sabato 25 gennaio 2020

SPORT / calcio - Serie A - 20^ giornata 2019/ 20

25 gennaio '20 - sabato                           25th January / Saturday                      visione post - 5

Risultati delle partite
Lazio          5     Sassuolo    2       Napoli         0     Milan       3     Bologna      1     Brescia    2 
Sampdoria   1     Torino        1       Fiorentina   2     Udinese   2      H. Verona   1     Cagliari   2

Lecce   1     Genoa   1     Juventus   2     Atalanta   1
Inter     1     Roma    3      Parma      1     Spal         2

CLASSIFICA
Juventus   51  /   I8  /   Inter   47  /   Lazio   45  /   Roma   38  /   Atalanta   35  /   Cagliari   30  /
Parma, Milan   28  /   Torino   27  /  Hellas Verona   26  /   Napoli, Bologna, Fiorentina, Udinese   24
Sassuolo   22  /   Sampdoria   19  /   Lecce   16  /   Brescia   15  /   Genoa   14  /    Spal   12



Continua...
to be continued...

Ultime notizie - dall'Italia e dal Mondo

25 gennaio '20 - sabato                            25th January / Saturday                       visione post - 5


CINA - il coronaVirus
Il presidente cinese Xi: "Situazione grave, l'epidemia accelera"
Burioni: "Il coronavirus può essere trasmesso da persone senza sintomi" / Annullata maratona di
Hong Kong / Stop a circolazione delle auto a Wuhan.  / Gli Usa portano via personale diplomatico
Fuori dalla Cina continentale accertati 38 casi. Altre 15 vittime il numero totale sale a 41.
Isolati in Cina 56 milioni di persone.  Tre casi confermati in Francia.


















I

ITALIA -  Ricordo di Giulio Regeni

Quattro anni fa l'ultimo sms. Fiaccolate in molte città
Il presidente della Camera Fico: "Decidere su ritiro ambasciatore, non si può fare finta di nulla".
Le manifestazioni a  Frenze, Bologna, Bari, Napoli.




Calcio - Serie A - gli anticipi
L'Atalanta straripa a Torino: , finisce  0 - 7 / E' una disfatta storica per i granata
Altre partite:
Brescia - Milan   0 - 1  /  Fiorentina - Genoa  0 - 0  /  Spal - Bologna  1 - 3

Lucianone



ATTUALITA' / Mondo - Ambiente in fiamme

25 gennaio '20 - sabato                             25th January / Saturday                         visione post - 4

(da la Repubblica - 13 gennaio 2020 - Il Reportage / di Marco Mensurati, inviato)
Soccorso Australia. In viaggio con i pompieri che sfidano l'apocalisse
Australia
Holbrook (Nuovo Galles del Sud)
-  Il pickup con lo stemma della Fire Brogade procede a tutta velocità lungo Jingellick road, in
direzione del fumo. In lontananza i monti sembrano vulcani. Nella notte si è alzato un vento da
nord fresco e teso che ha spazzato via la fuliggine dalla valle e ha pulito il cielo, così le colonne grigiastre che si stagliano  sopra le cime del Mount Buffalo e Mount Beauty, nel cuore della re-
gione alpina, sembrano eruzioni. Lo spettacolo è suggestivo ma non deve ingannare, dietro quel-
le montagne c'è l'inferno.   Nascoste da un sipario di fumo  ci sono decine di comunità in agonia,
isolate, senza azqua e senza elettricità da giorni. Piccole cittadine turistiche semidistrutte da una
prima ondata di fuoco a fine dicembre e ora tenute sotto scacco dal megablaze, il super incendio
che si è creato  venerdì notte  dall'unione  di due differenti fronti, impressionante per estensione,
pmntensità e velocità. Una lieve variazione della direzione del vento e quei posti verranno spaz-
zati via.


