sabato 4 maggio 2013

Scienze - Neuroni: tempi di invecchiamento

4 maggio '13 - sabato              4th May / Saturday

I neuroni possono sopravvivere
al corpo che li ha generati
I tempi di invecchiamento dei neuroni non sono determinati geneticamente
ma dall'ambiente in cui si sviluppano.

MILANO -
 Non sono i geni, ma l’ambiente. La vita dei neuroni può durare più a lungo di quella dell’organismo che li ha generati. È la scoperta, tutta italiana, portata avanti - per ben cinque anni - da Lorenzo Magrassi dell’Università di Pavia, Ferdinado Rossi e Ketty Leto dell’Istituto di neuroscienze della fondazione Cavalieri Ottolenghi presso l'Università di Torino.
CELLULE PERENNI - Partendo dal presupposto che le cellule nervose sono perenni e che non possono dividersi e generarne di altre, per molto tempo si è creduto che deperissero prima del resto dell’organismo, dando vita a forme di demenze senili: «Queste teorie sono state da tempo respinte, tanto da dimostrare che i neuroni di un individuo di 80 anni sono gli stessi di un 30enne: i problemi, semmai, insorgono a livello di sinapsi», spiega Magrassi, professore di Neurochirurgia a Pavia.
TRAPIANTO DI NEURONI - Il team di studiosi ha sperimentato un trapianto di neuroni, innestando cellule embrionali di un topo (la cui sopravvivenza media è di 18 mesi) nel cervello di un ratto (che vive in media circa 36 mesi). Una volta "assestatesi" nel nuovo organismo, le cellule del topo hanno mantenuto la loro dimensione originaria (di poco inferiore rispetto a quelle del ratto). Ma, con grande sorpresa, non sono deperite dopo 18 mesi, come sarebbe successo nell’altro organismo e si sono comportate esattamente come le altre: invecchiando, certo, ma al ritmo del ratto. E spegnendosi dopo circa 3 anni.
AMBIENTE FONDAMENTALE - «Questo dimostra come i tempi di invecchiamento dei neuroni non siano determinati geneticamente, quindi a priori, ma dall’ambiente in cui si sviluppano», ha proseguito il professore. Una scoperta che apre a nuovi scenari: «Ancora non sappiamo come mai questo avvenga, ma sappiamo che è su questo che dobbiamo insistere». Perché i processi di invecchiamento cellulare (molto accelerati), e la conseguente estinzione del neurone, sono la causa di molte patologie neurodegenerative: «Ma siamo ancora troppo indietro. Siamo solo all’inizio».

Lucianone

Sport - calcio / Serie B - 40^ giornata: l'anticipo Verona - Pro Vercelli

4 maggio '13 - sabato          4th May / Saturday

Serie B: Verona-Pro Vercelli 3-1, prosegue il volo per la A. Piemontesi in Lega Pro

Verona, 3 maggio 2013

L'Hellas supera i piemontesi senza difficoltà: apre Cacciatore nel primo tempo, nella ripresa chiudono i giochi Gomez e Sgrigna. Inutile la rete finale di Iemmello. Gialloblù a -2 dal Sassuolo capolista.

Il Verona è secondo, almeno per un giorno. La Pro Vercelli è in Lega Pro, almeno per un anno. Troppa differenza al Bentegodi, troppo affamato l’Hellas per concedere sconti a chi era davanti all’ultima chiamata per rimanere aggrappato alla serie B.

                           Alessandro Sgrigna: a segno contro la Pro Vercelli

TUTTO TROPPO FACILE — L’equilibrio non c’è mai stato, anche se in avvio qualcosa di buono la volenterosa Pro Vercelli ha mostrato. Mandorlini è squalificato, tornerà sabato con la Juve Stabia. In panchina il vice Bordin, in campo solo piedi buoni a centrocampo fra Bacinovic e Jorginho, in mediana scala Martinho per far posto nel tridente al rientrante Sgrigna, vicino a Cacia e Gomez. La Pro Vercelli senza tre dei quattro ex (Grossi, Abbate, Ragatzu) tira in porta per prima (2’) con De Silvestro, ma l’intervento di Rafael non è poi così complicato. Il Verona trova spazio soprattutto a destra, dove l’asse Cacciatore-Gomez funziona al meglio. I pericoli iniziali li crea Daniele Cacia, che al 12’ sfiora il gol numero 23 della sua stagione con un destro a giro che Valentini con la punta delle dita manda sulla traversa e quindi in corner. Non è solo gara d’attesa quella della Pro Vercelli, che a Verona mancava dal 27 ottobre del 1940 e che al Bentegodi dimostra di valere soprattutto all’inizio più del penultimo posto in classifica. Cacia (13’) colpisce debolmente di testa, Gomez (21’) ci prova dal limite con un tocco morbido che finisce alto di poco. Un’occasione nitida ce l’ha anche la Pro Vercelli al 27’, quando Iemmello sulla destra vince un rimpallo con Maietta, va verso Rafael, si accentra ma conclude a lato di poco col mancino. Appena dopo la mezzora Gomez non arriva sullo spunto di Martinho ma al 35’ è perfetto Cacciatore, alla Pro Vercelli nelle giovanili, ad insaccare col piattone un gran servizio sul secondo palo di Sgrigna. L’Hellas punge ancora, ma la Pro Vercelli tiene il minimo scarto. Tutti negli spogliatoi sull’accelerazione infruttuosa di Sgrigna, dopo un solo minuto di recupero.

