15 agosto '13 - giovedì 15th August / Thursday
EGITTO - Crisi egiziana
Barricate pro Morsi, assalto al governatore di Giza. Almeno
638 i morti accertati. Si temono nuove stragi.
Gli Usa annullano esercitazioni militari comuni.
Il Cairo - Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite si riunisce stanotte per discutere la situazione in Egitto. Scontri fra dimostranti pro-Morsi e polizia ad Alessandria. Centinaia di sostenitori dei Fratelli musulmani hanno assaltato e dato fuoco al palazzo del governatorato a Giza. Almeno 3.000 Fratelli musulmani hanno eretto nuove barricate a Ebeid Street, a Il Cairo. Aumenta la pressione sulla Casa Bianca, il NYT invita Obama a prendere le distanze dai generali egiziani. E il presidente rilascia una dichiarazione da Martha’s Vineyard, Massachusetts. Obama prende posizione e condanna le violenze. Cadaveri ammassati nella moschea
Convocato l'ambasciatore egiziano a Roma
Bonino: in Egitto repressione brutale e inaccettabile.
Lo stato di emergenza in Egitto deve cessare al più presto e ci vuole il massimo autocontrollo da parte delle forze di sicurezza. Lo ha detto il ministro degli Esteri Emma Bonino all'ambasciatore egiziano Amr Mostafa Kamal Helmy, convocato oggi alla Farnesina.
Vaticano
Il Papa prega per l'Egitto
Castel Gandolfo
"Preghiamo insieme per la pace, il dialogo e la riconciliazione in quella cara terra e nel mondo intero". Così il Papa prima dell'Angelus da Castelgandolfo
ROMA
Grillo: Napolitano si dimetta e si torni al voto
"Rideremo come bambini quando ci sarà la nuova liberazione, come i nostri nonni in un lontano 25 aprile"
"Questa lunga agonia non è più tollerabile. Napolitano, il garante dello status quo, si dimetta, si elegga un nuovo presidente della Repubblica e si vada alle elezioni". Lo scrive Beppe Grillo sul suo blog. "Rideremo come bambini quando ci sarà la nuova liberazione, come i nostri nonni in un lontano 25 aprile". Scrive Grillo: "Siamo a Ferragosto. Il sole brilla, ma il cielo ci appare plumbeo, grigio, spento come nei pomeriggi di smog d'inverno in città. Cosa sono quelle facce? Quelle smorfie da depressi? Non fate così. Non buttatevi giù. Cambiare si può. Siamo dentro un incubo, ma dagli incubi ci si sveglia al mattino. Dopo la notte arriva sempre l'alba, Queste maschere di cartone che popolano la nostra vita sono destinate a sbiadirsi, a scomparire persino nel ricordo. ''Berlusconi chi? Letta chi? Finocchiaro chi? Brunetta chi?'' ci chiederemo tra pochi anni
Roma - Bilancio di ferragosto del Viminale
Alfano: Lampedusa è frontiera europea
Omicidi: il 30% delle vittime è donna
"Non si può considerare la questione dell'immigrazione a Lampedusa come una questione nazionale. La gestione di quella frontiera deve essere comune all'Europa". Questo l'appello all'Unione europea lanciato dal ministro dell'Interno Angelino Alfano nella conferenza stampa di Ferragosto.
Lucianone
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giovedì 15 agosto 2013
Società - Italia / Papa Francesco, i migranti e i due volti di Lampedusa
15 agosto '13 - giovedì 15th August / Thursday visioni post - 7
Prima della Via Crucis in Brasile, dove Papa Francesco era andato
accolto da una marea di giovani a Rio e sulle spiagge di Capocabana,
il pontefice argentino si era recato, come prima visita importante al-
l'isola di Lampedusa, e qui aveva rivolto le sue preghiere ai tanti mi-
granti travolti dalle onde del mare nelle loro traversate e poco prima
o durante gli sbarchi sulle coste calabresi e siciliane.
Ho recuperato al riguardo un articolo interessante che affronta questo
tema tanto attuale e con tutti i problemi ancora irrisolti che implica.
(Lucianone)
(da 'Correiere della Sera - Sette' - 19/07/2013 / dalla Rubrica
"Italia sì, Italia no" - Aldo Cazzullo)
I due volti di Lampedusa
Papa Francesco fa bene a piangere i morti e a scuotere le nostre
coscienze. Ma noi facciamo bene a fermare il traffico di esseri umani.
Sì, ma -
Non era difficile prevedere che Francesco sarebbe stato un Papa dolce e insieme
duro, esigente. Conservatore in dottrina, scontenterà la sinistra. Rivoluzionario
nell'approccio con i simboli e con il potere, ha già scontentato la destra. C'era
bisogno di un Papa che non arrivasse in Mercedes scortato da porporati in Mer-
cedes, che non assistesse ai concerti assiso sul trono circondato da cortigiani,
che riavvicinasse la Chiesa al suo popolo.
La scelta di cominciare da Lampedusa il lungo viaggio nel mondo è dirompente.
Ci mette di fronte al nostro cinismo. Francesco ha ragione: i morti di Lampedu-
sa non fanno più notizia, e per rendercene conto non occorre telefonare a qual-
che poveraccio leghista in cerca di visibilità, basta interpellare le nostre coscien-
ze. La tragedia dei poveri che bussano alla porta della nostra ricchezza non è
inferiore alla commedia di noi che abbiamo casa, riscaldamento, macchina e te-
lefonino e piangiamo miseria. Insomma questo Papa mi piace moltissimo, anzi
sempre di più. Proprio per questo, mi sento libero di fare alcune considerazioni.
Non condivido le critiche al suo viaggio a Lampedusa, nè quelle miserabili, ti-
po "pensi piuttosto ai poveri italiani", nè quelle argomentate. Ma criticare un
Papa non è lesa maestà. In una società libera e democratica non esistono auto-
rità al di sopra della pubblica opinione, e quindi non esposte a critica. Nella
gerarchia ecclesiastica il Pontefice è sovrano assoluto, ma nella vita pubblica
può essere elogiato o criticato.
Per quanto riguarda Lampedusa, il Papa fa bene a piangere i morti e a scuo-
terci. Allo stesso modo, nel suo campo, Mimmo Paladino ha fatto bene a scol-
pire la porta d'Europa. - Ma va detto con altrettanta forza che il divario tra
Nord e Sud del mondo non si colma salendo su un barcone, mettendo la pro-
pria vita e quella dei propri cari nelle mani degli scafisti, cioè di abietti mer-
canti di carne umana, e affidandosi ai capricci del caso e ai cavilli del dirit-
to, per cui approdare in un lembo di terra vicino alle coste africane dà dirit-
to all'ingresso nel mondo che va dalla Sicilia al Polo Nord. Un mondo che
è certo infinitamente più ricco dei deserti africani da cui vengono molti im-
migrati, ma che in questo momento non ha bisogno di manodopera (anzi ha
un eccesso di manodopera), e che spesso destina i disperati di Lampedusa
al ruolo di manovali della malavita o del lavoro nero. - Un conto sono la
carità e l'amore, un altro la legge e la dignità. I lampedusani già riescono
a parlare entrambe le lingue. Vediamo di riuscirci anche noi.
Parole ritrovate
Tutto cambia, speriamo anche per i migranti
'Omnia migrant', scriveva il poeta Lucrezio. Cioè 'Tutto cambia'.
Sì, perchè il verbo latino migrare aveva anche questo tra i suoi
significati: cambiare. Posto, casa, vita: cambiare, a ogni costo.
Perchè non se ne può fare a meno. La recente visita del Papa a
Lampedusa è un'ottima occasione per immaginare un nuovo
punto di vista. Per diventare, insomma, anche noi un pò migranti.
(da 'Corriere della Sera - Sette / 19/07/'13 - Alessandro Masi)
Lucianone
Prima della Via Crucis in Brasile, dove Papa Francesco era andato
accolto da una marea di giovani a Rio e sulle spiagge di Capocabana,
il pontefice argentino si era recato, come prima visita importante al-
l'isola di Lampedusa, e qui aveva rivolto le sue preghiere ai tanti mi-
granti travolti dalle onde del mare nelle loro traversate e poco prima
o durante gli sbarchi sulle coste calabresi e siciliane.
Ho recuperato al riguardo un articolo interessante che affronta questo
tema tanto attuale e con tutti i problemi ancora irrisolti che implica.
(Lucianone)
(da 'Correiere della Sera - Sette' - 19/07/2013 / dalla Rubrica
"Italia sì, Italia no" - Aldo Cazzullo)
I due volti di Lampedusa
Papa Francesco fa bene a piangere i morti e a scuotere le nostre
coscienze. Ma noi facciamo bene a fermare il traffico di esseri umani.
Sì, ma -
Non era difficile prevedere che Francesco sarebbe stato un Papa dolce e insieme
duro, esigente. Conservatore in dottrina, scontenterà la sinistra. Rivoluzionario
nell'approccio con i simboli e con il potere, ha già scontentato la destra. C'era
bisogno di un Papa che non arrivasse in Mercedes scortato da porporati in Mer-
cedes, che non assistesse ai concerti assiso sul trono circondato da cortigiani,
che riavvicinasse la Chiesa al suo popolo.
La scelta di cominciare da Lampedusa il lungo viaggio nel mondo è dirompente.
Ci mette di fronte al nostro cinismo. Francesco ha ragione: i morti di Lampedu-
sa non fanno più notizia, e per rendercene conto non occorre telefonare a qual-
che poveraccio leghista in cerca di visibilità, basta interpellare le nostre coscien-
ze. La tragedia dei poveri che bussano alla porta della nostra ricchezza non è
inferiore alla commedia di noi che abbiamo casa, riscaldamento, macchina e te-
lefonino e piangiamo miseria. Insomma questo Papa mi piace moltissimo, anzi
sempre di più. Proprio per questo, mi sento libero di fare alcune considerazioni.
Non condivido le critiche al suo viaggio a Lampedusa, nè quelle miserabili, ti-
po "pensi piuttosto ai poveri italiani", nè quelle argomentate. Ma criticare un
Papa non è lesa maestà. In una società libera e democratica non esistono auto-
rità al di sopra della pubblica opinione, e quindi non esposte a critica. Nella
gerarchia ecclesiastica il Pontefice è sovrano assoluto, ma nella vita pubblica
può essere elogiato o criticato.
Per quanto riguarda Lampedusa, il Papa fa bene a piangere i morti e a scuo-
terci. Allo stesso modo, nel suo campo, Mimmo Paladino ha fatto bene a scol-
pire la porta d'Europa. - Ma va detto con altrettanta forza che il divario tra
Nord e Sud del mondo non si colma salendo su un barcone, mettendo la pro-
pria vita e quella dei propri cari nelle mani degli scafisti, cioè di abietti mer-
canti di carne umana, e affidandosi ai capricci del caso e ai cavilli del dirit-
to, per cui approdare in un lembo di terra vicino alle coste africane dà dirit-
to all'ingresso nel mondo che va dalla Sicilia al Polo Nord. Un mondo che
è certo infinitamente più ricco dei deserti africani da cui vengono molti im-
migrati, ma che in questo momento non ha bisogno di manodopera (anzi ha
un eccesso di manodopera), e che spesso destina i disperati di Lampedusa
al ruolo di manovali della malavita o del lavoro nero. - Un conto sono la
carità e l'amore, un altro la legge e la dignità. I lampedusani già riescono
a parlare entrambe le lingue. Vediamo di riuscirci anche noi.
