martedì 23 luglio 2013

Società / scenari - L'America di Obama / Detroit, metropoli fallita

23 luglio '13 - martedì          23rd July / Tuesday                      visioni post - 13

In Russia lo zar (ma fino a quando?) Putin è sotto il tiro dei 
dissidenti, Navalnyj in primis, e della protesta  sempre  di 
più popolare.  Lì la situazione economico-sociale è a tutto
vantaggio di una piccola parte di ricchi e quindi della èlite
del Paese, creata appunto dalla politica strozza-popolo (di-
ritti compresi) portata avanti in lunghi anni di potere da un
Putin, che ora comunque sente sul collo il fiato delle mon-
tanti proteste di piazza.
Dall'altra parte,
nell'America di Obama, le cose (soprattutto la situazione
economica) sembravano essere in buona parte migliorate
sotto la spinta di una politica di crescita tendente a ridurre
drasticamente il debito pubblico e in favore di un'occupazio-
ne che, effettivamente, ha dato buoni frutti riducendo con-
temporaneamente in modo consistente  la disoccupazione
(arrivata quasi ai limiti europei). 
Ma ora non tutta l'America  sta beneficiando  dei risultati che
comunque in non molto tempo Obama è riuscito a raggiungere
dopo il suo secondo mandato.   E' il caso di alcune grandi città
come Detroit, e il seguente articolo che ho trovato e letto nel
quotidiano  la Repubblica  descrive molto bene  uno scenario  
che è bene conoscere.
(Lucianone)

