12 gennaio '15 - martedì 12th January / Tuesday visione post - 6
IRAN / Golfo Persico
L'Iran blocca due navi Usa nel Golfo Persico /
Pentagono: "Rilasciatele rapidamente".
L'operazione condotta dal Pasdaran, 10 marinai a bordo delle imbarcazioni.
Poche settimane fa la portaerei Truman era stata sfiorata dal lancio di razzi
da parte di barchini. Teheran pronta alla liberazione.
ISTANBUL / Attacco kamikaze
Attacco jihadista a Istanbul / Strage di turisti tedeschi / Attacco a piazza
simbolo e ai turisti
Kamikaze a Sultanahmet: almeno 10 morti, 8 sono tedeschi. Il governo
turco: è Isis
Italia - BARI / Mafia: verdetto d'appello
Il superboss Savinuccio Parisi assolto in appello: torna in libertà
La Corte d'Appello di Bari ribalta il verdetto di primo grado che lo condannava
a 5 anni e 4 mesi per una presunta estorsione da 700mila euro ai danni di un im-
prenditore. Ad accusarlo un pentito.
Strasburgo / LAVORO
Sì al controllo della mail aziendale e al licenziamento
La sentenza della Corte di Strasburgo ha stabilito che una società privata non
viola il diritto alla privacy di un dipendente quando controlla le sue comunicazioni
sugli account aziendali. Se gli scambi sono personali l'allontanamento è giustificato.
Lucianone
DI TUTTO e di PIU Ambiente / Appuntamenti / Arte / / Cibo-cucina / Commenti / Cultura / Curiosità-comicità / Dossier / Economia-Finanza / Fotografia / Inchiesta / Intervista / Istruzione / Lavoro / Lettere / Libri / Medicina / Motori / Musica / Natura / Opinione del Giovedì / Personaggi / Psicologia / Reportage / Riflessioni-Idee / Salute / Scienze / Società-Politica / Spettacoli (cinema/tv) / Sport / Stampa-giornali / Storie / Tecnologia-Internet / Ultime notizie / Viaggi
martedì 12 gennaio 2016
sabato 9 gennaio 2016
Riflessioni - Il cartello leghista / Un'invalicabile limite
9 gennaio '15 - sabato 9th January / Saturday visione post - 7
Il sindaco leghista di Pontoglio (Brescia) ha aggiunto sotto i cartelli d'ingresso in città
la scritta "paese a cultura occidentale e di profonda tradizione cristiana: chi non inten-
de rispettare la cultura e le tradizioni locali è invitato ad andarsene". E' un'asserzione
in plateale contrasto con quasi tutti gli articoli della Costituzione italiana; ma non cre-
do sia un argomento, questo, che possa destare il minimo interesse presso ambienti,
diciamo così, vivacemente autonomi rispetto a quei vecchi principi. Nè penso possa
contare qualcosa il fatto che a qualche pontogliese non "di tradizione cristiana" (cen-
to o uno solo, poco importa) possano girare le balle.
Fporse, allora, il solo argomento spendibile con il sindaco è provare a spiegargli che
quel cartello, di presumibile ispirazione anti-islamista, è a sua volta strutturalmente
islamista: perchè fa coincidere l'identità di un luogo e di una comunità con l'identità/
è che l'intero Occidente si trasformi in una grande Pontoglio.
(da la Repubblica - 18/12 /'15 - L'Amaca / Michele Serra)
Sono argomenti che toccano l'anima e la carne delle persone, e dunque bisogna parlarne
con rispetto infinito. Ma la sentenza della Cassazione che nega il risarcimento richiesto
(ai medici) dalla madre di una bimba down contiene un principio prezioso, troppo spesso disatteso dalla mentalità corrente nell'Occidente evoluto. Il principio è bene riassunto dal
titolo (Repubblica di ieri) "Nascere sani non è un diritto".
La parola diritto è, per la cultura democratica, sacra. Ma appunto per questo non se ne
deve abusare, tirandola come un lenzuolo smisurato ovunque ci spinga il nostro deside-
rio di felicità, bellezza, salute, giovinezza, benessere. Perchè un'altra parola sacra, in de-
mocrazia e non solo, è limite. L'accettazione del limite , della sua ineluttabilità e perfino
del suo valore , contribuisce a renderci civili e senzienti quanto quanto il culto dei nostri
diritti. Ambire alla felicità è un diritto; petenderla garantita, e rivalersi su qualcuno se
questa garanzia mostra delle falle, è un vizio. Chi sta male ha diritto, questo sì, alla tute-
la sociale e a un'assistenza pubblica all'altezza. Ma il dolore e l'imperfezione non sono
risarcibili, e nemmeno contrattabili.
(da la Repubblica - 24/12 /'15 - L'Amaca / Michele Serra)
Riflessione/commento
Continua... to be continued...
Il sindaco leghista di Pontoglio (Brescia) ha aggiunto sotto i cartelli d'ingresso in città
la scritta "paese a cultura occidentale e di profonda tradizione cristiana: chi non inten-
de rispettare la cultura e le tradizioni locali è invitato ad andarsene". E' un'asserzione
in plateale contrasto con quasi tutti gli articoli della Costituzione italiana; ma non cre-
do sia un argomento, questo, che possa destare il minimo interesse presso ambienti,
diciamo così, vivacemente autonomi rispetto a quei vecchi principi. Nè penso possa
contare qualcosa il fatto che a qualche pontogliese non "di tradizione cristiana" (cen-
to o uno solo, poco importa) possano girare le balle.
Fporse, allora, il solo argomento spendibile con il sindaco è provare a spiegargli che
quel cartello, di presumibile ispirazione anti-islamista, è a sua volta strutturalmente
islamista: perchè fa coincidere l'identità di un luogo e di una comunità con l'identità/
è che l'intero Occidente si trasformi in una grande Pontoglio.
(da la Repubblica - 18/12 /'15 - L'Amaca / Michele Serra)
Sono argomenti che toccano l'anima e la carne delle persone, e dunque bisogna parlarne
con rispetto infinito. Ma la sentenza della Cassazione che nega il risarcimento richiesto
(ai medici) dalla madre di una bimba down contiene un principio prezioso, troppo spesso disatteso dalla mentalità corrente nell'Occidente evoluto. Il principio è bene riassunto dal
titolo (Repubblica di ieri) "Nascere sani non è un diritto".
