mercoledì 15 febbraio 2012

Libri - Scrittori: Clara Sanchez e Luigi Ziliani

La scrittrice spagnola Clara Sanchez                     
ritornerà in libreria in Italia il 29 febbraio, quando uscirà il suo 
libro-romanzo "La voce invisibile del vento", a un anno esatto 
di distanza dalla pubblicazione del libro che l'ha fatta conoscere,
 "Il profumo delle foglie di limone" con 400 mila copie vendute 
e che ha dato il là a una tendenza: basta contare tutti i titoli delle 
novità in cui ricorre la parola profumo e poi cannella, zenzero e 
altre spezie. 
"La voce invisibile del vento" è uscito in Spagna nel 2008 ed è
basato sull'intrigo psicologico e sull'ambiguo confine tra sogno
e realtà. E' sempre comunque ambientato, come   "Il profumo
delle foglie...", sulla costa spagnola e ancora una volta la pro=
tagonista è una donna con un bambino piccolo. Si chiama Julia,
ha avuto un incidente d'auto e vorrebbe tornare a casa dai suoi
familiari; invece, in una sorta di lungo incubo, si ritrova accanto 
a un uomo affascinante e oscuro.

Lo Scrittore italiano Luigi Ziliani
nel suo libro "Cristiada. Messico martire. Storia della persecuzione"
ci racconta la storia della chiesa in Messico.
La chiesa in Messico, colpita da una violenta ostilità dal 1911 al 
1940, rappresenta un grande esempio di coraggio e resistenza.
Quell'ostilità fu così aspra  che il papa Pio XI la paragonò  a quella
dei primi secoli cristiani. Le forze liberali e massoniche, trionfatrici
nel 1917, erano nelle  mani  di  uomini  visceralmente  nemici  della 
Chiesa, che operarono nel tentativo di cancellare per sempre l'uomo
cattolico messicano.    -          Una così forte intolleranza era dovuta 
al carattere popolare del Cattolicesimo messicano, la cui diffusione
fra la gente era  così incomoda   da dover essere soppressa  con la
forza.           Ma all'inizio si cercò di farlo con le leggi, visto che era 
impossibile realizzarlo con le armi. Si ritornò comunque ben presto
all'uso della forza e addirittura ai plotoni di esecuzione. 
Nessuno dei martiri fu sottoposto a un processo legale  e nessuno
fu condannato per  crimini accertati dalla legge. < E, come in ogni  
persecuzione  il motivo della condanna   fu  quello   della semplice 
appartenenza  esplicitamente professata  a Gesù Cristo   e quindi  
senza alcuna ambiguità  con  quel  grido  ripetuto  mille v olte  dai 
martiri prima di morire:         "Viva Cristo Re! Viva la Vergine di  
Guadalupe!"
Il 'basso popolo cristiano', secondo l'espressione usata dai massoni
e dai liberali riformisti di allora, rimase fedele  alla sua fede  anche
fronteggiando le ostilità della massoneria infiltrata nella  borghesia 
economico-intellettuale di allora. Molti sacer doti morirono mentre
si recavano a celebrare la messa, nonostante le proibizioni, e alcuni
con le 'specie' consacrate in bocca, per difenderle dalla profanazione.
(Luigi Ziliani - "CRISTIADA. Messico martire. Storia della persecuzione" -
Edizioni Amicizia Cristiana, 2012, pagg.216 - euro 15,00)

 visioni del post - 39

Lucianone



lunedì 13 febbraio 2012

Musica - Whitney Houston: grandissima perdita

                                                                       
Scomparsa Whitney Houston, l'usignolo della musica
e la regina del soul pop

"Whitney Houston era viva, vegeta e sorridente meno di un'ora prima del suo ritrovamento all'interno della sua stanza", avrebbero affermato alcuni camerieri del Beverly Hilton Hotel di Los Angeles, in una stanza del quale é stato ritrovato il corpo senza vita della regina del soul, sabato scorso. Si rendono dunque sempre più necessari gli esami tossicologici, che saranno pronti però solo fra sei settimane, per fare luce sulla morte della quarantottenne cantante afroamericana.
 La Houston infatti non sarebbe annegata, come ipotizzato in un primo momento, nonostante il suo corpo fosse stato trovato, esanime, all'interno della vasca da bagno, ma sarebbe stata vittima di una dose eccessiva di antidepressivi.

visualizzazioni totali  -  7.303

visioni del post - 17 

Lucianone












domenica 12 febbraio 2012

Società/estero - La crisi in Grecia

 13 febbraio 2012- lunedì   -   13rd February / Monday


Grecia:  -  black bloc scatenati ad Atene            
               -  via libera del parlamento al piano
                  di austerity 


