22 maggio '13 - mercoledì 22nd May / Wednesday
Un fotografo e un neuoroscienziato,
Ferdinando Scianna e Stefano Cappa,
dialogano su un tema fondamentale per
la nostra vita ma anche per l'apprendimento:
LE METAFORE DELLA MEMORIA
(da la Repubblica - 23/03/2012 - di Paolo Magliocco)
Archivio o motore di ricerca, come funziona la macchina dei ricordi
Cappa / Lo studio scientifico della memoria non gode di un privilegio particolare rispetto a un
approccio letterario o artistico su un oggetto che poi non è neanche necessariamente lo stesso.
La definizione più generale che si può dare dal punto di vista scientifico è che si tratta di qualun-
que cosa che lascia una traccia a livello della nostra mente, del nostro cervello. Si può scendere
a un livello estremamente semplice, addirittura cellulare: se espongo ripetutamente una cellula a
uno stimolo la sua risposta allo stimolo diminuisce e questo indica che c'è stato un apprendimen-
to, conseguenza di qualcosa che è arrivato dall'esterno. DA qui si sale fino al livello della memo-
ria autobiografica, che invece è un fenomeno estremamente complesso e che possiamo pensare
di studiare solo negli esseri umani, perchè presuppone il linguaggio. L'una e l'altra memoria con-
dividono il principio di base, generalissimo, che ci sono eventi che lasciano una traccia. Ma ab-
bracciano una varietà enorme di concetti, tanto è vero che adesso si parla di "memorie" più che
di memoria.
Scianna / Questo discorso della traccia riguarda molto il mio lavoro. Io penso che la fotografia
abbia costituito nella vicenda culturale umana una rottura quasi di carattere copernicano. Per la
prima volta ci troviamo di fronte a immagini che non sono fatte dall'uomo, ma che sono prelevate
dal reale, che sono appunto traccia di qualcosa. E sono qulacosa di estremamente obiettivo e al-
lo stesso tempo ambiguo..
CONTINUA...
to be continued...
DI TUTTO e di PIU Ambiente / Appuntamenti / Arte / / Cibo-cucina / Commenti / Cultura / Curiosità-comicità / Dossier / Economia-Finanza / Fotografia / Inchiesta / Intervista / Istruzione / Lavoro / Lettere / Libri / Medicina / Motori / Musica / Natura / Opinione del Giovedì / Personaggi / Psicologia / Reportage / Riflessioni-Idee / Salute / Scienze / Società-Politica / Spettacoli (cinema/tv) / Sport / Stampa-giornali / Storie / Tecnologia-Internet / Ultime notizie / Viaggi
mercoledì 22 maggio 2013
Inchiesta - Italia / Il calcio malato
22 maggio '13 - mercoledì 22nd May / Wednesday visioni post - 13
Altre notizie sul 'Calcio malato' si possono leggere in questo blog
andando alle seguenti date di riferimento in archivio:
12 aprile 2012 / 9 febbraio 2013
Tre miliardi di debiti e stadi vuoti:
il lungo default della serie A
Un quadro allarmante emerge dal terzo Report della
Federcalcio sullo stato di salute del pallone in Italia
(Da notizie ritrovate in 'la Repubblica' / R2SPORT /
5/04/2013 - Fulvio Bianchi)
Roma - Un calcio malato che cerca disperatamente di districarsi fra buoni propositi
di ravvedimento e la cruda realtà di cifre che lo mandano a picco. La Figc ha presen-
tato (ieri) il suo terzo Report, la fotografia sullo stato del nostro calcio: c'è poco da
stare allegri (oggi come domani). <ricavi in ripresa d'accordo (2,6 miliardi di euro)
ma debiti a quota 2,9 miliardi (+ 8,8% rispetto l'anno prima), patrimonio netto mi-
giorato ma pur sempre a cifre modeste (287 milioni: se fosse un'azienda "normale"
dovrebbe preoccuparsi per il suo futuro), perdite in diminuzione del 10% (388 mi-
lioni), ma costo del lavoro che aumenta (del 3 per cento) con giocatoer strapagati
e stadi sempre più vuoti.
Si guarda al futuro. Giancarlo Abete si sforza di essere ottimista ("niente pessimiù
smo leopardiano"), ricorda l'importanza di una legge sugli stadi ed elogia il model-
lo-Juve, che se l'è cavata da sola e ha trovato una nuova strada, importante, di rica-
vi. Ma in pochi anni è stato perso un milione di spettatori: il trend negativo è inizia-
to nel 2008-09, e siamo non solo lontani anni luce dalla Germania (stadi pieni al
93%), ma ci staccano anche Premier League e Liga di Spagna. E la colpa, attenzio-
ne, non è solo degli impianti, vecchi e sovente brutti (perà meno insicuri del passa-
to, un progresso sensibile sul fronte sicurezza): è il prodotto che offriamo che non
piace più. Basta pensare che per il campionato di A la media spettatori è stata di
22.005 nel 2011-12 (ma in leggera risalita quest'anno), pur essendo i biglietti me-
no cari (20,5 euro contri i 50 della Spagna) che in altre nazioni, mentre in Cham-
pions League la media si attesta sui 54.308 tifosi a partita, più che in Inghilterra.
Basta offrire un prodotto avvincente, come la Coppa con le grandi orecchie e i ti-
fosi italiani rispondono. E non è detto che l'overdose di calcip in tv svuoti (sempre)
gli stadi: almeno in Bundesliga non è stato così. Ma in Italia si sta studiando, dal
2015, se imitare il sistema inglese, dove non tutte le gare vengono trasmesse in di-
retta e c'è una "protezione" del prodotto.
I venti padri-padroni del pallone si augurano che al bando del prossimo anno possa
partecipare anche Al Jaazeera. Più competitors, più soldi? Ma alle pay tv questo cal-
cio non piace e della Lega di A ieri non c'era nessuno, come se la cosa non li riguar-
dasse. Il nostro calcio è "VECCHIO", non ha più grandi talenti, i giovani faticano
ad imporsi e poi quegli impianti che, tranne eccezioni, mettono tristezza. Per fortuna,
c'è la Nazionale che tira, porta ascolti in tv (ma la Rai si lamenta: "giusto valorizza-
re la maglia azzurra ma sino a che punto?"), entusiasmo e soldi nelle casse della Figc
che deve difendersi adesso dall'assalto delle nostre Federazioni: "Troppi i 62 milioni
di contributi Coni al calcio che sperpera", sostengono. Abete si ribella ("storie, noi
siamo il motore dello sport") ma il 16 aprile, in giunta Coni, ci sarà battaglia.
Le prospettive per il nostro calcio non sono rosee, lo stesso Pd è preoccupato ("biso-
gna cambiare rotta"): siamo ancora troppo dipendenti dai diritti tv e poi dalla prossi-
ma stagione calerà la mannaia dell'Uefa. Il Progetto Fair Play Finanziario prevede
infatti le prime sanzioni e Platini ha promesso che non guarderà in faccia a nessuno
(nemmeno al Psg dove lavora suo figlio). I club italiani rischiano di essere esclusi
dalle Coppe europee? No, almeno per ora. Hanno tutti iniziato (dal Milan all'Inter
passando per la Juve che ha dimezzato il "rosso") un percorso virtuoso.
Ma rischiano, questo sì, di essere meno competitive in campo internazionale. Come
spiega Ernesto Paolillo, ex ad dell'Inter ed esèperto, insieme ad Umberto Gandini
(direttore organizzativo Milan) del FFP: "L'Uefa potrebbe imporre alle nostre so-
cietà sanzioni economiche e questo comporterebbe una minore possibilità di opera-
re sul mercato e minore cmpetitivitàa a livello europeo". Già, chi gielo dice adesso
a Conte?
CONTINUA...
to be continued...
Altre notizie sul 'Calcio malato' si possono leggere in questo blog
andando alle seguenti date di riferimento in archivio:
12 aprile 2012 / 9 febbraio 2013
Tre miliardi di debiti e stadi vuoti:
il lungo default della serie A
Un quadro allarmante emerge dal terzo Report della
Federcalcio sullo stato di salute del pallone in Italia
(Da notizie ritrovate in 'la Repubblica' / R2SPORT /
5/04/2013 - Fulvio Bianchi)
Roma - Un calcio malato che cerca disperatamente di districarsi fra buoni propositi
di ravvedimento e la cruda realtà di cifre che lo mandano a picco. La Figc ha presen-
tato (ieri) il suo terzo Report, la fotografia sullo stato del nostro calcio: c'è poco da
stare allegri (oggi come domani). <ricavi in ripresa d'accordo (2,6 miliardi di euro)
ma debiti a quota 2,9 miliardi (+ 8,8% rispetto l'anno prima), patrimonio netto mi-
giorato ma pur sempre a cifre modeste (287 milioni: se fosse un'azienda "normale"
dovrebbe preoccuparsi per il suo futuro), perdite in diminuzione del 10% (388 mi-
lioni), ma costo del lavoro che aumenta (del 3 per cento) con giocatoer strapagati
e stadi sempre più vuoti.
