26 marzo '14 - mercoledì 16th March / Wednesday visione post - 12 Risultati delle partite Torino 3 Chievo 0 Parma 1 Bologna 1 Inter 1 Sampdoria 5 Livorno 1 Roma 2 Genoa 1 Cagliari 0 Atalanta 2 Verona 0 Udinese 1 Napoli 1 Catania 0 Lazio 1 Sassuolo 0 Fiorentina 0 Juventus 1 Milan 1 Classifica squadre JUVENTUS 78 / Roma 67 / Napoli 58 / Fiorentina 51 / Parma, Inter 47 / Lazio 42 / Atalanta, Verona 40 / Torino 39 / Sampdoria 37 / Milan, Genoa 36 / Udinese 34 / Cagliari 29 / Bologna 26 / Chievo, Livorno 24 / Sassuolo 21 / Catania 20
Classifica marcatoricente
giocat. società reti Tevez / Juventus 18 Immobile / Torino 17 Higuain / Napoli 14 Rossi / Fiorentina 14 Toni / Verona 13 Palacio / Inter 13 Balotelli / Milan 13 Gilardino / Genoa 13 Berardi / Sassuolo 12 Cerci / Torino 12 Il commento (di lucianone) Se c'è una squadra che ha deciso di prendersi uno 'stand by' parecchio prolungato e senza rischi (tanto è già salva!), quella è proprio il Verona Hellas di capitan Mandorlini. Tutto l'equi- paggio si è seduto comodamente, magari qualcuno addirittur sdraiato sul divano a dormicchiare tranquillo. Si fa tempo a ripartire, sembrano dire tutti (anche chi dorme). Tanto... Ma no, così non mi piace. Non è lo spirito giusto: Raggiunta la salvezza a quota 40, bisogna continuare, e dare sempre il massimo. Lo vogliono i tifosi, lo vuole lo sport bello, avvin- cente. Continua... to be continued...
24 marzo '14 - lunedì 24th March / Monday visione post - 3 Partendo dall'Ucraina, esame della situazione europea (da 'la Repubblica' - 21 marzo 2014 - L'analisi / Martin Schulz) Quello che sta succedendo ai confini dell'Ucraina ci spinge a riflettere sul significato dell'identità europea, sul nostro progetto politico e sul futuro comune che vogliamo co- struire. Il caso del voto Svizzero contro l'immigrazione è sintomo di un chiaro allontana- mento da una delle conquiste fondamentali per l'Unione: la libera circolazione delle per- sone e dei lavoratori, non certo quella dei capitali. Dall'altra parte, l'Ucraina. Per i cittadini ucraini scesi in piazza a Majdan, l'Unione rappresenta tutto ciò che è loro negato: stato di diritto, democrazia, libertà civili, benessere, stabilità. Per molti cittadini dell'Unione invece, la rivoluzione ucraina pro-europea e allo stesso tempo il voto svizze- ro sono stati un piccolo shock. Com'è possibile che gli ucraini abbiano dimostrato tanta voglia di avvicinarsi a un'Unione ancora in crisi, a bassa crescita, alta disoccupazione e che impone un fardello di regole e burocrazia ai suoi cittadini? E dall'altra parte, com'è possibile che i cittadini Svizzeri, con il loro benessere, con la loro bassissima disoccupa- zione, abbiano invece voluto mettere in pericolo la loro relazione con il loro pià importan- te partner commerciale, e la partecipazione a programmi culturali e di ricerca comuni? Svizzera e Ucraina obbligano noi cittadini dell'Unione a una riflessione sulla nostra iden- tità, sui nostri valori, sullen fondamenta su cui si poggia la nostra Unione. Su cosa voglia- mo salvare e cosa invece vogliamo riformare, su come vogliamo affrontare le sfide che abbiamo davanti, dal riscaldamento globale ai movimenti migratori, dal sistema economi- co ai nuovi diritti. Come vogliamo affrontare queste sfide? Uniti o divisi? Conservando o avanzando? Inseguendo o mostrando la nostra leadership come europei? Mentre gli Stati Uniti a inizio crisi davano vita a un sostanzioso pacchetto di stimolo per l'economia, noi siamo rimasti alla finestra e abbiamo aspettato che la crisi si materializ zasse in tutta la sua forza prima di intervenire. E' vero che la governance economica è stata rafforzata, e che siamo ora meglio equipaggiati per prevenire crisi future Il quadro normativo è ora molto più forte e veramente europeo. - Grazie soprattutto all'azione del Parlamento europeo sono state create regole per mettere fine ai comportamenti più no- civi del settore finanziario. Ciononostante non possiamo non ammettere che l'jntervento dell'Unione in materia ma- croeconomica è stato - per utilizzare un lesico caro agli economisti - pro-ciclico: chieden- do agli Stati membri maggiori sforzi nel