4 febbraio 2012 - sabato 4th February / Saturday visione post - 21
Serie B, 26/a giornata, solo 6 partite: il derby veneto non regala emozioni, è 0-0. In quello lombardo Granoche trascina i suoi. A Grosseto vittoria dei blucerchiati firmata Foggia
Con quattro partite rinviate per la neve (Gubbio-Modena, Pescara-Reggina, Sassuolo-Ascoli e Torino-Brescia), programma ridotto per il 26° turno di Serie B. Solo sei partite oggi, domani il posticipo Vicenza-Cittadella. Il big match tra Padova e Verona regala poche emozioni e zero gol. In zona playoff consolida la sua posizione il Varese, con il 2-1 a Bergamo, mentre risale la Sampdoria, che batte il Grosseto in trasferta 1-0. Colpo in trasferta anche per il Livorno sulla Juve Stabia, e per il resto pareggi in Empoli-Crotone e Nocerina-Bari. Risultati delle partite Padova 0 Albinoleffe 1 Grosseto 0 Verona 0 Varese 2 Sampdoria 1 ::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::: Juve Stabia 1 Nocerina 1 Empoli 0 Livorno 2 Bari 1 Crotone 0 PADOVA-VERONA 0-0 — Finisce a reti bianche il derby d’alta quota tra Padova e Verona, al termine di novanta minuti combattuti nel gelo dell’Euganeo. Ai punti meglio i biancoscudati, autori di una prova convincente nonostante le tante assenze in ogni reparto. Gli uomini di Dal Canto - tornato al 4-3-1-2 - peccano però di lucidità e cattiveria in zona gol fallendo più occasioni per sbloccare la partita. Clamorosa quella di Cutolo, al 25’, che spara due volte su Rafael dopo un maldestro rinvio in area piccola di Mareco. La punta campana, attesa dopo le polemiche della gara d’andata, si rende pericolosa anche dieci minuti dopo, ma il portiere ospite devia bene la sua punizione dal limite. I gialloblù, schierati da Mandorlini con il classico 4-3-3, escono dalla propria metà campo solo dopo la prima mezz’ora: fondamentale, al 38’, la chiusura in extremis di Portin su Ferrari, lanciato in area piccola da Gomez dopo una bella azione manovrata. Il pressing del Padova prosegue anche ad inizio ripresa. Al 5’ Franco lambisce il palo di sinistra con un tiro deviato da Maietta, dal corner seguente Schiavi di testa sfiora l’incrocio. Bentivoglio, regista basso, ci prova costantemente da lontano, ma pecca di mira e fortuna. E il Verona? Tampona meglio che può, quindi attende e riparte ogni qualvolta il Padova sembra accusare un calo. L’emozione più grande la porta però solo il nuovo entrato Bjelanovic, che al 29’ vede il suo bel tiro di controbalzo sorvolare di poco la traversa. Freddo e stanchezza condizionano quindi il finale di gara, spento, e che sancisce il primo 0-0 della stagione dei biancoscudati. (Carlo Della Mea)
Mareco (H. Verona) cerca di fermare Cutolo ALBINOLEFFE-VARESE 1-2 — Dopo Livorno il Varese conquista anche Bergamo e contro l’Albinoleffe ottiene la quarta vittoria esterna consecutiva, otto in totale i successi in trasferta. Due a uno il risultato finale con doppietta di Pablo Granoche, esordiente tra i prealpini dopo essere stato ingaggiato nelle ultime ore del calciomercato. Granoche è tornato dal suo maestro Maran che lo ha avuto per due anni alla Triestina e non lo ha deluso con un partenza lampo: in gol dopo soli quattro minuti a conclusione di una volata scattata dalla trequarti con la difesa avversaria piuttosto alta. Un’autentica mazzata per i padroni di casa che comunque reagivano sino ad ottenere una discreta supremazia territoriale dalla mezz’ora in avanti. E proprio nel finale di primo tempo arrivava il pareggio sostanzialmente meritato: punizione di Regonesi, testa di Cocco per Germinale che insaccava dalla corta distanza. Nella ripresa, dopo una clamorosa occasione non concretizzata da Rivas al 4’, al 15’ arrivava il gol partita. Lebran respingeva di testa sul corpo di Bergamelli e la palla finiva a Granoche che non aveva difficoltà ad insaccare. Episodio al limite della comicità se non fosse per la drammatica posizione di classifica dell’Albinoleffe alla quale non sembra aver giovato in modo particolare il cambio di allenatore con Salvioni anche se qualcosa sul piano del carattere si è visto. (Fulvio Facci)
