mercoledì 2 gennaio 2013

Curiosità - HiTech / App - Le migliori del 2012

2 gennaio 2013 - mercoledì      2nd January / Wednesday               visioni post - 13

Videogame e libri animati:
le migliori applicazioni dell'anno appena trascorso

Il cortometraggio (febbraio 2012) "The Fantastic Flying Books of Mr Morris
Lessmore", che ha vinto a sorpresa un Oscar, è tratto da un'app, un libro in-
terattivo scritto da William Joyce dei Moonbot Studios. Joyce, che in passato
ha lavorato alla Pixar dando forma ai personaggi di 'Toy Story' e 'A Bug's Life',
è uno dei primi autori di rilievo ad aver deciso di narrare su schermo tattile. E il
il suo 'Numberlys', uscito a Gennaio '12, è un altro esempio  di come si possono
raccontare grandi storie sull'iPad.
PAPER
'By Fiftythree'  (per iPad, gratuita) - Una delle migliori app in assoluto per
disegnare su iPad.
Frankenstein (per iPhone e iPad, 0,89 euro) - Con i personaggi della Shelley
ora si può perfino dialogare.
The wider image (per iPad, gratuita) - L'anno trascorso fatto di immagini, storie,
ritratti. L'app fotografica del 2012.
Numberlys  (per iPhone e iPad, 5,49 euro) - Bellissima favola di William Joyce,
artista Pixar. A metù strada tra film, gioco e libro animato.
Il 2012 è stato l'anno dell'affermazione di un nuovo modo di narrare. Da 'Frankestein'
di Dave Morris (dove si dialoga con i personaggi di Mary Shelley) a 'Il Viaggio di Ulisse',
sviluppato in Italia e nel quale ancora una volta più che spettatori si è coprotagonisti.

Continua...to be continued...

lunedì 31 dicembre 2012

Sport - calcio / Serie B - 22^ giornata 2012-13

31 dicembre 2012 - lunedì      31st December / Monday      visioni post  -  8 

Hellas Verona: vittoria fondamentale per la promozione
Sassuolo: la cinquina di Cesena lo fa volare sulle quarte/quinte
Livorno: le prodezze di Dionisi e Siligardi lo tengono saldo al 2° posto

Alla 22^ giornata della B record di reti, poi si tornerà a giocare il 26/01/'12.

Il Sassuolo torna al successo con 5 marcatori diversi, e dopo il k.o. di Livorno
torna a +4.  /  Un super Daniele Cacia regala la vittoria al Verona. che si impone
3-1 sul Modena.  L'attaccante gialloblù fa letteralmente impazzire la retroguar-
dia del Modena e si carica il Verona sulle spalle per un successo forse decisivo
in chiave promozione. /  Il Livorno evita la sconfitta con una bella Juve Stabia.
Verona - Modena  3 - 1  
Anche stavolta il Verona fatica: male il primo tempo, bene il secondo. Per quasi
un'ora la conferma di una squadra in crisi di gioco, ma non di risultati.   Poi la 
sorpresa di una squadra in netta ripresa. In mezzo, il Modena che non ha sfigu-
rato, tutt'altro. "La differenza l'ha fatta l'episodio del 2-1", ha detto l'allenatore
del Modena, il saggio Marcolin. - Lo squalificato Mandorlini può così vedere il
bicchiere mezzo pieno:  il distacco dal Livorno  si è ridotto a 4 punti, la striscia
positiva continua (2 vittorie e 2 pareggi) e soprattutto gli uomini chiave Bacino-
vic, Hallfredsson, Jorginho) hanno dato evidenti segni di ripresa dopo una dor-
mitina che sembrava allungarsi troppo. Il bicchiere mezzo vuoto è quell'ora di
sofferenza contro un Modena  che sembrava più solido e organizzato, che pal- 
leggiava con Moretti e aggrediva con Osuji, piccolo nigeriano con la grinta di
Gattuso.