consolidamento di bilancio, tagli, austerità, sen- za dall'altra parte creare uno strumento per rilanciare una domanda interna depressa e investimenti al palo. - Mentre dall'altra parte dell'Atlantico si creavano strumenti e po- litiche innovative per il rilancio dell'economia, sia a livello di politica economica federa- le, sia a livello di banca centrale, l'Europa si è concentrata soprattutto a estinguere le fiamme. Vediamo ora i segnali di una debole ripresa, ma ancora troppo debole per ab- bassare significativamente l'alto tasso di disoccupazione, soprattutto giovanile, e per fermare l'emorragia nella chiusura di piccole e medie imprese. L'Europa ha bisogno di un cambiamento radicale. I partiti euroscettici, e anche alcune voci a sinistra, guardano all'euro come la causa di tutti i mali: una moneta troppo forte che non riflette il differen- ziale di competitività tra i vari paesi della zona euro. Rifiuto fermamente queste critiche alla moneta unica, una delle conquiste più importanti dell'Unione europea dalla sua crea- zione. - L'Euro e la Banca Centrale Europea hanno garantito nei loro primi 15 anni di vita un rafforzamento del mercato unico, hanno eliminato le incertezze legate alle fluttua- zioni del mercato della valuta all'interno della zona euro, hanno semplificato la vita a chi voleva fare impresa e garantito una stabilità di prezzi anche nei Paesi come l'Italia in cui, prima, l'inflazione intaccava i risparmi delle famiglie. E' vero, è scomparso lo strumento della svalutazione competitiva, ma non siamo più negli anni '80. L'euro ha funzionato co- me cuscinetto anti-shock (la Grecia senza l'euro sarebbe direttamente fallita, scenario che abbiamo evitato) e la Banca Centrale con la sua autorevolezza è intervenuta laddove i governi avevano esitato, garantendo l'unità della zona euro. CONTINUA... to be continued...
24 marzo '14 - lunedì 24th March / Monday visione post - 13 Una mostra a Roma è un percorso nella memoria per raccontare atmosfere e cenacoli, amicizie e "correnti". Anni '70: tra gallerie e cantine nella stagione dell'impegno. (da la Repubblica - 9 gennaio 2014 - R2Cultura / Alberto Arbasino) Peccato davvero che manchi un indice dei nomi, nel catajogo degli an- ni '70 con l'Arte a Roma. Malgrado quel cupo decennio del "caso" Moro - forse l'unico episodio di un sovrano moderno rapito e giusti- ziato sul suo stesso territorio, e ne scrissi In questo Stato - una mode- sta quotidianità continuava a occuparsi di arti considerate ormai piut- tosto minori. Ma con un collezionismo che sconfinava talvolta nell'ar- redamento. Or ora celebrate alla Cà d'Oro veneziana atavica, le rac- colte di Giorgio Franchetti fra i paraggi di Via Monserrato efinalmen- te agli Orti d'Alibert, con soste per mostre nei Castelli Romani. Non- chè un famoso matrimonio di Paul e Talita Getty con juke-box da Ta- tia Franchetti e Cy Twombly, in vaste sale frananti, e in ciascuna un mobile solo... Le collezioni di Luisa Spagnoli ai Tre Orologi, con un George Segal di gesso in grandezza naturale sulla sua corda... I bel- lissimi Schifano raccolti all'Olgiata da Pupa Raimondi, poi de Conciliis, e infine donati alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna... Quando ci si divertiva ancora a disputare se fosse più "artista" Fabio Mauri. la sua compagna fotografa Elisabetta Catalano. Epoche fors strane, soprattutto perchè artisti generalmente bellissimi - Mario Schifano, Franco Angeli, Eliseo Mattiacci, Cesare Tacchi, Gio- setta Fioroni... - si reclamavano contrari nelle loro opere ad ogni distin- zione fra Bello e Brutto. Dunque, allestimenti di ritagli, campioncini, fo- tine, tagliandini, trasparenze. Sassi per terra. "Senza titolo" (spesso con niente sotto). Lotte, conflitti, controversie, pessimi carceri, brutte novità, bambini cattivi, scontri, zuffe e sbaffi in esterni ed interni, città o campa- gna. Comunque IMPEGNO, a tutto campo e tutto sesto, mentre però intanto a Varese con i proventi delle cantine ataviche e con una immensa passione Giuseppe Panza di Biumo acquistava una quantità di espressio- nisti astratti american di ben più vasta portata. Meno locale? Meno pro- vinciale?