Kurtic ed Hetemaj, duello a centrocampo GROSSETO-SAMPDORIA 0-1 — Un missile di Foggia regala alla Sampdoria tre punti preziosi sul campo del Grosseto al termine di una gara non bella. I doriani, opposti ad un avversario che cercava di risalire la china della classifica con il rientrante Ugolotti in panchina, hanno avuto maggiormente il pallino del gioco, ma senza l’invenzione dell’attaccante ex Lazio, entrato da appena dieci minuti e la gara si sarebbe probabilmente chiusa sullo 0-0. Né il Grosseto (appena tre tentativi in tutti i 97 minuti) né la Sampdoria hanno creato occasioni clamorose, prima del guizzo di Foggia, mentre dopo si segnala solo un colpo di testa di Munari fermato sulla linea da Narciso. Nella prima frazione i ragazzi di Iachini hanno reclamato (forse giustamente) il rigore per un fallo di Petras sullo sgusciante Eder, mentre i locali schiumano rabbia per un fuorigioco dubbio su Lupoli al 44'. Due episodi che testimoniano la brutta giornata dell’arbitro Pinzani e dei suoi collaboratori, che hanno messo del pepe su una gara tra due formazioni alla ricerca di una precisa identità. La Samp ha fatto tutto bene fino al limite dell’area, ma è stata imprecisa; il Grosseto, con Sforzini non al meglio, è troppo debole sugli esterni e prevedibile a centrocampo. (Maurizio Caldarelli)
Caridi contrasta Munari (Samp) Commento(di Lucianone) In cima alla classifica potremmo benissimo metterci Gelo al primo posto e Neve al secondo. Senza dubbio: così la classifica è sempre più zoppa o monca, come si vuole. Quindi non c'è tanto da commentare. ma dire che il pareggio dell'Hellas Verona vale oro sul campo di un Padova che ha trovato in san Rafael e nella propria mancanza di decisione lì sotto porta (vedi Cutolo) due barriere insormontabili. Poi il Verona nel 2° tempo ha controllato la partita senza troppi affanni finchè stanchezza e freddo (come scrive Della Mea) non l'hanno fatta da padroni assoluti nell'ultima fase dell'incontro. - I colpi grossi della giornata li hanno fatti invece il Varese, che si rilancia ancora di più per i possibili play- off, e la Sampdoria che punti dopo punti sta un pò scalando quei gradini su cui si era comodamente seduta da troppo tempo. Forse si sta veramente svegliando, forse, e comunque grazie... Foggia! Lucianone
4 febbraio 2012 - Sabato / Saturdayvisioni del post- 16 La neve che copre più di mezza Italia ed Europa è arrivata anche a Roma con caos e polemiche Dal nord la neve si è spostata al centro e poi ieri al sud della penisola. Emergenza al Centro-sud - Centinaia di passeggeri fermi su due convogli nel Lazio dalle 17 di ieri - Grossi problemi a Roma, con obbligo di catene. Il sindaco Alemanno chiede una commissione d'inchiesta e litiga con Gabrielli, responsabile della protezione civile. Alemanno: "Consegnare 2mila pale ai cittadini" - La Polverini chiama l'esercito - Autostrade: chiuse la A24 e A25 ed automobilisti bloccati. Civitavecchia: traghetto sbatte contro la banchina, salvi i 262 a bordo. Avellino: 10mila persone senza corrente
Immagine notturna della capitale ricoperta dalla prima neve di quest'anno Pupazzo di neve a Roma
La neve blocca anche il Centro-sud Valanga in Val Pusteria Due alpinisti sono morti in Val Pusteria, in Alto Adige, vicino al confine con l'Austria, a causa di una valanga. Sul posto è intervenuto il soccorso alpino , la Protezione Civile e le squadre dell'Aiut Alpin Dolomites, che hanno proseguito per ore le ricerche nell'eventualità di altri alpinisti rimasti sotto la neve, ma le ricerche hanno dato esito negativo. La violenta slavina ha travolto anche gli alberi, trascinando per centinaia di metri i due alpinisti, per i quali non c'è stato nulla da fare.
Abruzzo sotto la neve con i lupi in paese a caccia di prede Pescasseroli (L'Aquila), 4 feb. - Nelle ultime 24 ore sono stati registrati numerosi avvistamenti di lupi nei paesi del Parco Nazionale d'Abruzzo, spinti dall'abbondante nevicata a cercare prede facili in ovili e pollai allestiti alla periferia di Pescasseroli, Opi, Villetta Barrea, Civitella Alfedena e Barrea. In quattro casi il possente animale si è spinto fino al centro storico dei paesi, attratto dai rifiuti rimasti nei raccoglitori che non sono stati svuotati a causa dell'impraticabilità delle strade. A Pescasseroli uno splendido esemplare adulto è stato fotografato in pieno giorno da turisti e residenti s soli 30 metri dalla piazza.
