martedì 20 maggio 2014

Sport - calcio / Serie B - 40^ giornata 2013/14

20 maggio '14 - martedì              20th May / Tuesday                    visione post - 35

Risultati delle partite
Varese   1      Empoli    3      Palermo   1      Padova    2      Modena   1  
Brescia   2       Novara   1      Carpi       2      Pescara   1      Avellino    0

Virtus Lanciano   2      Reggina   1      Juve Stabia   2      Trapani    2 
Spezia                   2      Cesena    2       Crotone        2      Ternana   1

Classifica squadre
PALERMO  82  /   Empoli   68  /   Cesena   65  /   Latina   64  /   Modena   62  /   Bari   60  /
Crotone   59  /   Siena, Spezia, Lanciano   58  /   Trapani   57  /   Avellino   56  /   Carpi   55  /
Brescia   53  /   Pescara   51  /   Ternana   48  /   Cittadella   45  /   Varese, Novara   43  /
Padova   38  /   Reggina   28  /   Juve Stabia   19


   

Classifica marcatori
        giocatori                    gol totali        rigori
Mancosu /Trapani                   25                 4
Tavano   /Empoli                     20                 3
Babacar /Modena                   20                 4
Pavoletti /Varese                    19                 2
Antenucci /Ternana                19                 7
Caracciolo /Brescia                18                 5
Maccarone /Empoli                15                 1
Jonathas /Latina                    14                 1 
Gabalinov /Avellino               14                 2
Hernandez /Palermo              14                5

Continuazione... to be continued...


lunedì 19 maggio 2014

SOCIETA' / moderna - Il nuovo popolo globalizzato (e rivoluzionario)

19 maggio '14 - lunedì           19th May / Monday                    visione post - 31

(da la Repubblica - 15/05/2014 - di Thomas L. Friedman, Hanoi/Vietnam)

