5 ottobre 2012 - venerdì - 5th October / Friday visioni post - 5
La prima sfida televisiva per la corsa alla Casa Bianca
è stata vinta da Mitt Romney
(che risale nei sondaggi di 2 punti)
Il duello in diretta tv:
Obama non convince - Romney fa il moderato
con grinta e lo mette ko - Il repubblicano spiazza
il presidente e risale subito nei sondaggi
Le frasi di Obama >>>>>>>
Sul Deficit
"Romney vuole tagliare 5.000 miliardi di tasse aggiungendone
2.000 in spese militari: l'unicomodo è scaricando i costi sul ceto
medio".
E' stato poco incisivo e solo dopo ha trovato la frase
giusta: 'Per fare il Presidente serve dire la verità
Sulle Tasse
"Per Romney ci sono miliardari che finiscono nella sua
definizione di piccoli imprenditori. Per lui Donald Trump
è un piccolo imprenditore".
E' stato troppo fair.play - Obama non ha accennato
all'elusione fiscale di Romney che paga solo il 14%
di tasse contro il 35% del ceto medio
Sul Lavoro
"Ho ereditato la crisi più grave dalla Grande Depressione,
eppure ho recuoerato 5 milioni di posti di lavoro e salvato
l'industria dell'auto".
E' stato un passaggio cruciale, che può aiutare il
Presidente in Ohio, Stato in bilico con forte presenza
dell'industria di auto
Sulla Sanità
"Romney trasformerà il Medicare in voucher da spendere
prdesso le assicurazioni private. Molti anziani faranno la
fine di mia nonna".
Vantaggio al Presidente - vantaggio prezioso in Florida
vista l'alta presenza di pensionati. Raro passaggio in cui
ha evocato una vicenda umana personale.
Le frasi di Romney >>>>>>>
Deficit
"Presidente, ha promesso di dimezzare il deficit, ma lo
ha raddoppiato. io non spenderò soldi che dobbiamo
chiedere in prestito alla Cina".
Efficace e convincente - perchè il debito pubblico è la
seconda emergenza per gli americani dopo la disoccu-
pazione.
Tasse
"Ridurre le tasse alle imprese vuol dire creare occupazione.
Obama le vuole aumentare. Io non ridurrò le tasse sui ric-
chi ma sul ceto medio".
Promessa rischiosa - ma funziona sempre, la promessa di
ridurre il prelievo fiscale; Bush iniziò così a rovinare il
bilancio in pareggio di Clinton.
Lavoro
"Abbiamo 23 milioni di disoccupati, 47 miulioni ricevono
buoni-pasto dall'assistenza pubblica. Io creerò 12 milioni
di posti di lavoro".
Affondo efficace - la situazione economica attuale è il tallone
d'Achille di Obama, quindi attacco efficace.
Energia
"Raddoppierò i permessi di trivellazione sui terreni demaniali.
Amo anche il carbone. Obama ha sprecato miliardi in sussidi
ad aziende green".
Con i petrolieri - il fatto che queste siano le posizioni della
lobby petrolifera non le rende impopolari negli Stati Uniti.
LE PAGELLE di...
Lavoro (Michael Spence) 6,5 > Obama 6,5 > Romney
Nessuno dei due ha spiegato bene cosa intende fare contro la
disoccupazione. La ricetta di Romney è di sostituire con qual-
cos'altro (ma con cosa non l'ha detto) la riforma sanitaria, e
quella di Obama di continuare con il risanamento finanziario.
Entrambi hanno cercato di dimostrare che vogliono creare le
condizioni di solidità per politiche di sviluppo. Ma non hanno
affatto convinto. Anche la spending review sulle spese gover-
native (non sulla difesa, ha specificato Romney) è confusa.
Tasse (Robert Engle) 7 > Obama 5,5 > Romney
Dietro l'exploit di Romney c'è pochissimo, direi nulla. Sui
contenuti siamo a zero. Sulle tasse ha compiuto un passo
verso la middle class, ma insieme al suo maxi.piano da 5 mi-
liardi di tagli ha confermato il pareggio di bilancio come
obiettivo senza spiegare come sarà raggiunto.
Continua...to be continued...
DI TUTTO e di PIU Ambiente / Appuntamenti / Arte / / Cibo-cucina / Commenti / Cultura / Curiosità-comicità / Dossier / Economia-Finanza / Fotografia / Inchiesta / Intervista / Istruzione / Lavoro / Lettere / Libri / Medicina / Motori / Musica / Natura / Opinione del Giovedì / Personaggi / Psicologia / Reportage / Riflessioni-Idee / Salute / Scienze / Società-Politica / Spettacoli (cinema/tv) / Sport / Stampa-giornali / Storie / Tecnologia-Internet / Ultime notizie / Viaggi
venerdì 5 ottobre 2012
Ultime notizie - Italia e Mondo / con commenti e video
5 ottobre 2012 - venerdì 5th October / Friday visualizzazioni - 34. 303
visioni post - 11
Economia - Italia
Fisco: raddoppiato in cinque anni
il recupero delle somme evase
visioni post - 11
Economia - Italia
Fisco: raddoppiato in cinque anni
il recupero delle somme evase
Nel 2011 scovati trenta miliardi sottratti all’erario: positivo il 95
per centro dei controlli eseguiti
per centro dei controlli eseguiti
Con il contrasto all’evasione nel 2011 sono stati recuperati 12,7 miliardi (sia attraverso iscrizioni a ruolo di tributi definitivamente accertati sia attraverso l’adempimento spontaneo dei contribuenti). Si tratta di un incremento del 15,5% rispetto all’anno precedente (11 mld). Ma se si considerano gli ultimi cinque anni il recupero delle somme evase risulta «sostanzialmente raddoppiato». Nel 2007 il recupero era stato di 6,4 miliardi Lo scrive il Tesoro in una relazione al Parlamento.
I controlli fiscali - sempre secondo i dati forniti al Parlamento - non sbagliano un colpo. Sono positivi al 100% (in media al 95%). Quelli più precisi sono gli “Accertamenti di atti e dichiarazioni soggetti a registrazione” (100%). I meno “mirati” gli ”Accertamenti parziali automatizzati”, comunque al 91%.
Il numero degli accertamenti fiscali è rimasto più o meno invariato nel 2011 (756.186 controlli) ma è aumentata la maggior imposta accertata: 30,8 miliardi, cioè il 9,3% in più. Merito anche dell’ «elevato livello di positività dei controlli eseguiti, pari al 95% del totale».
Cronache del giorno - Italia
Studenti in piazza da Milano a Palermo. Alta tensione e tafferugli con la polizia. Quindici fermati e cinque feriti a Torino
Esteri - CUBA
Arrestata Yoani Sanchez, la blogger che sfida il castrismoI controlli fiscali - sempre secondo i dati forniti al Parlamento - non sbagliano un colpo. Sono positivi al 100% (in media al 95%). Quelli più precisi sono gli “Accertamenti di atti e dichiarazioni soggetti a registrazione” (100%). I meno “mirati” gli ”Accertamenti parziali automatizzati”, comunque al 91%.
Il numero degli accertamenti fiscali è rimasto più o meno invariato nel 2011 (756.186 controlli) ma è aumentata la maggior imposta accertata: 30,8 miliardi, cioè il 9,3% in più. Merito anche dell’ «elevato livello di positività dei controlli eseguiti, pari al 95% del totale».
Cronache del giorno - Italia
Studenti in piazza da Milano a Palermo. Alta tensione e tafferugli con la polizia. Quindici fermati e cinque feriti a Torino
Esplode la protesta contro i tagli
e contro il Ddl Profumo.
Manifestazioni da Nord a Sud Traffico in tilt nella capitale per diversi cortei che sfilano in centro
A porta Portese “Trascinati e picchiati dalle forze dell’ordine”
e contro il Ddl Profumo.
Manifestazioni da Nord a Sud Traffico in tilt nella capitale per diversi cortei che sfilano in centro
A porta Portese “Trascinati e picchiati dalle forze dell’ordine”
Scontri e tensione con le forze dell’ordine, traffico in tilt nei centri cittadini da Palermo a Milano. Sono ripartite stamane le proteste degli studenti, le prime del nuovo anno scolastico. Gli studenti medi si sono riuniti contro il Ddl Profumo, la crisi e i tagli che coinvolgono anche l’istruzione. Ma anche contro la casta politica, e a Milano slogan e striscioni prendono di mira pure le banche. A Torino episodi di scontri con le forze dell’ordine.
Cinque studenti sono rimasti feriti o contusi. La polizia ha fermato 15 manifestanti, tra cui gli stessi contusi per identificarli. A Roma scontri a Porta Portese e blitz anti- Monti sull’altare della Patria, a Milano cariche davanti alla Regione, a Palermo rogo di tessere elettorali. Nella capitale gli studenti protestano dicendo che le forze dell’ordine li hanno
trascinati per terra, picchiati e minacciati con un manganello puntato alla gola. A denunciare quanto accaduto questa mattina durante i tafferugli con le forze dell’ordine a Porta Portese sono gli stessi studenti che stanno ancora manifestando nella capitale. Sempre a Roma il traffico in centro è andato in tilt : gli studenti si sono concentrati davanti alle proprie scuole e di qui hanno raggiunto il punto di incontro, in alcuni casi anche con cortei spontanei, per poi dirigersi verso il Miur.