(da la Repubblica - 20/07/2013 -  Massimo Vincenzi)
"Detroit sta affondando, aiutateci"
Sulle strade della metropoli fallita / Scuole chiuse, ambulanze
ferme: la bancarotta che scuote l'America.
Detroit -
Sopra c'è scritto : 'abbiamo bisogno di democrazia, non di un commissario'.
E' in pensione, in questo palazzo di vetro e cemento ha lavorato per una
vita e adesso lotta per i suoi diritti. E poco importa se la sua sfida ( e di
quelli come lei) sta uccidendo la città dove è nata: "Ah no, io non ci sto 
a questo gioco. Non siamo noi i colpevoli della situazione.  Quei due si-
gnori pensano che per avere un tetto e un  pò di cibo dobbiamo campare
sulle spalle dei nostri figli? O che dovevamo lavorare sino alla morte?
Comandano loro, trovino ,loro il modo per darci quello che ci spetta".
Quei due signori sono il governatore del Michigan Rick Snyder e il
commissario speciale Kevin Orr, che giovedì pomeriggio si sono arresi
dichiarando il fallimento di Detroit: il più grande nella storia degli Stati
Uniti. Un debito tra i 18 e i 20 miliardi (di dollari), l'impossibilità di arri-
vare ad un accordo  con i creditori (fondi pensioni in testa)  e i ripetuti 
no dei sindacati ad una riduzione dei salari pubblici spingono Orr dove
aveva giurato  non sarebbe mai arrivato quattro mesi fa, all'inizio del 
suo incarico: "Ci aspettano scelte dolorose, ma purtroppo non ci sono
alternative. Se qualcunio ha un piano diverso o un'dea migliore, venga
da me. Lo accolgo a braccia aperte. Ma le cifre del nostro bilancio non
ci lasciano speranze", dice nella conferenza stampa di ieri. Poi aggiun-
ge: "Vi sembra possibile vivere in una città dove i bambini camminano
lungo le strade buie e malmesse, dove sui tetti delle case fatiscenti cre-
scono arbusti  o  dove  se chiamate la polizia  gli agenti  arrivano dopo  
un'ora perchè sono pochi?".  - Non aspetta la risposta, la conosce già.
La sua idea è quella di usare i poteri straordinari che la pratica del fal-
limento gli concede per rimettere in marcia la capitale dell'auto. Servo-
no tagli drastici alla pubblica amministrazione che è la vera zavorra: i
dipendenti sono 13 mila, 1 per 55 abitanti, quasi un servizio a domicilio.
Poi, con i soldi incassati, vuole avviare un piano da un miliardo e mezzo
di dollari per rimettere in sesto le infrastrutture.   Ma non sarà facile, i
rappresentanti dei fondi pensioni minacciano ostruzionismo legale e già
ieri un giudice della contea di Ingham  ha dichiarato incostituzionale la
richiesta di bancarotta.  "Se la prendono con noi che siamo l'anello de-
bole ", dice Brett. E' qui che ascolta Jenna parlare e fa sì con la testa. 
Lui ci lavora ancora in questi uffici, si accende una sigaretta all'ombra
della statua che raffigura lo spirito di Detroit.   Parla, alzando la voce:
"La signora ha ragione, i suoi diritti se li è conquistati. Non è finita lei
in prigione per corruzione, non siamo noi a far funzionare nel peggiore 
dei modi le cose. Andrebbero cambiati tutti i dirigenti, dal numero uno
sino in fondo. Serve una bella ripulita".
E' su questo marciapiede che c'è l'epicentro della protesta . Alcune
mamme distribuiscono volantini che accusano: vogliono toglierci la
Oakman Elementary School. Accanto, un gruppo di persone raccoglie
firme a favore di un ospedale che rischia lo smantellamento. Ecco co-
sa  succede  quando  fallisce  una città:  le luci si spengono, le scuole 
chiudono, le ambulanze restano nei garage, i poarchi diventano deser-
ti. E' il destino di una metropoli schiacciata dal suo stesso peso.   C'è 
una bella cartina pubblicata dal Detroit Free Press che spiega la situa-
zione meglio di tanti saggi: si vede  l'estensione di Detroit  e dentro ci 
stanno San Francisco, Boston e l'isola di Manhattan. E il guaio è che
in questo spazio infinito ci abitano solo 700 mila persone contro quasi
tre milioni. Ovvio che i conti non tornano, le tasse non bastano più.
Eppure  Detroit non ha la faccia di un ammalato. Basta risalire Wood-
ward Avenue, lo stradone che da Downtown corre berso nord, per ren-
dersene conto. Qui c'era il deserto sino a quattro anni fa.  I giganti del-
l'auto: Gm, Ford e Chrsyler erano sul fondo della loro storia, trascinan-
do con sè anche la città.   I grattacieli liberty erano in disuso, i cartelli
affittasi e vendesi coprivano le grandi vetrate. E' passato poco tempo,
sembra un secolo fa:  ora l'industria dell'auto  è in forte ripresa  e qui
torna la vita. Arrivano soldi e investimenti, l'economia privata festeg-
gia la ripresa.  Dietro Campus Martius Park, la Chrysler dell'era Fiat
ha preso in leasing l'ultimo e  il penultimo piano  di un palazzo storico, 
per metterci alcuni suoi uffici (la maggior parte sono fuori, come tutte
le fabbriche). Negli altri ventuno (piani) lavorano i 900 dipendenti del-
la Quicken Loans, una finanziaria che fornisce mutui, soprattutto  on
line e soprattutto ai più giovani. Il fondatore è Dan Gilbert, per molti 
la rinascita ha il suo volto da eterno ragazzo del college: "Questi che
lui assume cercano poi casa qui vicino, portano i pub e i ristoranti a
riaprire in queste strade. E' un circolo virtuoso", giurano i manager
che si ritrovano nelle sale eleganti  del Detroit  Athletic Club, il cir-
colo pià vecchio ed esclusivo. Ed è qui che la dichiarazione di falli-
mento è stata presa quasi con soddisfazione: "Finalmente invertia-
mo la rotta, è l'occasione giusta per rimediare a 60 anni di declino",
afferma  Sandy  K. Baruah, il presidente  della  Detroit  Regional 
Chamber. La Chrysler con un comunnicato spiega: "Abbiamo fidu-
cia nella città e nella forza di volontà della sua gente. Per noi non
cambia niente, continueremo ad investire qui".  La società insie-
me ad altri partner è impegnata  nel progetto della nuova metro-
politana leggera che collegherà Downtown a Midtown: altra ben-
zina nel motore, un altro passo in avanti. Whole Foods, il gigante
dell'alimentare, aprirà a breve due supermercati qui:  "C'è uno
spirito nuovo, si sente nell'aria. Le persone sono stufe di vivere
sempre  sotto la cappa  del fallimento, della  crisi  economica", 
giura Matthew, che lavora da Compuware, che ha il suo quar-
tiere generale in queste strade. E che per aiutare sponsorizza
con le sue maglie gialle gli uomini che  curano il verde di que-
sta zona.
Poche centinaia di metri  più in là, in  un  altro mondo,  Jenna
sta arrotolando il suo cartello: "Luglio non è un bel mese per
noi", sospira  ricordando gli scontri razziali del 1967.   Poi ri-
trova la grinta:    "Ci chiamano la Grecia d'America. Ma la
Grecia è stata salvata, perchè a noi ci lasciano andare a fon-
do?". Ed è nell'incrocio tra i suoi diritti e la logica dei nume-
ri che Detroit gioca la sua partita più difficile.



