venerdì 18 marzo 2016

DOSSIER - Ungheria: bambini soldati, ma non per gioco

18 marzo '16 - venerdì                   18th March / Friday                          visione post - 36

Hanno tra i 10 e i 14 anni e già tengono il Kalashnikov in mano. Indossano un'uniforme
mimetica simile a quella del Magyar Honvèdsèg, l'esercito ungherese, e il pesante vecchio 
elmetto di metallo eredità dell'Impero del Male sovietico e del Patto di Varsavia. Esercita-
zioni militari per teenager, ecco la nuova moda nell'Ungheria nazionalpopulista  ed euro-
scettica del premier-autocrate Viktor Orbàn: che i giovani  imparino la vita  vivendo da
soldati.
Non soldati per gioco, soldati sul serio: sveglia alle 5 del mattino, combattimenti simulati
tutto il giorno  con munizioni  da esercitazione,  scontri con l'artiglieria dell'immaginario
nemico. Il volto dell'Europa nazionalpopulista amata da Marine Le Pen, Salvini e Orbàn
in contrasto all'Europa unita sognata da Merkel, Junker e Renzi è anche questo. E se non
ci credete guardate le fotografie dei ragazzini con l'aria terrorizzata vestiti da guerrieri  o
accasciati in branda nelle tende. Obbedienti agli ordini, ma con un volto che sembra chia-
mare papà e mamma in aiuto.  Niente aiuto, invece: una volta che finisci nei campi para-
militari, che stanno conoscendo un boom nell'Ungheria di Orbàn, devi restarci per il tem-
po concordato. Come nella Legione francese straniera  o nel Tèrcio spagnolo. Non pochi
bimbi e ragazzi ci vanno di propria volontà, se sono disperati senza famiglia degni di pa-
gine di Oliver Twist. Molti altri, però - la maggioranza - ci vengono portati per amore o
per forza dai genitori, e i pubblici poteri non dicono nulla.  Figurarsi, chi può opporsi?  
Certo non magistratura e polizia, normalizzate e ridotte all'obbedienza dall'autocrate. I giovani sono avviati  ai campi paramilitari  dai loro genitori o perchè la famiglia così ri-
sparmia (nel paese oltre il 40 per cento dei cittadini vive al di sotto di una soglia naziona-
le di povertà  fissata ben al di sotto  di quella tedesca  o  anche italiana), oppure  perchè di 
difesa della Patria e del rigore dell'obbedienza militare. Comandi  tanto più duri  in un ,
paese che affronta l'emergenza migranti con il Muro di lame di rasoio  appena finito di
costruire, il paese il cui premier disprezza l'Europa liberal elogiando la Russia di Putin,
la Turchia di Erdogan o addirittura la Repubblica islamica iraniana come forme di go-
verno più stabili ed efficienti, e auspicando "istituzioni non liberali in nome della difesa 
di sovranità e interessi della Nazione".
Sveglia alle 5, rancio, poi si comincia subito a sparare. Imparando a usare il kalashnikov
o le mitragliatrici o i cannoni per uccidere. Per vincere, non si sa contro chi. "Ho trascor-
so una settimana in uno di questi campi, ho condiviso emozioni  e  tensioni dei ragazzini 
in uniforme, ho mangiato il rancio con loro, ho dormito con òloro nelle fredde, scomodis-