Scontri a Torino, 5 feriti e 15 fermati
Momenti di tensione fra studenti e forze dell’ordine in centro a Torino. Cinque studenti sono rimasti contusi nel corso dell’azione di dispersione del corteo in via XX Settembre. Per uno di loro, che ha riportato una ferita lacero-contusa alla testa, è stato necessario l’intervento dell’ambulanza. La polizia ha fermato 15 manifestanti, tra cui gli stessi contusi,per identificarli. D opo il lancio di uova e di vernice, bottiglie e bastoni all’indirizzo delle forze dell’ordine che stavano presidiando via Bertola impedendo il passaggio del corteo che poco prima era stato deviato dal percorso comunicato, gli agenti hanno risposto con alcune di cariche, a seguito delle quali i manifestanti si sono sparpagliati nelle vie limitrofe. Poi un gruppo di studenti si è radunato sotto Palazzo Civico con slogan contro il sindaco Fassino e a protezione del Comune le forze dell’ordine.
Fumogeni, cariche e volantini a Milano
Corteo a Milano contro «il progetto di privatizzazione e la politica dell’istruzione pubblica del Governo». Lo slogan della manifestazione è: «No ddl Profumo, fuori banche e aziende dalle scuole, saperi per tutti, privilegi per nessuno». Momenti di tensione a Milano quando un troncone del corteo degli studenti milanesi si è diretto verso la sede della Regione Lombardia. All’altezza di Melchiorre Gioia, i manifestanti che avevano in testa i caschi hanno iniziato a lanciare alcune uova, sassi, e fumogeni e poi hanno cercato di sfondare il cordone delle forze dell’ordine per arrivare al nuovo palazzo della Lombardia. A questo punto è partita la carica di alleggerimento. Il corteo si è poi diretto verso viale Tunisia.
Sempre a MIlano alcuni fumogeni sono stati lanciati di fronte alla Sede Siae, e scritte e volantini sono stati apposti sulle vetrine di una banca durante il corteo degli studenti delle scuole superiori e delle Università a Milano, indetto contro «il progetto di privatizzazione e la politica dell’istruzione pubblica del Governo». Il corteo è partito poco prima delle 10 da Largo Cairoli diretto verso il centro della città: lo slogan, ripreso anche dal volantino affisso dappertutto, è «No ddl Profumo, fuori banche e aziende dalle scuole, saperi per tutti, privilegi per nessuno». L’iniziativa - alla quale stanno prendendo parte secondo gli organizzatori oltre 500 giovani - è del coordinamento dei collettivi studenteschi. I ragazzi sono prima andati di fronte alla sede Siae, la società per i diritti d’autore, poi all’angolo con via Mercato, hanno riempito di scritte e volantini l’agenzia Intesa Sanpaolo. L’intera zona è stata isolata dalle forze dell’ordine: si è visto passare più volte anche un elicottero per controllare la situazione. Di conseguenza in parti del centro di Milano il traffico è andato in tilt..
Roma paralizzata dai cortei, “Monti Vampiro” sull’Altare della Patria
Momenti di alta tensione a Porta Portese dove centinaia di studenti dei licei romani hanno cercato di sfondare un cordone della polizia che bloccava via Portuense. Gli agenti di polizia hanno difeso il presidio rispondendo all’attacco degli studenti. Blitz degli studenti del Blocco studentesco da un balcone sovrastante l’altare della Patria a Roma. Una gigantografia di Monti in `versione vampiro´ con la scritta «baroni» è stata esposta dai ragazzi su uno striscione calato dal tetto al di sopra delle colonne dell’altare, da un balcone del museo Vittoriano che affaccia su piazza Venezia.
A Roma diversi cortei di studenti dei licei sono sfilati in alcune vie della capitale per raggiungere Porta San Paolo, e poi il Ministero dell’Istruzione. Numerose sono le scuole che hanno partecipato alle assemblee di costruzione di questo corteo e che si sono ritrovati in piazza: Virgilio, Visconti, Colonna, Morgagni, Kennedy, Manara, Newton, Cavour. Gli studenti, che stanno protestando «contro crisi e austerità», si sono mossi in gruppi creando disagi al traffico in via della Conciliazione, viale Trastevere, Lungotevere Ripa, piazza Belli e piazzale dei Partigiani. Cortei dalle scuole di Monteverde, Prati e dal liceo Virgilio. «Le linee bus 23, 280 e 125 - informa l’Agenzia per la Mobilità di Roma - sono rallentate a causa del corteo degli studenti in corso sul Lungotevere Ripa. Gli studenti si dirigono al momento a Porta San Paolo Piramide Cestia». La Polizia locale di Roma Capitale sta intervenendo nelle diverse zone: sul posto sono state inviate per ora 22 pattuglie.
Palermo
Un lungo serpentone formato dagli studenti di gran parte degli istituti superiori palermitani ha attraversato la città. Durante tutto il corteo cori e cartelli contro il governo Monti. «Siete bravi solo a tagliare»; «la riforma fatela davvero libri di testo a costo zero» alcuni degli slogan più gettonati. Ma la sorpresa arriva a conclusione della manifestazione, davanti la sede della presidenza della regione, quando tra l’applauso dei migliaia di studenti sono state bruciate un centinaio di tessere elettorali sotto lo striscione «nessuna fiducia nella casta».
«È Il nostro modo di dire la nostra sulle elezioni regionali - dichiara Bianca Giammanco, studentessa del liceo Umberto I ed esponente del Coordinamento studenti Medi - ennesima vuota passerella di politici che andrà a riscaldare le poltrone del parlamento regionale senza produrre altro che tagli per il mondo della formazione e sacrifici per i più deboli, mentre per loro aumenteranno sempre privilegi e vitalizi».
«Molti di noi - continua Giammanco - quest’anno per la prima volta saranno chiamati ad esprimere un voto per le elezioni siciliane . Ecco allora il nostro modo di fare capire che se ne devono andare tutti a casa perché la crisi hanno contribuito a crearla loro politici di tutti i colori. Bisogna rimettere al centro la scuola e invitiamo non solo gli studenti che lo hanno fatto oggi ma tutti i siciliani a scendere in piazza per bloccare l’austerità e le politiche di rigore».
Scontri nel corteo di Torino: poliziotto che carica e manganella
uno studente
Cinque studenti sono rimasti feriti o contusi. La polizia ha fermato 15 manifestanti, tra cui gli stessi contusi per identificarli. A Roma scontri a Porta Portese e blitz anti- Monti sull’altare della Patria, a Milano cariche davanti alla Regione, a Palermo rogo di tessere elettorali. Nella capitale gli studenti protestano dicendo che le forze dell’ordine li hanno
trascinati per terra, picchiati e minacciati con un manganello puntato alla gola. A denunciare quanto accaduto questa mattina durante i tafferugli con le forze dell’ordine a Porta Portese sono gli stessi studenti che stanno ancora manifestando nella capitale. Sempre a Roma il traffico in centro è andato in tilt : gli studenti si sono concentrati davanti alle proprie scuole e di qui hanno raggiunto il punto di incontro, in alcuni casi anche con cortei spontanei, per poi dirigersi verso il Miur.
Scontri a Torino, 5 feriti e 15 fermati
Momenti di tensione fra studenti e forze dell’ordine in centro a Torino. Cinque studenti sono rimasti contusi nel corso dell’azione di dispersione del corteo in via XX Settembre. Per uno di loro, che ha riportato una ferita lacero-contusa alla testa, è stato necessario l’intervento dell’ambulanza. La polizia ha fermato 15 manifestanti, tra cui gli stessi contusi,per identificarli. D opo il lancio di uova e di vernice, bottiglie e bastoni all’indirizzo delle forze dell’ordine che stavano presidiando via Bertola impedendo il passaggio del corteo che poco prima era stato deviato dal percorso comunicato, gli agenti hanno risposto con alcune di cariche, a seguito delle quali i manifestanti si sono sparpagliati nelle vie limitrofe. Poi un gruppo di studenti si è radunato sotto Palazzo Civico con slogan contro il sindaco Fassino e a protezione del Comune le forze dell’ordine.
Fumogeni, cariche e volantini a Milano
Corteo a Milano contro «il progetto di privatizzazione e la politica dell’istruzione pubblica del Governo». Lo slogan della manifestazione è: «No ddl Profumo, fuori banche e aziende dalle scuole, saperi per tutti, privilegi per nessuno». Momenti di tensione a Milano quando un troncone del corteo degli studenti milanesi si è diretto verso la sede della Regione Lombardia. All’altezza di Melchiorre Gioia, i manifestanti che avevano in testa i caschi hanno iniziato a lanciare alcune uova, sassi, e fumogeni e poi hanno cercato di sfondare il cordone delle forze dell’ordine per arrivare al nuovo palazzo della Lombardia. A questo punto è partita la carica di alleggerimento. Il corteo si è poi diretto verso viale Tunisia.