(da la Repubblica - 20/07/'13  -  Federico Rampini)
La maledizione della capitale dell'auto
Bisogno essere stati a Detroit per capire che cosa significa vivere in una città
dove il 40% dei lampioni la sera son o spenti per mancanza di corrente.   Una
città dove  la metà dei pachi e giardini pubblici  sono chiusi  perchè sono finiti
da tempo i fondi per la manutenzione e la vigilanza.    Quella che all'apice del
suo trionfo industriale  fu la capitale mondiale  dell'automobile  e  divenne  la
quarta metropoli d'America  con 1,8 milioni di abitanti, era ormai dimagrita a
700.000 abitanti, con vastissime zone  ridotte allo stato di quartieri-fantasma,
desertificati da uno spopolamento senza precedenti in tempi di pace.   Ma la
storia del declino angosciante di Detroit è il penultimo capitolo. Ciò che scon-
certa di più, nelle vicende recenti che hanno preceduto questa bancarotta mu-
nicipale (la più grossa negli annali degli Stati Uniti), è che il fallimento di De-
troit coincide con un periodo di fantastica rinascita della sua industria automo-
bilistica.  -  General Motors, Ford e Chrysler vanno a gonfie vele, la loro spet-
tacolare rimonta è uno dei fattori dell'attuale ripresa economica americana.
Anche se ormai solo Chrysler ha una grossa fabbrica all'interno del perimetro
urbano (quella dove assembla la nuova Jeep Grand Cherokee), anche le altre 
due grandi case hanno ripreso ad assumere in questo bacino di manodopera.
Colipisce la divaricazione estrema tra le due situazioni: da una parte un capi-
talismo privato che torna ad essere forte e opulento; dall'altro un'istituzione
pubblica che va a picco, fino a dichiarare bancorotta.
E' purtroppo la rappresentazione estrema di una contraddizione che l'intera
America sta vivendo. L'economia reale è in crescita da quattro anni, e tutta-
vi lo Stato rimane "povero" in molte delle sue articolazioni ed enti locali: la
qualità dei servizi pubblici langue; molte infrastrutture collettive continuano
a soffrire per una penuria di investimenti. Questo accade perchè in un paese
bicefalo  -  dove il presidente  è  democratico, ma la Camera ha una maggio-
ranza di destra; il Senato è democratico ma  la Corte suprema  e  il governo  
locale di molti Stati è in mano ai conservatori  -  l'ideologia liberista continua
ad avere ampia presa. "Affamare la bestia" è l'antico slogan lanciato ai tem-
pi di Ronald Reagan e la Bestia immonda per i conservatori è ovviamente lo
Stato. Detroit è stata affamata fino in fondo, fino a farla morire d'inedia.
Due pesi, due misure, anche nei procedimenti di bancarotta. Quando erano 
General Motors  e  Chrysler  sull'orlo del fallimento, scattò la procedura di 
bancarotta nota come Chapter 11, con l'obiettivo di risanare e riloanciare le
due aziende. Furono chiesti e ottenuti sacrifici pesanti ai lavoratori ( il dimez-
zamento dei salari per i nuovi assunti) ma al tempo stesso intervenne una ge-
nerosa solidarietà nazionale sotto forma di decine di miliardi intervento pub-
blico.   Nella procedura fallimentare di Detroit ci sarà solo la prima parte: i
sacrifici. saranno licenziati molti dipendenti pubblici, altri dovranno accetta-
re tagli ai salari, anche i pensionati verranno messi a contribuzione: non esi-
stono in America "diritti acquisiti"  neppure nel pubblico impiego, di fronte
alla bancarotta. Qualcuno ,loderà il modello iper-flessibile che consente al-
l' America di uscire più rapidamente dalle crisi. Ma le ferite sociali saranno
dolorose.
CONTINUA... 
to be continued...

lunedì 22 luglio 2013

Società - La Russia di Putin / Il blogger Navalnyj torna in libertà

22 luglio '13 - lunedì            22nd July - Monday                         visioni post - 6

Nella piazza moscovita esplode la festa
dopo l'annuncio che il blogger dissidente
Aleksej Navalnyj è tornato in libertà
Retromarcia dei giudici russi. / Veglia notturna dopo la 
sentenza: "E' solo l'inizio".

(da la Repubblica - 20 luglio 2013 - Nicola Lombardozzi da Mosca)
Un'udienza di 12 minuti dal sapore kafkiano: così il tribunale ha
smentito se stesso
Si canta, si balla, e si urla di gioia alle dieci e mezza del mattimo tra le fontane
della Manezhka, il vezzegiativo con cui i moscoviti chiamano la solenne Piazza
del Maneggio che costeggia il Cremlino. Nastrini bianchi,cartelli improvvisati
con fogli da disegno e pennarelli, e thermos ricolmi di caffè. Almeno mille per-
sone hanno passato la notte in una insolita veglia di protesta per aspettare e,
alla fine, festeggiare la scarcerazione del loro leader Aleksej Navalnyj. E so-
no convinti di averlo liberato loro, con le loro proteste, insieme a tutti gli altri
russi scesi in piazza contemporaneamente in almeno trenta città.
"Le sentenze vanno rispettate e non mischiate con la politica", avrebbe fatto
dire in serata Vladimir Putin al suo portavoce Dmitri Peskhov.   Ma nessuno
spiegherà ufficialmente i motivi dell'inaspettato dietro front che ha restituito
la libertà, seppur vigilata, all'oppositore numero uno.
"Li abbiamo spaventati", diceva forse con un pò troppa sicurezza, uno studente
che non si è mai persa una sola manifestazione anti Putin. "Siamo solo all'inizio",
correggeva prudente l'ex deputato Gennadj Gudkov. Ma la sensazione di forza 
era ampia e anche giustificata. In diretta sui loro inseparabili tablet, i più irridu-
cibili contestatori si sono goduti in piazza la cronaca del loro trionfo: i 12 minuti 
in cui il tribunale regionale di Kiev ha smentito se stesso.
Un'udienza sospesa tra kafka e Ionesco con protagonista la faccia di marmo del
procuratore Bogdanov che chiedeva l'immediata scarcerazione per due motivi.
Il primo che l'arresto è illegale. L'altro che, in questo modo, Navalnyj non potreb-
be liberamente svolgere la sua campagna elettorale per le elezioni di sindaco di
Mosca.  Incredibile, perchè proprio Bogdanov aveva insistito per il carcere im-
mediato convincendo il suo giovane sottoposto che adesso diventava l'unico re-
sponsabile. - Da maestro della comunicazione Navalnyj chiedeva la parola per 
strappare  l'applauso ai pochi presenti in aula e  ai trepidanti spettatori online
del Maneggio:  "Chiedo venga certificata  la  reale  identità  del  procuratore. 
Non può essere lui. deve essere uno dei miei camuffato".   Nessuna reazione 
allo sberleffo.  E mentre, laggiù a Kirov, un incredulo Navalnyj salutava i suoi 
crcerieri, sul Maneggio un migliaio  di assonnati sostenitori  rientrava a casa
lanciando proclami: "Sarà il nostro sindaco".
E' probabile che Navalnyj decida di partecipare davvero al voto ma ha ancora
dei dubbi che si possono comprendere.

