sabato 19 settembre 2015

SOCIETA' / Italia - Lo spirito di MAFIA...

19 settembre '15 - sabato              19th September / Saturday              visione post - 11

Beni e mali comuni - 
Il problema è di tutti i cittadini italiani e non solo delle istituzioni.
In troppi considerano un segno di debolezza ricorrere alle giustizia.
Così il "quieto vivere" diventa facilmente "codardia morale".  

(da 'Corriere della Sera' - 23 / 09 /'15  -  Goffredo Buccini)
Lo  spirito di mafia rischia di indebolire lo spirito pubblico
Qualcuno pagherà, certo. Cadrà qualche testa, oltre a quella del pilota dell'elicottero che -
fuori rotta - dispensava petali di rosa sul corteo funebre del capoclan. Ma, alla fine, il pa-
sticciaccio mondiale generato dalle esequie di "zio" Vittorio Casamonic nella periferia
romana del quartiere Don Bosco racconta su di noi, forse su molti di noi, qualcosa di ben
più antico e radicato d'una catena di omissioni e colpe.  E ci rivela, nella salsa all'amatri-
ciana di quella cerimonia megalomane, l'eterna dialettica che ha azzoppato la nostra sto-
ria: quella tra spirito pubblico e spirito di mafia. 
Già, perchè a rendere possibile un corteo di tre pariglie di cavalli con tanto di carro funebre
d'epoca rispolverato (forse, addirittura) dalle nobili esequie di Antonio de Curtis (per tutti
noi Totò), con scorta di dodici (!) autopattuglie di vigili urbani a bloccare il traffico attorno
e di squadre di motociclisti del clan  (senza casco in omaggio al defunto, sotto gli occhi dei
vigili medesimi), con banda di ottoni a intonare il Padrino e poster con "zio Vittorio" vesti-
to da  Ponteficebaffisso alle colonne della chiesa sotto il naso  del parroco, il tutto condito
dall'assenza di comuni, cazioni tra gli uffici e i comandi di zona fino alle stanze del prefetto
di Roma Gabrielli, beh, a rendere possibile tutto questo senza - si badi - raffiche di telefo-
nate indignate degli abitanti del quartiere al 112 o al 113 (l'indignazione sui social network
è successiva, come sempre), beh, ci vuol altro che qualche omissione. La faccenda interpel.
la il nostro modo di essere come romani e come cittadini italiani.
"Lo spirito pubblico in Italia è tale, che, salvo il prescritto dalle leggi e ordinanze de' prin-
cipi, lascia a ciascuno quasi intera la libertà di condursi in tutto il resto come gli aggrada",
il nostro disgraziatissimo Paese alle nazioni europee più evolute, nel suo Discorso sopra lo 
stato presente dei costumi degli italiani: "Senza che il pubblico s'impacci (...) nè s'impacci 
mai in modo da dar molta briga", aggiungeva. Ovvero, tutti zitti, chè passa "zio" Vittorio,
volgarizzeremmo oggi, senza voler così mancare di rispetto al Giovane Favoloso.  Questa
storia di italiani che si girano dall'altra parte badando al proprio "particulare" deve ave-
re tormentato parecchio  anche  Antonio Gramsci  che considerava  lo spirito pubblico il
tratto distintivo di una nazione e l'assenza di esso dalle nostre parti anche come frutto di
 quella "rivoluzione passiva" che forse fu il nostro Risorgimento.
La sceneggiata funebre al Don Bosco ci restituisce soprattutto questo: il senso sconfortante
che nulla muti mai, se non per qualche eroe, che, essendo dotato di sufficiente spirito pub-
blico da badare al bene comune prima che al proprio, finisce per pagare in solitudine la
propria a)nomala normalità, salvo consacrazione postuma. come Ambrosoli o Borsellino.
E' il trionfo dello spirito di mafia, negazione del bene comune: "Reputare segno di debo-corrisponde da sempre
lezza o di vigliaccheria ricorrere alla giustizia ufficiale", lo descriveva Gaetano Mosca
nel suo  straordinario  Che cos'è la mafia, che, pubblicato nel 1900, pare  (purtroppo)
scritto ieri, e non riguarda certo solo la Sicilia (Manzoni racconta in Renzo "una certa
aria di braveria comune allora anche agli uomini più quieti").
Al quartiere Don Bosco, giovedì mattina, non s'è scritta  solo  una indegna pagina nella
recente cronaca romana; non soltanto una nuova appendice nella crisi politica e morale
che sembra travolgere ormai la Capitale d'Italia senza alcun rimedio se non un dramma-
tico "tutti a casa": s'è recitata per l'ennesima volta una collaudata pièce nazionale. Nella
quale alla protervia degli uni corrisponde da sempre il "quieto vivere" degli altri, quel
morbo contagioso di "codardia morale" che Mosca pensava debellabile 115 anni fa, cer-
to della reazione all'omicidio Notarbartolo, primo delitto siciliano eccellente. Non andò
così. Non siamo cambiati. Dunque ora possiamo anche fingere stupore, cercare qualche
capro espiatorio, ma la campana funebre di "zio" Vittorio suona per tutte le nostre coscienze.

