venerdì 14 dicembre 2012

Meteo sportivo - Sui campi di calcio / sabato e domenica

14 dicembre '12 - venerdì    14th December / Friday

Neve sui campi di Serie A
Ma domani piove e si gioca

Mentre nevica in tutto il Nord, le previsioni indicano un miglioramento nel weekend -Tanta acqua sugli anticipi Udinese - Palermo e Lazio - Inter. Variabile domenica

Nevica nel nordItalia. Da ovest avanza infatti il ciclone atlantico Giunone, mentre il centrosud è battuto dalla pioggia. Il meteo segnala neve al nordovest fino a domani anche sulla Pianura Padana, soprattutto in Lombardia e su tutto Piemonte, Alpi, Prealpi. Ma vediamo le previsioni sui campi della Serie A, partendo dagli anticipi di sabato, con la speranza che la neve sugli spalti negli spazi senza copertura venga tolta dagli addetti ai lavori per garantire la massima sicurezza ai tifosi.
UDINESE-PALERMO — Si gioca alle 18, ma è scongiurato il rischio neve. Il barometro indica infatti pioggia fitta, con una temperatura variabile fra i 6 i 7 gradi.
LAZIO-INTER — Sfida tra prime della classe all'Olimpico che scendono in campo alle 20.45. Anche nella capitale è prevista pioggia, ma debole e in esaurimento intorno alle 22. Ben più alta la temperatura rispetto al Friuli: fra i 12 e i 13 gradi centigradi.
FIORENTINA-SIENA — Il derby toscano si gioca domenica a pranzo (ore 12.30). Poca pioggia che dovrebbe lasciare il posto a timidi raggi di sole. Buona la temperatura; 14 gradi circa.
PARMA-CAGLIARI — In campo alle 15. Torna il sole, ma la nevicata favorirà la formazione di nebbie. Temperatura: 2°.
  Guarin spala la neve davanti casa
Milanello fotografata da Boateng

CHIEVO-ROMA — Nubi sparse a Verona che faranno spazio a un po' di sole; freddo umido: circa 5°.
GENOA-TORINO — Dopo la bufera di neve, poco nuvoloso a Marassi; 92 per cento di umidità e circa 5°.
MILAN- PESCARA — Idem come al Tardini, ma a San Siro farà molto freddo: dalle 15 sempre sottozero.
CATANIA-SAMPDORIA — Il meteo dice poco nuvoloso con una temperatura variabile tra i 13° e i 14°.
JUVENTUS-ATALANTA — Anche a Torino vale la legge di Parma e Milano, ma rispetto a San Siro un paio di gradi in più.
NAPOLI-BOLOGNA — E' il posticipo della domenica (ore 20.45). Pioggia e schiarite al San Paolo e circa 11°

Lucianone

Riflessioni - Troppo invecchiate le società occidentali?

14 dicembre '12 - venerdì    14th December / Friday                 visioni post  -  13

Riflessioni
di Lucianone
Parlare di nascita e di morte fino alla fine del secolo scorso
aveva  una rilevanza  che, secondo me, oggi (cioè nel nuovo
secolo) non ha più negli stessi termini e nella medesima vi-
sione generale del mondo e della gente che lo popola.
Il cambiamento  di  tale  rilevanza  è dato  senz'altro  dalla
sempre più radicata invasione e invadenza delle tecnologie
moderne, prima fra tutte la televisione, poi Internet e infi-
ne il cellulare e i suoi molteplici ibridi derivati.  
Nel secolo scorso nascita e morte avevano ancora una rilevanza
molto  forte, spesso  fondamentale  per  scandire  il passare  del
del tempo. Oggi questa rilevanza è pressochè scomparsa, poichè  
l'aspetto  tecnologico-tecnico  ha oltrepassato l'aspetto umano,
filosofico e spirituale dando un senso del tempo e dell'esistenza
chiuso, compatto, rigido, e quasi sempre disumano. Oggi il tem-
po sembra illimitato, si vive molto di più, ci sembra quasi che la
morte sia un optional, ci sentiamo insomma quasi immortali e si
guarda  sempre  più all'aspetto esteriore, l'edonismo, i soldi, la
salute ottimale e in generale il benessere totale.  Ma è proprio 
questo benessere che ci è tolto ogni giorno di più, viene colpita
la nostra sicurezza, almeno quella fino a ieri sicura del ceto me-
dio, e comunque ad esserne colpiti sono soprattutto i giovani o
in altri termini i figli e i nipoti della generazione più anziana e
quest'ultima si sente spesso minacciata nella sua sicurezza di
lavoro o nella continuità sempre più prolungata del tempo la-
vorativo prima della pensione. Ed è qui che si rivela la piena
contraddizione dell'attuale società post-capitalista/finanziaria:

Continua...to be continiued...