Le misure adottate: riforma del mercato del lavoro, taglio alle pensioni,
                                 e diminuzione del salario minimo garantito di oltre il 20 %.
 Dopo un dibattito di oltre dieci ore, in un'atmosfera tesa, acuita dagli scontri di piazza, il governo greco ottiene nella notte di domenica la maggioranza sul piano di austerity, necessario per ottenere da Bce, Ue e Fmi i 130 miliardi indispensabili per scongiurare il fallimento del Paese e la sua uscita dall'euro. Sia i leader del partito socialista che di quello di destra hanno chiesto al Parlamento di assumersi la responsabilità di un voto a favore.
SCONTRI - Nelle ore prima del voto, la giornata di domenica è stata segnata da fiamme e guerriglia. In almeno 100 mila sono accorsi a piazza Syntagma, ad Atene, determinati a contestare l'eventuale voto favorevole alle misure di austerity. Nella capitale si contano 60 feriti di cui 40 agenti. La polizia ha effettuato 22 arresti. Una ventina di edifici della capitale greca sono stati incendiati. Tra questi la biblioteca universitaria, due cinema, le filiali di due banche e almeno un caffè Starbucks.
LA GUERRIGLIA - La manifestazione era cominciata pacificamente. Nella seconda metà del pomeriggio hanno fatto la loro apparizione i duri del movimento, e la protesta, da pacifica, si è trasformata in una guerriglia. Organizzati militarmente, passamontagna nero e bombe incendiarie, i black-bloc hanno lanciato bottiglie incendiare e pietre e ingaggiato scontri con la polizia, quest'ultima in assetto antisommossa, che ha sparato gas lacrimogeni. Non è chiaro chi delle due parti abbia dato l'avvio agli scontri. «I gas lacrimogeni hanno raggiunto l'aula del Parlamento», ha detto il parlamentare Panagiotis Lafazanis.
La tv ha riferito di violenze anche a Corfù, Creta e Salonicco, dove 20.000 persone avevano marciato contro l'austerità. Una banca è stata data alle fiamme nella città di Volos, nel centro-nord del Paese. Scontri anche ad Agrinio (Grecia centrale).
IL DETONATORE-TWITTER - Il passaparola dei manifestanti ha viaggiato soprattutto su Twitter, dove sono state postate diverse foto delle strade adiacenti la piazza. Forte la tensione sociale: martedì, venerdì e sabato c'è stato lo sciopero generale con un'altissima adesione.
L'APPELLO DEL PREMIER - Sabato sera il premier Papademos aveva inviato un messaggio televisivo in cui avvertiva che le uniche alternative alla firma dell'accordo sarebbero state la «bancarotta» e il «caos sociale». Domenica sera è arrivato l'appello a mantenere la calma: atti di vandalismo e distruzione, ha detto il primo ministro, «non avvengono in democrazia e non saranno tollerati». Quindi, il discorso in Parlamento prima del voto: «Tutti sappiamo che la storia ci giudicherà e se non sapremo tenere il Paese in piedi la storia non ci giustificherà» ha detto il premier. Poi ha aggiunto: «So che per molti di voi il voto esige una scelta estremamente difficile e forse costituisce una vera e propria prova politica e morale. Siamo però tutti chiamati a prendere una decisione di importanza fondamentale per il futuro del Paese e siamo chiamati a confermare il salto compiuto dai leader dei partiti che hanno appoggiato il mio governo. In caso contrario la Grecia scivolerà in una disordinata bancarotta».
IL PIANO DI RIENTRO - Una radicale riforma del mercato del lavoro, con una profonda deregulation e una diminuzione di oltre il 20% del salario minimo garantito e un taglio nelle pensioni. Drastica economia di spesa in settori come la difesa, gli ospedali e le autonomie locali. Vendita dei gioielli di famiglia, come le quote pubbliche in petrolio, gas, acqua e lotteria. In cambio, il progetto di accordo tra la Grecia e i suoi creditori internazionali prevede il via libera al nuovo piano di salvataggio da 130 miliardi di euro, con la possibilità di usufruire di 35 miliardi di prestiti dal fondo temporaneo salva-Stati Efsf, che andranno ad aggiungersi ai 4,5 miliardi dei ricavi dalle privatizzazioni e ai risparmi.            (Notizie tratte dal  Corriere della Sera.it)


Poliziotti greci schierati
davanti al Parlamento
di Atene
(Reuters/ Yannis Behrakis)






                 Scontri in piazza Syntagma,
                Atene, e molotov sugli agenti
               (Reuters)

l'austerity e


il piano di correzione dei
conti pubblici elaborato 
dal premier Papademos     
(Reuters/Yannis Behrakis)



LE VIOLENZE ANCHE IN ALTRE PARTI DELLA GRECIA

Grecia, elezioni anticipate in aprile

Il Paese torna alle urne. Il bilancio degli scontri: 120 feriti, 45 edifici bruciati Il sindaco di Atene: «Danni irreparabili»


Approvato dal Parlamento il piano di austerity per incassare la seconda tranche di aiuti dall'Europa e l'Fmi, è ora di pensare al futuro. O almeno di cambiare esecutivo. Un portavoce del governo Pantelis Kapsis ha annunciato elezioni anticipate. «Questo governo ha a disposizione un mese e mezzo di lavori (...) chiuderemo a marzo (il lavoro sul prestito e sul piano di disindebitamento) e le elezioni si terranno in aprile». Intanto per la capitale greca è il momento di contare i danni. Almeno 45 edifici sono stati dati alle fiamme. Saccheggiati molti negozi. Centinaia i feriti e 65 persone arrestate (altre 75 sono  state fermate). I lavori dei vigili del fuoco continuano nelle strade principali. Così mentre i greci si chiedono che cosa sarà del loro futuro, le borse aprono in rialzo.