Lucianone

giovedì 17 settembre 2015

L'Opinione del Giovedì - Muri, fili spinati, barriere aperte e poi chiuse, confini vuoti di senso: l'Europa è proprio allo sbando! / E le invasioni dei migranti, visti come i nuovi barbari, fanno paura

17 settembre '15 - giovedì           17th September / Thursday           visione post - 15

A RUOTA LIBERA...
Dov'è l'umanità? Dov'è l'essere umano? Non mi sono accorto che ci siano più. Spariti,
dissolti. C'è l'ipocrisia, c'è l'interesse, c'è il tornaconto, c'è l'inganno, c'è la maschera
aberrante che hanno sostituito quell'umanità e quell'essere umano che non si trovano
più, diciamo 'quasi da nessuna parte'.  Ecco perchè il mondo rischia di rovinare, forse
di disintegrarsi su se stesso, diciamo ancora "forse"  come effimera, ultima speranza.
Il "quasi" e il "forse" sono legati a doppio filo a quella tenue ma comunque in se stessa
ancora forte e tenace forza rappresentata da tutti quegli uomini e donne (fortunatamente
sono ancora tanti) che hanno salvato letteralmente/praticamente gli immigrati/migranti
nel Mare Mediterraneo fino ad oggi - e che continuano a farlo - e coloro che hanno messo
e stanno mettendo in atto tuttora l'accoglienza di una parte dei migranti. Ecco: tra questi
salvatori (non solo la Marina militare italiana...) e questi accoglitori possiamo vedere an-
cora quella luce ancora accesa di Umanità, di  'essere umano'-
Ma ritorno alle mie prime quattro righe di questo "A ruota libera": è chiaro che là il mio
pessimismo è dettato (al contrario) dalla disumanità e quindi dall'essere disumano che io
(penso, spero, suppongo tantissimi altri come me) vedo non solo in tanti uomini e donne
comuni in giro per l'Europa, ma addirittura in intere popolazioni e popoli. 
E' non solo disumano, ma anche bestiale il trattamento ricevuto dai profughi in territorio
ungherese e in quello ceco (repubblica Ceca): tutti hanno visto quelle scene orripilanti ed
equivalenti solo ai periodi più foschi del nazi-fascismo. E purtroppo vi sono invischiati in
modo completo tanti abitanti di quegli Stati che hanno eletto quei leader tiranni e razzisti. 
Marchiare donne e bambini come fossero bestie, lanciare cibo in mezzo alla moltitudine 
di migranti come si faceva/si fa allo zoo, spargere gas lacrimogeni al peperoncino e usare
manganelli sulle loro teste (ora si parla anche di sparare pallottole di gomma), tutto ciò è:
non solo spregevole, ma atrocemente bestiale e ci riporta ai tempi bui nazifascisti e stali-
niani se vogliamo equipararli alla nostra civiltà internettiana.  Questi Paesi dell'Est  che
hanno voluto aderire alla Ue - Polonia, Ungheria, Slovenia, Repubblica Ceca - si stanno
dimostrando indegni di poterci appartenere.  Ha iniziato ìl presidente ungherese Orban
a dare il primo esempio, poi altri suoi vicini si sono accodati. La scusa è stata (una vergo-
gna anche questa!) la paura della contaminazione di razze diverse, soprattutto di  quella
islamica.
I Paesi occidentali della Ue hanno cominciato a occuparsi del problema dei migranti "un
pò" in ritardo:  non ci voleva tanto già all'inizio di quest'anno a vedere e capire che nel
Mediterraneo meridionale, canale di Sicilia principalmente, le ondate migratorie stavano
diventando  - appesantite dalle stragi di esseri umani - un problema gigantesco che l'Italia
da sola non poteva e riusciva più a gestire con la semplice accoglienza nell'isola siciliana.
Le condizioni in cui si era andata a trovare Lampedusa e dintorni non aveva interessato 
nè il francese Hollande nè la tedesca Merkel, questa è  la verità antecedente: le grida del
governo Renzi per attirare la minima attenzione erano inascoltate! Non era una forma di
muro anche quella, per dircela tutta?
Il cambiamento nell'atteggiamento sul problema dell'immigrazione da parte della Merkel
e di conseguenza della Germania è avvenuto davanti alla foto del piccolo Alan, a pancia in
giù sulla spiaggia turca e raccolto da un soldato turco. Vi voleva l'immagine di quel bimbo
per smuovere la cancelliera. Ma non solo lei, naturalmente. 
Continua... to be continued...

