14 gennaio '17 - sabato 14th January / Saturday visione post - 9
(da 'l'Espresso' - 4 dicembre 2016 - Risponde Stefania Rossini)
SCHIAVONE, il mio Dostoevskij
Cara Rossini, chiedo scusa se parlo di una mia passione televisiva, cioè di Schiavone,
ma io sono per Rocco, confortato dal fatto che la serie di cui è protagonista viene ap-
prezzata dalla stampa. Schiavone non è edificante, ma nasce dalla penna di uno scrit-
tore che indaga la realtà, che si commuove per i pensionati che truffano sulla pensione
perchè non hanno altro. Rocco non dice che questo è giusto, ma afferma che purtroppo
accade. Prende a pugni lo stupratore di bambine, perchè la legge non riesce a fermarlo.
Perdona la moglie angariata da un marito violento, per far punire il marito. E quando
scopre che non è il consorte l'assassino, distrugge le prove pur di denunciarlo per omi-
cidio. Lui scava nella realtà per la verità, quella realtà che commuove e chiede giustizia.
Anche Simenon è tentato di fare del suo commissario un giudice, che talora ha la simpa-
tia dei suoi criminali. Non amare Schiavone sarebbe come non apprezzare Dostoevskij
perchè ci fa vivere l'animo demoniaco dei suoi assassini.
Luciano Ferrari
Risposta di Stefania Rossini
La miniserie "Rocco Schiavone", trasmessa su Rai2 e ispirata ai romanzi di Antonio
Manzini, ha avuto certamente il successo che si deve a un prodotto ben fatto e ben in-
terpretato. Ma c'è stato un clamore in più che la dice lunga sull'assuefazione al peggio
dello spettatore delle reti pubbliche. Schiavone si è fatto largo tra i tanti Don Matteo
perchè è un poliziotto tormentato e scorretto, perchè fuma spinelli (scandalizzando Ga-
sparri) e perchè è pure colto, dato che cita Hegel. E ha bucato il piccolo schermo come
se lì sopra non avessero lasciato traccia (eppure ci sono passati) non solo i Marlowe in-
terpretati da Bogart e da Mitchum, ma neanche i noir francesi con Lino Ventura o le
serie americane di base. Motivo di più per proporre, come già annunciato, una secon-
da stagione di questo vicequestore trasteverino privo di certezze morali e di fiducia
nella giustizia. Con l'augurio però che venga tenuta lontana quella che Riccardo Boc-
ca, nostra guida indiscussa lungo i sentieri televisivi, ci ha prontamente segnalato co-
me un'intrusa non invitata: la noia.
Fidel, un dittatore
E' inutile voler oggi voler far quadrare il cerchio. Fidel Castro era un dittatore, e
infatti il potere come nelle monarchie è passato al fratello giovane, paradosso della
storia. Alla sinistra degli anni Sessanta è parso il romantico Davide contro il Golia
imperialista, ma la verità vera era che fu un feroce dittatore, piaccia o non piaccia.
Come Mussolini, Hitler, Hoxha, Mao... Portò scuola e sanità al suo popolo affama-
to dalla dittatura di destra di Fulgencio Batista? Sì, vero, ma a che prezzo?
Fabrizio C.
Lucianone
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sabato 14 gennaio 2017
giovedì 12 gennaio 2017
SOCIETA' / Italia - No alla politica dei forconi
12 gennaio '17 - giovedì 12th January / Thursday visione post - 12
(da la Repubblica - 15 dicembre '16 - di Sebastiano Messina)
LA POLITICA DEI FORCONI
Nel rapporto della polizia si parla di "manifestazione non autorizzata" - semplice
contravvenzione, male che vada sono 103 euro di ammenda - ma la pagliacciata del-
l'arresto autogestito "in nome del popolo italiano" dell'ex deputato berlusconiano
Osvaldo Napoli non può essere liquidata con un clic o con un sorriso, come se fosse
una scenetta delle Iene o una boutade goliardica. Per il luogo scelto, per le parole
usate e per i gesti compiuti questo episodio ci segnala che un gruppo di cittadini -
"la ggente" - ha deciso di prendere alla lettera le esortazioni del coro populista a
ribellarsi contro il Palazzo e ha cominciato a varcare quel confine (tranne loro,
si capisce).
La scelta del bersaglio, l'onorevole Napoli, è stata casuale. Lui stesso ha raccontato
di essere stato individuato come "politico" solo perchè stava rispondendo alle do-
mande della troupe di Striscia la notizia. Ma il fatto che non ce l'avessero con lui,
invece di sminuire l'episodio, lo rende ancora più inquietante: perchè quegli scal-
manati che si autodefiniscono "Movimento dei forconi" cercavano un rappresen-
tante della Casta, uno qualunque, e lui ha avuto solo la sfortuna di essere il primo
che hanno trovato. Contano, però, dicevamo, altre cose: il luogo, le parole e i gesti.
Il luogo, innanzitutto: davanti alla Camera dei deputati, che dovrebbe essere il
tempio invioòlabile della democrazia. Su una piazza dove il cittadino presume che
nessun reato possa essere commesso, perchè le forze di polizia la presidiano e la
sorvegliano notte e giorno (tutti ricordiamo l'eroismo del brigadiere Giuseppe
Giangrande, finito sulla sedia a rotelle per fermare quel folle che voleva uccidere
i ministri del governo Letta). - Poi ci sono le parole usate da quegli undici esalta-
ti per fermare l'ex parlamentare: "Siamo un gruppo di cittadini e dobbiamo noti-
ficarle un atto. In base all'articolo 278 del codice penale...". Lui sorrideva, creden-
do che fosse uno scherzo, ma quelli non scherzavano affatto. "...Che punisce
'chiunque usurpa un potere politico, o persiste nell'esercitarlo indebitamente, e
in base all'articolo 294, primo comma..."."
