22 febbraio '18 - giovedì 22nd February / Thursday visione post - 6
Teatro dell'Arte in TRIENNALE
Milano - viale Alemagna 6, Teatro dell'Arte e altri spazi
Dal 9 marzo al 5 giugno '18
Eccentrico, ibrido e cosmopolita, IL NUOVO FESTIVAL apre con Nico Vascellari,
poi arrivano il coreografo Dubois, Gli Strasse, I Motus e molti altri ancora.
Teatro Streheler
Milano - dal 13 al 29 marzo '18
Rappresentazioni: Arlecchino, Medea
Attore principale: Franco Branciaroli
Mostra / dipinti
L'Eterno e il Tempo tra Michelangelo e Caravaggio
Forlì - Musei San Domenico - fino al 17 giugno '18
La mostra, attraverso oltre 200 opere, gli anni tra l'avvio della
Riforma protestante (1517 - 1520) e il Concilio di Trento (1545 - 1563)
Mostra / mobili
Genio e Maestria. Mobili ed ebanisti alla corte sabauda tra Settecento e Ottocento
Torino - alla Venaria Reale (lavenaria.it)
Fino al 15 luglio
Mostra / fotografia
Mondo Piccolo
Milano - centroculturaledimilano.it
Fino al 30 marzo
Un fotografo che vive il territorio e le persone con l'apertura mentale del viaggiatore,
Paolo Simonazzi (Reggio Emilia, 1961), ci accompagna in quelli che sono i suoi "luoghi
dell'anima" nella Bassa padana, con la mostra Mondo Piccolo, a cura di Denis Curti.
Lucianone
DI TUTTO e di PIU Ambiente / Appuntamenti / Arte / / Cibo-cucina / Commenti / Cultura / Curiosità-comicità / Dossier / Economia-Finanza / Fotografia / Inchiesta / Intervista / Istruzione / Lavoro / Lettere / Libri / Medicina / Motori / Musica / Natura / Opinione del Giovedì / Personaggi / Psicologia / Reportage / Riflessioni-Idee / Salute / Scienze / Società-Politica / Spettacoli (cinema/tv) / Sport / Stampa-giornali / Storie / Tecnologia-Internet / Ultime notizie / Viaggi
giovedì 22 febbraio 2018
venerdì 16 febbraio 2018
SPORT - calcio / serie A - 24^ giornata 2017/18
16 febbraio '18 - venerdì 16th February / Friday visione post - 13
RISULTATI delle PARTITE
Fiorentina 0 Spal 0 Crotone 1 Napoli 4 Sassuolo 0 Chievo 0
Juventus 2 Milan 4 Atalanta 1 Lazio 1 Cagliari 0 Genoa 1
Inter 2 Sampdoria 2 Torino 2 Roma 5
Bologna 1 Verona H. 0 Udinese 0 Benevento 2
CLASSIFICA
NAPOLI 63 / Juventus 62 / Inter 48 / Roma 47 / Lazio 46 / Sampdoria 41
Milan 38 / Atalanta 37 / Torino 36 / Udinese 33 / Fiorentina 31 / Genoa 27
Bologna 27 / Cagliari 25 / Sassuolo 23 / Chievo 22 / Crotone 21 / Spal 17
H. Verona 16 / Benevento 7
Lucianone.
RISULTATI delle PARTITE
Fiorentina 0 Spal 0 Crotone 1 Napoli 4 Sassuolo 0 Chievo 0
Juventus 2 Milan 4 Atalanta 1 Lazio 1 Cagliari 0 Genoa 1
Inter 2 Sampdoria 2 Torino 2 Roma 5
Bologna 1 Verona H. 0 Udinese 0 Benevento 2
CLASSIFICA
NAPOLI 63 / Juventus 62 / Inter 48 / Roma 47 / Lazio 46 / Sampdoria 41
Milan 38 / Atalanta 37 / Torino 36 / Udinese 33 / Fiorentina 31 / Genoa 27
Bologna 27 / Cagliari 25 / Sassuolo 23 / Chievo 22 / Crotone 21 / Spal 17
H. Verona 16 / Benevento 7
Lucianone.
giovedì 15 febbraio 2018
SPORT - Giochi Olimpici Invernali di PyeongChang 2018
15 febbraio '18 - giovedì 15th February / Thursday visione post - 23
La XXIII edizione dei Giochi olimpici invernali
si svolge dal 9 al 25 febbraio
a Pyeongchang, in Corea del Sud
Sono 121 più due riserve gli azzurri alle Olimpiadi in Corea del Sud (9 - 25 febbraio),
48 le donne. Il più anziano è lo snowboardista Roland Fischnaller (37 anni), la più
giovane è la saltatrice Lara Malsiner (18 anni - 14 aprile 2000), prima Millennial ita-
liana ai Giochi.
Quindici le discipline in programma e 102 le medaglie d'oro in palio.
Tredici sono le sedi delle gare dei Giochi 2018.
Sono i Giochi più surgelati di sempre. La cerimonia avvenuta venerdì 9 febbraio scorso,
con temperatura a -14, peggio di Lillehammer.
A Vancouver 2010 e Sochi 2014 i saltatori atterravano con gli sci nella poltiglia. Troppo
caldo per gli sport della neve. I puristi delle Olimpiadi invernali saranno accontentati
da Pyeongchang 2018, aperta il 9 febbraio con una temperatura massima intorno ai 14
gradi sotto zero. E' il record nella storia olimpica, "migliore" del meno 11 di Lilleham-
mer in Norvegia, 1994.
