10 giugno '13 - lunedì 10th June / Monday
Politica / Italia
ELEZIONI COMUNALI
Ha votato solo il 48,51%, il centrosinistra si aggiudica i 10 capoluoghi
di provincia (oltre Roma): Brescia, Lodi, Treviso, Siena, Imperia, Ancona, Viterbo, Barletta, Iglesias
Neoconsigliere a Treviso? Said Chaibi
Che schiaffo per lo "sceriffo" leghista Gentilini. Nella Treviso che considerava sua e che passa al centro sinistra entra in consiglio comunale Said Chaibi, candidato di Sel e dai genitori di origini maghrebine. Domenica scorsa, 2 giugno, era stato minacciato e inseguito da alcuni uomini.
.Undici a zero, successo pieno del centrosinistra nei ballottaggi per la carica di sindaco negli undici capoluoghi di provincia. Erano di centrodestra Brescia, Treviso, Imperia, Iglesias e Viterbo: il centrosinistra oggi impone i suoi sindaci al vertice di queste città: Emilio Del Bono, Giovanni Manildo, Carlo Capacci, Emilio Gariazzo e Leonardo Michelini. Il centrosinistra si conferma al comando, oltre che di Siena con Bruno Valentini, anche di Lodi con Simone Uggetti, Avellino con Paolo Foti, Ancona con Valeria Mancinelli e Barletta, dove approda l'ex portavoce di Giorgio Napolitano al Quirinale, Pasquale Cascella.
Il centrosinistra conferma il sindaco a Ancona e Lodi, lo strappa al Pdl a Viterbo e Imperia. Crolla anche la roccaforte leghista di Treviso, da vent'anni amministrata dal Carroccio. Sconfitto 'lo sceriffo' Gentilini, anche in questo caso dal Pd Giovanni Manildo. Il Movimento 5 Stelle, escluso quasi ovunque dai ballottaggi per il pessimo esito al primo turno dei loro candidato, conquista il sindaco di Assemini e di Pomezia. Passa anche Pasquale Cascella, del Pd, ex portavoce del Presidente Napolitano, candidato sindaco a Barletta. AFFLUENZA CROLLA AL 48,5%: MENO 11,25%Si sono chiuse alle 15 le urne nei 67 comuni nei quali quasi 4,5 milioni di italiani tra ieri e oggi hanno votato al ballottaggio per l'elezione del sindaco e dei nuovi consigli comunali e municipali. Il dato definitivo dell'affluenza è decisamente basso: il 48,51%. L'affluenza a livello nazionale per il turno di ballottaggio nelle elezioni comunali è scesa, rispetto al 59,76% del primo turno, dell'11,25%
BARLETTA, CASCELLA (PD) VINCE LA SFIDA CON 62,89%
Pasquale Cascella è il nuovo sindaco di Barletta. Cascella, candidato di una coalizione di centrosinistra (sostenuto da Pd, Scelta civica e altre quattro liste), ex portavoce di Napolitano, ha vinto con il 62,89% dei voti rispetto al 37,11% conquistato da Giovanni Alfarano, il candidato del Pdl appoggiato da «La Puglia prima di tutto e altre sei liste civiche. Cascella, già portavoce del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, ha riportato 23.749 voti contro i 14.014 di Alfarano, secondo quanto riportato dal comune di Barletta sul suo sito.
M5S A POMEZIA IN NETTO VANTAGGIO Il candidato del MoVimento 5 Stelle Fabio Fucci, risulta nettamente in vantaggio anche a Pomezia, nel Lazio dove a metà scrutinio (scrutinate 24 sezioni su 49) ha il 63,3% dei voti, a fronte del 36,6% di Omero Schiumarini del centrosinistra.
Lucianone
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lunedì 10 giugno 2013
Storie - L'attentato/agguato in Afghanistan: a missione quasi finita
10 giugno '13 - lunedì 10th June / Monday visioni post - 8
(da 'Il Corriere della Sera' - 9 giugno 2013 / Paolo Di Stefano)
Quei caduti a guerra (quasi) finita
Probabilmente anche per il capitano dei bersaglieri Giuseppe La Rosa
ieri il bollettino del comando non segnalava niente di buono. Come per
Paul Baumer, il protagonista del romanzo di Erich Maria Remarque,
anche per lui doveva essere una giornata come tante, sul finire della
guerra. anzi, a guerra finita. Si può morire anche a guerra finita, que-
sta è la più amara delle beffe. Il ventenne soldato di Remarque, partito
volontario per la Grande Guerra, era affondato in una trincea accanto
ai suoi compagni, con un sole azzurro sopra la sua testa, quando gli ba-
stò allungare la mano verso una farfalla che volteggiava lì davanti per
essere adocchiato dal nemico e colpito a morte da una granata. Fu ri-
trovato con la faccia riversa nella terra. Erano i giorni dell'armistizio.
Anche per il siciliano La Rosa, 31 anni, da sei mesi in Afghanistan,
questi dovevano essere probabilmente i giorni meno pericolosi, quan-
do ormai i genitori al paese, Barcellona Pozzo di Gotto, stavano tiran-
do un sospiro di sollievo per una guerra conclusa sulla carta.casa
Insensata la morte in guerra, ancora più insensata, se possibile, la
guerra a cose fatte, con il pensiero proiettato al ritorno.
