martedì 5 aprile 2022

SPORT - Calcio / serie A - 31^ giornata anno 2021/22

5 aprile '22 - martedì                                5th April / Tuesday                             visione post - 15

Risultati delle partite
Spezia - Venezia  1 - 0 / Lazio Sassuolo  2 - 1
Salernitana - Torino  0 - 1 / Fiorentina - Empoli 1 - 0
Atalanta - Napoli  1 - 3 / Udinese - Cagliari  5 - 1
Sampdoria - Roma 0 - 1 / Juventus - Inter  0 - 1
H. Verona - Genoa  1 - 0 7 Milan - Bologna  0 - 0

CLASSIFICA
Milan   67  /  Napoli   66  /  Inter   63  /  Juventus   59  /  Roma   54  /  Lazio   52  /  Atalanta   51  /
Fiorentina   50  /  Hellas Verona   45  /  Sassuolo   43  /  Torino   38  /  Bologna   34  /  
Udinese, Empoli   33  /  Spezia   32  /  Sampdoria   29  /  Cagliari   25  /  Genoa, Venezia   22  /
Salernitana   16

Atalanta - Napoli 1 - 3

Commento -
  
Continua...
to be continued...
 

Ultime / ultimissime notizie - Russi di Putin peggio dei tedeschi nazisti di Hitler: dalle regioni dell'Ucraina immagini e foto orrende, spaventose!

 5 aprile '22 - martedì                                     5th April / Tuesday                            visione post - 30

41^ giornata di guerra: Ucraina peggio della Siria / civili torturati, stuprati trucidati e impachettati
                                      e  tanti gettati in fosse comuni

Qui Ucraina / Terra di orrori: fermate Putin e i Russi! - O l'Europa occidentale rischierà grosso! 

Il macellaio Putin non si ferma: manda a Bucha e, probabile, anche a Mariupol e in altre città i
massacratori russi insieme a siberiani, siriani e ceceni a massacrare e mutilare civili ucraini inermi.
Le testimonianze con immagini, anche dall'alto con droni, confermano l'eccidio e le stragi che di-
ventano genocidio. Che aspetta ancora l'Onu a condannare e fermare le stragi di massa? A che serve
ormai l'Onu e che fanno le altre Associazioni umanitarie? Niente processi, solo parole, parole, parole!




"Sono un civile. Non sparate. E partirono cinque colpi". Le testimonianze raccolte a Bucha
confermano le atrocità
Bucha -
A Vokzal'na, sobborgo di Kiev, liberato dagli ucraini torna una parvenza di vita, ma emergono altre
atrocità. Fosse comuni con diversi strati di cadaveri. Corpi torturati dentro la cantina, E i resti di un bivacco dei russi tra le bottiglie di alcol. 
BUCHA — C’è un’apparente calma a Bucha, il cielo è limpido. All’indomani della scoperta degli orrori la situazione sembra diversa. Ma è solo un’illusione, nuovi dettagli dell’inferno emergono ad ogni angolo. Ci dirigiamo a documentare le fosse comuni, nella zona della chiesa. All’arrivo ci sono solo alcuni giornalisti e poche persone che si avvicinano per cercare famigliari. La fossa è aperta e si vedono emergere ammassate le borse che contengono i cadaveri di circa otto persone. Si intuisce che sotto la sabbia ci sono vari strati, quello che appare è solo quello più superficiale. Ci sono tre tombe che qualcuno ha improvvisato. La luce bianca delle dieci di mattina evidenzia l’orrore in tutta la sua violenza. Un uomo di 59 anni si avvicina e ci racconta che sta cercando suo fratello di 57 anni che era scomparso il 12 marzo. Era andato a prendere i documenti nella macchina parcheggiata tra Bucha e Hostomel e non era più tornato. L’uomo è convinto che suo fratello si trovi li, ma non c’è nessuno a cui chiedere, nessuno che sappia con certezza se i familiari di Bucha potranno mai godere del lusso di riconoscere i propri cari finiti nelle fosse comuni nell’ambito di una spirale di violenza che in questi giorni solo inizia a delinearsi.
(da "la Repubblica" - inviato Santi Palacios)
Le prime testimonianze -
Donne violentate davanti ai figli e poi uccise dagli invasori. Uccisi anche bambini
con un colpo alla nuca.
Lucianone

Cultura / archeologia - Un monumento alla pace, nella Murgia (Puglia) / Intervista al docente Giuliano De Felice

 5 aprile '22 - martedì                                   5th April / Tuesday                          visione post - 6

