domenica 18 maggio 2014

Sport - Tennis / Internazionali di Roma: trionfa la Wlliams, ma Errani infortunata

18 maggio '14 - domenica               18th May / Sunday                       visione post - 11

Terzo successo di Serena Williams a Roma
Batte Sara Errani per 6-3, 6-0 ma pesano i problemi fisici
dell'azzurra / "Sono rimasta in campo - dice la Errani - per
rispettare questo splendido pubblico" / Adesso è in dubbio
la partecipazione di Sara nella finale di doppio.
Non è il finale sognato, nemmeno immaginato. Sara Errani ha appena firmato il break su Serena Williams e serve per riagganciarla sul 4-4, il Foro Italico la sostiene al massimo, ma un dolore muscolare rovina tutto. La palla del controbreak, nemmeno la rincorre, e quando l'azzurra sparisce nel tunnel per l'inevitabile trattamento medico, irrompe la paura di non vederla rientrare. Invece Sarita riappare al centro del campo e a testa alta incassa il 6-3 6-0 che regala il titolo alla statunitense, terzo a Roma dopo quelli del 2002-2013 e 60° in carriera. Ma gli applausi vanno alla Errani, gamba sinistra fasciata e lacrime che scorrono sul viso, prima fra le umane in questa edizione degli Internazionali.
Le lacrime di Sara Errani; si è infortunata a metà finale

TENSIONE — "Mi dispiace moltissimo - sono le prime parole di Sara Errani - siete stati meravigliosi tutta la settimana e sono rimasta in campo solo per voi" dice dopo essere stata consolata nel suo angolo dal presidente del Coni Giovanni Malagò. A stoppare l'azzurra potrebbe essere stato un problema ai flessori della gamba sinistra, ma saranno i medici a dire se è a rischio la partecipazione al Roland Garros. Certa è soltanto la tensione che aleggiava sul Centrale fin dalle prime battute del match: tanti errori e pochi vincenti da una parte e dall'altra della rete, qualcosa di più simile a Risiko che a una partita di tennis.

 Mescolando italiano e inglese, la 32enne fuoriclasse americana ha ringraziato il suo allenatore e il pubblico che gremiva il Centrale del Foro Italico.



WILLIAMS — Il primo break Williams arriva subito dopo un doppio fallo e un errore a rete dell'azzurra, troppo contratta per poter far male alla statunitense. Quando finalmente arriva un vincente (e palla del controbreak) nel terzo game, Serena si salva col nastro, e ancora col nastro conquista il 3-0. Sembra partita chiusa, come nelle previsioni della vigilia, invece la regina Usa sbaglia più del previsto e concede a Sarita il primo game. Potrebbe accorciare ancora, la Errani, ma anche la seconda palla break svanisce con un ace imprendibile. Scorre senza brividi il 4-2 Sara, poi finalmente la "cichi" prende il coraggio a due mani e trova la via per strappare il servizio. Match riaperto finalmente, il volume del pubblico sale al massimo, ma è un'illusione. Al posto del 4-4 arriva l'infortunio che di fatto mette fine al match.
REGINA — Serena quasi non festeggia, riesce solo a dire "mi dispiace" quando incrocia lo sguardo della Errani a fine match. Per la statunitense è il successo numero 60 in carriera, ad appena 7 da Billie Jean King. Sono 53, inoltre, le vittorie sulla terra (2 sconfitte) da quando nel 2012 si è convinta che poteva tornare a essere competitiva anche su questa superficie. Sara Errani, invece, conserva l'undicesimo posto nel ranking Wta, respingendo per il momento l'attacco di Flavia Pennetta. Al di là dei numeri, una settimana in cui cadono sotto i suoi colpi la cinese Li Na e la serba Jankovic è comunque da ricordare, sopratutto perché è accaduto a Roma.
 (da  Gazzetta.it)

Lucianone

Lettere - Sherpa ed Everest / Animali e carni: origine dei nomi

18 maggio '14 - domenica           18th May / Sunday                       visione post - 11

