10 febbraio '18 - venerdì 10th February / Friday visione post - 17
Affidandoci al buon senso, e sapendo quanto sia insidioso avventurarsi in un campo minato,
avevamo già detto, in parecchi e anche parecchie, che un conto è la violenza sessuale o la
molestia manesca, specie se aggravate da abuso di potere; un conto la comunicazione malde-
stra del proprio eros.(dicevano le vecchie zie, liquidatorie, a proposito di svariati atteggiamen-
ti umani: "quello lì è solo un gran maleducato"). Ora ci è di conforto quanto dicono diverse
signore francesi, la più nota delle quali è Deneuve, a parziale correzione della nota e merite-
vole campagna americana #MeToo. Parziale perchè riconoscono, le francesi, essere un gran
bene che di queste cose si parli, per l'annosa questione del dare voce a chi non ne ha; e però
mettono a fuoco i rischi di puritanesimo, caccia alle streghe, dagli all'untore, sessuofobia che
la campagna si porta dietro. E' quella che si direbbe una posizione dialettica, dunque forse
poco comprensibile all'impetuoso sentimentalismo che oltre Atlantico permea il discorso
pubblico (e poco traducibile dai media, che tendono, per mestiere, a semplificare).
Ci si perdoni la civetteria francofila, ma anche dal punto di vista lessicale e sintattico il do-
cumento delle francesi prevale nettamente su quanto si è fino adesso sentito dire dalle ami-
che americane, ivi compresa la magnifica Oprah Winfrey, commovente quanto basta per
immaginarla f utura candidata dem tra palloncini e lacrime. La vecchia Europa è servita
per ricordarci che anche le sfumature avevano urgente bisogno di far sentire la loro
voce.
(da la Repubblica, 11 / 01 / '18 - L'Amaca / Michele Serra)
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giovedì 8 febbraio 2018
SCIENZE / la storia - Il mammut all'asta
8 febbraio '18 - giovedì 8th February / Thursday visione post - 17
Va a un imprenditore francese il più grande scheletro "privato".
Tra progressi della scienza e scioglimento dei ghiacci,
caccia ai resti dell'animale mito.
(da il Corriere della Sera - 17 / 12 / 2017 - di Stefano Montefiori / Parigi)
Il più grande scheletro di mammut in mano a privati è stato venduto (ieri) all'asta, dalla casa
Aguttes di Lione, per 548mila e 250 euro. Lo ha comprato l'imprenditore di Strasburgo Pier-
re Etienne Bindschedler, a capo dell'azienda famigliare Soprema (materiali per costruzioni),
che ha come logo un mammut e che negli ultimi anni ha raddoppiato il fatturato. Gli affari
vanno bene, e per festeggiare Bindschedler si è regalato per Natale le ossa di un mammut
lanoso che risale a 15 mila anni fa . "Lo metteremo nella hall della società - ha detto - credo
che troveremo il posto".
The President, così è soprannominato, è alto 3 metri e 40, lungo 5,40 e pesa mezza tonnella-
ta (80 chili ciascuna zanna). Il suo stato di conservazione è eccezionale, "intorno all' 80 per
cento", dice Eric Mickeler, l'esperto ingaggiato dalla casa d'aste per curare la vendita. Il pos-
sessore precedente è un cacciatore di mammut britannico che lo teneva all'entrata del suo
castello in Inghilterra, "ma ai figli non piaceva. Erano anni che cercavano di convincerlo a
metterlo in vendita e alla fine l'ho convinto".
Negli ultimi due secoli sono stati scoperti circa 500 scheletri di mammut, in maggioranza nel
permafrost (il suolo costantemente ghiacciato) della Siberia. Leggenda vuole che carne di
mammut venne servita nel 1951 alla famosa cena annuale dell'Explorers Club di New York,
che aveva tra i suoi soci personalità come Teddy Roosevelt o Neil Armstrong. Ma l'anno scor-
so un gruppo di ricercatori di Yale ha esaminato il Dna di un avanzo di quella cena, conserva-
to alla Yale Peabody Museum of Natural History, stabilendo che non poteva trattarsi di mam-
mut e neanche di bradipo preistorico (altra versione della leggenda), ma di carne di tartaruga.
Comunque, l'interesse per i mammut è in crescita, favorito dai progressi della genetica - un
esemplare vivente potrebbe essere clonato nei prossimi anni - e dal riscaldamento climatico,
che in qualche caso agevola il lavoro dei cacciatori di scheletri. Qualcuno cerca resti per sco-
pi scientifici, molti altri per rivendere le zanne di avorio. Il fotografo Amos Chapple ha do-
cumentato la nuova "caccia all'oro" che si svolge nella regione siberiana della Yakuzia, vici-
no al Circolo polare artico, dove si usano battelli di era sovietica e pompe d'acqua per scava-
re tunnel alla ricerca del mammut.
Nel novembre scorso è stata messa all'asta a Billingshurst, nel Sussex, una famiglia di quattro mammut scoperti da alcuni muratori in un cantiere di Tomsk, in Siberia, nel 2002. Il primo
scheletro completo di mammut messo all'asta pubblica in Francia è stato aggiudicato nel 2006
per 150 mila euro a Montfrin (Gard), mentre nell'ottobre 2012 un altro mammut lanoso della
Siberia è stato venduto da Sotheby's a Parigi per 240 mila euro.

Lucianone
Va a un imprenditore francese il più grande scheletro "privato".
Tra progressi della scienza e scioglimento dei ghiacci,
caccia ai resti dell'animale mito.
