martedì 8 settembre 2015

INTERVISTA - Allo scrittore MOHSIN HAMID

8 settembre '15 - martedì             8th September / Tuesday                  visione post - 33

Mohsin  Hamid, il famoso scrittore autore di "Il fondamentalista riluttante",
parla dei migranti e di Jihadi John, e del sentimento che oggi ci accomuna,
l'ansia: "Credo che più della paura il sentimento che ci accomuna
tutti è l'ansia. Intesa come paura emotiva".

(da la Repubblica - 25/ 08/ '15 - L'intervista / di Anna Lombardi)
"Viviamo in una sorta di guerra permanente. Ogni giorno, aprendo il giornale fronteggiamo scenari di guerra. Ci guardiamo intorno con sospetto, continuamente".  Mohsin Hamid è lo scrittore pachistano famoso in tutto il mondo per il suo Il fondamentalista riluttante, il romanzo-chiave della
letteratura post 11 settembre, dove affrontava il delicato tema della tentazione esercitata
dal fondamentalismo sui giovani musulmani.  Ora, con un saggio presentato al Sidney Writers
Festival pubblicato anche sull'inglese The Guardian, torna a riflettere su quali sono le insidie
di un mondo dove la paura è diventata globale. Un mondo dove, ad esempio, il figlio di immigrati
integrati può trasformarsi nel macellaio dell'Is, Jihadi John.
Cos'è, esattamente, quel che chiama guerra permanente?  -
"Quella che vive la gente sotto le bombe in Siria: ma anche quella di un padre che accompagna
i figli a scuola a Peshawar temendo che i Ta gi e si trova all'improvviso nel mirino dei terroristi.
Senza dimenticare quella tutti è lche in America vivono tanti ragazzi neri, che rischiano di farsi sparare addosso solo perchè a un poliziotto bianco il loro comportamento appare sospetto...".
Lo considera un effetto collaterale della globalizzazione?  -
"Credo che più della paura il sentimento che ci accomuna tutti è l'ansia. Intesa come paura emotiva
che la nostra società, così come la conosciamo, venga completamente ribaltata. Cioè il punto non è
la globalizzazione, che fin dai tempi dell'Impero romano, in fondo, è sempre esistita, ma la veloci-
tà, data oggi dalla tecnologia, con cui certi cambiamenti accadono.   La tecnologia sta cambiando
le nostre vite a una velocità inaudita fino a poco tempo fa:  penso a certi villaggi qui in to
dove 20 anni fa nessuno sapeva leggere e scrivere e oggi invece i bambini sono continuamente 
collegati a Internet, sanno cose che i loro genitori non immaginavano nemmeno 5 anni fa. Ma
poi i cambiamenti concreti - sociali, economici, politici - non seguono lo stesso passo. Questo 
crea ansia: e èprta la gente a chiudersi, a creare distinzioni. Nuove tribù".
Cosa intende per tribù?  -
"Sistemi di identità rigidi: cattolici o musulmani, per esempio, nel caso delle religioni. Ma anche
bianchi o neri, europei o americani e così via per sottogruppi. Questo fa sì che stiamo perdendo
ogni vocabolario comune, ogni modo articolato  per parlare  in modo universale.  Prendiamo la
religione: da sempre dovrebbe essere questo, un sitema universale. Ma sempre di più in questo
ambito, nessuno accetta quel che viene detto al di fuori dei propri canoni e parametri, rifiutando,
ad esempio, quello che le altre religioni dicono. Lo stesso accade per la democrazia...".
La democrazia? Che cosa c'è che non va con la democrazia?  -
"Anche questo in teoria è un concetto universale. Ma non è affatto vero che ogni essere uimano
è un voto. Se lo fosse dovremmo chiedere a tutta l'umanità di votare per sapere se davvero ci de-
vono essere restrizioni sulle migrazioni. Se davvero abbiamo il diritto di buttare a mare chi fugge
da una guerra. Come possiamo parlare di diritti umani se non accogliamo chi è in pericolo? Allo-
ra non siamo tutti uguali... Ecco, penso che molti dei concetti che fin qui abbiamo usato per valu-
tare il mondo stiano fallendo: socialismo, religione, nazionalismo, democrazia...".
E' da questo che nasce il nuovo fondamentalismo? E' per questo che un ragazzo come Jihadi John,
laureato in un'università inglese, lascia tutto per andare a tagliar gole in Siria?  -
"Abbiamo già visto nel corso della Storia che i giovani sono quelli che più facilmente si lasciano
sedurre da ideologie pericolose.  Vale  per chi  ha fatto  parte  della  Gioventù hitleriana, per gli
squadristi mussoliniani, gli anarchici che mettevano bombe come per chi gira icappucciato con
le insegne del Ku Klux Klan. Cercare è nella natura dei giovani: e qui il discorso si fa complesso,
intervendono innumerevoli fattori. Ma sono convinto che quello più importante oggi sia la geron-
tocrazia.La crisi dei giovani è un problema globale, ma lo è a maggior ragione in Occidente dove
mai come ora i vecchi hanno denaro, potere, influenza, case, pensioni: sicurezze  che  ai giovani vengono negate. I fondamentalismi nascono dalla marginalizzazione. E lo sbilanciamento del po-
tere è un fattore di marginalizzazione che prende, fra le tante forme, anche quella religiosa".
Vede una via d'uscita? -, cui tutti apparteniamo"
"Bisogna contrastare la narrazione degli ideologi religiosi, dei razzisti, dei demagoghi politici.
Ricordarci che anche l'Is racconta storie. E questo, oggi, è il ruolo degli intellettuali, degli arti-
sti, degli scrittori, della letteratura. Dobbiamo riscoprire valori universali che ci facciano parla-
re la stessa lingua e rompano i tabù delle tribù. Usare la creatività, la filosofia per avere nuove
idee che c'impediscano di piangerci addosso perchè l'economia va a è qualcosa dirotoli, ma spingano a cercare soluzioni post-capitalistiche, post-religiose, post-nazionaliste...".
E' per questo che la cultura è nel mirino dei fondamentalisti?  -
" Sì, è esattamente questo il motivo per cui lo Stato islamico distrugge opere d'arte, uccide gli
intellettuali.  Se vuoi  imporre  un sistema unico, dove solo tu sei nel giusto, la cultura è il tuo
nemico perchè ti dice che non ha senso, che non ci sono cose giuste o sbagliate, la mia gente 
o la tua gente. Ma che la civiltà è qualcosa di molto più sfumato, cui tutti apparteniamo".

