giovedì 8 agosto 2013

Personaggi - Lo scienziato Stephen Hawking

8 agosto '13 - giovedì           8th August / Thursday                        visioni post - 7

Il celebre scienziato racconta la sua vita
In un libro e in un filmato il matematico, fisico e cosmologo
britannico racconta della malattia, la morte incombente, dei
matrimoni e divorzi / Hawking: "Volevano staccarmi dalle
macchine, ma mia moglie ha detto no all'eutanasia".

(da la Repubblica - 29/07/2013  -  Ettore Livini da Londra)

"Signora Jane. La situazione è serissima e c'è poco da fare. Basta che
lei ci dica sì e noi stacchiamo le macchine". Di buchi neri si è occupa-
to, da scienziato, per tutta la carriera. Ma quello più scuro - destinato 
a mangiarsi non la luce  o  la massa di una qualche galassia lontana
anni luce da noi, ma la sua stessa vita - Stephen Hawking l'ha incon-
trato, e molto da vicino, nel 1985.   E oggi, quasi trent'anni dopo, ha 
deciso - in un documentario e in una biografia in uscita tra pochi me-
si - di svelare al mondo, dopo i segreti di stelle  e  via Lattea, anche i 
segreti più nascosti del suo piccolo universo personale., compresa la
"quasi morte" di allora.  "Ero a Ginevra, in coma farmaceutico per
provare a curare una polmonite, figlia della atrofia muscolare  pro-
gressiva che mi ha ridotto in carrozzella - racconta per la prima volta
nel documentario "Hawking", in uscita nelle prossime settimane-. I 
medici pensavano che ci fosse poco da fare.   E così hanno offerto a 
mia moglie (la prima, Jane Wilde, ndr.) la possibilità di farla finita".
Lei, per fortuna sua e della scienza, ha detto di no. "Ha voluto a tut.
ti i costi che tornassi a Cambridge". Lì gli hanno praticato un'inci-
sione in gola "che mi ha rubato per sempre la possibilità di parlare
ma mi ha fatto guarire". Consentendo al geniale cosmologo inglese
di completare nel 1987 'A brief History of time' (in italiano Dal Big 
Bang ai buchi neri), il libro che con 10 milioni di copie vendute in 40
lingue differenti l'ha reso famoso in tutto il pianeta. E di concedersi 
oggi, 50 anni dopo che i medici gli avevano pronosticato pochi mesi 
di vita, il lusso di indagare  sui misteri  di se stesso, provando a rac-
contare nella doppia biografia scritta (''My brief History', in libre-
ria a settembre) e in celluloide  i segreti e le magie  di un'esistenza 
vissuta come una stella, in eterna sospensione tra la fortissima lu-
ce del palcoscenico della notorietà e il rischio di essere risucchiato
dal buco nero della morte.













Stephen Hawking





Per Hawking non è stato un esercizio facile. A 71 anni, e con i suoi acciacchi,
lavorare è un percorso tutto in salita. Il libro - malgrado la Intel stia lavoran-
do per mettere a punto un sistema di scrittura studiato "ad hoc" per lui  -  ha
voluto comporlo (per la prima volta) tutto da solo.  Muovendo il cusrsore con
l'ultimo muscolo del suo corpo  che ancora risponde al cervello, quello della
guancia, al ritmo di 1 - 8 parole al minuto. Risultato: un capolavoro di sinte-
si, 20mila parole (una biografia-bonsai per gli ego ipertrofici della letteratu-
ra moderna) in cui, come nel film-documentario, ripercorre un passo alla vol-
ta il miracolo di una vita "che non foss'altro per la sua precarietà ho impara-
to a godermi in ogni momento".  Dall'infanzia passata a piantare tubature e
impianti elettrici nella casa delle bambole della sorella - che l'aveva con pre-
veggenza soprannominato "Einstein" - agli anni dell'Università in cui ha
conosciuto Jane e gli è stata diagnosticata la malattia che gli ha cambiato
l'esistenza.
Parla (e scrive) lui. Intervengono amici, collaboratori. Senza retorica, con
candore, come quando lo stesso Hawking si domanda preoccupato se è più
famoso "per la malattia e la sedia a rotelle che per le scoperte scientifiche".
Come in un grande fratello ad alto quoziente d'intelligenza, non ci viene 
sprecata nessuna debolezza nascosta nelle pieghe della quotidianità. Jane,
con cui il fisico ha ricostruito un bel rapporto d'amicizia, alza il velo sen-
za pruderie sui problemi del loro rapporto personale: "Mi sono innamora-
ta di lui per il suo sorriso aperto e i suoi occhi grigi:  Ma dopo la malattia
è stato un problema. C'erano due Siephen Hawking: il fenomeno pubblico
e la vita privata tra medici e infermieri che ci ha precipitato nel nostro bu-
co nero. All'inizio ci divertivamo lo stesso ed eravamo convinti di sconfig-
gere l'atrofia e i medici". Ma non è andata così. "La fama e la fortuna da
una parte e i problemi di gestire la vita di tutti i giorni dall'altra sono sta-
ti troppo per me", conclude Jane. I due hanno divorziato nel 1995, lo stes-
so anno in cui Stephen ha sposato la sua infermiera Elaine Mason.
















