giovedì 13 giugno 2013

Economia e politica - L'Europa al bivio: non c'è più tempo

13 giugno '13 - giovedì         13th June / Thursday                         visioni post - 5


(da la Repubblica  -  11/06/2013 - Giorgio Ruffolo e Stefano Sylos Labini) 
Un percorso per l'Europa
Il tasso di disoccupazione in Francia  è balzto al 10,8% nel primo trimestre del 2013
raggiungendo il livello più alto dal 1998, mentre i giornali hanno riportato, alcuni con
grande rilievo, altri con scettica sufficienza, le dichiarazioni del presidente Hollande
sulla necessità di riprendere decisamente il cammino verso  l'unità politica europea.
Non è possibile ignorare queste dichiarazioni per l'autorità della persona da cui prio-
vengono e perchè sono pronunciate in nome di un Paese  che si è distinto finora nel
difendere con accanimento competenze e prerogative nazionali.  Tuttavia non è la pri-
ma voltra che il tema dell'unità politica viene appassionatamente evocato in Francia
(vedi Mitterand) senza che ne seguano misure corrispondenti. Anche nel discorso di
Hollande il richiamo all'unità europea non si accompagna ad alcuna misura specifica
rivolta a rafforzarla: la retorica europeistica non è un'esclusiva italiana.
Ricordiamo che le riforme realizzate sul cammino dell'unità sono state accompagnate
non da discorsi appassionati ma da un percorso concreto: ad esempio le modalità di
transizione dalle monete locali all'euro vennero stabilite dal Trattato di Maastricht
del 1992 relativo alla creazione dell'Unione economica e monetaria.   Oggi sarebbe
quanto mai necessario definire un percorso segnato da scadenze temporali in un do-
cumento di impegno politico, così come è avvenuto per la nascita dell'euro.
Un gruppo di Pesi propulsori  come la Francia, l'Italia e la Spagna potrebbe prendere
un'iniziativa in tal senso al fine di fare pressione sulla Germania, che si è sempre op-
posta ad una Banca Centrale sul modello della Federal Reserve, alla creazione di un
debito pubblico sovranazionale e all'emissione degli Eurobond per finanziare un gran-
de piano di sviluppo a livello continentale.
L'Europa si trova infatti di fronte ad un bivio: o diventa realmente uno Stato federale
con  un bilancio, una politica estera, una politica della difesa, una politica  industriale
ed energetica comuni oppure è destinata a disintegrarsi sotto i colpi dei mercati finan-
ziari.
La crisi economica, politica e sociale scoppiata nel 2007/2008 ha reso evidente come
la liberazione dei movimenti dei capitali  avviata negli anni '80 (con la Thatcher e Re-
agan) abbia determinato un completo rovesciamento dei rapporti di forza sia tra capi-
tale e lavoro, sia tra capitalismo e democrazia. Con questa crisi è crollato  anche uno
dei pilastri su cui si reggono l'economia neoclassica e l'ideologia liberista: il principio
secondo il quale i mercati sono razionali e si autoregolano.    Il mantra dell'economia,
l'autoregolazione del mercato, si è dissolto improvvisamente e per molti (ma non per
tutti) inaspettatamente.
Ormai è chiaro che i mercati finanziari sono meccanismi autoreferenziali che amplifi-
cano le fisiologiche fluttuazioni cicliche: essi non tendono all'equilibrio ma generano
instabilità alimentando fenomeni di accumulazione "esplosiva".  Quando c'è cresci-
ta i mercati  gettano  benzina sul fuoco  e  accelerano l'espansione; quando c'è  una
crisi trascinano l'economia verso la depressione  entrando in rotta di collisione con
gli stati, con i lavoratori e con le imprese industriali, specie con quelle piccole e me-
die che dipendono in modo preminente dal finanziamento bancario.
Alle tendenze distruttive dei mercati finanziari si è aggiunta la sciagurata decisione
di riequilibrare i bilanci pubblici che  ha aggravato  la fase recessiva   dei paesi del
Sud Europa. Di conseguenza, il sistema bancario privato ha contratto ulteriormente
l'offerta di credito all'economia reale.  Recessione, misure di risanamento, fughe di
capitali e restrizione del credito  hanno prodotto  una MISCELA ESPLOSIVA  che ha 
esasperato le difficoltà alimentando un circolo vizioso che potrebbe portare alla di-
sintegrazione dell'Unione monetaria.
Il fatto è che non abbiamo più tempo: dobbiamo passare  dai  discorsi retorici  ad
azioni concrete se vogliamo salvare tutto il lavoro che ha portato alla costruzione
della moneta unica europea.

