13 gennaio '15 - mercoledì 13th January /Wednesday visione post - 6
Risultati delle partite
Carpi 2 Fiorentina 1 Roma 1 Inter 0 Atalanta 0 Bologna 0
Udinese 1 Lazio 2 Milan 1 Sassuolo 1 Genoa 2 Chievo 1
Frosinone 1 Torino 0 Verona H. 0 Sampdoria 1
Napoli 5 Empoli 1 Palermo 1 Juventus 2
CLASSIFICA
Napoli 41 / Juventus, Inter 39 / Fiorentina 38 / Roma 34 / Sassuolo 31 /
Empoli 30 / Milan 29 / Lazio 27 / Chievo 26 / Atalanta, Udinese 24 /
Sampdoria 23 / Torino, Bologna 22 / Palermo 21 / Genoa 19 / Frosinone 15 /
Carpi 14 / Verona H. 8
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mercoledì 13 gennaio 2016
SOCIETA' / postmoderna - Le regole-totem del nuovo ordine: senza più TABU'
14 gennaio '15 - mercoledì 14th January / Wednesday visione post - 18
I TABU' DEL MONDO
All'inizio il capofamiglia sedeva sul trono
e governava per il suo godimento. Poi i figli
presero il potere e il loro rimorso creò le
regole-totem del nuovo ordine.
Nacque così il patto sociale con il suo tabù:
nessuno occuperà in modo arbitrario il trono vuoto.
Ora quel vuoto non solo non è riempito
ma ha perso ogni significato.
da 'la Repubblica - 3 gennaio 2016 - RCULT / Massimo Recalcati)
Se dopo il Padre viene uccisa anche la Legge
Il nostro tempo sembra cancellare ogni forma di tabù. La disinibizione e l'assenza di
vergogna e di senso di colpa trionfano alla faccia del vecchio uomo del Novecento
ancora preso dai grandi dissidi moral i tra il bene e il male, le ragioni individuali e
quelle della Storia, il progresso e la tradizione, gli ideali e la pulsione.
Le lacerazioni tragiche del Novecento hanno lasciato il posto ad un disincanto genera-
lizzato che sembra aver annullato l'esperienza angosciata del tabù. Una vignetta clini-
ca può darci il senso di quello che sta accadendo. E' il caso di un giovane che, insieme
a dei suoi compagni, nel corso di una rapina, ha ucciso brutalmente un anziano. Nel
colloquio in carcere con lo psicologo dichiara che dopo aver commesso il crimine non
ha avvertito alcun senso di colpa. La sua giornata è scivolata via come se niente fosse.
Ha dormito profondamente, la mattina ha fatto colazione e si è recato normalmente a
scuola. Tutto era come prima. Non siamo di fronte alla lacerazione dostoevskijana tra
il senso della Legge e la sua trasgressione colpevole. Il delitto non sembra più in rap-
porto all'esigenza morale del castigo; la colpa non divora il criminale, non lo costringe
all'insonnia, non lo tormenta.
Mentre l'uomo dostoevskijano vive il dramma dell'infrazione della Legge, il giovane
criminale, dopo aver compiuto il delitto, si reca tranquillamente a scuola ridendo e
scherzando con i suoi amici. Egli vive un altro genere di angoscia. Quale? La confida
allo psicologo: la vertigine che lo ha assalito il giorno successivo al crimine - dopo es-
sere stato arrestato - scaturisce dalla sensazione della inesistenza della Legge; ovvero,
dalla percezione che tutto, senza la Legge, è diventato possibile; anche l'uccisione spie-
tata di un uomo per qualche euro. Diversamente dall'uomo dostoevskijano che spro-
fonda nell'abisso del senso di colpa di fronte al volto severo e inflessibile della Legge,
per questo giovane assassino l'angoscia scaturisce dalla dimensione totalmente incon-
sistente della Legge. - Siamo di fronte a un'esperienza che rovescia la genesi del tabù
così come Freud l'aveva concepita nel 1913 in uno dei suoi testi più visionari qual è
Totem e Tabù. In quel libro, sulle orme di Darwin, il padre della psicoanalisi aveva im-
maginato che la prima forma organizzata di vita umana avesse come protagonista un
padre titanico, geloso e crudele, possessore di tutte le donne (il Padre dell'orda), che
confondeva arbitrariamente la Legge col proprio godimento. Di fronte a questa tiran-
nia permanente i figli-fratelli, ai quali era proibito l'accesso alle donne, decidono di al-
learsi uccidendo il padre e divorando il suo corpo in un pasto tribale. Il fatto che i fra-
telli si cibino delle carni del padre manifesta tutta l'ambivalenza del loro legame al pa-
dre: ucciso in quanmto oggetto d'odio, ma sbranato in quanto oggetto d'amore affinchè
la sua potenza illimitata possa essere incorporata dai suoi figli. Il termine "rimorso"
trova qui il suo significato più profondo: divorando il corpo del padre temuto ma amato,
i fiforma della tirannia gli si sentono morsi dalla colpa. L'esito del rimorso è l'instaura-
zione del totem: il padre morto continua a vivere sebbene non più nella forma della
tirannia capricciosa, ma in quella dell'autorità simbolica incarnata nel totem.
La sua morte è, dunque, all'origine del senso stesso della Legge; il totem diviene, al tempo stesso, oggetto di venerazione e di angoscia, commemorando l'assassinio del padre e il ri-
morso che esso ha suscitato. Da quel momento in poi si instaura il divieto dell'incesto che
obbliga tutti i figli all'esogamia. Il senso della Legge sorge come effetto retroattivo dell'at-
to parricida: mentre in Edipo il parricidio infrange la Legge conducendo il figlio verso
l'abisso dell'incesto e della distruzione, in Totem e Tabù esso genera la Legge. L a vita de-
mocratica della Comunità si rende possibile solo attraverso il tabù che sorge in seguito
all'uccisione del padre. E' solo la morte del padre che pretende di essere la Legge, di fare coincidere la Legge con la sua volontà di godimento, a costituire la condizione della nasci-
ta di una Legge più umana e della Cultura stessa. Il patto sociale sostituisce il caos della
violenza; la pulsione deve sublimarsi nel riconoscimento di una Legge che, trovando il suo
fondamento nel suo padre morto, vale per tutti, non è più Legge ad personam.