Il personaggio / musica - L'addio di Guccini

14 dicembre '12  -  venerdì     14th December / Friday        visione post  -  12

"Basta: non ho più voglia di canzoni"
Lo dice Francesco Guccini, che dà il suo
saluto al mondo canoro con l'ultimo disco che, infatti,
ha per titolo "L'ultima Thule".
Adesso che ha visto tutto questo - dati cause, pretesto e attuali conclusioni -
Francesco Guccini smette di scrivere canzoni. Ma non c'è niente di avvelena-
to nell'annuncio del ritiro, anzi tranquillità e ciglio asciutto alla presentazione
del suo ultimo (in ogni senso, ora) disco, "L'ultima Thule".
La Thule è il luogo che  nelle leggende antiche  era oltre i confini del mondo
conosciuto, e dice Guccini "ho sempre pensato che il mio ultimo disco si sa-
rebbe chiamato così. Solo che lo pensavo già quando facevo Radici".
Era il 1972, e con canzoni come 'La locomotiva' e 'Il vecchio e il bambino'
cominciò a essere uno dei più carismatici cantautori italiani, ricco di ironia,
folk, impegno, disincanto, cultura, memoria, malinconia.
"Comporre mi è sempre più difficile  -  continua il cantautore emiliano  -
la voglia si è esaurita, quel che dovevo dire l'ho detto.   Ed escludo di fare
altri tour. E poi smettono Quentin Tarantino, Michael Phelps e Philip Roth;
potrò dedicarmi anche io ad altro, no?". Un "altro" che non sarà poi troppo
diverso dal comporre canzoni: "Continuerò a scrivere libri". E se involonta-
riamente gli scappasse una canzone? "La darei a Beppe Carletti, che me
la chiede da tempo per il mezzo secolo dei Nomadi.    Ad altri colleghi ne
darei anche, ma non ne vogliono: si vede che  sono considerato ai margini
di un certo mondo". Lo dice senza rimpianti, "anche perchè non ne ho. Ho
iniziato per caso, solo perchè volevo suonare, e poi l'Equipe 84 e i Noma-
di cantarono Auschwitze e Dio è morto. Il mio vero desiderio era fare lo
scrittore, invece mi son ritrovato cantautore".
A 72 anni potrà dedicarsi a tempo pieno al sogno di ragazzo, sembra quasi
una sua canzone. In tutto questo ci sarebbe anche da dire qualcosa sulla sua
ultima creazione "L'ultima Thule", disco di otto inediti atteso da altrettanti
anni.  Disco gucciniano che più non si può. C'è l'impegno politico, con Su
in collina e Quel giorno d'aprile dedicate ai partigiani, e  Il testamento
di un pagliaccio, "canzone di satira politica, e il pagliaccio siamo noi cit-
tadini,. umiliati da situazioni sconcertanti".  E c'è molto la terra, nel senso
delle  piccole comunità, dei ricordi, del passato: in Canzone di notte n.4,
che apre il disco, due cugini  gli parlano  nel dialetto di Pavana, il paese
d'origine dove è tornato a vivere,    " e dove da ragazzo  ha vissuto gioie
infinite, che i giovani di ora non potranno mai provare con le Playstation,
tipo  rubare le patate, cuocerle su un falò, bere latte  appena munto dalle
capre". E l'intero album  è registrato al mulino di famiglia, che ora  è un
bed and breakfast.  "Nell'androne batteria e contrabbasso, in magazzino
sax e chitarre, io in sala da pranzo".
Pavana è appena oltre il confine  fra Toscana ed Emilia, come a dire a
metà strada fra Renzi e Bersani, e naturalmente Guccini  non si sottrae
a commentare le primarie: "Bell'episodio di democrazia, anche se so-
spetto che  non tutti i votanti  fossero di sinistra. Spero che l'affluenza
non cali troppo al ballottaggio. Io ho scelto Bersani". Ma l'impressio-
ne è che la politica gli scaldi meno il cuore. Questione di età, forse,
"sono nato nella prima metà del '900, non ho il telefonino, metto i CD
al contrario, non capisco i discografici che usano parole tipo"banner"
e "preorder". E se mi metto a contare quanti amici e parenti sono mor-
ti non finisco più. Mi piace sperare in una specie di panteismo. Ave-
vo anche pensato a una Spoon River di Pavana, poi ho lasciato stare.
Insomma  alla morte  ci penso, ovvio,  e in questo disco  ne parla la
canzone L'ultima volta. Oh, ma sia chiaro, L'ultima volta è la mia
fine artistica, mica la mia fine e basta".
(da la Repubblica di giovedì 29 novembre - Luigi Bolognini)