(da la Repubblica - 10 giugno 2013 - Enrico Franceschini incontra Garton Ash /
di Maurizio Bologni)
Lavoro ai giovani oppure l'Europa finisce qui
"La Germania ci ha dato ricette sbagliate, anche i tedesci cominciano a capirlo.
Occorre dare speranza ai giovani spagnoli, italiani, portoghesi e greci di trovare
un lavoro in due anni, altrimenti prevarranno i contrari all'Europa". Lo ha detto
Timothy Garton Ash, editorialista e professore di studi europei a Oxford nell'in
tervista condotta da Enrico Franceschini su "Perchè diventare europei fa paura
ai cittadini europei?". La risposta di Garton Ash: "La costruzione dell'Europa è
stata spinta  da chi ha visto  il brutto film della guerra, ma  le nuove generazioni
non serbano il ricordo di quel brutto film e vedono che le cose vanno a peggiora-
re. Dobbiamo uscire in strada e chiedere loro perchè sono delusi e cosa vorreb-
bero. E penso agli Stati Uniti d'Europa come ad un ufo, da costruire con un meto-
do inedito, necessario per dialogare  alla pari coi colossi tra cui tra cui ora Cina
e India".  - Garton Ash ha puntato  l'indice contro Mitterand e Andreotti: "Volle-
ro il marco nell'unità monetaria, ma rifiutarono alla Germania il controllo dei bi-
lanci di Francia e Italia e quindi l'unione fiscale". 
Ammettere la Turchia nell'Ue? "Sì, è un Paese giovane che apre verso l'Oriente,
ma occorre che dimostri di avere i requisiti di democrazia, libertà, rispetto delle
donne e delle minoranze. Per mancanza di alcuni di questi requisiti l'Ue avrebbe
dovuto negare l'ingresso all'Italia  se a chiederlo  fosse stato un governo Berlu-
sconi. - Il politologo ritiene poi che l'euroscetticismo in Inghilterra possa essere
bilanciato da un auspicabile miglioramento economico e dall'europeismo di scoz-
zesi, irlandesi e gallesi.     A Franceschini, che ha ricordato che il professore fu 
chiamato a fare lezioni d'Europa a George Bush e Margaret Thatcher, ha repli-
cato: "Ho fallito con entrambi.     Dopo la mia lezione la Thatcher si sedette in 
punta di sedia e pronunciò una sola frase: "Ho capito, sarò gentile con la Ger-
mania".

Lucianone    

mercoledì 12 giugno 2013

Sport - calcio / Tutto Balotelli

12 giugno '13 - mercoledì             12th June / Wednesday                visioni post - 8

