lunedì 17 agosto 2020

Personaggio - Il velista Giovanni Soldini nei tempi della pandemia / intervista

 17 agosto '20 - lunedì                                   17th August / Monday                          visione post - 5

(da la Repubblica - 15 luglio '20 - dell' inviato Massimo Calandri / La Spezia)
"Il mio strano giro del mondo.
Dall'oceano all'orto per la pandemia"
"Sono atterrato alla grande", se la ride al timone.  Giovanni Soldini è appena entrato nel porto di Mirabello, approdo finale del suo secondo giro del mondo in quattro anni, a bordo del trimarano 
Maserati Multi 70, letteralmente volato sulle onde di tutti i mari. Il capodoglio blu tatuato sull'a-
vambraccio destro, spettinato, barbuto, bruciato dal sole. Stanco sì, però felice.  "Pensavo di ar-
rivare molto più tardi, magari in serata.  C'era un bel pò di vento traverso: a un certo punto, l'al-
tra notte,  siamo "decollati" a 30 nodi e passa". Librati sull'acqua: gabbiani. "incredibile, bellis-
simo. Pazzesco. Questo è il futuro". Un'avventura quasi impossibile: tecnologia e coraggio, re-
gate e record. Successi, forse un piccolo rimpianto perchè si poteva fare addirittura di più.
Soldini e il suo equipaggio: "Non ci hanno fermato le tempeste, solo la pandemia. Però, per poco".
La Terra vista da un'altra prospettiva: "Non avete idea della rumenta, la sporcizia che galleggia nel
Pacifico. Meglio il Mediterraneo, pure ci suoi problemi". Storia di un lunghissimo viaggio, di lotta,
di speranza.
INTERVISTA -
Massimo Calandri - Era cominciato tutto nel 2016, Da allora, più di 80 mila miglia marine 
navigando da un capo all'altro del pianeta.
Giovanni Soldini: "Nei primi due anni un giro del mondo. Poi un altro ancora. Senza fermarci 
mai. O meglio: le regate, quindi in ogni porto del mondo incontravamo gente che forse - devo
ammetterlo - impazziva più pr il marchio Maserati che pr noi. E gli italiani, dappertutto: che
geni, un peccato vederli costretti a creare altrove. Dal punto di vista umano e sportivo, espe-
rienza straordinaria".
M. C. - Il momento più bello?
G. S. : "Tanti. Però il primato della Hong Kong-Londra  è stato  una vera goduria. Storico: 36
giorni, 2 ore, 37 minuti e 2 secondi. Lo abbiamo strappato per 5 giorni al Gitana di Rothschild,
che era 10 metri più lungo e aveva il triplo del budget".
M. C. - Il peggiore?
G. S. : "Il Covid: anche per noi. A fine febbraio dalle Hawaii avevamo appena raggiunto Guada-
lupa, la barca smontata nel cantiere e ci stavamo lavorando sodo, quando ci hanno detto: basta,
qui chiude tutto. Tornatevene a casa, ora". 
M. C. - Quarantena.
G. S. : "Sì, però per uno che va per mare è due volte più complicato.  Io sono tornato qui, vivo
in provincia della Spezia con la mia famiglia. Quattro mesi ad occuparmi dell'orto".  
M. C. - Come un vero marinaio.
G. S. : "Ho rimesso a posto tutte le cose che non funzionavano. Che bello. La lavatrice.  E la
Honda XL125 comprata di seconda mano da mio figlio a 250 euro, ma senza forcelle. Ci sia-
mo divertiti".
M. C. - Non vedeva l'ora di tornare a navigare.
G. S. : "Il 2 giugno abbiamo affittato un furgone per l'aeroporto di Roma, eravamo in quattro
però dovevamo essere distanziati: mio nipote Matteo, da tempo parte dell'equipaggio; e mio
figlio Gero, Mascherine, gel, termoscanner. Parigi, Martinica.  Che impressione, per gente
che vive sempre libera nel vento. Però è stato giusto così. E in tre giorni, siamo tornati alla
barca: anche perchè in Guadalupa si sono sbagliati, non ci hanno fatto fare la quarantena".
M. C. - Venticinque giorni a carteggiare e pitturare la carena dell'imbarcazione, come un mozzo.
G. S. : "Il primo luglio, partenza per l'Italia. E' stato bellissimo. Liberatorio. Ho passato il Capo
Corso all'alba, silenzio ed emozione alle lacrime: non ero mai stato così felice.
M. C. - Maserati Multi70, la barca che vola.
G. S. : "Una tecnologia straordinaria, e da domani (mi lasciate stasera il tempo di un paio di 
birre?), io ricomincio a lavorare, perchè un giorno in mare e due in cantiere: con gli ingegne-
ri del Maserati Lab stiamo collaborando  per un futuro  che potrebbe incidere su tutto, dalle
barche alle auto".
M. C. - Fino alla Formula Uno. Intanto, però: il mare.
G. S. : "Cosa c'è di più libero? Nulla. Navigando, ho pensato alle esperienze di questi anni.
Uno specchio".
M. C. - Cioè?
G. S. : "Non avete idea dell'inquinamento dei mari. Magari pensate  al nostro Mediterraneo.
Sì. Però il Pacifico, che è molto più grande, sta decisamente peggio. Ci si trova di tutto, e ti
fa male dentro. Così, mi sono detto: forse il Covid non è arrivato per caso".
M. C. - La natura è al limite.
G. S. : "La natura si sta incazzando, lancia dei segnali perchè stiamo facendo dei disastri paz-
zeschi. L'uomo deve ripensare al rapporto con la natura. La gente è sempre più sensibile al
tema, ma ho paura che la reazione arrivi troppo tardi".
M. C. - Ci vorrebbe un esempio.
G. S. : "Le grandi nazioni che dovrebbero essere punti di riferimento, non sono capaci a trovare
una risposta univoca al problema del Covid: figuriamoci a quello della plastica in mare o del ri-
scaldamento globale".