Si guarda al futuro. Giancarlo Abete si sforza di essere ottimista ("niente pessimiù
smo leopardiano"), ricorda l'importanza di una legge sugli stadi ed elogia il model-
lo-Juve, che se l'è cavata da sola e ha trovato una nuova strada, importante, di rica-
vi. Ma in pochi anni è stato perso un milione di spettatori: il trend negativo è inizia-
to nel 2008-09, e siamo non solo lontani anni luce dalla Germania (stadi pieni al
93%), ma ci staccano anche Premier League e Liga di Spagna. E la colpa, attenzio-
ne, non è solo degli impianti, vecchi e sovente brutti (perà meno insicuri del passa-
to, un progresso sensibile sul fronte sicurezza): è il prodotto che offriamo che non
piace più. Basta pensare che per il campionato di A la media spettatori è stata di
22.005 nel 2011-12 (ma in leggera risalita quest'anno), pur essendo i biglietti me-
no cari (20,5 euro contri i 50 della Spagna) che in altre nazioni, mentre in Cham-
pions League la media si attesta sui 54.308 tifosi a partita, più che in Inghilterra.
Basta offrire un prodotto avvincente, come la Coppa con le grandi orecchie e i ti-
fosi italiani rispondono. E non è detto che l'overdose di calcip in tv svuoti (sempre)
gli stadi: almeno in Bundesliga non è stato così. Ma in Italia si sta studiando, dal
2015, se imitare il sistema inglese, dove non tutte le gare vengono trasmesse in di-
retta e c'è una "protezione" del prodotto.
I venti padri-padroni del pallone si augurano che al bando del prossimo anno possa
partecipare anche Al Jaazeera. Più competitors, più soldi? Ma alle pay tv questo cal-
cio non piace e della Lega di A ieri non c'era nessuno, come se la cosa non li riguar-
dasse. Il nostro calcio è "VECCHIO", non ha più grandi talenti, i giovani faticano
ad imporsi e poi quegli impianti che, tranne eccezioni, mettono tristezza. Per fortuna,
c'è la Nazionale che tira, porta ascolti in tv (ma la Rai si lamenta: "giusto valorizza-
re la maglia azzurra ma sino a che punto?"), entusiasmo e soldi nelle casse della Figc
che deve difendersi adesso dall'assalto delle nostre Federazioni: "Troppi i 62 milioni
di contributi Coni al calcio che sperpera", sostengono. Abete si ribella ("storie, noi
siamo il motore dello sport") ma il 16 aprile, in giunta Coni, ci sarà battaglia.
Le prospettive per il nostro calcio non sono rosee, lo stesso Pd è preoccupato ("biso-
gna cambiare rotta"): siamo ancora troppo dipendenti dai diritti tv e poi dalla prossi-
ma stagione calerà la mannaia dell'Uefa. Il Progetto Fair Play Finanziario prevede
infatti le prime sanzioni e Platini ha promesso che non guarderà in faccia a nessuno
(nemmeno al Psg dove lavora suo figlio). I club italiani rischiano di essere esclusi
dalle Coppe europee? No, almeno per ora. Hanno tutti iniziato (dal Milan all'Inter
passando per la Juve che ha dimezzato il "rosso") un percorso virtuoso.
Ma rischiano, questo sì, di essere meno competitive in campo internazionale. Come
spiega Ernesto Paolillo, ex ad dell'Inter ed esèperto, insieme ad Umberto Gandini
(direttore organizzativo Milan) del FFP: "L'Uefa potrebbe imporre alle nostre so-
cietà sanzioni economiche e questo comporterebbe una minore possibilità di opera-
re sul mercato e minore cmpetitivitàa a livello europeo". Già, chi gielo dice adesso
a Conte?
CONTINUA...
to be continued...
martedì 21 maggio 2013
Società - Politica e sport: la polemica
21 maggio '13 - martedì 20th May / Tuesday
Quando Beppe Grillo attacca un ministro canoista...
allora siamo proprio arrivati alla frutta.
A parte, poi, che Josefa Idem è entrata in politica
da un pò di anni, e magari Grillo non avrebbe avuto
niente da dire se la Idem avesse fatto parte del suo
movimento, o no?
Si legga, il signor 5Stelle, quello che segue...
forse qualcosa da apprendere ce l'ha.
(Lucianone)
Grillo, prima di attaccare la Idem
si legga Stevenson in canoa
Va bene, ora si potrà pure dire: ma sì, è il suo linguaggio, esagera
sempre un pò, le sue frasi sono sempre forti... Però la domanda è:
scusi, Beppe Grillo, ma perchè una canoista al governo "un pò te-
desca, è da scemi più che di sinistra"? Nella sua ballata quotidia-
na, stavolta ispirata al celebre "Destra Sinistra" di Giorgio Gaber,
il leader del Movimento 5 Stelle si diverte ad aprire l'ennesimo
fronte. Naturalmente attirandosi le reazioni trasversali di mezzo
mondo politico, ma anche di Antonio Rossi, assessore-canoista
della regione Lombardia e della Federcanoa.
L'obiettivo sembra creare la classica situazione dell'uomo solo contro
tutti. E' qualcosa che funziona spesso perchè questo Paese è fatto an-
che di odiosi conformismi, di grandi ipocrisie, di luoghi comuni insop-
portabili. La gente a volte apprezza chi rompe con tutto questo.
Ma che c'entra la Idem e la canoa in tutto questo? Canoista è forse
diventato sinonimo di inquisito o di condannato o sceglete voi il rea-
to? E se fosse stato un canottiere o un pallavolista? Sarebbe stato
più o meno "da scemi"? E quell' "un pò tedesca" che cos'è, una
strillata antieuropea o un'altra coccola a un pezzo di elettorato che
si ostina a considerare stranieri persone italiane quanto tutti gli altri?
Insomma, si possono dire diverse cose giuste. Ma un'assurdità va
trattata come tale. E allora consigliamo a Grillo un pò di ferie e un libro.
Si chiama "Viaggio nell'entroterra" e lo scrisse Robert Louis Stevenson.
Guarda un pò, è la storia di una gita in canoa dell'autore che inventerà
"L'Isola del tesoro": irresistibile. Sarebbe un modo forse per chioedersi:
ma perchè ho detto che una canoista al governo è "da scemi"?
(da 'La Gazzetta dello Sport' - lunedì 20 maggio '13 - di Valerio Piccioni)
CONTINUA...
to be continued
Quando Beppe Grillo attacca un ministro canoista...
allora siamo proprio arrivati alla frutta.
A parte, poi, che Josefa Idem è entrata in politica
da un pò di anni, e magari Grillo non avrebbe avuto
niente da dire se la Idem avesse fatto parte del suo
movimento, o no?
Si legga, il signor 5Stelle, quello che segue...
forse qualcosa da apprendere ce l'ha.
(Lucianone)
Grillo, prima di attaccare la Idem
si legga Stevenson in canoa
Va bene, ora si potrà pure dire: ma sì, è il suo linguaggio, esagera
sempre un pò, le sue frasi sono sempre forti... Però la domanda è:
scusi, Beppe Grillo, ma perchè una canoista al governo "un pò te-
desca, è da scemi più che di sinistra"? Nella sua ballata quotidia-
na, stavolta ispirata al celebre "Destra Sinistra" di Giorgio Gaber,
il leader del Movimento 5 Stelle si diverte ad aprire l'ennesimo
fronte. Naturalmente attirandosi le reazioni trasversali di mezzo
mondo politico, ma anche di Antonio Rossi, assessore-canoista
della regione Lombardia e della Federcanoa.
L'obiettivo sembra creare la classica situazione dell'uomo solo contro
tutti. E' qualcosa che funziona spesso perchè questo Paese è fatto an-
che di odiosi conformismi, di grandi ipocrisie, di luoghi comuni insop-
portabili. La gente a volte apprezza chi rompe con tutto questo.
Ma che c'entra la Idem e la canoa in tutto questo? Canoista è forse
diventato sinonimo di inquisito o di condannato o sceglete voi il rea-
to? E se fosse stato un canottiere o un pallavolista? Sarebbe stato
più o meno "da scemi"? E quell' "un pò tedesca" che cos'è, una
strillata antieuropea o un'altra coccola a un pezzo di elettorato che
si ostina a considerare stranieri persone italiane quanto tutti gli altri?
Insomma, si possono dire diverse cose giuste. Ma un'assurdità va
trattata come tale. E allora consigliamo a Grillo un pò di ferie e un libro.
Si chiama "Viaggio nell'entroterra" e lo scrisse Robert Louis Stevenson.
Guarda un pò, è la storia di una gita in canoa dell'autore che inventerà
"L'Isola del tesoro": irresistibile. Sarebbe un modo forse per chioedersi:
ma perchè ho detto che una canoista al governo è "da scemi"?
(da 'La Gazzetta dello Sport' - lunedì 20 maggio '13 - di Valerio Piccioni)
CONTINUA...
to be continued
lunedì 20 maggio 2013
Società / attualità - Quegli sfregi al vetriolo
20 maggio '13 - lunedì 20th May / Monday visioni post - 14
Peggio della morte. Quegli sfregi al vetriolo
sono l'abisso dell'odio.