IL BILANCIO- Domenica, mentre in Parlamento si votava la nuova manovra che prevede tagli per 3,3 miliardi, la rabbia ellenica si è sfogata contro le vetrine dei negozi, contro le forze dell'ordine. Ad Atene sono stati dati alle fiamme almeno 45 edifici. Sono almeno 120 le persone ferite. Tra loro ci sono 50 poliziotti e almeno 70 manifestanti. Il sindaco di Atene, Giorgos Kaminis, ha riferito che alcuni dei manifestanti hanno provato a fare irruzione nel palazzo del municipio, ma sono stati respinti. «Una volta ancora, la città è stata usata come leva per provare a destabilizzare il Paese», ha detto. Per poi aggiungere: «I danni sono irreparabili». Scontri si sono verificati anche in altre sei città; i peggiori nella città centrale di Volos, dove il palazzo del comune e una agenzia delle entrate sono stati danneggiati dalle fiamme.
ESPULSI DAL PARTITO- Intanto sono 43 i parlamentari espulsi dai partiti di governo dopo che hanno manifestato il dissenso sul piano votato nella notte

  Altre immagini tratte sempre 
  dalle foto scattate dai giornalisti
  dell'agenzia Reuters
  che documentano l'attuale 
  drammatica crisi economica-
  sociale che sta vivendo il popolo
  greco. Impressionanti!





( commenti di Lucianone )

Non solo black bloc
Si noterà, soprattutto nei video di you.tube, che durante la 
manifestazione in piazza Syntagma non c'erano solo black
bloc, ma direi una buona fetta di popolazione ateniese, stanca, 
affamata e specialmente inca...volata con questo governo 
inetto ma ancora di più con lo strapotere della Bce, della
Merkel, del Fmi e di tutti i monopoli finanziari europei che
con le banche e le multinazionali del rating tengono sotto  
scacco  e in ostaggio mezza Europa, soprattutto quella povera!
E la democrazia?
Quando poi vengono espulsi dai partiti 43 parlamentari, ci si
chiede dove è andata a finire la democrazia, che fine ha
fatto, qualcuno l'ha vista, dove si è persa lì ad Atene, 
la culla... eccetera eccetera?

Video sugli scontri nella notte ad Atene



       lucianone
                                                                       

sabato 11 febbraio 2012

Sport / calcio - Serie B / 27^ giornata

11 febbraio 2012 sabato -  11th February / Saturday         visualizzazioni ad oggi - 7.042


Campionato di serie B - 27^ giornata
Torino per ora in testa alla classifica,
ma il Verona tiene il ritmo


In attesa del Sassuolo, impegnato nel posticipo domenicale, 
i granata guadagnano la vetta della classifica battendo la
Nocerina. I veneti faticano ma superano l'Ascoli.
Il Varese in zona playoff mantiene 5 punti di vantaggio
sulla Reggina.
Sono state 7 le gare  pomeridiane  disputate  oggi  nel programma
della 27^ giornata.  Bari - Sassuolo e Livorno - Vicenza si giocano
domani alle 12.30.  Modena - Padova e Pescara - Juve Stabia sono
state rinviate per maltempo (neve).


Risultati e cronache delle partite di oggi giocate alle ore 15.00
Risultati
Cittadella - Brescia            0  -  2
Crotone - Grosseto           2  -  2
Reggina - Empoli               3  -  2
Torino - Nocerina              3  -  1
Varese - Gubbio                1  -  0
Verona - Ascoli                  2  -  0
Sampdoria - Albinoleffe    3  -  2


Cronache   (giornalisti della Gazzetta dello Sport)
TORINO-NOCERINA 3-1 — Il Toro conquista la seconda vittoria consecutiva, batte 3-1 la Nocerina e ritrova la vetta solitaria del campionato, in virtù del rinvio di Pescara-Juve Stabia e del posticipo a domenica (alle 12.30) di Bari-Sassuolo. Per i campani ultimi della classe, invece, è notte fonda, nonostante l’appoggio di cinquecento tifosi giunti all’Olimpico. I granata risolvono la questione nel primo tempo, segnando due gol: soltanto a Verona il Toro era stato altrettanto prolifico sottoporta nei primi quarantacinque minuti. Il vantaggio che spiana la strada arriva all’8’, con D’Ambrosio che si avvita in area e di testa indovina l’angolo opposto. Al 33’ il raddoppio: Basha libera Vives sulla sinistra, l’ex leccese si accentra e di destro indovina l’angolo basso lontano. In avvio di ripresa (2’) è Stevanovic a colpire e a segnare il 3-0 della tranquillità su assist del solito Antenucci, anche se sei minuti dopo Benussi sbaglia l’uscita e regala il gol della bandiera a Castaldo. La Nocerina non demorde, ma è il Toro che potrebbe sfondare ancora, anche se gli attaccanti granata sbagliano troppo sottoporta. E Bianchi? Dopo tre panchine consecutive il capitano ritrova la maglia da titolare, cerca il gol dopo 119 giorni di astinenza ma non riesce a sbloccarsi. Nonostante il perdurare della crisi al momento della sostituzione (43’ della ripresa, dentro Meggiorini) è stato salutato dal boato di incoraggiamento della curva Maratona. (Fabrizio Turco)
                                                                               