Nessuno può occupare il posto del padre morto perchè si tratta di un posto destinato a ri-
manere vuoto. I totalitarismi del Novecento e i fondamentalismi di ogni genere mostrano
a rovescio, l'inferno che può generarsi dal suo riempimento fanatico. - Nel nostro tempo
il rischio però non è quello di riempire il vuoto lasciato dal padre morto, ma, nella disso-
luzione neo-libertina di ogni tabù, di fare venire meno il rispetto verso la Legge. E' la ver-
tigine che assale il giovane assassino: non esiste un argine, un limite, una barriera che
possa contenere il suo atto. In questo modo l'assenza della Legge sembra diventare l'uni-
ca forma della Legge; se tutto diventa possibile, se dopo aver compiuto un crimine effe-
rato tutto resta come prima - senza senso di colpa e senza rimorsi - non sarebbe forse ne-
cessario rivalorizzare il tabù come effetto della Legge?
Lucianone
I TABU' DEL MONDO
All'inizio il capofamiglia sedeva sul trono
e governava per il suo godimento. Poi i figli
presero il potere e il loro rimorso creò le
regole-totem del nuovo ordine.
Nacque così il patto sociale con il suo tabù:
nessuno occuperà in modo arbitrario il trono vuoto.
Ora quel vuoto non solo non è riempito
ma ha perso ogni significato.
da 'la Repubblica - 3 gennaio 2016 - RCULT / Massimo Recalcati)
Se dopo il Padre viene uccisa anche la Legge
Il nostro tempo sembra cancellare ogni forma di tabù. La disinibizione e l'assenza di
vergogna e di senso di colpa trionfano alla faccia del vecchio uomo del Novecento
ancora preso dai grandi dissidi moral i tra il bene e il male, le ragioni individuali e
quelle della Storia, il progresso e la tradizione, gli ideali e la pulsione.
Le lacerazioni tragiche del Novecento hanno lasciato il posto ad un disincanto genera-
lizzato che sembra aver annullato l'esperienza angosciata del tabù. Una vignetta clini-
ca può darci il senso di quello che sta accadendo. E' il caso di un giovane che, insieme
a dei suoi compagni, nel corso di una rapina, ha ucciso brutalmente un anziano. Nel
colloquio in carcere con lo psicologo dichiara che dopo aver commesso il crimine non
ha avvertito alcun senso di colpa. La sua giornata è scivolata via come se niente fosse.
Ha dormito profondamente, la mattina ha fatto colazione e si è recato normalmente a
scuola. Tutto era come prima. Non siamo di fronte alla lacerazione dostoevskijana tra
il senso della Legge e la sua trasgressione colpevole. Il delitto non sembra più in rap-
porto all'esigenza morale del castigo; la colpa non divora il criminale, non lo costringe
all'insonnia, non lo tormenta.
Mentre l'uomo dostoevskijano vive il dramma dell'infrazione della Legge, il giovane
criminale, dopo aver compiuto il delitto, si reca tranquillamente a scuola ridendo e
scherzando con i suoi amici. Egli vive un altro genere di angoscia. Quale? La confida
allo psicologo: la vertigine che lo ha assalito il giorno successivo al crimine - dopo es-
sere stato arrestato - scaturisce dalla sensazione della inesistenza della Legge; ovvero,
dalla percezione che tutto, senza la Legge, è diventato possibile; anche l'uccisione spie-
tata di un uomo per qualche euro. Diversamente dall'uomo dostoevskijano che spro-
fonda nell'abisso del senso di colpa di fronte al volto severo e inflessibile della Legge,
per questo giovane assassino l'angoscia scaturisce dalla dimensione totalmente incon-
sistente della Legge. - Siamo di fronte a un'esperienza che rovescia la genesi del tabù
così come Freud l'aveva concepita nel 1913 in uno dei suoi testi più visionari qual è
Totem e Tabù. In quel libro, sulle orme di Darwin, il padre della psicoanalisi aveva im-
maginato che la prima forma organizzata di vita umana avesse come protagonista un
padre titanico, geloso e crudele, possessore di tutte le donne (il Padre dell'orda), che
confondeva arbitrariamente la Legge col proprio godimento. Di fronte a questa tiran-
nia permanente i figli-fratelli, ai quali era proibito l'accesso alle donne, decidono di al-
learsi uccidendo il padre e divorando il suo corpo in un pasto tribale. Il fatto che i fra-
telli si cibino delle carni del padre manifesta tutta l'ambivalenza del loro legame al pa-
dre: ucciso in quanmto oggetto d'odio, ma sbranato in quanto oggetto d'amore affinchè
la sua potenza illimitata possa essere incorporata dai suoi figli. Il termine "rimorso"
trova qui il suo significato più profondo: divorando il corpo del padre temuto ma amato,
i fiforma della tirannia gli si sentono morsi dalla colpa. L'esito del rimorso è l'instaura-
zione del totem: il padre morto continua a vivere sebbene non più nella forma della
tirannia capricciosa, ma in quella dell'autorità simbolica incarnata nel totem.
La sua morte è, dunque, all'origine del senso stesso della Legge; il totem diviene, al tempo stesso, oggetto di venerazione e di angoscia, commemorando l'assassinio del padre e il ri-
morso che esso ha suscitato. Da quel momento in poi si instaura il divieto dell'incesto che
obbliga tutti i figli all'esogamia. Il senso della Legge sorge come effetto retroattivo dell'at-
to parricida: mentre in Edipo il parricidio infrange la Legge conducendo il figlio verso
l'abisso dell'incesto e della distruzione, in Totem e Tabù esso genera la Legge. L a vita de-
mocratica della Comunità si rende possibile solo attraverso il tabù che sorge in seguito
all'uccisione del padre. E' solo la morte del padre che pretende di essere la Legge, di fare coincidere la Legge con la sua volontà di godimento, a costituire la condizione della nasci-
ta di una Legge più umana e della Cultura stessa. Il patto sociale sostituisce il caos della
violenza; la pulsione deve sublimarsi nel riconoscimento di una Legge che, trovando il suo
fondamento nel suo padre morto, vale per tutti, non è più Legge ad personam.
