mercoledì 3 luglio 2013

Ultime notizie - Dal Cairo (Egitto) / Latest news

3 luglio '13 - mercoledì         3rd July / Wednesday                   visioni post - 12       

EGITTO / Il Cairo
"Morsi agli arresti domiciliari"

Morsi destituito: «Nuove elezioni»

Egitto nelle mani dei militari: per il presidente Morsi (destituito dalle 19) e gli altri leader dei Fratelli Musulmani divieto di espatrio. Il presidente portato in luogo sconosciuto. Sospesa Costituzione e annunciate nuove elezioni. Contatti tra Pentagono Usa e leader militari: «Auspichiamo soluzione politica».Consigliere del presidente: «È golpe». Esercito sui ponti sul Nilo. Scontri al Cairo, 23 morti. Carri armati intorno alla sede della tv di Stato e militari nelle redazioni.


Nei giorni precedenti

2 luglio '13
Morsi respinge ultimatum e parla con Obama


Il presidente egiziano ha respinto l'ultimatum di 48 ore lanciato dalle Forze armate dicendo che le affermazioni dell'esercito non sono state da lui prese in considerazione e che alcune frasi «potrebbero creare confusione».
Il presidente egiziano respinge l'ultimatum di 48 ore lanciato dall'esercito, che ieri ha dato due giorni di tempo a Mohammed Morsi e ai suoi oppositori per raggiungere un accordo dicendo che altrimenti interverrà per promuovere una roadmap politica. 

In una nota diffusa dopo la mezzanotte dall'ufficio di Morsi, la presidenza afferma che avere uno «Stato moderno democratico» è stato uno dei principali traguardi della rivoluzione anti Mubarak e che «con tutte le sue forze l' Egitto non permetterà che si torni indietro». 

La presidenza fa sapere che Morsi sta ancora rivedendo la dichiarazione dei militari ma aggiunge che alcune parti «potrebbero provocare confusione nella complicata scena nazionale». Nella dichiarazione di ieri l'esercito aveva sottolineato di avere una responsabilità nel trovare una soluzione perché la sicurezza nazionale dell' Egitto è in «grave pericolo». Poco dopo avere lanciato l'ultimatum, le forze armate hanno rilasciato una nuova dichiarazione tramite la propria pagina Facebook, smentendo le voci secondo le quali si intendeva compiere un colpo di Stato. «L'ideologia e la cultura delle forze armate egiziane non permette il colpo di Stato militare», si legge nella precisazione. 

Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha telefonato al suo omologo egiziano Mohamed Morsi per esprimere la «preoccupazione» statunitense per la situazione politica in Egitto: lo hanno riferito fonti ufficiali della Casa Bianca. Obama ha telefonato a Morsi dalla Tanzania, dove si trova in visita ed ha confermato al capo dello Stato egiziano che Washington resta impegnata per «il processo democratico in Egitto e non sostiene alcun partito o gruppo».

1 luglio 2013
morsi egitto

Egitto, ultimatum esercito a Morsi
«
Entro 48 ore risposte al popolo»

L'esercito egiziano ha dato 48 ore di tempo alle forze politiche per risolvere la crisi, trascorse le quali sarà l'esercito a proporre una sua road map per «rispondere alle domande del popolo»: è quanto si apprende da un comunicato delle Forze armate letto alla televisione di Stato.

Le richieste del popolo egiziano «devono essere soddisfatte». Lo ha sottolineato il comando generale delle forze armate del Paese africano, in un discorso televisivo rivolto alla popolazione. L'esercito ha inoltre concesso 48 ore alle forze politiche egiziane per risolvere la crisi.

Si sono dimessi quattro ministri del governo egiziano mentre i Fratelli Musulmani annunciano una risposta alle violenze degli ultimi giorni. I ministri sono quelli del Turismo, Ambiente, Comunicazione, Affari Legali e Risorse idriche: secondo quanto riferito da una fonte ufficiale, i titolari di questi dicasteri hanno annunciato le loro dimissioni con una lettera congiunta inviata al premier Hisham Qandil.