Lucianone 
...   

lunedì 31 agosto 2015

Sport / calcio - Serie A - 2^ giornata - 2015/16

31 agosto '15 - lunedì              31st August / Monday                      Visione post - 8

Risultati delle partite
Bologna   0     Milan     2     ROMA          2     Atalanta     2     Carpi   1     Chievo   4
Sassuolo   1     Empoli   1     JUVENTUS  1     Frosinone   0     Inter    2    Lazio      0

Genoa    2     Napoli         2     Torino        3     Udinese    0
Verona   0    Sampdoria   2     Fiorentina  1     Palermo   1

Classifica
Chievo, Torino, Inter, Sassuolo, Palermo   6   /   
Sampdoria, Roma   4   /
Atalanta, Genoa, Fiorentina, Udinese, Milan, Lazio   3   / 
Napoli, Verona   1   /   
Bologna, Juventus, Empoli, Frosinone, Carpi   0   / 




 Continua... to be continued...



domenica 30 agosto 2015

SPORT / MotoGP - Motomondiale GP Gran Bretagna: podio tutto italiano e Valentino al vertice

30 agosto '15 - domenica              30 August / Sunday                     visione post -20

MotoGP a Silverstone (GB): VALENTINO ROSSI show
Il pesarese vince sul bagnato precedendo le Ducati di Petrucci e Dovizioso:
solo tricolore sul podio, come avvenuto in Qatar.
Lorenzo annaspa e perde terreno in classifica, mentre Marquez cade e dà
l'addio alle speranze mondiali.
Podio e trionfo tricolore a Silverstone con Rossi, Petrucci e Dovizioso. Epa