La parola diritto è, per la cultura democratica, sacra. Ma appunto per questo non se ne
deve abusare, tirandola come un lenzuolo smisurato ovunque ci spinga il nostro deside-
rio di felicità, bellezza, salute, giovinezza, benessere. Perchè un'altra parola sacra, in de-
mocrazia e non solo, è limite. L'accettazione del limite , della sua ineluttabilità e perfino
del suo valore , contribuisce a renderci civili e senzienti quanto quanto il culto dei nostri
diritti. Ambire alla felicità è un diritto; petenderla garantita, e rivalersi su qualcuno se
questa garanzia mostra delle falle, è un vizio. Chi sta male ha diritto, questo sì, alla tute-
la sociale e a un'assistenza pubblica all'altezza. Ma il dolore e l'imperfezione non sono
risarcibili, e nemmeno contrattabili.
(da la Repubblica - 24/12 /'15 - L'Amaca / Michele Serra)
Riflessione/commento
Continua... to be continued...
Sport - calcio / Serie A - 18^ giornata 2015/16
9 gennaio '15 - sabato 9th January / Saturday visione post - 13
Risultati delle partite
Genoa 2 Udinese 2 Chievo 3 Juventus 3 Lazio 0 Milan 0
Sampdoria 3 Atalanta 1 Roma 3 Verona 0 Carpi 0 Bologna 1
Palermo 1 Sassuolo 2 Empoli 0 Napoli 2
Fiorentina 3 Frosinone 2 Inter 1 Torino 1
Classifica
Inter 39 / Fiorentina, Napoli 38 / Juventus 36 / Roma 33 / Sassuolo, Milan 28 /
Empoli 27 / Atalanta, Lazio, Udinese 24 / Chievo, Sampdoria 23 /
Torino, Bologna 22 / Palermo 18 / Genoa 16 / Frosinone 15 / Carpi 11 /
Verona H. 8
Continua... to be continued...
Risultati delle partite
Genoa 2 Udinese 2 Chievo 3 Juventus 3 Lazio 0 Milan 0
Sampdoria 3 Atalanta 1 Roma 3 Verona 0 Carpi 0 Bologna 1
Palermo 1 Sassuolo 2 Empoli 0 Napoli 2
Fiorentina 3 Frosinone 2 Inter 1 Torino 1
Classifica
Inter 39 / Fiorentina, Napoli 38 / Juventus 36 / Roma 33 / Sassuolo, Milan 28 /
Empoli 27 / Atalanta, Lazio, Udinese 24 / Chievo, Sampdoria 23 /
Torino, Bologna 22 / Palermo 18 / Genoa 16 / Frosinone 15 / Carpi 11 /
Verona H. 8
Continua... to be continued...
venerdì 8 gennaio 2016
Scienze - Il nuovo psicoterapeuta: l'Intelligenza artificiale
8 gennaio '15 - venerdì 8th January / Friday visione post - 13
L'intelligenza artificiale sta facendo passi da gigante.
Ma molte applicazioni suscitano già più allarmi che
entusiasmi. Anche tra gli scienziati.
(da la Repubblica - 17/07/'15 - R2 La scienza / Silvia Bencivelli)
C'era una volta Freud - Ora lo psicoterapeuta
sarà un computer
Guideranno le nostre automobili e i nostri aerei, ci assisteranno quando saremo malati,
e forse arriveranno persino a scrivere i nostri giornali. Intanto, i computer già ci battono
a scacchi e in borsa. E un futuro di convivenza stretta tra noi e loro potrebbe essere mol-
to più vicino di quello che sembra. All'interazione prossima ventura tra uomini e intelli-
genze artificiali è dedicato un corposo speciale dell'ultimo numero della rivista Science,
uscita ieri in tutto il mondo con l'ambizione di articolare un dibattito sempre più necessa-
rio: da una parte i progressi a cui nessuno vuole rinunciare, dall'altra i rischi su cui è ar-
rivato il momento di confrontarsi.
L'intelligenza artificiale è un progetto di ricerca che (in termini moderni) ha più o meno
sessant'anni. L'idea è quella di costruire macchine capaci di ragionare come esseri umani.
Quindi non solo di eseguire compiti standardizzati in risposta a stimoli precisi, ma anche
di imparare, di correggersi, e di interagire con altri sistemi intelligenti. Cioè con altre mac-
chine o uomini in carne e ossa. Di sistemi intelligenti in questo senso, molto sta arrivando
ma qualcosa è già qua.
Come i primi psicoterapeuti virtuali, addirittura migliori, a volte, di quelli in camice bian-
co. Uno lo ha inventato Fjola Helgadottir, una ricercatrice di psicologia clinica di Oxford
che al giornalista scientifico Bohannon l'ha spiegata così: "In certe circostanze la terapia
computerizzata ha più successo senza intervento umano. Cioè: in molti casi le persone non
sono del tutto adatte a fare i terapeuti. Mentre un computer può essere più distaccato e og-
gettivo. Ma a chi interessa uno psicoterapeuta virtuale? Per esempio all'esercito americano,
he ha finanziato lo sviluppo di un altro sistema, chiamato Ellie e realizzato all'Università
della Southern California, che usa l'intelligenza artificiale e la realtà virtuale per diagnosti-
care e trattare i traumi psicologici dei veterani di guerra. Ellie non si limita a fare domande
al paziente, ma ne studia anche le espressioni facciali, la postura, i movimenti delle mani e
la dinamica della voce: cioè impara a conoscerlo davvero, grazie ad algoritmi instancabili
e precisi, più di un cervello umano. E' una macchina che impara a conoscere un uomo, e
dopo averne conosciuti tanti potrà leggere l'Uomo in generale, e capirlo meglio di come
lui stesso sappia fare.