martedì 15 settembre 2015

Sport - calcio / Serie B - 2^ giornata 2015/16

18 settembre '15 - venerdì             September / Friday                    visione post - 6

Risultati delle partite
Pescara   2     Avellino   2    Brescia          2    Como      1     Crotone   2     Ternana   1
Perugia    1     Modena   0     Salernitana   2     Livorno   2     Novara    1     Cagliari    1

Vicenza   0     Entella   2     Lanciano   2     Spezia             1     Latina     1
Bari         0     Cesena   1     Ascoli         0     Pro Vercelli   1     Trapani   1 

CLASSIFICA
Livorno   6  /  Cagliari - Trapani - Salernitana -Bari - Pro Vercelli - Vicenza   4  /
Cesena - Perugia - Lanciano - Avellino - Entella - Ascoli - Crotone - Pescara   3  /
Latina   2  /   Spezia - Brescia - Ternana   1  /   Como - Modena   0  /   Novara   -1  



Lucianone

Stampa / Giornali - Immigrati: l'appello di 13 giornali

15 settembre '15 - martedì             15th Septemner / Tuesday                 visione post - 32

(da 'la Repubblica' - 10 settembre 2015)

Appello alla Ue di 13 giornali: "SERVE CORAGGIO"
L 'Europa si trova di fronte alla più grave crisi  di profughi   che il mondo  abbia visto
dalla seconda guerra mondiale. Con il conflitto siriano giunto ormai al quinto anno, la gente
si rivolge al nostro continente per ricevere aiuto e protezione. Sempre più persone muoiono
nei loro disperati tentativi per fuggire dalle persecuzioni. Eppure, mese dopo mese, l'Europa
continua a fare troppo poco e troppo tardi. Stiamo vivendo una crisi di profughi catastrofica,
ma l'indisponibilità ad agire ha messo in evidenza una grave crisi politica. 
Nonostante il nostro tormentato passato, l'Europa oggi deve dimostrare di essere un
continente unito, costruito sui principi di solidarietà, uguaglianza e libertà. I primi segnali positivi arrivano dalle parole della Merkel e di Juncker ma non basta.
Il 14 settembre i ministri degli Stati membri dell'Unione si incontreeranno a Bruxelles per
negoziare soluzioni alla crisi.io
Oggi, i più importanti giornali europei si uniscono in un appello per esortare i nostri leader 
a cogliere l'opportunità e prendere misure decise per affrontare questa tragedia umanitaria
e prevenire ulteriori perdite di vite umane.
  Esortiamo i nostri leader politici a:   
-  Creare dei metodi semplici, sicuri e pratici per consentire ai profughi di cercare asilo in
Europa senza mettere a rischio la loro vita per venire qui. E' il modo migliore per elimina-
re il traffico di esseri umani e ridurre le vittime.
-  Mostrare solidarietà verso i Paesi alle frontiere esterne dell'Europa, primo punto 
d'ingresso per profughi e migranti, finanziando e organizzando un sistema di accoglienza sicuro, dignitoso e coordinato ai margini dell'Europa, che esamini in modo rapido e impar-
ziale le domande di asilo.
-  Sospendere, fintantoche un gran numero di profughi continuerà ad arrivare in Europa,
il trattato di Dublino, che prevede che i richiedenti asilo siano rimandati nel primo punto 
d'ingresso. 
-  Sostenere una più equa distribuzione dei profughi fra gli Stati membri. Tutti i Paesi
europei devono partecipare a un programma di ridistribuzione molto più ambizioso di
quello che abbiamo visto finora.    Questo  dovrebbe esseere  il punto di partenza  delle
discussioni.  
-  Incrementare gli siuti finanziari e umanitari alle nazioni del Medio Oriente colpito dal
conflitto siriano. Un pacchetto di aiuti che copra non soltanto le necessità immediate di 
cibo, acqua e forniture mediche, ma impegni l'Europa a dare il suo apporto per la rico-
struzione delle comunità locali nel lungo periodo, in modo da offrire ai popoli del Medio
Oriente speranza e opportunità per un futuro migliore e più sicuro nei propri Paesi. 
-  Esercitare maggiori pressioni su altri soggetti fondamentali della scena internazionale,
come l'Iran, la Russia, l'Arabia Saudita, la Turchia e gli Stati Uniti, perchè facciano tut-
to il possibile per convincere le parti in conflitto a sedersi al tavolo delle trattative sotto
l'egida dell'Onu.
-  I nostri leader devono mostrare coraggio e intelligenza per non fallire in questa prova
della nostra comune civiltà europea. Dobbiamo agire, e dobbiamo agire adesso.     
                                     Bernd Ulrich,  Die Zeit,  Germania    
                                     Ezio Mauro,  La Repubblica,  Italia
                                     Antonio Cano,  El Pais,  Spagna   
                                     Johan Hufnagel e Laurent Joffrin,   Libération,  Francia   
Amol Rajan,  The Independent,  Regno Unito
Oliver Duff,  i (Independent),  Regno Unito
Andreas Paraschos,  Kathimerini,  Cipro
Andràs Murànyi,  Nèpszabadsàg,  Ungheria
Matùs Kostolny,  Dennik N,  Slovacchia
Adam Michnik,  Gazeta Wyborcza,  Polonia
Jan Helin,   Aftonbladet,  Sve di un cocktailzia
Christian Jensen,  Information,  Danimarca
Anna B. Jenssen,  Morgenbladet,  Norvegia
______________________________ __________________________________________