(da 'La Stampa' - 9 giugno 2013)
 Sfogo di Mario Balotelli dopo l'espulsione
di Praga, poi arrivano le scuse
Le parole su twitter
ore 0,30
'scrivete pure quello che volete, ma alla Confederation
Cup tifate un'altra Nazione ve lo dico con il CUORE
(e rivedete la partita BENE TUTTA)
ore 0,45
Io l'umiltà so bene cos'è e ho un'educazione e rispetto
insegnatemi dai miei GENITORI
ma voi non mi conoscete per niente
ore2,55, nove dei quali finiscono presto
Sono italiano e voglio il meglio per la mia nazionale
ma non sono Superman. Quindi portate rispetto VOI
Poco dopo le ore 13
Buon giorno... ieri la mia reazione non è stata giusta,
chiedo scusa... SCUSA... Alla mia squadra... Devo
imparare... Ancora
Balotelli litiga sul web con i tifosi: "Cambiate squadra".
Il ct si arrabbia: "Dovremo parlare anche di questo"
Essere SuperMario (dice lui) vuol dire fare il massimo per l'Italia, mica
avere i poteri della Dc Comics: "Sono italiano e voglio il meglio per la 
mia nazionale, ma non sono Superman. Quindi portate rispetto VOI".
Balotelli lo scrive via tweet, poco prima delle tre del mattino, appena at-
terrato da Praga, dopo una notte sballata: l'espulsione, i calci e pugni
nel tunnel degli spogliatoi, e poi altri cazzottt, dati e presi, ma per via
telematica, nei tweet con i tifosi. Dieci "cinguettii" , tra la mezzanotte
e le tre nove dei quali finiscono presto fuori dalla vetrina del suo profi-
lio. Quand'è l'alba, in bella vista ne resta appeso solo uno: "Scrivete
pure quello che volete, ma alla Confederation cup tifate un'altra nazio-
ne ve lo dico con il CUORE (e rivedete la partita BENE TUTTA). A modo
tutto suo, un gesto d'attaccamento all'azzurro.
Ma il ct cesare prandelli si dimostra piuttosto arrabbiato. "Sinceramente
mi piace di più il secondo messaggio di Mario...". Quello delle scuse. Il ct
gli concede un'attenuante ("Non è un giocatore come tutti gli altri"), ma
poi pretende fili dritto: "Si deve rendere conto che quello che gli chiedia-
mo è di fare il calciatore, non il personaggio, e di non pensare che possa
risolvere da solo la partita". Invece è più da Red carpet che da area di ri-
gore. "A livello mediatico non è uguale agli altri: giriamo il mondo con
campioni come Buffon e Pirlo, e il più osannato è Balotelli". Nonostan-
te rischi sempre il sette in condotta:  "Deve essere uno dei giocatori im-
portanti - aggiunge Prandelli - ma l'atteggiamento deve essere da gioca-
tore di una squadra". Altro consiglio: "Lo deve capire: come tutti i gran-
di, sarà sempre oggetto di provocazioni. Se supera anche quella prova, dà
una mazzata all'avversario: altrimenti è destinato a essere sempre provo-
cato".  -  Da manuale sarebbe non rispondere, sul prato e pure su twitter,
s'intuisce: "Nei prossimi giorni avremo modo di parlare anche di questo".
Dell'uso istintivo, e spesso autolesionista del web, perchè non è il primo
pasticcio.  -  Già furibondo per come era andata a Praga, Balotelli si sfo-
ga su internet, innescato dai tweet: quando hai oltre 800mila followers,
ovvero seguaci, cueiosi e nemici pronti a sbirciare ogni sussurro, diven-
ta facile esplodere. Lui attacca giusto prima del decollo da Praga, e ri-
sponde a chi gli dice di cambiare bandiera: "Tifate un'altra nazione",
voi.  Tra i critici ci sono tifosi juventini, e SuperMario non lascia per-
dere. Passano cinque minuti: "Io l'umiltà so bene cos'è e io ha un'edu-
cazione e rispetto insegnatemi dai miei GENITORI ma voi non mi co-
noscete per niente".  La lite s'interrompe giusto il tempo del volo, poi
Balo riappare:  "Non guardate la nazionale, non guardate me e non
occupate posto sul mio Twitter. Grazie".

Continua... to be continued...

Politica / Italia - Tutto Elezioni / Il voto nelle città (con commenti)