(da il Corriere della Sera - 17 / 12 / 2017 - di Stefano Montefiori / Parigi)
Il più grande scheletro di mammut in mano a privati è stato venduto (ieri) all'asta, dalla casa
Aguttes di Lione, per 548mila e 250 euro. Lo ha comprato l'imprenditore di Strasburgo Pier-
re Etienne Bindschedler, a capo dell'azienda famigliare Soprema (materiali per costruzioni),
che ha come logo un mammut e che negli ultimi anni ha raddoppiato il fatturato. Gli affari
vanno bene, e per festeggiare Bindschedler si è regalato per Natale le ossa di un mammut
lanoso che risale a 15 mila anni fa . "Lo metteremo nella hall della società - ha detto - credo
che troveremo il posto".
The President, così è soprannominato, è alto 3 metri e 40, lungo 5,40 e pesa mezza tonnella-
ta (80 chili ciascuna zanna). Il suo stato di conservazione è eccezionale, "intorno all' 80 per
cento", dice Eric Mickeler, l'esperto ingaggiato dalla casa d'aste per curare la vendita. Il pos-
sessore precedente è un cacciatore di mammut britannico che lo teneva all'entrata del suo
castello in Inghilterra, "ma ai figli non piaceva. Erano anni che cercavano di convincerlo a
metterlo in vendita e alla fine l'ho convinto".
Negli ultimi due secoli sono stati scoperti circa 500 scheletri di mammut, in maggioranza nel
permafrost (il suolo costantemente ghiacciato) della Siberia. Leggenda vuole che carne di
mammut venne servita nel 1951 alla famosa cena annuale dell'Explorers Club di New York,
che aveva tra i suoi soci personalità come Teddy Roosevelt o Neil Armstrong. Ma l'anno scor-
so un gruppo di ricercatori di Yale ha esaminato il Dna di un avanzo di quella cena, conserva-
to alla Yale Peabody Museum of Natural History, stabilendo che non poteva trattarsi di mam-
mut e neanche di bradipo preistorico (altra versione della leggenda), ma di carne di tartaruga.
Comunque, l'interesse per i mammut è in crescita, favorito dai progressi della genetica - un
esemplare vivente potrebbe essere clonato nei prossimi anni - e dal riscaldamento climatico,
che in qualche caso agevola il lavoro dei cacciatori di scheletri. Qualcuno cerca resti per sco-
pi scientifici, molti altri per rivendere le zanne di avorio. Il fotografo Amos Chapple ha do-
cumentato la nuova "caccia all'oro" che si svolge nella regione siberiana della Yakuzia, vici-
no al Circolo polare artico, dove si usano battelli di era sovietica e pompe d'acqua per scava-
re tunnel alla ricerca del mammut.
Nel novembre scorso è stata messa all'asta a Billingshurst, nel Sussex, una famiglia di quattro mammut scoperti da alcuni muratori in un cantiere di Tomsk, in Siberia, nel 2002. Il primo
scheletro completo di mammut messo all'asta pubblica in Francia è stato aggiudicato nel 2006
per 150 mila euro a Montfrin (Gard), mentre nell'ottobre 2012 un altro mammut lanoso della
Siberia è stato venduto da Sotheby's a Parigi per 240 mila euro.
Lucianone
martedì 6 febbraio 2018
ultime notizie - dall'Italia e dal mondo / Latest news
6 febbraio '18 - martedì 6th February / Tuesday visione post - 13
TAIWAN - terremoto
Scossa di magnitudo 6,4 al largo della costa / Crollato un albergo / Al momento
non è scattato l'allarme tsunami
TAIPEI - Paura a Taiwan: poco prima della mezzanotte un terremoto di magnitudo 6,4, con epicentro ad appena 9 chilometri di profondità, ha fatto tremare l'intera isola, causando il crollo di un albergo. Si temono numerose vittime. La scossa è stata avvertita anche nella capitale Taipei. Non è stato lanciato l'allarme tsunami.
A Hua-Lien, le immagini rilanciate sui social mostrano l'hotel Tongshuai pericolosamente inclinato, con il primo piano schiacciato dal resto della struttura. Una trentina di persone sarebbero intrappolate all'interno. Anche altri edifici nella città portuale risultano gravemente danneggiati, così come alcune infrastrutture.
L'epicentro della scossa, registrata alle 23.50 (in Italia non erano ancora le 17), è stato localizzato nell'Oceano Pacifico, 21 km a nord-est della città portuale di HuaLien, riferisce l'USGS, l'istituto americano che tiene sotto controllo i movimenti tellurici del pianeta.
MACERATA - Italia
Omicidio di Pamela Mastropietro / Non ci sono prove che il nigeriano Oseghale
abbia ucciso Pamela
Il gip ha convalidato il fermo del pusher solo per occultamento e vilipendio di cadavere. Non ha ritenuto ci fossero elementi per l'accusa di omicidio (per cui Oseghale resta indagato). Il nigeriano avrebbe detto ai magistrati: "Lei ha avuto una crisi da overdose e io sono scappato"
Gli inquirenti lo accusano di tre reati: l’omicidio, il vilipendio e l’occultamento di cadavere. Ma la prima delle tre accuse è caduta di fronte al Gip nella richiesta di fermo: finché non arriveranno gli esami tossicologici e quelli sui rilievi - biologici e non - effettuati dal Ris nell’appartamento di mattoncini rossi in via Spalato a Macerata, è impossibile tenere qualcuno in carcere con l’accusa di omicidio. Gli indizi al momento sono insufficienti a escludere che la morte sia stata provocata da un’overdose. Non lo sono affatto, invece, a ritenere Innocent coinvolto in modo decisivo negli altri due reati, l’occultamento e il vilipendio del corpo di Pamela, scaricato in pezzi in due trolley nelle campagne di Pollenza.
Lucianone
TAIWAN - terremoto
Scossa di magnitudo 6,4 al largo della costa / Crollato un albergo / Al momento
non è scattato l'allarme tsunami
TAIPEI - Paura a Taiwan: poco prima della mezzanotte un terremoto di magnitudo 6,4, con epicentro ad appena 9 chilometri di profondità, ha fatto tremare l'intera isola, causando il crollo di un albergo. Si temono numerose vittime. La scossa è stata avvertita anche nella capitale Taipei. Non è stato lanciato l'allarme tsunami.
