - 09 - '12
Chievo - Lazio    1 - 3
Genoa - Juventus  1 - 3
Fiorentina - Catania   1 - 0
Napoli - Parma   3 - 1
Palermo - Cagliari   1 - 1
Pescara - Sampdoria   2 - 3
Roma - Bologna   2 - 3
Siena - Udinese   2 - 2
Torino - Inter   0 - 2


Classifica della serie A
Juventus      9
Lazio             9
Napoli           9
Sampdoria    8     (-1)
Inter             6
Fiorentina    6
Roma           4
Catania        4
Torino          3     (-1)
Milan           3
Genoa          3
Chievo         3
Parma          3
Bologna       3
Atalanta      2     (-2)
Cagliari       2
Udinese       1
Palermo       1
Pescara       0
Siena          -4    (-6)

Le migliori tre:
Juventus - la grinta di Vucinic fa la differenza
Napoli - con la coppia Cavani-Pandev vola in alto
Lazio  -  la luce di Hernanes illumina la vetta
Nel posticipo  l'Inter si rilancia con Milito e Cassano - Stramaccioni:
"Noi provinciali? Sciaquatevi la bocca", ma il Torino esce tra gli
applausi - In Roma-Bologna un grande Gilardino infilza Zeman
senza pietà - Jovetic-Toni fanno grande la Fiorentina con il Catania
Il Palermo impatta col Cagliari e Zamparini cambia con Gasperini.


Lucianone

Sport - Serie B / 4^ giornata - 2012/13

16 settembre 2012 - domenica    16th September / Sunday     visioni post -  14

Risultati       Brescia - Padova  0 - 0            
Cittadella - Lanciano      1 - 0
Livorno - Empoli  4 - 2            Reggina - Modena  2 - 2
Ternana- Cesena  0 - 0          Ascoli - Spezia             2 - 0
Grosseto - Crotone 1 - 0         Novara - Juve Stabia   1- 1
Sassuolo - Pro Vercelli  2 - 1       Vicenza - Verona   2 - 3
Varese - Bari    2 - 2  (posticipo)

Varese-Bari finisce 2-2
Gol ed emozioni in serie

                                                         17 settembre 2012 (da  Gazzetta dello Sport.it)

Posticipo della 4ª giornata: Ebagua e Kone segnano per primi, ma nel finale i pugliesi replicano con Caputo e Borghese



Ebagua dopo il provvisorio vantaggio Varese. LaPresse
Ebagua dopo il provvisorio vantaggio Varese. LaPresse
Sotto di due gol a tre minuti dalla fine, il Bari riequilibra incredibilmente il match contro il Varese, pareggiando, così, 2-2 nel posticipo della quarta giornata d'andata di Serie B. Ebagua porta in vantaggio il Varese al 9' della ripresa. Al 37' Konè, al terzo sigillo personale, raddoppia per i padroni di casa. Ma il Bari non ci sta a perdere ed a 3' dallo scadere accorcia le distanze con Caputo, anche lui al terzo gol in campionato. Nei minuti finali gli ospiti prova ad acciuffare il pari ed al 90' Borghese, su una corta respinta del portiere su calcio di punizione, la mette dentro. Ma l'arbitro lo annulla per fuorigioco. Un minuto più tardi Borghese ci riprova e questa volta il gol è regolare. Delusione per il Varese, che resta al terzo posto, ma a quota 9 a tre lunghezze dal duo di testa formato da Sassuolo e Livorno. Bari che, invece, sale a cinque.

Il Verona è lanciato e Cacia è l'uomo derby
Al Vicenza non bastano i gol di Malonga e Pinardi. -  Il gialloblù
Maietta causa un rigore ma poi firma la rete decisiva.

Al grande ballo del Menti, nel contesto di una sfida che richiama il
pubblico dei bei tempi con quasi 10mila tifosi caldissimi di cui 1.300
veronesi in estasi, la cenerentola della serie B non sfugge alle brame
del Principe. Il ripescato Vicenza deve inchinarsi alla forza del Veronà,
pretendente al trono del campionato, e soprattutto alla voglia dei gial-
loblù di ottenere il secondo successo di fila, il primo in trasferta, un
risultato che certifica la crescita  della squadra del patron Setti e le 
sue giuste ambizioni. La doppietta di Cacia, bestia nera del Vicenza
al pari di Mandorlini nei confronti del collega Breda, spezza l'equili-
brio anche se il match-winner del derby veneto è Mimmo Maietta che
firma il definitivo 2-3 redimendo l'errore commesso pochi minuti pri-
ma col fallo da rigore  che determina il momentaneo secondo pareggio
della partita.