Lucianone


Sport - Tennis / Bis di Fognini: trionfo ad Amburgo

22 luglio '13 - lunedì        22nd July / Monday

Super Fabio Fognini: annulla 3 matchpoint,
batte Delbonis e diventa il nuovo Kaiser di Germania
Per l'azzurro un altro successo, una settimana dopo il trionfo
a Stoccarda. / Batte Delbonis e diventa simbolo di un'Italia
che sa crescere. / Ora è n.19 al mondo. / Match vinto anche
contro se stesso e la maledizione delle sue corde.

(da Tuttosport -  22 luglio 2013 - Piero Valesio)
Saremo anche a pezzettini come Paese.  Impoveriti, frustrati, spesso depressi.
Ancora più di frequente spaventati. Ma nel tennis, ragazzi, la musica è diversa.
Altro che un requiem. è un inno alla gioia.  Quella gioia che ti fa scattare dalla
sedia (anche a sdraio) o dal divano su cui sei seduto. Quella gioia che il tennis
sa sublimare magari in un solo colpo. O in una palla avversaria che finisce fuo-
ri di un niente e che vuol dire vittoria. Vincere non è facile nella vita, figuriamo-
ci nel tennis: quando succede ti viene da abbandonarla in fretta quella sedia.
Quando ieri Fabio Fognini si è inginocchiato sulla terra di Amburgo, anche lui
un pò incredulo di aver conquistato il secondo successo nel giro di due settima-
ne, alzi la mano chi non si è alzato di scatto dalla sedia. Dimenticando l'impove-
rimento, la frustrazione, la depressione e lo spavento che accompagnano la no-
stra vita di italiani in questi tempi controversi.




CONTINUA... to be continued...

domenica 21 luglio 2013

Sport - Moto . Mondiale Supersport/Superbike: tragedia in pista

21 luglio '13 - domenica        21st July / Sunday                      visioni post - 7

Nel circuito dei motori ancora una morte di un giovane pilota,
ma questa volta si poteva, si doveva evitare.   E' successo a
Mosca in una gara di Superbike, dove le moto sono mostri che
volano e lo spettacolo è garantito. Ma qui lo show doveva esse-
re fermato, sospeso perchè l'acqua che scendeva era troppa e
quando la pista diventa piscina non è più sport di moto, è solo
un pericolo grosso in più da non far correre ai piloti.
No, non c'erano le condizioni per continuare, adesso lo dicono
quasi tutti i piloti e gli esperti. In questo caso si poteva dire no:
bastava poco per evitare un'altra tragedia, come quella di Marco
Simoncelli.
(Lucianone)

A Mosca travolto in pista: 
muore Andrea Antonelli
Durante la Superbike il pilota 25enne di Castiglione
del Lago aveva perso il controllo della Kawasaki ed
era stato  investito dal bresciano Zanetti, Corsa can-
cellata.
Tragedia in Russia: Andrea Antonelli, 25 anni, di Castiglione del Lago (Perugia), è morto nel centro medico del Moscow Raceway in conseguenza del terrificante incidente che si è verificato al primo giro della settima prova del Mondiale Supersport, la categoria cadetta della Superbike. La corsa è stata immediatamente interrotta e non verrà ripresa. Gli organizzatori hanno deciso di cancellare anche gara-2 della Superbike che doveva partire alle 13.30 italiane. La Supersport è partita sotto una fitta pioggia. Al primo passaggio sul rettilineo principale, lungo circa 900 metri, i piloti di centro gruppo avvolti in una nube d'acqua si sono toccati. A circa 250 km/h orari Antonelli ha perso il controllo della Kawasaki ZX-6R schierata dal team piemontese GoEleven scivolando sulla pista e restando investito da Lorenzo Zanetti, 25enne bresciano in pista con la Honda della squadra olandese Ten Kate. L'impatto è stato violentissimo. I soccorsi sono stati rapidi, tra l'altro il luogo dell'incidente è ad appena duecento metri dal centro medico dell'impianto. Andrea è stato raccolto dalla pista privo di sensi e nonostante i disperati tentativi non ha ripreso conoscenza. Vista la gravità delle condizioni i sanitari hanno cancellato il trasporto in elicottero continuando i trattamenti d'emergenza in centro medico. Vanamente. (LEGGI ANCHMelandri: "Non si doveva correre").