L'epicentro della scossa, registrata alle 23.50 (in Italia non erano ancora le 17), è stato localizzato nell'Oceano Pacifico, 21 km a nord-est della città portuale di HuaLien, riferisce l'USGS, l'istituto americano che tiene sotto controllo i movimenti tellurici del pianeta.
MACERATA - Italia
Omicidio di Pamela Mastropietro / Non ci sono prove che il nigeriano Oseghale
abbia ucciso Pamela
Il gip ha convalidato il fermo del pusher solo per occultamento e vilipendio di cadavere. Non ha ritenuto ci fossero elementi per l'accusa di omicidio (per cui Oseghale resta indagato). Il nigeriano avrebbe detto ai magistrati: "Lei ha avuto una crisi da overdose e io sono scappato"
Gli inquirenti lo accusano di tre reati: l’omicidio, il vilipendio e l’occultamento di cadavere. Ma la prima delle tre accuse è caduta di fronte al Gip nella richiesta di fermo: finché non arriveranno gli esami tossicologici e quelli sui rilievi - biologici e non - effettuati dal Ris nell’appartamento di mattoncini rossi in via Spalato a Macerata, è impossibile tenere qualcuno in carcere con l’accusa di omicidio. Gli indizi al momento sono insufficienti a escludere che la morte sia stata provocata da un’overdose. Non lo sono affatto, invece, a ritenere Innocent coinvolto in modo decisivo negli altri due reati, l’occultamento e il vilipendio del corpo di Pamela, scaricato in pezzi in due trolley nelle campagne di Pollenza.
Lucianone
sabato 3 febbraio 2018
SPORT - calcio / serie A - 22^ giornata 2017/18
3 febbraio '18 - sabato 3rd February / Saturday visione post - 36
RISULTATI delle PARTITE
Sassuolo 0 Chievo 0 Spal 1 Crotone 1 Fiorentina 1 Genoa 0
Atalanta 3 Juventus 2 Inter 1 Cagliari 1 H. Verona 4 Udinese 1
Napoli 3 Torino 3 Milan 2 Roma 0
Bologna 1 Benevento 0 Lazio 1 Sampdoria 1
CLASSIFICA
NAPOLI 57 / Juventus 56 / Lazio 46 / Inter 44 / Roma 41 / Sampdoria 37 /
Milan 34 / Atalanta 33 / Udinese, Torino 32 / Fiorentina 28 / Bologna 27 /
Chievo, Sassuolo 22 / Genoa, Cagliari 21 / Crotone 19 / Spal 17 / H. Verona 16 /
Benevento 7
risalire le rampe della classifica, per ragioni diverse: il Milan, per dimostrare che
i progressi delle ultime settimane, con la nuova guida di Gattuso, non sono effime-
ri ma piuttosto consistenti e l'Hellas Verona, squadra radicata da tempo in fondo
ai gorghi della classifica, per dimostrare che può ancora, lottando, trovare quella
'verve' per non dire 'forza disperata' per risalire in fretta quella china che intanto
va dritta in zona B. Entrambi i team si sono distinti con prove molto convincenti.
Bisognerà vedere adesso se sapranno, soprattutto il Verona H., ripetersi per il
prossimo turno di campionato
Nei piani alti, Napoli e Juventus sembrano ormai proiettate verso un confronto
diretto, che potrebbe arrivare fino alle ultime battute di campionato. Infatti die-
tro Inter e Roma hanno via via perso verve e soprattutto continuità di risultati,
mentre la Lazio è spuntata fuori con decisione inserendosi in terza posizione,
ma con un distacco netto (10/11 punti) dalle due leader, che per il momento
non sembrano avere rivali plausibili.
- Luciano Finesso -
Lucianone
RISULTATI delle PARTITE
Sassuolo 0 Chievo 0 Spal 1 Crotone 1 Fiorentina 1 Genoa 0
Atalanta 3 Juventus 2 Inter 1 Cagliari 1 H. Verona 4 Udinese 1
Napoli 3 Torino 3 Milan 2 Roma 0
Bologna 1 Benevento 0 Lazio 1 Sampdoria 1
CLASSIFICA
NAPOLI 57 / Juventus 56 / Lazio 46 / Inter 44 / Roma 41 / Sampdoria 37 /
Milan 34 / Atalanta 33 / Udinese, Torino 32 / Fiorentina 28 / Bologna 27 /
Chievo, Sassuolo 22 / Genoa, Cagliari 21 / Crotone 19 / Spal 17 / H. Verona 16 /
Benevento 7
IL COMMENTO
Le partite messe in evidenza oggi riguardano due squadre che hanno bisogno dirisalire le rampe della classifica, per ragioni diverse: il Milan, per dimostrare che
i progressi delle ultime settimane, con la nuova guida di Gattuso, non sono effime-
ri ma piuttosto consistenti e l'Hellas Verona, squadra radicata da tempo in fondo
ai gorghi della classifica, per dimostrare che può ancora, lottando, trovare quella
'verve' per non dire 'forza disperata' per risalire in fretta quella china che intanto
va dritta in zona B. Entrambi i team si sono distinti con prove molto convincenti.
Bisognerà vedere adesso se sapranno, soprattutto il Verona H., ripetersi per il
prossimo turno di campionato
Nei piani alti, Napoli e Juventus sembrano ormai proiettate verso un confronto
diretto, che potrebbe arrivare fino alle ultime battute di campionato. Infatti die-
tro Inter e Roma hanno via via perso verve e soprattutto continuità di risultati,
mentre la Lazio è spuntata fuori con decisione inserendosi in terza posizione,
ma con un distacco netto (10/11 punti) dalle due leader, che per il momento
non sembrano avere rivali plausibili.