La festa del Torino subito 
dopo il primo gol 










VERONA-ASCOLI 2-0Verona. Grandi, grossi, cattivi. E ottimi giocatori. La strana coppia del Verona porta il nome e il cognome di un giocatore greco grande come un armadio e di un caterpillar islandese.Tachtisidis e Hallfredsson, duo nato per caso in riva all'Adige, trascinano l'Hellas all'ottava vittoria di fila in casa e virtualmente alla salvezza. Già, perchè era questo che la società e i tifosi chiedevano all'inizio della stagione. E a quota 51, ormai il Verona può dirsi salvo. E' chiaro che è un paradosso: ma è utile per ricordare che il Verona è comunque una neopromossa dalla Lega Pro (nelle cui paludi è rimasta per quattro lunghi anni) e che questo campionato, comunque andrà, finirà sotto la voce "straordinario". Dentro questa morsa, dunque, è finito schiacciato anche l'Ascoli, ordinato, coriaceo ma troppo evanescente in zona gol e troppo rinunciatario nel primo tempo. Nonostante un terreno congelato e quasi senza erba, dove il pallone offriva rimbalzi a "random" la gara è stata interessante e anche in certi tratti bella. Mandorlini ha girato ancora una volta la sua squadra, inserendo a sorpresa, Cangi e Pugliese sugli esterni, Jorginho sulla trequarti e Hallfredsson, reduce da un piccolo malanno muscolare, fin dall'inizio. Nel primo tempo Ferrari, Russo e Gomez non riescono ad alzare la saracinesca di Guarna. L'Ascoli però si affida solo alla ripartenze di Waigo, quasi mai appoggiato da Soncin. La gara cambia nel secondo tempo, con il Verona che attacca nel lato del campo meno congelato. Il Bentegodi grida al gol quando Ferrari colpisce la traversa e Maietta segna di testa. Gol annullato per fuorigioco dello stesso Ferrari. Poi, esplode al sinistro da cineteca di Hallfredsson che con un tiro simile aveva bruciato anche Buffon quando era alla Reggina. L'1- 0 cambia il copione. L'Ascoli cerca la reazione, ma il Verona si difende bene. Silva cambia i danzatori del suo attacco (fuori Soncin, dentro Gerardi) fino ad arrivare alle tre punte (dentro anche Falconieri). L'ondata non tange la difesa scaligera che nel frattempo Mandorlini copre anche con Mareco. E alla fine arriva il 2-0: lancio di Esposito, tocco di prima di Halfredsson che libera Tachtsisidis in area, gol facile quasi all'incrocio. Sembra quasi di essere alla playstation.E gli applausi per questo Hellas non finiscono più. (Gianluca Vighini)


Emil Hallfredsson
protagonista per il Verona Hellas








SAMPDORIA-ALBINOLEFFE 1-0 — Nel gelo di Marassi la Sampdoria batte 1-0 l'AlbinoLeffe con un gol di Nicola Pozzi e sale al nono posto. Iachini festeggia la prima vittoria casalinga della sua gestione. Quarta sconfitta consecutiva per l'Albinoleffe che resta in piena zona playout. I blucerchiati hanno mostrato progressi sul piano del gioco e su quello del ritmo, tornando a vincere in casa dopo tre mesi. Rispetto alla trasferta di Grosseto, Iachini cambia Rispoli con Berardi, Costa con Laczko, Eder con Bertani, mentre Salvioni sostituisce Lebran con D'Aiello, Taugourdeau con Laner e Germinale con Cissè. Ne esce una gara divertente, giocata senza tatticismi anche dagli ospiti subito pericolosi con Cocco, il cui tiro al 10' è troppo centrale. La Samp non sta a guardare e al 17 ' potrebbe passare in vantaggio con Pozzi di testa, ma Offredi si salva in corner. Sugli sviluppi Gastaldello tira a botta sicura ma trova Laner sulla sua strada. Al 23' l'Albinoleffe sfiora il gol in contropiede con Salvi, ma Romero devia in calcio d'angolo. Il match si sblocca al 26': merito di Juan Antonio che s'incunea bene sulla sinistra, crossa al centro dove irrompe Pozzi che da due passi non sbaglia. Per l'attaccante blucerchiato è il nono gol stagionale. L'Albinoleffe non patisce il colpo e va vicinissimo al pareggio con Salvi, a cui Romero nega il gol per la seconda volta. Parte forte la Samp nella ripresa: al 9' Bertani calcia sopra la traversa, tre minuti dopo Pozzi impegna Offredi in una difficile parata a terra. Al 25' Bertani non inquadra lo specchio della porta. Gol sbagliato, gol quasi subito: tiro-cross di Regonesi che esalta i riflessi di Romero. Al 27' gli ospiti restano in dieci per l'espulsione di Luoni (doppia ammonizione). La Samp cerca di piazzare il colpo del k.o., ma Offredi sventa ogni tentativo blucerchiato. Al 41' Cocco fa venire un brivido lungo la schiena di Romero che vede il pallone sfilare sul fondo. C'è ancora tempo per una traversa clamorosa colpita da Pozzi in pieno recupero. Contestato Garrone durante e dopo la gara. (Francesco Gambaro)


