4 febbraio '16 - giovedì 4th February / Thursday visione post - 14
Durante la Prima guerra mondiale,
interi centri abitati vengono devastati dai bombardamenti. I testimoni oculari ne
riferiscono con stupore misto ad angoscia. Così, per esempio, l'intellettuale tedesco
Ernst Jùnger (1895- 1998) scrive nel suo diario di guerra dal fronte occidentale, inti-
tolato Nelle tempeste d'acciaio (1920): "Il villaggio di Guillemont sembrava comple-
tamente scomparso; soltanto una macchia biancastra tra i crateri indicava il luogo
dove la calce delle case era stata polverizzata. Davanti a noi c'era la stazione, fracas-
sata come un giocattolo da bambini; e più in là il bosco di Delville ridotto in trucioli".
Di Fossalta c'era rimasto poco o niente. Benni, certe volte, provava a immaginarselo,
il paese, ma era difficile, in mezzo alle macerie, alla distruzione, capire come fosse stata
la vita prima della guerra. Della chiesa rimaneva ben poco. Così delle case perchè, gli
aveva spiegato Sisto, l'anno prima, i mangiasego (i tedeschi) s'erano fatti avanti di brut-
to e avevano fatto un macello. Quasi tutta la gente se n'era scappata via, lasciando le ca-
se, portandosi dietro gli animali e qualche panno che riusciva a salvare. Fuggivano e
non sapevano nemmeno dove. Certo, lontano dal fronte. Ma era un lontano che non si
capiva quanto gli avrebbe fatti camminare, perchè il fronte, le trincee, i cannoni, sem-
brava che avessero preso tutto lo spazio che prima serviva per vivere. Non c'era campo,
nè ruscello, nè fiume, nè collina, nè montagna che, prima o poi, bombe, carri e mortai
non avrebbero preteso di occupare.
Sono due spunti che ho riportato dal libro-romanzo che sto leggendo - Hemingway e il
ragazzo che suonava la tromba, di Luisa Mattia - e che tratta su La grande Guerra 1914-
1918, descrivendo ciò che succede al campo di Fossalta di Piave dove: Benni, un sedicen-
ne grande e grosso come Maciste, conosce il futuro scrittore americano Ernest Hemingway;
con lui improvviserà concertini per tenere alto il morale della truppa e conquistare il cuore
di Emilia, ma un giorno Ernest non torna al campo e Benni, armato solo della sua tromba,
si avventura sulla linea di fuoco per cercarlo...
Continua... to be continued...
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giovedì 4 febbraio 2016
Sport - calcio / Serie A - 23^ giornata 2015/16
4 febbraio '16 - giovedì 4th February / Thursday visione post - 13
Risultati delle partite
Sassuolo 0 Frosinone 1 Empoli 1 Fiorentina 2 Verona H. 2
Roma 2 Bologna 0 Udinese 1 Carpi 1 Atalanta 1
Inter 1 Juventus 1 Lazio 0 Palermo 0 Sampdoria 2
Chievo 0 Genoa 0 Napoli 2 Milan 2 Torino 2
CLASSIFICA
Napoli 53 / Juventus 51 / Fiorentina 45 / Inter 44 / Roma 41 / Milan 39 /
Sassuolo, Empoli 33 / Lazio 32 / Bologna 29 / Torino 28 / Chievo, Atalanta 27 /
Udinese 26 / Palermo 25 / Genoa 24 / Sampdoria 24 / Carpi, Frosinone 19 /
Verona H. 14
Il Commento
Non sembra vero! Ma è così: è la vera, stupenda, nuda verità. Il Verona, o Hellas Veron
per chi è stretto osservante della tradizione, ha vinto. Ultima squadra europea che non ave-
va ancora vinto nei principali rispettivi tornei di calcio (questo bisogna dirlo), si è tolta al-
la fine quest'onta. Ed evviva, vinceremo il tricolor, come urlavano al termine della partita
i suoi sostenitori-fan incrollabili e meravigliosi. E' toccato a Pazzini togliersi questa soddi-
sfazione, dato che il Toni capocannoniere della passata stagione sembra non avere ormai
quasi più cartucce disponibili, sia per gli acciacchi infiniti e sia, quindi, per l'"età" vera
e propria (diciamo che ha fatto anche troppo). Ora è giunta, speriamo bene, l'ora di Paz-
zini. Poi il nuovo tecnico Del Neri ci sta mettendo del suo, non solo per i risultati positivi:
la squadra sembra in generale più motivata, e in certi momenti ricaricata. Solo che ora
sono necessari veri e propri filotti di vittorie, o non si va da nessuna parte e la B è dietro
l'angolo, purtroppo. Guardando le posizioni di classifica sopra la squadra veneta, oltre
a Carpi e Frosinone anche le squadre genovesi stanno zoppicando, soprattutto la Samp-
doria. Ma, si sa, i veneti non devono contare sulle disgrazie altrui, ma battersi da leoni
fino al termine, con la mentalità del "possiamo farcela". Vedere, come esempio, la forte
risalita del Bologna. Squadre in evidente calo sono invece l'Udinese e la stessa Atalanta
battuta, appunto, dal Verona. Altalenante è il Chievo, che comunque ha tutte le possibi-
lità e capacità per raggiungere la salvezza senza grossi patemi. Risalendo verso le grandi,
spicca la rimonta del Milan e l'insicurezza di un Inter, partita con ben altro spirito: si è
persa una marea di punti rispetto al duo Juve-Napoli, e lo stesso Mancini sembra aver
perso la bussola. Vedremo se la perderà anche contro l'Hellas Verona, sabato prossimo,
all'ora di pranzo.
