mercoledì 15 febbraio 2023

Ultime notizie - dall' Italia / Latest news

 15 gennaio '23 - mercoledì                             15Th January / Wednesday              visione post - 8             

Primarie Pd -
Sondaggio Winpoll, camoroso ribaltone alle primarie Pd: ora Bonaccini trema
Prosegue la guerra dei sondaggi tra Stefano Bonaccini e Elly Schlein, i favoriti per la leadership del Partito Democratico. Al mattino, il comitato della candidata alla segreteria sottolineava la rilevazione di Winpoll in vista delle primarie aperte del 26 febbraio che dava la Schlein al 56,3% e Bonaccini al 47,3%. Nel dettaglio per fasce d’eta, la deputata risulta la preferita nel segmento 18-29 (61%), 30-44 (45%) e over 65 (48%). Bonaccini si afferma con il 65% tra i 45-65enni. 
Per quel che riguarda il genere, il governatore dell’Emilia Romagna è primo tra i maschi (44%) e la Schlein lo è tra le femmine (53%). Il comitato Bonaccini replica però con il sondaggio Emg, secondo il quale la forbice di cittadini che voterà per il candidato alla segreteria è compresa tra il 63 e il 67%, mentre quella per la Schlein è tra il 33 e il 37%. Gli indecisi sono dati al 33%. Bonaccini è anche considerato il miglior candidato per diventare il nuovo segretario del Pd dal 33% degli intervistati, la Schlein dal 10%.
Sul piano della fiducia riposta, Schlein (78%) sarebbe prima nel sondaggio Winpoll, Bonaccini (76%) secondo e Gianni Cuperlo terzo (75%). Più staccata Paola De Micheli, con il 69% di intervistati pronti ad affidarsi alla sua guida. Per quanto invece concerne la diffusione geografica potenziale del voto, si nota come Schlein superi Bonaccini al Nord (48% a 36%) e al Centro (47% a 39%), per pagare leggero dazio al Sud e nelle Isole, dove invece emerge il governatore emiliano (41% contro il 39% di consensi raccolti dall’avversaria). Una situazione incandescente a colpi di numeri: chi vince le primarie ha il compito di sollevare il Pd dopo le ultime pesanti sconfitte.

Lucianone

venerdì 10 febbraio 2023

SPORT - calcio / Serie A - 21^ giornata / Risultati e classifica con marcatori

 10 febbraio '23 - venerdì                                10th February / Friday                       visione post - 5

Risultati delle partite

Cremonese   0    Roma     2
Lecce           2    Empoli   0
Sassuolo   1
Atalanta    0
Spezia   0   Torino      1
Napoli   3   Udinese   0
Fiorentina   1   Inter     1
Bologna      2   Milan   0
H. Verona   1
Lazio          1
Monza         2  
Sampdoria   2
Salernitana   0 
Juventus       3

CLASSIFICA

NAPOLI   56  /   Inter   43  /   Roma   40  /   Lazio   39  /   Atalanta, Milan   38  /   Torino   30  /
Bologna, Udinese   29  /   Monza, Juventus (-15), Empoli   26  /   Fiorentina   24  /   Lecce,
Sassuolo   23  /   Salernitana   21  /   Spezia   18  /   H. Verona   14  /   Sampdoria   10  /
Cremonese   8  

Marcatori
Osimhen (Napoli) -  17  /  Lookman (Atalanta), Martinez (Inter) -  12  /  Kvaratskhelia (Napoli),
Nzola (Spezia) -  9  /  Amautovic (Bologna), Dia (Salernitana), Dybala (Roma), Vlahovic (Juve),
Zaccagni (Lazio), Leao (Milan) -   8


Cultura / Libro - "La ragazza che sognava di sconfiggere LA MAFIA" di Anna Maria Frustaci

10 marzo '23 - venerdì                                     10th March /  Friday                         visione post - 27

(da 'tuttolibri'/La Stampa - 7 gennaio '23 /  Federico Taddia)

Il romanzo di Anna Maria Frustaci
Magistrato sottoscorta, l'autrice racconta una storia che 
con semplicità smonta la complessità della mafia.
Cos'è la giustizia?
Dare un'opportunità anche a chi sbaglia

Giustizia. Non una parola vuota, non una mera invocazione, non un auspicio retorico e di circostanza.