Giuseppe come Paul. Anche il comandante dell'esercito israeliano Uri
Grossman, figlio dello scrittore David, fu colpito (da un missile anticar-
ro libanese) quando già aveva negli occhi il suo congedo, con il proget-
to di girare il mondo e poi di cominciare a studiare teatro. Caduto fuori
dal tempo è il titolo di quella straordinaria lettera d'amore (e di dispe-
razione) in forma di dialogo poetico che è il libro dedicato a Uri da suo
padre: Vennero degli uomini, di notte, portavano una notizia...".
Muoiono gli uomini, sul crinale incerto tra la guerra e la pace. Come
gli americani rimasti sul terreno dopo la guerra in Iraq, un numero
persino superiore a quello delle vittime cadute in pieno conflitto. An-
che loro finiti fuori dal tempo. Senza dimenticare , spostandoci dalle
nostre parti, le migliaia di morti su cui da anni litigano gli storici ita-
liani: i cosiddetti revisionisti che fanno il conto dei fascisti trucidati
per vendetta dopo il 25 aprile. Strascichi di sangue e di odio.
In un libro appena uscito (postumo), il prete-operaio don Luisito Bianchi
narra che proprio il 25 aprile, in extremis, un giovane seminarista della
Bassa padana decise di afferrare una pistola nascosta nel pianoforte di
casa e di schierarsi con i partigiani pieno di rimpianto per non averlo
fatto prima; attraversando i portici del paese e volendo vendicare un ex
compagno di scuola trafitto davanti ai suoi occhi da una raffica tedesca,
non fece in tempo a sfilare la rivoltella dalla tunica che si accasciò ac-
canto all'amico. Eroe per un giorno. Eroe fuori tempo massimo.
Già allora i conflitti si chiudevano con la firma dei trattati di pace solo
per le diplomazie, non per l'angoscia e il risentimento della gente. Ma
se è vero che in fondo nessuna guerra è mai finita, figurarsi quando,
come capita sempre più spesso, i sedicenti vincitori (per autoproclama-
zione) lasciano sul campo una guerra guerreggiata in cui il fuoco può
riesplodere senza preavviso: quando cioè la cronologia, così come il
diaframma tra un prima e un dopo, diventa un'illusione e cadere fuori
da un tempo tanto ingannevole è fatale. E' questa ormai la vera trincea,
non più geografica ma temporale.
Lucianone
(da 'Il Corriere della Sera' - 9 giugno 2013 / Paolo Di Stefano)
Quei caduti a guerra (quasi) finita
Probabilmente anche per il capitano dei bersaglieri Giuseppe La Rosa
ieri il bollettino del comando non segnalava niente di buono. Come per
Paul Baumer, il protagonista del romanzo di Erich Maria Remarque,
anche per lui doveva essere una giornata come tante, sul finire della
guerra. anzi, a guerra finita. Si può morire anche a guerra finita, que-
sta è la più amara delle beffe. Il ventenne soldato di Remarque, partito
volontario per la Grande Guerra, era affondato in una trincea accanto
ai suoi compagni, con un sole azzurro sopra la sua testa, quando gli ba-
stò allungare la mano verso una farfalla che volteggiava lì davanti per
essere adocchiato dal nemico e colpito a morte da una granata. Fu ri-
trovato con la faccia riversa nella terra. Erano i giorni dell'armistizio.
Anche per il siciliano La Rosa, 31 anni, da sei mesi in Afghanistan,
questi dovevano essere probabilmente i giorni meno pericolosi, quan-
do ormai i genitori al paese, Barcellona Pozzo di Gotto, stavano tiran-
do un sospiro di sollievo per una guerra conclusa sulla carta.casa
Insensata la morte in guerra, ancora più insensata, se possibile, la
guerra a cose fatte, con il pensiero proiettato al ritorno.
Giuseppe come Paul. Anche il comandante dell'esercito israeliano Uri
Grossman, figlio dello scrittore David, fu colpito (da un missile anticar-
ro libanese) quando già aveva negli occhi il suo congedo, con il proget-
to di girare il mondo e poi di cominciare a studiare teatro. Caduto fuori
dal tempo è il titolo di quella straordinaria lettera d'amore (e di dispe-
razione) in forma di dialogo poetico che è il libro dedicato a Uri da suo
padre: Vennero degli uomini, di notte, portavano una notizia...".
Muoiono gli uomini, sul crinale incerto tra la guerra e la pace. Come
gli americani rimasti sul terreno dopo la guerra in Iraq, un numero
persino superiore a quello delle vittime cadute in pieno conflitto. An-
che loro finiti fuori dal tempo. Senza dimenticare , spostandoci dalle
nostre parti, le migliaia di morti su cui da anni litigano gli storici ita-
liani: i cosiddetti revisionisti che fanno il conto dei fascisti trucidati
per vendetta dopo il 25 aprile. Strascichi di sangue e di odio.