Sempre a MIlano alcuni fumogeni sono stati lanciati di fronte alla Sede Siae, e scritte e volantini sono stati apposti sulle vetrine di una banca durante il corteo degli studenti delle scuole superiori e delle Università a Milano, indetto contro «il progetto di privatizzazione e la politica dell’istruzione pubblica del Governo». Il corteo è partito poco prima delle 10 da Largo Cairoli diretto verso il centro della città: lo slogan, ripreso anche dal volantino affisso dappertutto, è «No ddl Profumo, fuori banche e aziende dalle scuole, saperi per tutti, privilegi per nessuno». L’iniziativa - alla quale stanno prendendo parte secondo gli organizzatori oltre 500 giovani - è del coordinamento dei collettivi studenteschi. I ragazzi sono prima andati di fronte alla sede Siae, la società per i diritti d’autore, poi all’angolo con via Mercato, hanno riempito di scritte e volantini l’agenzia Intesa Sanpaolo. L’intera zona è stata isolata dalle forze dell’ordine: si è visto passare più volte anche un elicottero per controllare la situazione. Di conseguenza in parti del centro di Milano il traffico è andato in tilt..
Roma paralizzata dai cortei, “Monti Vampiro” sull’Altare della Patria
Momenti di alta tensione a Porta Portese dove centinaia di studenti dei licei romani hanno cercato di sfondare un cordone della polizia che bloccava via Portuense. Gli agenti di polizia hanno difeso il presidio rispondendo all’attacco degli studenti. Blitz degli studenti del Blocco studentesco da un balcone sovrastante l’altare della Patria a Roma. Una gigantografia di Monti in `versione vampiro´ con la scritta «baroni» è stata esposta dai ragazzi su uno striscione calato dal tetto al di sopra delle colonne dell’altare, da un balcone del museo Vittoriano che affaccia su piazza Venezia.
A Roma diversi cortei di studenti dei licei sono sfilati in alcune vie della capitale per raggiungere Porta San Paolo, e poi il Ministero dell’Istruzione. Numerose sono le scuole che hanno partecipato alle assemblee di costruzione di questo corteo e che si sono ritrovati in piazza: Virgilio, Visconti, Colonna, Morgagni, Kennedy, Manara, Newton, Cavour. Gli studenti, che stanno protestando «contro crisi e austerità», si sono mossi in gruppi creando disagi al traffico in via della Conciliazione, viale Trastevere, Lungotevere Ripa, piazza Belli e piazzale dei Partigiani. Cortei dalle scuole di Monteverde, Prati e dal liceo Virgilio. «Le linee bus 23, 280 e 125 - informa l’Agenzia per la Mobilità di Roma - sono rallentate a causa del corteo degli studenti in corso sul Lungotevere Ripa. Gli studenti si dirigono al momento a Porta San Paolo Piramide Cestia». La Polizia locale di Roma Capitale sta intervenendo nelle diverse zone: sul posto sono state inviate per ora 22 pattuglie.
Palermo
Un lungo serpentone formato dagli studenti di gran parte degli istituti superiori palermitani ha attraversato la città. Durante tutto il corteo cori e cartelli contro il governo Monti. «Siete bravi solo a tagliare»; «la riforma fatela davvero libri di testo a costo zero» alcuni degli slogan più gettonati. Ma la sorpresa arriva a conclusione della manifestazione, davanti la sede della presidenza della regione, quando tra l’applauso dei migliaia di studenti sono state bruciate un centinaio di tessere elettorali sotto lo striscione «nessuna fiducia nella casta».
«È Il nostro modo di dire la nostra sulle elezioni regionali - dichiara Bianca Giammanco, studentessa del liceo Umberto I ed esponente del Coordinamento studenti Medi - ennesima vuota passerella di politici che andrà a riscaldare le poltrone del parlamento regionale senza produrre altro che tagli per il mondo della formazione e sacrifici per i più deboli, mentre per loro aumenteranno sempre privilegi e vitalizi».
«Molti di noi - continua Giammanco - quest’anno per la prima volta saranno chiamati ad esprimere un voto per le elezioni siciliane . Ecco allora il nostro modo di fare capire che se ne devono andare tutti a casa perché la crisi hanno contribuito a crearla loro politici di tutti i colori. Bisogna rimettere al centro la scuola e invitiamo non solo gli studenti che lo hanno fatto oggi ma tutti i siciliani a scendere in piazza per bloccare l’austerità e le politiche di rigore».
Scontri nel corteo di Torino: poliziotto che carica e manganella
uno studente
Proteste, tafferugli e disagi al traffico: «La scuola è nostra». Fumogeni e cariche a Milano. A Roma blitz all’Altare della Patria. Sotto la Mole scattano i fermi. Nel mirino dei collettivi in primo luogo i tagli e le banche
Foto: nelle città / Video (lo Stato manda i poliziotti a caricare chi protesta:
questa non è più democrazia!)
Commento di Lucianone
Era già accaduto alcuni mesi fa (in estate credo, cercherò data e notizia precise)
che i poliziotti caricassero in modo selvaggio manifestanti sardi sbarcati a Roma
dal traghetto, e poi fatti rispedire sempre in modo 'selvaggio' cioè violento, ai lo-
ro paesi e alla loro isola, senza che nessuno (Stato e di conseguenza politici) pren-
dessero in considerazione le loro rivendicazioni-proteste. Oggi a Torino, come in
tante altre città italiane le proteste (senza presenza di blac block o di frange vio-
lente) degli studenti dei diversi gradi di istituto sono stati caricati in modo barba-
ro-selvaggio, sono cioè stati pestati a sangue. Sono chiare/inequivocabili le imma
gini sui videi di youReporter- Guardatele" E chiedetevi se nella Totino del sinda-
co Fassino esiste la parola "libertà di manifestare", "libertà di contestare", "li
bertà di far sentire il proprio dissenso" su un sistema politico italiano fallito, su
una classe dirigente corrotta, al tramonto, ma che non vuol mollare, ma continua-
a mangiare, a truffare, a mandare questo Paese in rovina.
Foto: nelle città / Video (lo Stato manda i poliziotti a caricare chi protesta:
questa non è più democrazia!)
Commento di Lucianone
Era già accaduto alcuni mesi fa (in estate credo, cercherò data e notizia precise)
che i poliziotti caricassero in modo selvaggio manifestanti sardi sbarcati a Roma
dal traghetto, e poi fatti rispedire sempre in modo 'selvaggio' cioè violento, ai lo-
ro paesi e alla loro isola, senza che nessuno (Stato e di conseguenza politici) pren-
dessero in considerazione le loro rivendicazioni-proteste. Oggi a Torino, come in
tante altre città italiane le proteste (senza presenza di blac block o di frange vio-
lente) degli studenti dei diversi gradi di istituto sono stati caricati in modo barba-
ro-selvaggio, sono cioè stati pestati a sangue. Sono chiare/inequivocabili le imma
gini sui videi di youReporter- Guardatele" E chiedetevi se nella Totino del sinda-
co Fassino esiste la parola "libertà di manifestare", "libertà di contestare", "li
bertà di far sentire il proprio dissenso" su un sistema politico italiano fallito, su
una classe dirigente corrotta, al tramonto, ma che non vuol mollare, ma continua-
a mangiare, a truffare, a mandare questo Paese in rovina.
Esteri - CUBA
L’attivista in manette insieme al marito per aver cercato di partecipare all’udienza contro lo spagnolo Carromero, accusato della morte di Payà, l’oppositore scomparso in un incidente d’auto nel luglio scorso.
Lucianone
La blogger fermata a Bayamo insieme al marito Reinaldo Escobar per aver cercato
di assistere al processo contro lo spagnolo Ángel Carromero Poi trasferiti all’Avana.
In manette anche Fariñas, che poi è stato rilasciato.
Gli ultimi tweet
Gli ultimi tweet postati da Yoani Sanchez sulla sua pagina raccontano il viaggio dall’Avana verso Bayamo, includendo la notizia dell’arresto di Guillermo Farinas, un altro dei volti più noti dell’opposizione al governo dell’isola.
«Mi informano che Farinas è stato arrestato. Non ho altri dettagli. La copertura dei cellulari sulla strada è pessima», poco prima del suo tweet finale (segnato come trasmesso oltre 18 ore fa) nel quale Sanchez osservava, includendo una foto, i «chilometri e chilometri di marabu», una pianta invasiva considerata una piaga a Cuba, che vedeva dal suo finestrino.