Risultati delle partite di domenica 30/12/'12
Ascoli  -  Varese              1  -  1 
Brescia  -  Crotone          5  -  0
Cittadella  -  Bari               1  -  1
Lanciano  -  Padova         2  - 1
Livorno  -  J. Stabia         2  -  2
Novara  -  Grosseto         2  -  0
Reggina  -  Empoli            0  -  3
Sassuolo  -  Cesena        5  -  0 
Ternana  -  Pro Vercelli   4  -  2
Verona  -  Modena           3  -  1
Vicenza  -  Spezia            2  -  3

Classifica
Sassuolo  51  /  Livorno  47  /  Verona  43  /  Empoli  33  /  Modena  32  / Brescia 31
Varese, Juve Stabia, Padova, Cittadella  30  /  Spezia, Ascoli  28  /  Ternana  25
Bari  24  /  Novara, Reggina, Crotone, Lanciano  22  /  Cesena  21  /  Vicenza 19
Pro Vercelli  15  /  Grosseto  11


Continua...to be continued...

Politica/economia - Gli Stati Uniti di B. Obama 2 e il futuro economico

31 dicembre 2012 - lunedì        31 December / Monday      visioni post  -  14

( da 'la Repubblica' - 14 dicembre '12)
Le speranze dell'America
(di Joseph E. Stiglitz)

Dopo una durissima campagna elettorale costata molto- più di 2 miliardi di dollari, molti osservatori
hanno l'impressione che non molto sia cambiato nella politica Usa. Barack Obama è tuttora presidente,
i repubblicani continuano ad avere  il controllo della Camera dei Rappresentanti  e i democratici conser-
vano la maggioranza al Senato.    Col nuovo anno, l'America fronteggerù il "fiscal cliff" (dirupo fiscale):
un meccanismo automatico  di aumento  delle imposte e taglio delle spese, probabilmente destinato a spin-
gere l'economia verso la recessione, a meno che non si trovi un accordo bipartisan su una politica fiscale
alternativa.  In queste condizioni , cosa si può immaginare di peggio di una perdurante situazione di stallo?
Di fatto. però, le elezioni americane hanno avuto alcuni effetti salutari.   Per prima cosa, hanno dimostrato
che neppure le spese più sfrenate dei gruppi privati bastano a comprare il risultato elettorale; e che il cam-
biamento demografico  in atto negli Stati Uniti  potrebbe segnare la fine dell'estremismo del Partito repub-
blicano. - La campagna di "disenfranchisement" (esproprio dei diritti civili) condotta da questo partito, ad
esempio in Pennsylvania, tentando di ostacolare  in  tutti  i modi  il voto dei latinos e degli afro-americani,  
ha avuto un effetto boomerang:  di fronte a questa minaccia, molti si sono sentiti  doppiamente motivati a
a impegnarsi  per esercitare i loro diritti.  Tanto che nel Massachussetts  
Warren, docente di diritto a Harvard e infaticabile combattente per difendere i comuni cittadini dagli abu-
si delle banche, si è conquistata un seggio al Senato.
Sembra che alcuni dei consulenti di Mitt Romney siano stati colti di sorpresa dalla vittoria di Obama, con-
vinti com'erano  che l'interesse degli elettori  fosse focalizzato solo  sui problemi economici del momento. 
Li ritenevano evidentemente  incapaci di ricordare  che proprio la deregulation, fortemente voluta dai re- 
pubblicani, ha portato l'economia sull'orlo della catastrofe; e che è stata la loro intransigenza al Congres-
so a contrastare una politica più adatta a fronteggiare la crisi del 2008.  I repubblicani avrebbero inoltre
fatto meglio a non sottovalutare l'interesse dei cittadini per tematiche come quelle dei diritti civili  e del-
la parità tra i generi. Queste questioni sono parte essenziale dei valori di un Paese, di ciò che si intende
per democrazia e tutela dell'individuo contro l'eccessiva intrusione dei poteri statali. E oltre tutto, questi
problemi hanno anche una valenza economica.    Come ho spiegato nel mio libro The Price of Inequality
(Il prezzo della disuguaglianza)  le crescenti  sperequazioni economiche  negli Usa vanno  in gran parte
ascritte alla sproporzionata influenza esercitata sui governi dai ceti più abbienti, col solo scopo di trince-
rarsi dietro i loro privilegi. Ma ovviamente, anche i problemi inerenti ai diritti in materia riproduttiva, o
al matrimonio tra gay, hanno implicazioni economiche di rilievo. -   A fronte dei problemi di politica eco-
nomica del prossimo quadriennio, è comunque il caso di rallegrarsi per l'esito delle elezioni, soprattutto
per lo scampato pericolo: gli Stati Uniti rischiavano di vedersi imporre misure che aqvrebbero aggrava-
to le tendenze recessive, inasprito le sperequazioni, costretto gli anziani  a sacrifici sempre maggiori  e 
precluso a milioni di cittadini l'accesso alle cure mediche. 
Detto questo, oggi gli americani dovrebbero augurarsi una serie di importanti misure: innanzitutto una
legge veramente efficace per il lavoro, basata su ivestimenti nella scuola, nell'assistenza sanitaria,
tecnologia e nelle infrastrutture, con l'obiettivo di stimolare l'economia, rilanciare la crescita e ridurre
la disoccupazione, generando così un incremento del gettito fiscale di gran lunga superiore ai costi.  In
secondo luogo una serie di interventi finalizzati  a risolvere la crisi degli alloggi  provocata dall'ondata
di sfratti e pignoramenti di case. In terzo luogo, un ampio programma  per promuovere   ele opportunità
economiche e ridurre le disuguaglianze, affinchè nei prossimi decenni l'America cessi di essere il Paese
sviluppato con le maggiori sperequazionie il più basso livello di mobilità sociale.  -  A tal fine dovremmo
avere un sistema fiscale equo e più progressivo, eliminando le distorsioni e le scappatoie che concedo-
no agli speculatori e ai miliardari aliquote effettive inferiori a quelle imposte  a chi lavora per vivere, o
di ricorrere alle isole Cayman per non pagare il dovuto.