A quel punto è arrivato il gesto finale, un atto mai visto. Il gruppo ha circondato
Napoli, due persone lo hanno afferrato per le braccia e il capo-forcone, un omo-
ne con gli occhiali sui capelli lunghi, ha gridato: "In nome del popolo italiano la
dichiariamo in arresto". Poi ha chiamato addirittura "il maresciallo!", come se
lui avesse davvero il potere di mandare in carcere il malcapitato, che per fortu-
na è riuscito a divincolarsi e a fuggire. E così, davanti al Parlamento della Re-
pubblica, un politico scelto (male) a caso è stato "arrestato", in quanto rappre-
sentante di una classe politica accusata di star usurpando il potere democratico.
Nessuno si aspettava un episodio del genere. Ma forse bisognava prevederlo, che
a furia di assistere ai comizi volanti dell'arringapopolo Di Battista contro "que-
sta gentaglia, questi truffatori della democrazia, questi squallidi malfattori", a
furia di sentirgli ripetere che "c'è la mafia in Parlamento" a furia di ascoltarlo
mentre dice che "là dentro hanno usurpato le loro poltrone", qualcuno decides-
se di fare il passo successivo. Per ora simbolicamente, domani purtroppo chissà.
Lucianone
(da la Repubblica - 15 dicembre '16 - di Sebastiano Messina)
LA POLITICA DEI FORCONI
Nel rapporto della polizia si parla di "manifestazione non autorizzata" - semplice
contravvenzione, male che vada sono 103 euro di ammenda - ma la pagliacciata del-
l'arresto autogestito "in nome del popolo italiano" dell'ex deputato berlusconiano
Osvaldo Napoli non può essere liquidata con un clic o con un sorriso, come se fosse
una scenetta delle Iene o una boutade goliardica. Per il luogo scelto, per le parole
usate e per i gesti compiuti questo episodio ci segnala che un gruppo di cittadini -
"la ggente" - ha deciso di prendere alla lettera le esortazioni del coro populista a
ribellarsi contro il Palazzo e ha cominciato a varcare quel confine (tranne loro,
si capisce).
La scelta del bersaglio, l'onorevole Napoli, è stata casuale. Lui stesso ha raccontato
di essere stato individuato come "politico" solo perchè stava rispondendo alle do-
mande della troupe di Striscia la notizia. Ma il fatto che non ce l'avessero con lui,
invece di sminuire l'episodio, lo rende ancora più inquietante: perchè quegli scal-
manati che si autodefiniscono "Movimento dei forconi" cercavano un rappresen-
tante della Casta, uno qualunque, e lui ha avuto solo la sfortuna di essere il primo
che hanno trovato. Contano, però, dicevamo, altre cose: il luogo, le parole e i gesti.
Il luogo, innanzitutto: davanti alla Camera dei deputati, che dovrebbe essere il
tempio invioòlabile della democrazia. Su una piazza dove il cittadino presume che
nessun reato possa essere commesso, perchè le forze di polizia la presidiano e la
sorvegliano notte e giorno (tutti ricordiamo l'eroismo del brigadiere Giuseppe
Giangrande, finito sulla sedia a rotelle per fermare quel folle che voleva uccidere
i ministri del governo Letta). - Poi ci sono le parole usate da quegli undici esalta-
ti per fermare l'ex parlamentare: "Siamo un gruppo di cittadini e dobbiamo noti-
ficarle un atto. In base all'articolo 278 del codice penale...". Lui sorrideva, creden-
do che fosse uno scherzo, ma quelli non scherzavano affatto. "...Che punisce
'chiunque usurpa un potere politico, o persiste nell'esercitarlo indebitamente, e
in base all'articolo 294, primo comma..."."
A quel punto è arrivato il gesto finale, un atto mai visto. Il gruppo ha circondato
Napoli, due persone lo hanno afferrato per le braccia e il capo-forcone, un omo-
ne con gli occhiali sui capelli lunghi, ha gridato: "In nome del popolo italiano la
dichiariamo in arresto". Poi ha chiamato addirittura "il maresciallo!", come se
lui avesse davvero il potere di mandare in carcere il malcapitato, che per fortu-
na è riuscito a divincolarsi e a fuggire. E così, davanti al Parlamento della Re-
pubblica, un politico scelto (male) a caso è stato "arrestato", in quanto rappre-
sentante di una classe politica accusata di star usurpando il potere democratico.
Nessuno si aspettava un episodio del genere. Ma forse bisognava prevederlo, che
a furia di assistere ai comizi volanti dell'arringapopolo Di Battista contro "que-
sta gentaglia, questi truffatori della democrazia, questi squallidi malfattori", a
furia di sentirgli ripetere che "c'è la mafia in Parlamento" a furia di ascoltarlo
mentre dice che "là dentro hanno usurpato le loro poltrone", qualcuno decides-
se di fare il passo successivo. Per ora simbolicamente, domani purtroppo chissà.
Lucianone
lunedì 9 gennaio 2017
SPORT - calcio / Serie A - 19^ giornata 2016/17
9 gennaio '17 - lunedì 9th January / Monday visione post - 19
RISULTATI delle partite
Empoli 1 Napoli 2 Udinese 1 Chievo 1 Genoa 0 Lazio 1
Palermo 0 Sampdoria 1 Inter 2 Atalanta 4 Roma 1 Crotone 0
Sassuolo 0 Milan 1 Juventus 3 Pescara
Torino 0 Cagliari 0 Bologna 0 Fiorentina 1 febbraio '17
CLASSIFICA
Juventus 45 / Roma 41 / Napoli 38 / Lazio 37 / Milan 36 / Atalanta 35 /
Inter 33 / Torino 29 / Fiorentina 27 / Chievo, Udinese 25 / Cagliari, Genoa,
Sampdoria 23 / Bologna 20 / Sassuolo 18 / Empoli 17 / Palermo 10 /
Crotone, Pescara 9
Classifica MARCATORI
Icardi (Inter) - 14 / Belotti (Torino), Dzeko (Roma) - 13 / Higuain (Juventus) - 12 /
Mertens (Napoli) - 11 / Immobile (Lazio) - 10 / Bernardeschi (Fiorentina) - 9 /
Salah (Roma), Kalinic (Fiorentina), Thereau (Udinese) 8
Continua... to be continued...