E ' accaduto ieri a Port Said, in Egitto: 75 morti allo stadio dopo un'invasione di campo Tifo violento con 75 morti e centinaia di feriti dopo la partita tra Al Masry e Al Ahly. Giocatori ospiti liberati nella notte dagli elicotteri. La follia è avvenuta a Port Said con scontri tra tifosi delle due squadre che ha causato, oltre a 75 morti, duecento feriti Gli ultrà di casa hanno scatenato una caccia all'uomo. Arrestate dalla polizia 47 persone.
L'inizio dell'invasione dei tifosi delle due squadre Un'altra assurda strage per una partita di calcio, provocata dalla stupida rivalità tra gruppi di tifosi Gli scontri in campo dopo l'invasione si sono verificati ieri sera a Port Said, città a nord-est dell'Egitto, vicino al tratto terminale del canale di Suez. Primo assalto ai giocatori Tutto è avvenuto al termine della sfida tra Al Masry e Al Ahly, la Juventus d'Africa, partita terminata 3 - 1 per i padroni di casa. Attraverso le immagini e il racconto degli inviati della tv Al Arabya è stato possibile ricostruire la cronaca della strage. Appena terminata la partita, i tifosi dell'Al Masry hanno invaso il terreno di gioco - prima a decine poi a centinaia - e si sono messi a rincorrere i giocatori dell' Al Ahly. I filmati mostrano questi ultimi, in maglia rossa, che terrorizzati corrono verso l'imbocco degli spogliatoi, passando tra due ali di poliziotti inspiegabilmente immobili. I giocatori, a fatica, sono riusciti a mettersi al sicuro nei corridoi e negli stanzoni sotto l'impianto, mentre in superficie, in campo e soprattutto a ridosso di una curva, ci sono stati scontri furiosi tra le opposte tifoserie e le forze dell'ordine in assetto antisommossa L'allenatore dell'Al Ahly, il portoghese Manuel Josè, ha dichiarato sotto choc all'emittente lusitana 'Sic': "Sto bene, mi hanno preso a calci e pugni e poi sono finito in una stanza, Alcuni nostri tifosi sono entrati negli spogliatoi, i miei giocatori stanno bene , ma non sono riuscito a raggiungerli. La colpa è dei soldati e dei poliziotti, erano a decine, poi sono spariti ed è scoppiato il caos". - Lo stadio poteva ospitare 18mila persone e gli agenti in servizio erano 3mila "Siamo stati brutalmente aggrediti", ha detto il laterale Ahmedi Fathi, giocatore dell'Al Ahly. E poi il suo compagno Mohamed Barakat ha rincarato la dose: "Non c'era nessuno a proteggerci. La nostra colpa è stata quella di giocare. Le autorità temevano di cancellare il campionato perchè. pensano soltanto ai soldi, non si curano della vita delle persone". E un'altro. giocatore, Sayed Hamdi, dice_ " Era un'atmosfera di terrorismo". Lancio di pietre e bottiglie La guerriglia è stata lunghissima. Un funzionaripo della sicurezza ha detto che i tifosi hanno lanciato pietre e bottiglie, usato bastoni. Il vice ministro della Salute , Hesham Sheiha, ha rivelato che molti feriti sono stati rico= verati per trauma cranico e tagli profondi: "E' il peggior disastro nella storia del calcio egiziano". Il bilancio dei morti, aggiornato di minuto in minuto, si è fatto sempre più grave. Prima 7, poi 25, 35, 51, fino a 75. Medhat El-Esnawy, direttore dell'ospedale El-Amiry di Port Said, ha raccontato che alcuni tifosi sono morti schiacciati, altri soffocati". Secondo 'Al Jazeera' tra i feriti lievi ci sarebbero anche dei giocatori. Un manager dell'Al Ahly è stato salvato mentre veniva picchiato sel= vaggiamente dai tifosi. In tarda serata i giocatyori e lo staff tecnico dell'Al Ahly erano ancora bloccati negli spogliatoi e per liberarli e poi poter soccorrere