12 giugno '13 - mercoledì        12th June / Wednesday

I Ballottaggi vinti dal Pd / Cappotto del centrosinistra: 16 - 0 / Marino
strappa Roma ad Alemanno / Batosta per Lega e Pdl in tutta Italia /
Il M5S crolla anche in Sicilia ed è vincente solo a Pomezia e in un
paesino della Sardegna / Letta convinto: confermate le larghe intese
Decisiva. comunque, anche l'astensione: al voto meno della metà de-
gli elettori / Affluenza del 48,1% 
A Roma
ha vinto Ignazio Marino del Pd, che Gianni Alemanno
chiamava il "marziano" e che, sempre secondo Alemanno
"non capiva niente di Roma".
Il marziano libera la capitale
'Abbiamo liberato Roma - dice adesso Marino - e ora riprendiamoci
Roma. Dobbiamo essere la guida morale del Paese. Ora voglio vede-
re i romani sorridere'.  -  Tutti al Campidoglio? 'Assolutamente no
- dice Marino - andateci voi, io non vengo. E spiega perchè, primo
segno  di  discontinuità:  "Il Campidoglio rappresenta la capitale,
ha una sua sacralità. Il passaggio delle consegne deve avvenire in
maniera formale, come il palazzo e la storia meritano". 
Il pensiero va a 5 anni fa, ai camerati che, a braccia tese, marcia-
rono verso l'aula Giulio Cesare, presa di Roma volgare, saluti ro-
mani che fecero il giro del mondo.  Il nuovo sindaco fa capire che
lo stile sarà un altro, che da qui, da Roma, si riparte "per riacqui-
sire un ruolo di guida morale per il nostro Paese". Certo non può
impedire che i militanti festeggino la sconfitta bruciante del sin-
daco uscente: pugni chiusi, Bella Ciao. Decine di bandiere di Sel
 e alcune del Pd guadagnano piazza del Campidoglio.  C'è chi si
toglie la soddisfazione: "Fuori i fascisti! Chi non salta Aleman-
no è". Striscione sulla scalinata: "Siamo di nuovo qua".
Percentuali:   I. Marino  63,9%     G. Alemanno  36,1%
A Siena 
il centrosinistra sventa il ribaltone e vince di misura dopo lo
scandalo Mps. Un dirigente di banca renziano, Bruno Valen-
tini, si aggiudica per un soffio la roccaforte toscana.
"L'importante è essere arrivati primi", esulta il Pd senese.
Valentini commenta: " Più che un vincitore mi sento il sim-
bolo di un sistema  che non può  continuare così, che  deve
cambiare".
Percentuali:    Bruno Valentini  52%    /   Eugenio Neri  48%
A Treviso
con Giovanni Manildo il centrosinistra vola e il sindaco le-
ghista uscente (il ventennale Gentilini) accusa Pdl e Lega:
"Ho perso per colpa loro".  poi getta la spugna:" Non farò
ilo consigliere comunale".
Il neosindaco Manildo: "Lego lo stupore negli occhi delle
persone che mi fermano per strada, questa impresa andrà
oltre i confini della città.  Una lezione per il partito, il segre-
to è aprire le primarie a tutti. Renzi mi ha dato una grande
mano, il suo comizio ha contato, ed è stato tra i primi a chia-
marmi per gli auguri".
Percentuali:    Manildo  55,5%    /    Gentilini  44,5%
A Brescia

CONTINUA... to be continued...


lunedì 10 giugno 2013

Ultime notizie - Italia / Latest news

10 giugno '13  -  lunedì            10th June / Monday

Politica /  Italia
ELEZIONI  COMUNALI
Ha votato solo il 48,51%, il centrosinistra si aggiudica i 10 capoluoghi
di provincia (oltre Roma):  Brescia, Lodi, Treviso, Siena, Imperia, Ancona, Viterbo, Barletta, Iglesias

Neoconsigliere a Treviso? Said Chaibi
Che schiaffo per lo "sceriffo" leghista Gentilini. Nella Treviso che considerava sua e che passa al centro sinistra entra in consiglio comunale Said Chaibi, candidato di Sel e dai genitori di origini maghrebine. Domenica scorsa, 2 giugno, era stato minacciato e inseguito da alcuni uomini.

.Undici a zero, successo pieno del centrosinistra nei ballottaggi per la carica di sindaco negli undici capoluoghi di provincia. Erano di centrodestra Brescia, Treviso, Imperia, Iglesias e Viterbo: il centrosinistra oggi impone i suoi sindaci al vertice di queste città: Emilio Del Bono, Giovanni Manildo, Carlo Capacci, Emilio Gariazzo e Leonardo Michelini. Il centrosinistra si conferma al comando, oltre che di Siena con Bruno Valentini, anche di Lodi con Simone Uggetti, Avellino con Paolo Foti, Ancona con Valeria Mancinelli e Barletta, dove approda l'ex portavoce di Giorgio Napolitano al Quirinale, Pasquale Cascella.
Il centrosinistra conferma il sindaco a Ancona e Lodi, lo strappa al Pdl a Viterbo e Imperia. Crolla anche la roccaforte leghista di Treviso, da vent'anni amministrata dal Carroccio. Sconfitto 'lo sceriffo' Gentilini, anche in questo caso dal Pd Giovanni Manildo. Il Movimento 5 Stelle, escluso quasi ovunque dai ballottaggi per il pessimo esito al primo turno dei loro candidato, conquista il sindaco di Assemini e di Pomezia. Passa anche Pasquale Cascella, del Pd, ex portavoce del Presidente Napolitano, candidato sindaco a Barletta.
AFFLUENZA CROLLA AL 48,5%: MENO 11,25%Si sono chiuse alle 15 le urne nei 67 comuni nei quali quasi 4,5 milioni di italiani tra ieri e oggi hanno votato al ballottaggio per l'elezione del sindaco e dei nuovi consigli comunali e municipali. Il dato definitivo dell'affluenza è decisamente basso: il 48,51%. L'affluenza a livello nazionale per il turno di ballottaggio nelle elezioni comunali è scesa,  rispetto al 59,76% del primo turno, dell'11,25%