Black Rain. Pioggia sporca. Come il film. Il 'ciak' va in onda a Silverstone, dove Rossi vince in modo magistrale una gara bagnata, allungando in classifica su Lorenzo, solo 4° e ora a -12, e togliendosi di torno Marquez, caduto ancora una volta. L'arrivo è un tripudio di tricolore, con Petrucci meraviglioso 2°, al primo podio in carriera, e Dovizioso 3° con una Ducati che fa festa. Ai box c’è Brad Pitt, non l’interprete della pellicola Michael Douglas, mentre in pista i piloti sono gli attori protagonisti di una sceneggiatura complessa. L'Oscar va a lui, Valentino, che ringrazia la pioggia e approfitta al meglio delle condizioni difficili: quarto successo stagionale e allungo importante nel mondiale su Lorenzo, frenato da quell’acqua cui continua, da Assen 2013, a essere piuttosto allergico. Se Lorenzo affonda, Marquez affoga: la sua scivolata al 13° giro, quando era negli scarichi di Rossi lo mette ormai di fatto fuori gioco, a 77 punti di distanza, dalla partita iridata.
PRODIGIO — Le basi per il prodigio, vittoria 112 in carriera, Rossi le mette nel warm up in cui aveva dimostrato di non soffrire di reumatismi e di poter aspirare a un grande piazzamento. Migliore, non solo del 4° posto in griglia, ma anche di quanto aveva fatto vedere in tutto un week end in cui aveva sempre inseguito la coppia Marquez-Lorenzo. Condotta aggressiva, quella di Rossi, giustificata dalla voglia di approfittare di circostanze a lui favorevoli. La pioggia tanto attesa, e da tanti invocata come possibile trappola per le ruote allergiche all’umido di Lorenzo, è arrivata e ha sortito l’effetto sperato. Da Valentino e il suo clan. Ha scompaginato in modo massiccio la classifica e spiegazzato i valori di un week end che, se si fosse corso su asciutto, difficilmente sarebbe uscito dai binari di un duello Marquez-Lorenzo per la vittoria. Rossi fa un colpaccio, vince su una delle tre piste dell’attuale mondiale su cui non aveva mai trionfato – ora gli restano solo Austin e Aragon – e rifila una martellata pesantissima alle ambizioni di Lorenzo, miracolato per essere stato colpito da Pol Espargaro al 4° giro ed essere riuscito a proseguire, e in crisi ancora una volta con il casco, che aveva la visiera completamente appannata all'arrivo. 
Rossi e Marquez sembrano quelli che si giocheranno la vittoria. Epa
Rossi e Marquez  sembrano quelli che si giocheranno
la vittoria

Questa era la pista di Lorenzo, e  lo sarebbe stata senza la pioggia, e batterlo qui, spingendolo a –12 in classifica e alla vigilia di Misano, casa-Rossi, dà un abbrivio eccezionale al pesarese. Si è presentata un'occasione, Valentino l'ha sfruttata. Come solo i fuoriclasse sanno fare.