In un libro appena uscito (postumo), il prete-operaio don Luisito Bianchi
narra che proprio il 25 aprile, in extremis, un giovane seminarista della
Bassa padana decise di afferrare una pistola nascosta nel pianoforte di
casa e di schierarsi con i partigiani pieno di rimpianto per non averlo
fatto prima; attraversando i portici del paese e volendo vendicare un ex
compagno di scuola trafitto davanti ai suoi occhi da una raffica tedesca,
non fece in tempo a sfilare la rivoltella dalla tunica che si accasciò ac-
canto all'amico. Eroe per un giorno. Eroe fuori tempo massimo.
Già allora i conflitti si chiudevano con la firma dei trattati di pace solo
per le diplomazie, non per l'angoscia e il risentimento della gente. Ma
se è vero che in fondo nessuna guerra è mai finita, figurarsi quando,
come capita sempre più spesso, i sedicenti vincitori (per autoproclama-
zione) lasciano sul campo una guerra guerreggiata in cui il fuoco può
riesplodere senza preavviso: quando cioè la cronologia, così come il
diaframma tra un prima e un dopo, diventa un'illusione e cadere fuori
da un tempo tanto ingannevole è fatale. E' questa ormai la vera trincea,
non più geografica ma temporale.
Lucianone
sabato 8 giugno 2013
Lavoro / trovalavoro - Occasioni di lavoro
9 giugno '13 - domenica 9th June / Sunday visioni post - 12
(da 'GENTE' - settimanale di attualità / 11-06-2013)
YOOX
Si cercano buyer, retain analyst, esperti di Pr e Seo, stylist,
fotografi, specialisti di e-commerce, web analyst, sviluppatori
software, controller e molte altre figure importanti per il sito
Internet bolognese che propone vendita on line di articoli di
moda_ è in cerca inoltre di collaboratori a Milano e Bologna,
ma anche a New York, Tokyo e Shangai.
Per curriculum: www.yooxgroup.com
SHOPINN
Il taglio del nastro arriverà solo nel marzo 2014 ma la raccolta
dei curriculum è già iniziata: saranno 500 i posti di lavoro all'in-
terno di SHOPINN, il futuro outlet del lusso e del made in Italy
che aprirà tra la Versilia e le Cinque Terre nel Comune di
Brugnato (La Spezia). - Maggiori informazioni sul progetto e
invio cv su: www.shopinnbrugnato5terre.it
UNIONE EUROPEA
L'Ufficio Europeo dei Brevetti seleziona laureati in chimica, fisica,
ingegneria e scienze naturali per il ruolo di esaminatori di brevetti,.
Le sedi di lavoro sono Monaco di Baviera, L'Aia e Berlino-
Indispensabile l'ottima padronanza di una lingua tra inglese, francese
e tedesco e la comprensione delle altre due.
Info per curriculum: www.epo.org sezione Jobs.
COMUNE DI ROMA
Due bandi per assumere diverse figure: 126 diplomati a tempo indeterminato,
92 istruttori per la gestione amministrativo-contabile delle risorse umane e
34 istruttori per i servizi di supporto alla progettazione tecnica e al controllo
del territorio. Domande solo on line entro il 19 giugno '13.
Bandi su www.comune.roma.it, s
ezione Struttura organizzativa e Dipartimento
Risorse Umane.
TENARIS DALMINE
Un anno in Italia e uno all'estero per la formazione dei nuovi
collaboratori: lo prevede il programma Talent Discovery di
Tenaris Dalmine, primo produttore italiano di tubi di acciaio
senza saldatura per l'industria energetica, automobilistica e
meccanica. Si cercano giovani ingegneri laureandi o neolau-
reati. Info cv: www.tenaris.com/Italy
FMR ART'E' - UTET
Il Gruppo UTET Grandi Opere e FMR ART'E', il più
importante polo editoriale in Europa nel settore dei
libri di pregio, sta sviluppando la propria struttura com-
merciale e ricerca nuovi venditori nel Nord-Est. Offre
un fisso mensile di 800 euro più provvigioni, appunta-
menti prefissati e training commerciale. Richiesti di-
ploma e auto propria. Info cv: www.fmrarte.it
Lucianone
(da 'GENTE' - settimanale di attualità / 11-06-2013)
YOOX
Si cercano buyer, retain analyst, esperti di Pr e Seo, stylist,
fotografi, specialisti di e-commerce, web analyst, sviluppatori
software, controller e molte altre figure importanti per il sito
Internet bolognese che propone vendita on line di articoli di
moda_ è in cerca inoltre di collaboratori a Milano e Bologna,
ma anche a New York, Tokyo e Shangai.
Per curriculum: www.yooxgroup.com
SHOPINN
Il taglio del nastro arriverà solo nel marzo 2014 ma la raccolta
dei curriculum è già iniziata: saranno 500 i posti di lavoro all'in-
terno di SHOPINN, il futuro outlet del lusso e del made in Italy
che aprirà tra la Versilia e le Cinque Terre nel Comune di
Brugnato (La Spezia). - Maggiori informazioni sul progetto e
invio cv su: www.shopinnbrugnato5terre.it
UNIONE EUROPEA
L'Ufficio Europeo dei Brevetti seleziona laureati in chimica, fisica,
ingegneria e scienze naturali per il ruolo di esaminatori di brevetti,.
