14 aprile '20 - martedì 14th April / Tuesday visione post - 3
(da la Repubblica - 26 febbraio '20 - L'amaca / di Michele Serra)
Chi si è battuto per arrivare a una sorta di "sovranità regionale in campo sanitario aveva tutto il
diritto di farlo; a patto che poi non imputi al governo centrale ogni inciampo, ogni fallimento.
E' quello che stanno facendo diversi esponenti leghisti in questi giorni, probabilmente spiazzati
dal primato lombardo-veneto del contagio, dovuto agli imperscrutabili movimenti del virus, ep-
pure, inevitabilmente, oggetto di qualche sarcasmo: gira parecchio in Rete il cartello "non si af-
fitta ai settentrionali", parodia vindice dello storico "non si affitta ai meridionali" affisso su non
pochi portoni negli anni della grande migrazione al Nord. Di fatto, è bene spalmata sul territo-
rio nazionale l'abitudine, veramente detestabile, di imputare sempre agli altri le disgrazie, e at-
tribuire solo a se stessi le fortune. Quando le cose vanno bene il merito è mio, quando vanno
male la colpa è del governo, dello Stato, della casta, di chiunque non sia io. Accade anche per
le grandi nevicate urbane, o per i cumuli di mondezza, che se il sindaco sei tu allora ti accuso
di vergognose inadempienze; se il sindaco sono io si tratta solo di normali disagi perfettamen-
te sotto controllo.
Se davvero è capitato, come pare proprio, che da un piccolo ospedale del Nord sia scaturito,
per distrazione o per negligenza o per casualità, il focolaio più insidioso, non è sportivo of-
fendersi e scaricare sul groppone "di Roma" un problema che, invece, è tutto tuo. Il tipico
settentrionale lavora per rimediare ai propri errori, ed evita di buttarla in politica. La Lega
ormai è un partito arcitaliano.
Lucianone
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martedì 14 aprile 2020
SPORT - calcio / Serie A - 26^ giornata 2019/20 /// Campionato sospeso per Coronavirus
14 aprile '20 - martedì 14th April / Tuesday visione post - 6
Risultati delle partite
Lazio 2 Napoli 2 Lecce 2 Cagliari 3 Parma 0 Milan 1
Bologna 0 Torino 1 Atalanta 7 Roma 4 Spal 1 Genao 2
Sampdoria 2 Udinese 0 Juventus 2 Sassuolo 3
H. Verona 1 Fiorentina 0 Inter 0 Brescia 0
CLASSIFICA
JUVENTUS 63 / Lazio 62 / Inter 54 / Atalanta 48 / Roma 45 / Napoli 39 /
Risultati delle partite
Lazio 2 Napoli 2 Lecce 2 Cagliari 3 Parma 0 Milan 1
Bologna 0 Torino 1 Atalanta 7 Roma 4 Spal 1 Genao 2
Sampdoria 2 Udinese 0 Juventus 2 Sassuolo 3
H. Verona 1 Fiorentina 0 Inter 0 Brescia 0
CLASSIFICA
JUVENTUS 63 / Lazio 62 / Inter 54 / Atalanta 48 / Roma 45 / Napoli 39 /
Milan 36 / H. Verona, Parma 35 / Bologna 34 / Sassuolo, Cagliari 32 / Fiorentina 30 /
Udinese 28 / Torino 27 / Sampdoria 26 / Genoa, Lecce 25 / Spal 18 / Brescia 16 /
Lucianone
martedì 7 aprile 2020
Medicina / psicologia e psichiatria evoluzionistica - L'ansia: dolorosa ma benefica
7 aprile '20 - martedì 7th April / Tuesday visione post - 7
( da La Lettura del Corriere della Sera - Orizzonti Mente / di Telmo Pievani)
Nei sintomi delle nostre malattie si nasconde un messaggio evolutivo. La tosse espelle materiale
estraneo dalla gola. La febbre è una difesa per contrastare le infezioni. Nausea, vomito e diarrea
sono reazioni protettive che eliminano tossine. Più in generale, il dolore è la sentinella che ci av-
visa di un problema, lo stress di un pericolo, reale o potenziale. Il principio, secondo Randolph
Nesse, medico e psichiatra della Arizona State University, padre della medicina darwiniana, va-
le anche per i disturbi mentali, che vanno intesi come eccessi di sintomi difensivi (quelli di pa-
ranoie e complottismi) o come scompensi nei sistemi di regolazione dell'umore che portano a
manie, disturbi bipolari e depressioni psicotiche.
Secondo la "psichiatria darwiniana", ansia , depressione, e rabbia conservano una funzione
evolutiva: sono risposte utili ma fuori misura. Nei casi più gravi, sono difetti di calibrazio-
ne delle nostre reazioni a situazioni impreviste e minacciose, causati da traumi esistenziali,
frustrazioni e desideri inappagati oppure da una propensione ereditaria. Altre volte si tratta
di costosi compromessi: l'evoluzione dei legami profondi di amore e moralità ci espone a
effetti collaterali dolorosi quali l'ansia sociale, i rimorsi, aspettative deluse, sensi di colpa.
In sintesi: la smodata importanza che attribuiamo a quel che gli altri pensano di noi.
Le malattie ovviamente non sono adattamenti plasmati dall'evoluzione. Non avrebbe sen-
so attribuire un'utilità evolutiva alla schizofrenia. Tuttavia, è proprio il modo in cui funzio-
na la selezione naturale a renderci vulnerabili alle malattie. L'evoluzione spiega le condi-
zioni di possibilità delle malattie, non le malattie stesse, il che è comunque necessario ne-
cessario. Medici e psichiatri infatti si limitano a descrivere i meccanismi del corpo e del
cervello per come funzionano oggi, in cerca di soluzioni per ripararne i guasti. Il ritorno
pratico di questo approccio basato sulle "cause prossime" è oggettivo. Tuttavia non basta.
Bisogna anche capire come e perchè quei meccanismi si sono evoluti nella specie umana,
integrando l'altra metà della biologia (le "cause remote") nella medicina. I batteri che svi-
luppano resistenza agli antibiotici o i tumori che aggirano gli attacchi terapeutici sono del
resto modelli perfetti di evoluzione darwiniana.
I sintomi sopra descritti, spiega Nesse, non vanno confusi con le malattie. E' inutile aggre-
dirli come se fossero il problema. Bisogna capirne le cause esistenziali e interpretarli come
difese protettive un tempo utili. La loro funzione infatti potrebbe non essere più attuale, per-
chè l'ambiente è cambiato più velocemente di noi. Per esempio, l'epidemia mondiale di obe-
sità è dovuta anche alla discrepanza tra il nostro adattamento ancestrale ad immagazzinare
cibi zuccherati e grassi finchè ce n'erano (in un contesto ambientale in cui le fonti di cibo
erano scarse e discontinue) e il mondo di oggi che abbonda di centri commerciali ricolmi
di cibi ipercalorici. Ne consegue che continuiamo a desiderare ciò che ci fa male e a la-
sciarci sedurre da facili ricompense diventando dipendenti da alcol, tabacco e droghe.
Oppure la funzione originaria deborda, perchè nell'evoluzione è meglio eccedere in rea-
zioni difensive, come l'ansia, piuttosto che difettarne: se la sentinella protettiva reagisce
troppo, paghiamo un costo in termini di falsi allarmi, di fobie inutili e di panico, d'accordo,
ma almeno siamo vivi; se si spegne solo una volta nel momento sbagliato, cioè sottovalu-
tiamo un pericolo reale, siamo morti. Avere sempre paura rovina l'esistenza, ma averne
troppo poca espone a rischi fatali.
Talvolta si ha l'impressione che Nesse voglia cercare per forza una funzione per ogni disturbo:
la depressione lieve sarebbe una strategia evolutiva per evitare sforzi inutili in situazioni sfa-
vorevoli, riducendo l'impegno verso obiettivi che non sarebbero comunque realizzabili. Con
qualche aggiustamento narrativo, nell'evoluzione si può trovare una buona ragione per tutto
e per il contrario di tutto, ma in che senso le emozioni che ci fanno soffrire sarebbero "buone"?
Sono buone per riprodursi, risponde Nesse, giacchè l'individuo non sarebbe altro che una mac-
china per trasmettere i suoi geni egoisti. Per esempio, la selezione naturale non avrebbe rimos-
so la gelosia dalle emozioni perniciose perchè un tempo i maschi più possessivi avevano più
figli rispetto a quelli più permissivi, che presidiavano di meno le loro compagne. Su questo ap-
proccio però molti evoluzionisti dissentono, perchè in casi simili è pressochè impossibile rica-
vare prove dai nostri progenitori e dagli ambienti in cui vivevano. Comunque, precisa Nesse
sul filo del paradosso, il fatto che vi siano buone ragioni evolutive per stare male non implica
che non si debba fare il possibile per alleviare la sofferenza, spesso dannosa, che ne deriva.
Per tutto il libro Nesse descrive la selezione naturale come se fosse un creatore intenzionale
dotato di progetti e fini propri: la selezione "plasma" le nostre emozioni, "foggia corpi e cer-
velli per massimizzare il successo riproduttivo, e così via.. Ma la selezione non è uno sculto-
re nè un ingegnere che ambisce alla perfezione funzionale: è un meccanismo ecologico e de-
mografico che si nutre di espedienti. Lo ammette lo stesso Nesse quando descrive i vincoli a
cui deve soggiacere la selezione naturale e gli "errori progettuali marchiani" di cui è pieno il
nostro organismo.
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( da La Lettura del Corriere della Sera - Orizzonti Mente / di Telmo Pievani)
Nei sintomi delle nostre malattie si nasconde un messaggio evolutivo. La tosse espelle materiale
estraneo dalla gola. La febbre è una difesa per contrastare le infezioni. Nausea, vomito e diarrea
sono reazioni protettive che eliminano tossine. Più in generale, il dolore è la sentinella che ci av-
visa di un problema, lo stress di un pericolo, reale o potenziale. Il principio, secondo Randolph
Nesse, medico e psichiatra della Arizona State University, padre della medicina darwiniana, va-
le anche per i disturbi mentali, che vanno intesi come eccessi di sintomi difensivi (quelli di pa-
ranoie e complottismi) o come scompensi nei sistemi di regolazione dell'umore che portano a
manie, disturbi bipolari e depressioni psicotiche.
Secondo la "psichiatria darwiniana", ansia , depressione, e rabbia conservano una funzione
evolutiva: sono risposte utili ma fuori misura. Nei casi più gravi, sono difetti di calibrazio-
ne delle nostre reazioni a situazioni impreviste e minacciose, causati da traumi esistenziali,
frustrazioni e desideri inappagati oppure da una propensione ereditaria. Altre volte si tratta
di costosi compromessi: l'evoluzione dei legami profondi di amore e moralità ci espone a
effetti collaterali dolorosi quali l'ansia sociale, i rimorsi, aspettative deluse, sensi di colpa.
In sintesi: la smodata importanza che attribuiamo a quel che gli altri pensano di noi.