Continua...
to be continued...


sabato 18 gennaio 2020

Riflessioni - La guerra è veloce e rock e distruttiva, tutto il resto è lento ma magari costruttivo

19 gennaio '20 - sabato                            19th january / Saturday                    visione post - 11


(da la Repubblica - 8 gennaio 2020 - L'Amaca / Michele Serra)
Veloce è la guerra
Perchè non sussistano stupidi scrupoli formalisti - la Costituzione americana, per esempio -
Trump ha chiarito, su Twitter, che per dichiarare guerra basta e avanza Twitter, Le 48 ore
di preavviso al Congresso previste dalla suddetta Costituzione sono, a pensarci bene, un
lasso di tempo da secoli passati. Possono bastare 48 secondi, prima di premere il bottone.
I pionieri del web  (quasi tutti democratici, libertari, scamiciati, nemici del vecchio nota-
bilato in giacca e cravatta che reggeva il mondo) pensarono che per fottere il potere la ve-
locità era un'idea meravigliosa. Per dirla alla Celentano, la politica, con tutte le sue regole
e sottoregole, è lenta, il web è rock.  E anche il fascismo, a conti fatti, è rock.  Ambedue -
la guerra e il fascismo - si trovano perfettamente a loro agio, nell'epoca dei social network.
La dialettica, il ragionamento, la discussione, il dubbio, l'esitazione, la diplomazia, le trat-
tative di pace, la democrazia: sono lenti.    Lenta è stata l'evoluzione, lento il processo di
civilizzazione, lenta è la cultura, lento il passa di chi si gode il paesaggio e cerca sintonia
con i tempi del mondo (lentissimi: circa quattro miliardi di anni per arrivare da una assur-
da sfera gassosa fino ai giorni nostri).
Il dubbio, a questo punto, è che la velocità - della parola, del pensiero, del gesto della ma-
no - sia il tritolo che sta per far saltare il mondo. Ma è solo un dubbio, sapete. E mi ci vor-
ranno anni, per capire se è un dubbio fondato oppure una sciocchezza. nel frattempo, chis-
sà cosa sarà successo

Lucianone

venerdì 17 gennaio 2020

SPORT / calcio - Serie A - 18^ e 19^ giornata 2019 /20

17 gennaio '20 - venerdì                           17th january / friday                         visione post - 9

Risultati delle partite
18^ giornata

Brescia   1     Spal            0     Genoa    2       Roma    0      Bologna      1     Atalanta   5
Lazio      2      H. Verona   2      Sassuolo   1      Torino   2      Fiorentina   1     Parma       0

Juventus   4     Milan            0     Lecce       0      Napoli    1
Cagliari    0      Sampdoria   0     Udinese   1       Inter      3

Risultati delle partite
19^ giornata

Cagliari   0     Lazio    1       Inter        1     Udinese    3      Fiorentina    1       Sampdoria    5 
Milan      2     Napoli   0      Atalanta   1     Sassuolo   0     Spal              0       Brescia         1

Torino       1     H. Verona   2     Roma       1     Parma   2
Bologna    0     Genoa         1     Juventus   2     Lecce   0

Lucianone


mercoledì 15 gennaio 2020

Ultime notizie - dall'Italia e dal Mondo / Latest news

15 gennaio '20 - mercoledì                          15th January / Wednesday                    visione post - 14

Roma - politica
Riforme: voto ai 18enni per il Senato, via libera in commissione Affari Costituzionali
Senatori a 25 aani ed elettori a 18  Un emendamento della maggioranza firmato dal dem
Parrini introduce la novità in Costituzione. Il testo modifica quello approvato in prima
lettura a luglio alla Camera.

Regionali CALABRIA - voto
Quattro candidati del centrodestra condannati dalla Corte dei Conti per danno erariale
Dovranno restituire oltre 500mila euro per uso improprio dei fondi. Sono consiglieri
uscenti in corsa per un nuovo mandato. Stesse contestazioni per un altro ex.