L'HELLAS DILAGA— Si torna in campo e Gomez chiude in fretta il discorso. La punizione di Sgrigna (7’) trova la deviazione della barriera ma la palla resta in zona pericolosa, Gomez è il più veloce di tutti e di esterno destro fa dieci in campionato. La differenza fra l'una e l’altra squadra si dilata col trascorrere dei minuti, il Verona continua a produrre occasioni, ci prova a più riprese e fa tris al 27’ con un agevole tocco a porta vuota di Sgrigna, liberato dall’immancabile accelerazione di Martinho. I 17.300 del Bentegodi hanno il tempo di vedere anche il quinto gol stagionale di Iemmello (40’), bravo a chiudere di prepotenza alle spalle di Rafael una bella azione corale. È l’ultima emozione, il Verona passa facile e tocca quota 78 punti. Come un anno fa. Stavolta però il finale potrebbe essere diverso.
(da LaGazzettadellosport.it  - di Alessandro De Pietro)

Lucianone

venerdì 3 maggio 2013

Economia / finanza - L'Italia e gli altri Paesi della Ue

3 maggio '13 - venerdì              3rd May / Friday                        visioni post - 8

Deficit al 3%: l'Italia fa meglio degli altri.
Ma i conti e l'instabilità politica preoccupano
ancora la Ue. Il debito italiano a quota 127%
L'Italia ha chiuso il 2012 con un deficit pari al 3% del Pil e il debito
è salito fino al 127%.   Il deficit è leggermente superiore alle ultime
previsioni della Commissione (2,9%). Tuttavia questo sia pur picco-
lo peggioramento dei conti potrebbe creare ulteriori difficoltà nella
decisione di chiudere la procedura di deficit eccessivo, che la Com-
missione dovrà prendere a maggio, dopo la pubblicazione delle nuo-
ve previsioni economiche. Per l'Italia la chiusura della procedura è
un  obiettivo  importante, sia  perchè  sottolineerebbe  la ritrovata
credibilità dei nostri conti pubblici, migliori di quelli della maggior
parte dei partner europei, sia perchè  consentirebbe al governo  di
invocare  quel "margine di flessibilità" previsto dai trattati e di li-
berare così risorse per investimenti a sostegno della crescita.
Il portavoce  del commissario agli Affari economici Olli Rehn ha
confermato che Bruxelles è intenzionata a chiudere la procedura
apertacontro il nostro Paese ai tempi del governo Berlusconi.
Tuttavia ha ripetuto che, per arrivare a questo risultato, sarà ne-
cessario che le prossime previsioni  confermiono che il deficit si
manterrà sotto la barra  del tre per cento  anche  nel 2013 e nel
2014.
Ma la valutazione dell'Europa  sui conti pubblici italiani non sarà
di tipo puramente contabile. Grazie all'entrata in vigore delle nuo-
ve norme sulle politiche di bilancio, il giudizio sarà più complessi-
vo. "Non guardiamo solo al valore nominale del deficit ma anche
alla qualità dello sforzo compiuto e alle misure di riduzione del di-
savanzo strutturale - ha spiegato il postavoce di Rehn - e ora dia-
mo molto più valore al modo in cui viene ridotto il debito"...
La rielezione di Napolitano, che in Europa è visto come una garan-
zia dell'impegno a restare nell'euro, potrebbe fugare i timori che il
prossimo esecutivo possa in qualche modo disattendere gli impegni
presi dal Paese.
Complessivamente, comunque, il 2012 ha visto l'Italia fare meglio
della media europea. Il nostro deficit è nei limiti del 3% prevsito
dal Patto di stabilità, mentre la media è al 3,7% nella zona euro.
Spagna, Grecia, Irlanda, Cipro, Gran Bretagna, Francia, Olanda,
Repubblica Ceca, Slovacchia, Olanda, Danimarca, Slovenia, Bel-
gio, Polonia, Malta e Lituania hanno  fabbisogni  superiori al no-
stro. A nostro svantaggio. però, pesa un enorme debito pubblico,ù
al 127% del Pil, inferiore solo a quello della Grecia, mentre la me-
dia europea è al 90%.
Ma ormai la Commissione si sta orientando a mitigare le sue richie-
ste di rigore. "La politica di austerità ha raggiunto i suoi limiti", ha
dichiarato ieri il presidente Barroso. E lo stesso Olli Rehn ha detto
che ora, superata la tempesta  contro l'euro,  "possiamo  avere  un
percorso di aggiustamento a medio termine più rilassato".
Anche Angela Merkel, parlando ieri  Berlino, si è difesa dall'accusa
di essere una paladina del rigore fine a se stesso. "La crescita è im-
portante anche per me, solo voglio che  non sia basata  su false pre-
messe", ha detto la cancelliera, che ha anche negato  di avere mire
egemoniche sulla politica europea. "L'egemonia è un'idea a me as-
solutamente estranea", ha spiegato affermando anzi che è necessa-
ria una ulteriore cessione di sovranità all'Europa. "Bisogna accetta-
re che l'Europa abbia l'ultima parola in più settori di quanto accada
oggi. Per quanto mi riguarda, io sono pronta".
(da la Repubblica - 23 aprile 2013 - Andrea Bonanni)