Le malattie ovviamente non sono adattamenti plasmati dall'evoluzione. Non avrebbe sen-
so attribuire un'utilità evolutiva alla schizofrenia. Tuttavia, è proprio il modo in cui funzio-
na la selezione naturale a renderci vulnerabili alle malattie. L'evoluzione spiega le condi-
zioni di possibilità delle malattie, non le malattie stesse, il che è comunque necessario ne-
cessario. Medici e psichiatri infatti si limitano a descrivere i meccanismi del corpo e del
cervello per come funzionano oggi, in cerca di soluzioni per ripararne i guasti. Il ritorno
pratico di questo approccio basato sulle "cause prossime" è oggettivo. Tuttavia non basta.
Bisogna anche capire come e perchè quei meccanismi si sono evoluti nella specie umana,
integrando l'altra metà della biologia (le "cause remote") nella medicina. I batteri che svi-
luppano resistenza agli antibiotici o i tumori che aggirano gli attacchi terapeutici sono del
resto modelli perfetti di evoluzione darwiniana.
I sintomi sopra descritti, spiega Nesse, non vanno confusi con le malattie. E' inutile aggre-
dirli come se fossero il problema. Bisogna capirne le cause esistenziali e interpretarli come
difese protettive un tempo utili. La loro funzione infatti potrebbe non essere più attuale, per-
chè l'ambiente è cambiato più velocemente di noi. Per esempio, l'epidemia mondiale di obe-
sità è dovuta anche alla discrepanza tra il nostro adattamento ancestrale ad immagazzinare
cibi zuccherati e grassi finchè ce n'erano (in un contesto ambientale in cui le fonti di cibo
erano scarse e discontinue) e il mondo di oggi che abbonda di centri commerciali ricolmi
di cibi ipercalorici. Ne consegue che continuiamo a desiderare ciò che ci fa male e a la-
sciarci sedurre da facili ricompense diventando dipendenti da alcol, tabacco e droghe.
Oppure la funzione originaria deborda, perchè nell'evoluzione è meglio eccedere in rea-
zioni difensive, come l'ansia, piuttosto che difettarne: se la sentinella protettiva reagisce
troppo, paghiamo un costo in termini di falsi allarmi, di fobie inutili e di panico, d'accordo,
ma almeno siamo vivi; se si spegne solo una volta nel momento sbagliato, cioè sottovalu-
tiamo un pericolo reale, siamo morti. Avere sempre paura rovina l'esistenza, ma averne
troppo poca espone a rischi fatali.
Talvolta si ha l'impressione che Nesse voglia cercare per forza una funzione per ogni disturbo:
la depressione lieve sarebbe una strategia evolutiva per evitare sforzi inutili in situazioni sfa-
vorevoli, riducendo l'impegno verso obiettivi che non sarebbero comunque realizzabili. Con
qualche aggiustamento narrativo, nell'evoluzione si può trovare una buona ragione per tutto
e per il contrario di tutto, ma in che senso le emozioni che ci fanno soffrire sarebbero "buone"?
Sono buone per riprodursi, risponde Nesse, giacchè l'individuo non sarebbe altro che una mac-
china per trasmettere i suoi geni egoisti. Per esempio, la selezione naturale non avrebbe rimos-
so la gelosia dalle emozioni perniciose perchè un tempo i maschi più possessivi avevano più
figli rispetto a quelli più permissivi, che presidiavano di meno le loro compagne. Su questo ap-
proccio però molti evoluzionisti dissentono, perchè in casi simili è pressochè impossibile rica-
vare prove dai nostri progenitori e dagli ambienti in cui vivevano. Comunque, precisa Nesse
sul filo del paradosso, il fatto che vi siano buone ragioni evolutive per stare male non implica
che non si debba fare il possibile per alleviare la sofferenza, spesso dannosa, che ne deriva.
Per tutto il libro Nesse descrive la selezione naturale come se fosse un creatore intenzionale
dotato di progetti e fini propri: la selezione "plasma" le nostre emozioni, "foggia corpi e cer-
velli per massimizzare il successo riproduttivo, e così via.. Ma la selezione non è uno sculto-
re nè un ingegnere che ambisce alla perfezione funzionale: è un meccanismo ecologico e de-
mografico che si nutre di espedienti. Lo ammette lo stesso Nesse quando descrive i vincoli a
cui deve soggiacere la selezione naturale e gli "errori progettuali marchiani" di cui è pieno il
nostro organismo.
Nesse è più convincente quando illustra le incoerenze diagnostiche, la scarsa attenzione alle
storie individuali e la frustrante assenza di progressi nella cura di molti disturbi mentali gra-
vi. La crisi della psichiatria, a suo avviso, è accentuata dalle vane scorciatoie di chi si ostina
a incasellare le malattie mentali in categorie nette, di chi pensa che siano dovute solo a dan-
ni cerebrali o a mutazioni genetiche specifiche. La malattia mentale è piuttosto un paesag-
gio dai contorni sfumati, un "ecosistema" che richiede approcci integrati in grado di tenere
insieme tendenze ereditarie, esperienze infantili, traumi, personalità individuali uniche e sti-
li di vita, in sintesi: un impasto inestricabile di natura e cultura, calato ogni volta in situazio-
ni esistenziali concrete. La psichiatria darwiniana non vuol essere una metodica alternati-
va, ma complementare a quelli esistenti. Non è l'ennesima scuola, ma un ponte tra concezio-
ni diverse. Certe sue ipotesi restano allo stato di interessanti speculazioni. anche per questo
è prudente nel promettere applicazioni cliniche, gli basta che sia un arricchimento della
prospettiva sulle malattia mentale. In effetti, sarebbe già un grande risultato se convinces-
se medici e psicologi a prendere finalmente in considerazione i principi dell'evoluzione.
ni diverse. Certe sue ipotesi restano allo stato di interessanti speculazioni. anche per questo
è prudente nel promettere applicazioni cliniche, gli basta che sia un arricchimento della
prospettiva sulle malattia mentale. In effetti, sarebbe già un grande risultato se convinces-
se medici e psicologi a prendere finalmente in considerazione i principi dell'evoluzione.
Lucianone
domenica 5 aprile 2020
Ultime notizie - dall'Italia e dal Mondo / Latest news
5 aprile '20 - domenica 5th April / Sunday visione post - 6
ITALIA - Coronavirus
Il bilancio: i morti (ultime 24 ore) sono 525, il numero più basso dal 19 marzo
Calano per la prima volta i ricoverati con sintomi
Iss: "E' iniziata la discesa, pensare a fase 2"
Diminuiscono le vittime (525 morti) e si conferma il dato in flessione sui posti letto occupati in terapia intensiva. Borrelli: "Non abbassare la guardia, state a casa". L'Iss: "La curva scende. Se i dati si conferrmano potremo cominciare a pensare a.lla fase due".
ROMA - Siamo ancora nel picco, ma ci sono tre dati che vanno nella direzione giusta: pur rimanendo un numero inaccettabile, 525, il numero dei morti non era a questi livelli dal 19 marzo, due settimane fa. In più per la prima volta calano le persone ricoverate con sintomi (- 61 unità, un'inezia su quasi 30 mila persone, ma finora era sempre aumentato) e si conferma la flessione dei posti letto occupati in terapia intensiva (valore che è calato ieri per la prima volta), con altri 17 posti che si sono liberati oggi.
Purtroppo resta alto anche il numero delle vittime, che però mostra un rallentamento. Nelle ultime ventiquattr'ore sono morte 525 persone (ieri le vittime erano state 681), arrivando a un totale di decessi 15.887. Anche i guariti restano sugli stessi livelli e raggiungono quota 21.815, per un aumento in 24 ore di 819 unità (ieri erano state dichiarate guarite 1.238 persone). Netto l'aumento dei guariti negli ultimi giorni e come tendenza.
Il numero totale di persone che hanno contratto il virus dall'inizio dell'epidemia è 128.948 (4.316 nuovi contagi rilevati nelle ultime 24 ore, ieri erano stati 4.805). I tamponi fatti oggi sono stati 34.237, un numero più o meno stabile rispetto a ieri (37.375). Il rapporto tra tamponi fatti e casi individuati è di 1 malato ogni 7,8 tamponi fatti, il 12,8%, stabile rispetto a ieri e agli ultimi giorni.
Lombardia e Milano
In Lombardia calano i ricoveri, ma situazione preoccupante a Milano
Gallera: "I morti sono certamente più dei numeri certificati".
Morte in 24 ore 345 persone, "ma sono quelle che avevano fatto il tampone". I positivi sono 50.455, 1.337 in più rispetto a ieri
Il numero dei nuovi ricoverati in Lombardia "si è quasi fermato", crescono i dimessi e il numero dei morti è in calo, anche se "la drammatica verità è che il numero reale è sicuramente più ampio, sul territorio, nelle Rsa per anziani, perché si riferisce alle persone decedute che avevano fatto il tampone".
Ma quello che ancora non fa stare tranquilli è il dato di Milano e provincia: 411 nuovi positivi (ieri erano stati 428), che fa arrivare il numero totale a 11.230, più 171 a Milano città, dove si arriva a 4.533 contagiati. "Qui lo sforzo deve essere più determinato, bisogna uscire solo protetti per non infettare o non essere infettati".
Sono i numeri di oggi della situazione emergenza coronavirus in Lombardia, spiegati dall'assessore al Welfare Giulio Gallera, nel giorno in cui il governatore Attilio Fontana annuncia che da domani parte la distribuzione in tutta la regione di 3,3 milioni di mascherine - diventate obbligatorie, insieme a sciarpe e foulard, in base all'ordinanza regionale firmata ieri - con una quota gratis nelle farmacie e le altre, sempre gratis, distribuite agli esercizi commerciali aperti.

SVEZIA - Coronavirus
La Svezia cambia strategia e si prepara a rinunciare al "tutto aperto".
L'appello dei medici: "Se non si inverte la rotta, sarà una catastrofe".
Il governo sarà autorizzato, con l'ok del Parlamento, a chiudere bar, scuole, palestre e
limitare l'accesso ai mezzi pubblici. Il premier Lofven pochi giorni fa aveva detto in
un'intervista: "Il Paese si prepari a migliaia di morti".
La Svezia cambia radicalmente strategia nella lotta al coronavirus. Il Paese finora ha lasciato tutto aperto (scuole, palestre, spettacoli) puntando sulla disciplina dei cittadini, sul rispetto dei severi limiti costituzionali alle restrizioni alla libertà e sulla scelta dell'autorità nazionale per la salute di puntare a un contagio rallentato per non rischiare il collasso delle strutture sanitarie. Ma adesso inizia un'ondata di critiche di medici e di scienziati
LONDRA - regina e discorso alla nazione
La regina Elisabetta parla alla nazione britannica: "Vinceremo e
torneremo insieme" / Nel discorso dignità e orgoglio
La sovrana britannica ha parlato in tv in un intervento straordinario
sull'emergenza coronavirus.
LONDRA - "Vi parlo in un tempo che so essere di crescente difficoltà. Un tempo di sconvolgimento nella vita del nostro Paese che ha portato dolore ad alcuni, problemi economici a molti ed enormi cambiamenti nella vita quotidiana di tutti noi". Così la regina Elisabetta, quasi 94 anni, di verde vestita, nel suo discorso televisivo straordinario alla nazione sull'emergenza coronavirus registrato nei giorni scorsi dal castello di Windsor, anticipato dalla corte ai media nelle ultime ore, e trasmesso stasera nelle case di milioni di britannici.