Una diversa politica energetica di Washington sarebbe vantaggiosa non solo per gli Usa, ma per
il mondo intero: non dovremmo limitarci ad accrescere la produzione interna ma focalizzarci so-
prattutto sul risparmio energetico, a fronte dei rischi del riscaldamento globale. 
In campo scientifico e tecnologico, la politica americana  dovrebbe tenere conto  dell'importanza
di disporre  di strutture solide  nel campo  della ricerca di base, per conseguire  gli incrementi di
produttività indispensabili a migliorare a lungo termine il tenore di vita della popolazione. Infine, 
gli Stati Uniti hanno bisogno di un sistema finanziario non fine a se stesso.  Un sistema posto al
servizio della società, e non centrato su attività di tipo speculativo.
La normativa  per il settore finanziario  va dunque riformata, con leggi antitrust e di corporate-
governance, e con misure attuative adeguate, per evitare che i mercati si trasformino in qualco-
sa di molto simile a un casinò.  -  La globalizzazione, con la crescente interdipendenza di tutti gli
Stati del pianeta, comporta anche la necessità di una maggiore cooperazione. Dovremmo augu-
rarci che l'America assuma un ruolo di guida in un'azione di riforma del sistema finanziario glo-
bale, attraverso regole internazionali più rigorose e un sistema di global reserve.
Dobbiamo trovare modi migliori per affrontare i problemi della ristrutturazione dei debiti sovra-
ni, del riscaldamento globale, della democratizzazione delle istituzioni economiche internazionali,
e per dare aiuto ai Paesi più poveri.


