sabato 25 aprile 2015

Viaggi / turismo della memoria - ITALIA 25 Aprile / 70 anniversario

25 aprile '15 - sabato               25th April / Saturday                    visione post - 18

Luoghi da ritrovare a 70 anni dal giorno più bello
della nostra storia, per la libertà riconquistata
VIVA  L'ITALIA

(da 'Il Giorno' -  22/04/'15  -  Pino Casamassima)
Settant'anni. Tanti ne sono passati  dalla Liberazione  del nostro Paese
dal nazifascismo. La primavera del 1945 si tinse di libertà dopo i drammi
della guerra e dei crimini compiuti dai nazisti che, ritirandosi, lasciavano
una scia di sangue lunga quanto l'intera penisola. Il primo luogo del Sud 
a insorgere contro il nazifascismo fu Matera, come ricorda ai tanti turisti
una lapide posta nella "città dei sassi", che ha quindi dato il suo contri-
buto di vite per la riconquista della libertà. Risalendo per il Paese in un
ideale viaggio della memoria , c'è Lanciano, dove, oltre ai tanti cittadini
trucidati dai nazifascisti, la città dovette subire anche  l'onta della devastazione.
A Gubbio, il giorno della Liberazione è ricordato per la rappresaglia contro i cit-
tadini inermi, fra cui donne, anziani e adolescenti, srguita all'uccisione di un sol-
dato tedesco.  
Sant'Anna di Stazzema vicino Lucca è un paese che più di altri vive il giorno del-
la Liberazione, perchè ha versato il sangue di 560 civili, di cui 130 bambini: un
eccidio che i libri di storia riportano come crimine contro l'umanità. Come quello
di Marzabotto nell'appennino bolognese, sui cui luoghi viene ogni anno ricordato
l'eccidio nazifascista che costò la vita a 770 civili, donne e bambini compresi, con
"La camminata del postino", così chiamata da quando, 40 anni fa, per la prima
volta, il postino di Monte Sole accompagnò molti turisti lungo le strade delle stragi.
Ritornare su questi luoghi in occasione del 25 aprile unirebbe storia, partecipazione
civica e turismo "intelligente".

IL PASSO DEL TURCHINO
Questa è una località che permette di unire al meglio una camminata turistica a un
ricordo storico di particolare drammaticità: su questo passo dell'appennino ligure 
furono infatti portati 59 detenuti politici provenienti da alcuni rastrellamenti. 
Su di una grande fossa furono messe delle tavole, su cui vennero fatti passare i pri-
gionieri che venivano mitragliati, finendo poi nella fossa comune.  Un luogo dun-
que di particolare intensità emotiva, perchè in esso si rivive l'oltraggio compiuto
anche contro le bellezze naturali.

L'ALTRA MAROSTICA
Il nome di Marostica, nel Vicentino, fa venire immediatamente in mente la famosa
partita a scacchi vivente  che si svolge annualmente  sulla scacchiera  posta nella
principale piazza cittadina.  Ma anche questo luogo, come molti altri del Veneto,
versò un contributo di sangue per la riconquista della libertà. Ogni anno vengono
infatti ricordati i martiri della furia nazifascista abbattutasi su Marostica con la
barbara fucilazione di quattro suoi concittadini appartenenti alla Resistenza.

IL MUSEO DI ANCONA
Ad Ancona, il Museo della Liberazione offre una particolare collezione di fotografie
che documentano la Liberazione della città marchigiana. Immagini recuperate pres-
so i musei di guerra di Londra con un'opera di paziente e meticolosa ricerca. Una po-
stazione mediatica consente di passare in rassegna oltre 7000 immagini, che offrono
al visitatore una visione molto curata di quanto avvenne  e  di quanto fu pesante il 
contributo versato da queste terre per la riconquista della libertà.

NEL VERDE DI BOVES
Ogni anno e questo in particolare per il 70° anniversario della Liberazione, la citta-
dina di Boves, nel cuneese (Piemonte), ricorda i 32 innocenti  trucidati dai nazifasci-
sti per rappresaglia dopo l'uccisione di un soldato delle SS da parte dei partigiani.
Quelli piemontesi sono luoghi - baciati dalla natura - che hanno dato un contributo
notevole per la riconquista della libertà e che vale la pena ripercorrere con la mente
rivolta alle bellezze dek paesaggio, ma anche alla Storia.