«Verso est, la situazione epidemiologica si deteriora, Poliziotti ci fermano a Camaguey per fumigare la macchina», racconta la blogger e tre ore dopo aggiunge «ci fermano un’altra volta per fumigare la macchina. Chiedo al poliziotto se è per il dengue e non mi risponde».
Società - Usa
Disoccupati ai minimi da 4 anni
di assistere al processo contro lo spagnolo Ángel Carromero Poi trasferiti all’Avana.
In manette anche Fariñas, che poi è stato rilasciato.
Gli ultimi tweet
Gli ultimi tweet postati da Yoani Sanchez sulla sua pagina raccontano il viaggio dall’Avana verso Bayamo, includendo la notizia dell’arresto di Guillermo Farinas, un altro dei volti più noti dell’opposizione al governo dell’isola.
«Mi informano che Farinas è stato arrestato. Non ho altri dettagli. La copertura dei cellulari sulla strada è pessima», poco prima del suo tweet finale (segnato come trasmesso oltre 18 ore fa) nel quale Sanchez osservava, includendo una foto, i «chilometri e chilometri di marabu», una pianta invasiva considerata una piaga a Cuba, che vedeva dal suo finestrino.
«Verso est, la situazione epidemiologica si deteriora, Poliziotti ci fermano a Camaguey per fumigare la macchina», racconta la blogger e tre ore dopo aggiunge «ci fermano un’altra volta per fumigare la macchina. Chiedo al poliziotto se è per il dengue e non mi risponde».
Società - Usa
Disoccupati ai minimi da 4 anni
Il calo della disoccupazione, secondo gli osservatori, è stato favorito dall’ottimismo che ha seguito il lancio di un nuovo piano di acquisto di bond da parte della Federal Reserve criticato dai repubblicani.
Commento di Lucianone -
Riguardo alla debacle di Obama nel duello tv con Romney, l'impressione è
che il presidente abbia perso lo smalto, la carica e probabilmente una parte
di motivazioni che lo avevano reso molto forte e poi vincente durante la pre-
parazione del suo primo mandato. Alla fiacchezza di Obama ha fatto da con-
trappeso lo stile pià sicuro, deciso di Romney che ha senz'altro avuto un ap-
poggio più concreto anche dalla moglie e dai grandi capitali finanziari che
lo vogliono al potere negli Usa e lui sente come non mai questi decisi appoggi.
(Leggere e vedere ulteriori commenti e informazioni
nel prossimo post su 'Politica - Esteri / Usa: la corsa alla Casa Bianca')
Commento di Lucianone -
Riguardo alla debacle di Obama nel duello tv con Romney, l'impressione è
che il presidente abbia perso lo smalto, la carica e probabilmente una parte
di motivazioni che lo avevano reso molto forte e poi vincente durante la pre-
parazione del suo primo mandato. Alla fiacchezza di Obama ha fatto da con-
trappeso lo stile pià sicuro, deciso di Romney che ha senz'altro avuto un ap-
poggio più concreto anche dalla moglie e dai grandi capitali finanziari che
lo vogliono al potere negli Usa e lui sente come non mai questi decisi appoggi.
(Leggere e vedere ulteriori commenti e informazioni
nel prossimo post su 'Politica - Esteri / Usa: la corsa alla Casa Bianca')
giovedì 4 ottobre 2012
L'Opinione del giovedì - Le due Italie
4 ottobre 2012 - giovedì 4th October / Thursday visioni post - 8
L'opinione
di Lucianone
Ci sono ormai due Italie distinte:
l'Italia sana e l'Italia malata
Ormai è un dato di fatto che in Italia, così come in buona
parte dell'Occidente, il solco tra la parte ricca della popo-
lazione e la parte povera si è sempre più allargato fino a
diventare oggi come oggi insopportabile.
L'opinione
di Lucianone
Ci sono ormai due Italie distinte:
l'Italia sana e l'Italia malata
Ormai è un dato di fatto che in Italia, così come in buona
parte dell'Occidente, il solco tra la parte ricca della popo-
lazione e la parte povera si è sempre più allargato fino a
diventare oggi come oggi insopportabile.
Lavoro - Internet / Le startup dei tempi moderni
4 ottobre 2012 - giovedì 4th October / Thursday visioni post - 12
(da 'la Repubblica' - RCLUB - 29/09/'12 - di Riccardo Luna)
Le startup salgono in cattedra
Un migliaio di presenze, una cinquantina di speaker, una diretta
web vista in tutto il mondo. Lo sbarco in Italia dell'evento organiz-
zato dalla testata americana 'TechCrunch', giovedì 27 settembre,
sarò ricordato a lungo. Non tanto per le cose che si sono dette - in
inglese - sul palco shakespeariano del Globe Theatre di Villa Bor-
ghese a Roma. Quanto per l'invasione di startupper che per tutto
il giorno hanno presentato i loro prodotti, raccontato le loro sto-
rie, trasmesso il loro entusiasmo contagioso. Una generazione mai
raccontata fino ad ora, perchè invisibile, nascosta dietro i giovani
disoccupati, quelli che cercano un posto fisso e i tantissimi che
non cercano nulla. Questa "generazione startup Italia" il lavoro
non lo aspetta ma vuole crearselo, facilitata dal fatto che Internet
consente a tutti di provare a realizzare un sogno con pochi soldi.
Il giorno prima (mercoledì) sempre a Roma, ad un evento chiamato
"Capitali Coraggiosi", più di 500 persone erano andate ad ascolta-
re Jason Best, lo sgtertupper che ha convinto Obama e il Congresso
americano ad approvare una legge che consente a chiunque di finan-
ziare una piccola azienda. "Ci sono i posti di lavoro e ci sono i posti
di lavoro giusti", ha detto Best spiegando che quelli creati dalle start-
up sono "giusti" perchè legati alla innovazione, al rischio e al talento.
Un universo differente rispetto a certe fabbriche tenute in vita solo con
aiuti di Stato.
Lucianone
(da 'la Repubblica' - RCLUB - 29/09/'12 - di Riccardo Luna)
Le startup salgono in cattedra
Un migliaio di presenze, una cinquantina di speaker, una diretta
web vista in tutto il mondo. Lo sbarco in Italia dell'evento organiz-
zato dalla testata americana 'TechCrunch', giovedì 27 settembre,
sarò ricordato a lungo. Non tanto per le cose che si sono dette - in
inglese - sul palco shakespeariano del Globe Theatre di Villa Bor-
ghese a Roma. Quanto per l'invasione di startupper che per tutto
il giorno hanno presentato i loro prodotti, raccontato le loro sto-
rie, trasmesso il loro entusiasmo contagioso. Una generazione mai
raccontata fino ad ora, perchè invisibile, nascosta dietro i giovani
disoccupati, quelli che cercano un posto fisso e i tantissimi che
non cercano nulla. Questa "generazione startup Italia" il lavoro
non lo aspetta ma vuole crearselo, facilitata dal fatto che Internet
consente a tutti di provare a realizzare un sogno con pochi soldi.
Il giorno prima (mercoledì) sempre a Roma, ad un evento chiamato
"Capitali Coraggiosi", più di 500 persone erano andate ad ascolta-
re Jason Best, lo sgtertupper che ha convinto Obama e il Congresso
americano ad approvare una legge che consente a chiunque di finan-
ziare una piccola azienda. "Ci sono i posti di lavoro e ci sono i posti
di lavoro giusti", ha detto Best spiegando che quelli creati dalle start-
up sono "giusti" perchè legati alla innovazione, al rischio e al talento.
Un universo differente rispetto a certe fabbriche tenute in vita solo con
aiuti di Stato.
Lucianone
mercoledì 3 ottobre 2012
Appuntamenti - Vintage / Musica classica (a Bergamo)
3 ottobre 2012 - mercoledì 3rd October '12 / Wednesday
visioni post - 18
IL VINTAGE
Mercante in Fiera -
La mostra di modernariato , antichità e
collezionismo, aperta sabato 29 settembre
scorso a PARMA, si concluderà il prossimo
7 ottobre (domenica).
Happy Sunday Market -
Il 7 ottobre (e ogni prima domenica del mese)
a ROMA in via Pietralata 159/a,
abiti vintage, designer emergenti, dj set e dj live.
Next Village -
Al Castello di Belgioso, PAVIA, dal 12 al 15 ottobre,
e poi in primavera: moda, mobili e accessori d'epoca..
Il Circo delle pulci -
Mercato itinerante che viaggia per l'Italia:
il 21 ottobre è a MILANO in via Maiocchi 5/7
con un workshop.
Vintage Selection
A luglio, alla Stazione Leopoldo di FIRENZE,
mostra-mercato di abbigliamento, accessori e
design vintage.
Il termine 'vintage' correntemente viene utilizzato
per oggetti fuori produzione, diventati di culto.