Science npon nasconde che scenari come questo possono renderci sospettosi e persino spa-
ventarci. Del resto, solo pochi mesi fa, anche due che non possono essere accusati di tecno-
fobia come Elon Musk (quello di Paypal, Tesla Motor, Space X e così via) e Stephen Haw-
king (che alla tecnologia deve la propria voce e la propria sopravvivenza) avevano lancia-
to l'allarme sulla necessità di non rendere troppo intelligenti, queste macchine. "I trionfi
nel campo dell'intelligenza artificiale - si legge nell'introduzione al numero speciale -
sollevano domande che fino a poco tempo fa sembravano più da fantascienza che da scien-
za: chi ci assicura che la crescita delle macchine sarà interamente sotto il nostro controllo?
E come sarà un mondo in cui computer intelligenti coabiteranno con l'umanità?".
Si tratterà di capire in fretta come gestire le macchine che analizzano i nostri dati perso-
nali, per esempio, e che miglioreranno il controllo della nostra salute e della nostra sicu-
rezza, a discapito della nostra privacy.
Continua... to be continued...
L'intelligenza artificiale sta facendo passi da gigante.
Ma molte applicazioni suscitano già più allarmi che
entusiasmi. Anche tra gli scienziati.
(da la Repubblica - 17/07/'15 - R2 La scienza / Silvia Bencivelli)
C'era una volta Freud - Ora lo psicoterapeuta
sarà un computer
Guideranno le nostre automobili e i nostri aerei, ci assisteranno quando saremo malati,
e forse arriveranno persino a scrivere i nostri giornali. Intanto, i computer già ci battono
a scacchi e in borsa. E un futuro di convivenza stretta tra noi e loro potrebbe essere mol-
to più vicino di quello che sembra. All'interazione prossima ventura tra uomini e intelli-
genze artificiali è dedicato un corposo speciale dell'ultimo numero della rivista Science,
uscita ieri in tutto il mondo con l'ambizione di articolare un dibattito sempre più necessa-
rio: da una parte i progressi a cui nessuno vuole rinunciare, dall'altra i rischi su cui è ar-
rivato il momento di confrontarsi.
L'intelligenza artificiale è un progetto di ricerca che (in termini moderni) ha più o meno
sessant'anni. L'idea è quella di costruire macchine capaci di ragionare come esseri umani.
Quindi non solo di eseguire compiti standardizzati in risposta a stimoli precisi, ma anche
di imparare, di correggersi, e di interagire con altri sistemi intelligenti. Cioè con altre mac-
chine o uomini in carne e ossa. Di sistemi intelligenti in questo senso, molto sta arrivando
ma qualcosa è già qua.
Come i primi psicoterapeuti virtuali, addirittura migliori, a volte, di quelli in camice bian-
co. Uno lo ha inventato Fjola Helgadottir, una ricercatrice di psicologia clinica di Oxford
che al giornalista scientifico Bohannon l'ha spiegata così: "In certe circostanze la terapia
computerizzata ha più successo senza intervento umano. Cioè: in molti casi le persone non
sono del tutto adatte a fare i terapeuti. Mentre un computer può essere più distaccato e og-
gettivo. Ma a chi interessa uno psicoterapeuta virtuale? Per esempio all'esercito americano,
he ha finanziato lo sviluppo di un altro sistema, chiamato Ellie e realizzato all'Università
della Southern California, che usa l'intelligenza artificiale e la realtà virtuale per diagnosti-
care e trattare i traumi psicologici dei veterani di guerra. Ellie non si limita a fare domande
al paziente, ma ne studia anche le espressioni facciali, la postura, i movimenti delle mani e
la dinamica della voce: cioè impara a conoscerlo davvero, grazie ad algoritmi instancabili
e precisi, più di un cervello umano. E' una macchina che impara a conoscere un uomo, e
dopo averne conosciuti tanti potrà leggere l'Uomo in generale, e capirlo meglio di come
lui stesso sappia fare.
Science npon nasconde che scenari come questo possono renderci sospettosi e persino spa-
ventarci. Del resto, solo pochi mesi fa, anche due che non possono essere accusati di tecno-
fobia come Elon Musk (quello di Paypal, Tesla Motor, Space X e così via) e Stephen Haw-
king (che alla tecnologia deve la propria voce e la propria sopravvivenza) avevano lancia-
to l'allarme sulla necessità di non rendere troppo intelligenti, queste macchine. "I trionfi
nel campo dell'intelligenza artificiale - si legge nell'introduzione al numero speciale -
sollevano domande che fino a poco tempo fa sembravano più da fantascienza che da scien-
za: chi ci assicura che la crescita delle macchine sarà interamente sotto il nostro controllo?
E come sarà un mondo in cui computer intelligenti coabiteranno con l'umanità?".
Si tratterà di capire in fretta come gestire le macchine che analizzano i nostri dati perso-
nali, per esempio, e che miglioreranno il controllo della nostra salute e della nostra sicu-
rezza, a discapito della nostra privacy.
Continua... to be continued...
giovedì 7 gennaio 2016
Personaggio / Usa - Donald Trump: self made man americano ma zero esperienza politica
7 gennaio '15 - giovedì 7th January / Thursday VISIONE POST - 12
A quasi settant'anni d'età, Donald Trump rischia di divenntare uno dei più dinamici presidenti
della storia degli Stati Uniti: ha una salute di ferro e una volontà di autoaffermazione fuori dal
comune, figlia di una storia personale che ricalca quasi alla perfezione il classico mito del self
made man americano. Dopodichè, si dirà, perchè "rischia"? Perchè Donald Trump, nonostante
i numeri roboanti che sempre più lo sostengono nei sondaggi in campo repubblicano, difficil-
mente sarà mai eletto e difficilmente sarebbe un buon presidente. La sua vittoria finale è im-
probabile perchè le stesse idee che galvanizzano la destra repubblicana (soprattutto blindare i
i confini d'America e cacciare immigrati illegali e musulmani) lo porterebbero quasi certamen-
te alla sconfitta contro la vecchia volpe Hillary Clinton, abile nel corteggiare quel voto centri-
sta e femminile che "ciuffo rosso" snobba. E se mai "the Donald" entrasse alla Casa Bianca
nel gennaio del Diciassette, sarebbe il presidente più populista e impreparato degli ultimi 150
anni di storia americana. Qualcuno obietterà che cose simili venivano dette già di un certo Do-
nald Reagan, poi diventato uno dei presidenti più popolari e di successo in assoluto: ma troppi
dimenticano che Reagan non era affatto solo un ex attore, come i suoi detrattori fastidiosamen-
te ripetevano, ma che prima di arrivare a Washington aveva avuto la sua importante esperienza
politica (otto anni di governatorato della California). Trump, al contrario, ha fatto sempre e "so-
lo" l'imprenditore, filtrando oltretutto a lungo con i democratici prima di scoprirsi ultraconser-
vatore. Il suo incontenibile egocentrismo rischia in ogni caso di trascinare il Grand Old Party
alla terza sconfitta consecutiva nelle presidenziali proprio nel momento in cui Obama ha porta-
to al punto più basso le chances dei democratici. Donald ha già detto che se il partito (cioè i
suoi militanti) non lo candiderà, lui è pronto a correre da indipendente. Sistema infallibile per
restituire l'America, 24 anni dopo la stessa "idea geniale" di Ross Perot, alla famiglia Clinton.