(il manifesto - 11 marzo '22 - di Federico Gurgone)

La pace necessaria in un monumento
La nuova vita del Campo di prigionia 65 che sorgeva nella 
Murgia interan tra Gravina e Altamura.
INTERVISTA a Giuliano De Felice, archeologo docente all'Università di Bari

Giuliano De Felice, docente presso l'Università di Bari e redattore della rivista Archeostorie,
concentra le sue ricerche sull'archeologia contemporanea, disciplina di crescente fortuna nel
mondo anglosassone e sparute applicazioni in Italia, dove  "la spettacolarizzazione dei beni
culturali va di pari passo con l'onnipresente tradizione classicista e con quel senso di posses-
so del patrimonio antico dal quale quasi siamo ossessionati". Nel 2017, accompagnato nella
Murgia interna dall'esperto di didattica della storia Antonio Brusa, De Felice fu sorpreso dal-
la muta potenza di una ferita impressa sul territorio dalla Seconda guerra mondiale: il Campo
di prigionia 65. -  "Di certo non mi si mostrò bello: nemmeno ne compresi al primo ascolto la
voce", racconta l'archeologo, autore del saggio "Archeologia di un paesaggio contemporaneo"
/Edipuglia, 2020). Mi bastò però un istante per desiderare di scavarci", aggiunge.
- "Di cosa parliamo quando parliamo di archeologia?".
- "Non di una tecnica nè di una metodologia, ma della forma mentale  di chi vede le cose  sovrap-
poste stratigraficamente. Anche se il Campo 65 appariva in degrado, tra copertoni e rifiuti di ogni
tipo, da subito gli studenti si trovarono a proprio agio: i mattoni con i bolli laterizi e i grafiti sulle
pareti delle baracche erano per loro segni familiari.  il sito si estende per trentuno ettari: la metà
del parco di Pompei. Nel 1942, a metà strada tra Gravina e Altamura, che secondo il censimento
del 1936 contavano 20.000 abitanti l'una, nacque così dal nulla un centro di novemila persone: se
avessimo riscontrato tale fenomeno in tempi antichi , saremmo sobbalzati  chiamandolo paleoge-
nesi.".
- "Sull'area insistono altri elementi alieni..."
- "Le Murge conservano anche i resti di dieci basi per testate atomiche , con missili a medio rag-
gio puntati nel 1959 contri il Patto di Varsavia,...
Continua... to be continued...

sabato 2 aprile 2022

LA SPORCA GUERRA di Putin - "Quei giovanissimi ragazzi russi caduti, mandati al massacro"

 2 aprile '22 - sabato                                      2nd April / Saturday                               visione post - 11


Alcune delle vittime erano soltanto militari di leva. Sarebbe vietato, ma il Cremlino ammette
"errori". Le madri chiedono i corpi direttamente a Kiev. I giovani russi mandati a morire sul fronte
ucraino: poveri e non addestrati, vengono da posti sperduti.  Il più giovane  di quelli identificati
finora aveva compiuto diciott'anni, David Arutyunyan, colpito da una scheggia. Uno dei tanti ra- 
gazzi russi della cosiddetta generazione Putin mandati al macello in Ucraina. Alcuni erano addi-
rittura di leva,  12 mesi di naja  nella quale  si impara a malapena  a salvarsi  dalle angherie dei
"nonni".
Le madri che chiedono a Kiev i corpi dei loro figli soldati uccisi, dovrebbero prima 
andare a vedere con i loro occhi a Kiev e nelle altre cittadine ucraine
il paesaggio distrutto e tutte le vite massacrate,civili compresi, dall'esercito russo del loro Putin!! -
(Luciano Finesso)

Lucianone

venerdì 1 aprile 2022

Cultura - Lo scrittore russo Varlam Salamov e il suo diario dal gulag siberiano

 1 Aprile '22 - venerdì                                      1st April / Friday                                 visione post - 6

(da La Repubblica - 17 gennaio '22 - di Federico Varese)

