31 dicembre '15 - sabato 31st December / Saturday visione post - 11
Sindacati: supplenti in attesa della busta paga da settembre
L'ultima beffa: 30mila senza stipendio e tredicesime da 1 euro.
Il ministero: mancano i soldi, ma da gennaio tutto sarà risolto.
(da la Repubblica - 18/12 /'15 - Corrado Zunino / Roma)
L'ultima umiliazione è la tredicesima da un euro. La stanno ricevendo in queste ore
diversi insegnanti precari, supplenti brevi e annuali ai quali lo Stato non riesce a pa-
gare il dovuto e - per autotutela legale - consegna una busta paga bugiarda: 202,80
euro di competenze, 201,80 euro di trattenute, il totale netto fa un euro e zero cente-
simi. In attesa di conguaglio. Solo a Padova la Cgil ha contato undici tredicesime
beffa e questo è l'avamposto plateale di un problema nazionale ormai fuori control-
lo: il ministero dell'Istruzione non riesce a pagare lo stipendio alla maggior parte
dei supplenti in carica, soprattutto a quelli chiamati per malattie o maternità dei ti-
tolari di cattedra. I precari al verde - alcuni attendono lo stipendio di settembre -
nel paese sono trentamila. Un disastro, alla vigilia delle ferie di Natale.
La prof. Stefania Aceto, emigrata a Padova, racconta "Ho lasciato un paese della
provincia di Cosenza per poter insegnare e adesso il mio affitto lo pagano i miei
genitori". Antonio Amoroso insegna a Piove di Sacco e dice: "Da settembre a oggi
mi hanno pagato nove giorni, non ho neppure i soldi per fare l'abbonamento a Bus-
Italia". Patrizia Buccini, siciliana nel Nord-Est, di tremila euro dovuti ne ha ricevuti
cinquecento. L'ingegner Vito Orazio C. Racconta che la figlia, precaria a Torino da
8 anni, dopo quattro mesi di stipendio zero "è andata in cura per esaurimento nervo-
so". A Biella l'avvocato Giovanni Rinaldi ha depositato il primo decreto ingiuntivo
per una docente che non è più in grado di garantire un pasto a sè e al figlio di 4 anni.
Il sindacato Anief assicura che diversi insegnanti si sono dovuti rivolgere alla Cari-
tas.
Il problema non è nuovo, ma quest'anno è particolarmente ampio e profondo. E' ac-
caduto che, con la Buona scuola lontana dall'approvazione, all'inizio del 2015 il mini-
stero dell'Istruzione abbia chiesto al ministero delle Finanze un plafond per le sup-
plenze di 110 milioni. Mesi dopo, ne sono arrivati poco più di venti. Quindi, per supe-
rare il vecchio problema dei pagamenti fatti direttamente dalle scuole (che nel passa-
to spesso non avevano fondi sufficienti), il Mef ha centralizzato le operazioni di calco-
lo dei giorni lavorativi e l'elaborazione del cedolino. Il risultato ha fortemente peggio-
rato le performance sulla questione. Il nuovo sistema informatico ha paralizzato se-
greterie scolastiche spesso sotto organico e impreparate. Sul sistema sono stati caricati,
per errore, diversi precari incardinati con supplenza annuale e dai primi giorni di otto-
bre gran parte degli stipendi dei sostituti si sono bloccati. A novembre, mese picco per
le sostituzioni temporanee, la situazione è diventata da allarme rosso. A oggi ci sono
casi di versamenti non fatti per ore d'insegnamento del giugno 2014.
La Cgil rivela: "Le segreterie sono oberate da un tourbillon di nuovi contratti, i ritar-
di della Buona scuola hanno appesantito la macchina. A settembre sono stati bloccati
i pagamenti di 80 mila insegnanti per 80 compilazioni irregolari". L'Anief: "Se il 20
dicembre non saranno versati gli arretrati inonderemo i tribunali di ingiunzioni".
Il Mef addossa le colpe al Miur: "Non ha accreditato tempestivamente i fondi liberati
ed esegue controlli elaborati che rallentano le operazioni di emissione". Il ministero
dell'Istruzione contraccambia: "Non ha erogato il promesso". Con un decreto dell'11
dicembre, l'esecutivo ha messo a bilancio 64 milioni extra. Alcuni stipendi di settem-
bre e ottobre - non tutti - sono stati pagati. Ora si lavora per risolvere novembre e di-
cembre: servono nuovi stanziamenti. Al Miur assicurano che a gennaio - non prima -
le buste paga saranno riallineate.
NUMERI
30 mila / Gli incarichi
La stima delle supplenze non pagate da settembre, Gran parte dei precari
è in attesa di almeno due stipendi e della tredicesima
202 euro / Il compenso
La tredicesima maturata a dicembre dai supplenti: 201 euro la somma trattenuta.
Si ottiene così il compenso beffa di un euro
1200 euro / La retribuzione media
Lo stipendio netto di un supplente, in media. Per pagarli tutti servono 800 milioni.
Quest'anno ne sono stati stanziati solo 680 milioni.
Lucianone
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giovedì 31 dicembre 2015
martedì 29 dicembre 2015
Spettacoli /cinema - Il film 'Italian Gangsters': gli eroi negativi degli anni '50 e '60
29 dicembre '15 - martedì 29th December / Tuesday visione post - 4
Renato De Maria, regista di "Italian Gangsters", parla del suo ultimo lavoro che
ricostruisce la storia dei più famosi criminali degli anni '50 e '60, da Lutring a Ca-
vallero.
