5 maggio '13 - domenica 5th May / Sunday
La Spoon River della recessione
In quattro anni raddoppiati i suicidi per
motivi economici.
Questa tragica realtà si è sempre più estesa
coinvolgendo operai, imprenditori, negozianti.
Il drammatico fenomeno/2013 non conosce ormai confini geografici, limiti di età,
professione e classe sociale. L'Organizzazione mondiale della sanità avverte:
"Attenzione a non far scattare il rischio-emulazione".
(da la Repubblica - 6/04/2013 - Ettore Livini)
La Spoon River delle vittime collaterali della crisi è un rosario di suicidi "per motivi
economici" - come recitano gelide le statistiche che non conosce nè confini geografici
nè classi sociali. La tragedia ha tanti volti: quello di una cartella esattoriale, di un "no"
allo sportello della banca o di un pò di lavori non pagati, conditi magari dalle minacce
di un "cravattaro". E colpisce alla cieca in un'Italia dove dal 2008 ad oggi sono fallite
52mila imprese, i consumi sono tornati indietro di otto anni e si bruciano 3mila posti
di lavoro al giorno. - Il risultato è una via crucis che non risparmia nessuno: operai,
imprenditori, agricoltori, negozianti e persino gòli immigrati arrivati qui in cerca di una
vita migliore. Nel 2010 (ultimi dati disponibili Istat) 187 persone si sono tolte la vita
per motivi economici, il doppio del 2006
CONTINUA...to be continued...
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domenica 5 maggio 2013
sabato 4 maggio 2013
Sport - calcio / Serie B - 40^ giornata 2012/13
4 maggio '13 - sabato 4th May / Saturday
Risultati delle partite
Brescia - Ascoli 3 - 2
Cesena - Juve Stabia 3 - 1
Cittadella - Reggina 1 - 2
Crotone - Modena 2 - 1
Novara - Bari 0 - 1
Sassuolo - Padova 0 - 0
Spezia - Lanciano 1 - 1
Ternana - Livorno 1 - 1
Vicenza - Empoli 1 - 5
Verona - Pro Vercelli 3 - 1
(giocata 3 maggio '13)
Classifica
Sassuolo 80 / Verona 78 / Livorno 77 / Empoli 69 / Novara 60 /
Brescia, Varese 59 / Modena 54 / Padova, Crotone 51 / Bari 50 /
Ternana, Spezia, Juve Stabia, Cesena 49 / Cittadella 47 / Lanciano 46 /
Reggina 45 / Ascoli 40 / Vicenza 38 / Pro Vercelli 32 / Grosseto 25
Risultati delle partite
Brescia - Ascoli 3 - 2
Cesena - Juve Stabia 3 - 1
Cittadella - Reggina 1 - 2
Crotone - Modena 2 - 1
Novara - Bari 0 - 1
Sassuolo - Padova 0 - 0
Spezia - Lanciano 1 - 1
Ternana - Livorno 1 - 1
Vicenza - Empoli 1 - 5
Verona - Pro Vercelli 3 - 1
(giocata 3 maggio '13)
Classifica
Sassuolo 80 / Verona 78 / Livorno 77 / Empoli 69 / Novara 60 /
Brescia, Varese 59 / Modena 54 / Padova, Crotone 51 / Bari 50 /
Ternana, Spezia, Juve Stabia, Cesena 49 / Cittadella 47 / Lanciano 46 /
Reggina 45 / Ascoli 40 / Vicenza 38 / Pro Vercelli 32 / Grosseto 25
Vicenza, tifosi in campo Partita sospesa sull'1-5
Dopo qualche minuto di attesa e l'intervento delle forze dell'ordine, l'arbitro ha fatto poi riprendere il match
VICENZA - Una quarantina di tifosi del Vicenza, oggi in gara con l'Empoli, ha invaso al 5' del secondo tempo il terreno di gioco sistemandosi dietro i cartelloni pubblicitari. La contestazione era nata già alla fine del primo tempo al quinto gol dei toscani. L'arbitro Giancola di Vasto ha immediatamente sospeso il gioco pero poi riprenderlo una volta tornata la calma. I tifosi sono infatti rientrati sugli spalti accompagnati dagli steward vicentini che hanno richiuso con un grosso lucchetto il cancello sfondato in precedenza. A convincere gli ultras più esagitati sono stati anche i giocatori del Vicenza che hanno a lungo parlato con i tifosi. Sul posto era presente anche un gruppo di carabinieri che tuttavia non è intervenuto.
NOVARA - BARI 0 -1 - Secondo passo falso di fila per il Novara al Piola: dopo il Modena, fa festa anche il Bari. Rubino però non vuole sentire parlare di flessione e rilancia: «Partita dominata ma purtroppo non vinta, il calcio è così. Abbiamo forse patito anche un po' di caldo, uno dei più forti dell'ultimo periodo. Nel primo tempo abbiamo gestito bene il gioco e nel primo tempo creato ottime occasioni, ci è mancata un po' di fortuna. Andare sotto di un gol contro avversarie organizzate e in corsa per la salvezza non è facile, Lamanna ha compiuto interventi super, ma non abbiamo nulla da rimproverarci perché ci abbiamo provato fino alla fine. Abbiamo palesato anche oggi lo spirito giusto, provandoci fino all'ultimo respiro, pensiamo a noi, andiamo avanti e vediamo cosa accadrà».
Il gol all'ultimo respiro di Carcuro è la notizia migliore di oggi per il Novara, gelata oggi in casa da una cavalcata di Caputo che regala tre punti salvezza al Bari: il giocatore della Ternana stoppa il Livorno che resta terzo e con otto punti di vantaggio da un Empoli straripante a Vicenza (come straripanti sono stati i tifosi vicentini nella ripresa, di cui parliamo a parte): se la distanza restasse questa, si giocherebbero i playoff. I piemontesi sorridono anche perché il Grosseto fa un favore alla squadra di Aglietti rallentando il Varese con un 2-2 firmato da Coulibaly in pieno recupero, Varese ora raggiunto dal Brescia che affonda l'Ascoli e sale al sesto posto in coabitazione proprio con i cugini lombardi.
DIETRO È BAGARRE. AL MOMENTO ASCOLI E VICENZA IN B - La vittoria della Reggina a Padova in casa del Cittadella inguaia l'Ascoli e ancora di più il Vicenza: sono cinque i punti di vantaggio dei calabresi nei confronti dei bianconeri, quart'ultimi, una distanza che se restasse tale non darebbe diritto ai playout. Punti salvezza pesanti del Crotone (matematicamente sicuro della permanenza) che stende il Modena e del Cesena che cala il tris alla Juve Stabia. Pari del Lanciano in casa dello Spezia, abruzzesi un punto sopra la Reggina al momento.
Altre notizie
Caputo gela il Novara, Empoli a -8 dal Livorno
Varese fermato all'ultimo istante sul 2-2 dal già retrocesso Grosseto, aggancio del Brescia al sesto posto. I labronici riacciuffati nel recupero dalla Ternana, 1-1 e l'Empoli sorride salendo a -8 con il 5-1 al Vicenza, quasi spacciato
VICENZA - Una quarantina di tifosi del Vicenza, oggi in gara con l'Empoli, ha invaso al 5' del secondo tempo il terreno di gioco sistemandosi dietro i cartelloni pubblicitari. La contestazione era nata già alla fine del primo tempo al quinto gol dei toscani. L'arbitro Giancola di Vasto ha immediatamente sospeso il gioco pero poi riprenderlo una volta tornata la calma. I tifosi sono infatti rientrati sugli spalti accompagnati dagli steward vicentini che hanno richiuso con un grosso lucchetto il cancello sfondato in precedenza. A convincere gli ultras più esagitati sono stati anche i giocatori del Vicenza che hanno a lungo parlato con i tifosi. Sul posto era presente anche un gruppo di carabinieri che tuttavia non è intervenuto.
NOVARA - BARI 0 -1 - Secondo passo falso di fila per il Novara al Piola: dopo il Modena, fa festa anche il Bari. Rubino però non vuole sentire parlare di flessione e rilancia: «Partita dominata ma purtroppo non vinta, il calcio è così. Abbiamo forse patito anche un po' di caldo, uno dei più forti dell'ultimo periodo. Nel primo tempo abbiamo gestito bene il gioco e nel primo tempo creato ottime occasioni, ci è mancata un po' di fortuna. Andare sotto di un gol contro avversarie organizzate e in corsa per la salvezza non è facile, Lamanna ha compiuto interventi super, ma non abbiamo nulla da rimproverarci perché ci abbiamo provato fino alla fine. Abbiamo palesato anche oggi lo spirito giusto, provandoci fino all'ultimo respiro, pensiamo a noi, andiamo avanti e vediamo cosa accadrà».
Il gol all'ultimo respiro di Carcuro è la notizia migliore di oggi per il Novara, gelata oggi in casa da una cavalcata di Caputo che regala tre punti salvezza al Bari: il giocatore della Ternana stoppa il Livorno che resta terzo e con otto punti di vantaggio da un Empoli straripante a Vicenza (come straripanti sono stati i tifosi vicentini nella ripresa, di cui parliamo a parte): se la distanza restasse questa, si giocherebbero i playoff. I piemontesi sorridono anche perché il Grosseto fa un favore alla squadra di Aglietti rallentando il Varese con un 2-2 firmato da Coulibaly in pieno recupero, Varese ora raggiunto dal Brescia che affonda l'Ascoli e sale al sesto posto in coabitazione proprio con i cugini lombardi.