Commento  (di Lucianone)
Le squadre che con queste tormente di neve riescono ancora a
mantenersi un posto al calduccio, senza tremare troppo sono:
Torino, Verona, Varese e Reggina, però... aspettando le altre
che devono recuperare per risalire i pendii più o meno ghiacciati!
Complimenti a Brescia e Samp che si stanno risvegliando.


Lucianone
Gazzetta TV
Share

Il Dossier - Crisi neve: emergenza continua, problemi, errori

Il quotidiano  "la Repubblica"  di mercoledì 8 febbraio spiega molto bene, 
nelle sue pagine interne (3 - 7) ciò che non ha funzionato nei primi giorni
dell'emergenza neve, specialmente nelle regioni del Centro-sud.
Ne farò una sintesi, per quanto sia possibile e comunque doveroso. 
Poi ci sarà, comunque, una mia personale opinione.

I piani per affrontare le nevicate ci sono. Ma nell'ultima settimana si sono
inceppati in molti punti.   -    A frenare la macchina dei soccorsi sono state
soprattutto le infrastrutture obsolete (cioè stravecchie)  e la scarsezza dei
mezzi a disposizione. 
L'Italia era pronta ad affrontare l'emergenza neve? Sulla carta, sì.  Dal momento
in cui la Protezione civile ha emesso l'allerta meteo, la catena di comando doveva
intervenire per prevenire il blocco delle infrastrutture vitali del Paese (cioè strade, 
autostrade, ferrovie, rete elettrica e servizi idrici)  e mettere in moto la macchina 
dei soccorsi.   
- Le emergenze:  quello che non ha funzionato
  Allarmi fraintesi e città impreparate, dai trasporti in tilt ai blackout
   Motivi del disastro:  i  10  errori  sul maltempo che hanno mandato
   l'Italia nel caos. I mille disagi sofferti dagli italiani in questi giorni
  documentano la grande disorganizazione dell'apparato statale, delle
  Regioni e dei comuni, di cui il caos vissuto a Roma è stata solo la
  conseguenza più chiara e rumorosa. 
 Previsioni metereologiche contraddittorie, piani antineve obsoleti,
 normative sulle calamità naturali  lacunose. Insufficienza di mezzi di 
 soccorso, treni fermi per ore per una porta gelata, ritardi nel chiudere
le strade colpite dalla bufera.
                                           (Fabio Tonacci / Corrado Zunino)
- Ecco allora i 10 errori che hanno mandato l'Italia nel caos
1.  L'allerta  -  Un servizio meteo per ogni Regione, quindi la comunicazione 
     spesso non è chiara.
2.  La capitale  -  Sale sprecato e pochi spazzaneve: la Caporetto di Alemanno
     a Roma
3.  Le ferrovie  -  Scambi congelati e poco personale. Treni fermi tra una
     stazione e l'altra.
4.  Le strade  -  Ritardi nella chiusura delle Statali: auto bloccate dall'Abruzzo
     al Lazio.
5,  Le Autostrade  -  "28 ore per togliere una frana". Sotto accusa l'A24 e l'A25.
6.  L'elettricità  -  Alberi sui tralicci e cavi ghiacciati: interi paesi rimasti al buio.
7.  L'acqua  -  Nessun intervento sui vecchi tubi: il gelo li spacca e si resta a 
    secco.
8.  Gli enti locali  -  Lo stato di emergenza ha un costo: i governatori hanno 
     aspettato troppo.
9,  L'esercito  -  Anche i mezzi dei soldati in difficoltà: il giallo su chi paga
     frena gli interventi.
10.  Le dotazioni  -  Senza catene le auto degli agenti: la Polstrada taglia le
       pattuglie.