LIBIA
Conte ed Erdogan: "Percorso condiviso sotto egida Onu"
Il leader turco annuncia la presenza alla conferenza di Berlino del 19 gennaio, con Ue e Russia. Di Maio incontra il presidente tunisino Said. I due leader libici, Serraj e Haftar sono a Mosca da Putin per i colloqui sul cessate il fuoco
Unione europea, Turchia e Russia parteciperanno al summit di Berlino sulla Libia, che verosimilmente sarà il 19 gennaio. Per il presidente del Consiglio Giuseppe Conte "l'Unione europea avrà un grande ruolo per una pace duratura, ma anche il presidente Erdogan, la Russia e tutti gli altri attori, anche quelli libici", sottolineando che "l'Italia sostiene per la Libia il percorso già disegnato sotto l'egida Onu". È stato lo stesso presidente turco Recep Tayyip Erdogan ad annunciare la presenza propria, e quella del leader del Cremlino Vladimir Putin, alla conferenza del 19, al termine del colloquio con Conte ad Ankara. "Il cessate il fuoco può risultare una misura molto precaria se non inserito in uno sforzo della comunità internazionale per garantire la stabilità in Libia", ha aggiunto Conte nella conferenza stampa congiunta.

Lucianone

venerdì 10 gennaio 2020

Cultura - Arte politica / Intervista all'artista Regina José Galindo

10 gennaio '20 - venerdì - venerdì                          10th January / Friday                 visione post - 15

