23 luglio '13 - martedì 23rd July / Tuesday visioni post - 13 In Russia lo zar (ma fino a quando?) Putin è sotto il tiro dei dissidenti, Navalnyj in primis, e della protesta sempre di più popolare. Lì la situazione economico-sociale è a tutto vantaggio di una piccola parte di ricchi e quindi della èlite del Paese, creata appunto dalla politica strozza-popolo (di- ritti compresi) portata avanti in lunghi anni di potere da un Putin, che ora comunque sente sul collo il fiato delle mon- tanti proteste di piazza. Dall'altra parte, nell'America di Obama, le cose (soprattutto la situazione economica) sembravano essere in buona parte migliorate sotto la spinta di una politica di crescita tendente a ridurre drasticamente il debito pubblico e in favore di un'occupazio- ne che, effettivamente, ha dato buoni frutti riducendo con- temporaneamente in modo consistente la disoccupazione (arrivata quasi ai limiti europei). Ma ora non tutta l'America sta beneficiando dei risultati che comunque in non molto tempo Obama è riuscito a raggiungere dopo il suo secondo mandato. E' il caso di alcune grandi città come Detroit, e il seguente articolo che ho trovato e letto nel quotidiano la Repubblica descrive molto bene uno scenario che è bene conoscere. (Lucianone) (da la Repubblica - 20/07/2013 - Massimo Vincenzi) "Detroit sta affondando, aiutateci" Sulle strade della metropoli fallita / Scuole chiuse, ambulanze ferme: la bancarotta che scuote l'America. Detroit - Sopra c'è scritto : 'abbiamo bisogno di democrazia, non di un commissario'. E' in pensione, in questo palazzo di vetro e cemento ha lavorato per una vita e adesso lotta per i suoi diritti. E poco importa se la sua sfida ( e di quelli come lei) sta uccidendo la città dove è nata: "Ah no, io non ci sto a questo gioco. Non siamo noi i colpevoli della situazione. Quei due si- gnori pensano che per avere un tetto e un pò di cibo dobbiamo campare sulle spalle dei nostri figli? O che dovevamo lavorare sino alla morte? Comandano loro, trovino ,loro il modo per darci quello che ci spetta". Quei due signori sono il governatore del Michigan Rick Snyder e il commissario speciale Kevin Orr, che giovedì pomeriggio si sono arresi dichiarando il fallimento di Detroit: il più grande nella storia degli Stati Uniti. Un debito tra i 18 e i 20 miliardi (di dollari), l'impossibilità di arri- vare ad un accordo con i creditori (fondi pensioni in testa) e i ripetuti no dei sindacati ad una riduzione dei salari pubblici spingono Orr dove aveva giurato non sarebbe mai arrivato quattro mesi fa, all'inizio del suo incarico: "Ci aspettano scelte dolorose, ma purtroppo non ci sono alternative. Se qualcunio ha un piano diverso o un'dea migliore, venga da me. Lo accolgo a braccia aperte. Ma le cifre del nostro bilancio non ci lasciano speranze", dice nella conferenza stampa di ieri. Poi aggiun- ge: "Vi sembra possibile vivere in una città dove i bambini camminano lungo le strade buie e malmesse, dove sui tetti delle case fatiscenti cre- scono arbusti o dove se chiamate la polizia gli agenti arrivano dopo un'ora perchè sono pochi?". -Non aspetta la risposta, la conosce già. La sua idea è quella di usare i poteri straordinari che la pratica del fal- limento gli concede per rimettere in marcia la capitale dell'auto. Servo- no tagli drastici alla pubblica amministrazione che è la vera zavorra: i dipendenti sono 13 mila, 1 per 55 abitanti, quasi un servizio a domicilio. Poi, con i soldi incassati, vuole avviare un piano da un miliardo e mezzo di dollari per rimettere in sesto le infrastrutture. Ma non sarà facile, i rappresentanti dei fondi pensioni minacciano ostruzionismo legale e già ieri un giudice della contea di Ingham ha dichiarato incostituzionale la richiesta di bancarotta. "Se la prendono con noi che siamo l'anello de- bole ", dice Brett. E' qui che ascolta Jenna parlare e fa sì con la testa. Lui ci lavora ancora in questi uffici, si accende una sigaretta all'ombra