"Per l'abbigliamento la definizione più corretta è quella
di un abito che riflette a pieno gli standard stilistici in
voga all'epoca della sua creazione, tutto il resto è second
hand, ovvero riciclare l'abbigliamento: il pantalone del
papà tagliato che diventa bermuda per il figlio", ha così
spiegato Elisa Motterle, giornalista di moda per Condè
Nast, vintage buyer per yoox.com-
_______________________________________________________________________________
Festival Organistico Internazionale
"Città di Bergamo"
- XX edizione 2012 -
(Bergamo, candidata capitale europea della cultura 2019)
ARTISTI (dove e quando si esibiranno)
Cattedrale - Città Alta
venerdì, 5 ottobre - ore 21
Bob Van Asperen
(J.P. Sweelinck - T. Merula - G. Gabrieli - J.J. Froberger - L. Couperin - J.S. Bach - A. Soler)
Chiesa di S.Maria Immacolata delle Grazie
venerdì, 12 ottobre - ore 21
Concerto del primo premio assoluto d'improvvisazione
al 26° Concorso Internazionale di St.Albans (UK) 2011
Paul Goussot
(G.F. Haendel - J.S. Bach - W. Heider - G. Scelsi - O. Messiaen - improvvisazioni)
Cattedrale - Città Alta
sabato, 13 ottobre - dalle ore 10,30 alle 22,30
Organisti di Bergamo
(Maratona organistica, in occasione del centenario delle
Edizioni Carrara)
Chiesa di S. Alessandro della Croce in Pignolo
vernerdì, 19 ottobre - ore 21
Theo Brandmùller
(D, da Conceicào - A. Paglietti - J.S. Bach - W. Heider - G. Scelsi - O. Messiaen -
improvvisazione)
Sala Alfredo Piatti - Città Alta
martedì, 23 ottobre - ore 21
Ferruccio Bartoletti
(Improvvisazioni durante la proiezione del film muto "Metropolis" di Fritz Lang)
Cattedrale - Città Alta
venerdì, 26 ottobre - ore 21
Wolfgang Selfen
(L'arte dell'Improvvisazione)
Lucianone
visioni post - 18
IL VINTAGE
Mercante in Fiera -
La mostra di modernariato , antichità e
collezionismo, aperta sabato 29 settembre
scorso a PARMA, si concluderà il prossimo
7 ottobre (domenica).
Happy Sunday Market -
Il 7 ottobre (e ogni prima domenica del mese)
a ROMA in via Pietralata 159/a,
abiti vintage, designer emergenti, dj set e dj live.
Next Village -
Al Castello di Belgioso, PAVIA, dal 12 al 15 ottobre,
e poi in primavera: moda, mobili e accessori d'epoca..
Il Circo delle pulci -
Mercato itinerante che viaggia per l'Italia:
il 21 ottobre è a MILANO in via Maiocchi 5/7
con un workshop.
Vintage Selection
A luglio, alla Stazione Leopoldo di FIRENZE,
mostra-mercato di abbigliamento, accessori e
design vintage.
Il termine 'vintage' correntemente viene utilizzato
per oggetti fuori produzione, diventati di culto.
"Per l'abbigliamento la definizione più corretta è quella
di un abito che riflette a pieno gli standard stilistici in
voga all'epoca della sua creazione, tutto il resto è second
hand, ovvero riciclare l'abbigliamento: il pantalone del
papà tagliato che diventa bermuda per il figlio", ha così
spiegato Elisa Motterle, giornalista di moda per Condè
Nast, vintage buyer per yoox.com-
_______________________________________________________________________________
Festival Organistico Internazionale
"Città di Bergamo"
- XX edizione 2012 -
(Bergamo, candidata capitale europea della cultura 2019)
ARTISTI (dove e quando si esibiranno)
Cattedrale - Città Alta
venerdì, 5 ottobre - ore 21
Bob Van Asperen
(J.P. Sweelinck - T. Merula - G. Gabrieli - J.J. Froberger - L. Couperin - J.S. Bach - A. Soler)
Chiesa di S.Maria Immacolata delle Grazie
venerdì, 12 ottobre - ore 21
Concerto del primo premio assoluto d'improvvisazione
al 26° Concorso Internazionale di St.Albans (UK) 2011
Paul Goussot
(G.F. Haendel - J.S. Bach - W. Heider - G. Scelsi - O. Messiaen - improvvisazioni)
Cattedrale - Città Alta
sabato, 13 ottobre - dalle ore 10,30 alle 22,30
Organisti di Bergamo
(Maratona organistica, in occasione del centenario delle
Edizioni Carrara)
Chiesa di S. Alessandro della Croce in Pignolo
vernerdì, 19 ottobre - ore 21
Theo Brandmùller
(D, da Conceicào - A. Paglietti - J.S. Bach - W. Heider - G. Scelsi - O. Messiaen -
improvvisazione)
Sala Alfredo Piatti - Città Alta
martedì, 23 ottobre - ore 21
Ferruccio Bartoletti
(Improvvisazioni durante la proiezione del film muto "Metropolis" di Fritz Lang)
Cattedrale - Città Alta
venerdì, 26 ottobre - ore 21
Wolfgang Selfen
(L'arte dell'Improvvisazione)
Lucianone
martedì 2 ottobre 2012
Sport - calcio / Champions League
2 ottobre 2012 - martedì 2nd October / Tuesday visioni post - 7
Lucescu spaventa la Juve
E' un Chelsea che non perdona
Lucescu spaventa la Juve
E ora il girone si complica
Nella prima europea allo Juventus Stadium, i bianconeri pareggiano 1-1 con lo Shakhtar, autore di un'ottima prestazione. Traversa di Willian nel finale. La squadra di Conte è ora terza nel girone E, dietro Chelsea e Shakhtar
Vantaggio ucraino, poi Bonucci.
la sfida di Torino finisce 1-1
la sfida di Torino finisce 1-1
Torino,
Secondo pareggio per la Juve in Champions League. Contro lo Shakhtar Donetsk finisce 1-1 nella seconda giornata della fase a gironi. Ospiti in vantaggio al 23’ con Alex teixeira e pareggio dei bianconeri 2’ più tardi con Bonucci. Nella ripresa le occasioni non sono mancate per entrambe le squadre, ma nessuno è riuscito a concretizzare.
E' un Chelsea che non perdona
Schiantato il Nordsjaelland
Inglesi non belli ma spietati: 4-0 sul campo dei danesi. Apre Mata, poi due miracoli di Cech. Splendido raddoppio di Luiz, ancora Mata e poker di Ramires. Prima vittoria in Champions per i campioni d'Europa
- Juan Mata, 24 anni, festeggia con Oscar, 21, il gol dell'1-0. Afp
Li chiamano top player. E li pagano anche a peso d'oro. Alla fine sono loro che tolgono le castagne dal fuoco, soprattutto nelle notti in cui la squadra non brilla e dove si è appesi a due miracoli del portierone Cech. Capita alle volte, come questa sera a Copenaghen dove apre Mata (su assist delizioso di Lampard), raddoppia un favoloso David Luiz, fa tris ancora Mata. E nel finale, a giochi chiusi, cala il poker Ramires. Chelsea non bello, ma capace di schiantare 4-0 in casa un Nordsjaelland non proprio da buttare. E' la prima vittoria in questa Champions League per i campioni d'Europa.
- L'abbraccio tra Fernando Torres, Lampard e Mata, giocatori-simbolo di questo Chelsea. Afp
scuola di pensiero — In quei tre tocchi c'è la sintesi di una filosofia: il Chelsea è formidabile nel giocare sugli errori dell'avversario. Così, mentre l'effetto-camomilla di una partita decisivamente poco spettacolare sta per prendere il sopravvento, poco dopo la mezz'ora Torres è fenomenale nel rubare palla alla difesa danese. Lampard è illuminante nell'inventare l'assist per Mata, spietato nello spezzare l'equilibrio. La storia del vantaggio del Chelsea è lo specchio di un modo di concepire calcio, di una scuola di pensiero: la squadra di Di Matteo rinuncia all'impostazione, per larghi tratti della prima frazione, anche contro i modesti danesi del Nordsjaelland, ma quando si scatena diventa micidiale. La storia del primo tempo è tutta qui, nella quale però va aggiunto un capitolo a parte per i primi dieci minuti spumeggianti in Blues (al 4' palo di Moses, occasioni poi con Torres e Lampard). E nel finale Torres fallisce incredibilmente il raddoppio, a due passi da Hansen: forse sarebbe stato troppo.
- Juan Mata infila il portiere Hansen: è il gol che spezza l'equilibrio. Afp
cech santo subito — Il caposaldo della concenzione di Roberto Di Matteo non si smuove nemmeno nella ripresa, nemmeno con i danesi costretti a scoprirsi alla ricerca del pari. In maglia Blues non fanno una grinza, la traccia del match resta identica: squadra molto bassa, schiacciata su Cech, costruita sui tagli e le ripartenze dei suoi attaccanti. Difficile però tracciare la linea di confine tra il credo di un tecnico e la serata no dei suoi attori in scena. Perché nella ripresa funziona poco o nulla nella squadra campione d'Europa, che resta in partita grazie al doppio miracolo di Cech (al 28') su John e su Beckmann in pochi secondi e alla cifra tecnica modesta dei danesi, sciuponi nei primi venti minuti due volte con Beckmann. Nel momento peggiore dei Blues, il patema d'animo finisce: David Luiz è splendido su punizione (35'). Violento, preciso, con rabbia. E due minuti dopo Mata manda tutti a casa, piazzando il tris. C'è ancora, però, tempo per il poker firmato Ramires al 44'. Alla fine, i piedi buoni contano ancora.