Sono i cinque tecnocrati del governo e secondo i media locali hanno preso la decisione perchè hanno sposato la causa del manifestanti. Il ministro del Turismo Hisham Zazou aveva già lasciato l'incarico a giugno e al suo posto Morsi aveva nominato Adel al-Khayat, un membro del partito islamista Gamaa Islamiyaa, coinvolto nel massacro di 50 turisti nel 1997 a Luor.

Zazou era però tornato al suo posto dopo le dimissioni di Khayat. Gli altri quattro ministri dimissionari sono Atef Helmi (Comunicazione e informazione e tecnologie) Hatem Bagato (Affari legali e parlamentari) Khaled Abdel-Aal (Ambiente) e Abdelqaui Jalifa (Risorse idriche. Inoltre, l'agenzia ufficiale Mena ha riferito che hano rassegnato le dimissioni anche cinque senatori della «Shura» o Camera alta del Parlamento Intanto i Fratelli musulmani hanno avvertito che «non saranno tollerati attacci alle istituzioni, e hanno preannunciato per oggi stesso azioni contro le violenze che nelle ultime ore hanno causato 16 morti, tra cui otto (e decine di feriti) in un assalto alla sede centrale del partito Libertà e Giustizia, braccio politico del movimento religioso.


Le notizie sugli avvenimenti  politici egiziani
verraqno aggiornate nelle prossime ore.

Lucianone 

domenica 30 giugno 2013

Appuntamenti - L'estate nella bergamasca

30 giugno '13 - domenica           30th June / Sunday                  visioni post - 11


MUSICA
Arcene 2013  /  Parco delle Bandiere
Rock in'Park
28 giugno, venerdì  -  dalle ore 20.00
Ras Melody & Irie Roof Band  (Reggae original songs)
The Orobians  (Ska Rocksteady - Reggae original songs)
29 giugno, sabato  -  dalle ore 20.00
One Size Fits All  (Rock original songs)
Monkey Age  (Alternative Rock original songs)
Bulldog Bast-hard rock  (Hard Rock covers)
30 giugno, domenica  -  dalle ore 15.00
SBRANDON  KWOCKERS  (Rock original songs)
GISPSY BRIDE  (Indie Rock original songs)
FUZZ UFF  (Indie Grunge Rock original songs)
30 giugno, domenica  -  dalle ore 20.00
OTTOCENTO  (Tributo De Andrè)

MUSICA - SPETTACOLO - TEATRO
Osio Sotto  /  2° Arca Fest  - Arca della Solidarietà 2013
5 luglio, venerdì  - 
"Parigi val bene una vasca" / Spettacolo teatrale - Ass. 'Nonsoloteatro'
6 luglio, sabato
"The Presence Band"  /  LiveRock cover anni '70 - Led Zeppelin, Deep Purple 
7 luglio, domenica
"Mariarosa Sartirani" / Balloliscio - Animazione - Ballidigruppo e Latino
12 luglio, venerdì
"34^ Street Band"  /  L'orma del rock! Live Cover Rock / Blues
13 luglio, sabato
"Orobic Dance"  /  Esibizione di ballo scuola - 'Orobic Dance' Sorisole
14 luglio, domenica
"Shenandoah"  /  Concerto/Spettacolo di musica Gospel
TUTTE LE SERE:  DJ 'Rich Monroe' / Gongiafili / Tombolate
Il ricavato della festa sarà devoluto in beneficenza  per il progetto 'ARCASALE'

Lucianone

Ultime notizie - dall'Italia e dal Mondo / Latest news

30 giugno '13 - domenica          30th June / Sunday                         visioni post - 10

 contro il presidente Mohammad Morsi (con almeno quattro morti e oltre 250 feriti), in serata è stata incendiata al Cairo la sede dei Fratelli Musulmani, il partito del presidente, da centinaia di persone che hanno lanciando bombe molotov. La principale forza di opposizione, il Fronte di salvezza nazionale, ha esortato i circa 2 milioni (secondo la stampa) scese in piazza al Cairo e nelle altre città, a manifestare «pacificamente a oltranza» fino a quando Morsi non avrà ceduto e si sarà dimesso. Secondo una fonte dell'esercito, citata dall'emittente al-Arabiya, quelle di domenica sono state le più grandi manifestazioni della storia dell'Egitto e hanno coinvolto «alcuni milioni» di persone.