DIETRO È BAGARRE. AL MOMENTO ASCOLI E VICENZA IN B - La vittoria della Reggina a Padova in casa del Cittadella inguaia l'Ascoli e ancora di più il Vicenza: sono cinque i punti di vantaggio dei calabresi nei confronti dei bianconeri, quart'ultimi, una distanza che se restasse tale non darebbe diritto ai playout. Punti salvezza pesanti del Crotone (matematicamente sicuro della permanenza) che stende il Modena e del Cesena che cala il tris alla Juve Stabia. Pari del Lanciano in casa dello Spezia, abruzzesi un punto sopra la Reggina al momento.
Altre notizie
Bari, la famiglia Matarrese ha deciso di vendere
Negozia con la "Nuova Meridionale Grigliati" un'azienda siderurgica che opera nella provincia.
BARI - La proprietà del Bari (famiglia Matarrese) ha ufficializzato la trattativa per la vendita dell'intera partecipazione sociale nel club con La nuova meridionale grigliati srl, azienda che opera nella provincia, nel settore siderurgico. Le parti, dopo una riunione svoltasi ieri sera, hanno diffuso una nota congiunta sul sito del Bari. La Salvatore Matarrese spa e Nuova meridionale grigliati annunciano di aver ieri avviato "una trattativa non assistita da alcun obbligo di esclusiva e finalizzata alla cessione dell'intera partecipazione". È stato anche sottoscritto "un accordo di riservatezza in forza del quale le parti si sono obbligate a non rilasciare alcuna dichiarazione sull'andamento della trattativa, fino alla sua conclusione, e su ogni elemento informativo comunque appreso nel corso della stessa, anche successivamente alla sua conclusione, se non nella forma di comunicati preventivamente convenuti a firma congiunta". Alla riunione di ieri, svoltasi a Bari, per la proprietà hanno preso parte Antonio Matarrese, il dg del Bari, Claudio Garzelli, l'avv.Francesco Biga e il commercialista Michele Giura mentre la controparte era rappresentata dal presidente della Nuova meridionale grigliati, Paolo Montemurro, coadiuvato da due consulenti.
LEGA PRO - l'Avellino fa festa: promosso in Serie B
Conquistata la matematica certezza della promozione con una giornata d'anticipo grazie al successo per 1-0 in casa del Catanzaro
Lucianone
LEGA PRO - l'Avellino fa festa: promosso in Serie B
Conquistata la matematica certezza della promozione con una giornata d'anticipo grazie al successo per 1-0 in casa del Catanzaro
Lucianone
Scienze - Neuroni: tempi di invecchiamento
4 maggio '13 - sabato 4th May / Saturday
I neuroni possono sopravvivere
al corpo che li ha generati
I tempi di invecchiamento dei neuroni non sono determinati geneticamente
ma dall'ambiente in cui si sviluppano.
MILANO -
Non sono i geni, ma l’ambiente. La vita dei neuroni può durare più a lungo di quella dell’organismo che li ha generati. È la scoperta, tutta italiana, portata avanti - per ben cinque anni - da Lorenzo Magrassi dell’Università di Pavia, Ferdinado Rossi e Ketty Leto dell’Istituto di neuroscienze della fondazione Cavalieri Ottolenghi presso l'Università di Torino.
Lucianone
I neuroni possono sopravvivere
al corpo che li ha generati
I tempi di invecchiamento dei neuroni non sono determinati geneticamente
ma dall'ambiente in cui si sviluppano.
Non sono i geni, ma l’ambiente. La vita dei neuroni può durare più a lungo di quella dell’organismo che li ha generati. È la scoperta, tutta italiana, portata avanti - per ben cinque anni - da Lorenzo Magrassi dell’Università di Pavia, Ferdinado Rossi e Ketty Leto dell’Istituto di neuroscienze della fondazione Cavalieri Ottolenghi presso l'Università di Torino.
CELLULE PERENNI - Partendo dal presupposto che le cellule nervose sono perenni e che non possono dividersi e generarne di altre, per molto tempo si è creduto che deperissero prima del resto dell’organismo, dando vita a forme di demenze senili: «Queste teorie sono state da tempo respinte, tanto da dimostrare che i neuroni di un individuo di 80 anni sono gli stessi di un 30enne: i problemi, semmai, insorgono a livello di sinapsi», spiega Magrassi, professore di Neurochirurgia a Pavia.
TRAPIANTO DI NEURONI - Il team di studiosi ha sperimentato un trapianto di neuroni, innestando cellule embrionali di un topo (la cui sopravvivenza media è di 18 mesi) nel cervello di un ratto (che vive in media circa 36 mesi). Una volta "assestatesi" nel nuovo organismo, le cellule del topo hanno mantenuto la loro dimensione originaria (di poco inferiore rispetto a quelle del ratto). Ma, con grande sorpresa, non sono deperite dopo 18 mesi, come sarebbe successo nell’altro organismo e si sono comportate esattamente come le altre: invecchiando, certo, ma al ritmo del ratto. E spegnendosi dopo circa 3 anni.
AMBIENTE FONDAMENTALE - «Questo dimostra come i tempi di invecchiamento dei neuroni non siano determinati geneticamente, quindi a priori, ma dall’ambiente in cui si sviluppano», ha proseguito il professore. Una scoperta che apre a nuovi scenari: «Ancora non sappiamo come mai questo avvenga, ma sappiamo che è su questo che dobbiamo insistere». Perché i processi di invecchiamento cellulare (molto accelerati), e la conseguente estinzione del neurone, sono la causa di molte patologie neurodegenerative: «Ma siamo ancora troppo indietro. Siamo solo all’inizio».
Lucianone
Sport - calcio / Serie B - 40^ giornata: l'anticipo Verona - Pro Vercelli
4 maggio '13 - sabato 4th May / Saturday
Serie B: Verona-Pro Vercelli 3-1, prosegue il volo per la A. Piemontesi in Lega Pro
Verona, 3 maggio 2013
L'Hellas supera i piemontesi senza difficoltà: apre Cacciatore nel primo tempo, nella ripresa chiudono i giochi Gomez e Sgrigna. Inutile la rete finale di Iemmello. Gialloblù a -2 dal Sassuolo capolista.
Il Verona è secondo, almeno per un giorno. La Pro Vercelli è in Lega Pro, almeno per un anno. Troppa differenza al Bentegodi, troppo affamato l’Hellas per concedere sconti a chi era davanti all’ultima chiamata per rimanere aggrappato alla serie B.
Alessandro Sgrigna: a segno contro la Pro Vercelli
TUTTO TROPPO FACILE — L’equilibrio non c’è mai stato, anche se in avvio qualcosa di buono la volenterosa Pro Vercelli ha mostrato. Mandorlini è squalificato, tornerà sabato con la Juve Stabia. In panchina il vice Bordin, in campo solo piedi buoni a centrocampo fra Bacinovic e Jorginho, in mediana scala Martinho per far posto nel tridente al rientrante Sgrigna, vicino a Cacia e Gomez. La Pro Vercelli senza tre dei quattro ex (Grossi, Abbate, Ragatzu) tira in porta per prima (2’) con De Silvestro, ma l’intervento di Rafael non è poi così complicato. Il Verona trova spazio soprattutto a destra, dove l’asse Cacciatore-Gomez funziona al meglio. I pericoli iniziali li crea Daniele Cacia, che al 12’ sfiora il gol numero 23 della sua stagione con un destro a giro che Valentini con la punta delle dita manda sulla traversa e quindi in corner. Non è solo gara d’attesa quella della Pro Vercelli, che a Verona mancava dal 27 ottobre del 1940 e che al Bentegodi dimostra di valere soprattutto all’inizio più del penultimo posto in classifica. Cacia (13’) colpisce debolmente di testa, Gomez (21’) ci prova dal limite con un tocco morbido che finisce alto di poco. Un’occasione nitida ce l’ha anche la Pro Vercelli al 27’, quando Iemmello sulla destra vince un rimpallo con Maietta, va verso Rafael, si accentra ma conclude a lato di poco col mancino. Appena dopo la mezzora Gomez non arriva sullo spunto di Martinho ma al 35’ è perfetto Cacciatore, alla Pro Vercelli nelle giovanili, ad insaccare col piattone un gran servizio sul secondo palo di Sgrigna. L’Hellas punge ancora, ma la Pro Vercelli tiene il minimo scarto. Tutti negli spogliatoi sull’accelerazione infruttuosa di Sgrigna, dopo un solo minuto di recupero.