....Passò tra i tavolini una coppia: lui era lacero e mandava cattivo odore, lei aveva
i capelli biondi e secchi, lunghi e non lavati, e si teneva al collo una bimbetta sporca
dagli occhi enormi, felini. Chiedevano la carità, esibendo un tesserino di profughi o
qualcosa di simile.  Due cinquantenni bene in carne, seduti davanti a lui, abbandonarono
per un istante la lettura dei quotidiani di sinistra per scacciare in malo modo gli intrusi.
Frattanto la famigliola si era accostata al suo tavolino. La bambina, per quanto eviden-
temente denutrita, sembrava vivace, a giudicare dagli sguardi intensi che saettava tut-
t'intorno. Quando l'uomo tese la mano, Diego, senza pensarci troppo su, mise mano al
portafoglio e gli porse una banconota. L'uomo sorrise, con un mezzo inchino imbarazzato.
La bambina batteva le manine, tutta contenta. Forse era un modo di ringraziare che le
avevano insegnato i genitori.  
-  C'è ancora gente che ci casca -  commentò una donna seduta alla sua destra, lenti a
specchio che riflettevano l'arcobaleno di un cocktail tropicana.
Quelli sono drogati -  precisò l'amica che le sedeva accanto. -  Hai visto come tengono
quella bambina? Una vergogna!
Diego si sentì inspiegabilmente ferito. A lui era sembrata una bellissima bambina. Una
bellissima bambina sana e felice.
-  Dovrebbero levargliela, altro che!  -  disse la prima donna
-  Affidarla a della gente per bene -  confermò la seconda donna.
-  Comunque, è una bellissima bambina -  disse Diego, ad alta voce, bevve d'un sorso
la sua birra, pagò e se ne andò in fretta./
( da "Il padre e lo straniero", di Giancarlo De Cataldo / capitolo quindicesimo )

Lucianone

Riflessioni - Orbàn e il muro ungherese / I Casamonica (e non solo) in tv

15 settembre '15 - martedì             15th September / Tuesday            visione post - 14