Le sedi di lavoro sono Monaco di Baviera, L'Aia e Berlino-
Indispensabile l'ottima padronanza di una lingua tra inglese, francese
e tedesco e la comprensione delle altre due.
Info per curriculum: www.epo.org sezione Jobs.
COMUNE DI ROMA
Due bandi per assumere diverse figure: 126 diplomati a tempo indeterminato,
92 istruttori per la gestione amministrativo-contabile delle risorse umane e
34 istruttori per i servizi di supporto alla progettazione tecnica e al controllo
del territorio. Domande solo on line entro il 19 giugno '13.
Bandi su www.comune.roma.it, s
ezione Struttura organizzativa e Dipartimento
Risorse Umane.
TENARIS DALMINE
Un anno in Italia e uno all'estero per la formazione dei nuovi
collaboratori: lo prevede il programma Talent Discovery di
Tenaris Dalmine, primo produttore italiano di tubi di acciaio
senza saldatura per l'industria energetica, automobilistica e
meccanica. Si cercano giovani ingegneri laureandi o neolau-
reati. Info cv: www.tenaris.com/Italy
FMR ART'E' - UTET
Il Gruppo UTET Grandi Opere e FMR ART'E', il più
importante polo editoriale in Europa nel settore dei
libri di pregio, sta sviluppando la propria struttura com-
merciale e ricerca nuovi venditori nel Nord-Est. Offre
un fisso mensile di 800 euro più provvigioni, appunta-
menti prefissati e training commerciale. Richiesti di-
ploma e auto propria. Info cv: www.fmrarte.it
Lucianone
Sport - Tennis / Roland Garros
9 giugno '13 - domenica 9th June / Sunday
Serena Williams incanta Parigi:
è lei la regina / Dopo la Errani
anche Sharapova ko
Parigi
sabato, 8 giugno: Finale femminile
S. Williams (Usa, n. 1)
b. Sharapova (Rus, n. 2)
6-4, 6-4
La russa Sharapova ha tentato di resistere allo strapotere
dell'americana, ma è finita fuori giri in due set, stroncata
dal braccio violento di Serena
(da 'Il Corriere della Sera' - 9/06/'13 - Gaia Piccardi)
La Williams dopo 11 anni trionfa nuovamente al Roland Garros.
"Oh mon Dieu...". La nuova Serena Williams parla francese, si
sposta in bici con la baguette sotto l'ascella, tiene casa a Parigi
(VII arrondissement, rive gauche) e anche un pò di famiglia a
giudicare dai baci che le manda dalla tribuna il coach Patrick
Mouratoglou, enfant du pays, a conferma di una relazione non
solo professionale. - Da parigina, d'ebano e di muscolo, la Se-
rnissima si annette come da pronostico il secondo titolo del Ro-
land Garros della carriera, a 11 lunghissimi anni di distanza da
quello del 2002 contro la sorella Venus.
Finale uomini
Rafael Nadal travolge l'altro spagnolo Ferrer
E' lui il re del Roland Garros: 8 vittorie dal 2005
Continua...to be continued...
Serena Williams incanta Parigi:
è lei la regina / Dopo la Errani
anche Sharapova ko
Parigi
sabato, 8 giugno: Finale femminile
S. Williams (Usa, n. 1)
b. Sharapova (Rus, n. 2)
6-4, 6-4
La russa Sharapova ha tentato di resistere allo strapotere
dell'americana, ma è finita fuori giri in due set, stroncata
dal braccio violento di Serena
(da 'Il Corriere della Sera' - 9/06/'13 - Gaia Piccardi)
La Williams dopo 11 anni trionfa nuovamente al Roland Garros.
"Oh mon Dieu...". La nuova Serena Williams parla francese, si
sposta in bici con la baguette sotto l'ascella, tiene casa a Parigi
(VII arrondissement, rive gauche) e anche un pò di famiglia a
giudicare dai baci che le manda dalla tribuna il coach Patrick
Mouratoglou, enfant du pays, a conferma di una relazione non
solo professionale. - Da parigina, d'ebano e di muscolo, la Se-
rnissima si annette come da pronostico il secondo titolo del Ro-
land Garros della carriera, a 11 lunghissimi anni di distanza da
quello del 2002 contro la sorella Venus.
Finale uomini
Rafael Nadal travolge l'altro spagnolo Ferrer
E' lui il re del Roland Garros: 8 vittorie dal 2005
Continua...to be continued...
Cinema - Tutto Cannes 2013
8 giugno '13 - sabato 8th June / Saturday
Il maestro Bernardo Bertolucci al festival di Cannes per
fare il giurato / Lancia il 3D per "L'ultimo imperatore",
tornando a sfidare Hollywood
Il maestro Bernardo Bertolucci al festival di Cannes per
fare il giurato / Lancia il 3D per "L'ultimo imperatore",
tornando a sfidare Hollywood
Lettere - ''Come onorare le vittime delle stragi"
8 giugno '13 - sabato 8th June / Saturday visione post - 4
(da 'La Stampa' - 12 maggio 2013 /domenica)
Costruire cose buone
di Agnese Moro
Aprire gli archivi e dialogare. Così
si onorano le vittime delle stragi.
