lunedì 26 marzo 2012

Salute - medicina / Il ministero boccia gli integratori 'naturali'

26 marzo 2012 - lunedì        26th March / Monday       visioni questo post: 19  
                                                                                           
Il caso Sorbitolo
Ministro della Salute: "Allarme circoscrito" - Ma il ministero
boccia gli integratori 'naturali': "Non curano nulla e possono
far male".
Una nota ufficiale dai toni molto decisi per sottolineare i rischi dell'assunzione di certe sostanze soprattutto per bambini, gestanti e mamme in allattamento: "Vanno di moda, ma 'naturale' non è sinonimo di sicuro".

Intanto eBay blocca le vendite nel mondo
Il sito ha dato lo stop dopo la morte di una donna a Barletta durante un'analisi con la sostanza acquistata sul web.
"Vendite interdette fino a ulteriori chiarimenti". Contattati tutti gli acquirenti. In giornata l'autopsia della 29enne.
La decisione di eBay: "eBay - si legge in una nota ufficiale dell'azienda - è profondamente addolorata da quanto accaduto a Barletta sabato 24 marzo. Ci sentiamo vicini alla famiglia della vittima. Le indagini sono in corso e quindi non possiamo commentare. L'azienda sta cooperando con le autorità locali e internazionali ed è impegnata a fornire tutto il supporto necessario affinché sia fatta chiarezza sulla vicenda. Il sorbitolo è un sostituto dello zucchero molto diffuso e una sostanza che può essere legalmente venduta, sia attraverso canali di vendita tradizionali che online. Detto questo, come precauzione, eBay ha  
immediatamente cancellato tutte le vendite di sorbitolo, che resteranno interdette fino a ulteriori chiarimenti". Oltre ad aver bloccato la vendita, eBay ha anche contattato via mail tutti gli acquirenti di sorbitolo degli ultimi mesi, per avvisarli dei rischi. In ogni caso, fanno notare da eBay, si parla negli ultimi mesi di quantità molto limitate di prodotto messe in vendita: basti pensare che gli annunci di vendita di sorbitolo bloccati oggi sono appena 30 in tutto il mondo. 

Interviene il Codacons:"Oscurare i siti di farmaci illegali"
Intanto sulla vicenda interviene anche il Codacons: la tragedia di Barletta, per l'associazione dei consumatori, "dimostra che sui medicinali acquistati illegalmente su Internet occorre un giro di vite". Per questo l'associazione chiede "di oscurare i siti che consentono queste vendite illegali con la stessa procedura seguita per i siti pedopornografici". "Non basta, infatti, procedere a sequestri una tantum delle sostanze contraffatte", insiste il Codacons in una nota.  


Lucianone

  


domenica 25 marzo 2012

Ultime notizie / last news

25 marzo 2012 - domenica    25th March / Sunday       visioni del post - 5


Sorbitolo, caccia al farmaco killer
Maxi sequestro a Mantova e Rovigo
Il Ministero: "Chi l'ha preso online chiami i Nas"
Donna avvelenata a Barletta: tre indagati
La polizia cerca campioni in tutta Italia. Mille tonnellate sotto sequestro in due ditte. In Puglia provvedimenti accusa di omicidio colposo per la morte della 28enne durante una analisi. Il medicinale comprato dallo studio medico su eBay potrebbe essere finito anche in altri laboratori.


D'Alema: la riforma cambierà in Parlamento
Camusso: sciopero a fine maggio
Casini avverte Alfano e Bersani: "Continuate così
e sarà crisi"
Bindi: "Così riforma non passa". D'Alema: "La cambieremo". Lega e Idv all'attacco. Il segretario Cgil: "Governo indebolito, premeremo sulle Camere". Bonanni: "Gli estremismi non aiutano"  
Morto a Lisbona Antonio Tabucchi, 
scrittore innamorato del Portogallo
L'autore di "Sostiene Pereira" si è spento dopo una breve malattia a  68 anni. Tradotto in 40 Paesi, grande conoscitore di Pessoa. Collaborava con Repubblica. Lutto di Napolitano. Messaggio di Saviano su Facebook.


India: liberato uno dei rapiti italiani e
consegnato ad una tv
Le prime parole: "Giorni duri, spero lascino Paolo"
 di 
Volley: Bovolenta muore durante
il match - Aveva già avuto problemi
di cuore
Il centrale 37enne si è accasciato a Macerata, nel corso della partita di B2 tra la sua Forlì e la Lube.  Aveva esordito con la nazionale di Velasco nel 1995. A metà anni Novanta fermato per quattro mesi. Il responsabile medico del Coni: "Le nostre procedure sono le migliori a livello mondiale ma non sempre vengono applicate"
 



Calcio - La Juventus decolla: Inter travolta 2 - 0
La squadra di Conte vince 2-0 con le reti di Caceres e Del Piero e si riporta a -4 dal Milan.  

Strepitose parate di Buffon,  ma ci pensa Alex a chiudere la partita.
Conte: "Stiamo tenendo vivo il campionato"




Lucianone









sabato 24 marzo 2012

Sport - calcio / Serie B 32^ giornata

24 marzo 2012 - sabato     24th March / Saturday         visioni del post - 5


Il Torino gioca a tennis e va ancora in fuga
Cadono Pescara e a sorpresa Verona

Serie B, 32ªa giornata: i granata schiantano 6-0 il Gubbio e allungano sugli abruzzesi, sconfitti ad Ascoli e in silenzio stampa contro le decisioni arbitrali. Male i gialloblù a Nocera Inferiore: in zona playoff importanti successi per Varese, Brescia e Sampdoria


Nella 32/a giornata del campionato di Serie B il Torino allunga in classifica. Schianta 6-0 il Gubbio (doppiette di Bianchi e Antenucci), mentre sia il Verona che il Pescara cadono, rispettivamente a Nocera e ad Ascoli. Il vantaggio dei granata sugli abruzzesi e sul Sassuolo è ora di 4 punti. Importanti vittorie per Varese, Brescia e Sampdoria.