Classifica della Serie B

Squadra
Pt
CFTCFTRFRC
GVNPGVNPGVNPM.I.RSRSRSTRTR
sassuolo 12220022004400442601023300
livorno 12220022004400474521261100
varese 921102200431024242841100
verona 821102110422003143742222
spezia 7220020114211-15213652211
crotone 6220020024202-24113540000
cittadella 6220020024202-23125560000
bari 522002110431024153940000
vicenza 4210120114112-45423771111
brescia 4211020024112-42014340011
modena 3201121104121-32332550022
ascoli 3210120114112-43313460000
pro vercelli 3210120024103-52213350022
novara 2202021104130-23352850000
reggina 2211020114121-33213451122
lanciano 2201120114022-62312350000
juve stabia 2201120114022-62413370000
padova 1202020114031-52223450000
ternana 1201120024013-70103040000
empoli 1201120114022-614465101100
cesena 1200220114013-717132101122
grosseto -1211020114121-32123440000

  • Note:
    Crotone 2 punto di penalizzazione
    Juve Stabia 4 punti di penalizzazione
    Ascoli 7 punti di penalizzazione
    Bari 6 punti di penalizzazione
Legenda C=In casa T=Totale M.I.=Media inglese R=Gol fatti S=Golsubiti RF=Rigori a favore RC=Rigori contro
Classifica Marcatori
5pavoletti l. (sassuolo),
4malonga d. (vicenza), sansovini m. (spezia), siligardi l. (livorno),
3caputo f. (bari), gonzalez p. (novara), kone m. (varese), mehmeti a. (novara),
2cacia d. (verona), ceppitelli l. (bari), ceravolo f. (reggina), di carmine s. (cittadella), di gennaro d. (spezia), ebagua o. (varese), emerson r. (livorno), gomez taleb j. (verona), graffiedi m. (cesena), neto pereira l. (varese), paulinho s. (livorno), saponara r. (empoli), sforzini f. (grosseto), stanco f. (modena), terranova e. (sassuolo),
1ardemagni m. (modena), bacinovic a. (verona), berardi d. (sassuolo), bernardini a. (livorno), bigazzi m. (livorno), borghese m. (bari), bouy o. (brescia), calil c. (crotone), ciancio s. (cittadella), comi g. (reggina), cori s. (empoli), cuffa c. (padova), curiale d. (grosseto), daprela' f. (brescia), de silvestro e. (pro vercelli), de vitis a. (padova), di cecco d. (lanciano), di piazza m. (pro vercelli), di roberto n. (cittadella), dionisi f. (livorno), dos santos c. (bari), faisca v. (ascoli), feczesin r. (ascoli), fischnaller m. (reggina), gabionetta d. (crotone), galano c. (bari), galli n. (padova), ghiringhelli l. (novara), giacomelli s. (vicenza), iemmello p. (pro vercelli), improta r. (juve stabia), iunco a. (bari), laner s. (verona), loviso m. (ascoli), maiello r. (crotone), maietta d. (verona), mammarella c. (lanciano), misuraca g. (vicenza), murolo m. (juve stabia), olivi s. (grosseto), paghera f. (lanciano), parravicini f. (novara), pinardi a. (vicenza), pucciarelli m. (empoli), renzetti f. (padova), salviato s. (livorno), scognamiglio g. (juve stabia), signori f. (modena), spinazzola l. (empoli), surraco j. (modena), torromino g. (crotone), troiano m. (sassuolo), zambelli m. (brescia), zaza s. (ascoli), zecchin g. (varese),

Lucianone
                 

giovedì 13 settembre 2012

Cultura - I consigli dello scrittore Aidan Chambers

14 settembre 2012 - venerdì    14th September / Friday     visioni post - 14
                                                                                                
Come fare innamorare i bambini della pagina scritta?

I consigli dello scrittore inglese
più amato dagli adolescenti

"L’atto di leggere sta anche nel parlare di ciò che abbiamo letto".  Lo ripete spesso Aidan Chambers, tra i più amati  scrittori  inglesi per  adolescenti  con una  forte  passione  per l’insegnamento, e l’evidente desiderio di trasmettere a chi lo circonda l’amore per i libri.
"La lingua è il Dna della nostra cultura" ha detto a Mantova nei giorni del Festivaletteratura.
"E anche se non tutti possiamo diventare fisici nucleari o musicisti, chiunque può diventare un grande lettore".
Gli adulti se lo chiedono in molte occasioni: come far innamorare i bambini dei libri? In uno dei suoi ultimi romanzi – Muoio dalla voglia di conoscerti (Rizzoli) – Chambers racconta l’incontro tra uno scrittore e un ragazzo di diciassette anni che non ha mai amato né leggere né scrivere. Noi gli abbiamo chiesto qualche consiglio per i genitori dei bambini più piccoli, o che vanno alle scuole elementari e stanno imparando a leggere.    "La prima cosa importante è che ci siano in