IL POPOLO DELLA PIAZZA
Penso proprio che inizierò a viaggiare più spesso da Kiev a Hanoi.  E' soltanto quando hai
la possibilità di recarti in due luoghi apparentemente così tanto privi di connessione alcuna
che ti rendi conto davvero dei big trend.   E uno dei  big trend  di cui  mi sono  accorto  è
l'affermarsi del "Popolo della Piazza".
Nel 2004 il politologo di Harvard Samuel Huntington  parlò  di una "superclasse"  globale
che si andava affermando, quella degli "Uomini di Davos". Si riferiva a chi prendeva parte al
Forum economico mondiale di Davos: un'élite transnazionale e cosmopolita, formata da appar-
tenenti  al mondo dell'hitech, della finanza, delle multinazionali, del mondo accademico e delle
Ong. Gli uomini di Davos avevano "scarso bisogno di lealtà nazionale"  e più in comune tra loro
dei loro concittadini, sosteneva Huntington. Oltretutto, avevano anche le competenze giuste per
trarre beneficio in modo sproporzionato dalla nuova globalizzazione dei mercati e dal diffonder-
si delle tecnologie dell'informazione.
Beh, a distanza di dieci anni, mentre la rivoluzione dell'Information Technology e la globalizza-
zione sono state democratizzate  e  si sono espanse, e siamo passati  dai laptop  per le élite agli
smartphone per tutti, dai network  per i pochi fortunati di Davos a Facebook per tutti, e dai ric-
chi che potevano parlare dalle stanze del potere in esclusiva, a chiunque oggi può rispondere su
Twitter ai propri leader - sta vedendo la luce una nuova forza politica globale, più grande  e più
importante degli uomini di Davos. Io la chiamo il Popolo della Piazza. -  E' formato per lo pià
da giovani , che aspirano a standard di vita migliori e a una maggiore libertà, che perseguono le
riforme o la rivoluzione (a seconda del governo che si ritrovano), e sono collegati  gli uni agli al-
tri dal fatto di ammassarsi nelle piazze o ritrovarsi in massa in qualche piazza virtuale o in en-
trambe, e sono uniti più da una direzione comune nella quale vorrebbero avviare le loro società
che da un programma comune.  Questo Popolo  ormai l'abbiamo visto  nelle piazze  di Tunisi,
del Cairo, di Istanbul, Nuova Delhi, Damasco, Tripoli, Beirut, Sana'a, Teheran, Mosca, Rio,
 Tel Aviv, e Kiev, come pure nelle piazze virtuali di Arabia Saudita, Cina e Vietnam.
Questi tre ultimi paesi hanno un numero insolitamente grande di utenti di Facebook, Twitter o
YouTube, o dei loro equivalenti cinesi, che complessivamente formano una piazza virtuale nel-
la quale ritrovarsi , entrare in contatto , promuovere il cambiamento, e sfidare l'autorità.
Il blogger più popolare in Vietnam, Nguyen Quang Lap, ha più follower  di qualsiasi giornale
governativo qui a Hanoi.   In Arabia Saudita  uno degli hashtag più popolari  di Twitter  è "If I
met the King I would tell him" (se iincontro il re, glielo dico).
Ma il Popolo della Piazza non sta soltanto addensando le sue file  e appropriandosi di sempre
maggior potere. "Il nostro obiettivo è che entro tre anni ogni vietnamita possegga uno smartpho-
ne", mi ha detto Nguyen Manh Hung, a capo del Viettel Group, una società di telecomunicaziio-
ni vietnamita. "Stiamo mettendo a punto uno smartphone che costi ,meno di 40 dollari, ma il no-
stro obbiettivo è scendere sotto i 35. Facciamo pagare due dollari al mese per Internet, per la
connessione a un pc, e 2,50 per i servizi voice da smartphone". Dato che i media vietnamiti so-
no soggetti a una rigida censura, non è un caso se 22 su 90 milioni di vietnamiti hanno una pagi-
na Facebook. Soltanto due anni fa erano otto milioni. Il Vietnam ha centomila giovani che stu-
diano all'estero: dieci anni fa erano un decimo. E sono tutti Popolo della Piazza del futuro.
Certo, il Popolo della Piazza rappresenta politichediverse, compresi i Fratelli musulmani in Egit-
to e gli ultranazionalisti a Kiev. Ma il trend dominante che pervade tutti loro è uno solo: "Ades-
so abbiamo gli strumenti per vedere come vivono tutti gli altri, comprese le opportunità che ci
sono all'estero e quanto sono corrotti i nostri leader in patria. E non tollereremo all'infinito di vi-
vere in un posto nel quale non possiamo realizzare il nostro pieno potenziale. Oltretutto, adesso
abbiamo gli strumenti per partecipare e fare qualcosa in proposito".
Come dice un esperto vietnamita di politica estera, in un modo o in un altro il Popolo della Piaz-
za "chiede un nuovo contratto sociale" con la vecchia guardia che ha dominato la politica.   "La
gente vuole fare sentire la propria voce in ogni dibattito importante", per non parlare della richie-
sta di scuole migliori, strade e legalità. Il Popolodella Piazza fa anche presto a instaurare parago-
ni con gli altri. "Perchè quei thai escono a manifestare e noi non possiamo?".
Il Popolo della Piazza in Ucraina vuole associarsi all'Unione europea  non soltanto perchè crede
che essa sia la chiave per la prosperità, ma anche  perchè  crede che le leggi europee, le norme
giudiziarie, gli standard richiesti e il requisito della trasparenza forzeranno quei cambiamenti che
vogliono a casa loro ma che non possono essere generati nè dall'alto nè dal basso. E i riformisti
vietnamiti vogliono per gli stessi motivi entrare a far parte del Partenariato transpacifico.
A differenza degli Uomini di Davos, il Popolo della Piazza vuole sfruttare  l'economia globale per
riformare i propri paesi, non per innalzarsi sopra di essi.
A Hanoi ho tenuto un discorso sulla globalizzazione all'università. Poi ho chiacchierato con Anh
Nguyen, una giovane studentessa di 19 anni che mi ha rivolto alcune domande interessanti.  La
sua conversazione era inframmezzata dalle espressioni tipiche della Piazza:"Sento di avere più
potere... Penso che il Vietnam possa cambiare...  Per favore racconti a tutto il mondo l'enorme
caso di appropriazione indebita (in una società statale di spedizione) portato alla luce qui. Prima
la gente se ne sarebbe rimasta zitta, ma adesso è arrivata la sentenza con la condanna a morte
dei responsabili. Questo ha stupito moltissimo la popolazione...  Adesso non tutti i grossi boss
si sentiranno protetti dal governo.... Riceviamo molte informazioni da fonti diverse di tutto il mon-
do. E questo ci apre gli occhi". Anh Nguyen ha aggiunto anche: Rispetto ai miei genitori, sento
di avere molte più possibilità di perseguire il mio pieno potenziale, ma non ancora quanto vorrei".
(traduzione di Anna Bissanti)