RISULTATI delle partite
Empoli 1 Napoli 2 Udinese 1 Chievo 1 Genoa 0 Lazio 1
Palermo 0 Sampdoria 1 Inter 2 Atalanta 4 Roma 1 Crotone 0
Sassuolo 0 Milan 1 Juventus 3 Pescara
Torino 0 Cagliari 0 Bologna 0 Fiorentina 1 febbraio '17
CLASSIFICA
Juventus 45 / Roma 41 / Napoli 38 / Lazio 37 / Milan 36 / Atalanta 35 /
Inter 33 / Torino 29 / Fiorentina 27 / Chievo, Udinese 25 / Cagliari, Genoa,
Sampdoria 23 / Bologna 20 / Sassuolo 18 / Empoli 17 / Palermo 10 /
Crotone, Pescara 9
Classifica MARCATORI
Icardi (Inter) - 14 / Belotti (Torino), Dzeko (Roma) - 13 / Higuain (Juventus) - 12 /
Mertens (Napoli) - 11 / Immobile (Lazio) - 10 / Bernardeschi (Fiorentina) - 9 /
Salah (Roma), Kalinic (Fiorentina), Thereau (Udinese) 8
Continua... to be continued...
venerdì 6 gennaio 2017
Riflessioni - Parlando di 'disagio sociale' / Quelli che sanno come difendersi dal nemico Islam
6 gennaio '17 - venerdì 6th January / Friday visione post - 18
Poichè il disagio sociale è indicato come il mandante di ogni intemperanza o sussulto
di umore, di ogni perdita di prestigio della politica, di ogni trasmissione televisiva do-
ve si erigono forche (per ora solo metaforiche, ma prima o poi vedrete che il format
evolve), diventa molto importante misurarlo davvero, il disagio sociale. In segno di
rispetto per chi, appunto, del disagio è vittima e dal disagio è posseduto, ed è dunque
il comprensibile attore di insorgenze politiche.
Pe esempio. la decina di ossessi che vicino al Parlamento "hanno tratto in arresto"
un onorevole, strattonandolo quanto basta per far capire che sanno usare le mani,
il tutto ovviamente "nel nome del popolo", che cosa hanno davvero a che fare, con
il disagio sociale? Quanti tra loro sono i poveri, quanti gli affamati, gli esclusi, i li-
cenziati, gli sfruttati, e quanti erano lì solamente per dare aria alle tonsille e per
passare il tempo con gli amici? Poichè il disagio sociale esiste, e anche in Italia ci
sono i poveri, gli esclusi, i licenziati, gli sfruttati e perfino gli affamati, un eventua-
le abuso del ruolo sarebbe abbastanza spregevole. Si può essere incazzati perchè
il mondo è ingiusto, si può essere incazzati perchè si è ingiusti in proprio, e non
è davvero la stessa cosa. Uno sfruttato e un fanatico sono figure a volte sovrappo-
nibili, ma molto più spesso no. Va negato ai fanatici l'alibi di incarnare il disagio
sociale.
(Da la Repubblica - 16/12/'16 - L'Amaca - Michele Serra)
Comincia a diventare stucchevole, dopo ogni carneficina jihadista, il coretto dei
duri e puri che spiegano all'Europa mollacciona come si fa, a difendersi per dav-
vero. Per esempio dichiarando l'Islam nel suo complesso (più di un miliardo di
persone) "nostro nemico"; che è esattamente il sogno, fin qui abortito, del Calif-
fo e del suo esercito assassino. O maledicendo lo Stato di diritto e le sue leggi
"permissive"; che è la maniera più diretta per fare rassomigliare in tempi bre-
vi le nostre comunità a quelle satrapie sanguinarie. O rispomdemdo all'intolle-
ranza religiosa islamista con pari intolleranza (occhio per occhio dente per den-
te: concetto tribale prima biblico e poi coranico), riavvolgendo all'indietro i se-
coli che abbiamo speso per strappare al nostro bellicoso fondamentalismo una
luminosa e tardiva tolleranza.
Non so se esista il plurale di Clint Eastwood (Clints?), ma è pieno di Clint Eastwood,
in giro, che danno del cacasotto a Merkel e ai governi democratici d'Europa, nonchè
al popolo sofferente e resiliente (e vincente) che accende lumini per i morti, scrive poe-
sie leziose sui foglietti, canta le canzoncine peace and love che fanno imbufalire i Clint,
e tutto questo per non perdere se stesso, per non cedere, per rimanere Europa. Chi de-
testa l'Europa, all'unisono, sono i nostri crociati da caffè, in cerca di saracini, e i sara-
cini in cerca di crociati.
(Da la Repubblica - 23/12/'16 - L'Amaca - Michele Serra)
Lucianone
Poichè il disagio sociale è indicato come il mandante di ogni intemperanza o sussulto
di umore, di ogni perdita di prestigio della politica, di ogni trasmissione televisiva do-
ve si erigono forche (per ora solo metaforiche, ma prima o poi vedrete che il format
evolve), diventa molto importante misurarlo davvero, il disagio sociale. In segno di
rispetto per chi, appunto, del disagio è vittima e dal disagio è posseduto, ed è dunque
il comprensibile attore di insorgenze politiche.
