5 gennaio 2020 - domenica 5th January / Sunday visione post - 5
(da Corriere della Sera - 20 dicembre '19 - di Elisabetta Rosaspina)
Sono adolescenti, non malati
Una volta molti di loro si chiamavano semplicemente "discoli". E l'autore, un ex Lucignolo, ne sa
qualcosa. Oggi molti di loro finiscono catalogati sotto una sigla "Dsa", acronimo di "Disturbi spe-
cifici dell'apprendimento": è più che un'etichetta, un arcipelago di possibilità, dai comuni lazzaroni d'antan ai ragazzini iperattivi, dagli immaturi agli introversi, dai sognatori ai ribelli. In poche paro-
le: il variegato (e complicato) mondo degli adolescenti.
Le nuove avventure di Francesco Dell'Oro, l'uomo bussola di migliaia di studenti, partono proprio
da qui. Dalla improbabile epidemia che avrebbe colpito i millennials, falcidiati dalla dislessia, dal-
la discalculia, dalla disortografia e dalla disgrafia. Possibile, si chiede l'autore (di "Indietro tutta")
che dagli screening a tappeto emerga che il 35 per cento di loro ha Bisogni educativi speciali (Bes)?
Non sarebbe il caso di inserire bei processi di certificazione almeno un frammento di dubbio?
Così, forte della sua oluridecennale esperienza a capo del Servizio di orientamento scolastico del
Comune di Milano, Dell'Oro si è rimesso alla tastiera per scrivere un rassicurante manuale di 142
pagine rivolto a genitori e insegnanti con lo scopo di sdrammatizzare e magari sorridere un pò di
questo allarmante dilagare di "disturbi specifici dell'apprendimento". Il titolo è già un avviso ai
naviganti: Indietro tutta (Tralerighe editore). Perchè forse è arrivato il momento perlomeno di frenare l'eccesso di "certificazione" e di nin confondere l'adolescenza con ina patologia.
Indietro tutta può anche essere un invito a ricordare il proprio passato, sè stessi da bambini, eser-
cizio che a Francesco Dell'Oro riesce benissimo. In copertina, la sua foto in bianco e nero, dili-
gentemente seduto a un banco, con la penna in mano, un vasetto di fiori di campo accanto e il
palottoliere alle spalle, assomiglia all'immagine posata che, in fondo a qualche cassetto, conser-
vano quasi tutti gli scolari degli anni Cinquanta e Sessanta. Ma l'aria giudiziosa dell'autore non
inganni. Ogi sarebbe un tipico caso di Adhd. Deficit di attenzione e iperattività. Soltanto che al-
lora la diagnosi non esisteva e la terapia sperimentale escogitata dal suo insegnante, il professor
Villa, si concretizzò in un paio di pattini a rotelle con i quali il piccolo Francesco sfogò i suoi
eccessi di vivacità.
Ora che ha sulle spalle quasi mezzo secolo di attività come orientatore (in proprio dal 2013, da
quando è andato in pensione), Dell'Oro sa bene che le situazioni difficili esistono, e sono giusta-
mente previste e regolate dalla legge 170. Non le banalizza, non le sottovaluta, ma avverte che
il certificato non deve diventare una scorciatoia per ottenere strumenti dispensativi o compensa-
tivi (per esempio una calcolatrice in caso di discalculia) magari del tutto superflui. Il suo non è
un amarcord nè un nostalgico rimpianto della propria infanzia, anche se... la disgrafia esisteva
pure allora, liquidata dai maestri come scritture a "zampa di gallina". Il rimedio di allora? Gli
esercizi di pregrafismo: "Nei primi due mesi di scuola - racconta - eravamo impegnati a riempi-
re le prime pagine dei nostri quaderni, con la copertina nera e i bordi rossi, disegnando quadra-
tini, aste e triangoli. E oggi? Oggi "basta entrare in una classe qualsiasi e osservare con atten-
zione i nostri studenti: tengono in mano la penna biro o la matita come fosse un martello. Con
un problema: il campo visivo viene compromesso e ridotto con le conseguenze che possiamo
immaginare. Per non essere a norma, ai tempi in cui Dell'Oro portava il grembiule nero e il
fiocco rosso, bastava confessare, nello svolgimento del tema "L'animale preferito", un'inopina-
ta passione per l'ornitorinco, anzichè limitarsi all'ordinario attaccamento a un cane, un gatto o
un cavallo. Ma un'indole fuori dagli schemi continua a destare allarme anche sessant'anni più
tardi, e può finire addirittura sotto esame di un neuropsichiatra. Esiste "un fragile confine tra
un apparente disturbo e i segnali dell'immaturità di un percorso infantile e adolescenziale (av-
verte l'autore). La vita è strana e porta ognuno di noi ai blocchi di di partenza con intelligenze,
sensibilità molto diverse. Non sempre in linea con la 'media' dei nostri coetanei". In ogni caso
la scuola non dovrebbe essere considerata una corsa a premi.
"Non capirò mai l'orgoglio insensato dei genitori per i bambini che alle elementari studiano
già l'analisi logica e vorrei avere di fronte per un minuto chi l'ha inserita nei loro programmi
scolastici", dissente Dell'oro, nel cui studio arrivano adolescenti afflitti perchè non hanno
conquistato un 10 in matematica. L'ansiogena abitudine al confronto e alla competizione na-
sce spesso in famiglia: "Se un ragazzino torna a casa annunciando di aver meritato 6, i geni-
tori non dovrebbero rispondergli: e gli altri quanto hanno preso?".
Forse non è un caso che molti dislessici cessino di esserlo nel momento in cui adell'Oro inse-
gna loro a leggere lentamente, distanziando le parole come fanno gli attori, senza fretta. Pren-
dendosi il tempo di respirare.