- Luciano Finesso -
Lucianone
sabato 27 gennaio 2018
LETTERE - Argomento: l'ospedale di oggi, in Italia
27 gennaio '18 - sabato 27th January / Saturday visione post - 8
(da La Repubblica - 17 settembre '17 / Invece Concita - Il luogo delle vostre storie,
di Concita De Gregorio)
Dal mio letto di ospedale vi dico
Ricevo la lettera di Maria, ricoverata in Ospedale e priva della capacità
di muoversi, e poco dopo una seconda mail di sua nipote che scrive: "Que-
sta lettera nella situazione in cui si trova, è diventata una specie di ragione
di vita. Maria ha impiegato le poche energie residue che ha per scriverla e
vederla pubblicata per lei significherebbe avere un piccolo segno che è an-
cora al mondo". Giovanni,suo marito, ha mandato la foto (che vedete): ri-
sale ai giorni in cui Maria stava bene, ridente.
Ecco la sua lettera.
"Sono da um mese ricoverata all'0spedale San Camillo di Roma. Passo le giornate sdraiata
sopra un letto super tecnologico, corootretta a non poter muovere neppure um piede da sola.
Mi piacerebbe almeno avere l'occasione, con questa lettera, di ringraziare tutto il personale
dell'ospedale dove sono ricoverata, i portantini, gli infermieri, i medici e tutti coloro che
hanno a che fare con noi pazienti giorno e notte. Svolgono un lavoro fondamentale, renden-
do questo soggiorno un pò più sopportabile. Lo fanno davvero con grande professionalità,
umanità e gentilezza, nonostantr le difficoltà che incontrano quotidianamente.
C'è un fatto di cui mi sono resa conto durante queste settimane. Le persone che lavorano
nell'ospedale dove mi trovo sono poche e faticano a coprire i turni. Non so da chi dipenda-
no le scelte sull'organizzazione del lavoro, se dalle istituzioni o dai dirigenti, e non so nem-
meno se chi decide abbia chiaro quanto siano importanti le persone che si prendono cura
dei pazienti, la loro lucidità e serenità. A me pare che in questo ospedale si sia scelto di in-
vestire nell'acquisto di macchinari all'avanguardia e strumenti tecnologici di ultima gene-
razione, ma non altrettanto sulle persone. Eppure un computer, soprattutto qui dove mi
trovo non potrà mai risolvere tutto. Nessuma tecnologia può aiutarmi a cambiare i panno-
loni e certo nesuna tecnologia dovrebbe essere usata come pretesto per diminuire il perso-
nale, che anzi è sempre più necessario. Mi accorgo ad esempio che spesso, soprattutto di
notte, pochissimi infermieri, a volte da soli, devono assistere interi reparti, rispondendo a
più pazienti nello stesso momento, ha un enorme carico di responsabilità.
Chi decide su assunzioni e licenziamenti lo sa che chi sostituisce le lenzuola dei pazienti
ha un orario di lavoro? E lo sa quante lenzuola deve sostituire in poco tempo, sentendo
contemporaneamente i malati che esprimono le loro esigenze? Che succede se di notte
un infermiere, da solo in un reparto, si sente male, magari dopo aver lavorato per trop-
pe ore di seguito? - Sono queste le domande che mi faccio da paziente. E vorrei che si
soffermasse a considerarle anche chi decide come si deve gestire la sanità pubblica.
Perciò spero ched questa lettera possa essere pubblicata e che sia d'aiuto e a chi ogni
giorno si prende cura di me". Maria ringrazia tanto per aver accolto "il punto di vi-
sta di chi è costretto a letto"; a proposito di Sanità, di come funzionano gli ospedali
pubblici, crede che sia molto importante - quando si prendono decisioni - "mettersi
nei panni dei malati e di chi lavora con loro, per loro".
Lucianone
(da La Repubblica - 17 settembre '17 / Invece Concita - Il luogo delle vostre storie,
di Concita De Gregorio)
Dal mio letto di ospedale vi dico
Ricevo la lettera di Maria, ricoverata in Ospedale e priva della capacità
di muoversi, e poco dopo una seconda mail di sua nipote che scrive: "Que-
sta lettera nella situazione in cui si trova, è diventata una specie di ragione
di vita. Maria ha impiegato le poche energie residue che ha per scriverla e
vederla pubblicata per lei significherebbe avere un piccolo segno che è an-
cora al mondo". Giovanni,suo marito, ha mandato la foto (che vedete): ri-
sale ai giorni in cui Maria stava bene, ridente.
Ecco la sua lettera.
"Sono da um mese ricoverata all'0spedale San Camillo di Roma. Passo le giornate sdraiata
sopra un letto super tecnologico, corootretta a non poter muovere neppure um piede da sola.
Mi piacerebbe almeno avere l'occasione, con questa lettera, di ringraziare tutto il personale
dell'ospedale dove sono ricoverata, i portantini, gli infermieri, i medici e tutti coloro che
hanno a che fare con noi pazienti giorno e notte. Svolgono un lavoro fondamentale, renden-
do questo soggiorno un pò più sopportabile. Lo fanno davvero con grande professionalità,
umanità e gentilezza, nonostantr le difficoltà che incontrano quotidianamente.
C'è un fatto di cui mi sono resa conto durante queste settimane. Le persone che lavorano
nell'ospedale dove mi trovo sono poche e faticano a coprire i turni. Non so da chi dipenda-
no le scelte sull'organizzazione del lavoro, se dalle istituzioni o dai dirigenti, e non so nem-
meno se chi decide abbia chiaro quanto siano importanti le persone che si prendono cura
dei pazienti, la loro lucidità e serenità. A me pare che in questo ospedale si sia scelto di in-
vestire nell'acquisto di macchinari all'avanguardia e strumenti tecnologici di ultima gene-
razione, ma non altrettanto sulle persone. Eppure un computer, soprattutto qui dove mi
trovo non potrà mai risolvere tutto. Nessuma tecnologia può aiutarmi a cambiare i panno-
loni e certo nesuna tecnologia dovrebbe essere usata come pretesto per diminuire il perso-
nale, che anzi è sempre più necessario. Mi accorgo ad esempio che spesso, soprattutto di
notte, pochissimi infermieri, a volte da soli, devono assistere interi reparti, rispondendo a
più pazienti nello stesso momento, ha un enorme carico di responsabilità.