(da 'la Repubblica' - 18/ 12/ '15 - Simona Spaventa)
Volevano tutto e subito. E se lo prendevano, senza complimenti. Erano i "banditi" che
svaligiavano banche e gioiellerie nella Milano ridotta in macerie dalla guerra e nelle al-
tre città del Nord, schegge impazzite di una gioventù proletaria e ribelle che imbracciò
mitra e corse sparando verso il boom. Ezio Barbieri "il bandito dell'Isola" e Luciano
Lutring "il solista del mitra", Luciano De Maria della rapina di via Osoppo0 e Pietro
Cavallero, Paolo Casaroli "Il Dillinger bolognese" e Horst Fantazzini: nomi entrati nella
leggenda che il regista Renato De Maria racconta in Italians Gangsters, docufilm in ante-
prima da domani, 19 dicembre, fino al 6 gennaio '16 all'Oberdan di Milano. Prodotto da
istituto Luce e Minerva Pictures e in concorso a Venezia nella sezione "Orizzonti", il film
è uno spaccato della storia d'Italia dal dopoguerra apagine lla ricostruzione attraverso i gangster che imperversavano sulle prime pagine dei quotidiani negli anni '50 e '60.
"Erano gli eroi in negativo di un paese in crescita che aveva voglia di lasciarsi la fame alle
spalle - sottolinea De Maria, autore di Paz! e del recente La vita oscena, in cui dirigeva la
moglie Isabella Ferrari -. Da sempre ho una passione per il genere crime, e ho voluto rac-
contarli come metafora di quell'Italia. Ragazzi usciti dalla guerra con le armi in mano,
(alcuni erano stati partigiani), che volevano fare la bella vita. E scelsero la scorciatoia del
crimine".
Coraggiosi, sfrontati, un pò incoscienti, "sicuramente borderline, non ho voluto parlare
del Sud perchè lì la criminalità era organizzata, loro invece erano cani sciolti, anarchici
ed egoriferiti". E il film lascia spazio ai loro caratteri anticonformisti fino, addirittura,
alla poesia. Tratte alla lettera da interviste vergate da giganti del giornalismo come Mon-
tanelli, Giorgio Bocca, Enzo Biagi, le loro parole vengono recitate in prima persona da
giovani attori - tra cui il milanese Paolo Mazzarelli - i cui èprimi piani si alternano a im-
magini d'archivio delle cronache e dei processi e a citazioni cinematografiche d'autore,
da Petri a Antonioni e Sautet, e di poliziotteschi anni '70 tutti festini sexy, inseguimenti,
sparatorie. Con risultato travolgente. "Era una mala romantica, che rubava per neces-
sità, ma anche per bellezza del gesto - prosegue il regista -. Al pu.nto da ispirare tanta
letteratura, da Scerbanenco ai canti della ligera di Strehler. Milano era il loro teatro.
C'era Lutring, cresciuto al bar del padre in via Novara a San Siro rifugio di ladruncoli:
a 18 anni andava in giro in Cadillac con una Smith & Wesson per far colpo sulle donne.
Rapinatore per caso: un giorno un giorno alle poste si arrabbia con l'impiegato, sbatte
il pugno sul bancone. Quello vede la pistola e gli consegna l'incasso. Sempre con stile,
però: nascondeva il mitra dietro mazzi di fiori per non spaventare le commesse delle gioiellerie".
Per altri contava la rabbia sociale. Come per Barbierio, nato in via Borsieri, all'Isola:
"Veniva dal popolo, ed era diventato bandito nella Milano distrutta del dopoguerra
nel vedere la madre alzarsi alle 4 a fare la fila per il pane. Sarebbe diventato "il signo-
re di Milano", con completi in gessato e la Lancia Aprilia truccata per seminare la
"madama". Però la leggenda dice che distribuiva i proventi delle rapine ai poveri del
quartiere".
Lucianone
Renato De Maria, regista di "Italian Gangsters", parla del suo ultimo lavoro che
ricostruisce la storia dei più famosi criminali degli anni '50 e '60, da Lutring a Ca-
vallero.
(da 'la Repubblica' - 18/ 12/ '15 - Simona Spaventa)
Volevano tutto e subito. E se lo prendevano, senza complimenti. Erano i "banditi" che
svaligiavano banche e gioiellerie nella Milano ridotta in macerie dalla guerra e nelle al-
tre città del Nord, schegge impazzite di una gioventù proletaria e ribelle che imbracciò
mitra e corse sparando verso il boom. Ezio Barbieri "il bandito dell'Isola" e Luciano
Lutring "il solista del mitra", Luciano De Maria della rapina di via Osoppo0 e Pietro
Cavallero, Paolo Casaroli "Il Dillinger bolognese" e Horst Fantazzini: nomi entrati nella
leggenda che il regista Renato De Maria racconta in Italians Gangsters, docufilm in ante-
prima da domani, 19 dicembre, fino al 6 gennaio '16 all'Oberdan di Milano. Prodotto da
istituto Luce e Minerva Pictures e in concorso a Venezia nella sezione "Orizzonti", il film
è uno spaccato della storia d'Italia dal dopoguerra apagine lla ricostruzione attraverso i gangster che imperversavano sulle prime pagine dei quotidiani negli anni '50 e '60.