Pe esempio. la decina di ossessi che vicino al Parlamento "hanno tratto in arresto"
un onorevole, strattonandolo quanto basta per far capire che sanno usare le mani,
il tutto ovviamente "nel nome del popolo", che cosa hanno davvero a che fare, con
il disagio sociale? Quanti tra loro sono i poveri, quanti gli affamati, gli esclusi, i li-
cenziati, gli sfruttati, e quanti erano lì solamente per dare aria alle tonsille e per
passare il tempo con gli amici? Poichè il disagio sociale esiste, e anche in Italia ci
sono i poveri, gli esclusi, i licenziati, gli sfruttati e perfino gli affamati, un eventua-
le abuso del ruolo sarebbe abbastanza spregevole. Si può essere incazzati perchè
il mondo è ingiusto, si può essere incazzati perchè si è ingiusti in proprio, e non
è davvero la stessa cosa. Uno sfruttato e un fanatico sono figure a volte sovrappo-
nibili, ma molto più spesso no. Va negato ai fanatici l'alibi di incarnare il disagio
sociale.
(Da la Repubblica - 16/12/'16 - L'Amaca - Michele Serra)
Comincia a diventare stucchevole, dopo ogni carneficina jihadista, il coretto dei
duri e puri che spiegano all'Europa mollacciona come si fa, a difendersi per dav-
vero. Per esempio dichiarando l'Islam nel suo complesso (più di un miliardo di
persone) "nostro nemico"; che è esattamente il sogno, fin qui abortito, del Calif-
fo e del suo esercito assassino. O maledicendo lo Stato di diritto e le sue leggi
"permissive"; che è la maniera più diretta per fare rassomigliare in tempi bre-
vi le nostre comunità a quelle satrapie sanguinarie. O rispomdemdo all'intolle-
ranza religiosa islamista con pari intolleranza (occhio per occhio dente per den-
te: concetto tribale prima biblico e poi coranico), riavvolgendo all'indietro i se-
coli che abbiamo speso per strappare al nostro bellicoso fondamentalismo una
luminosa e tardiva tolleranza.
Non so se esista il plurale di Clint Eastwood (Clints?), ma è pieno di Clint Eastwood,
in giro, che danno del cacasotto a Merkel e ai governi democratici d'Europa, nonchè
al popolo sofferente e resiliente (e vincente) che accende lumini per i morti, scrive poe-
sie leziose sui foglietti, canta le canzoncine peace and love che fanno imbufalire i Clint,
e tutto questo per non perdere se stesso, per non cedere, per rimanere Europa. Chi de-
testa l'Europa, all'unisono, sono i nostri crociati da caffè, in cerca di saracini, e i sara-
cini in cerca di crociati.
(Da la Repubblica - 23/12/'16 - L'Amaca - Michele Serra)
Lucianone
Ultime notizie ->>> dall'Italia e dal mondo / Latest news
6 gennaio '17 - venerdì 6th January / Friday visione post - 13
STATI UNITI - Washington
Annunciata la Women March: 160 mila donne pronte a marciare contro Trump,
dopo lo sfogo su Facebook di Teresa Shook
Stati Uniti / Florida
Sparatoria all'aeroporto di Lauderdale: cinque morti, diversi feriti
Fermato il Killer: un americano. Aveva la pistola nella valigia imbarcata nella stiva.
L’uomo che ha sparato, Esteban Santiago, un militare americano di origine ispanica, è stato catturato dalla polizia. Aveva avuto un’accesa discussione con altri passeggeri a bordo del volo.
STATI UNITI - Washington
Annunciata la Women March: 160 mila donne pronte a marciare contro Trump,
dopo lo sfogo su Facebook di Teresa Shook
Tutto è nato dallo sfogo di una pensionata su Facebook. Ma ora la Women March del 21 gennaio si prepara a diventare la maggiore manifestazione contro Donald Trump, all’indomani dell’insediamento del presidente eletto. L’idea è stata di Teresa Shook, nonna ed ex avvocato, che si è ritirata alle Hawaii. Quando la vittoria di Trump è apparsa chiara, l’anziana signora ha scritto su Facebook: «Che cosa succederebbe se le donne marciassero in massa a Washington il giorno dell’Inaugurazione?». La Shook ha ricevuto subito 40 adesioni, poi è andata a dormire. Al risveglio le adesioni erano 10mila. E oggi sono 160mila le donne che hanno assicurato su Fb la loro presenza. Sono stati organizzati mille autobus per raggiungere Washington e diverse associazioni - come l’organizzazione per la pianificazione familiare Planned Parenthood e il gruppo pacifista Code Pink - sono registrate come partner.
La “Se non ora quando” degli Usa
Manifestazione femminista per i diritti delle donne, contro un presidente che ha sconfitto la prima donna candidata, usando attacchi personali e misogini, la marcia è diventata un punto di riferimento per chi si oppone a Trump. Un po’ come accadde in Italia nel febbraio 2011 con l’iniziativa «Se non ora quando» contro Berlusconi. «L’elezione di Donald Trump ha spinto molte donne a sentirsi più coinvolte di quanto sarebbero state, il che è ironico dato che molti pensavano che sarebbe stata una presidenza Hillary Clinton a motivare le donne», commenta Dana Brown, direttore del Pennsylvania Center for Women in Politics della Chatham University.
Sparatoria all'aeroporto di Lauderdale: cinque morti, diversi feriti
Fermato il Killer: un americano. Aveva la pistola nella valigia imbarcata nella stiva.
L’uomo che ha sparato, Esteban Santiago, un militare americano di origine ispanica, è stato catturato dalla polizia. Aveva avuto un’accesa discussione con altri passeggeri a bordo del volo.