Nessuno può occupare il posto del padre morto perchè si tratta di un posto destinato a ri-
manere vuoto. I totalitarismi del Novecento e i fondamentalismi di ogni genere mostrano
a rovescio, l'inferno che può generarsi dal suo riempimento fanatico. - Nel nostro tempo
il rischio però non è quello di riempire il vuoto lasciato dal padre morto, ma, nella disso-
luzione neo-libertina di ogni tabù, di fare venire meno il rispetto verso la Legge. E' la ver-
tigine che assale il giovane assassino: non esiste un argine, un limite, una barriera che
possa contenere il suo atto. In questo modo l'assenza della Legge sembra diventare l'uni-
ca forma della Legge; se tutto diventa possibile, se dopo aver compiuto un crimine effe-
rato tutto resta come prima - senza senso di colpa e senza rimorsi - non sarebbe forse ne-
cessario rivalorizzare il tabù come effetto della Legge?
Lucianone
martedì 12 gennaio 2016
Ultime notizie - dall'Italia e dal Mondo / Latest news
12 gennaio '15 - martedì 12th January / Tuesday visione post - 6
IRAN / Golfo Persico
L'Iran blocca due navi Usa nel Golfo Persico /
Pentagono: "Rilasciatele rapidamente".
L'operazione condotta dal Pasdaran, 10 marinai a bordo delle imbarcazioni.
Poche settimane fa la portaerei Truman era stata sfiorata dal lancio di razzi
da parte di barchini. Teheran pronta alla liberazione.
ISTANBUL / Attacco kamikaze
Attacco jihadista a Istanbul / Strage di turisti tedeschi / Attacco a piazza
simbolo e ai turisti
Kamikaze a Sultanahmet: almeno 10 morti, 8 sono tedeschi. Il governo
turco: è Isis
Italia - BARI / Mafia: verdetto d'appello
Il superboss Savinuccio Parisi assolto in appello: torna in libertà
La Corte d'Appello di Bari ribalta il verdetto di primo grado che lo condannava
a 5 anni e 4 mesi per una presunta estorsione da 700mila euro ai danni di un im-
prenditore. Ad accusarlo un pentito.
Strasburgo / LAVORO
Sì al controllo della mail aziendale e al licenziamento
La sentenza della Corte di Strasburgo ha stabilito che una società privata non
viola il diritto alla privacy di un dipendente quando controlla le sue comunicazioni
sugli account aziendali. Se gli scambi sono personali l'allontanamento è giustificato.
Lucianone
IRAN / Golfo Persico
L'Iran blocca due navi Usa nel Golfo Persico /
Pentagono: "Rilasciatele rapidamente".
L'operazione condotta dal Pasdaran, 10 marinai a bordo delle imbarcazioni.
Poche settimane fa la portaerei Truman era stata sfiorata dal lancio di razzi
da parte di barchini. Teheran pronta alla liberazione.
ISTANBUL / Attacco kamikaze
Attacco jihadista a Istanbul / Strage di turisti tedeschi / Attacco a piazza
simbolo e ai turisti
Kamikaze a Sultanahmet: almeno 10 morti, 8 sono tedeschi. Il governo
turco: è Isis
Italia - BARI / Mafia: verdetto d'appello
Il superboss Savinuccio Parisi assolto in appello: torna in libertà
La Corte d'Appello di Bari ribalta il verdetto di primo grado che lo condannava
a 5 anni e 4 mesi per una presunta estorsione da 700mila euro ai danni di un im-
prenditore. Ad accusarlo un pentito.
Strasburgo / LAVORO
Sì al controllo della mail aziendale e al licenziamento
La sentenza della Corte di Strasburgo ha stabilito che una società privata non
viola il diritto alla privacy di un dipendente quando controlla le sue comunicazioni
sugli account aziendali. Se gli scambi sono personali l'allontanamento è giustificato.
Lucianone
sabato 9 gennaio 2016
Riflessioni - Il cartello leghista / Un'invalicabile limite
9 gennaio '15 - sabato 9th January / Saturday visione post - 7
Il sindaco leghista di Pontoglio (Brescia) ha aggiunto sotto i cartelli d'ingresso in città
la scritta "paese a cultura occidentale e di profonda tradizione cristiana: chi non inten-
de rispettare la cultura e le tradizioni locali è invitato ad andarsene". E' un'asserzione
in plateale contrasto con quasi tutti gli articoli della Costituzione italiana; ma non cre-
do sia un argomento, questo, che possa destare il minimo interesse presso ambienti,
diciamo così, vivacemente autonomi rispetto a quei vecchi principi. Nè penso possa
contare qualcosa il fatto che a qualche pontogliese non "di tradizione cristiana" (cen-
to o uno solo, poco importa) possano girare le balle.
Fporse, allora, il solo argomento spendibile con il sindaco è provare a spiegargli che
quel cartello, di presumibile ispirazione anti-islamista, è a sua volta strutturalmente
islamista: perchè fa coincidere l'identità di un luogo e di una comunità con l'identità/
è che l'intero Occidente si trasformi in una grande Pontoglio.
(da la Repubblica - 18/12 /'15 - L'Amaca / Michele Serra)
Sono argomenti che toccano l'anima e la carne delle persone, e dunque bisogna parlarne
con rispetto infinito. Ma la sentenza della Cassazione che nega il risarcimento richiesto
(ai medici) dalla madre di una bimba down contiene un principio prezioso, troppo spesso disatteso dalla mentalità corrente nell'Occidente evoluto. Il principio è bene riassunto dal
titolo (Repubblica di ieri) "Nascere sani non è un diritto".