Risultati delle partite di serie B     (Vicenza - Padova /lunedì)
Sassuolo - Empoli           1 - 0
Bari - Juve Stabia           0 - 0
Cittadella - Sampdoria   1 - 2
Livorno - Modena          2 - 2
Torino - Gubbio              6 - 0
Ascoli - Pescara             3 - 0
Brescia _ Grosseto       3 - 1
Crotone - Albinoleffe    5 - 2
Nocerina - Verona          3 - 1
Varese - Reggina           2 - 0


Classifica 
TORINO  66  //  Pescara, Sassuolo  62  //  Verona   60 // Varese  52  //  
Padova  50  //  Brescia  49  // Sampdoria  48  //  Reggina  46  //  Bari  42  // 
Grosseto  41  // Juve Stabia  40  //  Cittadella  38  //  Modena  37  //  
Livorno  35  //  Crotone  34  //  Empoli  31  //  Vicenza, Ascoli  29  //
Gubbio  27  //  Nocerina, Albinoleffe  25


Cronache e commenti / foto  (da La Gazzetta dello Sport.it)  con 2 video
TORINO-GUBBIO 6-0 — La regola granata non si smentisce nemmeno stavolta: quando segna Bianchi il Toro vince. Il capitano si sblocca in casa dopo un girone intero (l’ultimo gol al Comunale l’aveva realizzato il 15 ottobre contro la Juve Stabia), fa il bis nella ripresa e il Gubbio va pesantemente al tappeto: finisce 6-0, con doppietta anche di Antenucci e reti di Surraco e Pasquato. Il primo gol di Bianchi arriva al 40’ del primo tempo, al termine di una azione confusa ma lottata del centravanti che è il più lesto a toccare in rete dopo la respinta del palo. Fra i granata rientra sei mesi dopo l’infortunio al ginocchio Stefano Guberti: gioca – e molto bene – dall’inizio per 55 minuti, e si candida a diventare l’uomo in più in vista del finale di stagione. In avvio di ripresa, passano 50 secondi ed è proprio Guberti ad inventare l’assist giusto: in mezzo all’area c’è Antenucci che ringrazia e spedisce alle spalle dell’incolpevole Donnarumma. Da quel momento il Gubbio si scioglie e il Toro entra come una lama nel burro, segna anche Surraco, fino all’apice di Pasquato che nell’arco di un minuto debutta e zittisce con il gol i contestatori della curva Maratona che non gli perdonano il passato bianconero. Ma quel che più conta si legge in classifica, visto che i tre punti servono al Toro per creare il solco: +4 da Pescara e Sassuolo, la serie A è più vicina. (Fabrizio Turco) 



Nocerina - Verona 3 - 1  Un Verona sottotono si fa sorprendere da una grintosa Nocerina che disputa, forse, la migliore prestazione stagionale e conquista una vittoria fondamentale nella corsa per la salvezza. Il match preceduto alla vigilia da non poche polemiche, per la rivalità tra le due tifoserie, si è rivelato corretto, anche sugli spalti. Gran bel primo tempo giocato a ritmi veloci, nonostante il primo caldo le squadre si sono date battaglia sin dall’inizio. Avvio bruciante della Nocerina che sorprende il Verona per ben due volte: al 4’ Figliomeni impatta di piede su corner di Negro e batte Rafael, al 15’ su millimetrico lancio di Bruno, Negro s’invola e sigla il 2-0. Il Verona è una grande squadra, barcolla ma non cade, piano piano riconquista metri e al 34’ con Gomez riduce le distanze. I rossoneri sembrano accusare il colpo ma tengono fino alla fine. La ripresa vede gli scaligeri proiettati in avanti alla ricerca del pareggio, i padroni di casa tengono bene, chiudendo ogni varco ed anzi trovano, al 18’, addirittura la terza rete. Un incursione di Catania viene fermata fallosamente da Ceccarelli con una gomitata, l’arbitro senza indugiare assegna il penalty che Merino trasforma. Il Verona prova a reagire, Mandorlini prova a cambiare le carte in tavola inserendo prima Berrettoni e poi Bjelanovic ma gli attacchi sono confusionari e la difesa molossa ha buon gioco. Finisce con la Nocerina in trionfo e con tre punti preziosi in classifica, per il Verona, invece, ci sarà molto da lavorare se vuole aspirare alla promozione. (Roberto Errante) 
ASCOLI - PESCARA 3 - 0Crolla il Pescara ad Ascol sotto i colpi di Papa Waigo, autore di una doppietta. La squadra di Zeman protesta per il primo gol del bianconero viziato da una posizione irregolare, ma nel complesso è stata protagonista di una brutta prestazione che non può trovare nell’eventuale errore arbitrale un valido alibi alla sconfitta per 3-0. I tre punti sono una enorme boccata d’ossigeno per l’Ascoli che, nonostante i 7 punti di penalizzazione, è sempre più in corsa per la salvezza. Non c’è Immobile nel Pescara, privo anche dello squalificato Verratti. Nell’Ascoli assenti gli squalificati Pederzoli, Ciofani e l’infortunato Vitiello. Primo tempo scoppiettante soprattutto per merito dell’Ascoli che chiude la frazione in vantaggio per 2-0 fra le proteste dei pescaresi che si lamentano soprattutto per l’azione del vantaggio bianconero. E’ il 22’ quando Sbaffo lancia in verticale Soncin che scatta sulla linea dei difensori pescaresi, si invola verso Anania, allarga per Papa Waigo che insacca. Le vibrate proteste biancazzurre portano all’espulsione dalla panchina di Gessa. Reagisce il Pescara che riesce però a costruire solo una mischia in area ascolana al 25’ con Andekovic che anticipa Balzano. Al 28’ Guarna para in due tempi un tiro di Insigne limitato dal costante raddoppio di marcatura previsto per lui da mister Silva. Il raddoppio ascolano giunge al 31’. Scatta in posizione regolare Sbaffo che va solo verso la porta avversaria, scarta a destra Anania e centra il palo; la palla sbatte però sull’accorrente difensore pescarese Zanon e finisce in rete. Il Pescara è stordito ed è anzi l’Ascoli a mancare il terzo gol con Soncin al 37’. Alla ripresa Zeman mette dentro Bocchetti per Balzano. L’Ascoli mantiene inizialmente il pallino del gioco, ma il Pescara prova a crescere. Al 10’ Nielsen chiama alla parata di pugno Guarna. Altro cambio per gli ospiti con Kone al 14’ in campo per Togni. Ci prova al 21’ Nielsen con un destro dal limute, Guarna ancora pronto. Il danese ci riprova al 35’ con un tiro che coglie il palo esterno e termina sul fondo. Gli abruzzesi non pungono. Lo fa invece ancora l’Ascoli con Papa Waigo che al 41’ si presente di nuovo davanti a Anania e lo batte per il 3-0 finale. A fine gara Zeman in silenzio stampa per protesta: non parlerà "finchè non verranno rispettate regole in campo". (Peppe Ercoli)
Sbaffo (Ascoli) esulta dopo il 2 - 0