Chissà se Orbàn l'ha capito, e di rimbalzo Salvini, che il filo spinato, ben prima di
essere giusto oppure ingiusto, è inutile. L'ONDA UMANA IN FUGA non arriva da noi
per colpa del "buonismo", ma perchè la loro paura di morire è più forte della nostra
paura di ritrovarceli davanti all'uscita di casa. E nessun ostacolo fisico basta a fermarli.
E' UN CATACLISMA EPOCALE, questo, che cambierà per sempre il volto del mondo
e perfino della vecchia, rugosa Europa; se in peggio o in meglio dipende da come sapre-
mo organizzare l'accoglienza e l'integrazione, ovvero l'estensione dei nostri stessi doveri
e diritti. Questo è il vero punto, non la ridicola posa di chilometri di fildiferro, o di milio-
ni di mattoni, destinati  a essere travolti  come sabbia. Il vero punto è capire se  (come è 
accaduto in America) la mescolanza di etnie e culture può farsi senza mutare i principi
fondamentali su cui poggia la convivenza democratica; e anzi estendendoli a nuovi citta-
dini. 
Paventare una "CONTAMINAZIONE RAZZIALE" è puro, stupido razzismo. Ciò che
vale la pena paventare, invece, è una contaminazione politica - per esempio riguardo  la
parità maschio/femmina - che, quella sì, va respinta con lucidità e passione. Fare rispet-
tare le leggi; dunque dare diritti e dare doveri; c'è forse un'altra strada logica, proponibile,
che non sia solo panico, pregiudizio e viltà?
(da la Repubblica - 3/09/'15 -  L'AMACA  / Michele Serra)

Mi sono perso i Casamonica da Vespa. Chissà se si erano portati, per fare colore, anche
l'orchestrina tzigana e i cavalli col pennacchio.  Quando  ho acceso  su Raiuno era molto 
tardi e tutto pareva tranquillo, tutto in regola, tutto secondo le norme vigenti, niente che
confliggesse con l'etica condivisa e il dettato della Commissione parlamentare di vigilanza.
C'era la Meloni in assetto da vamp quirite che diceva "guera" con una "ere" sola, come
Alberto Sordi nei film di Steno. Era lì tal quale l'avevamo lasciata prima dell'estate, spe-
riamo sia andata almeno un paio di settimane in vacanza, povera figlia.
Se vi dico della Meloni è perchè secondo me Vespa ha sbagliato per disperazione. Il casting
di uno che va in onda quasi ogni giorno è il classico lavoraccio. Salvini con la felpa, Meloni
con i boccoli, Brunetta con il ghigno, qualche renziano imberbe che parla come un iPad di-
menticato acceso, quando va bene un criminologo, un sondaggista, e come volto nuovo, co-
me novità frizzante, un sottosegretario al bilancio,   Per forza uno poi sbraca: se già a set-
tembre la solfa è quella, la tentazione di invitare i Marsigliesi, o i Thugs, o addirittura gli
ultras, è irresistibile.
(da la Repubblica - 10/09/'15 - L'AMACA /  Michele Serra)

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lunedì 14 settembre 2015

Sport - calcio / Serie A - 3^ giornata - 2015/16

14 settembre '15 - lunedì             14th September / Monday               visione post - 13


Risultati delle partite
Fiorentina   1      Frosinone    0      Juventus    1      Verona H.    2      Empoli    2      
Genoa          0     Roma           2      Chievo        1     Torino         2      Napoli     2

Palermo    2      Sassuolo    2      Lazio        2      INTER    1      Sampdoria    2  
Carpi        2       Atalanta     2       Udinese    0      MILAN   0      Bologna         0

CLASSIFICA
Inter   9  /  Chievo - Torino - Roma - Sassuolo - Palermo   7  /  Fiorentina - Lazio   6  /
Sampdoria - Atalanta   4  /  Genoa - Milan -  Udinese   3  /   Napoli - Verona   2  /   
Carpi - Empoli - Juventus   1  /   Bologna - Frosinone   0  

Commento
Le prime impressioni
Su tutto il quadro di questa terza tappa di campionato spicca un'INTER in fase ascendente
che ha trovato con la guida di Mancini quella sicurezza che  non aveva più  dai tempi del
portoghese Mourinho.  E poi c'è subito la Roma lì, seconda, che è pronta a rifarsi dell'anno 
precedente - per adesso comunque il tecnico francese si guarda ben dal predire il futuro.
Fiorentina e Lazio sono in attesa del balzo di qualità definitivo, e intanto son appaiate in
terza posizione da non buttare.  Le prime sorpresine sono Chievo e Sassuolo, che potreb-
bero dare ancora dispiaceri alle grandi come visto in passato, e già ora sono là in alto.
Le delusioni sono tre: Milan, Napoli e soprattutto la Juve. Troppi cambi e cambiamenti
per la squadra bianconera di Allegri? Sembra proprio di sì.  Mah, vedremo!
Luciano Finesso

Le vittorie che aiutano a crescere
___________________
Gianni Mura
Non è l'INTER anti.Juve. Da ieri, con un occhio alla classifica, tutti anti-Inter.
Nel prossimo turno, partita di vertice Chievo - Inter. Non sono i 2 punti sulla Roma
e sulle prime inseguitrici, sono gli 8 sulla Juve, i 7 sul Napoli, i 6 sul Milan.
L'Inter ha vinto il derby, in stagione i due senza punti in palio li aveva persi. Era
il primo ostacolo serio in un calendario morbido. L'Inter, a punteggio pieno, ra-
ramente ha entusiasmato: 1-0 all'Atalanta nel recupero, 2-1 su rigore sempre
nel finale al Carpi. Anche il derby l'ha vinto ma non dominato.