Luciano Finesso
Risultati delle partite
Sassuolo 0 Frosinone 1 Empoli 1 Fiorentina 2 Verona H. 2
Roma 2 Bologna 0 Udinese 1 Carpi 1 Atalanta 1
Inter 1 Juventus 1 Lazio 0 Palermo 0 Sampdoria 2
Chievo 0 Genoa 0 Napoli 2 Milan 2 Torino 2
CLASSIFICA
Napoli 53 / Juventus 51 / Fiorentina 45 / Inter 44 / Roma 41 / Milan 39 /
Sassuolo, Empoli 33 / Lazio 32 / Bologna 29 / Torino 28 / Chievo, Atalanta 27 /
Udinese 26 / Palermo 25 / Genoa 24 / Sampdoria 24 / Carpi, Frosinone 19 /
Verona H. 14
Il Commento
Non sembra vero! Ma è così: è la vera, stupenda, nuda verità. Il Verona, o Hellas Veron
per chi è stretto osservante della tradizione, ha vinto. Ultima squadra europea che non ave-
va ancora vinto nei principali rispettivi tornei di calcio (questo bisogna dirlo), si è tolta al-
la fine quest'onta. Ed evviva, vinceremo il tricolor, come urlavano al termine della partita
i suoi sostenitori-fan incrollabili e meravigliosi. E' toccato a Pazzini togliersi questa soddi-
sfazione, dato che il Toni capocannoniere della passata stagione sembra non avere ormai
quasi più cartucce disponibili, sia per gli acciacchi infiniti e sia, quindi, per l'"età" vera
e propria (diciamo che ha fatto anche troppo). Ora è giunta, speriamo bene, l'ora di Paz-
zini. Poi il nuovo tecnico Del Neri ci sta mettendo del suo, non solo per i risultati positivi:
la squadra sembra in generale più motivata, e in certi momenti ricaricata. Solo che ora
sono necessari veri e propri filotti di vittorie, o non si va da nessuna parte e la B è dietro
l'angolo, purtroppo. Guardando le posizioni di classifica sopra la squadra veneta, oltre
a Carpi e Frosinone anche le squadre genovesi stanno zoppicando, soprattutto la Samp-
doria. Ma, si sa, i veneti non devono contare sulle disgrazie altrui, ma battersi da leoni
fino al termine, con la mentalità del "possiamo farcela". Vedere, come esempio, la forte
risalita del Bologna. Squadre in evidente calo sono invece l'Udinese e la stessa Atalanta
battuta, appunto, dal Verona. Altalenante è il Chievo, che comunque ha tutte le possibi-
lità e capacità per raggiungere la salvezza senza grossi patemi. Risalendo verso le grandi,
spicca la rimonta del Milan e l'insicurezza di un Inter, partita con ben altro spirito: si è
persa una marea di punti rispetto al duo Juve-Napoli, e lo stesso Mancini sembra aver
perso la bussola. Vedremo se la perderà anche contro l'Hellas Verona, sabato prossimo,
all'ora di pranzo.