della statua che raffigura lo spirito di Detroit. Parla, alzando la voce: "La signora ha ragione, i suoi diritti se li è conquistati. Non è finita lei in prigione per corruzione, non siamo noi a far funzionare nel peggiore dei modi le cose. Andrebbero cambiati tutti i dirigenti, dal numero uno sino in fondo. Serve una bella ripulita". E' su questo marciapiede che c'è l'epicentro della protesta . Alcune mamme distribuiscono volantini che accusano: vogliono toglierci la Oakman Elementary School. Accanto, un gruppo di persone raccoglie firme a favore di un ospedale che rischia lo smantellamento. Ecco co- sa succede quando fallisce una città: le luci si spengono, le scuole chiudono, le ambulanze restano nei garage, i poarchi diventano deser- ti. E' il destino di una metropoli schiacciata dal suo stesso peso. C'è una bella cartina pubblicata dal Detroit Free Press che spiega la situa- zione meglio di tanti saggi: si vede l'estensione di Detroit e dentro ci stanno San Francisco, Boston e l'isola di Manhattan. E il guaio è che in questo spazio infinito ci abitano solo 700 mila persone contro quasi tre milioni. Ovvio che i conti non tornano, le tasse non bastano più. Eppure Detroit non ha la faccia di un ammalato. Basta risalire Wood- ward Avenue, lo stradone che da Downtown corre berso nord, per ren- dersene conto. Qui c'era il deserto sino a quattro anni fa. I giganti del- l'auto: Gm, Ford e Chrsyler erano sul fondo della loro storia, trascinan- do con sè anche la città. I grattacieli liberty erano in disuso, i cartelli affittasi e vendesi coprivano le grandi vetrate. E' passato poco tempo, sembra un secolo fa: ora l'industria dell'auto è in forte ripresa e qui torna la vita. Arrivano soldi e investimenti, l'economia privata festeg- gia la ripresa.Dietro Campus Martius Park, la Chrysler dell'era Fiat ha preso in leasing l'ultimo e il penultimo piano di un palazzo storico, per metterci alcuni suoi uffici (la maggior parte sono fuori, come tutte le fabbriche). Negli altri ventuno (piani) lavorano i 900 dipendenti del- la Quicken Loans, una finanziaria che fornisce mutui, soprattutto on line e soprattutto ai più giovani. Il fondatore è Dan Gilbert, per molti la rinascita ha il suo volto da eterno ragazzo del college: "Questi che lui assume cercano poi casa qui vicino, portano i pub e i ristoranti a riaprire in queste strade. E' un circolo virtuoso", giurano i manager che si ritrovano nelle sale eleganti del Detroit Athletic Club, il cir- colo pià vecchio ed esclusivo.- Ed è qui che la dichiarazione di falli- mento è stata presa quasi con soddisfazione: "Finalmente invertia- mo la rotta, è l'occasione giusta per rimediare a 60 anni di declino", afferma Sandy K. Baruah, il presidente della Detroit Regional Chamber. La Chrysler con un comunnicato spiega: "Abbiamo fidu- cia nella città e nella forza di volontà della sua gente. Per noi non cambia niente, continueremo ad investire qui". La società insie- me ad altri partner è impegnata nel progetto della nuova metro- politana leggera che collegherà Downtown a Midtown: altra ben- zina nel motore, un altro passo in avanti. Whole Foods, il gigante dell'alimentare, aprirà a breve due supermercati qui: "C'è uno spirito nuovo, si sente nell'aria. Le persone sono stufe di vivere sempre sotto la cappa del fallimento, della crisi economica", giura Matthew, che lavora da Compuware, che ha il suo quar- tiere generale in queste strade. E che per aiutare sponsorizza con le sue maglie gialle gli uomini che curano il verde di que- sta zona. Poche centinaia di metri più in là, in un altro mondo, Jenna sta arrotolando il suo cartello: "Luglio non è un bel mese per noi", sospira ricordando gli scontri razziali del 1967. Poi ri- trova la grinta: "Ci chiamano la Grecia d'America. Ma la Grecia è stata salvata, perchè a noi ci lasciano andare a fon- do?". Ed è nell'incrocio tra i suoi diritti e la logica dei nume- ri che Detroit gioca la sua partita più difficile.
