18 maggio '17 - giovedì 18th May / Thursday visione post - 14
Se fosse ancora possibile discutere civilmente di immigrazione, Serracchiani non sarebbe
stata messa allo spiedo dai suoi nè arruolata dai fascisti di Forza Nuova. Perchè ha detto,
con qualche goffaggine, una cosa che in molti sentiamo essere vera: chi è ospite e riceve
assistenza ha degli obblighi di comportamento. E quando li disattende, crea uno scandalo
che va a colpire pesantemente il patto di ospitalità. Lo tradisce. E tradisce chi gli ha aper-
to le porte. - Sono, in materia di immigrazione, un estremista. Chiedo per i migranti il
massimo dei diritti e il massimo dei doveri. Li andrei a prendere con i charter e con le na-
vi, sottraendoli allo schifoso dominio dei negrieri. Spenderei per loro il doppio e il triplo
di quanto l'Europa tirchia spende. Li tratterei da fratelli che hanno bisogno di aiuto e di
quattrini. Darei loro la cittadinanza e il diritto di voto dopo pochi anni, se pagano le tasse
e rispettano le leggi. Costruirei moschee quante ne servono. Estenderei a chi arriva lo
stesso patto sociale che lega noi indigeni. In cambio chiederei loro, con intransigenza as-
soluta, il rispetto delle nostre leggi. E capisco perfettamente l'avvilimento e l'ira di chi
si sente colpito a tradimento dalle persone che sta aiutando.
(da la Repubblica - 14 maggio '17 - L'Amaca / Michele Serra)
.
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giovedì 18 maggio 2017
SPORT - calcio / Serie B - 42^ e ultima giornata di campionato: si decidono promozioni e retrocessioni
18 maggio '17 - giovedì 18th May / Thiursday visione post - 13
Questa sera:
Ultima di SERIE B
La situazione per promozioni e retrocessioni.
Con la Spal già promossa in serie A,
all'Hellas Verona basta un pari (a Cesena) per
avere assicurata la promozione.
Questa sera:
Ultima di SERIE B
La situazione per promozioni e retrocessioni.
Con la Spal già promossa in serie A,
all'Hellas Verona basta un pari (a Cesena) per
avere assicurata la promozione.
PROMOZIONE DIRETTA — Dopo la Spal, in A dovrebbe andare il Verona: gli basta pareggiare, ma potrebbe anche perdere se il Frosinone non vince. In caso di arrivo a pari punti il Verona è in vantaggio nello scontro diretto. Il Frosinone invece, per andare in A diretto, deve vincere e sperare che il Verona perda, oppure deve andare a +10 sulla quarta e far saltare i playoff: perché questo avvenga, deve vincere e sperare con non vincano Cittadella, Perugia e Benevento.
PLAYOFF — Se invece ci saranno i playoff, sarà escluso chi ha più di 14 punti di ritardo dalla 3ª. Se si qualificano sei squadre, la 3ª e la 4ª saltano il preliminare, nel quale si sfidano in gara secca sul campo della meglio classificata la 5ª e l’8ª, la 6ªe la 7ª: la vincente della prima sfida affronterà in semifinale la 4ª, quella dell’altra sfida se la vedrà con la 3ª. Se si qualificano cinque squadre (ossia il Frosinone vince e lo Spezia no, con il Carpi che non perde) la 5ª va in semifinale; se invece si qualificano solo quattro squadre (ossia il Frosinone vince, lo Spezia no e il Carpi perde) anche la 6ª salta il preliminare; in corsa c’è anche il Novara, che per qualificarsi deve vincere a Carpi e sperare che il Frosinone non vinca per non restare a -15 come oggi.
PLAYOUT — Oggi Brescia, Ternana e Avellino si salvano vincendo; se arrivano alla pari con il Trapani, si salvano Ternana e Avellino (che oggi tra l’altro ha il processo d’appello contro il -3). Se arrivano a pari Ternana, Trapani e Brescia (l’Avellino vince) al playout vanno le ultime due, idem se arrivano a pari Trapani, Avellino e Brescia (la Ternana vince) con il Trapani davanti all’Avellino per la differenza reti. Il playout si gioca se tra quart’ultima e quint’ultima non ci sono più di 4 punti: se il distacco è superiore ci sono quattro retrocessioni dirette.
RETROCESSIONE DIRETTA — Dopo Pisa e Latina, la terza dovrebbe essere il Vicenza, che è a -3 dal Trapani: pari lo scontro diretto, contro il Vicenza c’è la differenza reti che è peggiore di 9 gol in più. Anche il Trapani oggi retrocede diretto se perde a va a -5 dalla squadra che lo precede.
