martedì 13 agosto 2013

Sport - Mosca / Mondiali di Atletica

13 agosto '13 - martedì           13th August / Tuesday                    visioni post - 4

Salto con l'asta
La russa Isinbayeva conquista di nuovo
l'oro ed è il suo terzo titolo mondiale

La campionessa russa conquista il suo terzo titolo mondiale con misura di 4.89. Argento per la statunitense Suhr , terza la cubana Silva. Nei 400 trionfo di Merritt. Aman, primo etiope iridato negli 800.

La regina Yelena Isinbayeva o Elena Isimbaeva, come sostiene il suo passaporto, aveva gli occhi lucidi, perché la gente ha riempito gli spazi vuoti dello stadio dei giorni scorsi solo per lei. Ha sentito un brivido correrle due volte lungo la schiena, quando ha sbagliato la prima prova alla misura d‘entrata 4.65 e poi ancora per l’errore a 4.75. Ma così ha tenuto desto il pubblico, perché lei è stata sul palcoscenico per tutto il pomeriggio. Ha come sempre parlato all’asta prima di ogni salto e ha parlato a Sovietski Sport del suo possibile prossimo matrimonio con maternità. Chissà. Intanto è tornata a salire a 4.89 e poi ha chiesto 5.07, diretta al cuore del mondiale. Non ce l'ha fatta, ma che importa? Seconda la statunitense Suhr e terza la cubana Silva, entrambe ferme a 4.82.

Regina Isinbayeva: tris iridato

  • fotogallery
  • fotogallery
  • fotogallery
  • fotogallery

IL BREAK — "Sono davvero fiera di me stessa per aver vinto davanti al pubblico di casa" ha detto la "Zarina" dopo il trionfo nel salto con l'asta.Come aveva già rivelato in luglio, però, adesso la campionessa russa metterà da parte l'atletica per dedicarsi alla sua vita privata e agli affetti famigliari. "Datemi un break. E se tutto andrà bene - ha spiegato Yelena - potrei tornare in tempo per provare per le Olimpiadi di Rio. Ma solo se sarò in grado di saltare in alto...".

La corsa dei 400 mt.
LaShawn Merritt nei 400 ha vestito i panni di Michael Johnson, lo ha quasi ricordato nell’incedere nell’ultimo rettilineo, solo che lui è più bello del primatista del mondo. Ha letteralmente distrutto Kirani James, che è addirittura finito al settimo posto fra le comparse. Sapevamo che Merritt quest’anno era tornato forte, ma francamente non ce lo aspettavamo così, 43”74. Nel 2009 lo aveva beccato con del testosterone in eccesso in corpo. Lui aveva detto che aveva preso uno stimolante sessuale, ha scontato 1 anno e nove mesi. Alle sue spalle è emerso l’altro statunitense McQuay, 44”60, mentre il belga Jonathan Borlee ( 44”54) è stato beffato sul traguardo dal giovane domenicano Santos, 44”52.
La corsa degli 800
Mohammed Aman è il primo etiope a vincere gli 800 ai Mondiali. Era il favorito, ma in questa stagione aveva gareggiato molto, forse troppo. Ma è stato bravo a scardinare la tattica statunitense, che il duo Solomon- Simmons aveva ideato. I due si erano messi davanti per bloccare qualsiasi iniziativa e imporre la gara che avevano in testa. Tutto è funzionato fino all’ingresso del rettilineo d’arrivo, dove Solomon è crollato proprio mentre Aman cominciava l’attacco. Simmons non ha avuto scampo, ma ha difeso l’argento, mentre al bronzo è arrivato Sulemain del Djibuti, paese dove non c’è un corso d’acqua, ma ha un porto importante. Da lì erano partiti alcuni avversari di Pizzolato nella maratona di New York a metà degli anni ’80.
L'etiope Mohammed Aman. Reuters
L'etiope Mohammed Aman

L'eptathlon
L’eptathlon ha offerto uno spettacolo davvero bello e drammatico. Alla partenza dell’ultima gara, gli 800, erano ancora in tre ad avere la possibilità di guadagnarsi l’oro l’ucraina Ganna Melnichenko, in testa con 5.619 punti seguita dalla signora Eaton, che però gareggia per il Canada, distanziata di 68 punti e dall’olandese Dafne Shippers, giovane ma dalla volontà di ferro.a 119 punti. La Eaton ha tentato di sfinire l’avversaria, ma l’ucraina l’ha francobollata e alla fine le ha lasciato solo una manciata di punti. Così la Melnichenko, trentenne, ora è d’oro, ma il futuro probabilmente sarà della ventunenne Shippers, questa volta bronzo.
Il lancio del disco
 L’omone Robert Harting, tedesco doc, ha monopolizzato il lancio del disco con delle bordate che lo hanno portato a 69.11. Ha alcune idee discutibili, ma è davvero una forza scatenata della natura, il degno erede di Riedel, dominatore prima di lui.
3000 siepi
Nei 3000 siepi donne c’è stata la lotta scontata fra keniane ed etiopi, l’hanno spuntata le prime. Ha vinto Milcah Cheywa in 9’11”65 davanti alla connazionale Chepkurui, terza la etiope Assefa. Gara con poca storia, se si esclude il balletto finale della medaglia d’oro.

Lucianone

domenica 11 agosto 2013

Società /economia - Tutto su stipendi e pensioni d'oro

11 agosto '13 - domenica           11th August / Sunday                     visioni post - 4

IlMessaggero.it

Camera, ecco gli stipendi d'oro:
per i commessi 130mila euro l'anno,
con redditi raddoppiati in meno di 20 anni

ROMA - «I nostri stipendi sono già bloccati»: si difendono così i dipendenti della Camera, a chi gli contesta di avere un trattamento economico di tutto privilegio. Ma, se è vero che anche le loro retribuzioni sono ferme (ma soltanto fino al 2015), è altrettanto vero che la progressione dei loro stipendi non ha pari.

GOCCIA NEL MARE
E il taglio delle loro indennità di funzione, dal 70% del ruolo apicale al 30% degli altri, appena decisa dall’ufficio di presidenza di Montecitorio, è una goccia nel mare delle risorse necessarie a sostenere livelli di retribuzioni che, nel corso degli anni, raddoppiano. Basta compulsare le tabelle messe on-line sul sito della Camera, per verificarlo. Un operatore tecnico, la qualifica più bassa prevista e per la quale è richiesto solo il diploma in qualsiasi istituto professionale, appena assunto guadagna 30mila351, 39 euro (al netto degli oneri previdenziali) all’anno, che dopo 10 anni diventano 50 mila 545,28 euro, dopo 20 raggiungono quota 89mila 528,05 euro, e dopo 30 anni sono 121 mila 626,43 euro. Che fanno? Barbieri, elettricisti, centralinisti. Poi ci sono i commessi, o meglio: assistenti parlamentari: all’ingresso percepiscono 34 mila 559,94 euro (le cifre sono sempre al netto degli oneri pensionistici), dopo 10 anni hanno una busta paga da 50 mila 545,28 euro, dopo 20 da 89 mila 528,05, dopo 30 da 121 mila 626,43 euro. Ce ne sono 19 che lavorano a Montecitorio da più di 36 anni e guadagnano 127 mila 210,32 euro l’anno. Cifra che arriva a sfiorare i 200 mila euro considerati gli oneri previdenziali.