MERAVIGLIA ITALIANA — Meravigliosa la gara degli altri alfieri italiani: Petrucci è risalito dal 18° posto in griglia fino al 2°, impensierendo quasi Valentino nel finale dopo una gara di grandissimo spessore; Dovizioso, ottimo terzo da 12° al via ha recuperato alla grande, cancellando, forse, qualche screzio con la casa di Borgo Panigale espresso in modo fin troppo esplicito. Gioia per la Ducati, che aveva avuto dei contrattempi tecnici al sabato, ma che sull'umido conferma le sua grandi doti anfibie. Podio tutto tricolore, come era già successo quest'anno a Losail, in Qatar, con la vittoria di Rossi davanti a Dovizioso e Iannone. L'abruzzese qui chiude opaco 8°, alle spalle pure di Pedrosa, Redding e Smith. Buon punto per De Angelis, 15°.
LA CORSA — Giove Pluvio è un folletto dispettoso nel cielo sopra Silverstone al momento del via della MotoGP: in griglia i piloti hanno tutti le slick, ma nel giro di formazione inizia a piovere e tutti tornano ai box a prendere le moto con gomme da bagnato. Avvio in corsia modello mucchio selvaggio Sachsenring 2014? No. tutto azzerato, si riparte da zero con una nuova procedura con start slittato di 25'. Al via scatta bene Lorenzo, seguito da Marquez, Pol Espargaro e Rossi, che in due giri scavalca tutti e va al comando. Lorenzo perde terreno e posizioni, mentre Miller fa harakiri (-1 sulla licenza) centrando l'incolpevole compagno Crutchlow e gettando via punti preziosissimi che i due stavano conquistando. Disperazione al box Cecchinello. Con un Pedrosa anonimo, Petrucci e Dovizioso esaltano la Ducati passando Lorenzo e dando una mano tricolore ai progetti iridati di Rossi, con Marquez che prova il pressing su Valentino. Gli va male: al 13° giro scivola e dà addio a corsa e mondiale. Le Desmosedici di Petrucci e Dovizioso cercano la rimonta impossibile su Rossi: lo avvicinano, ma senza riuscire a impensierirlo. È il giorno di Vale. Uno di quelli più pesanti per ipotecare la decima.
(da www.gazzetta.it)
Bellissimo il duello tra Petrucci, strepitoso sul bagnato con la Ducati Pramac,  e e la Ducati ufficiale di Dovizioso. Epa

Gran duello tra Petrucci, con la Ducati Pramac, e Dovizioso 
con la sua Ducati ufficiale

Rossi è strepitoso fino alla fine e vince il GP: ora ha 12 punti di vantaggio su Lorenzo, quarto al traguardo. Epa
Rossi è strepitoso fino alla fine e vince il GP di Silverstone.
Ora è a +12 punti su Lorenzo. quarto al traguardo.

La gioia di Rossi sul podio di Silverstone. Reuters
La gioia di V. Rossi sul podio



Lucianone

sabato 29 agosto 2015

Ambiente - L'Umanità post agricola

29 agosto '15 - sabato                 29th August / Saturday                     visione post - 10

(da il venerdì di Repubblica - 31 luglio '15 / Miti d'oggi - Marino Niola)
Benvenuti nell'era fertile dell'umanità post agricola
Siamo entrati nell'era del post-agricolo. fasse suprema del post-moderno. E nuova 
frontiera della sperimentazione sociale. A dirlo è Vincenzo Padiglione, antropologo 
della Sapienza e direttore della rivista Antropologis museale, il cui ultimo numero è 
dedicato appunto alle trasformazioni culturali, etiche  ed  economiche che stanno ri-
voluzionando l'idea stessa di agricoltura. Riportando il paesaggio agrario al centro
di nuove dinamiche, locali e globali. Una sfida per gli antropologi, abituati da sempre
a studiare il mondo contadino e a custodirne la memoria. e che ora provano invece a
interpretare in tempo reale l'esperienza della green humanity, che ha deciso di torna-
re a lavorare la campagna con atteggiamenti, strumenti e filosofie inedite.
I più noti antropologi italiani - da Pietro Clemente a Berardino Palumbo, da Cristina 
Papa a Pier Paolo Viazzo, da Cristina Bindi ad Adriano Favole - hanno raccolto il
guanto e si sono messi a pensare nuove categorie per raccontare e spiegare questo
modo di abitare sostenibilmente la terra. Lontano anni luce dalla tradizionale imma-
gine della condizione campesina come scia ritardataria di una storia postuma.  Ma,
al contrario, terreno sociale dove si sperimentano nuove ricette di cittadinanza atti-
va. Ne è nato un prezioso glossario, fatto di sessantadue voci d'autore. Da agrituri-
smo a transfrontaliero, da condivisione a dieta mediterranea, da vignaiole a campa-
gne digitali. E' il ritratto dell'umanità post-agricola come macchina economico-pro-
duttiva. Ma soprattutto come fabbrica di valori, come laboratorio politico. Area di
connessione tra un passato da ricordare e un futuro da costruire.