"Erano gli eroi in negativo di un paese in crescita che aveva voglia di lasciarsi la fame alle
spalle - sottolinea De Maria, autore di Paz! e del recente La vita oscena, in cui dirigeva la
moglie Isabella Ferrari -. Da sempre ho una passione per il genere crime, e ho voluto rac-
contarli come metafora di quell'Italia. Ragazzi usciti dalla guerra con le armi in mano,
(alcuni erano stati partigiani), che volevano fare la bella vita. E scelsero la scorciatoia del
crimine".
Coraggiosi, sfrontati, un pò incoscienti, "sicuramente borderline, non ho voluto parlare
del Sud perchè lì la criminalità era organizzata, loro invece erano cani sciolti, anarchici
ed egoriferiti". E il film lascia spazio ai loro caratteri anticonformisti fino, addirittura,
alla poesia. Tratte alla lettera da interviste vergate da giganti del giornalismo come Mon-
tanelli, Giorgio Bocca, Enzo Biagi, le loro parole vengono recitate in prima persona da
giovani attori - tra cui il milanese Paolo Mazzarelli - i cui èprimi piani si alternano a im-
magini d'archivio delle cronache e dei processi e a citazioni cinematografiche d'autore,
da Petri a Antonioni e Sautet, e di poliziotteschi anni '70 tutti festini sexy, inseguimenti,
sparatorie. Con risultato travolgente. "Era una mala romantica, che rubava per neces-
sità, ma anche per bellezza del gesto - prosegue il regista -. Al pu.nto da ispirare tanta
letteratura, da Scerbanenco ai canti della ligera di Strehler. Milano era il loro teatro.
C'era Lutring, cresciuto al bar del padre in via Novara a San Siro rifugio di ladruncoli:
a 18 anni andava in giro in Cadillac con una Smith & Wesson per far colpo sulle donne.
Rapinatore per caso: un giorno un giorno alle poste si arrabbia con l'impiegato, sbatte
il pugno sul bancone. Quello vede la pistola e gli consegna l'incasso. Sempre con stile,
però: nascondeva il mitra dietro mazzi di fiori per non spaventare le commesse delle gioiellerie".
Per altri contava la rabbia sociale. Come per Barbierio, nato in via Borsieri, all'Isola:
"Veniva dal popolo, ed era diventato bandito nella Milano distrutta del dopoguerra
nel vedere la madre alzarsi alle 4 a fare la fila per il pane. Sarebbe diventato "il signo-
re di Milano", con completi in gessato e la Lancia Aprilia truccata per seminare la
"madama". Però la leggenda dice che distribuiva i proventi delle rapine ai poveri del
quartiere".
Lucianone
Società / Italia - Gli elenchi contro gli ebrei su Internet
29 dicembre '15 - martedì 19th December / Tuesday visione post - 9
(da la Repubblica - 18/ 12/ '15 - Carlo Bonini)
I nazi-jihadisti e la vergogna degli elenchi contro gli ebrei
In un micidiale cocktail di immondizia neonazista e antisemitismo "religioso" che si
professa musulmano, in Rete torna ad affacciarsi l'infame lista di proscrizione degli
"ebrei influenti in Italia", già pubblicata nel 2009 dal sito "Stormfront" (da tempo
oscurato). Questa volta, sotto la testata 'Radio Islam', incubatore di istigazione raz-
ziale in 33 lingue fondato nel lontano 1996 da ahmed Rami, ex ufficiale golpista del-
l'esercito marocchino riparato in Svezia.-
Oggi come sei anni fa, in un medesimo format grafico, giornalisti, professori univer-
sitari, imprenditori, intellettuali, scrittori, vengono consegnati a una colonna infame
in cui la stella gialla è aggiornata in un marchio digitale dalle lettere maiuscole e il
color ruggine: "EBREO". A dispetto di ogni decenza, verità e persino attendibilità.
Non fosse altro perchè, come stigmatizzato in un tweet da Gad Lerner (uno dei
"marchiati"), che "a Radio Islam siano pure imbecilli, oltre che biechi" è dimostra-
to da una "lista zeppa di errori".
Affidata alle indagini delle nostre polizie, l'antiterrorismo e la postale, e della nostra
intelligence interna, l'Aisi, della faccenda si verrà ragionevolmente a capo in tempi
brevi. Magari per scoprire, come già accaduto in passato (sono state due le indagini
che, nel novembre del 2012 e del 2013, hanno disarticolato con arresti e condanne, la
rete di "Stormfront" in Italia), che dietro l'anonimato della Rete si nasconde l'odio
vigliacco di pochi, fedeli innanzitutto alla svastica e al ciarpame revisionista, oltre ch
a Maometto e alla Sharia.