L'HELLAS DILAGA— Si torna in campo e Gomez chiude in fretta il discorso. La punizione di Sgrigna (7’) trova la deviazione della barriera ma la palla resta in zona pericolosa, Gomez è il più veloce di tutti e di esterno destro fa dieci in campionato. La differenza fra l'una e l’altra squadra si dilata col trascorrere dei minuti, il Verona continua a produrre occasioni, ci prova a più riprese e fa tris al 27’ con un agevole tocco a porta vuota di Sgrigna, liberato dall’immancabile accelerazione di Martinho. I 17.300 del Bentegodi hanno il tempo di vedere anche il quinto gol stagionale di Iemmello (40’), bravo a chiudere di prepotenza alle spalle di Rafael una bella azione corale. È l’ultima emozione, il Verona passa facile e tocca quota 78 punti. Come un anno fa. Stavolta però il finale potrebbe essere diverso.
(da LaGazzettadellosport.it - di Alessandro De Pietro)
Lucianone
Lucianone
venerdì 3 maggio 2013
Economia / finanza - L'Italia e gli altri Paesi della Ue
3 maggio '13 - venerdì 3rd May / Friday visioni post - 8
Deficit al 3%: l'Italia fa meglio degli altri.
Ma i conti e l'instabilità politica preoccupano
ancora la Ue. Il debito italiano a quota 127%
L'Italia ha chiuso il 2012 con un deficit pari al 3% del Pil e il debito
è salito fino al 127%. Il deficit è leggermente superiore alle ultime
previsioni della Commissione (2,9%). Tuttavia questo sia pur picco-
lo peggioramento dei conti potrebbe creare ulteriori difficoltà nella
decisione di chiudere la procedura di deficit eccessivo, che la Com-
missione dovrà prendere a maggio, dopo la pubblicazione delle nuo-
ve previsioni economiche. Per l'Italia la chiusura della procedura è
un obiettivo importante, sia perchè sottolineerebbe la ritrovata
credibilità dei nostri conti pubblici, migliori di quelli della maggior
parte dei partner europei, sia perchè consentirebbe al governo di
invocare quel "margine di flessibilità" previsto dai trattati e di li-
berare così risorse per investimenti a sostegno della crescita.
Il portavoce del commissario agli Affari economici Olli Rehn ha
confermato che Bruxelles è intenzionata a chiudere la procedura
apertacontro il nostro Paese ai tempi del governo Berlusconi.
Tuttavia ha ripetuto che, per arrivare a questo risultato, sarà ne-
cessario che le prossime previsioni confermiono che il deficit si
manterrà sotto la barra del tre per cento anche nel 2013 e nel
2014.
Ma la valutazione dell'Europa sui conti pubblici italiani non sarà
di tipo puramente contabile. Grazie all'entrata in vigore delle nuo-
ve norme sulle politiche di bilancio, il giudizio sarà più complessi-
vo. "Non guardiamo solo al valore nominale del deficit ma anche
alla qualità dello sforzo compiuto e alle misure di riduzione del di-
savanzo strutturale - ha spiegato il postavoce di Rehn - e ora dia-
mo molto più valore al modo in cui viene ridotto il debito"...
La rielezione di Napolitano, che in Europa è visto come una garan-
zia dell'impegno a restare nell'euro, potrebbe fugare i timori che il
prossimo esecutivo possa in qualche modo disattendere gli impegni
presi dal Paese.
Complessivamente, comunque, il 2012 ha visto l'Italia fare meglio
della media europea. Il nostro deficit è nei limiti del 3% prevsito
dal Patto di stabilità, mentre la media è al 3,7% nella zona euro.
Spagna, Grecia, Irlanda, Cipro, Gran Bretagna, Francia, Olanda,
Repubblica Ceca, Slovacchia, Olanda, Danimarca, Slovenia, Bel-
gio, Polonia, Malta e Lituania hanno fabbisogni superiori al no-
stro. A nostro svantaggio. però, pesa un enorme debito pubblico,ù
al 127% del Pil, inferiore solo a quello della Grecia, mentre la me-
dia europea è al 90%.
Ma ormai la Commissione si sta orientando a mitigare le sue richie-
ste di rigore. "La politica di austerità ha raggiunto i suoi limiti", ha
dichiarato ieri il presidente Barroso. E lo stesso Olli Rehn ha detto
che ora, superata la tempesta contro l'euro, "possiamo avere un
percorso di aggiustamento a medio termine più rilassato".
Anche Angela Merkel, parlando ieri Berlino, si è difesa dall'accusa
di essere una paladina del rigore fine a se stesso. "La crescita è im-
portante anche per me, solo voglio che non sia basata su false pre-
messe", ha detto la cancelliera, che ha anche negato di avere mire
egemoniche sulla politica europea. "L'egemonia è un'idea a me as-
solutamente estranea", ha spiegato affermando anzi che è necessa-
ria una ulteriore cessione di sovranità all'Europa. "Bisogna accetta-
re che l'Europa abbia l'ultima parola in più settori di quanto accada
oggi. Per quanto mi riguarda, io sono pronta".
(da la Repubblica - 23 aprile 2013 - Andrea Bonanni)
Il Nord Europa si scopre vizioso: conti pubblici
oltre i limiti e la Ue allenta il super-rigore
Nessun Paese di Eurolandia è riuscito a ridurre il debito, comprese
Germania, Finlandia e Austria. / Su 17 nazioni dell'Eurozona, nove
risultano in recessione / L'appello della Pimco: "Dovete cominciare
a spendere quattrini"
(da la Repubblica - 23/04/2013 - Maurizio Ricci - 'Oltre l'austerity')
Se a tirare la prima pietra deve essere solo chi è senza peccato, la lapidazione
è cancellata e i condannati possono tirare un sospiro di sollievo: rischiano sol-
tanto qualche sassolino. Nella fiction morale in cui la Germania ha trasforma-
to il dibattito europeo sulla crisi, infatti, quelli che peccano di finanza allegra
sono sempre di più e i virtuosi sempre di meno. Anzi, un bel pò di virtuosi si
stanno scoprendo peccatori. tanto che i sacerdoti dell'austerità cominciano a
pensare che è il caso, il più spesso possibile di chiudere un occhio. Anche per-
chè la supposta dannazione sembra sempre più lontana. Della sferza dei mer-
cati che dovrebbe colpire i reprobi, infatti, non c'è traccia. Gli arcigni giudici
dei mercati, anzi, si schierano con i peccatori. Bill Gross è il manager della
Pimco, il più grande fondo al mondo di investimenti in titoli a reddito fisso,
cioè, con quasi 300 miliardi di dollari di soldi gestiti, la persona più vicina al.
l'ipotetica definizione di arbitro supremo del debito pubblico. E non ha dubbi:
"Dovete cominciare a spendere quattrini" avverte l'eurozona.
Il manifesto dell'austerità, propagandato in questi anni, recita che il risana-
mento di bilancio, ricreando fiducia, attira investimenti e rilancia la crescita.
Ma, a quanto pare, non suscita la fiducia di Gross: "E' un errore - spiega in
una intervista al 'Financial Times' - credere che l'austerità di bilancio, nel
breve termine, sia la strada per produrre crescita reale. Non lo è affatto". E i
dati gli danno ragione.
CONTINUA...to be continued...
Deficit al 3%: l'Italia fa meglio degli altri.
Ma i conti e l'instabilità politica preoccupano
ancora la Ue. Il debito italiano a quota 127%
L'Italia ha chiuso il 2012 con un deficit pari al 3% del Pil e il debito
è salito fino al 127%. Il deficit è leggermente superiore alle ultime
previsioni della Commissione (2,9%). Tuttavia questo sia pur picco-
lo peggioramento dei conti potrebbe creare ulteriori difficoltà nella
decisione di chiudere la procedura di deficit eccessivo, che la Com-
missione dovrà prendere a maggio, dopo la pubblicazione delle nuo-
ve previsioni economiche. Per l'Italia la chiusura della procedura è
un obiettivo importante, sia perchè sottolineerebbe la ritrovata
credibilità dei nostri conti pubblici, migliori di quelli della maggior
parte dei partner europei, sia perchè consentirebbe al governo di
invocare quel "margine di flessibilità" previsto dai trattati e di li-
berare così risorse per investimenti a sostegno della crescita.
Il portavoce del commissario agli Affari economici Olli Rehn ha
confermato che Bruxelles è intenzionata a chiudere la procedura
apertacontro il nostro Paese ai tempi del governo Berlusconi.
Tuttavia ha ripetuto che, per arrivare a questo risultato, sarà ne-
cessario che le prossime previsioni confermiono che il deficit si
manterrà sotto la barra del tre per cento anche nel 2013 e nel
2014.
Ma la valutazione dell'Europa sui conti pubblici italiani non sarà
di tipo puramente contabile. Grazie all'entrata in vigore delle nuo-
ve norme sulle politiche di bilancio, il giudizio sarà più complessi-
vo. "Non guardiamo solo al valore nominale del deficit ma anche
alla qualità dello sforzo compiuto e alle misure di riduzione del di-
savanzo strutturale - ha spiegato il postavoce di Rehn - e ora dia-
mo molto più valore al modo in cui viene ridotto il debito"...
La rielezione di Napolitano, che in Europa è visto come una garan-
zia dell'impegno a restare nell'euro, potrebbe fugare i timori che il
prossimo esecutivo possa in qualche modo disattendere gli impegni
presi dal Paese.