La parola diritto è, per la cultura democratica, sacra. Ma appunto per questo non se ne
deve abusare, tirandola come un lenzuolo smisurato ovunque ci spinga il nostro deside-
rio di felicità, bellezza, salute, giovinezza, benessere. Perchè un'altra parola sacra, in de-
mocrazia e non solo, è limite. L'accettazione del limite , della sua ineluttabilità e perfino
del suo valore , contribuisce a renderci civili e senzienti quanto quanto il culto dei nostri
diritti. Ambire alla felicità è un diritto; petenderla garantita, e rivalersi su qualcuno se
questa garanzia mostra delle falle, è un vizio. Chi sta male ha diritto, questo sì, alla tute-
la sociale e a un'assistenza pubblica all'altezza. Ma il dolore e l'imperfezione non sono
risarcibili, e nemmeno contrattabili.
(da la Repubblica - 24/12 /'15 - L'Amaca / Michele Serra)
Riflessione/commento
Continua... to be continued...
Il sindaco leghista di Pontoglio (Brescia) ha aggiunto sotto i cartelli d'ingresso in città
la scritta "paese a cultura occidentale e di profonda tradizione cristiana: chi non inten-
de rispettare la cultura e le tradizioni locali è invitato ad andarsene". E' un'asserzione
in plateale contrasto con quasi tutti gli articoli della Costituzione italiana; ma non cre-
do sia un argomento, questo, che possa destare il minimo interesse presso ambienti,
diciamo così, vivacemente autonomi rispetto a quei vecchi principi. Nè penso possa
contare qualcosa il fatto che a qualche pontogliese non "di tradizione cristiana" (cen-
to o uno solo, poco importa) possano girare le balle.
Fporse, allora, il solo argomento spendibile con il sindaco è provare a spiegargli che
quel cartello, di presumibile ispirazione anti-islamista, è a sua volta strutturalmente
islamista: perchè fa coincidere l'identità di un luogo e di una comunità con l'identità/
è che l'intero Occidente si trasformi in una grande Pontoglio.
(da la Repubblica - 18/12 /'15 - L'Amaca / Michele Serra)
Sono argomenti che toccano l'anima e la carne delle persone, e dunque bisogna parlarne
con rispetto infinito. Ma la sentenza della Cassazione che nega il risarcimento richiesto
(ai medici) dalla madre di una bimba down contiene un principio prezioso, troppo spesso disatteso dalla mentalità corrente nell'Occidente evoluto. Il principio è bene riassunto dal
titolo (Repubblica di ieri) "Nascere sani non è un diritto".
La parola diritto è, per la cultura democratica, sacra. Ma appunto per questo non se ne
deve abusare, tirandola come un lenzuolo smisurato ovunque ci spinga il nostro deside-
rio di felicità, bellezza, salute, giovinezza, benessere. Perchè un'altra parola sacra, in de-
mocrazia e non solo, è limite. L'accettazione del limite , della sua ineluttabilità e perfino
del suo valore , contribuisce a renderci civili e senzienti quanto quanto il culto dei nostri
diritti. Ambire alla felicità è un diritto; petenderla garantita, e rivalersi su qualcuno se
questa garanzia mostra delle falle, è un vizio. Chi sta male ha diritto, questo sì, alla tute-
la sociale e a un'assistenza pubblica all'altezza. Ma il dolore e l'imperfezione non sono
risarcibili, e nemmeno contrattabili.
(da la Repubblica - 24/12 /'15 - L'Amaca / Michele Serra)
Riflessione/commento
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Sport - calcio / Serie A - 18^ giornata 2015/16
9 gennaio '15 - sabato 9th January / Saturday visione post - 13
Risultati delle partite
Genoa 2 Udinese 2 Chievo 3 Juventus 3 Lazio 0 Milan 0
Sampdoria 3 Atalanta 1 Roma 3 Verona 0 Carpi 0 Bologna 1
Palermo 1 Sassuolo 2 Empoli 0 Napoli 2
Fiorentina 3 Frosinone 2 Inter 1 Torino 1
Classifica
Inter 39 / Fiorentina, Napoli 38 / Juventus 36 / Roma 33 / Sassuolo, Milan 28 /
Empoli 27 / Atalanta, Lazio, Udinese 24 / Chievo, Sampdoria 23 /
Torino, Bologna 22 / Palermo 18 / Genoa 16 / Frosinone 15 / Carpi 11 /
Verona H. 8
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Risultati delle partite
Genoa 2 Udinese 2 Chievo 3 Juventus 3 Lazio 0 Milan 0
Sampdoria 3 Atalanta 1 Roma 3 Verona 0 Carpi 0 Bologna 1
Palermo 1 Sassuolo 2 Empoli 0 Napoli 2
Fiorentina 3 Frosinone 2 Inter 1 Torino 1
Classifica
Inter 39 / Fiorentina, Napoli 38 / Juventus 36 / Roma 33 / Sassuolo, Milan 28 /
Empoli 27 / Atalanta, Lazio, Udinese 24 / Chievo, Sampdoria 23 /
Torino, Bologna 22 / Palermo 18 / Genoa 16 / Frosinone 15 / Carpi 11 /
Verona H. 8
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venerdì 8 gennaio 2016
Scienze - Il nuovo psicoterapeuta: l'Intelligenza artificiale
8 gennaio '15 - venerdì 8th January / Friday visione post - 13
L'intelligenza artificiale sta facendo passi da gigante.
Ma molte applicazioni suscitano già più allarmi che
entusiasmi. Anche tra gli scienziati.
(da la Repubblica - 17/07/'15 - R2 La scienza / Silvia Bencivelli)
C'era una volta Freud - Ora lo psicoterapeuta
sarà un computer
Guideranno le nostre automobili e i nostri aerei, ci assisteranno quando saremo malati,
e forse arriveranno persino a scrivere i nostri giornali. Intanto, i computer già ci battono
a scacchi e in borsa. E un futuro di convivenza stretta tra noi e loro potrebbe essere mol-
to più vicino di quello che sembra. All'interazione prossima ventura tra uomini e intelli-
genze artificiali è dedicato un corposo speciale dell'ultimo numero della rivista Science,
uscita ieri in tutto il mondo con l'ambizione di articolare un dibattito sempre più necessa-
rio: da una parte i progressi a cui nessuno vuole rinunciare, dall'altra i rischi su cui è ar-
rivato il momento di confrontarsi.