(da la Repubblica - 20/07/'13 - Federico Rampini) La maledizione della capitale dell'auto Bisogno essere stati a Detroit per capire che cosa significa vivere in una città dove il 40% dei lampioni la sera son o spenti per mancanza di corrente. Una città dove la metà dei pachi e giardini pubblici sono chiusi perchè sono finiti da tempo i fondi per la manutenzione e la vigilanza. Quella che all'apice del suo trionfo industriale fu la capitale mondiale dell'automobile e divenne la quarta metropoli d'America con 1,8 milioni di abitanti, era ormai dimagrita a 700.000 abitanti, con vastissime zone ridotte allo stato di quartieri-fantasma, desertificati da uno spopolamento senza precedenti in tempi di pace. Ma la storia del declino angosciante di Detroit è il penultimo capitolo. Ciò che scon- certa di più, nelle vicende recenti che hanno preceduto questa bancarotta mu- nicipale (la più grossa negli annali degli Stati Uniti), è che il fallimento di De- troit coincide con un periodo di fantastica rinascita della sua industria automo- bilistica. - General Motors, Ford e Chrysler vanno a gonfie vele, la loro spet- tacolare rimonta è uno dei fattori dell'attuale ripresa economica americana. Anche se ormai solo Chrysler ha una grossa fabbrica all'interno del perimetro urbano (quella dove assembla la nuova Jeep Grand Cherokee), anche le altre due grandi case hanno ripreso ad assumere in questo bacino di manodopera. Colipisce la divaricazione estrema tra le due situazioni: da una parte un capi- talismo privato che torna ad essere forte e opulento; dall'altro un'istituzione pubblica che va a picco, fino a dichiarare bancorotta. E' purtroppo la rappresentazione estrema di una contraddizione che l'intera America sta vivendo. L'economia reale è in crescita da quattro anni, e tutta- vi lo Stato rimane "povero" in molte delle sue articolazioni ed enti locali: la qualità dei servizi pubblici langue; molte infrastrutture collettive continuano a soffrire per una penuria di investimenti. Questo accade perchè in un paese bicefalo - dove il presidente è democratico, ma la Camera ha una maggio- ranza di destra; il Senato è democratico ma la Corte suprema e il governo locale di molti Stati è in mano ai conservatori - l'ideologia liberista continua ad avere ampia presa. "Affamare la bestia" è l'antico slogan lanciato ai tem- pi di Ronald Reagan e la Bestia immonda per i conservatori è ovviamente lo Stato. Detroit è stata affamata fino in fondo, fino a farla morire d'inedia. Due pesi, due misure, anche nei procedimenti di bancarotta. Quando erano General Motors e Chrysler sull'orlo del fallimento, scattò la procedura di bancarotta nota come Chapter 11, con l'obiettivo di risanare e riloanciare le due aziende. Furono chiesti e ottenuti sacrifici pesanti ai lavoratori ( il dimez- zamento dei salari per i nuovi assunti) ma al tempo stesso intervenne una ge- nerosa solidarietà nazionale sotto forma di decine di miliardi intervento pub- blico. Nella procedura fallimentare di Detroit ci sarà solo la prima parte: i sacrifici. saranno licenziati molti dipendenti pubblici, altri dovranno accetta- re tagli ai salari, anche i pensionati verranno messi a contribuzione: non esi- stono in America "diritti acquisiti" neppure nel pubblico impiego, di fronte alla bancarotta. Qualcuno ,loderà il modello iper-flessibile che consente al- l' America di uscire più rapidamente dalle crisi. Ma le ferite sociali saranno dolorose. CONTINUA... to be continued...
22 luglio '13 - lunedì 22nd July - Monday visioni post - 6 Nella piazza moscovita esplode la festa dopo l'annuncio che il blogger dissidente Aleksej Navalnyj è tornato in libertà Retromarcia dei giudici russi. / Veglia notturna dopo la sentenza: "E' solo l'inizio". (da la Repubblica - 20 luglio 2013 - Nicola Lombardozzi da Mosca) Un'udienza di 12 minuti dal sapore kafkiano: così il tribunale ha smentito se stesso Si canta, si balla, e si urla di gioia alle dieci e mezza del mattimo tra le fontane della Manezhka, il vezzegiativo con cui i moscoviti chiamano la solenne Piazza del Maneggio che costeggia il Cremlino. Nastrini bianchi,cartelli improvvisati con fogli da disegno e pennarelli, e thermos ricolmi di caffè. Almeno mille per- sone hanno passato la notte in una insolita veglia di protesta per aspettare e, alla fine, festeggiare la scarcerazione del loro leader Aleksej Navalnyj. E so- no convinti di averlo liberato loro, con le loro proteste, insieme a tutti gli altri russi scesi in piazza contemporaneamente in almeno trenta città. "Le sentenze vanno rispettate e non mischiate con la politica", avrebbe fatto dire in serata Vladimir Putin al suo portavoce Dmitri Peskhov. Ma nessuno spiegherà ufficialmente i motivi dell'inaspettato dietro front che ha restituito la libertà, seppur vigilata, all'oppositore numero uno. "Li abbiamo spaventati", diceva forse con un pò troppa sicurezza, uno studente che non si è mai persa una sola manifestazione anti Putin. "Siamo solo all'inizio", correggeva prudente l'ex deputato Gennadj Gudkov. Ma la sensazione di forza era ampia e anche giustificata. In diretta sui loro inseparabili tablet, i più irridu- cibili contestatori si sono goduti in piazza la cronaca del loro trionfo: i 12 minuti in cui il tribunale regionale di Kiev ha smentito se stesso. Un'udienza sospesa tra kafka e Ionesco con protagonista la faccia di marmo del procuratore Bogdanov che chiedeva l'immediata scarcerazione per due motivi. Il primo che l'arresto è illegale. L'altro che, in questo modo, Navalnyj non potreb- be liberamente svolgere la sua campagna elettorale per le elezioni di sindaco di Mosca. Incredibile, perchè proprio Bogdanov aveva insistito per il carcere im- mediato convincendo il suo giovane sottoposto che adesso diventava l'unico re- sponsabile. - Da maestro della comunicazione Navalnyj chiedeva la parola per strappare l'applauso ai pochi presenti in aula e ai trepidanti spettatori online del Maneggio: "Chiedo venga certificata la reale identità del procuratore. Non può essere lui. deve essere uno dei miei camuffato". Nessuna reazione allo sberleffo. E mentre, laggiù a Kirov, un incredulo Navalnyj salutava i suoi crcerieri, sul Maneggio un migliaio di assonnati sostenitori rientrava a casa lanciando proclami: "Sarà il nostro sindaco". E' probabile che Navalnyj decida di partecipare davvero al voto ma ha ancora dei dubbi che si possono comprendere.