(da LA STAMPA - 3 maggio 2013 / Maria Corbi)
Un volto cancellato, la propria identità violata per sempre, l'acido che
corrode la pelle e l'anima. "Una condanna peggiore della morte", spiega
Maria Rita Parsi, psicoterapeuta, che ha tra le sue pazienti molte donne
picchiate dai compagni, "ferite duramente nel corpo".
"Ma lo sfregio con il vetriolo è l'abisso dell'odio", dice Maria Rita Parsi.
In Occidente è un orrore che abbiamo importato da Paesi che considera-
no le donne dei beni di proprietà dei padri, dei fratelli e dei mariti.
"L'aumento dei casi si deve non solo a una situazione di disagio colletti-
vo che aumenta i disagi individuali e la frustrazione di menti psicolabili,
ma anche l'effetto scia, all'emulazione", spiega la Parsi che ricorda con
dolore Fakhra Younas, ballerina pakistana sfigurata dal marito che le
ha gettato l'acido sul suo bellissimo volto mentre dormiva. "In Italia ha
subito 39 operazioni e poi un anno fa non ce l'ha più fatta e si è suicida-
ta buttandosi dalla finestra", ricorda la Parsi. E questo nonostante fosse
seguita da un equipe di psicanalisti.
"E' molto difficile superare una violazione irreparabile della propria identità".
Nel suo libro, "Il volto cancellato", Fukhra ha urlato tutta la sua disperazione.
"Una ferita che non ha guarigione", insiste la Parsi. "La distruzione della bel-
lezza. L'aguzzino che urla 'ti cancello'".
Una punizione che importiamo dall'Asia, dal Pakistan, dall'India, riservata di
solito alle donne e che invece da qualche tempo ha tra le vittime anche uomini.
Come il romano sfigurato, probabilmente, da una ex. O come, a Mosca, il diret-
tore del Bolshoi aggredito con l'acido per una storiaccia di invidie e rancori tra
ballerini. "la molla che fa scattare il carnefice è sempre il possesso, l'invidia, la
volontà di cancellare l'altro come oggetto di desiderio", spiega la Parsi.
"Non vi è solo la volontà di annientare l'altro, ma di farlo soffrire a lungo e len-
tamente. Di sottoporlo alla pena perpetua e infernale della mostruosità", conti-
nua l'esperta. "E' vero che ci sono tra le vittime anche uomini, ma lo sfregio con
gli acidi rimane una punizione riservata soprattutto alle donne. Perchè da sem-
pre la bellezza è considerata un potere femminile. E allora si indebolisce, si pri-
va della forza chi non ubbidisce, chi rivendica la propria indipendenza. Non a
caso Dostoevskij diceva che sarà la bellezza a salvare il mondo".
L'ennesima variante del femminicidio, la più crudele. "C'è una profonda invi-
dia della libertà femminile, e si vuole ridurre le donne in qualche modo in
schiavitù, privandole della libertà, della bellezza o della stessa vita".
"Le donne sono cambiate - continua la Parsi - ma gli uomini no, anzi hanno
fatto un passo indietro". Sotto accusa quegli uomini che resistono nei loro
Peggio della morte. Quegli sfregi al vetriolo
sono l'abisso dell'odio.
(da LA STAMPA - 3 maggio 2013 / Maria Corbi)
Un volto cancellato, la propria identità violata per sempre, l'acido che
corrode la pelle e l'anima. "Una condanna peggiore della morte", spiega
Maria Rita Parsi, psicoterapeuta, che ha tra le sue pazienti molte donne
picchiate dai compagni, "ferite duramente nel corpo".
"Ma lo sfregio con il vetriolo è l'abisso dell'odio", dice Maria Rita Parsi.
In Occidente è un orrore che abbiamo importato da Paesi che considera-
no le donne dei beni di proprietà dei padri, dei fratelli e dei mariti.
"L'aumento dei casi si deve non solo a una situazione di disagio colletti-
vo che aumenta i disagi individuali e la frustrazione di menti psicolabili,
ma anche l'effetto scia, all'emulazione", spiega la Parsi che ricorda con
dolore Fakhra Younas, ballerina pakistana sfigurata dal marito che le
ha gettato l'acido sul suo bellissimo volto mentre dormiva. "In Italia ha
subito 39 operazioni e poi un anno fa non ce l'ha più fatta e si è suicida-
ta buttandosi dalla finestra", ricorda la Parsi. E questo nonostante fosse
seguita da un equipe di psicanalisti.
"E' molto difficile superare una violazione irreparabile della propria identità".
Nel suo libro, "Il volto cancellato", Fukhra ha urlato tutta la sua disperazione.
"Una ferita che non ha guarigione", insiste la Parsi. "La distruzione della bel-
lezza. L'aguzzino che urla 'ti cancello'".
Una punizione che importiamo dall'Asia, dal Pakistan, dall'India, riservata di
solito alle donne e che invece da qualche tempo ha tra le vittime anche uomini.
Come il romano sfigurato, probabilmente, da una ex. O come, a Mosca, il diret-
tore del Bolshoi aggredito con l'acido per una storiaccia di invidie e rancori tra
ballerini. "la molla che fa scattare il carnefice è sempre il possesso, l'invidia, la
volontà di cancellare l'altro come oggetto di desiderio", spiega la Parsi.
"Non vi è solo la volontà di annientare l'altro, ma di farlo soffrire a lungo e len-
tamente. Di sottoporlo alla pena perpetua e infernale della mostruosità", conti-
nua l'esperta. "E' vero che ci sono tra le vittime anche uomini, ma lo sfregio con
gli acidi rimane una punizione riservata soprattutto alle donne. Perchè da sem-
pre la bellezza è considerata un potere femminile. E allora si indebolisce, si pri-
va della forza chi non ubbidisce, chi rivendica la propria indipendenza. Non a
caso Dostoevskij diceva che sarà la bellezza a salvare il mondo".
L'ennesima variante del femminicidio, la più crudele. "C'è una profonda invi-
dia della libertà femminile, e si vuole ridurre le donne in qualche modo in
schiavitù, privandole della libertà, della bellezza o della stessa vita".
"Le donne sono cambiate - continua la Parsi - ma gli uomini no, anzi hanno
fatto un passo indietro". Sotto accusa quegli uomini che resistono nei loro
vecchi ruoli, che pretendono di avere il controllo. "L'emancipazione e la li-
berazione femminili vengono vissute con rabbia, come eventi che determina-
no in loro una profonda instabilità. Hanno perso la donna ancella e non ce
la fanno. Tanto che nei luoghi geografici dove questi ruoli sono cambiati,
in Nord Europa, la violenza sulle donne ha numeri molto inferiori".
Lucianone
Sport - calcio / Serie A - 38^ giornata 2012/13
20 maggio '13 - lunedì 20th May / Monday
Serie A: tutto deciso, dopo lo scudetto alla Juve
Al Napoli la Champions League, al Milan i preliminari di Champions /
La Fiorentina e l'Udinese si giocheranno l'Europa League.
Palermo, Siena e Pescara sono retrocesse in serie B.
Dal Milan e dall'Udinese le ultime vere emozioni di un campionato
dominato da una Juventus spesso stratosferica rispetto alle altre,
ma in campo europeo sarà tutta un'altra musica, e i bianconeri
dovranno suonare Beethoven e magari Stravinskj per riuscire ad
essere alla pari di tedeschi e spagnoli e... inglesi. Ci vorranno i
rinforzi giusti e una mentalità europea da costruire strada facendo.
Speriamo bene! (Lucianone)
Risultati delle partite
Sampdoria - Juventus 3 - 2 (giocata sabato 18/05/'13)
Atalanta - Chievo 2 - 2
Bologna - Genoa 0 - 0
Cagliari - Lazio 1 - 0
Inter - Udinese 2 - 5
Palermo - Parma 1 - 3
Pescara - Fiorentina 1 - 5
Roma - Napoli 2 - 1
Siena - Milan 1 - 2
Torino - Catania 2 - 2
Classifica finale
JUVENTUS 87 Napoli 78 / Milan 72 / Fiorentina 70 / Udinese 66
Roma 62 / Lazio 61 / Catania 58 / Inter 54 / Parma 49 / Cagliari 47
Chievo 45 / Bologna 44 / Sampdoria 42 / Atalanta 40 / Torino 39
Genoa 38 / Palermo 32 / Siena 30 / Pescara 22
SCUDETTO
La Juventus è campione d'Italia. I bianconeri hanno conquistato il 29°
tricolore della loro storia - il secondo consecutivo - con tre giornate di
anticipo, battendo in casa il Palermo alla 35^. Quella della Juve è sta-
ta una cavalcata ininterrotta: i bianconeri non hanno mai ceduto lo
scettro del primo posto in classifica.
CHAMPIONS
La Juve (prima) e il Napoli (secondo) accedono alla fase a gruppi. Il
3° posto (che qualifica ia playoff di Champions) è del Milan grazie
alla vittoria nel finale a Siena. Classifica finale: Milan 72, Fioren-
tina 70. Quindi rossoneri in campo il 20/21 agosto e il 27/28 agosto.