VITTIME - Un morto a Beni Suef, dove sono state incendiate due sedi dei Fratelli musulmani; tre attivisti anti Morsi uccisi da colpi di arma da fuoco ad Assiut, quando appartenenti alla Fratellanza hanno sparato contro una manifestazione che passava davanti alla sede del partito.

PIAZZA TAHRIR - Una folla oceanica si era radunata in piazza Tahrir al Cairo per la grande ma davanti a una grande moschea nella parte orientale della capitale egiziana. La manifestazione di domenica,

IN PIAZZA - Proteste anti-Morsi si sono verficate anche ad Alessandria, nelle città del delta del Nilo (Menuf, Mahalla), in quelle sul Canale di Suez, a Port Said, e anche nella città natale di Morsi, Zagazig. La polizia e i soldati sono stati schierati vicino ai principali edifici e il ministero della Sanità ha preannunciato che gli ospedali sono in allerta. Fonti della sicurezza hanno reso noto inoltre che in tutto il Paese sono state fermate 413 persone armate che volevano infiltrarsi nelle manifestazioni. Al grido di «Morsi, vattene», in vari punti del Cairo sono partite le marce dirette a piazza Tahrir e al palazzo presidenziale. Nella capitale intanto è salito a 46 il numero delle persone armate arrestate. Terminata la giornata lavorativa e affievolita la calura, è andato via via aumentando il numero di egiziani nelle strade di tutto il Paese. Intanto Morsi si mostra per nulla intimidito: «Ci possono essere dimostrazioni ma non si può mettere in discussione la legittimità costituzionale di un presidente eletto», ha detto il presidente egiziano in una lunga intervista al quotidiano britannico The Guardian, una delle rare concesse a un media straniero.
In migliaia in piazza per le dimissioni di Morsi

EGITTO

L'Egitto in piazza contro Morsi / migliaia nelle strade

L'Egitto si infiamma ancora, folla oceanica
contro il presidente Morsi. Lui: «Non vado via»

Piazza Tahrir cuore della manifestazione per chiedere le dimissioni del presidente egiziano. Nel Paese scontri da giorni

IL PRESIDENTE ACCUSA L'ANCIEN REGIME - «Se cambiassimo qualcuno eletto secondo la legittimità costituzionale, ci sarà qualcuno che si opporrà anche al nuovo presidente e una settimana o un mese dopo chiederanno anche a lui di dimettersi», ha detto il primo presidente dei Fratelli musulmani al Guardian. «Non c'è spazio di discussione su questo punto. Ci possono essere manifestazioni e le persone possono esprime la loro opinione ma il punto cruciale è l'applicazione della Costituzione», ha insistito. Morsi ha quindi accusato «i resti dell'ancien regime» per le violenze dei giorni scorsi, che hanno preso di mira sedi della Fratellanza. «Hanno i mezzi, che hanno ottenuto con la corruzione e li usano per pagare teppisti e così scoppia la violenza». «È stato un anno difficile, molto difficile e penso che gli anni a venire lo saranno ancora, ma spero di fare sempre il mio meglio per soddisfare i bisogni del popolo egiziano», ha concluso Morsi.
Cartellino rosso a piazza Tahrir Cartellino rosso a piazza Tahrir    Cartellino rosso a piazza Tahrir    Cartellino rosso a piazza Tahrir    Cartellino rosso a piazza Tahrir    Cartellino rosso a piazza Tahrir
22 MILIONI DI FIRME - Gli organizzatori di Tamarod hanno annunciato di aver raccolto 22 milioni di firme per la destituzione di Morsi, otto milioni in più dei voti ottenuti dal presidente al voto dello scorso anno. «Sentiamo di aver raggiunto un'impasse, con il Paese che sta crollando. Questo non perché il presidente appartenga alla Fratellanza Musulmana, o perché sia una sola fazione a governare, quanto perché il regime è stato un completo fallimento», ha sintetizzato Mohammed el Baradei, uno dei leader dell'opposizione, in un messaggio video diffuso nella notte. «La gente ha votato per Morsi, ma ora dice di voler tornare alle urne», ha aggiunto l'ex capo dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (Aiea), esortando gli egiziani a scendere in strada per protestare.