L'intelligenza artificiale è un progetto di ricerca che (in termini moderni) ha più o meno
sessant'anni. L'idea è quella di costruire macchine capaci di ragionare come esseri umani.
Quindi non solo di eseguire compiti standardizzati in risposta a stimoli precisi, ma anche
di imparare, di correggersi, e di interagire con altri sistemi intelligenti. Cioè con altre mac-
chine o uomini in carne e ossa. Di sistemi intelligenti in questo senso, molto sta arrivando
ma qualcosa è già qua.
Come i primi psicoterapeuti virtuali, addirittura migliori, a volte, di quelli in camice bian-
co. Uno lo ha inventato Fjola Helgadottir, una ricercatrice di psicologia clinica di Oxford
che al giornalista scientifico Bohannon l'ha spiegata così: "In certe circostanze la terapia
computerizzata ha più successo senza intervento umano. Cioè: in molti casi le persone non
sono del tutto adatte a fare i terapeuti. Mentre un computer può essere più distaccato e og-
gettivo. Ma a chi interessa uno psicoterapeuta virtuale? Per esempio all'esercito americano,
he ha finanziato lo sviluppo di un altro sistema, chiamato Ellie e realizzato all'Università
della Southern California, che usa l'intelligenza artificiale e la realtà virtuale per diagnosti-
care e trattare i traumi psicologici dei veterani di guerra. Ellie non si limita a fare domande
al paziente, ma ne studia anche le espressioni facciali, la postura, i movimenti delle mani e
la dinamica della voce: cioè impara a conoscerlo davvero, grazie ad algoritmi instancabili
e precisi, più di un cervello umano. E' una macchina che impara a conoscere un uomo, e
dopo averne conosciuti tanti potrà leggere l'Uomo in generale, e capirlo meglio di come
lui stesso sappia fare.
Science npon nasconde che scenari come questo possono renderci sospettosi e persino spa-
ventarci. Del resto, solo pochi mesi fa, anche due che non possono essere accusati di tecno-
fobia come Elon Musk (quello di Paypal, Tesla Motor, Space X e così via) e Stephen Haw-
king (che alla tecnologia deve la propria voce e la propria sopravvivenza) avevano lancia-
to l'allarme sulla necessità di non rendere troppo intelligenti, queste macchine. "I trionfi
nel campo dell'intelligenza artificiale - si legge nell'introduzione al numero speciale -
sollevano domande che fino a poco tempo fa sembravano più da fantascienza che da scien-
za: chi ci assicura che la crescita delle macchine sarà interamente sotto il nostro controllo?
E come sarà un mondo in cui computer intelligenti coabiteranno con l'umanità?".
Si tratterà di capire in fretta come gestire le macchine che analizzano i nostri dati perso-
nali, per esempio, e che miglioreranno il controllo della nostra salute e della nostra sicu-
rezza, a discapito della nostra privacy.
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L'intelligenza artificiale sta facendo passi da gigante.
Ma molte applicazioni suscitano già più allarmi che
entusiasmi. Anche tra gli scienziati.
(da la Repubblica - 17/07/'15 - R2 La scienza / Silvia Bencivelli)
C'era una volta Freud - Ora lo psicoterapeuta
sarà un computer
Guideranno le nostre automobili e i nostri aerei, ci assisteranno quando saremo malati,
e forse arriveranno persino a scrivere i nostri giornali. Intanto, i computer già ci battono
a scacchi e in borsa. E un futuro di convivenza stretta tra noi e loro potrebbe essere mol-
to più vicino di quello che sembra. All'interazione prossima ventura tra uomini e intelli-
genze artificiali è dedicato un corposo speciale dell'ultimo numero della rivista Science,
uscita ieri in tutto il mondo con l'ambizione di articolare un dibattito sempre più necessa-
rio: da una parte i progressi a cui nessuno vuole rinunciare, dall'altra i rischi su cui è ar-
rivato il momento di confrontarsi.
L'intelligenza artificiale è un progetto di ricerca che (in termini moderni) ha più o meno
sessant'anni. L'idea è quella di costruire macchine capaci di ragionare come esseri umani.
Quindi non solo di eseguire compiti standardizzati in risposta a stimoli precisi, ma anche
di imparare, di correggersi, e di interagire con altri sistemi intelligenti. Cioè con altre mac-
chine o uomini in carne e ossa. Di sistemi intelligenti in questo senso, molto sta arrivando
ma qualcosa è già qua.
Come i primi psicoterapeuti virtuali, addirittura migliori, a volte, di quelli in camice bian-
co. Uno lo ha inventato Fjola Helgadottir, una ricercatrice di psicologia clinica di Oxford
che al giornalista scientifico Bohannon l'ha spiegata così: "In certe circostanze la terapia
computerizzata ha più successo senza intervento umano. Cioè: in molti casi le persone non
sono del tutto adatte a fare i terapeuti. Mentre un computer può essere più distaccato e og-
gettivo. Ma a chi interessa uno psicoterapeuta virtuale? Per esempio all'esercito americano,
he ha finanziato lo sviluppo di un altro sistema, chiamato Ellie e realizzato all'Università
della Southern California, che usa l'intelligenza artificiale e la realtà virtuale per diagnosti-
care e trattare i traumi psicologici dei veterani di guerra. Ellie non si limita a fare domande
al paziente, ma ne studia anche le espressioni facciali, la postura, i movimenti delle mani e
la dinamica della voce: cioè impara a conoscerlo davvero, grazie ad algoritmi instancabili
e precisi, più di un cervello umano. E' una macchina che impara a conoscere un uomo, e
dopo averne conosciuti tanti potrà leggere l'Uomo in generale, e capirlo meglio di come
lui stesso sappia fare.