Continua... to be continued...

domenica 18 maggio 2014

Sport - Tennis / Internazionali di Roma: trionfa la Wlliams, ma Errani infortunata

18 maggio '14 - domenica               18th May / Sunday                       visione post - 11

Terzo successo di Serena Williams a Roma
Batte Sara Errani per 6-3, 6-0 ma pesano i problemi fisici
dell'azzurra / "Sono rimasta in campo - dice la Errani - per
rispettare questo splendido pubblico" / Adesso è in dubbio
la partecipazione di Sara nella finale di doppio.
Non è il finale sognato, nemmeno immaginato. Sara Errani ha appena firmato il break su Serena Williams e serve per riagganciarla sul 4-4, il Foro Italico la sostiene al massimo, ma un dolore muscolare rovina tutto. La palla del controbreak, nemmeno la rincorre, e quando l'azzurra sparisce nel tunnel per l'inevitabile trattamento medico, irrompe la paura di non vederla rientrare. Invece Sarita riappare al centro del campo e a testa alta incassa il 6-3 6-0 che regala il titolo alla statunitense, terzo a Roma dopo quelli del 2002-2013 e 60° in carriera. Ma gli applausi vanno alla Errani, gamba sinistra fasciata e lacrime che scorrono sul viso, prima fra le umane in questa edizione degli Internazionali.
Le lacrime di Sara Errani; si è infortunata a metà finale

TENSIONE — "Mi dispiace moltissimo - sono le prime parole di Sara Errani - siete stati meravigliosi tutta la settimana e sono rimasta in campo solo per voi" dice dopo essere stata consolata nel suo angolo dal presidente del Coni Giovanni Malagò. A stoppare l'azzurra potrebbe essere stato un problema ai flessori della gamba sinistra, ma saranno i medici a dire se è a rischio la partecipazione al Roland Garros. Certa è soltanto la tensione che aleggiava sul Centrale fin dalle prime battute del match: tanti errori e pochi vincenti da una parte e dall'altra della rete, qualcosa di più simile a Risiko che a una partita di tennis.

 Mescolando italiano e inglese, la 32enne fuoriclasse americana ha ringraziato il suo allenatore e il pubblico che gremiva il Centrale del Foro Italico.



WILLIAMS — Il primo break Williams arriva subito dopo un doppio fallo e un errore a rete dell'azzurra, troppo contratta per poter far male alla statunitense. Quando finalmente arriva un vincente (e palla del controbreak) nel terzo game, Serena si salva col nastro, e ancora col nastro conquista il 3-0. Sembra partita chiusa, come nelle previsioni della vigilia, invece la regina Usa sbaglia più del previsto e concede a Sarita il primo game. Potrebbe accorciare ancora, la Errani, ma anche la seconda palla break svanisce con un ace imprendibile. Scorre senza brividi il 4-2 Sara, poi finalmente la "cichi" prende il coraggio a due mani e trova la via per strappare il servizio. Match riaperto finalmente, il volume del pubblico sale al massimo, ma è un'illusione. Al posto del 4-4 arriva l'infortunio che di fatto mette fine al match.
REGINA — Serena quasi non festeggia, riesce solo a dire "mi dispiace" quando incrocia lo sguardo della Errani a fine match. Per la statunitense è il successo numero 60 in carriera, ad appena 7 da Billie Jean King. Sono 53, inoltre, le vittorie sulla terra (2 sconfitte) da quando nel 2012 si è convinta che poteva tornare a essere competitiva anche su questa superficie. Sara Errani, invece, conserva l'undicesimo posto nel ranking Wta, respingendo per il momento l'attacco di Flavia Pennetta. Al di là dei numeri, una settimana in cui cadono sotto i suoi colpi la cinese Li Na e la serba Jankovic è comunque da ricordare, sopratutto perché è accaduto a Roma.
 (da  Gazzetta.it)