BARLETTA, CASCELLA (PD) VINCE LA SFIDA CON 62,89%
Pasquale Cascella è il nuovo sindaco di Barletta. Cascella, candidato di una coalizione di centrosinistra (sostenuto da Pd, Scelta civica e altre quattro liste), ex portavoce di Napolitano, ha vinto con il 62,89% dei voti rispetto al 37,11% conquistato da Giovanni Alfarano, il candidato del Pdl appoggiato da «La Puglia prima di tutto e altre sei liste civiche. Cascella, già portavoce del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, ha riportato 23.749 voti contro i 14.014 di Alfarano, secondo quanto riportato dal comune di Barletta sul suo sito.

M5S A POMEZIA IN NETTO VANTAGGIO Il candidato del MoVimento 5 Stelle Fabio Fucci, risulta nettamente in vantaggio anche a Pomezia, nel Lazio dove a metà scrutinio (scrutinate 24 sezioni su 49) ha il 63,3% dei voti, a fronte del 36,6% di Omero Schiumarini del centrosinistra.

Lucianone

Storie - L'attentato/agguato in Afghanistan: a missione quasi finita

10 giugno '13 - lunedì          10th June / Monday                        visioni post - 8


(da 'Il Corriere della Sera' - 9 giugno 2013 / Paolo Di Stefano)
Quei caduti a guerra (quasi) finita
Probabilmente anche per il capitano dei bersaglieri Giuseppe La Rosa
ieri il bollettino del comando non segnalava niente di buono. Come per
Paul Baumer, il protagonista  del romanzo  di Erich Maria Remarque,
anche per lui  doveva essere  una giornata  come tante, sul finire della
guerra. anzi, a guerra finita. Si può morire anche a guerra finita, que-
sta è la più amara delle beffe. Il ventenne soldato di Remarque, partito
volontario per la Grande Guerra, era affondato in una trincea accanto
ai suoi compagni, con un sole azzurro sopra la sua testa, quando gli ba-
stò allungare la mano verso una farfalla che volteggiava lì davanti per
essere adocchiato dal nemico e colpito a morte da una granata.  Fu ri-
trovato con la faccia riversa nella terra. Erano i giorni dell'armistizio.
Anche  per il siciliano  La Rosa, 31 anni, da sei mesi  in Afghanistan,
questi dovevano essere probabilmente i giorni meno pericolosi, quan-
do ormai i genitori al paese, Barcellona Pozzo di Gotto, stavano tiran-
do un sospiro di sollievo per una guerra conclusa sulla carta.casa
Insensata  la  morte  in guerra, ancora più insensata, se possibile, la
guerra  a cose fatte, con il pensiero proiettato al ritorno.   
Giuseppe come Paul. Anche il comandante  dell'esercito israeliano Uri
Grossman, figlio dello scrittore David, fu colpito (da un missile anticar-
ro libanese) quando già aveva negli occhi il suo congedo, con il proget-
to di girare il mondo e poi di cominciare a studiare teatro. Caduto fuori
dal tempo è il titolo  di quella straordinaria lettera d'amore (e di dispe-
razione) in forma di dialogo poetico che è il libro dedicato a Uri da suo
padre: Vennero degli uomini, di notte, portavano una notizia...".
Muoiono gli uomini, sul crinale incerto tra la guerra e la pace. Come
gli americani  rimasti sul terreno  dopo  la guerra in Iraq, un numero
persino superiore a quello delle vittime cadute in pieno conflitto. An-
che loro finiti fuori dal tempo.  Senza dimenticare , spostandoci dalle
nostre parti, le migliaia di morti su cui da anni litigano gli storici ita-
liani: i cosiddetti revisionisti che fanno il conto dei fascisti trucidati
per vendetta dopo il 25 aprile. Strascichi di sangue e di odio.
In un libro appena uscito (postumo), il prete-operaio don Luisito Bianchi
narra che proprio il 25 aprile, in extremis, un giovane seminarista della
Bassa padana decise di afferrare una pistola nascosta nel pianoforte di
casa e di schierarsi  con i partigiani  pieno di rimpianto  per non  averlo
fatto prima; attraversando i portici del paese e volendo vendicare un ex
compagno di scuola trafitto davanti ai suoi occhi da una raffica tedesca,
non fece in tempo a sfilare  la rivoltella  dalla tunica  che si accasciò ac-
canto all'amico. Eroe per un giorno. Eroe fuori tempo massimo.
Già allora i conflitti si chiudevano con la firma dei trattati  di pace solo
per le diplomazie, non per l'angoscia e il risentimento della gente. Ma
se è vero  che in fondo  nessuna guerra  è mai finita, figurarsi quando,
come capita sempre più spesso, i sedicenti vincitori (per autoproclama-
zione) lasciano sul campo  una guerra guerreggiata  in cui il fuoco può
riesplodere senza preavviso: quando  cioè  la cronologia, così come il
diaframma tra un prima e un dopo, diventa un'illusione e cadere fuori 
da un tempo tanto ingannevole è fatale. E' questa ormai la vera trincea,
non più geografica ma temporale.