(da la Repubblica - 10 dicembre '19 - di  Stefania Parmeggiani / Roma)
"Per fare arte politica
ci metto il corpo"
"Sono un'artista e ho una coscienza politica". Regina Josè Galindo sorride, ma il tono è fermo, non
ammette repliche. Che nessuno la definisca "artivista", anche se, da vent'anni, instancabilmente, uti-
lizza il suo corpo  per denunciare  l'orrore  della guerra civile in Guatemala, la violazione dei diritti
umani e della dignità delle donne, le implicazioni della violenza sociale e delle ingiustizie.  Anche
se nelle sue performance accusa il potere, il concetto di alterità e la presunzione occidentale, quel-
lo che le interessa è venire riconosciuta come artista visuale e poetessa. Il resto sono solo etichette.
Vincitrice nel 2005 del Leone d'Oro alla Biennale di Venezia con il video di un intervento di imeno-
plastica effettuato sul suo corpo, Regina ha fatto di tutto: si è immersa in una vasca di acqua fred-
da trattenendo il fiato fino a sentirsi male, si è avvolta in un sacchetto di plastica e  si è gettata in
una discarica di Città del Guatemala, si è incisa sul corpo la parola perra (cagna) come facevano
i soldati che praticavano gli stupri etnici, incinta di otto mesi si è incatenata al letto utilizzando dei
veri cordoni ombelicali, nella stessa posizione in cui erano legate e torturate le donne indigene per-
chè abortissero, ha innerso i piedi in un catino pieno di sangue, si è autofustigata,, denudata, ane-
stetizzata ed esposta agli sguardi del pubblico... Eppure, tutto questo non è solo politica o atto di
denuncia. E' poesia, immagini e parole che attingono  alla tradizione  delle pratiche sciamaniche
di guarigione e ai rituali religiosi, è un lungo filo rosso che unisce il suo primo atto psicomagico
- gridare poesie al vento appesa a un arco in abito da sposa - all'ultimo progetto, Lavarse las ma-
nos, performance che si svolgerà questa sera (10 dicembre) a Roma, melle sale della Real Aca-
demia de Espagna, e mostra - a cura di Federica La Paglia - che si inaugurerà negli stessi spazi
il 13 dicembre.
Intervista (di Stefania Parmeggiani)
Perchè rifiuta di definirsi "artivista"?
"Non mi piace questo termine, ammiro artiste come Tania Bruguera che lo rivendicano, ma io
sono un'attivista ogni giorno della mia vita. Poi è inevitabile che la mia coscienza politica  si 
rifletta in quello che faccio".
E' stata paragonata ad artiste come Marina Abramovic...
"Massimo rispetto, ma non mi sento vicina a nessuna donna bianca del primo mondo. Il mio
lavoro è direttamente collegato a ciò che sono: una donna, latino-americana, guatemalteca".
Il suo corpo è centrale in molti dei suoi lavori. Pensa di essere vulnerabile?
"No. Non sono una donna vulnerabile. Ho ascendenze Maya e nessuna donna Maya lo è. Sono
autonoma, sovrana e indipendente e questo grazie al mio lavoro, al riconoscimento ottenito al-
la Biennale di Venezia e all'appoggio della mia galleria. Il mercato dell'arte mi ha permesso,
come diceva Virginia Woolf, di avere una stanza tutta per me, indipendenza economica e quin-
di intellettuale".
L'intolleranza alle ingiustizie nasce dalla sua storia personale
"Quando cresci in un Paese come il Guatemala negli anni della guerra e del genocidio, quando
sei circondata dal negazionismo, quando vivi una nuova ondata di violenza e vedi i pesi colo-
nizzatori continuare a massacrare persone e terra, è inevitabile aprire gli occhi e maturare una
chiara idea di lotta sociale".
Nel 2003 ha immerso i piedi in un catino di sangue attraversando Ciudad de Guatemala per
protestare contro la candidatura alla presidenza dell'ex dittatore Efrain Rios Montt. Come
hanno reagito le persone?
"Vedevano le impronte e capivano... Il sangue è un simbolo universale e anche il dolore. Il pro-
blema non è la reazione della gente, ma quella delle istituzioni e delle imprese, le critiche che
arrivano da chi detiene il potere e che spesso suonano come una minaccia".
Non ha mai pensato di lasciare il Guatemala?
"Moltissime volte, soprattutto per dare la possibilità a mia figlia di vivere in un paese libero e
sicuro, ma non è facile ottenere i documenti. Qualche anno fa provai in Germania, richiesta
respinta".
Perchè si occupa di migrazioni?
"Ho iniziato a occuparmi del tema in Guatemala. Ho lavorato sulla carovana dei migranti e sui
centri di detenzione dei centroamericani in Texas.  Missing Forever  è incentrato  sulle c inque
morti  di bambini migranti guatemaltechi che hanno perso la vita all'interno dei centri di deten-
zione controllati dalla pattuglia di frontiera degli Stati Uniti. Poi ho pensato di indagare lo stes-
so fenomeno in altri contesti. Il progetto Cuestiones de estado, di cui Lavarse las manos fa par-
te, mette i visitatori di fronte alla vita degli altri, pone interrogativi sulla normalità dell'indiffe-
renza, sul pregiudizio e il paternalismo".
Ad esempio?
In Spagna incontro persone che mi dicono di non avre colpe per quello che accda nel mio paese.
E' vero, non hanno colpe dirette per quel che sta accadendo adesso, ma sono 500 anni che vivo-
no un privilegio sulla nostra pelle".
Pensa che l'arte possa cambiare il mondo?
Qualche anno fa avrei risposto di no. oggi penso che possa aiutare ad avere consapevolezza. E
la consapevolezza è necessaria quando si esercita il diritto di voto. I latinos che hanno votato
Trump cosa pensavano? Non credo che si rendessero conto di quello che sarebbe accaduto. E
gli americani? Con loro non mi appello neanche più all'empatia, ma all'egoismo. Se non sono
interessati ai bambini detenuti nei campi di Trump che almeno sappiano che i costi li pagano
loro".
E' sempre così arrabbiata?
"Sì, ma l'arte mi permette di prendere tutta questa rabbia e di trasformarla in qualcosa di po-
sitivo".

Risultato immagini per regina josé galindoRisultato immagini per regina josé galindo


Risultato immagini per regina josé galindo

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Lucianone

Nuove riflessioni Del Venerdì - Le guerre d'oggi e i bambini, il futuro e i giovani

10 gennaio '20 - venerdì                           10th January / Friday                      visione post - 12