Lucianone
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domenica 5 gennaio 2020
mercoledì 1 gennaio 2020
SPORT - calcio / Serie A - 17^ giornata
1 gennaio 2020 - mercoledì 1st January / Wednesday visione post - 4
Risultati delle partite
Sampdoria 1 Fiorentina 1 Udinese 2 Inter 4 Torino 1 Atalanta 5
Juventus 2 Roma 4 Cagliari 1 Genoa 0 Spal 2 Milan 0
Lecce 2 Parma 1 Sassuolo 1 Lazio
Bologna 3 Brescia 1 Napoli 2 H, Verona (5 febbraio)
CLASSIFICA
Inter, Juventus 42 / Lazio 36 / Roma 35 / Atalanta 31 / Cagliari 29 /Parma 25 /
Napoli 24 / Bologna 22 / Torino, Milan 21 / H. Verona, Sassuolo 19 /Udinese 18 /
Fiorentina 17 / Lecce, Sampdoria 15 / Brescia 14 / Spal 12 / Genoa 11
Il Commento
di Luciano Finesso
C'è una squadra nerazzurra che spacca! E non è l'Inter di Conte. Ma è una squadra che abita in
quel di Bergamo. E' la Berghem che non scherza, che rifila cinque schiaffoni ai cugini ricchi e
borghesoni della Milano rimasta da sola locomotiva economica d'Italia in crisi nera, ma che
nel calcio oggi annaspa come non mai. Risultato: la 'Dea' Atalanta è adesso lo squadrone che
fu il Milan ai tempi d'oro (Gullit eccetera), e il Milan è ridimensionato e ridotto a squadretta di
provincia (almeno per ora).
Inter e Roma vincono con risultato largo (4 volte), la Juventus vince in trasferta con i doriani
ma si becca il solito gol (difesa da registrare ancora); la Lazio fa la sosta e poi avrà una parti-
ta in più (forse facile?) con Hellas Verona, a febbraio.
Lucianone
Risultati delle partite
Sampdoria 1 Fiorentina 1 Udinese 2 Inter 4 Torino 1 Atalanta 5
Juventus 2 Roma 4 Cagliari 1 Genoa 0 Spal 2 Milan 0
Lecce 2 Parma 1 Sassuolo 1 Lazio
Bologna 3 Brescia 1 Napoli 2 H, Verona (5 febbraio)
CLASSIFICA
Inter, Juventus 42 / Lazio 36 / Roma 35 / Atalanta 31 / Cagliari 29 /Parma 25 /
Napoli 24 / Bologna 22 / Torino, Milan 21 / H. Verona, Sassuolo 19 /Udinese 18 /
Fiorentina 17 / Lecce, Sampdoria 15 / Brescia 14 / Spal 12 / Genoa 11
Il Commento
di Luciano Finesso
C'è una squadra nerazzurra che spacca! E non è l'Inter di Conte. Ma è una squadra che abita in
quel di Bergamo. E' la Berghem che non scherza, che rifila cinque schiaffoni ai cugini ricchi e
borghesoni della Milano rimasta da sola locomotiva economica d'Italia in crisi nera, ma che
nel calcio oggi annaspa come non mai. Risultato: la 'Dea' Atalanta è adesso lo squadrone che
fu il Milan ai tempi d'oro (Gullit eccetera), e il Milan è ridimensionato e ridotto a squadretta di
provincia (almeno per ora).
Inter e Roma vincono con risultato largo (4 volte), la Juventus vince in trasferta con i doriani
ma si becca il solito gol (difesa da registrare ancora); la Lazio fa la sosta e poi avrà una parti-
ta in più (forse facile?) con Hellas Verona, a febbraio.
Lucianone
Società - Stati Uniti / Il presidente Trump e il disprezzo per la Costituzione
1 gennaio 2020 - mercoledì 1 January / Wednesday visione post - 5
(da la Repubblica - 19 luglio 2019 - Le idee / di Roger Cohen)
La dignità secondo Trump
Il governo di Trump ha creato a luglio una "Commissione per i diritti inalienabili" che riesaminerà il
concetto di diritti umani. E' come se l'Arabia Saudita stabilisse una commissione per la democrazia
multipartitica o la Corea del Nord una per porre fine alle carestie: farebbe ridere se la minaccia non
fosse grave. Annunciando la composizione del nuovo organismo, il segretario di Stato Mike Pompeo
ha precisato che il governo "prende sul serio le idee dei padri fondatori sulla libertà individuale e sul
governo istituzionale". La sua dichiarazione ha coinciso con l'ennesima dimostrazione da parte di
Trump del suo disprezzo per la Costituzione: un suo tweet in cui comunicava che il suo mandato sa-
rebbe durato "altri sei anni, o forse dieci o quattordici (sto scherzando)". Ha-ha. Governare a vita è
una delle idee che Trump continua a insinuare nel subconscio nazionale. Lo fa sotto forma di battuta, ovviamente, ma anche ciò si iscrive nell'insidioso disegno del modo di operare del presidente. Nello
stesso tweet, Trump definisce se stesso "un vero genio stabile". Ora questo 'genio in capo', tramite il
suo Segretario di Stato, ha stabilito che i tempi sono maturi per determinare "quali diritti abbiano il
diritto di essere rispettati".
Gli autocrati del mondo , dal russo Vladimir Putin al cinese Xi Jinping, da tempo considerano le or-
ganizzazioni per i diritti umani dei cavalli di Troia delle agende democratiche di sinistra. Il loro ten-
tativo è distogliere l'attenzione dai loro gravi abusi dei diritti umani. Ora sembra che anche gli Stati Uniti di Trump si vogliano unire al club degli scettici sui diritti umani. E' difficile immaginare un-
più completo disconoscimento del ruolo degli Stati Uniti a loro difesa da quando Eleanor Roosevelt
presiedette la stesura della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani nel 1948. Occorre ricordare
che questo è il governo che non ha ravvisato nell'assassinio del giornalista del Washington Post Ja-
mal Khashoggi per mano saudita alcun motivo per rimproverare il principe ereditario Mohammed
bin Salman; che ha abbracciato il dittatore nordcoreano Kim Jong-un; che si è inchinato davanti a
ogni autocrate tranne quelli dell'Iran e del Venezuela; che separa i bambini figli dei migranti dalle
loro famiglie.