Libro e documentario (e direttamente lo stesso scienziato smentiscono
la vulgata secondo cui Elaine avrebbe abusato fisicamente di lui, mal-
trattandolo.    "Il nostro matrimonio è stato passionale e tempestoso -
ammette il fisico - ma è stata la stampa a dipingermi come una vittima
di violenza domestica. Elaine non ha fatto niente di tutto questo".
Anche le seconde nozze però sono andate in fumo. Ma il cosmologo
di Oxford non ha perso un grammo della sua voglia di vivere.  
"Il mio unico timore è quello di non riuscire più a muovere il mu-
scolo della guancia, spero che gli esperti di software trovino prima 
altre soluzioni per me.    Di sicuro, come dimostra la sua voglia di 
raccontarsi, non ha intenzione di alzare bandiera bianca. Mai di-
re mai, come fossimo ancora all'85. "Se lo mettessero in una casa
di cura sarebbe finito, è il combattente  più pazzo  che abbia mai
conosciuto", dice nel video l'attuale assistente sanitario Niki Pi-
geon.  ò- "Ogni giorno potrebbe essere l'ultimo - conclude Hawking. 
Per questo vado a lavorare e mi godo tutti i secondi dell'esistenza".
Nel frattempo ha chiesto  a Richard Branson  di accettare la sua  
iscrizione per essere spedito  nello spazio a bordo della sua astro-
nave Virgin Galactic. E Branson, ovvio, ha detto sì. Il primo volo
è previsto tra qualche anno. Ma vista la biografia del signore dei
buchi neri, non c'è da stupirsi se relizzerà il suo sogno".

Lucianone

Riflessioni / ricerche - La salsa polacca e il falso Schindler

8 agosto '13 - giovedì            8th August / Thursday                       visioni post - 3

Riflessioni  
Giovedì 
Immaginate l'export annuale  di 282 tonnellate di lumache  da
mangiare: di quale paese parliamo? La Francia, direte in molti.
Sbagliato. Parliamo della Polonia. Il Paese dove eroi democra-
tici, 4 generali e un Papa, avviarono la svolta  dell'89, l'econo-
mia più dinamica dopo la Germania e a fianco della Finlandia,
umilia la "Cinquième"  nella riserva di caccia della gourmandise.
Oltre 300 bioimprenditori polacchi si sono lanciati nell'allevamen-
to di lumache. Mentre in Francia troppi pesticidi hanno azzoppato
la produzione. Non è un settore chiave dell'economia polacca co-
me auto, elettronica o aerospaziale, ma tira.
Una volta di più l'Est (o meglio, il Mitteleuropa)  sorpassa  il Sud
della Ue, e batte anche gli orgogliosi francesi. Non è la prima vol-
ta che Varsavia sorpassa Parigi: nella seconda guerra mondiale,
fu non la Francia  bensì la Polonia  la quarta potenza  della coali-
zione antinazista, tra piloti nella Royal Air Force e nella VVS rus-
sa, soldati che liberarono Montecassino, Ancona e Bologna e par-
tigiani che scoprirono Auschwitz. Francesi indispettiti? Producano
almeno più lumache.
(da 'la Repubblica'  -  13 giugno 2013 - "Escargot in salsa polacca",
di Andrea Tarquini)

Ricerche
Venerdì
Giovanni Palatucci, lo "Schindler italiano", Giusto di Israele dal
1990, dichiarato martire da Giovanni Paolo II e per il quale il Va-
ticano ha  in corso  una causa di beatificazione, in qualità di vice-
commissario a Fiume era in realtà un fedele esecutore delle leggi
razziali.   Non salvò nesuno dallo sterminio nazista, anzi contribuì
a mandare a Auschiwitz  gran parte  della comunità ebraica della
città. Nuovi studi e documenti consultati dai ricercatori del Centro
Primo Levi hanno scoperto l'amara verità. Per questo il museo del-
l'Olocausto di Washington ha già deciso  di rimuovere il suo nome
da una mostra, mentre lo Yad Vashem di Gerusalemme e il Vatica-
no hanno iniziato a esaminare i documenti.  la mitizzazione di Pala-
tucci venne pilotata dallo zio vescovo per far ottenere una pensione
ai famigliari, ma nessuno controllò mai i documenti originali. La sua
deportazione a Dachau nel 1944, dove poi morì, non fu determinata
dalle sue gesta  per salvare gli ebrei, ma dalle  accuse  tedesche di
appropriazione indebita e tradimento, per aver passato ai britannci
i piani per l'indipendenza di Fiume
(da/06 'la Repubblica'  -  21/06/2013 - "Il falso Schindler italiano" - Fabio Scuto)