PROGRESSIONE
Più cresce la qualifica, più lievita lo stipendio: i collaboratori tecnici (che si occupano, per esempio, dei servizi radiofonici e televisivi) guadagnano dai 30 mila 619,24 euro iniziali ai 136 mila 301,46 euro di fine carriera. Ce n’è uno che arriva a 145 mila 875,47 euro. Oppure i segretari parlamentari: lo stipendio di partenza è 34 mila 875 euro, ma quattro dipendenti con questa qualifica intascano 149 mila 227,07 euro l’anno, mentre il loro decano guadagna 156 mila 185,02 euro. Certo, alcuni di loro hanno grandi responsabilità. Sono i consiglieri parlamentari, i dirigenti per intenderci: per vincere il concorso superano 6 prove scritte e un orale su qualsiasi tipo di materia («niente di meno complesso di quanto affrontato da un notaio o un magistrato», spiegano) e devono essere disponibili praticamente sempre, al servizio dell’imprevedibilità della politica. I loro stipendi sono in linea con quelli dell’alta dirigenza della funzione pubblica, con la differenza che non possono assumere alcun altro incarico: il loro salario di ingresso è di 64 mila815,28 euro, ma dopo 30 anni guadagnano 318 mila 654,96 euro. Il più anziano, dal punto di vista professionale, raggiunge i 341 mila 677,94 euro. Di meno guadagnano solamente i documentaristi, che forniscono in tempo reale ai parlamentari i dossier utili a valutare l’impatto delle proposte di legge: a inizio carriera percepiscono 38 mila 929,32 euro, alla fine 212 mila euro. Nell’unico caso di lungo corso, la cifra sale a 227 mila 240,04. Davanti a cifre così, il taglio delle indennità è poco più che un solletico: un vice assistente parlamentare superiore avrà 225,40 euro, un capo ufficio 378,30, un consigliere capo servizio 598.96, un vicesegretario generale 652,56, il segretario generale 662,02. Ma l’operazione trasparenza della Camera non è applicata ai ruoli apicali. Del segretario generale della Camera Ugo Zampetti (in forze da poco meno di un ventennio), si conosce soltanto il reddito d’ingresso, 406mila399,02 euro che, però, aumenta del 2,5% ogni due anni, come quello dei due vicesegretari, entrati alla Camera con una busta annua di 304mila847,29 euro.

La classifica Inps
Pensioni d'oro: una sorpresa
da 90 mila euro al mese

(da  Il  Corriere della Sera  -  8 agosto 2013  /  Antonella Baccaro)

Sono centomila i "super-pensionati " che costano al sistema ben 13 
miliardi di euro all'anno.    Ieri il sottosegretario al Welfare, Carlo Del-
l'Aringa, rispondendo in Commissione Lavoro della Camera a un'in-
terrogazione di Deborah Bergamini (Pdl), ha rispolverato l'albo delle
"pensioni d'oro", riaprendo il file delle polemiche.    La pensione più
alta erogata dall'Inps ammonta a 91 mila 337,18 euro lordi mensili.
Corrisponde al profilo di Mauro Sentinelli, ex manager e ingegnere
elettronico della Telecom, che percepisce qualcosa come 3,008 euro
al giorno, cui si sommano i gettoni di presenza  che prende  come
membro del consiglio di amministrazione di Telecom e presidente
del consiglio  d'amministrazione di Enertel Servizi Srl.
Scorrendo la "top ten" previdenziale fornita dal sottogretario, c'è
un salto fra il primo e il secondo posto, che si ferma a 66.436,88
euro.  Il titolare in questo caso non è noto, mentre al terzo posto
con circa 51.781 euro, dovrebbe esserci Mauro Gambaro, ex di-
rettore generale di Interbanca e dell'Inter Football Club, oggi ad-
visor specializzato nel corporate finance e presidente del cda di
Mittel management srl.
A seguire, Alberto De Petris, ex di Infostrada  e  Telecom, che 
porta a casa circa 51 nila euro, mentre a un'incollatura c'è pro-
babilmente Germano Fanelli, fondatore della  Octotelematics,
che nel 2010 accumulava dieci ncarichi differenti.
Dal quinto a decimo posto della classifica si resta nella fascia
dei 40 mila euro, esattamente da 47,934,61 a 41,707,54 euro.
In questo ambito dovrebbero ritrovarsi  manager come Vito
Gamberale, amministratore delegato di F2i, oppure Alberto
Giordano, ex Cassa di Roma e federico Imbert, ex JP Morgan.
Questi numeri - ha commentato Bergamini - dimostrano tutta 
la portata distorsiva di quel criterio retributivo dal quale ci stia-
mo fortunatamente allontanando grazie alle riforme pensioni-
stiche degli ultimi anni. Benchè gli interventi in materia siano
particolarmente delicati, anche sul fronte della costituziionali-
tà, e avendo cura di evitare qualsiasi colpevolizzazione verso
i beneficiari di questi trattamenti, che li hanno maturati secon-
do le regole vigenti, è evidente che il tema coinvolge una que-
stione di equità e di coesione sociale non più trascurabile dal-
le istituzioni, specialmente in un momento di grave crisi econo-
mica e di pesanti sacrifici per tutti".   
E in effetti sono ancora troppe le pensioni da migliaia e migliaia
di euro al mese pagate in Italia che non hanno alcun nesso eco-
nomico con i versamenti effettuati. La deputata Giorgia Meloni (FdI)
propone da tempo di fissare un tetto all'importo delle "pensioni
d'oro", oltre il quale andare solo se nel tempo si sono pagati con-
tributi che giustifichino tale importo. In questo modo si potrebbe-
ro risparmiare molti milioni di euro.
Il ministro del Lavoro, Enrico Giovannini, ha già risposto alla sollecitazione
appena assunto l'incarico, osservando che il tema è giusto ma che i governi
che in passato hanno provato a intervenire, anche fissando un semplice con-
tributo di solidarietà, si sono scontrati con la Corte Costituzionale e col prin-
cipio dei diritti acquisiti. Si può cambiare la Costituzione?