Sui poveri Sherpa, sul poverissimo, sfruttato Everest ho trovato
finalmente una lettera giusta giusta che descrive benissimo quel
ora desolato quadro di zone, dove un tempo erano uomini/alpinisti
eroici per le gesta e le sfide che vi andavano a compiere, immorta-
late da foto e immagini storiche, conservate in archivio e trasmes-
se talvolta in tv in epici documentari. 
Adesso la realtà, come ben dice la lettera, è sempre più misera
e pietosa (pensando alla 'pietas' da avere per gli sherpa sfruttati).
Interessante è la lettera che segue, sull'origine precisa dei nomi
dati ad animali e carni di derivazione strettamente anglosassone,
e... anche normanna..
(Lucianone)
__________________

In cima all'Everest sulla sedia gestatoria
C'è voluta una slavina e i relativi morti per iniziare a dare una calmata
ai troppi  alpinisti  della domenica, disposti a pagare  cifre spropositate
per avere  i permessi  per scalare l'Everest  e  per pagarsi la truppa di 
sherpa. Ora i portatori sono giustamente scesi in sciopero. L'ascesa al
monte più alto del mondo  è ormai diventato  uno status symbol, non la
dimostrazione di essere abili alpinisti. Per quello bisogna salire il K2 o
uno dei Gasherbrum. -  Si smetta di permettere a chiunque, purchè fa-
coltoso di arrivare fino in cima all'Everest.   Il più delle volte avviene
quasi a bordo di una sedia gestatoria.     Chi vuole arrivare fin lì ce la
faccia con le proprie forze, senza sherpa e senza ossigeno. Altrimenti
stia a casa.
              Teodoro Lascella
(da la Repubblica - 27 aprile 2014  /  LettereCommenti&Idee)

Perche animali e carni hanno nomi diversi
Leggo sul "Venerdì" del 25 aprile la motivazione per cui in inglese
l'animale vivo e la sua carne hanno nomi diversi: secondo l'antropo-
logo Edmund R. Leach, "rivelerebbe il disagio dell'uomo nel cibarsi
della propria vittima". Ma non vedo perchè questo si debba applica-
re solo agli inglesi, popolo fra l'altro molto amante della caccia. 
Io sono una insegnante di inglese e ho sempre insegnato ai miei alun-
ni che questi diversi nomi derivano dalla differenza linguistica/sociale
che esisteva in Inghilterra dopo la conquista normanna del 1066. Gli
Anglosassoni, ridotti  allo stato  di servi, allevavano gli animali  vivi,
che quindi tuttora portano nomi  di origine germanica (pig, cow, calf,
sheep); i Normanni invece, classe dirigente, mangiavano gli animali
arrostiti, quindi ancora oggi  questi hanno nomi  di origine  romanza
(pork, beef, veal, mutton).  Riguardo a questo, si può consultare  an-
che Walter Scott, in una famosa pagina di "Ivanhoe".
                                                                                Lorenza Xella
(da la Repubblica - 27/04/'14 / LettereCommenti&Idee)

Lucianone

sabato 17 maggio 2014

Sport - calcio / Liga spagnola: Atletico Madrid campione

18 maggio '14 - sabato       18th May / Saturday                           visione post - 14

Barcellona - Atletico Madrid    1  -  1
Finisce in parità al Camp Nou: Godin risponde a Sanchez.
Atletico Madrid campione di Spagna per la decima volta.

17 MAGGIO 2014 - BARCELLONA
Più della sfortuna, più della fatica, più della paura. Partido a partido, il Cholo Simeone porta l'Atletico alla sua decima Liga, la prima dal '96, la seconda dal '77. L'incredibile finale del Camp Nou finisce 1-1 e col pareggio l'Atletico tiene il Barcellona a 3 punti e spezza il duopolio Barça-Madrid che durava dal 2005. Una partita che per i colchoneros è come il loro campionato: passione, lavoro, solidarietà, sforzo, unità. E calcio, naturalmente.