Per la Fiorentina resta soltanto la consolazione dell'Europa League
(dai playoff): i viola in campo il 22 e il 29 agosto.
Continua...to be continued...
Serie A: tutto deciso, dopo lo scudetto alla Juve
Al Napoli la Champions League, al Milan i preliminari di Champions /
La Fiorentina e l'Udinese si giocheranno l'Europa League.
Palermo, Siena e Pescara sono retrocesse in serie B.
Dal Milan e dall'Udinese le ultime vere emozioni di un campionato
dominato da una Juventus spesso stratosferica rispetto alle altre,
ma in campo europeo sarà tutta un'altra musica, e i bianconeri
dovranno suonare Beethoven e magari Stravinskj per riuscire ad
essere alla pari di tedeschi e spagnoli e... inglesi. Ci vorranno i
rinforzi giusti e una mentalità europea da costruire strada facendo.
Speriamo bene! (Lucianone)
Risultati delle partite
Sampdoria - Juventus 3 - 2 (giocata sabato 18/05/'13)
Atalanta - Chievo 2 - 2
Bologna - Genoa 0 - 0
Cagliari - Lazio 1 - 0
Inter - Udinese 2 - 5
Palermo - Parma 1 - 3
Pescara - Fiorentina 1 - 5
Roma - Napoli 2 - 1
Siena - Milan 1 - 2
Torino - Catania 2 - 2
Classifica finale
JUVENTUS 87 Napoli 78 / Milan 72 / Fiorentina 70 / Udinese 66
Roma 62 / Lazio 61 / Catania 58 / Inter 54 / Parma 49 / Cagliari 47
Chievo 45 / Bologna 44 / Sampdoria 42 / Atalanta 40 / Torino 39
Genoa 38 / Palermo 32 / Siena 30 / Pescara 22
SCUDETTO
La Juventus è campione d'Italia. I bianconeri hanno conquistato il 29°
tricolore della loro storia - il secondo consecutivo - con tre giornate di
anticipo, battendo in casa il Palermo alla 35^. Quella della Juve è sta-
ta una cavalcata ininterrotta: i bianconeri non hanno mai ceduto lo
scettro del primo posto in classifica.
CHAMPIONS
La Juve (prima) e il Napoli (secondo) accedono alla fase a gruppi. Il
3° posto (che qualifica ia playoff di Champions) è del Milan grazie
alla vittoria nel finale a Siena. Classifica finale: Milan 72, Fioren-
tina 70. Quindi rossoneri in campo il 20/21 agosto e il 27/28 agosto.
Per la Fiorentina resta soltanto la consolazione dell'Europa League
(dai playoff): i viola in campo il 22 e il 29 agosto.
Continua...to be continued...
domenica 19 maggio 2013
Ultime notizie - dall' Italia e dal Mondo / Latest news
19 maggio '13 - domenica 19th May / Sunday
Roma
Parlamentari sul libro paga delle lobby (da rivelazioni delle
"Iene") / Grasso: "Chi sa denunci tutto ai pm".
LE INDISCREZIONI - Grasso ha quindi annunciato di voler andare fino in fondo: «Dalle anticipazioni giornalistiche in merito al servizio delle Iene su deputati e senatori che, nelle scorse legislature, sarebbero stati pagati da multinazionali per operare modifiche favorevoli ai disegni di legge in discussione - si legge in una nota di Palazzo Madama - emerge la denuncia di un comportamento che, se provato, sarebbe gravissimo». «Purtroppo - prosegue la nota - la natura di denuncia, anonima nella fonte e nei destinatari, rende difficile procedere all'accertamento della verità. Spero quindi che gli autori del servizio e il cittadino informato di fatti così gravi provvedano senza indugio a fare una regolare denuncia alla Procura, in modo da poter accertare natura e gravità dei fatti contestati». «Da parte mia - ha continuato Grasso - assicuro che mi adopererò per fornire agli inquirenti nel più breve tempo tutte le informazioni che riterranno utili alle indagini».
(da CorrieredellaSera.it - redazione online)(d
Avellino
Epifani: "Basta attentati al governo" / Il segretaqrio del Pd replica a
Berlusconi: "La deve smettere di mettere mine. Bisogna far lavorare
il governo per il bene del Paese" / Frecciate anche per Sel: 'Scappa
dai problemi'.
«Bisogna lasciare lavorare il governo», perché «ha come fine il bene nazionale». Quindi, «Berlusconi deve smettere di mettere mine ogni giorno, questo governo non è nato per risolvere i suoi problemi, ma quelli delle persone più umili». Guglielmo Epifani, dal palco di Avellino, risponde al leader del Pdl. E non solo a lui. Perché il segretario del Pd punta il dito contro Beppe Grillo e replica: «Chiedere alle persone di strappare le tessere del loro partito per rinnegarne l'appartenenza, è davvero un curioso modo di concepire la democrazia».
«LA NOTTE DELLA DEMOCRAZIA» - Ed è proprio sul modus operandi dell'ex comico che Epifani avverte: «Non ci facciamo abbagliare da Grillo». Anche perché «Sappiamo per certo che ogni qualvolta si contrappone la piazza al Parlamento lì comincia la notte della democrazia. Guai a contrapporre una forma di democrazia all'altra».
FIOM - Dalle polemiche con Grillo a quelle sulla manifestazione della Fiom. «Mi è pesato non stare in piazza, vengo da quella storia, sono cinquant'anni che sto in piazza e lo ero anche ieri con Ignazio Marino». Per poi aggiungere: « «Non mi piaceva che durante il governo Prodi c'erano ministri che andavano in piazza e sfilavano contro il governo. Pretendo serietà e diamo serietà».
SEL - Una domenica intensa per Epifani. Con un piccolo siparietto. Alla manifestazione campana inciampa in un gradino. Rialzandosi, tranquillizza i dirigenti provinciali con lui: «Sto bene». Quindi prende la parola. E un pensiero va alle prossime elezioni amministrative. «Non credo mineranno la tenuta del governo». Insomma la preoccupazione sta proprio all'esecutivo. Così dopo Berlusconi parla del divorzio con Sel per il sostegno all'esecutivo. «Si vede che non era un matrimonio molto solido. Non mi piace chi scappa sempre da difficoltà e non mi piace che ci siano due sinistre. Una responsabile e l'altra che non vuole responsabilità».
(da CorrieredellaSera.it / Redazione Online 19 maggio 2013)
Italia / economia
Confcommercio: "Aumento dell'Iva. famiglie pagheranno 135 euro in più".
Imu: in 100 mila hanno già pagato con la "compensazione" sul 730. Allarme
Caf: "Per loro modello 730 da rifare".
Israele
Una studentessa israeliana costringe Netanyahu
a rivelare la lista delle spese
Ci sono voluti tre mesi e l’ostinazione di una ragazza perché le spese del primo ministro israeliano diventassero pubbliche. Orian Weitzman, 27 anni, studentessa di legge, le giornate da volontaria in un ospedale nel sud del Paese dove vive e le settimane passate tra le carte per riuscire a ottenere quello che il governo non voleva rivelare. “Ho provato in tutti i modi – racconta al quotidiano Yedioth Ahronoth – e sono riuscita a ottenere i documenti solo con una petizione ai giudici attraverso il movimento per il Freedom of information act”.
Tunisi
Muore un giovane salafita, attivista di Ansa Al Sharia,
durante manifestazioni contra la polizia
Un giovane salafita di 27 anni, Moez Dahmani, è morto domenica pomeriggio per le ferite subite negli scontri con le forze dell'ordine a Ettadhamen, alla periferia della Grande a Tunisi.
Lucianone
Roma
Parlamentari sul libro paga delle lobby (da rivelazioni delle
"Iene") / Grasso: "Chi sa denunci tutto ai pm".
Intervista anonima all'assistente di un senatore: «Multinazionali del tabacco e del gioco d'azzardo versano tangenti per condizionare il voto». Il presidente di Palazzo Madama annuncia di voler fare chiarezza sulla vicenda.
Senatori e deputati a libro paga di multinazionali e lobbisti. È quanto sostiene un assistente parlamentare intervistato dalle Iene. L'anticipazione ha provocato l'immediata reazione del presidente del Senato, Piero Grasso: «Chi sa qualcosa sui parlamentari pagati farebbe bene a denunciare questi comportamenti gravissimi». Ha affermato l'ex procuratore antimafia. «Io - ha aggiunto - mi adopererò per fornire agli inquirenti nel più breve tempo tutte le informazioni che riterranno utili alle indagini». Una risposta immediata potrebbe essere una nuova legge sul tema della corruzione e del voto di scambio: «Per quanto mi riguarda ho dimostrato di considerare la lotta alla corruzione un'assoluta emergenza depositando, il mio primo giorno da senatore, un ddl con Disposizioni in materia di corruzione, voto scambio, falso in bilancio e riciclaggio , che martedì sarà preso in esame dalla Commissione Giustizia del Senato».