Un uomo ha aperto il fuoco all’aeroporto internazionale di Fort Lauderdale vicino Miami in Florida nel Terminal 2 dello scalo nella zona ritiro bagagli. I morti sono cinque e otto i feriti secondo l’ufficio dello sceriffo. L’uomo che ha sparato, Esteban Santiago, 29 anni, un ex militare americano di origine ispanica nato in New Jersey, è stato catturato dalla polizia. È illeso, è sotto interrogatorio e si è arreso una volta finite le munizioni. La polizia commentando la sparatoria ha affermato che “è troppo presto per dire se è terrorismo”. La Cnn, citando fonti tra gli inquirenti, ha riferito che aveva problemi mentali ed era stato ammesso nei mesi scorsi in un ospedale psichiatrico. Nel novembre 2016 Esteban sarebbe andato all’ufficio dell’Fbi di Anchorage, in Alaska, affermando che era costretto a combattere per l’Isis. Secondo alcune fonti della Cbs nel 2011 o nel 2012 era stato indagato per pedopornografia, ma le autorità non avevano ottenuto prove sufficienti per poterlo denunciare.
ITALIA - Meteo
Neve in tutto il centro Sud / Ghiaccio e gelo al Nord / Quattro morti al Sud
ITALIA - Meteo
Neve in tutto il centro Sud / Ghiaccio e gelo al Nord / Quattro morti al Sud
Epifania all’insegna del sole e delle temperature polari al Nord
(fino a -10° in pianura e fino a -28 sulle Alpi) e di forte vento,
neve e ghiaccio al Centro Sud, dove si registrano i disagi maggiori:
strade chiuse, incidenti e accumuli importanti (fino a un metro
sulle zone collinari e appenniniche, 20-30cm lungo le coste
adriatiche). Qui il tempo inizierà a migliorare da Domenica,
anche se la neve potrebbe ancora cadere su Abruzzo, Molise
e Puglia e non si alzeranno le temperature. Sta per arrivare
infatti il nucleo più gelido dell’aria artica continentale
in discesa dalla Finlandia e dal Nord della Russia. Le prossime
potrebbero rivelarsi per il Centro-Sud le più gelide e ventose
degli ultimi due decenni. Per le intense precipitazioni
sull’intera dorsale adriatica, anche a quote basse, filtraggi
ai caselli delle autostrade A14 e A25 per evitare l’afflusso
dei mezzi pesanti e di tutti i restanti veicoli sprovvisti
di pneumatici invernali o catene a bordo. Tanti i disagi
sulle strade del Centro Sud, ritardi sulle linee ferroviarie,
traghetti fermi.

(fino a -10° in pianura e fino a -28 sulle Alpi) e di forte vento,
neve e ghiaccio al Centro Sud, dove si registrano i disagi maggiori:
strade chiuse, incidenti e accumuli importanti (fino a un metro
sulle zone collinari e appenniniche, 20-30cm lungo le coste
adriatiche). Qui il tempo inizierà a migliorare da Domenica,
anche se la neve potrebbe ancora cadere su Abruzzo, Molise
e Puglia e non si alzeranno le temperature. Sta per arrivare
infatti il nucleo più gelido dell’aria artica continentale
in discesa dalla Finlandia e dal Nord della Russia. Le prossime
potrebbero rivelarsi per il Centro-Sud le più gelide e ventose
degli ultimi due decenni. Per le intense precipitazioni
sull’intera dorsale adriatica, anche a quote basse, filtraggi
ai caselli delle autostrade A14 e A25 per evitare l’afflusso
dei mezzi pesanti e di tutti i restanti veicoli sprovvisti
di pneumatici invernali o catene a bordo. Tanti i disagi
sulle strade del Centro Sud, ritardi sulle linee ferroviarie,
traghetti fermi.

NEVE SUI SASSI DI MATERA
Lucianone
Lucianone
SCIENZE / Il personaggio - Gihan Kamel: la ricercatrice egiziana che unirà il Medioriente
6 gennaio '17 - venerdì 6th January / Friday visione post - 12
(da la Repubblica - 16/12/2016 - Elena Dusi / Roma)
Il velo sui capelli che ne esalta il sorriso e la forma degli occhi. Un look colorato e brillante,
come il suo modo di parlare. Gihan Kamel, 40 anni, fisica egiziana, è l'unica donna dello
staff scientifico di Sesamo. "Ma solo per ora" ci tiene a precisare. Da un anno e mezzo la-
vora al laboratorio scientifico a 35 chilometri da Amman che al suo interno fa circolare
particelle e propositi di pace. "Ancora poche settimane, poi tutto sarà prnnto per il via uf-
ficiale" dice di un progetto nato in Medio Oriente nel lontano 1997. Il sogno allora era
quello di sfruttare la scienza per appianare i conflitti, come il Cern di Ginevra fece per
l' Europa uscita dalla seconda guerra mondiale. Oggi a Sesamo (il cui nome per esteso
è "Synchrotron light for experimental science and applications in the Middle East) parte-
cipano nove paesi spaccati fra loro da più di una faglia sismica: Israele, Autorità Pale-
stinese, Giordania, Egitto, Turchia, Cipro, Pakistan, Iran e Bahrein: A guidarli, come
direttore scientifico, c'è il fisico italiano Giorgio Paolucci, anche in virtù del ruolo che
diare molecole e materiali come sotto a un microscopio potentissimo. - Per ora, dopo
tanti anni di ricerche, di fondi e di strumenti, lo shock di due scienziati iraniani uccisi
da due autobombe (nel 2009 e nel 2010), una nevicata record per questa regione che ha
fatto crollare il tetto del laboratorio (2013), ci si accontenta di far partire gli esperimen-
ti. Per la pace, si vedrà.
Cos'è esattamente Sesamo?