(da "il Giornale' - 31/12 /2015 - Il Giornale dei Personaggi / di Roberto Fabbri)

Donald Trump (nel 2015)
Lucianone
A quasi settant'anni d'età, Donald Trump rischia di divenntare uno dei più dinamici presidenti
della storia degli Stati Uniti: ha una salute di ferro e una volontà di autoaffermazione fuori dal
comune, figlia di una storia personale che ricalca quasi alla perfezione il classico mito del self
made man americano. Dopodichè, si dirà, perchè "rischia"? Perchè Donald Trump, nonostante
i numeri roboanti che sempre più lo sostengono nei sondaggi in campo repubblicano, difficil-
mente sarà mai eletto e difficilmente sarebbe un buon presidente. La sua vittoria finale è im-
probabile perchè le stesse idee che galvanizzano la destra repubblicana (soprattutto blindare i
i confini d'America e cacciare immigrati illegali e musulmani) lo porterebbero quasi certamen-
te alla sconfitta contro la vecchia volpe Hillary Clinton, abile nel corteggiare quel voto centri-
sta e femminile che "ciuffo rosso" snobba. E se mai "the Donald" entrasse alla Casa Bianca
nel gennaio del Diciassette, sarebbe il presidente più populista e impreparato degli ultimi 150
anni di storia americana. Qualcuno obietterà che cose simili venivano dette già di un certo Do-
nald Reagan, poi diventato uno dei presidenti più popolari e di successo in assoluto: ma troppi
dimenticano che Reagan non era affatto solo un ex attore, come i suoi detrattori fastidiosamen-
te ripetevano, ma che prima di arrivare a Washington aveva avuto la sua importante esperienza
politica (otto anni di governatorato della California). Trump, al contrario, ha fatto sempre e "so-
lo" l'imprenditore, filtrando oltretutto a lungo con i democratici prima di scoprirsi ultraconser-
vatore. Il suo incontenibile egocentrismo rischia in ogni caso di trascinare il Grand Old Party
alla terza sconfitta consecutiva nelle presidenziali proprio nel momento in cui Obama ha porta-
to al punto più basso le chances dei democratici. Donald ha già detto che se il partito (cioè i
suoi militanti) non lo candiderà, lui è pronto a correre da indipendente. Sistema infallibile per
restituire l'America, 24 anni dopo la stessa "idea geniale" di Ross Perot, alla famiglia Clinton.
(da "il Giornale' - 31/12 /2015 - Il Giornale dei Personaggi / di Roberto Fabbri)
Donald Trump (nel 2015)
Lucianone
sabato 2 gennaio 2016
Sport - calcio / Serie B - 21^ giornata 2015/16
2 gennaio '16 - sabato 2nd January / Saturday visione post - 9
Risultati delle partite
Latina 0 Ascoli 3 Brescia 0 Cagliari 3 Cesena 1 Como 2
Pescara 1 Spezia 0 Ternana 0 Pro Vercelli 0 Avellino 2 Salernitana 1
Modena 3 Trapani 1 Entella 1 Lanciano 2 Perugia
Novara 0 Bari 0 Crotone 2 Livorno 1 Vicenza (19 gennaio '16)
CLASSIFICA
Cagliari 46 / Crotone 45 / Novara 38 / Pescara 37 / Brescia, Bari 35 /
Cesena, Avellino 31 / Perugia 30 / Trapani 29 / Entella 28 / Spezia 26 /
Modena, Ternana, Pro Vercelli 24 / Livorno, Ascoli 23 / Latina 22 / Vicenza 21 /
Salernitana 20 / Lanciano 18 / Como 14
Continua... to be continued...
Risultati delle partite
Latina 0 Ascoli 3 Brescia 0 Cagliari 3 Cesena 1 Como 2
Pescara 1 Spezia 0 Ternana 0 Pro Vercelli 0 Avellino 2 Salernitana 1
Modena 3 Trapani 1 Entella 1 Lanciano 2 Perugia
Novara 0 Bari 0 Crotone 2 Livorno 1 Vicenza (19 gennaio '16)
CLASSIFICA
Cagliari 46 / Crotone 45 / Novara 38 / Pescara 37 / Brescia, Bari 35 /
Cesena, Avellino 31 / Perugia 30 / Trapani 29 / Entella 28 / Spezia 26 /
Modena, Ternana, Pro Vercelli 24 / Livorno, Ascoli 23 / Latina 22 / Vicenza 21 /
Salernitana 20 / Lanciano 18 / Como 14
Continua... to be continued...
giovedì 31 dicembre 2015
Istruzione / scuola - Insegnanti: polemica sugli stipendi ai supplenti
31 dicembre '15 - sabato 31st December / Saturday visione post - 11
Sindacati: supplenti in attesa della busta paga da settembre
L'ultima beffa: 30mila senza stipendio e tredicesime da 1 euro.
Il ministero: mancano i soldi, ma da gennaio tutto sarà risolto.