sime tende all'aperto, è stato durissimo", racconta il fotoreporter spagnolo Oriol Segon
Torra (autore delle immagini in queste pagine). "Li domina un'idea collettiva sulla socie-
tà europea radicalmente contrastante con la nostra, quella democratica e liberal", aggiun-
ge.  E spiega:  "Con il mio reportage  ho tentato di narrare  la trasformazione  imposta a 
quei giovani animi, con le testimonianze dei ragazzi nel momento  in cui vivono, in quei
campi, un momento di svolta della loro crescita, costretti improvvisamente a confrontar-
si con un rigido sistema basato su gerarchia e competitività".
I centri di addestramento per i giovani sono solo un'istituzione patriottica che rafforza le
capacità  di difesa nazionale  e  l'identificazione dei giovani  nella nazione, minimizzano 
portavoce governativi. Zsòlt Horvath, capo di uno dei campi più importanti, vanta spes-
so il tutto esaurito nel suo centro d'addestramento militare.  "Noi non difendiamo nè pro-
paghiamo idee politiche", ha detto a Kenoe Verseck, reporter critico , ungherese che ormai
scrive soprattutto  per la stampa  in lingua tedesca.  "Le nostre idee di rigore e disciplina
possono essere fatte proprie da ogni partito, noi proponiamo solo che in Ungheria le idee
di ordine, disciplina e patriottismo vengano prese di nuovo sul serio".
Ore di combattimento simulato, con kalashnikov, bombe a mano e artiglieria, poi pausa
rancio, poi si combatte di nuovo contro il nemico immaginario.  A sera l'ammainabandie-
ra al canto dell'inno nazionale, poi il silenzio. Così scorre nei campi paramilitari unghere-
si la vita di ragazzi tra i 10 e i 14 anni per i quali, in qualunque altro paese dell'Unione eu-
ropea, sarebbe normale mandare messaggi ai coetanei con lo smartphone, navigare in rete
tra social forum, giocare, al massimo partecipare ai war games con la playstation.
E' un'altra idea di società  quella che sta prendendo piede in Ungheria, scrive Kenoe Ver-
seck su Cicero, la rivista politica più trendy tra le élites democratiche tedesche e centroeu-
ropee.  Orbàn, sempre più spesso, viene chiamato "il capo" dai suoi. Riabilita l'ammiraglio
Horthy, cioè il dittatore antisemita che governò dal 1919 al 1944, e fu il principale alleato di Hitler sul fronte orientale e introdusse nel 1920 le prime leggi razziali.  
Nell'Ungheria di Orbàn che l'Unione Europea tollera tra i suoi membri  prosperano anche
altre organizzazioni paramilitari. Da gruppi di difesa civica orientati chiaramente verso l'e-
strema destra, alla temuta Magyar Gàrda (guardia magiara), forte gruppo paramilitare vici-
no a Jobbik. Ufficialmente proibita, tiene comunque sulla centralissima piazza degli Eroi di
Budapest ogni cerimonia pubblica di giuramento  di nuove reclute, e specie nelle povere pro-
vince orientali organizza ronde intimidatorie contro i rom. I campi d'addestramento milita-
ri per soldati-bambini, che farebbero pensare prima  all'Africa delle guerre tribali  che non
all'Europa, hanno anche questa realtà politica come sfondo. Mentre l'Europa tace.