"Mamma, perchè ci sono le guerre?"
Almeno una volta, forse due o tre, un bambino e una bambina nella vita hanno chiesto al genitore,
solitamente la madre,  il perchè delle guerre. E di sicuro a questa domanda la mamma (o il padre)
si è sentito imbarazzata/o e lì per lì impreparati a rispondere. Anche perchè gli stessi genitori non
sanno più raccapezzarsi sulla visione di un mondo che ormai contiene sempre più Paesi coinvolti
nella spirale delle guerre. Magari invece i nonni e bisnonni riescono ancora a dire (dando testimo-
nianze anche dirette) qualcosa di più ai nipoti e rispondere  che la guerra  è  sempre  esistita  co-
me forma di conflitto degli esseri umani per rubarsi a vicenda dei territori o delle risorse  (petro-
lio o altro), così come i bambini litigano per rubarsi i giocattoli, solo che le guerre  sono  molto
terribili perchè fanno morire moltissime persone e spesso interi popoli, arrivando a genocidi.
Adesso cambiamo prospettiva, nel senso proprio di capovolgere la situazione e i luoghi:  non più
il nostro Occidente (dove a parte gli atti terroristici più o meno eclatanti vere e proprie guerre per-
manenti non esistono), ma la Siria, la Libia, lo Yemen e tanti Stati africani dove le guerre sono un
fatto quotidiano per cui le situazioni di conflitto armato sono indirizzate  soprattutto  a stragi dei
civili: donne, vecchi e in gran parte bambini, che spesso oltre che essere vittime inermi sono an-
che strumento usato dai capi-guerra  e dagli stessi guerrafondai (seduti comodi nei loro lussuosi
fortini del capitale sbrana-popoli), bambini di sei, sette anni istruiti all'arte della guerra e quindi
vittime attive mandate al macello.  COME POSSONO  QUESTI BIMBI  CHIEDERE ALLA
LORO MAMMA/PAPA': "perchè ci sono le guerre?": Semplicemente non ne hanno il tempo!
  Allora nel futuro ormai prossimo sono due le cause che porteranno alla possibile distruzione
del nostro Pianeta: le guerre, appunto, concomitanti dovunque con lo spettro sempre presente
di una finale guerra cosmica atomica, e la distruzione dell'equilibrio climatico, in parte già in
atto.  Che poi tra le due cause sia ormai preminente e incipiente l'ultima per conseguenza de-
gli inconfutabili sconvolgimenti climatici cui assistiamo ormai inerti e indifesi anno per anno,
è cosa ormai certa.
Ma le nuove generazioni sapranno salvare il loro futuro e quello
del pianeta?
CONTINUA...
to be continued...


domenica 5 gennaio 2020

Istruzione / libro - "Indietro tutta": sui disturbi di apprendimento; ma gli adolescenti non sono malati

5 gennaio 2020 - domenica                         5th January / Sunday                     visione post - 5