LACRIME BIANCOROSSE — Quasi 100.000 persone al Camp Nou, meno di 500 dell'Atletico, Xavi e Neymar in panchina, Atletico con la formazione tipo. Il problema per il Cholo è la sfiga, componente importante nella storia dell'Atletico che nello spazio di 8 minuti, tra il 14' e il 22', gli porta via Diego Costa e Arda Turan, entrambi infortunati e via dal campo in lacrime. Problemi muscolari, Simeone che scuote il capo, Arda che sbatte la mano per terra in segno di rabbia, poi tutti in panchina a piangere pensando non solo a oggi ma anche alla finale di Champions in programma tra una settimana. Sono due colpi durissimi che l'Atletico incassa facendo entrare Adrian e Raul Garcia e provando a non sprofondare psicologicamente. L'operazione sembra riuscire, 
ché èèl Barça preme ma non combina granchè.
Il Barcellona si carica prima del via. Reuters
Il Barcellona si carica prima di inizio partita


Lucianone

Sport - Tennis / Internazionali d'Italia: impresa di Sara Errani

17 maggio '14 - sabato            17th May / Saturday                     visione post - 7

Internazionali Bnl: la Errani batte
la Jankovic ed è in finale a Roma
Grande impresa per la 27enne romagnola che è la prima finalista degli Internazionali Bnl d’Italia grazie alla vittoria per 6-3 7-5 sulla serba Jelena Jankovic. Ora attende la vincente tra Serena Williams e Ana Ivanovic
Roma, 17 maggio 2014  - Finalmente Sara Errani è approdata alla finale di Roma. Grande impresa per la 27enne romagnola che è la prima finalista degli Internazionali Bnl d’Italia grazie alla vittoria per 6-3 7-5 sulla serba Jelena Jankovic, in un’ora e 48 minuti di gioco. Sara affronterà domani la vincente tra Serena Williams e Ana Ivanovic.
Erano 79 anni che una tennista italiana non giocava la finale degli Internazionali d’Italia, a Roma. L’ultima a riuscirci Lucia Valerio nel 1935. La Valerio vinse anche il torneo nel 1931. In realtà l’ultima italiana di passaporto a giocare una finale al Foro è stata nel 1950 Annelies Ulstein Bossi, di origini austriache, che poi vinse il torneo. Nel 1985 Raffaekka Reggi giocò e vinse la finale degli Internazionali ma in quell'occasione in tono minore si giocava a Taranto.
"Non so che dire. E’ stata una partita incredibile. In alcuni momenti ero morta pensavo di non farcela. Il pubblico è stato grandioso”. Sono le prime parole rilasciate in campo da Sara Errrani dopo la storica vittoria.
“Nel secondo set quando ero in svantaggio 4-1 è entrato il mio coach Pablo (Lozano, ndr) e mi ha detto di pensare a giocare punto su punto e così è stato”, ha aggiunto. Un ultimo pensiero va al suo ‘clan’ che la segue costantemente: “Avere qui la mia famiglia, Robi (la compagna di doppio Vinci, ndr) mi da ancora più forza perché non lotto solo per me ma anche per loro”. 


Sara Errani in finale, a Roma (Internazionali 2014)

Lucianone.

giovedì 15 maggio 2014

L'opinione del giovedì - Tutti i mali dell'Italia: finiscono negli stadi e nelle sue curve?

15 maggio '14 - giovedì             15th May / Thursday                      visione post - 9