Questo (di Trump) è il governo che ha cancellato i diritti legati alla riproduzione dal Rapporto an-
nuo sui diritti umani che stila il Dipartimento di Stato; che ha reso più debole una recente risolu-
zione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite sulle vittime di stupro nei conflitti armati;
che si è ritirato dal Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite. I moderni diritti umani pog-
goano sulla dignità innata di ogni essere umano. Non sono diritti concessi da Dio, o da Trump, e
valgono per tutte le persone di ogni fede e per chi una fede non l'ha. Includono la libertà di parola,
di stampa, di riunione, di religione e il "diritto a essere riconosciuti come persona davanti alla leg-
ge dovunque", come afferma la Dichiarazione universale dei diritti umani. Essi prevedono anche
la lotta contro la discriminazione motivata da razza o etnia, da disabilità, da genere o da orienta-
mento sessuale. Gli Stati Uniti sono stati indefessi sostenitori di questi diritti. Il tentativo di Pom-
peo, un cristiano evangelico la cui politica è infusa dalle sue convinzioni religiose, sembra volere
mettere indietro l'orologio. A maggio, dal Registro Federale si è appreso che la Commissione
avrebbe fornito "un nuovo modo di vedere il concetto dei diritti umani laddove quel concetto si è
discostato dai principi fondanti della nostra Nazione in materia di legge naturale e diritti naturali".
Tra questi "diritti naturali", all'epoca, s'includevano la schiavitù e la disumanizzazione delle per-
sone di colore, nonchè la privazione della libertà per le donne. Non sto suggerendo che Pompeo
voglia tornare a quel punto, ma i diritti 'naturali' del 1776 non sono i diritti umani che gli Stati
Uniti hanno contribuito a inserire nel codice del 1948.
Nel 1995, Hillary Clinton dichiarò: "I diritti delle donne sono diritti umani" e, sedici anni più tar-
di: "I diritti degli omosessuali sono diritti umani". Oggi, è ovvia la guerra che l'amministrazione
Trump sta facendo ai diritti legati alla riproduzione e quelli della comunità Lgbt. Per Pompeo, i
diritti religiosi sono chiaramente diritti umani; quanto al resto niente è chiaro. A capo della Commissione, ha nominato Mary Ann Glendon, una professoressa di Harvard nota per il suo ze-
lo contro l'aborto e il matrimonio omosessuale. Trump, dopo aver mostrato una consapevole ne-
gligenza verso i diritti umani, ora vuole una loro nuova definizione.
L'esercizio non può che riflettere il suo disprezzo per lo Stato di diritto, la stampa libera, un si-
stema giudiziario indipendente le minoranza, i diritti riproduttivi delle donne, la sicurezza dei
bambini migranti, la verità e la decenza e la sua sconfinata affezione per i trasgressori dei dirit-
ti umani. In altre parole, un disastro annunciato.
Lucianone
(da la Repubblica - 19 luglio 2019 - Le idee / di Roger Cohen)
La dignità secondo Trump
Il governo di Trump ha creato a luglio una "Commissione per i diritti inalienabili" che riesaminerà il
concetto di diritti umani. E' come se l'Arabia Saudita stabilisse una commissione per la democrazia
multipartitica o la Corea del Nord una per porre fine alle carestie: farebbe ridere se la minaccia non
fosse grave. Annunciando la composizione del nuovo organismo, il segretario di Stato Mike Pompeo
ha precisato che il governo "prende sul serio le idee dei padri fondatori sulla libertà individuale e sul
governo istituzionale". La sua dichiarazione ha coinciso con l'ennesima dimostrazione da parte di
Trump del suo disprezzo per la Costituzione: un suo tweet in cui comunicava che il suo mandato sa-
rebbe durato "altri sei anni, o forse dieci o quattordici (sto scherzando)". Ha-ha. Governare a vita è
una delle idee che Trump continua a insinuare nel subconscio nazionale. Lo fa sotto forma di battuta, ovviamente, ma anche ciò si iscrive nell'insidioso disegno del modo di operare del presidente. Nello
stesso tweet, Trump definisce se stesso "un vero genio stabile". Ora questo 'genio in capo', tramite il
suo Segretario di Stato, ha stabilito che i tempi sono maturi per determinare "quali diritti abbiano il
diritto di essere rispettati".
Gli autocrati del mondo , dal russo Vladimir Putin al cinese Xi Jinping, da tempo considerano le or-
ganizzazioni per i diritti umani dei cavalli di Troia delle agende democratiche di sinistra. Il loro ten-
tativo è distogliere l'attenzione dai loro gravi abusi dei diritti umani. Ora sembra che anche gli Stati Uniti di Trump si vogliano unire al club degli scettici sui diritti umani. E' difficile immaginare un-
più completo disconoscimento del ruolo degli Stati Uniti a loro difesa da quando Eleanor Roosevelt
presiedette la stesura della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani nel 1948. Occorre ricordare
che questo è il governo che non ha ravvisato nell'assassinio del giornalista del Washington Post Ja-
mal Khashoggi per mano saudita alcun motivo per rimproverare il principe ereditario Mohammed
bin Salman; che ha abbracciato il dittatore nordcoreano Kim Jong-un; che si è inchinato davanti a
ogni autocrate tranne quelli dell'Iran e del Venezuela; che separa i bambini figli dei migranti dalle
loro famiglie.
Questo (di Trump) è il governo che ha cancellato i diritti legati alla riproduzione dal Rapporto an-
nuo sui diritti umani che stila il Dipartimento di Stato; che ha reso più debole una recente risolu-
zione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite sulle vittime di stupro nei conflitti armati;
che si è ritirato dal Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite. I moderni diritti umani pog-
goano sulla dignità innata di ogni essere umano. Non sono diritti concessi da Dio, o da Trump, e
valgono per tutte le persone di ogni fede e per chi una fede non l'ha. Includono la libertà di parola,
di stampa, di riunione, di religione e il "diritto a essere riconosciuti come persona davanti alla leg-
ge dovunque", come afferma la Dichiarazione universale dei diritti umani. Essi prevedono anche
la lotta contro la discriminazione motivata da razza o etnia, da disabilità, da genere o da orienta-
mento sessuale. Gli Stati Uniti sono stati indefessi sostenitori di questi diritti. Il tentativo di Pom-
peo, un cristiano evangelico la cui politica è infusa dalle sue convinzioni religiose, sembra volere
mettere indietro l'orologio. A maggio, dal Registro Federale si è appreso che la Commissione
avrebbe fornito "un nuovo modo di vedere il concetto dei diritti umani laddove quel concetto si è
discostato dai principi fondanti della nostra Nazione in materia di legge naturale e diritti naturali".
Tra questi "diritti naturali", all'epoca, s'includevano la schiavitù e la disumanizzazione delle per-
sone di colore, nonchè la privazione della libertà per le donne. Non sto suggerendo che Pompeo
voglia tornare a quel punto, ma i diritti 'naturali' del 1776 non sono i diritti umani che gli Stati
Uniti hanno contribuito a inserire nel codice del 1948.