i feriti sono dovuti intervenire gli elicotteri. Già nel corso della partita, a metà del secondo tempo, i tifosi dell'Al Masry avevano costretto l'arbitro a sospendere l'incontro con un fitto lancio di petardi. Erano soltanto il preludio di quanto è accaduto poi al termine della partita. Basta calcio ! La strage è diventata affare di Stato, le tv hanno mostrato al Paese gli scontri e le dimensioni del dramma. La Federcalcio egiziana ha sospeso il campionato a tempo indeterminato, è stata costituita una commissione d'inchiesta e il Parla= mento è stato convocato per oggi in seduta urgente. Secondo Essam el Eryan, esponente del partito dei fratelli musulmani "Giustizia e Libertà" e presidente della commissione Esteri dell'Assemblea del popolo, "la responsabilità degli incidenti è da attribuire all'esercito e alla polizia, che hanno consentito l'accesso allo stadio di "persone con armi e petardi, mettendo a rischio tutti gli spettatori". (Notizie tratte da "Gazzetta dello Sport" di giovedì 2 febbraio '12 - R. Pelucchi) "La polizia non ci protegge, campionato da sospendere. Siamo in guerra. E' assurdo giocare" (Treika, leader dell'Al Ahly) "E' colpa nostra. Sì, è colpa nostra perchè abbiamo giocato e questa partita non si doveva giocare, le autorità dovrebbero sospendere il campionato, ma non lo fanno perchè pensano solo ai soldi. A loro delle vite della gente non interessa nulla". Questo urla Mohamed Abou Treika. E' spaventato a morte mentre parla al telefono con la tv dell' Al Alhly, il suo club, la Juventus d'Africa, la squadra più titolata d'Egitto e del continente africano. E' proprio come una guerra - Se.ci sono dei morti? Certo che ci sono dei morti. Questo non è calcio, è una guerra e questa giornata non sarà mai più dimenticata. Possiamo vedere i corpi della gente ammazzata da qui. E non ci sono forze di sicurezza a proteggerci. Le forze dell'ordine ci hanno abbandonato, non ci hanno protetto. Ho appena visto un tifoso morire davanti a me, alla porta degli spogliatoi". Abou Treika è un'istituzione del calcio africano, se il suo club è paragonato alla juve, lui è il Del Piero egiziano. Ed è scappato dal Campo in tutta fretta, cercando di raggiungere gli spogliatoi inseguito da centinaia di tifosi del= l'Al Masry. Dalle immagini diffuse dallo stadio di Port Said effettivamente non sembra che i poliziotti presenti si siano mossi con grande solerzia per proteggere i giocatori del Cairo. E gli scontri erano nell'aria. Crisi di Suez La rivalità tra le squadre di port said, Al Masry e Ismaily, con quelle del Cairo, Al Ahly e Zamalek, è storicamente conosciuta e ha radici che vanno indietro fino al 1956, anno della crisi di Suez: quando i campi delle squadre di Port Said, i club del Cairo non cedettero le loro strutture. Da quando è cominciata l'opposizione al regime di Mubarak gli Ultras hanno messo da parte le rivalità calcistiche e si sono uniti guidando le proteste più violente dei ribelli. La polizia si è poi defilata dai campi di calcio, che sono diventati terra di conquista per i tifosi violenti. E quando l'unione politica è scemata, è rimasta solo la violenza. Ecco perchè Abou Treika dice che il campionato andrebbe cancellato. Tribuna a fuoco E a dargli ragione, ieri c'è stato un altro episodio grave al Cairo, dove l'assurdo calendario aveva fissato l'altra sfida incrociata tra le due città: Zamalek-Ismaily. La partita è stata sospesa alla fine del 1° tempo quando i giocatori si sono rifiu= tati di rientrare in campo temendo per la propria incolumità