Troppo facile così, troppo comodo. Forse, troppo inutile. Giustizia è ben altro.  E' uno sguardo nuo-
vo, è quotidianità, è l'insieme di mille piccole cose, di mille piccole azioni. E' una grammatica diver-
sa, sovversiva, ribelle, con cui (ri)disegnare il proprio destino e incidere in quello della propria terra.
E' la grammatica con cui Annamaria Frustaci, magistrato sottoscorta del pool antimafia di Catanzaro
costituito dal procuratore Gratteri, ha scritto La ragazza che sognava di sconfiggere la mafia, roman-
zo di formazione - ma anche di informazione - che accompagna  i giovani lettori  ad aprire gli occhi
su mafia  e legalità, 'cosa nostra' e indifferenza, bene comune e responsabilità personali. Omertà e
futuro. Un romanzo sì. Con protagonista Lara, una tredicenne piena di sogni e paure, che desidera
fare la giornalista, che non vuole  scappare dalla sua terra - la Calabria - ma  nella sua terra  vuole 
tornare dopo gli studi, dopo aver acquisito risorse e competenze, dopo sver alzato la testa.
Un romanzo  che non è  una autobiografia, ma che in ogni riga  vibra  dei vissuti della Frustaci,  e
proprio per questo diventa credibile, coinvolgente, aspirazionale. Diventa testimonianza, specchio.
in cui ritrovarsi.  Lara - come Annamaria - vive sulla propria pelle il senso dell'ingiustizia, la respi-
ra nelle consuetudini e nelle dinamiche del giorno per giorno..    Lara, come Annamaria - trova un 
modello di riferimento in figure come Falcone  e Borsellino, trova nella loro morte, e in quella di 
chi con loro ha perso la vita, un motivo in più per dire basta.    Lara - come Annamaria - si affida 
alla scuola per avere una possibilità di riscatto, di cambiamento e di trasformazione; quella scuo-
la in cui un giorno entra il giudice Gherardo Colombo in uno di quegli incontri che ti fanno capi-
re chi vuoi essere da grande. Ma Lara - così cme Annamaria - non si accontenta di stare dalla par-
te dei buoni per combattere i cattivi:non è giustizia questa.   Giustizia è dare una opprtunità anche
a chi sbaglia- Ed è qui il segreto di una trama  che usa la semplicità  per smontare  la complessità
della mafia: un piccolo cucciolo randagio trovato per caso in una villetta abbandonata, diventa la
merce di scambio tra Lara e Totò, il bulletto del paese, figlio di un carcerato-adolescente sbruffo-
ne con il coltello sempre pronto in tasca. Entrambi vogliono quel cucciolo: una con la forza del-
l'amore, l'altro con la forza della prepotenza.   Lara però sceglie - perchè la giustizia altro non è
che una scelta - di non cedere, di non fingere di non vedere, di non abbassare la testa. Si oppone
alle "non regole" del più forte. E, non solo, propone di stringere un patto con il più forte, offren-
dogli un'occasione di rivalsa, sfruttando la propria debolezza per dare a Totò un pretesto per cre-
dere in sè stesso, nella scuola, nell'amicizia. 
 Manca il lieto fine in questa storia, perchè Frustaci sa bene che la realtà per essere compresa 
non necessità di essere edulcorata. Ma non manca il coraggio di chi non si rassegna, di chi sa -
come dicevano Falcone e Borsellino - che avere paura è normale, ma la giustizia  è  più forte
perchè, quando c'è, conviene a tutti.