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domenica 13 settembre 2015

Ultime notizie - dall'Italia e dal Mondo / Latest news

13 settembre '15 -  domenica              13th September / Sunday       visione post - 7

ESTERI . Emergenza migranti
Naufragio in Grecia: strage di bambini / Controlli al confine con Austria
Grecia: affonda barcone, tragedia in mare.
La Germania sospende i treni in Austria. Alla stazione di Monaco 13 mila arrivi
da sabato. Il ministro dell'interno tedesco: "Servono zone di attesa anche in Italia"

ITALIA - Scuola
Tornano sui banchi 9 milioni di studenti
Tra le regioni con più alunni, la Lombardia seguita da Campania, Sicilia, Lazio.
Il caos supplenti che incombe sull'inizio dell'anno. più del 97% dei professori
accetta la cattedra. Ma la Puglia fa ricorso. I sindacati: "La battaglia contro
la Buona scuola non è finita".

Gran Bretagna - Politica
Corbyn, nuovo leader Labour
Jeremy: ribelle vegetariano che odia austerity e Nato. E canta "bandiera rossa". 

Italia - Meteo
Allerta in Liguria / Allagamenti a Genova
Perturbazioni massiccie anche su Toscana, Umbria e Lazio. 
Firenze: tre feriti da un fulmine. Rinviata la gara di calcio Samp-Bologna. 

ESTERI - Emergenza migranti 2
L'Austria manda l'esercito al confine / Da ottobre blitz navali
contro gli scafisti
Oggi vertice dei ministri a Bruxelles. Anche la Slovacchia reintroduce i controlli 
Il giorno dopo l’annuncio della Germania di ripristinare il controllo alle frontierel’Austria ha deciso di inviare l’esercito (a supporto della polizia) al confine con l’Ungheria. La misura è stata decisa dopo gli oltre 10 mila arrivi di ieri, ma come ha ribadito il cancelliere Werner Faymann, il diritto di chiedere asiItalialo non viene messo in discussione. E anche la Slovacchia ha deciso di reintrodurre i controlli. Intanto oggi a Bruxelles è prevista una riunione dei ministri degli Interni dell’Ue per approvare le nuove proposte della Commissione europea sull’immigrazione che non prevedono le discusse quote obbligatorie per i Paesi.  

Italia  -  Meteo 2
Nubifragi nel Piacentino: un morto e due dispersi
Esonda lo Scrivia, danni in Liguria. In Emilia ponti chiusi e auto travolte

ITALIA  -  Beppe Grillo
Grillo condannato a un anno per diffamazione / Lui risponde: io 
come Pertini e Mandela
Beppe Grillo è stato condannato dal tribunale di Ascoli Piceno a un anno di reclusione (pena sospesa) per diffamazione aggravata nei confronti del professor Franco Battaglia, docente del Dipartimento di Ingegneria «Enzo Ferrari» dell’Università di Modena e Reggio Emilia. I fatti risalgono all’11 maggio del 2011, durante un comizio elettorale tenuto da Grillo a San Benedetto del Tronto, dove era giunto per un incontro pubblico in vista della referendum sul nucleare.  
Grillo sul suo blog ha commentato così: «Oggi è stata emessa la sentenza dal tribunale professor Franco Battaglia, docente di Chimica ambientale del Dipartimento di Ingegneria Enzo Ferrari dell’Università di Modena e Reggio affermava delle coglionate in merito al nucleare». «Il pm - pdi Ascoli Piceno contro di me per diffamazione, per aver detto in un comizio che il recisa il leader M5S - aveva chiesto una multa di 6.000 euro. Il giudice mi ha invece tolto la condizionale condannandomi a un anno di prigione e a 50.000 euro di risarcimento». «Se Pertini e Mandela - afferma - sono finiti in prigione potrò andarci anch’io per una causa che sento giusta e che è stata appoggiata dalla stragrande maggioranza degli italiani al referendum». «Io sono fiero - conclude - di aver contribuito a evitare la costruzione di nuove centrali nucleari in Italia. È un’eredità che lascio ai nostri figli che potranno evitare incidenti come Chernobyl e Fukushima». 