Lucianone

giovedì 8 agosto 2013

Ultime notizie - dall'italia e dal Mondo - Latest news

8 agosto '13 - giovedì          8th August - Thursday                     visioni post - 12

da  CorrieredellaSera.it

ROMA  -  Consiglio dei ministri
Via al decreto Anti femminicidio
'Fuori di casa il marito violento'
Le misure: l'arresto in flagranza di reato per stalking
e querela irrevocabile. "Lotta senza quartiere alla violenza".


Il governo scende in campo contro la violenza sulle donne. E contro la strage delle donne. «Stamani il Consiglio dei ministri approva il decreto che contiene le nuove norme di contrasto al femminicidio. L'avevamo promesso. Lo facciamo». L'annuncio arriva via Twitter in mattinata.
ORGOGLIO - Poi una conferenza stampa per illustrare i 12 articoli del decreto legge anti femminicidio. «C'era bisogno nel nostro Paese di dare un segno fortissimo, ma anche un cambiamento radicale sul tema». Per questo Enrico Letta, al termine del Consiglio dei ministri che ha approvato il decreto per la lotta al femminicidio, si è detto «molto orgoglioso che il nostro governo abbia deciso questo intervento». Un provvedimento, sottolinea il presidente del Consiglio, che «deve dare un chiarissimo segnale di contrasto e di lotta senza quartiere» al triste fenomeno del femminicidio», ha spiegato il premier Letta.

ECONOMIA  /  Italia
Tesoro: "Iniquo abolire Imu su prima casa"
Il Pdl protesta: "La tassa va eliminata"
Il ministro Saccomanni: "L'abolizione costa 2,4 miliardi,
renderla permanente avrebbe effetti regressivi".
L'esenzione totale dell'Imu sulla prima casa è una «misura sconsigliabile» perché «iniqua», «poco efficiente e regressiva», oltre a costare alle casse dello Stato 4 miliardi di euro l'anno. È quanto emerge dal documento di 105 pagine sulla riforma dell'Imu pubblicato dal Tesoro sul sito e che contiene 9 ipotesi di intervento.

«SERVICE TAX» - Per le ipotesi di riforma, il ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni, ha spiegato come sia necessario un«chiarimento delle implicazioni concrete delle varie proposte, nella consapevolezza che le scelte politiche debbono basarsi su adeguati approfondimenti tecnici».
Tra le varie ipotesi quella di far confluire l'Imu in una «service tax», una delle ipotesi più accreditate secondo quanto dichiarato dal sottosegretario Pierpaolo Baretta. L'obiettivo dichiarato dal governo è quello di mettere a punto entro fine agosto una riforma della tassazione sugli immobili.

Gazzetta ufficiale  (gennaio '94)
Il blitz sulle pensioni d'oro
La "leggina" più veloce della Repubblica
Da Agnes a Gamberale, la corsa al fondo Inps. / Tabacci: "Imporre
la scelta tra assegni (pubblici) elevati e stipendi.
«L' Italia è il Paese che amo...» erano le prime parole che Silvio Berlusconi pronunciava nel videomessaggio registrato che il pomeriggio del 26 gennaio 1994 annunciava la sua «discesa in campo». Nello stesso Paese, in quelle stesse ore, mentre in Parlamento suonava la campanella del «liberi tutti», sulla Gazzetta Ufficiale compariva una leggina di dieci righe, approvata dal Parlamento il giorno prima a tempo di record e a tempo di record pubblicata. 

Si sparse subito la voce che era stata fatta apposta per Biagio Agnes, l'ex direttore generale della Rai che da qualche anno aveva traslocato alla Stet, la finanziaria telefonica pubblica. Non era una malignità infondata. Quella leggina favoriva il passaggio al fondo dei telefonici presso l'Inps di chi godeva già di una pensione di una gestione diversa, magari di un altro fondo dello stesso istituto di previdenza. Fu così che Biagio Agnes, pensionato dal 1983, riuscì a decuplicare il suo assegno: da 4 milioni di lire a 40 milioni 493.164 lire al mese. Decorrenza, marzo 1994. Un mese dopo l'approvazione della legge. 
La cosa non passa inosservata. 
I Cobas del pubblico impiego diramano un comunicato al fulmicotone, rivelando che la ricongiunzione costerà alla Stet, cioè allo Stato (nel 1994 i telefoni sono ancora pubblici) e ai risparmiatori che hanno comprato il titolo in borsa, qualcosa come 5,8 miliardi di lire. Oggi sarebbero più di quattro milioni e mezzo di euro.
Qualche giorno dopo che quelle dieci righe hanno tagliato in Senato l'ultimo traguardo, Dino Vaiano spiega sul Corriere com'è andata. Cominciando dagli autori. Il primo a correre in soccorso dell'irpino Agnes è il lucano Romualdo Coviello, deputato di Avigliano, in provincia di Potenza. Democristiano di sinistra come Biagione, non tradirà mai la causa. Dalla Dc ai popolari, alla Margherita. Racconta Vaiano: «Sono giorni caldi, le commissioni lavorano come slot machine, strizzando l'occhio alle lobby e alle categorie che potrebbero garantire voti. Le leggi decollano, fedeli all'equazione degli anni ruggenti della partitocrazia: spesa pubblica uguale voti. Perfino gli attenti funzionari parlamentari ammettono di non averci capito quasi nulla. Ma la rapidità è da record. La leggina sulle pensioni d'oro corre come Speedy Gonzales...» 

L'Occupazione
Lavoro e contratti a termine
Ecco le regole per i giovani
Il governo: 190 mila piccole imprese pronte ad assumere con
gli incentivi della nuova legge
Il giorno dopo l'approvazione definitiva alla Camera del decreto Lavoro, varato nella notte tra mercoledì e giovedì, il governo incassa applausi - quelli di Rete Imprese Italia -, qualche critica - la Lega secondo cui il provvedimento «non risolve i problemi del Paese» - e una pungolatura: secondo il presidente della commissione Lavoro Maurizio Sacconi, «costituisce una prima, parziale, risposta all'emergenza occupazionale». In attesa che entri in vigore, dopo la pubblicazione in Gazzetta ufficiale, il ministero del Lavoro tasta il terreno: secondo uno studio commissionato a Unioncamere, sono tredici su 100, in totale quasi 200 mila, le piccole e medie imprese italiane (fino a 49 addetti) pronte a usare gli incentivi per l'occupazione. E, soprattutto, il 38% delle Pmi afferma che, in mancanza di incentivi, non assumerebbe. Ma la legge, oltre agli incentivi per il lavoro, prevede molti altri provvedimenti importanti. Vediamo quali. 