Luciano Finesso
Lucianone
Ambiente /animali ed ecosistema - Le cicogne cambiano abitudini
4 febbraio '16 - giovedì 4th February / Thursday visione post - 11
Gli uccelli di otto Paesi spiati
con il Gps: molti si accontentano
del cibo che trovano nelle discariche
(da la Repubblica - 29/01/'16 - R2 L'Ambiente / Silvia Bencivelli)
La cicogna non migra più,
il viaggio finisce in città
Le cicogne stanno diventando sedentarie e non migrano più. Quello che le muoveva nel
viaggio prima dell'inizio dell'inverno, infatti, adesso lo trovano anche qui. Per la preci-
sione, nelle nostre discariche. Lo mostra una ricerca tedesca pubblicata sulla rivista
Science Advances, per la quale si sono seguiti settanta giovani esemplari di cicogna
bianca nati in Armenia, Grecia, Polonia, Russia, Spagna, Germania, Tunisia e Uzbe-
kistan, grazie a piccoli dispositivi dotati di Gps. - I risultati sono stati molto difformi,
ma segnalano l'inizio di un cambiamento importante: le cicogne starebbero imparan-
do a cibarsi dei rifiuti che trovano vicino alle industrie e ai margini delle città, quindi
non hanno più bisogno di affrontare lunghi viaggi pericolosi verso Sud. Ed è facile im-
maginare che sempre più spesso passeranno l'inverno con noi. Per i ricercatori, è un
ulteriore esempio di come alcune specie animali modifichino il proprio comportamen-
to a causa dell'influenza dell'uomo. Ma quali saranno le conseguenze a lungo termine
non lo sanno nemmeno loro.
La cicogna bianca, infatti, per antica tradizione, migrerebbe dall'Europa in Africa al-
l'inizio dell'inverno. a non migrerebbe tanto per il freddo, quanto per trovare il cibo,
che d'inverno qui è generalmente meno disponibile che d'estate. Cioè la cicogna non
emigra solo per istinto, come i cosiddetti "migratori obbligati": quelli che, come la
rondine, sono geneticamente programmati per modificare il proprio corpo in previ-
sione dell'arrivo dell'inverno, e partire. La cicogna migra per opportunità, alla ricer-
ca di cibo, seguendo il gruppo secondo abitudini apprese e rotte non regolari. Ma co-
me per tutti i migratori il viaggio è un'abitudine rischiosa, in cui il rischio di morire
è alto. Quindi non sorprenda scoprire che, poco alla volta, potendo farne a meno, i
gruppi di cicogne stiano imparando a muoversi su rotte sempre più brevi e a nutrir-
si dei rifiuti dell'uomo che trovano a portata di mano. Del resto, è quello che è capi-
tato anche al gabbiano reale, sempre più presente nelle nostre città.
Quello che però ha colpito i ricercatori è che la rinuncia alla migrazione è risultata
molto disomogenea. A dimostrare che il comportamento migratorio è tutt'altro che
fisso e immutabile, anzi. Infatti, mentre le cicogne di Russia, Polonia e Grecia sono
partite per il consueto lungo viaggio fino al meridione del continente africano, quel-
le di Spagna, Tunisia e Germania si sono fermate a nord del Sahara. Quelle armene
hanno fatto percorsi ancora più brevi, e le cicogne uzbeke non sono partite affatto.
Le cicogne che si sono fermate a nord del Sahara sono sopravvissute mangiando
immondizia, spiegano i ricercatori, nei fast food delle discariche umane. E le cicogne
uzbeke si pensa che abbiano a nutrirsi degli scarti dell'industria ittica, rendendo così
non più necessaria la tradizionale lunghissima migrazione fino ad Afghanistan e Pa-
kistan. - Tutto questo potrebbe sembrare una buona notizia per le cicogne, almeno
nell'immediato, ma in realtà presenta alcuni svantaggi. Lo ha spiegato alla Bbc il pri-
mo ricercatore Andrea Flack dell'Istituto di Ornitologia del Max Planck Institute:
"Per una cicogna una discarica è un bel posto, perchè ci trova un sacco di cibo. Ma
il rischio c'è: un boccone sbagliato ed è morta".
Continua... to be continued...