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mercoledì 12 dicembre 2012

Ultime notizie - In Italia / Diversi quotidiani a confronto

12 dicembre 2012 - mercoledì    12th December / Wednesday            visioni post - 4


Politica  -  Italia



Lo sbando di Berlusconi: mi candido, anzi no
«Meglio Monti, Montezemolo, anche Alfano»

DIRETTA TV Sky | La presentazione del libro di Vespa si trasforma in uno show. E Berlusconi, tra attacchi e minacce, dice: «Se Monti si candida, mi ritiro». Lo dice anche di Montezemolo. E persino di Alfano giura: potrebbe essere il candidato premier. E alla Lega che non ci sta dice: così cadono le giunte. Poi: «Stiamo trattando». Anatema contro Rai e Littizzetto: «La tv pubblica lascia che mi insultino».  Il ministro tedesco Schaeuble attacca: «Meglio Monti» (VIDEO). Il NYT e il Financial Times definiscono la sua mossa «disastrosa»

La Germania non molla:
"Monti è meglio del Cav"

Nuova ingerenza della Germania nella campagna elettorale. Il ministro Schaeuble promuove Monti e attacca Berlusconi. Intanto il Prof scarica le proprie responsabilità


martedì 11 dicembre 2012

Stampa/giornali - Ieri e oggi / con approfondimenti

11 dicembre '12 - martedì    11th December / Tuesday           visione post  -  7