Nel 1995, Hillary Clinton dichiarò: "I diritti delle donne sono diritti umani" e, sedici anni più tar-
di: "I diritti degli omosessuali sono diritti umani". Oggi, è ovvia la guerra che l'amministrazione
Trump sta facendo ai diritti legati alla riproduzione e quelli della comunità Lgbt. Per Pompeo, i
diritti religiosi sono chiaramente diritti umani; quanto al resto niente è chiaro. A capo della Commissione, ha nominato Mary Ann Glendon, una professoressa di Harvard nota per il suo ze-
lo contro l'aborto e il matrimonio omosessuale. Trump, dopo aver mostrato una consapevole ne-
gligenza verso i diritti umani, ora vuole una loro nuova definizione.
L'esercizio non può che riflettere il suo disprezzo per lo Stato di diritto, la stampa libera, un si-
stema giudiziario indipendente le minoranza, i diritti riproduttivi delle donne, la sicurezza dei
bambini migranti, la verità e la decenza e la sua sconfinata affezione per i trasgressori dei dirit-
ti umani. In altre parole, un disastro annunciato.
Lucianone
sabato 28 dicembre 2019
Ultime notizie - dall'Italia e dal Mondo / Latest news
28 dicembre '19 - sabato 8th December / Saturday visione post - 3
Alto Adige
Valanga sulla pista da sci in Val Senales: morti una donna e due bambine di 7 anni
Travolto un gruppo di turisti tedeschi sugli sci. Si cercano eventuali dispersi.
Roma - politica
Istruzione: Azzolina e Manfredi al posto dell'ex ministro Fioramonti (si era dimesso)
Conte: "Separiamo la Scuola dalla Ricerca. Nuovi gruppi parlamentari? Destabilizzanti,
non ho questa velleità".
Trento - Dolomiti
Valanga in Trentino sulle Dolomiti / Travolte quattro persone: un morto
Gli scialpinisti sono stati travolti da una valanga nel nel gruppo del Brenta, non distante
dal rifugio Tuckett, mentre sciavano fuoripista.La slavina si è staccata poco dopo le ore 11 nella zona dello Spallone dei Massodi, sopra il rifugio Tuckett. Gli alpinisti erano in cordata con ramponi e piccozze: stavano risalendo un canalone a piedi per poi discendere con gli sci. Quando la valanga si è staccata, sono stati travolti e trascinati per diversi metri. Sul posto sono intervenute le squadre del soccorso alpino, che hanno raggiunto la zona della slavina con l’elicottero dei vigili del fuoco di Trento. Uno di loro è morto, un altro si trova ricoverato in stato di ipotermia all’ospedale di Trento, gli altri sono illesi. La vittima è un ragazzo di 28 anni della valle di Non; per ora non sono state diffuse le sue generalità.
USA - New York
Attacco a casa di un rabbino: 5 feriti a colpi di machete
L'aggressione antisemita è avvenuta nella cittadina di Monsey, a 50 chilometri da New York,
in occasione della festa per la settima giornata delle celebrazioni di Chanukkah. Il responsabile
arrestato dopo un tentativo di fuga. Netanyahu: "Attacco brutale". Il capo di Stato israeliano
Rivlin:"Sconvolto e oltraggiato".
Milano
Giovane preso a bottigliate mentre passeggiava col compagno in centro
Aggredito perché gay vicino alle colonne di corso di Porta Ticinese. Sabato sera tra mezzanotte e l’una un ragazzo di 25 anni è stato soccorso dalla polizia locale, allertata dai passanti mentre era in servizio di prevenzione, per essere stato circondato da una decina di persone e colpito con dei vetri di bottiglia.
Lucianone
Alto Adige
Valanga sulla pista da sci in Val Senales: morti una donna e due bambine di 7 anni
Travolto un gruppo di turisti tedeschi sugli sci. Si cercano eventuali dispersi.
Roma - politica
Istruzione: Azzolina e Manfredi al posto dell'ex ministro Fioramonti (si era dimesso)
Conte: "Separiamo la Scuola dalla Ricerca. Nuovi gruppi parlamentari? Destabilizzanti,
non ho questa velleità".
Trento - Dolomiti
Valanga in Trentino sulle Dolomiti / Travolte quattro persone: un morto
Gli scialpinisti sono stati travolti da una valanga nel nel gruppo del Brenta, non distante
dal rifugio Tuckett, mentre sciavano fuoripista.La slavina si è staccata poco dopo le ore 11 nella zona dello Spallone dei Massodi, sopra il rifugio Tuckett. Gli alpinisti erano in cordata con ramponi e piccozze: stavano risalendo un canalone a piedi per poi discendere con gli sci. Quando la valanga si è staccata, sono stati travolti e trascinati per diversi metri. Sul posto sono intervenute le squadre del soccorso alpino, che hanno raggiunto la zona della slavina con l’elicottero dei vigili del fuoco di Trento. Uno di loro è morto, un altro si trova ricoverato in stato di ipotermia all’ospedale di Trento, gli altri sono illesi. La vittima è un ragazzo di 28 anni della valle di Non; per ora non sono state diffuse le sue generalità.
USA - New York
Attacco a casa di un rabbino: 5 feriti a colpi di machete
L'aggressione antisemita è avvenuta nella cittadina di Monsey, a 50 chilometri da New York,
in occasione della festa per la settima giornata delle celebrazioni di Chanukkah. Il responsabile
arrestato dopo un tentativo di fuga. Netanyahu: "Attacco brutale". Il capo di Stato israeliano
Rivlin:"Sconvolto e oltraggiato".
Milano
Giovane preso a bottigliate mentre passeggiava col compagno in centro
Aggredito perché gay vicino alle colonne di corso di Porta Ticinese. Sabato sera tra mezzanotte e l’una un ragazzo di 25 anni è stato soccorso dalla polizia locale, allertata dai passanti mentre era in servizio di prevenzione, per essere stato circondato da una decina di persone e colpito con dei vetri di bottiglia.