L'anniversario
Lo sguardo di Salamov che visse nell'inferno
Quarant'anni fa la morte del grande autore russo rinchiuso
da Stalin nei gulag della Siberia. Nel lager, diceva,' il male
regna incontrastato' .
Varlam Salamov, l'autore de I racconti della Kolyma, muore a Mosca il 17 gennaio di quarant'anni
fa, nel 1982. L'ultimo periodo della sua vita non è felice. Ormai sordo e cieco vive a Mosca in una camera dell'ospizio dei letterati Literaturnyj Fond, al terzo piano, nella stanza numero 244. In que-
sto edificio "impregnato di un odore di vecchiaia impotente e indifesa" (come racconta una sua ami-
ca), ha trovato una sistemazione che teme di perdere in ogni momento.  Le ansie  non  gli lasciano 
tregua: quando arriva il cibo si getta avidamente su di esso perchè teme che altri lo possano prece-
dere, nasconde le lenzuola e le federe sotto il materasso, porta legato al collo l'asciugamano. Que-
sti erano beni preziosissimi nei campi, difficili da trovare e da proteggere.
Anziano e prossimo alla morte, rivive le fobie della vita quotidiana del lager. Ma sono anche gli an-
ni in cui la sua fama cresce e i riconoscimenti internazionali cominciano ad arrivare: nel 1980 esce
 a  Parigi il primo colume dei Racconti e vince un premio del Pen Club, nel 1981 è la volta della tra-
duzione inglese, parziale, dela sua opera principale. Un gruppo i ammiratori  comincia  a manifesta-
re in suo favore, ma lui teme che la piccola fama raggiunta diventi un buon motivo per arrestarlo di
nuovo. una terza volta, e così tornare nella Kolyma ("io vengo dall'inferno" è una sua frase celebre).
Nel gulag ci aveva passato quasi vent'anni. Giovane studente di giurisprudenza a Mosca, viene arre-
stato una prima volta nel 1929 per aver partecipato ad un gruppo che domanda la pubblicazione del
testamento di Lenin e viene spedito al campo della Visera, nella regione di Perm' (su quell'esperien-
za scriverà Visera. Antiromanzo, pubblicato solo nel 1989). Liberato nel 1931, torna a Mosca dove lavora come giornalista e pubblica diversi racconti e poesie. Nel 1937 il nuovo arresto, per "attivi-
tà antirivoluzionaria trotzkista". La lettera T (che indicava i troskisti) aggiunta al suo dossier equi-
vale ad una condanna a morte.  Infatti, gli tocca uno dei campi più pericolosi, detto "il crematorio bianco", nell'estremo Nord-Est russo-asiatico, dove la temperatura arriva fino a 50 gradi sottozero.
La regione  prende il nome dal fiume che l'attraversa, Kolyma, un nome che grazie a Salamov di- 
venterà sinonimo delle repressioni staliniane. -  Qui vi sono giacimenti d'oro, e i carcerati vi lavo-
rano come mano d'opera forzata.  Salamov  prima viene impiegato  nelle miniere di carbone, ma
quando è sull'orlo della fine per assideramento e fame, viene salvato da un medico che lo assume
come infermiere al reparto di chirurgia dell'Ospedale per detenuti, sulla "riva sinistra" del fiume
Kolyma (questo è anche il titolo di una sezione dei Racconti). Viene liberato nel 1951, ma rimane confinato in Siberia fino al 1956. Una volta ritornato nella capitale russa, scopre che la moglie lo
ha lasciato e la figlia non vuole più vederlo. Un rientro non certo da eroe.
Inizia a scrivere I racconti della Kolyma nel 1954. L'opera contiene 145 racconti ordinati in sei 
raccolte, ma è un libro organico, con temi e personaggi che si rincorrono. E' anch'esso un anti-
romanzo, che contiene frammenti, brani di epistolario, storie individuali, memorie e confessioni 
sulla sua incapacità di ricordare esattamente. Salamov non credeva che il lager insegnasse nulla,
che gli anni passati là producessero una Epifania, una redenzione.  E' semplicemente un luogo
dove il male regna incontrastato. La morte era l'esito più probabile per il carcerato e Varlam si 
salva solo grazie al caso, attraverso un medico-detenuto  che lo assume in infermeria.  Mentre
Solzhenitsyn ha l'aspirazione a catalogare i fatti e misfatti avvenuti nel gulag, Salamon dichia-
ra: "Il ricordo non serve a nulla". Dopo il gulag, Auschwitz e la bomba atomica , l'arte ha perso
il diritto di predicare.  Nella grande frattura che attraversa la letteratura russa, il Nostro sta dal-
la parte di Dostoevskij, contro Tolstoj. Come ha scritto un altro autore e sopravvissuto al Gulag,
Gustaw herling, "Salamov è innanzi tutto un grande scrittore".
La recezione di Salamov in Italia fu non lineare. Diversi editori si rifiutarono di pubblicare le
traduzioni dello slavista Piero Sinatti, che pubblicò una raccolta nel 1976 presso la casa editri-
ce della nuova sinistra Savelli.  Oggi disponiamo di un'eccellente edizione Einaudi in due vo-
lumi e di opere tradotte da Adelphi. -  Anche in punto di morte non vi fu redenzione per Sala-
mov.  Il 15 gennaio 1982 viene trasferito a forza in manicomio, internato benchè non avesse
alcun disturbo psichico. La direzione dell'ospizio era preoccupata della sua crescente fama di
dissidente e per le manifestazioni a suo favore. Regge solo due giorni e muore  il 17 gennaio
di quaranta anni fa.