(Maria Pagliara - da La Gazzetta dello Sport.it)
Barça, tutto facile col Benfica
Doppio Van Persie, United ok
Bayern stritolato dal Bate
Barça, tutto facile col Benfica
Celtic, vittoria storica a Mosca
La squadra di Vilanova, che nel finale perde di nuovo Puyol (sospetta frattura al gomito), passa 2-0 a Lisbona. Due assist di Messi per Sanchez e Fabregas. Gli scozzesi vincono 3-2 sul campo dello Spartak e conquistano il primo successo in trasferta in Champions
Doppio Van Persie, United ok
Colpaccio Braga in Turchia
Gruppo H: doppietta dell'olandese nel 2-1 in casa del Cluj. Inglesi primi a punteggio pieno. I portoghesi vincono 2-0 a Istanbul contro il Galatasaray
Bayern stritolato dal Bate
Valencia, bene col Lilla
I tedeschi perdono 3-1 con i bielorussi e interrompono a nove la striscia di vittorie consecutive stagionali. Gli spagnoli vincono 2-0 con i francesi e appaiano la squadra di Heynckes
Lucianone
Ultime notizie - Latest news
2 ottobre 2012 - martedì 2nd October '12 / Tuesday
Italia - Roma
Arrestato Fiorito: comprò Jeep
da 35mila euro per neve a Roma
L'ex capogruppo del Pdl alla Regione Lazio Franco Fiorito è stato arrestato in mattinata. Le motivazioni della magistratura: pericolo di fuga, dell'inquinamento delle prove e reiterazione del reato. Oltre al "depistaggio mediatico" tramite dichiarazioni e interviste.
- Chi è Fiorito "er Batman" della Ciociaria.
DOSSIER: Cene, gioielli e hotel | MAIALI E FESTINI DEL PDL
Portato in carcere dal nucleo di polizia Valutaria della Guardia di Finanza, l'ex capogruppo del Pdl laziale Franco Fiorito dichiara che in prigione troverà gente “meglio che nel Pdl”. Si proclama innocente mentre spese di ogni sorta e bonifici lo inchiodano. Con i soldi pubblici si è comprato perfino una jeep da 34mila euro per affrontare Roma innevata, ceramiche per il bagno e altre cosucce personali come una caldaia nella sua villa al Circeo: fondamentali, per la cosa pubblica laziale? Secondo i pm ha pure buttato nel tritacarne fatture compromettenti. Accompagnato dalla Finanza va a Regina Coeli indossando il suo gessato, lo affianca l'avvocato Taormina. Per il gip Stefano Aprile che ha firmato l'ordinanza di custodia cautelare in carcere, sollecitata dalla Procura di Roma, Fiorito andava arrestato per il rischio di «inquinamento delle prove, di fuga e di reiterazione del reato»: andava fermato perché il Batman di Agnani, accusato di peculato, è di «notevole pericolosità sociale».
IL GIP: PERICOLOSO, FA DEPISTAGGIO MEDIATICO
Il giudice in 29 pagine motiva la decisione dell'arresto demolendo la strategia difensiva del Batman di Anagni. Per il gip «concreto ed attuale è il pericolo che Fiorito possa tornare a compiere, se in libertà, delitti contro la pubblica amministrazione». E aggiunge un nuovo capitolo: l'uso spregiudicato dei mass media e il tentativo di scaricare su tutti le colpe per una gestione dei fondi usati solo per tornaconto personale. C'è anche il fiume di parole e la massiccia presenza in tv dietro la decisione di arrestare Fiorito. L'ex capogruppo «continua a ricoprire la qualifica di pubblico ufficiale, come anche a disporre del denaro pubblico»: quindi è nelle condizioni di poter replicare la «spoliazione» dei fondi destinati al gruppo. Insomma, può ancora depredare il Batman ciociaro che, per l'accusa, ha messo in atto un «inquinamento probatorio» con un «depistaggio mediatico nei confronti dei testimoni a suo carico». Come la lettera del 18 luglio scorso in cui Fiorito denunciava «l'uso improprio dei fondi da parte dei consiglieri» proprio nel giorno in cui si registrava il picco massimo dei trasferimenti dal conto del gruppo Pdl ai suoi. O come le tracce di fatture trovate nel tritacarte o nella pattumiera di casa Fiorito, fatture alterate per una guerra politica sanguinosa.
193 BONIFICI
Una sorta di avvelenamento dei pozzi per mascherare i 193 bonifici fatti per far confluire sui conti in Italia e all'estero 1 milione e 380 mila euro, parte dei 6 milioni movimentati da Fiorito nei due anni da capogruppo. Secondo l'ex capogruppo quei soldi gli erano dovuti in base al cumulo di cariche che ricopriva alla Pisana. Per i pm (e la logica) Fiorito non aveva alcun diritto a quel fiume di soldi. Sui bonifici – dicono i magistrati - l'ex sindaco di Anagni fornisce giustificazioni «del tutto pretestuose e illogiche» quando parla di «scelta del gruppo di attribuire» alla sua «persona un'indennità doppia oltre a quella che già godevo».
I 34MILA EURO PER LA JEEP
Fiorito era ossessionato dai soldi: il solo 2 luglio, attraverso 6 bonifici nazionali e 7 esteri, ha versato centomila euro provenienti dai conti del gruppo sui suoi conti correnti. Tra le tante spese documentate nell'ordinanza del gip, anche i 34 mila euro per l'acquisto di una Jeep il 13 febbraio nel giorno in cui nevicava su Roma. O la caldaia per la sua villa al Circeo. Sostengono gli inquirenti che il Batman anagnino ha fatto un «utilizzo incontrollato» di carte di credito, bancomat e assegni quasi mai per «fini politici» e senza «giustificazione contabile». L'indagine prosegue e si incentra su circa 4 milioni e 600 mila euro: in primo luogo sui 2,6 milioni di euro in bonifici diretti a terzi e su altri due milioni fuoriusciti dai conti attraverso assegni, contanti e carte di credito. Il prossimo confronto tra i magistrati e Fiorito è fissato per giovedì, quando verrà sottoposto ad interrogatorio di garanzia.
visioni del post - 7
Lucianone
Italia - Roma
Arrestato Fiorito: comprò Jeep
da 35mila euro per neve a Roma
L'ex capogruppo del Pdl alla Regione Lazio Franco Fiorito è stato arrestato in mattinata. Le motivazioni della magistratura: pericolo di fuga, dell'inquinamento delle prove e reiterazione del reato. Oltre al "depistaggio mediatico" tramite dichiarazioni e interviste.
- Chi è Fiorito "er Batman" della Ciociaria.
DOSSIER: Cene, gioielli e hotel | MAIALI E FESTINI DEL PDL
Portato in carcere dal nucleo di polizia Valutaria della Guardia di Finanza, l'ex capogruppo del Pdl laziale Franco Fiorito dichiara che in prigione troverà gente “meglio che nel Pdl”. Si proclama innocente mentre spese di ogni sorta e bonifici lo inchiodano. Con i soldi pubblici si è comprato perfino una jeep da 34mila euro per affrontare Roma innevata, ceramiche per il bagno e altre cosucce personali come una caldaia nella sua villa al Circeo: fondamentali, per la cosa pubblica laziale? Secondo i pm ha pure buttato nel tritacarne fatture compromettenti. Accompagnato dalla Finanza va a Regina Coeli indossando il suo gessato, lo affianca l'avvocato Taormina. Per il gip Stefano Aprile che ha firmato l'ordinanza di custodia cautelare in carcere, sollecitata dalla Procura di Roma, Fiorito andava arrestato per il rischio di «inquinamento delle prove, di fuga e di reiterazione del reato»: andava fermato perché il Batman di Agnani, accusato di peculato, è di «notevole pericolosità sociale».