Tutti i mali dell'Italia...
1.  Quando ci si mettono anche le banane
Tutto cominciò quando un certo Alves, calciatore della Liga di Spagna,
ricevette come complimento, da uno spettatore fruttivendolo, una bana-
na che gli era rimasta nella cesta (le altre erano già vendute),  ma non
potendo, lo spettatore, dargliela  di  persona, cioè per via mano, gliela
lanciò con un bel gesto di mira precisa. Il calciatore Alves in quel mo-
mento aveva una gran voglia di potassio, così se la mangiò in un solo
boccone prima di tirare il suo bel calcio d'angolo. -    Ecco raccontato
in due parole a un bambino di pochi anni, che non ha capito molto di
quell'episodio e vuole così  ulteriori spiegazioni  dal suo papà, quello
che è successo su un campo di calcio in Spagna poco più di una setti-
mana fà. Ecco cosa deve inventarsi un padre per non far capire a un
suo figliolo (tre, quattro, cinque anni, fate voi) come si è fatta cattiva,
cinica, sporca una buona parte di questa società e quindi di uomini e
anche donne che la formano. Per fortuna non tutti, direte voi, ma ci
mancherebbe altro, vi risponderà il sottoscritto. 
Solo che, magari, si spera che quell'episodio di razzismo accaduto in
Spagna possa far capire e soprattutto aver fatto capire che in futuro
banane e ortaggi meno gustosi vanno tenuti a casa, non allo  stadio
da usare come 'armi improprie' (questo è il termine).    Ma no, che 
dopo appena sei giorni, l'episodio si ripete anche in Italia: stadio di
Bergamo in Atalanta-Milan, e stavolta le banane sono due, e il gio-
catore che le riceve, giustamente, non se le mangia  ma una  la riget-
ta al proprietario, quella almeno era l'intenzione. Allora non tutti sa-
remo razzisti impuniti, ma una grande parte di società lo è con com-
plici relativi e magari quantificabili. - 
E questo è il primo male d'Italia che tante persone, ma non  tutte  
soltanto giovani, vanno  a sfogare  negli stadi, soprattutto  (come 
sappiamo) nelle curve nord/sud/est eccetera.    In questo becero
sfogo  di stampo razzista  siamo passati  dalle urla dei BUUU  ai  
lanci della frutta più o meno di stagione.
2. Ma le banane si sono dimostrate essere il male minore.
In Italia, nello stadio e nelle curve entra di tutto e la domanda è:
dove sono le società di calcio e quali enormi interessi ci sono dietro.
Poi è chiaro che le famiglie con figli vengono maggiormente penaliz-
zate da tutte le norme e regole che rendono ardua l'entrata allo sta-
dio, con perquisizioni quasi sempre ridicole. Ammesso poi che i bam-
bini negli stadi italiani, escluse pochissime eccezioni, siano al sicuro.
Ma le situazioni ancora pià pericolose e spesso tragiche, come avve-
nuto circa due sabati fa a Roma, avvengono fuori dagli stadi, tutt'in-
torno all'area-stadio dove si verificano scene da antica guerriglia ur-
bana. 

Continua... to be continued...

Ultime notizie - dall'Italia e dal Mondo / Latest news

15 maggio '14 - giovedì          15th May / Thursday                            visione post -23

Roma - Politica
Caso Genovese: sì dell'Aula all'arresto / Il deputato
si è costituito a Messina
Decisione della Camera a scrutinio palese:
371 i favorevoli, 39 i contrari e 216 assenti.
Votano contro Ncd, FI e 6 Pd tra cui Fioroni
Il politico, accusato di associazione per
delinquere, già arrivato al carcere di Gazzi.

Grillo, leader dei 5 Stelle:«Tutto merito nostro»
Renzi: «Applichiamo la legge anche ai nostri»

Economia / Italia
Pil italiano in negativo: -0,1% / In Borsa
bruciati 17,6 miliardi / Piazza Affari chiude
a -3,61%
Primo trimestre in calo,la tendenza è invertita. «In valori assoluti cifra
mai così bassa dal 2000». Anche la Francia ferma. Vola invece la Germania

Politica - Italia
Berlusconi contro Napolitano / "Le mie dimissioni 
non libere. Ora Commissione d'inchiesta"
Il leader di Forza Italia boccia la “ricostruzione” fornita dal Quirinale
e rilancia il “complotto”. Alfano: «Approfondire, ma eravamo deboli»


Stati Uniti  /  Tecnologia: il caso
Primo sì all'Internet a due velocitù / La neutralitù della 
Rete ora è a rischio
La Commissione sulle comunicazioni apre il dibattito sul futuro
del web: piccole aziende e startup potrebbero essere discriminate



Politica  -  Italia
Crisi: Renzi esclude la manovra correttiva,
"Gli 80 euro? Gli estendiamo nel 2015"
A Radio 24 il premier esclude manovre correttive, promette di estendere gli sgravi fiscali, difende le norme Poletti sul lavoro e sottolinea che Genovese non è stato immolato dal Pd