VARESE-REGGINA 2-0Il Varese batte la Reggina e torna al successo in casa, che mancava dal 2 marzo. Il 2-0 firmato da Gianvito Plasmati, alla prima uscita da titolare, permette ai biancorossi di volare al quinto posto, in attesa del posticipo di lunedì sera quando il Padova, staccato di due punti ma con una partita in meno, tenterà di riprenderselo sul campo del Vicenza. La festa per i 102 anni del club lombardo, compiuti giovedì scorso, è così servita mentre la Reggina deve arrendersi alla legge del Franco Ossola dove i calabresi sono riusciti a cogliere un solo pareggio nei sei precedenti andati in scena. Il destino della gara si è deciso in avvio, quando è salito in cattedra Plasmati. L’attaccante ha fatto valere la propria prestanza fisica con la difesa ospite battuta, in fotocopia, due volte nell’arco di dieci minuti. Al 7’ Kurtic ha pennellato da destra il perfetto assist per la testa di Plasmati, preciso nel battere Zandrini, e al 17’ l’inzuccata vincente della punta, che ha rubato il tempo ad Angella, è scaturita in seguito a un lancio di Cacciatore. La squadra di Gregucci ha tentato di reagire subito, cogliendo la traversa con un gran tiro di Emerson su punizione e con il successivo colpo i testa di Armellino, fermato dall’attento Bressan (19’). Ma gli uomini di Maran, che ha perso al 25’ del primo tempo Kurtic, per il riacutizzarsi della pubalgia, non hanno corso altri rischi. Anzi, al 41’ della ripresa è stato annullato un gol a Granoche, in fuorigioco dopo una pericolosa conclusione di Nadarevic. Prima della partita c’è stata qualche schermaglia fra le tifoserie: un sostenitore della Reggina è stato ferito alla testa e due supporter varesini sono stati fermati. (Filippo Brusa) 
)
Plasmati (Varese) segna due volte di testa / eccone una


Commento  (di Lucianone)
Tre squadre della zona calda (pericolo rosso da retrocessione)
si sono confrontate con tre cosiddette "grandi", quindi da pro-
mozione o diretta o playoff, e mentre due hanno dimostrato che
possono benissimo giocarsela alla pari, soprattutto quando sono
sostenute dal calore del proprio pubblico, l'altra (Gubbio) rivela
ancora problemi seri di inferiorità (solo complessi di...?) allorchè
deve affrontare qualche "Titanic" (Torino che inizia pure per T,
è un caso? No, perchè anche i Titanic prima o poi sbattono contro...
come capita al Toro) fuori dal proprio recinto.   
<Invece Ascoli e Nocerina rivelano gran carattere e orgoglio nel
sistemare e addomesticare con tre "papine" due corazzate come
Pescara e Verona che quando devono avvicinarsi a porti sconosciu-
ti fanno fatica a mantenere la rotta e inoltre imbarcano una bella
quantità d'acqua (difesa dove sei? Appunto in trasferta...) e così sa-
rà meglio attraccare e riposarsi quel tanto che basta.
Brava la squadra lombarda-Varese a far capire a una del Sud chi
è la più in gamba a casa propria  e proseguire con l'andatura che
già aveva mostrato in Lega Pro. Complimenti, per ora!


Lucianone


venerdì 23 marzo 2012

Società e politica - Art.18. scioperi e proteste / Il caso Melfi

24 marzo 2012 - sabato      24th March / Saturday      visioni del post: 36

Art. 18. scioperi e proteste             
da Nord a Sud sindacati uniti
Dalla Fincantieri alle fabbriche metalmeccaniche, da Palermo a Monfalcone, la base sindacale in rivolta contro la norma che favorisce la mobilità in uscita dal lavoro. Dieci anni fa a Roma (nella foto) l'imponente manifestazione della Cgil
Operai Fincantieri che si astengono dalle attività a Palermo, Castellammare di Stabia, Monfalcone, insieme a quelli di altre aziende in Toscana e Liguria, per manifestare contrarietà soprattutto all'impossibilità del reintegro nel licenziamento economico. Nel 2002 provarono a infrangere il tabù Berlusconi e Maroni. Alle manifestazioni di questi giorni aderiscono a livello territoriale anche altre sigle sindacali
ROMA - Dieci anni dopo, la Cgil chiama ancora alla mobilitazione in difesa dell'articolo 18 e contro la riforma del mercato del lavoro. Il sindacato diretto da Susanna Camusso ha già annunciato uno sciopero generale di 8 ore, in data da definirsi, più altre giornate di astensione dal lavoro che saranno utilizzate nel prossimo periodo per sostenere la battaglia contro le modifiche alla normativa sul lavoro indicate come "il via ai licenziamenti facili". E alle proteste in corso in questi giorni, aderiscono anche - a livello territoriale - appartenenti alle altre sigle sindacali.  
Nel 2002, la Cgil portò in piazza al Circo Massimo (secondo il sindacato), tre milioni di persone contro le ipotesi di modifica dell'articolo 18 paventate dal governo Berlusconi con l'allora ministro del Lavoro Roberto Maroni. Oggi ci riprovano i tecnici dell'esecutivo Monti, Elsa Fornero l'ariete. E il mondo del lavoro risponde all'invito del sindacato di Corso Italia, da Nord a Sud, incrociando le braccia nei cantieri, nelle fabbriche, negli stabilimenti, accompagnando la protesta con picchetti e presidi, bloccando la viabilità, distribuendo volantini. Nel mirino, soprattutto l'eliminazione della possibilità di reintegro del lavoratore licenziato per ragioni economiche.  
Sciopero Fincantieri a PalermoLe Rsu di Fiom, Fim, Uilm, Ugl e Cisal del cantiere navale hanno indetto quattro ore di slicenziamenti 



facili". Il primo sit-in è stato programmato dalle 6 alle 10. Dopo avere organizzato un picchetto ai cancelli, gli operai hanno effettuato un blocco stradale, paralizzando il traffico nella zona del cantiere. Una iniziativa unitaria, come sottolinea il segretario provinciale della Fiom, Francesco Piastra: "Hanno aderito tutte le sigle sindacali, un segnale importante di compattezza perché sui diritti fondamentali non ci si può dividere. E non lo faremo".
 Le altre iniziative in Sicilia. Cgil molto attiva in Sicilia, dove per le prossime ore si contano molteplici iniziative a difesa dell'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori. In mattinata sit-in presso la prefettura di Agrigento, mentre davanti alla prefettura di Messina si sono dati appuntamento i lavoratori della Triscele (ex Birra Messina). Previsto anche il volantinaggio da parte dei lavoratori dell'agroindustria ai caselli autostradali messinesi e l'esecutivo della Camera del lavoro di Catania. Domani si svolgerà l'esecutivo della Cgil di Siracusa, per decidere le iniziative da mettere in campo. Lunedì 26 è in programma l'assemblea dei metalmeccanici della Cicli Lombardo spa di Buseto Palizzolo (Trapani) in vista dello sciopero generale. Mercoledì 28, a Palermo, un dibattito su giovani e precariato. 