Chi decide su assunzioni e licenziamenti lo sa che chi sostituisce le lenzuola dei pazienti
ha un orario di lavoro? E lo sa quante lenzuola deve sostituire in poco tempo, sentendo
contemporaneamente i malati che esprimono le loro esigenze? Che succede se di notte
un infermiere, da solo in un reparto, si sente male, magari dopo aver lavorato per trop-
pe ore di seguito? - Sono queste le domande che mi faccio da paziente. E vorrei che si
soffermasse a considerarle anche chi decide come si deve gestire la sanità pubblica.
Perciò spero ched questa lettera possa essere pubblicata e che sia d'aiuto e a chi ogni
giorno si prende cura di me". Maria ringrazia tanto per aver accolto "il punto di vi-
sta di chi è costretto a letto"; a proposito di Sanità, di come funzionano gli ospedali
pubblici, crede che sia molto importante - quando si prendono decisioni - "mettersi
nei panni dei malati e di chi lavora con loro, per loro".
Lucianone
Istruzione / Scuola - GLI ABBANDONI in Italia: tra i più alti d'Europa; come recuperarli...
11 gennaio '18 - sabato 11 th January / Saturday visione post - 34
(da Repubblica - 11 gennaio '18 - Ilaria Venturi)
"Riportiamo in classe 135 mila ragazzi"
Un bel giorno non rispondono più all'appello tra i banchi: lasciano lezioni cominciate,
non si ripresentano l'anno successivo, anche se promossi, vengono bocciati e gettano
la spugna, dicono di volersi trasferire in un altro istituto, ma in realtà non lo fanno.
Insomma: spariscono. Perduti alla scuola. Quelli che abbandonano medie e superiori,
quando stare in classe è ancora un obbligo, sono in calo. Ma rimangono pur sempre un'emergenza. Anzi, sono "il problema", della scuola e del Paese, secondo l'ultimo rap-
porto del gruppo di lavoro istituito dalla ministra Valeria Fedeli e guidato da Marco
Rossi-Doria, maestro per 13 anni, ex sottosegretario all'Istruzione.
Di qui un piano nazionale di contrasto che tiene insieme azioni diverse, e scende nei det-
tagli: più asili, perchè c'è una relazione tra l'inserimento da piccoli nel sistema educativo
e il successo scolastico futuro, ma anche un sistema di formazione professionale nelle
regioni dove non funziona; e ancora più tempo pieno, laboratori, didattica a misura del
alunno. E aule aperte alla strada, come già si sperimenta in alcune periferie di Napoli e Palermo dove gli insegnanti seguono i ragazzi in famiglia, lavorando con educatori e as-
sistenti sociali. Il fenomeno della dispersione è fotografato da Eurostat. Nel confronto
con l'Europa che valuta quanti giovani tra i 18 e i 24 anni hanno solo la licenza media o
una qualifica e non sono più in formazione, l'Italia ha fatto passi avanti: il tasso di quan-
ti abbandonano precocemente gli studi è passato dal 20,8% del 2006 al 13,8% del 2016.
Ma restano forti squilibri tra Nord e Sud, con Sicilia, Campania e Sardegna ben sotto la
media nazionale. L'istantanea sul biennio 2015-2016 emerge invece dall'anagrafe Ed è
comunque impietosa: 14258 ragazzini che hanno abbandonato le medie, altri 8.949 per-
si nel passaggio alle superiori, 112.240 che non hanno continuato gli studi nei licei e in
tecnici e professionali. Un esercito di oltre 135mila dispersi. Soprattutto maschi, sedi-
cenni, stranieri, in particolare nati all'estero, o di origine rom o sinti (per loro il tasso
di abbandono sale al 42%). Figli del disagio economico e culturale. In Italia, ricorda
il rapporto, oltre un milione di persone tra i 3 e i 18 anni è in condizione di povertà
assoluta. "Perdiamo troppi alunni - scuote la testa Rossi-Doria - Così neghiamo a
bambini e ragazzi il diritto al futuro. Un danno che un Paese che fa sempre meno fi-
gli non può permettersi". Fedeli guarda alle conseguenze: "L'abbandono e la dispe-
razione hanno conseguenze negative non solo sulle vite dei singoli, causano una per-
dita economica per l'intero Paese in termini di Pil, minano la coesione sociale".
Le condizioni di partenza sono un ostacolo. Poi subentrano gli insuccessi della scuo-
la che "a 50 anni da Don Milani è tuttora di classe", si legge. Tra le indicazioni an-
che quella di limitare, con forme di moratoria, le bocciature, che "non sono efficaci".
Le ripetenze, osserva l'ex sottosegretario, sono l'anticamera della dispersione nei
quartieri difficili delle nostre periferie. "Io sono stato bocciato, ma avevo una fami-
glia che poteva aiutarmi a recuperare. Quando però una bocciatura capita in una
famiglia povera, cosa accade? Il pèroblema non è bocciare, ma cosa succede dopo,
cosa faccio per quel ragazzo". - Frena la ministra: "Abolire la bocciatura sarebbe
controproducente, meglio un percorso di accompagnamento dei ragazzi".
Il problema è la solita Italia a due velocità: in Veneto, a lasciare precocemente la
formazione è l'8%, in Sicilia il dato triplica. L'obiettivo è scendere sotto il 10%,
il target indicato dall'Europa per il 2020. Possibile? "Non è una battaglia persa -
ragiona Rossi Doria - ma per vincerla occorre un coordinamento nazionale per
ottimizzare le risorse per almeno un decennio, l'individuazione di zone di educa-
zione prioritaria su cui concentrare gli interventi, che devono essere costanti nel
tempo. E una forte rete tra scuole e realtà educative: oratori, terzo settore, cen-
tri sportivi. E' un tema trasversale ai partiti, che deve diventare una priorità del
prossimo governo".