Il Nord Europa si scopre vizioso: conti pubblici
oltre i limiti e la Ue allenta il super-rigore
Nessun Paese di Eurolandia è riuscito a ridurre il debito, comprese
Germania, Finlandia e Austria. / Su 17 nazioni dell'Eurozona, nove
risultano in recessione / L'appello della Pimco: "Dovete cominciare
a spendere quattrini"

(da la Repubblica - 23/04/2013 - Maurizio Ricci - 'Oltre l'austerity')
Se a tirare la prima pietra deve essere solo  chi è senza peccato, la lapidazione
è cancellata e i condannati possono tirare un sospiro di sollievo: rischiano sol-
tanto qualche sassolino. Nella fiction morale in cui la Germania ha trasforma-
to il dibattito europeo sulla crisi, infatti, quelli che peccano di finanza allegra
sono sempre di più e i virtuosi sempre di meno.   Anzi, un bel pò di virtuosi si
stanno scoprendo peccatori. tanto  che i sacerdoti dell'austerità cominciano a
pensare che è il caso, il più spesso possibile di chiudere un occhio. Anche per-
chè la supposta dannazione sembra sempre più lontana.  Della sferza dei mer-
cati che dovrebbe colpire i reprobi, infatti, non c'è traccia. Gli arcigni giudici
dei mercati, anzi, si schierano con i peccatori.    Bill Gross è il manager della
Pimco, il più grande fondo al mondo  di investimenti in titoli  a reddito fisso,
cioè, con quasi 300 miliardi di dollari di soldi gestiti, la persona più vicina al.
l'ipotetica definizione di arbitro supremo del debito pubblico. E non ha dubbi:
"Dovete cominciare a spendere quattrini" avverte l'eurozona.
Il manifesto dell'austerità, propagandato in questi anni, recita che  il risana-
mento di bilancio, ricreando fiducia, attira investimenti e rilancia la crescita.
Ma, a quanto pare, non suscita la fiducia di Gross: "E' un errore  -  spiega in
una intervista al 'Financial Times'  -  credere che l'austerità di bilancio, nel
breve termine, sia la strada per produrre crescita reale. Non lo è affatto". E i
dati gli danno ragione.

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Lettere - No alla violenza / No ai commenti incivili sul web

3 maggio '13 - venerdì              3rd May / Friday                 visioni post - 7

Questo Luigi Preiti è un uomo disperato,
che voleva trovare un modo diverso per
farla finita con la sua vita da disoccupato,
da giocatore di video poker e altro, da uomo separato
che viveva ormai con i genitori.  E quel modo diverso
sarebbe stato nella sua mente di farsi uccidere dai po-
liziotti, dopo aver comunque mirato a qualche politico.
Ha invece mirato con la sua arma a due carabinieri e
questi, mandando in frantumi il suo piano, non hanno
reagito, e comunque uno di loro ha rischiato di morire.
Ora in tanti, anche su Internet, lo esaltano, lo fanno di-
ventare eroe, contro la politica marcia, contro il siste-
ma corrotto.
Sbagliato! La violenza non deve passare o chi ha ragione,
come al solito, passa (lui sì) dalla parte del torto,  Stiamo
quindi attenti e misuriamo le parole  La seguente lettera
ci potrà far capire che la violenza crea solo dolore e feri-
te profonde. 
 (Lucianone)