Lucianone
                              

giovedì 31 marzo 2022

Pensieri del Venerdì - Che cosa è diventata la 'guerra' oggi, con l'operazione speciale' di Putin contro l'Ucraina e l'Occidente in genere

 31 marzo 2022 - giovedì                                    31st  March / Thursday                   visione post - 6  

Bisogna partire dal fatto, per capire che cosa è veramente la guerra ai nostri tristissimi giorni, che il

termine "guerra" può essere usato e subito solo da uno dei 2 contendenti (l'Ucraina), mentre è noto
che l'altro contendente (Russia) che è anche quello  che ha iniziato il conflitto (invadendo il territorio
ucraino) usa, al posto di guerra, il termine 'operazione speciale'. E dunque anche chi ha subito l'inva-
sione, l'Ucraina, dovrebbe di conseguenza accettare, invece di guerra, di essere oggetto di questa co-
siddetta Operazione speciale. -    Allora bisogna capire che senso dà la Russia a questa espressione-
termine rispetto a quello di Guerra, in realtà vera e propria, che subisce la controparte ucraina che
si è vista invadere con mezzi, carri armati e armi, che hanno molto più di guerresco  che di opera-
zione fatta in modo più o meno speciale ma che di vecchio stampo militare offensivo sembra con-tenerne tutti gli elementi. Ma diciamo "sembra" perchè sappiamo che a dirigere e prima ancora a
comandare tale Operazione è stato il capo russo del Cremlino, e cioè un certo Vladimir Putin.

Ma partiamo dall'inizio e via via percorriamo tutto il cammino... 
IL 24 DICEMBRE  Vladimir Putin, da più di 20 anni a capo della Russia, ora il nuovo zar russo,
dichiara guerra all'Ucraina, Paese democratico europeo con Zalenski a capo dello Stato.
20 febbraio 2022 - Guerra sospesa (il 23 e 24 febbrao Putin aveva parlato di 'operazione speciale')
L'Ucraina è destinata a essere un punto di frizione perenne tra Russia e Occidente. La pressione
di Putin continuerà. Stati Uniti e Alleati non possono permettersi di abbandonarla, l'Ucraina.
25 febbraio '22 - L'invasione dell'Ucraina
Putin sferra l'attacco: esplosioni e vittime. Kiev sotto assedio. "I russi sono entrati in Ucraina".
Guerra in Europa -
Lo zar avverte: "Non osate interferire".  Biden, presidente americano, risponde: "Sanzioni deva-
stanti". . Si contano almeno 137 morti. La Nato non invierà truppe.  Borse a picco, gas alle stelle.
Le parole dell'esperto - "L'allargamento del conflitto?" "Scenario difficile, ci perdono tutti".
25 febbraio '22 - Noi e la guerra
("Corriere della sera") - Finora abbiamo seguito con distacco le vicende ucraine. E tanti si erano illu-
si che anche questa crisi sarebbe stata limitata, ma lo scenario si è rivelato completamente diverso.
Sgomento, senso di impotenza. La domanda: sapremo reagire? 
L' Unione europea: la vera questione sarà la tenuta democratica di Polonia, Ungheria, Slovacchia,
Repubblica Ceca. -  L'invasione dell'Ucraina: è una sfida a tutti noi.
La reazione: si vorrebbe colpire la Russia come fecero gli Usa di Trump con l'Iran. Ma quel che
più conta è che l'Occidente resti unito.