Parole ritrovate
Tutto cambia, speriamo anche per i migranti
'Omnia migrant', scriveva il poeta Lucrezio. Cioè 'Tutto cambia'.
Sì, perchè il verbo latino migrare aveva anche questo tra i suoi
significati: cambiare. Posto, casa, vita: cambiare, a ogni costo.
Perchè non se ne può fare a meno. La recente visita del Papa a
Lampedusa è un'ottima occasione per immaginare un nuovo
punto di vista. Per diventare, insomma, anche noi un pò migranti.
(da 'Corriere della Sera - Sette / 19/07/'13 - Alessandro Masi)
Lucianone
mercoledì 14 agosto 2013
Arte - Mostra a Forlì / Il mistero dei fiori
14 agosto '13 - mercoledì 14th August / Wednesday visioni post - 20
I pittori svelano il mistero dei fiori
A Forlì una grande mostra
dedicata al mondo floreale
Per la prima volta insieme 123 opere dedicate ai frutti della natura.
Nella mostra di Forlì (che si è conclusa il 20 giugno scorso): dalle
ninfee di Monet che diedero il via all'arte astratta alle sfide tra
Gauguin e Van Gogh a colpi di colore, al cesto dell'artista fran-
cese Gérard che così 'dipinse il suo tradimento'.
(dalla rivista "Gente" - di Antonio Quadri)
Ogni dipinto è una scoperta e ha una storia da raccontare
Che i fiori siano creature enigmatiche tutti lo sanno: svelano i loro meravigliosi
colori e le loro forme imprevedibili solo quando gli anonimi bocci si schiudono;
e se è vero che nel coro dei secoli hanno ispirato artisti e innamorati, sono an-
che stati presi a simbolo (le rose, ma non solo) di guerre e scontri sanguinosi.
Ogni comèposizione floreale racchiude un mondo. Da qui sono partiti gli idea-
tori della mostra intitolata "Fiori, natura e simbolo dal Seicento a van Gogh",
che si è potuto ammirare fino al 20 giugno '13 nei Musei di San Domenico a
Forlì. Il comitato presieduto da Antonio Paolucci ha selezionato 123 straordi-
narie opere rintracciandole nelle collezioni e nei musei più prestigiosi d'Euro-
pa, per poi raccoglierle attorno a quella tela misteriosa e bellissima, 'Fiori in
una fiasca impagliata', in cui un Maestro ignoto, che molti riconoscono nel
caravaggio, ha splendidamente raffigurato iris, stelle di Betlemme e gladioli
bianchi e purpurei. "D a questo capolavoro custodito nella Pinacoteca di For-
lì", dice Paolucci, "si dipartono come da una rosa dei venti le linee guida del-
la mostra", che annovera opere di giganti della pittura del calibro di Gauguin
e di Monet, ma che non dimentica Maestri come i nostri Havez, Previati,
Rossi, Pennasilico e tanti altri.
Ogni quadro, in questa mostra, è una scoperta: e naturalmente ha una sua
storia da raccontare. Come il poderoso Ritratto di Lady Jane Wenman
Goodwin, dipinto nel 1639 da Anton van Dyck e oggi conservato all'Ermi-
tage di san Pietroburgo. Quando posò per il grande fiammingo, Lady Jane
aveva 36 anni ed era la moglie di quel Visconte di Wenman che si prepa-
rava a sfidare re Carlo I d'Inghilterra nella Guerra civile. La nobildonna
stringe un tulipano, fiore arrivato cento anni prima dalla Turchia fra i doni
spediti da Solimano il Magnifico a Ferdinando I d'Asburgo. L'esotico fiore
era presto diventato uno status symbol, una sorta di emblema sociale che
l'aristocrazia inglese esibiva per sfidare lo strapotere della Corona. E la
ribelle Lady Jane non scherzava: quando van Dyck, che era il pittore uf-
ficiale della corte di Carlo I, espresse dubbi sull'opportunità di ritrarla
con un tulipano, lei lo fece minacciare di morte.
Portrait of a Lady 1934 - 35 (Anton van Dyck)
Da van Dyck a Francesco Hayez, con il suo Vaso di fiori sulla finestra
di un harem datato 1881 e considerato uno dei gioielli della Pinacoteca
di Brera a Milano. Nel 1881 Hayez aveva 90 anni, era il caposcuola ri-
conosciuto del Romanticismo italiano ed era ormai, lui nato a Venezia,
milanese a tutti gli effetti: le sere d'estate, quando passeggiava in piaz-
za del Duomo appoggiandosi alla figlia adottiva Angiolina Rossi, i pas-
santi lo salutavano togliendosi il cappello. Disse del quadro ora espo-
sto a Forlì: "L'ho dipinto per la mia nipote Giuseppina. E' suo il volto
che si intravede dietro il grande vaso pieno di tulipani, rose, gigli, ga-
rofani, iris, nasturzi e una magnolia Grandiflora. In questa composi-
zione solo lei poteva comparire , perchè ha il fascino inquieto delle
odalische che io, nei miei viaggi in Oriente, ho visto affacciarsi alle
anguste finestre degli harem". E, facendo arrossire la nipote, il ve-
nerando pittore raccontava, tra realtà e fantasia, le sue avventurose
esperienze erotiche.
CONTINUA... to be continued...
I pittori svelano il mistero dei fiori
A Forlì una grande mostra
dedicata al mondo floreale
Per la prima volta insieme 123 opere dedicate ai frutti della natura.
Nella mostra di Forlì (che si è conclusa il 20 giugno scorso): dalle
ninfee di Monet che diedero il via all'arte astratta alle sfide tra
Gauguin e Van Gogh a colpi di colore, al cesto dell'artista fran-
cese Gérard che così 'dipinse il suo tradimento'.
(dalla rivista "Gente" - di Antonio Quadri)
Ogni dipinto è una scoperta e ha una storia da raccontare
Che i fiori siano creature enigmatiche tutti lo sanno: svelano i loro meravigliosi
colori e le loro forme imprevedibili solo quando gli anonimi bocci si schiudono;
e se è vero che nel coro dei secoli hanno ispirato artisti e innamorati, sono an-
che stati presi a simbolo (le rose, ma non solo) di guerre e scontri sanguinosi.
Ogni comèposizione floreale racchiude un mondo. Da qui sono partiti gli idea-
tori della mostra intitolata "Fiori, natura e simbolo dal Seicento a van Gogh",
che si è potuto ammirare fino al 20 giugno '13 nei Musei di San Domenico a
Forlì. Il comitato presieduto da Antonio Paolucci ha selezionato 123 straordi-
narie opere rintracciandole nelle collezioni e nei musei più prestigiosi d'Euro-
pa, per poi raccoglierle attorno a quella tela misteriosa e bellissima, 'Fiori in
una fiasca impagliata', in cui un Maestro ignoto, che molti riconoscono nel
caravaggio, ha splendidamente raffigurato iris, stelle di Betlemme e gladioli
bianchi e purpurei. "D a questo capolavoro custodito nella Pinacoteca di For-
lì", dice Paolucci, "si dipartono come da una rosa dei venti le linee guida del-
la mostra", che annovera opere di giganti della pittura del calibro di Gauguin
e di Monet, ma che non dimentica Maestri come i nostri Havez, Previati,
Rossi, Pennasilico e tanti altri.
Ogni quadro, in questa mostra, è una scoperta: e naturalmente ha una sua
storia da raccontare. Come il poderoso Ritratto di Lady Jane Wenman
Goodwin, dipinto nel 1639 da Anton van Dyck e oggi conservato all'Ermi-
tage di san Pietroburgo. Quando posò per il grande fiammingo, Lady Jane
aveva 36 anni ed era la moglie di quel Visconte di Wenman che si prepa-
rava a sfidare re Carlo I d'Inghilterra nella Guerra civile. La nobildonna
stringe un tulipano, fiore arrivato cento anni prima dalla Turchia fra i doni
spediti da Solimano il Magnifico a Ferdinando I d'Asburgo. L'esotico fiore
era presto diventato uno status symbol, una sorta di emblema sociale che
l'aristocrazia inglese esibiva per sfidare lo strapotere della Corona. E la
ribelle Lady Jane non scherzava: quando van Dyck, che era il pittore uf-
ficiale della corte di Carlo I, espresse dubbi sull'opportunità di ritrarla
con un tulipano, lei lo fece minacciare di morte.
Portrait of a Lady 1934 - 35 (Anton van Dyck)
Da van Dyck a Francesco Hayez, con il suo Vaso di fiori sulla finestra
di un harem datato 1881 e considerato uno dei gioielli della Pinacoteca
di Brera a Milano. Nel 1881 Hayez aveva 90 anni, era il caposcuola ri-
conosciuto del Romanticismo italiano ed era ormai, lui nato a Venezia,
milanese a tutti gli effetti: le sere d'estate, quando passeggiava in piaz-
za del Duomo appoggiandosi alla figlia adottiva Angiolina Rossi, i pas-
santi lo salutavano togliendosi il cappello. Disse del quadro ora espo-
sto a Forlì: "L'ho dipinto per la mia nipote Giuseppina. E' suo il volto
che si intravede dietro il grande vaso pieno di tulipani, rose, gigli, ga-
rofani, iris, nasturzi e una magnolia Grandiflora. In questa composi-
zione solo lei poteva comparire , perchè ha il fascino inquieto delle
odalische che io, nei miei viaggi in Oriente, ho visto affacciarsi alle
anguste finestre degli harem". E, facendo arrossire la nipote, il ve-
nerando pittore raccontava, tra realtà e fantasia, le sue avventurose
esperienze erotiche.
CONTINUA... to be continued...
martedì 13 agosto 2013
Dossier - Società moderna / Crisi e sovranità limitata.
13 agosto '13 - martedì 13th August / Tuesday
I processi d'integrazione sono l'unico
rimedio alla decadenza degli Stati
La crisi ha portato al commissariamento di alcuni Paesi,
la loro libertà politica è sotto stretta vigilanza.
E i tribunali internazionali acquistano più potere.
Unico rimedio: i processi d'integrazione, appunto.
(da 'Corriere della sera' / "La Lettura" - 4 dicembre 2011 / Sergio Romano)
Fra le parole più usate degli ultimi tempi vi sono "commissario" e "com-
missariare". Quando il governo italiano ha ricevuto una lettera firmata da
Jean-Claude Trichet e Mario Draghi, allora rispettivamente presidente
della Banca centrale europea e governatore governatore della banca d'Ita-
lia, abbiamo letto che l'Italia era stata commissariata. Quando il presidente
francese Nicolas Sarkozy e il cancelliere tedesco Angela Merkel hanno co-
stretto il premier greco George Papandreou ad abb andonare il progetto di
un referendum popolare sul programma di risanamento chiesto al suo Pae-
se dalla commissione di Bruxelles, dalla Bce di Francoforte e dal Fondo
monetario internazionale , io greci hanno rabbiosamente sostenuto di esse-
re stati commissariati. Altrettanto commissariati sarebbero ormai l'Irlanda,
il Portogallo, la Spagna. Sarebbe sfuggita al commissariamento invece
l'Islanda, il Paese di 360 mila abitanti che ha detto no con un referendum
dello scorso aprile al piano predisposto dal governo per il rimborso dell'e-
quivalente di 5 miliardi di dollari dovuti ai cittadini della gran Bretagna e
dei Paesi Bassi.