Lucianone
(da Repubblica - 11 gennaio '18 - Ilaria Venturi)
"Riportiamo in classe 135 mila ragazzi"
Un bel giorno non rispondono più all'appello tra i banchi: lasciano lezioni cominciate,
non si ripresentano l'anno successivo, anche se promossi, vengono bocciati e gettano
la spugna, dicono di volersi trasferire in un altro istituto, ma in realtà non lo fanno.
Insomma: spariscono. Perduti alla scuola. Quelli che abbandonano medie e superiori,
quando stare in classe è ancora un obbligo, sono in calo. Ma rimangono pur sempre un'emergenza. Anzi, sono "il problema", della scuola e del Paese, secondo l'ultimo rap-
porto del gruppo di lavoro istituito dalla ministra Valeria Fedeli e guidato da Marco
Rossi-Doria, maestro per 13 anni, ex sottosegretario all'Istruzione.
Di qui un piano nazionale di contrasto che tiene insieme azioni diverse, e scende nei det-
tagli: più asili, perchè c'è una relazione tra l'inserimento da piccoli nel sistema educativo
e il successo scolastico futuro, ma anche un sistema di formazione professionale nelle
regioni dove non funziona; e ancora più tempo pieno, laboratori, didattica a misura del
alunno. E aule aperte alla strada, come già si sperimenta in alcune periferie di Napoli e Palermo dove gli insegnanti seguono i ragazzi in famiglia, lavorando con educatori e as-
sistenti sociali. Il fenomeno della dispersione è fotografato da Eurostat. Nel confronto
con l'Europa che valuta quanti giovani tra i 18 e i 24 anni hanno solo la licenza media o
una qualifica e non sono più in formazione, l'Italia ha fatto passi avanti: il tasso di quan-
ti abbandonano precocemente gli studi è passato dal 20,8% del 2006 al 13,8% del 2016.
Ma restano forti squilibri tra Nord e Sud, con Sicilia, Campania e Sardegna ben sotto la
media nazionale. L'istantanea sul biennio 2015-2016 emerge invece dall'anagrafe Ed è
comunque impietosa: 14258 ragazzini che hanno abbandonato le medie, altri 8.949 per-
si nel passaggio alle superiori, 112.240 che non hanno continuato gli studi nei licei e in
tecnici e professionali. Un esercito di oltre 135mila dispersi. Soprattutto maschi, sedi-
cenni, stranieri, in particolare nati all'estero, o di origine rom o sinti (per loro il tasso
di abbandono sale al 42%). Figli del disagio economico e culturale. In Italia, ricorda
il rapporto, oltre un milione di persone tra i 3 e i 18 anni è in condizione di povertà
assoluta. "Perdiamo troppi alunni - scuote la testa Rossi-Doria - Così neghiamo a
bambini e ragazzi il diritto al futuro. Un danno che un Paese che fa sempre meno fi-
gli non può permettersi". Fedeli guarda alle conseguenze: "L'abbandono e la dispe-
razione hanno conseguenze negative non solo sulle vite dei singoli, causano una per-
dita economica per l'intero Paese in termini di Pil, minano la coesione sociale".
Le condizioni di partenza sono un ostacolo. Poi subentrano gli insuccessi della scuo-
la che "a 50 anni da Don Milani è tuttora di classe", si legge. Tra le indicazioni an-
che quella di limitare, con forme di moratoria, le bocciature, che "non sono efficaci".
Le ripetenze, osserva l'ex sottosegretario, sono l'anticamera della dispersione nei
quartieri difficili delle nostre periferie. "Io sono stato bocciato, ma avevo una fami-
glia che poteva aiutarmi a recuperare. Quando però una bocciatura capita in una
famiglia povera, cosa accade? Il pèroblema non è bocciare, ma cosa succede dopo,
cosa faccio per quel ragazzo". - Frena la ministra: "Abolire la bocciatura sarebbe
controproducente, meglio un percorso di accompagnamento dei ragazzi".
Il problema è la solita Italia a due velocità: in Veneto, a lasciare precocemente la
formazione è l'8%, in Sicilia il dato triplica. L'obiettivo è scendere sotto il 10%,
il target indicato dall'Europa per il 2020. Possibile? "Non è una battaglia persa -
ragiona Rossi Doria - ma per vincerla occorre un coordinamento nazionale per
ottimizzare le risorse per almeno un decennio, l'individuazione di zone di educa-
zione prioritaria su cui concentrare gli interventi, che devono essere costanti nel
tempo. E una forte rete tra scuole e realtà educative: oratori, terzo settore, cen-
tri sportivi. E' un tema trasversale ai partiti, che deve diventare una priorità del
prossimo governo".