Pur esortando gli americani a sperare che tutto questo possa accadere, personalmente non sono
molto ottimista.  E' più probabile che l'America si accontenti di tirare avanti con una serie di mi-
sure parziali: un altro piccolo programma per gli studenti in lotta o per i proprietari di alloggi, o
la revoca dei tagli d'imposta concessi da Bush ai milionari. Ma non c'è da aspettarsi una riforma
generale del sistema fiscale, e neppure una drastica riduzione delle spese militari, o un progres-
so significativo per contrastare il riscaldamento globale.
La crisi dell'euro, probabilmente destinata a protrarsi, e il perdurante disagio dell'America, non
sono di buon auspicio per una crescita globale. Ma il peggio è che in assenza di una forte leader-
ship americana, i problemi globali che da tempo ci assillano  -  dal  cambiamento  climatico  alla
pressante necessità di riforme del sistema monetario internazionale  -  continueranno ad aggra-
varsi. Eppure, malgrado tutto, dobbiamo essere riconoscenti: meglio restare fermi che correre
nella direzione sbagliata".

Lucianone

venerdì 28 dicembre 2012

Sport - calcio / serie B - 21^ giornata 2012/13

28 dicembre 2012 - venerdì      28th December / Friday        visioni post  -  6

Partite giocate mercoledì 26 /12/'12
Ascoli  -  Cittadella    4 -1
Bari  -  Grosseto        1 -0
Empoli  -  Verona       1 - 1
J. Stabia  -  Crotone    3 - 1
Lanciano  -  Novara     1 - 0
Livorno  -  Sassuolo    3 - 2
Modena  -  Spezia        1 - 0
Padova  -  Ternana      0 - 0
Pro Vercelli - Cesena  1 - 3
Reggina  -  Vicenza      1 - 0
Varese  -  Brescia        (rinviata per nebbia) 

Classifica
Sassuolo  48  /  Livorno  46  /  Verona  40  /  Modena  32  /  Padova, Empoli  30
Varese, Juve Stabia, Ciottadella  29  /  Brescia  28  /  Ascoli  27  /  Spezia  25
Bari  23    /  Reggina, Crotone, Ternana  22  /  Cesena  21  /  Novara, Vicenza,
Lanciano  19  /  Pro Vercelli  15  /  Grosseto 11

domenica 23 dicembre 2012

Sport - calcio / Serie A - 17^ giornata 2012-13

23 dicembre 2012 - domenica     23rd December / Sunday            visioni post - 4

Serie A   
Il posticipo /   Roma  -  Milan   4  -  2
Serata magica per la Roma davanti al suo pubblico: ambiente giallorosso euforico dopo il 4-2 al Milan e ovviamente soddisfatto anche Zdenek Zeman, nonostante la proverbiale calma con cui espone le sue riflessioni.
Il tecnico attacca anche dopo lo show contro il Milan: "Il calcio si è giocato sempre tra Milano e Torino, hanno sempre avuto più peso in Lega e in Federcalcio".
Zeman guarda avanti — "Sono contento per la prestazione, abbiamo giocato un grandissimo primo tempo. Poi nella ripresa abbiamo provato a gestire e noi non siamo capaci di farlo - commenta il tecnico boemo a fine gara -. La partita migliore della mia gestione? Mettetevi d'accordo, avevate detto che la migliore era stata quella con la Fiorentina. Nei primi 45 minuti abbiamo pressato alto e siamo ripartiti bene. Nel secondo tempo ci siamo schiacciati troppo e abbiamo subìto. De Rossi ha fatto una grandissima partita nel primo tempo, poi anche luii è calato nella ripresa. Pjanic ha fatto il suo, è tecnicamente molto bravo. Florenzi fuori? Bradley e De Rossi sono più di rottura, volevamo far giocare palla lunga il Milan, così è più facile per i difensori. Sul rigore c'è fuorigioco di Pazzini. Soffia ancora il vento del Nord? Sì. Il calcio si è giocato sempre tra Milan e Torino, e si vedeva. E anche in Lega e Federazione hanno più voce, e qualche volta si vedono dei gol irregolari. E' normale, per conquistare il rispetto dobbiamo vincere più partite. Così anche noi avremo qualche vantaggio. Purtroppo ancora non le vinciamo tutte. Ma dagli arbitri ci vuole più attenzione".