Gli uccelli di otto Paesi spiati
con il Gps: molti si accontentano
del cibo che trovano nelle discariche
(da la Repubblica - 29/01/'16 - R2 L'Ambiente / Silvia Bencivelli)
La cicogna non migra più,
il viaggio finisce in città
Le cicogne stanno diventando sedentarie e non migrano più. Quello che le muoveva nel
viaggio prima dell'inizio dell'inverno, infatti, adesso lo trovano anche qui. Per la preci-
sione, nelle nostre discariche. Lo mostra una ricerca tedesca pubblicata sulla rivista
Science Advances, per la quale si sono seguiti settanta giovani esemplari di cicogna
bianca nati in Armenia, Grecia, Polonia, Russia, Spagna, Germania, Tunisia e Uzbe-
kistan, grazie a piccoli dispositivi dotati di Gps. - I risultati sono stati molto difformi,
ma segnalano l'inizio di un cambiamento importante: le cicogne starebbero imparan-
do a cibarsi dei rifiuti che trovano vicino alle industrie e ai margini delle città, quindi
non hanno più bisogno di affrontare lunghi viaggi pericolosi verso Sud. Ed è facile im-
maginare che sempre più spesso passeranno l'inverno con noi. Per i ricercatori, è un
ulteriore esempio di come alcune specie animali modifichino il proprio comportamen-
to a causa dell'influenza dell'uomo. Ma quali saranno le conseguenze a lungo termine
non lo sanno nemmeno loro.
La cicogna bianca, infatti, per antica tradizione, migrerebbe dall'Europa in Africa al-
l'inizio dell'inverno. a non migrerebbe tanto per il freddo, quanto per trovare il cibo,
che d'inverno qui è generalmente meno disponibile che d'estate. Cioè la cicogna non
emigra solo per istinto, come i cosiddetti "migratori obbligati": quelli che, come la
rondine, sono geneticamente programmati per modificare il proprio corpo in previ-
sione dell'arrivo dell'inverno, e partire. La cicogna migra per opportunità, alla ricer-
ca di cibo, seguendo il gruppo secondo abitudini apprese e rotte non regolari. Ma co-
me per tutti i migratori il viaggio è un'abitudine rischiosa, in cui il rischio di morire
è alto. Quindi non sorprenda scoprire che, poco alla volta, potendo farne a meno, i
gruppi di cicogne stiano imparando a muoversi su rotte sempre più brevi e a nutrir-
si dei rifiuti dell'uomo che trovano a portata di mano. Del resto, è quello che è capi-
tato anche al gabbiano reale, sempre più presente nelle nostre città.
Quello che però ha colpito i ricercatori è che la rinuncia alla migrazione è risultata
molto disomogenea. A dimostrare che il comportamento migratorio è tutt'altro che
fisso e immutabile, anzi. Infatti, mentre le cicogne di Russia, Polonia e Grecia sono
partite per il consueto lungo viaggio fino al meridione del continente africano, quel-
le di Spagna, Tunisia e Germania si sono fermate a nord del Sahara. Quelle armene
hanno fatto percorsi ancora più brevi, e le cicogne uzbeke non sono partite affatto.
Le cicogne che si sono fermate a nord del Sahara sono sopravvissute mangiando
immondizia, spiegano i ricercatori, nei fast food delle discariche umane. E le cicogne
uzbeke si pensa che abbiano a nutrirsi degli scarti dell'industria ittica, rendendo così
non più necessaria la tradizionale lunghissima migrazione fino ad Afghanistan e Pa-
kistan. - Tutto questo potrebbe sembrare una buona notizia per le cicogne, almeno
nell'immediato, ma in realtà presenta alcuni svantaggi. Lo ha spiegato alla Bbc il pri-
mo ricercatore Andrea Flack dell'Istituto di Ornitologia del Max Planck Institute:
"Per una cicogna una discarica è un bel posto, perchè ci trova un sacco di cibo. Ma
il rischio c'è: un boccone sbagliato ed è morta".
Continua... to be continued...
martedì 2 febbraio 2016
Sport - calcio / Serie A - 22^ giornata 2015/16
2 febbraio '16 - martedì 2nd February / Tuesday
Risultati delle partite
Atalanta 1 Carpi 1 Roma 3 Bologna 3 Chievo 0 Genoa 0
Sassuolo 1 Palermo 1 Frosinone 1 Sampdoria 2 Juventus 4 Fiorentina 0
Milan 3 Napoli 5 Torino 0 Udinese 0
Inter 0 Empoli 1 Verona H. 0 Lazio 0
CLASSIFICA
Napoli 50 / Juventus 48 / Fiorentina 42 / Inter 41 / Roma 38 / Milan 36 /
Sassuolo 33 / Lazio, Empoli 32 / Bologna 29 / Torino, Chievo, Atalanta 27 /
Palermo, Udinese 25 / Genoa 24 / Sampdoria 23 / Carpi 19 / Frosinone 16 /
Verona H. 11
Il Commento
continua... to be continued...