Coronavirus, il messaggio della regina Elisabetta II: "Se resteremo uniti e determinati, vinceremo noi"
"Insieme stiamo affrontando l'emergenza, se restiamo uniti e risoluti vinceremo noi". Nel suo discorso di quattro minuti alla nazione, la regina Elisabetta ringrazia "chi resta a casa" e, facendo così, "aiuta a proteggere le persone fragili e a risparmiare a molte famiglie il dolore già sofferto da quelli che hanno perso i loro cari". E ancora: "Spero che nei prossimi anni tutti potranno essere orgogliosi di come hanno risposto a questa sfida. E coloro che verranno dopo di noi diranno che i britannici di questa generazione sono stati più forti di qualsiasi altro, che le qualità dell'autodisciplina, della cortese determinazione e della comprensione reciproca ancora caratterizzano questo Paese".
La Gran Bretagna e il mondo "sapranno prevalere" sulla minaccia del coronavirus. Ha detto convinta Elisabetta II. "Prevarremo - ha concluso - e la vittoria apparterrà a ciascuno di noi. Dobbiamo confortarci pensando che giorni migliori torneranno: che saremo di nuovo con i nostri amici, saremo di nuovo con le nostre famiglie e ci incontreremo ancora"
Fino al 13 aprile non cambierà nulla, le misure di restrizione restano quelle decise le settimane scorse e gli occhi sono tutti puntati alla curva dei contagi mentre si piangono oltre 15mila morti. Se il picco dell'epidemia è stato raggiunto, bisogna capire quando inizierà la discesa. Solo questo permetterà di valutare un allentamento delle misure (da quando non si sa) e iniziare a pensare alla fase due: la convivenza con il virus. Intanto la Spagna ha superato l'Italia per numero di contagiati e negli Stati Uniti ormai ci sono più di 300mila contagiati. Anche Francia e Germania hanno superato la Cina. Il dibattito sui danni economici va avanti con l'Ue .
ITALIA - Coronavirus
Il bilancio: i morti (ultime 24 ore) sono 525, il numero più basso dal 19 marzo
Calano per la prima volta i ricoverati con sintomi
Iss: "E' iniziata la discesa, pensare a fase 2"
Diminuiscono le vittime (525 morti) e si conferma il dato in flessione sui posti letto occupati in terapia intensiva. Borrelli: "Non abbassare la guardia, state a casa". L'Iss: "La curva scende. Se i dati si conferrmano potremo cominciare a pensare a.lla fase due".
ROMA - Siamo ancora nel picco, ma ci sono tre dati che vanno nella direzione giusta: pur rimanendo un numero inaccettabile, 525, il numero dei morti non era a questi livelli dal 19 marzo, due settimane fa. In più per la prima volta calano le persone ricoverate con sintomi (- 61 unità, un'inezia su quasi 30 mila persone, ma finora era sempre aumentato) e si conferma la flessione dei posti letto occupati in terapia intensiva (valore che è calato ieri per la prima volta), con altri 17 posti che si sono liberati oggi.
Purtroppo resta alto anche il numero delle vittime, che però mostra un rallentamento. Nelle ultime ventiquattr'ore sono morte 525 persone (ieri le vittime erano state 681), arrivando a un totale di decessi 15.887. Anche i guariti restano sugli stessi livelli e raggiungono quota 21.815, per un aumento in 24 ore di 819 unità (ieri erano state dichiarate guarite 1.238 persone). Netto l'aumento dei guariti negli ultimi giorni e come tendenza.
Il numero totale di persone che hanno contratto il virus dall'inizio dell'epidemia è 128.948 (4.316 nuovi contagi rilevati nelle ultime 24 ore, ieri erano stati 4.805). I tamponi fatti oggi sono stati 34.237, un numero più o meno stabile rispetto a ieri (37.375). Il rapporto tra tamponi fatti e casi individuati è di 1 malato ogni 7,8 tamponi fatti, il 12,8%, stabile rispetto a ieri e agli ultimi giorni.
Lombardia e Milano
In Lombardia calano i ricoveri, ma situazione preoccupante a Milano
Gallera: "I morti sono certamente più dei numeri certificati".
Morte in 24 ore 345 persone, "ma sono quelle che avevano fatto il tampone". I positivi sono 50.455, 1.337 in più rispetto a ieri
Il numero dei nuovi ricoverati in Lombardia "si è quasi fermato", crescono i dimessi e il numero dei morti è in calo, anche se "la drammatica verità è che il numero reale è sicuramente più ampio, sul territorio, nelle Rsa per anziani, perché si riferisce alle persone decedute che avevano fatto il tampone".
Ma quello che ancora non fa stare tranquilli è il dato di Milano e provincia: 411 nuovi positivi (ieri erano stati 428), che fa arrivare il numero totale a 11.230, più 171 a Milano città, dove si arriva a 4.533 contagiati. "Qui lo sforzo deve essere più determinato, bisogna uscire solo protetti per non infettare o non essere infettati".
Sono i numeri di oggi della situazione emergenza coronavirus in Lombardia, spiegati dall'assessore al Welfare Giulio Gallera, nel giorno in cui il governatore Attilio Fontana annuncia che da domani parte la distribuzione in tutta la regione di 3,3 milioni di mascherine - diventate obbligatorie, insieme a sciarpe e foulard, in base all'ordinanza regionale firmata ieri - con una quota gratis nelle farmacie e le altre, sempre gratis, distribuite agli esercizi commerciali aperti.

SVEZIA - Coronavirus
La Svezia cambia strategia e si prepara a rinunciare al "tutto aperto".
L'appello dei medici: "Se non si inverte la rotta, sarà una catastrofe".
Il governo sarà autorizzato, con l'ok del Parlamento, a chiudere bar, scuole, palestre e
limitare l'accesso ai mezzi pubblici. Il premier Lofven pochi giorni fa aveva detto in
un'intervista: "Il Paese si prepari a migliaia di morti".
La Svezia cambia radicalmente strategia nella lotta al coronavirus. Il Paese finora ha lasciato tutto aperto (scuole, palestre, spettacoli) puntando sulla disciplina dei cittadini, sul rispetto dei severi limiti costituzionali alle restrizioni alla libertà e sulla scelta dell'autorità nazionale per la salute di puntare a un contagio rallentato per non rischiare il collasso delle strutture sanitarie. Ma adesso inizia un'ondata di critiche di medici e di scienziati
LONDRA - regina e discorso alla nazione
La regina Elisabetta parla alla nazione britannica: "Vinceremo e
torneremo insieme" / Nel discorso dignità e orgoglio
La sovrana britannica ha parlato in tv in un intervento straordinario
sull'emergenza coronavirus.
LONDRA - "Vi parlo in un tempo che so essere di crescente difficoltà. Un tempo di sconvolgimento nella vita del nostro Paese che ha portato dolore ad alcuni, problemi economici a molti ed enormi cambiamenti nella vita quotidiana di tutti noi". Così la regina Elisabetta, quasi 94 anni, di verde vestita, nel suo discorso televisivo straordinario alla nazione sull'emergenza coronavirus registrato nei giorni scorsi dal castello di Windsor, anticipato dalla corte ai media nelle ultime ore, e trasmesso stasera nelle case di milioni di britannici.
Coronavirus, il messaggio della regina Elisabetta II: "Se resteremo uniti e determinati, vinceremo noi"
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La Gran Bretagna e il mondo "sapranno prevalere" sulla minaccia del coronavirus. Ha detto convinta Elisabetta II. "Prevarremo - ha concluso - e la vittoria apparterrà a ciascuno di noi. Dobbiamo confortarci pensando che giorni migliori torneranno: che saremo di nuovo con i nostri amici, saremo di nuovo con le nostre famiglie e ci incontreremo ancora"
È il quarto discorso in 68 anni di regno dopo quelli in occasione del primo conflitto in Iraq, dei funerali di lady Diana e l'ultimo per la scomparsa di sua madre ultracentenaria nel 2002
Coronavirus, il punto sulla pandemia in Italia
nformazioni aggiornate al 6 aprile 2020
Fino al 13 aprile non cambierà nulla, le misure di restrizione restano quelle decise le settimane scorse e gli occhi sono tutti puntati alla curva dei contagi mentre si piangono oltre 15mila morti. Se il picco dell'epidemia è stato raggiunto, bisogna capire quando inizierà la discesa. Solo questo permetterà di valutare un allentamento delle misure (da quando non si sa) e iniziare a pensare alla fase due: la convivenza con il virus. Intanto la Spagna ha superato l'Italia per numero di contagiati e negli Stati Uniti ormai ci sono più di 300mila contagiati. Anche Francia e Germania hanno superato la Cina. Il dibattito sui danni economici va avanti con l'Ue .
Lucianone
lunedì 30 marzo 2020
Attualità / politica - La biopolitica al potere
30 marzo '20 - lunedì 30th march / Monday visione post - 11
(da la Repubblica - 29 febbraio 2020 - I partiti e il virus / di Roberto Esposito)
Quando si è cominciato a parlare di "biopolitica" la novità è stata accolta con qualche scetticismo.
E' sembrata una nozione scarsamente verificabile nella realtà. Poi la situazione è cambiata rapida-
mente. I riscontri si sono fatti sempre più fitti, fino a diventare impressionanti.
Dalle procedure biotecnologiche, volte a modificare eventi prima considerati naturali, al terrorismo
suicida, fino alla più recente crisi immigratoria, questioni di vita e di morte si sono installate al cen-
tro delle agende e dei conflitti politici. - Finchè l'esplosione del coronavirus, con le conseguenze
politiche che ne sono scaturite, ha portato al culmine la relazione diretta tra vita biologica e inter-
venti politici. Tre sono stati i passaggi fondamentali. Il primo è lo spostamento dell'obiettivo po-
litico dai singoli individui a determinati segmenti di popolazione. A essere interessate da pratiche profilattiche, allo stesso tempo protette e tenute a distanza, sono intere fasce di popolazione, con-
siderate a rischio, ma anche portatrici di rischio contagio. Ciò è anche l'esito della vera e propria
sindrome immunitaria che da tempo caratterizza il nuovo regime biopolitico. Quello che si teme,
più ancora del male in sè, è la sua circolazione incontrollata in un corpo sociale esposto a pro-
cessi di contaminazione generalizzati. Naturalmente le dinamiche di globalizzazione hanno po-
tenziato tale timore in un mondo che sembra aver smarrito ogni confine interno. Il violento con-
trasto all'immigrazione da parte dei partiti sovranisti, più che come una prosecuzione del vecchio
nazionalismo, va interpretato in questa chiave immunitaria. Il secondo passaggio della dinamica
biopolitica in corso ha a che fare con il doppio processo di medicalizzazione ella politica e di po-
liticizzazione della medicina. anche in questo caso si tratta di una trasformazione che risale alla
nascita della medicina sociale. Ma l'accelerazione in corso sembra oltrepassare la soglia di guar-
dia.