                 Zeman a colloquio con Osvaldo

Lucianone

venerdì 21 dicembre 2012

Sport - calcio / Serie A - 17^ giornata: gli anticipi

21 dicembre 2012 - venerdì     21st December / Friday                  visioni post - 4

Le partite disputate questa sera (ore 20.45)
Cagliari  -  Juventus      1 - 3   (sul campo Tardini di Parma)
Pescara  -  Catania         2 - 1

Cagliari-Juventus 1 - 3  
PARMA, 21 dicembre 2012  La squadra di Conte vince in rimonta sul neutro di Parma. I bianconeri partono male e vanno sotto per un rigore di Pinilla. L'ex, entrato nella ripresa e coi sardi in 10 (rosso ad Astori), firma la doppietta decisiva. Il secondo e il terzo gol (di Vucinic) arrivano nel recupero.

   Matri - prima doppietta stagionale e top player di Natale

Juve campione d'inverno con 44 punti >>> nuovo record!  
Ci voleva il Cagliari, la squadra che lo ha lanciato nel grande calcio, per rivitalizzare Alessandro Matri. E' l'attaccante, ormai diventato di scorta, a cambiare Cagliari-Juventus, con la doppietta che nel finale ribalta l'1-0 dei sardi, prima del gol di Vucinic al 95'. I tre punti per Conte sono parecchio pesanti. Non solo perché portano il totale del 2012 a 94, 2 in più della stratosferica Juve di Capello nel 2005. Arrivano tra mille polemiche per una serie di episodi dubbi. Ma soprattutto dopo 45' tra i peggiori della stagione, in parte cancellati da una ripresa da vera Juventus. La prestazione non tocca mai vette straordinarie, ma il Cagliari viene sempre più schiacciato. E poi soccombe, anche per via dell'inferiorità numerica dal 20' (rosso ad Astori per doppia ammonizione

Togni, punizione beffa
Catania k.o. a Pescara

La squadra di Bergodi vince 2-1 con un gol del centrocampista all'ultimo minuto di recupero. Andujar in netto ritardo. Di Celik e Barrientos le altre reti.

Lucianone

 

mercoledì 19 dicembre 2012

Spettacolo / Tv - Benigni, la Costituzione e altro ancora

19 dicembre 2012 - mercoledì     19th December / Wednesday         visioni post - 6