(da la Repubblica - 18/12 /'15 - Corrado Zunino / Roma)
L'ultima umiliazione è la tredicesima da un euro. La stanno ricevendo in queste ore
diversi insegnanti precari, supplenti brevi e annuali ai quali lo Stato non riesce a pa-
gare il dovuto e - per autotutela legale - consegna una busta paga bugiarda: 202,80
euro di competenze, 201,80 euro di trattenute, il totale netto fa un euro e zero cente-
simi. In attesa di conguaglio. Solo a Padova la Cgil ha contato undici tredicesime
beffa e questo è l'avamposto plateale di un problema nazionale ormai fuori control-
lo: il ministero dell'Istruzione non riesce a pagare lo stipendio alla maggior parte
dei supplenti in carica, soprattutto a quelli chiamati per malattie o maternità dei ti-
tolari di cattedra. I precari al verde - alcuni attendono lo stipendio di settembre -
nel paese sono trentamila. Un disastro, alla vigilia delle ferie di Natale.
La prof. Stefania Aceto, emigrata a Padova, racconta "Ho lasciato un paese della
provincia di Cosenza per poter insegnare e adesso il mio affitto lo pagano i miei
genitori". Antonio Amoroso insegna a Piove di Sacco e dice: "Da settembre a oggi
mi hanno pagato nove giorni, non ho neppure i soldi per fare l'abbonamento a Bus-
Italia". Patrizia Buccini, siciliana nel Nord-Est, di tremila euro dovuti ne ha ricevuti
cinquecento. L'ingegner Vito Orazio C. Racconta che la figlia, precaria a Torino da
8 anni, dopo quattro mesi di stipendio zero "è andata in cura per esaurimento nervo-
so". A Biella l'avvocato Giovanni Rinaldi ha depositato il primo decreto ingiuntivo
per una docente che non è più in grado di garantire un pasto a sè e al figlio di 4 anni.
Il sindacato Anief assicura che diversi insegnanti si sono dovuti rivolgere alla Cari-
tas.
Il problema non è nuovo, ma quest'anno è particolarmente ampio e profondo. E' ac-
caduto che, con la Buona scuola lontana dall'approvazione, all'inizio del 2015 il mini-
stero dell'Istruzione abbia chiesto al ministero delle Finanze un plafond per le sup-
plenze di 110 milioni. Mesi dopo, ne sono arrivati poco più di venti. Quindi, per supe-
rare il vecchio problema dei pagamenti fatti direttamente dalle scuole (che nel passa-
to spesso non avevano fondi sufficienti), il Mef ha centralizzato le operazioni di calco-
lo dei giorni lavorativi e l'elaborazione del cedolino. Il risultato ha fortemente peggio-
rato le performance sulla questione. Il nuovo sistema informatico ha paralizzato se-
greterie scolastiche spesso sotto organico e impreparate. Sul sistema sono stati caricati,
per errore, diversi precari incardinati con supplenza annuale e dai primi giorni di otto-
bre gran parte degli stipendi dei sostituti si sono bloccati. A novembre, mese picco per
le sostituzioni temporanee, la situazione è diventata da allarme rosso. A oggi ci sono
casi di versamenti non fatti per ore d'insegnamento del giugno 2014.
La Cgil rivela: "Le segreterie sono oberate da un tourbillon di nuovi contratti, i ritar-
di della Buona scuola hanno appesantito la macchina. A settembre sono stati bloccati
i pagamenti di 80 mila insegnanti per 80 compilazioni irregolari". L'Anief: "Se il 20
dicembre non saranno versati gli arretrati inonderemo i tribunali di ingiunzioni".
Il Mef addossa le colpe al Miur: "Non ha accreditato tempestivamente i fondi liberati
ed esegue controlli elaborati che rallentano le operazioni di emissione". Il ministero
dell'Istruzione contraccambia: "Non ha erogato il promesso". Con un decreto dell'11
dicembre, l'esecutivo ha messo a bilancio 64 milioni extra. Alcuni stipendi di settem-
bre e ottobre - non tutti - sono stati pagati. Ora si lavora per risolvere novembre e di-
cembre: servono nuovi stanziamenti. Al Miur assicurano che a gennaio - non prima -
le buste paga saranno riallineate.
NUMERI
30 mila / Gli incarichi
La stima delle supplenze non pagate da settembre, Gran parte dei precari
è in attesa di almeno due stipendi e della tredicesima
202 euro / Il compenso
La tredicesima maturata a dicembre dai supplenti: 201 euro la somma trattenuta.
Si ottiene così il compenso beffa di un euro
1200 euro / La retribuzione media
Lo stipendio netto di un supplente, in media. Per pagarli tutti servono 800 milioni.
Quest'anno ne sono stati stanziati solo 680 milioni.
Lucianone
Sindacati: supplenti in attesa della busta paga da settembre
L'ultima beffa: 30mila senza stipendio e tredicesime da 1 euro.
Il ministero: mancano i soldi, ma da gennaio tutto sarà risolto.
(da la Repubblica - 18/12 /'15 - Corrado Zunino / Roma)
L'ultima umiliazione è la tredicesima da un euro. La stanno ricevendo in queste ore
diversi insegnanti precari, supplenti brevi e annuali ai quali lo Stato non riesce a pa-
gare il dovuto e - per autotutela legale - consegna una busta paga bugiarda: 202,80
euro di competenze, 201,80 euro di trattenute, il totale netto fa un euro e zero cente-
simi. In attesa di conguaglio. Solo a Padova la Cgil ha contato undici tredicesime
beffa e questo è l'avamposto plateale di un problema nazionale ormai fuori control-
lo: il ministero dell'Istruzione non riesce a pagare lo stipendio alla maggior parte
dei supplenti in carica, soprattutto a quelli chiamati per malattie o maternità dei ti-
tolari di cattedra. I precari al verde - alcuni attendono lo stipendio di settembre -
nel paese sono trentamila. Un disastro, alla vigilia delle ferie di Natale.