Lucianonemercoledì 17 maggio 2017
STORIE - L'ultimo viaggio di Santo
17 maggio '17 - mercoledì 17th May / Wednesday visione post - 9
L'ultimo viaggio sul treno dei desideri,
così a 71 anni Santo è morto d'amore
(da la Repubblica - 3/3/'17 - La storia / Luigi Bolognini)
Morire d'amore a 71 anni, pochi minuti e pochi chilometri prima di conoscere di persona,
di stringere tra le tue braccia, la donna con la quale stai pensando di passare gli ultimi an-
ni della tua vita. Una storia straziante, romantica del romanticismo più tragico, quasi alla
Giulietta e Romeo, ma con i protagonisti non esattamente giovanissimi, anzi. La dimostra-
zione che davvero ci si può innamorare a qualunque età. Una storia che arriva da Sondrio.
Più precisamente si trovava a Berbenno di Valtellina, paese una quindicina di chilometri
prima del capoluogo, il Regionale partito alle 10.20 dalla Stazione Centrale di Milano,
quando Santo, 71enne calabrese, ha gettato in allarme i compagni di scompartimento.
L'uomo respirava affannosamente e aveva un filo di bava alla bocca. Una donna ha aller-
tato il capotreno, e un medico che si trovava tra i passeggeri ha tentato i primi soccorsi.
Ma Santo era già morto di infarto. - Il treno ha comunque proseguito fino ad arrivare a Sondrio, pressochè in contemporanea con un'ambulanza che era stata chiamata inutilmen-
te e le volanti della polizia, intervenute per tutti gli accertamenti lrgali. Quakcuno in stazio-
ne ha imprecato per il disagio, dato che la circolazione dei treni era stata interrotta per ore,
perdipiù in una giornata assai piovosa. Altri dentro di sè hanno salutato quello sconosciuto.
Una donna invece ha avuto un mancamento: di lei si sa solo che ha 75 anni, ed è di Sondrio.
E che aspettava proprio Santo. Il programma era chiaro: dopo gli abbracci e qualche chiac-
chiera, sarebbero duvuti andare alle terme di Bormio. Un soggiorno romantico, di durata da
stabilire anche in base all'intesa che si sarebbe creata, che sarebbe stato il loro primo incon-
tro dal vivo. La loro conoscenza durava sì da qualche tempo, ma era stata tutta virtuale, na-
ta tra siti per cuori solitari e la chat di Whatsapp. La distanza geografica tra di loro era di
circa mille chilometri, lei profondo Nord, lui Catanzaro, ma Internet e il telefono l'avevano
azzerata. Si erano scritti, parlati, forse anche scambiati foto, esattamente come due adole-
scenti, fino a che avevano deciso di azzerare la distanza anche fisicamente e incontrarsi di
persona: Santo, single, dipendente in pensione della Regione Calabria, aveva preso un ae-
reo per Milano Linate, quindi un bus fino alla Centrale e infine il treno per andare a in-
contrare la sua amica, che forse chissà sarebbe anche diventata qualcosa di più. La vita
si è sempre in tempo a reinventarsela. se si vuole e se si può. Santo non ha potuto, ma per
beffa del destino a pochi chilometri dal traguardo: il cuore non ha retto all'emozione e se
n'è andato in pochi secondi, si presume senza dolore, dato che non ha emesso un gemito.
Nessun dubbio sulla causa della morte. tanto che non è neppure stata disposta l'autopsia:
a fregarlo è stato il cuore. Proprio quello che fino all'ultimo gli aveva regalato le emozioni
di un ragazzino.
Lucianone
L'ultimo viaggio sul treno dei desideri,
così a 71 anni Santo è morto d'amore
(da la Repubblica - 3/3/'17 - La storia / Luigi Bolognini)
Morire d'amore a 71 anni, pochi minuti e pochi chilometri prima di conoscere di persona,
di stringere tra le tue braccia, la donna con la quale stai pensando di passare gli ultimi an-
ni della tua vita. Una storia straziante, romantica del romanticismo più tragico, quasi alla
Giulietta e Romeo, ma con i protagonisti non esattamente giovanissimi, anzi. La dimostra-
zione che davvero ci si può innamorare a qualunque età. Una storia che arriva da Sondrio.
Più precisamente si trovava a Berbenno di Valtellina, paese una quindicina di chilometri
prima del capoluogo, il Regionale partito alle 10.20 dalla Stazione Centrale di Milano,
quando Santo, 71enne calabrese, ha gettato in allarme i compagni di scompartimento.
L'uomo respirava affannosamente e aveva un filo di bava alla bocca. Una donna ha aller-
tato il capotreno, e un medico che si trovava tra i passeggeri ha tentato i primi soccorsi.
Ma Santo era già morto di infarto. - Il treno ha comunque proseguito fino ad arrivare a Sondrio, pressochè in contemporanea con un'ambulanza che era stata chiamata inutilmen-
te e le volanti della polizia, intervenute per tutti gli accertamenti lrgali. Quakcuno in stazio-
ne ha imprecato per il disagio, dato che la circolazione dei treni era stata interrotta per ore,
perdipiù in una giornata assai piovosa. Altri dentro di sè hanno salutato quello sconosciuto.