Il ritorno di Benigni in tv

 Ieri sera Su RAI Uno, due ore a ruota libera del comico toscano
per raccontare la Carta più bella del mondo, ma non solo...
I padri della patria come John Lennon:
ecco la Costituzione secondo Roberto Benigni
Prima, all'inizio dello show, dice da comico grandi verità su un certo
Silvio, ex premier, che non avremmo più voluto rivedere in politica ma
che minaccia continuamente di ripresentarsi, un giorno sì e un giorno
no. - Benigni si toglie lo sfizio di chiedere pietà a Silvio. "col problema
delle pensioni che abbiamo c'è uno che ci potrebbe andare e non ci va,
non c'è verso di mandarcelo. S'è ripresentato. la sesta volta.  Ha detto
che la settima si riposa... Ha diviso l'Italia in due: metà sono contrari
e metà disperati. Lui che guarda i sondaggi come fa a non vedere..."
E' un prologo, la prima mezz'ora. Prima di affrontare la Costituzione
racconta dei due nemici che ha l'italia oggi. Primo: l'indifferenza alla
politica. "Benigni, ci dici di rispettare la politica? No, vi dico di amarla.
E' la cosa più alta. Non avere interesse per la politica è come non avere
interesse per la vita. Quando si dice sono tutti uguali è un favore ai cat-
tivi ai disonesti e agli stupidi, è come se non li avessimo riconosciuti".
Secondo nemico: quello del voto o, meglio, del non-voto.  Votare è l'u-
nico strumento che abbiamo, un potere tremendo. Una cosa pubblica,
la repubblica. Nostra, vostra e di ciascuno...   Provateci voi a dire che
il bisogno si placa, ma il desiderio mai, che la Costituzione è la legge
del desiderio, le leggi fanno paura ma la Costituzione invece ti proteg-
ge,  è come una mamma che ti dice > vieni qui che t'è successo?, ti le-
ga all'albero della nave come Ulisse che non voleva sentire le sirene -
l'antipolitica , chi semina paura, i giullari e i padroni   -   e così via Be-
gnini a parlare a braccio, per ore, senza leggere mai, appassionato e
potente, ironico e commovente quando parlava di Manzoni, Leopardi,
Dante e Omero, di Woodstok e della Bibbia, di Darwin e dell'Onu per
raccontare la Costituzione italiana, la più bella del mondo.
Quando entrerà in vigore questa Costituzione sarà un mondo meravi-
glioso, dice Benigni. Quando entrerà, futuro. Applausi. E' ancora tut-
ta da mettere in pratica, state a sentire  cosa  dice, ascoltate. E' come
'Imagine'  di  John Lennon  trent'anni  prima, è come  se  l'avessero
scritta non Togliatti e De Gasperi, Calamandrei, Lussu, Croce e Dos-
setti, Nilde Iotti, ma dei figli dei fiori fricchettoni che si facevano una
canna.  -   ... e poi Benigni parla di ieri e di oggi, di Medioevo e di pre-
sente, di donne, di carceri, di immigrati, di speranza, di libertà, di la-
voro, di dignità.    Di nessuna differenza di razza lingua e religione e
di cosa vuol dire,  "ed è per questo che sono orgoglioso di essere ita-
liano, noi non abbiamo  la pena  di morte, ricordatevelo, noi non ce
l'abbiamo e solo gli assassini ammazzano. L'Italia ripudia la guerra,
ripudia, è una poesia".  -  Una serata specialissima, era ora. La tele-
visione pubblica, dopo i pacchi, manda in onda il monologo dell'irri-
verente burattino che comincia dall'attualità, mezz'ora di satira sul
presente, prima di entrare nel vivo della lettura della Carta.



Lucianone


martedì 18 dicembre 2012

Economia - Krugman / Su lavoro, capitale, progresso, robot e banditi.

19 dicembre 2012 - mercoledì     19th December / Wednesday        visioni post - 3

I lavoratori, i robot
e i signori della rapina
di
Paul Krugman

L'economia americana, sotto molti punti di vista, è ancora adesso gravemente
depressa. Eppure gli utili societari stanno raggiungendo cifre da record. Come
è possibile? Semplice: gli utili si sono impennati come frazione del reddito na-
zionale , mentre i salari e le altre retribuzioni della manodopera sono in fles-
sione. La torta non sta crescendo come dovrebbe, ma il capitale se la passa be-
ne arraffandone una fetta sempre più grossa, a discapito della manodopera.
Un momento: stiamo forse parlando ancora una volta di capitale in contrap-
posizione a lavoro? Non è un argomento obsoleto? Un soggetto quasi marxista
di cui parlare, passato di moda  nella nostra moderna economia dell'informa-
zione? Beh, questo è quanto molti pensavano.
Per la scorsa generazione i discorsi sull'ineguaglianza non si sono concentrati
per lo più sul capitale in contrapposizione a lavoro, ma su questioni di distribu-
zione tra lavoratori, e quindi  o sul divario esistente  tra i lavoratori pià istruiti
e quelli meno istruiti  o  sui redditi in forte rialzo di un pugno di superstar nel
campo della finanza e di altri settori.  Questa sì, in effetti, potrebbe essere sto-
ria passata.  -   Più specificatamente, se è vero che i pezzi grossi della finanza
stanno ancora agendo da banditi - in parte perchè, come ormai sappiamo, al-
cuni di loro effettivamente lo sono - , il divario retributivo tra i lavoratori che
hanno un'istruzione unioversitaria e quelli che non l'hanno  (che si acuì mol-
to in modo particolare tra gli anni Ottanta e i primi Novanta) da allora non è
variato granchè. In verità, i lavoratori neolaureati avevano redditi statici ad-
dirittura prima che la crisi finanziaria colpisse.  Sempre più spesso, gli utili
stanno aumentando a spese dei lavoratori in genere, compresi i salariati che
hanno le qualifiche ritenute adatte a portare al successo nell'economia odierna.
Perchè sta accadendo questo? Il meglio che posso dire è che vi sono due
spiegazioni plausibili, ed entrambe potrebbero essere vere in parte.
La prima  è che la tecnologia ha preso una piega  che colloca in posizione
di netto svantaggio la manodopera.    L'altra è che stiamo assistendo agli
effetti di un palese aumento del potere dei monopoli. Provate a pensare a
queste due ipotesi  come  a  una  maggiore importanza conferita ai robot
da una parte e ai signori della rapina dall'altra.
Parliamo di robot: è fuor di dubbio che in alcuni settori industriali di alto
profilo la tecnologia sta rimpiazzando sempre più lavoratori di tutti i gene-
ri o quasi. Per esempio, una delle ragioni per le quali da qualche tempo al-
cuni processi produttivi di articoli hi-tech stanno tornando negli Stati Uni-
ti è che ormai il componente di maggior valore di un computer, la scheda
madre, è fabbricato in pratica da robot, e di conseguenza  la manodopera
asiatica a prezzi stracciati non costituisce più un motivo valido per produr-
lo all'estero.
In un libro appena pubblicato e intitolato 'Race against the Machine' (La
corsa contro le macchine), Erik Brynjolfsson e Andrew McAfee dell'Mit
sostengono che la stessab cosa sta avvenendo in molti campi disparati,
compresi servizi quali la traduzione e la ricerca legale.
Continua...to be continued...