Alighiero Boetti : 'Da uno a cento' - 1976 Un lutto o guaio tipicamente romano viene qui rappresentato molto spesso: il gusto cristiano della sofferenza e del dolore, con sacrifizi e penitenze e ri- nunzie e punizioni, mortificazioni, privazioni, contrizioni (e via coi sinonimi), per far piacere a Qualcuno che forse chissà ne gode. Contrariamente a quel- le vecchie divinità pagane che badavano specialmente ai piaceri, alla caccia, alla sapienza, alle Muse. O addirittura al vino. Così, per i nostri poveri di- sgraziati anni Settanta, sembra inevitabile ricadere nelle memorie dirette. Quando fuori da Cesaretto, in via della Croce, e in compagnia di Flaiano, si poteva incontrare Delfini, o Comisso, o De Chirico che lì mi regalò un suo Ebdomero edito "presso l'Autore", con dedica e correzioni a mano. Mentre nel pomeriggio, secondo Luisa Spagnoli, sedeva al Caffè Greco e rispondeva col popolare slogan "chiamami Peroni, sarò la tua birra" alle signore che domandavano se chiamarlo Maestro. In seguito, si dice- va preoccupato per i depositi bancari in Piazza di Spagna. (Ove ci fu inve- ro un colpo, giorni fa). Escluso poi a una Biennale, davanti alla Canottie- ri Bucintoro: "Qui si entra e non si paga".
Mario Schifano e Alberto Moravia E Burri! Altro che sacchi o cretti. Lo si può ricordare vispo e affabile, nel 1983, per la sua mostra "Sestante", piena di colori squillanti, alla Giudec- ca veneziana. Invece, Fausto Melotti, lo si vedeva sempre abbigliato così formalmente, ai pranzi con Toti e Gabriella Scialoja, che misi anch'io un a- bito blu e camicia bianca e cravatta scura. E venni approvato. Ah, quei memorabili cavalli scatenati da Jannis Kounellis in una cantina di Fabio Sargentini dove c'è adesso una discoteca per piccini. Praticamente sotto casa, in via Beccaria. Lì si guardavano col vecchio amico Alexander Iolas, che poi venne di sopra, si guardò in giro, e mi donò un album di pre- ziosi disegni di Max Ernst..Lieux communs. Lo disfeci, e ne combinai vari quadretti, poi alternati a trouvailles indiane: pagine di miniature. E lui: co- sì hai distrutto un patrimonio. E io: non venderei mai un tuo regalo. (Alla sua grandiosa galleria milanese, per un festino, Valentina Cortese arrivò in taxi, con un gran grappolo d'uva. E salendo le gradinate lo addentò dal basso, come nei migliori peplum)- - Va ricordato anche qui un pranzo da Baruchello per Duchamp, ove l'interessato se ne stava zitto sul suo diva- no, mentre Argan voleva attrarre ogni attenzione. Ci riuscì, ricorrendo a certi confessionali rinascimentali da lui compulsati, ove se nell'atto con- tronatura i due interessati invocassero la nascita d'una creatura (eviden- temente improbabile), eccoli per la gran Fede salvi dal Peccato. Eccoci qui dunque col catalogo ancora specchiante di Vitalità del negativo, la gran mostra epocale curata da Achille Bonito Oliva e da Piero Sartogo appunto nel 1970. In questo medesimo Palazzo delle Esposizioni . E vi si apprende che i presidenti erano allora Saragat e Colombo, con Moro agli Esteri, e Darida sindaco, Sponsor la bellissima Graziella Lonardi, e il suo amico Francesco Aldobrandini. Fior di sede in Palazzo Taverna. Come strategia/tattica per l'Artista, certamente una presa di coscienza. Indub- biamente alternativa. Evarie metafore, tipo Sistema, Fenomeno, Politica, Labirinto, qui sull'ingresso per le sale o sezioni, e forse