Science npon nasconde che scenari come questo possono renderci sospettosi e persino spa-
ventarci. Del resto, solo pochi mesi fa, anche due che non possono essere accusati di tecno-
fobia come Elon Musk (quello di Paypal, Tesla Motor, Space X e così via) e Stephen Haw-
king (che alla tecnologia deve la propria voce e la propria sopravvivenza) avevano lancia-
to l'allarme sulla necessità di non rendere troppo intelligenti, queste macchine. "I trionfi
nel campo dell'intelligenza artificiale - si legge nell'introduzione al numero speciale -
sollevano domande che fino a poco tempo fa sembravano più da fantascienza che da scien-
za: chi ci assicura che la crescita delle macchine sarà interamente sotto il nostro controllo?
E come sarà un mondo in cui computer intelligenti coabiteranno con l'umanità?".
Si tratterà di capire in fretta come gestire le macchine che analizzano i nostri dati perso-
nali, per esempio, e che miglioreranno il controllo della nostra salute e della nostra sicu-
rezza, a discapito della nostra privacy.
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giovedì 7 gennaio 2016
Personaggio / Usa - Donald Trump: self made man americano ma zero esperienza politica
7 gennaio '15 - giovedì 7th January / Thursday VISIONE POST - 12
A quasi settant'anni d'età, Donald Trump rischia di divenntare uno dei più dinamici presidenti
della storia degli Stati Uniti: ha una salute di ferro e una volontà di autoaffermazione fuori dal
comune, figlia di una storia personale che ricalca quasi alla perfezione il classico mito del self
made man americano. Dopodichè, si dirà, perchè "rischia"? Perchè Donald Trump, nonostante
i numeri roboanti che sempre più lo sostengono nei sondaggi in campo repubblicano, difficil-
mente sarà mai eletto e difficilmente sarebbe un buon presidente. La sua vittoria finale è im-
probabile perchè le stesse idee che galvanizzano la destra repubblicana (soprattutto blindare i
i confini d'America e cacciare immigrati illegali e musulmani) lo porterebbero quasi certamen-
te alla sconfitta contro la vecchia volpe Hillary Clinton, abile nel corteggiare quel voto centri-
sta e femminile che "ciuffo rosso" snobba. E se mai "the Donald" entrasse alla Casa Bianca
nel gennaio del Diciassette, sarebbe il presidente più populista e impreparato degli ultimi 150
anni di storia americana. Qualcuno obietterà che cose simili venivano dette già di un certo Do-
nald Reagan, poi diventato uno dei presidenti più popolari e di successo in assoluto: ma troppi
dimenticano che Reagan non era affatto solo un ex attore, come i suoi detrattori fastidiosamen-
te ripetevano, ma che prima di arrivare a Washington aveva avuto la sua importante esperienza
politica (otto anni di governatorato della California). Trump, al contrario, ha fatto sempre e "so-
lo" l'imprenditore, filtrando oltretutto a lungo con i democratici prima di scoprirsi ultraconser-
vatore. Il suo incontenibile egocentrismo rischia in ogni caso di trascinare il Grand Old Party
alla terza sconfitta consecutiva nelle presidenziali proprio nel momento in cui Obama ha porta-
to al punto più basso le chances dei democratici. Donald ha già detto che se il partito (cioè i
suoi militanti) non lo candiderà, lui è pronto a correre da indipendente. Sistema infallibile per
restituire l'America, 24 anni dopo la stessa "idea geniale" di Ross Perot, alla famiglia Clinton.
(da "il Giornale' - 31/12 /2015 - Il Giornale dei Personaggi / di Roberto Fabbri)

Donald Trump (nel 2015)
Lucianone
A quasi settant'anni d'età, Donald Trump rischia di divenntare uno dei più dinamici presidenti
della storia degli Stati Uniti: ha una salute di ferro e una volontà di autoaffermazione fuori dal
comune, figlia di una storia personale che ricalca quasi alla perfezione il classico mito del self
made man americano. Dopodichè, si dirà, perchè "rischia"? Perchè Donald Trump, nonostante
i numeri roboanti che sempre più lo sostengono nei sondaggi in campo repubblicano, difficil-
mente sarà mai eletto e difficilmente sarebbe un buon presidente. La sua vittoria finale è im-
probabile perchè le stesse idee che galvanizzano la destra repubblicana (soprattutto blindare i
i confini d'America e cacciare immigrati illegali e musulmani) lo porterebbero quasi certamen-
te alla sconfitta contro la vecchia volpe Hillary Clinton, abile nel corteggiare quel voto centri-
sta e femminile che "ciuffo rosso" snobba. E se mai "the Donald" entrasse alla Casa Bianca
nel gennaio del Diciassette, sarebbe il presidente più populista e impreparato degli ultimi 150
anni di storia americana. Qualcuno obietterà che cose simili venivano dette già di un certo Do-
nald Reagan, poi diventato uno dei presidenti più popolari e di successo in assoluto: ma troppi
dimenticano che Reagan non era affatto solo un ex attore, come i suoi detrattori fastidiosamen-
te ripetevano, ma che prima di arrivare a Washington aveva avuto la sua importante esperienza
politica (otto anni di governatorato della California). Trump, al contrario, ha fatto sempre e "so-
lo" l'imprenditore, filtrando oltretutto a lungo con i democratici prima di scoprirsi ultraconser-
vatore. Il suo incontenibile egocentrismo rischia in ogni caso di trascinare il Grand Old Party
alla terza sconfitta consecutiva nelle presidenziali proprio nel momento in cui Obama ha porta-
to al punto più basso le chances dei democratici. Donald ha già detto che se il partito (cioè i
suoi militanti) non lo candiderà, lui è pronto a correre da indipendente. Sistema infallibile per
restituire l'America, 24 anni dopo la stessa "idea geniale" di Ross Perot, alla famiglia Clinton.