E tuttavia, nel rigurgito di queste ore c'è un tratto che non deve essere lasciato cade-
re, nè merita di essere sottovalutato. La sortita di "Radio Islam" arriva infatti due
settimane dopo il post in rete di un video di 14 minuti in cui le stragi di Parigi (130
morti), in un montaggio grottesco nella sua grossolana manipolazione della realtà,
venivano declassate a "ridicola farsa" orchestrata da "coloro che hanno creato a
tavolino prima Al Qaeda e poi l'Is". Il copyright, in quel caso, era stato del sito "La
scienza del Corano" e del suo fondatore. Un altro marocchino. Tale Anass Abu Jaf-
far, ventisettenne a lungo residente nel bellunese, legato a foreign fighters partiti per
la jihad in Siria, ed espulso nel maggio scorso dal nostro Paese per poi riparare a
Casablanca. Un altro campione di antisemitismo (come si evince dai post del suo
profilo Facebook) e dal significativo seguito di guardoni (100mila follower).
E' insomma l'effetto emulativo e seriale di una propaganda "nazi-islamista" (per
dirla con le parole di Bernard-Henry Lévy) la questione che pone il velenoso ciar-
pame messo in circolo in queste settimane e già manifestatosi all'indomani di Char-
lie Hebdo.
Continua... to be continued...
(da la Repubblica - 18/ 12/ '15 - Carlo Bonini)
I nazi-jihadisti e la vergogna degli elenchi contro gli ebrei
In un micidiale cocktail di immondizia neonazista e antisemitismo "religioso" che si
professa musulmano, in Rete torna ad affacciarsi l'infame lista di proscrizione degli
"ebrei influenti in Italia", già pubblicata nel 2009 dal sito "Stormfront" (da tempo
oscurato). Questa volta, sotto la testata 'Radio Islam', incubatore di istigazione raz-
ziale in 33 lingue fondato nel lontano 1996 da ahmed Rami, ex ufficiale golpista del-
l'esercito marocchino riparato in Svezia.-
Oggi come sei anni fa, in un medesimo format grafico, giornalisti, professori univer-
sitari, imprenditori, intellettuali, scrittori, vengono consegnati a una colonna infame
in cui la stella gialla è aggiornata in un marchio digitale dalle lettere maiuscole e il
color ruggine: "EBREO". A dispetto di ogni decenza, verità e persino attendibilità.
Non fosse altro perchè, come stigmatizzato in un tweet da Gad Lerner (uno dei
"marchiati"), che "a Radio Islam siano pure imbecilli, oltre che biechi" è dimostra-
to da una "lista zeppa di errori".
Affidata alle indagini delle nostre polizie, l'antiterrorismo e la postale, e della nostra
intelligence interna, l'Aisi, della faccenda si verrà ragionevolmente a capo in tempi
brevi. Magari per scoprire, come già accaduto in passato (sono state due le indagini
che, nel novembre del 2012 e del 2013, hanno disarticolato con arresti e condanne, la
rete di "Stormfront" in Italia), che dietro l'anonimato della Rete si nasconde l'odio
vigliacco di pochi, fedeli innanzitutto alla svastica e al ciarpame revisionista, oltre ch
a Maometto e alla Sharia.
E tuttavia, nel rigurgito di queste ore c'è un tratto che non deve essere lasciato cade-
re, nè merita di essere sottovalutato. La sortita di "Radio Islam" arriva infatti due
settimane dopo il post in rete di un video di 14 minuti in cui le stragi di Parigi (130
morti), in un montaggio grottesco nella sua grossolana manipolazione della realtà,
venivano declassate a "ridicola farsa" orchestrata da "coloro che hanno creato a
tavolino prima Al Qaeda e poi l'Is". Il copyright, in quel caso, era stato del sito "La
scienza del Corano" e del suo fondatore. Un altro marocchino. Tale Anass Abu Jaf-
far, ventisettenne a lungo residente nel bellunese, legato a foreign fighters partiti per
la jihad in Siria, ed espulso nel maggio scorso dal nostro Paese per poi riparare a
Casablanca. Un altro campione di antisemitismo (come si evince dai post del suo
profilo Facebook) e dal significativo seguito di guardoni (100mila follower).
E' insomma l'effetto emulativo e seriale di una propaganda "nazi-islamista" (per
dirla con le parole di Bernard-Henry Lévy) la questione che pone il velenoso ciar-
pame messo in circolo in queste settimane e già manifestatosi all'indomani di Char-
lie Hebdo.
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domenica 27 dicembre 2015
Sport - calcio / Serie A - 17^ giornata 2015/16
27 dicembre '15 - domenica 27th December / Sunday visione post - 15
Risultati delle partite
Bologna 2 Carpi 2 Atalanta 1 Fiorentina 2 Roma 2 Verona H. 1
Empoli 3 Juventus 3 Napoli 3 Chievo 0 Genoa 0 Sassuolo 1
Frosinone 2 Sampdoria 2 Torino 0 Inter 1
Milan 4 Palermo 0 Udinese 1 Lazio 2
CLASSIFICA
Inter 36 / Fiorentina, Napoli 35 / Juventus 33 / Roma 32 / Milan 28 /
Sassuolo, Empoli 27 / Atalanta 24 / Lazio 23 / Torino, Chievo 22 /
Udinese 21 / Sampdoria 20 / Bologna 19 / Palermo 18 / Genoa 16 /
Frosinone 14 / Carpi 10 / Verona H. 8
Il Commento
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Risultati delle partite
Bologna 2 Carpi 2 Atalanta 1 Fiorentina 2 Roma 2 Verona H. 1
Empoli 3 Juventus 3 Napoli 3 Chievo 0 Genoa 0 Sassuolo 1
Frosinone 2 Sampdoria 2 Torino 0 Inter 1
Milan 4 Palermo 0 Udinese 1 Lazio 2
CLASSIFICA
Inter 36 / Fiorentina, Napoli 35 / Juventus 33 / Roma 32 / Milan 28 /
Sassuolo, Empoli 27 / Atalanta 24 / Lazio 23 / Torino, Chievo 22 /
Udinese 21 / Sampdoria 20 / Bologna 19 / Palermo 18 / Genoa 16 /
Frosinone 14 / Carpi 10 / Verona H. 8
Il Commento
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Ultime notizie - dall'Italia e dal Mondo / Latest news
27 dicembre '15 - domenica 27th December / Sunday
ITALIA - Emergenza inquinamento
Scontro politico sullo smog: il governo convoca i sindaci / Prima neve alla Befana
Milano: pm10 ancora oltre i limiti alla vigilia del blocco. Targhe alterne a Roma.