Ogniqualvolta un Paese non riesce a pagare i propri debiti e viene sotto-
posto a libertà vigilata dai suoi creditori, il termine più comunemente usa-
to per definirlo è "commissariato". Stiamo parlando di fenomeni tempo-
ranei , già accaduti in passato, come nel caso della Turchia ottomana pri-
ma della Grande Guerra? O di situazioni nuove, collegate al fenomeno
della globalizzazione, in cui il concetto di sovranità nazionale è destinato
a svuotarsi del suo contenuto originale?
Le decolonizzazioni, la morte del comunismo e le nuove tecnologie hanno
creato un mondo in cui il denaro, le persone, le merci e, incidentalmente,
anche i criminali possono passare pià o meno facilmente da un Paese al-
l'altro. Accade così, tanto per fare un esempio, che la Cina abbia 900 mi-
liardi di dollari nei suoi forzieri e sia il maggior creditore degli Stati Uniti,
che il benessere dell'America latina in questi ultimi anni dipenda in larga
parte dagli acquisti cinesi di materie prime nel continente latinoamerica-
no, che il debito pubblico italiano sia diventato una frazione del debito
pubblico europeo, che la crescita della Germania dipenda quasi intera-
mente dalle sue esportazioni, che i guai di un Paese possano rapidamen-
te contagiare gli altri e che la televisione sia diventata un teatro globale
che riversa nelle nostre case ogni sera, in diretta, tutte le catastrofi del
pianeta, dal terremoto turco all'inondazione di Bangkok.
Lucianone
I processi d'integrazione sono l'unico
rimedio alla decadenza degli Stati
La crisi ha portato al commissariamento di alcuni Paesi,
la loro libertà politica è sotto stretta vigilanza.
E i tribunali internazionali acquistano più potere.
Unico rimedio: i processi d'integrazione, appunto.
(da 'Corriere della sera' / "La Lettura" - 4 dicembre 2011 / Sergio Romano)
Fra le parole più usate degli ultimi tempi vi sono "commissario" e "com-
missariare". Quando il governo italiano ha ricevuto una lettera firmata da
Jean-Claude Trichet e Mario Draghi, allora rispettivamente presidente
della Banca centrale europea e governatore governatore della banca d'Ita-
lia, abbiamo letto che l'Italia era stata commissariata. Quando il presidente
francese Nicolas Sarkozy e il cancelliere tedesco Angela Merkel hanno co-
stretto il premier greco George Papandreou ad abb andonare il progetto di
un referendum popolare sul programma di risanamento chiesto al suo Pae-
se dalla commissione di Bruxelles, dalla Bce di Francoforte e dal Fondo
monetario internazionale , io greci hanno rabbiosamente sostenuto di esse-
re stati commissariati. Altrettanto commissariati sarebbero ormai l'Irlanda,
il Portogallo, la Spagna. Sarebbe sfuggita al commissariamento invece
l'Islanda, il Paese di 360 mila abitanti che ha detto no con un referendum
dello scorso aprile al piano predisposto dal governo per il rimborso dell'e-
quivalente di 5 miliardi di dollari dovuti ai cittadini della gran Bretagna e
dei Paesi Bassi.
Ogniqualvolta un Paese non riesce a pagare i propri debiti e viene sotto-
posto a libertà vigilata dai suoi creditori, il termine più comunemente usa-
to per definirlo è "commissariato". Stiamo parlando di fenomeni tempo-
ranei , già accaduti in passato, come nel caso della Turchia ottomana pri-
ma della Grande Guerra? O di situazioni nuove, collegate al fenomeno
della globalizzazione, in cui il concetto di sovranità nazionale è destinato
a svuotarsi del suo contenuto originale?
Le decolonizzazioni, la morte del comunismo e le nuove tecnologie hanno
creato un mondo in cui il denaro, le persone, le merci e, incidentalmente,
anche i criminali possono passare pià o meno facilmente da un Paese al-
l'altro. Accade così, tanto per fare un esempio, che la Cina abbia 900 mi-
liardi di dollari nei suoi forzieri e sia il maggior creditore degli Stati Uniti,
che il benessere dell'America latina in questi ultimi anni dipenda in larga
parte dagli acquisti cinesi di materie prime nel continente latinoamerica-
no, che il debito pubblico italiano sia diventato una frazione del debito
pubblico europeo, che la crescita della Germania dipenda quasi intera-
mente dalle sue esportazioni, che i guai di un Paese possano rapidamen-
te contagiare gli altri e che la televisione sia diventata un teatro globale
che riversa nelle nostre case ogni sera, in diretta, tutte le catastrofi del
pianeta, dal terremoto turco all'inondazione di Bangkok.
Lucianone
Sport - Mosca / Mondiali di Atletica
13 agosto '13 - martedì 13th August / Tuesday visioni post - 4
Salto con l'asta
La russa Isinbayeva conquista di nuovo
l'oro ed è il suo terzo titolo mondiale
La corsa dei 400 mt.
LaShawn Merritt nei 400 ha vestito i panni di Michael Johnson, lo ha quasi ricordato nell’incedere nell’ultimo rettilineo, solo che lui è più bello del primatista del mondo. Ha letteralmente distrutto Kirani James, che è addirittura finito al settimo posto fra le comparse. Sapevamo che Merritt quest’anno era tornato forte, ma francamente non ce lo aspettavamo così, 43”74. Nel 2009 lo aveva beccato con del testosterone in eccesso in corpo. Lui aveva detto che aveva preso uno stimolante sessuale, ha scontato 1 anno e nove mesi. Alle sue spalle è emerso l’altro statunitense McQuay, 44”60, mentre il belga Jonathan Borlee ( 44”54) è stato beffato sul traguardo dal giovane domenicano Santos, 44”52.
La corsa degli 800
Mohammed Aman è il primo etiope a vincere gli 800 ai Mondiali. Era il favorito, ma in questa stagione aveva gareggiato molto, forse troppo. Ma è stato bravo a scardinare la tattica statunitense, che il duo Solomon- Simmons aveva ideato. I due si erano messi davanti per bloccare qualsiasi iniziativa e imporre la gara che avevano in testa. Tutto è funzionato fino all’ingresso del rettilineo d’arrivo, dove Solomon è crollato proprio mentre Aman cominciava l’attacco. Simmons non ha avuto scampo, ma ha difeso l’argento, mentre al bronzo è arrivato Sulemain del Djibuti, paese dove non c’è un corso d’acqua, ma ha un porto importante. Da lì erano partiti alcuni avversari di Pizzolato nella maratona di New York a metà degli anni ’80.

L'etiope Mohammed Aman
L'eptathlon
L’eptathlon ha offerto uno spettacolo davvero bello e drammatico. Alla partenza dell’ultima gara, gli 800, erano ancora in tre ad avere la possibilità di guadagnarsi l’oro l’ucraina Ganna Melnichenko, in testa con 5.619 punti seguita dalla signora Eaton, che però gareggia per il Canada, distanziata di 68 punti e dall’olandese Dafne Shippers, giovane ma dalla volontà di ferro.a 119 punti. La Eaton ha tentato di sfinire l’avversaria, ma l’ucraina l’ha francobollata e alla fine le ha lasciato solo una manciata di punti. Così la Melnichenko, trentenne, ora è d’oro, ma il futuro probabilmente sarà della ventunenne Shippers, questa volta bronzo.
Il lancio del disco
L’omone Robert Harting, tedesco doc, ha monopolizzato il lancio del disco con delle bordate che lo hanno portato a 69.11. Ha alcune idee discutibili, ma è davvero una forza scatenata della natura, il degno erede di Riedel, dominatore prima di lui.
3000 siepi
Nei 3000 siepi donne c’è stata la lotta scontata fra keniane ed etiopi, l’hanno spuntata le prime. Ha vinto Milcah Cheywa in 9’11”65 davanti alla connazionale Chepkurui, terza la etiope Assefa. Gara con poca storia, se si esclude il balletto finale della medaglia d’oro.
Lucianone
Salto con l'asta
La russa Isinbayeva conquista di nuovo
l'oro ed è il suo terzo titolo mondiale
La campionessa russa conquista il suo terzo titolo mondiale con misura di 4.89. Argento per la statunitense Suhr , terza la cubana Silva. Nei 400 trionfo di Merritt. Aman, primo etiope iridato negli 800.
La regina Yelena Isinbayeva o Elena Isimbaeva, come sostiene il suo passaporto, aveva gli occhi lucidi, perché la gente ha riempito gli spazi vuoti dello stadio dei giorni scorsi solo per lei. Ha sentito un brivido correrle due volte lungo la schiena, quando ha sbagliato la prima prova alla misura d‘entrata 4.65 e poi ancora per l’errore a 4.75. Ma così ha tenuto desto il pubblico, perché lei è stata sul palcoscenico per tutto il pomeriggio. Ha come sempre parlato all’asta prima di ogni salto e ha parlato a Sovietski Sport del suo possibile prossimo matrimonio con maternità. Chissà. Intanto è tornata a salire a 4.89 e poi ha chiesto 5.07, diretta al cuore del mondiale. Non ce l'ha fatta, ma che importa? Seconda la statunitense Suhr e terza la cubana Silva, entrambe ferme a 4.82.
Regina Isinbayeva: tris iridato
IL BREAK — "Sono davvero fiera di me stessa per aver vinto davanti al pubblico di casa" ha detto la "Zarina" dopo il trionfo nel salto con l'asta.Come aveva già rivelato in luglio, però, adesso la campionessa russa metterà da parte l'atletica per dedicarsi alla sua vita privata e agli affetti famigliari. "Datemi un break. E se tutto andrà bene - ha spiegato Yelena - potrei tornare in tempo per provare per le Olimpiadi di Rio. Ma solo se sarò in grado di saltare in alto...".
LaShawn Merritt nei 400 ha vestito i panni di Michael Johnson, lo ha quasi ricordato nell’incedere nell’ultimo rettilineo, solo che lui è più bello del primatista del mondo. Ha letteralmente distrutto Kirani James, che è addirittura finito al settimo posto fra le comparse. Sapevamo che Merritt quest’anno era tornato forte, ma francamente non ce lo aspettavamo così, 43”74. Nel 2009 lo aveva beccato con del testosterone in eccesso in corpo. Lui aveva detto che aveva preso uno stimolante sessuale, ha scontato 1 anno e nove mesi. Alle sue spalle è emerso l’altro statunitense McQuay, 44”60, mentre il belga Jonathan Borlee ( 44”54) è stato beffato sul traguardo dal giovane domenicano Santos, 44”52.
La corsa degli 800
Mohammed Aman è il primo etiope a vincere gli 800 ai Mondiali. Era il favorito, ma in questa stagione aveva gareggiato molto, forse troppo. Ma è stato bravo a scardinare la tattica statunitense, che il duo Solomon- Simmons aveva ideato. I due si erano messi davanti per bloccare qualsiasi iniziativa e imporre la gara che avevano in testa. Tutto è funzionato fino all’ingresso del rettilineo d’arrivo, dove Solomon è crollato proprio mentre Aman cominciava l’attacco. Simmons non ha avuto scampo, ma ha difeso l’argento, mentre al bronzo è arrivato Sulemain del Djibuti, paese dove non c’è un corso d’acqua, ma ha un porto importante. Da lì erano partiti alcuni avversari di Pizzolato nella maratona di New York a metà degli anni ’80.