dopo che una tribuna aveva preso fuoco causa incendio doloso. A Port Said invece si è giocato, e poi è partita la mattanza. Premeditata, secondo diversi osservatori e testimoni oculari. L'Al Masry aveva vinto 3 - 1, ma ai suoi tifosi non bastava. Perchè in ballo c'era molto di più di un campionato o di una partita. - Ieri i tifosi dell'Al Ahly sembra abbiano mostrato uno striscione che diceva: "Non ci sono uomini in questa città", con benzina sul fuoco per una rivalità storico-calcistica che ieri ha ammazzato il calcio egiziano. ( Tratto da 'La Gazzetta dello Sport - di Filippo Maria Ricci ) Quando il Pallone è finito in tragedia - Nella storia del calcio sono stati molti ormai i buchi neri che hanno inghiottito migliaia di vittime per incidenti tra tifoserie o per i cedimenti degli stadi. Vediamoli in ordine: IL PRIMO - Glasgow 1902 Scozia - Inghilterra Crolla la tribuna ovest dello stadio di Ibrox : 25 morti LIMA - 24 maggio 1964 Perù - Argentina : 318 morti e oltre 500 feriti Gara tra under 20: un gol annullato al Perù scatena la furia dei tifosi. GLASGOW - 2 gennaio 1971 Ancora a Ibrox, cedono le barriere dello stadio: 66 morti MOSCA - 20 ottobre 1982 Spartak - Haarlem (coppa Uefa) : 340 morti Il crollo di una tribuna allo stadio 'Lenin' (oggi Luzhniki) fa una strage, nascosta dal regime, per mascherare l'inefficienza del servizio d'ordine. BRUXELLES - 29 maggio 1985 Juventus - Liverpool (Coppa Campioni) Poco prima della finale allo stadio Heysel, i tifosi ibglesi aggrediscono gli italiani che fuggono. la polizia bekga non interviene, xi crea una calca e crolla un muro di recinzione : 39 morti (32 italiani) SHEFFIELD (GB) - 15 aprile 1989 Liverpool - Nottingham Forest : 95 morti Semifinale di FA cup: la ressa allo stadio diventa incontrollabile. Il governo inglese si deciderà ad attuare misure contro gli hooligan JOHANNESBURG - 11 aprile 2001 Chiefs - Pirates Stadio da 68 mila posti, 123 mila tifosi spingono per entrare ed è il caos: 43 morti GHANA - 9 maggio 2001 Accra, partita: Hearts - Kumasi Durante una partita di campionato si verificano scontri tra tifosi. la polizia reagisce sparando lacrimogeni sugli spalti. Si scatena l'inferno : 123 morti visioni di questo post: 50
Il quadro della 21^ giornata di serie A è incompleto, poichè neve e gelo hanno dominato la scena e ben 4 partite sono state rinviate.
Risultati e commenti sintetici: Lazio 2 I rossoneri sembrano avere in mano la partita, ma poi Milan 0 negli ultimi 20 minuti il solito Hernanes e Lulic risolvono il match per la Lazio. Grande prova del laziale Rocchi.
Inter 4 Le squadre giocano con la neve in campo e Milito- Miccoli Palermo 4 diventano i re della neve segnando quattro volte il primo e tre il secondo ai portieri rimasti di ghiaccio, I veri entusiasti sono di neve)gli spettatori scaldati dalla massa delle palle (non di neve) in rete.
Cagliari 4 Doppietta del brasiliano del Cagliari Thiago Ribeiro. Roma 2 Caglari travolgente. Adesso per la Roma è vera crisi I giallorossi sono a -10 dalla zona Champions.
Udinese 2 Pazienza e Totò abbattono il Lecce. Un gol lampo del Lecce 1 nuovo acquisto lancia l'Udinese, poi recupera il Lecce con una prodezza di Di Michele, ma il solito goleador Di Natale da i 3 punti ai bianconeri del Friuli. Grande prova di Isla-Udinese: pressa, ricuce gioco e riparte!
Napoli 0 Rabbia di Mazzarri e De Laurentiis per un gol regolare Cesena 0 negato a Pandev. Proprio nei minuti di recupoero viene annullato l' 1- 0 per i partenopei. E il Cesena si porta a casa il pareggio.