Lucianone

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Riflessioni - L' America inverosimile di Trump: molto simile a quella del romanziere Kurt Vonnegut

 17 agosto '20 - lunedì                                    17th August / Monday                           visione post - 8

(da la Repubblica - 2 agosto '20 - L'Amaca / Michele Serra)
L'inverosimile al potere
Se fosse ancora vivo  il vecchio grande Kurt Vonnegut, troverebbe nell'America di Trump  molta corrispondenza con i suoi romanzi fatti di incidenti, di cocci, di disorientamento, esilarante e spa-
ventosa cronaca di una società che ha perduto la bussola. Penso a Vonnegut ogni volta che leggo
illazioni e pronostici sul voto presidenziale di novembre. Parrebbe inverosimile che un presiden-
te, in caso di sconfitta, rifiutasse di lasciare la Casa Bianca; ma l'inverosimile, nella vicenda di
Trump, a partire dalla sua elezione e dalla sua pettinatura, è il regista incontrastato. Il suo minac-
cioso tweet, "non mi piace perdere", è puro Vonnegut. E' una parodia INFANTILE , a suo modo 
dolente, dell'ossessione americana per winners e loosers, vincenti e perdenti, ben riflessa dalla 
mostruosa distanza che separa, nel Grande Paese, i favolosamente ricchi dai desolatamente po-
veri.  L'idea che una persona non molto equilibrata (eufemismo) potesse diventare il boss della
democrazia più celebrata del Pianeta non era pronosticabile, ma è ciò che è accaduto, ci piaccia
oppure no.
La democrazia ha, in sè, qualcosa di assennato, di equilibrato (il famoso "equilibrio dei poteri"),
ma negli ultimi anni ci sembra più fragile di quanto abbiamo sempre pensato: come se l'idea stes-
sa di equlibrio un poco vacillasse, e dunque per gli squilibrati si aprisse un'epoca di occasioni.
Così, quando leggiamo di scenari scientifico-letterari sulla "seconda guerra civile americana", 
siamo propensi a crederci un pochino di più di quanto ci accadeva pochi anni fa. Per il semplice
fatto che stiamo abituandoci a capire che tutto quanto davamo per scontato è invece precario.
Così è la vita, avrebbe concluso Vonnegut.