Lucianone

mercoledì 8 febbraio 2023

SPORT - calcio / Serie A - 20^ giornata / Risultati, classifica e video

 8 marzo '22 - mercoledì                                    8th Marh / Wednesday                visione post - 2

Risultati delle partite

Bologna  2    Lecce            1
Spezia     0    Salernitana   2
Empoli   2   Cremonese  1
Torino    2   Inter            2
Atalanta       2
Sampdoria   0 
Milan        2   Juventus   0
Sassuolo   5    Monza     2
Lazio          1
Fiorentina   1
Napoli   2   Udinese      1
Roma    1   H. Verona   1 

CLASSIFICA
Napoli   53  /   Inter   40  /   Lazio, Atalanta, Milan   38 /   Roma   37  /   Udinese   29   /
Torino   27  /   Bologna, Empoli   26  /   Monza   25  /   Fiorentina   24  /   Juventus (-15)   23  /
Salernitana   21  /  Lecce, Sassuolo   20  /   Spezia   18  /   H. Verona   13  /   Sampdoria   9  /
Cremonese   8

Atalanta       2
Sampdoria   0

Napoli  2
Roma   1


Lucianone


lunedì 6 febbraio 2023

IL CASO / Cronaca politica - Visita e breve colloquio con Alfredo Cospito nella sua cella nel carcere di Bancali a Sassari

 6 febbraio '23 - lunedì                             6th February / Monday                            visione post - 2

(da la Repubblica - 13 gennaio 2023 - di Francesco Bei)

Alfredo Cospito è un duro. La sua carriera militare (e criminale) parla per lui. ha gambizzato un
dirigente di Ansaldo Nucleare, Roberto Adinolfi, attentato per cui ha già scontato dieci anni in
carcere ed è stato condannato per strage per due bombe piazzate nel 2006 davanti alla Scuola
carabinieri di Fossano, anche se in quell'occasione , fortunatamente, non ci furono vittime ma
solo danni materiali.     Da 86 giorni l'uomo, che i giudici considerano  il leader della galassia
anarchica italiana, è in sciopero della fame contro il regime del 41 bis.   Una misura di segre-
gazione estrema, concepita dall Stato per combattere la mafia, per spezzare i legami tra i boss
reclusi e i loro clan, che viene per la prima volta applicata a un anarchico.  Cospito è un duro,
dicevamo, è così che si prsenta subito alla delegazione del Pd che è andata a trovarlo ieri nel
carcere di Bancali, a Sassari,  -  "Non dico niente, non parlo con voi se prima non parlate an-
che con gli altri detenuti", questo il benvenuto ai parlamentari Dem Serracchiani, Andrea <or-
lando, Silvio Lai e Walter Verini, volati in Sardegna per verificarne le condizioni di salute. 
Gli altri tre detenuti, con cui Cospito divide la sezione di massima sicurezza, sono due mafio-
si e un camorrista. Carcerati che hanno alle spalle chi 30, chi 20, chi 15 anni  di questa "non 
vita", fatta di limitazioni severe ai rapporti  con gli altri "ospiti" della struttura, regole strin- 
genti per i colloqui, l'ora d'aria, le letture, persino divieti alla televisione (o a certi programmi).
 La porta della cella non si apre nemmeno per la visita di controllo dei parlamentari, che dislo-
gano con il detenuto attraverso lo spioncino.  Cospito appare smagrito, ha già perso 35 chili da
quando ha iniziato la sua lotta contro l'ergastolo ostativo e il 41 bis, un regime a cui è sottopo-
sto dal maggio dello scorso anno. E' ancora un omone da un metro e 90 per 85 chili, ma i me-
dici che lo seguono iniziano a riscontrare alterazioni nelle analisi del sangue.
"Io so che se non risolvono questo problema morirò. sarà la mia ultima battaglia - sussurra (Co-
spito) dalla cella, alzandosi dal letto  con una tuta  e  uno  zuccotto  di lana in testa  -  ma andrò 
comunque fino in fondo. Ho solo questa arma, ho solo il mio corpo".  Cospito combatte dal car-
cere e non rinnega nulla, non si pente e non si arrende.  Anzi, conferma la sua sfida alle Istitu-
zioni: "Io sono un sovversivo, sono sempre stato un ribelle, fin da quando ho rifiutato la naja.
Non ho mai accettato di servire lo Stato".  Cospito considera lo stato italiano un nemico da ab-
battere, ma può lo Stato italiano considerarlo alla stessa stregua? Il tema, dunque, non è la le-
gittimità della condanna, ma il confine di una detenzione che, scontata in questo modo rischia
di vanificare i principi costtituzionali sulla pena e sul carcere.    L'anarchico al momento è ta-
gliato fuori da tutto, perchè i giudici sospettano che dal carcere possa dirigere ancora la fede-
razione anarchica che guarda a lui come a un leader. Una valutazione che il detenuto contesta
radicalmente: "Io sono anarchico, per definizione l'anarchico non ha una struttura formale, non 
ha reti cui impartire ordini.
Continua...
to be continued...