Una donna invece ha avuto un mancamento: di lei si sa solo che ha 75 anni, ed è di Sondrio.
E che aspettava proprio Santo. Il programma era chiaro: dopo gli abbracci e qualche chiac-
chiera, sarebbero duvuti andare alle terme di Bormio. Un soggiorno romantico, di durata da
stabilire anche in base all'intesa che si sarebbe creata, che sarebbe stato il loro primo incon-
tro dal vivo. La loro conoscenza durava sì da qualche tempo, ma era stata tutta virtuale, na-
ta tra siti per cuori solitari e la chat di Whatsapp. La distanza geografica tra di loro era di
circa mille chilometri, lei profondo Nord, lui Catanzaro, ma Internet e il telefono l'avevano
azzerata. Si erano scritti, parlati, forse anche scambiati foto, esattamente come due adole-
scenti, fino a che avevano deciso di azzerare la distanza anche fisicamente e incontrarsi di
persona: Santo, single, dipendente in pensione della Regione Calabria, aveva preso un ae-
reo per Milano Linate, quindi un bus fino alla Centrale e infine il treno per andare a in-
contrare la sua amica, che forse chissà sarebbe anche diventata qualcosa di più. La vita
si è sempre in tempo a reinventarsela. se si vuole e se si può. Santo non ha potuto, ma per
beffa del destino a pochi chilometri dal traguardo: il cuore non ha retto all'emozione e se
n'è andato in pochi secondi, si presume senza dolore, dato che non ha emesso un gemito.
Nessun dubbio sulla causa della morte. tanto che non è neppure stata disposta l'autopsia:
a fregarlo è stato il cuore. Proprio quello che fino all'ultimo gli aveva regalato le emozioni
di un ragazzino.
Lucianone
SOCIETA' / Il personaggo - Maria Rebughini e le carceri: una storia di solidarietà
17 maggio '17 - mercoledì 17th May / Wednesday visione post - 24
(la Repubblica - 3 marzo '17 - Milano / Brunella Giovara)
L'angelo di San Vittore, da 26 anni con i detenuti,
"Parlano un pò con me e poi stanno meglio"
... "Fuori una caramella non vale niente. Dentro, è un tesoro". Per Maria Rebughini visite
senza limiti, nei raggi del vecchio carcere, "una volta andavo anche allo 'speciale' dove
c'erano i mafiosi, poi li hanno trasferiti a Opera". Una storia cominciata nel 1991, "prima
sono stata per 11 anni e mezzo volontaria con Vidas, i malati terminali. Dopo ho fatto do-
manda per le carceri, ho seguito il corso di psicologia e mi sono buttata".
La prima volta è andata così: "Ho visto passare un gruppo di detenuti incatenati l'uno
all'altro. Subito ho pensato: ma questi sono come Gesù che va da Ponzio Pilato! Li avrei
abbracciati tutti". La signora Rebughini è una credente, tutte le mattine va alla messa
delle 7 in Duomo - se andate a quell'ora la vedrete salire sull'altare per le letture -
l'accompagna un ex detenuto che poi la riporta a casa in macchina. "Io non cerco di
convertire nessuno, sia chiaro. E poi ho conosciuto anche tanti preti che... lasciamo
perdere. Sono credente ma non ho venerazione per preti e suore".
Cosa fa, durante le sue visite? Parla con tutti, in questi anni è scivolata leggiadra da-
vanti alle celle di detenuti comuni ed eccellenti, da Mani Pulite in giù, avanzi del ter-
rorismo, trafficanti di droga e di donne, , poi di nuovo le tangenti, nei corsi e ricorsi
della nostra storia giudiziaria. "Parlo anche ai più terribili. Dentro le persone sono
più sensibili che fuori. Nella sofferenza c'è sensibilità, perciò io passo da tutti, porto
molto amore". E tiene i rapporti con le famiglie, che è uno dei suoi compiti, nei limi-
ti della legge. Chi sono i più terribili? Gli omicidi? "Mah, io non voglio mai sapere
cosa hanno fatto, poi le voci corrono. C'è uno che ha fatto il mandante... la sigaretta
la do anche a lui". C'è l'ex musicista che le consegna lettere piene di riconoscenza,
"con gioia ho saputo che mia mamma ti ha chiamato... ", Maria non sa bene cosa ha
fatto per finire a San Vittore. Il famoso bandito con gli occhi azzurri, da annio trasfe-
rito altrove, "sentiva la mia voce e mi chiamava a gran voce, 'Maria, vieni a trovar-
mi' ". - "Quando c'era lo 'speciale' sono capitata davanti a una cella, due brande,
uno che dormiva con la testa coperta. Gli ho detto 'Ciao sono Maria, perchè non sie-
te venuti alla messa?'. E uno mi fa: 'Non ci andavo prima...'. Ma poi quella frase
qualcosa ha fatto. Il giorno dopo quel ragazzo "mi aspetta in piedi, mi offre un bic-
chierino di caffè, e com'era sporco quel bicchierino. L'ho bevuto lo stesso. Mi ha
detto una cosa che non dimenticherò: "Non so chi sei e da dove vieni. Io sono Caino".