Opinione




  

giovedì 9 febbraio 2012

Società - L'Italia al gelo e l'emergenza con polemiche

10 febbraio 2012 venerdì  -  10th February / Friday            
                                                                                                       
L'ondata di maltempo e l'Italia al gelo
hanno messo in luce di nuovo  l'impreparazione 
della nostra classe politica e le mancanze della
Protezione Civile oltrechè l'uso improprio del
denaro pubblico nella mancanza di prevenzione
e quindi di piani e progetti futuri per le calamità naturali.
Tutta questa è ancora la triste verità, dopo le alluvioni in
Liguria e Toscana, dopo il terremoto in Abruzzo e via via
dicendo dei disastri che si potevano almeno in parte rendere
meno tragici e spaventevoli.
Tormenta di neve da oggi
di nuovo - La foto riguarda
un tratto dell'autostrada
dell'Emilia Romagna.








In questa foto
Rimini è sommersa
dalla neve






::::::::::::::::::::::::
Il "Fai da te" ha funzionato
ancora, per fortuna, come già in passato, vedere appunto
l'alluvione a Genova e dintorni: ma per quanto in futuro?
E poi tante persone, soprattutto anziani, sono state salvate
da quei volontari e gente comune che si sono dati da fare e     
prodigati in tutti i sensi per sostituire le mancanze dello Stato. 
Mi  vengono  in  mente anche  quei volontari, che durante  
 l'alluvione di  Genova avevano salvato    molte vite umane.  
Troppi morti ci sono stati per un'emergenza neve "siberiana"
che era stata prevista con largo anticipo. Forse, è stato detto, non si
pensava che risultasse così copiosa, specialmente a Roma.
Ma ormai la nostra superficialità e menefreghismo nella prevenzione
sono famosi. Purtroppo questa tempesta  o meglio 'tempeste di neve',
soprattutto in Emilia-Romagna e nel Centro-sud - le zone più colpite -
si sono verificate in un periodo di enorme crisi economica che ne ha
appesantito gli effetti. 
Le polemiche a Roma
si sono susseguite in questi giorni tra Alemanno, il sindaco della
capitale Gabrielli, capo della Protezione Civile. Chi ha ragione?
Probabilmente nessuno dei due. Che si dividano le colpe, sarebbe
la cosa migliore e saggia, se non dovessimo scadere nel ridicolo!  
Adesso è da vedere e valutare le conseguenze e lo sviluppo di questa
ondata eccezionale di neve e di temperature artico-siberiane.  
 (Lucianone)


Oggi Blizzard, tempesta perfetta, e domani...?
MILANO - La seconda ondata di freddo polare è arrivata. E durerà per due giorni. La neve è caduta in tutto il Centro-Sud, compresa Roma. Nevicate fino a quote al livello del mare sono attese su Toscana, Umbria, Marche e Molise, con cumulate molto elevate sulle zone adriatiche ed appenniniche. Tormente anche in Abruzzo. Una donna di 42 anni è morta a Roma. E un uomo è stato azzannato da cani randagi in Valmarecchia, nell'entroterra riminese. Un'altra donna di 74 anni è invece morta in provincia di Macerata: era a bordo di un'ambulanza rimasta bloccata a causa della neve. Stando a quanto hanno riferito i famigliari aveva accusato problemi respiratori e sarebbe morta d'infarto. 

Dalle prime ore di oggi venti forti fino a burrasca dai quadranti settentrionali sulle regioni centrali e sulla Sardegna. Venti molto forti e di burrasca dai quadranti occidentali sulle regioni meridionali e sulla Sicilia, con mareggiate lungo le coste esposte. Su Lazio e Campania nevicherà prima sopra i 100-300 metri, quindi anche qui fino al livello del mare con quantitativi moderati o localmente elevati. Neve anche in Sardegna, Basilicata e Puglia, inizialmente a quote collinari, in progressivo calo fino al livello del mare sull'Isola, con quantitativi deboli o localmente moderati. Sul basso versante tirrenico non nevicherà, ma sulle zone costiere di Campania, Basilicata e Calabria sono attesi rovesci e temporali, accompagnati da raffiche di vento ed attività elettrica. In Abruzzo nevicate abbondanti, specie sulla costa e in Val di Sangro. Si circola con difficoltà a Pescara, investita da una tormenta di neve. Chiuso l'aeroporto, per ora sulle autostrade si transita senza problemi, ma è vietato l'ingresso ai tir. Il Prefetto dell'Aquila ha disposto il coordinamento per il controllo della situazione nelle zone più a rischio per le prossime ore, in val Roveto, Sulmona e Avezzano. Il blizzard ha fatto un passaggio anche in Veneto. Freddo intenso in tutte le città, con temperature sotto zero anche di giorno.

FROSINONE, ANCORA 2.500 UTENZE SENZA ELETTRICITA' - Sono ancora 2500 le utenze di elettricità ancora disattive in provincia di Frosinone per circa ottomila abitanti ancora senza luce e riscaldamento. In queste ore, dopo aver ripristinato il servizio in altri comuni, si stanno eseguendo gli ultimi interventi e già entro oggi potrebbe essere completata l’operazione di ripristino da arte dell’Enel. Un black-out che va avanti da giorni e che per 2500 famiglie è adesso arrivato a toccare una settimana intera con grossi disagi. In tanti comuni la corrente è tornata grazie all’utilizzo di centotrenta gruppi elettrogeni installati nei diversi comuni colpiti dall’emergenza neve che ha messo in ginocchio gran parte della Ciociaria.