L'etiope Mohammed Aman
L'eptathlon
L’eptathlon ha offerto uno spettacolo davvero bello e drammatico. Alla partenza dell’ultima gara, gli 800, erano ancora in tre ad avere la possibilità di guadagnarsi l’oro l’ucraina Ganna Melnichenko, in testa con 5.619 punti seguita dalla signora Eaton, che però gareggia per il Canada, distanziata di 68 punti e dall’olandese Dafne Shippers, giovane ma dalla volontà di ferro.a 119 punti. La Eaton ha tentato di sfinire l’avversaria, ma l’ucraina l’ha francobollata e alla fine le ha lasciato solo una manciata di punti. Così la Melnichenko, trentenne, ora è d’oro, ma il futuro probabilmente sarà della ventunenne Shippers, questa volta bronzo.
Il lancio del disco
L’omone Robert Harting, tedesco doc, ha monopolizzato il lancio del disco con delle bordate che lo hanno portato a 69.11. Ha alcune idee discutibili, ma è davvero una forza scatenata della natura, il degno erede di Riedel, dominatore prima di lui.
3000 siepi
Nei 3000 siepi donne c’è stata la lotta scontata fra keniane ed etiopi, l’hanno spuntata le prime. Ha vinto Milcah Cheywa in 9’11”65 davanti alla connazionale Chepkurui, terza la etiope Assefa. Gara con poca storia, se si esclude il balletto finale della medaglia d’oro.
Lucianone
domenica 11 agosto 2013
Società /economia - Tutto su stipendi e pensioni d'oro
11 agosto '13 - domenica 11th August / Sunday visioni post - 4
IlMessaggero.it
Camera, ecco gli stipendi d'oro:
per i commessi 130mila euro l'anno,
con redditi raddoppiati in meno di 20 anni
ROMA - «I nostri stipendi sono già bloccati»: si difendono così i dipendenti della Camera, a chi gli contesta di avere un trattamento economico di tutto privilegio. Ma, se è vero che anche le loro retribuzioni sono ferme (ma soltanto fino al 2015), è altrettanto vero che la progressione dei loro stipendi non ha pari.
GOCCIA NEL MARE
E il taglio delle loro indennità di funzione, dal 70% del ruolo apicale al 30% degli altri, appena decisa dall’ufficio di presidenza di Montecitorio, è una goccia nel mare delle risorse necessarie a sostenere livelli di retribuzioni che, nel corso degli anni, raddoppiano. Basta compulsare le tabelle messe on-line sul sito della Camera, per verificarlo. Un operatore tecnico, la qualifica più bassa prevista e per la quale è richiesto solo il diploma in qualsiasi istituto professionale, appena assunto guadagna 30mila351, 39 euro (al netto degli oneri previdenziali) all’anno, che dopo 10 anni diventano 50 mila 545,28 euro, dopo 20 raggiungono quota 89mila 528,05 euro, e dopo 30 anni sono 121 mila 626,43 euro. Che fanno? Barbieri, elettricisti, centralinisti. Poi ci sono i commessi, o meglio: assistenti parlamentari: all’ingresso percepiscono 34 mila 559,94 euro (le cifre sono sempre al netto degli oneri pensionistici), dopo 10 anni hanno una busta paga da 50 mila 545,28 euro, dopo 20 da 89 mila 528,05, dopo 30 da 121 mila 626,43 euro. Ce ne sono 19 che lavorano a Montecitorio da più di 36 anni e guadagnano 127 mila 210,32 euro l’anno. Cifra che arriva a sfiorare i 200 mila euro considerati gli oneri previdenziali.
PROGRESSIONE
Più cresce la qualifica, più lievita lo stipendio: i collaboratori tecnici (che si occupano, per esempio, dei servizi radiofonici e televisivi) guadagnano dai 30 mila 619,24 euro iniziali ai 136 mila 301,46 euro di fine carriera. Ce n’è uno che arriva a 145 mila 875,47 euro. Oppure i segretari parlamentari: lo stipendio di partenza è 34 mila 875 euro, ma quattro dipendenti con questa qualifica intascano 149 mila 227,07 euro l’anno, mentre il loro decano guadagna 156 mila 185,02 euro. Certo, alcuni di loro hanno grandi responsabilità. Sono i consiglieri parlamentari, i dirigenti per intenderci: per vincere il concorso superano 6 prove scritte e un orale su qualsiasi tipo di materia («niente di meno complesso di quanto affrontato da un notaio o un magistrato», spiegano) e devono essere disponibili praticamente sempre, al servizio dell’imprevedibilità della politica. I loro stipendi sono in linea con quelli dell’alta dirigenza della funzione pubblica, con la differenza che non possono assumere alcun altro incarico: il loro salario di ingresso è di 64 mila815,28 euro, ma dopo 30 anni guadagnano 318 mila 654,96 euro. Il più anziano, dal punto di vista professionale, raggiunge i 341 mila 677,94 euro. Di meno guadagnano solamente i documentaristi, che forniscono in tempo reale ai parlamentari i dossier utili a valutare l’impatto delle proposte di legge: a inizio carriera percepiscono 38 mila 929,32 euro, alla fine 212 mila euro. Nell’unico caso di lungo corso, la cifra sale a 227 mila 240,04. Davanti a cifre così, il taglio delle indennità è poco più che un solletico: un vice assistente parlamentare superiore avrà 225,40 euro, un capo ufficio 378,30, un consigliere capo servizio 598.96, un vicesegretario generale 652,56, il segretario generale 662,02. Ma l’operazione trasparenza della Camera non è applicata ai ruoli apicali. Del segretario generale della Camera Ugo Zampetti (in forze da poco meno di un ventennio), si conosce soltanto il reddito d’ingresso, 406mila399,02 euro che, però, aumenta del 2,5% ogni due anni, come quello dei due vicesegretari, entrati alla Camera con una busta annua di 304mila847,29 euro.
La classifica Inps
Pensioni d'oro: una sorpresa
da 90 mila euro al mese
(da Il Corriere della Sera - 8 agosto 2013 / Antonella Baccaro)
Sono centomila i "super-pensionati " che costano al sistema ben 13
miliardi di euro all'anno. Ieri il sottosegretario al Welfare, Carlo Del-
l'Aringa, rispondendo in Commissione Lavoro della Camera a un'in-
terrogazione di Deborah Bergamini (Pdl), ha rispolverato l'albo delle
"pensioni d'oro", riaprendo il file delle polemiche. La pensione più
alta erogata dall'Inps ammonta a 91 mila 337,18 euro lordi mensili.
Corrisponde al profilo di Mauro Sentinelli, ex manager e ingegnere
elettronico della Telecom, che percepisce qualcosa come 3,008 euro
al giorno, cui si sommano i gettoni di presenza che prende come
membro del consiglio di amministrazione di Telecom e presidente
del consiglio d'amministrazione di Enertel Servizi Srl.
Scorrendo la "top ten" previdenziale fornita dal sottogretario, c'è
un salto fra il primo e il secondo posto, che si ferma a 66.436,88
euro. Il titolare in questo caso non è noto, mentre al terzo posto
con circa 51.781 euro, dovrebbe esserci Mauro Gambaro, ex di-
rettore generale di Interbanca e dell'Inter Football Club, oggi ad-
visor specializzato nel corporate finance e presidente del cda di
Mittel management srl.
A seguire, Alberto De Petris, ex di Infostrada e Telecom, che
porta a casa circa 51 nila euro, mentre a un'incollatura c'è pro-
babilmente Germano Fanelli, fondatore della Octotelematics,
che nel 2010 accumulava dieci ncarichi differenti.
Dal quinto a decimo posto della classifica si resta nella fascia
dei 40 mila euro, esattamente da 47,934,61 a 41,707,54 euro.
In questo ambito dovrebbero ritrovarsi manager come Vito
Gamberale, amministratore delegato di F2i, oppure Alberto
Giordano, ex Cassa di Roma e federico Imbert, ex JP Morgan.
Questi numeri - ha commentato Bergamini - dimostrano tutta
la portata distorsiva di quel criterio retributivo dal quale ci stia-
mo fortunatamente allontanando grazie alle riforme pensioni-
stiche degli ultimi anni. Benchè gli interventi in materia siano
particolarmente delicati, anche sul fronte della costituziionali-
tà, e avendo cura di evitare qualsiasi colpevolizzazione verso
i beneficiari di questi trattamenti, che li hanno maturati secon-
do le regole vigenti, è evidente che il tema coinvolge una que-
stione di equità e di coesione sociale non più trascurabile dal-
le istituzioni, specialmente in un momento di grave crisi econo-
mica e di pesanti sacrifici per tutti".
E in effetti sono ancora troppe le pensioni da migliaia e migliaia
di euro al mese pagate in Italia che non hanno alcun nesso eco-
nomico con i versamenti effettuati. La deputata Giorgia Meloni (FdI)
propone da tempo di fissare un tetto all'importo delle "pensioni
d'oro", oltre il quale andare solo se nel tempo si sono pagati con-
tributi che giustifichino tale importo. In questo modo si potrebbe-
ro risparmiare molti milioni di euro.
Il ministro del Lavoro, Enrico Giovannini, ha già risposto alla sollecitazione
appena assunto l'incarico, osservando che il tema è giusto ma che i governi
che in passato hanno provato a intervenire, anche fissando un semplice con-
tributo di solidarietà, si sono scontrati con la Corte Costituzionale e col prin-
cipio dei diritti acquisiti. Si può cambiare la Costituzione?
Lucianone
IlMessaggero.it
Camera, ecco gli stipendi d'oro:
per i commessi 130mila euro l'anno,
con redditi raddoppiati in meno di 20 anni
ROMA - «I nostri stipendi sono già bloccati»: si difendono così i dipendenti della Camera, a chi gli contesta di avere un trattamento economico di tutto privilegio. Ma, se è vero che anche le loro retribuzioni sono ferme (ma soltanto fino al 2015), è altrettanto vero che la progressione dei loro stipendi non ha pari.
GOCCIA NEL MARE
E il taglio delle loro indennità di funzione, dal 70% del ruolo apicale al 30% degli altri, appena decisa dall’ufficio di presidenza di Montecitorio, è una goccia nel mare delle risorse necessarie a sostenere livelli di retribuzioni che, nel corso degli anni, raddoppiano. Basta compulsare le tabelle messe on-line sul sito della Camera, per verificarlo. Un operatore tecnico, la qualifica più bassa prevista e per la quale è richiesto solo il diploma in qualsiasi istituto professionale, appena assunto guadagna 30mila351, 39 euro (al netto degli oneri previdenziali) all’anno, che dopo 10 anni diventano 50 mila 545,28 euro, dopo 20 raggiungono quota 89mila 528,05 euro, e dopo 30 anni sono 121 mila 626,43 euro. Che fanno? Barbieri, elettricisti, centralinisti. Poi ci sono i commessi, o meglio: assistenti parlamentari: all’ingresso percepiscono 34 mila 559,94 euro (le cifre sono sempre al netto degli oneri pensionistici), dopo 10 anni hanno una busta paga da 50 mila 545,28 euro, dopo 20 da 89 mila 528,05, dopo 30 da 121 mila 626,43 euro. Ce ne sono 19 che lavorano a Montecitorio da più di 36 anni e guadagnano 127 mila 210,32 euro l’anno. Cifra che arriva a sfiorare i 200 mila euro considerati gli oneri previdenziali.