Poi mi ha dato il telefono di sua mamma, voleva che le dicezzi che stava bene".
E "ci sono tutti quelli della Regione, certi ingegneri,,, Di uno, un pezzo grosso, ho co-
nosciuto la moglie. Mi ha detto "mio marito ha passato l'ora di colloquio a parlarmi
di lei...". Quello me lo ricordo bene. Mi aveva chiesto 'Maria, ma perchè lei viene
qui dentro, in questo posto, così buio e triste?'. Già, perchè viene qui? "Porto l'esem-
pio. Io sono una persona buona. Loro parlano con me e stanno meglio". Ricoeda un
famoso banchiere, stupito "che qui mancasse tutto, che ha scoperto che anche le co-
se piccole valgono, mi diceva", e "quel sindaco che piangeva sempre e poi ha deciso
di fare lo sciopero della fame. La guardia mi ha mandata da lui. Gli ho detto "di-
sgraziato, a uno che fa così non avrei dato il voto". Ha ricominciato a mangiare, poi
ha detto a tutti "questa donna mi ha salvato la vita", ed è andato serenamente incon-
tro al processo. "Quando è uscito mi ha invitato dal Zucca, per ringraziarmi. C'era
anche la moglie, io ho preso solo un caffè, sia chiaro. Ero in imbarazzo". Un altro,
che aveva ammazzato la moglie, e adesso è all'ergastolo, "mi disse che voleva battez-
zare la figlia piccola. Che gioia!". E quel mafioso le disse "Maria, perchè non ti ho
conosciuta trent'anni fa, la mia vita non sarebbe andata così". Ma allora sono tutti
angeli, questi detenuti. "Mi rendo conto del male che hanno fatto, sarei una deficien-
te se non lo capissi. Ma è nella sofferenza che si vedono i valori. E io li vedo".
Lucianone
(la Repubblica - 3 marzo '17 - Milano / Brunella Giovara)
L'angelo di San Vittore, da 26 anni con i detenuti,
"Parlano un pò con me e poi stanno meglio"
... "Fuori una caramella non vale niente. Dentro, è un tesoro". Per Maria Rebughini visite
senza limiti, nei raggi del vecchio carcere, "una volta andavo anche allo 'speciale' dove
c'erano i mafiosi, poi li hanno trasferiti a Opera". Una storia cominciata nel 1991, "prima
sono stata per 11 anni e mezzo volontaria con Vidas, i malati terminali. Dopo ho fatto do-
manda per le carceri, ho seguito il corso di psicologia e mi sono buttata".
La prima volta è andata così: "Ho visto passare un gruppo di detenuti incatenati l'uno
all'altro. Subito ho pensato: ma questi sono come Gesù che va da Ponzio Pilato! Li avrei
abbracciati tutti". La signora Rebughini è una credente, tutte le mattine va alla messa
delle 7 in Duomo - se andate a quell'ora la vedrete salire sull'altare per le letture -
l'accompagna un ex detenuto che poi la riporta a casa in macchina. "Io non cerco di
convertire nessuno, sia chiaro. E poi ho conosciuto anche tanti preti che... lasciamo
perdere. Sono credente ma non ho venerazione per preti e suore".
Cosa fa, durante le sue visite? Parla con tutti, in questi anni è scivolata leggiadra da-
vanti alle celle di detenuti comuni ed eccellenti, da Mani Pulite in giù, avanzi del ter-
rorismo, trafficanti di droga e di donne, , poi di nuovo le tangenti, nei corsi e ricorsi
della nostra storia giudiziaria. "Parlo anche ai più terribili. Dentro le persone sono
più sensibili che fuori. Nella sofferenza c'è sensibilità, perciò io passo da tutti, porto
molto amore". E tiene i rapporti con le famiglie, che è uno dei suoi compiti, nei limi-
ti della legge. Chi sono i più terribili? Gli omicidi? "Mah, io non voglio mai sapere
cosa hanno fatto, poi le voci corrono. C'è uno che ha fatto il mandante... la sigaretta
la do anche a lui". C'è l'ex musicista che le consegna lettere piene di riconoscenza,
"con gioia ho saputo che mia mamma ti ha chiamato... ", Maria non sa bene cosa ha
fatto per finire a San Vittore. Il famoso bandito con gli occhi azzurri, da annio trasfe-
rito altrove, "sentiva la mia voce e mi chiamava a gran voce, 'Maria, vieni a trovar-
mi' ". - "Quando c'era lo 'speciale' sono capitata davanti a una cella, due brande,
uno che dormiva con la testa coperta. Gli ho detto 'Ciao sono Maria, perchè non sie-
te venuti alla messa?'. E uno mi fa: 'Non ci andavo prima...'. Ma poi quella frase
qualcosa ha fatto. Il giorno dopo quel ragazzo "mi aspetta in piedi, mi offre un bic-
chierino di caffè, e com'era sporco quel bicchierino. L'ho bevuto lo stesso. Mi ha
detto una cosa che non dimenticherò: "Non so chi sei e da dove vieni. Io sono Caino".