Lettera della cognata di Luigi Preiti, lo sparatore di Montecitorio
di domenica scorsa
Tania Dan
Caro direttore, è da quando ho appreso la notizia che ho deciso di scrivere
a Luigi. Ho avuto bisogno di tempo  per ragionare su  cosa aveva fatto: sto
male per mia sorella, mia madre e soprattutto per suo figlio che ora deve
affrontare un così grande trauma.  Sto male anche per lui, per quel Luigi
che ho conosciuto, con cui ho condiviso anni di vita e che mi ha aiutato nei
momenti di bisogno.   Un uomo che ho sempre ritenuto meritevole del mio
rispetto.
Continuo  a chiedermi  che cosa è successo a Gino.  Che ha fatto  in questi
ultimi anni? Quanto soffriva? Chi gli vuole bene sta soffrendo con lui a cau-
sa del suo gesto assurdo, causa di tanto dolore per tante persone. Ho ascol-
tato la figlia del brigadiere ferito: una ragazza fiera e forte nonostante il do-
lore e la disperazione.   Mi auguro, Gino, che tu possa essere così forte da
affrontare le conseguenze del tuo gesto.   Affrontare le conseguenze vorrà
dire fare i conti con il dolore che hai causato. Sai, Gino, molte persone con
cui ho parlato hanno commentato:   "Era inevitabile che qualcuno prima o
poi sparasse alle istituzioni". E' stato anche il mio primo commento quando
ho sentito la notizia senza sapere che eri stato tu. Ora rabbrividisco a quel
pensiero fatto  da un gran numero di persone  tra cui  l'onorevole Cecconi
del M5S che ha detto: "Se Preiti sparava ad un'auto blu era più giustifica-
to". Ora mi rendo conto di quanto dolore hai generato. La soluzione al disa-
gio non possono essere bambini con il padre in carcere e famiglie rovinate.
Ricordo le tante discussioni che abbiamo avuto, con persone con idee poli-
tiche diverse e ora ascolto questa parte di popolazione che è solo stanca e 
comprende il tuo gesto.      Mi rivolgo a tutte le persone che hanno scritto
post inneggiando al gesto di Luigi per dire loro che  è ignobile strumenta-
lizzare un gesto folle e disperato per il loro dissenso senza tenere in consi-
derazione che c'è un bambino ancora non in grado di capire e che, da zia,
mi auguro possa rifiutare l'idea di risolvere i problemi sparando.
(La cognata a Luigi: sparare non è mai la soluzione / da la Repubblica di
venerdì 3 maggio 2013)
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Abbiamo nel governo  un ministro di colore, una donna congolese, 
Cecil Kyenge, ed è  la  prima  ministra  nera  di  un  governo della
Repubblica italiana:  dovremmo esserne tutti orgogliosi, noi italiani.
No, in tanti non lo sono, anzi la disprezzano e lo fanno sapere sui va-
ri social network, blogs, facebook, twitter e la insultano, la apostrofa-
no anche con parole pesanti, alcune anche irripetibili.
Va bè, gli stolti e i teppisti crescono sugli alberi, si sa, per poi comun-
que cadere come pere o mele cotte (da soli). Peccato che la rete venga
usata come murales  per le nefandezze verbali più spinte.
C'è per fortuna chi vigila, controlla, si autocontrolla e corregge metten-
doci una pezza, come dimostra la seguente lettera.
(Luciano Finesso)

I commenti incivili sono stati rimossi
Gianluca Borrelli
direttore Termometropolitico.it

NELL'ARTICOLO "Kyenge zulù: insultirazzisti sui siti della galassia
nazi", pubblicato il 30 aprile, è stata citata la nostra testata Termome-
tro Politico. Con riferimento ad alcuni commenti offensivi nei confronti
del neo ministro Kyenge e del presidente del Consiglio in carica Enrico
Letta l'articolo riferiva di  "assioma del dibattito ospitato da Termome-
tropolitico".   E' doveroso fare una distinzione tra il forum e la testata
giornalistica.  Perciò prendiamo con forza  le distanze da commenti di
natura razzista o espressi in maniera incivile che, com'è nostra abitudine,
sono stati subito rimossi.

(da la Repubblica - Lettere, commenti e idee / 3 maggio 2013)

Lucianone

mercoledì 1 maggio 2013

Sport - Tennis e Calcio/champions league

1 maggio '13 - mercoledì          1st May / Wednesday

Tennis
La Schiavone regina a Marrakech  (28/04/'13)
Dopo 11 mesi di astinenza Francesca Schiavone è tornata
a vincere un torneo: è successo sulla terra di Marrakech,
in Marocco, dove l'azzurra (n.48 del ranking) ha battuto in
finale 6-1 6-3  la spagnola  Lourdes Dominguez Lino, otte-
nendo il suo sesto titolo "pro" in carriera e il 61° nella sto-
ria del tennis femminile italiano.
Estoril: la Schiavone eliminata   (01/05/'13)
In Portogallo la tennista milanese out in due set, 6-3 6-2.
Francesca Schiavone, reduce dal successo di Marrakech, è stata eliminata al 2° turno del torneo di Estoril, su terra: la tennista milanese, infatti, ha perso per 6-3 6-2 contro la 19enne portoricana Monica Puig, n. 102 al mondo che non ha mai vinto alcun titolo Wta.
Francesca Schiavone, 6 titoli in carriera. Epa
F. Schiavone, 6 titoli in carriera
Nadal vincente a Barcellona
La terra torna amica anche per Rafael Nadal, che dopo la sconfitta
di Montecarlo contro Djokovic, a Barcellona  ha infilato addirittura
il suo ottavo centro in nove anni nel torneo catalano, superando in
un big match  a senso unico l'altro spagnolo Nico Almagro per 6-4
6-3.    Dal suo rientro a Febbraio è il quarto successo ottenuto dal
numero 5 del mondo, che ha raggiunto almeno la finale in tutti i sei
tornei che ha disputato nel 2013.
In Portogallo Fognini batte Lorenzi
ATP EstorilIn Portogallo, all'Estoril, nel torneo maschile su terra, Fabio Fognini si impone in tre set contro Paolo Lorenzi nel derby italiano di 2° turno. Il tennista ligure ha vinto per 7-6(5) 5-7 6-4 dopo 2 ore e 41' di gioco. Il primo set, molto equilibrato, se lo aggiudica Fognini al tie break per 7-5 dopo un break per parte, al 6° e 7° gioco. Nel secondo set Fognini potrebbe chiudere i conti, va a servire per il match sul 5-4, ma perde servizio e set, per 7-5, e la partita va al terzo. Qui Lorenzi parte meglio ed è il primo ad avere un break di vantaggio, ma Fognini recupera e chiude i conti sul 6-4. Successi di giornata per Victor Hanescu, 7-6(2) 6-4 al francese Benoit Paire, e per David Ferrer, in tre set contro Roger Vasselin (6-4 4-6 6-3): i due si sfideranno al 3° turno.