22 luglio '13 - lunedì 22nd July / Monday Super Fabio Fognini: annulla 3 matchpoint, batte Delbonis e diventa il nuovo Kaiser di Germania Per l'azzurro un altro successo, una settimana dopo il trionfo a Stoccarda. / Batte Delbonis e diventa simbolo di un'Italia che sa crescere. / Ora è n.19 al mondo. / Match vinto anche contro se stesso e la maledizione delle sue corde. (da Tuttosport - 22 luglio 2013 - Piero Valesio) Saremo anche a pezzettini come Paese. Impoveriti, frustrati, spesso depressi. Ancora più di frequente spaventati. Ma nel tennis, ragazzi, la musica è diversa. Altro che un requiem. è un inno alla gioia. Quella gioia che ti fa scattare dalla sedia (anche a sdraio) o dal divano su cui sei seduto. Quella gioia che il tennis sa sublimare magari in un solo colpo. O in una palla avversaria che finisce fuo- ri di un niente e che vuol dire vittoria. Vincere non è facile nella vita, figuriamo- ci nel tennis: quando succede ti viene da abbandonarla in fretta quella sedia. Quando ieri Fabio Fognini si è inginocchiato sulla terra di Amburgo, anche lui un pò incredulo di aver conquistato il secondo successo nel giro di due settima- ne, alzi la mano chi non si è alzato di scatto dalla sedia. Dimenticando l'impove- rimento, la frustrazione, la depressione e lo spavento che accompagnano la no- stra vita di italiani in questi tempi controversi.
21 luglio '13 - domenica 21st July / Sunday visioni post - 7 Nelcircuito dei motori ancora una morte di un giovane pilota, ma questa volta si poteva, si doveva evitare. E' successo a Mosca in una gara di Superbike, dove le moto sono mostri che volano e lo spettacolo è garantito. Ma qui lo show doveva esse- re fermato, sospeso perchè l'acqua che scendeva era troppa e quando la pista diventa piscina non è più sport di moto, è solo un pericolo grosso in più da non far correre ai piloti. No, non c'erano le condizioni per continuare, adesso lo dicono quasi tutti i piloti e gli esperti. In questo caso si poteva dire no: bastava poco per evitare un'altra tragedia, come quella di Marco Simoncelli. (Lucianone) A Mosca travolto in pista: muore Andrea Antonelli Durante la Superbike il pilota 25enne di Castiglione del Lago aveva perso il controllo della Kawasaki ed era stato investito dal bresciano Zanetti, Corsa can- cellata. Tragedia in Russia: Andrea Antonelli, 25 anni, di Castiglione del Lago (Perugia), è morto nel centro medico del Moscow Raceway in conseguenza del terrificante incidente che si è verificato al primo giro della settima prova del Mondiale Supersport, la categoria cadetta della Superbike. La corsa è stata immediatamente interrotta e non verrà ripresa. Gli organizzatori hanno deciso di cancellare anche gara-2 della Superbike che doveva partire alle 13.30 italiane. La Supersport è partita sotto una fitta pioggia. Al primo passaggio sul rettilineo principale, lungo circa 900 metri, i piloti di centro gruppo avvolti in una nube d'acqua si sono toccati. A circa 250 km/h orari Antonelli ha perso il controllo della Kawasaki ZX-6R schierata dal team piemontese GoEleven scivolando sulla pista e restando investito da Lorenzo Zanetti, 25enne bresciano in pista con la Honda della squadra olandese Ten Kate. L'impatto è stato violentissimo. I soccorsi sono stati rapidi, tra l'altro il luogo dell'incidente è ad appena duecento metri dal centro medico dell'impianto. Andrea è stato raccolto dalla pista privo di sensi e nonostante i disperati tentativi non ha ripreso conoscenza. Vista la gravità delle condizioni i sanitari hanno cancellato il trasporto in elicottero continuando i trattamenti d'emergenza in centro medico. Vanamente. (LEGGI ANCHE Melandri: "Non si doveva correre"). Andrea Antonelli e Valentino Rossi Non potevi dirgli di non fare quello che faceva perché lui era così, convinto di poter arrivare in Superbike". A dirlo è Arnaldo Antonelli padre di Andrea, il 25enne morto ieri durante la gara delle Supersport del Moscow