CONTINUA...
to be continued...                  

martedì 29 marzo 2022

Riflessioni - Putin, o Il maschio tradito

 29 marzo '22 - martedì                                     29th March / Tuesday                           visione post - 3

(da la Repubblica - 3 marzo '22 - L'Amaca - Michele Serra)

Il maschio tradito
conoscete qualcosa di più russo di Gogol'? E di Bulgakov? Beh Gogol' e Bulgakov erano ucraini. 
Il primo era nato in un villaggio a est di Kiev, il secondo a Kiev. Entrambi sono morti a Mosca.
Lo stuolo dei russi-ucraini, e degli ucraini-russi, è molto lungo. Non lo conoscevamo: sinistro merito
di questa guerra idiota, assurda, è averci aiutato  a conoscere un poco meglio i due popoli e  le due 
culture scoprendo che sono, in larga parte, lo stesso popolo e la stessa cultura. E questo rende ancora
più tremendo il capo di imputazione che grava su Vladimir Putin. E' il fautore di una guerra fratricida
"Colpa" degli ucraini, secondo Putin, è proprio questa vicinanza tradita.   L'idea che sia il tuo prossi-
mo, non il tuo opposto, non un estraneo, a scegliere una strada diversa (l'Europa, la democrazia) ren-
de ancora più insopportabile l'offesa. Putin ha ragionato, e si è comportato  più o meno  come il ma-
schio che uccide la compagna che lo vuole abbandonare. Non riesce a contemplare l'idea di non es-
sere più amato, di non esere più obbedito. Per lui l'Ucraina esiste in quanto "sua", oppure non ha il 
diritto di esistere. Meglio morta che libera. -  Il machismo di Putin è uno degli elementi fondamen-
tali della sua popolarità presso le destre estreme, in tutto il mondo. Il mito "dell'uomo forte" è pre-
politico, è legato alla tradizione tribale e patriarcale che con la libertà non ha un rapporto facile.
L'ostentazione di virilità e di prestanza fisica è una sua ossessione di sempre. Niente riesce a le-
varmi dalla testa l'idea che questo elemento sia molto rilevante nella sua storia politica e, ahimè,
nella nostra storia del momento. E che sia un elemento patologico. Arcaico. Ma ben presente, e
pericoloso. 

Lucianone

domenica 27 marzo 2022

Ultime notizie / dal Mondo - Guerra: Ucraina/Russia / Latest news

 27 marzo '21 - domeniva                                  27th March / Sunday                      visione post - 5

Mi sembra sia estremamente necessario ampliare questa pagina dedicata alle "Ultime notizie" Aggiornandole ai giorni allungati dell'intervento/invasione della Russia di Putin.


(Dal "Corriere della Sera" - 27 marzo '22)

Attacco dei russi a Leopoli (Ucraina) -

Ieri pomeriggio 26 marzo, sabato, alle ore 16,12
missili russi sono arrivati presso la città di LEOPOLI -
Subito dopo le sirene d'allame: esplosioni, fuoco e fumo e i feriti /
Due gli obiettivi: un grande deposito petrolifero nella zo na Nordest della città. lungo
via Plastova e a colpirlo 2 attacchi missilistici.  Il secondo: un non meglio precisato 
obiettivo "infrastrutturale" (probabile stia per "militare") pure con 2 attacchi missili-
stici. Bilancio: cinque persone ferite nel primo attacco. - Il sindaco di Leopoli ha con-
fermato le esplosioni di metà pomeriggio e ha chiesto ai cittadini di resdtare nei rifugi
per nuove incursioni. Il nuovo attacco è infatti arrivato danneggiando una scuola (im-
magini postate sui social). Altre fonti: danni significativi alle infrastrutture, ma non
ai palazzi residenziali.  Nell'area di Leopoli ci sono stati in passato tre soli attacchi uno
nei primi giorni del conflitto vicino all'aeroporto, poi il più grave nella base militare di
Yavoriv, 30 km a nordovest della città e in seguito in un hangar della zona aeroportuale.
Altro attacco nella serata di sabato c'è stato a Kharkiv, sollevando allarmi. Sarebbe stato  
 colpito di nuovo il centro di ricerca nucleare interno all'Istituto per la Fisica e ls Tecno-
logia, senza che fosse possibile valutare l'entità dei danni.
Parla il responsabile dell'energia ucraino German Galushchenko: "Negoziare è complica-
tissimo.L'invasione non si fermerà al Donbass".
Biden attacca: "Putin è un macellaio, 'a butcher' " / Un caso l'appello al cambio di regime.