                                                 . F. Fognini, n.25 del ranking

ATP Monaco — Nell'Atp 250 di Monaco di Baviera, sulla terra, al secondo turno Ivan Dodig vince il derby croato contro Marin Cilic per 6-4 6-2, il tedesco Philipp Kohlschreiber supera Korolev 6-2 6-4, il serbo Viktor Troicki batte Radek Stepanek 6-4 6-4 e l'ucraino Dolgopolov ha la meglio su Tursunov dopo due tie break: 7-6(2) 7-6(3).
WTA Estoril — Sempre all'Estoril, fra le donne, negli incontri di 2° turno, successi per Svetlana Kuznetsova su Galina Voskoboeva (6-4 6-4), Carla Suarez Navarro su Yanina Wickmayer (6-4 6-3), Romina Oprandi su Peng Shuai (6-1 6-3), Kaia Kanepi su Sorana Cirstea (6-1 6-2), Vesnina su Niculescu (6-4 6-4) e Morita su Ursula Radwanska (6-2 6-3).
FED CUP - L'Italia è in finale con Roberta Vinci, l'insuperabile / Festa azzurra a Palermo e a novembre il match finale
per il trofeo con la Russia

CALCIO
Champions League

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martedì 30 aprile 2013

Notizie recuperate - La nuova tangentopoli: Torino, Roma e Milano (per non dimenticare...)

30 aprile '13 - mercoledì          30th April / Wednesday                   visioni post - 14



(da la Repubblica - 12 dicembre 2012 - Federica Cravero
e Ottavia Giustetti)
Piemonte, lo scandalo dei rimborsi: videogame
e night a spese della Regione
Nel mirino 4 consiglieri : tra i conti anche una sega circolare

TORINO
Chissà quale utilità politica deve essersi figurato Andrea Stara, consigliere di centro-
sinistra del Piemonte indagato per peculato, mentre comprava con la carta di credito 
della regione un tosaerba e una sega circolare. Oppure Michele Giovine, pensionati
per Cota, quando attendeva in coda alla cassa del bagno turco, asciugamano annoda-
to in vita, e in mano una carta intestata al gruppo regionale di cui è unico consigliere.
O Maurizio Lupi dei Verdi Verdi, mentre, vittima di una irrefrenabile passione per i
videogiochi, si faceva regalare dai contribuenti 2050 euro di prodotti informatici.  E
poi ancora  quando  cenavano al ristorante, viaggiavano e soggiornavano all'estero,
fumavano le sigarette comprate con i soldi dei piemontesi, facevano una capatina al
night club fino a tarda notte. E' probabile che non abbiano  neppure tentato lo sforzo 
di immaginare una giustificazione.  Perchè a giudicare dalla varietà  di acquisti scon-
clusionati  emersi  dalla prima tranche  di indagini della guardia di finanza di Torino
sulle spese dei gruppi regionali, si direbbe che neppure uno, tra Stara, Giovine e Lu-   
pi, abbia provato a mantenere  una condotta falsamente coerente con la reale moti-
vazione del finanziamento ai gruppi. E cioè il mantenimento dell'attività politica dei 
consiglieri. Tutti e tre sono stati raggiunti da avviso di garanzia ieri mattina (11/12/'12).
L'accusa è di peculato: hanno utilizzato denaro pubblico per spese personali.  
Recordman del bancomat facile è Giovine che ha messo insieme scontrini  per 121
mila euro, più 80 mila euro mai giustificati, nel periodo che va  dall'inizio  della legi-
slatura Cota (maggio 2010) a oggi. Al secondo posto  c'è  Maurizio Lupi con 74 mila
euro, al terzo c'è Andrea Stara con 57 mila euro. Insieme a loro  una quarta  consi-
gliera regionale, Eleonora Artesio, Federazione della Sinistra, è  stata raggiunta da 
avviso  di garanzia con la medesima accusa. Ma nel suo caso si parla di cifre molto
più basse, circa  12 mila euro  in tre anni, per i quali è indagata. Lei però ha mante- 
nuto un profilo molto meno colorito e ha speso di fatto per buoni pasto a collabora-
tori e tratte autostradali o biglietti ferroviari.
L'inchiesta  della guardia di Finanza  di Torino, coordinata  dai  pm  Andrea Beconi
ed Enrica Gabetta, è partita alla fine di settembre, poco dopo lo scandalo laziale che
aveva travolto Fiorito e compagni.       A dare l'input alle indagini è stata l'intervista
mandata in onda  da una tv privata a Roberto Rosso, ex presidente del consiglio re-
gionale piemontese, poi diventato parlamentare del Pdl, che commentando  gli spre-
chi  della politica diceva:     "So di un consiglio regionale che ha messo in rimborso
so spese una settimana bianca trascorsa a casa mia a Sestriere". La procura lo ha
convocato qualche giorno dopo ed immediatamente è scattato il blitz.    I finanzieri
hanno sequestrato decine di faldoni con l'intera documentazione relativa alle spese
dei gruppi politici compresi migliaia di euro  di autocertificazioni  per i rimborsi chi-
lometrici delle trasferte, che si aggiungono  a stipendi  a cinque cifre e a gettoni di
presenza di 122 euro per ogni seduta del Parlamento regionale.
Per ora gli investigatori si sono concentrati sui gruppi da un solo componente del-
l'ultima legislatura. Quelli che hanno anche i budget più ridotti. Da oggi parte l'e-
same delle spese di tutti gli altri, anche i più facoltosi come Pd, Pdl e Lega.