VENETO, IN ARRIVO IL BLIZZARD - E’ atteso per questa sera il blizzard, temporali di neve e velocissime bufere di origine baltico-siberiana che porteranno in Veneto una tempesta di neve accompagnata anche da qualche tuono con venti che potrebbero superare i 50 km orari. Da quanto spiegano gli esperti del Centro meteorologico di Teolo, perché si possa parlare di vero e proprio blizzard la tempesta dovrebbe durare almeno tre ore. Ipotesi che ci si augura non debba verificarsi


Insomma il buran che sta portando sul territorio regionale temperature polari continuerà la sua avanzata almeno fino a sabato. Intanto nella notte insieme al blizzard cadrà anche la neve, almeno due centimetri in provincia di Padova e di Vicenza e qualche centimetro di più nelle zone meridionali. Il particolare fenomeno potrà far precipitare le temperature anche di sei gradi sotto lo zero. Intanto anche stanotte la minime sono state notevolmente sotto la media stagionale con gelate diffuse. Il record lo ha sempre Belluno, la colonnina di mercurio nella città dolomitica è scesa a -9,4, freddo anche a Verona -7,7, Vicenza e Rovigo - 7,4, Padova -7, Treviso -5,6 e Venezia -3. In montagna sulla Piana di Marcesina si è registrata una minima di -20,7 ad Asiago -15,3 e a Cortina -10,3.


PUGLIA, DIFFICOLTA' PER IL GHIACCIO - La Protezione Civile della Prefettura di Bari ha reso noto che, attualmente, risultano interdette al traffico per presenza di ghiaccio, le strade principali della viabilità provinciale, 238 Ruvo di Puglia-Calendano, 230 Minervino-Andria, 151 Altamura-Ruvo, 10 Poggiorsini-Gravina in Puglia, 19 Corato-S. Magno direzione Poggiorsini, S.P. 230 nel tratto Poggiorsini-Spinazzola. Nevicate sono in corso nei Comuni di Corato, Altamura, Gioia del Colle, Turi, Acquaviva delle Fonti, Santeramo, Putignano, Noci, Ruvo di Puglia, Gravina in Puglia. E’ consentito il transito sull’autostrada a/14 (tratto pugliese) ai veicoli con catene a bordo o muniti di pneumatici invernali. La Protezione Civile raccomanda agli automobilisti di far uso dei propri autoveicoli solo in caso di estrema urgenza e gravità e, in presenza di precipitazioni nevose, di circolare muniti di catene a bordo o di pneumatici termici antineve. 
Questa mattina verso le 5 a Collepasso, in provincia di Lecce, è parzialmente crollata una palazzina in via Diaz, di proprietà di un impiegato di 56 anni. Al momento del fatto all’interno dell’edificio si trovava una vedova pensionata di 80 anni che è rimasta illesa, ma comunque è stata trasportata all’ospedale di Casarano per i controlli del caso.
SULMONA (L’AQUILA), LUPI ALLE PORTE DELLA CITTA' - I lupi scendono a poche centinaia di metri dal centro abitato di Sulmona. L’avvistamento è stato fatto ieri sera lungo la fascia pedemontana del monte Morrone, un esemplare in località Noce Mattei, vicino al canile comunale e altri due nei pressi di via Ancinale. Dal canile si dicono preoccupati per la situazione di pericolo che si è venuta a creare sia per i cani ospiti del ricovero municipale, sia per le persone e chiedono l’intervento del corpo forestale. ‘’Non c’è da allarmarsi - spiegano dalla centrale operativa del corpo forestale - i lupi sono scesi a valle probabilmente per la mancanza di cibo sui monti e si presume siano solo di passaggio. E’ insolito, ma non impossibile che si vedano anche da queste parti’’. Una nevicata eccezionale anche per i lupi che sono scesi fino alle porte di un centro abitato come Sulmona, fenomeno che si era verificato, fino ad oggi, solo nei piu’ alti paesi di montagna.
LE PREVISIONI
NELLA NOTTE - La sera impulso dal mar Baltico rapidissimo da nordest verso Veneto-Emilia Romagnacon temporali di neve o blizzard, neve fine e vento forte. Neve in nottata su basso Veneto, Lombardia fino a Milano, verso Piemonte con blizzard, neve su Emilia Romagna e poi Marche e regioni adriatiche. Subito vortice sul Tirreno, rovesci nella notte al centrosud e Sicilia e resto del sud.
IL VENERDI'- Il giorno successivo saremo in piena emergenza.