Ieri  -  lunedì 10 dicembre

La crisi di governo
MONTI: 'Ecco perchè mi dimetto'
Il primo ministro Mario Monti ha deciso di dimettersi per la sfiducia
data al suo governo dal Pdl. Non sa se si candiderà.
Sui mercati è tornata la paura per l'Italia - Per il presidente del parlamento
Europeo, Schulz, Berlusconi minaccia la stabilità Ue.
Il premier Monti spiega meglio:
"Sono preoccupato ma a questo punto non potevo evitarlo".
Il giorno dopo (la decisione di dimettersi era stata presa sabatsera) ì senza
amarezza, ma con molte preoccupazioni:    "Sono convinto di aver fatto la
cosa giusta - spiega Mario Monti - e in ogni caso non potevo farne a meno
dopo quel che è successo. Ma sono preoccupato, naturalmente non per me,
ma per quel che vedo".
Quel che il presidente del consiglio vede, lo si osserva anche dall'estero, e
la preoccupazione per la deriva politica, istituzionale, finanziaria dell'Ita-
lia è ancora maggiore. A Monti, alla sua persona e alla sua politica, è lega-
to il recupero di credibiltà faticosamente riconquistato dall'Italia in questi
13 mesi, dopo il baratro di fiducia e di consenso in cui era precipitato il no-
stro Paese nei mesi   di agonia del governo Berlusconi, prima della caduta
del Cavaliere nel novembre di un anno fa.   E questo clima internazionale
di incertezza sul futuro dell'Italia  e  sulle capacità del Paese di rimanere
ancorato all'Europa con una politica autonoma di responsabilità, si som-
ma all'apprensione per le mosse di Berlusconi.
(Questo è l'editoriale in prima pagina di Ezio Mauro su la Repubblica che
poi continua all'interno del quotidiano...) - Per tutta la giornata Monti (e
Napolitano dal Quirinale) hanno dovuto pendere atto di questo allarme
internazionale, che può innescare una nuova spirale di sfiducia nei con-
fronti dell'Italia, allargandosi dalle cancellerie europee agli Stati Uniti,
ai mercati. - "Ho avuto molte telefonate dall'estero", dice ancora Monti.
Telefonate per capire cos'era successo e che cosa può sussedere adesso,
in un Paese che non ha ancora compiuto il suo risanamento, e permane
in una situazione difficile, complicata.
Monti:  "La mia decisione di dimissioni non  ha avuto bisogno di un
confronto politico. Mi sono confrontato solo con il Capo dello Stato.
Ho pensato, inevitabilmente, a cosa rappresentò per l'Italia quel G8
di Cannes jn cui il governo fu messo alle strette.    Ho preferito che
l'annuncio cadesse a mercati chiusi per riassorbire un eventuale
colpo.  La dichiarazione fatta da Alfano l'ho interpretata veramente
come un attestato di sfiducia anche se non espressa in modo formale.
Tutto così era ormai chiaro. Il mio futuro? Non lo so, non lo so pro-
prio. Oggi sono preoccupato.  E non mi riferisco solo a quella parte
politica da cui è venuto questo epilogo. E' una generale preoccupa-
zione".
Gli appuntamenti 
La cerimonia del Nobel a Oslo (Norvegia)  -
Oggi Monti sarà a Oslo per partecipare alla cerimonia di consegna
del Nobel per la pace all'Unione europea. Sarà anche l'occasione
per incontrare i vertice della Ue e i leader europei, tra i quali la
Merkel, Hollande e Mariano Rajoy.
La legge di stabilità  -
Appena rientrato a Roma, Monti si occuperà della legge di stabilità,
 indispensabile per evitare al Paese l'esercizio provvisorio.
Monti prevede di dimettersi dopo il varo definitivo della legge da parte
 del Parlamento.
I vertici europei  -
Si apre una settimana decisiva  per i negoziati europei e il futuro
dell'eurozona.   Giovedì 13 e venerdì 14 sono previsti a Bruxelles
l'atteso Eurogruppo straordinario sulla crisi della Grecia e il ver-
tice Ue.
I mercati
Ore di tensione in tutta Europa in attesa della riapertura dei mercati,
mentre il presidente della Bce Mario Draghi è a Oslo m secondo fonti
economiche torna oggi a Francoforte  per fronteggiare di persona la
giornata. Come regiranno Borse, operatori, spread al ritorno di quel-
lo che la 'Sueddeutsche Zeitung' definisce "lo spirito maligno di Ro-
ma": la questione aperta sconvolge tutti.

Oggi  -  martedì 11 dicembre

L'addio di Monti fa scendere le Borse - Cade Milano
Spread a quota 351:  tre miliardi l'anno in più per lo
Stato  -  Il premier: basta populismo


Lucianone

Spettacoli - TV / Il meglio che si è visto

11 dicembre '12  -  martedì     11th December / Thursday                  visioni post - 9

 - Petrucciani
 - Il conflitto in Siria
Andata in onda su Rai 5 domenica scorsa alle 21.15, 
l'avventura di un piccolo gigante chiamato Michel Petrucciani.
La sua vita e la sua carriera  sono state  raccontate in Michel 
Petrucciani - Body & Soul, il documentario di Michael Radford
(regista al quale  Il postino fece guadagnare una nomination al-
l'Oscar).    Un ritratto dell'artista scomparso a soli 39 anni nel
1999, dal primo concerto da professionista a soli 13 anni al mi-
lione e mezzo di album venduti, alle centinaia di esibizioni sui
più importanti palcoscenici del mondo. -
Un desiderio insaziabile di vita. Una volontà di ferro, un talento
straordinario: Michel Petrucciani è stato questo e molto di più,
un ragazzino diventato un gigante nonostante l'handicap che lo
costrinse a rimanere piccolo. Lui e il pianoforte. Nel documenta-
rio si sono susseguiti materiali d'archivio e interviste, la musica,
la carriera e le passioni-donne, arte, viaggi - di un uomo sorretto
da una certezza: "Non è necessario essere alti un metro e ottan-
ta, quello che conta è nella testa e nel corpo, e soprattutto nella
propria anima".