Lucianone

Tecnologia / Internet - Le App e la Mamma digitale

8 agosto '13 - giovedì       8th August / Thursday                             visioni post - 3

Dalla postura alla dieta: così la Mamma
digitale controlla la nostra vita
Nuovi gadget elettronici ci dicono di tenere la schiena dritta o ci
rimproverano se non facciamo attività fisica. Il fenomeno è stato
battezzato "Big Mother". C'è chi asicura: "E' perfetta: quando
mi dà noia la disattivo"

(da la Repubblica - 27 maggio 2013 - Massimo Vincenzi / New York)
Heidi, manager di una socirtà in Australia, si alza dalla sedia della sala
riunioni e inizia a camminare  avanti e indietro  per la stanza  incurante 
dei sorrisi dei colleghi. Il braccialetto colorato che porta al polso ha ap-
pena ricevuto un segnale  dal suo smartphone  che  la informa ora dopo 
ora del consumo di calorie e dell'attività fisica necessaria per smaltirle.
John, un programmatore californiano, sta davanti al computer. Per un
pò resta concentrato sulla postura, poi il lavoro e la stanchezza prendo-
no il sopravvento e lui si affloscia in una posizione finto-comoda dan-
nosa per la sua schiena. E' un attimo: dal Mac parte un sibilo che lo
avvisa dell'errore e gli ricorda pure con un grafico la posizione da as-
sumere.
CONTINUA... to be continued...

lunedì 5 agosto 2013

Società/politica - ITALIA / Conclusione processo Berlusconi-mediaset

5 agosto '13 - lunedì          5th August / Monday                             visioni post - 6


CONDANNA BERLUSCONI su Mediaset

È arrivata poco fa dal ‘Palazzaccio’ (così viene chiamato il Palazzo di Giustizia di Roma e sede della Corte Suprema di Cassazione), la sentenza tanto attesa che vede imputato Silvio Berlusconi per il reato di frode fiscale nell’ambito dell’acquisizione dei diritti tv dagli Stati Uniti, già condannato dalla Corte d’Appello di Milano a quattro anni di reclusione e cinque anni di interdizione dai pubblici uffici. 
A leggere il verdetto il togato Antonio Esposito, che ha presieduto la stessa Corte composta dai cinque membri sorteggiati dal primo presidente della Corte di Cassazione Giorgio Santacroce.
La Corte ha confermato la condanna a quattro anni di reclusione, ma ha rinviato ad altra sezione (rispetto a quella che si è espressa sul merito del processo) della Corte d’Appello di Milano la riformulazione del calcolo degli anni di interdizione; questo perché viene previsto, per i reati fiscali, un massimo di interdizione di tre anni ai sensi dell’articolo 12 del decreto legislativo 10 marzo 2000 n. 74.
È da chiarire tuttavia che, nonostante i quattro anni di reclusione, tre di questi vengono coperti dall’indulto: rimanendo un solo anno il colpevole Berlusconi può richiedere una pena alternativa alla detenzione come l’affidamento in prova ai servizi sociali o la detenzione domiciliare.

In quest’ultimo caso vorrebbe dire che, anche se non dovesse essere condannato all’interdizione dai pubblici uffici, egli non potrebbe rilasciare alcuna dichiarazione pubblica, ricevere telefonate o contatti con l’esterno se non con l’autorizzazione del giudice.
Interdizione o meno la condanna fa scattare l’incandidabilità, visto che il cavaliere dovrebbe prima attendere il parere della giunta per le immunità, poi la decisione dell’aula del Senato, che a scrutinio segreto voterà la presa d’atto della condanna, già ‘definitiva ed eseguibile’ per quanto riguarda la pena principale, come ha affermato Bruti Liberati, procuratore di Milano.
Certo è che lo scenario politico riceverà un importante stravolgimento, soprattutto visto che l’attuale governo Letta è retto dalla più grande intesa della storia politica della Repubblica, che lega con assurdità e di certo poca credibilità il centro-destra al centro-sinistra; grande intesa che potrebbe spaccarsi come si augurano Movimento 5 Stelle e Sel, vista l’incongruenza di un governo sorretto e alleato di una fazione politica il cui leader ha ora alle spalle una condanna penale.
   Silvio Berlusconi, condannato per frode fiscale