Lucianone

Spettacoli - Cinema / Festival di Venezia 2015

13 settembre '15 - domenica               13th September / Sunday 

VENEZIA  72
3 settembre
(da 'la Repubblica')
L' "Everest" kolossal: è delusione al Lido / Cast stellare e budget
da 65 milioni di dollari, ma non convince il film sul tetto del mondo
La Mostra in salita
"Everest", film fuori concorso:
gelo finale per la montagna di Kormàkur
Inutilmente lungo, Everest è un film molto bruttoche costringe lo spettatore  con gli
occhiali 3D sul naso ad aspettare per due ore e rotti che muoiano tutti quelli che fin
dall'inizio si sa che moriranno. Perchè è la vera storia della rovinosa spedizione del
maggio 1996 magistralmente raccontata da Jon Krakauer in uno dei più bei libri 
mai scritti sulla passione per la montagna, Aria sottile. 
E il regista, l'islandese Baltasar Kormàkur, fa in modo si capisca dalla prima inquadratura
a chi toccherà. Bisogna dunque solo aspettare tra conati di vomito, sputi di sangue, pzzi di
mani che cadono congelate, tormente apocalittiche e abissali crepacci in cui precipitare.
L'insensatezza della quantità di persone comuni - il postino, l'impiegato, la ragazza qua-
lunque - che spendono cifre folli per farsi accompagnare in un'odissea di sofferenze atroci
pur di toccare qualche secondo la cima del monte non trova qui nessuna spiegazione.
Nè poetica, nè esistenziale, nè razionale.  Il cast spaziale non basta. Incomprensibile la
scelta di farne il film di apertura del Festival.  Gelo in sala, mai come questa volta è il
caso di dire.

7 settembre
In concorso / "Rabin, the last day" (sull'attentato del 4 novembre 1995)
"Rabin, the last day" dell'israeliano Amos Gitai è una grandissima lezione di cinema
e storia contemporanea, e insieme un'impressionante descrizione delle dinamiche poli-
tiche del tempo presente e dei pericoli, niente affatto imprevedibili, che il mondo tutto
attorno a noi coltiva. Quel che è accaduto in Israele 20 anni fa sta accadendo adesso:
lì erano la destra ultraortodossa e un gruppo di rabbini che - documenta il film - esor-
tavano a liberarsi del "traditore", oggi sono i fondamentalisti islamici e la propaganda
dell'Is nel mondo, le piccole destre che fomentano odio in ogni paese. Con la differenza
che negli anni 90 la globalizzazione non aveva ancora reso il proselitismo un fenomeno
su scala mondiale.  -  Nel suo film, centrato sul lavoro della commissione d'inckiesta del
primo ministro Isaac Rabin /4 novembre 1995), Gitai mostra ancora una volta come or-
mai il confine fra cinema di finzione e documentario sia svanito.

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Lettere - Il coraggio di Papa Francesco / Il lavoro per un giovane

13 settembre '15 - domenica             13th September / Sunday              visione post - 13

(da la Repubblica - 10 /09 /'15  -  LettereCommenti&Idee / Corrado Augias)
Un Papa fuori dalle righe
Gentile Augias, c'è un Papa che non sta al posto suo. "Sai che novità!", dirà qualcuno. 
Ma stavolta il posto che il Papa occupa non è davvero il suo. Richiama sì - come i pre-
decessori - i cardini del messaggio della Chiesa nei secoli  (pace, carità, misericordia) 
però li reitera, non molla la presa, insomma non fa "passar la festa e gabbar lo santo".
Il santo in questione è un Francesco del III millennio, giusto, povero - e "sociale".  
Accade che, mentre la destra piange, la sinistra non ride, perchè nel mirino sul terreno
che le è proprio: famiglia, lavoro, povertà, immigrazione, perfino salari, perchè è lì che
punta il Francesco papa - come il santo di secoli fa. Come andrà a finire? Pare iniziata
una gara  inedita nella nostra storia a chi oggi si proponga come interprete "del rinno-
vamento civile degli italiani" nonchè "del primato morale e civile degli italiani". Questi
due noti corsivi diventati compiti ardui per Savoia e Dc, proibiti per Mussolini, negati
alla sinistra e giunti ora sui banchi  di un premier di sinistra centrista e di un Papa di
centro sinistrorso: una strana coppia. 
                                                                                                        Giovanni Moschini