La prof. Stefania Aceto, emigrata a Padova, racconta "Ho lasciato un paese della
provincia di Cosenza per poter insegnare e adesso il mio affitto lo pagano i miei
genitori". Antonio Amoroso insegna a Piove di Sacco e dice: "Da settembre a oggi
mi hanno pagato nove giorni, non ho neppure i soldi per fare l'abbonamento a Bus-
Italia". Patrizia Buccini, siciliana nel Nord-Est, di tremila euro dovuti ne ha ricevuti
cinquecento. L'ingegner Vito Orazio C. Racconta che la figlia, precaria a Torino da
8 anni, dopo quattro mesi di stipendio zero "è andata in cura per esaurimento nervo-
so". A Biella l'avvocato Giovanni Rinaldi ha depositato il primo decreto ingiuntivo
per una docente che non è più in grado di garantire un pasto a sè e al figlio di 4 anni.
Il sindacato Anief assicura che diversi insegnanti si sono dovuti rivolgere alla Cari-
tas.
Il problema non è nuovo, ma quest'anno è particolarmente ampio e profondo. E' ac-
caduto che, con la Buona scuola lontana dall'approvazione, all'inizio del 2015 il mini-
stero dell'Istruzione abbia chiesto al ministero delle Finanze un plafond per le sup-
plenze di 110 milioni. Mesi dopo, ne sono arrivati poco più di venti. Quindi, per supe-
rare il vecchio problema dei pagamenti fatti direttamente dalle scuole (che nel passa-
to spesso non avevano fondi sufficienti), il Mef ha centralizzato le operazioni di calco-
lo dei giorni lavorativi e l'elaborazione del cedolino. Il risultato ha fortemente peggio-
rato le performance sulla questione. Il nuovo sistema informatico ha paralizzato se-
greterie scolastiche spesso sotto organico e impreparate. Sul sistema sono stati caricati,
per errore, diversi precari incardinati con supplenza annuale e dai primi giorni di otto-
bre gran parte degli stipendi dei sostituti si sono bloccati. A novembre, mese picco per
le sostituzioni temporanee, la situazione è diventata da allarme rosso. A oggi ci sono
casi di versamenti non fatti per ore d'insegnamento del giugno 2014.
La Cgil rivela: "Le segreterie sono oberate da un tourbillon di nuovi contratti, i ritar-
di della Buona scuola hanno appesantito la macchina. A settembre sono stati bloccati
i pagamenti di 80 mila insegnanti per 80 compilazioni irregolari". L'Anief: "Se il 20
dicembre non saranno versati gli arretrati inonderemo i tribunali di ingiunzioni".
Il Mef addossa le colpe al Miur: "Non ha accreditato tempestivamente i fondi liberati
ed esegue controlli elaborati che rallentano le operazioni di emissione". Il ministero
dell'Istruzione contraccambia: "Non ha erogato il promesso". Con un decreto dell'11
dicembre, l'esecutivo ha messo a bilancio 64 milioni extra. Alcuni stipendi di settem-
bre e ottobre - non tutti - sono stati pagati. Ora si lavora per risolvere novembre e di-
cembre: servono nuovi stanziamenti. Al Miur assicurano che a gennaio - non prima -
le buste paga saranno riallineate.
NUMERI
30 mila / Gli incarichi
La stima delle supplenze non pagate da settembre, Gran parte dei precari
è in attesa di almeno due stipendi e della tredicesima
202 euro / Il compenso
La tredicesima maturata a dicembre dai supplenti: 201 euro la somma trattenuta.
Si ottiene così il compenso beffa di un euro
1200 euro / La retribuzione media
Lo stipendio netto di un supplente, in media. Per pagarli tutti servono 800 milioni.
Quest'anno ne sono stati stanziati solo 680 milioni.
Lucianone
martedì 29 dicembre 2015
Spettacoli /cinema - Il film 'Italian Gangsters': gli eroi negativi degli anni '50 e '60
29 dicembre '15 - martedì 29th December / Tuesday visione post - 4
Renato De Maria, regista di "Italian Gangsters", parla del suo ultimo lavoro che
ricostruisce la storia dei più famosi criminali degli anni '50 e '60, da Lutring a Ca-
vallero.
(da 'la Repubblica' - 18/ 12/ '15 - Simona Spaventa)
Volevano tutto e subito. E se lo prendevano, senza complimenti. Erano i "banditi" che
svaligiavano banche e gioiellerie nella Milano ridotta in macerie dalla guerra e nelle al-
tre città del Nord, schegge impazzite di una gioventù proletaria e ribelle che imbracciò
mitra e corse sparando verso il boom. Ezio Barbieri "il bandito dell'Isola" e Luciano
Lutring "il solista del mitra", Luciano De Maria della rapina di via Osoppo0 e Pietro
Cavallero, Paolo Casaroli "Il Dillinger bolognese" e Horst Fantazzini: nomi entrati nella
leggenda che il regista Renato De Maria racconta in Italians Gangsters, docufilm in ante-
prima da domani, 19 dicembre, fino al 6 gennaio '16 all'Oberdan di Milano. Prodotto da
istituto Luce e Minerva Pictures e in concorso a Venezia nella sezione "Orizzonti", il film
è uno spaccato della storia d'Italia dal dopoguerra apagine lla ricostruzione attraverso i gangster che imperversavano sulle prime pagine dei quotidiani negli anni '50 e '60.
"Erano gli eroi in negativo di un paese in crescita che aveva voglia di lasciarsi la fame alle
spalle - sottolinea De Maria, autore di Paz! e del recente La vita oscena, in cui dirigeva la
moglie Isabella Ferrari -. Da sempre ho una passione per il genere crime, e ho voluto rac-
contarli come metafora di quell'Italia. Ragazzi usciti dalla guerra con le armi in mano,
(alcuni erano stati partigiani), che volevano fare la bella vita. E scelsero la scorciatoia del
crimine".