A PyeongChang, villaggio finora sconosciuto a 1300 metri di altezza, avevano comincia-
to a preoccuparsi, soprattutto per la cerimonia inaugurale: causa il vento. La zona del
Vilaggio olimpico è nota per il vento siberiano che irrompe dalla steppa della Manciu-
ria, incanalandosi poi lungo i picchi granitici della Nord Corea.
I sudcoreani sono gente dura abituata al freddo. Il presidente del Copmitato organizza-
tore dei Giochi, Lee Hee-beom, è anche ottimista. Ha chiamato i reporter sportivi e ha
tenuto una lezione sul calendario lunare cinese, che serviva a orientare i contadini in se-
coli lontani quando non c'erano le previsioni del tempo. Bene, il calendario lunare que-
st'anno dice che domani, 4 febbraio, sarà "Ip-choon", l'inizio della primavera. "I no-
stri antenati dicevano che in questo giorno le rane si risvegliano dall'ibernazione e co-
minciano a cercare cibo e a riprodursi. Pensate che i Giochi si inaugurano cinque gior-
ni dopo Ip-choon, e il clima sarà gradevole".
Lucianone
La XXIII edizione dei Giochi olimpici invernali
si svolge dal 9 al 25 febbraio
a Pyeongchang, in Corea del Sud
Sono 121 più due riserve gli azzurri alle Olimpiadi in Corea del Sud (9 - 25 febbraio),
48 le donne. Il più anziano è lo snowboardista Roland Fischnaller (37 anni), la più
giovane è la saltatrice Lara Malsiner (18 anni - 14 aprile 2000), prima Millennial ita-
liana ai Giochi.
Quindici le discipline in programma e 102 le medaglie d'oro in palio.
Tredici sono le sedi delle gare dei Giochi 2018.
Sono i Giochi più surgelati di sempre. La cerimonia avvenuta venerdì 9 febbraio scorso,
con temperatura a -14, peggio di Lillehammer.
A Vancouver 2010 e Sochi 2014 i saltatori atterravano con gli sci nella poltiglia. Troppo
caldo per gli sport della neve. I puristi delle Olimpiadi invernali saranno accontentati
da Pyeongchang 2018, aperta il 9 febbraio con una temperatura massima intorno ai 14
gradi sotto zero. E' il record nella storia olimpica, "migliore" del meno 11 di Lilleham-
mer in Norvegia, 1994.
A PyeongChang, villaggio finora sconosciuto a 1300 metri di altezza, avevano comincia-
to a preoccuparsi, soprattutto per la cerimonia inaugurale: causa il vento. La zona del
Vilaggio olimpico è nota per il vento siberiano che irrompe dalla steppa della Manciu-
ria, incanalandosi poi lungo i picchi granitici della Nord Corea.
I sudcoreani sono gente dura abituata al freddo. Il presidente del Copmitato organizza-
tore dei Giochi, Lee Hee-beom, è anche ottimista. Ha chiamato i reporter sportivi e ha
tenuto una lezione sul calendario lunare cinese, che serviva a orientare i contadini in se-
coli lontani quando non c'erano le previsioni del tempo. Bene, il calendario lunare que-
st'anno dice che domani, 4 febbraio, sarà "Ip-choon", l'inizio della primavera. "I no-
stri antenati dicevano che in questo giorno le rane si risvegliano dall'ibernazione e co-
minciano a cercare cibo e a riprodursi. Pensate che i Giochi si inaugurano cinque gior-
ni dopo Ip-choon, e il clima sarà gradevole".
Lucianone
AMBIENTE- natura / Dossier - Ambientalisti uccisi: la strage silenziosa
15 febbraio '18 - giovedì 15 February / Thursday visione post - 14
(da Corriere della Sera - 8 febbraio '18 - di Sara Gandolfi)
Esmond Bradley Martin è stato ucciso con una pugnalata al collo, in casa sua, a Nairobi.
Non un crimine qualunque, anche se la polizia locale lo ha defino una "rapina fallita".
Il geografo americano, 75 anni, che da un trentennio risiedeva in Kenya, era il nemico
numero uno di bracconieri e contrabbandieri. Ex inviato speciale dell'Onu per la tutela
dei rinoceronti, aveva più volte rischiato la vita infiltrandosi sotto copertura nei merca-
ti illegali dell'avorio. Negli ultimi anni aveva viaggiato molto con la moglie in Cina, Viet-
nam, Laos e Myanmar, mioschiandosi a compratori, gangster e trafficanti. E' stato am-
mazzato domenica scorsa (4 febbraio). Il suo nome dunque non figura nel lunghissimo
elenco di ambientalisti uccisi nel 2017 stilato dalla Ong Global Witness, in collaborazio-
ne con il quotidiano The Guardian: 197, ben quattro volte di più che nel 2002.
"The defenders", i difensori che lottano per proteggere la naturae la terra contro traf-
ficanti, imprese e governi, sono a rischio ovunque, perfino nella civilissima Spagna do-
ve capita che due poliziotti rurali finiscano stecchiti sotto i colpi di un cacciatore dal
grilletto facile. Se in europa è un caso, in alcune parti del mondo è una strage: dagli in-
digeni in Amazzonia ai rangers della Repubblica democratica del Congo, passando dal-
le Filippine, il Paese più letale per ambientalisti e difensori della terra (41 morti). Il 60
per cento degli omicidi è imputabile agli interessi del business agricolo e minerario.