RICORDI A PARMA
Il Parmense è storicamente una delle zone d'Italia più attrattive sia per il paesaggio,
sia per la generosità di una terra che a livello di sapori è fra le più "golose". 
Ma questi territori sentono in particolar modo la ricorrenza della Liberazione, per
i rastrellamenti che subirono più volte. Particolarmente cruento fu quello effettua-
to per il controllo della linea ferroviaria Parma-La Spezia, con lo sterminio di 134
persone, di cui 11 partigiani e 123 civili. Una strage che poi ebbe una coda di orro-
re fra le frazioni e i casolari sparsi sulle colline circostanti.



Lucianone

mercoledì 22 aprile 2015

ARTE - Bergamo / La mostra di Cory Arcangel

22 aprile '15 - mercoledì            22nd April / Wednesday                    visione post - 3

L'ex hacker che gioca con il passato
Le opere dell'artista americano nello storico
Palazzo della Ragione, per la Gamec di Bergamo

(da 'la Repubblica' -  3 aprile 2015 - Cristiana Campanini)
A terra un arcobaleno digitale, uno spazio di sospensione tecnologica, una moquette
di 200 mq su cui camminare o (meglio) sedersi.  I colori di questo  gigantesco tappeto
realizzato dal divo americano dei new media Cory Arcangel per la sua prima persona-
le italiana a Bergamo sono ricavati dai gradienti di Photoshop, le sfumature di colore
del software di fotoritocco più diffuso, semplicemente trasporte e fuori scala. 
Sul perimetro della suggestiva immagine astratta , l'artista colloca semplici galleggianti
da piscina appoggiati al muro e trasformati con qualc.he accessorio in ritratti ironici, sti-
lizzazioni esasperate di tipi umani. Alla parete anche sculture e video che mixano tecno-
logie assortite della storia recente dell'elettronica, da videogame 8bit all'iPod, accanto a immagini e musica, simboli della società dei consumi in via di dismissione o già dismessi 
del tutto. come il volto di Britney Spears o una canzone country pop di Miley Cyrus.
Curata da Stefano Raimondi per la Gamec di Bergamo, la prima mostra dell'artista è al-
lestita nel più antico palazzo comunale italiano, il Palazzo della Ragione (1183-1198).
La Sala dei Giuristi, che stratifica frammenti di affreschi da varie epoche, amplifica i 
temi della sua opera, sulla memoria e sulla sua conservazione ai tempi dell' obsolescen-
za tecnologica, l'invecchiamento precoce  dei supporti digitali  a cui  affidiamo storia,
icone e simboli di un'epoca. Così stemmi e decori fanno da cornice straniante alle me-
morie tecnologiche evanescenti del trentaseienne cresciuto a Buffalo ma di origini pe-
scaresi (il bisnonno si chiamava Arcangelo).  Aria da eterno skater  ma formazione al 
conservatorio (chitarra classica), ha precedenti da hacker e da programmatore.
Nei primi anni Dieci traffica per accelerare la velocità d'informazione sul web nel la-
boratorio, ancora underground, di Jonah Peretti, guru della comunicazione, tra i fon-
datori di Huffington Post, ReBlog e Buzzfeed, uno dei siti  più visitati  al mondo  con
oltre 200 milioni di utenti. "E' il Warhol della mia generazione", lo definisce l'amico
Peretti. -   E mentre progetta il futuro, guarda al passato. Riprogramma vecchie stam-
panti e videogame degli albori. Due dei suoi lavori più noti di quegli anni, presenti in
mostra, isolano dettagli di Super Mario Bross su fondi astratti. E delle nuvole a 8 bit
scorrono in un eterno loop oppure l'draulico Super Mario, baffuto eroe, in una impro-
babile versione esistenzialista, swcuote la testa all'infinito su un piccolo punto di do-
manda.  Sempre a 8 bit, è la sua musica elettronica, fatta rimaneggiando  pianole  e
videogame , come al concerto al Metropolitan a nvembre scorso. 
Con questa mostra, affiancata da una piccola personale milanese alla galleria Lisson
dal 10 aprile, la Gamec si conferma ricettiva nello scovare artisti di richiamo interna-
zionale ancora da valorizzare in Italia E il catalogo della mostra, realizzato come una
fanzine per teenager, è una dimostrazione: già esaurito nelle sue 700 copie inglesi.