Sciopero Fincantieri a Castellammare (Napoli)
Bloccate per due ore le attività dei cantieri navali da parte dei lavoratori Fincantieri di Castellammare di Stabia (Napoli). Anche qui la protesta vede unite tutte le organizzazioni sindacali di categoria, Fiom, Fim, Uilm, Ugl e Cisal, presenti nello stabilimento. "E' una decisione che nasce - spiega Giovanni Sgambati, segretario generale Uilm Campania - dopo le chiusure manifestate dal governo di fronte a chi aveva apprezzato i provvedimenti sugli ammortizzatori sociali. Sull'articolo 18, invece, non è stata accolta nessuna modifica. Già vi era un forte disagio tra i lavoratori. Se il Parlamento non dovesse accogliere le modifiche sui licenziamenti economici, rischia di aprirsi un problema di tenuta sociale tra i lavoratori". La protesta di oggi fa seguito a quella di ieri alla Indesit di Teverola, nel Casertano. 
Chiavari (Genova), sciopero alla Lames
Dopo la Fincantieri di Riva Trigoso, oggi a scioperare è la Lames, la seconda più importante azienda del Golfo del Tigullio. La protesta in atto alla Lames è organizzata dalle rappresentanze sindacali di Fiom Cgil e Fim Cisl, assente, invece, Uilm. Quattro ore di astensione, in ogni turno, per protestare contro le modifiche all'articolo 18. Gli esponenti delle sigle sindacali parlano di "massiccia adesione" allo sciopero, come accaduto ieri, quando mille lavoratori della Fincantieri di Riva hanno incrociato le braccia. 
Viabilità bloccata nel pisano dagli operai Asso Werke.
 Gli operai della Asso Werke, azienda metalmeccanica di Fornacette, hanno scioperato per quattro ore stamani, dalle 6 alle 10, bloccando la viabilità lungo la statale Tosco Romagnola a Calcinaia (Pisa), contro la riforma del mercato del lavoro. Sciopero indetto dalle Rsu in modo unitario. Il corteo, durato un'ora, si è snodato lungo la statale Tosco Romagnola con forti ripercussioni per il traffico: la zona interessata è un punto cruciale per la circolazione ed è avvenuto in un'orario di punta. C'è stato anche un momento di tensione tra alcuni operai e un passante, poi fatto allontanare dalle forze dell'ordine che presidiavano il corteo. I lavoratori, terminata la manifestazione, sono tornati in fabbrica.


Torino, sciopero di quattro ore alla Graziano.
 In difesa dell'articolo 18, i dipendenti della Graziano di Torino hanno scioperato per quattro ore, uscendo dallo stabilimento e percorrendo in corteo corso Francia. Agitazione promossa unitariamente dai delegati di Fiom-Fiom-Uilm. Commenta Vittorio De Martino, della segreteria provinciale della Fiom: "Il governo affronta la crisi punendo e mortificando i lavoratori quando sarebbe necessario creare le condizioni per il rilancio industriale e occupazionale del Paese, in un momento in cui la disoccupazione continua a mordere. Nella zona di Collegno, con le difficoltà di aziende come De Tomaso, Lear o Saturno, siamo in presenza di una perdita continua di posti di lavoro".

Monfalcone, scioperi ad Ansaldo e Fincantieri.
 Indetta unitariamente  dalle Rsu, si è svolta un'ora di sciopero alla Ansaldo Sistemi Industriali di Monfalcone (Gorizia). Ma è solo l'inizio: il blocco delle attività è servito a informare i lavoratori sulla riforma del mercato del lavoro e art.18 e "organizzare le azioni dei prossimi giorni". Si tratta del secondo sciopero della settimana indetto dalle Rsu; il primo ha avuto luogo martedi 20 marzo, quando i lavoratori si sono astenuti dal lavoro le ultime due ore di ogni turno. Sempre a Monfalcone, due le ore di sciopero proclamate unitariamente dalle Rsu Fim-Fiom-Uilm allo stabilimento Fincantieri, con presidio delle portinerie. Il primo turno ha scioperato dalle 6 alle 8; i giornalieri dalle 8 alle 10; gli altri turni sciopereranno le ultime due ore.

Il caso Melfi

Melfi, giudici duri sui lcenziamenti
"Fiat voleva cacciare sindacalisti"
Il licenziamento dei tre dipendenti (nella foto), due dei quali delegati Fiom, fu adottato "per liberarsi di sindacalisti che avevano assunto posizioni di forte antagonismo". Lo scrivono i giudici di Potenza nella sentenza con cui hanno ordinato il reintegro dei tre 

Le motivazioni del verdetto che ha portato al reintegro dei tre operai licenziati nel 2010 dal Lingotto. "Misura motivata solo per liberarsi di chi aveva assunto posizioni di antagonismo". "Pregiudicata la libertà sindacale"

POTENZA - I licenziamenti dei tre operai della Fiat di Melfi rappresentano "nulla più che misure adottate per liberarsi di sindacalisti che avevano assunto posizioni di forte antagonismo" con "conseguente immediato pregiudizio per l'azione e la libertà sindacale": lo scrivono, nelle motivazioni della sentenza, i giudici di Potenza.  Nel documento si legge che nei confronti dei tre licenziati, il responsabile della linea produttiva ha tenuto un atteggiamento "provocatorio", rapportandosi agli operai in un modo "che non è stato così tranquillo e pacato come la società sostiene". Per i giudici, prima di tutto, non c'è stato nessun danno alla capacità produttiva dello stabilimento ma, soprattutto, non è stato infranto il divieto di "ledere la capacità del datore di riprendere l'attività dopo lo sciopero". Davanti a quei carrelli, poi, non avrebbero sostato solo i tre operai licenziati, ma anche altre tute blu alle quali, sostiene la Corte d'Appello potentina, "la Fiat non ha contestato nulla".