Complessivamente, comunque, il 2012 ha visto l'Italia fare meglio
della media europea. Il nostro deficit è nei limiti del 3% prevsito
dal Patto di stabilità, mentre la media è al 3,7% nella zona euro.
Spagna, Grecia, Irlanda, Cipro, Gran Bretagna, Francia, Olanda,
Repubblica Ceca, Slovacchia, Olanda, Danimarca, Slovenia, Bel-
gio, Polonia, Malta e Lituania hanno fabbisogni superiori al no-
stro. A nostro svantaggio. però, pesa un enorme debito pubblico,ù
al 127% del Pil, inferiore solo a quello della Grecia, mentre la me-
dia europea è al 90%.
Ma ormai la Commissione si sta orientando a mitigare le sue richie-
ste di rigore. "La politica di austerità ha raggiunto i suoi limiti", ha
dichiarato ieri il presidente Barroso. E lo stesso Olli Rehn ha detto
che ora, superata la tempesta contro l'euro, "possiamo avere un
percorso di aggiustamento a medio termine più rilassato".
Anche Angela Merkel, parlando ieri Berlino, si è difesa dall'accusa
di essere una paladina del rigore fine a se stesso. "La crescita è im-
portante anche per me, solo voglio che non sia basata su false pre-
messe", ha detto la cancelliera, che ha anche negato di avere mire
egemoniche sulla politica europea. "L'egemonia è un'idea a me as-
solutamente estranea", ha spiegato affermando anzi che è necessa-
ria una ulteriore cessione di sovranità all'Europa. "Bisogna accetta-
re che l'Europa abbia l'ultima parola in più settori di quanto accada
oggi. Per quanto mi riguarda, io sono pronta".
(da la Repubblica - 23 aprile 2013 - Andrea Bonanni)
Il Nord Europa si scopre vizioso: conti pubblici
oltre i limiti e la Ue allenta il super-rigore
Nessun Paese di Eurolandia è riuscito a ridurre il debito, comprese
Germania, Finlandia e Austria. / Su 17 nazioni dell'Eurozona, nove
risultano in recessione / L'appello della Pimco: "Dovete cominciare
a spendere quattrini"
(da la Repubblica - 23/04/2013 - Maurizio Ricci - 'Oltre l'austerity')
Se a tirare la prima pietra deve essere solo chi è senza peccato, la lapidazione
è cancellata e i condannati possono tirare un sospiro di sollievo: rischiano sol-
tanto qualche sassolino. Nella fiction morale in cui la Germania ha trasforma-
to il dibattito europeo sulla crisi, infatti, quelli che peccano di finanza allegra
sono sempre di più e i virtuosi sempre di meno. Anzi, un bel pò di virtuosi si
stanno scoprendo peccatori. tanto che i sacerdoti dell'austerità cominciano a
pensare che è il caso, il più spesso possibile di chiudere un occhio. Anche per-
chè la supposta dannazione sembra sempre più lontana. Della sferza dei mer-
cati che dovrebbe colpire i reprobi, infatti, non c'è traccia. Gli arcigni giudici
dei mercati, anzi, si schierano con i peccatori. Bill Gross è il manager della
Pimco, il più grande fondo al mondo di investimenti in titoli a reddito fisso,
cioè, con quasi 300 miliardi di dollari di soldi gestiti, la persona più vicina al.
l'ipotetica definizione di arbitro supremo del debito pubblico. E non ha dubbi:
"Dovete cominciare a spendere quattrini" avverte l'eurozona.
Il manifesto dell'austerità, propagandato in questi anni, recita che il risana-
mento di bilancio, ricreando fiducia, attira investimenti e rilancia la crescita.
Ma, a quanto pare, non suscita la fiducia di Gross: "E' un errore - spiega in
una intervista al 'Financial Times' - credere che l'austerità di bilancio, nel
breve termine, sia la strada per produrre crescita reale. Non lo è affatto". E i
dati gli danno ragione.
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Lettere - No alla violenza / No ai commenti incivili sul web
3 maggio '13 - venerdì 3rd May / Friday visioni post - 7
Questo Luigi Preiti è un uomo disperato,
che voleva trovare un modo diverso per
farla finita con la sua vita da disoccupato,
da giocatore di video poker e altro, da uomo separato
che viveva ormai con i genitori. E quel modo diverso
sarebbe stato nella sua mente di farsi uccidere dai po-
liziotti, dopo aver comunque mirato a qualche politico.
Ha invece mirato con la sua arma a due carabinieri e
questi, mandando in frantumi il suo piano, non hanno
reagito, e comunque uno di loro ha rischiato di morire.
Ora in tanti, anche su Internet, lo esaltano, lo fanno di-
ventare eroe, contro la politica marcia, contro il siste-
ma corrotto.
Sbagliato! La violenza non deve passare o chi ha ragione,
come al solito, passa (lui sì) dalla parte del torto, Stiamo
quindi attenti e misuriamo le parole La seguente lettera
ci potrà far capire che la violenza crea solo dolore e feri-
te profonde.
(Lucianone)
Lettera della cognata di Luigi Preiti, lo sparatore di Montecitorio
di domenica scorsa
Tania Dan
Caro direttore, è da quando ho appreso la notizia che ho deciso di scrivere
a Luigi. Ho avuto bisogno di tempo per ragionare su cosa aveva fatto: sto
male per mia sorella, mia madre e soprattutto per suo figlio che ora deve
affrontare un così grande trauma. Sto male anche per lui, per quel Luigi
che ho conosciuto, con cui ho condiviso anni di vita e che mi ha aiutato nei
momenti di bisogno. Un uomo che ho sempre ritenuto meritevole del mio
rispetto.
Continuo a chiedermi che cosa è successo a Gino. Che ha fatto in questi
ultimi anni? Quanto soffriva? Chi gli vuole bene sta soffrendo con lui a cau-
sa del suo gesto assurdo, causa di tanto dolore per tante persone. Ho ascol-
tato la figlia del brigadiere ferito: una ragazza fiera e forte nonostante il do-
lore e la disperazione. Mi auguro, Gino, che tu possa essere così forte da
affrontare le conseguenze del tuo gesto. Affrontare le conseguenze vorrà
dire fare i conti con il dolore che hai causato. Sai, Gino, molte persone con
cui ho parlato hanno commentato: "Era inevitabile che qualcuno prima o
poi sparasse alle istituzioni". E' stato anche il mio primo commento quando
ho sentito la notizia senza sapere che eri stato tu. Ora rabbrividisco a quel
pensiero fatto da un gran numero di persone tra cui l'onorevole Cecconi
del M5S che ha detto: "Se Preiti sparava ad un'auto blu era più giustifica-
to". Ora mi rendo conto di quanto dolore hai generato. La soluzione al disa-
gio non possono essere bambini con il padre in carcere e famiglie rovinate.
Ricordo le tante discussioni che abbiamo avuto, con persone con idee poli-
tiche diverse e ora ascolto questa parte di popolazione che è solo stanca e
comprende il tuo gesto. Mi rivolgo a tutte le persone che hanno scritto
post inneggiando al gesto di Luigi per dire loro che è ignobile strumenta-
lizzare un gesto folle e disperato per il loro dissenso senza tenere in consi-
derazione che c'è un bambino ancora non in grado di capire e che, da zia,
mi auguro possa rifiutare l'idea di risolvere i problemi sparando.
(La cognata a Luigi: sparare non è mai la soluzione / da la Repubblica di
venerdì 3 maggio 2013)
_________________________________________________________
Abbiamo nel governo un ministro di colore, una donna congolese,
Cecil Kyenge, ed è la prima ministra nera di un governo della
Repubblica italiana: dovremmo esserne tutti orgogliosi, noi italiani.
No, in tanti non lo sono, anzi la disprezzano e lo fanno sapere sui va-
ri social network, blogs, facebook, twitter e la insultano, la apostrofa-
no anche con parole pesanti, alcune anche irripetibili.
Va bè, gli stolti e i teppisti crescono sugli alberi, si sa, per poi comun-
que cadere come pere o mele cotte (da soli). Peccato che la rete venga
usata come murales per le nefandezze verbali più spinte.
C'è per fortuna chi vigila, controlla, si autocontrolla e corregge metten-
doci una pezza, come dimostra la seguente lettera.
(Luciano Finesso)
I commenti incivili sono stati rimossi
Gianluca Borrelli
direttore Termometropolitico.it
NELL'ARTICOLO "Kyenge zulù: insultirazzisti sui siti della galassia
nazi", pubblicato il 30 aprile, è stata citata la nostra testata Termome-
tro Politico. Con riferimento ad alcuni commenti offensivi nei confronti
del neo ministro Kyenge e del presidente del Consiglio in carica Enrico
Letta l'articolo riferiva di "assioma del dibattito ospitato da Termome-
tropolitico". E' doveroso fare una distinzione tra il forum e la testata
giornalistica. Perciò prendiamo con forza le distanze da commenti di
natura razzista o espressi in maniera incivile che, com'è nostra abitudine,
sono stati subito rimossi.