IL GIP: PERICOLOSO, FA DEPISTAGGIO MEDIATICO
Il giudice in 29 pagine motiva la decisione dell'arresto demolendo la strategia difensiva del Batman di Anagni. Per il gip «concreto ed attuale è il pericolo che Fiorito possa tornare a compiere, se in libertà, delitti contro la pubblica amministrazione». E aggiunge un nuovo capitolo: l'uso spregiudicato dei mass media e il tentativo di scaricare su tutti le colpe per una gestione dei fondi usati solo per tornaconto personale. C'è anche il fiume di parole e la massiccia presenza in tv dietro la decisione di arrestare Fiorito. L'ex capogruppo «continua a ricoprire la qualifica di pubblico ufficiale, come anche a disporre del denaro pubblico»: quindi è nelle condizioni di poter replicare la «spoliazione» dei fondi destinati al gruppo. Insomma, può ancora depredare il Batman ciociaro che, per l'accusa, ha messo in atto un «inquinamento probatorio» con un «depistaggio mediatico nei confronti dei testimoni a suo carico». Come la lettera del 18 luglio scorso in cui Fiorito denunciava «l'uso improprio dei fondi da parte dei consiglieri» proprio nel giorno in cui si registrava il picco massimo dei trasferimenti dal conto del gruppo Pdl ai suoi. O come le tracce di fatture trovate nel tritacarte o nella pattumiera di casa Fiorito, fatture alterate per una guerra politica sanguinosa.
193 BONIFICI
Una sorta di avvelenamento dei pozzi per mascherare i 193 bonifici fatti per far confluire sui conti in Italia e all'estero 1 milione e 380 mila euro, parte dei 6 milioni movimentati da Fiorito nei due anni da capogruppo. Secondo l'ex capogruppo quei soldi gli erano dovuti in base al cumulo di cariche che ricopriva alla Pisana. Per i pm (e la logica) Fiorito non aveva alcun diritto a quel fiume di soldi. Sui bonifici – dicono i magistrati - l'ex sindaco di Anagni fornisce giustificazioni «del tutto pretestuose e illogiche» quando parla di «scelta del gruppo di attribuire» alla sua «persona un'indennità doppia oltre a quella che già godevo».
I 34MILA EURO PER LA JEEP
Fiorito era ossessionato dai soldi: il solo 2 luglio, attraverso 6 bonifici nazionali e 7 esteri, ha versato centomila euro provenienti dai conti del gruppo sui suoi conti correnti. Tra le tante spese documentate nell'ordinanza del gip, anche i 34 mila euro per l'acquisto di una Jeep il 13 febbraio nel giorno in cui nevicava su Roma. O la caldaia per la sua villa al Circeo. Sostengono gli inquirenti che il Batman anagnino ha fatto un «utilizzo incontrollato» di carte di credito, bancomat e assegni quasi mai per «fini politici» e senza «giustificazione contabile». L'indagine prosegue e si incentra su circa 4 milioni e 600 mila euro: in primo luogo sui 2,6 milioni di euro in bonifici diretti a terzi e su altri due milioni fuoriusciti dai conti attraverso assegni, contanti e carte di credito. Il prossimo confronto tra i magistrati e Fiorito è fissato per giovedì, quando verrà sottoposto ad interrogatorio di garanzia.

Commento/vignetta di ALTAN >>>>
visioni del post - 7
Lucianone
Sport - calcio / Serie A - 7^ giornata 2012/13
2 ottobre 2012 - martedì 2nd October / Tuesday visioni post - 10
Tutte le partite giocate
(sabato, domenica e lunedì)
Parma 1 Classifica della serie A
Tutte le partite giocate
(sabato, domenica e lunedì)
Parma 1 Classifica della serie A
sab 29-set Juventus, Napoli 16
ore 18:00 Inter, Lazio 12
ore 18:00 Inter, Lazio 12
dom 30-set Genoa, Roma, Catania 8
ore 12:30 Milan, Bologna, Pescara 7
ore 12:30 Milan, Bologna, Pescara 7
dom 30-set Palermo 4
ore 15:00 Chievo 3
ore 15:00 Chievo 3
dom 30-set
ore 15:00
ore 15:00
dom 30-set
ore 15:00
ore 15:00
-
sab 29-set
ore 20:45 -
dom 30-set
ore 15:00 -
dom 30-set
ore 15:00 -
dom 30-set
ore 15:00 -
dom 30-set
ore 20
Lucianone
Politica - Scandalo Lazio e Polverini
2 ottobre 2012 - martedì 2nd October / Tuesday visioni post - 13
Parlare di quello che sta accadendo in
diverse regioni italiane,
a livello politico-locale, è diventato un continuo racconto di frodi,
ruberie, feste e festini ai danni dello Stato ma soprattutto delle
famiglie e persone che non riescono ad arrivare alla fine del me-
se. Dire vergogna è ancora poco e dire che ormai mancano anche
le parole per descrivere questo schifo, è il meno che si possa, ap-
punto, dire. E non ci si venga continuamente a parlare di paura
di antipolitica (diventa anche questa una scusa per continuare a
a fare i propri comodi? sembra proprio di sì) e di prossime elezioni
come se queste fossero la panacea di tutto, non tenendo poi conto
che il costo finanziario delle stesse diventa una doppia beffa per la
parte di popolo già oppresso dalla crisi e dalle truffe di quella par-
te (vedi Fiorito & compagnia) che se ne infischiano e intascano a
più non posso.
Ultimissima notizia di oggi: l'arresto di Fiorito (ma poi pagherà lui
solo per tutti, come al solito? E i soldi intascati torneranno più ai
cittadini?)
(Lucianone)
Il seguente articolo di Gianluigi Pellegrino illustra in modo chiaro
e, anzi, lampante dove stanno le vere responsabilità insieme alle
evidenti ipocrisie (pienamente volute e studiate).
Il bluff senza fine
della Polverini
Ha incartato Roma. Renata Polverini, con il suo faccione che urla
"li mando a casa io", ma ora sta facendo di tutto per restare lì con
loro, per quasi un anno ancora e tutti lautamente pagati. Ha grida-
to di aver azzerato i fondi ai gruppi, ma è semplicemente una bufala.
La disposizione regionale che assegna al solo Pdl, e quindi a Fiori-
to e compagnia, quasi 12 mila euro al mese in aggiunta a servizi e
segretarie, sta ancora tutta lì ed è pienamente efficace. La Polveri-
ni avrebbe potuto impiegare i due consigli della sceneggiata per
tagliarli sul serio quei fondi, ed invece ha preferito bluffare.
Pontificare col suo abito bianco, fingendo invettive contro quella
maggioranza che lei ha permesso venisse inondata di soldi per ta-
citarne ogni fibrillazione e ottenere il voto favorevole sul vitalizio
che proprio la governatrice estendeva anche ai suoi assessori ester-
ni, nominati per compensare i trombati dal pasticcio della lista di
Roma. - Questo fu il battesimo della legislatura Polverini. Tenere
tutti buoni a suon di milioni. E ora la storia si ripete, perchè con
questa melina sull'indizione delle elezioni la Polverini garantisce
un altro fiume di denaro a Fiorito e colleghi. Stipendi, diarie, e
anche fondi ai gruppi per altri sette mesi, così si finanziano pure
la campagna elettorale. - Il tutto peraltro essendo consiglieri a
mezzo servizio a seguito dell'avvenuto scioglimento. Stanno a ca-
sa ma sotto una pioggia di soldi pubblici. Così capiamo che la
governatrice dai muri della Capitale annuncia per loro un'am-
miccante promessa, non certo una minaccia. "Li mando a casa"
appunto, ma con il malloppo.
Per non dire che a lei resta pienezza di poteri sulla grandissima
fetta della torta regionale che è la sanità. Perchè lì fu investita
del ruolo di commissario di Governo, che si è vista bene dal di-
smettere nel rassegnare le dimissioni imposte dal verminaio sco-
perchiato. Una monarchia senza controllo e consiglieri ancora
una volta tacitati perchè coperti di pubblici denari.
Questo scempio dovremmo subire per l'infinito tempo che la
stessa Polverini decide, facendosi scudo del ministero dell'In-
terno che un pò troppo sta consentendo questo giochino.
In realtà , come sanno anche le pietre, è il Pdl a non volere il
voto nel Lazio temendo l'effetto traino su quello nazionale e
pretendendo l'assurdo rinvio. Con la regione più importante
d'Italia e i suoi mille problemi lasciati a marcire.
Del resto ancora l'altro giorno la Polverini, pur non ancora
dimessa, ha ottenuto la revoca della seduta del Consiglio con-
vocato per votare la sfiducia. E avendola fatta franca ha riuni-
yo ha riunito la giunta con pieni poteri per deliberare nuovi
contratti e nuove consulenze e per impugnare la spending
review del Governo. Roba da non crederci. Dimissioni false
per sfuggire alla sfiducia e avere mano libera in giunta, sem-
pre per tenere ben salde le clientele e bene aperti i rubinetti
della spesa. - Questo da solo avrebbe dovuto richiedere l'im-
mediato commissariamento previsto dall'art. 126 della Co-
stituzione e dalla relativa norma di attuazione. Mai succes-
so, certo. Ma perchè mai si è visto tanto scempio.