Risposta di C. Augias
Il PAPA romano ha ereditato due spaventose questioni. La prima è il vertice della sua
Chiesa negli ultimi anni incupito e fiacco di fronte a se stesso e al mondo. La seconda è
una teologia ormai inadatta  ad affrontare i problemi  delle persone comuni: affettivi,
sessuali, di comportamento, di preghiera. Poco prima di morire in un prezioso libretto
di conversazione, il cardinale Martini aveva sintetizzato la situazione in una frase du-
rissima: "La Chiesa è rimasta indietro di 200 anni".   Nell'ultima intervista aveva ag-
giunto: "La nostra cultura è invecchiata, le nostre Chiese sono grandi, le nostre case
religiose sono vuote e l'apparato burocratico della Chiesa lievita, i nostri riti e i nostri
abiti sono pomposi. (...) Il benessere pesa". Ci fu anche allora chi tentò di "interpreta-
re"  l'atto d'accusa, dicendo per esempio che la "distanza" sì c'era ma era la distanza
di Gesù Cristo e del Vangelo, quindi della Chiesa, rispetto a qualsiasi tempo, da quello
in cui visse Gesù fino al nostro.
... La mia impressione, da estraneo e da uomo della strada, è che Francesco abbia fatto
proprio il messaggio di Martini che del resto era.  come lui un gesuita. Leggo per esempio
queste parole di Martini alla vigilia della sua morte: "Dove sono le persone piene di ge-
nerosità come il buon samaritano? Che hanno fede come il centurione romano? Che
sono entusiaste come Giovanni Battista? Che osano il nuovo come Paolo? Che sono
fedeli come Maria di Magdala? Io consiglio al Papa e ai vescovi di cercare dodici perso-
ne fuori dalle righe per i posti direzionali. Uomini che siano vicini ai più poveri e che
 nel desertosiano,  circondati da giovani e che sperimentino cose nuove". Mi sembra di scorgervi il programma che Francesco cerca d'attuare.

Il mio lavoro estivo: la paga è un miraggio
Sono da poco maggiorenne e quest'estate, al termine delle lezioni, mi sono messo
alla ricerca di un lavoro per mettere da parte un pò di soldi.  Ho trovato la porta 
aperta di un call center. Mi sono impegnato molto, tanto da portare il lavoro a ca-
sa per rendere di più. Ci ho dedicato molto tempo, tanto da ricevere elogi dai diri-
genti. Le promesse fatte e i ringraziamenti però, nel giorno dei pagamenti crollano.
Delle ore lavorate, della puntualità e dell'impegno non hanno tenuto conto. Il fisso
mensile promesso era come un'oasi nel deserto, l'hanno fatto sparire come un truc-
co di magia. Vorrei esprimere il mio dispiacere e soprattutto la mia rabbia.  Come
me chissà quanti vengono sfruttati ogni giorno.
                                                                                       Amleto De Vito

Commento personale
Di Papa Francesco avrò modo di parlare in futuro, sviluppando a fondo tanti punti
della sua grande, immensa  umanità. 
Di questi giovani disoccupati, che oggi sono tantissimi e troppi, voglio e devo parlarne
subito, prendendo spunto proprio dalla lettera di Amleto (su 'la Repubblica'). Di giovani
trattati male, ma prima ancora sfruttati (come dice lui) ce ne sono a valanga da nord a
sud d'Italia, sia precari appena diplomati sia laureati.  La cosa che poi fa specie, o fa
(come si preferisce) senso, è che in tv si dia spazio a camorristi e mafiosi come i Lamo-
nica piuttosto che pensare di andare a fare trasmissioni mirate su come risolvere que-
sta piaga disoccupazionale insieme a quella della precarietà, facendo intervenire i gio-
vani diretti interessati. E magari pensare di trovare soluzioni che scuotano l'apatica
indifferenza di questo governo che pensa solo di stabilizzare i giovani già stabili. Ma
gli altri?  E magari allora facciamo come in Germania: sempre più istituti superiori
che diano possibilità  nelle ultime classi (quarte e quinte)  di fare gli "Stage" nelle
aziende di competenza, che assumano a contratti di tipo indeterminato. Questo può
essere un senso pratico di dare sicurezza di lavoro almeno ai più giovani, per esempio,
e non sarebbe poco, o no?
Luciano Finesso 

Lucianone