Andrea Antonelli e Valentino Rossi

Andrea Antonelli  e  Valentino Rossi

Non potevi dirgli di non fare quello che faceva perché lui era così, convinto di poter arrivare in Superbike". A dirlo è Arnaldo Antonelli padre di Andrea, il 25enne morto ieri durante la gara delle Supersport del Moscow Raceway. E' appena tornato nella casa di famiglia a Castiglione del Lago. Intervistato dal TgR dell'Umbria ha confessato, in lacrime, che il suo "rammarico è stato di non essere riuscito a portarcelo". "Si meritava qualcosa di più - ha detto ancora Arnaldo Antonelli riferendosi al figlio morto ieri a Mosca - e lo sapeva. Lottava per questo". Nell'intervista il padre del pilota ha ricostruito i momenti successivi all'incidente. "L'ho visto - ha spiegato - quando lo portavano al centro medico. È stato interminabile. Secondo me - ha concluso - era già morto". Non è ancora stata fissata la data dei funerali di Andrea. I tempi della cerimonia sono anche legati all'autopsia sul corpo del giovane, che è prevista per oggi a Mosca. ll rientro in Italia della salma avverrà al più presto dopo l'esame.

Lucianone


Sport - Mondiale di nuoto / Barcellona 2013

21 luglio '13 - domenica         21st July / Sunday                    visioni post - 5

A Barcellona un'edizione record
dei Mondiali di nuoto:
181 i Paesi partecipanti, campioni delle Olimpiadi di 
Londra come Lochte ma sarà assente Phelps, giovani
che puntano alle Olimpiadi brasiliane di Rio e una
Pellegrini che si limita a dorso e staffette.

(da la Repubblica - 20/07/2013 - Alessandra Retico da Barcellona)
E' un cumulo di sogni d'acqua, Barcellona. Cielo gonfio d'umidità,
le spiagge piene, le piscine fresche, le navi e i container addormenta-
ti al porto.  La festa del nuoto è iniziata, cerimonia d'inaugurazione
dei mondiali di nuoto  edizione numero 15..., un'ora abbondante  di
spettacolo al Palau Sant Jordi, la stessa arena della rassegna di dieci
anni fa, quando sbucò in una staffetta una ragazza di 14 anni molto
promettente, si chiamava Federica Pellegrini.
Parco olimpico, quello del '92, sulle alture verdissime di Montjuic
vista Sagrada Familia, i tuffatori quando saltano sembrano angeli
di Gaudì. Mondiale record per numero di paesi (181), 2293 gli atle-
ti.   In un mondo prosciugato dalla crisi, ma voglioso di flutti per
concimarsi. E Barcellona è un misto di sentimenti, come sempre.
E' catalana, autonomista, ma festeggia il suo essere al centro del
mondo e dello sport., ancora una volta.   Nelle stesse ore, i sogni
d'acqua  del suo  secondo mondiale, e le lacrime per l'addio alla
alla panchina del Barca, il club di calcio  che  ogni catalano si 
appunta al petto, di Tito Vilanova troppo malato. Nuoterà dentro
tutto il suo mondo, la città.
Oggi via col fondo, i tuffi e il sincronizzato con le prime medaglie. 
per questi mondiali che sono interrogativi, un anno dopo Londra. 
Conterà  molto  anche  l'invisibile: i primi senza il padrone delle 
acque dell'ultimo decennio Michael Phelps, ma quelli del suo suc-
cessore  Ryan Lochte e dell'intero governo americano guidato da
un appena diciottenne  Missy Franklin.

I Mondiali di Barcellona si aprono con
il secondo posto nei tuffi sincro dal trampolino per 
Cagnotto-Dallapè, dietro alle solite cinesi. E' comunque una
bella rivincita dopo la beffa e le lacrime dei Giochi di Londra.
Cagnotto: "Un traguardo costruito a modo nostro, sentendoci
più libere, perchè nella vita c'è anche altro: è la medaglia più
bella".
Dallapè: "Stare insieme a Tania mi ha fatto crescere. e adesso
posso finalmente andarmene tranquilla in luna di miele".


Si prende l'oro il tunisino Mellouli 
(allenato da una donna) nella 5 km 
di fondo. 
L'Africa arriva prima: l'acqua non è più sua nemica. La
primavera araba libera menti e corpi. Oussama Mellouli,
tunisino, 29 anni, fila via dopo una gara molto combat-
tuta e alla sua prima volta  nella 5 km di fondo la vince
mettendosi dietro  il canadese Eric Hedlin  e  il tedesco
Thomas Lurz, cinque volte campione del mondo. 
L'Italia invece affoga, anche culturalmente, male Va.
nelli e Ferretti, male anche  la Grimaldi  nella prova
femminile (settima). Già suona strano che un fenome-
no tunisino, campione olimpico nella 10 km, stracci 
tutti, figurarsi poi se è allenato da una donna, da Ca-
therine Vogt, assistente di Dave Salo all'università di
Southern California.