Ultimissime notizie
TURCHIA / Tragedia in miniera
Ancora 18 minatori intrappolati a 200 metri di profondità
Emergono storie di disperazione e tentati suicidi
Ankara, 16 maggio 2014 - Dovrebbero esserci ancora al massimo 18 persone intrappolate nei pozzi della miniera di carbone di Soma, in Turchia, teatro martedì di una violenta esplosione che ha ucciso 284 minatori, secondo l’ultimo bilancio di oggi. Lo ha detto il ministro dell’Energia turco Taner Yildiz. "Un numero massimo di 18 è ancora all’interno" ha detto ai giornalisti. "Ci aspettiamo che il bilancio definitivo sia di 301 o 302 vittime" ha aggiunto.
STORIE DI DISPERAZIONE - Storie di disperazione fino al tentato suicidio, oltre che di eroismo familiare, emergono dai racconti dei sopravvissuti della miniera di Soma pubblicata da quotidiani turchi. Hasan Ozdil ha detto a Hurriyet di avere visto un compagno tentare di suicidarsi con la cintura per sfuggire al monossido di carbonio, il killer invisibile che ha invaso le gallerie intrappolando i minatori. Altri, ha raccontato, "picchiavano la testa contro le pareti della miniera". "Le loro maschere antigas non funzionavano", ha riferito ancora il minatore a Hurriyet: "Avrebbero dovuto essere controllate ogni sei mesi, ma nessuno lo ha mai fatto". Ozdil è riuscito a fuggire nella notte del 13 maggio. Con lui 50-60 minatori si erano messi sui nastri di risalita. "C’erano i miei amici, sono morti".
Un minatore scampato all'incendio. I morti sarebbero più di 245

LA PROPRIETA': NESSUNA NEGLIGENZA - La società privata che gestisce la miniera di carbone ha negato che siano state commesse "negligenze". "Non abbiamo commesso alcuna negligenza in questo incidente", ha detto Akin Celik, direttore operativo di Soma Komur Isletmeleri in una conferenza stampa, precisando che lo scoppio di polvere di carbone potrebbe essere all’origine della tragedia. Un altro responsabile della società, Ramazan Dogru, ha respinto la tesi di un cortocircuito in un pannello di un trasformatore nei pozzi, indicata inizialmente come la causa della tragedia. "Non ha nulla a che fare con il trasformatore" ha detto, spiegando che la causa esatta dell’esplosione sarà nota una volta raccolti tutti i dati. "Non sappiamo come sia avvenuto l’incidente", ha aggiunto. Il presidente Alp Gurkan, ha parlato di "tragedia incredibile" sottolineando che la miniera rispetta tutte le norme di sicurezza. Gurkan in questi giorni è nel mirino della stampa e dei sindacati, che lo accusando di aver preferito il profitto alla sicurezza dei minatori.
IMMAGINI
della tragedia in una miniera di carbone nella Turchia occidentale
Lucianone

martedì 13 maggio 2014

Salute - Milano: allergie in aumento, soprattutto nei bambini

13 maggio '14 - martedì          13th May / Tuesday

Erbacce, betulle e querce:
così la primavera fa esplodere le allergie
Sempre di più la popolazione che le subisce.