(da la Repubblica - Lettere, commenti e idee / 3 maggio 2013)
Lucianone
Questo Luigi Preiti è un uomo disperato,
che voleva trovare un modo diverso per
farla finita con la sua vita da disoccupato,
da giocatore di video poker e altro, da uomo separato
che viveva ormai con i genitori. E quel modo diverso
sarebbe stato nella sua mente di farsi uccidere dai po-
liziotti, dopo aver comunque mirato a qualche politico.
Ha invece mirato con la sua arma a due carabinieri e
questi, mandando in frantumi il suo piano, non hanno
reagito, e comunque uno di loro ha rischiato di morire.
Ora in tanti, anche su Internet, lo esaltano, lo fanno di-
ventare eroe, contro la politica marcia, contro il siste-
ma corrotto.
Sbagliato! La violenza non deve passare o chi ha ragione,
come al solito, passa (lui sì) dalla parte del torto, Stiamo
quindi attenti e misuriamo le parole La seguente lettera
ci potrà far capire che la violenza crea solo dolore e feri-
te profonde.
(Lucianone)
Lettera della cognata di Luigi Preiti, lo sparatore di Montecitorio
di domenica scorsa
Tania Dan
Caro direttore, è da quando ho appreso la notizia che ho deciso di scrivere
a Luigi. Ho avuto bisogno di tempo per ragionare su cosa aveva fatto: sto
male per mia sorella, mia madre e soprattutto per suo figlio che ora deve
affrontare un così grande trauma. Sto male anche per lui, per quel Luigi
che ho conosciuto, con cui ho condiviso anni di vita e che mi ha aiutato nei
momenti di bisogno. Un uomo che ho sempre ritenuto meritevole del mio
rispetto.
Continuo a chiedermi che cosa è successo a Gino. Che ha fatto in questi
ultimi anni? Quanto soffriva? Chi gli vuole bene sta soffrendo con lui a cau-
sa del suo gesto assurdo, causa di tanto dolore per tante persone. Ho ascol-
tato la figlia del brigadiere ferito: una ragazza fiera e forte nonostante il do-
lore e la disperazione. Mi auguro, Gino, che tu possa essere così forte da
affrontare le conseguenze del tuo gesto. Affrontare le conseguenze vorrà
dire fare i conti con il dolore che hai causato. Sai, Gino, molte persone con
cui ho parlato hanno commentato: "Era inevitabile che qualcuno prima o
poi sparasse alle istituzioni". E' stato anche il mio primo commento quando
ho sentito la notizia senza sapere che eri stato tu. Ora rabbrividisco a quel
pensiero fatto da un gran numero di persone tra cui l'onorevole Cecconi
del M5S che ha detto: "Se Preiti sparava ad un'auto blu era più giustifica-
to". Ora mi rendo conto di quanto dolore hai generato. La soluzione al disa-
gio non possono essere bambini con il padre in carcere e famiglie rovinate.
Ricordo le tante discussioni che abbiamo avuto, con persone con idee poli-
tiche diverse e ora ascolto questa parte di popolazione che è solo stanca e
comprende il tuo gesto. Mi rivolgo a tutte le persone che hanno scritto
post inneggiando al gesto di Luigi per dire loro che è ignobile strumenta-
lizzare un gesto folle e disperato per il loro dissenso senza tenere in consi-
derazione che c'è un bambino ancora non in grado di capire e che, da zia,
mi auguro possa rifiutare l'idea di risolvere i problemi sparando.
(La cognata a Luigi: sparare non è mai la soluzione / da la Repubblica di
venerdì 3 maggio 2013)
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Abbiamo nel governo un ministro di colore, una donna congolese,
Cecil Kyenge, ed è la prima ministra nera di un governo della
Repubblica italiana: dovremmo esserne tutti orgogliosi, noi italiani.
No, in tanti non lo sono, anzi la disprezzano e lo fanno sapere sui va-
ri social network, blogs, facebook, twitter e la insultano, la apostrofa-
no anche con parole pesanti, alcune anche irripetibili.
Va bè, gli stolti e i teppisti crescono sugli alberi, si sa, per poi comun-
que cadere come pere o mele cotte (da soli). Peccato che la rete venga
usata come murales per le nefandezze verbali più spinte.
C'è per fortuna chi vigila, controlla, si autocontrolla e corregge metten-
doci una pezza, come dimostra la seguente lettera.
(Luciano Finesso)
I commenti incivili sono stati rimossi
Gianluca Borrelli
direttore Termometropolitico.it
NELL'ARTICOLO "Kyenge zulù: insultirazzisti sui siti della galassia
nazi", pubblicato il 30 aprile, è stata citata la nostra testata Termome-
tro Politico. Con riferimento ad alcuni commenti offensivi nei confronti
del neo ministro Kyenge e del presidente del Consiglio in carica Enrico
Letta l'articolo riferiva di "assioma del dibattito ospitato da Termome-
tropolitico". E' doveroso fare una distinzione tra il forum e la testata
giornalistica. Perciò prendiamo con forza le distanze da commenti di
natura razzista o espressi in maniera incivile che, com'è nostra abitudine,
sono stati subito rimossi.
(da la Repubblica - Lettere, commenti e idee / 3 maggio 2013)
Lucianone
mercoledì 1 maggio 2013
Sport - Tennis e Calcio/champions league
1 maggio '13 - mercoledì 1st May / Wednesday
Tennis
La Schiavone regina a Marrakech (28/04/'13)
Dopo 11 mesi di astinenza Francesca Schiavone è tornata
a vincere un torneo: è successo sulla terra di Marrakech,
in Marocco, dove l'azzurra (n.48 del ranking) ha battuto in
finale 6-1 6-3 la spagnola Lourdes Dominguez Lino, otte-
nendo il suo sesto titolo "pro" in carriera e il 61° nella sto-
ria del tennis femminile italiano.
Estoril: la Schiavone eliminata (01/05/'13)
In Portogallo la tennista milanese out in due set, 6-3 6-2.
La terra torna amica anche per Rafael Nadal, che dopo la sconfitta
di Montecarlo contro Djokovic, a Barcellona ha infilato addirittura
il suo ottavo centro in nove anni nel torneo catalano, superando in
un big match a senso unico l'altro spagnolo Nico Almagro per 6-4
6-3. Dal suo rientro a Febbraio è il quarto successo ottenuto dal
numero 5 del mondo, che ha raggiunto almeno la finale in tutti i sei
tornei che ha disputato nel 2013.
In Portogallo Fognini batte Lorenzi
ATP Estoril — In Portogallo, all'Estoril, nel torneo maschile su terra, Fabio Fognini si impone in tre set contro Paolo Lorenzi nel derby italiano di 2° turno. Il tennista ligure ha vinto per 7-6(5) 5-7 6-4 dopo 2 ore e 41' di gioco. Il primo set, molto equilibrato, se lo aggiudica Fognini al tie break per 7-5 dopo un break per parte, al 6° e 7° gioco. Nel secondo set Fognini potrebbe chiudere i conti, va a servire per il match sul 5-4, ma perde servizio e set, per 7-5, e la partita va al terzo. Qui Lorenzi parte meglio ed è il primo ad avere un break di vantaggio, ma Fognini recupera e chiude i conti sul 6-4. Successi di giornata per Victor Hanescu, 7-6(2) 6-4 al francese Benoit Paire, e per David Ferrer, in tre set contro Roger Vasselin (6-4 4-6 6-3): i due si sfideranno al 3° turno.
. F. Fognini, n.25 del ranking
CONTINUA...to be continued...
Tennis
La Schiavone regina a Marrakech (28/04/'13)
Dopo 11 mesi di astinenza Francesca Schiavone è tornata
a vincere un torneo: è successo sulla terra di Marrakech,
in Marocco, dove l'azzurra (n.48 del ranking) ha battuto in
finale 6-1 6-3 la spagnola Lourdes Dominguez Lino, otte-
nendo il suo sesto titolo "pro" in carriera e il 61° nella sto-
ria del tennis femminile italiano.
Estoril: la Schiavone eliminata (01/05/'13)
In Portogallo la tennista milanese out in due set, 6-3 6-2.
Francesca Schiavone, reduce dal successo di Marrakech, è stata eliminata al 2° turno del torneo di Estoril, su terra: la tennista milanese, infatti, ha perso per 6-3 6-2 contro la 19enne portoricana Monica Puig, n. 102 al mondo che non ha mai vinto alcun titolo Wta.

F. Schiavone, 6 titoli in carriera
Nadal vincente a BarcellonaLa terra torna amica anche per Rafael Nadal, che dopo la sconfitta
di Montecarlo contro Djokovic, a Barcellona ha infilato addirittura
il suo ottavo centro in nove anni nel torneo catalano, superando in
un big match a senso unico l'altro spagnolo Nico Almagro per 6-4
6-3. Dal suo rientro a Febbraio è il quarto successo ottenuto dal
numero 5 del mondo, che ha raggiunto almeno la finale in tutti i sei
tornei che ha disputato nel 2013.