Lucianone

Lettere - Sherpa ed Everest / Animali e carni: origine dei nomi

18 maggio '14 - domenica           18th May / Sunday                       visione post - 11

Sui poveri Sherpa, sul poverissimo, sfruttato Everest ho trovato
finalmente una lettera giusta giusta che descrive benissimo quel
ora desolato quadro di zone, dove un tempo erano uomini/alpinisti
eroici per le gesta e le sfide che vi andavano a compiere, immorta-
late da foto e immagini storiche, conservate in archivio e trasmes-
se talvolta in tv in epici documentari. 
Adesso la realtà, come ben dice la lettera, è sempre più misera
e pietosa (pensando alla 'pietas' da avere per gli sherpa sfruttati).
Interessante è la lettera che segue, sull'origine precisa dei nomi
dati ad animali e carni di derivazione strettamente anglosassone,
e... anche normanna..
(Lucianone)
__________________

In cima all'Everest sulla sedia gestatoria
C'è voluta una slavina e i relativi morti per iniziare a dare una calmata
ai troppi  alpinisti  della domenica, disposti a pagare  cifre spropositate
per avere  i permessi  per scalare l'Everest  e  per pagarsi la truppa di 
sherpa. Ora i portatori sono giustamente scesi in sciopero. L'ascesa al
monte più alto del mondo  è ormai diventato  uno status symbol, non la
dimostrazione di essere abili alpinisti. Per quello bisogna salire il K2 o
uno dei Gasherbrum. -  Si smetta di permettere a chiunque, purchè fa-
coltoso di arrivare fino in cima all'Everest.   Il più delle volte avviene
quasi a bordo di una sedia gestatoria.     Chi vuole arrivare fin lì ce la
faccia con le proprie forze, senza sherpa e senza ossigeno. Altrimenti
stia a casa.
              Teodoro Lascella
(da la Repubblica - 27 aprile 2014  /  LettereCommenti&Idee)

Perche animali e carni hanno nomi diversi
Leggo sul "Venerdì" del 25 aprile la motivazione per cui in inglese
l'animale vivo e la sua carne hanno nomi diversi: secondo l'antropo-
logo Edmund R. Leach, "rivelerebbe il disagio dell'uomo nel cibarsi
della propria vittima". Ma non vedo perchè questo si debba applica-
re solo agli inglesi, popolo fra l'altro molto amante della caccia. 
Io sono una insegnante di inglese e ho sempre insegnato ai miei alun-
ni che questi diversi nomi derivano dalla differenza linguistica/sociale
che esisteva in Inghilterra dopo la conquista normanna del 1066. Gli
Anglosassoni, ridotti  allo stato  di servi, allevavano gli animali  vivi,
che quindi tuttora portano nomi  di origine germanica (pig, cow, calf,
sheep); i Normanni invece, classe dirigente, mangiavano gli animali
arrostiti, quindi ancora oggi  questi hanno nomi  di origine  romanza
(pork, beef, veal, mutton).  Riguardo a questo, si può consultare  an-
che Walter Scott, in una famosa pagina di "Ivanhoe".
                                                                                Lorenza Xella
(da la Repubblica - 27/04/'14 / LettereCommenti&Idee)

Lucianone

sabato 17 maggio 2014

Sport - calcio / Liga spagnola: Atletico Madrid campione

18 maggio '14 - sabato       18th May / Saturday                           visione post - 14

Barcellona - Atletico Madrid    1  -  1
Finisce in parità al Camp Nou: Godin risponde a Sanchez.
Atletico Madrid campione di Spagna per la decima volta.