(da 'la Repubblica' - 27/04/2014 - Laura Asnaghi)
Con l'arrivo dei primi caldi esplodono le allergie, mitigate solo parzialmente dalle
piogge... Ma appena smette il maltempo  e  il termometro supera i 20 gradi, per chi
soffre di allergie inizia  la stagione difficile  di starnuti, occhi che lacrimano, raffred-
dori che non passano mai fino ad arrivare, nei casi più gravi, agli attacchi d'asma.
A Milano l'emergenza pollini riguarda almeno 100 mila persone. Sono circa il 10 per 
cento degli adulti , con punte del 30 per cento tra i ragazzi con meno di 14 anni. 
In questo fine aprile a scatenare le allergie sono in larghissima parte le graminacee,
vale a dire le erbacce con spighe  e piccoli fiori  che crescono  spontanee  nei campi
incolti e lungo i bordi delle strade.   Ma a far vacillare la salute dei milanesi  (e non 
solo) contribuiscono anche le betulle, i noccioli, le querce, i cipressi e i castagni.
A differenza di quel che si tende comunemente a credere, i pollini sono invisibili ad 
ad occhio nudo, mentre i "piumini" che fluttuano nell'aria sono batuffoli che conten-
gono i semi liberati dalle piante, "I pollini sono insidiosi ed evitare il contatto è mol-
to difficile. Ecco perchè chi soffre di allergie deve stare alla larga da parchi e giardi-
ni". Chi parla è Luca Bernardo, il direttore  del Dipartimento materno-infantile del
Fatebenefratelli, a cui fa capo anche la Macedonio Melloni. Questo polo ospedalie-
ro è quello che garantisce il maggior numero di prestazioni sul fronte della lotta alle
allergie. Sono 17 mila all'anno, di cui 5 mila erogate dal Fatebene, più altre 12 mila
garantite dal servizio pediatrico della Melloni.     "Sono interventi con una crescita 
esponenziale - spiega Luca Bernardo - alla Melloni siamo passati da 9 mila presta-
zioni di 5 anni fa a 12 mila. E questo fenomeno è determinato dal fatto che a Milano,
città con un forte tasso di inquinamento, i piccoli  sono  più esposti al riswchio di svi-
luppare allergie, che possono degenerare anche in gravi forme d'asma". Nell'ultimo
mese i bambini arrivati al pronto soccorso  in preda a pesanti crisi respiratorie, sca-
tenate da allergie, sono stati dodici. Tutti sono stati sottoposti a ossigenoterapia, un
intervento che i medici definiswcono "al limite della rianimazione e che la dice lunga
su quanto possa essere devastante una allergia". Nel panorama milanese, il Fatebe-
ne non è il solo che opera su questo fronte. Niguarda, Policlinico, Buzzi e San Paolo
sono gli altri poli di riferimento insieme a San Raffaele e Humanitas.  Ma è il Fate-
benefratelli che ha più medaglie. Non a caso è il solo in Lombardia - e tra i 5 alivel-
lo nazionale - che ha iniziato a garantire le terapie di desesibilizzazione dei bambini
a richio di shock anafilattico se mangiano pesce, frutta o mandorle e noccioline. "E'
una terapia che prevede 15 giorni di ricovero e almeno un anno di cure . spiega Lu-
ca Bernardo - ma poi ci si libera dall'incubo di rischiare la vita solo per aver mangia-
to un gamberetto o una noce".
___________________________________________________________________

Da dove vengono i pericoli

GRAMINACEE
Comunemente definite erbacce, sono la fonte  numero uno
delle allergie primaverili. Si trovano nei campi incolti, sulle
massicciate e lungo le strade.
BETULLA
Attenzione a questa pianta fonte di allergie molto amata 
perchè decorativa e di facile crescita, presente in molti
parchi cittadini e giardini privati.

Continua... 
to be continued...

domenica 11 maggio 2014

Società - Sui social network / L'uso di Facebook in tempo di crisi (visto da R. Saviano)

11 maggio '14 - domenica         11th May / Sunday                           visione post - 6


Centri storici deserti. Coprifuoco. Negozi che chiudono.
Ma nuove sale giochi, distributori di alcol e solarium. E'
l'Italia che mi raccontano i giovani attraverso i social
network. E che non è quella di Tg e talk show.