IL SERVIZIO DELLE IENE - Nel servizio in onda domenica sera, l'assistente parlamentare parla di «senatori e onorevoli a libro paga di alcune multinazionali, le cosiddette lobbies». L'uomo ha chiesto di restare anonimo: «Ci sono le multinazionali - ha raccontato - che ogni mese per mezzo di un loro rappresentante fanno il giro dei palazzi, sia al Senato che Camera: incontrano noi assistenti e ci consegnano dei soldi da dare ai rispettivi senatori e onorevoli». L'obiettivo, ha spiegato sempre la fonte anonima, è «far sì che quando ci sono degli emendamenti da votare, i senatori e gli onorevoli li votino a favore della categoria che paga». Operazioni che prevedono una sorta di tariffario: «Per quel che mi riguarda, conosco due multinazionali, una del settore dei tabacchi e un'altra nel settore dei video giochi e delle slot machine ed entrambe elargiscono una 1.000 euro e un'altra 2.000 euro ogni mese». La tariffa «cambia a seconda dell'importanza del senatore e quindi, se è molto influente, sale fino a 5.000 euro». Per quanto riguarda poi, ha detto ancora, «le sale Bingo, si sono formati due gruppi, partecipati sia da uomini del centro sinistra che da uomini del centro destra. I due gruppi fanno capo ad ex ministri del centro sinistra».LE INDISCREZIONI - Grasso ha quindi annunciato di voler andare fino in fondo: «Dalle anticipazioni giornalistiche in merito al servizio delle Iene su deputati e senatori che, nelle scorse legislature, sarebbero stati pagati da multinazionali per operare modifiche favorevoli ai disegni di legge in discussione - si legge in una nota di Palazzo Madama - emerge la denuncia di un comportamento che, se provato, sarebbe gravissimo». «Purtroppo - prosegue la nota - la natura di denuncia, anonima nella fonte e nei destinatari, rende difficile procedere all'accertamento della verità. Spero quindi che gli autori del servizio e il cittadino informato di fatti così gravi provvedano senza indugio a fare una regolare denuncia alla Procura, in modo da poter accertare natura e gravità dei fatti contestati». «Da parte mia - ha continuato Grasso - assicuro che mi adopererò per fornire agli inquirenti nel più breve tempo tutte le informazioni che riterranno utili alle indagini».
(da CorrieredellaSera.it - redazione online)(d
Avellino
Epifani: "Basta attentati al governo" / Il segretaqrio del Pd replica a
Berlusconi: "La deve smettere di mettere mine. Bisogna far lavorare
il governo per il bene del Paese" / Frecciate anche per Sel: 'Scappa
dai problemi'.
«Bisogna lasciare lavorare il governo», perché «ha come fine il bene nazionale». Quindi, «Berlusconi deve smettere di mettere mine ogni giorno, questo governo non è nato per risolvere i suoi problemi, ma quelli delle persone più umili». Guglielmo Epifani, dal palco di Avellino, risponde al leader del Pdl. E non solo a lui. Perché il segretario del Pd punta il dito contro Beppe Grillo e replica: «Chiedere alle persone di strappare le tessere del loro partito per rinnegarne l'appartenenza, è davvero un curioso modo di concepire la democrazia».
«LA NOTTE DELLA DEMOCRAZIA» - Ed è proprio sul modus operandi dell'ex comico che Epifani avverte: «Non ci facciamo abbagliare da Grillo». Anche perché «Sappiamo per certo che ogni qualvolta si contrappone la piazza al Parlamento lì comincia la notte della democrazia. Guai a contrapporre una forma di democrazia all'altra».
FIOM - Dalle polemiche con Grillo a quelle sulla manifestazione della Fiom. «Mi è pesato non stare in piazza, vengo da quella storia, sono cinquant'anni che sto in piazza e lo ero anche ieri con Ignazio Marino». Per poi aggiungere: « «Non mi piaceva che durante il governo Prodi c'erano ministri che andavano in piazza e sfilavano contro il governo. Pretendo serietà e diamo serietà».
SEL - Una domenica intensa per Epifani. Con un piccolo siparietto. Alla manifestazione campana inciampa in un gradino. Rialzandosi, tranquillizza i dirigenti provinciali con lui: «Sto bene». Quindi prende la parola. E un pensiero va alle prossime elezioni amministrative. «Non credo mineranno la tenuta del governo». Insomma la preoccupazione sta proprio all'esecutivo. Così dopo Berlusconi parla del divorzio con Sel per il sostegno all'esecutivo. «Si vede che non era un matrimonio molto solido. Non mi piace chi scappa sempre da difficoltà e non mi piace che ci siano due sinistre. Una responsabile e l'altra che non vuole responsabilità».
(da CorrieredellaSera.it / Redazione Online 19 maggio 2013)
Italia / economia
Confcommercio: "Aumento dell'Iva. famiglie pagheranno 135 euro in più".
Imu: in 100 mila hanno già pagato con la "compensazione" sul 730. Allarme
Caf: "Per loro modello 730 da rifare".
Israele
Una studentessa israeliana costringe Netanyahu
a rivelare la lista delle spese
Ci sono voluti tre mesi e l’ostinazione di una ragazza perché le spese del primo ministro israeliano diventassero pubbliche. Orian Weitzman, 27 anni, studentessa di legge, le giornate da volontaria in un ospedale nel sud del Paese dove vive e le settimane passate tra le carte per riuscire a ottenere quello che il governo non voleva rivelare. “Ho provato in tutti i modi – racconta al quotidiano Yedioth Ahronoth – e sono riuscita a ottenere i documenti solo con una petizione ai giudici attraverso il movimento per il Freedom of information act”.
Tunisi
Muore un giovane salafita, attivista di Ansa Al Sharia,
durante manifestazioni contra la polizia
Un giovane salafita di 27 anni, Moez Dahmani, è morto domenica pomeriggio per le ferite subite negli scontri con le forze dell'ordine a Ettadhamen, alla periferia della Grande a Tunisi.
Lucianone
sabato 18 maggio 2013
Sport - calcio / Serie B - 41^ giornata 2012/13
18 maggio '13 - sabato 18th May / Saturday visioni post - 9
SERIE B - I primi verdetti definitivi
Sassuolo e Verona promosse in A,
Ascoli e Vicenza retrocesse (insieme a Grosseto e Pro Vercelli)
SERIE B - I primi verdetti definitivi
Sassuolo e Verona promosse in A,
Ascoli e Vicenza retrocesse (insieme a Grosseto e Pro Vercelli)
42ª giornata: Missiroli regala la promozione alla squadra di Di Francesco con un gol all'ultimo secondo contro il Livorno. I gialloblù pareggiano con l'Empoli e tornano tra le grandi. Retrocedono i marchigiani e i veneti: non ci saranno i playout. Domani il posticipo delle 12.30 tra Crotone-Juve Stabia chiude il campionato. I playoff si giocano tra Livorno, Brescia, Empoli e Novara.
Straordinario epilogo del campionato di serie B: Sassuolo, per la prima volta, e Verona , dopo un'attesa di 11 anni, promosse in serie A. Ai playoff le due sfide saranno Livorno-Brescia e Novara-Empoli. Retrocedono in Lega Pro, oltre a Grosseto e Pro Vercelli, l'Ascoli e il Vicenza. Si salvano Lanciano, Reggina e Cittadella.