domenica 5 febbraio 2023

Ultime notizie - dall'Italia / Latest news - e la lettera al "Corriere" del primo ministro Meloni

 5 marzo '22 - domenica                                      5th March / Sunday                      visione post - 3

"Corriere della Sera" -
Caso COSPITO
La risposta di Giorgia Meloni: "Anche FdI abbassi i toni, ma Delmastro resta".
Il Pd: Meloni parla da capopartito.
Cortei anarchici a Roma e a Opera: tafferugli e fermi / I legali del detenuto: nessun trattamento
forzato / 
Non è servita la lettera di Giorgia Meloni al 'Corriere della Sera' sul caso Cospito a chiudere
lo scontro DURISSIMO  tra maggioranza, in particolare proprio il partito della premier, e op-
posizione.  L'invito ad abbassare i toni "a paertire dagli esponenti di Fratelli d'Italia" per
affrontare assime le "minacce alle istituzioni italiane", ma anche la difesa tetragona dei suoi
Delmastro e Donzelli ("Non ritengo vi siano in alcun presupposti per le dimissioni") e il con-
trattacco al Pd per aver "messo in discussione il 41 bis, anzi, fanno indignare gli avversari 
dem.
LA LETTERA DELLA PREMIER -
Giorgia Meloni
Caro direttore, da diversi giorni vengo accusata, da esponenti delle opposizioni dei media, di
reticenza in relazione all'acceso dibattito su Alfredo Cospito svoltosi alla Camera, che ha visto
coinvolti tra gli altri l'onorevole Donzelli e il sottosegretario Delmastro. Della vicenda mi è stato  
chiesto ieri, quando durante una conferenza stampa con il cancelliere Scholz a Berlino, e di fronte
ai media internazionali, giornalisti italiani mi hanno interrogato su questo, evidentemente meno
interessati alla trattativa che stavo conducendo nell'interesse italiano in vista del prossimo Consi-
glio europeo straordinario. -  Ho preso l'impegno di rispondere e lo faccio ora, segnalando che la
ragione per la quale non sono intervenuta finora è che ho tentato di non alimentare una polemica
che considero, per tutti, controproducente.     Lo spiego perchè:  sicuramente i toni si sono alzati
troppo, e invito tutti, a partire dagli esponenti di fratelli d'Italia, a riportarli al livello di un con-
fronto franco ma rispettoso. -  Tuttavia, non ritengo non vi siano in alcun modo i presupposti per
le dimissioni che qualcuno ha richiesto.  Peraltro, le notizie contenute nella documentazione -
getto del contendere, che il ministero dell Giustizia ha chiarito non essere oggetto di segreto, so-
no state addirittura anticipate da taluni media.
Ci sono in questo polverone, a mio avviso, aspetti chiaramente strumentali.  Trovo strumentale
che ci si scandalizzi perchè in Parlamento si è discusso di documenti non coperti da segreto,
mentre da anni conversazioni private - queste sì da non divulgare - divengono spesso di dominio
pubblico.  (Quali conversazioni private? - Perchè Meloni non specifica?) -
Trovo singolare l'indignazione del Pd per un'accusa sicuramente eccessiva, quando però la sinistra
in passato (Ma non stava citando il Pd in paticolare?) in passato ha mosso alla sottoscritta, leader,
dell'opposizione, le accuse di "essere la mandante morale delle morti in mare" o di guidare un
"partito eversivo", per citarne alcune.  Senza dimenticare quando esponenti istituzionali gridava-
no tra gli applausi che avremmo dovuto "sputare sangue". -  Trovo paradosale che non si possa
chiedere conto ai partiti della sinistra delle loro scelte, quando all'origine elle polemiche di que-
sti giorni si colloca oggettivamente la visita a Cospito di una qualificta rappresentanza del par-
tito democratico, in un momento in cui il detenuto intensificava gli sforzi di comunicazione con
l'esterno,  come emerge dalle note dell'autorità giudiziaria che si è pronunciata sul caso, rese
note dai mezzi di informazione.   E quello che c olpisce me, ancora più di quella visita, è che 
dopo avere preso atto - da quello che riporta la stampa sulla vicenda - dei rapporti tra Alfredo
Cospito e i boss mafiosi in regime di carcere duro, e ben sapendo quanto alla mafia convenga
mettere in discussione il41 bis, autorevolissimi esponenti del Pd abbiano continuato a chiedere
la revoca dell' Istituto per Cospito, fingendo di non comprendere le implicazioni che tale scelta
avrebbe avuto soprattutto in termini di lotta alla criminalità organizzata.  
continua...
to be continued...