Lucianone

sabato 8 giugno 2013

Lavoro / trovalavoro - Occasioni di lavoro

9 giugno '13 - domenica           9th June / Sunday                 visioni post - 12

(da 'GENTE' - settimanale di attualità / 11-06-2013)
YOOX
Si cercano buyer, retain analyst, esperti di Pr e Seo, stylist,
fotografi, specialisti di e-commerce, web analyst, sviluppatori
software, controller e molte altre figure importanti per il sito
Internet bolognese che propone vendita on line di articoli di
moda_ è in cerca inoltre di collaboratori a Milano e Bologna,
ma anche a New York, Tokyo e Shangai.
Per curriculum: www.yooxgroup.com

SHOPINN
Il taglio del nastro arriverà solo nel marzo 2014 ma la raccolta
dei curriculum è già iniziata: saranno 500 i posti di lavoro all'in-
terno di SHOPINN, il futuro outlet del lusso e del made in Italy
che aprirà  tra  la Versilia  e  le Cinque Terre   nel Comune di
Brugnato (La Spezia). - Maggiori informazioni sul progetto e
invio cv su:  www.shopinnbrugnato5terre.it

UNIONE EUROPEA
L'Ufficio Europeo dei Brevetti seleziona laureati in chimica, fisica,
ingegneria e scienze naturali per il ruolo di esaminatori di brevetti,.
Le sedi di lavoro sono Monaco di Baviera, L'Aia e Berlino-
Indispensabile l'ottima padronanza di una lingua tra inglese, francese
e tedesco e la comprensione  delle altre due.
Info per curriculum:  www.epo.org sezione Jobs.

COMUNE DI ROMA
Due bandi per assumere diverse figure: 126 diplomati a tempo indeterminato,
92 istruttori per la gestione amministrativo-contabile delle risorse umane e
34 istruttori per i servizi di supporto alla progettazione tecnica e al controllo
del territorio. Domande solo on line entro il 19 giugno '13.
Bandi su www.comune.roma.it,  s
ezione Struttura organizzativa e Dipartimento
Risorse Umane.
TENARIS DALMINE
Un anno in Italia e uno all'estero per la formazione dei nuovi
collaboratori: lo prevede il programma Talent Discovery  di
Tenaris Dalmine, primo produttore  italiano di tubi di acciaio
senza saldatura per l'industria energetica, automobilistica e
meccanica. Si cercano giovani ingegneri laureandi o neolau-
reati.  Info cv:  www.tenaris.com/Italy

FMR ART'E' - UTET
Il Gruppo UTET Grandi Opere e FMR ART'E', il più
importante polo editoriale  in Europa  nel settore  dei
libri di pregio, sta sviluppando la propria struttura com-
merciale e ricerca nuovi venditori nel Nord-Est. Offre 
un fisso mensile di 800 euro più provvigioni, appunta-
menti prefissati e training commerciale. Richiesti di-
ploma e auto propria. Info cv: www.fmrarte.it

Lucianone

Sport - Tennis / Roland Garros

9 giugno '13 - domenica         9th June / Sunday

Serena Williams incanta Parigi:
è lei la regina / Dopo la Errani
anche Sharapova ko

Parigi
sabato, 8 giugno:  Finale femminile
                               S. Williams  (Usa, n. 1)
                              b. Sharapova (Rus, n. 2) 
                              6-4, 6-4
La russa Sharapova ha tentato di resistere allo strapotere
dell'americana, ma è finita fuori giri in due set, stroncata
dal braccio violento di Serena