Intanto dal Quirinale il Presidente Giorgio Napolitano esorta al ‘rispetto per la magistratura’, invitando il Paese a ‘ritrovare coesione e serietà’; Guglielmo Epifani, segretario reggente del Pd, auspica l’esecuzione della sentenza, mentre dal suo blog Beppe Grillo paragona la condanna di Berlusconi alla caduta del Muro di Berlino del 1989, ovvero la caduta dell’evasore che per anni ha paralizzato la politica italiana, così come il muro paralizzò e divise per 28 anni la Germania.

Ora, dunque, ci auspichiamo una rinascita della nostra amata Repubblica e con lei della classe politica, liberata forse (certo non c’era bisogno di una sentenza per poterlo dire, ma è pur sempre una soddisfazione avere fonti, prove e decisioni legali a carico), dall’evasore che con la sua prassi di appoggi e giochi di potere solo per assicurare ad amici, parenti e delinquenti impunità, favori, denaro e fama, ha depauperato il nostro Paese di importanti valori ed i cittadini del loro pane quotidiano. Non ci resta che vedere cosa succederà.
(da  www.storieculturalpop.org)

Lucianone


domenica 4 agosto 2013

Sport - Mondiale di nuoto / Barcellona 2013

4 agosto '13 - domenica               4th August / Sunday                           visioni post - 3

NUOTO  
Un super Paltrinieri:  bronzo nei 1500 stile libero   
L’azzurro ha concluso in 14'45"37, nuovo primato italiano 
Ultima giornata di gare a Barcellona. Daya Seto è il nuovo campione del mondo dei 400 misti. Yuliha Efimova ha vinto la medaglia d’oro nei 50 rana. Camille Lacourte oro nei 50 dorso
Barcellona, 4 agosto 2013 - Gregorio Paltrinieri ha vinto la medaglia di bronzo nella finale dei 1500 metri stile libero ai Mondiali di nuoto di Barcellona. L'azzurro ha concluso con il tempo di 14'45"37, nuovo primato italiano. Medaglia d'oro al cinese Sun Yang, argento al canadese Ryan Cochrane.
Il ventunenne Yang Sun ha trionfato facendo registrare il tempo di 14'41"14. Per lui si tretta del terzo oro dopo quello nei 400 e negli 800 stile libero (impresa riuscita solo all'australiano Grant Hackett, nel 2005 a Montreal). Cochrane, in testa per buona parte della gara, ha toccato in 14'42"48. Per l'Italia, si tratta della seconda medaglia arrivata dal nuoto in questa edizione dei Mondiali.

LA DEDICA DI PALTRINIERI - "Non pensavo veramente a niente. Sono contentissimo, un tempo di 14'45" è un sogno, non me lo aspettavo", ha detto il nuotatore carpigiano, che ha dedicato la medaglia al suo allenatore Stefano Morini e a tutti quelli che gli sono stati vicino. "Sono contento per me e per il 'Moro'. Per tutti quelli che mi sono stati vicini. Devo ringraziarlo, perche' senza il suo aiuto non ci sarei riuscito". ha aggiunto. "Sono entrato in acqua per dare il massimo, mi sono detto anche se arrivo ottavo non mi creo problemi, ma quando ho visto che ero terzo ho provato a rimanerci e negli ultimi 200 metri ho visto Jaeger e mi sono detto devo resistere, a costo di svenire", ha rivelato il fondista azzurro.
"Da metà gara in poi mi sono visto li' davanti ed ho ripensato a tutti i sacrifici fatti per arrivare qua. Ho spinto al massimo e sono riuscito a trovare quelle forze in più per riuscire". Paltrinieri ha anche rivelato un po' di amarezza per tutti i commenti negativi dopo il sesto posto negli 800. "Mi spiace aver letto delle cattiverie nei miei e nei suoi confronti (riferendosi all'allenatore Morini, ndr). Hanno scritto ‘Paltrinieri non sa nuotare, non sa fare le virate, e questo e quello... Ma non mi interessa quello che dicono gli altri. Io sono il primo a dire che la mia nuotata non e' perfetta ma qualcosa ho fatto se sono giunto quinto a Londra e terzo qui".
STAFFETTA 4X100 - La Francia ha vinto la medaglia d'oro nella staffetta maschile 4X100 mista con il tempo di 3'31"51 ai mondiali di nuoto di Barcellona. I transalpini si sono aggiudicati il primo posto grazie alla squalifica degli Stati Uniti, sanzionati per una partenza anticipata di Kevin Cordes (secondo frazionista). Sul podio l'Australia, argento in 3'31"64, e al Giappone, bronzo in 3'32"26. Sesto posto per l'Italia di Di Tora, Scozzoli, Rivolta e Orsi che hanno chiuso in 3'34"06.
Fuori dalla finale della staffetta mista, invece, le azzurre. Squalificato il quartetto composto da Federica Pellegrini, Lisa Fissneider, Ilaria Bianchi ed Erika Ferraioli per la partenza anticipata della Ferraioli nella quarta frazione. La vittoria è andata, poi, agli Stati Uniti, che si sono imposti in 3'53"23 davanti all’Australia, argento in 3’55"22. Bronzo alla Russia in 3'56"47.