Gihan Kemal: "Un laboratorio scientifico, prima di tutto. Ma anche molto di più. Sul
fronte della scienza ci permetterà di studiare la struttura di molecole utili in medicina,
di penetrare nei segreti dei materiali, di sottoporre a test molto accurati i reperti archeo-
logici. Poi c'è la sfida di lavorare insieme a persone che provengono da paesi e culture
diverse, e che spesso sono coinvolte in conflitti storici. Da questo punto di vista, Sesa-
mo è una realtà unica".
Come è arrivata a Sesamo?
G. Kemal: "Mi sono laureata in fisica all'università di Helwan, al Cairo. Poi ho fatto
un dottorato di ricerca a Roma, alla Sapienza. Studiavo la struttura di alcune nanopar-
ticelle, in particolare come si legavano a determinate proteine del nostro organismo
per mettere a punto nuovi farmaci. Ho proseguito il lavoro, in forma più avanzata, per
un altro anno, dal 2014, ai laboratori dell'Infn di Frascati. Poi sono stata chiamata a Se-
samo. Il mio campo si chiama biofisica, è a cavallo fra la fisica e la medicina. E an-
ch'io mi sento a cavallo fra vari mondi. Prima per esempio portavo sempre con me una
bandiera egiziana. Da quando lavoro a Sesamo non lo faccio più. La sfida qui è cancel-
lare ogni etichetta sia essa la nazionalità o il fatto di essere donna".
Quanto è comune per le ragazze nel suo paese studiare a livelli così alti?
G. Kemal: "Troppo poco. E io devo molto, ma davvero molto, alla mia famiglia. Arri-
vare alla laurea è abbastanza comune, ma per gli ambienti più religiosi o tradizionali
mandare una figlia all'estero a specializzarsi è spesso un tabù. In questo Sesamo può
essere un grande aiuto. Permetterà a molte ragazze di fare ricerca avanzata, in un cer-
to senso, andare davvero all'estero. La Giordania, rispetto ad altri paesi, per molte
scienziate arabe è abbastanza di casa. Non è un caso che fra le nuove domande di la-
voro che Sesamo ha ricevuto l'80% provenga da donne. Non sono esattamente do-
mande per impieghi fissi, ma proposte per condurre esperimenti usando la macchina
per un certo periodo di tempo. Potremo finalmente dimostrare che anche le scienziate
arabe sono molto preparate. E sono capaci di lavorare duro, quando è necessario".
Ad Amman avete un campus oppure ognuno vive per conto suo?
G. Kemal: "Non c'è un campus, abbiamo sistemazioni autonome".
Parlate spesso di politica?
G. Kemal: "A volte si chiacchiera su quel che ci sta accadendo intorno, A volte no,
preferiamo evitare, perchè ci rendiamo perfettamente conto che potrebbero nascere
rancori o divisioni fra noi".
Com'è il rapporto con gli scienziati israeliani?
G. Kemal: "In questo momento non ce ne sono. Li incontriamo in occasione dell'as
semblea annuale degli scienziati che fanno esperimenti con Sesamo. E in quelle oc-
casioni il colpo d'occhio dei ricercatori provenienti da tutti i paesi, membri e osser-
vatori, è davvero incredibile".
E' vero che non avete nemmeno una caffetteria, il luogo dove in genere avven-
gono gli scambi di idee?.
G. Kemal: "E' vero, ma non è un problema. Non ci mancano gli spazi dove confron-
tarci. Ma preferiamo parlare di scienza. E' il nostro lavoro, il motivo per cui siamo
qui".
Lucianone
(da la Repubblica - 16/12/2016 - Elena Dusi / Roma)
Il velo sui capelli che ne esalta il sorriso e la forma degli occhi. Un look colorato e brillante,
come il suo modo di parlare. Gihan Kamel, 40 anni, fisica egiziana, è l'unica donna dello
staff scientifico di Sesamo. "Ma solo per ora" ci tiene a precisare. Da un anno e mezzo la-
vora al laboratorio scientifico a 35 chilometri da Amman che al suo interno fa circolare
particelle e propositi di pace. "Ancora poche settimane, poi tutto sarà prnnto per il via uf-
ficiale" dice di un progetto nato in Medio Oriente nel lontano 1997. Il sogno allora era
quello di sfruttare la scienza per appianare i conflitti, come il Cern di Ginevra fece per
l' Europa uscita dalla seconda guerra mondiale. Oggi a Sesamo (il cui nome per esteso
è "Synchrotron light for experimental science and applications in the Middle East) parte-
cipano nove paesi spaccati fra loro da più di una faglia sismica: Israele, Autorità Pale-
stinese, Giordania, Egitto, Turchia, Cipro, Pakistan, Iran e Bahrein: A guidarli, come
direttore scientifico, c'è il fisico italiano Giorgio Paolucci, anche in virtù del ruolo che
il nostro Istituto nazionale di fisica nucleare ha giocato nel promuovere questo strumen-to chiamato sincrotrone: un acceleratore di elettroni che genera una "luce" utile per stu-
diare molecole e materiali come sotto a un microscopio potentissimo. - Per ora, dopo
tanti anni di ricerche, di fondi e di strumenti, lo shock di due scienziati iraniani uccisi
da due autobombe (nel 2009 e nel 2010), una nevicata record per questa regione che ha
fatto crollare il tetto del laboratorio (2013), ci si accontenta di far partire gli esperimen-
ti. Per la pace, si vedrà.
Cos'è esattamente Sesamo?
Gihan Kemal: "Un laboratorio scientifico, prima di tutto. Ma anche molto di più. Sul
fronte della scienza ci permetterà di studiare la struttura di molecole utili in medicina,
di penetrare nei segreti dei materiali, di sottoporre a test molto accurati i reperti archeo-
logici. Poi c'è la sfida di lavorare insieme a persone che provengono da paesi e culture
diverse, e che spesso sono coinvolte in conflitti storici. Da questo punto di vista, Sesa-
mo è una realtà unica".
Come è arrivata a Sesamo?