America Latina
Non è una novità: è il continente più pericoloso per attivisti e indigeni, spesso soli in
prima linea. Un caso simbolico è quello della colombiana Emilsen Manyoma, leader
di Compaz, organizzazione di comunità rurali che difendeva i contadini cacciati dal-
le proprie terre a causa dei narcos e delle bande paramilitari d'estrema destra. Ha
documentato omicidi e sparizioni, denunciato gli squadroni della morte, cercava di
ricostruire la pace dopo decenni di guerra civile. Le hanno teso un agguato nel gen-
naio dell'anno scorso e l'hanno freddata assieme al marito. Nel 2017, in Colombia
sono stati uccisi 32 attivisti, in Messico 15, in Brasile 46 ma si registrano morti an-
che in Perù, Guatemala, Honduras... In Amazzonia continua il massacro degli in-
digeni che lottano per i propri territori ancestrali, come i "guardiani di Guajajara",
sostenuti dall'ong Survival International, che da tempo ricevono continue minacce
di morte dai taglialegna per la strenua difesa di Araribola, un'isola di verde in mez-
zo a un mare di deforestazione. Tre "guardiani" sono stati uccisi nel 2016: Cantidio
Guajajara è stato investito da un camion dei taglialegna, Assis Oliveira Guajajara è
caduto in un'imboscata, picchiato, pugnalato e gettato in un fiume, Alfonso Guaja-
jara è stato freddato in strada. Delitti spesso impuniti. Come accade in altre parti
del pianeta.
Africa
Essere guardiano di parchi resta uno dei mestieri più pericolosi al mondo (21 omicidi
nel 2017) e la Repubblica Democratica del Congo è in assoluto il posto più pericoloso
per fare il ranger. Ne sono morti diversi. Il ventiseienne Patrick Muhayirwa si era 'ar-
ruolato' da poco quando è finito in un'imboscata dei miliziani Mai Mai mentre era di
pattuglia nel parco di Virungo, la più antica area protetta per i gorilla di montagna.
In Africa, però, i killer sono per lo più bracconieri, come quelli che hanno ucciso in
Tanzania Wayne Lotter, noto attivista sudafricano che da tempo combatteva contro
il traffico d'avorio e in difesa di elefanti e rinoceronti. E' stato ammazzato a colpi di
piostola lo scorso agosto.
Asia
Anche qui, contadini e indigeni rischiano quotidianamente la vita opponendosi alle
mega piantagioni di soia o palma da olio e alla deforestazione selvaggia che vuol far
spazio a pascoli per il bestiame. Nel bollettino di morte finiscono però anche avvoca-
ti e attivisti. Il caso forse più agghiacciante è quello di Mia Mascarinas-Green. Due
sicari hanno affiancato il suo Suv e hanno sparato 28 colpi. Mia, che seguiva diverse
cause ambientali di alto profilo, è morta sul colpo. Sui sedili posteriori c'erano i suoi
tre figli piccoli, miracolosamente illesi.
In questo quadro deprimente, la ong Global Witness evidenzia però alcuni (pochi)
dati positivi. Il numero degli attivisti morti, che cresceva da quattro anni, nel 2017 è
rimasto stabile. Honduras e Nicaragua, Paesi notoriamente violenti, hanno registra-
to un calo degli omicidi. E un'importante banca d'investimenti olandese, la Dutch
Development Bank, che aveva finanziato una diga in Honduras contro la quale si
batteva l'attivista Berta Caceres, uccisa da killer, ha annunciato che nei suoi investi-
menti futuri terrà conto del rispetto dei diritti umani.
Lucianone
(da Corriere della Sera - 8 febbraio '18 - di Sara Gandolfi)
Esmond Bradley Martin è stato ucciso con una pugnalata al collo, in casa sua, a Nairobi.
Non un crimine qualunque, anche se la polizia locale lo ha defino una "rapina fallita".
Il geografo americano, 75 anni, che da un trentennio risiedeva in Kenya, era il nemico
numero uno di bracconieri e contrabbandieri. Ex inviato speciale dell'Onu per la tutela
dei rinoceronti, aveva più volte rischiato la vita infiltrandosi sotto copertura nei merca-
ti illegali dell'avorio. Negli ultimi anni aveva viaggiato molto con la moglie in Cina, Viet-
nam, Laos e Myanmar, mioschiandosi a compratori, gangster e trafficanti. E' stato am-
mazzato domenica scorsa (4 febbraio). Il suo nome dunque non figura nel lunghissimo
elenco di ambientalisti uccisi nel 2017 stilato dalla Ong Global Witness, in collaborazio-
ne con il quotidiano The Guardian: 197, ben quattro volte di più che nel 2002.
"The defenders", i difensori che lottano per proteggere la naturae la terra contro traf-
ficanti, imprese e governi, sono a rischio ovunque, perfino nella civilissima Spagna do-
ve capita che due poliziotti rurali finiscano stecchiti sotto i colpi di un cacciatore dal
grilletto facile. Se in europa è un caso, in alcune parti del mondo è una strage: dagli in-
digeni in Amazzonia ai rangers della Repubblica democratica del Congo, passando dal-
le Filippine, il Paese più letale per ambientalisti e difensori della terra (41 morti). Il 60
per cento degli omicidi è imputabile agli interessi del business agricolo e minerario.