Intanto la Presidente , eterna dimissionaria, fa la mattatrice nelle piazze
televisive, proprio come Fiorito, con l'aggravante inganno della sceneg-
giata vittimista, urlando slogan che puntualmente i suoi atti si incarica-
no di smentire. Sventola bilanci per affermare che i fondi ai gruppi era-
no solo 5 milioni. Ma non mostra i consuntivi che sono la prova provata
che lei tutto sapeva e tutto ha avallato. In preda alla foga, sfida la mate-
matica e la logica parlando di tagli "superiori al 100 per cento" (sic!),
come ieri ha rilevato il 'Sole24Ore'. Propala un'assoluta autonomia del
Consiglio, quando è pacifico che la Giunta che lei presiede e l'aula con-
siliare di cui è parte integrante, hanno il controllo ultimo sull'intera con-
tabilità dell'amministrazione regionale che la Governatrice rappresenta e
dovrebbe tutelare. Dice, per tirare a campare, che ora vorrebbe fare quei
tagli del numero di consiglieri che non ha fatto sino ad oggi e che in real-
tà può fare direttamente lo Stato come la Corte costituzionale ha recente-
mente sancito. Racconta poi di aver deciso autonomamente di dimettersi,
quando appena dieci giorni fa chiudeva gongolante la sua passerella in
Consiglio, illusa di averci gabbato. E' stato poi sufficiente rimettere in-
sieme i fatti per inchiodarla alle sue responsabilità e renderla indifendi-
bile, proprio come quel Consiglio che lei chiama "indegno", ma con la
strizzata d'occhio di un'intesa a prova di bomba.
Non a caso la presidente non fa l'unica cosa che dovrebbe e potrebbe co-
me legale rappresentante della Regione. Ingiungere ai consiglieri la re-
stituzione di tutto il maltolto bloccando gli stipendi. Ma per questo basta
un giorno, e quindi non vale a tirare a campare. E poi svelerebbe gli alta-
rini di un patto appiccicoso.
Ora basta, le istituzioni si facciano sentire. Finisca questa sceneggiata
che paghiamo a caro prezzo e torni la parola ai cittadini del Lazio. Non
subito, ma prima di subito.
(da 'la Repubblica' - 30 sett. '12)
lucianone
Parlare di quello che sta accadendo in
diverse regioni italiane,
a livello politico-locale, è diventato un continuo racconto di frodi,
ruberie, feste e festini ai danni dello Stato ma soprattutto delle
famiglie e persone che non riescono ad arrivare alla fine del me-
se. Dire vergogna è ancora poco e dire che ormai mancano anche
le parole per descrivere questo schifo, è il meno che si possa, ap-
punto, dire. E non ci si venga continuamente a parlare di paura
di antipolitica (diventa anche questa una scusa per continuare a
a fare i propri comodi? sembra proprio di sì) e di prossime elezioni
come se queste fossero la panacea di tutto, non tenendo poi conto
che il costo finanziario delle stesse diventa una doppia beffa per la
parte di popolo già oppresso dalla crisi e dalle truffe di quella par-
te (vedi Fiorito & compagnia) che se ne infischiano e intascano a
più non posso.
Ultimissima notizia di oggi: l'arresto di Fiorito (ma poi pagherà lui
solo per tutti, come al solito? E i soldi intascati torneranno più ai
cittadini?)
(Lucianone)
Il seguente articolo di Gianluigi Pellegrino illustra in modo chiaro
e, anzi, lampante dove stanno le vere responsabilità insieme alle
evidenti ipocrisie (pienamente volute e studiate).
Il bluff senza fine
della Polverini
Ha incartato Roma. Renata Polverini, con il suo faccione che urla
"li mando a casa io", ma ora sta facendo di tutto per restare lì con
loro, per quasi un anno ancora e tutti lautamente pagati. Ha grida-
to di aver azzerato i fondi ai gruppi, ma è semplicemente una bufala.
La disposizione regionale che assegna al solo Pdl, e quindi a Fiori-
to e compagnia, quasi 12 mila euro al mese in aggiunta a servizi e
segretarie, sta ancora tutta lì ed è pienamente efficace. La Polveri-
ni avrebbe potuto impiegare i due consigli della sceneggiata per
tagliarli sul serio quei fondi, ed invece ha preferito bluffare.
Pontificare col suo abito bianco, fingendo invettive contro quella
maggioranza che lei ha permesso venisse inondata di soldi per ta-
citarne ogni fibrillazione e ottenere il voto favorevole sul vitalizio
che proprio la governatrice estendeva anche ai suoi assessori ester-
ni, nominati per compensare i trombati dal pasticcio della lista di
Roma. - Questo fu il battesimo della legislatura Polverini. Tenere
tutti buoni a suon di milioni. E ora la storia si ripete, perchè con
questa melina sull'indizione delle elezioni la Polverini garantisce
un altro fiume di denaro a Fiorito e colleghi. Stipendi, diarie, e
anche fondi ai gruppi per altri sette mesi, così si finanziano pure
la campagna elettorale. - Il tutto peraltro essendo consiglieri a
mezzo servizio a seguito dell'avvenuto scioglimento. Stanno a ca-
sa ma sotto una pioggia di soldi pubblici. Così capiamo che la
governatrice dai muri della Capitale annuncia per loro un'am-
miccante promessa, non certo una minaccia. "Li mando a casa"
appunto, ma con il malloppo.
Per non dire che a lei resta pienezza di poteri sulla grandissima
fetta della torta regionale che è la sanità. Perchè lì fu investita
del ruolo di commissario di Governo, che si è vista bene dal di-
smettere nel rassegnare le dimissioni imposte dal verminaio sco-
perchiato. Una monarchia senza controllo e consiglieri ancora
una volta tacitati perchè coperti di pubblici denari.
Questo scempio dovremmo subire per l'infinito tempo che la
stessa Polverini decide, facendosi scudo del ministero dell'In-
terno che un pò troppo sta consentendo questo giochino.
In realtà , come sanno anche le pietre, è il Pdl a non volere il
voto nel Lazio temendo l'effetto traino su quello nazionale e
pretendendo l'assurdo rinvio. Con la regione più importante
d'Italia e i suoi mille problemi lasciati a marcire.
Del resto ancora l'altro giorno la Polverini, pur non ancora
dimessa, ha ottenuto la revoca della seduta del Consiglio con-
vocato per votare la sfiducia. E avendola fatta franca ha riuni-
yo ha riunito la giunta con pieni poteri per deliberare nuovi
contratti e nuove consulenze e per impugnare la spending
review del Governo. Roba da non crederci. Dimissioni false
per sfuggire alla sfiducia e avere mano libera in giunta, sem-
pre per tenere ben salde le clientele e bene aperti i rubinetti
della spesa. - Questo da solo avrebbe dovuto richiedere l'im-
mediato commissariamento previsto dall'art. 126 della Co-
stituzione e dalla relativa norma di attuazione. Mai succes-
so, certo. Ma perchè mai si è visto tanto scempio.
Intanto la Presidente , eterna dimissionaria, fa la mattatrice nelle piazze
televisive, proprio come Fiorito, con l'aggravante inganno della sceneg-
giata vittimista, urlando slogan che puntualmente i suoi atti si incarica-
no di smentire. Sventola bilanci per affermare che i fondi ai gruppi era-
no solo 5 milioni. Ma non mostra i consuntivi che sono la prova provata
che lei tutto sapeva e tutto ha avallato. In preda alla foga, sfida la mate-
matica e la logica parlando di tagli "superiori al 100 per cento" (sic!),
come ieri ha rilevato il 'Sole24Ore'. Propala un'assoluta autonomia del
Consiglio, quando è pacifico che la Giunta che lei presiede e l'aula con-
siliare di cui è parte integrante, hanno il controllo ultimo sull'intera con-
tabilità dell'amministrazione regionale che la Governatrice rappresenta e
dovrebbe tutelare. Dice, per tirare a campare, che ora vorrebbe fare quei
tagli del numero di consiglieri che non ha fatto sino ad oggi e che in real-
tà può fare direttamente lo Stato come la Corte costituzionale ha recente-
mente sancito. Racconta poi di aver deciso autonomamente di dimettersi,
quando appena dieci giorni fa chiudeva gongolante la sua passerella in
Consiglio, illusa di averci gabbato. E' stato poi sufficiente rimettere in-
sieme i fatti per inchiodarla alle sue responsabilità e renderla indifendi-
bile, proprio come quel Consiglio che lei chiama "indegno", ma con la
strizzata d'occhio di un'intesa a prova di bomba.
Non a caso la presidente non fa l'unica cosa che dovrebbe e potrebbe co-
me legale rappresentante della Regione. Ingiungere ai consiglieri la re-
stituzione di tutto il maltolto bloccando gli stipendi. Ma per questo basta
un giorno, e quindi non vale a tirare a campare. E poi svelerebbe gli alta-
rini di un patto appiccicoso.
Ora basta, le istituzioni si facciano sentire. Finisca questa sceneggiata
che paghiamo a caro prezzo e torni la parola ai cittadini del Lazio. Non
subito, ma prima di subito.
(da 'la Repubblica' - 30 sett. '12)
lucianone
Iscriviti a:
Post (Atom)