PROGRESSIONE
Più cresce la qualifica, più lievita lo stipendio: i collaboratori tecnici (che si occupano, per esempio, dei servizi radiofonici e televisivi) guadagnano dai 30 mila 619,24 euro iniziali ai 136 mila 301,46 euro di fine carriera. Ce n’è uno che arriva a 145 mila 875,47 euro. Oppure i segretari parlamentari: lo stipendio di partenza è 34 mila 875 euro, ma quattro dipendenti con questa qualifica intascano 149 mila 227,07 euro l’anno, mentre il loro decano guadagna 156 mila 185,02 euro. Certo, alcuni di loro hanno grandi responsabilità. Sono i consiglieri parlamentari, i dirigenti per intenderci: per vincere il concorso superano 6 prove scritte e un orale su qualsiasi tipo di materia («niente di meno complesso di quanto affrontato da un notaio o un magistrato», spiegano) e devono essere disponibili praticamente sempre, al servizio dell’imprevedibilità della politica. I loro stipendi sono in linea con quelli dell’alta dirigenza della funzione pubblica, con la differenza che non possono assumere alcun altro incarico: il loro salario di ingresso è di 64 mila815,28 euro, ma dopo 30 anni guadagnano 318 mila 654,96 euro. Il più anziano, dal punto di vista professionale, raggiunge i 341 mila 677,94 euro. Di meno guadagnano solamente i documentaristi, che forniscono in tempo reale ai parlamentari i dossier utili a valutare l’impatto delle proposte di legge: a inizio carriera percepiscono 38 mila 929,32 euro, alla fine 212 mila euro. Nell’unico caso di lungo corso, la cifra sale a 227 mila 240,04. Davanti a cifre così, il taglio delle indennità è poco più che un solletico: un vice assistente parlamentare superiore avrà 225,40 euro, un capo ufficio 378,30, un consigliere capo servizio 598.96, un vicesegretario generale 652,56, il segretario generale 662,02. Ma l’operazione trasparenza della Camera non è applicata ai ruoli apicali. Del segretario generale della Camera Ugo Zampetti (in forze da poco meno di un ventennio), si conosce soltanto il reddito d’ingresso, 406mila399,02 euro che, però, aumenta del 2,5% ogni due anni, come quello dei due vicesegretari, entrati alla Camera con una busta annua di 304mila847,29 euro.
La classifica Inps
Pensioni d'oro: una sorpresa
da 90 mila euro al mese
(da Il Corriere della Sera - 8 agosto 2013 / Antonella Baccaro)
Sono centomila i "super-pensionati " che costano al sistema ben 13
miliardi di euro all'anno. Ieri il sottosegretario al Welfare, Carlo Del-
l'Aringa, rispondendo in Commissione Lavoro della Camera a un'in-
terrogazione di Deborah Bergamini (Pdl), ha rispolverato l'albo delle
"pensioni d'oro", riaprendo il file delle polemiche. La pensione più
alta erogata dall'Inps ammonta a 91 mila 337,18 euro lordi mensili.
Corrisponde al profilo di Mauro Sentinelli, ex manager e ingegnere
elettronico della Telecom, che percepisce qualcosa come 3,008 euro
al giorno, cui si sommano i gettoni di presenza che prende come
membro del consiglio di amministrazione di Telecom e presidente
del consiglio d'amministrazione di Enertel Servizi Srl.
Scorrendo la "top ten" previdenziale fornita dal sottogretario, c'è
un salto fra il primo e il secondo posto, che si ferma a 66.436,88
euro. Il titolare in questo caso non è noto, mentre al terzo posto
con circa 51.781 euro, dovrebbe esserci Mauro Gambaro, ex di-
rettore generale di Interbanca e dell'Inter Football Club, oggi ad-
visor specializzato nel corporate finance e presidente del cda di
Mittel management srl.
A seguire, Alberto De Petris, ex di Infostrada e Telecom, che
porta a casa circa 51 nila euro, mentre a un'incollatura c'è pro-
babilmente Germano Fanelli, fondatore della Octotelematics,
che nel 2010 accumulava dieci ncarichi differenti.
Dal quinto a decimo posto della classifica si resta nella fascia
dei 40 mila euro, esattamente da 47,934,61 a 41,707,54 euro.
In questo ambito dovrebbero ritrovarsi manager come Vito
Gamberale, amministratore delegato di F2i, oppure Alberto
Giordano, ex Cassa di Roma e federico Imbert, ex JP Morgan.
Questi numeri - ha commentato Bergamini - dimostrano tutta
la portata distorsiva di quel criterio retributivo dal quale ci stia-
mo fortunatamente allontanando grazie alle riforme pensioni-
stiche degli ultimi anni. Benchè gli interventi in materia siano
particolarmente delicati, anche sul fronte della costituziionali-
tà, e avendo cura di evitare qualsiasi colpevolizzazione verso
i beneficiari di questi trattamenti, che li hanno maturati secon-
do le regole vigenti, è evidente che il tema coinvolge una que-
stione di equità e di coesione sociale non più trascurabile dal-
le istituzioni, specialmente in un momento di grave crisi econo-
mica e di pesanti sacrifici per tutti".
E in effetti sono ancora troppe le pensioni da migliaia e migliaia
di euro al mese pagate in Italia che non hanno alcun nesso eco-
nomico con i versamenti effettuati. La deputata Giorgia Meloni (FdI)
propone da tempo di fissare un tetto all'importo delle "pensioni
d'oro", oltre il quale andare solo se nel tempo si sono pagati con-
tributi che giustifichino tale importo. In questo modo si potrebbe-
ro risparmiare molti milioni di euro.
Il ministro del Lavoro, Enrico Giovannini, ha già risposto alla sollecitazione
appena assunto l'incarico, osservando che il tema è giusto ma che i governi
che in passato hanno provato a intervenire, anche fissando un semplice con-
tributo di solidarietà, si sono scontrati con la Corte Costituzionale e col prin-
cipio dei diritti acquisiti. Si può cambiare la Costituzione?
Lucianone
giovedì 8 agosto 2013
Ultime notizie - dall'italia e dal Mondo - Latest news
8 agosto '13 - giovedì 8th August - Thursday visioni post - 12
da CorrieredellaSera.it
ROMA - Consiglio dei ministri
Via al decreto Anti femminicidio
'Fuori di casa il marito violento'
Le misure: l'arresto in flagranza di reato per stalking
e querela irrevocabile. "Lotta senza quartiere alla violenza".
ECONOMIA / Italia
Gazzetta ufficiale (gennaio '94)
L'Occupazione
Vietnam
Padre e figlio ritrovati dopo 40 anni nella giungla
delle guerre che non finiscono
da CorrieredellaSera.it
ROMA - Consiglio dei ministri
Via al decreto Anti femminicidio
'Fuori di casa il marito violento'
Le misure: l'arresto in flagranza di reato per stalking
e querela irrevocabile. "Lotta senza quartiere alla violenza".
Il governo scende in campo contro la violenza sulle donne. E contro la strage delle donne. «Stamani il Consiglio dei ministri approva il decreto che contiene le nuove norme di contrasto al femminicidio. L'avevamo promesso. Lo facciamo». L'annuncio arriva via Twitter in mattinata.
ORGOGLIO - Poi una conferenza stampa per illustrare i 12 articoli del decreto legge anti femminicidio. «C'era bisogno nel nostro Paese di dare un segno fortissimo, ma anche un cambiamento radicale sul tema». Per questo Enrico Letta, al termine del Consiglio dei ministri che ha approvato il decreto per la lotta al femminicidio, si è detto «molto orgoglioso che il nostro governo abbia deciso questo intervento». Un provvedimento, sottolinea il presidente del Consiglio, che «deve dare un chiarissimo segnale di contrasto e di lotta senza quartiere» al triste fenomeno del femminicidio», ha spiegato il premier Letta.
ECONOMIA / Italia
Tesoro: "Iniquo abolire Imu su prima casa"
Il Pdl protesta: "La tassa va eliminata"
Il ministro Saccomanni: "L'abolizione costa 2,4 miliardi,
renderla permanente avrebbe effetti regressivi".
L'esenzione totale dell'Imu sulla prima casa è una «misura sconsigliabile» perché «iniqua», «poco efficiente e regressiva», oltre a costare alle casse dello Stato 4 miliardi di euro l'anno. È quanto emerge dal documento di 105 pagine sulla riforma dell'Imu pubblicato dal Tesoro sul sito e che contiene 9 ipotesi di intervento.
«SERVICE TAX» - Per le ipotesi di riforma, il ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni, ha spiegato come sia necessario un«chiarimento delle implicazioni concrete delle varie proposte, nella consapevolezza che le scelte politiche debbono basarsi su adeguati approfondimenti tecnici».
Tra le varie ipotesi quella di far confluire l'Imu in una «service tax», una delle ipotesi più accreditate secondo quanto dichiarato dal sottosegretario Pierpaolo Baretta. L'obiettivo dichiarato dal governo è quello di mettere a punto entro fine agosto una riforma della tassazione sugli immobili.
Tra le varie ipotesi quella di far confluire l'Imu in una «service tax», una delle ipotesi più accreditate secondo quanto dichiarato dal sottosegretario Pierpaolo Baretta. L'obiettivo dichiarato dal governo è quello di mettere a punto entro fine agosto una riforma della tassazione sugli immobili.
Gazzetta ufficiale (gennaio '94)
Il blitz sulle pensioni d'oro
La "leggina" più veloce della Repubblica
Da Agnes a Gamberale, la corsa al fondo Inps. / Tabacci: "Imporre
la scelta tra assegni (pubblici) elevati e stipendi.
«L' Italia è il Paese che amo...» erano le prime parole che Silvio Berlusconi pronunciava nel videomessaggio registrato che il pomeriggio del 26 gennaio 1994 annunciava la sua «discesa in campo». Nello stesso Paese, in quelle stesse ore, mentre in Parlamento suonava la campanella del «liberi tutti», sulla Gazzetta Ufficiale compariva una leggina di dieci righe, approvata dal Parlamento il giorno prima a tempo di record e a tempo di record pubblicata.
Si sparse subito la voce che era stata fatta apposta per Biagio Agnes, l'ex direttore generale della Rai che da qualche anno aveva traslocato alla Stet, la finanziaria telefonica pubblica. Non era una malignità infondata. Quella leggina favoriva il passaggio al fondo dei telefonici presso l'Inps di chi godeva già di una pensione di una gestione diversa, magari di un altro fondo dello stesso istituto di previdenza. Fu così che Biagio Agnes, pensionato dal 1983, riuscì a decuplicare il suo assegno: da 4 milioni di lire a 40 milioni 493.164 lire al mese. Decorrenza, marzo 1994. Un mese dopo l'approvazione della legge.
La cosa non passa inosservata.