Avanti i giovani
I datori di lavoro che entro il 30 giugno 2015 assumano, con contratto di lavoro a tempo indeterminato, dipendenti di età tra i 18 e i 29 anni, che non hanno un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi o privi di un diploma di scuola media superiore o professionale, avranno diritto per 18 mesi a un contributo pari a un terzo della retribuzione mensile lorda imponibile ai fini previdenziali. Questa somma non potrà superare i 650 euro. Lo stesso incentivo è previsto, per un periodo di 12 mesi, per chi trasforma un contratto a tempo determinato in uno a tempo indeterminato. A patto che l'imprenditore assuma, entro un mese, un altro lavoratore. Se invece decide, senza esservi tenuto, di stabilizzare un disoccupato che percepisce l'Aspi (l'indennità specifica), riceverà un contributo pari al 50% dell'indennità mensile residua. Per il finanziamento dell'incentivo sono previste risorse statali pari a 500 milioni per le regioni del Sud e a 294 per le altre, nonché possibili finanziamenti da parte delle Regioni stesse. Previste norme anche per la stabilizzazione degli associati in partecipazione con apporto di lavoro. Mentre cresce la dote per la liquidazione dei debiti della Pubblica amministrazione, che si spera invogli gli imprenditori ad assumere: altri 20-25 miliardi in arrivo. 
Imprenditori di se stessi
Sarà più semplice mettere su una start up . Per costituire una società a responsabilità limitata, basterà un euro, e i soci fondatori non dovranno per forza avere meno di 35 anni. Si estendono anche al 2016 le agevolazioni fiscali previste per il 2013-2015 in favore di persone fisiche e giuridiche che vogliano investire nel capitale sociale di imprese innovative, e si diminuisce dal 20 al 15% la quota della spesa da destinare ad attività di ricerca e sviluppo. Il fondo per promuovere l'autoimpiego nel Mezzogiorno è finanziato con 80 milioni, e altri 80 milioni ai progetti del piano azione coesione.
Impara l'arte...
E mettila da parte, dice un vecchio adagio. La legge sul lavoro prevede l'adozione di linee-guida per l'apprendimento professionalizzante, che dovranno essere adottate entro il 30 settembre dalla conferenza Stato-Regioni. Un milione di euro andrà al Fondo «mille giovani per la cultura» destinato alla promozione di tirocini formativi e orientamento nei settori delle attività e dei servizi per cultura destinati ai giovani fino ai 29 anni. E vengono stanziati 10 milioni per l'alternanza scuola-lavoro, che permette ai ragazzi di passare alcuni giorni negli uffici o nelle officine, a imparare un mestiere. Stanziati 168 milioni per borse di tirocinio per giovani del Sud.

Contratti più snelli 
Sono ridotti i tempi tra un contratto a termine e l'altro: da 60 a 10 giorni per i contratti fino a sei mesi e da 90 a 20 giorni per i più lunghi. Senza la pausa, scatta la conversione a tempo indeterminato. Viene estesa la possibilità di fare contratti senza causale, ed eliminato il divieto di proroga del primo contratto a termine casuale. Il contratto a progetto è ampliato: se l'attività di ricerca scientifica si prolunga, il progetto prosegue. Fissato invece un limite massimo di chiamata per i lavori intermittenti: 400 giornate di lavoro effettivo in tre anni. 

Vietnam 
Padre e figlio ritrovati dopo 40 anni nella giungla
delle guerre che non finiscono
PECHINO – Quando le guerre dell’Indocina finiscono, in realtà proseguono in altra forma. I francesi vennero battuti da Ho Chi Minh e dal generale Giap a Dien Bien Phu nel 1954, ma la guerra cambiò scala e belligeranti; arrivarono gli americani che se ne andarono nel ’73, ma si combatté fino al ’75, e in Cambogia addirittura fino al ’99, con la resa degli ultimissimi Khmer rossi. E davvero la guerra non era mai finita per Ho Van Thanh e per suo figlio Ho Van Lang: li hanno trovati adesso nella giungla del Vietnam centrale, coperti solo da fibre vegetali intessute, una capanna issata su un albero a 6 metri dal suolo, asce e coltelli rudimentali. Soli, dal 1971: lontani da tutto, soprattutto dalla guerra.
BOMBARDAMENTO E FUGA Ho Van Thanh era scappato quando il suo villaggio era stato bombardato sterminandogli la famiglia. Aveva portato con sé il piccolo di un anno, ignaro che un altro figlio, nato il giorno stesso dell’attacco sulle capanne di Tra Xinh, nella provincia di Quang Ngai, fosse sopravvissuto. Fu lui a trovare padre e fratello una ventina d’anni fa, senza però riuscire a convincerli a seguirlo. Stavolta li hanno intercettati di nuovo a una quarantina di chilometri di distanza e l’operazione di recupero è andata – almeno da un certo punto di vista – a buon fine. Il padre, 82 anni, è stato legato al letto in ospedale: sta bene come il figlio, ma rifiuta cibo e acqua e appare – dice il nipote – “molto triste. Temiamo voglia scappare”.
MONTAGNARD Mentre il Vietnam cresceva, diventava un’economia dinamica e diventava amico dell’ex nemico americano, i due Ho Van si nutrivano di canna da zucchero, mais, di ciò che trovavano e cacciavano, e coltivavano e fumavano tabacco. Sono di etnia cor, uno dei gruppi di montagnard spesso leali ai francesi e agli Usa e discriminati dai viet maggioritari. La riemersione dalla foresta ha qualcosa di persino banalmente cinematografico, à-la “Apocalypse Now” o Tarzan. Rimanda ai giapponesi ritrovati nelle Filippine o nel Pacifico anni dopo il 1945. O al dramma delle famiglie di hmong rimaste in armi fino a ben dopo il 2000 sulle colline del Laos centrale: fuori dal mondo, quasi senza munizioni, affamate, malate, braccate dall’esercito di Vientiane, in attesa che gli antichi alleati francesi o americani venissero a salvarle. Ho Van Thanh, invece, la pace che cercava per sé e per il figlio in fondo l’aveva trovata.
Bologna
L'ultimo saluto di Bologna alla ragazza uccisa a Los Angeles
Alice, il giorno dell'ultimo saluto
Il papà: "Speravamo fosse solo un film"

Il feretro dorato nella camera ardente in azienda,
poi i funerali davanti a centinaia di persone. 
La zia: «Vogliamo giustizia». Il parroco: «Uno strazio»

La bara di Alice in azienda
PIANORO (BO) - «È uno strazio averla vista il giorno del matrimonio e ora essere qui per il suo funerale». Monsignor Paolo Rubbi, parroco della chiesa di Santa Maria Assunta, a Pianoro, dice in poche parole quello che qui sentono tutti. È il giorno dell'ultimo saluto ad Alice Gruppioni, nel suo paese sulle colline appena fuori Bologna. Il feretro della ragazza uccisa sabato scorso a Venice Beach da un'auto lanciata contro la folla è arrivato alla Sira, l'azienda di famiglia, poco prima delle 11: era lì che Alice passava la gran parte delle sue giornate, hanno raccontato i parenti nei giorni scorsi, è uno dei posti che amava di più. Lunga la fila davanti alla camera ardente: familiari, amici e anche tanti operai. Poi il funerale, nella chiesa dove solo tre settimane fa Alice era arrivata sorridente con l'abito bianco di pizzo, davanti a centinaia di persone.

lucianone


Personaggi - Lo scienziato Stephen Hawking

8 agosto '13 - giovedì           8th August / Thursday                        visioni post - 7

Il celebre scienziato racconta la sua vita
In un libro e in un filmato il matematico, fisico e cosmologo
britannico racconta della malattia, la morte incombente, dei
matrimoni e divorzi / Hawking: "Volevano staccarmi dalle
macchine, ma mia moglie ha detto no all'eutanasia".