I lupi scendono dalle montagne

Roma, 10 febbraio 2012 - La neve e il gelo spingono i lupi a scendere dalle montagne. Il fenomeno è stato osservato in particolare in Abruzzo, Emilia Romagna e nel Lazio, dove sono arrivati fino alle porte di Roma. Tranquillizza comunque il comandante della Guardia Parco dei Castelli Romani Carlo Grillo: "I romani stiano tranquilli in città non arriveranno mai". "La scorsa settimana, durante la nevicata, abbiamo avvistato un lupo con due cuccioli all’interno del parco dei Castelli Romani. Ieri, dopo ulteriori sopralluoghi fatti dall’ufficio ambiente del parco, sono stati trovati escrementi e ciuffi di pelo che potrebbero confermare il passaggio e la presenza di questi animali sul territorio", afferma Grillo.
"Per il parco dei Castelli Romani è stata una bella scoperta, che conferma le segnalazioni e gli avvistamenti di lupi negli anni passati. Non ci sono infatti pericoli, ma solo vantaggi - prosegue - I lupi sono animali intelligenti che si tengono lontani dall’uomo e non arriverebbero mai a spingersi in zone urbanizzate come Roma. La loro presenza, al contrario, è auspicabile per arginare un altro problema che sta emergendo in questi ultimi anni: l’aumento esponenziale di cinghiali, in provincia di Roma come nel resto d’Italia".
IL WWF ITALIA - "Sono più visibili, come altri predatori perché sono spinti dalle condizioni climatiche avverse a muoversi verso aree territoriali più facili da percorrere o dove possono trovare cibo e risorse alimentari", spiega all’Adnkronos Massimiliano Rocco, responsabile programma specie Wwf Italia. Così, insieme ai cervi che 'scendono' in paese, come sta avvendendo in Abruzzo, il lupo "viene avvistato più di frequente perché segue le prede e sceglie le strade battute dove può muoversi con minori difficoltà rispetto alla neve alta. Ma non c’è da aver paura, né può capitare che attacchino l’uomo. Quando la neve sparirà, il lupo sarà più elusivo e tornerà ad essere un ‘folletto’ dei boschi".  "In questi giorni - fa notare il responsabile programma specie Wwf Italia - si sta gridando 'al lupo al lupo', ma in molti casi si è visto che si tratta di gruppi di cani randagi o rinselvatichiti, potenzialmente molto più pericolosi del lupo perché sono animali che hanno perso la paura nei riguardi dell’uomo e possono attaccare".

                                                                                  visualizzazioni  6.926

Lucianone





Stampa estera / Gran Bretagna e Stati Uniti

9 febbraio 2012 / giovedì    -   9th February / Thursday       visioni del post - 19   
The opposition is fragmented and sectarianism is a risk, but the West cannot stand by as a regime bathes in slaughter. The rebels must be armed in Syria

PM and Labour back: cyclesafe campaign

The Cities fit for cycling campaign won cross-party support yesterday, with the Prime Minister throwing his weight behind it and Labour endorsing calls to spend Highways Agency funds to build cycling infrastructure.

::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::

"THE WASHINGTON POST"  -  World US

Military revising its plans in Asia

Challenges for Obama’s strategy Bases in Guam, Japan likely to be scaled back.

TOKYO — The U.S. military will probably scale back plans to build key bases in Japan and Guam because of political obstacles and budget pressures, according to U.S. and Japanese officials, complicating the Obama administration’s efforts to strengthen its troop presence in Asia.

Under a deal announced Wednesday with Japanese officials, the U.S. government said it will accelerate plans to withdraw 8,000 Marines from the island of Okinawa. The decision came after several years of stalled talks to find a site for a new Marine base nearby.
Washington’s inability to resolve its basing arrangements on Okinawa, as well as the rising price tag of a related plan for a $23 billion military buildup on Guam, underscore the challenges facing the Obama administration as it seeks to make a strategic “pivot” toward the Pacific after a decade of fighting wars in Iraq and Afghanistan.
The Japanese government said it is still committed to a 2006 accord with the United States to find a new base location for other Marines who will remain on Okinawa. But officials in Tokyo acknowledged that they had made little progress in the face of fierce resistance from islanders opposed to the long-standing U.S. military presence there. Bleak public finances in the United States and in Japan have also undermined the effort.
U.S. military officials had planned to relocate the 8,000 Marines and their families to Guam in 2014 as part of a massive military expansion on the U.S. territory in the Pacific. Japanese officials and media reported, however, that only 4,700 of the Marines would end up in Guam, a sign that the Pentagon is reconsidering its 
plans there


Con "Stampa estera" in lingua inglese intendo aprire una finestra alla
stampa internazionale di lingua anglosassone.    Così come in futuro
farò per la stampa di altri paesi e lingue straniere, per dar modo di
poter confrontare idee, opinioni e fatti dovunque ci sia informazione
e immagini da far circolare.
Aggiungerò un 'Vocabulary'  ( lessico/vocabolario ) per meglio 
comprendere le parole/espressioni più complicate. 
Bye, bye e ciao a tutti.

Vocabulary
                         'The Times'
expects - attende  /  quits - si dimetta   /  
have claimed - hanno affermato/dichiarato
appointment - incarico/nomina   /   foregone - scontata/sicura




Lucianone