Lucianone

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giovedì 6 agosto 2020

Società / Marocco - Musica e nuovi linguaggi: la sfida delle giovani donne a tempo di rap

6 agosto '20 - giovedì                                  6th August / Thursday                             visione post - 8

(da la Repubblica - 2 agosto '20 - Il racconto / di Karima Moual)
La rivoluzione a tempo di rap delle
giovani donne del Marocco
- Sfidano le regole e la società maschilista. 
Con parole e musica inedite nei Paesi arabi -
Chi ha detto che il mondo dovrà continuare ad essere dominato soltanto dagli uomini?  Il guanto di
sfida viene lanciato da un Paese e da un'area tutt'altro che generosa nel concedere spazi alle donne - anche se da nazione a nazione ci sono differenze - e il Marocco in questione dimostra di fare comun-
que la differenza, adibendo un palcoscenico di volti  e voci femminili in un genere musicale, quello
del rap, da sempre "maschiaccio" anche a livello internazionale, dove rimangono comunque ancora
poche le eccezioni.
Il verbo del rap  è il linguaggio  della strada, che predilige violenza e volgarità, anche se mischia
poesia, sentimenti e amore. La sua cifra, poi, resta sempre  quella del maschio alfa: non è un ca-
so che il rap targato Usa sia tutto sparatorie, armi e vittime vere e proprie e non solo nei video-clip.
 La novità che ci arriva dunque dal Marocco, con sempre più giovani donne che rappano da sole o
insieme ai big  del rap del Paese, è sintomo di qualcosa di più profondo e di un cambiamento socia-
le non da poco. - Volendo fare un passo indietro, c'è da dire che sulla scena musicale nordafricana -
ma ormai oggi con importanti collaborazioni anche in quella europea - il rap megli ultimi anni ha conquistato la scena musicale in Nord Africa  e  il Marocco è diventato  il grande laboratorio  dal
quale è uscito un linguaggio e uno stile inedito, perchè originale e autentico  nella sua identità di
provenienza. ma che si lascia  contaminare in linguaggi nuovi e musicalità, trovandosi a proprio
agio con una libertà che si respira in ogni nota. Un linguista sarebbe di fronte alla nascita di una
nuova lingua. 
Paradossalmente questo rap rinchiuso in un continente dal quale per un giovane africano viaggia-
re in libertà verso l'Occidente è illegale, risulta comunque saldo  alle proprie radici  e  al proprio
linguaggio della strada, con gli aneddoti, la retorica, le denunce impegnate ma allo stesso tempo
è molto più contaminato e aggiornato dal mondo che lo circonda che viceversa.  Da quell' Oriz-
zonte che segue soltanto dal web  il risultato è la creatività  di una  musicalità di lingue, suoni,
balli che si mescolano in un solo spartito, dove si viaggia con lo stesso equilibrio e velocità dal-
l'arabo marocchino al francese, all'inglese, allo spagnolo e all'italiano. Sono i pezzi de ElGran-
de Toto, Zliwa, Dizzy Dros, solo per fare qualche esempio, ai quali i sono aggiunte le voci e i
corpi femminili ma non meno potenti di Khtek, Manal, Krtas Nssa, Ily, che lasciano senza fia-
to, soprattutto per l'audacia e quella definitiva rottura di un equilibrio tra il maschile  e il fem-
minile che da un luogo come il Marocco non può che essere definito come un vero atto rivo-
luzionario.  Lo è anche perchè si rivolge a una platea immensa di giovani , ragazzi e ragazze,
ma anche perchè non si nasconde ai propri genitori e a quella parte di società conservatrice
e vendicativa. I loro video su Youtube sono visualizzati da milioni di spettatori e non da qual-
che migliaio di seguaci. Un pubblico enorme che da un Paese di 30 milioni di abitanti viaggia 
ovunque anche verso l' Europa dettando un genere nuovo  e lanciando una nuova sfida di cam-
biamento. -     L'ascesa nel rap marocchino al femminile ci mette la faccia, il linguaggio della
strada senza sconti, nella sua volgare violenza, ancora più fgorte non senza conseguenze ii un
contesto conservatore, patriarcale, misogino, dove ancora oggi c'è una narrativa e una educa-
zione e costruzione del profilo  delle figlie tra bint addar (la ragazza di casa) e bint ezzanqa
(la ragazza della strada).  Tra un profilo e l'altro (la cas e la strada) c'è una linea rossa, di re-
gole, aspettative e libertà, dove bent ezzanka, la ragazza della strada, è detta così  semplice-
mente perchè è libera, fuori dalla porta, In un ideale di donna, di famiglia e di Paese, pur sem-
pre conservatore e islamico.   Ecco la straordinarietà di quanto sta avvenendo a Sud del Medi-
terraneo.  Dietro al rap, a quell'alibi  che nel rap  si può dire l'indicibile, queste nuove  eroine 
hanno trovato quella opportunità facendo un taglio netto senza alcuna diplomazia. Ma c'è po-
co da biasimarle, il femminismo fatto di compromessi è troppo vecchio per loro  e si adegua
poco alla velocità del loro tempo. Meglio la strada. Dove cantano  ritmando  con leggerezza 
di diritti, libertà, femminilità, sesso, droga e alcol, come se non ci fosse  un domani   e   non
manca la forza di rompere anche quella sacralità del super-uomo. A lui una dedica speciale:
dito medio alzato, sguardo prepotente e minaccioso.