Continua... to be continued... 

mercoledì 16 marzo 2016

Calcio - Serie B - 31^ giornata 2015/16

16 marzo '16 - mercoledì                16th March / Wednesday                visione post - 13

Risultati delle partite
Brescia    3      Ascoli      3     Bari               6     Como     1      Livorno   0     Pescara   1
Crotone   0      Avellino   4     Pro Vercelli   2     Cesena   3      Entella     0     Novara    2

Salernitana   1     Spezia     2     Ternana   0     Vicenza    1     Cagliari   0
Lanciano      3     Modena   0     Latina      0     Trapani    2      Perugia   2

CLASSIFICA
Crotone   63  /   Cagliari   62  /   Novara   52  /   Spezia   51  /   Cesena   50  /
Pescara, Entella   49  /   Brescia   48  /   Bari   47  /   Trapani   44  /   Perugia, Avellino   43  /   
Ternana   37  /   Lanciano   36  /   Latina, Modena, Ascoli   35  /   Livorno, Pro Vercelli   33 /
Vicenza   31  /   Salernitana   30  /   Como   23

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domenica 13 marzo 2016

Comicità - Il RompiPallone di Gene / 8^ raccolta

13 marzo '16 - domenica                 13th March / Sunday                visione post - 8

Danno con beffa per Berlusconi.
Dopo l'infortunio al malleolo, Renzi 
lo ha soprannominato "Pato del Nazareno".
(lunedì 2 marzo 2015 - da 'La Gazzetta dello Sport)

Nuova truffa all'esterno degli Autogrill.
Non più il gioco delle 3 carte ma cercano
di venderti il Parma a 10 euro.
(domenica 8 marzo '15) 

I tifosi scaligeri hanno dato del ciccione 
a Benitez. Il Verona verrà squalificato 
per 2 turni: discriminazione alimentare.
(lunedì 16 marzo '15)