I Cobas del pubblico impiego diramano un comunicato al fulmicotone, rivelando che la ricongiunzione costerà alla Stet, cioè allo Stato (nel 1994 i telefoni sono ancora pubblici) e ai risparmiatori che hanno comprato il titolo in borsa, qualcosa come 5,8 miliardi di lire. Oggi sarebbero più di quattro milioni e mezzo di euro.
Qualche giorno dopo che quelle dieci righe hanno tagliato in Senato l'ultimo traguardo, Dino Vaiano spiega sul Corriere com'è andata. Cominciando dagli autori. Il primo a correre in soccorso dell'irpino Agnes è il lucano Romualdo Coviello, deputato di Avigliano, in provincia di Potenza. Democristiano di sinistra come Biagione, non tradirà mai la causa. Dalla Dc ai popolari, alla Margherita. Racconta Vaiano: «Sono giorni caldi, le commissioni lavorano come slot machine, strizzando l'occhio alle lobby e alle categorie che potrebbero garantire voti. Le leggi decollano, fedeli all'equazione degli anni ruggenti della partitocrazia: spesa pubblica uguale voti. Perfino gli attenti funzionari parlamentari ammettono di non averci capito quasi nulla. Ma la rapidità è da record. La leggina sulle pensioni d'oro corre come Speedy Gonzales...»
Qualche giorno dopo che quelle dieci righe hanno tagliato in Senato l'ultimo traguardo, Dino Vaiano spiega sul Corriere com'è andata. Cominciando dagli autori. Il primo a correre in soccorso dell'irpino Agnes è il lucano Romualdo Coviello, deputato di Avigliano, in provincia di Potenza. Democristiano di sinistra come Biagione, non tradirà mai la causa. Dalla Dc ai popolari, alla Margherita. Racconta Vaiano: «Sono giorni caldi, le commissioni lavorano come slot machine, strizzando l'occhio alle lobby e alle categorie che potrebbero garantire voti. Le leggi decollano, fedeli all'equazione degli anni ruggenti della partitocrazia: spesa pubblica uguale voti. Perfino gli attenti funzionari parlamentari ammettono di non averci capito quasi nulla. Ma la rapidità è da record. La leggina sulle pensioni d'oro corre come Speedy Gonzales...»
L'Occupazione
Lavoro e contratti a termine
Ecco le regole per i giovani
Il governo: 190 mila piccole imprese pronte ad assumere con
gli incentivi della nuova legge
Il giorno dopo l'approvazione definitiva alla Camera del decreto Lavoro, varato nella notte tra mercoledì e giovedì, il governo incassa applausi - quelli di Rete Imprese Italia -, qualche critica - la Lega secondo cui il provvedimento «non risolve i problemi del Paese» - e una pungolatura: secondo il presidente della commissione Lavoro Maurizio Sacconi, «costituisce una prima, parziale, risposta all'emergenza occupazionale». In attesa che entri in vigore, dopo la pubblicazione in Gazzetta ufficiale, il ministero del Lavoro tasta il terreno: secondo uno studio commissionato a Unioncamere, sono tredici su 100, in totale quasi 200 mila, le piccole e medie imprese italiane (fino a 49 addetti) pronte a usare gli incentivi per l'occupazione. E, soprattutto, il 38% delle Pmi afferma che, in mancanza di incentivi, non assumerebbe. Ma la legge, oltre agli incentivi per il lavoro, prevede molti altri provvedimenti importanti. Vediamo quali.
Avanti i giovani
I datori di lavoro che entro il 30 giugno 2015 assumano, con contratto di lavoro a tempo indeterminato, dipendenti di età tra i 18 e i 29 anni, che non hanno un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi o privi di un diploma di scuola media superiore o professionale, avranno diritto per 18 mesi a un contributo pari a un terzo della retribuzione mensile lorda imponibile ai fini previdenziali. Questa somma non potrà superare i 650 euro. Lo stesso incentivo è previsto, per un periodo di 12 mesi, per chi trasforma un contratto a tempo determinato in uno a tempo indeterminato. A patto che l'imprenditore assuma, entro un mese, un altro lavoratore. Se invece decide, senza esservi tenuto, di stabilizzare un disoccupato che percepisce l'Aspi (l'indennità specifica), riceverà un contributo pari al 50% dell'indennità mensile residua. Per il finanziamento dell'incentivo sono previste risorse statali pari a 500 milioni per le regioni del Sud e a 294 per le altre, nonché possibili finanziamenti da parte delle Regioni stesse. Previste norme anche per la stabilizzazione degli associati in partecipazione con apporto di lavoro. Mentre cresce la dote per la liquidazione dei debiti della Pubblica amministrazione, che si spera invogli gli imprenditori ad assumere: altri 20-25 miliardi in arrivo.
I datori di lavoro che entro il 30 giugno 2015 assumano, con contratto di lavoro a tempo indeterminato, dipendenti di età tra i 18 e i 29 anni, che non hanno un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi o privi di un diploma di scuola media superiore o professionale, avranno diritto per 18 mesi a un contributo pari a un terzo della retribuzione mensile lorda imponibile ai fini previdenziali. Questa somma non potrà superare i 650 euro. Lo stesso incentivo è previsto, per un periodo di 12 mesi, per chi trasforma un contratto a tempo determinato in uno a tempo indeterminato. A patto che l'imprenditore assuma, entro un mese, un altro lavoratore. Se invece decide, senza esservi tenuto, di stabilizzare un disoccupato che percepisce l'Aspi (l'indennità specifica), riceverà un contributo pari al 50% dell'indennità mensile residua. Per il finanziamento dell'incentivo sono previste risorse statali pari a 500 milioni per le regioni del Sud e a 294 per le altre, nonché possibili finanziamenti da parte delle Regioni stesse. Previste norme anche per la stabilizzazione degli associati in partecipazione con apporto di lavoro. Mentre cresce la dote per la liquidazione dei debiti della Pubblica amministrazione, che si spera invogli gli imprenditori ad assumere: altri 20-25 miliardi in arrivo.
Imprenditori di se stessi
Sarà più semplice mettere su una start up . Per costituire una società a responsabilità limitata, basterà un euro, e i soci fondatori non dovranno per forza avere meno di 35 anni. Si estendono anche al 2016 le agevolazioni fiscali previste per il 2013-2015 in favore di persone fisiche e giuridiche che vogliano investire nel capitale sociale di imprese innovative, e si diminuisce dal 20 al 15% la quota della spesa da destinare ad attività di ricerca e sviluppo. Il fondo per promuovere l'autoimpiego nel Mezzogiorno è finanziato con 80 milioni, e altri 80 milioni ai progetti del piano azione coesione.
Impara l'arte...
E mettila da parte, dice un vecchio adagio. La legge sul lavoro prevede l'adozione di linee-guida per l'apprendimento professionalizzante, che dovranno essere adottate entro il 30 settembre dalla conferenza Stato-Regioni. Un milione di euro andrà al Fondo «mille giovani per la cultura» destinato alla promozione di tirocini formativi e orientamento nei settori delle attività e dei servizi per cultura destinati ai giovani fino ai 29 anni. E vengono stanziati 10 milioni per l'alternanza scuola-lavoro, che permette ai ragazzi di passare alcuni giorni negli uffici o nelle officine, a imparare un mestiere. Stanziati 168 milioni per borse di tirocinio per giovani del Sud.
Contratti più snelli
Sono ridotti i tempi tra un contratto a termine e l'altro: da 60 a 10 giorni per i contratti fino a sei mesi e da 90 a 20 giorni per i più lunghi. Senza la pausa, scatta la conversione a tempo indeterminato. Viene estesa la possibilità di fare contratti senza causale, ed eliminato il divieto di proroga del primo contratto a termine casuale. Il contratto a progetto è ampliato: se l'attività di ricerca scientifica si prolunga, il progetto prosegue. Fissato invece un limite massimo di chiamata per i lavori intermittenti: 400 giornate di lavoro effettivo in tre anni.
Sarà più semplice mettere su una start up . Per costituire una società a responsabilità limitata, basterà un euro, e i soci fondatori non dovranno per forza avere meno di 35 anni. Si estendono anche al 2016 le agevolazioni fiscali previste per il 2013-2015 in favore di persone fisiche e giuridiche che vogliano investire nel capitale sociale di imprese innovative, e si diminuisce dal 20 al 15% la quota della spesa da destinare ad attività di ricerca e sviluppo. Il fondo per promuovere l'autoimpiego nel Mezzogiorno è finanziato con 80 milioni, e altri 80 milioni ai progetti del piano azione coesione.
Impara l'arte...
E mettila da parte, dice un vecchio adagio. La legge sul lavoro prevede l'adozione di linee-guida per l'apprendimento professionalizzante, che dovranno essere adottate entro il 30 settembre dalla conferenza Stato-Regioni. Un milione di euro andrà al Fondo «mille giovani per la cultura» destinato alla promozione di tirocini formativi e orientamento nei settori delle attività e dei servizi per cultura destinati ai giovani fino ai 29 anni. E vengono stanziati 10 milioni per l'alternanza scuola-lavoro, che permette ai ragazzi di passare alcuni giorni negli uffici o nelle officine, a imparare un mestiere. Stanziati 168 milioni per borse di tirocinio per giovani del Sud.
Contratti più snelli
Sono ridotti i tempi tra un contratto a termine e l'altro: da 60 a 10 giorni per i contratti fino a sei mesi e da 90 a 20 giorni per i più lunghi. Senza la pausa, scatta la conversione a tempo indeterminato. Viene estesa la possibilità di fare contratti senza causale, ed eliminato il divieto di proroga del primo contratto a termine casuale. Il contratto a progetto è ampliato: se l'attività di ricerca scientifica si prolunga, il progetto prosegue. Fissato invece un limite massimo di chiamata per i lavori intermittenti: 400 giornate di lavoro effettivo in tre anni.
Padre e figlio ritrovati dopo 40 anni nella giungla
delle guerre che non finiscono
PECHINO – Quando le guerre dell’Indocina finiscono, in realtà proseguono in altra forma. I francesi vennero battuti da Ho Chi Minh e dal generale Giap a Dien Bien Phu nel 1954, ma la guerra cambiò scala e belligeranti; arrivarono gli americani che se ne andarono nel ’73, ma si combatté fino al ’75, e in Cambogia addirittura fino al ’99, con la resa degli ultimissimi Khmer rossi. E davvero la guerra non era mai finita per Ho Van Thanh e per suo figlio Ho Van Lang: li hanno trovati adesso nella giungla del Vietnam centrale, coperti solo da fibre vegetali intessute, una capanna issata su un albero a 6 metri dal suolo, asce e coltelli rudimentali. Soli, dal 1971: lontani da tutto, soprattutto dalla guerra.
BOMBARDAMENTO E FUGA Ho Van Thanh era scappato quando il suo villaggio era stato bombardato sterminandogli la famiglia. Aveva portato con sé il piccolo di un anno, ignaro che un altro figlio, nato il giorno stesso dell’attacco sulle capanne di Tra Xinh, nella provincia di Quang Ngai, fosse sopravvissuto. Fu lui a trovare padre e fratello una ventina d’anni fa, senza però riuscire a convincerli a seguirlo. Stavolta li hanno intercettati di nuovo a una quarantina di chilometri di distanza e l’operazione di recupero è andata – almeno da un certo punto di vista – a buon fine. Il padre, 82 anni, è stato legato al letto in ospedale: sta bene come il figlio, ma rifiuta cibo e acqua e appare – dice il nipote – “molto triste. Temiamo voglia scappare”.