Lucianone

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SPORT - calcio / Serie A - 38^ e ultima giornata 2019/20

6 agosto '20 - giovedì                                      6th August / Thursday                         visione post - 2

Risultati delle partite
Brescia       1     Atalanta   0     Juventus   1     Milan      3     Napoli   3     Spal             1
Sampdoria   1     Inter        2      Roma       3     Cagliari   0     Lazio     1     Fiorentina   3

Bologna   1     Genoa         3     Lecce    3     Sassuolo   0
Torino      1     H. Verona   0     Parma   4      Udinese   1

CLASSIFICA

JUVENTUS   83  /   Inter   82  /   Atalanta, Lazio   78  /   Roma   70  /   Milan   66  /   Napoli   62  /
Sassuolo   51  /   H. Verona, Fiorentina, Parma   49  /   Bologna   47  /   Udinese, Cagliari   45  /
Sampdoria   42  /   Torino   40  /   Genoa   39  /   Lecce   35  /   Brescia   25  /   Spal   20

Commento finale
di Luciano Finesso
Ecco, si è concluso questo campionato della A, che ancora a fine aprile (verso la chiusura del
lockdown) sembrava impossibile doversi svolgere neppure a porte chiuse. Quante paure e in-
certezze, quanti dubbi e continui timori ALLORA ancora in piena fase 1, e alla ricerca delle
prime soluzioni per affrontare la futura fase 2, c'erano state e stati per riuscire ad avviare un
calcio giocato almeno per quanto riguardasse la serie A (poi si è cercata una soluzione anche
per la B)!  Adesso che tutto è terminato, da parte di tutti e due i campionati maggiori, sembra
forse passato un secolo, ma siamo ancora qui a guardare ogni sera i risultati  dei contagiati e
dei deceduti da Covid19.
Ma veniamo agli ultimi risultati concreti che questo ultimo spezzone finale del campionato
post lockdown ci ha consegnato: Lecce, Brescia e Spal vengono retrocesse in B, e la sorpre-
sa è soprattutto quella della squadra pugliese, che sembrava in vantaggio anche se di poco
sui genoani fino a poche settimane dalla conclusione. Poi il tracollo difensivo, con molti
più gol subiti di quelli realizzati, tutto qui, e il Lecce si è giocato la A. E le squadre meri-
dionali sono calate ancora, ma ci sarà il rimpiazzo di altri team del Sud dalla B alla A. -