(da la Repubblica - 29/07/2013  -  Ettore Livini da Londra)

"Signora Jane. La situazione è serissima e c'è poco da fare. Basta che
lei ci dica sì e noi stacchiamo le macchine". Di buchi neri si è occupa-
to, da scienziato, per tutta la carriera. Ma quello più scuro - destinato 
a mangiarsi non la luce  o  la massa di una qualche galassia lontana
anni luce da noi, ma la sua stessa vita - Stephen Hawking l'ha incon-
trato, e molto da vicino, nel 1985.   E oggi, quasi trent'anni dopo, ha 
deciso - in un documentario e in una biografia in uscita tra pochi me-
si - di svelare al mondo, dopo i segreti di stelle  e  via Lattea, anche i 
segreti più nascosti del suo piccolo universo personale., compresa la
"quasi morte" di allora.  "Ero a Ginevra, in coma farmaceutico per
provare a curare una polmonite, figlia della atrofia muscolare  pro-
gressiva che mi ha ridotto in carrozzella - racconta per la prima volta
nel documentario "Hawking", in uscita nelle prossime settimane-. I 
medici pensavano che ci fosse poco da fare.   E così hanno offerto a 
mia moglie (la prima, Jane Wilde, ndr.) la possibilità di farla finita".
Lei, per fortuna sua e della scienza, ha detto di no. "Ha voluto a tut.
ti i costi che tornassi a Cambridge". Lì gli hanno praticato un'inci-
sione in gola "che mi ha rubato per sempre la possibilità di parlare
ma mi ha fatto guarire". Consentendo al geniale cosmologo inglese
di completare nel 1987 'A brief History of time' (in italiano Dal Big 
Bang ai buchi neri), il libro che con 10 milioni di copie vendute in 40
lingue differenti l'ha reso famoso in tutto il pianeta. E di concedersi 
oggi, 50 anni dopo che i medici gli avevano pronosticato pochi mesi 
di vita, il lusso di indagare  sui misteri  di se stesso, provando a rac-
contare nella doppia biografia scritta (''My brief History', in libre-
ria a settembre) e in celluloide  i segreti e le magie  di un'esistenza 
vissuta come una stella, in eterna sospensione tra la fortissima lu-
ce del palcoscenico della notorietà e il rischio di essere risucchiato
dal buco nero della morte.













Stephen Hawking





Per Hawking non è stato un esercizio facile. A 71 anni, e con i suoi acciacchi,
lavorare è un percorso tutto in salita. Il libro - malgrado la Intel stia lavoran-
do per mettere a punto un sistema di scrittura studiato "ad hoc" per lui  -  ha
voluto comporlo (per la prima volta) tutto da solo.  Muovendo il cusrsore con
l'ultimo muscolo del suo corpo  che ancora risponde al cervello, quello della
guancia, al ritmo di 1 - 8 parole al minuto. Risultato: un capolavoro di sinte-
si, 20mila parole (una biografia-bonsai per gli ego ipertrofici della letteratu-
ra moderna) in cui, come nel film-documentario, ripercorre un passo alla vol-
ta il miracolo di una vita "che non foss'altro per la sua precarietà ho impara-
to a godermi in ogni momento".  Dall'infanzia passata a piantare tubature e
impianti elettrici nella casa delle bambole della sorella - che l'aveva con pre-
veggenza soprannominato "Einstein" - agli anni dell'Università in cui ha
conosciuto Jane e gli è stata diagnosticata la malattia che gli ha cambiato
l'esistenza.
Parla (e scrive) lui. Intervengono amici, collaboratori. Senza retorica, con
candore, come quando lo stesso Hawking si domanda preoccupato se è più
famoso "per la malattia e la sedia a rotelle che per le scoperte scientifiche".
Come in un grande fratello ad alto quoziente d'intelligenza, non ci viene 
sprecata nessuna debolezza nascosta nelle pieghe della quotidianità. Jane,
con cui il fisico ha ricostruito un bel rapporto d'amicizia, alza il velo sen-
za pruderie sui problemi del loro rapporto personale: "Mi sono innamora-
ta di lui per il suo sorriso aperto e i suoi occhi grigi:  Ma dopo la malattia
è stato un problema. C'erano due Siephen Hawking: il fenomeno pubblico
e la vita privata tra medici e infermieri che ci ha precipitato nel nostro bu-
co nero. All'inizio ci divertivamo lo stesso ed eravamo convinti di sconfig-
gere l'atrofia e i medici". Ma non è andata così. "La fama e la fortuna da
una parte e i problemi di gestire la vita di tutti i giorni dall'altra sono sta-
ti troppo per me", conclude Jane. I due hanno divorziato nel 1995, lo stes-
so anno in cui Stephen ha sposato la sua infermiera Elaine Mason.
















Libro e documentario (e direttamente lo stesso scienziato smentiscono
la vulgata secondo cui Elaine avrebbe abusato fisicamente di lui, mal-
trattandolo.    "Il nostro matrimonio è stato passionale e tempestoso -
ammette il fisico - ma è stata la stampa a dipingermi come una vittima
di violenza domestica. Elaine non ha fatto niente di tutto questo".
Anche le seconde nozze però sono andate in fumo. Ma il cosmologo
di Oxford non ha perso un grammo della sua voglia di vivere.  
"Il mio unico timore è quello di non riuscire più a muovere il mu-
scolo della guancia, spero che gli esperti di software trovino prima 
altre soluzioni per me.    Di sicuro, come dimostra la sua voglia di 
raccontarsi, non ha intenzione di alzare bandiera bianca. Mai di-
re mai, come fossimo ancora all'85. "Se lo mettessero in una casa
di cura sarebbe finito, è il combattente  più pazzo  che abbia mai
conosciuto", dice nel video l'attuale assistente sanitario Niki Pi-
geon.  ò- "Ogni giorno potrebbe essere l'ultimo - conclude Hawking. 
Per questo vado a lavorare e mi godo tutti i secondi dell'esistenza".
Nel frattempo ha chiesto  a Richard Branson  di accettare la sua  
iscrizione per essere spedito  nello spazio a bordo della sua astro-
nave Virgin Galactic. E Branson, ovvio, ha detto sì. Il primo volo
è previsto tra qualche anno. Ma vista la biografia del signore dei
buchi neri, non c'è da stupirsi se relizzerà il suo sogno".