Coraggiosi, sfrontati, un pò incoscienti, "sicuramente borderline, non ho voluto parlare
del Sud perchè lì la criminalità era organizzata, loro invece erano cani sciolti, anarchici
ed egoriferiti". E il film lascia spazio ai loro caratteri anticonformisti fino, addirittura,
alla poesia. Tratte alla lettera da interviste vergate da giganti del giornalismo come Mon-
tanelli, Giorgio Bocca, Enzo Biagi, le loro parole vengono recitate in prima persona da
giovani attori - tra cui il milanese Paolo Mazzarelli - i cui èprimi piani si alternano a im-
magini d'archivio delle cronache e dei processi e a citazioni cinematografiche d'autore,
da Petri a Antonioni e Sautet, e di poliziotteschi anni '70 tutti festini sexy, inseguimenti,
sparatorie. Con risultato travolgente. "Era una mala romantica, che rubava per neces-
sità, ma anche per bellezza del gesto - prosegue il regista -. Al pu.nto da ispirare tanta
letteratura, da Scerbanenco ai canti della ligera di Strehler. Milano era il loro teatro.
C'era Lutring, cresciuto al bar del padre in via Novara a San Siro rifugio di ladruncoli:
a 18 anni andava in giro in Cadillac con una Smith & Wesson per far colpo sulle donne.
Rapinatore per caso: un giorno un giorno alle poste si arrabbia con l'impiegato, sbatte
il pugno sul bancone. Quello vede la pistola e gli consegna l'incasso. Sempre con stile,
però: nascondeva il mitra dietro mazzi di fiori per non spaventare le commesse delle gioiellerie".
Per altri contava la rabbia sociale. Come per Barbierio, nato in via Borsieri, all'Isola:
"Veniva dal popolo, ed era diventato bandito nella Milano distrutta del dopoguerra
nel vedere la madre alzarsi alle 4 a fare la fila per il pane. Sarebbe diventato "il signo-
re di Milano", con completi in gessato e la Lancia Aprilia truccata per seminare la
"madama". Però la leggenda dice che distribuiva i proventi delle rapine ai poveri del
quartiere".
Lucianone
Renato De Maria, regista di "Italian Gangsters", parla del suo ultimo lavoro che
ricostruisce la storia dei più famosi criminali degli anni '50 e '60, da Lutring a Ca-
vallero.
(da 'la Repubblica' - 18/ 12/ '15 - Simona Spaventa)
Volevano tutto e subito. E se lo prendevano, senza complimenti. Erano i "banditi" che
svaligiavano banche e gioiellerie nella Milano ridotta in macerie dalla guerra e nelle al-
tre città del Nord, schegge impazzite di una gioventù proletaria e ribelle che imbracciò
mitra e corse sparando verso il boom. Ezio Barbieri "il bandito dell'Isola" e Luciano
Lutring "il solista del mitra", Luciano De Maria della rapina di via Osoppo0 e Pietro
Cavallero, Paolo Casaroli "Il Dillinger bolognese" e Horst Fantazzini: nomi entrati nella
leggenda che il regista Renato De Maria racconta in Italians Gangsters, docufilm in ante-
prima da domani, 19 dicembre, fino al 6 gennaio '16 all'Oberdan di Milano. Prodotto da
istituto Luce e Minerva Pictures e in concorso a Venezia nella sezione "Orizzonti", il film
è uno spaccato della storia d'Italia dal dopoguerra apagine lla ricostruzione attraverso i gangster che imperversavano sulle prime pagine dei quotidiani negli anni '50 e '60.
"Erano gli eroi in negativo di un paese in crescita che aveva voglia di lasciarsi la fame alle
spalle - sottolinea De Maria, autore di Paz! e del recente La vita oscena, in cui dirigeva la
moglie Isabella Ferrari -. Da sempre ho una passione per il genere crime, e ho voluto rac-
contarli come metafora di quell'Italia. Ragazzi usciti dalla guerra con le armi in mano,
(alcuni erano stati partigiani), che volevano fare la bella vita. E scelsero la scorciatoia del
crimine".
Coraggiosi, sfrontati, un pò incoscienti, "sicuramente borderline, non ho voluto parlare
del Sud perchè lì la criminalità era organizzata, loro invece erano cani sciolti, anarchici
ed egoriferiti". E il film lascia spazio ai loro caratteri anticonformisti fino, addirittura,
alla poesia. Tratte alla lettera da interviste vergate da giganti del giornalismo come Mon-
tanelli, Giorgio Bocca, Enzo Biagi, le loro parole vengono recitate in prima persona da
giovani attori - tra cui il milanese Paolo Mazzarelli - i cui èprimi piani si alternano a im-
magini d'archivio delle cronache e dei processi e a citazioni cinematografiche d'autore,
da Petri a Antonioni e Sautet, e di poliziotteschi anni '70 tutti festini sexy, inseguimenti,
sparatorie. Con risultato travolgente. "Era una mala romantica, che rubava per neces-
sità, ma anche per bellezza del gesto - prosegue il regista -. Al pu.nto da ispirare tanta
letteratura, da Scerbanenco ai canti della ligera di Strehler. Milano era il loro teatro.
C'era Lutring, cresciuto al bar del padre in via Novara a San Siro rifugio di ladruncoli:
a 18 anni andava in giro in Cadillac con una Smith & Wesson per far colpo sulle donne.
Rapinatore per caso: un giorno un giorno alle poste si arrabbia con l'impiegato, sbatte
il pugno sul bancone. Quello vede la pistola e gli consegna l'incasso. Sempre con stile,
però: nascondeva il mitra dietro mazzi di fiori per non spaventare le commesse delle gioiellerie".
Per altri contava la rabbia sociale. Come per Barbierio, nato in via Borsieri, all'Isola:
"Veniva dal popolo, ed era diventato bandito nella Milano distrutta del dopoguerra
nel vedere la madre alzarsi alle 4 a fare la fila per il pane. Sarebbe diventato "il signo-
re di Milano", con completi in gessato e la Lancia Aprilia truccata per seminare la
"madama". Però la leggenda dice che distribuiva i proventi delle rapine ai poveri del
quartiere".