lucianone

lunedì 20 aprile 2015

Sport - calcio / Serie A - 31^ giornata - 2014/15

20 aprile '15 - lunedì              20th April / Monday                        visione post - 11

Risultati delle partite
Sampdoria   0     Juventus   2     Sassuolo   1     Chievo     1     Empoli   2     Palermo   2
Cesena        0     Lazio         0     Torino       1     Udinese   1     Parma    2     Genoa      1

Roma       1     Cagliari   0     Inter     0     Fiorentina          0
Atalanta   1     Napoli     3     Milan   0     Verona Hellas    1

CLASSIFICA
                    JUVENTUS   73   /   Lazio, Roma   58   /   Napoli   53   /   Sampdoria   50   /
Fiorentina   49   /   Genoa, Torino   44   /   Milan   43   /   Inter   42   /   Palermo   41   /
Sassuolo, Chievo, Verona H.   36   /   Udinese   35   /   Empoli   34   /   Atalanta   30   /
Cesena   23   /   Cagliari   21   /   Parma (-7)   13

COLPO DEL VERONA

Sbaglia Diamanti e Obbadi affonda la Fiorentina al 90'
La lunga settimana del Franchi comincia nel peggiore dei modi, Montella rischia e paga.
Ha sempre vinto contro Mandorlini, stavolta la sua Fiorentina  viene infilata  al 90'  da
Obbadi e torna negli spogliatoi con i fischi dello stadio, quasi tutti all'indirizzo dell'allena-
tore, colpevole di aver scelto la Fiorentina due, una squadra piena di rincalzi che regala
il primo tempo al Verona e spreca tantissimo nel secondo, anche un rigore calciato ma-
le da Diamanti (il quarto su quattro in campionato) e alla fine viene sorpresa in contro-
piede. Quando partite così una squadra non riesce a vincerle, deve almeno evitare di
perderle. Invece il Verona nel finale alza il contropiede e al quarto tentativo fa centro:
Neto non trattiene il tiro di Lazaros e Obbadi buca i viola da centro area.
Tre punti salvezzape5r il Verona. La Fiorentina saluta, invece, in maniera definitiva le
speranze Champions e rimane dietro la Sampdoria. Una specie di vuoto cosmico at-
tendendo la Dinamo Kiev. E, come se non bastasse, i viola sono in ansia per Babacar:
oò centravanti entra al 10' della ripresa ed esce sette minuti dopo per una botta al gi-
nocchio dopo un o scontro con Pisano.
Primo tempo moscio che ha un solo sussukto quando Mandorlini se la prende con
Diamanti: "Sei sempre per terra". Il battibecco non provoca scintille sul campo. La
Fiorentina, avvitata su se stessa, seza fantasia e qualità, non costruisce niente e si li-
mita a qualche tiro da fuori area e ad un bel colpo di testa di Gilardino. Nel secon-
do tempo i viola provano a forzare i tempi e aumentano il ritmo, favoriti dall'ingres-
so di Salah. Ma non è serata.
Continua... to be continued...

ULTIME NOTIZIE - dall'Italia e dal Mondo / Latest news

20 aprile '15 - lunedì               20th April / Monday                           visione post - 13

PALERMO
Migranti: arrestati 24 trafficanti / Erano "agenzia di viaggi" italiana
Uno scafista tra i superstiti
Racconto di due sopravvissuti. Renzi: guerra agli scafisti. Sulla Libia: «Non è sul tappeto un intervento militare». La Commissione Ue: «Raddoppiare mezzi e budget per Triton»

Strage di migranti, salme a Malta
«Sopravvissuti si sono salvati aggrappandosi ai morti»


Nuovi particolari del naufragio al largo della Libia. Renzi: «Una crisi umanitaria». La Commissione Ue: «Raddoppio finanziamenti Triton». Mattarella: «Iniziativa internazionale nei Paesi d’origine». Giovedì vertice straordinario europeo

RODI  -  Grecia
Naufragio a Rodi, a bordo 200 migranti / Si temono molte vittime
All’indomani della tragedia nel canale di Sicilia, in cui un peschereccio con a bordo oltre 900 persone si è rovesciato in mare, un barcone con 200 migranti è naufragato davanti alla costa orientale di Rodi, in Grecia. Per ora 3 corpi sono stati recuperati, quello di un uomo, di una donna e di un bambino, e 90 persone sono state salvate. Tra i sopravvissuti ci sono in gran parte siriani ed etiopi, tra cui 22 donne e sei bambini, riferisce una fonte della polizia portuale greca, secondo la quale «la barca si è schiantata sulle rocce prima del porto di Rodi». Dopo ore di ricerche le autorità hanno dichiarato che non ci sono altri dispersi.