giovedì 26 gennaio 2023

SPORT - calcio / Serie A - 19^ giornata / Risultati e classifica + video - commenti

 26 gennaio '22 -  giovedì                               26th January /  Thursday                   visione post - 5 

Risultati delle partite

H. Verona   2   Salernitana   0
Lecce         0    Napoli         2
Fiorentina   0   Sampdoria   0    
Torino         1   Udinese       1
Monza      1   Spezia   0
Sassuolo   1   Roma    2
Juventus   3
Atalanta   3
Bologna        1   Inter       0
Cremonese   1   Empoli   1
Lazio    4
Milan   0

Classifica
NAPOLI   50  /   Milan   38  /   Inter   37  /   Lazio, Roma   37  /   Atalanta   35  /   Udinese   28
Torino   26  /   Empoli   25  /   Bologna, Juventus, Fiorentina   23  /   Monza  22   /  Lecce   20
Salernitana   18  /   Spezia   18  /   Sassuolo   17  /   H. Verona   12  /   Sampdoria   9  /  
Cremonese   8
                                                                            


 Juventus    3   
                                                                         Atalanta   3

Commento

continua... to be continued...
 

RIFLESSIONI / commenti - Elogio della tristezza

 26 gennaio '22 - giovedì                              26th January / Thursday                        visione post - 3

(da la Repubblica - 24 ottobre '22 -  Altrimenti / Enzo Bianchi)

Siamo ormai nell'autunno inoltrato: il sole è più pallido, le giornate uggiose e il vento fa cadere a
terra le foglie spogliando gli alberi. Questa è la stagione che ispira sentimenti di malinconia e an-
che di tristezza in molti ma soprattutto nei vecchi. E non è certo un caso che la tradizione religiosa
abbia collocato nell'autunno la memoria dei morti. -   Ma questa tristezza sobria che ci coglie è un
sentimento negativo? Perchè oggi l'imperativo dominante è che non bisogna essere tristi.
Eppure la tristezza, la malinconia, sono sentimenti necessari, per vivere in pienezza e se noi fossi-
mo privati di queste esprienze saremmo privati di qualcosa che ci aiuta a vedere e leggere la realtà 
diversamente e a vivere con più chiarezza il ricordo del passato, nell'accettazione di ciò che non è
più ma che è stato significativo. Per non conoscre la tristezza sarebbe auspicabile vivere in una pri-
gione dorata?  la leggenda narra che il padre di Guatama, colui che diventerà l'illuminato, il Buddha,
desiderando che il figlio non conoscesse nè la tristezza nè il dolore fece recintare lo splendido giar-
dino della sua reggia impedendogli così di uscire e di conoscere la realtà del mondo.
Continua...
to be continued...