MONTAGNARD Mentre il Vietnam cresceva, diventava un’economia dinamica e diventava amico dell’ex nemico americano, i due Ho Van si nutrivano di canna da zucchero, mais, di ciò che trovavano e cacciavano, e coltivavano e fumavano tabacco. Sono di etnia cor, uno dei gruppi di montagnard spesso leali ai francesi e agli Usa e discriminati dai viet maggioritari. La riemersione dalla foresta ha qualcosa di persino banalmente cinematografico, à-la “Apocalypse Now” o Tarzan. Rimanda ai giapponesi ritrovati nelle Filippine o nel Pacifico anni dopo il 1945. O al dramma delle famiglie di hmong rimaste in armi fino a ben dopo il 2000 sulle colline del Laos centrale: fuori dal mondo, quasi senza munizioni, affamate, malate, braccate dall’esercito di Vientiane, in attesa che gli antichi alleati francesi o americani venissero a salvarle. Ho Van Thanh, invece, la pace che cercava per sé e per il figlio in fondo l’aveva trovata.
MONTAGNARD Mentre il Vietnam cresceva, diventava un’economia dinamica e diventava amico dell’ex nemico americano, i due Ho Van si nutrivano di canna da zucchero, mais, di ciò che trovavano e cacciavano, e coltivavano e fumavano tabacco. Sono di etnia cor, uno dei gruppi di montagnard spesso leali ai francesi e agli Usa e discriminati dai viet maggioritari. La riemersione dalla foresta ha qualcosa di persino banalmente cinematografico, à-la “Apocalypse Now” o Tarzan. Rimanda ai giapponesi ritrovati nelle Filippine o nel Pacifico anni dopo il 1945. O al dramma delle famiglie di hmong rimaste in armi fino a ben dopo il 2000 sulle colline del Laos centrale: fuori dal mondo, quasi senza munizioni, affamate, malate, braccate dall’esercito di Vientiane, in attesa che gli antichi alleati francesi o americani venissero a salvarle. Ho Van Thanh, invece, la pace che cercava per sé e per il figlio in fondo l’aveva trovata.
Bologna
L'ultimo saluto di Bologna alla ragazza uccisa a Los Angeles
Alice, il giorno dell'ultimo saluto
Il papà: "Speravamo fosse solo un film"
Il feretro dorato nella camera ardente in azienda,
L'ultimo saluto di Bologna alla ragazza uccisa a Los Angeles
Alice, il giorno dell'ultimo saluto
Il papà: "Speravamo fosse solo un film"
Il feretro dorato nella camera ardente in azienda,
poi i funerali davanti a centinaia di persone. La zia: «Vogliamo giustizia». Il parroco: «Uno strazio»
PIANORO (BO) - «È uno strazio averla vista il giorno del matrimonio e ora essere qui per il suo funerale». Monsignor Paolo Rubbi, parroco della chiesa di Santa Maria Assunta, a Pianoro, dice in poche parole quello che qui sentono tutti. È il giorno dell'ultimo saluto ad Alice Gruppioni, nel suo paese sulle colline appena fuori Bologna. Il feretro della ragazza uccisa sabato scorso a Venice Beach da un'auto lanciata contro la folla è arrivato alla Sira, l'azienda di famiglia, poco prima delle 11: era lì che Alice passava la gran parte delle sue giornate, hanno raccontato i parenti nei giorni scorsi, è uno dei posti che amava di più. Lunga la fila davanti alla camera ardente: familiari, amici e anche tanti operai. Poi il funerale, nella chiesa dove solo tre settimane fa Alice era arrivata sorridente con l'abito bianco di pizzo, davanti a centinaia di persone.
lucianone
lucianone
Personaggi - Lo scienziato Stephen Hawking
8 agosto '13 - giovedì 8th August / Thursday visioni post - 7
Il celebre scienziato racconta la sua vita
In un libro e in un filmato il matematico, fisico e cosmologo
britannico racconta della malattia, la morte incombente, dei
matrimoni e divorzi / Hawking: "Volevano staccarmi dalle
macchine, ma mia moglie ha detto no all'eutanasia".
(da la Repubblica - 29/07/2013 - Ettore Livini da Londra)
"Signora Jane. La situazione è serissima e c'è poco da fare. Basta che
lei ci dica sì e noi stacchiamo le macchine". Di buchi neri si è occupa-
to, da scienziato, per tutta la carriera. Ma quello più scuro - destinato
a mangiarsi non la luce o la massa di una qualche galassia lontana
anni luce da noi, ma la sua stessa vita - Stephen Hawking l'ha incon-
trato, e molto da vicino, nel 1985. E oggi, quasi trent'anni dopo, ha
deciso - in un documentario e in una biografia in uscita tra pochi me-
si - di svelare al mondo, dopo i segreti di stelle e via Lattea, anche i
segreti più nascosti del suo piccolo universo personale., compresa la
"quasi morte" di allora. "Ero a Ginevra, in coma farmaceutico per
provare a curare una polmonite, figlia della atrofia muscolare pro-
gressiva che mi ha ridotto in carrozzella - racconta per la prima volta
nel documentario "Hawking", in uscita nelle prossime settimane-. I
medici pensavano che ci fosse poco da fare. E così hanno offerto a
mia moglie (la prima, Jane Wilde, ndr.) la possibilità di farla finita".
Lei, per fortuna sua e della scienza, ha detto di no. "Ha voluto a tut.
ti i costi che tornassi a Cambridge". Lì gli hanno praticato un'inci-
sione in gola "che mi ha rubato per sempre la possibilità di parlare
ma mi ha fatto guarire". Consentendo al geniale cosmologo inglese
di completare nel 1987 'A brief History of time' (in italiano Dal Big
Bang ai buchi neri), il libro che con 10 milioni di copie vendute in 40
lingue differenti l'ha reso famoso in tutto il pianeta. E di concedersi
oggi, 50 anni dopo che i medici gli avevano pronosticato pochi mesi
di vita, il lusso di indagare sui misteri di se stesso, provando a rac-
contare nella doppia biografia scritta (''My brief History', in libre-
ria a settembre) e in celluloide i segreti e le magie di un'esistenza
vissuta come una stella, in eterna sospensione tra la fortissima lu-
ce del palcoscenico della notorietà e il rischio di essere risucchiato
dal buco nero della morte.
Stephen Hawking
Per Hawking non è stato un esercizio facile. A 71 anni, e con i suoi acciacchi,
lavorare è un percorso tutto in salita. Il libro - malgrado la Intel stia lavoran-
do per mettere a punto un sistema di scrittura studiato "ad hoc" per lui - ha
voluto comporlo (per la prima volta) tutto da solo. Muovendo il cusrsore con
l'ultimo muscolo del suo corpo che ancora risponde al cervello, quello della
guancia, al ritmo di 1 - 8 parole al minuto. Risultato: un capolavoro di sinte-
si, 20mila parole (una biografia-bonsai per gli ego ipertrofici della letteratu-
ra moderna) in cui, come nel film-documentario, ripercorre un passo alla vol-
ta il miracolo di una vita "che non foss'altro per la sua precarietà ho impara-
to a godermi in ogni momento". Dall'infanzia passata a piantare tubature e
impianti elettrici nella casa delle bambole della sorella - che l'aveva con pre-
veggenza soprannominato "Einstein" - agli anni dell'Università in cui ha
conosciuto Jane e gli è stata diagnosticata la malattia che gli ha cambiato
l'esistenza.
Parla (e scrive) lui. Intervengono amici, collaboratori. Senza retorica, con
candore, come quando lo stesso Hawking si domanda preoccupato se è più
famoso "per la malattia e la sedia a rotelle che per le scoperte scientifiche".
Come in un grande fratello ad alto quoziente d'intelligenza, non ci viene
sprecata nessuna debolezza nascosta nelle pieghe della quotidianità. Jane,
con cui il fisico ha ricostruito un bel rapporto d'amicizia, alza il velo sen-
za pruderie sui problemi del loro rapporto personale: "Mi sono innamora-
ta di lui per il suo sorriso aperto e i suoi occhi grigi: Ma dopo la malattia
è stato un problema. C'erano due Siephen Hawking: il fenomeno pubblico
e la vita privata tra medici e infermieri che ci ha precipitato nel nostro bu-
co nero. All'inizio ci divertivamo lo stesso ed eravamo convinti di sconfig-
gere l'atrofia e i medici". Ma non è andata così. "La fama e la fortuna da
una parte e i problemi di gestire la vita di tutti i giorni dall'altra sono sta-
ti troppo per me", conclude Jane. I due hanno divorziato nel 1995, lo stes-
so anno in cui Stephen ha sposato la sua infermiera Elaine Mason.
Libro e documentario (e direttamente lo stesso scienziato smentiscono
la vulgata secondo cui Elaine avrebbe abusato fisicamente di lui, mal-
trattandolo. "Il nostro matrimonio è stato passionale e tempestoso -
ammette il fisico - ma è stata la stampa a dipingermi come una vittima
di violenza domestica. Elaine non ha fatto niente di tutto questo".
Anche le seconde nozze però sono andate in fumo. Ma il cosmologo
di Oxford non ha perso un grammo della sua voglia di vivere.
"Il mio unico timore è quello di non riuscire più a muovere il mu-
scolo della guancia, spero che gli esperti di software trovino prima
altre soluzioni per me. Di sicuro, come dimostra la sua voglia di
raccontarsi, non ha intenzione di alzare bandiera bianca. Mai di-
re mai, come fossimo ancora all'85. "Se lo mettessero in una casa
di cura sarebbe finito, è il combattente più pazzo che abbia mai
conosciuto", dice nel video l'attuale assistente sanitario Niki Pi-
geon. ò- "Ogni giorno potrebbe essere l'ultimo - conclude Hawking.
Per questo vado a lavorare e mi godo tutti i secondi dell'esistenza".
Nel frattempo ha chiesto a Richard Branson di accettare la sua
iscrizione per essere spedito nello spazio a bordo della sua astro-
nave Virgin Galactic. E Branson, ovvio, ha detto sì. Il primo volo
è previsto tra qualche anno. Ma vista la biografia del signore dei
buchi neri, non c'è da stupirsi se relizzerà il suo sogno".
Lucianone
Il celebre scienziato racconta la sua vita
In un libro e in un filmato il matematico, fisico e cosmologo
britannico racconta della malattia, la morte incombente, dei
matrimoni e divorzi / Hawking: "Volevano staccarmi dalle
macchine, ma mia moglie ha detto no all'eutanasia".