ITALIA /  Toscana
Trema ancora la Toscana. scossa di 4,4 gradi tra Lucca e Massa.
Paura nelle spiagge in Versilia.
AVVERTITA distintamente anche a Firenze
Il terremoto è stato avvertito distintamente anche a Firenze. I vigili del fuoco di Massa Carrara stanno intervenendo ad Ugliancaldo, frazione del Comune di Casola in Lunigiana, dove si segnalano crolli. Da quanto si è appreso si tratterebbe di camini e tetti di case. Crollati alcuni cornicioni anche nel centro di Carrara. Non si segnalano feriti. Sempre a Ugliancaldo si è mossa una frana che sarebbe finita in un canalone senza creare problemi. Un elicottero dei vigili del fuoco si è alzato in volo per controllare il territorio.
 ALLARME
Molte le persone uscite in strada, altre hanno lasciato le spiagge di Marina di Carrara e in Versilia, anche se il sindaco di Forte dei Marmi, Umberto Buratti, ha assicurato che «non ci sono state scene di panico né fughe dalla spiaggia». Pochi minuti dopo sono avvenute altre due scosse di 2,7 gradi alle 16,44 e di 2,8 gradi alle 17,08. In serata una forte scossa di 3,6 alle 20,18. «Stavo facendo la doccia, ho sentito dei boati e ha tremato tutto. È stata una scossa molto forte», ha detto il sindaco di Casola in Lunigiana, Riccardo Ballerini. «Ora ci tocca ripartire da zero, non si vive più. La gente è terrorizzata. Non ci voleva». La testimonianza di Domenico Davini, sindaco di Minucciano: «Quando è arrivata la scossa stavamo verificando quanti edifici sono ancora da ispezionare. Poi la terra ha tremato e tutto è passato in secondo piano».
ALTRE SCOSSE - Prosegue quindi lo sciame sismico in Toscana in Lunigiana e in Garfagnana dopo la scossa di 5,2 gradi della scala Richter che ha investito la zona di Fivizzano lo scorso 21 giugno. Nella stessa zona si erano verificate poche ore prima altre scosse di intensità minore: 2,2 gradi alle 11,31, la più forte di 3,4 gradi a 4,5 km di profondità registrata sabato alle 13,07. Rispetto alla scossa principale del 21 giugno, l'epicentro di quella di domenica si è leggermente spostato in direzione Est-Nord-Est, spiegano all'Ingv (Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia).
VERIFICA DANNI - Intanto continua il lavoro di verifica e presidio delle squadre di tecnici e volontari nelle zone del sisma del 21 giugno. Sono al momento 1.328 i volontari impegnati sul territorio; 28 le squadre di rilevatori composte da tecnici del Genio civile regionale e dai vigili del fuoco: undici in Garfagnana (in provincia di Lucca) e 17 in Lunigiana (in provincia di Massa Carrara). Gli interventi richiesti per verificare l'agibilità degli edifici lesionati sono 1.780 in Lunigiana e 781 in Garfagnana. Quelli già effettuati sono circa 841 in provincia di Massa Carrara e 667 in provincia di Lucca. I danni rilevati sono 342 in Lunigiana e 91 in Garfagnana. Gli sfollati ancora presenti nei campi allestiti dalla Protezione civile sono 400 circa in Lunigiana e 238 in Garfagnana.