America Latina
Non è una novità: è il continente più pericoloso per attivisti e indigeni, spesso soli in
prima linea. Un caso simbolico è quello della colombiana Emilsen Manyoma, leader
di Compaz, organizzazione di comunità rurali che difendeva i contadini cacciati dal-
le proprie terre a causa dei narcos e delle bande paramilitari d'estrema destra. Ha
documentato omicidi e sparizioni, denunciato gli squadroni della morte, cercava di
ricostruire la pace dopo decenni di guerra civile. Le hanno teso un agguato nel gen-
naio dell'anno scorso e l'hanno freddata assieme al marito. Nel 2017, in Colombia
sono stati uccisi 32 attivisti, in Messico 15, in Brasile 46 ma si registrano morti an-
che in Perù, Guatemala, Honduras... In Amazzonia continua il massacro degli in-
digeni che lottano per i propri territori ancestrali, come i "guardiani di Guajajara",
sostenuti dall'ong Survival International, che da tempo ricevono continue minacce
di morte dai taglialegna per la strenua difesa di Araribola, un'isola di verde in mez-
zo a un mare di deforestazione. Tre "guardiani" sono stati uccisi nel 2016: Cantidio
Guajajara è stato investito da un camion dei taglialegna, Assis Oliveira Guajajara è
caduto in un'imboscata, picchiato, pugnalato e gettato in un fiume, Alfonso Guaja-
jara è stato freddato in strada. Delitti spesso impuniti. Come accade in altre parti
del pianeta.
Africa
Essere guardiano di parchi resta uno dei mestieri più pericolosi al mondo (21 omicidi
nel 2017) e la Repubblica Democratica del Congo è in assoluto il posto più pericoloso
per fare il ranger. Ne sono morti diversi. Il ventiseienne Patrick Muhayirwa si era 'ar-
ruolato' da poco quando è finito in un'imboscata dei miliziani Mai Mai mentre era di
pattuglia nel parco di Virungo, la più antica area protetta per i gorilla di montagna.
In Africa, però, i killer sono per lo più bracconieri, come quelli che hanno ucciso in
Tanzania Wayne Lotter, noto attivista sudafricano che da tempo combatteva contro
il traffico d'avorio e in difesa di elefanti e rinoceronti. E' stato ammazzato a colpi di
piostola lo scorso agosto.
Asia
Anche qui, contadini e indigeni rischiano quotidianamente la vita opponendosi alle
mega piantagioni di soia o palma da olio e alla deforestazione selvaggia che vuol far
spazio a pascoli per il bestiame. Nel bollettino di morte finiscono però anche avvoca-
ti e attivisti. Il caso forse più agghiacciante è quello di Mia Mascarinas-Green. Due
sicari hanno affiancato il suo Suv e hanno sparato 28 colpi. Mia, che seguiva diverse
cause ambientali di alto profilo, è morta sul colpo. Sui sedili posteriori c'erano i suoi
tre figli piccoli, miracolosamente illesi.
In questo quadro deprimente, la ong Global Witness evidenzia però alcuni (pochi)
dati positivi. Il numero degli attivisti morti, che cresceva da quattro anni, nel 2017 è
rimasto stabile. Honduras e Nicaragua, Paesi notoriamente violenti, hanno registra-
to un calo degli omicidi. E un'importante banca d'investimenti olandese, la Dutch
Development Bank, che aveva finanziato una diga in Honduras contro la quale si
batteva l'attivista Berta Caceres, uccisa da killer, ha annunciato che nei suoi investi-
menti futuri terrà conto del rispetto dei diritti umani.
Lucianone
giovedì 8 febbraio 2018
SPORT - calcio / serie A - 23^ giornata 2017/18
8 febbraio '18 - giovedì 8th February / Thursday visione post - 31
RISULTATI delle PARTITE
Sampdoria 1 Inter 1 H. Verona 0 Atalanta 1 Bologna 1 Cagliari 2
Torino 1 Crotone 1 Roma 1 Chievo 0 Fiorentina 2 Spal 0
Juventus 7 Udinese 1 Benevento 0 Lazio 1
Sassuolo 0 Milan 1 Napoli 2 Genoa 2
CLASSIFICACrotone 20 /
NAPOLI 60 / Juventus 59 / Lazio 48 / Inter 45 / Roma 44 / Sampdoria 38
Atalanta 36 / Milan 35 / Udinese, Torino 33 / Fiorentina 31 / Bologna 27
Genoa, Cagliari 24 / Chievo, Sassuolo 22 / Spal 17 / Hellas Verona 16
Benevento 7
inconcludente, dopo la bella e anzi brillante gara con la Fiorentina di una settimana
fa. La Roma trova in un giocatore turco, nuovo acquisto di gennaio, la soluzione al-
la sua momentanea crisi di risultati, e in parte di gioco. L'Hellas, privata drfinitiva-
mente di Pazzini e di Bessa, non ritrova i guizzi di Firenze, e i giocatori appena pre-
si nel mercato di Gennaio affondano con tutta la squadra.
La Juventus non gioca a calcio ma a rugby, e diventa un rullo compressore con un
Sassuolo che non ci capisce un'acca e soccombe troppo rapidamente. Il Napoli è
avvisato: ormai la squadra o squadrona di Allegri non scherza, e suona il clacson
per il sorpasso a suon di gol-gol...