(da la Repubblica - 29/07/2013 - Ettore Livini da Londra)
"Signora Jane. La situazione è serissima e c'è poco da fare. Basta che
lei ci dica sì e noi stacchiamo le macchine". Di buchi neri si è occupa-
to, da scienziato, per tutta la carriera. Ma quello più scuro - destinato
a mangiarsi non la luce o la massa di una qualche galassia lontana
anni luce da noi, ma la sua stessa vita - Stephen Hawking l'ha incon-
trato, e molto da vicino, nel 1985. E oggi, quasi trent'anni dopo, ha
deciso - in un documentario e in una biografia in uscita tra pochi me-
si - di svelare al mondo, dopo i segreti di stelle e via Lattea, anche i
segreti più nascosti del suo piccolo universo personale., compresa la
"quasi morte" di allora. "Ero a Ginevra, in coma farmaceutico per
provare a curare una polmonite, figlia della atrofia muscolare pro-
gressiva che mi ha ridotto in carrozzella - racconta per la prima volta
nel documentario "Hawking", in uscita nelle prossime settimane-. I
medici pensavano che ci fosse poco da fare. E così hanno offerto a
mia moglie (la prima, Jane Wilde, ndr.) la possibilità di farla finita".
Lei, per fortuna sua e della scienza, ha detto di no. "Ha voluto a tut.
ti i costi che tornassi a Cambridge". Lì gli hanno praticato un'inci-
sione in gola "che mi ha rubato per sempre la possibilità di parlare
ma mi ha fatto guarire". Consentendo al geniale cosmologo inglese
di completare nel 1987 'A brief History of time' (in italiano Dal Big
Bang ai buchi neri), il libro che con 10 milioni di copie vendute in 40
lingue differenti l'ha reso famoso in tutto il pianeta. E di concedersi
oggi, 50 anni dopo che i medici gli avevano pronosticato pochi mesi
di vita, il lusso di indagare sui misteri di se stesso, provando a rac-
contare nella doppia biografia scritta (''My brief History', in libre-
ria a settembre) e in celluloide i segreti e le magie di un'esistenza
vissuta come una stella, in eterna sospensione tra la fortissima lu-
ce del palcoscenico della notorietà e il rischio di essere risucchiato
dal buco nero della morte.
Stephen Hawking
Per Hawking non è stato un esercizio facile. A 71 anni, e con i suoi acciacchi,
lavorare è un percorso tutto in salita. Il libro - malgrado la Intel stia lavoran-
do per mettere a punto un sistema di scrittura studiato "ad hoc" per lui - ha
voluto comporlo (per la prima volta) tutto da solo. Muovendo il cusrsore con
l'ultimo muscolo del suo corpo che ancora risponde al cervello, quello della
guancia, al ritmo di 1 - 8 parole al minuto. Risultato: un capolavoro di sinte-
si, 20mila parole (una biografia-bonsai per gli ego ipertrofici della letteratu-
ra moderna) in cui, come nel film-documentario, ripercorre un passo alla vol-
ta il miracolo di una vita "che non foss'altro per la sua precarietà ho impara-
to a godermi in ogni momento". Dall'infanzia passata a piantare tubature e
impianti elettrici nella casa delle bambole della sorella - che l'aveva con pre-
veggenza soprannominato "Einstein" - agli anni dell'Università in cui ha
conosciuto Jane e gli è stata diagnosticata la malattia che gli ha cambiato
l'esistenza.
Parla (e scrive) lui. Intervengono amici, collaboratori. Senza retorica, con
candore, come quando lo stesso Hawking si domanda preoccupato se è più
famoso "per la malattia e la sedia a rotelle che per le scoperte scientifiche".
Come in un grande fratello ad alto quoziente d'intelligenza, non ci viene
sprecata nessuna debolezza nascosta nelle pieghe della quotidianità. Jane,
con cui il fisico ha ricostruito un bel rapporto d'amicizia, alza il velo sen-
za pruderie sui problemi del loro rapporto personale: "Mi sono innamora-
ta di lui per il suo sorriso aperto e i suoi occhi grigi: Ma dopo la malattia
è stato un problema. C'erano due Siephen Hawking: il fenomeno pubblico
e la vita privata tra medici e infermieri che ci ha precipitato nel nostro bu-
co nero. All'inizio ci divertivamo lo stesso ed eravamo convinti di sconfig-
gere l'atrofia e i medici". Ma non è andata così. "La fama e la fortuna da
una parte e i problemi di gestire la vita di tutti i giorni dall'altra sono sta-
ti troppo per me", conclude Jane. I due hanno divorziato nel 1995, lo stes-
so anno in cui Stephen ha sposato la sua infermiera Elaine Mason.
Libro e documentario (e direttamente lo stesso scienziato smentiscono
la vulgata secondo cui Elaine avrebbe abusato fisicamente di lui, mal-
trattandolo. "Il nostro matrimonio è stato passionale e tempestoso -
ammette il fisico - ma è stata la stampa a dipingermi come una vittima
di violenza domestica. Elaine non ha fatto niente di tutto questo".
Anche le seconde nozze però sono andate in fumo. Ma il cosmologo
di Oxford non ha perso un grammo della sua voglia di vivere.
"Il mio unico timore è quello di non riuscire più a muovere il mu-
scolo della guancia, spero che gli esperti di software trovino prima
altre soluzioni per me. Di sicuro, come dimostra la sua voglia di
raccontarsi, non ha intenzione di alzare bandiera bianca. Mai di-
re mai, come fossimo ancora all'85. "Se lo mettessero in una casa
di cura sarebbe finito, è il combattente più pazzo che abbia mai
conosciuto", dice nel video l'attuale assistente sanitario Niki Pi-
geon. ò- "Ogni giorno potrebbe essere l'ultimo - conclude Hawking.
Per questo vado a lavorare e mi godo tutti i secondi dell'esistenza".
Nel frattempo ha chiesto a Richard Branson di accettare la sua
iscrizione per essere spedito nello spazio a bordo della sua astro-
nave Virgin Galactic. E Branson, ovvio, ha detto sì. Il primo volo
è previsto tra qualche anno. Ma vista la biografia del signore dei
buchi neri, non c'è da stupirsi se relizzerà il suo sogno".
Lucianone
Riflessioni / ricerche - La salsa polacca e il falso Schindler
8 agosto '13 - giovedì 8th August / Thursday visioni post - 3
Riflessioni
Giovedì
Immaginate l'export annuale di 282 tonnellate di lumache da
mangiare: di quale paese parliamo? La Francia, direte in molti.
Sbagliato. Parliamo della Polonia. Il Paese dove eroi democra-
tici, 4 generali e un Papa, avviarono la svolta dell'89, l'econo-
mia più dinamica dopo la Germania e a fianco della Finlandia,
umilia la "Cinquième" nella riserva di caccia della gourmandise.
Oltre 300 bioimprenditori polacchi si sono lanciati nell'allevamen-
to di lumache. Mentre in Francia troppi pesticidi hanno azzoppato
la produzione. Non è un settore chiave dell'economia polacca co-
me auto, elettronica o aerospaziale, ma tira.
Una volta di più l'Est (o meglio, il Mitteleuropa) sorpassa il Sud
della Ue, e batte anche gli orgogliosi francesi. Non è la prima vol-
ta che Varsavia sorpassa Parigi: nella seconda guerra mondiale,
fu non la Francia bensì la Polonia la quarta potenza della coali-
zione antinazista, tra piloti nella Royal Air Force e nella VVS rus-
sa, soldati che liberarono Montecassino, Ancona e Bologna e par-
tigiani che scoprirono Auschwitz. Francesi indispettiti? Producano
almeno più lumache.
(da 'la Repubblica' - 13 giugno 2013 - "Escargot in salsa polacca",
di Andrea Tarquini)
Ricerche
Venerdì
Giovanni Palatucci, lo "Schindler italiano", Giusto di Israele dal
1990, dichiarato martire da Giovanni Paolo II e per il quale il Va-
ticano ha in corso una causa di beatificazione, in qualità di vice-
commissario a Fiume era in realtà un fedele esecutore delle leggi
razziali. Non salvò nesuno dallo sterminio nazista, anzi contribuì
a mandare a Auschiwitz gran parte della comunità ebraica della
città. Nuovi studi e documenti consultati dai ricercatori del Centro
Primo Levi hanno scoperto l'amara verità. Per questo il museo del-
l'Olocausto di Washington ha già deciso di rimuovere il suo nome
da una mostra, mentre lo Yad Vashem di Gerusalemme e il Vatica-
no hanno iniziato a esaminare i documenti. la mitizzazione di Pala-
tucci venne pilotata dallo zio vescovo per far ottenere una pensione
ai famigliari, ma nessuno controllò mai i documenti originali. La sua
deportazione a Dachau nel 1944, dove poi morì, non fu determinata
dalle sue gesta per salvare gli ebrei, ma dalle accuse tedesche di
appropriazione indebita e tradimento, per aver passato ai britannci
i piani per l'indipendenza di Fiume
(da/06 'la Repubblica' - 21/06/2013 - "Il falso Schindler italiano" - Fabio Scuto)
Lucianone
Riflessioni
Giovedì
Immaginate l'export annuale di 282 tonnellate di lumache da
mangiare: di quale paese parliamo? La Francia, direte in molti.
Sbagliato. Parliamo della Polonia. Il Paese dove eroi democra-
tici, 4 generali e un Papa, avviarono la svolta dell'89, l'econo-
mia più dinamica dopo la Germania e a fianco della Finlandia,
umilia la "Cinquième" nella riserva di caccia della gourmandise.
Oltre 300 bioimprenditori polacchi si sono lanciati nell'allevamen-
to di lumache. Mentre in Francia troppi pesticidi hanno azzoppato
la produzione. Non è un settore chiave dell'economia polacca co-
me auto, elettronica o aerospaziale, ma tira.
Una volta di più l'Est (o meglio, il Mitteleuropa) sorpassa il Sud
della Ue, e batte anche gli orgogliosi francesi. Non è la prima vol-
ta che Varsavia sorpassa Parigi: nella seconda guerra mondiale,
fu non la Francia bensì la Polonia la quarta potenza della coali-
zione antinazista, tra piloti nella Royal Air Force e nella VVS rus-
sa, soldati che liberarono Montecassino, Ancona e Bologna e par-
tigiani che scoprirono Auschwitz. Francesi indispettiti? Producano
almeno più lumache.
(da 'la Repubblica' - 13 giugno 2013 - "Escargot in salsa polacca",
di Andrea Tarquini)
Ricerche
Venerdì
Giovanni Palatucci, lo "Schindler italiano", Giusto di Israele dal
1990, dichiarato martire da Giovanni Paolo II e per il quale il Va-
ticano ha in corso una causa di beatificazione, in qualità di vice-
commissario a Fiume era in realtà un fedele esecutore delle leggi
razziali. Non salvò nesuno dallo sterminio nazista, anzi contribuì
a mandare a Auschiwitz gran parte della comunità ebraica della
città. Nuovi studi e documenti consultati dai ricercatori del Centro
Primo Levi hanno scoperto l'amara verità. Per questo il museo del-
l'Olocausto di Washington ha già deciso di rimuovere il suo nome
da una mostra, mentre lo Yad Vashem di Gerusalemme e il Vatica-
no hanno iniziato a esaminare i documenti. la mitizzazione di Pala-
tucci venne pilotata dallo zio vescovo per far ottenere una pensione
ai famigliari, ma nessuno controllò mai i documenti originali. La sua
deportazione a Dachau nel 1944, dove poi morì, non fu determinata
dalle sue gesta per salvare gli ebrei, ma dalle accuse tedesche di
appropriazione indebita e tradimento, per aver passato ai britannci
i piani per l'indipendenza di Fiume
(da/06 'la Repubblica' - 21/06/2013 - "Il falso Schindler italiano" - Fabio Scuto)
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