Lucianone

Ultime notizie - dall'Italia e dal Mondo / Latest news

6 agosto '20 - giovedì                                   6th August / Thursday                         visione post - 7

Roma / Scuola
La ministra dell'Istruzione Azzolina: "Assumeremo oltre 84 mila insegnanti a tempo
indeterminato; ho avuto l'Ok dal ministro Gualtieri"

«La bella notizia è arrivata. Assumeremo 84.808 docenti. Il compito del Governo è assumere i precari e ci siamo riusciti». Lo ha detto il ministro dell'Istruzione Lucia Azzolina durante la puntata di "In Onda" su La7. Il ministro Azzolina, ospite di "In Onda" su La7, ha parlato anche di altre assunzioni. «'Assumeremo altri 50 mila, tra docenti, personale ata e altri, tutti a tempo determinato. Questo per dare più posti di lavoro ed evitare i doppi turni. Sia per chi ha sostenuto vecchi concorsi, sia nuovi». Poi, su Salvini: «'Voleva bloccare mio concorso da insegnante? Ho partecipato a quel concorso nel 2017 quando nemmeno ero in politica e ho fatto tanti sacrifici per studiare. Dovrebbe studiare pure lui». 

Libano - Beirut

Fonti Farnesina: nell'esplosione a Beirut morta 92enne italiana

Una cittadina italiana di 92 anni è morta nell'esplosione di Beirut e almeno dieci sono rimasti lievemente feriti. Lo confermano fonti della Farnesina, che stanno monitorando in tempo reale la situazione insieme all'ambasciata d'Italia a Beirut. Si tratta, secondo quanto si apprende, di Maria Pia Livadiotti, nata a Beirut nel 1928 e moglie di Lutfallah Abi Sleiman, già medico di fiducia dell'ambasciata d'Italia in Libano. 

New York

New York chiede lo scioglimento della Nra, la lobby delle armi. Trump: "Si trasferisca in Texas". -  Guai in vista per la potente lobby delle armi in America, che oltre alla bancarotta ora rischia anche di dissolversi. A chiedere il clamoroso scioglimento della National Rifle Association (Nra), grande sostenitrice di Donald Trump, è lo stato di New York, che accusa la leadership dell'associazione di essersi macchiata di gravi reati finanziari, avendo in particolare usato le risorse comuni per scopi personali. Almeno 64 milioni di dollari volatilizzatisi in soli tre anni, impiegati dai responsabili per arricchire se stessi, i familiari, gli amici, gli alleati politici, in violazione delle leggi federali e statali. Insomma, una maxifrode.

Lucianoneucianone

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giovedì 30 luglio 2020

SPORT - calcio / Serie A - 36^ e 37^ giornata - 2019/20 con classifica e analisi

30 luglio '20 - giovedì                                    30th July / Thursday                        visione post - 6

Risultati delle partite

36^ giornata
Milan      1     Brescia   1     Genoa   0     Napoli      2     Bologna   3     Cagliari   0     Roma          2
Atalanta   1      Parma    2      Inter     3     Sassuolo   0     Lecce       2     Udinese   1     Fiorentina   1

Spal       1     H. Verona   1     Juventus       2
Torino   1      Lazio         5      Sampdoria   0

La Juventus si aggiudica lo scudetto 2019/20, a due giornate dalla conclusione del campionato

37^ giornata
Parma      1     Inter       2     Lazio      2     Sampdoria   1     Sassuolo   5     Udinese   1
Atalanta   2      Napoli   0     Brescia   0      Milan          4     Genoa       0     Lecce      2

H. Verona   3     Cagliari    2     Fiorentina   4     Torino   2
Spal            0     Juventus   0     Bologna      0     Roma    3

CLASSIFICA

JUVENTUS   83  /   Inter   79  /   Atalanta, Lazio   78  /   Roma   67  /   Milan   63  /   Napoli   59  /
Sassuolo   51  /   H. Verona   49  /   Fiorentina, Parma, Bologna   46  /   Cagliari   45  /   Udinese   42  /
Sampdoria   41  /   Torino   39  /   Genoa   36  /   Lecce   35  /   Brescia   24  /   Spal   20