Quello che mi emoziona della Giornata della memoria delle vittime del
terrorismo e delle stragi che dal 2008 si svolge il 9 di maggio a Roma,
ospitata dalle alte cariche dello stato, sono i volti delle persone che, co-
me me, hanno perso in quella stagione qualcuno che amavano.
Molti di loro li conosco personalmente e so quanto sono complicate le
loro vite, e con quanta intelligenza e coraggio le vivono. Mi sorprende
sempre la loro compostezza, il modo dignitoso, e spesso pieno di spirito,
con il quale affrontano la loro condizione. Ammiro la lorocapacità di
riflettere, di distinguere, di non semplificare. Così come il loro non ar-
rendersi a verità di comodo, a interpretazioni semplicistiche ed edulco-
rate, a colpi di spugna, a strumentalizzazioni. E' gente che è passata
attraverso l'inferno, che ha visto il peggio di questo Paese, eppure de-
dica tanto del proprio tempo libero a spiegare ai giovani e ai giovanis-
simi quello che è stato, testimoniando loro la propria fiducia nel fat-
to che un mondo diverso è possibile e insieme lo si può e lo si deve co-
struire.. Uniti in questo, e in tante altre cose importanti, ai familiari
delle vittime innocenti delle mafie.
Credo che loro e i loro morti meriterebbero che il 9 maggio, e ogni
giorno, fosse detta la verità sulle dinamiche e sugli avvenimenti di
quegli anni; su come le tensioni e le ingiustificabili violenze di quel
periodo furono utilizzate da alcuni di coloro che avrebbero dovuto
difendere la Repubblica per cambiare, a vantaggio di pochi, il corso
della sua storia e la natura della nostra vita democratica. Tra costo-
ro un ruolo da protagonista negativo spetta al senatore Giulio An-
dreotti, cosa colpevolmente taciuta in tanti - e anche autorevoli -
ricordi di lui apparsi in questi giorni.
Tacere, dissimulare,. come facevano i burocrati della vecchia Unio-
ne Sovietica , proporre interpretazioni ammaestrate non fa che of-
fendere i morti e i vivi, e una società che ormai non accetta più di
essere oggetto di simili atteggiamenti. Aprire gli archivi, ma anco-
ra di più un serio e pacato dialogo su quegli anni, con la parteci-
pazione di tutti, è l'unico modo per onorare davvero persone che
con i loro tentativi "generosi e ingenui" (come disse mio padre
si se stesso) - da poliziotti, carabinieri, avvocati, giornalisti, giu-
dici o cittadini - cercarono di rendere vera la nostra bella Costi-
tuzione. Pagandolo caro.
Lucianone
(da 'La Stampa' - 12 maggio 2013 /domenica)
Costruire cose buone
di Agnese Moro
Aprire gli archivi e dialogare. Così
si onorano le vittime delle stragi.
Quello che mi emoziona della Giornata della memoria delle vittime del
terrorismo e delle stragi che dal 2008 si svolge il 9 di maggio a Roma,
ospitata dalle alte cariche dello stato, sono i volti delle persone che, co-
me me, hanno perso in quella stagione qualcuno che amavano.
Molti di loro li conosco personalmente e so quanto sono complicate le
loro vite, e con quanta intelligenza e coraggio le vivono. Mi sorprende
sempre la loro compostezza, il modo dignitoso, e spesso pieno di spirito,
con il quale affrontano la loro condizione. Ammiro la lorocapacità di
riflettere, di distinguere, di non semplificare. Così come il loro non ar-
rendersi a verità di comodo, a interpretazioni semplicistiche ed edulco-
rate, a colpi di spugna, a strumentalizzazioni. E' gente che è passata
attraverso l'inferno, che ha visto il peggio di questo Paese, eppure de-
dica tanto del proprio tempo libero a spiegare ai giovani e ai giovanis-
simi quello che è stato, testimoniando loro la propria fiducia nel fat-
to che un mondo diverso è possibile e insieme lo si può e lo si deve co-
struire.. Uniti in questo, e in tante altre cose importanti, ai familiari
delle vittime innocenti delle mafie.
Credo che loro e i loro morti meriterebbero che il 9 maggio, e ogni
giorno, fosse detta la verità sulle dinamiche e sugli avvenimenti di
quegli anni; su come le tensioni e le ingiustificabili violenze di quel
periodo furono utilizzate da alcuni di coloro che avrebbero dovuto
difendere la Repubblica per cambiare, a vantaggio di pochi, il corso
della sua storia e la natura della nostra vita democratica. Tra costo-
ro un ruolo da protagonista negativo spetta al senatore Giulio An-
dreotti, cosa colpevolmente taciuta in tanti - e anche autorevoli -
ricordi di lui apparsi in questi giorni.