già alla mostra Contemporanea, nel parcheggio nuovo di Villa Borghese. Ufficio vendite: Claudio Bruni. - Riecco le plastiche di Gino Marotta, la barbonaggine estrosa di Tano Festa, gli incontri in polaroid con Andy Warhol (che bel- le foto insieme con Graziella), gli strappi di Mimmo Rotella, i gessi di Giulio Paolini, le vestizioni di Luigi Ontani, l'emersioone della Transa- vanguardia... E intanto, I pittori dell'Immaginario di Giulio Briganti, 1977... E fantasioso, ma esattissimo, Gian Tomaso Liverani, fra San Sebastianello e Torre Astura e qualche bar a Sabaudia. Di sala in sala, un "grande trasparente" di Carla Accardi, voltato contro la parete, può ricordare Gastone Novelli che a una Biennale dissenziente vol- tava appunto i quadri verso il muro. E Gian Enzo Sperone forse ricorda che nel suo studio in via Quattro Fontane proponevo una non-azione: tanti spor- telli chiusi mentre facevo ostinatamente segno di no. CONTINUA,,, to be continued...
20 marzo '14 - giovedì 20th March / Thursday Italia - politica Berlusconi non può correre alle Europee / E l'ex Cavaliere dice: "Ma il mio nome resta nel simbolo". Silvio Berlusconi ieri ha rinunciato, autosospendendosi, al titolo di Cavaliere. Poi ha anche deciso che non si candiderà alle europee nel senso che il suo nome sarà nel simbolo con cui Forza Italia correrà alle elezioni europee, ma non sarà nelle liste. Dopo la conferma dell’interdizione da parte della Cassazione, il Cavaliere ha ripiegato su un’altra strategia. Che, al contrario di quanto affermato sin qui, coinvolgerà direttamente i parlamentari nazionali. Un linea che ieri mattina ha cominciato a prendere forma nel lungo pranzo di lavoro, a Palazzo Grazioli, con la commissione ad hoc voluta dallo stesso Cavaliere e composta da Renato Brunetta, Paolo Romani, Raffaele Baldassarre, Denis Verdini e Giovani Toti. Venuta meno la chance del traino del nome di Berlusconi in cima a ogni lista, si è ripiegato per una distribuzione dei big su tutto il territorio, a garanzia della tenuta dei voti. A cominciare dal pugliese Raffaele Fitto che dovrebbe guidare FI nella circoscrizione Sud e che, ancora scottato dall’esclusione dall’inner circle forzista in favore del consigliere politico Toti, è pronto alla conta interna sulla base dei risultati elettorali. Proprio per evitare questo redde rationem, il Cavaliere avrebbe preferito ci fossero altri volti a correre per Bruxelles. Ma la competizione, la prima senza la sua presenza in campo, è troppo importante per rischiare, anche se ieri Berlusconi sarebbe stato sconsigliato dal puntare sull’ex falco, sia da Romani, sia dal vicepresidente della Commissione europea Antonio Tajani. Che, è certo, sarà capolista nella circoscrizione centro.
Italia - Cronaca/giustizia Ilaria Alpi: il governo toglie il segreto / La procura aquiscisce gli atti / Boldrini: ottima notizia La procura di Roma acquisirà gli atti utili relativi agli omicidi dell'inviata Rai Ilaria Alpi e dell'operatore Miran Hrovatin oggetto della desecretazione annunciato dal Governo. A sollecitare la consegna della documentazione era stato il procuratore Giuseppe Pignatone una volta avuto notizia dell'avvio della procedura di desecretazione di una serie di dossier, tra i quali quello relativo ai fatti accaduti a Mogadiscio esattamente 20 anni fa. Il fascicolo processuale è attualmente affidato al pm Elisabetta Ceniccola.