Con una ferita alla testa e un forte trauma al torace è stato trasportato in codice giallo al Policlinico, da cui è stato dimesso domenica con dieci giorni di prognosi. Gli agenti della polizia locale stanno cercando di risalire agli aggressori, che sono scappati, anche acquisendo le immagini delle telecamere della zona. Il giovane, originario di Vicenza e abitante in città per lavoro, ha raccontato ai vigili di essere stato colpito da un lancio di bottiglie da una decina di ragazzi mentre stava passeggiando mano nella mano con il suo compagno in porta Ticinese, una delle zone più centrali e vive di Milano. L’attacco è avvenuto fuori da un locale: il branco prima ha insultato la coppia gay e poi l’ha bersagliata di vetri.
Lucianone
sabato 21 dicembre 2019
SPORT - calcio / Serie A - 15^ e 16^ giornata 2019/20
21 dicembre '19 - sabato 21st December / Saturday visione post - 5
Risultati delle partite
15^ giornata
Inter 0 Atalanta 3 Udinese 1 Lazio 3 Lecce 2 Spal 0
Roma 0 H. Verona 2 Napoli 1 Juventus 1 Genoa 2 Brescia 1
Sassuolo 2 Torino 2 Sampdoria 0 Bologna 2
Cagliari 2 Fiorentina 1 Parma 1 Milan 3
Risultati delle partite
16^ giornata
Brescia 3 Napoli 1 Genoa 0 H. Verona 3 Bologna 2 Juventus 3
Lecce 0 Parma 2 Sampdoria 1 Torino 3 Atalanta 1 Udinese 1
Milan 0 Roma 3 Fiorentina 1 Cagliari 1
Sassuolo 0 Spal 1 Inter 1 Lazio 2
Risultati delle partite
15^ giornata
Inter 0 Atalanta 3 Udinese 1 Lazio 3 Lecce 2 Spal 0
Roma 0 H. Verona 2 Napoli 1 Juventus 1 Genoa 2 Brescia 1
Sassuolo 2 Torino 2 Sampdoria 0 Bologna 2
Cagliari 2 Fiorentina 1 Parma 1 Milan 3
Risultati delle partite
16^ giornata
Brescia 3 Napoli 1 Genoa 0 H. Verona 3 Bologna 2 Juventus 3
Lecce 0 Parma 2 Sampdoria 1 Torino 3 Atalanta 1 Udinese 1
Milan 0 Roma 3 Fiorentina 1 Cagliari 1
Sassuolo 0 Spal 1 Inter 1 Lazio 2
Lucianone
Ambiente / economia - Disastri globali: bomba climatica e bomba demografica
21 dicembre '19 - sabato 21st December / Saturday visione post - 3
(da il manifesto - 17 dicembre '19 - Enrico Masulli)
Chi fabbrica bombe climatiche e demografiche
La ristrutturazione tardo capitalista dell'ultimo quarantennio ha portato all'esasperazione la logica
utilitaria e contingente del capitalismo. Il risultato è l'affermazione incontrastata di un neo-dispo-
tismo. Il risultato è un sistema che, da un lato, si dispiega in maniera pressochè incontrastata, af-
fermando una sorta di neo-dispotismo. Dall'altro ha aggravato squilibri ecologici, demografici e
sociali al punto da rendere non più sostenibile il suo stesso modo di funzionare.
Milioni di persone, soprattutto giovani, di tutto il mondo manifestano la necessità vitale di sosti-
tuire completamente e in pochi anni le fonti energetiche fossili perchè senza un'urgente e drasti-
ca inversione di tendenza il riscaldamento del pianeta raggiungerà nel 2050 la soglia totale di 2
gradi. A quel punto, il 35% della superficie terrestre dove vive oò 55% della popolazopne mon-
diale sarebbe onvestita da fenomeni metereologoco esiziali. Due miliardi di persone patirebbero
una crisi idrica irreversibile. La crisi agricola costringerebbe almeno un miliardo di persone a
migrare. Le condizioni di sussistenza della specie sarebbero assai diverse da quelle finora cono-
sciute. - Sempre più evidenti sono anche gli effetti dello squilibrio demografico, Da un lato as-
sistiamo ad un crescente invecchiamento della popolazione e calo della natalità specie negli Usa
ed Europa occidentale. Nei paesi dell'Unione europea, entro 12 anni, una persona troppo giova-
ne o anziana per lavorare graverebbe su 1,5 in età lavorativa, determinando una situazione inso-
stenibile. A tale calo demografico corrisponde un andamento opposto in molti paesi del Sud del
mondo, vale a dire in quelli che non hanno ancora spezzato il circolo vizioso tra maggiore pover-
tà e maggiore popolazione. Ne consegue che la straordinaria crescita della popolazione mondia-
le, prevista in un aumento di 2,3 miliardi nel 2050, riguarderà per il 97,2% i paesi meno svilup-
pati, una vera e propria "bomba" demografica. Contemporaneamente aumenterà la distanza tra
tra i paesi più ricchi e quelli più poveri, mentre crescono le diseguaglianze all'interno sia dei pri-
mi che dei secondi. Se paragoniamo il Pil pro capite a parità di potere d'acquisto e, per un con-
fronto più rigoroso, consideriamo solo i paesi con più di 30 milioni di abitanti, riscontriamo che
negli 8 paesi più ricchi il Pil pro capite va dai 39,675 dollari in Italia ai 62.869 negli Usa; men-
tre negli 8 paesi più poveri esso varia da 824 dollari nella Repubblica Democratica del Congo
a 6.851 in Angola. Quanto alle diseguaglianze interne, il 10% più ricco della popolazione pos-
siede il 47% della ricchezza nell'America del Nord e il 55% nell'Africa sub-sahariana.
Le dimensioni limite di questi ed altri squilibri impongono un mutamento radicale, un nuovo
paradigma, un'ardua sfida che richiede un corrispondente rinnovamento delle forme di conflit-
tualità sociale ed espressione politica. Forme che possono maturare solo interpretando le istan-
ze più profonde dei grandi movimenti collettivi che, non a caso oggi e in diverse parti del mon-
do, sono portatori di valori, concezioni sociali e modelli di cultura affatto reattivi al vecchio pa-
radigma e agli squilibri ultimativi che ne indicano la crisi.