Tacere, dissimulare,. come facevano i burocrati della vecchia Unio-
ne Sovietica , proporre interpretazioni ammaestrate non fa che of-
fendere i morti e i vivi, e una società che ormai non accetta più di
essere oggetto di simili atteggiamenti. Aprire gli archivi, ma anco-
ra di più un serio e pacato dialogo su quegli anni, con la parteci-
pazione di tutti, è l'unico modo per onorare davvero persone che
con i loro tentativi "generosi e ingenui" (come disse mio padre
si se stesso) - da poliziotti, carabinieri, avvocati, giornalisti, giu-
dici o cittadini - cercarono di rendere vera la nostra bella Costi-
tuzione. Pagandolo caro.
Lucianone
Riflessioni - Chiarezza sulla faziosità dei media /
8 giugno '13 - sabato 8th June / Saturday visioni post - 7
(da la Repubblica - 5 giugno 2013)
L'AMACA
(di Michele Serra)
Il telegiornale più fazioso è il Tg4, Bruno Vespa è il conduttore di talk show più
schierato. E' il sensazionale responso del "popolo del web", chiamato ad espri-
mersi sul blog di Grillo allo scopo di fare (finalmente!) chiarezza sulla faziosità
dei media. Prima di questa storica assemblea digitale, eravamo tutti convinti
che il tigì 4 fosse preso a modello dalla Bbc, che Bruno Vespa fosse il maestro
della Gabanelli, che Berlusconi non avesse tre reti nazionali, che la Rai non
fosse in mano ai partiti, che i media italiani stillassero libertà e coraggio da
ogni poro.
Mettiamola così: di molte sgradevoli questioni italiane eravamo già al corrente
in parecchi, prima che Grillo e i suoi webers venissero a spiegarcelo. Nostro
grave torto, semmai, è non essere riusciti a risolverle, quelle questioni. E dun-
que non è alla loro rivelazione (per giunta urlata) che si è interessati. Semmai
alla loro soluzione, anche parziale, anche modesta. E' tradizione della peggiore
sinistra mobilitarsi con propositi palingenetici, e minacciare sfracelli, per poi
concludere che il mondo è incurabile e conviene ritirarsi e giocare alle bocce.
Eravamo capaci anche da soli. Anche prima del web.
Considerazioni personali
(Lucianone)
Il fatto che Grillo e i suoi discepoli del web, in particolare del suo
blog, dicano cose ormai scontate, in quanto sono ultrarisapute, si
aggiunge purtroppo al fatto che gli obiettivi dei suoi strali siano
stati ultimamente la Gabanelli (di Rai 3) e Rodotà, proprio quel-
li che lui stesso (nei suoi comizi ululanti) aveva proposto come
possibili candidati a Presidente della Repubblica, coinvolgendo
tanti grillini che ci avevano fortemente creduto, soprattutto sul
nome di Rodotà. - Peccato, proprio peccato, perchè all'inizio,
ma solo all'inizio un pò a Grillo e al suo potere trascinatore e
di contestatore/protestatario ci avevo creduto anch'io. Ma quei
vaffà... un pò troppo spesso lanciati a ripetizione,,,
E poi il progetto, il disegno politico, le proposte concrete?
Lo scagliarsi più contro Bersani che contro Berlusconi... e poi
adesso ci viene a dire che il TG4 è il peggiore. Perchè prima
forse non lo era? Mah...
Lucianone
(da la Repubblica - 5 giugno 2013)
L'AMACA
(di Michele Serra)
Il telegiornale più fazioso è il Tg4, Bruno Vespa è il conduttore di talk show più
schierato. E' il sensazionale responso del "popolo del web", chiamato ad espri-
mersi sul blog di Grillo allo scopo di fare (finalmente!) chiarezza sulla faziosità
dei media. Prima di questa storica assemblea digitale, eravamo tutti convinti
che il tigì 4 fosse preso a modello dalla Bbc, che Bruno Vespa fosse il maestro
della Gabanelli, che Berlusconi non avesse tre reti nazionali, che la Rai non
fosse in mano ai partiti, che i media italiani stillassero libertà e coraggio da
ogni poro.
Mettiamola così: di molte sgradevoli questioni italiane eravamo già al corrente
in parecchi, prima che Grillo e i suoi webers venissero a spiegarcelo. Nostro
grave torto, semmai, è non essere riusciti a risolverle, quelle questioni. E dun-
que non è alla loro rivelazione (per giunta urlata) che si è interessati. Semmai
alla loro soluzione, anche parziale, anche modesta. E' tradizione della peggiore
sinistra mobilitarsi con propositi palingenetici, e minacciare sfracelli, per poi
concludere che il mondo è incurabile e conviene ritirarsi e giocare alle bocce.
Eravamo capaci anche da soli. Anche prima del web.