Raceway. E' appena tornato nella casa di famiglia a Castiglione del Lago. Intervistato dal TgR dell'Umbria ha confessato, in lacrime, che il suo "rammarico è stato di non essere riuscito a portarcelo". "Si meritava qualcosa di più - ha detto ancora Arnaldo Antonelli riferendosi al figlio morto ieri a Mosca - e lo sapeva. Lottava per questo". Nell'intervista il padre del pilota ha ricostruito i momenti successivi all'incidente. "L'ho visto - ha spiegato - quando lo portavano al centro medico. È stato interminabile. Secondo me - ha concluso - era già morto". Non è ancora stata fissata la data dei funerali di Andrea. I tempi della cerimonia sono anche legati all'autopsia sul corpo del giovane, che è prevista per oggi a Mosca. ll rientro in Italia della salma avverrà al più presto dopo l'esame. Lucianone
21 luglio '13 - domenica 21st July / Sunday visioni post - 5 A Barcellona un'edizione record dei Mondiali di nuoto: 181 i Paesi partecipanti, campioni delle Olimpiadi di Londra come Lochte ma sarà assente Phelps, giovani che puntano alle Olimpiadi brasiliane di Rio e una Pellegrini che si limita a dorso e staffette. (da la Repubblica - 20/07/2013 - Alessandra Retico da Barcellona) E' un cumulo di sogni d'acqua, Barcellona. Cielo gonfio d'umidità, le spiagge piene, le piscine fresche, le navi e i container addormenta- ti al porto. La festa del nuoto è iniziata, cerimonia d'inaugurazione dei mondiali di nuoto edizione numero 15..., un'ora abbondante di spettacolo al Palau Sant Jordi, la stessa arena della rassegna di dieci anni fa, quando sbucò in una staffetta una ragazza di 14 anni molto promettente, si chiamava Federica Pellegrini. Parco olimpico, quello del '92, sulle alture verdissime di Montjuic vista Sagrada Familia, i tuffatori quando saltano sembrano angeli di Gaudì. Mondiale record per numero di paesi (181), 2293 gli atle- ti. In un mondo prosciugato dalla crisi, ma voglioso di flutti per concimarsi. E Barcellona è un misto di sentimenti, come sempre. E' catalana, autonomista, ma festeggia il suo essere al centro del mondo e dello sport., ancora una volta. Nelle stesse ore, i sogni d'acqua del suo secondo mondiale, e le lacrime per l'addio alla alla panchina del Barca, il club di calcio che ogni catalano si appunta al petto, di Tito Vilanova troppo malato. Nuoterà dentro tutto il suo mondo, la città. Oggi via col fondo, i tuffi e il sincronizzato con le prime medaglie. per questi mondiali che sono interrogativi, un anno dopo Londra. Conterà molto anche l'invisibile: i primi senza il padrone delle acque dell'ultimo decennio Michael Phelps, ma quelli del suo suc- cessore Ryan Lochte e dell'intero governo americano guidato da un appena diciottenne Missy Franklin. I Mondiali di Barcellona si aprono con il secondo postonei tuffi sincro dal trampolino per Cagnotto-Dallapè, dietro alle solite cinesi. E' comunque una bella rivincita dopo la beffa e le lacrime dei Giochi di Londra. Cagnotto: "Un traguardo costruito a modo nostro, sentendoci più libere, perchè nella vita c'è anche altro: è la medaglia più bella". Dallapè: "Stare insieme a Tania mi ha fatto crescere. e adesso posso finalmente andarmene tranquilla in luna di miele".
Si prende l'oro il tunisino Mellouli (allenato da una donna) nella 5 km di fondo. L'Africa arriva prima: l'acqua non è più sua nemica. La primavera araba libera menti e corpi. Oussama Mellouli, tunisino, 29 anni, fila via dopo una gara molto combat- tuta e alla sua prima volta nella 5 km di fondo la vince mettendosi dietro il canadese Eric Hedlin e il tedesco Thomas Lurz, cinque volte campione del mondo. L'Italia invece affoga, anche culturalmente, male Va. nelli e Ferretti, male anche la Grimaldi nella prova femminile (settima). Già suona strano che un fenome- no tunisino, campione olimpico nella 10 km, stracci tutti, figurarsi poi se è allenato da una donna, da Ca- therine Vogt, assistente di Dave Salo all'università di Southern California.