Lucianone
domenica 14 gennaio 2018
SPORT - calcio / serie A - 20^ giornata 2017/18
19 gennaio '18 - venerdì 19th January / Friday visione post - 25
RISULTATI delle partite
Chievo 1 Fiorentina 1 Torino 3 Benevento 3 Genoa 1 Milan 1
Udinese 1 Inter 1 Bologna 0 Sampdoria 2 Sassuolo 0 Crotone 0
Napoli 2 Spal 2 Roma 1 Cagliari 0
H. Verona 0 Lazio 5 Atalanta 2 Juventus 1
CLASSIFICA
NAPOLI 51 / Juventus 50 / Inter 42 / Lazio 40 / Roma 39 / Sampdoria,
Atalanta 30 / Udinese, Fiorentina, Torino, Milan 28 / Bologna 24 / Chievo 22 /
Genoa, Sassuolo 21 / Cagliari 20 / Spal, Crotone 15 / H. Verona 13 / Benevento 7
IL COMMENTO
Dedicando il commento odierno alla zona-possibile retrocessione, il primo punto
che balza all'occhio di questa classifica della 20^ giornata, è il piccolo balzo avan-
ti del Benevento: la squadra campana si scuote per la seconda volta, incamerando
l'intera posta niente meno che con la Sampdoria, ed esce dalla situazione letargi-
ca in cui sembrava dover essere pressochè condannata. E allo stesso tempo i cam-
pani si stanno avvicinando (solo ora 6 punti) alla squadra veneta dell'Hellas che
a sua volta è caduta in uno stato letargico molto prolungato, e con una situazione
interna societaria bloccata e sempre più conflittuale con la maggioranza della ti-
foseria, soprattutto per ora quella organizzata. Alzando lo sguardo, le squadre
che nella lista-classifica sono per l'intanto le più coinvolte nella spirale retro sono
la Spal e il Crotone. Quest'ultimo è da tenere particolarmente sotto osservazione:
il nuovo allenatore, Zenga, potrebbe dare una svolta positiva, magari decisiva, al
team calabrese. Di un cambio allenatore potrebbe aver bisogno a lungo andare
anche l'Hellas Verona, ma sembra che presidente e ds della società veneta non ne
vogliano sapere. Eppure una scossa... non sarebbe male. Intanto c'è il mercato di
gennaio: ne vedremo gli sviluppi!
- Luciano Finesso
-
Lucianone
RISULTATI delle partite
Chievo 1 Fiorentina 1 Torino 3 Benevento 3 Genoa 1 Milan 1
Udinese 1 Inter 1 Bologna 0 Sampdoria 2 Sassuolo 0 Crotone 0
Napoli 2 Spal 2 Roma 1 Cagliari 0
H. Verona 0 Lazio 5 Atalanta 2 Juventus 1
CLASSIFICA
NAPOLI 51 / Juventus 50 / Inter 42 / Lazio 40 / Roma 39 / Sampdoria,
Atalanta 30 / Udinese, Fiorentina, Torino, Milan 28 / Bologna 24 / Chievo 22 /
Genoa, Sassuolo 21 / Cagliari 20 / Spal, Crotone 15 / H. Verona 13 / Benevento 7
IL COMMENTO
Dedicando il commento odierno alla zona-possibile retrocessione, il primo punto
che balza all'occhio di questa classifica della 20^ giornata, è il piccolo balzo avan-
ti del Benevento: la squadra campana si scuote per la seconda volta, incamerando
l'intera posta niente meno che con la Sampdoria, ed esce dalla situazione letargi-
ca in cui sembrava dover essere pressochè condannata. E allo stesso tempo i cam-
pani si stanno avvicinando (solo ora 6 punti) alla squadra veneta dell'Hellas che
a sua volta è caduta in uno stato letargico molto prolungato, e con una situazione
interna societaria bloccata e sempre più conflittuale con la maggioranza della ti-
foseria, soprattutto per ora quella organizzata. Alzando lo sguardo, le squadre
che nella lista-classifica sono per l'intanto le più coinvolte nella spirale retro sono
la Spal e il Crotone. Quest'ultimo è da tenere particolarmente sotto osservazione:
il nuovo allenatore, Zenga, potrebbe dare una svolta positiva, magari decisiva, al
team calabrese. Di un cambio allenatore potrebbe aver bisogno a lungo andare
anche l'Hellas Verona, ma sembra che presidente e ds della società veneta non ne
vogliano sapere. Eppure una scossa... non sarebbe male. Intanto c'è il mercato di
gennaio: ne vedremo gli sviluppi!
- Luciano Finesso
Lucianone
sabato 13 gennaio 2018
SPORT - calcio / serie A 19^ giornata 2017/18
13 gennaio '18 - sabato 13th January / Saturday visione post - 24
RISULTATI delle partite
Crotone 0 Fiorentina 1 Atalanta 1 Benevento 1 Bologna 1 Roma 1
Napoli 1 Milan 1 Cagliari 2 Chievo 0 Udinese 2 Sassuolo 1
Sampsoria 2 Torino 0 Inter 0 H. Verona 1
Spal 0 Genoa 0 Lazio 0 Juventus 3
RISULTATI delle partite
Crotone 0 Fiorentina 1 Atalanta 1 Benevento 1 Bologna 1 Roma 1
Napoli 1 Milan 1 Cagliari 2 Chievo 0 Udinese 2 Sassuolo 1
Sampsoria 2 Torino 0 Inter 0 H. Verona 1
Spal 0 Genoa 0 Lazio 0 Juventus 3
Lucianone
Appuntamenti - Jazz a Bergamo
13 gennaio '18 - sabato 13th January / Saturday visione post - 12
(da Corriere della Sera - 17 dicembre '17 - Tempo libero Bergamo - di
Luigi Radassao)
BERGAMO JAZZ -
I m p r o v v i s a z i o n i C r e a t i v e
40° anno della rassegna, terza direzione artistica firmata da Dave Douglas,
prima realizzazione a nome della Fondazione Teatro Donizetti, primo alle-
stimento ospitato dal Creberg Teatro.
Questi i punti salienti del festival di Bergamo Jazz, che nel 2018 feteggerà il
quarantennale lontano dal Donizetti, indisponibile per ristrutturazione. E
se Giorgipo Berta, presidente della fondazione, legge ottimisticamente il tem-
poraneo spostamento (nella prospettiva di uno sviluppo di oppportunità, og-
gi impensabile, che l'assetto del rinnovato Teatro Donizetti offrirà alla ras-
segna) è indubbio che la sala del Creberg imponga scelte artistiche ad hoc.son
Fare di necessità virtù era il principale onere per il nuovo anno e i nomi di
richiamo non mancheranno, a cpminciare da MACEO PARKER, settanta-
cinquenne sassofonista compagno di James Brown, George Clinton e Prince,
il cui funky poderoso è certamente più adatto alla nuova location. Ma l'obiettivo
di mantenere il successo delle ultime edizioni non è semplice, considerando che,
secondo i dati del direttore della fondazione Massimo Boffelli, l'anno scorso gli
abbonati erano 800, mentre soltanto 15 anni fa se ne contavano 250.