Che dire della Lazio? Non sembra ancora la squadra che possa ambire in modo
convincente per un terzo posto sicuro e permanente. L'ulteriore arresto in casa con
il Genoa non le fa fare quel balzo di qualità, che a un certo punto sembrava avere
in più rispetto a Inter e Roma. E allora tutto da rivedere con il prossimo turno set-
timanale!
- Luciano Finesso -
Lucianone
RISULTATI delle PARTITE
Sampdoria 1 Inter 1 H. Verona 0 Atalanta 1 Bologna 1 Cagliari 2
Torino 1 Crotone 1 Roma 1 Chievo 0 Fiorentina 2 Spal 0
Juventus 7 Udinese 1 Benevento 0 Lazio 1
Sassuolo 0 Milan 1 Napoli 2 Genoa 2
CLASSIFICACrotone 20 /
NAPOLI 60 / Juventus 59 / Lazio 48 / Inter 45 / Roma 44 / Sampdoria 38
Atalanta 36 / Milan 35 / Udinese, Torino 33 / Fiorentina 31 / Bologna 27
Genoa, Cagliari 24 / Chievo, Sassuolo 22 / Spal 17 / Hellas Verona 16
Benevento 7
Spicchio di COMMENTO
La Roma si allontana parzialmente dalla crisi, battendo un Verona mezzo apatico einconcludente, dopo la bella e anzi brillante gara con la Fiorentina di una settimana
fa. La Roma trova in un giocatore turco, nuovo acquisto di gennaio, la soluzione al-
la sua momentanea crisi di risultati, e in parte di gioco. L'Hellas, privata drfinitiva-
mente di Pazzini e di Bessa, non ritrova i guizzi di Firenze, e i giocatori appena pre-
si nel mercato di Gennaio affondano con tutta la squadra.
La Juventus non gioca a calcio ma a rugby, e diventa un rullo compressore con un
Sassuolo che non ci capisce un'acca e soccombe troppo rapidamente. Il Napoli è
avvisato: ormai la squadra o squadrona di Allegri non scherza, e suona il clacson
per il sorpasso a suon di gol-gol...
Che dire della Lazio? Non sembra ancora la squadra che possa ambire in modo
convincente per un terzo posto sicuro e permanente. L'ulteriore arresto in casa con
il Genoa non le fa fare quel balzo di qualità, che a un certo punto sembrava avere
in più rispetto a Inter e Roma. E allora tutto da rivedere con il prossimo turno set-
timanale!
- Luciano Finesso -
Lucianone
Riflessioni - La campagna americana #MeToo e il documento francese della Deneuve
10 febbraio '18 - venerdì 10th February / Friday visione post - 17
Affidandoci al buon senso, e sapendo quanto sia insidioso avventurarsi in un campo minato,
avevamo già detto, in parecchi e anche parecchie, che un conto è la violenza sessuale o la
molestia manesca, specie se aggravate da abuso di potere; un conto la comunicazione malde-
stra del proprio eros.(dicevano le vecchie zie, liquidatorie, a proposito di svariati atteggiamen-
ti umani: "quello lì è solo un gran maleducato"). Ora ci è di conforto quanto dicono diverse
signore francesi, la più nota delle quali è Deneuve, a parziale correzione della nota e merite-
vole campagna americana #MeToo. Parziale perchè riconoscono, le francesi, essere un gran
bene che di queste cose si parli, per l'annosa questione del dare voce a chi non ne ha; e però
mettono a fuoco i rischi di puritanesimo, caccia alle streghe, dagli all'untore, sessuofobia che
la campagna si porta dietro. E' quella che si direbbe una posizione dialettica, dunque forse
poco comprensibile all'impetuoso sentimentalismo che oltre Atlantico permea il discorso
pubblico (e poco traducibile dai media, che tendono, per mestiere, a semplificare).
Ci si perdoni la civetteria francofila, ma anche dal punto di vista lessicale e sintattico il do-
cumento delle francesi prevale nettamente su quanto si è fino adesso sentito dire dalle ami-
che americane, ivi compresa la magnifica Oprah Winfrey, commovente quanto basta per
immaginarla f utura candidata dem tra palloncini e lacrime. La vecchia Europa è servita
per ricordarci che anche le sfumature avevano urgente bisogno di far sentire la loro
voce.
(da la Repubblica, 11 / 01 / '18 - L'Amaca / Michele Serra)
Affidandoci al buon senso, e sapendo quanto sia insidioso avventurarsi in un campo minato,
avevamo già detto, in parecchi e anche parecchie, che un conto è la violenza sessuale o la
molestia manesca, specie se aggravate da abuso di potere; un conto la comunicazione malde-
stra del proprio eros.(dicevano le vecchie zie, liquidatorie, a proposito di svariati atteggiamen-
ti umani: "quello lì è solo un gran maleducato"). Ora ci è di conforto quanto dicono diverse
signore francesi, la più nota delle quali è Deneuve, a parziale correzione della nota e merite-
vole campagna americana #MeToo. Parziale perchè riconoscono, le francesi, essere un gran
bene che di queste cose si parli, per l'annosa questione del dare voce a chi non ne ha; e però
mettono a fuoco i rischi di puritanesimo, caccia alle streghe, dagli all'untore, sessuofobia che
la campagna si porta dietro. E' quella che si direbbe una posizione dialettica, dunque forse
poco comprensibile all'impetuoso sentimentalismo che oltre Atlantico permea il discorso
pubblico (e poco traducibile dai media, che tendono, per mestiere, a semplificare).