«Felice che il governo abbia recepito mia richiesta di desecretazione su Ilaria Alpi. Segnale importante contro muro silenzio». Lo scrive in un tweet la presidente della Camera Laura Boldrini, commentando l'annuncio dell'esecutivo pronto a desecretare gli atti relativi all'omicidio di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin. ILARIA ALPI Australia Aereo sparito: trovati i resti / IUl premier: "Due ogetti in fondo al mare" Forse è una svolta. Il primo ministro australiano Tony Abbott ha annunciato oggi che due oggetti «eventualmente legati» all'aereo malese MH370, scomparso 12 giorni fa, sono stati rilevati dai satelliti nell'Oceano Indiano. Abbott ha detto in parlamento che l'Autorità australiana della sicurezza marittima ha ricevuto informazioni «nuove e credibili, basate su dati dei satelliti. Dopo l'analisi di immagini satellitari, due oggetti eventualmente legati alle ricerche sono stati identificati». Gli oggetti sono stati individuati a 2.500 km a sudovest della città australiana di Perth (costa ovest del paese), nell'Oceano Indiano meridionale. Uno dei due misura 24 metri, ha spiegato un responsabile dell'Autorità australiana della sicurezza marittima (Amsa), John Young, nel corso di una conferenza stampa oggi. «Gli oggetti sono relativamente sfocati - ha detto Young -. Sono di una certa taglia, probabilmente in acqua: scendono sotto la superficie e riemergono. Il più grande sarà di 24 metri. L'altro è più piccolo».
La ricerca Quattro aerei da ricognizione australiani sono stati deviati alla ricerca dei due oggetti «eventualmente legati» all'aereo malese. «Sono di una certa taglia, scendono sotto la superficie e riemergono. Il più grande sarà di 24 metri. L'altro è più piccolo», ha detto un responsabile dell'Autorità australiana per la sicurezza marittima, John Young. CRIMEA Mosca accelera sull'annessione / Rilasciato il comandante ucraino fermato dai russi Il comandante della marina militare ucraina, Serghiei Gaiduk, fermato ieri a Sebastopoli durante l'assalto al suo comando da parte di filo russi, è stato rilasciato nei pressi del checkpoint di Chongar. Lo riferisce l'agenzia Kriminform. Insieme a lui sono stati rilasciati sette attivisti pro Kiev.
Inizia così, con una notizia di distensione, una giornata complicate, l'ennesima. Il processo giuridico per ammettere la Crimea e Sebastopoli in Russia sarà completato entro la fine di questa settimana: lo ha detto il ministro degli esteri russo Serghiei Lavrov, citato dalle agenzie russe. Oggi la Duma è chiamata a ratificare trattato e legge costituzionale necessari per l'annessione, domani tocca al Senato. Altro atto formale in corso è il rilascio dei passaporti russi per i cittadini della Crimea, in seguito al referendum di domenica scorsa.
Nuove sanzioni La cancelliera tedesca Angela Merkel ha annunciato un «allungamento» della lista delle persone colpite dalle sanzioni dell'Unione europea. «Fin quando non ci saranno le condizioni politiche per un format così importante come quello del G8, non ci saranno più G8». Lo ha detto stamani la cancelliera tedesca Angela Merkel. Il governo tedesco deciderà ora «se e conseguentemente in quale forma» si terranno le consultazioni russo-tedesche previste per fine aprile. Lucianone