(da 'l'Espresso' - 20/09/2012 - L'antitaliano / Roberto Saviano)
Com'è diversa la crisi via Facebook
Volevo capire. Oltre un milione e 600 mila persone  che mi seguono sulla pagina Facebook
e quasi 250 mila sulla neonata pagina Twitter: volevo capire se questa immensa comunità
che commenta riflette discute, avrebbe potuto costruire un bacino per racconatre in forma
diretta come la crisi  sta cambiando  le mappe delle città. I negozi che a centinaia muoiono, 
i locali che si svuotano, la sera che diventa per molti centri cittadini coprifuoco. 
L'esperimento è stato incredibile nella sua semplicità.  Migliaia di risposte  in pochissimo
tempo, con racconti in prima persona, senza mediazioni. La crisi ci viene spiegata dai tg e
dai giornali , eppure le persone sentono quelle descrizioni distanti. Ce la raccontano i talk 
show  che necessariamente devono far ruotare tutto attorno a un evento che certo suscita
empatia, ma che spesso è troppo eccezionale per poter essere condiviso: un suicidio, l'as-
sedio di un ufficio  dell'Agenzia delle Entrate  di un disperato, operai che protestano sulle
gru.  -  Mi interessava la percezione individuale, la verità che si sente nello stomaco. Vo-
levo utilizzare Facebook e Twitter come spazi di condivisione e di scambio e anche se do-
vessero mostrare verità troppo individuali, smentite dai dati, sarebbero verità necessarie
che meritano lettura e ascolto.
A quanto pare la geografia urbana, negli ultimi mesi, risulta completamente mutata. Pres-
sochè ovunque chiudono attività e difficilmente al loro posto ne aprono di nuove.  I centri
storici restano deserti e si riempiono i centri commerciali. Da Secondigliano a Genova, da
Avezzano a Bergamo  la sensazione  è  che le città  siano  meno sicure  perchè  le persone 
hanno smesso di frequentarle di sera, di stare per strada. Troppi i luoghi totalmente abban-
donati.  Pasquale scrive che a Casavatore "il coprifuoco è anticipato" e Patrizia che a Ge-
nova "quando chiudono negozi e bar, tutto diventa buio, deserto".    Poi c'è chi scrive che
questa crisi ha compromesso l'umore e l'ottimismo.  Che "si  potrebbe anche  vivere c on
qualche euro in meno, ma quello che non si può fare è vivere senza sorridere". I pochi sol-
di che restano dalle spese quotidiane non si pensa più di investirli. E  così spuntano "sale, 
giochi, solarium, centri di scommesse, distributori automatici di alcol".
Si ha la sensazione che la vita, con quel poco che ti offre, vada vissuta ora, goduta subito.
Se i ristoranti li si vede pieni, se le spiagge sono affollate, non è perchè gli italiani fingono
una crisi che non c'è, ma perchè si preferisce in fin dei conti portare i figli al mare dal mo-
mento che una casa e un mutuo non ce li si può più permettere.     E se Marina scrive che 
"in Sicilia la disoccupazione  è entrata  a far parte  del nostro Dna, la si accetta come una
malattia rara, non curabile" e Daniele  che questa crisi non ha portato "in provincia di Ca- 
gliari nulla di diverso, stesse difficoltà con l'aggravante dell'insularità", alcuni fanno nota-
re come nelle regioni in la crisi la si affronta da decenni, l'umore sia generalmente  miglio-
re, più alto rispetto " alle grandi  aree urbane del Nord, dove troppe serrande  si sono ab-
bassate per non rialzarsi mai più".
E poi, anche se minoritaria, c'è la caccia al cinese "che compra negozi in fallimento, all'ex- tracomunitario "che sulla spiaggia vende metce e non fa gli scontrini": i migranti in Italia
trovano forse  le peggiori leggi  per l'immigrazione d'Europa, attenzione quindi a non tra-
sformare il momento difficile in una guerra di poveri contro disperati.   C'è  chi teme  poi 
che la crisi rappresenti un'opportunità per chi dispone di grossi capitali da investire - or-
ganizzazioni criminali - e chi pur non disponendo di grossi capitali sa, perchè la storie ce
lo insegna, che ad avere spirito d'iniziativa la crisi può essere un'opportunità per molti.
Ma questo è un discorso difficile da fare in un'Italia piegata, che non vede prospettive.
Giulia ha ventitrè anni e come molti ha dovuto lasciare la sua città, eppure ha voglia di
raccontare i lati positivi della crisi: "sembra un ossimoro" scrive, "eppure dai momenti 
grigi a volte siamo in grado di tirar fuori le cose migliori, perchè sottoposti a pressanti e
urgenti stimoli".  E Teresa: "La crisi e la successiva chiusura dell'azienda ci ha portati
a Istanbul... che meravigliosa sorpresa!".