Mou: "Ho ricevuto molte telefonate di complimenti,
ma quella che mi ha fatto più piacere è stata quella
del vice del mio vice: Papa Francesco".
(venerdì 11 aprile 2014)

Real Madrid. Scoppia il caso Bale. I compagni stufi 
delle sue lamentele sbottano: "Faccia come Civati, 
se ne vada".
(lunedì 11 maggio 2015)

Equivoco al Milan. Berlusconi voleva Ancelotti
ma come leader di Forza Italia. I rossoneri 
continua ad allenarli lui.
(sabato 23 maggio '15)

Suarez deluso per l'assenza di Chiellini:
"Peccato, mi salta l'aperi-cena".
(sabato 6 giugno '15)

Marchionne euforico per la vittoria di Vettel:
"Abbiamo azzeccato la strategia vincente:
lasciare a casa Montezemolo".
(lunedì 27 luglio '15)

Icardi: "Con Jovetic va sempre meglio. Ormai
ci mandiamo affa... ma solo una quindicina di
volte a partita".
(domenica 27 dicembre '15)

Ieri Thohir ha compiuto 45 anni, ma per il
fair play finanziario ha potuto spegnere
soltanto 13 candeline.
(domenica 31 maggio '15)

Lucianone

Cultura/ Il libro - "Dormiremo da vecchi": la storia di un 'cinematografaro'

13 marzo '16 - domenica                 13th March / Sunday                        visione post - 9

Nel suo romanzo, "Dormiremo da vecchi", Pino Corrias racconta  
la storia di un produttore senza scrupoli in una Roma apocalittica

(da la Repubblica - 26/10/2015 - Filippo Ceccarelli)
Si diceva tanto tempo fa a Roma di certi, pure allora acannibalizza, ssai coloriti personaggi: "E' un cinematografaro". Un pò come "palazzinaro" quella degradante e preliminare designa-
zione comportava una conveniente dose di diffidenza.
A ripensarci oggi, era anche un modo isintivo che il genius loci della città eterna aveva-
te e messo in circolo per tenersi a debita distanza e scongiurare proprio il genere
di impicci e poi di guai che danno vita e allegria ed euforia, ma anche cenere e malinco-
nia a questo romanzo di Pino Corrias, Dormiremo da vecchi  (Chiarelettere, pagg. 249
euro 16,90). - Oscar Martello, lo strabordante e fantastico protagonista, campione di ci-
sigaroe  di vitalità, di mediocri successi  e  di copiosi guadagni illegali, si definisce 
"produttore". In realtà è l'evoluzione selvaggia, per certi versi terminale, del "cinema-
tografaro". Come tale si crogiola nella perdizione: super reggia sull'Aventino, sigaroni
Cohiba, yacht, società anonime, beneficenza e un sacco di cocaina, ilcui smercio nell'am-
biente della "dolceRoma" è alla base del suo iniziale slancio. Vive comunque a scapito di
tutti, alcuni schiavizza, altri e altre ancora consuma come fazzoletti di carta per poi but-
tarli via con un sovrappiù di ferocia.  E' fatto così: "Io rubo e la chiamo economia reale,
la chiamo adrenalina e gioia di vivere".  Megalomane, furbissimo e cialtrone, gioiosamen-
te e colpevolmente scambia i nomi di persone ed opere. Coltiva il sogno infantile di com-
prarsi Cinecittà. Parla una lingua mista fra Dagospia, Charles Bukowski e quella sinco-
pata degli sceneggiati televisivi anni Novanta. Attorno a lui brulica quel genere di uma-
nità che dai tempi del Satyricon non è che sia poi molto cambiata. "politici pieni di testo-
sterone, figli buoni a nulla dediti al body building, squali con dentature da commerciali-
sta, giovani ereditiere con l'alito cattivo, avvocati della Locride  carichi di forfora  e  di 
contanti, vedove con rughe, rubini e isterici Jack Russel che pisciavano sui divani".