Poi mi ha dato il telefono di sua mamma, voleva che le dicezzi che stava bene".
E "ci sono tutti quelli della Regione, certi ingegneri,,, Di uno, un pezzo grosso, ho co-
nosciuto la moglie. Mi ha detto "mio marito ha passato l'ora di colloquio a parlarmi
di lei...". Quello me lo ricordo bene. Mi aveva chiesto 'Maria, ma perchè lei viene
qui dentro, in questo posto, così buio e triste?'. Già, perchè viene qui? "Porto l'esem-
pio. Io sono una persona buona. Loro parlano con me e stanno meglio". Ricoeda un
famoso banchiere, stupito "che qui mancasse tutto, che ha scoperto che anche le co-
se piccole valgono, mi diceva", e "quel sindaco che piangeva sempre e poi ha deciso
di fare lo sciopero della fame. La guardia mi ha mandata da lui. Gli ho detto "di-
sgraziato, a uno che fa così non avrei dato il voto". Ha ricominciato a mangiare, poi
ha detto a tutti "questa donna mi ha salvato la vita", ed è andato serenamente incon-
tro al processo. "Quando è uscito mi ha invitato dal Zucca, per ringraziarmi. C'era
anche la moglie, io ho preso solo un caffè, sia chiaro. Ero in imbarazzo". Un altro,
che aveva ammazzato la moglie, e adesso è all'ergastolo, "mi disse che voleva battez-
zare la figlia piccola. Che gioia!". E quel mafioso le disse "Maria, perchè non ti ho
conosciuta trent'anni fa, la mia vita non sarebbe andata così". Ma allora sono tutti
angeli, questi detenuti. "Mi rendo conto del male che hanno fatto, sarei una deficien-
te se non lo capissi. Ma è nella sofferenza che si vedono i valori. E io li vedo".
Lucianone
giovedì 11 maggio 2017
SPORT - calcio / Serie A - 35^ giornata 2016/17
11 maggio '17 - giovedì 11th May / Thursday visione post - 23
RISULTATI delle partite
Napoli 3 Juventus 1 Udinese 1 Chievo 1 Empoli 3 Genoa 1
Cagliari 1 Torino 1 Atalanta 1 Palermo 1 Bologna 1 Inter 0
Lazio 7 Pescara 0 Sassuolo 2 Milan 1
Sampdoria 3 Crotone 1 Fiorentina 2 Roma 4
CLASSIFICA
Juventus 85 / Roma 78 / Napoli 77 / Lazio 70 / ATALANTA 65 /
Milan 59 / Inter, Fiorentina 56 / Torino 50 / Sampdoria 46 / Udinese 44 /
Chievo 42 / Cagliari 41 / Sassuolo 40 / Bologna 38 / Genoa 33 / Empoli 32 /
Crotone 28 / Palermo 20 / Pescara 14
IL COMMENTO
Complimenti a questa SuperAtalanta!
La squadra orobica è la provinciale sorpresa di quest'anno, quella che "non te
l'aspettavi", quella che "pensavi scherzasse", e guarda un pò lì dov'è! Ma si sa,
non c'è mai niente per caso, mai, proprio mai...
Lì, c'è la culla del vivaio calcistico migliore d'Italia, lì i giovani giocano con
passione e non si girano a guardare quanta grana hanno accumulato o accu-
muleranno, perchè il loro futuro lo danno in mano a una società sana, ope-
raia che non sta a calcolare a lungo termine. Interessa il presente, il gioco
per il gioco, la schiettezza bergamasca che l'ha vinta su tanti altri giochi e
giochetti ipocriti... Brava Atalanta, e bravi atalantini!
- Luciano Finesso
Lucianone
RISULTATI delle partite
Napoli 3 Juventus 1 Udinese 1 Chievo 1 Empoli 3 Genoa 1
Cagliari 1 Torino 1 Atalanta 1 Palermo 1 Bologna 1 Inter 0
Lazio 7 Pescara 0 Sassuolo 2 Milan 1
Sampdoria 3 Crotone 1 Fiorentina 2 Roma 4
CLASSIFICA
Juventus 85 / Roma 78 / Napoli 77 / Lazio 70 / ATALANTA 65 /
Milan 59 / Inter, Fiorentina 56 / Torino 50 / Sampdoria 46 / Udinese 44 /
Chievo 42 / Cagliari 41 / Sassuolo 40 / Bologna 38 / Genoa 33 / Empoli 32 /
Crotone 28 / Palermo 20 / Pescara 14
Complimenti a questa SuperAtalanta!