Lucianone

giovedì 22 marzo 2012

Personaggio - Ricordo di Tonino Guerra

22 Marzo 2012 - giovedì        22nd March / Thursday    visioni questo post: 8


Ieri è morto, a 92 anni, l'artista romagnolo 
Tonino Guerra - Poeta e sceneggiatore di
grandissimi registi, da Antonioni a Fellini
a Tarkovskij. 
Arrivò fino all'Oscar ed era il poeta che, amato da Federico Fellini,
cantava l'ottimismo del mondo. Tonino Guerra diceva: "Mi piace se 
piove e anche quando la nebbia copre l'affluente del Marecchia e io
ho l'impressione di vivere con me stesso". Si definiva un comunista
zen, aveva sposato una russa e andava spesso a Mosca.
Tonino  Guerra  aveva  voce e occhi narrativi   e   un modo di parlare
tranquillo, pacato da romagnolo di altri tempi, tempi contadini perchè
veniva dalla Romagna contadina e per questo era amico di Tarkovskij,
Aveva molti modi di raccontare - con il cinema, la poesia, l'apologo - ma
specialmente gli piaceva la voce, quel perdersi nelle parole e nelle storie, 
seduto  a  un  tavolo  della Sangiovesa  di Santarcangelo, o camminando,
proprio  come  il  suo amico  Federico Fellini, che chiamava Fefè, anche
lui di pasta provinciale, di memoria smemorata e di perpetua invenzione
sui fondali mobili tra la Romagna e il mare.
"Non posso morire oggi perchè è il compleanno di mia moglie", aveva
confessato martedì sera a un amico tedesco. E ha rispettato l'omaggio 
a Lora, la sua compagna di oriìgine russa, andandosene il giorno dopo.
Era un uomo d'Appennino e poeta di cinema. Ti parlava al passato e al
futuro, anche se conosceva la forza delle radici. Sapeva andare lontano
con le parole, ma la sua idea di cinema era molto semplice: "E' sempre
un viaggio dentro l'uomo". - In 50 anni di viaggi cinematografici Tonino
ha fatto milioni di chilometri in compagnia di Michelangelo Antonioni,
De Sica, Monicelli, Petri, Rosi, Tarkovskij, Anghelopoulos e naturalmen-
te Fellini. Con lui fino alla città dell' Oscar per 'Amarcord', anno 1974,
inno davvero alla memoria, all'illusione, al sogno. A tutti gli orizzonti
che può contenere lo sguardo di un ragazzino e l'avventura di un uomo.
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    Un giorno Tonino Guerra stava  venendo in Italia dalla Russia con il
suo amico-regista Tarkovskij ed erano in treno.   A un certo momento
Tonino     si accorge che il suo amico russo  guarda dal finestrino  dello
scompartimento i campi arati della campagna romagnola e li  continua
a fissare, allora gli chiede il perchè li guardi in modo così insistente e
cosa stia pensando. Tarkovskij gli risponde:"Campi arati così ci sono.
anche là da me, in Russia: ecco a me sembra di vedere la mia terra"-
Tonino racconta questo aneddoto con semplicità in un documentario
che ho visto su di lui giovedì pomeriggio scorso.
C O N T I N U A.....   Be continued.....

L'opinione del giovedì e altre osservazioni

22 Marzo 2012 - giovedì       22nd March / Thursday    visioni del post - 8


L' Opinione del giovedì


Ci sono tante cose da dire, c'è molto su cui riflettere: sulle cose, 
sugli avvenimenti succedutisi in questa prima parte abbondante
di marzo e pure nel mese di febbraio. Il fatto che ci ha preso tutti
per lunghe settimane è stato di sicuro il nubifragio della nave da
crociera Costa Concordia, che ha spezzato per un pò il senso cupo
di crisi, soprattutto economica ma non solo, che ci pesa sopra (cioè
sopra soprattutto al ceto medio e al ceto operaio e dei pensionati
anche con situazioni disperanti e disperate). S'è parlato allora, ma
troppo, del comandante Schettino e molto meno delle vittime del
nubifragio. Poi si è voluto vedere in lui tutti i vizi e difetti del po-
polo italico, quando invece  le responsabilità sue  e di una buona 
parte dell'equipaggio e della dirigenza della Società Costa vanno
e sono ben precise e distinte da difetti generici o vizi allargati al-
lo spirito della popolazione italiana.    Penso che parecchi turisti
anche italiani vedessero da bordo della nave la stranezza di quel
voler avvicinarsi alla costa del Giglio a quella velocità (10 nodi o
più) e per di più per un rito dell'inchino inventato da chissà chi, 
ma probabilmente per farsi pubblicità da parte della compagnia
Costa, come forse ormai sembra fosse tipico-normale anche per
altre compagnie turistiche (vedi Venezia, e meno male che là è
sempre andata bene, sennò sai che disastro! altro che il Giglio).
Insomma, alla fine è sempre questione di soldi, di voler scaval-
care le regole per sete di guadagno. E allora la superficialità è
di conseguenza la responsabilità è di tutti: dal comandante al-
l'ultimo dirigente della compagnia. 
Altri due fatti che hanno occupato ultimamente le cronache dei
media sono quelli sulla questione dell' Alta velocità in Val Susa
e sulla corruzione dilagante tra i politici e quindi nella politica
così come ci si presenta oggi coinvolgendo un pò tutti i partiti.
Per ciò che riguarda la Tav,  penso sia abbastanza illuminante 
ed esauriente il Dossier del 12/03/'12 per andare a poter capire
qualcosa - del resto è un argomento di cui ne sapevo ben poco
anch'io e ho dovuto cercare di approfondire - e poi ci sono più
cose e fatti e video da esaminare  ancora  per poter dire   alla
fine come schierarsi: Pro Tav o No Tav, infrastrutture neces-
sarie assolutamente e grandi opere da fare per non restare
sempre indietro rispetto agli altri Paesi europei.  Ma di sicuro
c'è da vedere prima di tutto quello che sta a cuore a tanti (e si
spera alla maggioranza dei) cittadini sia di montagna  che  di 
pianura: l'Ambiente, con la a maiuscola per definirne la sua
importanza. Poichè lo sviluppo del territorio, del progresso e
della civiltà deve tenere conto proprio dell'ambiente  e delle
sue risorse in modo equilibrato, senza cioè snaturare il pae-
saggio, senza sradicare piante, boschi e le fiancate intere di
montagne o colline. Poi potremmo in futuro piangere ancora
per le distruzioni compiute dalle alluvioni, per le conseguenti
quantità di morti che si potevano evitare se si ascoltava...
Queste sono le paure dei No Tav, questoè uno scenario che la
 costruzione di una galleria in posti cosìvergini e incontaminati 
potrebbe provocare. Poi, si sa, ci sonole ragioni dello sviluppo e 
del progresso che dicono di portare lavoro, che dicono   come il 
turismo intensivo potrebbe portare più ricchhezza a tutti, e per  
primi ai valligiani. Ma allora perchè non è stato fatto un discorso
del genere anche per il sud d'Italia? E si fa presto a rispondere: 
camorra e mafia.  Allora attenti, ci dice,Saviano, la mano della 
'ndrangheta/mafia può arrivare anche lì nella Val di Susa. 
Fare molta attenzione...  
La corruzione politico/partitica c'è sempre stata.  Ma mentre un
tempo, dieci, 15, 20, trent'anni fa  veniva svolta  e  perpetrata in
modo nascosto, sottobanco, e dopo essere scoperta il popolo se ne
indignava e la giustizia se ne faceva carico e a volte trovava modo
di far pagare i colpevoli, oggigiorno sempre più si è estesa alla lu-
ce del sole senza ritegno, il popolo o una buona parte si è  assue-
fatto all'andazzo (chiaramente impotente!) e la giustizia fa finta
di intervenire e le cose, con corruttori e corrotti insieme, vanno
avanti inesorabili senza fine.  La politica così muore  e i giovani 
che vogliono emergere con onestà per fare politica seria alla fine
ci rinunciano e  cercano di fare altro, se riescono, o rimangono
precari, disoccupati, parcheggiati nelle famiglie che poi oggi non
rappresentano più gli ammortizzatori sociali sicuri di ieri e del-
l'altro ieri.  Famiglie piene di padri/madri in cassa integrazione,
di padri 40/50enni disoccupati o precari a vita, adesso con tanti
lavoratori esodati (senza pensione nè stipendio) in attesa della 
pensione (fra tre , quattro, cinque anni), ma intanto come vanno
avanti, come tirano a campare loro e i loro figli? 
Questa è l'Italia di oggi, la maggior parte disperata (la Grecia  è
vicina) e una minoranza, si fa per dire, di evasori  e corrotti che
vivono alle spalle della maggioranza (la patrimoniale è rimasta
lettera morta, l'abbassamento del fisco ricavato dalle entrate su 
parte, piccola comunque, dei soldi presi agli evasori beccati non
s'è visto in quanto Monti ha detto che è presto ancora per servir-
sene...). Questo è il Paese che ci ha lasciato Berlusconi e che il 
governo tecnico non si è deciso a guidare verso una radicale
cambiamento facendola veramente pagare a chi fino ad oggi
ha rubato, frodato, corrotto o come lo si vuole dire.
Le osservazioni le faccio riguardo al mio blog che sviluppandosi
in lunghi discorsi corredati da foto varie    su tutti gli aspetti del-
la xocietà, ha bisogno di tempi un pò pià lunghi nella riflessione 
preparazione conseguente di pezzi, articoli, assemblaggi vari 
oltrechè nella ricerca   degli argomenti più consoni da seguire
per aggiornare  sulle notizie da dare  e    quindi essere prima
io stesso aggiornato  e preparato  a dare in tempo quasi reale
ciò che avviene in Italia e nel mondo. Ma non posso trascura-
rre gli aspetti culturali, sportivi  e scientifici    per dare quel
quadro del ''Di tutto e di più'' che avevo dato come impronta  
principale a questo blog sul tipo informativo/divulgativo.