L'analisi -
La Juve è la squadra campione d'Italia 2019/20, e con questo sono nove scudetti di fila. E li ha
conquistati con tre allenatori diversi: Conte, Allegri e Sarri. Se ne deduce - ma non è del tutto
una novità - che al di là del valore dei tecnici che si sono succeduti alla guida della "Signora",
il valore aggiuntivo e preponderante che alza il livello del team bianconero è la Società, è l'A-
zienda Juve che a livello organizzativo, a livello di competenza e insomma di serietà totale è
al di sopra di tutte le altre società di almeno due spanne buone. Ecco perchè sarà molto duro
batterla in futuro da parte delle altre squadre più o meno titolate. La Juve, al di là dei suoi al-
ti e bassi che si sono evidenziati soprattutto nella parte finale del campionato attuale, è una
fortezza molto poco espugnabile, in quanto alle spalle  c'è molta sostanza organizzativa, di
gruppo e di sistema collaudato di autostima e quindi di intro-empatia tra giocatori e società.
L'Inter di Conte e la Lazio di Simone Inzaghi sono state le due squadre che più di tutte le fa-
vorite iniziali indiziate a tener testa al gruppo bianconero di Torino, sono riuscite a dare del
filo da torcere, almeno fino alle prime partite del dopo lockdown, alla Zebra di mister Sarri.
Poi si sono via via sciolte, la Lazio quasi evaporata, l'Inter con freno a mano non ha saputo
approfittare dei vistosi ultimi capitomboli della Juve dalla difesa sempre più sbandata.
Atalanta, non una sorpresa ormai, e Milan, sorpresa ma forse non troppo con un Ibrahimovic
in più, sono state le due squadre che hanno vinto di più nel girone di ritorno del dopo Lock-
down, ed è stato naturale il loro pareggio  nell'incontro diretto della 36^ giornata.
Il definitivo responso per la retrocessione nella B, riguarda ormai solo Lecce e Genoa - visto
che Brescia e Spal sono già scese nella serie cadetta - che sono divise da appena un punto. 
E al Verona e al Parma si dovranno appellare pugliesi e liguri per ottenere un solo 'pass'  di 
permanenza nella massima serie.
- Luciano Finesso -

L' Opinione del Giovedì - Ma finita l'epoca della mascherina fissa e alla portata, dovremo mantenere quella mentale della -psichica della distanza (?)

30 luglio '20 - giovedì                               30th July / Thursday                           visione post - 4

HO ASPETTATO un bel pò di giorni (18 per la precisione), prima di cominciare a sviluppare questo 
post. Nel frattempo mi sono documentato, ho letto, ho seguito le notizie in tv e alla radio più o meno
come tutti. Soprattutto ho comprato libri che affrontano  la terribile questione della pandemia da co-
ronavirus, e della loro lettura ne scriverò dopo. E comunque sono libri che mi hanno aperto gli occhi
e la mente, dunque fatto riflettere. - Ma per rimanere al titolo, per ora, di questo post  -  l' argomento
della mascherina, e magari aggiungo quello del distanziamento direttamente connesso  -  , mi chiedo
e vi chiedo quante persone in Italia (poi si può affrontare anche lo stesso problema in Europa e fuori
i confini europei, in primis la Cina dove il coronavirus ha avuto origine) sono state salvate dall'uso
della mascherina. Risposta pressochè naturale: tantissime, una miriade. Questo perchè si era capito
già negli ospedali cinesi di Wuhan che il contagio del virus via aerea colpiva bocca e naso attraver-
so i quali si introducevano le goccioline contenenti quel malefico virus, e allora l'uso sistematico
delle mascherine, insieme alla distanza necessaria dalle altre persone, poteva evitare in buona parte
il diffondersi del male, che provocava polmonite acuta con alveoli bruciati e soffocamento respira-
torio, i meccanismi e i passaggi attraverso cui agisce questo coronavirus.
Anche nell'Ospedale di Alzano Lombardo, quando si capì che quei ricoveri da polmonite doppia
erano conseguenze da coronavirus, a fine febbraio e primi di marzo cominciarono a comparire le
mascherine sulle facce dei dottori e delle infermiere per la prima volta, e i parenti dei pazienti  e
i pazienti stessi sui lettini sbarrarono gli occhi. Ma furono quelle protezioni che da lì in avanti si
dovettero incominciare a indossare da parte di tutti una volta dichiarata ufficiale la pandemia. E
la mascherina è diventata ormai un obbligo, magari da tenere a portata di mano o di braccio o
in tasca (come gli occhiali da sole) anche all'aperto finchè non si troverà il vaccino o i vaccini
definitivi che possano guarire - si spera anche far sparire - questo virus curandolo come si fa
con l'influenza invernale normale.
Ma oltre alla mascherina medica protettrice, l'altro elemento di difesa dal Covid19 è stato quello
della distanza da mantenere con il prossimo per non essere contagiati. distanza di circa due me-
tri all'inizio, poi ridotta sempre più fino ad arrivare al limite di un metro a tutt'oggi.