400 MISTI UOMINI - Daya Seto è il nuovo campione del mondo dei 400 misti. Nell'ultimo Il giapponese si è imposto in 4'08"69, davanti allo statunitense Chase Kalisz, argento in 4'09"22, e al brasiliano Thiago Pereira, medaglia di bronzo in 4'09"48.
Nulla da fare invece per gli italiani Federico Turrini e Luca Marin, che non sono riusciti a qualificarsi per la finale. Marin ha chiuso la propria batteria al terzo posto con il tempo di 4'17"71, mentre Turrini ha ottenuto il quarto posto nella sua eliminatoria nuotando in 4'15"96, decimo tempo complessivo, a 15 centesimi dall'ottavo tempo che gli avrebbe permesso di entrare in finale. Il miglior crono delle batterie è stato realizzato dallo statunitense Chase Kalisz (4'11"87).

"Questa è la mia prima vera finale mancata. Mi dispiace perché il tempo necessario per entrarci si poteva nuotare ma questo è lo sport", ha commentato Luca Marin dopo l'eliminazione. "Ormai i giovani ti massacrano - ha aggiunto - ma è anche giusto che nei misti sia arrivato il nuovo cambio di generazione". Il siciliano non ha sciolto le riserve sul futuro: "Per arrivare fino a Rio sono tre anni, è dura e bisogna valutare - conclude - ne parlerò con il mio allenatore (Massimo Meloni, ndr) - nel caso decidessi di provarci il prossimo anno bisognerà mollare un po' la corda. Quando sarà il momento ve lo dirò".
"C'è rammarico perché il tempo per la finale si poteva fare. Era alla mia portata invece la guarderò dalla tv", ha detto invece Federico Turrini dopo l'eliminazione. "Mi trovavo in una batteria difficile dove sono passati tutti molto forti e forse nella rana ho strappato un po' per raggiungerli - ha aggiunto - comunque in questo campionato penso di aver avuto anche sfortuna. Dopo l'eliminazione nei 200 misti ho perso un po' di sicurezza. Oggi mi sentivo tranquillo ma non è bastato".
50 RANA DONNE Yuliha Efimova ha vinto la medaglia d'oro nei 50 rana. La russa con un rush finale si è imposta con 29"52, superando la lituana e primatista del mondo Ruta Meilutyte (29"59). Terzo posto e medaglia di bronzo per la statunitense Jessica Hardy (29"80).
50 DORSO UOMINI - Il francese Camille Lacourte si è aggiudicato l'oro nei 50 dorso, impoendosi in 24.42 davanti al connazionale Jeremy Stravius, argento in 24.54 a pari merito con lo statunitense Matt Grevers, campione olimpico e mondiale dei 100 dorso.
400 MISTI DONNE Katinka Hosszu ha vinto l'oro nella finale dei 400 metri misti femminili. L'ungherese ha concluso con il tempo di 4'30"41 davanti alla russa Mireia Garcia Belmonte, argento con 4'31"21 e la statunitense Elizabeth Beisel, bronzo con 4'31"69.
Lucianone

Società - Italia / commento - Sulle famiglie povere

4 agosto '13 - domenica          4th Aigust / Sunday                          visioni post - 3

(da 'la Repubblica' - 20/05/2013  /  Chiara Saraceno)