Le partite rinviate Atalanta - Genoa Bologna - Fiorentina Parma - Juventus Siena - Catania La squadra che intanto può esultare per i risultati negativi delle squadre di Milano è proprio la Juventus. La debacle del Milan con la Lazio e il pareggio pur spettacolare dell'Inter col Palermo sono una manna per i bianconeri e il loro allenatore Conte. La sconfitta del Milan rafforza le ambizioni della Juve. Classifica parziale Juventus 44 Milan 43Udinese 41Lazio 39Inter 36 Roma 31Napoli 30Palermo 28Genoa 27Cagliari 26 Fiorentina 25Parma e Chievo 24 Catania e Atalanta 23 Bologna 21Siena 19 Lecce e Cesena 16Novara 12
In che modo può la recessione economica influire nella vita delle famiglie? Con la preoccupazione che fa chiudere in se stessi, scatenando la depressione. ::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::
La crisi annunciata è arrivata e si rivela più drammatica e durevole di quanto si pensasse. Come spesso accade nei tempi difficili, le difficoltà non toccano tutti nello stesso modo: c'è differenza tra l'angoscia di chi perde il lavoro, l'apprensione di chi vede ridursi i propri guadagni e il disagio di chi deve comunque misurarsi con stili di vita diversi da quelli fin lì vissuti. Ma quale che sia la gravità delle situazioni individuali, c'è qualcosa di opprimente e profondo che finisce con il coinvolgere anche chi ha la fortuna di potersi sentire al riparo da certe drammatiche evenienze. L'insicurezza generale finisce con toccare tutti, sia pure in forme diverse, e crea un'inquietudine collettiva che fa vacillare gli equilibri dei singoli. Le persone più esposte, quelle più spaventate dalla vita, gli uomini e le donne che portavano già dentro di sè antiche ferite, vedono aumentare la pressione psicologica esterna e rischiano più di altri di restare travolti dall'angoscia. Molti dei recenti drammatici fatti di cronaca nera potreb= bero essere stati sollecitati proprio dal clima di tensione generale che si respira attraverso i racconti dei media e le esperienze dirette e quotidiane. Si verificano veri e propri 'spostamenti' psicologici: l'ira. l'angoscia, la frustrazione sembrano nascere dalle proprie difficoltà personali, mentre in realtà sono alimentate dall'ansia diffusa e parvasiva che nacse dall'in= certa e inquietante situazione generale... ... Ma accade spesso, molti fatti di cronaca sembrano dimostrarlo, che la crudezza della crisi perda le sue dimensioni generali e assuma i tratti del dramma intimo e familiare come se, restringendo i confini della sofferenza, la si potesse più facilmente sopportare e sconfiggere. Così la rabbia, la paura, la frustrazione invadono i rapporti familiari e spesso assumono i contorni della depressione o della violenza. Il pericolo maggiore nei casi di inquietudine collettiva è proprio quello di sentirsi soli e sconfitti, mentre la risposta psicologicamente più adeguata sarebbe di riconoscersi negli altri e di condividere con l'ansia e la solidarietà anche il coraggio di elaborare, tutti insieme, progetti nuovi e difese efficaci.
( tratto dalla Rubrica "LA PSICOLOGA" di Gianna Schelotto sulla rivista 'Gente' - Gli esperti di Gente ) - Gianna Schelotto è psicologa, psicoterapeuta e specialista dei problemi della famiglia.
Commento (di Lucianone) Ci sono parecchi punti fermi da tenere in conto sia per quel che riguarda i piani alti (pro promozione) e sia per le zone nasse o molto basse dove si deciderà per la Lega pro. Piani alti: ormai il Pescara di Zeman è una bella realtà, che si conferma sabato dopo sabato, gara dopo gara, soprattutto con la caterva di gol all'attivo, tipico di questo tecnico inossidabile; il Torino di Ventura sta invece perdendo colpi e ha già perso la bella riserva di punti che aveva incamerato con gioco molto tecnico, tattico e cinico a volte, ma nelle ultime partite si è poi perso nell'astratto e quindic con gioco meno pratico nella zona d'attacco, suo punto forte. Le altre tre squadre, Verona-Sassuolo-Padova che fino alla fine del torneo lotteranno, credo senz'altro, per i playoff si sono finora dimostrate le più costanti e quindi pericolose per portare l'assalto a Pescara e Torino. Il Verona dovrà tenere una difesa più compatta e solida, comunque, anche lontano dal Bentegodi e soprattutto quando dovrà rinunciare al suo grande regista Hallfredsson. Zone basse: la Nocerina con 5 punti di distacco dalle penultime, dovrà darsi molto da fare d'ora in poi, direi puntando anche su gare esterne dove il punteggio vale quasi doppio, in casa poi deve avere iòl massimo sostegno dei fan o va alla deriva... Albinoleffe ed Empoli sono le due squadre risucchiate nelle ultime settimane in zona rischio-pericolosa da dove possono, volendo, uscire poichè hanno rispetto a Gubbio e Ascoli (che bella sorpresa quest'ultima!) qualcosa in più, ma lo devono ormai apertamente dimostrare...
Per la Scozia che vuole il referendum per l'indipendenza c'entra forse anche il petrolio? Al premier scozzese non bastano un parlamento e un governo "liberi" da Londra - Ora chiede un referendum separatista, anche per i giacimenti di petrolio nel mare del Nord.