CONTINUA...
to be continued...


STORIE / personaggio - Anna Maria: la custode dei segreti delle rose

30 luglio '20 - giovedì                            30th July / Thursday                              visione post - 4

(da la Repubblica - 19 luglio '20 - di Brunella Giovara)

Cervarese Santa Croce (Padova)
La signora delle rose ha le mani rovinate dal lavoro, infatti si definisce "una contadina", invece della
signora che è.  Fosse tutto normale, adesso sarebbe nel campo a innestare, perchè questo è un la-
voro che si fa nella settimana più calda dell'estate. Adesso, ad esempio. Ma il campo è vuoto, Anna Maria Sgarabottolo ha rinunciato alla sua missione, un pò anche alla sua vita. Per 30 anni ha coltiva-
to, solo rose, e solo rose antiche, è diventata il riferimento dei collezionisti di tutta Europa, poi ha 
detto basta.
Una volta un cliente è arrivato qui nel vivaio, un posto famoso, anche se perso nella campagna tra le
province di Padova e Vicenza, e le ha detto: "Dàme un rosaro". Un rosaio qualunque, detto in dialet-
to, ma il problema non era la lingua, il problema era che alla gente  importa di comprare  "qualcosa
che copra e fiorisca tanto", cosa sia poi, non importa.  Invece è una questione di cultura, che passa
attraverso la fatica di chi studia, preserva, mantiene vive le specie introvabili. Al vivaio La Campa-
nella arrivavano signore da Torino e Milano, da Roma e dall'Inghilterra, dedite al giardinaggio co-
me religione, compravano varietà speciali, oppure trovavano Anna Maria la castello di Masino, in
Piemonte, dove c'erano rassegne importanti, e così la Crépuscule, rampicante e vigorosa, rustica,
rifiorente e facile da coltivare, viaggiava nei giardini con i suoi fiori doppi color albicocca, o la Fé-
licité Parmentier, categoria "Alba", anno 1934, una delle più vecchie quindi, "un colore meraviglio-
so, rosa pallido, e un profumo di testa che sale al cervello", e Anna Maria fa il gesto, così, "su per
il naso", una cosa che inebria, "nessuna rosa moderna ha quei profumi".
Sia chiaro: si è signori nell'anima, anche se non nel portafoglio, se si sa apprezzare una Rose du
Maitre d'E'cole, dal color magenta (e bisogna sapere quale è, il colore magenta), anno 1840, fio-
ri piatti e quartati, tra i più grandi di tutte le Gallica. Sapere anche che si pensava fosse dedicata 
a un maestro di scuola, invece il nome arriva da un villaggio vicino ad Angers. "Ho sempre stu-
diato, ricercato, coltivato", Anna Maria lo dice nella casa vecchia, "in questa cucina  io ci sono 
nata", poi è andata alla scuola agraria di Padova e ha trovato "il mio maestro giardiniere, Egidio
Cristofanon. Lui mi ha insegnato a potare le rose, a fare una collezione di storiche". 
C'è stato anche dell'altro, "era morto di leucemia mio fratello più piccolo, ero in crisi, poi un giorno
so no passata su una strada, in questa campagna, c'erano dei cespugli di rosa canina... ".  
Da allora, "ho lavorato tanto, ma tanto", perchè ha sempre fatto la produzione, e la vendita. Altri in-
vece "comprano e rivendono". E' un mestiere diverso, "per me  il commerciale  non esiste. Io sono 