BARCELLONA  -  Spagna
Alunno armato di balestra uccide professore
ll ragazzo, 14 anni, ha fatto irruzione a scuola poco dopo l’inizio delle lezioni: arrestato. 
COLPITO AL PETTO
Secondo le prime ricostruzioni, il ragazzo sarebbe entrato nella scuola un’ora dopo l’inizio delle lezioni, dirigendosi verso la sua classe. Lì avrebbe puntato l’arma contro la professoressa di Castigliano. La donna, riferisce il quotidiano El Pais, è stata colpita in faccia. Poi il 13enne si è scagliato contro la figlia della docente, pugnalandola alla coscia. Udendo le grida di spavento, un altro insegnante si è precipitato nell’aula,il ragazzino gli ha puntato contro la balestra e lo ha colpito in pieno addome. L’uomo, stando ai testimoni, si è accasciato al suolo morto. Nell’istituto si è scatenato il panico e molti alunni sono stati costretti a barricarsi dentro le aule, finché il giovane non è stato fermato dalla polizia. In totale, i feriti sono quattro, nessuno in gravi condizioni.

Lucianone

domenica 19 aprile 2015

STORIE / Le guerre - Il Grande conflitto e la guerra di trincea

19 aprile '15 - domenica             19th April / Sunday                             visione post - 43

La città e il centenario / La Grande Guerra 1914 - 1918
Verona,  il conflitto e le storie 
RICERCHE STORICHE - Uno storico militare, Giacomo Vaccarezza, in un testo
elaborato dallo Stato maggiore dell'Esercito del 1996, descrive le terribili condizioni 
dei soldati al fronte della Prima Guerra Mondiale
In trincea, tra il fango e l'odore della morte
L' avvento di armi innovative e micidiali, come la mitragliatrice,
obbligò i militari a ripararsi in lunghi corridoi scavati nel terreno.

( da "L'Arena" -  5 aprile 2015 - di Elena Cardinali )
"Ficcato nelle buche e nel fango... il popolo dei soldati, dei buoni e degli ignari si trovò di fronte
a una cosa imprevista, terribile e inafferrabile, a una macchina fatta di formule, di filo di ferro e di
canne rigate, di calcoli e di scienza, invisibili e onnipresenti, contro cui nulla poteva la sua povera
massa urlante, bestemmiante e piangente, fatta solo d'ossa, di carne e di qualità umane...". Così
Curzio Malaparte tratteggia la devastante realtà della vita dei militari, compresi moltissimi
veronesi, nelle trincee durante la prima guerra mondiale. La citazione si trova nel volume
di studi militari realizzato nel 1996 dall'Ufficio storico dello stato maggiore dell'esercito con
il contributo di diversi autori.  -  Uno di loro è Giacomo Vaccarezza, storico militare, che ha
dedicato un dettagliato capitolo allavita di trincea con spunti da numerose fonti.
Spiega Vaccarezza che nel 1914, dopo un mese di guerra sul fronte occidentale, una serie 
di imprevisti, connessi all'innovativo utilizzo di armi mai comparse prima, come la micidiale mitragliatrice, rese necessario il ricorso al trinceramento delle truppe, procedimento che 
consentiva di limitare la perdita di vite umane, "rivelatasi subito di una consistenza inaudi-
ta", e che costituiva anche un ostacolo alla progressione nemica. Inoltre la trincea permet-
teva d'avere basi di partenza per le offensive il più vicino possibile alle linee avversarie.
L'IMPIEGO generalizzato del trinceramento , continua Vaccarezza, "scompaginò d'un tratto
concetti tattici secolari e impose una nuova fisionomia al combattimento terrestre: la guer-
ra di trincea".  E annota che la mitragliatrice  fu l'arma  che caratterizzè  il primo conflitto 
mondiale: il suo fuoco consentiva a pochi pezzi ben dislocati di annientare schiere di assa-
litori. Benito Mussolini la definì "motocicletta della morte".  Per proteggersi il più possi-
bile dalla nuova devastante arma, e dallo scoppio di granate e altri ordigni, fu necessario 
scavare fossati  di circa  due metri di profondità, di varia larghezza, camuffando l'orlo  di
questi "corridoi" con vari materiali, in modo da renderli insospettabili all'avvicinarsi del 
nemico., consentendo così azioni a sorpresa, ma anche per adattarli al controllo del terre-
no circostante senza far esporre i militari. 
RETICOLATI di filo spinato venivano stesi nella parte anteriore e sui fianchi delle trincee,
a costituire una sorta di muro di difesa contro eventuali assalitori.   Scrive Vaccarezza 
che "ben presto i grovigli di reticolati costituirono un elemento preponderante del pa-
norama di trincea". All'interno dei fossati venivano ricavati ricoveri  e  nicchie dove i
soldati trovavano rifugio. La trincea diventava così  una serie di ambienti  di varie di-
mensioni con coperture di fortuna, costituite da travi di legno e ferro e strati di terra
compressa per renderli resistenti alle deflagrazioni. Strati di tela catramata o gomma-
ta servivano a riparare dalle infiltrazioni d'acqua. Successivamente queste costruzioni
si trasformeranno in molti tratti in campi trincerati con costruzioni in cemento armato,
postazioni per mitragliatrici, pozzi, posti di osservazione avanzati, ricoveri blindati  in 
caverna. "E tutt'intorno un reticolato di filo spinato, steso a siepe, a tappeto, in avval-
lamenti del terreno, su cavalli di frisia, a matasse lente e, quando possibile, percorso
da corrente ad alta tensione".