Lucianone

Riflessioni / ricerche - La salsa polacca e il falso Schindler

8 agosto '13 - giovedì            8th August / Thursday                       visioni post - 3

Riflessioni  
Giovedì 
Immaginate l'export annuale  di 282 tonnellate di lumache  da
mangiare: di quale paese parliamo? La Francia, direte in molti.
Sbagliato. Parliamo della Polonia. Il Paese dove eroi democra-
tici, 4 generali e un Papa, avviarono la svolta  dell'89, l'econo-
mia più dinamica dopo la Germania e a fianco della Finlandia,
umilia la "Cinquième"  nella riserva di caccia della gourmandise.
Oltre 300 bioimprenditori polacchi si sono lanciati nell'allevamen-
to di lumache. Mentre in Francia troppi pesticidi hanno azzoppato
la produzione. Non è un settore chiave dell'economia polacca co-
me auto, elettronica o aerospaziale, ma tira.
Una volta di più l'Est (o meglio, il Mitteleuropa)  sorpassa  il Sud
della Ue, e batte anche gli orgogliosi francesi. Non è la prima vol-
ta che Varsavia sorpassa Parigi: nella seconda guerra mondiale,
fu non la Francia  bensì la Polonia  la quarta potenza  della coali-
zione antinazista, tra piloti nella Royal Air Force e nella VVS rus-
sa, soldati che liberarono Montecassino, Ancona e Bologna e par-
tigiani che scoprirono Auschwitz. Francesi indispettiti? Producano
almeno più lumache.
(da 'la Repubblica'  -  13 giugno 2013 - "Escargot in salsa polacca",
di Andrea Tarquini)

Ricerche
Venerdì
Giovanni Palatucci, lo "Schindler italiano", Giusto di Israele dal
1990, dichiarato martire da Giovanni Paolo II e per il quale il Va-
ticano ha  in corso  una causa di beatificazione, in qualità di vice-
commissario a Fiume era in realtà un fedele esecutore delle leggi
razziali.   Non salvò nesuno dallo sterminio nazista, anzi contribuì
a mandare a Auschiwitz  gran parte  della comunità ebraica della
città. Nuovi studi e documenti consultati dai ricercatori del Centro
Primo Levi hanno scoperto l'amara verità. Per questo il museo del-
l'Olocausto di Washington ha già deciso  di rimuovere il suo nome
da una mostra, mentre lo Yad Vashem di Gerusalemme e il Vatica-
no hanno iniziato a esaminare i documenti.  la mitizzazione di Pala-
tucci venne pilotata dallo zio vescovo per far ottenere una pensione
ai famigliari, ma nessuno controllò mai i documenti originali. La sua
deportazione a Dachau nel 1944, dove poi morì, non fu determinata
dalle sue gesta  per salvare gli ebrei, ma dalle  accuse  tedesche di
appropriazione indebita e tradimento, per aver passato ai britannci
i piani per l'indipendenza di Fiume
(da/06 'la Repubblica'  -  21/06/2013 - "Il falso Schindler italiano" - Fabio Scuto)

Lucianone

Tecnologia / Internet - Le App e la Mamma digitale

8 agosto '13 - giovedì       8th August / Thursday                             visioni post - 3

Dalla postura alla dieta: così la Mamma
digitale controlla la nostra vita
Nuovi gadget elettronici ci dicono di tenere la schiena dritta o ci
rimproverano se non facciamo attività fisica. Il fenomeno è stato
battezzato "Big Mother". C'è chi asicura: "E' perfetta: quando
mi dà noia la disattivo"

(da la Repubblica - 27 maggio 2013 - Massimo Vincenzi / New York)
Heidi, manager di una socirtà in Australia, si alza dalla sedia della sala
riunioni e inizia a camminare  avanti e indietro  per la stanza  incurante 
dei sorrisi dei colleghi. Il braccialetto colorato che porta al polso ha ap-
pena ricevuto un segnale  dal suo smartphone  che  la informa ora dopo 
ora del consumo di calorie e dell'attività fisica necessaria per smaltirle.
John, un programmatore californiano, sta davanti al computer. Per un
pò resta concentrato sulla postura, poi il lavoro e la stanchezza prendo-
no il sopravvento e lui si affloscia in una posizione finto-comoda dan-
nosa per la sua schiena. E' un attimo: dal Mac parte un sibilo che lo
avvisa dell'errore e gli ricorda pure con un grafico la posizione da as-
sumere.
CONTINUA... to be continued...

lunedì 5 agosto 2013

Società/politica - ITALIA / Conclusione processo Berlusconi-mediaset

5 agosto '13 - lunedì          5th August / Monday                             visioni post - 6


CONDANNA BERLUSCONI su Mediaset

È arrivata poco fa dal ‘Palazzaccio’ (così viene chiamato il Palazzo di Giustizia di Roma e sede della Corte Suprema di Cassazione), la sentenza tanto attesa che vede imputato Silvio Berlusconi per il reato di frode fiscale nell’ambito dell’acquisizione dei diritti tv dagli Stati Uniti, già condannato dalla Corte d’Appello di Milano a quattro anni di reclusione e cinque anni di interdizione dai pubblici uffici. 
A leggere il verdetto il togato Antonio Esposito, che ha presieduto la stessa Corte composta dai cinque membri sorteggiati dal primo presidente della Corte di Cassazione Giorgio Santacroce.
La Corte ha confermato la condanna a quattro anni di reclusione, ma ha rinviato ad altra sezione (rispetto a quella che si è espressa sul merito del processo) della Corte d’Appello di Milano la riformulazione del calcolo degli anni di interdizione; questo perché viene previsto, per i reati fiscali, un massimo di interdizione di tre anni ai sensi dell’articolo 12 del decreto legislativo 10 marzo 2000 n. 74.
È da chiarire tuttavia che, nonostante i quattro anni di reclusione, tre di questi vengono coperti dall’indulto: rimanendo un solo anno il colpevole Berlusconi può richiedere una pena alternativa alla detenzione come l’affidamento in prova ai servizi sociali o la detenzione domiciliare.