Grillo: "68mila morti in più". Mercoledì vertice di governo.
IRAQ - La guerra all'Isis
L'esercito iraqeno riprende Ramadi / Miliziani di Isis in fuga
Le truppe di Bagdad nella zona controllata dai miliziani da sette mesi.
Controffensiva partita a novembre: l'avanzata iniziata martedì. L'attacco con camion bomba.
LOCRI - Italia / Sport e intimidazione
Le minacce alle ragazze del calcio a cinque di Locri / Il prefetto assicura: "Più protezione"
Malagò (Coni): "Al vostro fianco; intollerabili gesti".
ITALIA - Emergenza inquinamento
Scontro politico sullo smog: il governo convoca i sindaci / Prima neve alla Befana
Milano: pm10 ancora oltre i limiti alla vigilia del blocco. Targhe alterne a Roma.
Grillo: "68mila morti in più". Mercoledì vertice di governo.
IRAQ - La guerra all'Isis
L'esercito iraqeno riprende Ramadi / Miliziani di Isis in fuga
Le truppe di Bagdad nella zona controllata dai miliziani da sette mesi.
Controffensiva partita a novembre: l'avanzata iniziata martedì. L'attacco con camion bomba.
LOCRI - Italia / Sport e intimidazione
Le minacce alle ragazze del calcio a cinque di Locri / Il prefetto assicura: "Più protezione"
Malagò (Coni): "Al vostro fianco; intollerabili gesti".
«Quando le minacce sono indirizzate ai bambini è arrivato il momento di mollare tutto». Ferdinando Armeni presidente dello «Sporting Locri», squadra della serie A femminile di calcio a 5, è deluso e amareggiato e ha deciso di gettare la spugna dopo l’ennesimo «pizzino» che gli imponeva la chiusura della società. «Non ci sono più le condizioni — dice —. Ho costruito con sacrifici questa squadra, un vanto per Locri e per l’intera regione. L’anno scorso siamo arrivati secondi in campionato e quest’anno siamo quarti. Non so chi c’è dietro queste minacce e non capisco cosa si voglia ottenere con la chiusura della società».
Il primo biglietto d’intimidazione porta la data del 7 dicembre. Sul parabrezza dell’auto di Armeni un foglio bianco con scritto: «Devi chiudere lo Sporting Locri». Una richiesta che Armeni ha considerato un banale scherzo. Poi ne sono seguite altre tre, sempre lasciate sul parabrezza dell’auto, con la stessa richiesta. A due giorni dal Natale la frase più drammatica, perché mirava agli affetti familiari: «Forse non l’hai ancora capito che devi chiudere lo Sporting Locri se non vuoi avere danni. Sappiamo chi solitamente si siede in questo posto». L’allusione era chiara. Il «pizzino» era stato lasciato sul finestrino anteriore dell’auto di Armeni, dove solitamente è sistemato il seggiolino del figlio di tre anni. Questa minaccia ha preoccupato il presidente della squadra che in una nota ufficiale ieri ha reso noto di «voler interrompere l’attività agonistica».
Lucianone
Lucianone
domenica 20 dicembre 2015
Sport - calcio / Serie B - 19^ giornata 2015/16
20 dicembre '15 - domenica 20th December / Sunday visione post - 20
Risultati delle partite
Modena 2 Perugia 4 Ascoli 1 Brescia 1 Cesena 4 Como 0
Salernitana 0 Livorno 1 Novara 3 Spezia 1 Ternana 0 Avellino 1
Lanciano 1 Latina 2 Trapani 1 Virtus Entella 4 Cagliari 2
Pescara 2 Crotone 2 Pro Vercelli 1 Vicenza 1 Bari 1
Classifica
CROTONE 41 / Cagliari 40 / Novara 37 / Bari 35 / Brescia, Pescara 31 /
Cesena 30 / Avellino, Virtus Entella 28 / Perugia 27 / Trapani, Spezia 25 /
Pro Vercelli 24 / Livorno 23 / Ternana 22 / Latina, Modena 21 /
Vicenza, Salernitana 20 / Ascoli 17 / Lanciano 14 / Como 10
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Risultati delle partite
Modena 2 Perugia 4 Ascoli 1 Brescia 1 Cesena 4 Como 0
Salernitana 0 Livorno 1 Novara 3 Spezia 1 Ternana 0 Avellino 1
Lanciano 1 Latina 2 Trapani 1 Virtus Entella 4 Cagliari 2
Pescara 2 Crotone 2 Pro Vercelli 1 Vicenza 1 Bari 1
Classifica
CROTONE 41 / Cagliari 40 / Novara 37 / Bari 35 / Brescia, Pescara 31 /
Cesena 30 / Avellino, Virtus Entella 28 / Perugia 27 / Trapani, Spezia 25 /
Pro Vercelli 24 / Livorno 23 / Ternana 22 / Latina, Modena 21 /
Vicenza, Salernitana 20 / Ascoli 17 / Lanciano 14 / Como 10
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Società - Italia / Roma: lo scandalo di Parentopoli
20 dicembre '15 - domenica 20th December / Sunday visione post - 5
(da 'la Repubblica' - 25 settembre 2015 - Cecilia Gentile)
Sessanta dipendenti Ama licenziati in un colpo solo. E' la prima volta che in un'azienda
pubblica si verifica un terremoto del genere. Ieri pomeriggio il cda dell'ex municipalizza-
ta romana dei rifiuti ha deciso di mettere fine al rapporto di lavoro di 37 amministrativi
e 23 autisti, tutti raccomandati di Parentopoli, la vicenda di assunzioni pilotate dell'era
Alemanno, che oltre all'Ama ha coinvolto anche l'azienda romana dei trasporti, l'Atac.