20 luglio '13 - sabato 20th July / Saturday 80 miliardi dal calo dei tassi: lo spresd fa ricca la Germania Altro che saccheggio ai danni del contribuente, solo guadagni per il bilancio pubblico tedesco / Effetto rifugio per il Bund con capitali in fuga dagli altri Paesi / Il rapporto Allianz. Ecco i risparmi dovuti alla crisi dei Paesi indebitati (da la Repubblica - martedì 11 giugno 2013 / Maurizio Ricci) Al di là delle sottigliezze giuridiche, il dibattito in corso alla Corte istituzionale di Karlsruhe sulle strategie della Bce è ancorato ad una potente zamorra emotiva: la rivolta del contribuente tedesco contro il saccheggio del suo portafogli per far fronte ai debiti degli scriteriati partner mediterranei. Il problema, con il copione di questo dramma in diretta, sulla cui legalità si interrogano i giudici di Karlsruhe, è che il dramma è fasullo. Dalla crisi scoppiata nel 2009, il bilancio pubblico tedesco trae assai più benefici che danni, come riconosco- no, ormai, anche i centri di ricerca tedeschi, individuando una sor- ta di rendita europea nel mercato del debito pubblico. Il calo dei tassi di interesse, dal 2009 ad oggi, sui Bund e sugli altri titoli pubblici farà risparmiare all'erario tedesco - il calcolo è del- l'autorevole Ifw di Kiel - 80 miliardi di euro, che diventeranno pro- babilmente 100, dopo l'ultimo taglio dei tassi da parte della Bce. Non è una valutazione isolata: già nell'autunno scorso, una grande società di assicurazioni come Allianz valutava il risparmio in 67 mi- liardi di euro. Attenzione: questi risparmi riguardano solo il bilan- cio federale (meno di metà del debito pubblico). Anche sull'altra metà, regioni e comuni hanno lucrato un consistente risparmio di interessi. Insomma, il contribuente tedesco lamenta una perdita ipotetica e non si accorge di un guadagno concreto, che vale 10 miliardi e più di euro ogni anno. Per un governo che emette 250-300 miliardi di euro di titoli pub- blici ogni anno, più di tre anni di tassi in calo rappresentano un sostegno importante. Si è arrivati all'estremo di investitori pronti ad acquistare i Bund anche in perdita: o perchè - sulle scadenze a breve termine - l'interesse era inferiore a zero o perchè - su quelle più lunghe - inferiore all'inflazione. Secondo i calcoli di Jens Boysen-Hogrefe dell'Ifw, sui titoli emessi dal 2009 in poi, l'erario tedesco ha risparmiato, rispetto ai tassi pagati nel decen- nio precedente, 10 miliardi di euro nel solo 2012. Quest'anno sa- ranno circa 13 miliardi. Proiettando i risparmi sull'arco di dura- ta dei titoli (molti decennali) il risparmio complessivo è, grosso modo, di 80 miliardi di euro. Se, poi, si tiene conto anche dell'ul- timo taglio dei tassi da parte della Bce, il risparmio, secondo l'Ifw, supererà probabilmente i 100 miliardi. In larga misura, questo calo dei tassi è l'effetto diretto della crisi, della recessione e della politica monetaria messa in atto negli ul- timi anni. La Germania è stata in grado (al contrario, ad esempio, dell'Italia e degli altri paesi deboli della fascia mediterranea) di sfruttare pienamente, nel costo del debito, questo risvolto della crisi. Ma non è stata l'unica. Anche la Francia, ad esempio, ha potuto approfittare del calo dei tassi. Ma in misura inferiore a Berlino. La differenza è data dall'effetto.rifugio del Bund tede- sco, la cui domanda è stata moltiplicata dall'affollarsi di investi- tori , a caccia di un investimento sicuro: spesso capitali in fuga dai Paesi più colpiti dalla crisi, dalla Spagna all'Italia. In altre parole, i tedeschi dovrebbero in buona misura ringraziare, per il risparmio del calo dei tassi, gli stessi paesi che condannano per la crisi. Questa domanda extra, scatenata dall'effetto-rifu- gio ha ulteriormente abbassato i rendimenti dei Bund, con un risparmio aggiuntivo. Boysen-Hogrefe valuta che la fuga verso il Bund valga un quarto-un quinto del risparmio complessivo del calo dei rendimenti: 2 miliardi di euro su 10 nel 2012 e 3 miliardi su 13 nel 2013. Nei calcoli di Allianz, l'effetto rifugio, specificamente tedesco, ha un peso maggiore di quello che gli attribuisce la Ifw. Rispet- to a quello che giustificherebbe la situazione economica com- plessiva, infatti, i rendimenti dei titoli decennali sono stati più bassi di 0,6 punti percentuali nel 2010, 0,7 punti nel 2011, 1,35 nel 2012. Il risparmio complesivo, comunque, coincide con quello calcolato dall'istituto di Kiel: oltre 10 miliardi di euro l'anno, per un totale (calcolato nel settembre scorso) di 67 mi- liardi di euro sull'arco di durata dei titoli. CONTINUA... to be continued...