In quest’ultimo caso vorrebbe dire che, anche se non dovesse essere condannato all’interdizione dai pubblici uffici, egli non potrebbe rilasciare alcuna dichiarazione pubblica, ricevere telefonate o contatti con l’esterno se non con l’autorizzazione del giudice.
Interdizione o meno la condanna fa scattare l’incandidabilità, visto che il cavaliere dovrebbe prima attendere il parere della giunta per le immunità, poi la decisione dell’aula del Senato, che a scrutinio segreto voterà la presa d’atto della condanna, già ‘definitiva ed eseguibile’ per quanto riguarda la pena principale, come ha affermato Bruti Liberati, procuratore di Milano.
Certo è che lo scenario politico riceverà un importante stravolgimento, soprattutto visto che l’attuale governo Letta è retto dalla più grande intesa della storia politica della Repubblica, che lega con assurdità e di certo poca credibilità il centro-destra al centro-sinistra; grande intesa che potrebbe spaccarsi come si augurano Movimento 5 Stelle e Sel, vista l’incongruenza di un governo sorretto e alleato di una fazione politica il cui leader ha ora alle spalle una condanna penale.
   Silvio Berlusconi, condannato per frode fiscale

Intanto dal Quirinale il Presidente Giorgio Napolitano esorta al ‘rispetto per la magistratura’, invitando il Paese a ‘ritrovare coesione e serietà’; Guglielmo Epifani, segretario reggente del Pd, auspica l’esecuzione della sentenza, mentre dal suo blog Beppe Grillo paragona la condanna di Berlusconi alla caduta del Muro di Berlino del 1989, ovvero la caduta dell’evasore che per anni ha paralizzato la politica italiana, così come il muro paralizzò e divise per 28 anni la Germania.

Ora, dunque, ci auspichiamo una rinascita della nostra amata Repubblica e con lei della classe politica, liberata forse (certo non c’era bisogno di una sentenza per poterlo dire, ma è pur sempre una soddisfazione avere fonti, prove e decisioni legali a carico), dall’evasore che con la sua prassi di appoggi e giochi di potere solo per assicurare ad amici, parenti e delinquenti impunità, favori, denaro e fama, ha depauperato il nostro Paese di importanti valori ed i cittadini del loro pane quotidiano. Non ci resta che vedere cosa succederà.
(da  www.storieculturalpop.org)

Lucianone


domenica 4 agosto 2013

Sport - Mondiale di nuoto / Barcellona 2013

4 agosto '13 - domenica               4th August / Sunday                           visioni post - 3

NUOTO  
Un super Paltrinieri:  bronzo nei 1500 stile libero   
L’azzurro ha concluso in 14'45"37, nuovo primato italiano 
Ultima giornata di gare a Barcellona. Daya Seto è il nuovo campione del mondo dei 400 misti. Yuliha Efimova ha vinto la medaglia d’oro nei 50 rana. Camille Lacourte oro nei 50 dorso
Barcellona, 4 agosto 2013 - Gregorio Paltrinieri ha vinto la medaglia di bronzo nella finale dei 1500 metri stile libero ai Mondiali di nuoto di Barcellona. L'azzurro ha concluso con il tempo di 14'45"37, nuovo primato italiano. Medaglia d'oro al cinese Sun Yang, argento al canadese Ryan Cochrane.
Il ventunenne Yang Sun ha trionfato facendo registrare il tempo di 14'41"14. Per lui si tretta del terzo oro dopo quello nei 400 e negli 800 stile libero (impresa riuscita solo all'australiano Grant Hackett, nel 2005 a Montreal). Cochrane, in testa per buona parte della gara, ha toccato in 14'42"48. Per l'Italia, si tratta della seconda medaglia arrivata dal nuoto in questa edizione dei Mondiali.

LA DEDICA DI PALTRINIERI - "Non pensavo veramente a niente. Sono contentissimo, un tempo di 14'45" è un sogno, non me lo aspettavo", ha detto il nuotatore carpigiano, che ha dedicato la medaglia al suo allenatore Stefano Morini e a tutti quelli che gli sono stati vicino. "Sono contento per me e per il 'Moro'. Per tutti quelli che mi sono stati vicini. Devo ringraziarlo, perche' senza il suo aiuto non ci sarei riuscito". ha aggiunto. "Sono entrato in acqua per dare il massimo, mi sono detto anche se arrivo ottavo non mi creo problemi, ma quando ho visto che ero terzo ho provato a rimanerci e negli ultimi 200 metri ho visto Jaeger e mi sono detto devo resistere, a costo di svenire", ha rivelato il fondista azzurro.
"Da metà gara in poi mi sono visto li' davanti ed ho ripensato a tutti i sacrifici fatti per arrivare qua. Ho spinto al massimo e sono riuscito a trovare quelle forze in più per riuscire". Paltrinieri ha anche rivelato un po' di amarezza per tutti i commenti negativi dopo il sesto posto negli 800. "Mi spiace aver letto delle cattiverie nei miei e nei suoi confronti (riferendosi all'allenatore Morini, ndr). Hanno scritto ‘Paltrinieri non sa nuotare, non sa fare le virate, e questo e quello... Ma non mi interessa quello che dicono gli altri. Io sono il primo a dire che la mia nuotata non e' perfetta ma qualcosa ho fatto se sono giunto quinto a Londra e terzo qui".
STAFFETTA 4X100 - La Francia ha vinto la medaglia d'oro nella staffetta maschile 4X100 mista con il tempo di 3'31"51 ai mondiali di nuoto di Barcellona. I transalpini si sono aggiudicati il primo posto grazie alla squalifica degli Stati Uniti, sanzionati per una partenza anticipata di Kevin Cordes (secondo frazionista). Sul podio l'Australia, argento in 3'31"64, e al Giappone, bronzo in 3'32"26. Sesto posto per l'Italia di Di Tora, Scozzoli, Rivolta e Orsi che hanno chiuso in 3'34"06.
Fuori dalla finale della staffetta mista, invece, le azzurre. Squalificato il quartetto composto da Federica Pellegrini, Lisa Fissneider, Ilaria Bianchi ed Erika Ferraioli per la partenza anticipata della Ferraioli nella quarta frazione. La vittoria è andata, poi, agli Stati Uniti, che si sono imposti in 3'53"23 davanti all’Australia, argento in 3’55"22. Bronzo alla Russia in 3'56"47.


400 MISTI UOMINI - Daya Seto è il nuovo campione del mondo dei 400 misti. Nell'ultimo Il giapponese si è imposto in 4'08"69, davanti allo statunitense Chase Kalisz, argento in 4'09"22, e al brasiliano Thiago Pereira, medaglia di bronzo in 4'09"48.
Nulla da fare invece per gli italiani Federico Turrini e Luca Marin, che non sono riusciti a qualificarsi per la finale. Marin ha chiuso la propria batteria al terzo posto con il tempo di 4'17"71, mentre Turrini ha ottenuto il quarto posto nella sua eliminatoria nuotando in 4'15"96, decimo tempo complessivo, a 15 centesimi dall'ottavo tempo che gli avrebbe permesso di entrare in finale. Il miglior crono delle batterie è stato realizzato dallo statunitense Chase Kalisz (4'11"87).