Continua... to be continued...






sabato 20 luglio 2013

Economia / società - Notizie recuperate: 'lo spresd fa ricca la Germania'

20 luglio '13 - sabato          20th July / Saturday

80 miliardi dal calo dei tassi: lo spresd 
fa ricca la Germania
Altro che saccheggio ai danni del contribuente, solo guadagni
per il bilancio pubblico tedesco / Effetto rifugio per il  Bund con
capitali in fuga dagli altri Paesi / Il rapporto Allianz.
Ecco i risparmi dovuti alla crisi dei Paesi indebitati

(da la Repubblica - martedì 11 giugno 2013 / Maurizio Ricci)
Al di là delle sottigliezze giuridiche, il dibattito in corso alla Corte
istituzionale di Karlsruhe sulle strategie della Bce è ancorato ad una
potente zamorra emotiva: la rivolta del contribuente tedesco contro il
saccheggio del suo portafogli per far fronte ai debiti degli scriteriati
partner mediterranei. Il problema, con il copione di questo dramma
in diretta, sulla cui legalità si interrogano i giudici di Karlsruhe, è
che il dramma è fasullo.  Dalla crisi scoppiata nel 2009, il bilancio
pubblico tedesco trae assai più benefici che danni, come riconosco-
no, ormai, anche i centri di ricerca tedeschi, individuando una sor-
ta di rendita europea nel mercato del debito pubblico. 
Il calo dei tassi di interesse, dal 2009 ad oggi,  sui Bund e sugli altri
titoli pubblici  farà risparmiare  all'erario tedesco - il calcolo è del-
l'autorevole Ifw di Kiel - 80 miliardi di euro, che diventeranno pro-
babilmente 100, dopo l'ultimo taglio dei tassi da parte della Bce.
Non è una valutazione isolata: già nell'autunno scorso, una grande
società di assicurazioni come Allianz valutava il risparmio in 67 mi-
liardi di euro. Attenzione: questi risparmi riguardano solo il bilan-
cio federale (meno di metà del debito pubblico).   Anche sull'altra 
metà, regioni e comuni hanno lucrato un consistente risparmio di
interessi.   Insomma, il contribuente tedesco lamenta una perdita
ipotetica e non si accorge di un guadagno concreto, che vale 10 
miliardi e più di euro ogni anno.
Per un governo che emette 250-300  miliardi di euro di titoli pub-
blici ogni anno, più di tre anni di tassi in calo rappresentano un
sostegno importante. Si è arrivati all'estremo di investitori pronti
ad acquistare i Bund anche in perdita: o perchè -  sulle scadenze 
a breve termine  -  l'interesse era inferiore a zero  o perchè  -  su 
quelle più lunghe  -  inferiore all'inflazione.  Secondo i calcoli
di Jens Boysen-Hogrefe dell'Ifw, sui titoli emessi dal 2009 in poi,
l'erario tedesco ha risparmiato, rispetto ai tassi pagati nel decen-
nio precedente, 10 miliardi di euro nel solo 2012. Quest'anno sa-
ranno circa 13 miliardi. Proiettando i risparmi sull'arco di dura-
ta dei titoli  (molti decennali)  il risparmio complessivo è, grosso 
modo, di 80 miliardi di euro. Se, poi, si tiene conto anche dell'ul-
timo taglio dei tassi da parte della Bce, il risparmio, secondo l'Ifw,
supererà probabilmente i 100 miliardi.
In larga misura, questo calo dei tassi è l'effetto diretto della crisi,
della recessione e della politica monetaria messa in atto negli ul-
timi anni. La Germania è stata in grado (al contrario, ad esempio,
dell'Italia e degli altri paesi deboli della fascia mediterranea) di
sfruttare pienamente, nel costo del debito, questo risvolto  della
crisi. Ma non è stata l'unica. Anche la Francia, ad esempio, ha
potuto approfittare del calo dei tassi.  Ma in misura inferiore a 
Berlino.  La differenza è data dall'effetto.rifugio del Bund tede-
sco, la cui domanda è stata moltiplicata dall'affollarsi di investi-
tori , a caccia di un investimento sicuro:  spesso capitali in fuga
dai Paesi più colpiti dalla crisi, dalla Spagna all'Italia. In altre
parole, i tedeschi dovrebbero  in buona misura ringraziare, per
il risparmio del calo dei tassi, gli stessi paesi che condannano
per la crisi. Questa domanda extra, scatenata dall'effetto-rifu-
gio ha ulteriormente abbassato i rendimenti dei Bund, con un
risparmio aggiuntivo. Boysen-Hogrefe valuta che la fuga verso
il Bund valga un quarto-un quinto del risparmio complessivo
del calo dei rendimenti: 2 miliardi di euro su 10 nel 2012 e 3
miliardi su 13 nel 2013. 
Nei calcoli  di Allianz, l'effetto rifugio, specificamente tedesco,
ha un peso maggiore di quello che gli attribuisce la Ifw. Rispet-
to a quello che  giustificherebbe  la situazione economica com-
plessiva, infatti, i rendimenti dei titoli decennali sono stati più
bassi di 0,6 punti percentuali nel 2010, 0,7 punti nel 2011, 1,35
nel 2012.      Il risparmio complesivo, comunque, coincide con 
quello calcolato dall'istituto di Kiel: oltre 10 miliardi di euro
l'anno, per un totale (calcolato nel settembre scorso) di 67 mi-
liardi di euro sull'arco di durata dei titoli.

CONTINUA... to be continued...

giovedì 18 luglio 2013

Salute / medicina - Cuore, cervello, gravidanza

18 luglio '13 - giovedì             18th July / Thursday                         visioni post - 5

CUORE
Una ricerca olandese
Il riposo notturno e un pò di moto salvano il cuore.
L'impatto sulla salute di un buon riposo notturno, in aggiunta ai tradizionali 
fattori di stile di vita sano -  esercizio fisico, dieta equilibrata, poco alcol, e
niente fumo - è sostanziale per preservare la salute cardiovascolare. 
A dimostrarlo una ricerca olandese della Wageningen University che per 10
anni ha monitorato lo stato di salute di 14 mila uomini e donne.