(da 'Il Corriere della Sera' - 9/06/'13 - Gaia Piccardi)
La Williams dopo 11 anni trionfa nuovamente al Roland Garros.
"Oh mon Dieu...". La nuova Serena Williams parla francese, si
sposta in bici con la baguette  sotto l'ascella, tiene casa a Parigi
(VII arrondissement, rive gauche) e anche  un pò  di famiglia a
giudicare dai baci  che le manda  dalla tribuna  il coach Patrick
Mouratoglou, enfant du pays, a conferma di una relazione non
solo professionale.  -  Da parigina, d'ebano e di muscolo, la Se-
rnissima si annette come da pronostico il secondo titolo del Ro-
land Garros della carriera, a 11 lunghissimi anni di distanza da
quello del 2002 contro la sorella Venus.

Finale uomini
Rafael Nadal travolge l'altro spagnolo Ferrer
E' lui il re del Roland Garros: 8 vittorie dal 2005

Continua...to be continued...

Cinema - Tutto Cannes 2013

8 giugno '13 - sabato        8th June / Saturday

Il maestro Bernardo Bertolucci al festival di Cannes per
fare il giurato / Lancia il 3D per "L'ultimo imperatore",
tornando a sfidare Hollywood

Lettere - ''Come onorare le vittime delle stragi"

8 giugno '13 - sabato            8th June / Saturday                          visione post - 4

(da 'La Stampa' - 12 maggio 2013 /domenica)

Costruire cose buone
di Agnese Moro
Aprire gli archivi e dialogare. Così
si onorano le vittime delle stragi.
Quello che mi emoziona della Giornata della memoria delle vittime del
terrorismo e delle stragi che  dal 2008  si svolge  il 9 di maggio a Roma,
ospitata dalle alte cariche dello stato, sono i volti delle persone che, co-
me me, hanno perso in quella stagione qualcuno che amavano.
Molti di loro li conosco personalmente e so quanto  sono complicate le
loro vite, e con quanta intelligenza e coraggio le vivono.  Mi sorprende
sempre la loro compostezza, il modo dignitoso, e spesso pieno di spirito,
con il quale affrontano la loro condizione.  Ammiro la lorocapacità di
riflettere, di distinguere, di non semplificare. Così come il loro non ar-
rendersi a verità di comodo, a interpretazioni semplicistiche ed edulco-
rate, a colpi di spugna, a strumentalizzazioni.   E' gente che è passata
attraverso l'inferno, che ha visto il peggio di questo Paese, eppure de-
dica tanto del proprio tempo libero a spiegare ai giovani e ai giovanis-
simi  quello che è stato, testimoniando loro la propria fiducia nel fat-
to che un mondo diverso è possibile e insieme lo si può e lo si deve co-
struire.. Uniti in questo, e in tante altre cose importanti, ai familiari
delle vittime innocenti delle mafie.
Credo che loro e i loro morti  meriterebbero  che il 9 maggio, e ogni
giorno, fosse detta la verità sulle dinamiche  e  sugli avvenimenti di
quegli anni; su come le tensioni e le ingiustificabili violenze di quel
periodo furono utilizzate  da alcuni di coloro  che avrebbero dovuto
difendere la Repubblica per cambiare, a vantaggio di pochi, il corso
della sua storia e la natura della nostra vita democratica. Tra costo-
ro un ruolo da protagonista negativo spetta al senatore Giulio An-
dreotti, cosa colpevolmente taciuta in tanti - e anche autorevoli -
ricordi di lui apparsi in questi giorni.
Tacere, dissimulare,. come facevano i burocrati della vecchia Unio-
ne Sovietica , proporre interpretazioni ammaestrate  non fa che of-
fendere  i morti e i vivi, e una società che ormai non accetta più di
essere oggetto di simili atteggiamenti. Aprire gli archivi, ma anco-
ra di più un serio e pacato dialogo su quegli anni, con la parteci-
pazione di tutti, è l'unico modo per onorare davvero persone che
con i loro tentativi "generosi e ingenui" (come disse mio padre
si se stesso) - da poliziotti, carabinieri, avvocati, giornalisti, giu-
dici o cittadini - cercarono di rendere vera la nostra bella Costi-
tuzione. Pagandolo caro.

Lucianone