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sabato 12 marzo 2016

Sport - calcio / Serie A - 28^ giornata 2015/16

12 marzo '16 - sabato                12th March / Saturday
Risultati delle partite
Roma           4     Verona H.    0     Napoli    3     Torino   1     Atalanta   0     Bologna   0
Fiorentina   1     Sampdoria   3     Chievo   1      Lazio     1     Juventus 2      Carpi      0

Frosinone   2     Genoa    1     Sassuolo   2     Inter        3
Udinese      0     Empoli   0     Milan        0     Palermo   1

Il Commento
Prendo in considerazione tre partite di questa giornata (28^) calcistica della A.
Parto, tanto da togliermi il dente del dolore, da Hellas Verona - Sampdoria  0-3:
ma che bella batosta indicante un più che mezzo funerale per la squadra scali-
gera, ma quello che ruga, e ruga tanto tanto, è il modo e soprattutto lo spazio
di tempo di prendersi quelle tre pere - brava comunque la Samp che le ha rifi-
late, per carità!   Nel primo quarto d'ora di gioco subisce un passivo di tre reti,
e per giunta nella propria casetta, è davvero eccezionale per una squadra che
si deve disperatamente salvare. Che succede Del Neri? Probabilmente in con-
fusione quasi totale, e il requiem è ormai vicinissimo e un pò lo hanno intona-
to i tifosissimi dei colori gialloblù che alla fine  non hanno saputo  trattenern
fischi abbastanza sonori.
Il Frosinone sfrutta benissimo il fattore campo, e invischia ancor di più i friulani
nella lotta per la sopravvivenza in A.  E per l'Udinese è tutto da rifare, cancellan-
do in parte quei punti d'oro che aveva ottenuto contro l'Hellas di Del Neri. Da ve-
dere poi se la squadra romana saprà mantenere lo stesso passo nelle gare esterne.


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Appuntamenti - Teatro, Jazz, Mostre, Architettura

12 marzo '16 - sabato                    12th March / Saturday                  visione post - 14

Bergamo / Teatro
Centro Sociale - Loreto
"Il bambino dai pollici verdi"  -  20 marzo 2016 / ore 17

Bergamo / Jazz Festival  (direzione artistica di Dave Douglas)
Teatro Sociale
Giovedì 17 marzo 2016 - ore 21.00
Franco D'Andrea - "Traditions Today"
(special guest: Han Bennink; featuring: Mauro Ottolini e Daniele D'Agaro)
Ryan Keberle & Catharsis
Teatro Donizetti
Venerdì 18 marzo '16 - oer 21.00
Geri Allen PIANO SOLO
Joe Lovano  CLASSIC QUARTET
Sabato 19 marzo '16 - ore 21.00
Anat Cohen QUARTET
Kenny Barron TRIO
Domenica 20 marzo '16 - ore 21.00
Billy Martin's - "Wicked Knee" featuring
Steven Bernstein, Brian Dye, Michel Godard
Louis Moholo-Moholo - "5 Blokes"
_________________________.

Lectio magistralis di Stefano Boeri
"Architetture come ponti e architetture come muri"
mercoledì 23 marzo -  ore 20:45
(Per il corso di architettura SPACE FACTOR IV)
Incontro gratuito aperto al pubblico: 
Centro Congressi Giovanni XXIII - viale Papa Giovanni XXIII, 106 - Bergamo
Info: www.gamec.it

Longaretti 100  -  mostra
DISEGNI E OPERE PUBBLICHE
25 marzo - 5 giugno 2016
Ex Ateneo di Scienze, Lettere e Arti e sedi varie, Bergamo

Lucianone


sabato 5 marzo 2016

Riflessioni - Guarda un pò l'Ungheria di Orban! (ecco anche come si spiegano i muri alzati)

5 marzo '16 - sabato                   5th March / Saturday                        visione post - 15

In Ungheria, anzi precisamente nell'Ungheria di Orbàn, vengono creati giochi di guerra:
con campi paramilitari per ragazzini.  Sarebbe un "modello educativo" fatto per prepa-
rare i futuri cittadini ungheresi (agli antipodi dell'Europa di Bruxelles). 
Questa è una notizia che ho letto solo pochi giorni fa in un settimanale  datato ancora al
mese di dicembre scorso (12 dicembre 2015). E ho subito, chiaramente, collegato questo
fatto a quello dell'innalzamento ungherese dei muri contro i migranti-profughi.  Dunque
le cose (come spesso accade) quadrano in modo completo - la quadratura del cerchio in-
somma - dove uno Stato conservatore/super populista si chiude a riccio, innalzando bar-
riere razziste e allevando una progenie di soldatini pronti  a difendersi  dagli straccioni
musulmani.  -  Mi torna molto alla memoria quelle scene dei film sugli Indiani e le trup-
pe dell'esercito americano: chiusi nel fortino, i riservisti dell'esercito a stelle e strisce si
difendevano dagli assalti delle tribù indiane che scorazzavano intorno al forte sui caval-
li, e con archi e frecce (in seguito si sarebbero procurati fucili pure loro).
Solo che questi nuovi Indiani = Profughi/migranti dalle guerre e dalla fame sono senza
cavalli e senza nessun tipo di arma bellica, ma sono per lo più donne e bambini inermi
che chiedono asilo e un pò di pietà.  Solo che adesso siamo già, se non erro, nel 2016,
però ci sono alcuni paesi europei che confondono facilmente la pietà con Spietatezza.
Luciano Finesso