(da la Repubblica - 12/12/'12 - Massimo Lugli e
Maria Elena Vincenzi)
Lazio / Roma, tangenti sugli appalti, blitz al ministero.
Il pm: "Un manuale della corruzione" 
Politiche agricole, arrestati 11 dirigenti. "Pagati anche con i viaggi e mozzarelle"

ROMA
"Un piccolo trattato di sociologia della corruzione". Il procuratore aggiunto Nello
Rossi lo definisce così. Un giro di corruzione, appalti taroccati, contributi regalati,
favori  e  bustarelle di  ogni  tipo (dai contanti ai viaggi di lusso, dalle forniture di
mozzarella in cambio della promessa di una visita del ministro  ai soggiorni in re-
sort a 5 stelle) che, per almeno 5 anni, ha inquinato alla radice gran parte dell'at-
tività del ministero per le Politiche agricole, alimentari e forestali.
Undici arresti, 32 indagati, una valanga di soldi, almeno 32 milioni, che si è river-
sata su 20 diverse aziende in odore di imbroglio. "Operazione Centurione": così
èstata battezzata l'indagine del nucleo di polizia tributaria della Finanza.
Il personaggio centrale, il "Centurione", appunto, che apre la lista degli arresta-
ti , è Giuseppe Ambrosio, 58 anni, direttore generale del consiglio per la ricerca
e la sperimentazione in agricoltura, capo di gabinetto dei ministri Zaia e Galan e
attualmente braccio destro del sottosegretario Franco Braga, stipendio lordo di
oltre 200 mila euro, già rinviato a giudizio  2 volte  per truffa ma rimasto  al suo
posto.  Assieme a lui sono finiti in carcere la moglie Stefania Ricciardi, 59 anni,
dirigente dell'Ufficio per la promozione della qualità agroalimentare (una nomi-
na che avrebbe ottenuto, stando agli accertamenti del pm Stefano Fava, grazie
a una laurea ottenuta  in  un  improbabile ateneo  di Malta),  Franceso Saverio
Abate, direttore generale  per  la pesca marittima  e  l'acquacultura; Ludovico 
Gay, ex direttore generale  della Buonitalia Spa  (una società a partecipazione
interamente ministeriale), Alfredo Bernardini, dirigente della Confederazione
italiana agricoltori e Michele Mariani, un impiegato  che aveva le mani in pa-
sta in moltissime commissiomi del Ministero.
Arresti domiciliari per Luca Gaudiano, un altro funzionario di via XX settem-
bre 20, Riccardo Deserti, direttore del Consorzio parmigiano reggiano e tre
imprenditori, Maria Claudia Golinelli, Luigi Cardona e Oliviero Sorbini. Tra
gli indagati, tanto per completare il quadretto familiare, compare anche la ni-
pote del "Centurione", Monica Ricciardi, 38 anni.  Le ordinanze di custodia
cautelare, sono state firmate dal gip Flavia Costantini...  I militari del colon-
nello Fabio Pirani, contemporaneamente, hanno messo sotto sequestro beni
per 22 milioni tra 43 immobili e terreni e 10 auto e moto di lusso

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Personaggi - Lo studente americano Thomas Herndon

30 aprile '13 - mercoledì          30th April / Wednesday                 visione post - 11    

Il ragazzo-studente che ha smentito Harvard
salvando il mondo dall'austerità
Scoprendo errori banali Thomas Herndon ha confutato le teorie
su rigore e crescita degli economisti Reinhart e Rogoff,
e ha demolito il dogma  su cui Germania e Ue  hanno
basato le loro politiche. Diventando una star.