(da "il Giornale' - 31/12 /2015 - Il Giornale dei Personaggi / di Roberto Fabbri)
Donald Trump (nel 2015)
Lucianone
sabato 2 gennaio 2016
Sport - calcio / Serie B - 21^ giornata 2015/16
2 gennaio '16 - sabato 2nd January / Saturday visione post - 9
Risultati delle partite
Latina 0 Ascoli 3 Brescia 0 Cagliari 3 Cesena 1 Como 2
Pescara 1 Spezia 0 Ternana 0 Pro Vercelli 0 Avellino 2 Salernitana 1
Modena 3 Trapani 1 Entella 1 Lanciano 2 Perugia
Novara 0 Bari 0 Crotone 2 Livorno 1 Vicenza (19 gennaio '16)
CLASSIFICA
Cagliari 46 / Crotone 45 / Novara 38 / Pescara 37 / Brescia, Bari 35 /
Cesena, Avellino 31 / Perugia 30 / Trapani 29 / Entella 28 / Spezia 26 /
Modena, Ternana, Pro Vercelli 24 / Livorno, Ascoli 23 / Latina 22 / Vicenza 21 /
Salernitana 20 / Lanciano 18 / Como 14
Continua... to be continued...
Risultati delle partite
Latina 0 Ascoli 3 Brescia 0 Cagliari 3 Cesena 1 Como 2
Pescara 1 Spezia 0 Ternana 0 Pro Vercelli 0 Avellino 2 Salernitana 1
Modena 3 Trapani 1 Entella 1 Lanciano 2 Perugia
Novara 0 Bari 0 Crotone 2 Livorno 1 Vicenza (19 gennaio '16)
CLASSIFICA
Cagliari 46 / Crotone 45 / Novara 38 / Pescara 37 / Brescia, Bari 35 /
Cesena, Avellino 31 / Perugia 30 / Trapani 29 / Entella 28 / Spezia 26 /
Modena, Ternana, Pro Vercelli 24 / Livorno, Ascoli 23 / Latina 22 / Vicenza 21 /
Salernitana 20 / Lanciano 18 / Como 14
Continua... to be continued...
giovedì 31 dicembre 2015
Istruzione / scuola - Insegnanti: polemica sugli stipendi ai supplenti
31 dicembre '15 - sabato 31st December / Saturday visione post - 11
Sindacati: supplenti in attesa della busta paga da settembre
L'ultima beffa: 30mila senza stipendio e tredicesime da 1 euro.
Il ministero: mancano i soldi, ma da gennaio tutto sarà risolto.
(da la Repubblica - 18/12 /'15 - Corrado Zunino / Roma)
L'ultima umiliazione è la tredicesima da un euro. La stanno ricevendo in queste ore
diversi insegnanti precari, supplenti brevi e annuali ai quali lo Stato non riesce a pa-
gare il dovuto e - per autotutela legale - consegna una busta paga bugiarda: 202,80
euro di competenze, 201,80 euro di trattenute, il totale netto fa un euro e zero cente-
simi. In attesa di conguaglio. Solo a Padova la Cgil ha contato undici tredicesime
beffa e questo è l'avamposto plateale di un problema nazionale ormai fuori control-
lo: il ministero dell'Istruzione non riesce a pagare lo stipendio alla maggior parte
dei supplenti in carica, soprattutto a quelli chiamati per malattie o maternità dei ti-
tolari di cattedra. I precari al verde - alcuni attendono lo stipendio di settembre -
nel paese sono trentamila. Un disastro, alla vigilia delle ferie di Natale.
La prof. Stefania Aceto, emigrata a Padova, racconta "Ho lasciato un paese della
provincia di Cosenza per poter insegnare e adesso il mio affitto lo pagano i miei
genitori". Antonio Amoroso insegna a Piove di Sacco e dice: "Da settembre a oggi
mi hanno pagato nove giorni, non ho neppure i soldi per fare l'abbonamento a Bus-
Italia". Patrizia Buccini, siciliana nel Nord-Est, di tremila euro dovuti ne ha ricevuti
cinquecento. L'ingegner Vito Orazio C. Racconta che la figlia, precaria a Torino da
8 anni, dopo quattro mesi di stipendio zero "è andata in cura per esaurimento nervo-
so". A Biella l'avvocato Giovanni Rinaldi ha depositato il primo decreto ingiuntivo
per una docente che non è più in grado di garantire un pasto a sè e al figlio di 4 anni.
Il sindacato Anief assicura che diversi insegnanti si sono dovuti rivolgere alla Cari-
tas.
Il problema non è nuovo, ma quest'anno è particolarmente ampio e profondo. E' ac-
caduto che, con la Buona scuola lontana dall'approvazione, all'inizio del 2015 il mini-
stero dell'Istruzione abbia chiesto al ministero delle Finanze un plafond per le sup-
plenze di 110 milioni. Mesi dopo, ne sono arrivati poco più di venti. Quindi, per supe-
rare il vecchio problema dei pagamenti fatti direttamente dalle scuole (che nel passa-
to spesso non avevano fondi sufficienti), il Mef ha centralizzato le operazioni di calco-
lo dei giorni lavorativi e l'elaborazione del cedolino. Il risultato ha fortemente peggio-
rato le performance sulla questione. Il nuovo sistema informatico ha paralizzato se-
greterie scolastiche spesso sotto organico e impreparate. Sul sistema sono stati caricati,
per errore, diversi precari incardinati con supplenza annuale e dai primi giorni di otto-
bre gran parte degli stipendi dei sostituti si sono bloccati. A novembre, mese picco per
le sostituzioni temporanee, la situazione è diventata da allarme rosso. A oggi ci sono
casi di versamenti non fatti per ore d'insegnamento del giugno 2014.
La Cgil rivela: "Le segreterie sono oberate da un tourbillon di nuovi contratti, i ritar-
di della Buona scuola hanno appesantito la macchina. A settembre sono stati bloccati
i pagamenti di 80 mila insegnanti per 80 compilazioni irregolari". L'Anief: "Se il 20
dicembre non saranno versati gli arretrati inonderemo i tribunali di ingiunzioni".