Lucianone

Sport / Atletica - Il nostro SuperBolt, infinito giamaicano d'oro

29 agosto '15 - sabato              29th August / Saturday                     visione post - 4

Usain Bolt: volata da mago sui 100 e brucia l'americano Gatlin
Lo strabiliante giamaicano ribalta il pronostico, e in finale è perfetto sin dalla partenza
spiazzando il rivale, che sul traguardo si scompone. E' l'oro del cuore e dell'orgoglio.

Usain è musica,
Justin non ha orecchio
La musica ha fatto la differenza. In tribuna i giamaicani avevano intonato "One Love"
di Bob Marley prima della partenza dei 100. Tutti ordinati con la maglia della nazionale:
""Let's get together and feel all right". La corsa di Bolt è musica, è vita. A sorpresa,
mentre gli atleti erano già schierati, c'è stato un attimo imprevisto di pausa. In campo
è entrato Lang Lang, pianista di rango, icona cinese, che ha suonato un accordo sulla
pianola come introduzione al dramma veloce. Quelle note elettriche hanno risvegliato
l'orgoglio di Usain. Aveva nascosto gliocchi con le mani, poi le aveva aperte  per mo-
strarli brillanti, decisi, ma con un'ombra di dubbio. Sapeva di avere una cartuccia da
sparare e la musica aveva riacceso il suo motore, che in semifinale aveva conosciuto
uno strano singulto. O era stata una commedia perfetta?  No, solo la messa a punto 
dello spartito per l'ultima esecuzione, quella che ha intontito Gatlin, strafavorito, ma
che è sordo agli accordi musicali. Anche noi siamo stati presi in contropiede dalla bel-
lezza e grandezza della risposta umana. Lo sport non è fatto solo di cifre, ma anche di
musica, basta avere l'orecchio.
(da "La Gazzetta dello Sport" - 24 agosto '15  /  La Puntura, di Gianni Merlo)

Continua... to be continued...



Riflessioni - Il caporalato e gli sfruttati stagionali / Sul crollo delle Borse

29 agosto '15 -  sabato                29th August / Saturday                     visione post - 7 

LA MORTE (per fatica e per caldo) di qualcuno di loro ci porta, occasionalmente, a
"scoprire" che in Italia lavorano nei campi, per un salario offensivo, circa 400 mila
stagionali, in buona parte stranieri, reclutati e taglieggiati dai cosiddetti caporali.
definirla economia sommersa  è  abbastanza ipocrita, poichè emerge con la prepo-
tenza delle abitudini consolidate e del malaffare incallito.
Facile, in materia, fare del moralismo, più difficile intervenire data l'entità del feno-
meno, la disperazione (degli sfruttati) e la tracotante impunità (degli sfruttatori).
Ma vale la pena considerare  con quale facilità  e  frequenza scenari ottocenteschi, di
sfruttamento disumano, trovino ampio spazio in un'epoca che ama dedicare quasi ogni
sforzo di analisi alla società immateriale, alle nuove tecnologie, all'economia in rete, e
si imbambola al computer convinta che il lavoro materiale non sia più necessario, non
più strutturale; ma può farlo solamente perchè la povera gente ancora crepa nei campi
con la schiena piegata, e spesso anche nelle fabbriche, Il lavoro materiale è quello che 
ci dà da mangiare, da abitare, da viaggiare. Avere smesso di  considerarlo  centrale  è 
stato un errore politico e un abbaglio culturale. Noi fighetti che passiamo la giornata al
computer siamo sfamati, letteralmente, dai braccianti dei quali ci occupiamo solo quan-
do schiattano sotto il sole.
(da la Repubblica - 23 agosto '15 - L'AMACA / Michele Serra)