L'uomo-immagine dell'indipendenza scozzese è Sean Connery, che ama farsi fotografare con il gonnellino e che 40 anni fa diede la sua adesione allo Scottish National Party (SNP), la formazione politica che vuole la secessione scozzese dall'Inghilterra. E' un bel paradosso che il divo, apostolo di una Scozia libera da dominio inglese, abbia personificato sullo schermo l'agente 007 fedelissimo e intrepido suddito di Sua Maestà. Altro paradosso e un'altra stranezza è che la crociata indipendentista sia guidata da un 57enne apparentemente pacioso che si chiama Alex Salmond già dirigente bancario, e così bravo nelle pubbliche relazioni da avere di recente meritato (nientemeno che dal Times) la qualifica di"britannico dell'anno". La Scozia ha già ottenuto, negli ultimi tempi, una grande autonomia con un suo governo e un suo parlamento, tanto che Salmond può fregiarsi della qualifica di premier, Nelle ultime elezioni poi Salmond ha stravinto umiliando i laburisti che in precedenza avevano la maggioranza. Ma è pur sempre un premier di serie B, subordinato al premier di serie A che abita al numero 10 di Downing Street e che si chiama David Cameron. Per arrivare a diventare premier di categoria superiore, Salmond vuole adesso un referendum sull'indipendenza, da tenersi nel 2014 e che dovrebbe affrancare la Scozia dall'obbedienza a Londra. E la data non è casuale. La Scozia celebra come suo eroe Braveheart (protagonista dell'omonimo film con Mel Gibson), ma ancor più celebra la battaglia di Bannockburn di 700 anni fa in cui 8-500 scozzesi comandati da Robert Bruce sgominarono i 27mila inglesi di re Edoardo II . - L'Act of Union del 1707 che aggregò la Scozia all'Inghilterra , e che dai nazionalisti di Edimburgo è ancora ricordato come un tradimento, dovrebbe essere cancellato se davvero nel referendum si imponesse il partito dell'indipendenza totale. La prospettiva di una separazione, che manterrebbe tra Inghilterra e Scozia solo il tenue legame dell'appartenenza al Commonwealth, non è a questo punto vagamente ipotetica, ma non è nemmeno molto probabile. Non lo è, anzitutto, per gli ostacoli che il governo inglese porrebbe certamente sulla via della scissione, e poi perchè gli ultimi sondaggi hanno dato un 38 per cento di scozzesi favorevoli all'indipendenza (il 37 % contro e il resto indecisi). Un'altra ragione è data dalle difficoltà economiche che il nuovo Stato dovrebbe affrontare. Ma per quanto riguarda quest'ultimo capitolo della nascita d'una Scozia indipendente, bisogna osservare che questa terra fiera e povera ha ora un 'outout' formidabile: è il petrolio. Infatti nelle acque scozzesi esistono giacimenti importanti e per la Scozia il potersene appropriare in esclusiva è una grande tentazione.
(Notizie e articolo riprese/o da "Il taccuino" di Mario Cervi sulla rivista "Gente")
Oggi / today 27 gennaio - venerdì / Friday visualizzazioni 5.736
da "la Repubblica" titoli in 1^ pagina
Ecco il testo del decreto-semplificazioni - Il Cavaliere: non stacco la spina al governo Il Senatur: sei una mezza cartuccia La rivoluzione dei certificati Basta attese per i documenti pubblici. Berlusconi-Bossi: scontro su Monti La forbice con i prezzi Il casoLa polemica si allarga all' 1,9% A Sud mancano benzina Il viceministro che accusa gli 'sfigati' Salari a picco e alimentari Michel Martone e quel concorso mai così bassi TIR SELVAGGIO vinto tra i dubbi dei commissari da dodici anni ancora disagiL'Europa e la crisi. 3 L' analisi - fabbriche chiuse L'economia a due velocità Il dramma sociale e merci bloccate indebolisce l'Unione della disuguaglianza In manette anche ex militanti di Br e Prima Linea Cortei No Tav, ventisei arresti nei centri sociali L'ordinanza Quel filo rosso che lega R 2 la Val di Susa a Roma Non tagliamo gli aiuti Inchiesta italiana agli ultimi del mondo Cocaina, ville e Ferrari il regno dei Casamonica Seno, denti: regole severe Stretta Ue sulle protesi
Approfondimenti__________________
L'analisi - Il dramma sociale della disuguaglianza (di Massimo Riva)