Uno smartphone per raccontare la guerra  è lo slogan di quelli de
"La storia siamo noi" per il reportage 'Siria 2.0 - La battaglia di
Aleppo', passato su RaiDue nella seconda serata di martedì.
Che le immagini da smartphone siano ormai decisive nel materiale
visivo-news non è una novità: diverso il caso nel continuare a cercare
modo e modi da parte della tv per non farsi soverchiare. A La storia
ci provano      (qui il reportage è di Amedeo Ricucci, rimasto in Siria 
20 giorni nello scorso ottobre), sceneggiano tutto con flash dalla re-
dazione, i collegamenti Skype con l'inviato, la dialettica interna.
Va da sè che l'ambizione di ridefinire il concetto di inviato di guerra
con i mezzi attuali è impegnativa assai. Il rischio rimane quello della
preponderanza dell'effetto visivo, a discapito del racconto spiegato
a tutti. Ma è molto difficile, ed è anche vero che oggi alle prese con
tutte le crisi in corso il pubblico rinuncia volentieri a scoprire davve-
ro quale pericolo possano costituire i Salafiti.
(da la Repubblica  - 6 dicembre '12 /Canal Grande/ di Antonio Cipollina)

Lucianone

Sport - calcio / Serie A - 16^ giornata

11 dicembre '12  -  martedì     11th December / Tuesday

I risultati delle partite di serie A
Atalanta - Parma           3 - 1        Sampdoria -Udinese    0 - 2 
Roma - Fiorentina         4 - 2         Bologna - Lazio            0 - 0
Cagliari - Chievo            0 - 2
Palermo - Juventus      0 - 1
Pescara - Genoa           2 - 0
Siena - Catania              1 - 3
Torino -Milan                 2 - 4
Inter - Napoli                  2 - 1

Classifica  (del campionato di serie A / 16^ giornata) 
Juventus  38  /  Inter  34  /  Napoli  33  /  Lazio 30  /  Fiorentina, Roma  29
Milan  24  /  Catania, Udinese  22  /  Atalanta  21  /  Parma  20  /  Chievo  18
Sampdoria  17  /  Cagliari  16  /  Bologna, Torino  15  /  Palermo, Pescara  14
Genoa  12  Siena  11

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Personaggio - Martin Luther King / la sua storia e la nostra epopea

11 dicembre 2012 - martedì    11th December / Thuesday                visioni post  -  3

In un'intervista del 21 dicembre 1960
registrata su un nastro inedito (per un libro mai scritto)
M. Luther King  parla  dell'importanza  del movimento per
i diritti civili e dell'Africa.  King inoltre anticipa le conqui-
ste dei neri. Tre anni dopo arriverà "I have a dream".

Martin Luther King aveva un sogno:  rimasto più di mezzo secolo  in soffitta.
Il discorso è stato scovato  da Stephen Tull  tra le carte del padre nella casa
di Chattanooga:  "Intervista al Dr. King, 21 dicembre 1960"  c'era scritto sul
nastro realizzato per un libro che non si fece mai.
Per gli storici è una scoperta eccezionale: tre anni prima di "I Have a Dream",
otto anni prima che il sogno  fosse ucciso a Memphis, il reverendo racconta i
legami tra il movimento di liberazione in America e la sua Africa.   E 50 anni
prima  che un nero salisse  alla Casa Bianca profetizza: 'dobbiamo risolvere
l'ingiustizia razziale se vogliamo restare leader nel mondo'. .
(da  'la Repubblica' - 23 agosto 2012 - Angelo Aquaro)