In Portogallo Fognini batte Lorenzi
ATP Estoril — In Portogallo, all'Estoril, nel torneo maschile su terra, Fabio Fognini si impone in tre set contro Paolo Lorenzi nel derby italiano di 2° turno. Il tennista ligure ha vinto per 7-6(5) 5-7 6-4 dopo 2 ore e 41' di gioco. Il primo set, molto equilibrato, se lo aggiudica Fognini al tie break per 7-5 dopo un break per parte, al 6° e 7° gioco. Nel secondo set Fognini potrebbe chiudere i conti, va a servire per il match sul 5-4, ma perde servizio e set, per 7-5, e la partita va al terzo. Qui Lorenzi parte meglio ed è il primo ad avere un break di vantaggio, ma Fognini recupera e chiude i conti sul 6-4. Successi di giornata per Victor Hanescu, 7-6(2) 6-4 al francese Benoit Paire, e per David Ferrer, in tre set contro Roger Vasselin (6-4 4-6 6-3): i due si sfideranno al 3° turno.
. F. Fognini, n.25 del ranking
ATP Monaco — Nell'Atp 250 di Monaco di Baviera, sulla terra, al secondo turno Ivan Dodig vince il derby croato contro Marin Cilic per 6-4 6-2, il tedesco Philipp Kohlschreiber supera Korolev 6-2 6-4, il serbo Viktor Troicki batte Radek Stepanek 6-4 6-4 e l'ucraino Dolgopolov ha la meglio su Tursunov dopo due tie break: 7-6(2) 7-6(3).
WTA Estoril — Sempre all'Estoril, fra le donne, negli incontri di 2° turno, successi per Svetlana Kuznetsova su Galina Voskoboeva (6-4 6-4), Carla Suarez Navarro su Yanina Wickmayer (6-4 6-3), Romina Oprandi su Peng Shuai (6-1 6-3), Kaia Kanepi su Sorana Cirstea (6-1 6-2), Vesnina su Niculescu (6-4 6-4) e Morita su Ursula Radwanska (6-2 6-3).
FED CUP - L'Italia è in finale con Roberta Vinci, l'insuperabile / Festa azzurra a Palermo e a novembre il match finale
per il trofeo con la Russia
CALCIO
Champions League
FED CUP - L'Italia è in finale con Roberta Vinci, l'insuperabile / Festa azzurra a Palermo e a novembre il match finale
per il trofeo con la Russia
CALCIO
Champions League
CONTINUA...to be continued...
martedì 30 aprile 2013
Notizie recuperate - La nuova tangentopoli: Torino, Roma e Milano (per non dimenticare...)
30 aprile '13 - mercoledì 30th April / Wednesday visioni post - 14
(da la Repubblica - 12 dicembre 2012 - Federica Cravero
e Ottavia Giustetti)
Piemonte, lo scandalo dei rimborsi: videogame
e night a spese della Regione
Nel mirino 4 consiglieri : tra i conti anche una sega circolare
TORINO
Chissà quale utilità politica deve essersi figurato Andrea Stara, consigliere di centro-
sinistra del Piemonte indagato per peculato, mentre comprava con la carta di credito
della regione un tosaerba e una sega circolare. Oppure Michele Giovine, pensionati
per Cota, quando attendeva in coda alla cassa del bagno turco, asciugamano annoda-
to in vita, e in mano una carta intestata al gruppo regionale di cui è unico consigliere.
O Maurizio Lupi dei Verdi Verdi, mentre, vittima di una irrefrenabile passione per i
videogiochi, si faceva regalare dai contribuenti 2050 euro di prodotti informatici. E
poi ancora quando cenavano al ristorante, viaggiavano e soggiornavano all'estero,
fumavano le sigarette comprate con i soldi dei piemontesi, facevano una capatina al
night club fino a tarda notte. E' probabile che non abbiano neppure tentato lo sforzo
di immaginare una giustificazione. Perchè a giudicare dalla varietà di acquisti scon-
clusionati emersi dalla prima tranche di indagini della guardia di finanza di Torino
sulle spese dei gruppi regionali, si direbbe che neppure uno, tra Stara, Giovine e Lu-
pi, abbia provato a mantenere una condotta falsamente coerente con la reale moti-
vazione del finanziamento ai gruppi. E cioè il mantenimento dell'attività politica dei
consiglieri. Tutti e tre sono stati raggiunti da avviso di garanzia ieri mattina (11/12/'12).
L'accusa è di peculato: hanno utilizzato denaro pubblico per spese personali.
Recordman del bancomat facile è Giovine che ha messo insieme scontrini per 121
mila euro, più 80 mila euro mai giustificati, nel periodo che va dall'inizio della legi-
slatura Cota (maggio 2010) a oggi. Al secondo posto c'è Maurizio Lupi con 74 mila
euro, al terzo c'è Andrea Stara con 57 mila euro. Insieme a loro una quarta consi-
gliera regionale, Eleonora Artesio, Federazione della Sinistra, è stata raggiunta da
avviso di garanzia con la medesima accusa. Ma nel suo caso si parla di cifre molto
più basse, circa 12 mila euro in tre anni, per i quali è indagata. Lei però ha mante-
nuto un profilo molto meno colorito e ha speso di fatto per buoni pasto a collabora-
tori e tratte autostradali o biglietti ferroviari.
L'inchiesta della guardia di Finanza di Torino, coordinata dai pm Andrea Beconi
ed Enrica Gabetta, è partita alla fine di settembre, poco dopo lo scandalo laziale che
aveva travolto Fiorito e compagni. A dare l'input alle indagini è stata l'intervista
mandata in onda da una tv privata a Roberto Rosso, ex presidente del consiglio re-
gionale piemontese, poi diventato parlamentare del Pdl, che commentando gli spre-
chi della politica diceva: "So di un consiglio regionale che ha messo in rimborso
so spese una settimana bianca trascorsa a casa mia a Sestriere". La procura lo ha
convocato qualche giorno dopo ed immediatamente è scattato il blitz. I finanzieri
hanno sequestrato decine di faldoni con l'intera documentazione relativa alle spese
dei gruppi politici compresi migliaia di euro di autocertificazioni per i rimborsi chi-
lometrici delle trasferte, che si aggiungono a stipendi a cinque cifre e a gettoni di
presenza di 122 euro per ogni seduta del Parlamento regionale.
Per ora gli investigatori si sono concentrati sui gruppi da un solo componente del-
l'ultima legislatura. Quelli che hanno anche i budget più ridotti. Da oggi parte l'e-
same delle spese di tutti gli altri, anche i più facoltosi come Pd, Pdl e Lega.
(da la Repubblica - 12/12/'12 - Massimo Lugli e
Maria Elena Vincenzi)
Lazio / Roma, tangenti sugli appalti, blitz al ministero.
Il pm: "Un manuale della corruzione"
Politiche agricole, arrestati 11 dirigenti. "Pagati anche con i viaggi e mozzarelle"
ROMA
"Un piccolo trattato di sociologia della corruzione". Il procuratore aggiunto Nello
Rossi lo definisce così. Un giro di corruzione, appalti taroccati, contributi regalati,
favori e bustarelle di ogni tipo (dai contanti ai viaggi di lusso, dalle forniture di
mozzarella in cambio della promessa di una visita del ministro ai soggiorni in re-
sort a 5 stelle) che, per almeno 5 anni, ha inquinato alla radice gran parte dell'at-
tività del ministero per le Politiche agricole, alimentari e forestali.
Undici arresti, 32 indagati, una valanga di soldi, almeno 32 milioni, che si è river-
sata su 20 diverse aziende in odore di imbroglio. "Operazione Centurione": così
èstata battezzata l'indagine del nucleo di polizia tributaria della Finanza.
Il personaggio centrale, il "Centurione", appunto, che apre la lista degli arresta-
ti , è Giuseppe Ambrosio, 58 anni, direttore generale del consiglio per la ricerca
e la sperimentazione in agricoltura, capo di gabinetto dei ministri Zaia e Galan e
attualmente braccio destro del sottosegretario Franco Braga, stipendio lordo di
oltre 200 mila euro, già rinviato a giudizio 2 volte per truffa ma rimasto al suo
posto. Assieme a lui sono finiti in carcere la moglie Stefania Ricciardi, 59 anni,
dirigente dell'Ufficio per la promozione della qualità agroalimentare (una nomi-
na che avrebbe ottenuto, stando agli accertamenti del pm Stefano Fava, grazie
a una laurea ottenuta in un improbabile ateneo di Malta), Franceso Saverio
Abate, direttore generale per la pesca marittima e l'acquacultura; Ludovico
Gay, ex direttore generale della Buonitalia Spa (una società a partecipazione
interamente ministeriale), Alfredo Bernardini, dirigente della Confederazione
italiana agricoltori e Michele Mariani, un impiegato che aveva le mani in pa-
sta in moltissime commissiomi del Ministero.
Arresti domiciliari per Luca Gaudiano, un altro funzionario di via XX settem-
bre 20, Riccardo Deserti, direttore del Consorzio parmigiano reggiano e tre
imprenditori, Maria Claudia Golinelli, Luigi Cardona e Oliviero Sorbini. Tra
gli indagati, tanto per completare il quadretto familiare, compare anche la ni-
pote del "Centurione", Monica Ricciardi, 38 anni. Le ordinanze di custodia
cautelare, sono state firmate dal gip Flavia Costantini... I militari del colon-
nello Fabio Pirani, contemporaneamente, hanno messo sotto sequestro beni
per 22 milioni tra 43 immobili e terreni e 10 auto e moto di lusso
CONTINUA...to be continued...