Il TERRENO dei combattimenti presentava enormi difficoltà materiali che faceva
del nostro fronte il più aspro in Europa, fa presente Vaccarezza.  L'ascia, il piccone 
e il badile diventano attrezzi indispensabili per il combattente. La lunga linea trince-
rata andava  dallo Stelvio  al mare, descrivendo due grandi anse, più o meno corri-
spondenti al confine politico, a sud del trentino e a nord della Carnia.    Durante le
stagioni piovose, ricorda lo storico, il fondo della trincea si trasformava in una poz-
zanghera melmosa.  I tavolati  che venivano sistemati  sul pavimento  erano quasi
inutili perchè l'acqua scorreva  da cento rigagnoli  sulle pareti, invadeva continua-
mente la trincea e il drenaggio si rivelava impossibile.  Molte trincee si trasforma-
rono presto in luoghi mefitici che, nonostante le continue disinfezioni, costituirono
l'ambiente ideale per l'insorgere e il diffondersi di gravi malattie infettive".
La VITA  in trincea scorreva in modo monotono, tra due muraglie, mentre all'e-
sterno c'era quasi sempre una distesa brulla, punteggiata  di cadaveri insepolti e 
di detriti di ogni genere. "L'ozio forzato, la ripetitività delle incombenze quotidia-
ne, la tensione  per gli attacchi  improvvisi del nemico, erano tutte cause  di una
generale depressione, che provocava tra i soldati una sorta di apatia collettiva",
annota Vaccarezza, "che rendeva tollerabile vivere in mezzo ai cadaveri e alla 
sporcizia. L'incombenza più frequente era  la riparazione delle trincee  dopo gli
assalti che spesso distruggevano tutto".   Tutto questo tra un bombardamento
nemico e un assalto. A confortre un pò gli animi era il cameratismo che permet-
teva ai soldati di condividere paure e speranze, e lo scambio  di lettere  con  le
 famiglie, che manteneva saldo il rapporto con la realtà degli affetti e della vita
"normale". A mitigare il senso di vuoto c'erano anche i giornali di trincea, con
le loro vignette satiriche che per qualche istante regalavano pillole di buonumo-
re. Un dono raro in un ambiente dominato dalla sofferenza e dalla paura.