Lucianone
(da il manifesto - 17 dicembre '19 - Enrico Masulli)
Chi fabbrica bombe climatiche e demografiche
La ristrutturazione tardo capitalista dell'ultimo quarantennio ha portato all'esasperazione la logica
utilitaria e contingente del capitalismo. Il risultato è l'affermazione incontrastata di un neo-dispo-
tismo. Il risultato è un sistema che, da un lato, si dispiega in maniera pressochè incontrastata, af-
fermando una sorta di neo-dispotismo. Dall'altro ha aggravato squilibri ecologici, demografici e
sociali al punto da rendere non più sostenibile il suo stesso modo di funzionare.
Milioni di persone, soprattutto giovani, di tutto il mondo manifestano la necessità vitale di sosti-
tuire completamente e in pochi anni le fonti energetiche fossili perchè senza un'urgente e drasti-
ca inversione di tendenza il riscaldamento del pianeta raggiungerà nel 2050 la soglia totale di 2
gradi. A quel punto, il 35% della superficie terrestre dove vive oò 55% della popolazopne mon-
diale sarebbe onvestita da fenomeni metereologoco esiziali. Due miliardi di persone patirebbero
una crisi idrica irreversibile. La crisi agricola costringerebbe almeno un miliardo di persone a
migrare. Le condizioni di sussistenza della specie sarebbero assai diverse da quelle finora cono-
sciute. - Sempre più evidenti sono anche gli effetti dello squilibrio demografico, Da un lato as-
sistiamo ad un crescente invecchiamento della popolazione e calo della natalità specie negli Usa
ed Europa occidentale. Nei paesi dell'Unione europea, entro 12 anni, una persona troppo giova-
ne o anziana per lavorare graverebbe su 1,5 in età lavorativa, determinando una situazione inso-
stenibile. A tale calo demografico corrisponde un andamento opposto in molti paesi del Sud del
mondo, vale a dire in quelli che non hanno ancora spezzato il circolo vizioso tra maggiore pover-
tà e maggiore popolazione. Ne consegue che la straordinaria crescita della popolazione mondia-
le, prevista in un aumento di 2,3 miliardi nel 2050, riguarderà per il 97,2% i paesi meno svilup-
pati, una vera e propria "bomba" demografica. Contemporaneamente aumenterà la distanza tra
tra i paesi più ricchi e quelli più poveri, mentre crescono le diseguaglianze all'interno sia dei pri-
mi che dei secondi. Se paragoniamo il Pil pro capite a parità di potere d'acquisto e, per un con-
fronto più rigoroso, consideriamo solo i paesi con più di 30 milioni di abitanti, riscontriamo che
negli 8 paesi più ricchi il Pil pro capite va dai 39,675 dollari in Italia ai 62.869 negli Usa; men-
tre negli 8 paesi più poveri esso varia da 824 dollari nella Repubblica Democratica del Congo
a 6.851 in Angola. Quanto alle diseguaglianze interne, il 10% più ricco della popolazione pos-
siede il 47% della ricchezza nell'America del Nord e il 55% nell'Africa sub-sahariana.
Le dimensioni limite di questi ed altri squilibri impongono un mutamento radicale, un nuovo
paradigma, un'ardua sfida che richiede un corrispondente rinnovamento delle forme di conflit-
tualità sociale ed espressione politica. Forme che possono maturare solo interpretando le istan-
ze più profonde dei grandi movimenti collettivi che, non a caso oggi e in diverse parti del mon-
do, sono portatori di valori, concezioni sociali e modelli di cultura affatto reattivi al vecchio pa-
radigma e agli squilibri ultimativi che ne indicano la crisi.
Lucianone
giovedì 19 dicembre 2019
L'Opinione del Giovedì - Il razzismo durissimo a morire in questa società social / tribale. E allora? Ribellarsi in modo gandhìano-pacifico come le sardine delle piazze!
19 dicembre '19 - giovedì 19th December / Thursday visione post - 4
Siamo un Paese di contraddizioni enormi: amiamo il volontariato, aiutiamo i terremotati dove
non arrivano le istituzioni, siamo generosi tra di noi italiani, ma allo stesso tempo urliamo ne-
gli stadi contro i giocatori di colore, offendiamo pesantemente i neri, i colorati i diversi dalla
nostra pelle anche all'interno degli ospedali, come appena avvenuto a Sondrio, contro una ma-
dre nigeriana che si lamentava, gridava disperata per la morte del proprio figlioletto. Insomma
siamo ancora molto, molto razzisti come italiani che si dicono di amare il volontariato e tutte
le associazioni che fanno capo ad esso. E allora? Il razzismo non più strisciante ma aperto, a
volte espresso in modo tracotante, da dove viene? Solo da un odio fascistoide, o tanti lo han-
no coltivato con la paura per la crisi sociale economica eccetera, dovuto al rancore contro tut-
to e tutti, perchè a qualcuno c'è da dare la colpa e gli stranieri vanno benissimo, e allora dico
che sì "prima gli italiani" perchè abbiamo il diritto di star meglio noi per primi che viviamo
nella nostra terra italiana, e gli altri "gli stranieri" che vogliono, ma che vogliono?
Tutto fino adesso era andato così, poi sono arrivati certi giovani, che a Bologna hanno detto
no, basta odio, basta razzismo, basta rancore, insomma finiamola con rabbia e prepotenza, e
prima di tutto questi messaggi, queste voci contro il senso comune dell'odio "atavico" e truce
si sono levati insieme con cori tranquilli e fermi, con canzoni di positività antifascista nelle
piazze, in tutte le piazze. E dire no, basta odio, no, basta offese e litigi tra parti politiche op-
poste, e sì al dialogo, sì alla discussione pacifica e ragionata.
Ma ecco, purtroppo rigurgiti di razzismo e odio contro il diverso, lo straniero. il nero nigeria-
no, in questo caso una donna, una giovane madre, ricompaiono, a Sondrio in un pronto soc-
corso dell'ospedale. Purtroppo sono ancora tanti quelli che ancora non hanno capito niente,
se ne fregano delle sardine nelle piazze e continuano a odiare, odiare, odiare...
Se poi un fomentatore come Matteo Salvini, che ha dato il là per primo al "prima gli italiani",
va a processo per la questione migranti che ha lasciato marcire in mezzo al mare per giorni
e giorni, ben venga processo e possibile condanna.
All'odio e alle prepotenze Gandhi rispondeva con la non violenza portando nelle piazze mi-
lioni di Indiani, così come le Sardine portano nelle piazze la resilienza mescolata alla resi-
stenza contro odio, rabbia, rancore e le prepotenze dei "pieni poteri", E al canto di Bella Ciao.