(da la Repubblica - 12 dicembre 2012 - Federica Cravero
e Ottavia Giustetti)
Piemonte, lo scandalo dei rimborsi: videogame
e night a spese della Regione
Nel mirino 4 consiglieri : tra i conti anche una sega circolare
TORINO
Chissà quale utilità politica deve essersi figurato Andrea Stara, consigliere di centro-
sinistra del Piemonte indagato per peculato, mentre comprava con la carta di credito
della regione un tosaerba e una sega circolare. Oppure Michele Giovine, pensionati
per Cota, quando attendeva in coda alla cassa del bagno turco, asciugamano annoda-
to in vita, e in mano una carta intestata al gruppo regionale di cui è unico consigliere.
O Maurizio Lupi dei Verdi Verdi, mentre, vittima di una irrefrenabile passione per i
videogiochi, si faceva regalare dai contribuenti 2050 euro di prodotti informatici. E
poi ancora quando cenavano al ristorante, viaggiavano e soggiornavano all'estero,
fumavano le sigarette comprate con i soldi dei piemontesi, facevano una capatina al
night club fino a tarda notte. E' probabile che non abbiano neppure tentato lo sforzo
di immaginare una giustificazione. Perchè a giudicare dalla varietà di acquisti scon-
clusionati emersi dalla prima tranche di indagini della guardia di finanza di Torino
sulle spese dei gruppi regionali, si direbbe che neppure uno, tra Stara, Giovine e Lu-
pi, abbia provato a mantenere una condotta falsamente coerente con la reale moti-
vazione del finanziamento ai gruppi. E cioè il mantenimento dell'attività politica dei
consiglieri. Tutti e tre sono stati raggiunti da avviso di garanzia ieri mattina (11/12/'12).
L'accusa è di peculato: hanno utilizzato denaro pubblico per spese personali.
Recordman del bancomat facile è Giovine che ha messo insieme scontrini per 121
mila euro, più 80 mila euro mai giustificati, nel periodo che va dall'inizio della legi-
slatura Cota (maggio 2010) a oggi. Al secondo posto c'è Maurizio Lupi con 74 mila
euro, al terzo c'è Andrea Stara con 57 mila euro. Insieme a loro una quarta consi-
gliera regionale, Eleonora Artesio, Federazione della Sinistra, è stata raggiunta da
avviso di garanzia con la medesima accusa. Ma nel suo caso si parla di cifre molto
più basse, circa 12 mila euro in tre anni, per i quali è indagata. Lei però ha mante-
nuto un profilo molto meno colorito e ha speso di fatto per buoni pasto a collabora-
tori e tratte autostradali o biglietti ferroviari.
L'inchiesta della guardia di Finanza di Torino, coordinata dai pm Andrea Beconi
ed Enrica Gabetta, è partita alla fine di settembre, poco dopo lo scandalo laziale che
aveva travolto Fiorito e compagni. A dare l'input alle indagini è stata l'intervista
mandata in onda da una tv privata a Roberto Rosso, ex presidente del consiglio re-
gionale piemontese, poi diventato parlamentare del Pdl, che commentando gli spre-
chi della politica diceva: "So di un consiglio regionale che ha messo in rimborso
so spese una settimana bianca trascorsa a casa mia a Sestriere". La procura lo ha
convocato qualche giorno dopo ed immediatamente è scattato il blitz. I finanzieri
hanno sequestrato decine di faldoni con l'intera documentazione relativa alle spese
dei gruppi politici compresi migliaia di euro di autocertificazioni per i rimborsi chi-
lometrici delle trasferte, che si aggiungono a stipendi a cinque cifre e a gettoni di
presenza di 122 euro per ogni seduta del Parlamento regionale.
Per ora gli investigatori si sono concentrati sui gruppi da un solo componente del-
l'ultima legislatura. Quelli che hanno anche i budget più ridotti. Da oggi parte l'e-
same delle spese di tutti gli altri, anche i più facoltosi come Pd, Pdl e Lega.
(da la Repubblica - 12/12/'12 - Massimo Lugli e
Maria Elena Vincenzi)
Lazio / Roma, tangenti sugli appalti, blitz al ministero.
Il pm: "Un manuale della corruzione"
Politiche agricole, arrestati 11 dirigenti. "Pagati anche con i viaggi e mozzarelle"
ROMA
"Un piccolo trattato di sociologia della corruzione". Il procuratore aggiunto Nello
Rossi lo definisce così. Un giro di corruzione, appalti taroccati, contributi regalati,
favori e bustarelle di ogni tipo (dai contanti ai viaggi di lusso, dalle forniture di
mozzarella in cambio della promessa di una visita del ministro ai soggiorni in re-
sort a 5 stelle) che, per almeno 5 anni, ha inquinato alla radice gran parte dell'at-
tività del ministero per le Politiche agricole, alimentari e forestali.
Undici arresti, 32 indagati, una valanga di soldi, almeno 32 milioni, che si è river-
sata su 20 diverse aziende in odore di imbroglio. "Operazione Centurione": così
èstata battezzata l'indagine del nucleo di polizia tributaria della Finanza.
Il personaggio centrale, il "Centurione", appunto, che apre la lista degli arresta-
ti , è Giuseppe Ambrosio, 58 anni, direttore generale del consiglio per la ricerca
e la sperimentazione in agricoltura, capo di gabinetto dei ministri Zaia e Galan e
attualmente braccio destro del sottosegretario Franco Braga, stipendio lordo di
oltre 200 mila euro, già rinviato a giudizio 2 volte per truffa ma rimasto al suo
posto. Assieme a lui sono finiti in carcere la moglie Stefania Ricciardi, 59 anni,
dirigente dell'Ufficio per la promozione della qualità agroalimentare (una nomi-
na che avrebbe ottenuto, stando agli accertamenti del pm Stefano Fava, grazie
a una laurea ottenuta in un improbabile ateneo di Malta), Franceso Saverio
Abate, direttore generale per la pesca marittima e l'acquacultura; Ludovico
Gay, ex direttore generale della Buonitalia Spa (una società a partecipazione
interamente ministeriale), Alfredo Bernardini, dirigente della Confederazione
italiana agricoltori e Michele Mariani, un impiegato che aveva le mani in pa-
sta in moltissime commissiomi del Ministero.
Arresti domiciliari per Luca Gaudiano, un altro funzionario di via XX settem-
bre 20, Riccardo Deserti, direttore del Consorzio parmigiano reggiano e tre
imprenditori, Maria Claudia Golinelli, Luigi Cardona e Oliviero Sorbini. Tra
gli indagati, tanto per completare il quadretto familiare, compare anche la ni-
pote del "Centurione", Monica Ricciardi, 38 anni. Le ordinanze di custodia
cautelare, sono state firmate dal gip Flavia Costantini... I militari del colon-
nello Fabio Pirani, contemporaneamente, hanno messo sotto sequestro beni
per 22 milioni tra 43 immobili e terreni e 10 auto e moto di lusso
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Personaggi - Lo studente americano Thomas Herndon
30 aprile '13 - mercoledì 30th April / Wednesday visione post - 11
Il ragazzo-studente che ha smentito Harvard
salvando il mondo dall'austerità
Scoprendo errori banali Thomas Herndon ha confutato le teorie
su rigore e crescita degli economisti Reinhart e Rogoff,
e ha demolito il dogma su cui Germania e Ue hanno
basato le loro politiche. Diventando una star.
(da la Repubblica / R2 Il Personaggio - Federico Rampini da New York)
A 28 anni è una celebrità mondiale, la sua università ha dovuto creargli un ufficio
stampa ad hoc per filtrare le troppe domande d'interviste. Il dottorando che ha
"smascherato le teorie dell'austerity" ora passa le sue giornate a parlare con il
New York Times, il Wall Street Journal e la Bbc. E' apparso come star nel po-
polare talk show di satira politica The Colbert Report. Se l'è meritata davvero
questa fama Thomas Herndon, che prepara la sua tesi di Ph.D. alla University of
Massachussetts di Amberst.
Il premio Nebel dell'economia Paul Krugman gli dà atto di avere "confutato lo studio ac-
cademico più autorevole degli ultimi anni". Scoprendovi degli errori banali, imbarazzanti
per gli autori. Le vittime di Herndon sono due tra gli economisti più stimati del mondo:
Carmen Reinhart e Kenneth Rogoff. Loro due insegnano in una super-università, Har-
vard, ben più prestigiosa di quella dove studia il 28enne dottorando che li ha messi al
tappeto. Rogoff, che è stato economista anche al Fmi (Fondo monetario internazionale)
e alla Federal Reserve, insieme con la sua collega Reinhart pubblicò "Growth in a Time
of Debt", una ricerca conclusa proprio quando stava scoppiando la crisi della Grecia. In
quel testo vi era la "prova scientifica", secondo gli autori, che se il debito pubblico di
di una nazione raggiunge la soglia del 90% del Pil, diventa un ostacolo insuperabile alla
crescita. Quella cifra "magica" venne adottata come un dogma, istantaneamente ripre-
sa da organizzazioni internazionali e governi: da angela Merkel alla Commissione euro-
pea, fino al partito repubblicano negli Stati Uniti. Lo stesso Krugman ricorda che "ebbe
un ruolo cruciale nella svolta delle politiche economiche, con l'abbandono delle manovre
anti-recessive sostituite prontamente con politiche di austerità. La tesi di Krugman è
che c'erano già poderose correnti ideologiche in azione per interrompere le manovre an-
ti-recessione, e tuttavia quello studio divenne un regalo insperato, una pietra miliare, il
fondamento teorico per l'austerity.