LA MORTE era una compagna abituale dei soldati. Al termine delle azioni belliche,
i militari facevano il conto dei commilitoni rimasti uccisi e di quelli finiti all'ospedale
da campo. "I più vicini il soldato li aveva visti cadere, ne aveva visto le ferite, sen-
tito le grida, li aveva visti giacere immobili", annota lo storico.  "Di notte li aveva
calpestati, correndo all'impazzata. Degli altri se ne parlava nel reparto, a livello di
cifre.   Molti dei caduti  non potevano  essere rimossi dalla "terra di nessuno", lo 
spazio che si trovava tra opposte trincee. I cadaveri restavano lì a disfarsi, inizial-
mente come un macabro monito, poi quasi privi di significato negativo, quasi parte 
integrante del panorama di guerra, con i sassi, le bombe inesplose  ed  il groviglio 
di reticolati dove a volte restavano impigliati i corpi. E intorno un tanfo pestilenzia-
le che si attaccava ai vestiti". Cimiteri improvvisati con centinaia di croci bianche
si formavano ovunque mentre lo spettro delle ferite  e  dei cadaveri creava assue-
fazione anche ai peggiori spettacoli.

Continua... to be continued...
... 

giovedì 16 aprile 2015

Istruzione - Francia / Università: lingue classiche a rischio

16 aprile '15 - giovedì                  16th April / Thursday                       visione post - 7

Riduzione delle ore di lingue classiche ai licei francesi
LA SORBONA GUIDA LE PROTESTE: "Giù le mani
da latino e greco", e tutti gli studenti contro il ministro.

(da "La Stampa" - 11/04/2015 -  il caso / Paolo Levi  da Parigi)
"Giù le mani da latino e greco": nella Francia abbonata alle proteste contro i tentativi
di riforma si aggiunge anche quella di un folto gruppo di prof, intellettuali e studenti, sul
piede di guerra per l'ultima pazza idea della ministra dell'Istruzione Najat Vallaud-Belka-
cem - pupilla del presidente Francois Hollande - che intende ridurre le ore di latino e gre-
co nelle scuole superiori diluendone l'insegnamento in corsi pluridisciplinari di taglio più
storico.  -  Nell'anfiteatro della Sorbona, l'antica università parigina nel cuore della rive 
gauche, un centinaio di persone si sono aggiunte  al coro di proteste  per chiedere al go-
verno di non "uccidere" le lingue antiche. Tra loro, pesi massimi del mondo intellettuale
come ol filosofo Regis Debray che denuncia "la miopia della classe dirigente" e il tenta-
tivo di "sostituire i verbi con i numeri". Messaggio simile a quello espresso qualche gior-
no prima da Elizabeth Antébi, organizzatrice del Festival europeo di latino e greco all'Ecole
normale supérieure di Lione. "Nel momento in cui lottiamo contro individui  che distruggo-
no le opere della memoria - ha avvertito riferendosi alle azioni dei fondamentalisti islamici
dell'Isis nel museo di Mosul - ci stiamo massacrando da soli".
Secondo il testo di riforma del governo socialista, le opzioni di latino  e  greco verranno
sostituite da insegnamenti pratici interdisciplinari (Epi), tra cui "lingue e cultureb dell'an-
tichità". Vicina ai manifestanti, anche Aurélie Filippetti, l'ex ministra della Cultura nonchè
stella della "sinistra frondista" che ha abbandonato il governo dopo la svolta social-libera-
le voluta da Hollande. Agli esperti del ministero  che bollano  l'insegnamento  di Omero  e
Catullo come "elitista", gli alfieri del classicismo ricordano che oggi, nelle scuole superiori
di Francia, a scegliere opzioni di latino e greco sono ancora 520.000 studenti. "Elitista sarà
piuttosto l'inglese, riservato a chi può permettersi viaggi studio all'estero, davanti  a  latino 
e greco siamo tutti uguali, puntualizzano i manifestanti: "Non sarà certo il primo progetto di
riforma che getteremo nel cestino della storia".

Lucianone 

martedì 14 aprile 2015

Sport - calcio / Serie B - 35^ giornata - classifica aggiornata

14 aprile '15 - martedì           14th April    2/ Tuesday                  visione post - 7

Il posticipo di Lunedì 13 aprile:
Perugia   2
Varese    0
Nuova Classifica
Carpi   71   /   Bologna   58   /   Frosinone   57   /   Vicenza   56   /   Perugia   53
Avellino   52   /   Livorno   51   /   Spezia   50   /   Pescara   48   /   Lanciano   47
Bari   45   /   Ternana   43   /   Modena, Trapani   42   /   Catania, Latina   41
Crotone, Pro Vercelli, Entella   40   /   Cittadella   39   /   Brescia   32  /   Varese   28