(da la Repubblica / R2 Il Personaggio -  Federico Rampini da New York)
A 28 anni è una celebrità mondiale, la sua università ha dovuto creargli un ufficio
stampa ad hoc  per filtrare  le troppe domande d'interviste.    Il dottorando che ha
"smascherato le teorie dell'austerity" ora passa le sue giornate  a parlare  con il
New York Times, il Wall Street Journal e la Bbc.      E' apparso come star nel po-
polare talk show di satira politica The Colbert Report.    Se l'è meritata davvero
questa fama Thomas Herndon, che prepara la sua tesi di Ph.D. alla University of
Massachussetts di Amberst.
Il premio Nebel dell'economia Paul Krugman gli dà atto di avere "confutato lo studio ac-
cademico più autorevole degli ultimi anni". Scoprendovi degli errori banali, imbarazzanti
per gli autori. Le vittime di Herndon sono due tra gli economisti  più stimati del mondo:
Carmen Reinhart  e Kenneth Rogoff. Loro due insegnano in una super-università, Har-
vard, ben più prestigiosa di quella dove studia  il 28enne dottorando  che li ha messi al
tappeto.  Rogoff, che è stato economista anche al Fmi (Fondo monetario internazionale)
e alla Federal Reserve, insieme con la sua collega Reinhart pubblicò "Growth in a Time
of Debt", una ricerca conclusa proprio quando stava scoppiando la crisi della Grecia. In
quel testo vi era  la "prova scientifica", secondo gli autori, che se  il debito  pubblico  di
di una nazione raggiunge la soglia del 90% del Pil, diventa un ostacolo insuperabile alla
crescita.  Quella cifra "magica" venne adottata come un dogma, istantaneamente ripre-
sa da organizzazioni internazionali e governi: da angela Merkel alla Commissione euro-
pea, fino al partito repubblicano negli Stati Uniti. Lo stesso Krugman ricorda che "ebbe
un ruolo cruciale nella svolta delle politiche economiche, con l'abbandono delle manovre
anti-recessive sostituite prontamente con politiche di austerità.     La tesi di Krugman è
che c'erano già poderose correnti ideologiche in azione per interrompere le manovre an-
ti-recessione, e tuttavia quello studio divenne un regalo insperato, una pietra miliare, il
fondamento teorico per l'austerity.
Herndon, che si definisce  "nè conservatore nè progressista", non è stato mosso  da
un'agenda politica. "Non ero partito - racconta - con l'intenzione di demolire lo studio
di Reinhart-Rogoff, davvero non ero a caccia di errori.    I miei professori di Amherst
mi avevano assegnato un compito molto comune: prendi una ricerca fatta da altri eco-
nomisti, e prova a dimostrare che sei capace di replicarne il risultato".
E' così che, esercitandosi a rifare lo stesso percorso di Reinhart-Rogoff, il 28enne si
è imbattuto nella sua scoperta. "Provavo e riprovavo a fare i loro stessi calcoli, ma i
risultati non erano quelli. I conti non tornavano.".      Per vederci chiaro lui si rivolse 
agli stessi autori. Che reagirono con grande fair-play e trasparenza. Forse sottovalu-
tando il pericolo?    Di certo non snobbarono il giovane dottorando di una univeristà
meno prestigiosa.    "Su mia richiesta - racconta lui - mi hanno messo a disposizione
tutte le loro fonti originarie da cui avevano attinto i dati sulla crescita. Mi hanno da-
to accesso anche alle varie versioni dei loro calcoli". Mal gloene incolse.  Perchè il
preciso e scrupoloso Herndon scoprì l'errore. Anzi due categorie di errori, grossola
lni e dalle conseguenze disastrose. La coppia di grandi economisti aveva banalmen-
te commesso una svista di "allineamento"  nelle colonne delle cifre da addizionare
usando il software Excel della Microsoft. Sicchè alcuni calcoli erano sbagliati.
In più - questo forse è lo sbaglio più inperdonabile - Reinhart-Rogoff avevano omes-
so di includere tra le nazioni esaminate ben tre casi (Canada, Australia e Nuova Ze-
landa) in cui la crescita economica non è stata affatto penalizzata da un elevato de-
bito pubblico.
La rivelazione di Herndon ha avuto un impatto enorme.  I due imputati, Reinhart-
Rogoff, hanno dovuto ammettere l'errore.  Lo hanno fatto con un una imbarazzata
column sul New York Times, cercando al tempo stesso di prendere le distanze dal-
le politiche di austerity applicate usando la loro ricerca.      E  come rivela il Wall
Street Journal "all'ultima riunione del G20 è stato depennato dal comunicato fina-
le ogni riferimento al rapporto debito/Pil, per effetto di questa scoperta".
L'anchorman satirico Stephen Colbert conclude: "E ora chi glielo dice agli europei?
Sono così contenti dell'austerity, che ogni tanto per festeggiarla scendono in piazza
e accendono dei fuochi...".
La lezione di umiltà vale anche per gli avversari del rigore. I grandi nomi del pensie-
ro neokeynesiano, da Krugman a Joseph Stiglitz, non avevano mai accettato il dog-
ma di Reinhart-Rogoff. Ma le loro contestazioni volavano alto, troppo alto. Nessu-
no si era imbarcato  nella fatica  di fare  il lavoro "operaio"  del 28enne Herndon:
prendersi tutti i numeri, uno per uno, e rifare le addizioni.