Tra i prossimi post verrà pubblicato un Dossier proprio sui 'Giochi di guerra' concepiti
nello Stato che ha dato inizio alla costruzione e all'innalzamento dei muri in Europa,
l'Ungheria di Orbàn appunto. Giochi di guerra (ma che in realtà non sono proprio gio-
chi) in cui vengono coinvolti  come protagonisti bambini  con tanto di uniforme, mitra-
gliatrici (kalashnikov) e maschere antigas.
(Lucianone)

Lucianone


Scienze - Le onde gravitazionali esistono: Einstein aveva ragione

5 marzo '16 - sabato                  5th March / Saturday                       visione post - 24

Albert Einstein aveva ragione 
e questa scoperta ci serve
Il fisico tedesco le aveva ipotizzate 100 anni fa. Ora la conferma: prodotte 
dagli eventi cosmici violenti, le onde gravitazionali esistono. 
Un grande salto per le nostre conoscenze. Ma anche per migliorare
i satelliti e la stabilità delle case. Ecco perchè.

(dal settimanale "Oggi" - 24/02/'16 - Attualità / Edoardo Rosati - Milano)
Ci si sente infinitamente piccoli dinanzi alla sconcertante grandiosità di certe scoperte
scientifiche. Come quella che vede protagoniste le onde gravitazionali.  E' merito di un 
team di studiosi statun itensi ed europei, che lavorano alle tre super- antenne (interfero-
metri, nel gergo tecnico) Ligo e Virgo: i due Ligo che giorno e notte hanno registrato gli 
echi provenienti dallo spazio profondo negli Usa (a Livingston, Louisiana, e ad Hanford,
nello Stato di Washington) e Virgo, che "abita" in Italia, nel Comune di Cascina (Pisa) e
che in autunno si unirà ai Ligo nella ricerca (non appena ultimati i lavori per aumentar-
ne la sensibilità).
Una scoperta epocale. Che conferma per l'ennesima volta il "funzionamento" dell'uni-
verso previsto dalla mente inarrivabile di Albert Einstein. - Per afferrare il mistero la
èarola chiave è: gravità. Archiviate per sempre l'idea che questo fenomeno sia dovuto
a una potente "calamita" naturale, a un'impalpabile forza attrattiva  che fa cadere le
cose, che la Terra, a sua volta, esercita sulla Luna e grazie vvin-quale il Sole tiene av-
vinghiato attorno a sè il nostro pianeta (e tutti gli altri). No. La visione di Einstein ha 
dipinto uno scenario rivoluzionario. Che, per estrema semplicità, deve portarci a im-
maginare lo Spazio come un infinito telo deformabile. Teso e resistente. Avete presen- 
te i tappeti elastici su cui saltano a perdifiato i bambini?
"Increspature" decisive
Prendete adesso una palla da bowling e lanciatela su questo lenzuolo di gomma. Il
tessuto cederà sotto la massa della sfera. S'infossa. Si curva verso il basso. Se ades-
so provassimo a tirare una biglia su quella stessa superficie, bè, non potrà sfrecciare 
dritta, in linea retta: finirà inevitabilmente per essere deviata dall'avvallamento.  E
per girarci attorno. Ecco come funzionano le orbite di un pianeta, di una cometa, di
un satellite artificiale  o  di un veicolo spaziale: non sono oggetti  calamitati  da una
"forza" arcana a distanza. Si comportano, invece, proprio come quella biglia: ruota-
no attorno a un corpo celeste (la palla da bowling) che è più massiccio di loro  e che
per questo ha abbassato il "telo elastico" dello Spazio. - Einstein ha chiamato "Spa-
zio-Tempo" Quest'invisibile tappeto flessibile (perxhè noi ci muoviamo nel vuoto se-
guendo lunghezze, larghezze e profondità, ma anche con un "prima" e un "dopo"),
Ecco pertanto  riformulato  il concetto di gravità: è l'effetto  della curvatura  dello
Un cataclisma spaziale
E' proprio ciò che è successo: due buchi neri, due frementi corpi celesti, si sono esibiti
in una danza vorticosa, prima di scontrarsi a una velocità di circa 150 mila chilometri
al secondo e fondersi in un'unica perla scura, pari a 62 volte la massa solare.  E' acca-
duto a una distanza di 1,3 miliardi di anni luce. Un cataclisma che ha prodotto un'on-
da nell'universo. E come un messaggio in bottiglia nell'oceano di stelle, ha conservato
la memoria di quel mirabile evento cosmico. Oggi, finalmente, gli scienziati sono riu-
sciti a "leggere"  e  a udire  quello sconvolgimento lontano: un "bip"  di un secondo. 
Sufficiente per gridare vittoria.  "E' davvero l'alba di una nuova era, per l'astrofisica",
commenta entusiasta Fulvio Ricci, professore a la "Sapienza" - Univeristà di Roma, ri-
cercatore dell'INFN, l'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, e coordinatore  della colla-
borazione internazionale Virgo, uno dei fanta-macchinari rivelatori di onde che ha for-
nito un ruolo nevralgico nella lettura finale dei dati.  "Le onde gravitazionali erano una
saorta di chimera: ne ipotizzavamo l'esistenza, ma adesso le abbiamo osservate in ma-
niera diretta". Più o meno è come aver scoperto la Stele di Rosetta, la pietra di granito
fondamentale nella decifrazione dei geroglifici egizi.  "Allo stesso modo, potremo final-
mente sondare i fenomeni dell'universo con nuovi occhi, perchè le onde gravitazionali,
rispetto a quelle elettromagnetiche, hanno una natura del tutto diversa, essendo gene-
rate dal movimento dei corpi celesti  e  riuscendo a trasportare intatta l'informazione
sul fenomeno che le ha originate".  Significa per esempio, spiega Ricci, poter scanda-
gliare lo stato della materia in condizioni straordinariamente compresse, come avvie-
ne nelle stelle di neutroni, che sono corpi celesti pazzescamente densi: immaginate di racchiudere in una sfera col diametro equivalente all'estensione di Roma una volta e
mezza la massa del Sole! 

Lucianone

SOCIETA' e politica / Svezia - Diritti e dialogo in difesa dei più deboli

5 marzo '16 - sabato                  5th March / Saturday                             visione post - 28

La ministra degli Esteri svedese, Margot Wallstròm, afferma:
"Dalla lotta per il disarmo ai no a Riad: ecco la mia sfida per 
una diplomazia in nome dei più deboli".