Lucianone


Sport - calcio / Serie A - 37^ giornata 2013/14

11 maggio '14 - domenica         11th May / Sunday                           visione post - 8

Risultati delle partite
Verona   2     Inter   4     Atalanta   2     Bologna   1     Cagliari   0     Livorno       0
Udinese   2     Lazio   1    Milan        1     Catania    2     Chievo    1     Fiorentina   1

Sampdoria   2     Sassuolo   4     Torino   1     Roma       0
Napoli         5      Genoa      2      Parma   1    Juventus   1 

Classifica squadre
JUVENTUS   99  /   Roma   85  /   Napoli   75  /   Fiorentina   64  /   Inter   60  /   Torino   56  /
Parma   55  /   Milan, Verona   54  /   Lazio   53  /   Atalanta   50  /   Sampdoria   44  /
Udinese   43  /   Genoa   41  /   Cagliari   39  /   Sassuolo   34  /   Chievo   33  /   Bologna,
Catania   29  /   Livorno   25

Cagliari  -  Chievo   /   0  -  1
Veronesi evitano la B con gol di Dainelli nella ripresa / Un colpo di testa
del difensore regala un altro anno di serie A a Corini. 
Chievo salvo, quindi. Con una giornata d’anticipo e dopo un anno di sofferenze: ora è irraggiungibile da Bologna e Catania. Salvo dopo una vittoria brutta e faticosa (1-0, gol di Dainelli), ma in questi casi non bisogna andare per il sottile. Il Cagliari però si è impegnato, ha sfiorato due volte il gol: insomma avrebbe meritato il pari.
I giocatori del Chievo fsteggiano la salvezza acciuffata per un pelo, un gol|

GOL SALVEZZA — Il secondo tempo è come il primo: calma piatta. Poi arriva il gol salvezza: colpo di testa di Dainelli su angolo da sinistra di Radovanovic con Avramov che sbaglia l’uscita. Agazzi blinda la vittoria volando sulla punizione di Tabanelli, c’è tempo per le (giuste) proteste del Cagliari su contatto in area Dramè-Ibarbo. E finisce. Chievo salvo, ma che fatica.

Verona  -  Udinese   /    2  -  2
Hellas: pareggio giusto, ma che peccato!  

Archetti (Gazzetta): «Ha pesato l'assenza di Iturbe» Bisantis (RadioRai): «Ma è un Verona da applausi».

Il Verona doveva soltanto vincere per lasciare intatte le speranze di centrare l'obiettivo Europa. La squadra di Mandorlini era più motivata e decisa di giocarsela fino in fondo. 
Tre punti potevano non bastare ma mettevano pressione alle rivali per il sesto posto. Sembrava fatta ma nel recupero, come lunedì con la Lazio, l'Hellas stanca e sulle gambe, ha subito la rete del pareggio. Il gol di Badu è stata una doccia fredda per tutta la tifoseria dell'Hellas, ma forse ha reso giustizia e fissato il risultato di parità che alla fine è quello più giusto. È questo in sintesi il commento degli inviati della stampa nazionale a partire da Pietro Leotto del Messaggero Veneto che spiega così la partita. «Per 50 minuti la gara è stata in mano al Verona. Poi un episodio (quello tra Domizzi e Gomez) ha acceso gli animi e nella testa dei giocatori dell'Udinese deve essere successo qualcosa tant'è che Di Natale con un gol capolavoro ha dimezzato subito lo svantaggio. Nel finale un po' il calo fisico e mentale del Verona, costretto a difendersi spesso in affanno, la reazione rabbiosa dell'Udinese che voleva fare risultato, hanno fatto la differenza. Mi dispiace per l'Hellas perché sarebbe stato bello vedere una squadra della cosiddetta provincia italiana in una competizione Europea». 

Danilo (Udinese) salva sulla linea la conclusione di Luca Toni

Atalanta  -  Milan  /   2  -  1