La squadra orobica è la provinciale sorpresa di quest'anno, quella che "non te
l'aspettavi", quella che "pensavi scherzasse", e guarda un pò lì dov'è! Ma si sa,
non c'è mai niente per caso, mai, proprio mai...
Lì, c'è la culla del vivaio calcistico migliore d'Italia, lì i giovani giocano con
passione e non si girano a guardare quanta grana hanno accumulato o accu-
muleranno, perchè il loro futuro lo danno in mano a una società sana, ope-
raia che non sta a calcolare a lungo termine. Interessa il presente, il gioco
per il gioco, la schiettezza bergamasca che l'ha vinta su tanti altri giochi e
giochetti ipocriti... Brava Atalanta, e bravi atalantini!
- Luciano Finesso
Lucianone
Riflessioni - I "revisori" di Facebook
11 maggio '17 - giovedì 11th May / Thursday visione post - 25
Tremila "revisori" in più da assumere nel prossimo anno, Zuckerberg, per ripulire Face-
book dai suoi veleni. In termini percentuali (e in rapporto al gigantesco fatturato) è una briciola, ma una briciola è meglio di zero briciole. Siano i social fornitori di servizi
o veri e propri editori (dibattito molto acceso), il fatto che si riconoscano bisognosi di
lavoro umano aiuta a rivedere, in meglio, lo scenario. Non il futuro autoreggente, come
le calze, propugnato dai devoti dell'algoritmo e dell'automazione; ma un futuro retto e
corretto anche da persone in carne e ossa che vegliano sulla qualità della materia prima
- antichissima - della quale i social sono vettori: le parole.
Mano a mano che la "vecchia" editoria boccheggiante si rassegna a fare a meno dei re-
dattori, dei correttori di bozze, dei manutentori di ogni ordine e grado, è bello sapere
che i nuovi collettori del linguaggio prendono atto, anche se in ritardo, della delicatezza
del loro servizio, e di quanto conti la qualità dello stesso. Al netto del dibattito sul decli-
no delle élite e la rivoluzione del web, la sola domanda che conta è se le cose (in questo
caso la comunicazione) migliorano o peggiorano. Pulendo i social da almeno un poco
della morchia che li intasa, sicuramente migliorano.
(Da la Repubblica - 4 / 5 / '17 - L'Amaca / Michele Serra)
Lucianone
Tremila "revisori" in più da assumere nel prossimo anno, Zuckerberg, per ripulire Face-
book dai suoi veleni. In termini percentuali (e in rapporto al gigantesco fatturato) è una briciola, ma una briciola è meglio di zero briciole. Siano i social fornitori di servizi
o veri e propri editori (dibattito molto acceso), il fatto che si riconoscano bisognosi di
lavoro umano aiuta a rivedere, in meglio, lo scenario. Non il futuro autoreggente, come
le calze, propugnato dai devoti dell'algoritmo e dell'automazione; ma un futuro retto e
corretto anche da persone in carne e ossa che vegliano sulla qualità della materia prima
- antichissima - della quale i social sono vettori: le parole.
Mano a mano che la "vecchia" editoria boccheggiante si rassegna a fare a meno dei re-
dattori, dei correttori di bozze, dei manutentori di ogni ordine e grado, è bello sapere
che i nuovi collettori del linguaggio prendono atto, anche se in ritardo, della delicatezza
del loro servizio, e di quanto conti la qualità dello stesso. Al netto del dibattito sul decli-
no delle élite e la rivoluzione del web, la sola domanda che conta è se le cose (in questo
caso la comunicazione) migliorano o peggiorano. Pulendo i social da almeno un poco
della morchia che li intasa, sicuramente migliorano.
(Da la Repubblica - 4 / 5 / '17 - L'Amaca / Michele Serra)
Lucianone
martedì 9 maggio 2017
MOTORI - La svolta elettrica della Volkswagen
9 maggio '17 - martedì 9th May / Tuesday visione post - 30
(da 'il venerdì di Repubblica' - 7 aprile '17 - Valerio Berruti / Automotori)
L'offensiva delle auto elettriche parte dalla Germania. E a rilanciare è proprio
il gruppo che a settembre del 2015 è stato al centro dello scandalo Dieselgate.