Da un lato la politica, sbiadite le proprie coordinate ideologiche, ha accentuato sempre più un
carattere protettivo nei confronti di rischi reali e immaginari, inseguendo paure che spesso es-
sa stessa produce. Dall'altro la pratica medica, pur nella sua autonomia scientifica, non può
non tenere conto delle condizioni contestuali all'interno delle quali opera. Per esempio delle
conseguenze economiche e politiche che i provvedimenti suggeriti determinano. Ciò spiega
in qualche modo la sorprendente diversità di opinioni tra i maggiori virologi italiani in ordi-
ne alla natura e ai possibili esiti del coronavirus. Il terzo sintomo. forse ancora più inquie-
tante, dell'intreccio tra politica e vita bioloica è costituito dallo spostamento dalle procedure
democratiche ordinarie verso disposizioni di carattere emergenziale. Anche la decretazione
di urgenza ha una lunga storia. Alla sua base vi è l'idea che in condizioni di rischio elevato,
più che la volontà del legislatore, valga lo stato di necessità.
Se, ad esempio, un terremoto devasta un territorio si determina uno stato di urgenze che può
facilmente scivolare in stato di eccezione. E' quanto sta avvenendo in questi giorni, con i prov-vedimenti varati da un lato dal governo centrale e dall'altro dalle Regioni, con il rischio di una
indebita sovrapposizione tra i due poteri. Tale spinta verso lo stato di eccezione è tanto più in- quietante perchè tende a omologare le procedure politiche degli Stati democratici a quelle di
Stati autoritari come la Cina. Con l'avvertenza che, su questo terreno, gli Stati autoritari, per
la natura stessa del loro tipo di potere, saranno sempre più avanti di quelli democratici.
Lucianone
(da la Repubblica - 29 febbraio 2020 - I partiti e il virus / di Roberto Esposito)
Quando si è cominciato a parlare di "biopolitica" la novità è stata accolta con qualche scetticismo.
E' sembrata una nozione scarsamente verificabile nella realtà. Poi la situazione è cambiata rapida-
mente. I riscontri si sono fatti sempre più fitti, fino a diventare impressionanti.
Dalle procedure biotecnologiche, volte a modificare eventi prima considerati naturali, al terrorismo
suicida, fino alla più recente crisi immigratoria, questioni di vita e di morte si sono installate al cen-
tro delle agende e dei conflitti politici. - Finchè l'esplosione del coronavirus, con le conseguenze
politiche che ne sono scaturite, ha portato al culmine la relazione diretta tra vita biologica e inter-
venti politici. Tre sono stati i passaggi fondamentali. Il primo è lo spostamento dell'obiettivo po-
litico dai singoli individui a determinati segmenti di popolazione. A essere interessate da pratiche profilattiche, allo stesso tempo protette e tenute a distanza, sono intere fasce di popolazione, con-
siderate a rischio, ma anche portatrici di rischio contagio. Ciò è anche l'esito della vera e propria
sindrome immunitaria che da tempo caratterizza il nuovo regime biopolitico. Quello che si teme,
più ancora del male in sè, è la sua circolazione incontrollata in un corpo sociale esposto a pro-
cessi di contaminazione generalizzati. Naturalmente le dinamiche di globalizzazione hanno po-
tenziato tale timore in un mondo che sembra aver smarrito ogni confine interno. Il violento con-
trasto all'immigrazione da parte dei partiti sovranisti, più che come una prosecuzione del vecchio
nazionalismo, va interpretato in questa chiave immunitaria. Il secondo passaggio della dinamica
biopolitica in corso ha a che fare con il doppio processo di medicalizzazione ella politica e di po-
liticizzazione della medicina. anche in questo caso si tratta di una trasformazione che risale alla
nascita della medicina sociale. Ma l'accelerazione in corso sembra oltrepassare la soglia di guar-
dia.
Da un lato la politica, sbiadite le proprie coordinate ideologiche, ha accentuato sempre più un
carattere protettivo nei confronti di rischi reali e immaginari, inseguendo paure che spesso es-
sa stessa produce. Dall'altro la pratica medica, pur nella sua autonomia scientifica, non può
non tenere conto delle condizioni contestuali all'interno delle quali opera. Per esempio delle
conseguenze economiche e politiche che i provvedimenti suggeriti determinano. Ciò spiega
in qualche modo la sorprendente diversità di opinioni tra i maggiori virologi italiani in ordi-
ne alla natura e ai possibili esiti del coronavirus. Il terzo sintomo. forse ancora più inquie-
tante, dell'intreccio tra politica e vita bioloica è costituito dallo spostamento dalle procedure
democratiche ordinarie verso disposizioni di carattere emergenziale. Anche la decretazione
di urgenza ha una lunga storia. Alla sua base vi è l'idea che in condizioni di rischio elevato,
più che la volontà del legislatore, valga lo stato di necessità.
Se, ad esempio, un terremoto devasta un territorio si determina uno stato di urgenze che può
facilmente scivolare in stato di eccezione. E' quanto sta avvenendo in questi giorni, con i prov-vedimenti varati da un lato dal governo centrale e dall'altro dalle Regioni, con il rischio di una
indebita sovrapposizione tra i due poteri. Tale spinta verso lo stato di eccezione è tanto più in- quietante perchè tende a omologare le procedure politiche degli Stati democratici a quelle di
Stati autoritari come la Cina. Con l'avvertenza che, su questo terreno, gli Stati autoritari, per
la natura stessa del loro tipo di potere, saranno sempre più avanti di quelli democratici.
Lucianone
venerdì 27 marzo 2020
SCIENZE / Coronavirus - Il destino dei pipistrelli untori a causa nostra
27 marzo '20 - venerdì 27th March / Friday visione post - 15
(da il Venerdì di Repubblica - 14 febbraio '20 - Scienze/animali - di Alex Saragosa)
Cos'ha in comune N-CoV 2019, il coronavirus cinese, con quelli di patologie come Sars,
Ebola, Hendra e Nipah apparse negli ultimi vent'anni? Erano tutti ospiti abituali di alcune po-
polazioni di pipistrelli, passati poi direttamente o attraverso altre specie, agli umani. Strano
destino quello dei chirotteri: per millenni simbolo del male, per l'inquietante aspetto da topi
volanti e le sospette abitudini notturne, ora che finalmente li si considerava innocui, persino
utili, ecco che vengono additati come untori globali.
Macellati e mangiati
"Siamo subissati di telefonate di persone terrorizzate che, trovando in casa un pipistrello, temono
senza ragione il contagio" dice Danilo Russo, docente di Ecologia al Dipartimento di agraria del-
la Federico II di Napoli, uno dei masimi esperti italiani di chirotteri. "I pipistrelli non hanno col-
pe: siamo noi a esserci cercati i guai. Anzitutto distruggendo il loro ambiente: in Australia il virus Hendra è passato dalle volpi volanti (pipistrelli frugivori) ai cavalli e poi all'uomo, perchè i pipi-
strelli sono stati costretti dal taglio della foresta a nutrirsi nei giardini urbani. L'asiatico Nipah in-
vece, è diventato un patogeno umano dopo che nella giungla abitata dai pipistrelli sono stati inse-
diati allevamenti di maiali. E, infine, nel caso di Ebola, Sars e N-CoV 2019, il passaggio del vi-
rus è nato dal fatto che i pipistrelli vengono cacciati, messi in gabbia con altri animali e macellati
senza regole igieniche in mercati pieni di gente".
In Europa, vivono 45 specie di pipistrello - inclusi i "ferro di cavallo" venduti nei mercati cinesi -
che, come tanta altra fauna selvatica, ospitano coronavirus non patogeni. Ma da noi non ci sono
mai state epidemie perchè nessuno si sogna di catturare i pipistrelli e di mangiarli, che è quello
che fa passare i virus nella nostra specie. "E' vero però che questi animali fanno da serbatoio per
diversi tipi di virus ospitandoli senza ammalarsi. Dipende dalle loro caratteristiche uniche, a par-
tire dal fatto che sono i soli mammiferi in grado di volare in modo attivo, sbattendo le ali". E il
volo si è rivelato una strategia di enorme successo: diffusi ovunque nel mondo, Poli esclusi, og-
gi i chirotteri comprendono 1400 specie, secondi fra i mammiferi solo ai roditori.
Volo perfetto e sonar
"Gli antenati dei pipipistrelli probabilmente erano specie insettivore arboricole che planavano
di albero in albero, grazie a una membrana che connetteva gli arti. Visto che gli uccelli preda-
tori presidiavano il cielo di giorno, quei proto-pipistrelli si sono specializzati nella cattura de-
gli insetti notturni. Hanno alleggerito lo scheletro, riducendo gli arti posteriori, e creato un
nuovo tipo di ala, fatta di pelle tesa fra lunghissime dita anteriori, più mobile e flessibile di
quella degli uccelli: meno adatta al volo planato, ma molto manovrabile, perfetta per cattu-
rare insetti volanti. Così i chirotteri compiono scatti, curve, inversioni in spazi ridottissimi,
e possono persino restare sospesi in aria. Questa abilità è alla base della leggenda secondo
cui si attaccano ai capelli: la realtà è che non temono di sfiorare gli ostacoli, umani com-
presi, grazie al loro perfetto controllo del volo". La loro arma segreta è il sonar: "I pipi-
strelli insettivori emettono raffiche di ultrasuoni e percependone l'eco, incluse le distorsio-
ni prodotte dal movimento e dalle caratteristiche della superficie raggiunta, calcolano - a
metri di distanza e nel buio - tipo, massa, direzione e velocità di prede piccole come le
zanzare. E il sonar non serve solo per cacciare: i pipistrelli si muovono per chilometri ogni
notte, tornando poi all'alba alla loro grotta, o alla loro cavità in un albero, seguendo "map-
pe sonore" del terreno, memorizzate all'andata. Qualcuno, come la nottola minore, riesce
persino a migrare ogni anno per 1500 chilometri fra Italia e Polonia".
Sterminatori di insetti
Tutto questo volare, però, non è gratis: i pipistrelli devono produrre energia a tassi 3-5
volte superiori a quella di mammiferi di pari taglia. E, pesando in genere solo poche
decine di grammi, perdono anche rapidamente calore. "Perciò devono mangiare enor-
mi quantità di insetti: le femmine che allattano fino al 150 per cento del loro peso per
notte". Quando non possono cacciare, di giorno o d'inverno, si attaccano a testa in giù
al soffitto delle cavità, ammassati per tenersi caldi, e per ore o mesi cadono in un tor-
pore che riduce al minimo i loro consumi energetici.
Metabolismo, virus, radicali liberi e immunità
"Passare tanto tempo ammassati favorisce la diffusione di patogeni" spiega Russo.
"In più il loro sistema immunitario ha perso la capacità di usare l'arma finale contro
i virus: lo scatenamento della potente reazione infiammatoria con cui tutti gli altri
mammiferi combattono i patogeni. I pipistrelli non la possono usare perchè il loro
metabolismo accelerato dal volo produce una grande quantità di radicali liberi.
Questi radicali danneggiano il Dna delle cellule producendo frammenti che il siste-
ma immunitario scambia per virus. Nei pipistrelli la confusione accadrebbe di con-
tinuo e le infiammazioni finirebbero col danneggiare i tessuti. Quindi, i virus non
vengono bombardati, ma ne viene soltanto contenuta la diffusione, in una sorta di
patto di convivenza. Una strategia che funziona, visto che vivono anche 30-40 an-
ni.
Ci conviene proteggerli e lasciarli in pace...