DALLA  PARTE DELLE FAMIGLIE POVERE
Alimentazione, consumi energetici (acqua, luce, gas, benzina e gasolio), telefono
e abitazione (affitto, mutuo), sono gli ambiti di spesa  che incidono maggiormente
sui bilanci delle famiglie a basso reddito.     Sono anche i settori che - soprattutto
gli alimentari e i beni energetici - hanno conosciuto il maggiore aumento dei prez-
zi in questi anni e che, quindi, hanno colpito in modo sproporzionato proprio le fa-
miglie a più basso reddito. In altri termini, queste famiglie non solo sono state più
vulnerabili delle altre alla perdita di reddito dovuta alla perdita o riduzione dell'oc-
cupazione. Hanno anche sperinìentato in misura maggiore  una diminuzione sensi-
bile del potere d'acquisto del reddito su cui potevano contare e proprio rispetto ai
beni più necessari: una alimentazione adeguata, potersi riscaldare, cucinare, illu-
minare l'abitazione, pagare l'affitto, mantenere quei rapporti minimi con l'esterno
che non contribuiscono solo  alla qualità della vita, ma sono  indispensabili  anche 
per mantenere o trovare un lavoro.
Se tra il 2005 e il 2012 l'indice armonizzato dei prezzi al consumo è salito del 17,5%,
se si considera il pacchetto di consumi specifici di famiglie con diversi livelli di red-
dito (controllando per ampiezza della famiglia), l'aumento risulta  del 20,2% per le 
famiglie a più basso reddito, 4 punti percentuali in meno di quello (16,3) sperimen-
tato dalle famiglie con i redditi più alti. L'aumento dei prezzi ha quindi ridotto in mo-
do sensibile il potere d'acquisto di tutti, ma in misura molto maggiore quello dei più
poveri, colpendo spese non voluttuarie, ma essenziali.
E' quanto emerge da un'analisi dell'Istat, che non si limita a verificare il tasso com-
plessivo di inflazione  e  neppure a disaggregarlo per settori merceologici e/o aree
di consumo, ma stima la sua incidenza per bilanci e nodelli di consumi familiari dif-
ferenti.. - Questi dati dovrebbero essere al centro delle decisioni di politica econo-
mica che il governo prenderà nei prossimi giorni e settimane, non solo per una ov-
via questione di equità, ma anche per una banale questione di fattibilità
Le famiglie più povere non possono ridurre ulteriormente i consumi, dato che 
hanno già intaccato quelli necessari.  Ed anche quelle che stanno un pò meglio,
ma sono lontane dall'agiatezza, sono già al limite. Di conseguenza qualsiasi in-
tervento sull'Iva dovrà essere calibrato per non aggravare bilanci già messi a 
dura prova nei consumi essenziali.    Analogamente qualsiasi taglio alla spesa
(ad esempio nella sanità, nella scuola, nei servizi di base)  andrà calibrato per
l'impatto che potrebbe avere sui bilanci famigliari più modesti. E qualsiasi de-
cisione sull'Imu, uscendo  dal facile populismo  per cui  la prima abitazione di
proprietà è un bene da non tassare a prescindere dal suo valore e dal reddito
di chi la possiede, dovrebbe concentrarsi principalmente sui proprietari a bas-
so reddito ed eventualmente con una rata di mutuo pesante per il loro bilancio.
Senza dimenticare che tra le famiglie a basso reddito sono concentrati gli affit-
tuari. Questi non traggono nessun sollievo da politiche della casa rivolte  solo
ai proprietari. Hanno invece visto in questi anni assottiglairsi, e poi sparire, il
Fondo nazionale per il sostegno all'affitto,  La responsabilità delle politiche in
questo settore è rimasta solo ai Comuni che, tuttavia, hanno visto diminuire i
trasferimenti loro destinati e la stessa autonomia impositiva, come testimonia-
to dalle vicende dell'Ici prima, dell'Imu oggi.
Le conseguenze della riduzione di consumi importanti da parte delle famiglie
in condizioni economiche più modeste possono avere effetti anche di lungo pe-
riodo., in particolare sulla salute e istruzione dei figli. E' di questi giorni la no-
tizia che in città come Torino sono diminuite le domande di iscrizione al nido.
CONTINUA...
to be continued... 

sabato 3 agosto 2013

Ultime notizie - dall'Italia e dal Mondo / Latest news

3 agosto '13 - sabato          3rd August / Saturday                        

Da  LASTAMPA.it
Il Pdl in piazza: "Rischio guerra civile"
Il Colle: "Dichiarazioni irresponsabili"
Alta tensione dopo l'affondo di Bondi / Il Pd: è eversione / Altolà del Quirinale

Twitter, un pulsante anti-abusi
dopo le denunce in Inghilterra / "Mai più minacce alle donne"
Dopo la polemica arriva
il giro di vite del social: rafforzata la squadra
che filtra i messaggi. Le scuse del manager:

«Insulti inaccettabili». La polizia indaga su 8 casi.

Politica  /  Italia
Nel 2012 speso oltre un miliardo per le auto blu
Calo di 128 milioni rispetto al 2011 (-12%). Meno 26% rispetto 
al 2009. Gli autisti e gli addetti alla gestione costano 645 milioni.