18 luglio '13 - giovedì 18th July / Thursday visioni post - 5 CUORE Una ricerca olandese Il riposo notturno e un pò di moto salvano il cuore. L'impatto sulla salute di un buon riposo notturno, in aggiunta ai tradizionali fattori di stile di vita sano - esercizio fisico, dieta equilibrata, poco alcol, e niente fumo - è sostanziale per preservare la salute cardiovascolare. A dimostrarlo una ricerca olandese della Wageningen University che per 10 anni ha monitorato lo stato di salute di 14 mila uomini e donne. GRAVIDANZA Per chi è predisposta la gravidanza può raddoppiare il rischio di ictus Icambiamenti ormonali e fisiologici che avvengono nel periodo della gestazione possono favorire l'ictus cerebrale. Secondo l'American heart association, negli ultimi 10 anni i casi sareb- bero aumentati del 54%. Questi episodi si verificano con soggetti che presentano specifici fattori di rischio. Come prevenire? Alimentazione equilibrata e controlli medici periodici. CERVELLO (e mente) Il cervello fa meno fatica a imparare con gli Omega 3 e con pesce e uova nel menù la mente accelera Gli Omega-3 sono acidi grassi polinsaturi essenziali per lo sviluppo del cervello: ne sono ricchi il pesce, le noci, le uova. Ricercatori del- la Oxford University, in uno studio su 493 studenti con difficoltà di apprendimento, hanno notato che 9 bambini su dieci risultavano ca- renti in alimentazione a base di pesce, con concentrazioni dio Ome- ga-3 più basse della dose minima utile. Lucianone
18 luglio '13 - giovedì 18th July / Thursday visioni post - 4 L'opinione (di Lucianone) Tutto sta passando come al solito in Italia e nella sua politica, ma anche nella sua società: Grillo Beppe continua a strillare nel suo Blog, soprattutto contro il Pd, ogni tanto contro Napolitano; Renzi fa le sue consuete apparizioni in tv e in conferenze pubbliche dicen- do come dovrebbe essere il Pd, talvolta lo rispetta e altre volte se lo mangerebbe (ultimamente sta facendo un giro per l'Europa a trova- re i vari capi di Stato - ma quando fa il sindaco di Firenze?); la Lega prima con una leghista mezza sconosciuta, adesso con Calderoli che ha preso il posto di Bossi prendono di mira la ministra congolese di- cendole cose per cui in altri Paesi civili/democratici sarebbero già stati silurati; Alfano e la Bonino fanno fare all'Italia l'ennesima figuraccia, stavolta a causa di un "non sapevo, non ero informato" tipico ormai dell'andazzo italiano (grave la situazione di Alfano che ha tutta l'aria del bugiardo che si è fatto comandare dal dittatore ka- zako mezzo amico di Berlusconi, ma non è da meno la situazione di una Bonino che pareva essere - un tempo - paladina dei diritti inter- nazionali dei profughi, proprio una figuraccia! dov'era? a prendere il tè con Pannella?). Vabbè, questa è la situazione del 'deja vu', ma intanto la massa di persone (non numeri), cittadini italiani che sta attraversando sulla propria pelle una crisi bestiale, si sta allargando. Loro, nel palazzo giocano ai Quattro cantoni del "non so, non ho vi- sto, non me ne sono accorto, la colpa non è mia, ma miglioreremo, sì, lentamente ma la situazione economica e sociale la faremo migliorare, basta levare l'Imu, abbassare l'Iva...". Discorsi sempre uguali, facce e timbri di voce identici, anche nei telegiornali. E Intanto la gente, il popolo fa fatica a vivere, a fare vacanze o addirittura non le fa più, i negozi chiudono continuamente, con paesi e paesini da far west. Le notizie dei telegiornali ormai sono tutte lì, ogni giorno: numero tot di indagati per frodi a destra e a sinistra, povertà che aumenta, negozi che chiudono, ma spiagge dedicate solo ai cani e ai loro pa- droni è la notizia che ogni tanto ci rallegra un pò in questi tempi tristi. Ah, ce ne un'altra che dimenticavo, ma quasta arriva diret- tamente dalla piazza, anzi da una piazza di un paese della Sardegna da dove un bel pò di gente licenziata e cassintegrata ci ha detto che farà una bella rivoluzione e invaderanno il continente dall'isola. Sì, insomma, 'i forconi' della Gruber... Lucianone
18 luglio '13 - giovedì 18th July / Thursday visioni post - 8 RUSSIA Blogger anti-Putin condannato a 5 anni per furto / Ue e Usa preoccupati per il processo di natura politica e per la libertà in Russia Alexei Navalny, il blogger anti corruzione e il principale oppositore del presidente russo Vladimir Putin, è stato condannato a cinque anni da un tribunale di Kirov, a nordest di Mosca, per appropriazione indebita. L'accusa aveva chiesto sei anni di carcere. Proprio ieri, a sorpresa, la commissione elettorale aveva ammesso la sua candidatura a sindaco della capitale russa proposta da un vasto fronte dell'opposizione, sfidando il sindaco in carica, il putiniano Serghiei Sobianin. Navalny ha rivolto un appello al boicottaggio delle elezioni.
Dopo la condanna Navalny è stato ammanettato in aula e preso in custodia dalla polizia. Pochi minuti prima aveva scritto su Twitter: «Non lasciatevi andare, non restate inattivi». L'opposizione ha indetto per questa sera una manifestazione di sostegno nel centro di Mosca.