Peccato solo che quando i "nuovi" virus dei pipistrelli entrano in noi, in alcuni casi si
adattano all'uomo e fanno sì che il nostro sistema immunitario reagisca in modo mol-
to meno flemmatico, producendo un'infiammazione che spesso fa più danni del pato-
geno stesso. "Evitare questi passaggi sarebbe semplice: Basterebbe lasciare in pace
i pipistrelli e il loro ambiente. In Italia, per esempio, il taglio delle foreste mature,
ricche di cavità negli alberi, minaccia la nottola gigante, il più grande pipistrello eu-
ropeo", conclude Russo. "Inoltre proteggere i chirotteri conviene: i frugivori impol-
linano cinquecento specie di piante, fra cui mango e banano, mentre gli insettivori
fanno risparmiare miliardi in pesticidi: fra 4 e 53 miliardi solo negli Stati Uniti. E
chissà quante malattie ci evitano non facendoci ritrovare quei pesticidi nel piatto.
Lucianone
(da il Venerdì di Repubblica - 14 febbraio '20 - Scienze/animali - di Alex Saragosa)
Cos'ha in comune N-CoV 2019, il coronavirus cinese, con quelli di patologie come Sars,
Ebola, Hendra e Nipah apparse negli ultimi vent'anni? Erano tutti ospiti abituali di alcune po-
polazioni di pipistrelli, passati poi direttamente o attraverso altre specie, agli umani. Strano
destino quello dei chirotteri: per millenni simbolo del male, per l'inquietante aspetto da topi
volanti e le sospette abitudini notturne, ora che finalmente li si considerava innocui, persino
utili, ecco che vengono additati come untori globali.
Macellati e mangiati
"Siamo subissati di telefonate di persone terrorizzate che, trovando in casa un pipistrello, temono
senza ragione il contagio" dice Danilo Russo, docente di Ecologia al Dipartimento di agraria del-
la Federico II di Napoli, uno dei masimi esperti italiani di chirotteri. "I pipistrelli non hanno col-
pe: siamo noi a esserci cercati i guai. Anzitutto distruggendo il loro ambiente: in Australia il virus Hendra è passato dalle volpi volanti (pipistrelli frugivori) ai cavalli e poi all'uomo, perchè i pipi-
strelli sono stati costretti dal taglio della foresta a nutrirsi nei giardini urbani. L'asiatico Nipah in-
vece, è diventato un patogeno umano dopo che nella giungla abitata dai pipistrelli sono stati inse-
diati allevamenti di maiali. E, infine, nel caso di Ebola, Sars e N-CoV 2019, il passaggio del vi-
rus è nato dal fatto che i pipistrelli vengono cacciati, messi in gabbia con altri animali e macellati
senza regole igieniche in mercati pieni di gente".
In Europa, vivono 45 specie di pipistrello - inclusi i "ferro di cavallo" venduti nei mercati cinesi -
che, come tanta altra fauna selvatica, ospitano coronavirus non patogeni. Ma da noi non ci sono
mai state epidemie perchè nessuno si sogna di catturare i pipistrelli e di mangiarli, che è quello
che fa passare i virus nella nostra specie. "E' vero però che questi animali fanno da serbatoio per
diversi tipi di virus ospitandoli senza ammalarsi. Dipende dalle loro caratteristiche uniche, a par-
tire dal fatto che sono i soli mammiferi in grado di volare in modo attivo, sbattendo le ali". E il
volo si è rivelato una strategia di enorme successo: diffusi ovunque nel mondo, Poli esclusi, og-
gi i chirotteri comprendono 1400 specie, secondi fra i mammiferi solo ai roditori.
Volo perfetto e sonar
"Gli antenati dei pipipistrelli probabilmente erano specie insettivore arboricole che planavano
di albero in albero, grazie a una membrana che connetteva gli arti. Visto che gli uccelli preda-
tori presidiavano il cielo di giorno, quei proto-pipistrelli si sono specializzati nella cattura de-
gli insetti notturni. Hanno alleggerito lo scheletro, riducendo gli arti posteriori, e creato un
nuovo tipo di ala, fatta di pelle tesa fra lunghissime dita anteriori, più mobile e flessibile di
quella degli uccelli: meno adatta al volo planato, ma molto manovrabile, perfetta per cattu-
rare insetti volanti. Così i chirotteri compiono scatti, curve, inversioni in spazi ridottissimi,
e possono persino restare sospesi in aria. Questa abilità è alla base della leggenda secondo
cui si attaccano ai capelli: la realtà è che non temono di sfiorare gli ostacoli, umani com-
presi, grazie al loro perfetto controllo del volo". La loro arma segreta è il sonar: "I pipi-
strelli insettivori emettono raffiche di ultrasuoni e percependone l'eco, incluse le distorsio-
ni prodotte dal movimento e dalle caratteristiche della superficie raggiunta, calcolano - a
metri di distanza e nel buio - tipo, massa, direzione e velocità di prede piccole come le
zanzare. E il sonar non serve solo per cacciare: i pipistrelli si muovono per chilometri ogni
notte, tornando poi all'alba alla loro grotta, o alla loro cavità in un albero, seguendo "map-
pe sonore" del terreno, memorizzate all'andata. Qualcuno, come la nottola minore, riesce
persino a migrare ogni anno per 1500 chilometri fra Italia e Polonia".
Sterminatori di insetti
Tutto questo volare, però, non è gratis: i pipistrelli devono produrre energia a tassi 3-5
volte superiori a quella di mammiferi di pari taglia. E, pesando in genere solo poche
decine di grammi, perdono anche rapidamente calore. "Perciò devono mangiare enor-
mi quantità di insetti: le femmine che allattano fino al 150 per cento del loro peso per
notte". Quando non possono cacciare, di giorno o d'inverno, si attaccano a testa in giù
al soffitto delle cavità, ammassati per tenersi caldi, e per ore o mesi cadono in un tor-
pore che riduce al minimo i loro consumi energetici.
Metabolismo, virus, radicali liberi e immunità
"Passare tanto tempo ammassati favorisce la diffusione di patogeni" spiega Russo.
"In più il loro sistema immunitario ha perso la capacità di usare l'arma finale contro
i virus: lo scatenamento della potente reazione infiammatoria con cui tutti gli altri
mammiferi combattono i patogeni. I pipistrelli non la possono usare perchè il loro
metabolismo accelerato dal volo produce una grande quantità di radicali liberi.
Questi radicali danneggiano il Dna delle cellule producendo frammenti che il siste-
ma immunitario scambia per virus. Nei pipistrelli la confusione accadrebbe di con-
tinuo e le infiammazioni finirebbero col danneggiare i tessuti. Quindi, i virus non
vengono bombardati, ma ne viene soltanto contenuta la diffusione, in una sorta di
patto di convivenza. Una strategia che funziona, visto che vivono anche 30-40 an-
ni.
Ci conviene proteggerli e lasciarli in pace...
Peccato solo che quando i "nuovi" virus dei pipistrelli entrano in noi, in alcuni casi si
adattano all'uomo e fanno sì che il nostro sistema immunitario reagisca in modo mol-
to meno flemmatico, producendo un'infiammazione che spesso fa più danni del pato-
geno stesso. "Evitare questi passaggi sarebbe semplice: Basterebbe lasciare in pace
i pipistrelli e il loro ambiente. In Italia, per esempio, il taglio delle foreste mature,
ricche di cavità negli alberi, minaccia la nottola gigante, il più grande pipistrello eu-
ropeo", conclude Russo. "Inoltre proteggere i chirotteri conviene: i frugivori impol-
linano cinquecento specie di piante, fra cui mango e banano, mentre gli insettivori
fanno risparmiare miliardi in pesticidi: fra 4 e 53 miliardi solo negli Stati Uniti. E
chissà quante malattie ci evitano non facendoci ritrovare quei pesticidi nel piatto.
Lucianone
martedì 24 marzo 2020
Riflessioni - Il governatore del Veneto Zaia e i cinesi mangiatopi
24 marzo '20 - martedì 24th March / Tuesday visione post - 6
(da la Repubblica - 29 febbraio '20 - L'Amaca / Michele Serra)
Una buona parola sui cinesi
Il bello (e il brutto) dei leghisti è la mancanza quasi totale di sovrastrutture culturali. Dev'essere
anche per questo che si tengono alla larga dagli intellettuali (la Lega è il primo partito nella sto-
ria umana senza intellettuali organici, a parte il compianto professor Miglio e Sinisa Mihajlovic)
e chissà che non abbiano ragione: gli intellettuali complicano sempre tutto.
Appaiono sereni, i leghisti, qualunque cosa dicano, senza i ripensamenti e le esitazioni che con-
dizionano le persone gravate di pensieri. Sono, a modo loro, dei naif: se devono dire una cazza-
ta, la dicono con una serenità invidiabile. - Prendete Zaia: è lo stimato governatore del Veneto,
mica una macchietta da osteria. Eppure dice, in occasione pubblica, con telecamere e microfoni,
che se i cinesi la piantassero di mangiare i topi vivi, e si lavassero come si fa a Schio e a Cado-
neghe, la Cina potrebbe diventare un piccolo Veneto (il riassunto è mio; i topi vivi e la scarsa
igiene sono invece farina di Zaia).
La Cina, capite: un mondo. Un impero antichissimo che va dai ghiacci siberiani fino ai mari
del Sud, con decine di etnie e una cultura plurimillenaria: quando il governtore del veneto era
Attila, la filosofia e la letteratura cinese avevano già 2000 anni. Qualcosa di più di un popolo
mangiatopi..
Per molto, ma molto di meno, Dolce&Gabbana finirono su tutti i giornali del mondo e rischia-
rono la morte commerciale. Non so a quanto ammonti l'export del Veneto in Cina, ma se fossi
la Confindustria veneta farei qualunque cosa per non far sapere ai cinesi che cosa ha detto il
sior governatore.
Commento / riflessione personale
Ci risiamo: ce la prendiamo con chi si pensa sia il distributore del virus letale, siamo alla
ricerca dell'untore o degli untori. Insomma siamo ancora ai tempi del Manzoni quando i
presunti distributori della 'peste' venivano inseguiti per le strade. Oggi non potendo anda-
re in Cina ad inseguirli, vengono presi di mira in Italia, nei luoghi dove lavorano o spes-
so per la strada indirizzando loro occhiatacce o talvolta sbeffeggiandoli apertamente. Il
vizio razzial-coronvirale si è impossessato di un pò di nostri concittadini (per fortuna non
tanti e soprattutto tutti) che hanno visto nel cinese il portatore di coronavirus, non pensan-
do che magari i pipistrelli, da cui è uscito il virus polmonare per trasferirsi nell'uomo,
esistono anche in Italia, oppure in Cile, oppure in Spagna e in tante altre zone del mondo.
Che sia la natura insieme all'ambiente depredati e sconvolti dalla scelleratezza umana
non è venuto in mente neppure al governatore Zaia, che quello che sogna di notte va
a riferirlo di giorno e il cinese mangiatopo oltretutto vivo fa parte probabilmente di uno
dei suoi sogni ricorrenti e probabilmente da lui preferiti.