Risultati delle partite
Atalanta 1 Carpi 1 Roma 3 Bologna 3 Chievo 0 Genoa 0
Sassuolo 1 Palermo 1 Frosinone 1 Sampdoria 2 Juventus 4 Fiorentina 0
Milan 3 Napoli 5 Torino 0 Udinese 0
Inter 0 Empoli 1 Verona H. 0 Lazio 0
CLASSIFICA
Napoli 50 / Juventus 48 / Fiorentina 42 / Inter 41 / Roma 38 / Milan 36 /
Sassuolo 33 / Lazio, Empoli 32 / Bologna 29 / Torino, Chievo, Atalanta 27 /
Palermo, Udinese 25 / Genoa 24 / Sampdoria 23 / Carpi 19 / Frosinone 16 /
Verona H. 11
Il Commento
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Attualità / opinioni - Quando in Europa tornano i confini
2 febbraio '16 - lunedì 2nd February / Monday visione post - 5
La valanga dei rifugiati e i muri che non servono
(da 'La Gazzetta dello Sport' - 25/01/'16 - L'avventuroso / di Reinhold Messner)
Che sconfitta se adesso in Europa tornano i confini
Qui in Europa si respira sempre meno fiducia e sempre meno solidarietà. Scarseggia la
prima per quanto riguarda le banche, le istituzioni e, massimamente, per i politici. Come
se improvvisamente essi fossero tutti incapaci e, nello stesso tempo, tutti noi fossimo in
grado di giudicare ogni fatto con conoscenza di causa e addirittura di proporre anche le
ricette giuste per uscire dalle tante complicazioni dovute alla crisi e alla globalizzazione.
Ai cui effetti molti Paesi stanno reagendo nel modo più ridicolo: provare a chiudersi nei
propri confini. Anche a costo di distruggere il patto di Schengen. Sarebbe una pesante,
sconfitta per l'Europa che, se venissero ripristinati i confini fra le varie nazioni, rischia
davvero la catastrofe. Un passo indietro assurdo: come cercare di salvarsi da una valan-
ga chiudendosi in una tendina.
Intanto, poichè la valanga temuta è quella dei rifugiati, coloro che fuggono le guerre, la distruzione e la fame, alcuni Paesi i confini li chiudono anche fisicamente, costruendo
muri e lanciando un nuovo promettente business. Evidentemente la storia non insegna
molto. Questi muri, anche se sono tecnologici, sono ben poca cosa rispetto alla Grande
Muraglia cinese. Una gigantesca opera che però non fu sufficiente a fermare i mongoli.
Ma è più facile costruire un muro che esercitare la solidarietà. E i politici che, come la
cancelliera Merkel, hanno il coraggio di farlo rischiano di veder compromessa la pro-
pria carriera. Io sono stato anche solitario in montagna. Ma ci andavo perchè lì pote-
vo essere responsabile solo di me stesso. Nella vita sociale nessuno può fare da solo. E
in cordata la prima legge è la solidarietà.
Continua... to be continued...
La valanga dei rifugiati e i muri che non servono
(da 'La Gazzetta dello Sport' - 25/01/'16 - L'avventuroso / di Reinhold Messner)
Che sconfitta se adesso in Europa tornano i confini
Qui in Europa si respira sempre meno fiducia e sempre meno solidarietà. Scarseggia la
prima per quanto riguarda le banche, le istituzioni e, massimamente, per i politici. Come
se improvvisamente essi fossero tutti incapaci e, nello stesso tempo, tutti noi fossimo in
grado di giudicare ogni fatto con conoscenza di causa e addirittura di proporre anche le
ricette giuste per uscire dalle tante complicazioni dovute alla crisi e alla globalizzazione.
Ai cui effetti molti Paesi stanno reagendo nel modo più ridicolo: provare a chiudersi nei
propri confini. Anche a costo di distruggere il patto di Schengen. Sarebbe una pesante,
sconfitta per l'Europa che, se venissero ripristinati i confini fra le varie nazioni, rischia
davvero la catastrofe. Un passo indietro assurdo: come cercare di salvarsi da una valan-
ga chiudendosi in una tendina.