Una vicenda portata sotto i riflettori proprio da Repubblica e chiusa a maggio scorso
con la sentenza del tribunale penale che ha condannato l'ex ad Franco Panzironi, ades-
so in carcere per Mafia capitale, a 5 anni e 3 mesi. Grazie a queste assunzioni, i 41 am-
ministrativi raccomandati, poi 37 perchè due si sono dimessi e due sono stati assunti
da Acea, percepivano stipendi che andavano da un minimo di 60mila euro lordi l'anno
a un massimo di 96mila, più del presidente dell'azienda Daniele Fortini, che ne prende
75mila.
"La nostra è stata una scelta coerente con la sentenza del tribunale - dichiara il presidente
Fortini - presa in accordo con il sindaco Ignazio Marino, che da subito si è espresso per il
licenziamento". Ma i sindacati avvertono: "Non esistono licenziamenti collettivi, ci saranno
ricorsi". Il sindaco Marino pochi giorni fa era stato chiaro sul destino degli assunti "amici
degli amici": "Licenziamento, anche se si andrà incontro a cause e rischio risarcimenti".
Per ora il risarcimento per le assunzioni fuorilegge lo ha chiesto l'Ama agli autori del
reato, vale a dire a Panzironi e agli altri dirigenti condannati. Per deliberare la fine
del rapporto di lavoro e mettersi al riparo da eventuali ricorsi, il cda di Ama ha atteso
le motivazioni della sentenza che sono arrivate la settimana scorsa. Le 41 assunzioni a
chiamata diretta tra la fine del 2008 e il 2009 "furono frutto di decisioni arbitrarie e
clientelari", hanno scritto i magistrati nella sentenza. Ancora. "Come appurato dalla
polizia giudiziaria molti degli assunti erano legati a rapporti di parentela o affinità
con esponenti politici o persone a costoro vicine ed erano espressione del volere, per
nulla trasparente, dell'amministratore delegato". Tra gli assunti, oltre a quello che
sarebbe poi diventato il genero dello stesso Panzironi, Armando Appetito, il figlio del
responsabile della segreteria degli onorevoli Gasparri e Alemanno e la figlia del capo-
scorta di quest'ultimo.
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(da 'la Repubblica' - 25 settembre 2015 - Cecilia Gentile)
Sessanta dipendenti Ama licenziati in un colpo solo. E' la prima volta che in un'azienda
pubblica si verifica un terremoto del genere. Ieri pomeriggio il cda dell'ex municipalizza-
ta romana dei rifiuti ha deciso di mettere fine al rapporto di lavoro di 37 amministrativi
e 23 autisti, tutti raccomandati di Parentopoli, la vicenda di assunzioni pilotate dell'era
Alemanno, che oltre all'Ama ha coinvolto anche l'azienda romana dei trasporti, l'Atac.
Una vicenda portata sotto i riflettori proprio da Repubblica e chiusa a maggio scorso
con la sentenza del tribunale penale che ha condannato l'ex ad Franco Panzironi, ades-
so in carcere per Mafia capitale, a 5 anni e 3 mesi. Grazie a queste assunzioni, i 41 am-
ministrativi raccomandati, poi 37 perchè due si sono dimessi e due sono stati assunti
da Acea, percepivano stipendi che andavano da un minimo di 60mila euro lordi l'anno
a un massimo di 96mila, più del presidente dell'azienda Daniele Fortini, che ne prende
75mila.
"La nostra è stata una scelta coerente con la sentenza del tribunale - dichiara il presidente
Fortini - presa in accordo con il sindaco Ignazio Marino, che da subito si è espresso per il
licenziamento". Ma i sindacati avvertono: "Non esistono licenziamenti collettivi, ci saranno
ricorsi". Il sindaco Marino pochi giorni fa era stato chiaro sul destino degli assunti "amici
degli amici": "Licenziamento, anche se si andrà incontro a cause e rischio risarcimenti".