Da Volkswagen e tutti i suoi marchi arriva infatti la svolta ecologica, scandita
in ogni passaggio, dal piano prodotto agli investimenti, dalle tecnologie ai nuo-
vi carburanti. Matthias Mùller, ceo del gruppo di Wolfsburg, ha detto che "la
nostra industria cambierà nei prossimi dieci anni più di quanto npon abbia fat-
to negli ultimi cento. Una nuova era chiede n nuovo modo di pensare". L'o-
biettivo è quello di diventare "numeri uno" anche della mobilità elettrica.
La road map ideata dal manager prevede il lancio di dieci modelli a batteria
entro la fine del 2018, mentre l'obiettivo al 2025 restano le 30 vetture full elec-
tric annunciate in precedenza. "E' il momento giusto, i volumi arriveranno
alla fine del decennio". Sedric, la concept senza volante presentata a Ginevra,
la Volkswagen L.D. (prevista per il 20120), il nuovo Suv dell'Audi basato sulla
e-tron quattro concept (nel 2018) e la Porsche Mission E (nel 2019) sono i bi-
glietti da visita della svolta. In particolare, la Sedric avrà un futuro di serie:
"I veicoli senza volante e senza pedali - ha chiarito Mùller - debutteranno al-
l'inizio del prossimo decennio", mentre il primo sistema autonomo prodotto
in casa Volkswagen arriverà entro il 2021.
Rupert Stadler, capo di Audi ha annunciato: "A partire dal 2021 introdurremo
progressivamente una versione 100 per cento elettrica in ogni nostra gamma
ma principale" con prodotti differenziati a seconda dei mercati, "come la A6L
e-tron per la Cina a cui seguiranno altre quattro ibride plug-in". Il ceo tede-
sco ha anche ribadito che l'azienda "si sta preparando per questa trasforma-
zione, visto che a lungo termine ridurremo del 40 per cento le attuali tipolo-
gie di propulsione". La rivoluzione, dunque, è appena cominciata.
Lucianone
(da 'il venerdì di Repubblica' - 7 aprile '17 - Valerio Berruti / Automotori)
L'offensiva delle auto elettriche parte dalla Germania. E a rilanciare è proprio
il gruppo che a settembre del 2015 è stato al centro dello scandalo Dieselgate.
Da Volkswagen e tutti i suoi marchi arriva infatti la svolta ecologica, scandita
in ogni passaggio, dal piano prodotto agli investimenti, dalle tecnologie ai nuo-
vi carburanti. Matthias Mùller, ceo del gruppo di Wolfsburg, ha detto che "la
nostra industria cambierà nei prossimi dieci anni più di quanto npon abbia fat-
to negli ultimi cento. Una nuova era chiede n nuovo modo di pensare". L'o-
biettivo è quello di diventare "numeri uno" anche della mobilità elettrica.
La road map ideata dal manager prevede il lancio di dieci modelli a batteria
entro la fine del 2018, mentre l'obiettivo al 2025 restano le 30 vetture full elec-
tric annunciate in precedenza. "E' il momento giusto, i volumi arriveranno
alla fine del decennio". Sedric, la concept senza volante presentata a Ginevra,
la Volkswagen L.D. (prevista per il 20120), il nuovo Suv dell'Audi basato sulla
e-tron quattro concept (nel 2018) e la Porsche Mission E (nel 2019) sono i bi-
glietti da visita della svolta. In particolare, la Sedric avrà un futuro di serie:
"I veicoli senza volante e senza pedali - ha chiarito Mùller - debutteranno al-
l'inizio del prossimo decennio", mentre il primo sistema autonomo prodotto
in casa Volkswagen arriverà entro il 2021.
Rupert Stadler, capo di Audi ha annunciato: "A partire dal 2021 introdurremo
progressivamente una versione 100 per cento elettrica in ogni nostra gamma
ma principale" con prodotti differenziati a seconda dei mercati, "come la A6L
e-tron per la Cina a cui seguiranno altre quattro ibride plug-in". Il ceo tede-
sco ha anche ribadito che l'azienda "si sta preparando per questa trasforma-
zione, visto che a lungo termine ridurremo del 40 per cento le attuali tipolo-
gie di propulsione". La rivoluzione, dunque, è appena cominciata.
Lucianone
lunedì 8 maggio 2017
SPORT - calcio / Serie B - 40^ giornata 2016/17
8 maggio '17 - lunedì 8th May / Monday visione post - 20
RISULTATI delle partite
Perugia 0 Ascoli 1 Avellino 1 Brescia 1 Carpi 2 Cesena 0
Spezia 0 Benevento 1 Bari 1 Latina 1 Salernitana 0 Novara 1
Frosinone 1 Vicenza 0 Entella 1 Spal 0 Pisa 1
Trapani 0 Ternana 1 Verona H. 2 Pro Vercelli 0 Cittadella 4
CLASSIFICA
SPAL 75 / Verona H. 72 / Frosinone 71 / Perugia 61 / Cittadella 60 /
Benevento 59 / Carpi 58 / Spezia 56 / Novara, Bari 53 /
Salernitana, Entella 51 / Cesena 49 / Pro Vercelli 48 / Ascoli, Brescia, Avellino 46 / Trapani 44 / Ternana 43 / Vicenza 41 / Pisa 34 / Latina 31
Continua...
to be continued...