Intanto, poichè la valanga temuta è quella dei rifugiati, coloro che fuggono le guerre, la distruzione e la fame, alcuni Paesi i confini li chiudono anche fisicamente, costruendo
muri e lanciando un nuovo promettente business. Evidentemente la storia non insegna
molto. Questi muri, anche se sono tecnologici, sono ben poca cosa rispetto alla Grande
Muraglia cinese. Una gigantesca opera che però non fu sufficiente a fermare i mongoli.
Ma è più facile costruire un muro che esercitare la solidarietà. E i politici che, come la
cancelliera Merkel, hanno il coraggio di farlo rischiano di veder compromessa la pro-
pria carriera. Io sono stato anche solitario in montagna. Ma ci andavo perchè lì pote-
vo essere responsabile solo di me stesso. Nella vita sociale nessuno può fare da solo. E
in cordata la prima legge è la solidarietà.
Continua... to be continued...
lunedì 1 febbraio 2016
Sport - calcio / Serie A - 21^ giornata 2015/16
1 febbraio '16 - lunedì 1st February / Monday visione post - 12
Risultati delle partite
Empoli 2 Fiorentina 2 Frosinone 0 Inter 1 Juventus 1 Lazio 4
Milan 2 Torino 0 Atalanta 0 Carpi 1 Roma 0 Chievo 1
Palermo 4 Sampdoria 2 Sassuolo 0 Verona H. 1
Udinese 1 Napoli 4 Bologna 2 Genoa 1
CLASSIFICA
Napoli 47 / Juventus 45 / Fiorentina, Inter 41 / Roma 35 / Milan 33 /
Sassuolo, Empoli 32 / Lazio 31 / Chievo 27 / Torino, Bologna, Atalanta 26 /
Palermo, Udinese 24 / Genoa, Sampdoria 23 / Carpi 18 / Frosinone 16 /
Verona H. 10
Il Commento con... le cifre
E' sempre più Napoli-Juve. Questo è ormai quello che si sente dire in giro. E non si può non essere d'accordo, sia per i risultati sempre più tondi, sia per la statura tecnica delle due squa- dre. Ma comunque quello che fa più impressione è la progressione di questo tandem micidia-
le da inizio campionato ad oggi. Vedere per credere: alla 6^ giornata, il Napoli aveva 9 punti
con il Milan; la Juve era a 5 punti seguita da Frosinone ed Empoli con quattro: dunque la
bianconera aveva dieci lunghezze dalle prime della classe (Inter e Fiorentina a 15 punti) e il
Napoli era a 6 lunghezze sotto. Sei giornate dopo, cioè alla 12^ giornata, lo svantaggio del-
la squadra azzurra si era ridotto a sole 2 lunghezze (Inter, Fiorentina 27, Napoli 25) mentre
la Juve aveva recuperato solo un punto (Juventus 18). Ma qui arriva il balzo della Vecchia
(mica tanto!) Signora, che dalla giornata 12 alla giornata 17 incamera 15 punti, con cinque
vittorie di fila e da 18 punticini arriva a una quota elevata di 33, portandola a 3 sole lunghez-
ze dalla prima solitaria Inter a quota 36. Nel frattempo il Napoli aveva raggiunto la Fioren-
tina (35) e a un solo passo dai nerazzurri. Poi sappiamo che dalla 17^ giornata ad oggi (21)
è stato tutto un tripudio di Napoli-Juve e, salvo improbabili autolesionismi o incidenti infer-
mieristici (vedi in parte Hellas Verona), lo scudetto si dovrebbe giocare unicamente tra que-
sti due giganti. Osservazioni personali: prima non avrei dato nessuna chance a una Juve
derelitta là a metà classifica, mentre del Napoli avevo sempre avuto massimo rispetto (so- prattutto per quel Higuain in più che si ritrova); adesso vedo la Juve favorita leggermen-
te sul Napoli, per una questione di difesa che mi sembra più registrata, reattiva e coperta
(quella dei bianconeri). Ma tutto chiaramente può ancora succedere, da qui a fine maggio.
Giusto?