A ogni crollo delle Borse, per capire un poco meglio quello che accade in quell'universo
sospeso tra economia e alchimia bisognerebbe domandarsi  quanto le Borse avevano
guadagnato prima, giorno dopo giorno.  La differenza è che il "meno"  è  traumatico,  
veloce e viene urlato nei titoli di giornale: bruciati migliaia di miliardi. Il "più", invece,
era stato progressivo e silenzioso. Sempre migliaia di miliardi, però annunciati da nes-
suna fanfara.
Provate anche voi a fare qualche conto della serva. Cercate su internet un grafico di
lungo periodo el Down Jones (indice di Wall Street), ce ne sono tanti. Cinque anni fa
il Down Jones  viaggiava intorno  ai diecimila punti, riemergendo dal tonfo  del 2008
che lo aveva  portato  sotto  quella quota simbolica.  Pochi giorni fa era arrivato alla 
vetta stratosferica dei diciottomila punti, al termine di una delle stagioni  più lunghe
e costanti di crescita mondiale del mercato azionario.    Oggi, dopo il colpo cinese, è
sceso quasi a sedicimila punti, con un bel tonfo. Ma la quota rimane comunque altis-
sima, come ben sanno i gestori di fondi  e i singoli risparmiatori che nell'ultimo paio
d'anni hanno guadagnato in Borsa, una montagna di quattrini. Un altro suggerimento:
se la Borsa va male, abbiate o non abbiate azioni, andate nell'orto e consolatevi con-
tando le patate e i pomodori. Se non avete un orto, chiedete a un amico se vi fa vede-
re il suo.
(da la Repubblica - 25 agosto '15 - L'AMACA - Michele Serra)

Lucianone.

giovedì 27 agosto 2015

Ultime notizie - dall'italia e dal Mondo / Latest news

27 agosto '15 - giovedì                  27th August / Thursday                        visione post - 8

MIGRANTI
Migranti morti nel Tir / orrore in Austria
Altri due naufragi  / orrore senza fine: almeno cento morti in mare
Nuova tragedia al largo della Libia / Arrivata a Palermo la nave con i 52 cadaveri nella stiva
I siriani in Svezia: qui casa e lavoro

ROMA - Mafia Capitale
Il governo scioglie per mafia il decimo municipio di Ostia.
Il sindaco Marino finisce "sotto tutela" / superpoteri a Gabrielli

CALCIO - Champions League
La Juve pesca Manchester City e Siviglia ( La Roma nel girone del Barcellona
   
ESTERI -
LIBIA - La mediazione Onu è (quasi) fallita
USA - In America nel 2015 una strage al giorno / Obama: "E' peggio del terrorismo"

ITALIA - Politica
D'Alema, attacco a Renzi: "Persi 2 milioni di voti, presto saremo a un bivio"
Renzi apre al mondo cattolico: sempre più vicina l'intesa sulle unioni civili

Lucianone

L'Opinione del Giovedì - A ruota libera su Immigrazione/profughi

27 agosto '15 - giovedì              27th August / Thursday                   visione post -11

Immigrazione / profughi
con problema più ampio che include: 
Immigrazione - Clandestini - Migranti - Profughi 
_________________________
Luciano Finesso

LEGGO  E RILEGGO alcuni titoli principali e altri titolini e sottotitoli 
di alcuni quotidiani e riviste,
e li RIPORTO, RISCRIVO tali e quali qui di seguito, in ordine sparso sia 
del passato che più recenti:
Dai barconi libici alla Macedonia la grande ondata dei migranti. LA FLOTTA INFINITA
L'emergenza:  Sos dal Mediterraneo
                      salvi tremila migranti, battaglia in Macedonia
In un solo giorno soccorsi 23 barconi alla deriva. Scafisti arrestati: si facevano pagare
per aprire le stive.
Quell'esodo senza fine che travolge i confini d'Europa.
Crescono i luoghi a cui non si farà più ritorno, non illudiamoci di arginare il mare.
Quei bambini che piangono al di là del filo spinato in fuga dalla tragedia siriana.
La Macedonia apre le frontiere, in Italia 4.400 arrivi.
Gas e granate sui profughi 
ma la frontiera di Skopje cede alla marea umana
Centinaia sui treni e intanto da Bruxelles arriva una promessa di intervento,
anche attraverso l'Unhcr.
La polemica e l'intervento
Il presidente della Commissione Ue critica il populismo degli Stati:                 
"Questa gente fugge dalla guerra e dalla disperazione".
Juncker: l'Europa in cui voglio vivere non è quella dei
muri contro i profughi 
Esseri umani -
Quando parliamo di migrazioni parliamo di esseri umani.
Solo che queste persone non possono vivere come noi
perchè non hanno avuto la fortuna di nascere in una
delle regioni più ricche del mondo.
Le idee - Nessuno Stato può farcela da solo
25 agosto -
Il vertice  -  Migranti, Merkel pressa Italia e Grecia: "Aprite subito i centri di registrazione"
La cancelliera tedesca incontra il presidente francese Hollande:
"Basta ritardi. Legislazione unica in tutta la Ue" -
La storia - L'odissea di Merhani, il profugo bambino:
                         "Non lasciatemi solo" / Dall'Eritrea, in 10 mesi ha attraversato
fiumi e deserti. "Per la paura non dormivo. Ho lasciato la mia famiglia, di loro non so più nulla".
Merhani, bambino profugo di 12 anni, è sbarcato ieri al porto di Palermo insieme ad altri 45 minori
"non accompagnati".