Sport - calcio / Coppa Italia: Inter - Verona

18 dicembre 2012 - martedì    18th December / Wednesday

Coppa Italia
Il Verona ci riprova a Milano con l'Inter, agli ottavi di finale.
Sarà un'impresa, ma come al solito 'crediamoci' senza timori.
All'Inter ritorna Chivu - L'HellasVR di Mandorlini non rinun-
cia al tridente: 'o la va o la spacca', forse questa è l'intenzione.
(Lucianone)

INTER
Coutinho e Sneijder sono già in vacanza, ma l'Inter prima di Natale deve ancora giocare in due competizioni. Quello di stasera (ore 21, San Siro) è il debutto in coppa Italia: con questo trofeo cominciò il primo ciclo vincente dei nerazzurri in epoca recente (Mancini), questa è stata l'ultima coppa alzata da Zanetti (2011, con Leonardo in panchina). Al Meazza arriva il Verona, che riassapora così una sfida di altissimo livello dopo il purgatorio degli ultimi anni. Attesi anche ottomila tifosi veronesi: forze dell'ordine in stato d'allerta.
Le formazioni — Stramaccioni farà un moderato turnover per questa gara: in porta riecco castellazzi, in difesa come centrale dovrebbe esserci il ritorno dopo 4 mesi di Chivu, affiancato da Silvestre Juan. Ritorni anche a centrocampo, con Mariga, che era infortunato e Jonathan, che ha poco spazio per scelta tecnica. In attacco turno di riposo per Milito, con Cassano e palacio titolari. Mandorlini non pare aver intenzione di snaturare la sua squadra: quindi tridente confermato con Gomez, Cacia e Bojinov.

La partita si è conclusa con la vittoria dell'Inter
Inter  -  Verona
  2               0

Cassano e Guarin, Inter ai quarti
Palacio portiere stoppa il Verona

I nerazzurri battono 2-0 i veneti nell'ottavo di coppa Italia: ora aspettano la vincente di Napoli-Bologna. L'argentino difende la porta per 15' dopo l'infortunio di Castellazzi. Scontri fuori dallo stadio prima del match