(la Repubblica - 19/10/2015 - L'intervista  / Andrea Tarquini - Stoccolma)
"Diritti e dialogo, così in Svezia
il femminismo etico è andato al potere"
"Io sono pragmatica, punto ai risultati nella diplomazia internazionale. Ma credo in un
nuovo approccio, etico e neofemminista. Condizioni e diritti della donna sono barometro
e tornasole dei singoli paesi e del mondo, difenderli secondo me è nell'interesse strategi-
co svedese europeo e globale. Non temo chi sfido, anzi sfido per dialogare". Così Margot
Wallstròm, socialdemocratica, la coraggiosa, potentissima ministra degli Esteri svedese,
spiega il suo credo.  Sfida tutti: riconosce la Palestina, blocca contratti di miliardi per ar-
mi svedesi a Riad  in nome dei diritti umani  e  delle donne, annuncia il riconoscimento 
del Sahara  Occidentale, si batte per il disarmo e denuncia le provocazioni armate di Pu-
tin contro il pacifico regno. Elegantissima in abito pantalone nero e camicetta caffelatte,
parla nel suo studio  stile Luigi XIV  al ministero degli Esteri reale, leader segreta della 
potenza del nord, insieme a un team di donne che ha in pugno i dicasteri-chiave.
Nuova etica, femminismo in politica. Cosa significa?
"Insisto, prima di tutto pragmatismo: orientarsi a risultati efficaci. Ma senza mai tradire valori
e principi: in questo senso sono bifronte. Difendo gli interessi svedesi pensando che sono an-
che quelli del mondo globale.  Siamo qui  al governo  per cambiare la realtà, da superpotenza
del cuore, non per far carriera. Me lo dissi subito: dove voglio arrivare? Così lavorai alla Com-
missione europea e all'Onu: dandomi valori-guida. E imparando ad ascoltare tutti prima di de-
cidere: partiti, ong, sindacati, aziende, ogni voce dei paesi reali. Le priorità ascoltate dagli altri
fanno governare meglio. E' anche un credo femminista saper ascoltare".
Svolta rispetto al precedente governo conservatore?
"Qui vige  consenso bipertisan su molto: aiuto ai paesi poveri, cultura politica solidale, pacifi-
smo, europeismo convinto. Ma in 4 aree esistono differenze".
Quali?
"Primo, dobbiamo essere molto più attivi per la pace. La crisi russo-ucraina è top priority, ci
occorre una prospettiva a lungo termine, europea: investire sulle forze democratiche russe, e
ucraine, senza timore d'irritare nessuno. Poi la politica estera femminista".
Che significa?
Quando cominciai a parlarne molti sogghignarono. Invece è analisi lucida  della situazione
mondiale. Come sono trattate le donne, qual è il loro ruolo nelle società, dove c'è o no un'a-
genda o road map per i loro diritti all'eguaglianza, a studiare e lavorare, a fare economia e
politica estera, al futuro? Sono interrogativi-chiave per la sicurezza  e  la pace nel mondo.
Uno smart power femminile - nè hard nè soft power, uno smart power - è decisivo per far
andare avanti meglio il mondo. Nei diritti umani come nell'economia, dai paesi più ricchi
ai più poveri. La politica estera femminista è un metodo: diritti, rappresentanza, ruolo so-
ciale delle donne, sono chiavi per capire ogni situazione.   Senza le donne, la Tunisia del
Nobel non sarebbe una storia di successo. E in ogni guerra, la politica estera femminista
è uno strumento per capire meglio, decidere, agire. Dove le donne sono maltrattate o di-
scriminate - loro, metà della popolazione e spesso spina dorsale della stabilità sociale -
di solito bvengono calpestati i diritti umani e sprecate le qualità di metà del cielo, a dan-
no di ogni individuo, dell'economia, della società. La politica estera femminista è più ef-
ficiente, nell'interesse di tutti. Per questo qui offriamo training per future donne-negozia-
trici e leader di tutto il mondo".
Col suo no alle armi a Riad, a causa  delle violazioni di diritti umani  e  discriminazione 
delle donne, ha sfidato anche l'industria militare svedese: duro?
"Sono una pacifista pragmatica. Noi democrazia neutrale abbiamo un'importante industria
militare, io ho approvato un aumento in corsa delle spese per la Difesa pensando alle con-
tinue provocazioni russe, ai nostri piloti che quasi ogni giorno decollano su allarme con i
loro piccoli caccia Gripen contro i bombardieri atomici. Ma ci guida un principio: espor-
tiamo armi solo a paesi democratici e non aggressivi. Con i sauditi dopo certe parole con-
tro di me che preferisco ignorare ci siamo parlati, abbiamo concordato di dissentire. Con
una linea dura in nome di valori si può riuscire a continuare il dialogo".
Dialogare senza rinunciare a valori e principi?
"Mai dal 1945 abbiamo tanti conflitti come nel mondo multipolare di oggi: una quarantina,
di cui almeno 11 guerre combattute. Sempre più scontri accesi da fattori religiosi, etnici o
d'identità, e tentazioni di corsa all'arma atomica. In questo mondo complesso, l'apparente
idealismo  di una pragmatica  politica estera femminista, quindi più pacifista e solidale, è
strumento diplomatico più indispensabile che mai. Sapendo che devi avere il coraggio di
incassare pugni o colpi bassi, e continuare a offrire con chiarezza estrema sui valori dialo-
go a governi, anche Iran o Turchia, a ong e società civili, ovunque. L'alternativa è soggia-
cere a interessi economici e militari o a superpotenze.

Lucianone