Lucianone

Storie - Norvegia: elogio della lentezza

30 giugno '13 - domenica       30th June / Sunday                          visioni post - 8

Elogio della lentezza nel Paese che vive
sepolto dal ghiaccio. 
Lo racconta lo scrittore
norvegese Johan Harstad
"In Norvegia il successo è legato al clima: l'inverno è lunghissimo e noi
siamo abituati all'attesa. Ecco perchè viviamo con calma. Interviste tv
di 30 ore, show e streaming infiniti sui salmoni che risalgono i fiumi:
qui spopolano i programmi noiosi".

(da la Repubblica / R2LA STORIA - 24/06/2013 - Johan Harstad)
"Ai Norvegesi piace la tv noiosa",  "nella ricca Norvegia la gente può permettersi
di rallentare", e così via. In questi giorni , il Walla Street Journal ha pubblicato
un interessante articolo sulla lentezza in Norvegia, dove spopolano programmi tv
che sono apparentemente molto noiosi. Per esempio, si pensa a uno streaming di
18 ore sui salmoni che risalgono la corrente del fiume. O basti pensare a una lun-
ghissima intervista di ben trenta ore  (no stop)  allo storico norvegese Hans Olav 
Lahlum, di recente apparsa sul sito del tabloid Vg. - Tutto nasce, dice il Wsj, da
uno show del 2009, quando la tv nazionale norvegese Nrk mostrò l'intero viaggio
del treno Oslo-Bergen attraverso le immagini di una telecamera  posta su un va-
gone.
Tutto questo è vero, ma fino a un certo punto. Spesso, molti spettatori di questi
programmi così lenti si sintonizzano per pochi minuti o solo per un'ora, giusto
per capire di che cosa si tratta, piuttosto che guardare l'intero show. Inoltre, bi-
sogna fare alcune distinzioni importanti tra questi stessi programmi così "lenti".
Prendiamo lo show tv di 134ore  sulla traversata del traghetto Hurtigruten, che
da Bergen naviga verso nord lungo la costa per circa 2400 chilometri e arriva a
Kirkenes (vicino al confine russo).  Questa trasmissione è stata un'opportunità
meravigliosa per molti norvegesi  che non possono  permettersi un viaggio così 
costoso per esplorare tutti i lati nascosti del loro Paese. Si tratta di una televi-
sione assolutamente democratica. E lo stesso si può dire del citato programma
sul viaggio in treno Oslo-Bergen.
Anche il mio prossimo spettacolo teatrale, che esordirà all'Oslo National Theatre
tra cieca tre mesi, dura nove ore (anche se è poi stato ridotto a 5). Tuttavia, il fa-
scino per un reality di 18 ore sui salmoni, sul fare la maglia o sul fuoco dei cami-
netti è davvero difficile da comprendere. Qualcuno la considera arte, alla stregua
di Empire di Andy Warhol, quel film di 8 ore che non mostra altro che l'Empire
State Building  di  New York, sempre dalla stessa angolazione, dal tramonto al-
l'alba. Qualcun altro dice che è figlio di una sorta di filosofia Zen, che incita al
silenzio e alla intima riflessione in ognuno di noi.    Altre volte penso che siano 
scherzi degli autori tv, che sfidano sempre più la pazienza dei loro telespettatori.
Tuttavia questi programmi così lenti sono sempre meglio dell'ennesima serie tv
criminale o altri orrendi reality dell'America, come il Grande Fratello, per non
parlare dei talent show con talenti giovani ma noiosi  o  dei dibattiti politici di
trenta frenetici minuti

















CONTINUA... to be continued...

sabato 29 giugno 2013

Appuntamenti - Musica, e non solo, tra monti e valli / Trentino e Verbania

29 giugno '13 - sabato           29th June / Saturday                 visioni post - 8

Montagna contemporanea
In Trentino quelli che erano i luoghi della tradizione
rendono protagonista il tempo presente / La musica
con Nina Zilli e Fabrizio Bosso che offrono  la loro
rilettura di Amy Winehouse; il mix acustico/elettro-
nico dei Baustelle / Ma anche le sculture di tanti artisti
di oggi da scoprire passeggiando fra prati e foreste.