Ci si perdoni la civetteria francofila, ma anche dal punto di vista lessicale e sintattico il do-
cumento delle francesi prevale nettamente su quanto si è fino adesso sentito dire dalle ami-
che americane, ivi compresa la magnifica Oprah Winfrey, commovente quanto basta per
immaginarla f utura candidata dem tra palloncini e lacrime. La vecchia Europa è servita
per ricordarci che anche le sfumature avevano urgente bisogno di far sentire la loro
voce.
(da la Repubblica, 11 / 01 / '18 - L'Amaca / Michele Serra)
SCIENZE / la storia - Il mammut all'asta
8 febbraio '18 - giovedì 8th February / Thursday visione post - 17
Va a un imprenditore francese il più grande scheletro "privato".
Tra progressi della scienza e scioglimento dei ghiacci,
caccia ai resti dell'animale mito.
(da il Corriere della Sera - 17 / 12 / 2017 - di Stefano Montefiori / Parigi)
Il più grande scheletro di mammut in mano a privati è stato venduto (ieri) all'asta, dalla casa
Aguttes di Lione, per 548mila e 250 euro. Lo ha comprato l'imprenditore di Strasburgo Pier-
re Etienne Bindschedler, a capo dell'azienda famigliare Soprema (materiali per costruzioni),
che ha come logo un mammut e che negli ultimi anni ha raddoppiato il fatturato. Gli affari
vanno bene, e per festeggiare Bindschedler si è regalato per Natale le ossa di un mammut
lanoso che risale a 15 mila anni fa . "Lo metteremo nella hall della società - ha detto - credo
che troveremo il posto".
The President, così è soprannominato, è alto 3 metri e 40, lungo 5,40 e pesa mezza tonnella-
ta (80 chili ciascuna zanna). Il suo stato di conservazione è eccezionale, "intorno all' 80 per
cento", dice Eric Mickeler, l'esperto ingaggiato dalla casa d'aste per curare la vendita. Il pos-
sessore precedente è un cacciatore di mammut britannico che lo teneva all'entrata del suo
castello in Inghilterra, "ma ai figli non piaceva. Erano anni che cercavano di convincerlo a
metterlo in vendita e alla fine l'ho convinto".
Negli ultimi due secoli sono stati scoperti circa 500 scheletri di mammut, in maggioranza nel
permafrost (il suolo costantemente ghiacciato) della Siberia. Leggenda vuole che carne di
mammut venne servita nel 1951 alla famosa cena annuale dell'Explorers Club di New York,
che aveva tra i suoi soci personalità come Teddy Roosevelt o Neil Armstrong. Ma l'anno scor-
so un gruppo di ricercatori di Yale ha esaminato il Dna di un avanzo di quella cena, conserva-
to alla Yale Peabody Museum of Natural History, stabilendo che non poteva trattarsi di mam-
mut e neanche di bradipo preistorico (altra versione della leggenda), ma di carne di tartaruga.
Comunque, l'interesse per i mammut è in crescita, favorito dai progressi della genetica - un
esemplare vivente potrebbe essere clonato nei prossimi anni - e dal riscaldamento climatico,
che in qualche caso agevola il lavoro dei cacciatori di scheletri. Qualcuno cerca resti per sco-
pi scientifici, molti altri per rivendere le zanne di avorio. Il fotografo Amos Chapple ha do-
cumentato la nuova "caccia all'oro" che si svolge nella regione siberiana della Yakuzia, vici-
no al Circolo polare artico, dove si usano battelli di era sovietica e pompe d'acqua per scava-
re tunnel alla ricerca del mammut.
Nel novembre scorso è stata messa all'asta a Billingshurst, nel Sussex, una famiglia di quattro mammut scoperti da alcuni muratori in un cantiere di Tomsk, in Siberia, nel 2002. Il primo
scheletro completo di mammut messo all'asta pubblica in Francia è stato aggiudicato nel 2006
per 150 mila euro a Montfrin (Gard), mentre nell'ottobre 2012 un altro mammut lanoso della
Siberia è stato venduto da Sotheby's a Parigi per 240 mila euro.

Lucianone
Va a un imprenditore francese il più grande scheletro "privato".
Tra progressi della scienza e scioglimento dei ghiacci,
caccia ai resti dell'animale mito.
(da il Corriere della Sera - 17 / 12 / 2017 - di Stefano Montefiori / Parigi)
Il più grande scheletro di mammut in mano a privati è stato venduto (ieri) all'asta, dalla casa
Aguttes di Lione, per 548mila e 250 euro. Lo ha comprato l'imprenditore di Strasburgo Pier-
re Etienne Bindschedler, a capo dell'azienda famigliare Soprema (materiali per costruzioni),
che ha come logo un mammut e che negli ultimi anni ha raddoppiato il fatturato. Gli affari
vanno bene, e per festeggiare Bindschedler si è regalato per Natale le ossa di un mammut
lanoso che risale a 15 mila anni fa . "Lo metteremo nella hall della società - ha detto - credo
che troveremo il posto".
The President, così è soprannominato, è alto 3 metri e 40, lungo 5,40 e pesa mezza tonnella-
ta (80 chili ciascuna zanna). Il suo stato di conservazione è eccezionale, "intorno all' 80 per
cento", dice Eric Mickeler, l'esperto ingaggiato dalla casa d'aste per curare la vendita. Il pos-
sessore precedente è un cacciatore di mammut britannico che lo teneva all'entrata del suo
castello in Inghilterra, "ma ai figli non piaceva. Erano anni che cercavano di convincerlo a
metterlo in vendita e alla fine l'ho convinto".