casa libri che piacciono ai bambini", spiega l’autore. "Ma anche una selezione di titoli per quan-
do diventeranno un po’ più grandi: storie che segnino il passo successivo nella loro avventura di lettori".
Il secondo consiglio, naturalmente, è leggere ad alta voce.    -   "Non solo quando i bambini sono piccoli, ma a tutte le età" sottolinea". In questo modo scoprono testi che non sarebbero ancora in grado di leggere per conto proprio, e la loro mente si apre a quello che viene dopo.» La lettura ad alta voce è anche un atto d’amore: si sta insieme, a stretto contatto, guardando le stesse pagine. E il bambino, mentre ascolta le parole pronunciate dal genitore, assorbe nuovi vocaboli. Il terzo suggerimento riguarda in particolare i maschi, dal momento che statisticamente sono soprattutto le donne a leggere e c’è il rischio che questo modello venga trasmesso.
"I bambini devono vedere i loro papà, i nonni o altri uomini che leggono per piacere" sottolinea Chambers. Si può anche parlare ai figli di quello che si sta leggendo, raccontando quelli che possono essere i passaggi più interessanti per loro. Ma se i maschi di casa non hanno proprio tempo da dedicare alla lettura per se stessi, come fare?   -     "Dovrebbero comunque cercare di ritagliarsi qualche momento per leggere ad alta voce insieme ai propri bambini" ribadisce Chambers. O magari per portarli in biblioteca. Questo è infatti il quarto consiglio. "È uno spazio accogliente dove le famiglie possono trovare i libri che non hanno a casa o che non possono permettersi". 
Fermarsi all’ultima pagina, però, non basta. C’è da fare ancora un passo, ovvero parlare insieme ai bambini  di quello  che hanno letto, chiedendo loro  che cosa è piaciuto  e che cosa hanno detestato, che emozioni hanno provato e che cosa ne pensano dei personaggi. «I bambini si divertono molto a mettere in scena i libri» aggiunge Chambers. «È un ottimo esercizio.  Se conoscete altri genitori con figli che hanno la stessa età dei vostri, fate in modo che si trovino e che possano interpretare insieme i personaggi che hanno più amato.» Può essere utile stabilire un contatto con la scuola: se gli insegnanti aiutano ad amare la lettura, ne nasce un reciproco rinforzo.

E infine servono consigli per orientarsi nella sterminata produzione di libri. «Ce ne sono di molto belli, ma anche di orribili. Per riconoscere i migliori, imparate ad ascoltare i consigli del vostro bibliotecario.» Da un lato, infatti, è giusto lasciare che il bambino sia libero di scegliere che cosa leggere, ma è altrettanto importante saperlo talvolta indirizzare verso i libri giusti. Bisogna avere fiducia nella capacità dei propri figli di apprezzare le cose belle. Gli albi illustrati o i romanzi di maggior qualità non sempre attirano lo sguardo, ma una volta aperti sanno incantare i lettori, soprattutto se a leggerli insieme a loro c’è una persona a cui vogliono bene.  

(da  La Stampa.it  -  di Mara Pace)  






Lucianone 
 

Società e politica - In Italia e nel mondo

14 settembre 2012 - venerdì  -  14th September / Friday      visioni post - 7

Roma
Fondi Pdl, la Finanza in Regione
Sedi e ostriche, le spesi folli del Lazio
La Guardia di finanza nella sede del Consiglio regionale. Controlli scattati alle 10: si cercano documenti relativi all’inchiesta su fondi del Pdl per cui è indagato l’ex capogruppo Fiorito
Menicucci

SPRECHI DELLA POLITICA

Sedi e convegni: le folli spese del Lazio
Contributi pubblici più alti che alla Camera

Lo scorso anno il bilancio del Consiglio regionale invece di diminuire è aumentato di sei milioni, un aumento del 7%

ROMA - La targa sopra il portone dice: «Carlo Goldoni, padre immortale della italiana commedia, dimorò in questa casa». Se avesse saputo cosa sarebbe accaduto fra quelle mura due secoli e mezzo dopo, il celebre drammaturgo veneziano vi avrebbe magari ambientato un atto unico. Protagonista: il solito Pantalone. Perché chi paga la ristrutturazione di un appartamento signorile della Regione Lazio nello stabile di largo Goldoni 47 all'angolo con via dei Condotti, a Roma, è sempre lui. Cioè noi. I condomini, dopo aver sventato il tentativo di piazzare tappeto rosso e palmizi stile Sanremo all'ingresso dopo l'avvenuta trasformazione in elegante «ufficio del centro» dell'ex ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo di un secondo alloggio regionale nel palazzo, paventano che i lavori siano il preludio per l'apertura di un'altra sede di rappresentanza ancora. Stavolta, della governatrice Renata Polverini.
CONTINUA in fondo a questo post...