30 giugno  -  ore 14
Rifugio Stavèl Francesco Denza - Val di Sole, Presanella
L'alpinista SIMONE MORO, noto per le avventure
himalayane, sarà al ciclo di conversazioni "Uomini, cime e racconti"
17 luglio  -  ore 14
Val San Nicolò - Jonta
ELINA DUNI QUARTET  
Elina Duni presenta l'album Matane malit (Oltre la montagna), un mix 
tra la tradizione della propria terra, l'Albania, e l'espressività del jazz
europeo.
23 e 24 luglio  -  ore 11 e 15
Baita Premessaria, Val di Fiemme - Paneveggio
ISABELLE FAUST
Quattro concerti per la musicista tedesca che esegue le tre Sonate e le
tre Partite scritte da Bach per violino solo.
3 agosto  -  ore 6
Rifugio Vajolet, Val di Fassa
VINICIO CAPOSSELA
Con il greco Psarantonis, il cantautore è protagonista del progetto
"L'alba delle Dolomiti": Canzoni per rocce, vento e terra.
20 agosto  -  ore 14
Forte Zaccarana, Val di Sole - Cevedale
MONI OVADA
Il programma "Dolomiti di pace" è arricchito dal concerto-spettacolo
di musica e cultura ebraica di Moni Ovada.
23 agosto  -  ore 14
Val Canali, Villa Welsperg - Primiero Pale di San Martino 
BAUSTELLE
Il gruppo propone " Minimal Fantasma", una performance che 
accosta elettronica  e strumenti acustici.

Lucianone

giovedì 27 giugno 2013

Sport - calcio / Confederations Cup: Brasile - Uruguay 2 - 1 / Nell'attesa di Italia vs Spagna, stasera

27 giugno '13 - giovedì      27th June / Thursday                               visione post - 6

L'Italia di Prandelli si gioca la semifinale 
con la Spagna e il Brasile aspetta di
vedere la vincente.
Ma intanto la difesa azzurra è in crisi e il
tecnico bresciano cerca di sistemarla.
Otto gol subiti in tre partite e scatta l'allarme. Crolla il secolare
caposaldo della scuola calcistica italiana.
Buffon, il portiere:  "Nostre le gare più divertenti, dal '78 non
c'era una nazionale così bella. Ma la difesa si deve fare in 11"
Bonucci, difensore centrale:  Può darsi che d'ora in poi dovremo
abituarci ai 4-3, anzichè agli 1-0.   La mentalità del nostro calcio
sta cambiando"
IL RIGORE CON IL MESSICO
Barzagli è il primo ad avere un'incertezza. Contro il Messico perde palla
e commette fallo su Dos Santos: rigore poi trasformato da Hernandez.
NE PRENDIAMO TRE DAL  GIAPPONE
Il giappone fa tremare gli azzurri. Doppio vantaggio con un rigore di
Honda e Kagawa, poi il 3-3 di Okazaki e ancora una traversa di Ka-
gawa nel finale.
IL BRASILE E' IL BRASILE (alla fine la difesa si scioglie)
Il Brasile mette a dura prova la difesa di Prandelli. Al vantaggio di
Dante segue il raddoppio di Fred, la splendida punizione di Neymar
e ancora una rete eccellente di Fred.

Lucianone

L'opinione del giovedì - Le fasi cicliche della storia / ma si ripetono sempre?

27 giugno '13 - giovedì          27th June / Thursday

L'opinione
(di Lucianone)
Le fasi cicliche non sono più possibili?
Sembra proprio di no. 
Ma spero di sbagliarmi.
Continua...
to be continued...

Società / calcio - Il mitico Brasile è un pò perso

27 giugno '13 - giovedì             27th June / Thursday                     visioni post - 8

In Brasile il calcio è in ostaggio: persi
coriandoli e sacralità. Ma il benessere
ha un prezzo.