RISULTATI delle partite
Perugia 0 Ascoli 1 Avellino 1 Brescia 1 Carpi 2 Cesena 0
Spezia 0 Benevento 1 Bari 1 Latina 1 Salernitana 0 Novara 1
Frosinone 1 Vicenza 0 Entella 1 Spal 0 Pisa 1
Trapani 0 Ternana 1 Verona H. 2 Pro Vercelli 0 Cittadella 4
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SPAL 75 / Verona H. 72 / Frosinone 71 / Perugia 61 / Cittadella 60 /
Benevento 59 / Carpi 58 / Spezia 56 / Novara, Bari 53 /
Salernitana, Entella 51 / Cesena 49 / Pro Vercelli 48 / Ascoli, Brescia, Avellino 46 / Trapani 44 / Ternana 43 / Vicenza 41 / Pisa 34 / Latina 31
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mercoledì 3 maggio 2017
Ultime notizie - dall'Italia / The latest news
3 maggio '17 - mercoledì 3 rd May / Wednesday visione post - 15
Ong - POLEMICHE
Pm Zuccaro insiste: "Notizie date da Frontex ma indagini
ferme" / E su migranti dice: "Ne arrivano troppi"
La Marina: "Volontari corretti". Roberto Saviano: "sospetti che sabotano
la missione di chi salva le vite".
Il magistrato al centro delle polemiche per l'inchiesta sui legami tra organizzazioni e trafficanti di esseri umani chiede davanti alla commissione Difesa del Senato di poter usare le intercettazioni. La Marina: "Le organizzazioni non governative non ci intralciano"
Vaccini - IL CASO
"Crociate contro i vaccini": il 'New York Times' attacca Grillo,
che replica: "Tutte balle, mai fatto campagne".
Renzi: "Beppe, in rete ci sono i video: torna umano e chiedi
scusa". I parlamentari 5S: "Menzogne, vogliamo più vaccinazioni
possibile".
Il prestigioso quotidiano accusa Trump perché alimenta lo scetticismo verso le cure preventive e sull'Italia ricorda le teorie cospirative del Movimento: "La diffusione del morbillo dovrebbe suonare come un allarme". Leader M5s: "Balle" ma i parlamentari: "Per noi sono essenziali". Renzi: "Chiedi scusa".
WASHINGTON - 'Populismo, politica e morbillo': è il titolo di un editoriale delNew York Times che mette nel mirino il Movimento 5 stelle ed ammonisce sul pericolo che in questi tempi di post verità possono rappresentare ''le bugie, le teorie cospirative e le illusioni diffuse dai social media e dai politici populisti''. Tra gli esempi citati, l'opposizione ai vaccini che ha portato a una grave diffusione di morbillo in Italia e in alcuni altri Paesi europei.
Il giornale ricorda che anche il presidente americano Donald Trump ha alimentato lo scetticismo sui vaccini, assecondando spesso l'ipotesi - infondata secondo la scienza - di un legame tra le vaccinazioni e l'autismo. ''In Italia - scrive il quotidiano - il movimento populista Cinque stelle (M5s) guidato dal comico Beppe Grillo ha fatto attivamente campagna su una piattaforma anti-vaccini, ripetendo i falsi legami tra vaccinazioni ed autismo. Per questi e altri scettici, la diffusione del morbillo in Italia dovrebbe suonare come un allarme forte'', ammonisce il Nyt citando l'aumento dei casi dal 2015.
Soort / calcio - JUVENTUS
Festa Juve a Monte Carlo / Un super Higuain: finale Champions più vicina
Risultato: Monaco - Juventus 0 - 2, Allegri
Il tecnico della Juve, Allegri: "Ora diventiamo straordinari".
Torino - SCIENZE
Paleontologi torinesi scoprono una nuova specie di dinosauro
Lucianone
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che replica: "Tutte balle, mai fatto campagne".
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scusa". I parlamentari 5S: "Menzogne, vogliamo più vaccinazioni
possibile".
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Il giornale ricorda che anche il presidente americano Donald Trump ha alimentato lo scetticismo sui vaccini, assecondando spesso l'ipotesi - infondata secondo la scienza - di un legame tra le vaccinazioni e l'autismo. ''In Italia - scrive il quotidiano - il movimento populista Cinque stelle (M5s) guidato dal comico Beppe Grillo ha fatto attivamente campagna su una piattaforma anti-vaccini, ripetendo i falsi legami tra vaccinazioni ed autismo. Per questi e altri scettici, la diffusione del morbillo in Italia dovrebbe suonare come un allarme forte'', ammonisce il Nyt citando l'aumento dei casi dal 2015.
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