Caso Adinolfi
Agguato Adinolfi: fermati due anarchici
A luglio il gip aveva detto no all'arresto
Nicola Gai e Alfredo Cospito stavano per lasciare l'Italia Incastrati dalle telecamere e dal foglio di rivendicazione

Esteri
Furia islamica contro l'Occidente
Le manifestazioni dopo il film su Maometto
Si estende la rivolta per il film su Maometto. In Sudan tre manifestanti morti.
In Tunisia spari ad altezza d'uomo. Al Cairo rabbia anti Usa.


In Libano un morto e 25 feriti nelle manifestazioni. Cortei in India e Giordania e Yemen La reazione di Clinton La produzione: «Non abbiamo le mani sporche di sangue»Islam in rivolta
  • Regista fantasma e attori raggirati: i misteri del film Gaggi
  • I camaleonti della Jihad G. Olimpio

  • Sardegna - ALCOA
    I sindacalisti scendono dal Silos
    L'azienda: rallentare la chiusura
    Rino Barca e Franco Bardi smettono la protesta. E ora i sindacati aspettano la convocazione
    CONTINUA...  Le folli spese del Lazio
    Fosse così, saremmo davvero alla commedia. Non soltanto perché quell'appartamento proviene da un antico lascito per opere di bene al Santo Spirito. Soprattutto perché a poca distanza, in via Poli, c'era già un ufficio «di rappresentanza» del consiglio regionale. Era stato affittato da Sergio Scarpellini, il proprietario dei palazzi affittati alla Camera e al Senato, al tempo della giunta di Francesco Storace e due anni fa si era deciso di rescindere il contratto: 320 mila euro l'anno. Una spesa demenziale, visto che il consiglio regionale del Lazio, come del resto la giunta, ha una più che confortevole sede a Roma. Chiudere quell'ufficio era il minimo. Peccato soltanto, lamenta Scarpellini nella causa civile intentata contro la decisione, che la rescissione sia avvenuta oltre i termini. E se il tribunale dovesse accogliere la tesi sarebbero dolori: 700 mila euro. Più la parcella del legale. Un avvocato esterno, ovvio.
    Ma ce ne fossero di rogne così, con l'aria che tira oggi dalle parti della Pisana. La storia incredibile dei finanziamenti pubblici ai gruppi consiliari innescata dai Radicali con la meritoria pubblicazione sul loro sito internet del bilancio 2011, è ormai una palla sempre più grossa che rotola a valle. Inarrestabile e minacciosa, come dimostra l'inchiesta per peculato che si è abbattuta sull'ex capogruppo del Pdl Franco Fiorito. Ma non servivano certo le cravatte di Marinella, le cene a base di ostriche, le bottiglie di champagne, i servizi fotografici, i Suv, né le altre spese sfrontate che hanno inghiottito i lauti contributi al partito di Silvio Berlusconi e sulle quali ora indaga la magistratura, per capire che si era passato il segno. E non era nemmeno necessario guardare, come molti fanno oggi con ipocrita stupore, quella cifra rivelata dai radicali, il cui gruppo composto da due persone, Giuseppe Rossodivita e Rocco Berardo, ha incassato nel solo 2011 ben 422 mila euro. Il quadruplo, in proporzione, dei soldi che la Camera dei deputati stanzia per i gruppi parlamentari.
    Era sufficiente, diciamo la verità, controllare i bonifici che arrivavano di volta in volta sul conto corrente. Per questo fanno sorridere oggi tanto il decalogo sui tagli dei costi della politica proposto dal consigliere udc Rodolfo Gigli quanto dichiarazioni come quelle del capogruppo del Pd Esterino Montino, che annuncia un tour de force per «ridurre le spese della giunta e del consiglio». Mentre alcune misure che avrebbero introdotto l'unico antidoto valido alla dissipazione di denaro pubblico, vale a dire la trasparenza, sono finite su un binario morto. È il caso della legge sull'anagrafe degli eletti e dei nominati, proposta sempre dai Radicali nel 2010 e arenata in qualche cassetto di qualche commissione.
    Ai gruppi finiscono cifre inimmaginabili. Tanti soldi che non si sa nemmeno come spenderli. Basta dare un'occhiata ai due bilanci dei gruppi finora resi noti: oltre a quello dei Radicali, quello del Partito democratico. Il gruppo del Pd ha incassato nel 2011 la bellezza di 2 milioni 17.946 euro. Che divisi per i 14 componenti fa oltre 144 mila euro pro capite: quasi il triplo dei contribuiti erogati da Montecitorio. Inutile allora stupirsi che i democratici spendano 210.207 euro (!) per «riunioni, convegni, conferenze, incontri», 622.083 euro (!!) per i collaboratori e 738.863 euro (!!!) per «diffusione attività del gruppo, stampa manifesti». E nonostante questo ci sono ancora in cassa 304 mila euro.

    Lucianone