Questi miei pensieri vanno chiaramente riferiti al 29 febbraio e ai giorni precedenti,
quando cioè si era già diffuso il coronavirus in Cina, con la paura che potesse propagarsi
qui da noi in Europa, come poi effettivamente avvenuto, purtroppo colpendo come pri-
mo Paese proprio la nostra Italia, e in particolare la terra lombarda e in seguito quella
veneta come tutti sappiamo e la diffusione è ormai in corso in Italia e nel mondo, essen-
dosi trasformata da epidemia in pandemia.
N.B. -
Il fatto che in Cina, in Italia e in altri Paesi europei - come d'altronde in Amazzonia, ad
esempio - si sia andati a disboscare grandi aree boschive, togliendo ai pipistrelli il loro
naturale riparo-nido nelle cavità degli alberi, è uno di quelli che ci accomuna nella di-
struzione dell'ambiente e dell'eco-sistema. I Cinesi hanno poi costretto questi mammi-
feri nelle gabbie e se ne sono cibati; non è comunque provato del tutto che questo sia
poi stata una causa della propagazione del coronavirus. La scienza lo approfondirà.
Il mio prossimo post affronterà questi problemi.
- Luciano Finesso -
Lucianone
(da la Repubblica - 29 febbraio '20 - L'Amaca / Michele Serra)
Una buona parola sui cinesi
Il bello (e il brutto) dei leghisti è la mancanza quasi totale di sovrastrutture culturali. Dev'essere
anche per questo che si tengono alla larga dagli intellettuali (la Lega è il primo partito nella sto-
ria umana senza intellettuali organici, a parte il compianto professor Miglio e Sinisa Mihajlovic)
e chissà che non abbiano ragione: gli intellettuali complicano sempre tutto.
Appaiono sereni, i leghisti, qualunque cosa dicano, senza i ripensamenti e le esitazioni che con-
dizionano le persone gravate di pensieri. Sono, a modo loro, dei naif: se devono dire una cazza-
ta, la dicono con una serenità invidiabile. - Prendete Zaia: è lo stimato governatore del Veneto,
mica una macchietta da osteria. Eppure dice, in occasione pubblica, con telecamere e microfoni,
che se i cinesi la piantassero di mangiare i topi vivi, e si lavassero come si fa a Schio e a Cado-
neghe, la Cina potrebbe diventare un piccolo Veneto (il riassunto è mio; i topi vivi e la scarsa
igiene sono invece farina di Zaia).
La Cina, capite: un mondo. Un impero antichissimo che va dai ghiacci siberiani fino ai mari
del Sud, con decine di etnie e una cultura plurimillenaria: quando il governtore del veneto era
Attila, la filosofia e la letteratura cinese avevano già 2000 anni. Qualcosa di più di un popolo
mangiatopi..
Per molto, ma molto di meno, Dolce&Gabbana finirono su tutti i giornali del mondo e rischia-
rono la morte commerciale. Non so a quanto ammonti l'export del Veneto in Cina, ma se fossi
la Confindustria veneta farei qualunque cosa per non far sapere ai cinesi che cosa ha detto il
sior governatore.
Commento / riflessione personale
Ci risiamo: ce la prendiamo con chi si pensa sia il distributore del virus letale, siamo alla
ricerca dell'untore o degli untori. Insomma siamo ancora ai tempi del Manzoni quando i
presunti distributori della 'peste' venivano inseguiti per le strade. Oggi non potendo anda-
re in Cina ad inseguirli, vengono presi di mira in Italia, nei luoghi dove lavorano o spes-
so per la strada indirizzando loro occhiatacce o talvolta sbeffeggiandoli apertamente. Il
vizio razzial-coronvirale si è impossessato di un pò di nostri concittadini (per fortuna non
tanti e soprattutto tutti) che hanno visto nel cinese il portatore di coronavirus, non pensan-
do che magari i pipistrelli, da cui è uscito il virus polmonare per trasferirsi nell'uomo,
esistono anche in Italia, oppure in Cile, oppure in Spagna e in tante altre zone del mondo.
Che sia la natura insieme all'ambiente depredati e sconvolti dalla scelleratezza umana
non è venuto in mente neppure al governatore Zaia, che quello che sogna di notte va
a riferirlo di giorno e il cinese mangiatopo oltretutto vivo fa parte probabilmente di uno
dei suoi sogni ricorrenti e probabilmente da lui preferiti.
Questi miei pensieri vanno chiaramente riferiti al 29 febbraio e ai giorni precedenti,
quando cioè si era già diffuso il coronavirus in Cina, con la paura che potesse propagarsi
qui da noi in Europa, come poi effettivamente avvenuto, purtroppo colpendo come pri-
mo Paese proprio la nostra Italia, e in particolare la terra lombarda e in seguito quella
veneta come tutti sappiamo e la diffusione è ormai in corso in Italia e nel mondo, essen-
dosi trasformata da epidemia in pandemia.
N.B. -
Il fatto che in Cina, in Italia e in altri Paesi europei - come d'altronde in Amazzonia, ad
esempio - si sia andati a disboscare grandi aree boschive, togliendo ai pipistrelli il loro
naturale riparo-nido nelle cavità degli alberi, è uno di quelli che ci accomuna nella di-
struzione dell'ambiente e dell'eco-sistema. I Cinesi hanno poi costretto questi mammi-
feri nelle gabbie e se ne sono cibati; non è comunque provato del tutto che questo sia
poi stata una causa della propagazione del coronavirus. La scienza lo approfondirà.
Il mio prossimo post affronterà questi problemi.
- Luciano Finesso -
Lucianone
giovedì 19 marzo 2020
Ultime notizie - dall' ITALIA e dal mondo / Latest news - Il commento
19 marzo '20 - giovedì 19th March / Thursday visone post - 11
Italia
CORONAVIRUS
In Italia ormai più vittime che in Cina: 3405 morti.
I guariti sono 4440, positivi oltre 33mila.
L'agenzia del farmaco: "Carenze di medicinali negli ospedali. Al via misure eccezionali"
53mila denunciati in otto giorni (non seguono le regole di rimanere a CASA)
Lombardia
Accelerano contagi: +2271 in un giorno
Giulio Gallera, assessore al Welfare Lombardia: "Preoccupa balzo Milano, più 635"
Morti 2168, 209 in più. Gallera: "State lontani anche dai familiari".
I dati regionali e della città. Gallera: "Il dato sui positivi a Milano ci preoccupa". Da domani operativo l'ospedale da campo di Cremona. A Crema arrivano i medici e gli infermieri cubani.
MILANO - Come ogni pomeriggio, arriva l'ora più angosciosa per Milano e per l'intera Lombardia. La lettura del bollettino quotidiano su decessi e contagiati del per il coronavirus. Sono in totale 2.168 i morti causati dal Covid-19 in Lombardia ad oggi, con un incremento di 209 decessi in 24 ore. Lo ha detto l'assessore al Welfare della Regione, Giulio Gallera, in una diretta Facebook. I positivi sono 19.884, 2.171 in più, un dato significativamente più alto. I ricoverati sono 7.387 con una crescita molto più bassa, solo 182 in più, i ricoverati in terapia intensiva sono 1.006, 82 in più. A Milano ci sono 3.278 positivi al coronavirus "635 più di ieri, e questo - dice Gallera - è un dato che ci preoccupa. Nella sola città i contagiati sono 1.378". Oltre ai 634 casi in più a Milano, l'assessore ha spiegato che a Brescia c'è stato un aumento di 463 casi per un totale di 4.247, a Bergamo i positivi sono 4.645 con una crescita di 340, a Sondrio 155, con oltre ottanta casi più di ieri.
"Sono passate quasi due settimane e pensavamo che fosse sufficiente, invece il traguardo è qualche chilometro più in là. Dobbiamo stringere i denti ma ce la faremo - ha detto Gallera interpretando i numeri -. E' necessario che tutti abbiano un atteggiamento responsabile, vediamo i risultati di domenica. State lontani anche dal vostro coniuge, anche dai vostri familiari".
"Siamo arrivati al punto in cui in molti presidi non c'è quasi più un letto disponibile - dice ancora l'assessore regionale - non c'è più un luogo dove ricoverare qualcuno che arriva al pronto soccorso in attesa di trovare un letto in Lombardia".
Le notizie più incoraggianti. Prenderà il via domani l'ospedale da campo costruito a Cremona grazie alla solidarietà di una chiesa evangelica americana. Si tratta di una struttura con 60 posti letto e 16 posti di terapia intensiva. Potrà invece essere operativo da sabato l'ospedale militare che sarà realizzato a Crema: "Lì, già da sabato o domenica arriverà una brigata di medici da Cuba, con grande esperienza nei confronti del virus Ebola". Quanto all'ospedale da campo degli Alpini che sarà realizzato nella fiera di Bergamo, è certo che potrà partire: "La tensostruttura sarà pronta in 72/96 ore - ha spiegato l'assessore alla protezione civile lombardo, Pietro Foroni -. Poi ci vorrà il tempo per attrezzare i letti, ma si tratta di una struttura di eccellenza a livello internazionale".
Positivo anche l'arrivo di 122 specializzandi selezionati tra 3200 domande: "Grazie perchè avete scelto di scendere in campo in un contesto difficile" ha affermato Gallera rivolgendosi direttamente a loro. Di questi, 11 in medicina d'urgenza e 12 in medicina interna saranno attivi già da subito: "E' un bellissimo segnale, tuttavia fa da contraltare un altro numero nei dati odierni, poichè gli ospedali lombardi sono saturi nella sola giornata di oggi sono stati trasferiti 29 pazienti in altre regioni. L'assessore al Welfare ha poi reso nota una riunione avvenuta in giornata con 68 consoli di Milano a cui è stato chiesto di "farsi portavoce nei loro Paesi e con i loro governi di una domanda d'aiuto per la Lombardia", e magari per la creazione "di un esercito medico dell'Onu che possa venire a darci una mano".
AGGIORNAMENTO / Coronavirus
Milano
100 militari per i controlli / Fontana: "Anche Mattarella
è d'accordo"
Già operativo l'esercito nel capoluogo lombardo. In arrivo un contingente dello stesso
numero anche in Campania, 60 saranno in provincia di Salernio. In Sicilia nuove regole
di ingaggio per gli uomini presenti pèer "Strade sicure".
Secondo le indicazioni del Ministro dell'Interno, "114 unità di militari dell'Esercito di Strade Sicure verranno impiegate direttamente nel controllo delle misure di contenimento della diffusione del virus COVID-19".
Roma
Stretta sui controlli alle auto in vista del weekend / Firmata una circolare che prescrive,
nel quadrante sud della capitale, verifiche su tutte le vetture che saranno trovate in cir-
colazione
Aumenta la stretta sui controlli in vista del week end. Da domani e almeno fino a domenica saranno infatti disposti più posti di blocchi sulle strade della capitale. E all'ottavo raggruppamento, quello che copre il quadrante sud della città è stata firmata una circolare ancora più stringente. "I veicoli - si legge nel testo - devono essere tutti accodati e sottoposti al controllo, la eventuale fila di vetture deve interrompersi solo in presenza di evidente situazione di pericolosità per la sicurezza.