Antonio Cassano festeggiato dopo il gol del vantaggio. LaPresse
Antonio Cassano festeggiato dopo il gol del vantaggio. LaPresse
Un Guarin "dall'atteggiamento aggressivo", ma stavolta verso gli avversari, qualche giocata sontuosa di Cassano: basta questo all'Inter per portarsi sul 2-0 sul Verona. Il resto lo fanno le parate di Palacio. Sì, di Palacio, portiere d'emergenza per gli ultimi 15 minuti, con l'Inter in inferiorità numerica. Al 35' Castellazzi si fa male alla spalla, Stramaccioni ha già fatto i tre cambi, El Trenza va in porta e si regalerà anche un tuffo plastico con deviazione in angolo su un colpo di testa di Carrozza. Palacio chiude la porta e traghetta l'Inter ai quarti di Coppa Italia, contro un Verona che aveva un po' sorpreso e messo in difficoltà la squadra di Stramaccioni (esordio nella competizione) nei primi 30'.
Fredy Guarin esulta dopo il 2-0. Ansa
Fredy Guarin esulta dopo il 2-0. Ansa
La potenza di Guarin — Come già con la Lazio, l'Inter cambia marcia nella ripresa: stavolta viene premiata anche nel tabellino. Guarin entra dopo il riposo e al 5' sradica letteralmente un pallone dai piedi di Moras, servendo poi da terra Cassano che si presenta solo davanti a Rafael. Il portiere brasiliano era già stato autore di grandi parate, ma Fantantonio lo beffa. Passano altri quattro minuti e il Guaro mostra ancora la sua aggressività, quella che lo ha portato alla squalifica. Stavolta si scaglia sul pallone: una bomba su punizione che viene deviata due volte in barriera e diventa imparabile: 2-0, e legali nerazzurri che "limano" il ricorso per evitare la squalifica del colombiano, l'uomo più in forma, per l'ultima di campionato prima delle feste.
Rientri timidi — L'Inter cambia otto uomini rispetto alla sconfitta di Roma, come era prevedibile: davanti riposa Milito, Strama piazza un tridente con Alvarez e Cassano larghi e Palacio riferimento. Quei tre fanno vedere il meglio quando si mettono a dialogare nello stretto palla a terra. Non succede troppe volte, ma nei primi 45' alla fine di uno di questi scambi Palacio segna (ma Rocchi aveva fischiato con troppa fretta un fallo su Cassano senza aspettare il vantaggio), e alla fine di un altro Alvarez costringe a un paratone coi piedi Rafael (forse Ricky avrebbe potuto tirare con più "cattiveria"). I due lampi di Guarin risolvono i problemi offensivi, Cassano sale di livello e ispira, la gara sembra "nel ghiaccio" fino all'infortunio di Castellazzi. Poi sarà prezioso Alvarez per allentare la pressione. Rientri così così per Mariga, sostituito dopo 45', e per Chivu, che viene saltato netto un paio di volte.
Rodrigo Palacio in porta. Forte
Rodrigo Palacio in porta. Forte
Verona, buon inizio — Il Verona fa vedere il meglio nei primi 30', quando sfruttando il risveglio lento della squadra di Stramaccioni impone quasi il gioco, grazie a un 4-3-3 in cui Gomez e Grossi rientrano sulla linea dei centrocampisti, ma poi si propongono anche in fase offensiva. Cacia impegna il rientrante Chivu, e ha anche l'occasione migliore. Bojinov nella ripresa entra e se ne mangia una enorme, nel finale con un uomo in più i veronesi ci provano, ma senza trovare la via per impegnare Palacio.
Scontri fuori dallo stadio — La gara, poi, nel primo tempo si è fermata per 3': all'interno dello stadio si facevano sentire i fumi dei lacrimogeni sparati fuori, rendendo difficile la respirazione di arbitro e giocatori. Quei fumi erano la testimonianza che la trasferta degli 8000 tifosi veneti non era proprio filata via liscia: fuori dallo stadio scontri con la Polizia, sassaiola, mezz'ora di caos: poi quattro fermati e qualche ferito lieve.
 (Valerio Clari   -   da  la Gazzetta dello Sport.it)
 
Lucianone
 





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