18 marzo '14 - martedì 18th March / Tuesday visione post - 12 La protagonista del tennis italiano è tornata ancora lei: Flavia Pennetta, che, a 32 anni, scala fino al n.12 del ranking mondiale, vincendo in un torneo su cemento non facile come quello di Indian Wells. Chi l'avrebbe detto, solo fino a poco tempo fa, che questa pugliese di Brindisi sarebbe riuscita in tale impresa a un'età già avanzata in uno sport che, come il nuoto, privi- legia i giovani/giovanissimi, soprattutto in campo femminile? Ma la cocciuta brindisina è arrivata a questo risultato nel periodo più maturo della sua carriera, e dice di non volersi fermare qui... (Lucianone) Come in una gara ciclistica, anche nella vita dopo le salite vengono le discese, era solito dire il grande Gianni Brera. Molto probabilmente, fossimo stati ad ad ammirare in tv ik successo di Flavia Pennetta, quel grande scriba si sarebbe ripetuto, per altro alzando insieme a me una coppa di champagne. Flavia ha in- fatti finito per vincere matematicamente questa sera (domenica, 16 marzo, ndr.) un torneo che già aveva meritato superando Li Na, l'autentica n.1 del mondo in un momento nel quale Serena e Sharapova latitano. La vittoria di questa sera è frutto non solo degli indubbi meriti di Piccola Penna, ma anche del destino, che aveva spesso congiurato contro la nostra Eroina, non solo sul campo ma anche nella vita. La Radwanska battuta oggi non era infatti nelle sue abituali condizio- ni di corridore inesauribile, e di regolarista maniacale. Un suo ginocchio sinistro... è finito incerottato come quello di un calciatore e, a partire dal 2° set, abbiamo visto in campo solo una giocatrice, in forma splendida, e un'altra che non riusci- va più a servirsi del ginocchio. Non dico con questo che, contro l'autentica n.3 del mondo (appunto la polacca Radwanska) , Flavia non sarebbe riuscita, nelle sue splendide condizioni, a vincere il secondo grande match dopo quello con la Li Na. Intanto è stata splendida alla battuta e alla ribattuta, ma soprattutto mi è parsa più che consapevole delle qualità che, sin qui, la vita e gli infortuni era- no riusciti spesso a frustrare. - Con questo match Flavia farà così in modo che le nostre donne giungano per la prima volta nella storia ad occupare tre dei 15 primi posti in classifica. (da 'la RepubblicaSport - 17/03/2014 - Gianni Clerici)
Pennetta e i sacrifici (per mantenersi ai vertici) (da La gazzetta dello Sport - 17/03/'14 - Opinioni / Vincenzo Martucci) PENNETTA, UN MANIFESTO PER L'ITALIA s o f f e r e n za, s a c r i f i c i e v i t t o r i e Il sorriso di Flavia Pennetta , la sua storia su e giù, la fantastica famiglia, l'educazione, la disponibilità sono il manifesto ideale della nostra Italia che lotta e soffre, sembra vecchia, ma è sempre moderna, e bella e unica. Perciò gli americani impazziscono per i nostri prodotti, ancor di più in California dove la moretta di Brindisi ha costruito le maggiori fortune: nel 2009, con successo di los Angeles, e ora con quello di Indian Wells. Perchè il cemento è il suo campo, anche se ha vinto di più sulla terra rossa. Cemento lento, all'aperto. Dove ha un attimo di tempo in più per pensare e un a palla più alta da colpire, ma ha anche la possibilità di fare più cose. - Flavia non è unaq regolarista e nemmeno un'incontri- sta, non è una picchiatrice e non è una attaccante, è un pò tutto insieme E dunque diventa un'eccezione nel tennis moderno, soprattutto ora che, grazie al coach Salvador Navarro,. è meno prevedibile. Anche se Flà (Flavia) non potrà mai shakerare il cocktail tennistico dell'amica Frà (Francesca Schiavone) che così ubriacò il Roland Garros 2010, ne po- trà sfinire le avversarie come Sara Errani (sfortunata finalista a Pari- gi 2012). Flavia Pennetta sfrutta armi diverse. E il destino, dopo ogni sgambetto, le ha restituito qualcosa. Fino a sfatare anche il tabù numero 2 del mondo: era 2 Serena Williams che la stoppava agli Us Open 2009, era 2 Azarenka quest'estate che la fermava ancora a New York, era 2 Li Na che Flavia ha eliminato in semifinale a Indian Wells, è stata al massi- mo 2 Aga Radwanska che cede in finale. Handicappata a un ginocchio, è vero, ma non è questo il bello della nostra incredibile Italia?