G. Kemal: "Mi sono laureata in fisica all'università di Helwan, al Cairo. Poi ho fatto
un dottorato di ricerca a Roma, alla Sapienza. Studiavo la struttura di alcune nanopar-
ticelle, in particolare come si legavano a determinate proteine del nostro organismo
per mettere a punto nuovi farmaci. Ho proseguito il lavoro, in forma più avanzata, per
un altro anno, dal 2014, ai laboratori dell'Infn di Frascati. Poi sono stata chiamata a Se-
samo. Il mio campo si chiama biofisica, è a cavallo fra la fisica e la medicina. E an-
ch'io mi sento a cavallo fra vari mondi. Prima per esempio portavo sempre con me una
bandiera egiziana. Da quando lavoro a Sesamo non lo faccio più. La sfida qui è cancel-
lare ogni etichetta sia essa la nazionalità o il fatto di essere donna".
Quanto è comune per le ragazze nel suo paese studiare a livelli così alti?
G. Kemal: "Troppo poco. E io devo molto, ma davvero molto, alla mia famiglia. Arri-
vare alla laurea è abbastanza comune, ma per gli ambienti più religiosi o tradizionali
mandare una figlia all'estero a specializzarsi è spesso un tabù. In questo Sesamo può
essere un grande aiuto. Permetterà a molte ragazze di fare ricerca avanzata, in un cer-
to senso, andare davvero all'estero. La Giordania, rispetto ad altri paesi, per molte
scienziate arabe è abbastanza di casa. Non è un caso che fra le nuove domande di la-
voro che Sesamo ha ricevuto l'80% provenga da donne. Non sono esattamente do-
mande per impieghi fissi, ma proposte per condurre esperimenti usando la macchina
per un certo periodo di tempo. Potremo finalmente dimostrare che anche le scienziate
arabe sono molto preparate. E sono capaci di lavorare duro, quando è necessario".
Ad Amman avete un campus oppure ognuno vive per conto suo?
G. Kemal: "Non c'è un campus, abbiamo sistemazioni autonome".
Parlate spesso di politica?
G. Kemal: "A volte si chiacchiera su quel che ci sta accadendo intorno, A volte no,
preferiamo evitare, perchè ci rendiamo perfettamente conto che potrebbero nascere
rancori o divisioni fra noi".
Com'è il rapporto con gli scienziati israeliani?
G. Kemal: "In questo momento non ce ne sono. Li incontriamo in occasione dell'as
semblea annuale degli scienziati che fanno esperimenti con Sesamo. E in quelle oc-
casioni il colpo d'occhio dei ricercatori provenienti da tutti i paesi, membri e osser-
vatori, è davvero incredibile".
E' vero che non avete nemmeno una caffetteria, il luogo dove in genere avven-
gono gli scambi di idee?.
G. Kemal: "E' vero, ma non è un problema. Non ci mancano gli spazi dove confron-
tarci. Ma preferiamo parlare di scienza. E' il nostro lavoro, il motivo per cui siamo
qui".
Lucianone
martedì 3 gennaio 2017
SPORT - calcio / Serie B - 21^ giornata 2016/17
3 gennaio '17 - martedì 3rd January / Tuesday visione post - 26
RISULTATI delle partite
Spezia 0 Bari 1 Salernitana 2 Novara 2 Benevento 1 Cittadella 2
Vicenza 0 Spal 1 Perugia 1 Carpi 1 Pisa 0 Entella 1
Verona H. 3 Latina 0 Pro Vercelli 2 Ternana 0 Trapani 0
Cesena 0 Avellino 0 Frosinone 0 Ascoli 1 Brescia 0
CLASSIFICA
Verona Hellas 41 / Frosinone 38 / Benevento, Spal 36 / Cittadella 34 /
Carpi 32 / Perugia 30 / Bari, Entella 29 / Spezia, Novara 28 /
Ascoli, Brescia 27 / Vicenza 25 / Salernitana, Pro Vercelli 24 / Latina 23 /
Cesena 22 / Avellino, Pisa 21 / Ternana 20 / Trapani 13
Al termine del Girone d'andata della serie B
la squadra del Verona Hellas è CAMPIONE D'INVERNO
Lucianone
RISULTATI delle partite
Spezia 0 Bari 1 Salernitana 2 Novara 2 Benevento 1 Cittadella 2
Vicenza 0 Spal 1 Perugia 1 Carpi 1 Pisa 0 Entella 1
Verona H. 3 Latina 0 Pro Vercelli 2 Ternana 0 Trapani 0
Cesena 0 Avellino 0 Frosinone 0 Ascoli 1 Brescia 0
CLASSIFICA
Verona Hellas 41 / Frosinone 38 / Benevento, Spal 36 / Cittadella 34 /
Carpi 32 / Perugia 30 / Bari, Entella 29 / Spezia, Novara 28 /
Ascoli, Brescia 27 / Vicenza 25 / Salernitana, Pro Vercelli 24 / Latina 23 /
Cesena 22 / Avellino, Pisa 21 / Ternana 20 / Trapani 13
Al termine del Girone d'andata della serie B
la squadra del Verona Hellas è CAMPIONE D'INVERNO
Lucianone
domenica 1 gennaio 2017
Ultime notizie - Flash dall'Italia e dal Mondo
3 gennaio 2017 - lunedì 3rd January / Monday visione post - 8
ROMA - Migranti
Accordo al Viminale: migranti, rimpatri e piano anti rivolte
Le nuove disposizioni del capo della polizia Gabrielli. Modifiche al reato di clandestinità
per rimpatri più veloci. La vita difficile di chi è costretto a vivere per mesi nei centri di
accoglienza
M5S - Grillo
Sì al Nuovo codice etico: "Con avviso di garanzia dimissioni facoltative"
Grillo: balle da giornali e tv / Addirittura proposta Giuria popolare contro
le 'balle' di giornali e tv
TURCHIA - Istanbul / Attentato di Capodanno
"Il killer è kirghizo", anzi no: nel caos l'inchiesta sulla strage
L'unica certezza è che l'attentatore è un miliziano addestrato, forse arrivato dalla
Siria. Rilasciato l'uomo che assomigliava alla foto diffusa il primo giorno.