Per ora il risarcimento per le assunzioni fuorilegge lo ha chiesto l'Ama agli autori del
reato, vale a dire a Panzironi e agli altri dirigenti condannati. Per deliberare la fine
del rapporto di lavoro e mettersi al riparo da eventuali ricorsi, il cda di Ama ha atteso
le motivazioni della sentenza che sono arrivate la settimana scorsa. Le 41 assunzioni a
chiamata diretta tra la fine del 2008 e il 2009 "furono frutto di decisioni arbitrarie e
clientelari", hanno scritto i magistrati nella sentenza. Ancora. "Come appurato dalla
polizia giudiziaria molti degli assunti erano legati a rapporti di parentela o affinità
con esponenti politici o persone a costoro vicine ed erano espressione del volere, per
nulla trasparente, dell'amministratore delegato". Tra gli assunti, oltre a quello che
sarebbe poi diventato il genero dello stesso Panzironi, Armando Appetito, il figlio del
responsabile della segreteria degli onorevoli Gasparri e Alemanno e la figlia del capo-
scorta di quest'ultimo.
Continua... to be continued...
sabato 19 dicembre 2015
Sport - calcio / Serie A - 16^ giornata 2015/16
19 dicembre '15 - sabato 19th December / Saturday visione post - 13
Risultati delle partite
Genoa 0 Palermo 4 Udinese 0 Chievo 1 Empoli 3 Milan 1
Bologna 1 Frosinone 1 Inter 4 Atalanta 0 Carpi 0 Verona H. 1
Napoli 0 Juventus 3 Lazio 1
Roma 0 Fiorentina 1 Sampdoria 1
Classifica
INTER 36 / Fiorentina, Napoli 32 / Juventus 30 / Roma 29 / Sassuolo 26 /
Milan 25 / Atalanta, Empoli 24 / Torino, Chievo 22 / Lazio 20 / Bologna 19 /
Palermo, Udinese 18 / Sampdoria 17 / Genoa 16 / Frosinone 14 / Carpi 10 /
Verona H. 7
Risultati delle partite
Genoa 0 Palermo 4 Udinese 0 Chievo 1 Empoli 3 Milan 1
Bologna 1 Frosinone 1 Inter 4 Atalanta 0 Carpi 0 Verona H. 1
Napoli 0 Juventus 3 Lazio 1
Roma 0 Fiorentina 1 Sampdoria 1
Classifica
INTER 36 / Fiorentina, Napoli 32 / Juventus 30 / Roma 29 / Sassuolo 26 /
Milan 25 / Atalanta, Empoli 24 / Torino, Chievo 22 / Lazio 20 / Bologna 19 /
Palermo, Udinese 18 / Sampdoria 17 / Genoa 16 / Frosinone 14 / Carpi 10 /
Verona H. 7
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Spettacoli / cinema - Herman Melville e Moby Dick
19 dicembre '15 - sabato 19th December / Saturday visione post - 16
"In The Heart of The Sea" - Le origini di Moby Dick
(da la Repubblica - 3 dicembre '15 - Al cinema / Roberto Nepoti)
Così Herman Melville venne a sapere
del mitico capodoglio
1820. Partita dall'isola americana di Nantucket, la baleniera Essex è diretta verso
l'Oceano Pacifico, dove conta di riempire 2000 barili con prezioso olio di cetaceo.
La comanda il capitano George Pollard jr., arrogante ma inesperto, e ha come uf-
ficiali Owen Chase e Matthew Joy; mentre l'equipaggio assortisce marinai di lungo
corso con pivelli. La rivalità tra il capitano e Chase, che aspirava al comando, è im-
mediata. Dopo alcuni incidenti e una lunga penuria di prede la nave trova in abbondanza
quel che cercava; ma è inaspettatamente attaccata da un capodoglio gigantesco (le crona-
che dicono che si trattò del primo caso documentato di aggressione internazionale di una
balena ai danni dell'uomo) e cola a picco. A bordo di tre fragili scialuppe, i superstiti ten--
tano il difficile viaggio per il Sudamerica. Frattanto Chase è perseguitato dal senso di
colpa per non aver saputo evitare la sciagura, fino a essere ossessionato dal vendicativo
bestione come il capitano Achab lo sarà da Moby Dick. Sì, perchè tradizione vuole che al
disastro reale dell'Essex si sia ispirato Herman Melville per il suo capolavoro letterario.
I "film d'acqua" sono spesso premiati dal pubblico (vedi Master & Commander), però
realizzarli è tutt'altro che una passeggiata: i capricci del tempo e dell'oceano sono peri-
colosi; inoltre possono far lievitare assai il budget produttivo. Questa volta è stata una
tempesta al largo delle Canare a dar filo da torcere alla troupe; anche se ormai i pro-
gressi tecnologici (grafica al computer, montaggio digitale, o anche solo la migliore te-
nuta delle custodie per le riprese subacquee) rendono le cose più semplici rispetto al
passato. Per i suoi film Ron Howard si ispira volentieri a fatti reali - dallo spazio (con
Apollo 13) alle corse di Formula 1 (Rush) all'incontro in mare con i grandi cetacei -
ma poi li mette in scena come fiabe mitiche. La toria dell'Essex si prestava molto be-
ne a questo tipo di affabulazione; e il film la fa raccontare "in cornice" dal marinaio
Thomas Nickerson a Melville, che col suo capolavoro Moby Dick avrebbe elevato l'e-
pisodio allo statuto di leggenda facendo della balena un'incarnazione del biblico Le-
viatano.