Un ulteriore deterrente per chi, nonostante gli appelli e le restrizioni, non rispetta le direttive anti contagio: "Saranno pattugliate con maggiore attenzione le strade verso il mare - spiegano gli uffici della polizia Municipale - per evitare che le persone si spostino da una parte all'altra della città. Ma i controlli sono di fatto già stringenti". "L'obiettivo del provvedimento - si specifica - è di far capire a tutti che la polizia Locale e nazionale sta eseguendo in concreto controlli mirati, senza ovviamente ingenerare paura ingiustificata o altro ma timore".
Viene dunque chiarito che "in nessun caso il veicolo potrà essere sequestrato" e che per ogni posto di blocco verranno assegnati due veicoli e quattro agenti.
Rinnovata poi la mappa dei controlli nei parchi e nelle ville: dalla Caffarella al parco dell'Appia Antica. In particolare, ancora una volta, si rinnova anche agli agenti di prestare attenzione ai runner e agli sportivi. E infine nella circolare si rinnova il messaggio da diffondere con l'altoparlante: "Non uscite dalle vostre case se non per validi motivi. I trasgressori saranno denunciati"..
Angelo Borrelli, capo della protezione civile: "Probabile picco dei contagi tra due settimane".
Attese nuove restrizioni. Nuovo record di denunce.
Sui supermercati, Palazzo Chigi smentisce: "Supermercati aperti nel weekend".
Sono 9600 le persone segnalate alle autorità per mancanza rispetto delle regole..
Dopo sei giorni senza positivi, un contagiato a Vò, nel Veneto.
Nella notte è stato accertato un nuovo caso positivo nel comune veneto, primo focolaio di coronavirus nella regione, dove da giorni il bilancio segnava zero. Dal report della Regione, i positivi nella cittadina padovana sono così 83 dall'inizio dell'epidemia. Padova - escluso Vo' - è la provincia con più casi (943, +42 rispetto a ieri), seguita da Verona (784, +66) e Treviso (719, +49). Il comune veneto è stato spesso indicato anche come il centro del "modello veneto" per contenere la diffusione del virus e studiare la malattia, con un numero molto elevato di tamponi eseguiti.
Coronavirus nel MONDO
10mila morti nel mondo
Superati mille morti anche in Spagna, premier Sanchez richiama alla "responsabilità sociale" contro il rischio dei femminicidi e violenza domestica. Stati Uniti: raddoppiano i
casi: a Los Angeles muore un uomo di trent'anni. Washington sospende i visti. Per il
secondo giorno Wuhan non registra casi. Chiude Harrods a Londra.
Dopo quasi tre mesi dal primo focolaio di coronavirus scoppiato a Wuhan, dove per
il secondo giorno consecutivo
non sono stati registrati nuovi casi, nel mondo oltre diecimila persone hanno perso la vita a causa della pandemia di Covid-19. È il bilancio aggiornato della Johns Hopkins University.
New York - governatore: "A casa lavoratori non essenziali"
Il governatore di New York, Andrew Cuomo, ha annunciato che i lavoratori non essenziali devono rimanere a casa. "Lo stato di New York si mette in pausa", ha detto ancora il governatore spiegando che solo i negozi ed i servizi essenziali rimarranno funzionanti. "Abbiamo bisogno che tutti siano al sicuro altrimenti nessuno lo è", ha aggiunto. "Questa è l'azione più drastica che possiamo prendere", ha concluso. I casi di coronavirus nello Stato di New York sono 7.102, di cui 4.408 nella città di NY. "Abbiamo aumentato il numero dei test e di conseguenza il numero dei casi aumenta", ha detto Cuomo, sottolineando che rispetto a giovedì i casi sono aumentati di 2.950. I morti nello Stato sono 35.
Stati Uniti
Gli Stati Uniti hanno deciso di non rilasciare più visti d'ingresso a chiunque provenga da altri Paesi del mondo, se non in caso di urgenza. Il governatore della California Gavin Newsom ha ordinato a tutti i residenti dello Stato, circa 40 milioni di persone, di restare a casa. Lockdown da Los Angeles a San Francisco. L'ultima vittima di coronavirus nella contea di Los Angeles è un uomo di circa trent'anni. Lo ha detto la responsabile della sanità della California Barbara Ferrer precisando che il giovane aveva problemi di salute. Negli Usa il numero dei contagi ha superato quota 13mila, raddoppiati in sole 24 ore. Il bilancio delle vittime è di 193 persone.
Spagna
Le persone che hanno contratto il Covid-19 in Spagna sono 19.980, e il numero dei deceduti è 1.002, ha reso noto il direttore del Centro di coordinamento per la crisi, Fernando Simon. Ed "è molto probabile che questi dati fotografino per difetto" la situazione reale, ha precisato. Si sono ammalate nelle ultime 24 ore 2.833 persone in più. I decessi in un giorno, ieri, sono stati 235. Il primo ministro spagnolo, Pedro Sànchez, ha fatto un appello richiamando alla "responsabilità sociale" contro il rischio di un aumento delle violenze maschili all'interno delle mura domestiche. "In questi giorni di reclusione - ha detto Sanchez - la vittima e l'aggressore vivono a stretto contatto per più ore e il rischio è maggiore. Mi appello alla responsabilità di tutti perchè segnalino quando sospettano un caso di violenza maschile", ha scritto su Twitter.
Regno Unito
Sono 184 i morti i accertati per coronavirus nel Regno Unito, con un nuovo picco di 40 decessi in più in un giorno secondo i dati diffusi oggi dal ministero della Sanità britannico. Un primo ospedale, il Northwick Park Hospital di Harrow, un sobborgo di Londra, ha dichiarato formalmente di essere in crisi per il numero di pazienti ricoverati per sospetto contagio. Londra chiude lentamente, oggi lo storico grande magazzino di Harrods ha annunciato chedomani non riaprirà. Resteranno aperte solo la parte alimentare e la farmacia. "Harrods ha affrontato molte sfide durante i suoi 170 anni di storia. Abbiamo continuato a servire i nostri clienti durante la Seconda Guerra Mondiale e abbiamo chiuso solo per un breve periodo di tempo dopo l'attacco con un'autobomba degli anni '80", ha ricordato il direttore Michael Ward, esortando i clienti a usare il canale online e i social
COMMENTO
Tutto era partito dalla Cina. A Wuhan, ormai famosa megalopoli cinese collegata con
il Coronavirus, perchè lì è nato questo terribile, invisibile virus, che uscito dal corpo di
un pipistrello cinese si è trasferito in quello dell'umano-cinese. E se dapprima pareva
che la faccenda riguardasse solo il Paese asiatico più abitato al mondo, e l'epidemia do-
vesse essere una questione appunto solo asiatica, con alla fine più di tremila morti, ecco
che poi ci siamo tutti svegliati alla terribile verità che non avremmo mai voluto conoscere:
questo maledetto virus era proprio della famiglia dei Corona che il mondo aveva già co-
nosciuto nel suo passato recente e si stava trasferendo e propagando un pò alla volta in
tutto il mondo fino a trasformarsi da epidemia in pandemia. Il peggio che poteva accade-
re!. Certo che in Cina c'è stato un ritardo nell'accorgersi che non era un banale virus da
influenza, anche se un ricercatore cinese (professione oculista, sembra) aveva avvertito
il governo centrale cinese e gli altri scienziati della vera origine del virus e della gravità
della situazione, ma non gli fu dato ascolto da parte delle autorità centrali per probabil-
mente tenere nascosto un caso che poteva compromettere il buon nome della società
cinese e soprattutto della loro economia. Poi si sa che quel ricercatore fu creduto, poi
riabilitato - dopo aver subito la carcerazione - e in seguito, infettato lui stesso e morto
è stato dichiarato eroe nazionale. Ma ormai tutto il ritardo, almeno di un mese, è stato
poi pagato il doppio in vite umane, come ormai oggi tocchiamo (proprio eufemistica-
mente e paradossalmente) con mano. Ma purtroppo così sono andate le cose.
Oggi la Cina, e non solo, ci aiuta con mezzi e uomini-medici: loro, almeno a Wuhan
e in tutta la provincia di Hubei sono in via di guarigione pressochè completa (ma ora
purtroppo in Cina viene minacciata la stessa capitale Pechino per i cinesi di ritorno
dall'Europa e da altri Paesi); noi occidentali sia europei che adesso americani siamo
nel pieno dell'epidemia nel frattempo diventata ancora di più vera e propria pandemia.
Il motto ormai comune per tutti è diventato, non solo avviso ma come vera costrizione: #restarechiusiacasa, se tutti vogliamo salvarci e non solo gli anziani deboli!
LUCIANO FINESSO
Lucianone
Italia
CORONAVIRUS
In Italia ormai più vittime che in Cina: 3405 morti.
I guariti sono 4440, positivi oltre 33mila.
L'agenzia del farmaco: "Carenze di medicinali negli ospedali. Al via misure eccezionali"
53mila denunciati in otto giorni (non seguono le regole di rimanere a CASA)
Lombardia
Accelerano contagi: +2271 in un giorno
Giulio Gallera, assessore al Welfare Lombardia: "Preoccupa balzo Milano, più 635"
Morti 2168, 209 in più. Gallera: "State lontani anche dai familiari".
I dati regionali e della città. Gallera: "Il dato sui positivi a Milano ci preoccupa". Da domani operativo l'ospedale da campo di Cremona. A Crema arrivano i medici e gli infermieri cubani.
MILANO - Come ogni pomeriggio, arriva l'ora più angosciosa per Milano e per l'intera Lombardia. La lettura del bollettino quotidiano su decessi e contagiati del per il coronavirus. Sono in totale 2.168 i morti causati dal Covid-19 in Lombardia ad oggi, con un incremento di 209 decessi in 24 ore. Lo ha detto l'assessore al Welfare della Regione, Giulio Gallera, in una diretta Facebook. I positivi sono 19.884, 2.171 in più, un dato significativamente più alto. I ricoverati sono 7.387 con una crescita molto più bassa, solo 182 in più, i ricoverati in terapia intensiva sono 1.006, 82 in più. A Milano ci sono 3.278 positivi al coronavirus "635 più di ieri, e questo - dice Gallera - è un dato che ci preoccupa. Nella sola città i contagiati sono 1.378". Oltre ai 634 casi in più a Milano, l'assessore ha spiegato che a Brescia c'è stato un aumento di 463 casi per un totale di 4.247, a Bergamo i positivi sono 4.645 con una crescita di 340, a Sondrio 155, con oltre ottanta casi più di ieri.
"Sono passate quasi due settimane e pensavamo che fosse sufficiente, invece il traguardo è qualche chilometro più in là. Dobbiamo stringere i denti ma ce la faremo - ha detto Gallera interpretando i numeri -. E' necessario che tutti abbiano un atteggiamento responsabile, vediamo i risultati di domenica. State lontani anche dal vostro coniuge, anche dai vostri familiari".
"Siamo arrivati al punto in cui in molti presidi non c'è quasi più un letto disponibile - dice ancora l'assessore regionale - non c'è più un luogo dove ricoverare qualcuno che arriva al pronto soccorso in attesa di trovare un letto in Lombardia".