C o m m e n t o

CIBO / economia - Il problema latte in Italia

15 aprile '15 / mercoledì             15th April / Wednesday                         visione post - 6

(da la Repubblica - 7 febbraio 2015 -  di Carlo Petrini)

QUALE  LATTE BERREMO
Il futuro del latte vaccino non è mai stato tanto incerto  in questo Paese  dopo che
quasi l'argomento era passato nel dimenticatoio, una volta finiti gli anni  ruggenti 
della vacca Ercolina e della contestazione del sistema della produzione contingenta-
ta.  Adesso ci siamo:  il primo aprile 2015   sarà finito  il regime, ormai trentennale, 
delle quote.  Nel frattempo l'Italia non è riuscita  a chiudere la partita degli irridu-
cibili, che volevano affermato  il principio  secondo cui  si deve produrre quanto si
vuole (o meglio: quanto si può), lasciando che il mercato decida chi ce la può fare
e chi no.  -  Una grande catena di supermercati ha appena iniziato un battage pub-
blicitario per spiegare che il suo latte è solo italiano  e viene pagato alle stalle 38
centesimi per litro. Pensate: il latte che fresco non si vende nei supermercati a me-
no di un euro e venti, si propaganda dicendo che  all'allevatore  è pagato meno di 
40 centesimi. Equesta pubblicità si basa sul fatto che già oggi, il latte comunitario
ungherese è proposto ai nostri casari  e  ai nostri imbottigliatori di latte ben  al di 
sotto dei 30 centesimi.
In che mondo viviamo. Chi produce un alimento tanto prezioso non ha diritto che 
a un terzo del suo prezzo finale (nella migliore delle ipotesi)  e  da parte del Paese 
si guarda per lo più incuranti  al tracollo  di un sistema zootecnico che è pieno di 
punti deboli, ma non è qualcosa che si può liquidare come si chiude una discote-
ca perchè la gente non ci balla più. -  Il LATTE è fra i modi più razionali  di tra-
sformare in energia per la vita le fonti vegetali ricche di cellulosa, altrimenti in-
digeribili per l'uomo. Esso ha stratificato culture, reso protagoniste di tradizioni
locali razza bovine diverse e peculiari dei cento paesaggi di questo Paese. Da esso
infine traiamo una varietà di produzioni dai nomi affascinanti, dalle forme varia-
bili e dai gusti incomparabilmente diversi che è il nostro patrimonio caseario.
Se il latte per fare i formaggi nati sulle pendici delle nostre montagne verrà dalla
pianura ungherese, non sarà solo una questione di DOP e IGP italiane a rischio.
Sarà molto di più. Sarà il suicidio di un patrimonio culturale gastronomico.
Guardo con attenzione alle azioni che il ministro Martina ha messo in campo, af-
finchè  la qualità italiana  venga  ricompensata, riconoscendo così, attraverso il
prezzo , un sostegno non irriguardoso alla produzione lattiero.casearia dell'Italia.
Ma sono convinto che senza l'acquisizione di una diversa consapevolezza da parte
dei consumatori, orientati e messi finalmente in condizione di consumare latte mi-
gliore, italiano certo, ma non solo, si< il necessario strumento , sul lungo periodo,
per la salvezza di questo alimento prezioso e straordinariamente significativo.

Lucianone 

sabato 11 aprile 2015

Sport - calcio / Serie B - 35^ giornata - 2014(15

12 aprile - domenica             12th April / Sunday                             visione post - 9

Risultati delle partite
Vicenza    1     Bari         1     Brescia    1     Catania   4     Cittadella   0     Frosinone   2
Avellino   0     Crotone   1     Bologna   1     Trapani   1     Carpi          1     Pescara      1

Modena   2     Pro Vercelli    3    Spezia      0      Lanciano   1     Perugia      
Entella     0     Livorno          3     Ternana   1      Latina       1      Varese   (lunedì sera)    

Classifica
CARPI   71   /   Bologna   57   /   Vicenza   56   /   Frosinone   54   /   Avellino   52   /
Livorno   51   /   Perugia, Spezia   50   /   Pescara   48   /   Lanciano   47   /   Bari   45   /
Ternana   43   /   Modena, Trapani   42   /   Latina, Catania   41   /   Crotone, Pro >
Vercelli, Entella   40   Cittadella   39   /   Brescia   32   /   Varese   28
Perugia e Varese
una partita in meno




Continua... to be continued...