Sassuolo - Livorno 1-0 — Un gol di Missiroli all’ultimo minuto di recupero fa esplodere il Braglia, regalando al Sassuolo la serie A da primo in classifica e a Giorgio Squinzi, patron neroverde, il miglior compleanno possibile. Il tutto dopo una gara thrilling, piena di tutto e del contrario di tutto, che non rende pieno merito alla partita del Livorno, condannato ai playoff dal pareggio tra Verona e Livorno. Il Sassuolo potrebbe pareggiare ma non può giocare per il pareggio, il Livorno conferma la sua vocazione offensiva concedendo, ma solo in avvio. Berardi chiama Fiorillo al 6’, e al 7’ Missiroli centra la traversa ma il Livorno da’ comunque segno di sé con una fase offensiva importante. Poco importa che Duncan sballi la conclusione e Dionisi allarghi troppo il colpo di testa: le due squadre accelerano e rallentano assecondando schemi che tuttavia saltano poco dopo l’intervallo, nel corso di un secondo tempo in cui succede di tutto, compreso un malore ad uno spettatore portato via in abulanza. Comincia il Sassuolo, con Boakye che sbaglia la palla, facile facile facile del vantaggio (9’ s.t.) e Antei che raggiunge gli spogliatoi per doppia ammonizione 1’ dopo. Prosegue il Livorno che prende campo, sfiora il gol con Emerson e si attesta stabile nella metà campo neroverde dando alla gara i contorni di un assedio che non si rompe nemmeno a ridosso della mezzora, quando la partita, già difficilissima da gestire, si incendia. Il Braglia protesta chiedendo due rigori, Ostinelli non se da’ per inteso e poco spedisce negli spogliatoi anche Fiorillo e Berardi per reciproche scorrettezze, ma il canovaccio non cambia: mentre la gara diventa una corrida, Sassuolo bassissimo e Livorno che spreca l’inenarrabile,
arrivando solo ad un passo da quel gol che invece trova Missiroli, sui titoli di coda, scatenando la festa prima a bordo campo, e poi in città, dove suona la campana di piazza Garibaldi, muta dal giorno della Liberazione. (da La Gazzettadello Sport.it Stefano Fogliani)
Verona - Empoli 0-0 — Tutti felici e contenti. Il Verona è in Serie A dopo 11 anni e quella terribile retrocessione dell’Hellas con Giovambattista Pastorello e Alberto Malesani del 5 maggio e lo 0-3 di Piacenza. Partita da pareggio, quel punto sufficiente anche all’Empoli per assicurare la coda dei playoff indipendentemente dall’esito di Sassuolo-Verona. Brividi veri al Bentegodi, con uno stadio tutto colorato di giallo e blu e 24.779 spettatori in festa gia due ore prima del fischio di inizio. Il Verona è lo stesso che ha vinto in casa della Juve Stabia sette giorni fa, l’Empoli dell’ex Maurizio Sarri mette Saponara dietro Maccarone e Tavano. L’Hellas torna in A dopo la promozione del ’99, quando un giovanissimo Cesare Prandelli vinse il campionato davanti al Torino coi vari Cammarata e Brocchi, Aglietti e Filippini, Falsini e Battistini. Più Hellas che Empoli in avvio, ma Gomez prima (9’) e Cacia dopo (11’) non trovano l’impatto giusto. Dall’altra parte (13’) ci prova Signorelli ispirato da Tavano, Cacia (17’) manda alto un servizio di Hallfredsson. Conclude dalla distanza (21’) Sgrigna, palla fuori. Infruttuosi anche i tentativi di Cacia (31’) e Signorelli dieci minuti dopo. Finisce il primo tempo. Si riparte col lampo di Cacia, che conclude alto sopra la traversa. Il Verona ci prova, Gomez al 13’ impegna Bassi e al 32’ è Ferrari (dentro al posto di Cacia) a sfiorare il montante dopo un bel movimento dopo che (20’) Maietta se l’era cavata di puro mestiere su Maccarone. Gli ultimi minuti sono un conto alla rovescia verso lo 0-0 che è diventa storia dopo due minuti di recupero. Esulta l’Hellas di Maurizio Setti, promosso al primo anno da presidente. Esulta Andrea Mandorlini, dalla Prima Divisione alla Serie A in tre anni. Esulta una città intera, l’Hellas è tornato. (Alessandro De Pietro)
vicenza-Reggina 0-0 — Vicenza in Lega Pro, niente playout. Lo scialbo 0-0 con la Reggina non è bastato alla formazione di Dal Canto per prolungare il cammino verso la salvezza. E i calabresi sono salvi. È la classica brutta partita. Vicenza e Reggina hanno tutto da perdere nel giorno in cui al Menti la curva Sud è vuota per i fattacci di Vicenza-Empoli. Il sostegno ai biancorossi, comunque, non manca. Dal primo minuto è assedio dei padroni di casa, ma le occasioni vere non si contano sulle dita di una mano. Al 21’ il direttore di gara lascia correre quando Milanovic viene strattonato platealmente in area. Corre il minuto 27: sulla punizione di Giacomelli, Tiribocchi devia fuori di testa. Nella ripresa, al 3’, Cinelli conclude alto dai 25 metri e poco dopo Ciaramitaro, sul cross di Laczko, manda a lato in tuffo. Grande occasione per il Vicenza al 23’: Tiribocchi appoggia all’indietro per Cinelli che da circa 25 metri, posizione centrale, lambisce il palo col destro. Baiocco effettua la prima parata della partita al 27’, sul prevedibile rasoterra di Ciaramitaro. Il risultato non si sblocca e il nervosismo sale. Al 33’ Malonga protesta per un fallo laterale non concesso e si fa ingenuamente espellere. A quel punto cala il sipario per il Vicenza. (Marta Benedetti)
Risultati delle partite
Brescia - Varese 2 - 0 Novara - Lanciano 1 - 1
Cesena - Pro Vercelli 1 - 1 Sassuolo - Livorno 1 - 0
Cittadella - Ascoli 1 - 0 Spezia - Modena 1 - 1
Grosseto - Bari 4 - 3 Ternana - Padova 2 - 1
Verona - Empoli 0 - 0 Crotone - Juve Stabia (domenica: ore 12,30)
Vicenza - Reggina 0 - 0
IL COMMENTO (di Lucianone)
Queste ultime giornate di campionato cadetto sono state emozionanti,
piene di sorprese e degne di un thriller, adrenalina pura, con un saliscendi
di risultati che lasciava aperte tante combinazioni, soprattutto per la serie
A. La squadra che ha fatto più soffrire i suoi tifosi è stata senz'altro il Sas
suolo, che ha perso nell'ultimo mese quasi tutta la scorta di punti (12) ac-
cumulati sui suoi avversari diretti. Alla fine, con un colpo magistrale di
coda (quella di Missiroli) è riuscita a centrare il comunque meritatissimo
passaggio alla massima serie. Complimenti a tutto il suo staff! Sassuolo
come il Chievo-Vr dei bei tempi. E il Sassuolo per la prima volta in A, ta-
le e quale fu a suo tempo per il Chievo. Squadre sconosciute all'inizio ma
che poi, via via, si fanno notare e diventano piccole grandi squadre. Poi,
per Sassuolo, vedremo meglio l'anno prossimo...
E che dire del Verona? Di una squadra che ha fatto soffrire non poco il
sottoscritto, che sembrava fino a venti giorni fa dover lottare solo per i
playoff, avendo davanti un Livorno inossidabile, ma che poi con un fi-
lotto di partite da 3 (punti) ha risalito la vetta fino a superare i toscani
di un punto (senz'altro decisivo) e fino ad arrivare a 2 distanze dal Sas-
suolo. Lo chiamerei un Verona "indomito" che ha avuto in Cacia e in
Hallfredsson gli uomini chiave, e in Mandorlini il tecnico 'cavallo pazzo'
che in 3 anni ha portato gli scaligeri-mastini a riconquistare la A dopo
ben 11 sofferti anni... di penitenza.
Dispiace per i cugini del Vicenza, sinceramente. Ma, si sa, "c'est la vie!".
Lucianone
Sassuolo - Livorno 1-0 — Un gol di Missiroli all’ultimo minuto di recupero fa esplodere il Braglia, regalando al Sassuolo la serie A da primo in classifica e a Giorgio Squinzi, patron neroverde, il miglior compleanno possibile. Il tutto dopo una gara thrilling, piena di tutto e del contrario di tutto, che non rende pieno merito alla partita del Livorno, condannato ai playoff dal pareggio tra Verona e Livorno. Il Sassuolo potrebbe pareggiare ma non può giocare per il pareggio, il Livorno conferma la sua vocazione offensiva concedendo, ma solo in avvio. Berardi chiama Fiorillo al 6’, e al 7’ Missiroli centra la traversa ma il Livorno da’ comunque segno di sé con una fase offensiva importante. Poco importa che Duncan sballi la conclusione e Dionisi allarghi troppo il colpo di testa: le due squadre accelerano e rallentano assecondando schemi che tuttavia saltano poco dopo l’intervallo, nel corso di un secondo tempo in cui succede di tutto, compreso un malore ad uno spettatore portato via in abulanza. Comincia il Sassuolo, con Boakye che sbaglia la palla, facile facile facile del vantaggio (9’ s.t.) e Antei che raggiunge gli spogliatoi per doppia ammonizione 1’ dopo. Prosegue il Livorno che prende campo, sfiora il gol con Emerson e si attesta stabile nella metà campo neroverde dando alla gara i contorni di un assedio che non si rompe nemmeno a ridosso della mezzora, quando la partita, già difficilissima da gestire, si incendia. Il Braglia protesta chiedendo due rigori, Ostinelli non se da’ per inteso e poco spedisce negli spogliatoi anche Fiorillo e Berardi per reciproche scorrettezze, ma il canovaccio non cambia: mentre la gara diventa una corrida, Sassuolo bassissimo e Livorno che spreca l’inenarrabile,