Herndon, che si definisce "nè conservatore nè progressista", non è stato mosso da
un'agenda politica. "Non ero partito - racconta - con l'intenzione di demolire lo studio
di Reinhart-Rogoff, davvero non ero a caccia di errori. I miei professori di Amherst
mi avevano assegnato un compito molto comune: prendi una ricerca fatta da altri eco-
nomisti, e prova a dimostrare che sei capace di replicarne il risultato".
E' così che, esercitandosi a rifare lo stesso percorso di Reinhart-Rogoff, il 28enne si
è imbattuto nella sua scoperta. "Provavo e riprovavo a fare i loro stessi calcoli, ma i
risultati non erano quelli. I conti non tornavano.". Per vederci chiaro lui si rivolse
agli stessi autori. Che reagirono con grande fair-play e trasparenza. Forse sottovalu-
tando il pericolo? Di certo non snobbarono il giovane dottorando di una univeristà
meno prestigiosa. "Su mia richiesta - racconta lui - mi hanno messo a disposizione
tutte le loro fonti originarie da cui avevano attinto i dati sulla crescita. Mi hanno da-
to accesso anche alle varie versioni dei loro calcoli". Mal gloene incolse. Perchè il
preciso e scrupoloso Herndon scoprì l'errore. Anzi due categorie di errori, grossola
lni e dalle conseguenze disastrose. La coppia di grandi economisti aveva banalmen-
te commesso una svista di "allineamento" nelle colonne delle cifre da addizionare
usando il software Excel della Microsoft. Sicchè alcuni calcoli erano sbagliati.
In più - questo forse è lo sbaglio più inperdonabile - Reinhart-Rogoff avevano omes-
so di includere tra le nazioni esaminate ben tre casi (Canada, Australia e Nuova Ze-
landa) in cui la crescita economica non è stata affatto penalizzata da un elevato de-
bito pubblico.
La rivelazione di Herndon ha avuto un impatto enorme. I due imputati, Reinhart-
Rogoff, hanno dovuto ammettere l'errore. Lo hanno fatto con un una imbarazzata
column sul New York Times, cercando al tempo stesso di prendere le distanze dal-
le politiche di austerity applicate usando la loro ricerca. E come rivela il Wall
Street Journal "all'ultima riunione del G20 è stato depennato dal comunicato fina-
le ogni riferimento al rapporto debito/Pil, per effetto di questa scoperta".
L'anchorman satirico Stephen Colbert conclude: "E ora chi glielo dice agli europei?
Sono così contenti dell'austerity, che ogni tanto per festeggiarla scendono in piazza
e accendono dei fuochi...".
La lezione di umiltà vale anche per gli avversari del rigore. I grandi nomi del pensie-
ro neokeynesiano, da Krugman a Joseph Stiglitz, non avevano mai accettato il dog-
ma di Reinhart-Rogoff. Ma le loro contestazioni volavano alto, troppo alto. Nessu-
no si era imbarcato nella fatica di fare il lavoro "operaio" del 28enne Herndon:
prendersi tutti i numeri, uno per uno, e rifare le addizioni.
Il ragazzo-studente che ha smentito Harvard
salvando il mondo dall'austerità
Scoprendo errori banali Thomas Herndon ha confutato le teorie
su rigore e crescita degli economisti Reinhart e Rogoff,
e ha demolito il dogma su cui Germania e Ue hanno
basato le loro politiche. Diventando una star.
(da la Repubblica / R2 Il Personaggio - Federico Rampini da New York)
A 28 anni è una celebrità mondiale, la sua università ha dovuto creargli un ufficio
stampa ad hoc per filtrare le troppe domande d'interviste. Il dottorando che ha
"smascherato le teorie dell'austerity" ora passa le sue giornate a parlare con il
New York Times, il Wall Street Journal e la Bbc. E' apparso come star nel po-
polare talk show di satira politica The Colbert Report. Se l'è meritata davvero
questa fama Thomas Herndon, che prepara la sua tesi di Ph.D. alla University of
Massachussetts di Amberst.
Il premio Nebel dell'economia Paul Krugman gli dà atto di avere "confutato lo studio ac-
cademico più autorevole degli ultimi anni". Scoprendovi degli errori banali, imbarazzanti
per gli autori. Le vittime di Herndon sono due tra gli economisti più stimati del mondo:
Carmen Reinhart e Kenneth Rogoff. Loro due insegnano in una super-università, Har-
vard, ben più prestigiosa di quella dove studia il 28enne dottorando che li ha messi al
tappeto. Rogoff, che è stato economista anche al Fmi (Fondo monetario internazionale)
e alla Federal Reserve, insieme con la sua collega Reinhart pubblicò "Growth in a Time
of Debt", una ricerca conclusa proprio quando stava scoppiando la crisi della Grecia. In
quel testo vi era la "prova scientifica", secondo gli autori, che se il debito pubblico di
di una nazione raggiunge la soglia del 90% del Pil, diventa un ostacolo insuperabile alla
crescita. Quella cifra "magica" venne adottata come un dogma, istantaneamente ripre-
sa da organizzazioni internazionali e governi: da angela Merkel alla Commissione euro-
pea, fino al partito repubblicano negli Stati Uniti. Lo stesso Krugman ricorda che "ebbe
un ruolo cruciale nella svolta delle politiche economiche, con l'abbandono delle manovre
anti-recessive sostituite prontamente con politiche di austerità. La tesi di Krugman è
che c'erano già poderose correnti ideologiche in azione per interrompere le manovre an-
ti-recessione, e tuttavia quello studio divenne un regalo insperato, una pietra miliare, il
fondamento teorico per l'austerity.
Herndon, che si definisce "nè conservatore nè progressista", non è stato mosso da
un'agenda politica. "Non ero partito - racconta - con l'intenzione di demolire lo studio
di Reinhart-Rogoff, davvero non ero a caccia di errori. I miei professori di Amherst
mi avevano assegnato un compito molto comune: prendi una ricerca fatta da altri eco-
nomisti, e prova a dimostrare che sei capace di replicarne il risultato".
E' così che, esercitandosi a rifare lo stesso percorso di Reinhart-Rogoff, il 28enne si
è imbattuto nella sua scoperta. "Provavo e riprovavo a fare i loro stessi calcoli, ma i
risultati non erano quelli. I conti non tornavano.". Per vederci chiaro lui si rivolse
agli stessi autori. Che reagirono con grande fair-play e trasparenza. Forse sottovalu-
tando il pericolo? Di certo non snobbarono il giovane dottorando di una univeristà
meno prestigiosa. "Su mia richiesta - racconta lui - mi hanno messo a disposizione
tutte le loro fonti originarie da cui avevano attinto i dati sulla crescita. Mi hanno da-
to accesso anche alle varie versioni dei loro calcoli". Mal gloene incolse. Perchè il
preciso e scrupoloso Herndon scoprì l'errore. Anzi due categorie di errori, grossola
lni e dalle conseguenze disastrose. La coppia di grandi economisti aveva banalmen-
te commesso una svista di "allineamento" nelle colonne delle cifre da addizionare
usando il software Excel della Microsoft. Sicchè alcuni calcoli erano sbagliati.
In più - questo forse è lo sbaglio più inperdonabile - Reinhart-Rogoff avevano omes-
so di includere tra le nazioni esaminate ben tre casi (Canada, Australia e Nuova Ze-
landa) in cui la crescita economica non è stata affatto penalizzata da un elevato de-
bito pubblico.
La rivelazione di Herndon ha avuto un impatto enorme. I due imputati, Reinhart-
Rogoff, hanno dovuto ammettere l'errore. Lo hanno fatto con un una imbarazzata
column sul New York Times, cercando al tempo stesso di prendere le distanze dal-
le politiche di austerity applicate usando la loro ricerca. E come rivela il Wall
Street Journal "all'ultima riunione del G20 è stato depennato dal comunicato fina-
le ogni riferimento al rapporto debito/Pil, per effetto di questa scoperta".
L'anchorman satirico Stephen Colbert conclude: "E ora chi glielo dice agli europei?
Sono così contenti dell'austerity, che ogni tanto per festeggiarla scendono in piazza
e accendono dei fuochi...".
La lezione di umiltà vale anche per gli avversari del rigore. I grandi nomi del pensie-
ro neokeynesiano, da Krugman a Joseph Stiglitz, non avevano mai accettato il dog-
ma di Reinhart-Rogoff. Ma le loro contestazioni volavano alto, troppo alto. Nessu-
no si era imbarcato nella fatica di fare il lavoro "operaio" del 28enne Herndon:
prendersi tutti i numeri, uno per uno, e rifare le addizioni.
Lucianone
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