CONTINUA... Be continued...






martedì 20 marzo 2012

Sport - calcio / Serie A e Coppa Italia

20 marzo 2012 - martedì     20th March / Tuesday     visualizzazioni  10404
                                                                                 ultimo aggiornamento
Risultati delle partite di serie A - 28^ giornata
Bologna - Chievo              2 - 2            
Cagliari - Cesena              3 - 0
Catania - Lazio                  1 - 0
Fiorentina - Juventus      0 - 5
Inter - Atalanta                0 - 0
Lecce - Palermo               1 - 1
Parma - Milan                  0 - 2
Siena - Novara                0 - 2
Udinese - Napoli              2 - 2
Roma - Genoa                 1 - 0


Classifica
Milan          60        Chievo        35    
Juve ntus   58        Atalanta      34
Lazio          48        Cagliari       34
Napoli         47        Genoa        33
Udinese      47        Siena          32
Roma         41        Fiorentina   32  
Inter         41         Parma          31
Catania     41         Lecce          28
Bologna     36        Novara        23
Palermo    35        Cesena        17


Coppa Italia
Juventus - Milan    2  -  2
Un match da vero e proprio sballo, cioè partita stupenda,
giocata a grandi ritmi e intensità senza interruzione.
Così i bianconeri di Conte vanno in finale con i gol di
Del Piero e Vucinic.
Nel ritorno della semifinale di Coppa Italia ci vogliono
120 minuti e due gol a testa per qualificare... la Juve.
Apre Del Piero, pareggia Mesbah eraddoppia Maxi Lopez.
Nei supplementari il montenegrino lancia in finale l bianco-
neri con un eurogol.  (Lucianone)