Spettacoli tv - Intervista / Francesco Pannofino e la serie "Boris" (su Disney +)

26 gennaio '23 - giovedì                              26th January / Thursday                        visione post - 4

(da la Repubblica - 24 ottobre '22 / di Arianna Finos)

Pannofino: "Boris è cult ma restiamo
 scorretti.  Devo  tutto  a  Renè"  
(Su Diney+ dal 26 ottobre '22 le nuove puntate della serie)  

Videochiamate oltreoceano a scandire la giornata, una piattaforma americana, una serie biblica da 
"sbloccare", algoritmi tirannici a dettare le trame  e i nuovi codici  del politicamente corretto  che 
declinano aggettivi e sostantivi in un inclusivo "u".  A dodici anni dalla terza stagione e a undici
dal film, Bris è tornato e graffia insieme a noi, "sennò non sarebbe Boris", avverte Francesco Pan-
nofino al telefono da Prato, in tournèe con le Mine vaganti ma di rientro oggi per l'anteprima dei
due episodi di Boris 4, evento finale della Festa di Roma e Alice nella città.  
La serie (prodotta da The apartment), prodotta da Giacomo Ciarrapico e Luca Vendruscolo, sarà
su Diney+ dal 26 ottobre '22.  L'assaggio presentato convince assai: il prim'attore Stanis La Ro-
chelle (Pietro Sermonti) ha sposato Corinna-Cagna maledetta (Carolina Crescentini), la loro casa
di produzione dopo un Gengis Khan fallimentare punta a una serie su Gesù cinquantenne, "una
teoria di studiosi israeliani", con cui Stanis ha convinto la dirigente d da qui scaella Piattaforma. Arruolati in fretta tutti i protagonisti storici, Arianna (Caterina Guzzanti) e Alessandro (Alessan-
dro Tiberi), l'ex stagista ora dirigente della piattaforma e l'elettricista Biascica (Paolo Calabresi).
E torna Paolo Guzzanti: "Mariano era  uno psicopatico  di insuccesso, ora è di successo", una  
sorta  di predicatore americano legato agli assalti di Capitol Hill.  Al centro di tutto Renè Ferret-
ti, tra sogni e fallimenti, e il suo pesce Boris, più vivo che mai: "Gli do i gamberetti".
Intervista -
- Finalmente "Boris 4"
"Dopo tanti anni abbiamo realizzato il sogno di noi tutti. Una gioia grande.  Perchè  c'è un testo 
scritto benissimo, per l'armonia e la complicità tra noi. Quando è scomparso Torre abbiamo pen-
sato che  questa avventura  fosse finita, ma Mattia ci ha lasciato tanto, abbiamo lavorato  anche
sulle sue idee".