di  Martin Luther 
Sono convinto che quando, un domani, si scriveranno i libri di storia, gli
storici  dovranno  registrare  il movimento  dei sit in  come una delle più
grandi epopee della nostra tradizione.    Io credo che questo movimento
rappresenti la sua potenza ai livelli più alti di dignità e di disciplina.
Nessun uomo di buona volontà potrebbe  non essere d'accordo con gli
scopi del movimento dei sit in: con l'obiettivo di abbattere tutte le bar-
riere basate sulla razza o sul colore. Ma la cosa che più mi colpisce di
questo movimento  è  il fatto  che la gente   abbia fatto propri  i metodi
sviluppati nel solco  della più alta tradizione  della non violenza e dei
mezzi pacifici.  E penso anzi  che questa sia  la cosa che  rende questo
movimento unico e lo renda uno dei più significativi sviluppi dell'inte-
ra lotta per l'emancipazione razziale.
Penso che una delle cose più interessanti è che non si tratti soltanto di
un nobile movimento, coni suoi propri mezzi e i suoi propri fini. Pen-
so che una delle cose più interessanti sia il fatto che questo movimento
sta ottenendo qualcosa di concreto. E'per il risultato dei movimenti dei
sit in che in più di 112 città, oggi, è stato detto  basta alla segregazione
ai banconi dei ristoranti negli stati di confine e negli stati del Sud.
Insomma, abbiamo finalmente sotto gli occhi le conquiste tangibili otte-
nute grazie a questo imponente e magnifico movimento, che ha trascina-
to gli uomini del Sud e ha elettrificato non solo la nostra nazione ma  il
mondo intero. Un movimento che cerca di ottenere un obiettivo morale,
direi, attraverso mezzi morali. E tutto questo emerge dal pieno concetto
di amore: perchè se una persona è  davvero una persona non violenta al-
lora vuol dire che è intrisa di spirito amorevole,  (allora vuol dire) che
rifiuta di fare del male al suo avversario perchè ama il suo avversario.
(Anche per questo) in Africa c'è grande interesse e preoccupazione per
per la situazione negli Stati Uniti.
I leader africani in genere e la gente africana in particolare  seguono con
grande preoccupazione la nostra lotta - e conoscono beme quello che sta
succedendo.   Ho avuto l'opportunità di parlare con la maggior parte dei
leader più importanti dei paesi africani che hanno appena acquisito l'in-
dipendenza, ma anche  con i leader dei paesi  che sulla via dell'indipen-
denza si stanno incamminando adesso.

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sabato 8 dicembre 2012

Sport - calcio / Serie B - 18^ giornata 2012/13

8 dicembre 2012 - sabato    8th December / Saturday 

Livorno e Brescia al palo, Verona ok
Sussulto in coda di Novara e Grosseto

La 18ª giornata di B: i toscani frenano a Vicenza (3-3). Vincono Spezia, Ternana e in coda Novara, Grosseto.

Cesena-Empoli rinviata per neve: si gioca domenica alle 12.30 come Cittadella-Varese


Prima avanti, poi sotto, ma il Livorno di Nicola non s'arrende mai e agguanta il 3-3 in casa del Vicenza. Ringrazia la capolista Sassuolo, mentre ne approfitta il Verona, a valanga sull'Ascoli, che recupera due punti. Il Brescia si fa rimontare dalla Reggina. In coda, sorprendono i successi di Novara (3-1 al Padova) e Grosseto, che schiaccia la Pro Vercelli nel scontro diretto in chiave salvezza. Neve e gelo su gran parte d'Italia, ma solo al Manuzzi di Cesena l'arbitro Manganiello è costretto a rinviare la sfida con l'Empoli (si gioca domenica alle 12.30).