(da La Gazzetta dello Sport  -  Riccardo Pratesi)
La forza del desiderio e la classe dei solisti. E’ la miscela che porta la Juve in finale di Coppa Italia, grazie al 2-2 dopo i supplementari col Milan. "Un capitano, c’è solo un capitano". Canta così a fine gara il popolo delloJuventus Stadium. Canta forte al cielo, perché Del Piero ha segnato ancora, un’altra linguaccia all’età che avanza. Poi, per evitare ai bianconeri la prima sconfitta stagionale, a regalar loro la finale del 20 maggio, contro chi passerà il turno tra Napoli e Siena, ci ha pensato al 96’ l’altro artista del pallone, Vucinic. Perché il Milan aveva risposto con i gol degli acquisti di gennaio, Mesbah e Maxi Lopez. Il braccio di ferro scudetto si annuncia equilibrato sino alla fine. Il Diavolo ha fatto partita pari pur senza Robinho e Pato, e con Ibra a mezzo servizio, un motivo di fiducia, mentre i risultati degli scontri diretti confortano la Juve (2 vittorie, 2 pari). 
MOSSE E CONTROMOSSE — Il primo tempo è bruttino. Più calci che calcio, la partita è cattiva (gli ammoniti alla fine saranno 10), la pressione è tanta, e la memoria è lunga, il ricordo delle polemiche della sfida di San Siro, di campionato, è evidente nelle scarpate e nelle proteste ad ogni decisione dell’arbitro Orsato, che non se la cava male. Il Milan fa la partita, con Seedorf playmaker e Ibrahimovic, recuperato dall’influenza, che però contro la Juve stenta, da tradizione. Juve compatta, con Del Piero centravanti, ruolo che può essere la chiave per chiudere col botto la straordinaria carriera in bianconero. Non si muoverà più tanto, no, ma la porta la vede sempre, eccome. 
IBRA NO, DEL PIERO SI’ La prima occasione ce l’ha il Diavolo: Ibra prova il colpo da calcetto, Storari ci arriva. Ma è la replica della Juve a sbloccare il risultato. Pirlo verticalizza per Lichtsteiner, che crossa dalla destra, Del Piero, solo a centro area, salta Amelia e gonfia la rete a porta spalancata. 286° gol in bianconero, secondo stagionale, dopo quello, sempre in Coppa Italia, sempre allo Juventus Stadium, alla Roma. All’intervallo è 1-0. Il bel gioco è stato un optional, ma alla Juve non interessa: ha la qualificazione in pugno.
RIMONTA MILAN — Dopo l’intervallo Allegri toglie Ibra e inserisce Maxi Lopez. Il Milan resta lento, macchinoso nella manovra orizzontale. Ma alla prima verticalizzazione, di Mexes, trova l’1-1. Lo segna di testa Mesbah, con uno splendido tuffo, sfruttando un vuoto di memoria di Pepe. Al 29’ esce Del Piero salutato dallo stadio, tutto in piedi. Dentro Borriello, che si farà notare solo per un gol mancato. Quando la Juve sembra già in finale, Maxi Lopez rimescola le carte. Con due mosse da equilibrista fa fuori i centrali bianconeri, prima Chiellini, poi Bonucci, e appena dentro l’area, di destro, violento, fulmina Storari. 2-1 Milan. 180’ non sono bastati per decidere la finalista: si continua a giocare.
sUPPLEMENTARI — La Juve riparte forte: sprecano prima Marchisio e poi, peccato capitale, Giaccherini. Rimedia Vucinic, che trova un gol da fenomeno, premiando il "voglio, fortissimamente voglio" dei compagni. Il montenegrino disegna una traiettoria pazzesca da 30 metri: Amelia non ci arriva. La Juve è in finale di Coppa Italia. 


Lucianone



lunedì 19 marzo 2012

LIBRI / Cultura - "Auschwitz. Ero il numero 220543" e "Suttree"

Primo libro
Una storia vera:  "Auschwitz. Ero il numero 220543" 
                              di Denis Avey (con Rob Broomby)  


'Era il 1944. Sono entrato ad Auschwitz di mia volontà.'    visualizzazioni
E' possibile immaginare che qualcuno si sia introdotto           10236
volontariamente ad Auschwitz?   Eppure, nel 1944, un 
uomo è stato capace di farlo.
Denis Avey è un prigioniero di guerra inglese, che durante il giorno
è costretto ai lavori forzati insieme ai detenuti ebrei. Gli basta poco
per capire  quale sia  l'orrore che attende quegli uomini, consunti e
stravolti, quando la sera fanno ritorno al loro campo...   Quello che
intuisce è atroce, ma Denis sente di voler vedere con i propri occhi:
in un gesto che pare folle, decide di scambiare la sua divisa da mili-
tare  con gli stracci  a righe  di un ebreo  di nome Hans, ed entrare
nell'inferno di Auschwitz. - Da quel momento ha inizio la sua lotta
per salvare la propria vita e quella di tanti altri prigionieri ebrei.
E' una storia vera, scioccante e commovente che, a più di 60 anni
dalla fine  della 2^ guerra mondiale, Denis Avey    ha finalmente
trovato la forza di raccontare. Per testimoniare, ancora una volta,
l'errore dell' Olocausto.
Denis Avey è nato nell' Essex nel 1919, si è arruolato nel 1939
nell'esercito britannico  e  ha combattuto  nel deserto durante la 2^
guerra mondiale. Dopo essere stato catturato viene trasferito prima
in Italia e poi nel campo di prigionia vicino ad Auschwitz.   Alla fine 
del  conflitto  riesce tra mille peripezie  a tornare  nel Regno Unito,
dove vive tutt'ora. E' stato insignito dall'ex Primo Ministro inglese,
Gordon Brown, della medaglia d'onore come eroe dell'Olocausto.
  Grazie a Rob Broomby, giornalista della BBC. la storia di Avey è
finalmente diventata di pubblico dominio, dapprima con un docu-
mentario e poi con un libro tradotto in tutto il mondo. 
                   Denis Avey in divisa militare  


Secondo libro 
"Suttree"  di  Cormac McCarthy  (1979 - Ediz. Einaudi)


Prescindendo dai valori soggettivi della qualità narrativa in "Suttree",
libro di 560 pagine, l'autore racconta  con stile asciutto e  oggettivo
le vite lacerate e le turpitudini di derelitti, e nonostante ciò si legge
con fluidità forse perchè da esso (dal libro) vi traspare chiara fino a
trasudarne 'l'anima dell'uomo'.-   Sembra quasi, nel corso della sua
lettura, di trovarsi immersi  in un girone dell'inferno (dantesco?)...e
invece no: siamo nel sud degli States, precisamente nel Tennessee.
In questa terra vengono ambientate e descritte le vite picaresche di
persone emarginate che vivono in un'America degradata, una parte
d'America abitata  da esseri umani  ben diversi, spesso sconosciuti,
rispetto a quelli che la maggioranza della gente ha in mente avendo
come riferimento di base  l'edonismo  dei tipici film hollywoodiani o
la scintillante quinta Avenue a New York.
Il lungo romanzo di Cormac McCarthy si dipana, nella sua trama,
narrando episodi aspri di 'Vite' esacerbate dalla povertà, dall'alcol,
dal freddo e dalle malattie.  Gente che vive di espedienti, che dorme 
in depositi industriali abbandonati, che si ritrova vecchia e irreversi-
bilmente malata a 30 anni. 
Il protagonista
Suttree, non ancora trentenne, dopo essere stato cacciato dalla moglie,  
va ad abitare a Knoxville in una baracca sul fiume, e vende pesce gatto
a negozietti scalcinati. Il pesce se lo procura recuperandolo con un sorta
di bagnarola scalcinata. che fa acqua. Nella sua vita  - sempre vissuta ai
limiti dell'illegalità tra laide osterie di alcolizzati e outsider di ogni gene-
re  -  fa anche l'esperienza del carcere. Le sue amicizie sono ex galeotti
con i quali coltiva comunque una sua forma di solidarietà umana in nome
della sopravvivenza tra simili. 
Poi c'è Harrogate, un amico occasionale di Suttree, definito "topo di città"
perchè vive in ahfratti di fabbriche abbandonate  ed è uno dei personaggi 
più tipici: letteralmente  un 'morto di fame'  che viene  processato per le
depravazioni con i cocomeri e spesso scoppia a piangere dalla disperazione
come un bambino.  
 Lo scrittore McCarthy, senza sentimentalismi nè introspezioni, fa prova-
re emozioni nelle descrizioni più particolareggiate scrivendo  di rivoltanti 
discariche così come di squallidi rottami di antichi opifici. Il disordine e il
caos irrimediabile gravitano ovunque minacciosi e opprimenti.