GRAVIDANZA
Per chi è predisposta la gravidanza può raddoppiare il rischio di ictus
I cambiamenti ormonali e fisiologici che avvengono nel periodo della
gestazione possono favorire l'ictus cerebrale. 
Secondo l'American heart associationnegli ultimi 10 anni i casi sareb-
bero aumentati del 54%. Questi episodi si verificano con soggetti che
presentano specifici fattori di rischio. Come prevenire? Alimentazione 
equilibrata e controlli medici periodici.

CERVELLO (e mente)
Il cervello fa meno fatica a imparare con gli Omega 3 e con pesce e
uova nel menù la mente accelera
Gli Omega-3 sono acidi grassi polinsaturi essenziali  per lo sviluppo
del cervello: ne sono ricchi il pesce, le noci, le uova. Ricercatori del-
la Oxford University, in uno studio  su 493 studenti con difficoltà di
apprendimento, hanno notato che 9 bambini su dieci risultavano ca-
renti in alimentazione a base di pesce, con concentrazioni dio Ome-
ga-3 più basse della dose minima utile.

Lucianone


L'opinione del giovedì - Tutto continua come prima e anche i poveri restano, anzi aumentano

18 luglio '13 - giovedì            18th July / Thursday                      visioni post - 4

L'opinione
(di Lucianone)
Tutto sta passando come al solito in Italia e nella sua politica, ma
anche nella sua società: Grillo Beppe continua  a strillare  nel suo
Blog, soprattutto contro il Pd, ogni tanto contro Napolitano; Renzi
fa le sue consuete apparizioni in tv e in conferenze pubbliche dicen-
do come dovrebbe essere il Pd, talvolta lo rispetta e altre volte se lo 
mangerebbe (ultimamente sta facendo un giro per l'Europa a trova-
re i vari capi di Stato - ma quando fa il sindaco di Firenze?); la Lega
prima con una leghista mezza sconosciuta, adesso con Calderoli che
ha preso il posto di Bossi prendono di mira la ministra congolese di-
cendole cose per cui in altri Paesi civili/democratici  sarebbero già
stati silurati; Alfano e la Bonino  fanno fare  all'Italia l'ennesima
figuraccia, stavolta a causa di un "non sapevo, non ero informato"
tipico ormai dell'andazzo italiano (grave la situazione di Alfano che
ha tutta l'aria del bugiardo che si è fatto comandare dal dittatore ka-
zako mezzo amico di Berlusconi, ma non è da meno la situazione di
una Bonino che pareva essere - un tempo - paladina dei diritti inter-
nazionali dei profughi, proprio una figuraccia! dov'era? a prendere
il tè con Pannella?). Vabbè, questa è la situazione del 'deja vu', ma
intanto la massa di persone (non numeri), cittadini italiani che sta
attraversando sulla propria pelle una crisi bestiale, si sta allargando.
Loro, nel palazzo giocano ai Quattro cantoni del "non so, non ho vi-
sto, non me ne sono accorto, la colpa non è mia, ma miglioreremo, sì,
lentamente ma la situazione economica e sociale la faremo migliorare,
basta levare l'Imu, abbassare l'Iva...". Discorsi sempre uguali, facce e
timbri di voce identici, anche nei telegiornali.   E Intanto la gente, il
popolo fa fatica a vivere, a fare vacanze o addirittura non le fa più, i
negozi chiudono continuamente, con paesi e paesini da far west.
Le notizie dei telegiornali ormai sono tutte lì, ogni giorno: numero
tot di indagati per frodi a destra e a sinistra, povertà che aumenta,
negozi che chiudono, ma spiagge dedicate solo ai cani e ai loro pa-
droni è la notizia che ogni tanto ci rallegra un pò in questi tempi
tristi. Ah, ce ne un'altra che dimenticavo, ma quasta arriva diret-
tamente dalla piazza, anzi da una piazza di un paese della Sardegna
da dove un bel pò di gente licenziata e cassintegrata ci ha detto che
farà una bella rivoluzione e invaderanno il continente dall'isola.
Sì, insomma, 'i forconi' della Gruber...

Lucianone


Ultime notizie - dall'Italia e dal Mondo / Latest news

18 luglio '13 - giovedì          18th July / Thursday                        visioni post - 8

RUSSIA
Blogger anti-Putin condannato a 5 anni per furto / U
e Usa preoccupati per il processo di natura politica e per
la libertà in Russia
Alexei Navalny, il blogger anti corruzione e il principale oppositore del presidente russo Vladimir Putin, è stato condannato a cinque anni da un tribunale di Kirov, a nordest di Mosca, per appropriazione indebita. L'accusa aveva chiesto sei anni di carcere. Proprio ieri, a sorpresa, la commissione elettorale aveva ammesso la sua candidatura a sindaco della capitale russa proposta da un vasto fronte dell'opposizione, sfidando il sindaco in carica, il putiniano Serghiei Sobianin. Navalny ha rivolto un appello al boicottaggio delle elezioni.