Considerazioni personali
(Lucianone)
Il fatto che Grillo e i suoi discepoli del web, in particolare del suo
blog, dicano cose ormai scontate, in quanto sono ultrarisapute, si
aggiunge purtroppo al fatto che gli obiettivi dei suoi strali siano
stati ultimamente la Gabanelli (di Rai 3) e Rodotà, proprio quel-
li che lui stesso (nei suoi comizi ululanti) aveva proposto come
possibili candidati a Presidente della Repubblica, coinvolgendo
tanti grillini che ci avevano fortemente creduto, soprattutto sul
nome di Rodotà. - Peccato, proprio peccato, perchè all'inizio,
ma solo all'inizio un pò a Grillo e al suo potere trascinatore e
di contestatore/protestatario ci avevo creduto anch'io. Ma quei
vaffà... un pò troppo spesso lanciati a ripetizione,,,
E poi il progetto, il disegno politico, le proposte concrete?
Lo scagliarsi più contro Bersani che contro Berlusconi... e poi
adesso ci viene a dire che il TG4 è il peggiore. Perchè prima
forse non lo era? Mah...
Lucianone
giovedì 6 giugno 2013
Sport - Tennis / Roland Garros
6 giugno '13 - giovedì 6th June / Thursday
Parigi
(martedì, 4 giugno '13)
L'azzurra Sara Errani è in semifinale
Per il quarto anno di fila un'azzurra fra le migliori 4 del torneo:
la romagnola supera la polacca Radwanska (una top 5) e oggi
(giovedì 6 giugno) tenterà l'impresa con Serena Williams.
Fuori Federer battuto da Tsonga.
(giovedì, 6 giugno)
Niente da fare per Sara Errani che viene travolta
da Serena Williams / Per l'americana finale con
Se nel tennis esistessero le categorie del pugilato, il match tra Serena Williams e Sara Errani non si sarebbe mai disputato. E invece la seconda semifinale del Roland Garros si è trasformata in una autentica esecuzione chiusa dalla numero 1 del mondo in appena 46 minuti per 6-0 6-1.
Reazione — "Quando hai di fronte una giocatrice come Serena che ti sta sovrastando, cerchi di provarci punto dopo punto, pensi che magari non giocherà così per l'intero incontro, che arriverà anche il tuo momento. Solo che oggi non è arrivato". Sono le prime parole di Sara Errani dopo la sconfitta: "Serena è stata impressionante per potenza e continuità - aggiunge l'azzurra - praticamente non ha sbagliato mai. Certo il punteggio è stato severo e mi dispiace per i tifosi, che magari speravano di assistere ad un match più lungo ed equilibrato. Quando si esprime così Serena diventa ingiocabile".
Parigi
(martedì, 4 giugno '13)
L'azzurra Sara Errani è in semifinale
Per il quarto anno di fila un'azzurra fra le migliori 4 del torneo:
la romagnola supera la polacca Radwanska (una top 5) e oggi
(giovedì 6 giugno) tenterà l'impresa con Serena Williams.
Fuori Federer battuto da Tsonga.
(giovedì, 6 giugno)
Niente da fare per Sara Errani che viene travolta
da Serena Williams / Per l'americana finale con
Maria Sharapova che mette ko Masha Azarenka
Williams ingiocabile, l'azzurra si arrende 6-0 6-1 in meno di un'ora. La russa può difendere il titolo conquistato lo scorso anno: sconfitta in tre set la numero 3 bielorussa Azarenka
Fine partita e stretta di mano: Williams "montagna insuperabile"
e Sara ne prende atto (comunque brava lo stesso!)
Se nel tennis esistessero le categorie del pugilato, il match tra Serena Williams e Sara Errani non si sarebbe mai disputato. E invece la seconda semifinale del Roland Garros si è trasformata in una autentica esecuzione chiusa dalla numero 1 del mondo in appena 46 minuti per 6-0 6-1.
La gara — Sara ha avuto una palla game nel secondo gioco dell'incontro e poi ha dovuto aspettare 37 minuti per riuscire a tenere l'unico turno di battuta di tutto il match. Prima e dopo il buio totale. Eppure si trattava di una semifinale di uno slam e di un match tra la prima e la quinta giocatrice del mondo..
Servizio — Ma la disparità sta tutta nella prestazione fuori dal comune di Serena Williams che ha conquistato 40 dei 52 punti con colpi vincenti. Serena ha servito in media prime a 172 km/h e seconde a 139, Sara invece prime a 130 e seconde a 112. Il tabellone elettronico che segnava la velocità del servizio - tarato per servizi superiori a 100 kmh - spesso non ha neppure indicato la velocità della seconda della Errani. L'azzurra ha messo a segno appena 2 colpi vincenti e commesso solo 3 errori. Come dire che non ha praticamente potuto giocare a tennis. E in finale Serena Williams - alla seconda qui a Parigi dopo la vittoria del 2002 sulla sorella Venus - affronterà la siberiana Maria Sharapova che ha conquistato il diritto di difendere il titolo superando in semifinale la bielorussa Victoria Azarenka per 6-1 2-6 6-4.