17 MAGGIO 2014 - BARCELLONA
Più della sfortuna, più della fatica, più della paura. Partido a partido, il Cholo Simeone porta l'Atletico alla sua decima Liga, la prima dal '96, la seconda dal '77. L'incredibile finale del Camp Nou finisce 1-1 e col pareggio l'Atletico tiene il Barcellona a 3 punti e spezza il duopolio Barça-Madrid che durava dal 2005. Una partita che per i colchoneros è come il loro campionato: passione, lavoro, solidarietà, sforzo, unità. E calcio, naturalmente.

LACRIME BIANCOROSSE — Quasi 100.000 persone al Camp Nou, meno di 500 dell'Atletico, Xavi e Neymar in panchina, Atletico con la formazione tipo. Il problema per il Cholo è la sfiga, componente importante nella storia dell'Atletico che nello spazio di 8 minuti, tra il 14' e il 22', gli porta via Diego Costa e Arda Turan, entrambi infortunati e via dal campo in lacrime. Problemi muscolari, Simeone che scuote il capo, Arda che sbatte la mano per terra in segno di rabbia, poi tutti in panchina a piangere pensando non solo a oggi ma anche alla finale di Champions in programma tra una settimana. Sono due colpi durissimi che l'Atletico incassa facendo entrare Adrian e Raul Garcia e provando a non sprofondare psicologicamente. L'operazione sembra riuscire, 
ché èèl Barça preme ma non combina granchè.
Il Barcellona si carica prima del via. Reuters
Il Barcellona si carica prima di inizio partita


Lucianone

Sport - Tennis / Internazionali d'Italia: impresa di Sara Errani

17 maggio '14 - sabato            17th May / Saturday                     visione post - 7

Internazionali Bnl: la Errani batte
la Jankovic ed è in finale a Roma
Grande impresa per la 27enne romagnola che è la prima finalista degli Internazionali Bnl d’Italia grazie alla vittoria per 6-3 7-5 sulla serba Jelena Jankovic. Ora attende la vincente tra Serena Williams e Ana Ivanovic
Roma, 17 maggio 2014  - Finalmente Sara Errani è approdata alla finale di Roma. Grande impresa per la 27enne romagnola che è la prima finalista degli Internazionali Bnl d’Italia grazie alla vittoria per 6-3 7-5 sulla serba Jelena Jankovic, in un’ora e 48 minuti di gioco. Sara affronterà domani la vincente tra Serena Williams e Ana Ivanovic.
Erano 79 anni che una tennista italiana non giocava la finale degli Internazionali d’Italia, a Roma. L’ultima a riuscirci Lucia Valerio nel 1935. La Valerio vinse anche il torneo nel 1931. In realtà l’ultima italiana di passaporto a giocare una finale al Foro è stata nel 1950 Annelies Ulstein Bossi, di origini austriache, che poi vinse il torneo. Nel 1985 Raffaekka Reggi giocò e vinse la finale degli Internazionali ma in quell'occasione in tono minore si giocava a Taranto.
"Non so che dire. E’ stata una partita incredibile. In alcuni momenti ero morta pensavo di non farcela. Il pubblico è stato grandioso”. Sono le prime parole rilasciate in campo da Sara Errrani dopo la storica vittoria.
“Nel secondo set quando ero in svantaggio 4-1 è entrato il mio coach Pablo (Lozano, ndr) e mi ha detto di pensare a giocare punto su punto e così è stato”, ha aggiunto. Un ultimo pensiero va al suo ‘clan’ che la segue costantemente: “Avere qui la mia famiglia, Robi (la compagna di doppio Vinci, ndr) mi da ancora più forza perché non lotto solo per me ma anche per loro”. 


Sara Errani in finale, a Roma (Internazionali 2014)

Lucianone.

giovedì 15 maggio 2014

L'opinione del giovedì - Tutti i mali dell'Italia: finiscono negli stadi e nelle sue curve?