CONTINUA... to be continued...
                                             


CULTURA-Cibo / Libro - "Ti ho visto che ridevi": quando la Calabria invase le Langhe

27 agosto '15 - giovedì              27th August - Thursday                  visione post - 5

Il collettivo LOU PALANCA ricostruisce la storia
di un incontro cruciale per la cucina italiana

(da il venerdì di Repubblica - 31 luglio '15 - cultura / di Giuliano Santoro)
Come la Calabria invase le Langhe, a tutto slow food
Dietro al miracolo gastronomico delle Langhe, patria di Slow Food e terra d'elezione
del cibo di qualità, ci sono decenni di lavoro silenzioso e culture popolari che vengono
da centinaia di chilometri più a Sud. Ci sono donne meridionali, provenienti soprattut-
to dall'entroterra calabrese, che accettarono di trasferirsi in Piemonte, per trovare ma-
rito e mettere su famiglia  con uomini rimasti soli  nelle terre narrate  da Fenoglio  e 
Pavese. Se ne accorse Nuto Revelli, scrittore e storico dei "vinti", che diede voce alle
donne calabresi di Piemonte in "L'anello forte". Quella storia diventa adesso la trama 
di "Ti ho visto che ridevi" (Rubbettino), romanzo firmato da Lou Palanca, sigla dietro 
la quale si nasconde un gruppo di autori.
Le storie di Lou Palanca sono spiazzanti  come i gol  da calcio d'angolo  di Massimo 
Palanca, bomber del Catanzaro degli anni 80, cui lo pseudonimo  rende tributo.  Il
viaggio di "Ti ho visto che ridevi" comincia quando Luigi, giornalista quarantenne, 
scopre che la donna che lo ha cresciuto non è la madre biologica. Colei che lo ha ge-
nerato si chiama Dora  e  vive per l'appunto nelle Langhe, dove ha dovuto riparare 
per aver dato alla luce il figlio illegittimo. Dora si sposta da una campagna all'altra
sempre a "spartire la fame con la fatica".  In Calabria  aveva preso parte  alle lotte 
contadine stroncate dai latifondisti.
La madre che si dilegua verso le asprezze piemontesi è metafora di un Sud la cui
identità è ormai mescolata a quella del Nord.  La donna abbandona la sua terra
per sbarcare nelle Langhe, dove regnano silenzi e diffidenze. Luoghi e sapori del 
Nord e del Sud trovano forme inconsuete. Le Langhe appaiono sotto una luce di-
versa dalla terra da cartolina dei feticci culinari. E la forza misteriosa che spinge
il protagonista sulle tracce della madre descrive una Calabria dolente e rassegna-
ta, affascinante perchè spaesata. Si viaggia seguendo itinerari piemontesi e calabri,
le ricette di tartufo e il suino nero, bevendo Dolcetto e Magliocco, risalendo i sentie-
ri di un Paese che ha bisogno di riprendere il filo con il passato rimosso. 

Lucianone