"L a c r e a t i v i t à n e l l a d i v e r s i t à": così Dave Douglas ha sintetizzato
il suo terzo programma, un cartellone che vuole dare testimonianza di quanto di
verse possano essere le esperienze nel campo dell'improvvisazione.
Invariato il palinsesto della rassegna, che dopo la staffetta con Bergamo Film
Meeting, inaugurerà il cartellone con l'immancabile giovedì sera (22 marzo) al
Teatro Sociale, protagonisti il trio di Rita Marcotulli e il quintetto di Richardson
Logan, artista newyorkese. Altra serata double-bill è quella di sabato (24 marzo),
una "Latin Piano Night" con il duo cubano Chucho Valdes-Gonzalo Rubalcaba e
il trio andaluso di Chano Dominguez, mentre al Sociale si ritorna la domenica po-
meriggio (25 marzo) per il particolarissimo cante Jondo di Silvia Perez Cruz.
Non mancheranno le Scintille di Jazz, rassegna nella rassegna curata da Tino Tra-
canna per valorizzare i musicisti più giovani; il concerto all'Auditorium (Linda Ho
Quartet), le performance diffuse in città: all'Accademia Carrara (Louis Sclavis-
Vincent Courtois), all'ex Oratorio di San Lupo (Phil Markowitz-Zach Brock), nel-
le vie di Città Alta (Magicaboola), all'ex Hotel Commercio (Claudio Fasoli); la col-
laborazione col Jazz Club Bergamo (jeremy Pelt Quintet) e le Jazz School curate
dal CDpM. - Gran finale domenicale con il progetto speciale di Douglas che riu-
nirà gli ultimi quattro direttori artistici: Uri Caine, Paolo Fresu, Enrico Rava e
lo stesso Douglas, mentre una mostra fotografica all'ex Chiesa della Maddalena
celebrerà questi primi quarant'anni. Infine, l'inedita appendice in collaborazione
con la Stagione di Altri Percorsi: 28 marzo - Stefano Battaglia-Mariamgela Gual-
tieri.
Lucianone
(da Corriere della Sera - 17 dicembre '17 - Tempo libero Bergamo - di
Luigi Radassao)
BERGAMO JAZZ -
I m p r o v v i s a z i o n i C r e a t i v e
40° anno della rassegna, terza direzione artistica firmata da Dave Douglas,
prima realizzazione a nome della Fondazione Teatro Donizetti, primo alle-
stimento ospitato dal Creberg Teatro.
Questi i punti salienti del festival di Bergamo Jazz, che nel 2018 feteggerà il
quarantennale lontano dal Donizetti, indisponibile per ristrutturazione. E
se Giorgipo Berta, presidente della fondazione, legge ottimisticamente il tem-
poraneo spostamento (nella prospettiva di uno sviluppo di oppportunità, og-
gi impensabile, che l'assetto del rinnovato Teatro Donizetti offrirà alla ras-
segna) è indubbio che la sala del Creberg imponga scelte artistiche ad hoc.son
Fare di necessità virtù era il principale onere per il nuovo anno e i nomi di
richiamo non mancheranno, a cpminciare da MACEO PARKER, settanta-
cinquenne sassofonista compagno di James Brown, George Clinton e Prince,
il cui funky poderoso è certamente più adatto alla nuova location. Ma l'obiettivo
di mantenere il successo delle ultime edizioni non è semplice, considerando che,
secondo i dati del direttore della fondazione Massimo Boffelli, l'anno scorso gli
abbonati erano 800, mentre soltanto 15 anni fa se ne contavano 250.
"L a c r e a t i v i t à n e l l a d i v e r s i t à": così Dave Douglas ha sintetizzato
il suo terzo programma, un cartellone che vuole dare testimonianza di quanto di
verse possano essere le esperienze nel campo dell'improvvisazione.
Invariato il palinsesto della rassegna, che dopo la staffetta con Bergamo Film
Meeting, inaugurerà il cartellone con l'immancabile giovedì sera (22 marzo) al
Teatro Sociale, protagonisti il trio di Rita Marcotulli e il quintetto di Richardson
Logan, artista newyorkese. Altra serata double-bill è quella di sabato (24 marzo),
una "Latin Piano Night" con il duo cubano Chucho Valdes-Gonzalo Rubalcaba e
il trio andaluso di Chano Dominguez, mentre al Sociale si ritorna la domenica po-
meriggio (25 marzo) per il particolarissimo cante Jondo di Silvia Perez Cruz.
Non mancheranno le Scintille di Jazz, rassegna nella rassegna curata da Tino Tra-
canna per valorizzare i musicisti più giovani; il concerto all'Auditorium (Linda Ho
Quartet), le performance diffuse in città: all'Accademia Carrara (Louis Sclavis-
Vincent Courtois), all'ex Oratorio di San Lupo (Phil Markowitz-Zach Brock), nel-
le vie di Città Alta (Magicaboola), all'ex Hotel Commercio (Claudio Fasoli); la col-
laborazione col Jazz Club Bergamo (jeremy Pelt Quintet) e le Jazz School curate
dal CDpM. - Gran finale domenicale con il progetto speciale di Douglas che riu-
nirà gli ultimi quattro direttori artistici: Uri Caine, Paolo Fresu, Enrico Rava e
lo stesso Douglas, mentre una mostra fotografica all'ex Chiesa della Maddalena
celebrerà questi primi quarant'anni. Infine, l'inedita appendice in collaborazione
con la Stagione di Altri Percorsi: 28 marzo - Stefano Battaglia-Mariamgela Gual-
tieri.
Lucianone
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