- Luciano Finesso -
Siamo un Paese di contraddizioni enormi: amiamo il volontariato, aiutiamo i terremotati dove
non arrivano le istituzioni, siamo generosi tra di noi italiani, ma allo stesso tempo urliamo ne-
gli stadi contro i giocatori di colore, offendiamo pesantemente i neri, i colorati i diversi dalla
nostra pelle anche all'interno degli ospedali, come appena avvenuto a Sondrio, contro una ma-
dre nigeriana che si lamentava, gridava disperata per la morte del proprio figlioletto. Insomma
siamo ancora molto, molto razzisti come italiani che si dicono di amare il volontariato e tutte
le associazioni che fanno capo ad esso. E allora? Il razzismo non più strisciante ma aperto, a
volte espresso in modo tracotante, da dove viene? Solo da un odio fascistoide, o tanti lo han-
no coltivato con la paura per la crisi sociale economica eccetera, dovuto al rancore contro tut-
to e tutti, perchè a qualcuno c'è da dare la colpa e gli stranieri vanno benissimo, e allora dico
che sì "prima gli italiani" perchè abbiamo il diritto di star meglio noi per primi che viviamo
nella nostra terra italiana, e gli altri "gli stranieri" che vogliono, ma che vogliono?
Tutto fino adesso era andato così, poi sono arrivati certi giovani, che a Bologna hanno detto
no, basta odio, basta razzismo, basta rancore, insomma finiamola con rabbia e prepotenza, e
prima di tutto questi messaggi, queste voci contro il senso comune dell'odio "atavico" e truce
si sono levati insieme con cori tranquilli e fermi, con canzoni di positività antifascista nelle
piazze, in tutte le piazze. E dire no, basta odio, no, basta offese e litigi tra parti politiche op-
poste, e sì al dialogo, sì alla discussione pacifica e ragionata.
Ma ecco, purtroppo rigurgiti di razzismo e odio contro il diverso, lo straniero. il nero nigeria-
no, in questo caso una donna, una giovane madre, ricompaiono, a Sondrio in un pronto soc-
corso dell'ospedale. Purtroppo sono ancora tanti quelli che ancora non hanno capito niente,
se ne fregano delle sardine nelle piazze e continuano a odiare, odiare, odiare...
Se poi un fomentatore come Matteo Salvini, che ha dato il là per primo al "prima gli italiani",
va a processo per la questione migranti che ha lasciato marcire in mezzo al mare per giorni
e giorni, ben venga processo e possibile condanna.
All'odio e alle prepotenze Gandhi rispondeva con la non violenza portando nelle piazze mi-
lioni di Indiani, così come le Sardine portano nelle piazze la resilienza mescolata alla resi-
stenza contro odio, rabbia, rancore e le prepotenze dei "pieni poteri", E al canto di Bella Ciao.
- Luciano Finesso -
sabato 14 dicembre 2019
Ambiente / l'emergenza ambientale - Le parole giuste
14 dicembre '19 - sabato 14th December / Saturday visione post - 3
(da la Repubblica - 24 novembre '19 - di Stefano Mancuso)
Le parole giuste per il clima folle
Alla fine di ottobre del 2018, la tempesta Vaia colpiva con violenza inaspettata il Nord Est italiano
procurando l'abbattimento di intere foreste e la morte di un numero imprecisato di alberi. In cerca
di una stima, quanto più possibile realistica, del numero di alberi schiantati, chiamai in quei giorni
chiunque conoscessi nelle zone colpite dal disastro per avere informazioni più dettagliate.
Alla domanda "quanti alberi sono caduti?", la risposta era immutabilmente "molti milioni di metri cubi di legname". L'unica variabile ammessa era il numero di metri cubi: da sette a nove. Nessuno
che parlasse del numero di alberi caduti; solo metri cubi di legname. Ora, le parole che adoperiamo
raccontano molto di cosa siamo; parlare di metri cubi di legname o di bestiame o di pescato, ad
esempio, illustra con chiarezza il nostro rapporto predatorio con gli altri esseri viventi del Pianeta.
Una percezione della natura come materia prima che, a prescindere da qualunque considerazione
etica, è una delle cause fondamentali della drammatica emergenza ambientale che stiamo vivendo.
La scelta di un vocabolo o di un altro, se da un lato svela cosa siamo, dall'altro ha la possibilità di
modificare la nostra comprensione della realtà. Prendiamo il caso del "cambiamento climatico".
Il primo ad aver utilizzato questa espressione sembra essere stato Wallace Broecker, ricercatore
presso la Columbia University, in un articolo pubblicato su Science il 9 agosto del 1975. Da quel
momento "cambiamento limatico" e "riscaldamento globale" hanno iniziato a essere utilizzati
come sinonimi , nonostante le due locuzioni definiscano fenomeni molto diversi: "riscaldamento
globale" riguarda, infatti, l'aumento della temperatura media della superficie terrestre dovuta al-
l'aumento delle concentrazioni di gas serra, mentre "cambiamento climatico" interessa la modi-
fica a lungo termine del clima della Terra. Quello che accade al nostro pianeta è, senza alcun
dubbio, un "riscaldamento globale", eppure si continua a parlare di "cambiamento climatico".
Perchè? La risposta è semplice e la racconta qualche mese fa sul Washington Post, Frank Luntz,
un consulente dei repubblicani americani: "Nel 2001 scrissi un promemoria per i politici repub-
blicani consigliando loro di cancellare dal loro vocabolario il "riscaldamento globale", perchè
aveva connotazioni catastrofiche, e utilizzare al suo posto "cambiamento climatico" che sug-
geriva, al contrario, una sfida più controllabile e meno emotiva".
Utilizzare le espressioni giuste fa una differenza enorme. E' per questo che r ecentemente il
Guardian ha stilato un breve glossario dei termini e delle espressioni che devono essere uti-
lizzate dai suoi giornalisti quando scrivono sull'ambiente. Leggerlo è istruttivo. Fra le racco-
mandazioni troviamo che "crisi climatica" o "emergenza climatica" devono essere preferiti
a "cambiamento climatico" e che coloro che negano lo stato delle cose non devono essere
descritti come "scettici" ma come "negazionisti".