arrivando solo ad un passo da quel gol che invece trova Missiroli, sui titoli di coda, scatenando la festa prima a bordo campo, e poi in città, dove suona la campana di piazza Garibaldi, muta dal giorno della Liberazione. (da La Gazzettadello Sport.it Stefano Fogliani)
Verona - Empoli 0-0 — Tutti felici e contenti. Il Verona è in Serie A dopo 11 anni e quella terribile retrocessione dell’Hellas con Giovambattista Pastorello e Alberto Malesani del 5 maggio e lo 0-3 di Piacenza. Partita da pareggio, quel punto sufficiente anche all’Empoli per assicurare la coda dei playoff indipendentemente dall’esito di Sassuolo-Verona. Brividi veri al Bentegodi, con uno stadio tutto colorato di giallo e blu e 24.779 spettatori in festa gia due ore prima del fischio di inizio. Il Verona è lo stesso che ha vinto in casa della Juve Stabia sette giorni fa, l’Empoli dell’ex Maurizio Sarri mette Saponara dietro Maccarone e Tavano. L’Hellas torna in A dopo la promozione del ’99, quando un giovanissimo Cesare Prandelli vinse il campionato davanti al Torino coi vari Cammarata e Brocchi, Aglietti e Filippini, Falsini e Battistini. Più Hellas che Empoli in avvio, ma Gomez prima (9’) e Cacia dopo (11’) non trovano l’impatto giusto. Dall’altra parte (13’) ci prova Signorelli ispirato da Tavano, Cacia (17’) manda alto un servizio di Hallfredsson. Conclude dalla distanza (21’) Sgrigna, palla fuori. Infruttuosi anche i tentativi di Cacia (31’) e Signorelli dieci minuti dopo. Finisce il primo tempo. Si riparte col lampo di Cacia, che conclude alto sopra la traversa. Il Verona ci prova, Gomez al 13’ impegna Bassi e al 32’ è Ferrari (dentro al posto di Cacia) a sfiorare il montante dopo un bel movimento dopo che (20’) Maietta se l’era cavata di puro mestiere su Maccarone. Gli ultimi minuti sono un conto alla rovescia verso lo 0-0 che è diventa storia dopo due minuti di recupero. Esulta l’Hellas di Maurizio Setti, promosso al primo anno da presidente. Esulta Andrea Mandorlini, dalla Prima Divisione alla Serie A in tre anni. Esulta una città intera, l’Hellas è tornato. (Alessandro De Pietro)
vicenza-Reggina 0-0 — Vicenza in Lega Pro, niente playout. Lo scialbo 0-0 con la Reggina non è bastato alla formazione di Dal Canto per prolungare il cammino verso la salvezza. E i calabresi sono salvi. È la classica brutta partita. Vicenza e Reggina hanno tutto da perdere nel giorno in cui al Menti la curva Sud è vuota per i fattacci di Vicenza-Empoli. Il sostegno ai biancorossi, comunque, non manca. Dal primo minuto è assedio dei padroni di casa, ma le occasioni vere non si contano sulle dita di una mano. Al 21’ il direttore di gara lascia correre quando Milanovic viene strattonato platealmente in area. Corre il minuto 27: sulla punizione di Giacomelli, Tiribocchi devia fuori di testa. Nella ripresa, al 3’, Cinelli conclude alto dai 25 metri e poco dopo Ciaramitaro, sul cross di Laczko, manda a lato in tuffo. Grande occasione per il Vicenza al 23’: Tiribocchi appoggia all’indietro per Cinelli che da circa 25 metri, posizione centrale, lambisce il palo col destro. Baiocco effettua la prima parata della partita al 27’, sul prevedibile rasoterra di Ciaramitaro. Il risultato non si sblocca e il nervosismo sale. Al 33’ Malonga protesta per un fallo laterale non concesso e si fa ingenuamente espellere. A quel punto cala il sipario per il Vicenza. (Marta Benedetti)
Risultati delle partite
Brescia - Varese 2 - 0 Novara - Lanciano 1 - 1
Cesena - Pro Vercelli 1 - 1 Sassuolo - Livorno 1 - 0
Cittadella - Ascoli 1 - 0 Spezia - Modena 1 - 1
Grosseto - Bari 4 - 3 Ternana - Padova 2 - 1
Verona - Empoli 0 - 0 Crotone - Juve Stabia (domenica: ore 12,30)
Vicenza - Reggina 0 - 0
IL COMMENTO (di Lucianone)
Queste ultime giornate di campionato cadetto sono state emozionanti,
piene di sorprese e degne di un thriller, adrenalina pura, con un saliscendi
di risultati che lasciava aperte tante combinazioni, soprattutto per la serie
A. La squadra che ha fatto più soffrire i suoi tifosi è stata senz'altro il Sas
suolo, che ha perso nell'ultimo mese quasi tutta la scorta di punti (12) ac-
cumulati sui suoi avversari diretti. Alla fine, con un colpo magistrale di
coda (quella di Missiroli) è riuscita a centrare il comunque meritatissimo
passaggio alla massima serie. Complimenti a tutto il suo staff! Sassuolo
come il Chievo-Vr dei bei tempi. E il Sassuolo per la prima volta in A, ta-
le e quale fu a suo tempo per il Chievo. Squadre sconosciute all'inizio ma
che poi, via via, si fanno notare e diventano piccole grandi squadre. Poi,
per Sassuolo, vedremo meglio l'anno prossimo...
E che dire del Verona? Di una squadra che ha fatto soffrire non poco il
sottoscritto, che sembrava fino a venti giorni fa dover lottare solo per i
playoff, avendo davanti un Livorno inossidabile, ma che poi con un fi-
lotto di partite da 3 (punti) ha risalito la vetta fino a superare i toscani
di un punto (senz'altro decisivo) e fino ad arrivare a 2 distanze dal Sas-
suolo. Lo chiamerei un Verona "indomito" che ha avuto in Cacia e in
Hallfredsson gli uomini chiave, e in Mandorlini il tecnico 'cavallo pazzo'
che in 3 anni ha portato gli scaligeri-mastini a riconquistare la A dopo
ben 11 sofferti anni... di penitenza.
Dispiace per i cugini del Vicenza, sinceramente. Ma, si sa, "c'est la vie!".
Lucianone
venerdì 17 maggio 2013
LETTERE (recuperate) - I poveri sotto il ponte / Manager che non pagano mai
17 maggio '13 - venerdì 17th May / Friday visioni post - 13
(da la Repubblica - 22/11/2011 - Posta celere / Piero Colaprico)
Le scrivo per comunicarle una esperienza che richiede un intervento
di carità o di giustizia sociale. Era mercoledì, alle 16 ero nel giardino
di via Ardizzone. Attendevo l'ora dell'uscita degli alunni della scuola
elementare Rinnovata. Il giardino confina con le linee ferroviarie
dello Stato e, in sopraelevata, della nord. Tra due piloni del viadotto
è alloggiata una famiglia, dotata di una piccola tenda e uno scaffali-
no per le suppellettili, addossato a un pilone. Le masserizie erano
stese al sole nel tentativo di asciugarle. Il riscaldamento era fornito
da un focolare a legna e una mamma asciugava al calore della fiam-
ma gli abitini di un bimbo, avvolto in una coperta. La scena si pote-
va vedere anche dall'area giochi del giardino.
Ulderico Monti
(risposta di P. Colaprico)
Postacelere è grata ai lettori-cronisti, ci state raccontando la città (Milano)
molto megio di qualche saggista che parla di Milano per parlare di sè (l'ego
degli incapaci è una delle malattie di quest'epoca delirante). Ora, questa fa-
miglia, proprio questa che ha visto lei, ci sta dividendo, e da tanti anni. C'è
chi vorrebbe per loro il manganello e l'accompagnamento ai confini. C'è chi
spinge per la "carità sociale". E tra i due estremi? Posso riassumere il filo del
dialogo spezzato? Il centrodestra meno leghista ha puntato sulla "politica del-
la paura": lo straniero, il povero, il garffitaro, il rom, sono "nemici", molto più
loro della 'ndrangheta, citata quasi mai da De Corato e Letizia Moratti, chis-
sà perchè. La chiesa apre le braccia: dal pulpito le prediche ricordano le pa-
role del Vangelo, la Caritas spende, l'ex cardinale Tettamanzi pure. Esigenza
spirituale e volontà religiosa possono entrare in conflitto con le regole dell'im-
migrazione, dell'identificazione, della sicurezza, ma ai prelati non interessa.
Il centrosinistra ha seriamente "cazzeggiato": tra la linea del fu-Penati. che ad-
dirittura voleva multare i musulmani in preghiera in viale Jenner, e quella di Ni-
chi Vendola in trasferta pro-Pisapia a Milano, scorre l'abisso. Di parole. Fatti,
zero. Non hanno mai governato il Paese e il premier Berlusconi - è storia, non
polemica - si è occupato ben più assiduamente delle giovani straniere a casa
sua che degli sbarchi di Lampedusa. Ora tra la "giunta vento nuovo" e il go-
verno Monti, magari cambia. - "Mi consenta" però di dubitare: i poveri e il
ponte, oggi e nei decenni venturi, resteranno un solido matrimonio.
(da la Repubblica - 23 aprile 2013 / Posta celere - Piero Colaprico)
Caro dottore, leggo del ridimensionamento inerente il progetto Citylife:
niente museo, un solo grattacielo in luogo dei tre previsti (e anche quel-
lo meno caratterizzante). In passato le avevo già scritto il mio parere
circa l'inutilità di insistere con l'edificazione di grandi edifici in vendita
a prezzi stratosferici; ma ora il rendering del progetto urbanistico mi
sembra molto sterile. Un parco, prati e un unico "obelisco" al centro:
mi chiedo se a questo punto non valga direttamente la pena di azzera-
re il tutto, realizzare soltanto l'area verde, magari dotandola (prenden-
do esempio dai parchi londinesi o da Central Park a N. Y.) con piste ci-
clabili, di pattinaggio (su ghiaccio in inverno), campi sportivi e magari
una piscina...Tutto quello che manca nei parchi centrali, e pure in quel-
li periferici a Milano.