TORINO  /  Cronaca
Brucia il Museo delle Scienze 
A provocare l’incendio l’esplosione
nella notte di una bombola del gas. 
Nessun ferito, ora indaga Guariniello. L’assessore: «Mi viene da piangere».


Vigili del fuoco al Museo delle Scienze

Cronache / Traffico sulle strade .
Bollino rosso sulle autostrade 
per il primo esodo dell'estate
Domenica la giornata più afosa
Code e rallentamenti, ma disagi limitati. Weekend bollente a Roma, 
Bologna, Bolzano, Brescia e Firenze. Il caldo durerà ancora 7 giorni


EGITTO
Al  ZAwahiri: "Un complotto dietro il golpe in Egitto"
Scontri polizia-manifestanti dopo l’apertura di Kerry alla piazza


Da  Il Messaggero.it
Mediaset, Bondi: "Rischiamo guerra civile"
Letta, occhi puntati sul sit-in a Roma 

ROMA
Sit-in in Centro contro nuova discarica / Manifestanti
marciano verso i Fori / Disagi con la polizia e contestazioni
Termini
Vagone in fiamme, treni in tilt / Tre agenti intossicati
ROMA - Fumo da un vagone di un treno sul binario 17 della stazione Termini di Roma.

La Polemica
Maroni: "Kyenge non viene alla festa? 
Ha capito di dire cose sbagliate"
Lega: velo suore, il ministro si vergogni
Boldrini: il Paese non è pacificato se c'è ancora chi offende Kyenge


Visioni post  -  285


Lucianone

mercoledì 31 luglio 2013

Sport - Mondiale di nuoto / Barcellona 2013

31 luglio '13 - mercoledì        31st July / Wednesday                      visioni post - 8

NUOTO  / Finale 200 stile libero

Federica Pellegrini a un soffio dall'oro, ma
trova una grande Franklin.  E' comunque
un argento, che Fede non s'aspettava.

Pellegrini strepitosa, è d'argento nei 200 stile libero: "Una medaglia inaspettata"

Grande rimonta di Fede, che non riesce a replicare i trionfi di Roma 2009 e Shanghai 2011 per soli 23 centesimi. L'azzurra si arrende a Melissa Franklin. "Bene così, sono felicissima"

Fede d’argento. Un argento spettacolare, un argento inatteso, un argento pazzesco dietro Missy Franklin, la nuotatrice fenomeno del futuro. La Pellegrini fa una gara sensazionale, alla sua maniera, di controllo nei primi 100 e poi spara un ultimo 50 metri da favola passando da quarta a seconda e toccando in 1’55”14, dietro la diciottenne americana autrice di 1’54”91.
IL RISVOLTO — Federica era sesta ai 50 metri in 27"40, quinta ai 100 metri (56"63), quarta ai 150 metri (1'26"07) ed ha nuotato l'ultima vasca più veloce di tutte in 29"07 (l'americana in 29"76, la francese in 30"09), segno di una condizione smagliante e di una capacità tattica all'altezza del suo grande passato.








Lucianone

Società e politica / commento - La paura del popolo

31 luglio '13 - mercoledì           31st July / Wednesday                  visioni post - 6

(da 'la Repubblica' - 12/06/2013 - Barbara Spinelli)