Le notizie più incoraggianti. Prenderà il via domani l'ospedale da campo costruito a Cremona grazie alla solidarietà di una chiesa evangelica americana. Si tratta di una struttura con 60 posti letto e 16 posti di terapia intensiva. Potrà invece essere operativo da sabato l'ospedale militare che sarà realizzato a Crema: "Lì, già da sabato o domenica arriverà una brigata di medici da Cuba, con grande esperienza nei confronti del virus Ebola". Quanto all'ospedale da campo degli Alpini che sarà realizzato nella fiera di Bergamo, è certo che potrà partire: "La tensostruttura sarà pronta in 72/96 ore - ha spiegato l'assessore alla protezione civile lombardo, Pietro Foroni -. Poi ci vorrà il tempo per attrezzare i letti, ma si tratta di una struttura di eccellenza a livello internazionale".
Positivo anche l'arrivo di 122 specializzandi selezionati tra 3200 domande: "Grazie perchè avete scelto di scendere in campo in un contesto difficile" ha affermato Gallera rivolgendosi direttamente a loro. Di questi, 11 in medicina d'urgenza e 12 in medicina interna saranno attivi già da subito: "E' un bellissimo segnale, tuttavia fa da contraltare un altro numero nei dati odierni, poichè gli ospedali lombardi sono saturi nella sola giornata di oggi sono stati trasferiti 29 pazienti in altre regioni. L'assessore al Welfare ha poi reso nota una riunione avvenuta in giornata con 68 consoli di Milano a cui è stato chiesto di "farsi portavoce nei loro Paesi e con i loro governi di una domanda d'aiuto per la Lombardia", e magari per la creazione "di un esercito medico dell'Onu che possa venire a darci una mano".
AGGIORNAMENTO / Coronavirus
Milano
100 militari per i controlli / Fontana: "Anche Mattarella
è d'accordo"
Già operativo l'esercito nel capoluogo lombardo. In arrivo un contingente dello stesso
numero anche in Campania, 60 saranno in provincia di Salernio. In Sicilia nuove regole
di ingaggio per gli uomini presenti pèer "Strade sicure".
Secondo le indicazioni del Ministro dell'Interno, "114 unità di militari dell'Esercito di Strade Sicure verranno impiegate direttamente nel controllo delle misure di contenimento della diffusione del virus COVID-19".
Roma
Stretta sui controlli alle auto in vista del weekend / Firmata una circolare che prescrive,
nel quadrante sud della capitale, verifiche su tutte le vetture che saranno trovate in cir-
colazione
Aumenta la stretta sui controlli in vista del week end. Da domani e almeno fino a domenica saranno infatti disposti più posti di blocchi sulle strade della capitale. E all'ottavo raggruppamento, quello che copre il quadrante sud della città è stata firmata una circolare ancora più stringente. "I veicoli - si legge nel testo - devono essere tutti accodati e sottoposti al controllo, la eventuale fila di vetture deve interrompersi solo in presenza di evidente situazione di pericolosità per la sicurezza.
Un ulteriore deterrente per chi, nonostante gli appelli e le restrizioni, non rispetta le direttive anti contagio: "Saranno pattugliate con maggiore attenzione le strade verso il mare - spiegano gli uffici della polizia Municipale - per evitare che le persone si spostino da una parte all'altra della città. Ma i controlli sono di fatto già stringenti". "L'obiettivo del provvedimento - si specifica - è di far capire a tutti che la polizia Locale e nazionale sta eseguendo in concreto controlli mirati, senza ovviamente ingenerare paura ingiustificata o altro ma timore".
Viene dunque chiarito che "in nessun caso il veicolo potrà essere sequestrato" e che per ogni posto di blocco verranno assegnati due veicoli e quattro agenti.
Rinnovata poi la mappa dei controlli nei parchi e nelle ville: dalla Caffarella al parco dell'Appia Antica. In particolare, ancora una volta, si rinnova anche agli agenti di prestare attenzione ai runner e agli sportivi. E infine nella circolare si rinnova il messaggio da diffondere con l'altoparlante: "Non uscite dalle vostre case se non per validi motivi. I trasgressori saranno denunciati"..
Angelo Borrelli, capo della protezione civile: "Probabile picco dei contagi tra due settimane".
Attese nuove restrizioni. Nuovo record di denunce.
Sui supermercati, Palazzo Chigi smentisce: "Supermercati aperti nel weekend".
Sono 9600 le persone segnalate alle autorità per mancanza rispetto delle regole..
Dopo sei giorni senza positivi, un contagiato a Vò, nel Veneto.
Nella notte è stato accertato un nuovo caso positivo nel comune veneto, primo focolaio di coronavirus nella regione, dove da giorni il bilancio segnava zero. Dal report della Regione, i positivi nella cittadina padovana sono così 83 dall'inizio dell'epidemia. Padova - escluso Vo' - è la provincia con più casi (943, +42 rispetto a ieri), seguita da Verona (784, +66) e Treviso (719, +49). Il comune veneto è stato spesso indicato anche come il centro del "modello veneto" per contenere la diffusione del virus e studiare la malattia, con un numero molto elevato di tamponi eseguiti.
Coronavirus nel MONDO
10mila morti nel mondo
Superati mille morti anche in Spagna, premier Sanchez richiama alla "responsabilità sociale" contro il rischio dei femminicidi e violenza domestica. Stati Uniti: raddoppiano i
casi: a Los Angeles muore un uomo di trent'anni. Washington sospende i visti. Per il
secondo giorno Wuhan non registra casi. Chiude Harrods a Londra.
Dopo quasi tre mesi dal primo focolaio di coronavirus scoppiato a Wuhan, dove per
il secondo giorno consecutivo
non sono stati registrati nuovi casi, nel mondo oltre diecimila persone hanno perso la vita a causa della pandemia di Covid-19. È il bilancio aggiornato della Johns Hopkins University.
New York - governatore: "A casa lavoratori non essenziali"
Il governatore di New York, Andrew Cuomo, ha annunciato che i lavoratori non essenziali devono rimanere a casa. "Lo stato di New York si mette in pausa", ha detto ancora il governatore spiegando che solo i negozi ed i servizi essenziali rimarranno funzionanti. "Abbiamo bisogno che tutti siano al sicuro altrimenti nessuno lo è", ha aggiunto. "Questa è l'azione più drastica che possiamo prendere", ha concluso. I casi di coronavirus nello Stato di New York sono 7.102, di cui 4.408 nella città di NY. "Abbiamo aumentato il numero dei test e di conseguenza il numero dei casi aumenta", ha detto Cuomo, sottolineando che rispetto a giovedì i casi sono aumentati di 2.950. I morti nello Stato sono 35.
Stati Uniti
Gli Stati Uniti hanno deciso di non rilasciare più visti d'ingresso a chiunque provenga da altri Paesi del mondo, se non in caso di urgenza. Il governatore della California Gavin Newsom ha ordinato a tutti i residenti dello Stato, circa 40 milioni di persone, di restare a casa. Lockdown da Los Angeles a San Francisco. L'ultima vittima di coronavirus nella contea di Los Angeles è un uomo di circa trent'anni. Lo ha detto la responsabile della sanità della California Barbara Ferrer precisando che il giovane aveva problemi di salute. Negli Usa il numero dei contagi ha superato quota 13mila, raddoppiati in sole 24 ore. Il bilancio delle vittime è di 193 persone.
Spagna
Le persone che hanno contratto il Covid-19 in Spagna sono 19.980, e il numero dei deceduti è 1.002, ha reso noto il direttore del Centro di coordinamento per la crisi, Fernando Simon. Ed "è molto probabile che questi dati fotografino per difetto" la situazione reale, ha precisato. Si sono ammalate nelle ultime 24 ore 2.833 persone in più. I decessi in un giorno, ieri, sono stati 235. Il primo ministro spagnolo, Pedro Sànchez, ha fatto un appello richiamando alla "responsabilità sociale" contro il rischio di un aumento delle violenze maschili all'interno delle mura domestiche. "In questi giorni di reclusione - ha detto Sanchez - la vittima e l'aggressore vivono a stretto contatto per più ore e il rischio è maggiore. Mi appello alla responsabilità di tutti perchè segnalino quando sospettano un caso di violenza maschile", ha scritto su Twitter.
Regno Unito
Sono 184 i morti i accertati per coronavirus nel Regno Unito, con un nuovo picco di 40 decessi in più in un giorno secondo i dati diffusi oggi dal ministero della Sanità britannico. Un primo ospedale, il Northwick Park Hospital di Harrow, un sobborgo di Londra, ha dichiarato formalmente di essere in crisi per il numero di pazienti ricoverati per sospetto contagio. Londra chiude lentamente, oggi lo storico grande magazzino di Harrods ha annunciato chedomani non riaprirà. Resteranno aperte solo la parte alimentare e la farmacia. "Harrods ha affrontato molte sfide durante i suoi 170 anni di storia. Abbiamo continuato a servire i nostri clienti durante la Seconda Guerra Mondiale e abbiamo chiuso solo per un breve periodo di tempo dopo l'attacco con un'autobomba degli anni '80", ha ricordato il direttore Michael Ward, esortando i clienti a usare il canale online e i social
COMMENTO
Tutto era partito dalla Cina. A Wuhan, ormai famosa megalopoli cinese collegata con
il Coronavirus, perchè lì è nato questo terribile, invisibile virus, che uscito dal corpo di
un pipistrello cinese si è trasferito in quello dell'umano-cinese. E se dapprima pareva
che la faccenda riguardasse solo il Paese asiatico più abitato al mondo, e l'epidemia do-
vesse essere una questione appunto solo asiatica, con alla fine più di tremila morti, ecco
che poi ci siamo tutti svegliati alla terribile verità che non avremmo mai voluto conoscere:
questo maledetto virus era proprio della famiglia dei Corona che il mondo aveva già co-
nosciuto nel suo passato recente e si stava trasferendo e propagando un pò alla volta in
tutto il mondo fino a trasformarsi da epidemia in pandemia. Il peggio che poteva accade-
re!. Certo che in Cina c'è stato un ritardo nell'accorgersi che non era un banale virus da
influenza, anche se un ricercatore cinese (professione oculista, sembra) aveva avvertito
il governo centrale cinese e gli altri scienziati della vera origine del virus e della gravità
della situazione, ma non gli fu dato ascolto da parte delle autorità centrali per probabil-
mente tenere nascosto un caso che poteva compromettere il buon nome della società
cinese e soprattutto della loro economia. Poi si sa che quel ricercatore fu creduto, poi
riabilitato - dopo aver subito la carcerazione - e in seguito, infettato lui stesso e morto
è stato dichiarato eroe nazionale. Ma ormai tutto il ritardo, almeno di un mese, è stato
poi pagato il doppio in vite umane, come ormai oggi tocchiamo (proprio eufemistica-
mente e paradossalmente) con mano. Ma purtroppo così sono andate le cose.
Oggi la Cina, e non solo, ci aiuta con mezzi e uomini-medici: loro, almeno a Wuhan
e in tutta la provincia di Hubei sono in via di guarigione pressochè completa (ma ora
purtroppo in Cina viene minacciata la stessa capitale Pechino per i cinesi di ritorno
dall'Europa e da altri Paesi); noi occidentali sia europei che adesso americani siamo
nel pieno dell'epidemia nel frattempo diventata ancora di più vera e propria pandemia.
Il motto ormai comune per tutti è diventato, non solo avviso ma come vera costrizione: #restarechiusiacasa, se tutti vogliamo salvarci e non solo gli anziani deboli!
LUCIANO FINESSO
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