una vera collezionista, ma sono anche una semplice contadina, e mi sono stancata. Ho la mia storia,
però finisce qui".  Molti clienti (3 mila tra Italia, Francia, Germania. Svezia, Svizzera...) hanno pian-
to e scritto sulla pagina Facebook (7 mila fan), pensando che la collezione di 1400 rose tra Gallica, Centifolia e Damasco, vada dispersa (peraltro finisce in parte in un nuovo vivaio tenuto dall'allieva
Cristina). Chi resta a tenere alto il livello, una volta chiusa La Campanella?  "In Italia, Sergio Scu-
du, del vivaio S'Orrosa ad Ardea, fa rose tè e cinesi. E il belga Lens, rose antiche e anche botaniche".
 Intanto si può passeggiare nel grande roseto, che resterà visitabile ai veri appassionati. E passare attraverso il tunnel delle sarmentose, la fioritura è quasi tutta finita, resistono nel caldo alcune ca-
nine, e penduline, intanto lei racconta la storia di Joséphine De Beauharnais, poi imperatrice, che
assunse alla Malmaison ibridatori e botanici, giardinieri come il Bonpland, e ne ottenne "rose dop-
pie e stradoppie". Spiega che un tempo non esistevano rose rosse o gialle, ma solo bianche o rosa,
poi arrivò in Europa  la Foetida persiana  a metà Ottocento (gialla), e la Chinensis mutabilis, nel
1873, "che porta il fiore rosso". A chi interessano queste cose? Beh, a molti.  "Ad esempio a Pia
Pera, che ho molto ammirato e purtroppo è morta", sicuramente sapeva apprezzare le Charles de
Mills (1786), cremisi-porpora, così ricca di petali da sembrare una peonia. A quelli che partono
da una pianta presa al supermercato, poi comincia una storia diversa, e si va a caccia di rarità.
"Bisogna volergli bene, alle rose. Anche perchè ognuna ha il suo carattere"., dice Anna Maria.
Romano Levi, "grappaiolo angelico" di Nèive, l'avrebbe definita una donna selvatica, per rac-
contarne il carattere brusco ma anche gentile, una donna in maglietta stinta e pantaloni corti,
corti anche i capelli, con le mani vuote perchè non ha più granchè da fare. Però sapiente, "io
riconosco le rose dalle spine", non è da tutti.

Lucianone

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mercoledì 29 luglio 2020

SPORT - calcio / Serie A - 34^ e 35^ giornata - 2019/20

29 luglio '20 - mercoledì                               29th July / Wednesday                   visione post - 2

Risultati delle partite

34^ giornata
H. Verona   1     Cagliari     1     Milan       5     Parma          2     Brescia   2     Fiorentina   2
Atalanta       1      Sassuolo   1     Bologna   1     Sampdoria   3     Spal        1     Torino         0

Genoa   2     Napoli      2     Roma   2     Juventus   2     
Lecce    1     Udinese   1      Inter    2      Lazio       1

35^ giornata
Atalanta   1   Sassuolo   1     Parma   2     Inter            0     Lecce     3     Spal      1     Sampdoria   1
Bologna    0    Milan        2     Napoli   1     Fiorentina   0     Brescia   1     Roma   6      Genoa         2

Torino         1     Udinese    2     Lazio      2
H. Verona   1     Juventus   1     Cagliari   1

Lucianone

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