Luciano Finesso
Lucianone
domenica 31 gennaio 2016
Spettacoli / personaggio - L'intramontabile carica negli show di Jovanotti
31 gennaio '16 - domenica 31st January / Sunday visione post - 9
(da la Repubblica/Milano - 11/01/'16 - Network / Franco Bolelli)
Il più grande spettacolo dopo il Big bang
Confesso di provare sempre minore attrazione e interesse per spettacoli, show,
intrattenimenti vari. Non soltanto quelli di puro svago, ma anche quelli che "fanno
pensare". Non mi attira la forma spettacolo, non mi appassiona la formula per cui
qualcuno si mette in scena e gli altri hanno le loro opinioni, gusti ed emozioni ma
restano soltanto pubblico. Poi vado al concerto di Lorenzo Jovanotti e trovo l'ecce-
zione, che sì, conferma la regola ma è una gran bella eccezione. No, vi prego di cre-
dermi, non è perchè con Lorenzo ho un rapporto personale. avendoci anche fatto
un libro insieme. Lasciamo stare la musica che può piacere o no, lasciamo stare lo
spettacolo in sè: la questione è che nel suo show tutto ruota intorno all'energia, e
l'energia che si irradia dal palco moltiplica l'energia di chi guarda e ascolta, che
resta pubblico ma è un pubblico dove le storie individuali di ciascuno sono accese
e amplificate, non sublimate nella figura di chi sta in scena. E' una dinamica che
ho visto accadere poche volte, ed è l'unica che mi interessa, convinto come sono
che il valore di un'opera si esprime al meglio non nella beatificazione dell'autore
ma nella sua capacità di essere "usato" da chi lo guarda. Oggi il più grande spet-
tacolo dopo il Big bang non è uno spettacolo ma un modello più forte e condiviso
di relazione.
Lucianone
(da la Repubblica/Milano - 11/01/'16 - Network / Franco Bolelli)
Il più grande spettacolo dopo il Big bang
Confesso di provare sempre minore attrazione e interesse per spettacoli, show,
intrattenimenti vari. Non soltanto quelli di puro svago, ma anche quelli che "fanno
pensare". Non mi attira la forma spettacolo, non mi appassiona la formula per cui
qualcuno si mette in scena e gli altri hanno le loro opinioni, gusti ed emozioni ma
restano soltanto pubblico. Poi vado al concerto di Lorenzo Jovanotti e trovo l'ecce-
zione, che sì, conferma la regola ma è una gran bella eccezione. No, vi prego di cre-
dermi, non è perchè con Lorenzo ho un rapporto personale. avendoci anche fatto
un libro insieme. Lasciamo stare la musica che può piacere o no, lasciamo stare lo
spettacolo in sè: la questione è che nel suo show tutto ruota intorno all'energia, e
l'energia che si irradia dal palco moltiplica l'energia di chi guarda e ascolta, che
resta pubblico ma è un pubblico dove le storie individuali di ciascuno sono accese
e amplificate, non sublimate nella figura di chi sta in scena. E' una dinamica che
ho visto accadere poche volte, ed è l'unica che mi interessa, convinto come sono
che il valore di un'opera si esprime al meglio non nella beatificazione dell'autore
ma nella sua capacità di essere "usato" da chi lo guarda. Oggi il più grande spet-
tacolo dopo il Big bang non è uno spettacolo ma un modello più forte e condiviso
di relazione.
Lucianone
sabato 30 gennaio 2016
Ultime notizie - dall'Italia e dal Mondo / Latest news
30 gennaio '16 - sabato 30th January / Saturday visione post - 11
ROMA - Family Day al Circo Massimo
Unioni civili, la piazza del no / "Siamo 2 milioni, Renzi se lo ricordi"
Gli oppositori al Ddl Cirinnà: "I bambini non si comprano". Alfano
non sfila ma riceve asl Viminale il leader dei manifestanti.
Grecia - La crisi dei migranti
Naufragio nell'Egeo / Sono 39 i morti annegati, 5 i bambini
I profughi erano partiti dalle coste turche e tentavano di
raggiungere l'isola di Lesbo, primo avamposto europeo.
E nella città assediata di Madaya altre 16 persone sono
morte per fame. Fino ad oggi nel 2016 erano annegati in 254.
Svezia - Contro i migranti
Mascherati e vestiti di nero aggrediscono i migranti a Stoccolma
Raid contro alcuni minori stranieri che passeggiavano
in una piazza del centro. La polizia sospetta l'azione di
gruppi radicali neonazisti.