15 maggio '14 - giovedì             15th May / Thursday                      visione post - 9

Tutti i mali dell'Italia...
1.  Quando ci si mettono anche le banane
Tutto cominciò quando un certo Alves, calciatore della Liga di Spagna,
ricevette come complimento, da uno spettatore fruttivendolo, una bana-
na che gli era rimasta nella cesta (le altre erano già vendute),  ma non
potendo, lo spettatore, dargliela  di  persona, cioè per via mano, gliela
lanciò con un bel gesto di mira precisa. Il calciatore Alves in quel mo-
mento aveva una gran voglia di potassio, così se la mangiò in un solo
boccone prima di tirare il suo bel calcio d'angolo. -    Ecco raccontato
in due parole a un bambino di pochi anni, che non ha capito molto di
quell'episodio e vuole così  ulteriori spiegazioni  dal suo papà, quello
che è successo su un campo di calcio in Spagna poco più di una setti-
mana fà. Ecco cosa deve inventarsi un padre per non far capire a un
suo figliolo (tre, quattro, cinque anni, fate voi) come si è fatta cattiva,
cinica, sporca una buona parte di questa società e quindi di uomini e
anche donne che la formano. Per fortuna non tutti, direte voi, ma ci
mancherebbe altro, vi risponderà il sottoscritto. 
Solo che, magari, si spera che quell'episodio di razzismo accaduto in
Spagna possa far capire e soprattutto aver fatto capire che in futuro
banane e ortaggi meno gustosi vanno tenuti a casa, non allo  stadio
da usare come 'armi improprie' (questo è il termine).    Ma no, che 
dopo appena sei giorni, l'episodio si ripete anche in Italia: stadio di
Bergamo in Atalanta-Milan, e stavolta le banane sono due, e il gio-
catore che le riceve, giustamente, non se le mangia  ma una  la riget-
ta al proprietario, quella almeno era l'intenzione. Allora non tutti sa-
remo razzisti impuniti, ma una grande parte di società lo è con com-
plici relativi e magari quantificabili. - 
E questo è il primo male d'Italia che tante persone, ma non  tutte  
soltanto giovani, vanno  a sfogare  negli stadi, soprattutto  (come 
sappiamo) nelle curve nord/sud/est eccetera.    In questo becero
sfogo  di stampo razzista  siamo passati  dalle urla dei BUUU  ai  
lanci della frutta più o meno di stagione.
2. Ma le banane si sono dimostrate essere il male minore.
In Italia, nello stadio e nelle curve entra di tutto e la domanda è:
dove sono le società di calcio e quali enormi interessi ci sono dietro.
Poi è chiaro che le famiglie con figli vengono maggiormente penaliz-
zate da tutte le norme e regole che rendono ardua l'entrata allo sta-
dio, con perquisizioni quasi sempre ridicole. Ammesso poi che i bam-
bini negli stadi italiani, escluse pochissime eccezioni, siano al sicuro.
Ma le situazioni ancora pià pericolose e spesso tragiche, come avve-
nuto circa due sabati fa a Roma, avvengono fuori dagli stadi, tutt'in-
torno all'area-stadio dove si verificano scene da antica guerriglia ur-
bana. 

Continua... to be continued...

Ultime notizie - dall'Italia e dal Mondo / Latest news

15 maggio '14 - giovedì          15th May / Thursday                            visione post -23

Roma - Politica
Caso Genovese: sì dell'Aula all'arresto / Il deputato
si è costituito a Messina
Decisione della Camera a scrutinio palese:
371 i favorevoli, 39 i contrari e 216 assenti.
Votano contro Ncd, FI e 6 Pd tra cui Fioroni
Il politico, accusato di associazione per
delinquere, già arrivato al carcere di Gazzi.