Heart of the sea è corrusco e solenne, brutale e sanguigno; conmtiene scene impres-
sionanti (gli attacchi alla nave e alle barche di salvataggio, ma anche l'estrazione del-
l'olio di balena) e include episodi di cannibalismo: è più per adulti, insomma, che per
famiglie. Dopo un avvio lento, il clou arriva vreso la metà con l'epifania della balena
bianca. In seguito, se di qualcosa il film patisce è proprio la grande efficacia delle sce-
ne-madri col gigantesco capodoglio: un pò come accadeva nel vecchio Gli ammutinati
del Bounty, il cui nucleo drammatico era la rivolta, nella seconda parte anche lo "spec-
tacular" di Howard tende ad allentare la tensione, illanguidendosi un pò a paragone
con le peripezie precedenti. Originariamente previsto in uscita a marzo di quest'anno,
il film è stato poi rinviato a dicembre perchè possa concorrere asi prossimi Oscar. Dove
no sarà improbabile ritrovarlo candidato in diverse categorie, a partire dalla pittorica
fotografia - in stile stampa d'epoca - di Anmthony Dod Mantle.
In The Heart of The Sea
Regia di Ron Howard
Con Cillian Murphy, Chris Hemsworth, Michelle Fairley, Paul Anderson (2015)
Lucianone
"In The Heart of The Sea" - Le origini di Moby Dick
(da la Repubblica - 3 dicembre '15 - Al cinema / Roberto Nepoti)
Così Herman Melville venne a sapere
del mitico capodoglio
1820. Partita dall'isola americana di Nantucket, la baleniera Essex è diretta verso
l'Oceano Pacifico, dove conta di riempire 2000 barili con prezioso olio di cetaceo.
La comanda il capitano George Pollard jr., arrogante ma inesperto, e ha come uf-
ficiali Owen Chase e Matthew Joy; mentre l'equipaggio assortisce marinai di lungo
corso con pivelli. La rivalità tra il capitano e Chase, che aspirava al comando, è im-
mediata. Dopo alcuni incidenti e una lunga penuria di prede la nave trova in abbondanza
quel che cercava; ma è inaspettatamente attaccata da un capodoglio gigantesco (le crona-
che dicono che si trattò del primo caso documentato di aggressione internazionale di una
balena ai danni dell'uomo) e cola a picco. A bordo di tre fragili scialuppe, i superstiti ten--
tano il difficile viaggio per il Sudamerica. Frattanto Chase è perseguitato dal senso di
colpa per non aver saputo evitare la sciagura, fino a essere ossessionato dal vendicativo
bestione come il capitano Achab lo sarà da Moby Dick. Sì, perchè tradizione vuole che al
disastro reale dell'Essex si sia ispirato Herman Melville per il suo capolavoro letterario.
I "film d'acqua" sono spesso premiati dal pubblico (vedi Master & Commander), però
realizzarli è tutt'altro che una passeggiata: i capricci del tempo e dell'oceano sono peri-
colosi; inoltre possono far lievitare assai il budget produttivo. Questa volta è stata una
tempesta al largo delle Canare a dar filo da torcere alla troupe; anche se ormai i pro-
gressi tecnologici (grafica al computer, montaggio digitale, o anche solo la migliore te-
nuta delle custodie per le riprese subacquee) rendono le cose più semplici rispetto al
passato. Per i suoi film Ron Howard si ispira volentieri a fatti reali - dallo spazio (con
Apollo 13) alle corse di Formula 1 (Rush) all'incontro in mare con i grandi cetacei -
ma poi li mette in scena come fiabe mitiche. La toria dell'Essex si prestava molto be-
ne a questo tipo di affabulazione; e il film la fa raccontare "in cornice" dal marinaio
Thomas Nickerson a Melville, che col suo capolavoro Moby Dick avrebbe elevato l'e-
pisodio allo statuto di leggenda facendo della balena un'incarnazione del biblico Le-
viatano.
Heart of the sea è corrusco e solenne, brutale e sanguigno; conmtiene scene impres-
sionanti (gli attacchi alla nave e alle barche di salvataggio, ma anche l'estrazione del-
l'olio di balena) e include episodi di cannibalismo: è più per adulti, insomma, che per
famiglie. Dopo un avvio lento, il clou arriva vreso la metà con l'epifania della balena
bianca. In seguito, se di qualcosa il film patisce è proprio la grande efficacia delle sce-
ne-madri col gigantesco capodoglio: un pò come accadeva nel vecchio Gli ammutinati
del Bounty, il cui nucleo drammatico era la rivolta, nella seconda parte anche lo "spec-
tacular" di Howard tende ad allentare la tensione, illanguidendosi un pò a paragone
con le peripezie precedenti. Originariamente previsto in uscita a marzo di quest'anno,
il film è stato poi rinviato a dicembre perchè possa concorrere asi prossimi Oscar. Dove
no sarà improbabile ritrovarlo candidato in diverse categorie, a partire dalla pittorica
fotografia - in stile stampa d'epoca - di Anmthony Dod Mantle.
In The Heart of The Sea
Regia di Ron Howard
Con Cillian Murphy, Chris Hemsworth, Michelle Fairley, Paul Anderson (2015)
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