Lucianone
Società / Italia - Gli elenchi contro gli ebrei su Internet
29 dicembre '15 - martedì 19th December / Tuesday visione post - 9
(da la Repubblica - 18/ 12/ '15 - Carlo Bonini)
I nazi-jihadisti e la vergogna degli elenchi contro gli ebrei
In un micidiale cocktail di immondizia neonazista e antisemitismo "religioso" che si
professa musulmano, in Rete torna ad affacciarsi l'infame lista di proscrizione degli
"ebrei influenti in Italia", già pubblicata nel 2009 dal sito "Stormfront" (da tempo
oscurato). Questa volta, sotto la testata 'Radio Islam', incubatore di istigazione raz-
ziale in 33 lingue fondato nel lontano 1996 da ahmed Rami, ex ufficiale golpista del-
l'esercito marocchino riparato in Svezia.-
Oggi come sei anni fa, in un medesimo format grafico, giornalisti, professori univer-
sitari, imprenditori, intellettuali, scrittori, vengono consegnati a una colonna infame
in cui la stella gialla è aggiornata in un marchio digitale dalle lettere maiuscole e il
color ruggine: "EBREO". A dispetto di ogni decenza, verità e persino attendibilità.
Non fosse altro perchè, come stigmatizzato in un tweet da Gad Lerner (uno dei
"marchiati"), che "a Radio Islam siano pure imbecilli, oltre che biechi" è dimostra-
to da una "lista zeppa di errori".
Affidata alle indagini delle nostre polizie, l'antiterrorismo e la postale, e della nostra
intelligence interna, l'Aisi, della faccenda si verrà ragionevolmente a capo in tempi
brevi. Magari per scoprire, come già accaduto in passato (sono state due le indagini
che, nel novembre del 2012 e del 2013, hanno disarticolato con arresti e condanne, la
rete di "Stormfront" in Italia), che dietro l'anonimato della Rete si nasconde l'odio
vigliacco di pochi, fedeli innanzitutto alla svastica e al ciarpame revisionista, oltre ch
a Maometto e alla Sharia.
E tuttavia, nel rigurgito di queste ore c'è un tratto che non deve essere lasciato cade-
re, nè merita di essere sottovalutato. La sortita di "Radio Islam" arriva infatti due
settimane dopo il post in rete di un video di 14 minuti in cui le stragi di Parigi (130
morti), in un montaggio grottesco nella sua grossolana manipolazione della realtà,
venivano declassate a "ridicola farsa" orchestrata da "coloro che hanno creato a
tavolino prima Al Qaeda e poi l'Is". Il copyright, in quel caso, era stato del sito "La
scienza del Corano" e del suo fondatore. Un altro marocchino. Tale Anass Abu Jaf-
far, ventisettenne a lungo residente nel bellunese, legato a foreign fighters partiti per
la jihad in Siria, ed espulso nel maggio scorso dal nostro Paese per poi riparare a
Casablanca. Un altro campione di antisemitismo (come si evince dai post del suo
profilo Facebook) e dal significativo seguito di guardoni (100mila follower).
E' insomma l'effetto emulativo e seriale di una propaganda "nazi-islamista" (per
dirla con le parole di Bernard-Henry Lévy) la questione che pone il velenoso ciar-
pame messo in circolo in queste settimane e già manifestatosi all'indomani di Char-
lie Hebdo.
Continua... to be continued...
(da la Repubblica - 18/ 12/ '15 - Carlo Bonini)
I nazi-jihadisti e la vergogna degli elenchi contro gli ebrei
In un micidiale cocktail di immondizia neonazista e antisemitismo "religioso" che si
professa musulmano, in Rete torna ad affacciarsi l'infame lista di proscrizione degli
"ebrei influenti in Italia", già pubblicata nel 2009 dal sito "Stormfront" (da tempo
oscurato). Questa volta, sotto la testata 'Radio Islam', incubatore di istigazione raz-
ziale in 33 lingue fondato nel lontano 1996 da ahmed Rami, ex ufficiale golpista del-
l'esercito marocchino riparato in Svezia.-
Oggi come sei anni fa, in un medesimo format grafico, giornalisti, professori univer-
sitari, imprenditori, intellettuali, scrittori, vengono consegnati a una colonna infame
in cui la stella gialla è aggiornata in un marchio digitale dalle lettere maiuscole e il
color ruggine: "EBREO". A dispetto di ogni decenza, verità e persino attendibilità.
Non fosse altro perchè, come stigmatizzato in un tweet da Gad Lerner (uno dei
"marchiati"), che "a Radio Islam siano pure imbecilli, oltre che biechi" è dimostra-
to da una "lista zeppa di errori".
Affidata alle indagini delle nostre polizie, l'antiterrorismo e la postale, e della nostra
intelligence interna, l'Aisi, della faccenda si verrà ragionevolmente a capo in tempi
brevi. Magari per scoprire, come già accaduto in passato (sono state due le indagini
che, nel novembre del 2012 e del 2013, hanno disarticolato con arresti e condanne, la
rete di "Stormfront" in Italia), che dietro l'anonimato della Rete si nasconde l'odio
vigliacco di pochi, fedeli innanzitutto alla svastica e al ciarpame revisionista, oltre ch
a Maometto e alla Sharia.
E tuttavia, nel rigurgito di queste ore c'è un tratto che non deve essere lasciato cade-
re, nè merita di essere sottovalutato. La sortita di "Radio Islam" arriva infatti due
settimane dopo il post in rete di un video di 14 minuti in cui le stragi di Parigi (130
morti), in un montaggio grottesco nella sua grossolana manipolazione della realtà,
venivano declassate a "ridicola farsa" orchestrata da "coloro che hanno creato a
tavolino prima Al Qaeda e poi l'Is". Il copyright, in quel caso, era stato del sito "La
scienza del Corano" e del suo fondatore. Un altro marocchino. Tale Anass Abu Jaf-
far, ventisettenne a lungo residente nel bellunese, legato a foreign fighters partiti per
la jihad in Siria, ed espulso nel maggio scorso dal nostro Paese per poi riparare a
Casablanca. Un altro campione di antisemitismo (come si evince dai post del suo
profilo Facebook) e dal significativo seguito di guardoni (100mila follower).
E' insomma l'effetto emulativo e seriale di una propaganda "nazi-islamista" (per
dirla con le parole di Bernard-Henry Lévy) la questione che pone il velenoso ciar-
pame messo in circolo in queste settimane e già manifestatosi all'indomani di Char-
lie Hebdo.
Continua... to be continued...
Iscriviti a:
Post (Atom)