Alessandra Rioda
(risposta di P. Colapico)
"L'iniziativa potrebbe finanziarsi tramite le prevendite", si leggeva un tempo,
in uno dei loro documenti interni. Le prevendite, però, non sono andate co-
me pretendeva la fantasia dei manager e dove c'erano la Fiera e la periferia,
là dove hanno costruito case con una distanza da balcone a balcone che pa-
re Gela, ora lo sboom del mattone pretende che si paghi la penitenza.
Sia chiaro, la crisi non fa piacere, Anzi, in periodi come questi è come se la
forbice che divide gli esseri umani si divaricasse ancor di più: chi ha valori
solidi aiuta il prossimo e raddoppia gli sforzi, ma lo squalo trova più cibo da
inghiottire, dall'essere umano (donna o uomo che sia) da comprare al con-
corrente allo stremo da schiacciare, dal risparmiatore da buggerare al pre-
cario da umiliare... Le aree costano, i terreni valgono oro, ma quante case
servono davvero in questa Milano? Non so se là un parco ci stia bene, non
siamo lontano nè dal verde di San Siro nè dal magnifico e sottovalutato pol-
mone del Parco Nord, sconcerta comunque la mancanza di un "pensiero"
più profondo sul futuro di una capitale europea.
Quanto ai manager, in questo paese di cordate, di lobby, di favori, gli inca-
paci delle aziende pagano ancor meno degli incapaci nella politica: come
costruire nuova fondamenta senza un minimo di meritocrazia?
Lucianone
.
(da la Repubblica - 22/11/2011 - Posta celere / Piero Colaprico)
Le scrivo per comunicarle una esperienza che richiede un intervento
di carità o di giustizia sociale. Era mercoledì, alle 16 ero nel giardino
di via Ardizzone. Attendevo l'ora dell'uscita degli alunni della scuola
elementare Rinnovata. Il giardino confina con le linee ferroviarie
dello Stato e, in sopraelevata, della nord. Tra due piloni del viadotto
è alloggiata una famiglia, dotata di una piccola tenda e uno scaffali-
no per le suppellettili, addossato a un pilone. Le masserizie erano
stese al sole nel tentativo di asciugarle. Il riscaldamento era fornito
da un focolare a legna e una mamma asciugava al calore della fiam-
ma gli abitini di un bimbo, avvolto in una coperta. La scena si pote-
va vedere anche dall'area giochi del giardino.
Ulderico Monti
(risposta di P. Colaprico)
Postacelere è grata ai lettori-cronisti, ci state raccontando la città (Milano)
molto megio di qualche saggista che parla di Milano per parlare di sè (l'ego
degli incapaci è una delle malattie di quest'epoca delirante). Ora, questa fa-
miglia, proprio questa che ha visto lei, ci sta dividendo, e da tanti anni. C'è
chi vorrebbe per loro il manganello e l'accompagnamento ai confini. C'è chi
spinge per la "carità sociale". E tra i due estremi? Posso riassumere il filo del
dialogo spezzato? Il centrodestra meno leghista ha puntato sulla "politica del-
la paura": lo straniero, il povero, il garffitaro, il rom, sono "nemici", molto più
loro della 'ndrangheta, citata quasi mai da De Corato e Letizia Moratti, chis-
sà perchè. La chiesa apre le braccia: dal pulpito le prediche ricordano le pa-
role del Vangelo, la Caritas spende, l'ex cardinale Tettamanzi pure. Esigenza
spirituale e volontà religiosa possono entrare in conflitto con le regole dell'im-
migrazione, dell'identificazione, della sicurezza, ma ai prelati non interessa.
Il centrosinistra ha seriamente "cazzeggiato": tra la linea del fu-Penati. che ad-
dirittura voleva multare i musulmani in preghiera in viale Jenner, e quella di Ni-
chi Vendola in trasferta pro-Pisapia a Milano, scorre l'abisso. Di parole. Fatti,
zero. Non hanno mai governato il Paese e il premier Berlusconi - è storia, non
polemica - si è occupato ben più assiduamente delle giovani straniere a casa
sua che degli sbarchi di Lampedusa. Ora tra la "giunta vento nuovo" e il go-
verno Monti, magari cambia. - "Mi consenta" però di dubitare: i poveri e il
ponte, oggi e nei decenni venturi, resteranno un solido matrimonio.
(da la Repubblica - 23 aprile 2013 / Posta celere - Piero Colaprico)
Caro dottore, leggo del ridimensionamento inerente il progetto Citylife:
niente museo, un solo grattacielo in luogo dei tre previsti (e anche quel-
lo meno caratterizzante). In passato le avevo già scritto il mio parere
circa l'inutilità di insistere con l'edificazione di grandi edifici in vendita
a prezzi stratosferici; ma ora il rendering del progetto urbanistico mi
sembra molto sterile. Un parco, prati e un unico "obelisco" al centro:
mi chiedo se a questo punto non valga direttamente la pena di azzera-
re il tutto, realizzare soltanto l'area verde, magari dotandola (prenden-
do esempio dai parchi londinesi o da Central Park a N. Y.) con piste ci-
clabili, di pattinaggio (su ghiaccio in inverno), campi sportivi e magari
una piscina...Tutto quello che manca nei parchi centrali, e pure in quel-
li periferici a Milano.
Alessandra Rioda
(risposta di P. Colapico)
"L'iniziativa potrebbe finanziarsi tramite le prevendite", si leggeva un tempo,
in uno dei loro documenti interni. Le prevendite, però, non sono andate co-
me pretendeva la fantasia dei manager e dove c'erano la Fiera e la periferia,
là dove hanno costruito case con una distanza da balcone a balcone che pa-
re Gela, ora lo sboom del mattone pretende che si paghi la penitenza.
Sia chiaro, la crisi non fa piacere, Anzi, in periodi come questi è come se la
forbice che divide gli esseri umani si divaricasse ancor di più: chi ha valori
solidi aiuta il prossimo e raddoppia gli sforzi, ma lo squalo trova più cibo da
inghiottire, dall'essere umano (donna o uomo che sia) da comprare al con-
corrente allo stremo da schiacciare, dal risparmiatore da buggerare al pre-
cario da umiliare... Le aree costano, i terreni valgono oro, ma quante case
servono davvero in questa Milano? Non so se là un parco ci stia bene, non
siamo lontano nè dal verde di San Siro nè dal magnifico e sottovalutato pol-
mone del Parco Nord, sconcerta comunque la mancanza di un "pensiero"
più profondo sul futuro di una capitale europea.
Quanto ai manager, in questo paese di cordate, di lobby, di favori, gli inca-
paci delle aziende pagano ancor meno degli incapaci nella politica: come
costruire nuova fondamenta senza un minimo di meritocrazia?
Lucianone
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Riflessioni - Ma questa crisi quanto la vogliono far durare?
17 maggio '13 - venerdì 17th May / Friday
LA CRISI ECONOMICA ATTUALE IN EUROPA
COME CONFLITTO/GUERRA ECONOMICA
TRA DUE MONDI DISTINTI: IL RICCO E IL POVERO,
IL FINANZIARIO/BANCARIO E IL POPOLO INERME.
La sovranità nazionale degli Stati è sostituita dalla volontà
di imporre la dittatura del recupero del debito e di far pesare
l'euro della ricca Germania sulla parte debole dell'Europa,
senza sostenere (con emissione di denaro liquido, come il
Giappone e gli Usa di Obama hanno fatto) chi è in difficoltà.
L'Europa risulta allora un'Unione di Stati finta, cioè una
finzione messa in campo fin dall'inizio per far prevalere
poche nazioni su tutte le altre. L'alta finanza e le multina-
ionali stanno uccidendo la democrazia in Europa.
Ma questa crisi economica e conseguentemente sociale
quanto la vogliono far durare? Aspettano forse di eliminare
interi strati sociali, naturalmente i più deboli? Ma la cosa
peggiore è che così l'Europa di questi boss della finanza
divoratrice finirà per uccidere i giovani del futuro e quindi
sè stessa.
(Lucianone)
LA CRISI ECONOMICA ATTUALE IN EUROPA
COME CONFLITTO/GUERRA ECONOMICA
TRA DUE MONDI DISTINTI: IL RICCO E IL POVERO,
IL FINANZIARIO/BANCARIO E IL POPOLO INERME.
La sovranità nazionale degli Stati è sostituita dalla volontà
di imporre la dittatura del recupero del debito e di far pesare
l'euro della ricca Germania sulla parte debole dell'Europa,
senza sostenere (con emissione di denaro liquido, come il
Giappone e gli Usa di Obama hanno fatto) chi è in difficoltà.
L'Europa risulta allora un'Unione di Stati finta, cioè una
finzione messa in campo fin dall'inizio per far prevalere
poche nazioni su tutte le altre. L'alta finanza e le multina-
ionali stanno uccidendo la democrazia in Europa.
Ma questa crisi economica e conseguentemente sociale
quanto la vogliono far durare? Aspettano forse di eliminare
interi strati sociali, naturalmente i più deboli? Ma la cosa
peggiore è che così l'Europa di questi boss della finanza
divoratrice finirà per uccidere i giovani del futuro e quindi
sè stessa.
(Lucianone)
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