SIRIA -
DAMASCO - Lo Stato islamico ha rivendicato il triplice attentato a sud di Damasco in cui sono rimaste uccise almeno 70 persone. Le esplosioni sono avvenute nei pressi del mausoleo sciita di Sayyida Zeinab. Secondo l'Osservatorio siriano per i diritti umani, organizzazione non governativa con sede a Londra ma presente sul territorio con una rete di attivisti, altre 100 persone sono rimaste ferite e tra i morti vi sono cinque bambini.
NIGERIA -
Attacco di Boko Haram: 86 morti. Case a fuoco, bambini bruciati vivi.
Fatto saltare oleodotto di sussidiaria Eni.
ITALIA -
Siccità, l'inverno non arriva: a gennaio gli stessi millimetri di pioggia di agosto.
Natura sconvolta nelle campagne. Ritorna l'allarme smog. Po e Ticino in secca.
Lucianone
ROMA - Family Day al Circo Massimo
Unioni civili, la piazza del no / "Siamo 2 milioni, Renzi se lo ricordi"
Gli oppositori al Ddl Cirinnà: "I bambini non si comprano". Alfano
non sfila ma riceve asl Viminale il leader dei manifestanti.
Grecia - La crisi dei migranti
Naufragio nell'Egeo / Sono 39 i morti annegati, 5 i bambini
I profughi erano partiti dalle coste turche e tentavano di
raggiungere l'isola di Lesbo, primo avamposto europeo.
E nella città assediata di Madaya altre 16 persone sono
morte per fame. Fino ad oggi nel 2016 erano annegati in 254.
Svezia - Contro i migranti
Mascherati e vestiti di nero aggrediscono i migranti a Stoccolma
Raid contro alcuni minori stranieri che passeggiavano
in una piazza del centro. La polizia sospetta l'azione di
gruppi radicali neonazisti.
SIRIA -
DAMASCO - Lo Stato islamico ha rivendicato il triplice attentato a sud di Damasco in cui sono rimaste uccise almeno 70 persone. Le esplosioni sono avvenute nei pressi del mausoleo sciita di Sayyida Zeinab. Secondo l'Osservatorio siriano per i diritti umani, organizzazione non governativa con sede a Londra ma presente sul territorio con una rete di attivisti, altre 100 persone sono rimaste ferite e tra i morti vi sono cinque bambini.
NIGERIA -
Attacco di Boko Haram: 86 morti. Case a fuoco, bambini bruciati vivi.
Fatto saltare oleodotto di sussidiaria Eni.
ITALIA -
Siccità, l'inverno non arriva: a gennaio gli stessi millimetri di pioggia di agosto.
Natura sconvolta nelle campagne. Ritorna l'allarme smog. Po e Ticino in secca.
Lucianone
domenica 24 gennaio 2016
Sport / Sci - Impresa di Fill a Kitzbuehel, in discesa libera
24 gennaio '16 - domenica 24th January / Sunday visione post - 9
Grande impresa di Peter Fill sulla Streif
Grande impresa di Peter Fill sulla Streif
È il terzo azzurro a imporsi sulla mitica pista austriaca dopo Ghedina e Paris. La gara fermata e convalidata dopo i primi 30 per ragioni di sicurezza. Brutte cadute per gli austriaci Streitberger, Reichelt e il norvegese Svindal che chiude anzitempo la stagione.
Per la terza volta nella storia la Streif è azzurra. Dopo Kristian Ghedina nel 1998 e Dominik Paris nel 2013, l'impresa è riuscita a Peter Fill, trionfatore nella discesa di Kitzbuehel in 1'52"37. Lui che nel 2013 fu protagonista di uno spettacolare salto mortale, nel giorno del trionfo di Paris. Ha preceduto due svizzeri: secondo Beat Feuz a 0"37, terzo Carlo Janka a 0"65. Il norvegese Aksel Lund Svindal e l'austriaco Hannes Reichelt, i due favoriti, sono entrambi usciti dopo il salto dell'Hausberg: stagione finita per il leader di Coppa del mondo che si è rotto il crociato del ginocchio destro. La gara è stata sospesa dopo la discesa di 30 atleti, il minimo indispensabile per poter convalidare la gara.

Il podio della discesa di Kitzbuehel: Fill tra Feuz e Janka
Lucianone
Lucianone
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