Sono molti i giornali nel mondo che tentano una revisione linguistica sui temi dell'ambiente
e credo facciano bene. Sia chiaro, non sono soltanto alcuni politici o alcuni giornalisti a con-
fondere le acque, anche gli scienziati, con il loro esagerato timore di esprimere con sempli-
cità cosa sta realmente accadendo nonostante le miriadi di prove irrefutabili a sostegno, con-
tribuiscono alla confusione. Un esempio classico è un brano del recente report sul riscalda-
mento globale del gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico (Ipcc): "Limitare il
riscaldamento globale a 1,5°C richiederebbe cambiamenti rapidi, di vasta portata e senza
precedenti in tutti gli aspetti della società". "Rapidi, di vasta portata e senza precedenti in
tutti gli aspetti della società", non stiamo forse parlando di cambiare tutto e subito? E allo-
ra perchè non scrivere chiaramente come faceva Margaret Atwood, in un suo saggio del
2015 che ciò che sta accadendo al nostro pianeta più che un "cambiamento climatico" è
un "cambiamento di tutto"?
Stefano Mancuso, scienziato, è direttore del Laboratorio internazionale di neurobiologia
vegetale (Linv). Ha scritto "La nazione delle piante" (Laterza, 2019).
Lucianone
(da la Repubblica - 24 novembre '19 - di Stefano Mancuso)
Le parole giuste per il clima folle
Alla fine di ottobre del 2018, la tempesta Vaia colpiva con violenza inaspettata il Nord Est italiano
procurando l'abbattimento di intere foreste e la morte di un numero imprecisato di alberi. In cerca
di una stima, quanto più possibile realistica, del numero di alberi schiantati, chiamai in quei giorni
chiunque conoscessi nelle zone colpite dal disastro per avere informazioni più dettagliate.
Alla domanda "quanti alberi sono caduti?", la risposta era immutabilmente "molti milioni di metri cubi di legname". L'unica variabile ammessa era il numero di metri cubi: da sette a nove. Nessuno
che parlasse del numero di alberi caduti; solo metri cubi di legname. Ora, le parole che adoperiamo
raccontano molto di cosa siamo; parlare di metri cubi di legname o di bestiame o di pescato, ad
esempio, illustra con chiarezza il nostro rapporto predatorio con gli altri esseri viventi del Pianeta.
Una percezione della natura come materia prima che, a prescindere da qualunque considerazione
etica, è una delle cause fondamentali della drammatica emergenza ambientale che stiamo vivendo.
La scelta di un vocabolo o di un altro, se da un lato svela cosa siamo, dall'altro ha la possibilità di
modificare la nostra comprensione della realtà. Prendiamo il caso del "cambiamento climatico".
Il primo ad aver utilizzato questa espressione sembra essere stato Wallace Broecker, ricercatore
presso la Columbia University, in un articolo pubblicato su Science il 9 agosto del 1975. Da quel
momento "cambiamento limatico" e "riscaldamento globale" hanno iniziato a essere utilizzati
come sinonimi , nonostante le due locuzioni definiscano fenomeni molto diversi: "riscaldamento
globale" riguarda, infatti, l'aumento della temperatura media della superficie terrestre dovuta al-
l'aumento delle concentrazioni di gas serra, mentre "cambiamento climatico" interessa la modi-
fica a lungo termine del clima della Terra. Quello che accade al nostro pianeta è, senza alcun
dubbio, un "riscaldamento globale", eppure si continua a parlare di "cambiamento climatico".
Perchè? La risposta è semplice e la racconta qualche mese fa sul Washington Post, Frank Luntz,
un consulente dei repubblicani americani: "Nel 2001 scrissi un promemoria per i politici repub-
blicani consigliando loro di cancellare dal loro vocabolario il "riscaldamento globale", perchè
aveva connotazioni catastrofiche, e utilizzare al suo posto "cambiamento climatico" che sug-
geriva, al contrario, una sfida più controllabile e meno emotiva".
Utilizzare le espressioni giuste fa una differenza enorme. E' per questo che r ecentemente il
Guardian ha stilato un breve glossario dei termini e delle espressioni che devono essere uti-
lizzate dai suoi giornalisti quando scrivono sull'ambiente. Leggerlo è istruttivo. Fra le racco-
mandazioni troviamo che "crisi climatica" o "emergenza climatica" devono essere preferiti
a "cambiamento climatico" e che coloro che negano lo stato delle cose non devono essere
descritti come "scettici" ma come "negazionisti".
Sono molti i giornali nel mondo che tentano una revisione linguistica sui temi dell'ambiente
e credo facciano bene. Sia chiaro, non sono soltanto alcuni politici o alcuni giornalisti a con-
fondere le acque, anche gli scienziati, con il loro esagerato timore di esprimere con sempli-
cità cosa sta realmente accadendo nonostante le miriadi di prove irrefutabili a sostegno, con-
tribuiscono alla confusione. Un esempio classico è un brano del recente report sul riscalda-
mento globale del gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico (Ipcc): "Limitare il
riscaldamento globale a 1,5°C richiederebbe cambiamenti rapidi, di vasta portata e senza
precedenti in tutti gli aspetti della società". "Rapidi, di vasta portata e senza precedenti in
tutti gli aspetti della società", non stiamo forse parlando di cambiare tutto e subito? E allo-
ra perchè non scrivere chiaramente come faceva Margaret Atwood, in un suo saggio del
2015 che ciò che sta accadendo al nostro pianeta più che un "cambiamento climatico" è
un "cambiamento di tutto"?
Stefano Mancuso, scienziato, è direttore del Laboratorio internazionale di neurobiologia
vegetale (Linv). Ha scritto "La nazione delle piante" (Laterza, 2019).
Lucianone
mercoledì 11 dicembre 2019
Sport / calcio - Ultime notizie: grande impresa dell'Atalanta che va agli ottavi di Champions
11 dicembre '19 - mercoledì 11th December / Wednesday visione post - 3
IMPRESA ATALANTA
Batte lo Shakhtar per 3 - 0 in Ucraina
e vola agli ottavi di Champions League
Le reti di Castagne, Pasalic e Gosens portano i nerazzurri nella storia


Lucianone
IMPRESA ATALANTA
Batte lo Shakhtar per 3 - 0 in Ucraina
e vola agli ottavi di Champions League
Le reti di Castagne, Pasalic e Gosens portano i nerazzurri nella storia


Lucianone
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