Negli ultimi due secoli sono stati scoperti circa 500 scheletri di mammut, in maggioranza nel
permafrost (il suolo costantemente ghiacciato) della Siberia. Leggenda vuole che carne di
mammut venne servita nel 1951 alla famosa cena annuale dell'Explorers Club di New York,
che aveva tra i suoi soci personalità come Teddy Roosevelt o Neil Armstrong. Ma l'anno scor-
so un gruppo di ricercatori di Yale ha esaminato il Dna di un avanzo di quella cena, conserva-
to alla Yale Peabody Museum of Natural History, stabilendo che non poteva trattarsi di mam-
mut e neanche di bradipo preistorico (altra versione della leggenda), ma di carne di tartaruga.
Comunque, l'interesse per i mammut è in crescita, favorito dai progressi della genetica - un
esemplare vivente potrebbe essere clonato nei prossimi anni - e dal riscaldamento climatico,
che in qualche caso agevola il lavoro dei cacciatori di scheletri. Qualcuno cerca resti per sco-
pi scientifici, molti altri per rivendere le zanne di avorio. Il fotografo Amos Chapple ha do-
cumentato la nuova "caccia all'oro" che si svolge nella regione siberiana della Yakuzia, vici-
no al Circolo polare artico, dove si usano battelli di era sovietica e pompe d'acqua per scava-
re tunnel alla ricerca del mammut.
Nel novembre scorso è stata messa all'asta a Billingshurst, nel Sussex, una famiglia di quattro mammut scoperti da alcuni muratori in un cantiere di Tomsk, in Siberia, nel 2002. Il primo
scheletro completo di mammut messo all'asta pubblica in Francia è stato aggiudicato nel 2006
per 150 mila euro a Montfrin (Gard), mentre nell'ottobre 2012 un altro mammut lanoso della
Siberia è stato venduto da Sotheby's a Parigi per 240 mila euro.
Lucianone
martedì 6 febbraio 2018
ultime notizie - dall'Italia e dal mondo / Latest news
6 febbraio '18 - martedì 6th February / Tuesday visione post - 13
TAIWAN - terremoto
Scossa di magnitudo 6,4 al largo della costa / Crollato un albergo / Al momento
non è scattato l'allarme tsunami
TAIPEI - Paura a Taiwan: poco prima della mezzanotte un terremoto di magnitudo 6,4, con epicentro ad appena 9 chilometri di profondità, ha fatto tremare l'intera isola, causando il crollo di un albergo. Si temono numerose vittime. La scossa è stata avvertita anche nella capitale Taipei. Non è stato lanciato l'allarme tsunami.
A Hua-Lien, le immagini rilanciate sui social mostrano l'hotel Tongshuai pericolosamente inclinato, con il primo piano schiacciato dal resto della struttura. Una trentina di persone sarebbero intrappolate all'interno. Anche altri edifici nella città portuale risultano gravemente danneggiati, così come alcune infrastrutture.
L'epicentro della scossa, registrata alle 23.50 (in Italia non erano ancora le 17), è stato localizzato nell'Oceano Pacifico, 21 km a nord-est della città portuale di HuaLien, riferisce l'USGS, l'istituto americano che tiene sotto controllo i movimenti tellurici del pianeta.
MACERATA - Italia
Omicidio di Pamela Mastropietro / Non ci sono prove che il nigeriano Oseghale
abbia ucciso Pamela
Il gip ha convalidato il fermo del pusher solo per occultamento e vilipendio di cadavere. Non ha ritenuto ci fossero elementi per l'accusa di omicidio (per cui Oseghale resta indagato). Il nigeriano avrebbe detto ai magistrati: "Lei ha avuto una crisi da overdose e io sono scappato"
Gli inquirenti lo accusano di tre reati: l’omicidio, il vilipendio e l’occultamento di cadavere. Ma la prima delle tre accuse è caduta di fronte al Gip nella richiesta di fermo: finché non arriveranno gli esami tossicologici e quelli sui rilievi - biologici e non - effettuati dal Ris nell’appartamento di mattoncini rossi in via Spalato a Macerata, è impossibile tenere qualcuno in carcere con l’accusa di omicidio. Gli indizi al momento sono insufficienti a escludere che la morte sia stata provocata da un’overdose. Non lo sono affatto, invece, a ritenere Innocent coinvolto in modo decisivo negli altri due reati, l’occultamento e il vilipendio del corpo di Pamela, scaricato in pezzi in due trolley nelle campagne di Pollenza.
Lucianone
TAIWAN - terremoto
Scossa di magnitudo 6,4 al largo della costa / Crollato un albergo / Al momento
non è scattato l'allarme tsunami
TAIPEI - Paura a Taiwan: poco prima della mezzanotte un terremoto di magnitudo 6,4, con epicentro ad appena 9 chilometri di profondità, ha fatto tremare l'intera isola, causando il crollo di un albergo. Si temono numerose vittime. La scossa è stata avvertita anche nella capitale Taipei. Non è stato lanciato l'allarme tsunami.
L'epicentro della scossa, registrata alle 23.50 (in Italia non erano ancora le 17), è stato localizzato nell'Oceano Pacifico, 21 km a nord-est della città portuale di HuaLien, riferisce l'USGS, l'istituto americano che tiene sotto controllo i movimenti tellurici del pianeta.