(da La Gazzetta dello Sport - 22/06/2013
rubrica 'IlCommento' - Alessandro De Calò)
Il futebol arte,
paradiso perduto nel nuovo Brasile

La parola Brasile è così evocativa, lo stereotipo è talmente radicato in migliaia di
teste che, quando si parla di calcio, tanti continuano a credere che  la Selecao sia 
la nazionale più forte del mondo. L'effetto è simile a quello della luce emessa dal-
le stelle che hanno cessato  di esistere: dovendo percorrere migliaia di chilometri,
la luce ci mette una vita ad arrivare ai nostri occhi e quando arriva finisce che la
vediamo  anche se la stella non c'è più. Svaporata. Nel ranking Fifa - nonostante
Neymar - i nipotini di Pelè sono rotolati dalla vetta, giù, fino al ventiduesimo po- 
sto...  Stanno là, sotto al Ghana e sopra al Mali. Un livello africano, ormai mar- 
ginale.
ASCESA DELLA SPAGNA
Per quante sciocchezze possa contenere - come ogni verdetto statistico - la classi-
fica  della  Federcalcio mondiale racconta una aprte di verità.  E una cosa resta
evidente: c'è stato un cambio di testimone. Inizialmente timido, poi sempre più
solido.   La Spagna  di questi anni è diventata  quello che il Brasile ha saputo
essere nella seconda metà del secolo scorso.   Non solo la squadra più forte, in
grado  di battere  tutti sempre  e  comunque - in modo inesorabile - ma anche
quella che riempie gli occhi e il cuore, con il suo gioco coraggioso, totale, of-
fensivo.        Il calcio risollevato a livello di arte è una cosa rara, un modello
da inseguire, perchè è capace  di tenere assieme  la bellezza dello spettacolo
con la necessità della vittoria.
Grazie alla spinta propulsiva del Barcellona, la Spagna è entrata nel circolo
virtuoso che esalta  le qualità individuali  di una generazione straordinaria
con i perfetti meccanismi collettivi collaudati a livello di club e felicemente
traslocati nella Seleccion.
DECLINO DEL BRASILE 
Probabilmente il vecchio Zico aveva ragione a sostenere che la sconfitta del
suo Brasile contro l'Italia , nel Mondiale 1982, ha cambiato qualcosa nella
storia del calcio segnando il capolinea di un modello di gioco della Selecao,
una nuova fine dell'innocenza dopo il terribile Maracanazo del 1950. Da al-
lora  -  tolta la felice parentesi con Zagallo di fine anni Novanta  -  la Cana-
rinha non si è più ripresa. Ha vinto due Mondiali, nel 1994 e nel 2002, è ve-
ro, ma li ha vinti  un pò  per caso, senza dominare, senza essere la  squadra
favorita. Niente di epocale. 
L'europeizzazione del gioco brasiliano , la normalizzazione imposta dalla
prevalenza della forza fisica e della tattica sulla qualità tecnica, ha avuto
tra le sue conseguenze una minore produzione di talenti.  Per ragioni di-
verse, sotto lo stesso comune denominatore, l'Europa  ha  consumato  in 
fretta il genio dei Ronaldo, Kakà, Ronaldinho, Adriano, Pato.   E para-
dossalmente, nonostante il boom economico abbia permesso di riportare
in Brasile  alcuni campioni emigrati in Europa, il nuovo benessere nonù
ha tolto i tifosi dal disincanto. Nel Brasilerao si gioca un calcio tignoso,
poco spettacolare e gli stadi restano vuoti (13 mila presenze a partita).
La Selecao è stata riaffidata al vecchio Scolari, buon gestore di uomini
ma interprete di un calcio prudente, solido, vetero europeo e poco crea-
tivo.
Nel 1950 la sconfitta  con l'Uruguay  si era trasformata  in un dramma
per il Brasile, inteso come paese. Adesso i ruoli sono ribaltati. Anzichè
farsi usare dal futebol - per disperarsi o festeggiare - la gente gioca d'an- 
ticipo e usa il calcio per protestare davanti al mondo. Sembra un paradi-
so perduto, è il prezzo del benessere che, faticosamente, avanza.