Grillo, leader dei 5 Stelle:«Tutto merito nostro»
Renzi: «Applichiamo la legge anche ai nostri»

Economia / Italia
Pil italiano in negativo: -0,1% / In Borsa
bruciati 17,6 miliardi / Piazza Affari chiude
a -3,61%
Primo trimestre in calo,la tendenza è invertita. «In valori assoluti cifra
mai così bassa dal 2000». Anche la Francia ferma. Vola invece la Germania

Politica - Italia
Berlusconi contro Napolitano / "Le mie dimissioni 
non libere. Ora Commissione d'inchiesta"
Il leader di Forza Italia boccia la “ricostruzione” fornita dal Quirinale
e rilancia il “complotto”. Alfano: «Approfondire, ma eravamo deboli»


Stati Uniti  /  Tecnologia: il caso
Primo sì all'Internet a due velocitù / La neutralitù della 
Rete ora è a rischio
La Commissione sulle comunicazioni apre il dibattito sul futuro
del web: piccole aziende e startup potrebbero essere discriminate



Politica  -  Italia
Crisi: Renzi esclude la manovra correttiva,
"Gli 80 euro? Gli estendiamo nel 2015"
A Radio 24 il premier esclude manovre correttive, promette di estendere gli sgravi fiscali, difende le norme Poletti sul lavoro e sottolinea che Genovese non è stato immolato dal Pd

Ultimissime notizie
TURCHIA / Tragedia in miniera
Ancora 18 minatori intrappolati a 200 metri di profondità
Emergono storie di disperazione e tentati suicidi
Ankara, 16 maggio 2014 - Dovrebbero esserci ancora al massimo 18 persone intrappolate nei pozzi della miniera di carbone di Soma, in Turchia, teatro martedì di una violenta esplosione che ha ucciso 284 minatori, secondo l’ultimo bilancio di oggi. Lo ha detto il ministro dell’Energia turco Taner Yildiz. "Un numero massimo di 18 è ancora all’interno" ha detto ai giornalisti. "Ci aspettiamo che il bilancio definitivo sia di 301 o 302 vittime" ha aggiunto.
STORIE DI DISPERAZIONE - Storie di disperazione fino al tentato suicidio, oltre che di eroismo familiare, emergono dai racconti dei sopravvissuti della miniera di Soma pubblicata da quotidiani turchi. Hasan Ozdil ha detto a Hurriyet di avere visto un compagno tentare di suicidarsi con la cintura per sfuggire al monossido di carbonio, il killer invisibile che ha invaso le gallerie intrappolando i minatori. Altri, ha raccontato, "picchiavano la testa contro le pareti della miniera". "Le loro maschere antigas non funzionavano", ha riferito ancora il minatore a Hurriyet: "Avrebbero dovuto essere controllate ogni sei mesi, ma nessuno lo ha mai fatto". Ozdil è riuscito a fuggire nella notte del 13 maggio. Con lui 50-60 minatori si erano messi sui nastri di risalita. "C’erano i miei amici, sono morti".
Un minatore scampato all'incendio. I morti sarebbero più di 245

LA PROPRIETA': NESSUNA NEGLIGENZA - La società privata che gestisce la miniera di carbone ha negato che siano state commesse "negligenze". "Non abbiamo commesso alcuna negligenza in questo incidente", ha detto Akin Celik, direttore operativo di Soma Komur Isletmeleri in una conferenza stampa, precisando che lo scoppio di polvere di carbone potrebbe essere all’origine della tragedia. Un altro responsabile della società, Ramazan Dogru, ha respinto la tesi di un cortocircuito in un pannello di un trasformatore nei pozzi, indicata inizialmente come la causa della tragedia. "Non ha nulla a che fare con il trasformatore" ha detto, spiegando che la causa esatta dell’esplosione sarà nota una volta raccolti tutti i dati. "Non sappiamo come sia avvenuto l’incidente", ha aggiunto. Il presidente Alp Gurkan, ha parlato di "tragedia incredibile" sottolineando che la miniera rispetta tutte le norme di sicurezza. Gurkan in questi giorni è nel mirino della stampa e dei sindacati, che lo accusando di aver preferito il profitto alla sicurezza dei minatori.
IMMAGINI
della tragedia in una miniera di carbone nella Turchia occidentale
Lucianone

martedì 13 maggio 2014

Salute - Milano: allergie in aumento, soprattutto nei bambini

13 maggio '14 - martedì          13th May / Tuesday

Erbacce, betulle e querce:
così la primavera fa esplodere le allergie
Sempre di più la popolazione che le subisce.