MACERATA - Italia
Omicidio di Pamela Mastropietro / Non ci sono prove che il nigeriano Oseghale
abbia ucciso Pamela
Il gip ha convalidato il fermo del pusher solo per occultamento e vilipendio di cadavere. Non ha ritenuto ci fossero elementi per l'accusa di omicidio (per cui Oseghale resta indagato). Il nigeriano avrebbe detto ai magistrati: "Lei ha avuto una crisi da overdose e io sono scappato"
Gli inquirenti lo accusano di tre reati: l’omicidio, il vilipendio e l’occultamento di cadavere. Ma la prima delle tre accuse è caduta di fronte al Gip nella richiesta di fermo: finché non arriveranno gli esami tossicologici e quelli sui rilievi - biologici e non - effettuati dal Ris nell’appartamento di mattoncini rossi in via Spalato a Macerata, è impossibile tenere qualcuno in carcere con l’accusa di omicidio. Gli indizi al momento sono insufficienti a escludere che la morte sia stata provocata da un’overdose. Non lo sono affatto, invece, a ritenere Innocent coinvolto in modo decisivo negli altri due reati, l’occultamento e il vilipendio del corpo di Pamela, scaricato in pezzi in due trolley nelle campagne di Pollenza.
Lucianone
sabato 3 febbraio 2018
SPORT - calcio / serie A - 22^ giornata 2017/18
3 febbraio '18 - sabato 3rd February / Saturday visione post - 36
RISULTATI delle PARTITE
Sassuolo 0 Chievo 0 Spal 1 Crotone 1 Fiorentina 1 Genoa 0
Atalanta 3 Juventus 2 Inter 1 Cagliari 1 H. Verona 4 Udinese 1
Napoli 3 Torino 3 Milan 2 Roma 0
Bologna 1 Benevento 0 Lazio 1 Sampdoria 1
CLASSIFICA
NAPOLI 57 / Juventus 56 / Lazio 46 / Inter 44 / Roma 41 / Sampdoria 37 /
Milan 34 / Atalanta 33 / Udinese, Torino 32 / Fiorentina 28 / Bologna 27 /
Chievo, Sassuolo 22 / Genoa, Cagliari 21 / Crotone 19 / Spal 17 / H. Verona 16 /
Benevento 7
risalire le rampe della classifica, per ragioni diverse: il Milan, per dimostrare che
i progressi delle ultime settimane, con la nuova guida di Gattuso, non sono effime-
ri ma piuttosto consistenti e l'Hellas Verona, squadra radicata da tempo in fondo
ai gorghi della classifica, per dimostrare che può ancora, lottando, trovare quella
'verve' per non dire 'forza disperata' per risalire in fretta quella china che intanto
va dritta in zona B. Entrambi i team si sono distinti con prove molto convincenti.
Bisognerà vedere adesso se sapranno, soprattutto il Verona H., ripetersi per il
prossimo turno di campionato
Nei piani alti, Napoli e Juventus sembrano ormai proiettate verso un confronto
diretto, che potrebbe arrivare fino alle ultime battute di campionato. Infatti die-
tro Inter e Roma hanno via via perso verve e soprattutto continuità di risultati,
mentre la Lazio è spuntata fuori con decisione inserendosi in terza posizione,
ma con un distacco netto (10/11 punti) dalle due leader, che per il momento
non sembrano avere rivali plausibili.
- Luciano Finesso -
Lucianone
RISULTATI delle PARTITE
Sassuolo 0 Chievo 0 Spal 1 Crotone 1 Fiorentina 1 Genoa 0
Atalanta 3 Juventus 2 Inter 1 Cagliari 1 H. Verona 4 Udinese 1
Napoli 3 Torino 3 Milan 2 Roma 0
Bologna 1 Benevento 0 Lazio 1 Sampdoria 1
CLASSIFICA
NAPOLI 57 / Juventus 56 / Lazio 46 / Inter 44 / Roma 41 / Sampdoria 37 /
Milan 34 / Atalanta 33 / Udinese, Torino 32 / Fiorentina 28 / Bologna 27 /
Chievo, Sassuolo 22 / Genoa, Cagliari 21 / Crotone 19 / Spal 17 / H. Verona 16 /
Benevento 7
IL COMMENTO
Le partite messe in evidenza oggi riguardano due squadre che hanno bisogno dirisalire le rampe della classifica, per ragioni diverse: il Milan, per dimostrare che
i progressi delle ultime settimane, con la nuova guida di Gattuso, non sono effime-
ri ma piuttosto consistenti e l'Hellas Verona, squadra radicata da tempo in fondo
ai gorghi della classifica, per dimostrare che può ancora, lottando, trovare quella
'verve' per non dire 'forza disperata' per risalire in fretta quella china che intanto
va dritta in zona B. Entrambi i team si sono distinti con prove molto convincenti.
Bisognerà vedere adesso se sapranno, soprattutto il Verona H., ripetersi per il
prossimo turno di campionato
Nei piani alti, Napoli e Juventus sembrano ormai proiettate verso un confronto
diretto, che potrebbe arrivare fino alle ultime battute di campionato. Infatti die-
tro Inter e Roma hanno via via perso verve e soprattutto continuità di risultati,
mentre la Lazio è spuntata fuori con decisione inserendosi in terza posizione,
ma con un distacco netto (10/11 punti) dalle due leader, che per il momento
non sembrano avere rivali plausibili.
- Luciano Finesso -
Lucianone
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