Continua... Be continued




Sport - Tennis / Torneo di Indian Wells

19 marzo 2012 - lunedì      19th March / Monday


Terrò d'ora in poi una pagina sportiva fissa anche per il tennis,
traendo materiale dal sito della Gazzetta dello Sport e dai giornali
e riviste di sport. Cercherò di aggiornare i vari tornei come fatto
per il calcio. Comunque nel futuro prossimo aprirò ad altri sport
(sci, alpinismo, ciclismo, basket ecc.)


Il vero gigante è Federer / Isner s'arrende: 7 - 6  6 - 3
MILANO, 18 marzo 2012

A Indian Wells terza vittoria stagionale dello svizzero: primo set equilibrato fino al tie-break (9-7), poi il trionfo a sei anni dall'ultima volta. Partita sospesa per una decina di minuti a causa della pioggia.

Roger Federer torna a trionfare a Indian Wells a sei anni di distanza dall'ultima volta e lo fa con una prestazione sublime contro il gigante statunitense John Isner (2.06), piegato per 7-6 6-3 in appena 82 minuti. Dal punto di vista tattico, Federer ha impartito una lezione di tennis a Isner che pur non demeritando, non è ruscito a mettere in difficoltà Federer come aveva fatto alcune settimane fa in coppa Davis e come aveva fatto ieri contro il n°1 del mondo Novak Djokovic. Dal punto di vista puramente tennistico, Roger Federer sta giocando in questo periodo un tennis fantastico, forse uno dei migliori di sempre.

LA PARTITA — Il primo ad offrire palle break è proprio Federer che si salva nel game d'apertura da 15-40 e poi recupera un terzo break point ai vantaggi. Lo svizzero tiene a bada Isner, senza però avere il guizzo risolutore. Sul 5-6 Federer arriva al break point che è anche un set point; Isner lo cancella con il servizio e afferra il tie break. Federer sbaglia un dritto sul 2 pari, ma recupera subito il mini break con una risposta sui piedi. Poi è lo svizzero ad andare avanti un minibreak, ma l'ex numero uno del mondo commette un doppio fallo e si ritorna in parità. Sul 5 pari Isner sbaglia e Federer manca il secondo set point mettendo in rete un rovescio. Si gira nuovamente campo sul 6 pari: Roger manca ancora un set point, ma non fallisce la quarta occasione chiudendo per 9-7 con una prima vincente. La svolta della partita nel settimo gioco del secondo set: Federer si fa più aggressivo alla risposta, Isner non è esplosivo come lo era contro Djokovic e lo svizzero sale 4-3. Federer vola, chiude senza patemi gli ultimi game ricevendo l'applauso generoso dei 16 mila spettatori di Indian Wells. Lo svizzero chude con 29 vincenti e appena 12 errori gratuiti. Ma il dato più impressionante è quello dei punti conquistati con la prima di servizio: 91% con 20 su 22. 




NUMERI — Per Federer è il quarto titolo a Indian Wells dopo le vittorie del 2004 (6-3 6-3 a Henman), 2005 (6-2 6-4 6-4 a Hewitt) e 2006 (7-5 6-3 6-0 a Blake), il 19° nei tornei Masters 1000 (raggiunto Nadal), il 73° torneo della carriera. Federer ha vinto 4 volte Indian Wells, 2 volte Miami (2005 e 2006), 4 volte Amburgo (2002, 2004, 2005 e 2007), 2 volte Madrid (2006 e 2009), 2 volte l'Open del Canada (2004 e 2006), 4 volte Cincinnati (2005, 2007, 2009 e 2010) e una volta Bercy (2011). Ora tutti i big si spostano a Miami sulla costa orientale degli Stati Uniti. Djokovic è ancora largamente il numero uno del mondo, ma forse il favorito è ancora Federer.
( da  La Gazzetta dello Sport    -    Luca Marianantoni )_________________________________________________________Indian Wells  -  donneVince la Azarenka / Sharapova k.o. :  6 - 2   6 - 3

In California finisce come Agli Australian Open: vince la bielorussa numero 1 Wta. La bielorussa non perde un match dalla finale del Masters contro la Kvitova



L'imbattibile Victoria Azarenka, numero 1 del mondo, conquista di forza anche il torneo di Indian Wells battendo in una finale a senso unico la numero 2 del ranking Maria Sharapova per 6-2 6-3. La distanza tra le due è abissale, da una parte c'è una Azarenka in piena fiducia, consapevole di poter vincere qualsiasi match e di poter risolvere ogni situazione possibile. Dall'altra una Sharapova che non gioca neppure male, ma che non riesce a trovare gli angoli sufficienti per spostare la bielorussa che come un falco arriva dappertutto sbagliando pochissimo.

LA PARTITA — Vika parte con l'assetto gusto, manca la palla del 3-0 ma tiene a distanza la rivale chiudendo la prima frazione per 6-2 con 2 palle break sfruttate su 7 e soli 6 errori. Masha invece serve l'81% di prime senza però fare male alla rivale. Nel secondo Vika sale subito 3-0, manca due palle per il 4-0 e poi accusa una piccola flessione che danno speranza alla siberiana. Masha recupera fino al 4-3 grazie a un paio di contropiedi fulminanti, poi la bielorussa tiene la battuta e sul 5-3 si procura 2 match point chiudendo alla prima occasione con un recupero sensazionale che costringe all'errore la Sharapova.. Ora il bilancio tra le due è di 5 vittorie a 3 per la Azarenka che aveva battuto la Sharapova in finale all'Open d'Australia per 6-3 6-0. Per la Azaranka si tratta del quarto titolo dell'anno dopo Sydney, Melbourne e Doha, del 12° della carriera e della 23ª partita vinta consecutivamente. La bielorussa non perde un match dalla finale del Masters contro la Kvitova. Ora il circuito si sposta a Miami e Victoria Azarenka è la giocatrice da battere. Dopo Justine Henin il tennis femminile sembra aver trovato finalmente una nuova regina in grado di dominare a lungo.
(Luca Marianantoni  -  da  La Gazzetta dello Sport)