15 marzo '14 - sabato 15th March / Saturday visione post - 14 Tra il materiale ritrovato che riguarda La Cultura, ecco questa Biblioteca di Gioele Dix, bravo comico-attore-artista-scrittore, che avevo visto e ap- prezzato la prima volta quando aveva partecipato a 'Zelig' per un certo periodo. (Lucianone) (da la Repubblica - 7 novembre '13 - Sara Chiappori) La letteratura secondo Gioele. Niente di accademico, ca va sans dire. Al contrario un esperimento da caffè letterario in chiave giocosa tra libere associazioni, rifles- sioni e connessioni impreviste. Sono i "Giovedix" in cui il comico e attore ma an- che scrittore (di testi teatrali e di un romanzo, Si vede che era destino) legge, rac- conta, smonta e rimonta cinque grandi autori del Novecento: Italo Calvino, Primo Levi, Giorgio Manganelli, Achille Campanile e Dino Buzzati (da oggi, per cinque giovedì, Cafè Rouge del Franco Parenti, a Milano, ndr. S. Chiappori - Giole Dix, perchè proprio questa cinquina? Giole Dix - Scelta arbitraria: fanno parte del mio dna, i pilastri della mia forma- zione letteraria. S. C. - Tutti italiani. Giole Dix - Non per banale patriottismo, ma per senso di appartenenza. Mi inte- ressano le invenzioni linguistiche. S.C. - Nè reading nè lezioni. Che cosa sono questi "Giovedix"? Gioele Dix - Sono un esperimento in cui provo a riprodurre in pubblico quel che accade quando si legge un libro che ci appassiona: cis si ferma, si torna su una fra- se che ci ha colpito, si corre a un altro autore, a un film, a un pensiero, a un ricor- do. Penso al lettore come a un esploratore di mondi. Esplorarli insieme è diverso dal farlo in solitario. S.C. - Stasera si comincia con Calvino. Gioele Dix - Sì, due racconti dalla raccolta "Ti con zero": Il guidatore notturno e L'inseguitore, due formidabili riflessioni sull'idea di spazio/tempo: Per me Calvino è la complessità dell'intelligenza, come scendere in profondità senza zavorra, restan- do leggeri. S.C. - Giovedì prossimo tocca a Primo Levi. Gioele Dix - Ho scelto L'ultimo Natale di guerra, che contiene alcune interviste impossibili ad animali. Con me ci sarà anche Stefano Bartezzaghi per leggere Il gabbiano di Chivasso. Di Levi mi colpisce la fluidità. Si pensa a lui come all'em- blema del sopravvissuto, ma la sua scrittura ha una freschezza impressionante. Mi fa quasi incazzare tanto sembra naturale. S.C. - Poi con "Centuria" arriva Manganelli. Gioele Dix - Manganelli è la fantasia folle, il trionfo dell'aggettivo senza renderlo indigesto, il paradosso funambolico come quello dell'inquilino che non c'è e i condo- mini che se la prendono perchè "come si permette di non dare fastidio?". S. C. - Di Campanile invece ha scelto "Manuale di conversazione". Gioele Dix - Umorista geniale. Il primo libro che ho letto da ragazzino era un suo romanzo, Se la luna mi porta fortuna. Lì ho capito cos'è la scintilla che accende il rovesciamento benefico della comicità. S.C. - "Il colombre e altri racconti di Buzzati" chiude il ciclo. Gioele Dix - Buzzati è l'arte della sospensione. Racconta le cose lasciandole aperte come se un evento ineluttabile stesse sempre per accadere. Una sorta di disegno su- periore: non punitivo come quello monoteista, ma affollato di dei capricciosi molto umani. S.C. - Ci sono parecchi illustri esclusi, Gadda, Svevo... Gioele Dix - Ma questo è solo il primo ciclo, se funziona ho intenzione di andare avanti. E Gadda non potrà mancare. Svevo invece mi sollecita di meno. Non farei mai Testori, che sento lontano, ma ci proverei con Pasolini. S. C. - Nessuna scrittrice? Gioele Dix - Vorrei occuparmi anche di poesia, per prima sceglierei Patrizia Cavalli. S. C. - I grandi classici non la tentano? Gioele Dix - Dante o Manzoni no. Dopo Carmelo Bene aggiungere qualcosa su Dante è impossibile, mentre per Manzoni mi servono ancora 300 anni per dimenticare quanto me lo hanno fatto odiare e scuola". S. C. - Tutte scelte molto personali. Gioele Dix - l'idea è condividere le mie passioni letterarie. Come se prestassi i libri che ho amato, che poi vuol dire regalarli. Perchè, quando un libro è bello mica lo resti- tuisci. Al massimo lo passi a qulacun altro. Gioele Dix sul palcoscenico (2013)