Ue: preoccupati per la libertà in Russia. «Le condanne di Navalny e di Pyotr Ofitserov suscitano preoccupazione e sollevano seri interrogativi sul rispetto dello stato di diritto in Russia» ha detto l'Alto rappresentante Ue per la politica estera e la sicurezza, Catherine Ashton. «Durante il processo che ha preceduto la condanna - osserva Ashton - le accuse contro gli imputati non sono state verificate». Una circostanza che è causa di preoccupazione di fronte al verdetto di colpevolezza contro Navalny e ilcoimputato Ofitserov. La società civile svolge un ruolo vitale nell'evidenziare comportamenti scorretti e difendere i diritti umani e quindi non dovrebbe essere messa a tacere. L'esito del processo, alla luce della procedura seguita, prosegue l'Alto rappresentante Ue, solleva seri interrogativi sul rispetto dello stato di diritto in Russia. Spero che le sentenze vengano riviste in occasione del processo d'appello».
Usa delusi.Gli Stati Uniti sono «profondamente delusi» per la condanna a 5 anni di carcere per appropriazione indebita inflitta oggi da un tribunale russo al blogger Alexei Navalny, esponente di primo piano dell'opposizione a Vladimir Putin. Lo scrive su Twitter l'ambasciatore americano a Mosca, Michael McFaul, il quale sottolinea quella che a suo giudizio è stata «la natura apparentemente politica» del processo a Navalny. ROMA - Palazzo Chigi Vertice di maggioranza. "Imu, Iva e debiti della Pa, misure in arrivo entro fine agosto". Si è riunita stamattina a Palazzo Chigi la "cabina di regia" del governo per affrontare le emergenze economiche. Presenti alla riunione il premier Enrico Letta, il vicepremier e ministro dell'Interno, Agelino Alfano, il ministro dell'Economia, Fabrizio Saccomanni, quello per i Rapporti con il Parlamento, Dario Franceschini, quello per gli Affari regionali, Graziano Delrio, e i capigruppo di maggioranza.Il governo: dal vertice unità sulle misure economiche. «Nel corso della discussione - si legge nel comunicato diffuso dal governo alla fine del vertice - sono emersi forte sostegno politico, unità d'intenti e larga condivisione sull'impostazione, i tempi, il merito dei provvedimenti da attuare in materia di politica economica nei prossimi mesi, in particolare per ciò che attiene alla legge di Stabilità». « Nel dettaglio - si legge - è stato confermato l'impegno - entro il termine di legge del 31 agosto - a imprimere un'accelerazione al pagamento dei debiti della Pubblica amministrazione, a fornire soluzioni strutturali per il superamento dell'Imu sulla prima casa nell'ambito di una revisione della tassazione sugli immobili, a individuare le coperture per evitare l'aumento dell'Iva che scatterebbe dal 1 ottobre, ad attuare provvedimenti in materia di ammortizzatori sociali e questione-esodati. Il tutto sarà finalizzato anche a definire strategie che saranno contenute nella legge di Stabilità». ROMA - Vaticano Spending review in Vaticano: il Papa Francesco crea commissione per razionalizzare le spese e garantire la trasparenza Commissione composta da laici esperti di "materie giuridiche, economiche, finanziarie". L'unico ecclesiastico è il segretario. Prima riunione dopo il rientro del Papa dal Brasile Roma, 19 luglio 2013 - Papa Francesco ha istituito una Pontificia Commissione referente sull’Organizzazione della struttura economico-amministrativa della Santa Sede. Lo rende noto un comunicato della sala stampa vaticana, in cui si specifica che il provvedimento è stato preso il 18 luglio con un chirografo (cioé un documento scritto e firmato direttamente dal Pontefice). ONU Caso Kyenge: "Scioccanti le parole di Caleroli" Il portavoce dell'Alto commissario per i diritti umani ha però definito "incoraggiante" la reazione di condanna
La frase offensiva nei confronti del ministro Kyenge è ‘’assolutamente scioccante’’, ha detto oggi a Ginevra all’ANSA Rupert Colville, portavoce dell’Alto commissario Onu per i diritti umani, commentando le parole del vice presidente del Senato Calderoli che ha paragonato il ministro a un orango. La forte reazione di condanna è però “incoraggiante”, ha aggiunto. “E’ un’affermazione assolutamente scioccante per chiunque la faccia, ma ancor di più se a formularla è una persona che è stata ministro del governo in passato e che ha un ruolo importante”, ha detto Colville.“La forte reazione in Italia, anche tra politici di alto livello è però incoraggiante”, ha aggiunto. “Non è la prima volta che politici italiani fanno questo tipo di dichiarazioni. Il fatto che ora vi sia un grande dibattito e forti condanne pubbliche” è positivo, ma non “nasconde il fatto che sia assolutamente inaccettabile”, ha ribadito evocando l’impatto per quegli elementi della società “più inclini al razzismo”.