Lucianone

domenica 28 aprile 2013

Sport - calcio / Serie A - 34^ giornata 2012/13

28 aprile - domenica         28th April / Sunday


Derby alla Juve, il Toro si arrende
L’Inter affonda. E la Roma vince
Tensione all’Olimpico, 4 fermi

I bianconeri stendono i granata 2-0. Fiorentina batte Samp. Chievo ko. Parità tra Parma e Lazio. Cariche della polizia prima della sfida torinese: nessun ferito.

Milan-Catania 4-2, è la notte del Pazzo. Doppietta e rimonta. Rossoneri ancora terzi

I rossoneri due volte sotto superano i siciliani che protestano a ragione sul 3-2 di Pazzini. Apre Legrottaglie, Flamini pareggia. Segna Bergessio, ma Pazzini, subentrato, in 9' segna due gol. Balotelli chiude su rigore

Il colpo di testa vincente di Nicola Legrottaglie. Ap

Il colpo di testa vincente di Legrottaglie

Ultime notizie - ITALIA / Latest news

28 aprile '13 - domenica            28th April / Sunday                  Visioni post - 3

ROMA

Sparatoria Palazzo Chigi: due carabinieri feriti, fermato l’attentatore

Alle 11.40 un uomo in giacca e cravatta ha attraversato la piazza e ha aperto il fuoco. Le forze dell'ordine hanno risposto, lui ha tentato di fuggire: ferito durante la colluttazione e bloccato. Si tratta di Luigi Preiti, 49 anni, nessun precedente penale, calabrese di origine, residente ad Alessandria. Ferita anche una passante in modo lieve. Gli investigatori: "Era a Roma per compiere un gesto eclatante"

 Gli esponenti delle forze dell’ordine sono stati feriti uno in maniera grave al collo, l’altro alla gamba, ma entrambi – pur se ricoverati in codice rosso – non sarebbero in pericolo di vita. L’attentatore è stato subito fermato: si tratta di Luigi Preiti, classe ’64, calabrese di Rosarno, ma residente da anni ad Alessandria. Anche lui è rimasto ferito, ma non a seguito della sparatoria, bensì durante la colluttazione con i carabinieri. L’attentatore voleva suicidarsi ma aveva esaurito il caricatore. Fonti investigative spiegano che probabilmente Preiti è arrivato a Roma apposta per compiere “un gesto eclatante”: arrivato ieri nella Capitale, ha dormito in hotel.

Nessun precedente penale alle spalle, Preiti è accusato di tentato omicidio, porto e detenzione di armi.  In giacca e cravatta, ha attraversato la piazza e all’improvviso, dopo aver gridato alle forze dell’ordine “Sparatemi, sparatemi!”, ha aperto il fuoco contro i due carabinieri: feriti il brigadiere Giuseppe Giangrande, di 50 anni, e il carabiniere scelto Francesco Negri, di 30, entrambi del Battaglione Toscana. Il primo è ricoverato in prognosi riservata per una ferita al collo, il secondo è ferito gravemente alla gamba. Lo si apprende da fonti dell’Arma. Anche una passante, secondo quanto riportano le agenzie, è rimasta ferita in modo lieve: colpita di striscio da una scheggia, è stata soccorsa dal 118 e trasportata in ospedale. Si tratta di una donna incinta.

L'arresto dopo gli spari e il luogo della sparatoria

L’attentatore: volevo colpire i politici
LA CONFESSIONE DELL’ATTENTATORE
«È un uomo pieno di problemi che ha perso il lavoro, aveva perso tutto, era dovuto tornare in famiglia: era disperato. In generale voleva sparare sui politici, ma visto che non li poteva raggiungere ha sparato sui carabinieri». Così il pm di Roma, Pierfilippo Laviani, dopo aver sentito Luigi Prieti. «Ha confessato tutto. Non sembra una persona squilibrata».  


Roma  .  Il nuovo governo giura al Quirinale
Cerimonia di insediamento con Napolitano. Bonino, Cancellieri e Idem le più acclamate
Subito il Cdm, domani e martedì Parlamento
chiamato a votare la fiducia. L’alt della Lega:
«Contrari se non verranno accolte le richieste».


Continua...to be continued...