(da 'la Repubblica' - 27/04/2014 - Laura Asnaghi)
Con l'arrivo dei primi caldi esplodono le allergie, mitigate solo parzialmente dalle
piogge... Ma appena smette il maltempo  e  il termometro supera i 20 gradi, per chi
soffre di allergie inizia  la stagione difficile  di starnuti, occhi che lacrimano, raffred-
dori che non passano mai fino ad arrivare, nei casi più gravi, agli attacchi d'asma.
A Milano l'emergenza pollini riguarda almeno 100 mila persone. Sono circa il 10 per 
cento degli adulti , con punte del 30 per cento tra i ragazzi con meno di 14 anni. 
In questo fine aprile a scatenare le allergie sono in larghissima parte le graminacee,
vale a dire le erbacce con spighe  e piccoli fiori  che crescono  spontanee  nei campi
incolti e lungo i bordi delle strade.   Ma a far vacillare la salute dei milanesi  (e non 
solo) contribuiscono anche le betulle, i noccioli, le querce, i cipressi e i castagni.
A differenza di quel che si tende comunemente a credere, i pollini sono invisibili ad 
ad occhio nudo, mentre i "piumini" che fluttuano nell'aria sono batuffoli che conten-
gono i semi liberati dalle piante, "I pollini sono insidiosi ed evitare il contatto è mol-
to difficile. Ecco perchè chi soffre di allergie deve stare alla larga da parchi e giardi-
ni". Chi parla è Luca Bernardo, il direttore  del Dipartimento materno-infantile del
Fatebenefratelli, a cui fa capo anche la Macedonio Melloni. Questo polo ospedalie-
ro è quello che garantisce il maggior numero di prestazioni sul fronte della lotta alle
allergie. Sono 17 mila all'anno, di cui 5 mila erogate dal Fatebene, più altre 12 mila
garantite dal servizio pediatrico della Melloni.     "Sono interventi con una crescita 
esponenziale - spiega Luca Bernardo - alla Melloni siamo passati da 9 mila presta-
zioni di 5 anni fa a 12 mila. E questo fenomeno è determinato dal fatto che a Milano,
città con un forte tasso di inquinamento, i piccoli  sono  più esposti al riswchio di svi-
luppare allergie, che possono degenerare anche in gravi forme d'asma". Nell'ultimo
mese i bambini arrivati al pronto soccorso  in preda a pesanti crisi respiratorie, sca-
tenate da allergie, sono stati dodici. Tutti sono stati sottoposti a ossigenoterapia, un
intervento che i medici definiswcono "al limite della rianimazione e che la dice lunga
su quanto possa essere devastante una allergia". Nel panorama milanese, il Fatebe-
ne non è il solo che opera su questo fronte. Niguarda, Policlinico, Buzzi e San Paolo
sono gli altri poli di riferimento insieme a San Raffaele e Humanitas.  Ma è il Fate-
benefratelli che ha più medaglie. Non a caso è il solo in Lombardia - e tra i 5 alivel-
lo nazionale - che ha iniziato a garantire le terapie di desesibilizzazione dei bambini
a richio di shock anafilattico se mangiano pesce, frutta o mandorle e noccioline. "E'
una terapia che prevede 15 giorni di ricovero e almeno un anno di cure . spiega Lu-
ca Bernardo - ma poi ci si libera dall'incubo di rischiare la vita solo per aver mangia-
to un gamberetto o una noce".
___________________________________________________________________

Da dove vengono i pericoli

GRAMINACEE
Comunemente definite erbacce, sono la fonte  numero uno
delle allergie primaverili. Si trovano nei campi incolti, sulle
massicciate e lungo le strade.
BETULLA
Attenzione a questa pianta fonte di allergie molto amata 
perchè decorativa e di facile crescita, presente in molti
parchi cittadini e giardini privati.

Continua... 
to be continued...