Verona-Ascoli 3-1Vittoria chiara. Limpida. Il Verona regola l’Ascoli (3-1), dimentica la sconfitta di Brescia e si prepara mercoledì a risalire la china a Cittadella, negli ultimi otto minuti (più due e mezzo di recupero sicuri) di una partita che stava perdendo 2-1 prima che sul Tombolato piombasse la nebbia. Il Verona è senza Crespo, Fatic, Pugliese, Jorginho, Laner, Martinho e Cocco, ma le assenze non si avvertono. Mandorlini schiera un bel 4-2-3-1, con Bacinovic ed Hallfredsson in mediana più Gomez e Grossi immediatamente dietro Bojinov e Cacia. Ventiquattro secondi bastano per far esultare il Bentegodi. Il passaggio sul limite dell’area di Gomez trova l’intelligente velo di Cacia ma soprattutto il gran sinistro di Hallfredsson. Rasoterra imparabile, Mandorlini sorride. Il secondo punto già all’8’, quando la punizione di Bacinovic dalla destra trova la testa di Gomez con la colpevole complicità della difesa marchigiana. L’Ascoli lascia in panchina Soncin e manda in avanti Zaza e Dramé. L’Hellas manovra come vuole, Bojinov al 32’ sfiora il palo su punizione dai diciotto metri, Gomez (38’) lo prende in pieno. L’Ascoli riparte dopo l’intervallo con Soncin (esce Morosini), ma la musica non cambia. L’Hellas chiude ogni discorso al 4’, Guarna devia il colpo di testa di Cacia ma nulla può sul tap-in comodo di Albertazzi. L’Ascoli fa quel che può, Fossati entra e assicura vivacità, Zaza (22’) accorcia le distanze con una conclusione da dentro l’area che trova la decisiva deviazione di Ceccarelli. Va in affanno l’Hellas, Mandorlini si protegge con Abbate per Bojinov. La contesa si placa, il ritmo pure. Finisce 3-1, dopo qualche occasione sprecata da una parte e dall’altra. Troppo forte il Verona, specie quello del primo tempo. (Alessandro De Pietro - da La Gazzetta dello Sport.it)

Classifica provvisoria della serie B  / 18^ giornata
Sassuolo  42  /  Livorno  39  /  Verona  35  /  Brescia  /  27  Padova, Varese  26
Modena, Juve Stabia  25  /  Spezia  24  /  Cittadella, Empoli  22  /  Ternana  21
Bari, Crotone  19  Vicenza, Ascoli  18  /  Reggina, Cesena  16  /  Lanciano  15
Pro Vercelli  14  /  Novara  13  /  Grosseto  11

Risultati delle partite di serie B
Sassuolo - Modena          2 - 0
Brescia - Reggina             2 - 2
Cesena - Empoli               rinviata (per neve)
Crotona - Lanciano          0 - 0
Grosseto - Pro Vercelli    3 - 0
Novara - Padova               3 - 1
Spezia - Bari                      3 - 2
Ternana - Juve Stabia     3 - 2
Verona - Ascoli                 3 - 1
Vicenza - Livorno             3 - 3
Cittadella - Varese          (rinviata)

Vicenza-Livorno 3-3Sei gol, sorpassi e controsorpassi al Menti. Parte forte il Livorno, che prima mette paura a Pinsoglio (al 12’) con un tiro di Salviato, poi alla seconda azione mette la freccia e passa in vantaggio. Al 15’ c’è un corner corto, Luci prolunga e Belingheri insacca da pochi metri. Il Vicenza non si perde d’animo e va vicino al pareggio con un destro velenoso di Padalino deviato. Bella l’azione che al minuto 26 rimette i biancorossi in pista: Giacomelli scambia con Castiglia e lo mette nelle condizioni di chiudere sul primo palo. Azione fotocopia quella che vede di nuovo protagonisti Giacomelli e Castiglia al 35’ per il vantaggio; stavolta l’uno-due parte da lontano e l’ex juventino invece che metterla sul primo, insacca sul secondo palo. Prima del rientro negli spogliatoi è molto bravo Pinsoglio, che sbarra la porta a Salviato, ben imbeccato sulla destra da Paulinho. Ad inizio ripresa la squadra di Breda legittima il vantaggio prima con due ottime esecuzioni di Semioli e Padalino, poi con il 3-1 di Di Matteo che si fa 40 metri palla al piede sfruttando il buco della difesa; per il terzino pescarese è un gioco da ragazzi infilare Fiorillo. Piovono ancora gol ed emozioni. Al 18’ Belingheri calcia un missile da 35 metri che vale il 3-2. La rincorsa granata sbatte sulla traversa di Siligardi (28’). Sul 3-3 di Paulinho è colossale l’errore di Camisa che manca il cuoio e fa harakiri. Il direttore di gara non concede il penalty al Vicenza quando Emerson da dietro spinge con evidenza a terra Giacomelli. (Marta Benedetti)

        

Commento
(di Lucianone)

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