Il Mef addossa le colpe al Miur: "Non ha accreditato tempestivamente i fondi liberati
ed esegue controlli elaborati che rallentano le operazioni di emissione". Il ministero
dell'Istruzione contraccambia: "Non ha erogato il promesso". Con un decreto dell'11
dicembre, l'esecutivo ha messo a bilancio 64 milioni extra. Alcuni stipendi di settem-
bre e ottobre - non tutti - sono stati pagati. Ora si lavora per risolvere novembre e di-
cembre: servono nuovi stanziamenti. Al Miur assicurano che a gennaio - non prima -
le buste paga saranno riallineate.
NUMERI
30 mila / Gli incarichi
La stima delle supplenze non pagate da settembre, Gran parte dei precari
è in attesa di almeno due stipendi e della tredicesima
202 euro / Il compenso
La tredicesima maturata a dicembre dai supplenti: 201 euro la somma trattenuta.
Si ottiene così il compenso beffa di un euro
1200 euro / La retribuzione media
Lo stipendio netto di un supplente, in media. Per pagarli tutti servono 800 milioni.
Quest'anno ne sono stati stanziati solo 680 milioni.
Lucianone
Sindacati: supplenti in attesa della busta paga da settembre
L'ultima beffa: 30mila senza stipendio e tredicesime da 1 euro.
Il ministero: mancano i soldi, ma da gennaio tutto sarà risolto.
(da la Repubblica - 18/12 /'15 - Corrado Zunino / Roma)
L'ultima umiliazione è la tredicesima da un euro. La stanno ricevendo in queste ore
diversi insegnanti precari, supplenti brevi e annuali ai quali lo Stato non riesce a pa-
gare il dovuto e - per autotutela legale - consegna una busta paga bugiarda: 202,80
euro di competenze, 201,80 euro di trattenute, il totale netto fa un euro e zero cente-
simi. In attesa di conguaglio. Solo a Padova la Cgil ha contato undici tredicesime
beffa e questo è l'avamposto plateale di un problema nazionale ormai fuori control-
lo: il ministero dell'Istruzione non riesce a pagare lo stipendio alla maggior parte
dei supplenti in carica, soprattutto a quelli chiamati per malattie o maternità dei ti-
tolari di cattedra. I precari al verde - alcuni attendono lo stipendio di settembre -
nel paese sono trentamila. Un disastro, alla vigilia delle ferie di Natale.
La prof. Stefania Aceto, emigrata a Padova, racconta "Ho lasciato un paese della
provincia di Cosenza per poter insegnare e adesso il mio affitto lo pagano i miei
genitori". Antonio Amoroso insegna a Piove di Sacco e dice: "Da settembre a oggi
mi hanno pagato nove giorni, non ho neppure i soldi per fare l'abbonamento a Bus-
Italia". Patrizia Buccini, siciliana nel Nord-Est, di tremila euro dovuti ne ha ricevuti
cinquecento. L'ingegner Vito Orazio C. Racconta che la figlia, precaria a Torino da
8 anni, dopo quattro mesi di stipendio zero "è andata in cura per esaurimento nervo-
so". A Biella l'avvocato Giovanni Rinaldi ha depositato il primo decreto ingiuntivo
per una docente che non è più in grado di garantire un pasto a sè e al figlio di 4 anni.
Il sindacato Anief assicura che diversi insegnanti si sono dovuti rivolgere alla Cari-
tas.
Il problema non è nuovo, ma quest'anno è particolarmente ampio e profondo. E' ac-
caduto che, con la Buona scuola lontana dall'approvazione, all'inizio del 2015 il mini-
stero dell'Istruzione abbia chiesto al ministero delle Finanze un plafond per le sup-
plenze di 110 milioni. Mesi dopo, ne sono arrivati poco più di venti. Quindi, per supe-
rare il vecchio problema dei pagamenti fatti direttamente dalle scuole (che nel passa-
to spesso non avevano fondi sufficienti), il Mef ha centralizzato le operazioni di calco-
lo dei giorni lavorativi e l'elaborazione del cedolino. Il risultato ha fortemente peggio-
rato le performance sulla questione. Il nuovo sistema informatico ha paralizzato se-
greterie scolastiche spesso sotto organico e impreparate. Sul sistema sono stati caricati,
per errore, diversi precari incardinati con supplenza annuale e dai primi giorni di otto-
bre gran parte degli stipendi dei sostituti si sono bloccati. A novembre, mese picco per
le sostituzioni temporanee, la situazione è diventata da allarme rosso. A oggi ci sono
casi di versamenti non fatti per ore d'insegnamento del giugno 2014.
La Cgil rivela: "Le segreterie sono oberate da un tourbillon di nuovi contratti, i ritar-
di della Buona scuola hanno appesantito la macchina. A settembre sono stati bloccati
i pagamenti di 80 mila insegnanti per 80 compilazioni irregolari". L'Anief: "Se il 20
dicembre non saranno versati gli arretrati inonderemo i tribunali di ingiunzioni".
Il Mef addossa le colpe al Miur: "Non ha accreditato tempestivamente i fondi liberati
ed esegue controlli elaborati che rallentano le operazioni di emissione". Il ministero
dell'Istruzione contraccambia: "Non ha erogato il promesso". Con un decreto dell'11
dicembre, l'esecutivo ha messo a bilancio 64 milioni extra. Alcuni stipendi di settem-
bre e ottobre - non tutti - sono stati pagati. Ora si lavora per risolvere novembre e di-
cembre: servono nuovi stanziamenti. Al Miur assicurano che a gennaio - non prima -
le buste paga saranno riallineate.
NUMERI
30 mila / Gli incarichi
La stima delle supplenze non pagate da settembre, Gran parte dei precari
è in attesa di almeno due stipendi e della tredicesima
202 euro / Il compenso
La tredicesima maturata a dicembre dai supplenti: 201 euro la somma trattenuta.
Si ottiene così il compenso beffa di un euro
1200 euro / La retribuzione media
Lo stipendio netto di un supplente, in media. Per pagarli tutti servono 800 milioni.
Quest'anno ne sono stati stanziati solo 680 milioni.
Lucianone
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