(da Corriere della Sera - 20 dicembre '19 - di Elisabetta Rosaspina)
Sono adolescenti, non malati
Una volta molti di loro si chiamavano semplicemente "discoli". E l'autore, un ex Lucignolo, ne sa
qualcosa.  Oggi molti di loro finiscono catalogati sotto una sigla "Dsa", acronimo di "Disturbi spe-
cifici dell'apprendimento": è più che un'etichetta, un arcipelago di possibilità, dai comuni lazzaroni d'antan ai ragazzini iperattivi, dagli immaturi agli introversi, dai sognatori ai ribelli. In poche paro-
le: il variegato (e complicato) mondo degli adolescenti. 
Le nuove avventure di Francesco Dell'Oro, l'uomo bussola di migliaia di studenti, partono proprio
da qui. Dalla improbabile epidemia che avrebbe colpito i millennials, falcidiati dalla dislessia, dal-
la discalculia, dalla disortografia e dalla disgrafia. Possibile, si chiede l'autore (di "Indietro tutta")
che dagli screening a tappeto emerga che il 35 per cento di loro ha  Bisogni educativi speciali (Bes)?
Non sarebbe il caso di inserire bei processi di certificazione almeno un frammento di dubbio?
Così, forte della sua oluridecennale esperienza a capo del Servizio di orientamento scolastico del
Comune di Milano, Dell'Oro si è rimesso alla tastiera per scrivere un rassicurante manuale di 142
pagine rivolto a genitori e insegnanti con lo scopo di sdrammatizzare e magari sorridere un pò di
questo allarmante dilagare di "disturbi specifici dell'apprendimento".   Il titolo è già un avviso ai
naviganti: Indietro tutta (Tralerighe editore).  Perchè forse è arrivato  il momento  perlomeno  di frenare l'eccesso di "certificazione" e di nin confondere l'adolescenza con ina patologia.
Indietro tutta può anche essere un invito a ricordare il proprio passato, sè stessi da bambini, eser-
cizio che a Francesco Dell'Oro riesce benissimo.   In copertina, la sua foto in bianco e nero, dili-
gentemente seduto a un banco, con la penna in mano, un vasetto di fiori di campo accanto e  il
palottoliere  alle spalle, assomiglia all'immagine posata che, in fondo a qualche cassetto, conser-
vano quasi tutti gli scolari degli anni Cinquanta e Sessanta. Ma l'aria giudiziosa dell'autore non
inganni. Ogi sarebbe un tipico caso di Adhd. Deficit di attenzione e iperattività. Soltanto che al-
lora la diagnosi non esisteva e la terapia sperimentale escogitata dal suo insegnante, il professor
Villa, si concretizzò in un paio di pattini a rotelle  con i quali  il piccolo Francesco  sfogò i suoi
eccessi di vivacità.
Ora che ha sulle spalle quasi mezzo secolo di attività come orientatore (in proprio dal 2013, da
quando è andato in pensione), Dell'Oro sa bene che le situazioni difficili esistono, e sono giusta-
mente previste e regolate dalla legge 170.  Non le banalizza, non le sottovaluta, ma avverte che
il certificato non deve diventare una scorciatoia per ottenere strumenti dispensativi o compensa-
tivi (per esempio una calcolatrice in caso di discalculia) magari del tutto superflui. Il suo non è
un amarcord nè un nostalgico rimpianto della propria infanzia, anche se... la disgrafia esisteva
pure allora, liquidata dai maestri come scritture a "zampa di gallina". Il rimedio di allora?  Gli
esercizi di pregrafismo: "Nei primi due mesi di scuola - racconta - eravamo impegnati a riempi-
re le prime pagine dei nostri quaderni, con la copertina nera e i bordi rossi, disegnando quadra-
tini, aste e triangoli.  E oggi?  Oggi "basta entrare in una classe qualsiasi e osservare con atten-
zione i nostri studenti: tengono in mano la penna biro o la matita come fosse un martello. Con
un problema: il campo visivo viene compromesso e ridotto con le conseguenze che possiamo
immaginare.   Per non essere a norma, ai tempi in cui Dell'Oro portava il grembiule nero  e  il
fiocco rosso, bastava confessare, nello svolgimento del tema "L'animale preferito", un'inopina-
ta passione per l'ornitorinco, anzichè limitarsi all'ordinario attaccamento a un cane, un gatto o
un cavallo.  Ma un'indole fuori dagli schemi continua a destare allarme anche sessant'anni più
tardi, e può finire addirittura sotto esame di un neuropsichiatra.  Esiste "un fragile confine tra
un apparente disturbo e i segnali dell'immaturità di un percorso infantile e adolescenziale (av-
verte l'autore). La vita è strana e porta ognuno di noi ai blocchi di  di partenza con intelligenze,
sensibilità molto diverse. Non sempre in linea con la 'media' dei nostri coetanei". In ogni caso
la scuola non dovrebbe essere considerata una corsa a premi.
"Non capirò mai l'orgoglio insensato dei genitori per i bambini che alle elementari  studiano
già l'analisi logica e vorrei avere di fronte per un minuto chi l'ha inserita nei loro programmi
scolastici", dissente Dell'oro, nel cui studio  arrivano adolescenti  afflitti perchè  non  hanno
conquistato un 10 in matematica. L'ansiogena abitudine al confronto e alla competizione na-
sce spesso in famiglia: "Se un ragazzino torna a casa annunciando di aver meritato 6, i geni-
tori non dovrebbero rispondergli:  e gli altri quanto hanno preso?".
Forse non è un caso che molti dislessici cessino di esserlo nel momento in cui adell'Oro inse-
gna loro a leggere lentamente, distanziando le parole come fanno gli attori, senza fretta. Pren-
dendosi il tempo di respirare.

Lucianone