SPAGNA - Barcellona / Lo studente scomparso
Ritrovato lo studente di Albisola scomparso a Barcellona
Era ricoverato in un ospedale della città spagnola. Ha riabbracciato il fratello e la madre.
"Adesso torniamo a casa" le sue prime parole. Avrebbe subito un'aggressione nella
notte di Capodanno.
Lucianone
ROMA - Migranti
Accordo al Viminale: migranti, rimpatri e piano anti rivolte
Le nuove disposizioni del capo della polizia Gabrielli. Modifiche al reato di clandestinità
per rimpatri più veloci. La vita difficile di chi è costretto a vivere per mesi nei centri di
accoglienza
M5S - Grillo
Sì al Nuovo codice etico: "Con avviso di garanzia dimissioni facoltative"
Grillo: balle da giornali e tv / Addirittura proposta Giuria popolare contro
le 'balle' di giornali e tv
TURCHIA - Istanbul / Attentato di Capodanno
"Il killer è kirghizo", anzi no: nel caos l'inchiesta sulla strage
L'unica certezza è che l'attentatore è un miliziano addestrato, forse arrivato dalla
Siria. Rilasciato l'uomo che assomigliava alla foto diffusa il primo giorno.
SPAGNA - Barcellona / Lo studente scomparso
Ritrovato lo studente di Albisola scomparso a Barcellona
Era ricoverato in un ospedale della città spagnola. Ha riabbracciato il fratello e la madre.
"Adesso torniamo a casa" le sue prime parole. Avrebbe subito un'aggressione nella
notte di Capodanno.
Lucianone
sport - calcio / Serie B - 20^ giornata 2016/17
1 gennaio 2017 - domenica 1st January / Sunday visione post - 23
RISULTATI delle partite
Pisa 0 Ascoli 1 Avellino 3 Brescia 2 Carpi 1 Cesena 3
Spezia 0 Bari 1 Salernitana 2 Pro Vercelli 1 Verona H. 1 Trapani 1
Frosinone 3 Perugia 1 Spal 4 Vicenza 2 Entella 4
Benevento 2 Latina 1 Ternana 0 Cittadella 0 Novara 1
Il commento
Era prevedibile: le squadre che si alterneranno alla vetta del campionato saranno
le due pronosticate dall'inizio le più papabili per la conquista dei posti a disposi-
zione per la Serie A, cioè HellasVerona e Frosinone. E per loro si tratterebbe di
una risalita alla massima serie. Dunque sembra tutto calcolato: ai momenti di
rilassatezza del team di Pecchia, fanno subito seguito e riscontro gli scatti imme-
diati della squadra laziale. E così si alternano al comando. Fino alla fine? Con
tutta probabilità, sì.
Le altre squadre che sembrano più attrezzate per ambire al terzo posto sono, a
mio giudizio, solo tre: Carpi, Spal, Perugia. E tra queste vedo molto bene per il
rush finale dei play off, la squadra ferrarese che per ora è anche molto motivata.
Ma c'è ancora tutto il percorso di ritorno... Intanto vediamo come termina l'andata!
Dimenticavo: grandi complimenti vanno fatti a questo Vicenza che è risalito dal fon-
do classifica in neppure un mese, oltretutto vincendo anche i due derby (veneti) e to-
gliendosi dunque una bella soddisfazione. Sembrava spacciato poche settimane fa, e
guarda adesso che balzo in questa pazza classifica, dove il Cittadella stesso sta invece
perdendo posizioni su posizioni. Per la stessa classifica VEDERE il prossimo post de-
dicato alla serie B.
- Luciano Finesso -
Lucianone
RISULTATI delle partite
Pisa 0 Ascoli 1 Avellino 3 Brescia 2 Carpi 1 Cesena 3
Spezia 0 Bari 1 Salernitana 2 Pro Vercelli 1 Verona H. 1 Trapani 1
Frosinone 3 Perugia 1 Spal 4 Vicenza 2 Entella 4
Benevento 2 Latina 1 Ternana 0 Cittadella 0 Novara 1
Era prevedibile: le squadre che si alterneranno alla vetta del campionato saranno
le due pronosticate dall'inizio le più papabili per la conquista dei posti a disposi-
zione per la Serie A, cioè HellasVerona e Frosinone. E per loro si tratterebbe di
una risalita alla massima serie. Dunque sembra tutto calcolato: ai momenti di
rilassatezza del team di Pecchia, fanno subito seguito e riscontro gli scatti imme-
diati della squadra laziale. E così si alternano al comando. Fino alla fine? Con
tutta probabilità, sì.
Le altre squadre che sembrano più attrezzate per ambire al terzo posto sono, a
mio giudizio, solo tre: Carpi, Spal, Perugia. E tra queste vedo molto bene per il
rush finale dei play off, la squadra ferrarese che per ora è anche molto motivata.
Ma c'è ancora tutto il percorso di ritorno... Intanto vediamo come termina l'andata!
Dimenticavo: grandi complimenti vanno fatti a questo Vicenza che è risalito dal fon-
do classifica in neppure un mese, oltretutto vincendo anche i due derby (veneti) e to-
gliendosi dunque una bella soddisfazione. Sembrava spacciato poche settimane fa, e
guarda adesso che balzo in questa pazza classifica, dove il Cittadella stesso sta invece
perdendo posizioni su posizioni. Per la stessa classifica VEDERE il prossimo post de-
dicato alla serie B.
- Luciano Finesso -
Lucianone
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