A stretto giro di posta dall'indagine di Bankitalia sul precipizio dei bilanci familiari nel 2010, ecco l'Istat fornire con le sue cifre inconfutabili le spiegazione principale dell'impoverimento progressivo di cui soffre una quantità sempre maggiore di italiani. Il dato cruciale sta nella forbice fra aumento dei salari e crescita dell'inflazione. La paga oraria ha avuto un incremento dell' 1,4 per cento su base annua, mentre i prezzi sono saliti del 3,3. Così segnando uno spread micidiale di quasi due punti percentuali (per esattezza 1,9) che non si registrava da 17 anni a questa parte. Fra le cause di questo differenziale l'Istat mette in primo piano i ritardi coi quali da tempo si arriva al rinnovo dei contratti collettivi di lavoro: mediamente ormai più di 2 anni dalla scadenza stabilita. Non dice, viceversa, perchè la corsa dei prezzi sta riprendendo fiato nonostante il rallentamento dei consumi. Ma forse non è poi così difficile spiegare l'andamento dell'inflazione. Da un lato, l'Italia è da mesi nuovamente sul suo fronte più vulnerabile: quello dei rincari petroliferi che, attraverso benzina e gasolio, si trasmettono a tutto il sistema. Dall'altro lato, il Paese continua a dover fare i suoi conti, sempre in perdita, con quella frattura economico-sociale di fondo che separa le categorie deboli e pure indifese per lo più del lavoro dipendente da quelle del lavoro autonomo,queste ultime in grado di poter tutelare il proprio potere d'acquisto con acconci aumenti delle proprie fatture. Si ha così l'ennesima certificazione che in Italia la disuguaglianza economica e redditizia fra cittadini è in costante crescita con l'ulteriore effetto di aver bloccato quell'ascensore sociale che dagli anni del dopoguerra aveva - in certe fasi anche brillantemente - funzionato integrando nella vita della comunità le classi più diseredate. Con la crisi esplosa nel 2008 è cominciata in proposito una lenta ma progressiva marcia indietro: i ricchi diventano sempre più ricchi, i poveri sempre più poveri, mentre arretra senza freni quella classe media che dovrebbe essere il luogo di amalgama e di pacificazione dei conflitti sociali. - Occorre fare molta attenzione a questa perversa distribuzione del reddito perchè è su questo terreno che si giocano le carte decisive nella partita per il rilancio della crescita economica. Si sta, infatti, realizzando quel classico modello di ingorgo malthusiano che in genere precede le fasi di depressione. Quando le ricchezze si concentrano in poche mani e la gran parte della società viene sospinta su livelli di penuria, si inaridisce quella linfa vitale di sostegno alle alle attività economiche che è la domanda per consumi. E ciò perchè chi ha troppi soldi tende inesorabilmente a impiegare la parte maggiore del suo denaro soprattutto in speculazioni finanziarie che poco o nulla hanno a che vedere con il rilancio degli investimenti produttivi di ricchezze reali oltre che di posti di lavoro. - Come ammoniva, appunto, il bistrattato reverendo inglese quasi 200 anni prima di quel che è accaduto e sta ancora accadendo oggi sotto i nostri occhi. - Nel tornante attuale la questione salariale acquista più che mai una connotazione che che non ha senso ridurre soltanto a un problema di pur evidente giustizia sociale. Se non si mettono più soldi nelle tasche di coloro che aspettano solo di poterli spendere per avere un livello di vita meno indecente, non c'è (proprio) speranza di riavviare quel circuito consumi-investimenti-occupazione che è la chiave di volta per rimettere in moto l'economia a vantaggio dell'intera collettività. - Il successo della fase 2 del governo Monti ( quella della crescita ) passa inevitabilmente sulla forzatura di questo varco difficile ma non impossibile. E l'arma decisiva non può essere che quella di un Fisco stavolta forte con i forti e debole coi deboli (quelli veri). :::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::__________________________:::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::
E' molto interessante esaminare la situazione creatasi con il blocco imposto dai padroni delle strade/autostrade, cioè dai camionisti e autotrasportatori, all'Italia e alle sue materie prime (economicamente parlando). Ecco come sviluppa l'argomento il giornalista Paolo Berizzi nel suo Dossier (pag.10-11), Caso TIR SELVAGGIO La rivolta dei camionisti e le conseguenze dello stop
25 gennaio 2012 - mercoledì /Wednesdayvisualizzazioni totali oggi 5.656
Chievo e Napoli accedono alle semifinali superando gli ostacoli Siena e Inter Risultati Chievo Vr - Siena 0 - 1 Napoli - Inter 3 - 0
Il Siena conquista per la prima volta la semifinale in Coppa Italia. Grandi festeggiamenti nella città del palio. Il Chievo ha sprecato l'occasione di giocare in casa, ora si concentrerà solo sul campionato. Un grandissimo Cavani nel Napoli che riesce a stroncare l'Inter nel secondo tempo. Milito non incide in attacco, male anche Schneider. Domani sera alle 20.45 sarà il turno di Milan - Lazio.