"Questa è la mia prima vera finale mancata. Mi dispiace perché il tempo necessario per entrarci si poteva nuotare ma questo è lo sport", ha commentato Luca Marin dopo l'eliminazione. "Ormai i giovani ti massacrano - ha aggiunto - ma è anche giusto che nei misti sia arrivato il nuovo cambio di generazione". Il siciliano non ha sciolto le riserve sul futuro: "Per arrivare fino a Rio sono tre anni, è dura e bisogna valutare - conclude - ne parlerò con il mio allenatore (Massimo Meloni, ndr) - nel caso decidessi di provarci il prossimo anno bisognerà mollare un po' la corda. Quando sarà il momento ve lo dirò".
"C'è rammarico perché il tempo per la finale si poteva fare. Era alla mia portata invece la guarderò dalla tv", ha detto invece Federico Turrini dopo l'eliminazione. "Mi trovavo in una batteria difficile dove sono passati tutti molto forti e forse nella rana ho strappato un po' per raggiungerli - ha aggiunto - comunque in questo campionato penso di aver avuto anche sfortuna. Dopo l'eliminazione nei 200 misti ho perso un po' di sicurezza. Oggi mi sentivo tranquillo ma non è bastato".
50 RANA DONNE Yuliha Efimova ha vinto la medaglia d'oro nei 50 rana. La russa con un rush finale si è imposta con 29"52, superando la lituana e primatista del mondo Ruta Meilutyte (29"59). Terzo posto e medaglia di bronzo per la statunitense Jessica Hardy (29"80).
50 DORSO UOMINI - Il francese Camille Lacourte si è aggiudicato l'oro nei 50 dorso, impoendosi in 24.42 davanti al connazionale Jeremy Stravius, argento in 24.54 a pari merito con lo statunitense Matt Grevers, campione olimpico e mondiale dei 100 dorso.
400 MISTI DONNE Katinka Hosszu ha vinto l'oro nella finale dei 400 metri misti femminili. L'ungherese ha concluso con il tempo di 4'30"41 davanti alla russa Mireia Garcia Belmonte, argento con 4'31"21 e la statunitense Elizabeth Beisel, bronzo con 4'31"69.
Lucianone

Società - Italia / commento - Sulle famiglie povere

4 agosto '13 - domenica          4th Aigust / Sunday                          visioni post - 3

(da 'la Repubblica' - 20/05/2013  /  Chiara Saraceno)

DALLA  PARTE DELLE FAMIGLIE POVERE
Alimentazione, consumi energetici (acqua, luce, gas, benzina e gasolio), telefono
e abitazione (affitto, mutuo), sono gli ambiti di spesa  che incidono maggiormente
sui bilanci delle famiglie a basso reddito.     Sono anche i settori che - soprattutto
gli alimentari e i beni energetici - hanno conosciuto il maggiore aumento dei prez-
zi in questi anni e che, quindi, hanno colpito in modo sproporzionato proprio le fa-
miglie a più basso reddito. In altri termini, queste famiglie non solo sono state più
vulnerabili delle altre alla perdita di reddito dovuta alla perdita o riduzione dell'oc-
cupazione. Hanno anche sperinìentato in misura maggiore  una diminuzione sensi-
bile del potere d'acquisto del reddito su cui potevano contare e proprio rispetto ai
beni più necessari: una alimentazione adeguata, potersi riscaldare, cucinare, illu-
minare l'abitazione, pagare l'affitto, mantenere quei rapporti minimi con l'esterno
che non contribuiscono solo  alla qualità della vita, ma sono  indispensabili  anche 
per mantenere o trovare un lavoro.
Se tra il 2005 e il 2012 l'indice armonizzato dei prezzi al consumo è salito del 17,5%,
se si considera il pacchetto di consumi specifici di famiglie con diversi livelli di red-
dito (controllando per ampiezza della famiglia), l'aumento risulta  del 20,2% per le 
famiglie a più basso reddito, 4 punti percentuali in meno di quello (16,3) sperimen-
tato dalle famiglie con i redditi più alti. L'aumento dei prezzi ha quindi ridotto in mo-
do sensibile il potere d'acquisto di tutti, ma in misura molto maggiore quello dei più
poveri, colpendo spese non voluttuarie, ma essenziali.
E' quanto emerge da un'analisi dell'Istat, che non si limita a verificare il tasso com-
plessivo di inflazione  e  neppure a disaggregarlo per settori merceologici e/o aree
di consumo, ma stima la sua incidenza per bilanci e nodelli di consumi familiari dif-
ferenti.. - Questi dati dovrebbero essere al centro delle decisioni di politica econo-
mica che il governo prenderà nei prossimi giorni e settimane, non solo per una ov-
via questione di equità, ma anche per una banale questione di fattibilità
Le famiglie più povere non possono ridurre ulteriormente i consumi, dato che 
hanno già intaccato quelli necessari.  Ed anche quelle che stanno un pò meglio,
ma sono lontane dall'agiatezza, sono già al limite. Di conseguenza qualsiasi in-
tervento sull'Iva dovrà essere calibrato per non aggravare bilanci già messi a 
dura prova nei consumi essenziali.    Analogamente qualsiasi taglio alla spesa
(ad esempio nella sanità, nella scuola, nei servizi di base)  andrà calibrato per
l'impatto che potrebbe avere sui bilanci famigliari più modesti. E qualsiasi de-
cisione sull'Imu, uscendo  dal facile populismo  per cui  la prima abitazione di
proprietà è un bene da non tassare a prescindere dal suo valore e dal reddito
di chi la possiede, dovrebbe concentrarsi principalmente sui proprietari a bas-
so reddito ed eventualmente con una rata di mutuo pesante per il loro bilancio.
Senza dimenticare che tra le famiglie a basso reddito sono concentrati gli affit-
tuari. Questi non traggono nessun sollievo da politiche della casa rivolte  solo
ai proprietari. Hanno invece visto in questi anni assottiglairsi, e poi sparire, il
Fondo nazionale per il sostegno all'affitto,  La responsabilità delle politiche in
questo settore è rimasta solo ai Comuni che, tuttavia, hanno visto diminuire i
trasferimenti loro destinati e la stessa autonomia impositiva, come testimonia-
to dalle vicende dell'Ici prima, dell'Imu oggi.
Le conseguenze della riduzione di consumi importanti da parte delle famiglie
in condizioni economiche più modeste possono avere effetti anche di lungo pe-
riodo., in particolare sulla salute e istruzione dei figli. E' di questi giorni la no-
tizia che in città come Torino sono diminuite le domande di iscrizione al nido.
CONTINUA...
to be continued...