Lucianone

giovedì 24 marzo 2022

Commenti - UCRAINA: il coraggio della libertà

 24marzo '22 - giovedì                                 24th March / Thursday                         visione post - 18                          

(da la Repubblica - 3 marzo '22 - di Linda Laura Sabbadini)

La resistenza dell'Ucraina
Il coraggio della libertà
Resistenza. Sotto le bombe, a morire e a soffrire ci sono gli Ucraini, per colpa di un tiranno
sanguinario. La loro battaglia di libertà e democrazia è la nostra. Lo sentiamo nel profondo. 
Non solo, la loro battaglia rafforza la nostra stessa democrazia. Vengono le lacrime agli occhi,
spesso a vedere gli Ucraini che si mobilitano contro un invasore terribilmente  e drammatica-
mente più armato. A sentir scandire le loro parole, sanno che potrebbero soccombere. Ma sen-
tono che la loro forza di popolo contro l'invasore che cerca il loro abbientamento sarà più forte.
Sentono che vale la pena difendere la propria identità violata. - Sentono l'orgoglio di sfidare il
dittatore sanguinario e di non essere calpestati.  Loro che avevano trovato la strada verso la de-
mocrazia, l'avevano scelta, con libere elezioni, con grande determinazione e soprattutto orgoglio,
non ci vogliono rinunciare. Combattono, si organizzano, uomini e donne, giovani e anziani. Lo
fanno per sè stessi, lo fanno per i loro figli, . Ua resistenza di popolo.
Quella frase banale che si dice in ogni crisi "nulla sarà più come prima" non è mai stata così vera. 
Sì, perchè dopo l'invasione russa dell'Ucraina, il mondo sarà un altro, al di là di come finirà l'av-
ventura criminale di Putin in Ucraina. Sarà difficile tenere  sotto occupazione  un popolo che re-
siste così unito. Per quanto possano mettere al potere un Pétain qualunque, docranno tenere lì le
truppe come fecero i nazisti in Francia. Il popolo ucraino con la sua resistenza coraggiosa al so-
verchiante esercito invasore ha risvegliato il mondo sonnecchiante che aveva perso l'emozione 
per la libertà e la democrazia. Il prestigio del principale alfiere dell'anti-democrazia è irrimedia-
bilmente perso. Il Re è nudo. I suoi sodali di tutti questi anni, coloro che lo hanno incensato, cor-
teggiato, omaggiato, per ammirazione, o più spesso per interesse, si vergognano  di essere acco-
stati a lui in tanti Paesi. Sì, perchè ora ci si può dividere su tutto, ma non sulla difesa della demo-
crazia. E ciò non può che rafforzare le democrazie. Anche nel nostro Paese. - Allo stesso tempo
l'invasione di Putin ha prodotto una palese eterogenesi dei fini, come la definiva Wilhelm Wundt.
La guerra contro le democrazie Putin l'aveva avviata da anni, ben prima dell'invasione dell'Ucrai-
na, mettendo in campo una macchina da guerra mediatica e corruttiva impressionante, che ha avu-
to innegabili successi.  Ma poi vince Biden e nello stesso tempo si sviluppa la sollevazione popo-
lare democratica in Bielorussia contro i brogli elettorali del suo vassallo Lukashenko. Due episodi
importanti che hanno favorito l'errore capitale del nuovo zar. Voleva dissolvere come neve al sole
l'esercito ucraino, risolvere la questione velocemente e dividere il fronte occidentale.   E invece è
riuscito a scatenare una resistenza di popolo, a unire l'Europa, inclusi coloro che, come Polonia e
Ungheria, stava attraendo nell'orbita che aveva tracciato. E' riuscito a unire i Paesi del Patto Atlan-
tico, redivivo, e diventato un polo d'attrazione assoluto anche per i Paesi che non ne facevano par-
te. In più non ha certo galvanizzato i rusi contro gli ucraini.  Anzi, l'atto criminale ha risvegliato 
l'opposizione e il malcontento dei russi, causando manifestazioni e arresti, e il crollo della popola-
rità del regime. La voglia di libertà è contagiosa e può travalicare i confini tra Ucraina e Russia.
E se questo succederà non ci sarà scampo per Putin. Ma non basta, la Cina sorniona, che, verosi-
milmente, aveva fornito il placet all'operazione, al fine di testare la reazione mondiale in caso di
invasione di un Paese, sarà costretta, chissà, a rimeditare sulla sua tentazione di invadere Taiwan.
Gli Ucraini stanno dando una lezione al mondo intero. Si ribellano al tiranno invasore  e  danno
una scossa anche al popolo russo. E chissà che non sia venuta l'ora della riscossa dei popoli per 
la loro libertà.

(Linda Laura Sabbadini è direttore centrale Istat. Le opinioni qui espresse sono esclusiva respon-
sabilità dell'autrice e non impegnano l'Istat).

Lucianone