LA PAURA DEL POPOLO
Di tanto in tanto, quando si temono rivoluzioni, o si fanno guerre, oppure
nel mezzo di una crisi economica  che trasforma le nostre esistenze, torna
l'antica paura  del suffragio universale. Del popolo che partecipa alla vita
politica, che licenzia  i governi inadempienti  e  ne sceglie di nuovi, che fa
sentire la propria voce. E' la paura che le classi alte, colte, ebbero già nel-
la Grecia classica. Aristotele paventava la degenerazione democratica, se
sovrano fosse diventato il popolo e non la legge. Ancora più perentorio un
libello anonimo    (La Costituzione degli Ateniesi, attribuito a Senofonte) 
uscito nel V secolo a.C.: "In ogni parte del mondo gli elementi migliori so-
no avversari della democrazia (...). Nel popolo troviamo grandissima igno-
ranza e smoderatezza e malvagità. E' la povertà soprattutto, che lo spinge
ad azioni vergognose". -    Il dèmos respinge le persone per bene: "vuole 
essere libero e comandare e del malgoverno gliene importa ben poco. Sot-
to il suo dominio tutte le procedure si rallentano, ed è il caos che oggi chia-
miamo ingovernabilità.  -  L'orrore del populismo o dei democratici dema-
goghi ha queste radici, che  Marco D'Eramo  illustra  con maestria   in un 
saggio  uscito il 16 maggio su Micromega.  
Ma è dopo la Rivoluzione francese, e in special modo comincia a estender-
si gradualmente il diritto di voto, nella seconda parte dell'800, che fa appa-
rizione un'offensiva ampia, e concitata, contro il suffragio universale. Inor-
ridiscono i democratici  stessi. Nei primi anni del '900, il giurista Gaetano
Mosca vede già le plebi e le mafie del Sud  distruggere istituzioni  e buon 
governo. E' diffusa l'idea che i migliori, e le migliori politiche, saranno tra-
volti e annientati dal popolo elettore. Si formano chiuse oligarchie, con la
scusa di tutelare il popolo dai suoi demoni.
E' una paura che va a ondate, e non sempre l'oggetto che spaventa è espli-
citamente indicato.   Quella che oggi torna a dilagare pretende addirittura
di salvare la democrazia, imbrigliandola  e  tagliando le ali estremiste (gli
"opposti estremismi", spiega d'Eramo, diventano sinonimi di populismo).
Ma gli elementi dell'annosa offensiva contro il suffragio universale sono
tutti presenti, sotto traccia. Il popolo smoderato e incolto va vigilato, spia-
to: o perchè chiede troppo, o perchè rischia di avere troppi grilli per la te-
sta.    Sono aggirate anche le Costituzioni, fatte per proteggere i cittadini
dai soprusi delle cerchie dominanti. Ovunque le democrazie sono alle pre-
se con i danni collaterali di questa ferrea legge oligarchica.
Accade proprio in questi giorni in America, dove prosegue una guerra an-
titerrorista sempre più opaca, condotta senza che il popolo (e neppure gli
alleati per la verità) possa dire la sua.   Il culmine l'ha raggiunto Obama,
che pore aveva criticato la torbida sconfinatezza delle guerre di Bush. Il
6 giugno, viene svelata un 'immensa operazione di sorveglianza dei citta-
dini americani da parte dell'Agenzia di sicurezza nazionale; milioni di nu-
meri telefonici  e indirizzi mail, raccolti non in zone belliche ma in patria 
col consenso segreto di vari provider. Indignato, il New York Times com-
menta: "Il Presidente ha perso ogni credibilità" (poi per prudenza retti-
fica: "Ha perso ogni credibilità su tale questione").
Analogo orrore dei popoli è ravvivato dalla crisi economica, governata
com'è da trojke e tecnici separati dai cittadini:  anch'essa (la crisi), co- 
me la guerra, va affidata  a pochi  che sanno (poche persone per bene,
pochi migliori, direbbe lo Pseudo Senofonte). Gli ottimati sapienti stan-
no  come su una zattera e non a caso il loro nome è "traghettatori".
Sotto la scialuppa ribolle il popolo: forza infernale, miasma imprevedi-
bile e contaminente. Infiltrato da meticci, demagoghi, gente colpevole
due volte: sia quand'è sprecona, sia quando non consuma abbastanza.
Sono invisi anche gli sradicati, o meglio  chi pensa  all'interesse gene-
rale oltre che locale: se vuoi lusingare un partito, oggi, digli che non è
un meteco ma "ha un forte radicamento territoriale". Nei cervelli dei
traghettatori s'aggira il fantasma, temuto come la peste degli anni '70,
dell'esplosione sociale e dell'ingovernabilità.
E' in questa cornice che le parole si storcono, sino a dire il contrario
di quel che professano.   La riforma significava miglioramento della
condizione dei cittadini, del loro potere di influire sulla politica. Furo-
no grandi riforme il suffragio universale, e subito dopo  l'introduzio-
ne del Welfare: ambedue malandate. Adesso il riformista escogita
strategie per tenere al guinzaglio gli eccessi esigenti dei governati.
Il proliferare in Italia di comitati di saggi (per cambiare la Costitu-
zione, per il Presidenzialismo) è sintomo di un crescente scollamen-
to di chi comanda dal popolo, e al tempo stesso dai suoi rappresen-
tanti.     Ci si adombra, quando il Parlamento è definito una tomba. 
Per fortuna non lo è. Ma un Parlamento  fatto di nominati  più che
di veri eletti  somiglia parecchio  a un sepolcro imbiancato: e così
resterà, finchè non avremo diritto a una legge elettorale decente.
Tale è la paura del popolo elettore, che per forza questo si ritrae
e fugge. Si esprime in vari modi (nei referendum, sul web, attra-
verso la stampa indipendente) ma ogni volta sbatte la testa con-
tro un muro. Lo Stato ne diffida, al punto di spiare milioni di cit-
tadini come in America. E i nemici peggiori diventano i reporter
e le loro fonti, che gettano luce sulle malefatte dei governi. Nel
2010 fu il caso di Wikileaks.

Lucianone