Dopo la condanna Navalny è stato ammanettato in aula e preso in custodia dalla polizia. Pochi minuti prima aveva scritto su Twitter: «Non lasciatevi andare, non restate inattivi». L'opposizione ha indetto per questa sera una manifestazione di sostegno nel centro di Mosca.

Ue: preoccupati per la libertà in Russia. 
«Le condanne di Navalny e di Pyotr Ofitserov suscitano preoccupazione e sollevano seri interrogativi sul rispetto dello stato di diritto in Russia» ha detto l'Alto rappresentante Ue per la politica estera e la sicurezza, Catherine Ashton. «
Durante il processo che ha preceduto la condanna - osserva Ashton - le accuse contro gli imputati non sono state verificate». Una circostanza che è causa di preoccupazione di fronte al verdetto di colpevolezza contro Navalny e ilcoimputato Ofitserov. La società civile svolge un ruolo vitale nell'evidenziare comportamenti scorretti e difendere i diritti umani e quindi non dovrebbe essere messa a tacere. L'esito del processo, alla luce della procedura seguita, prosegue l'Alto rappresentante Ue, solleva seri interrogativi sul rispetto dello stato di diritto in Russia. Spero che le sentenze vengano riviste in occasione del processo d'appello».

Usa delusi. Gli Stati Uniti sono «profondamente delusi» per la condanna a 5 anni di carcere per appropriazione indebita inflitta oggi da un tribunale russo al blogger Alexei Navalny, esponente di primo piano dell'opposizione a Vladimir Putin. Lo scrive su Twitter l'ambasciatore americano a Mosca, Michael McFaul, il quale sottolinea quella che a suo giudizio è stata «la natura apparentemente politica» del processo a Navalny.

ROMA  -  Palazzo Chigi
Vertice di maggioranza. "Imu, Iva e debiti della Pa, misure in arrivo entro fine agosto".

Si è riunita stamattina a Palazzo Chigi la "cabina di regia" del governo per affrontare le emergenze economiche. Presenti alla riunione il premier Enrico Letta, il vicepremier e ministro dell'Interno, Agelino Alfano, il ministro dell'Economia, Fabrizio Saccomanni, quello per i Rapporti con il Parlamento, Dario Franceschini, quello per gli Affari regionali, Graziano Delrio, e i capigruppo di maggioranza.Il governo: dal vertice unità sulle misure economiche. «Nel corso della discussione - si legge nel comunicato diffuso dal governo alla fine del vertice - sono emersi forte sostegno politico, unità d'intenti e larga condivisione sull'impostazione, i tempi, il merito dei provvedimenti da attuare in materia di politica economica nei prossimi mesi, in particolare per ciò che attiene alla legge di Stabilità».
« Nel dettaglio - si legge - è stato confermato l'impegno - entro il termine di legge del 31 agosto - a imprimere un'accelerazione al pagamento dei debiti della Pubblica amministrazione, a fornire soluzioni strutturali per il superamento dell'Imu sulla prima casa nell'ambito di una revisione della tassazione sugli immobili, a individuare le coperture per evitare l'aumento dell'Iva che scatterebbe dal 1 ottobre, ad attuare provvedimenti in materia di ammortizzatori sociali e questione-esodati. Il tutto sarà finalizzato anche a definire strategie che saranno contenute nella legge di Stabilità».


ROMA  -  Vaticano
Spending review in Vaticano: il Papa Francesco crea commissione
per razionalizzare le spese e garantire la trasparenza
Commissione composta da laici esperti di "materie giuridiche, economiche, finanziarie". L'unico ecclesiastico è il segretario. Prima riunione dopo il rientro del Papa dal Brasile
Roma, 19 luglio 2013 - Papa Francesco ha istituito una Pontificia Commissione referente sull’Organizzazione della struttura economico-amministrativa della Santa Sede. Lo rende noto un comunicato della sala stampa vaticana, in cui si specifica che il provvedimento è stato preso il 18 luglio con un chirografo (cioé un documento scritto e firmato direttamente dal Pontefice).

ONU  
Caso Kyenge: "Scioccanti le parole di Caleroli" 

Il portavoce dell'Alto commissario per i diritti umani ha però definito "incoraggiante" la reazione di condanna
La frase offensiva nei confronti del ministro Kyenge è ‘’assolutamente scioccante’’, ha detto oggi a Ginevra all’ANSA Rupert Colville, portavoce dell’Alto commissario Onu per i diritti umani, commentando le parole del vice presidente del Senato Calderoli che ha paragonato il ministro a un orango. La forte reazione di condanna è però “incoraggiante”, ha aggiunto.
 
 “E’ un’affermazione assolutamente scioccante per chiunque la faccia, ma ancor di più se a formularla è una persona che è stata ministro del governo in passato e che ha un ruolo importante”, ha detto Colville.“La forte reazione in Italia, anche tra politici di alto livello è però incoraggiante”, ha aggiunto. “Non è la prima volta che politici italiani fanno questo tipo di dichiarazioni. Il fatto che ora vi sia un grande dibattito e forti condanne pubbliche” è positivo, ma non “nasconde il fatto che sia assolutamente inaccettabile”, ha ribadito evocando l’impatto per quegli elementi della società “più inclini al razzismo”.

Lucianone.