- La serie si apre su Ferretti in un crepuscolo metropolitano, una passante sciroccata lo insulta.
"L'avevamo lasciato alle prese con la Rete, coi direttori e i funzionari. Oggi c'è la piattaforma. 
Ci siamo adeguati, anche se i personaggi sono rimasti gli stessi, come nei fumetti renè non riesce 
a liberarsene. Un gruppo di boomer che si ritrova ad affrontare nuove tecnologie e codici compor-
tamentali, maneggiare l'inclusione, cose a cui non erano abituati. Da qui scaturiscono una serie di equivoci e paradossi che sono quelli di Boris, rivisti e modernizzati".
- La serie resta scorretta assai.
"Questo è l'obiettivo. Non possiamo essere buoni. E noi ironizziamo su una piattaforma che è
quella a cui dobbiamo il lavoro, che ci ospita. Ma c'è anche l'intelligenza della Disney di ca+
pire che si può essere autoironici rispetto a regole e regolette che a noi incuriosiscono".
- L'emozione sul set?
"La prima scena, il funerale d'Itala, Roberta Fiorentini: anche lei non è più con noi. Era sempre 
seduta vicino a me, avevamo un rapporto speciale.  In quel primo giorno c' è stata la commozio-
ne ma anche l'emozione nel ricominciare, scoprire che i rapporti tra noi non erano cambiati.  E
poi, il divertimento e la fatica: abbiamo trottato per portare a casa questo risultato".
- Tornano i vecchi personaggi e i nuovi ospiti.
"Mi ha fatto tenerezza Edoardo Pesce (farà Giuda ndr.), un bravissimo attore, arrivato come un 
fan. Alle prove di lettura rideva come un matto, sul set era emozionato, felice".
- E nuovi tormentoni.
"Gli autori sono stati bravi a non appoggiarsi ai vecchi in modo spropositato: 'Cagna maledetta',
'smarmella tutto', 'a cazzo di cane', 'dài,dài,dài'.  Li usiamo ma non troppo e ne sono venuti fuori
nuovi. Uno di questi gira intorno all'algoritmo, che è come fosse un altro personaggio, che nes-
suno sa bene che cazzo è".
- Quello di Renè Ferretti è stato per lei un ruolo regalo.
"Una fortuna che capita raramente nella carriera di un attore, l'occasione non basta, ci devi met-
tere del tuo. Ricordo che quindici anni fa lessi la puntata pilota da girare per capire se il progetto
sarebbe partito e pensai subito che era un capolavoro, perchè raccontava attraverso questi perso-
naggi , come lo fa oggi, l'Italia. La serie è una bellissima metafora del Paese, non è una storia cir-
coscritta agli addetti ai lavori di cinema e televisione. Qui si parla dei rapporti tra le persone, c'è
molto di più. E poi soprattutto lo si fa facendo ridere".
- Cosa le ha regalato negli anni la popolarità di Renè?
"Tantissimo. Tra quelli che vengono a teatro e mi aspettano fuori riconosco dallo sgaurdo gli ap-
passionati di Boris, mi guardano come fossi Sant'Antonio".
- Cosa le piace di lui?
"Il suo lottare contro tutto per avere un risultato artistico personale, anche se poi tutto finisce in
vacca". La forza di questo personaggio è che davvero ci prova ed è convinto che finalmente fa-
rà una cosa bella".
- " 'Boris' per lei è un album dei ricordi.
"Sì. La quarta serie è stata girata a Cinecittà ma le altre tre e il film da Cartocci, uno stabuilimen-
to più piccolo, due teatri di posa sul Raccordo Anulare, all'altezza di Ciampino.  Noi personaggi
fissi avevamo i camerini in muratura, che per mesi sono stati la mia casa. Ero convocato a tutte
le ore e nelle pause suonavo la chitarra, ho composto anche delle canzoni... ". 
- La serie si vedrà in tutto il mondo, c'è anche un trailer in inglese.
"Anche le altre stagioni sono state amate all'estero. E' una storia italiana ma certe cose succedono ovunque. Soprattutto c'è una nuova generazione  che ha scoperto Boris  durante la pandemia. Me
ne accorgo da mio figlio, che ha 24 anni. Quando da bambino lo portavo sul set di Boris dopo cin-
que minuti se ne voleva andare. Crescendo l'ha amato e ora sa tutte le battute a memoria. Da que-
sta esplosione di popolarità è nata l'idea di un ritorno vero".
- E ora?
"Spero in un'altra serie. Adesso Boris bisogna conoscerlo per partecipare alle conversazioni: "Non
lo hai mai visto? Ma sei un coglione!".  Anzi, per rispettare il codice del politicamente corretto, sei
un coglion-u".

Lucianone