Lucianone

Libri - "Città aperta" di Teju Cole / romanzo atipico

27 giugno '13 - giovedì              27th June / Thursday                         visioni post - 10

Un romanzo atipico per raccontare, camminando,
pensieri e incontri tra due mondi: l'esordio del
nigeriano-americano Teju Cole

(da 'D laRepubblica' - 25 maggio 2013 / now libri - di Franco Marcoaldi)
Bisogna smettere di camminare a capo chino.  Bisogna guardare in faccia il mondo,
con occhi vigili e ricettivi, e allora sì che la nostra traversata esistenziale saprà co-
gliere tutta la meraviglia e tutto lo strazio che ci circonda. Questo è l'assunto che
il nigeriano-americano Teju Cole fa proprio, accompagnandoci  nella sua lunga
peregrinazione per le strade di New York.
"Città aperta" è il suo primo, atipico romanzo, che ha fatto molto rumore negli Usa, aggiudicandosi tra gli altri il premio PEN/Hemingway e il New York City Book Award
for Fiction.  Dico romanzo atipico, perchè non siamo in presenza di un intreccio fanta-
stico  e  canonico, con inizio, svolgimento e conclusione, ma di fronte al rapsodico reso-
conto della vita quotidiana di un uomo.   Julius, giovane psichiatra  di colore, tedesco-
nigeriano - che racconta tutto quanto gli accade o gli passa per la testa. Julius ci rende
partecipi della sua ininterrotta 'flanerie', dove si succedono i più diversi  incontri, con
luoghi e persone. Incontri che lo inducono a rivisitare il proprio passato e lo spingomo 
verso altri luoghi (memorabili le pagine su Bruxelles,  "una città in attesa, o sotto ve-
tro", dove si reca  in cerca  della nonna materna).
Julius si è appena lasciato con la fidanzata Nadège  e  ora conduce una vita solitaria.
Le sue giornate trascorrono tra l'ospedale  ("tenevo sempre a mente il più antico dei
 principi medici: non fare danni"), le sale da concerto (ascoltando l'adorato Mahler
alla Carnegie Hall nota con disappunto, e per l'ennesima volta, d'essere tra i pochis-
simi spettatori di colore), le visite a un  vecchio  e  amato  professore  ormai prossimo 
alla morte.
Ma soprattutto Julius cammina, cammina (anche per questo tra le sue ascendenze let- 
terarie, s'è fatto non a torto il nome di Sebald). E camminando incontra l'umanità più
varia. Nelle tavole calde, sulle piazze, nei musei, sui treni della metropolitana.
Nel cielo, frattanto, passano gli uccelli migratori. E lui se ne sta a guardare quelle
formazioni di oche e rondoni "come per trarre auspici , sperando di assistere al mi-
racolo dell'immigrazione in natura". D'altronde anche lui è un migrante. E a quel
genere di storie presta particolare attenzione, inanellandole nel tentativo di trovare
un qualche senso alla propria vicenda personale. 
"Viviamo la vita come un continuum, e solo quando trascorre, quando diventa passato,
vediamo che è discontinua". Ma anche il passato più cristallizzato può irrompere nel
presente, sconquassandolo. Come accade all'improvviso grazie al casuale incontro in
un negozio  di Union Square  "con qualcuno  a lungo  dimenticato, una parte di me 
stesso che avevo relegato all'infanzia e all'Africa". Quella di Moji, sorella di un vec-
chio compagno di studi, è una vera apparizione, che imporrà  a  Julius  di esplorare, 
dolorosamente, in se stesso.
(Teju Cole, 'Città aperta', Einaudi, euro 17,50 - traduzione di Gioia Guerzoni,
uscito il 28 maggio 2013)

Lucianone