(da LaGazzettadelloSport.it )
La cavalcata di Sara Errani
Servizio — Ma la disparità sta tutta nella prestazione fuori dal comune di Serena Williams che ha conquistato 40 dei 52 punti con colpi vincenti. Serena ha servito in media prime a 172 km/h e seconde a 139, Sara invece prime a 130 e seconde a 112. Il tabellone elettronico che segnava la velocità del servizio - tarato per servizi superiori a 100 kmh - spesso non ha neppure indicato la velocità della seconda della Errani. L'azzurra ha messo a segno appena 2 colpi vincenti e commesso solo 3 errori. Come dire che non ha praticamente potuto giocare a tennis. E in finale Serena Williams - alla seconda qui a Parigi dopo la vittoria del 2002 sulla sorella Venus - affronterà la siberiana Maria Sharapova che ha conquistato il diritto di difendere il titolo superando in semifinale la bielorussa Victoria Azarenka per 6-1 2-6 6-4.
(da LaGazzettadelloSport.it )
La cavalcata di Sara Errani
Reazione — "Quando hai di fronte una giocatrice come Serena che ti sta sovrastando, cerchi di provarci punto dopo punto, pensi che magari non giocherà così per l'intero incontro, che arriverà anche il tuo momento. Solo che oggi non è arrivato". Sono le prime parole di Sara Errani dopo la sconfitta: "Serena è stata impressionante per potenza e continuità - aggiunge l'azzurra - praticamente non ha sbagliato mai. Certo il punteggio è stato severo e mi dispiace per i tifosi, che magari speravano di assistere ad un match più lungo ed equilibrato. Quando si esprime così Serena diventa ingiocabile".
Sharapova - Azarenka
BATTAGLIA — E' stata una semifinale decisamente brutta, quella tra Sharapova e Azarenka, giocata da entrambe con tanta tensione. Maria, dopo aver perduto il primo game dell'incontro con due doppi falli, ha facilmente conquistato la prima frazione infilando 6 giochi consecutivi grazie ai continui e ripetuti errori della Azarenka. Masha si è spesso intestardita sulla diagonale di rovescio perdendo però il controllo del colpo. Vika è cresciuta molto nel corso del secondo set che ha completamente ribaltato l'andamento del match con Masha che chiudeva con l'immancabile doppio fallo. Alla fine del secondo set la gara veniva sospesa per pioggia e al rientro in campo Vika teneva a fatica il primo game del terzo set salvando un break point. Masha si apriva benissimo il campo con il dritto nel break point del terzo game e chiudeva con un rovescio incrociato di rara bellezza salendo 2-1 e servizio. Ma quattro doppi falli davano il contro break alla bielorussa che tornava in partita sul 2 pari. Masha trovava dieci minuti perfetti e volava sul 5-2. Qui mancava 4 match point (altri due doppi falli consecutivi), si faceva riprendere sul 5-4, ma alla fine chiudeva con un ace sul match point numerio 5 dopo 2 ore e 10 minuti. Maria ha chiuso con 12 ace, 11 doppi falli, appena il 62% di prime, 42 vincenti e 39 errori gratuiti. Per Vika 3 ace, il 72% di prime, appena 15 vincenti e 22 errori gratuiti. Ora i precedenti tra le due sono di 7 vittorie e 6 per Victoria Azarenka che aveva perduto anche l'ultima sfida dell'ottobre scorso in semifinale al Masters di Istanbul.
Maria Sharapova: vincitrice al Roland Garros 2012
FINALE DONNE : Maria Sharapova vs Serena Williams
Lucianone
FINALE DONNE : Maria Sharapova vs Serena Williams
Lucianone
mercoledì 5 giugno 2013
Società - Usa e università / Italia e competitività
5 giugno '13 - mercoledì 5th June / Wednesday
Iscriversi all'università negli Usa:
costa e non sempre serve
Il sindaco di New York Bloomberg ha tirato il sasso nello stagno, invitando i ragazzi
a non andare all'università e a diventare artigiani. Ma il fatto è che nemmeno negli
Usa, paese che piace ai nostri laureati che non trovano lavoro in Italia, sono più si-
curi che un college sia sempre un investimento fruttuoso. Il dubbio gli è venuto per
2 ragioni abbastanza decisive.
LA PRIMA: un'università privata negli Stati Uniti costa in media 21.600 euro all'an-
no. Aggiungendo il mantenimento dello studente, una laurea in 4 anni (in corso) vola
in media a quota 130mila euro. LA SECONDA: anche negli States si è scoperto che
una laurea non dà automaticamente lavoro. In più ci sono studi che dimostrano la so-
stanziale identità di reddito tra un laureato all'università della Pennsylvania (34mila
euro all'anno di retta) e al college Penn State (statale, 12.300 euro all'anno).
Sono molti i miti universitari a stelle e strisce che si stanno sfaldando. Jeff Selingo,
autore di un saggio molto documentato sul tema, ne distrugge almeno tre. Non è vero
che le università Usa sono le migliori del mondo. Un 14° posto nel ranking globale si
scontra con un costo medio tra i più alti. Non è vero che tutti gli studenti si laureano
in corso e non perdono tempo. Solo il 40% ci riesce. Non è vero che la laurea determi-
na il futuro in azienda. Sempre più datori di lavoro guardano alle reali capacità e non
ai titoli e ai nomi dei college. Se avete figli che stanno per finire la scuola superiore,
ragionate con loro in modo molto concreto sui costi e sugli obiettivi che hanno in testa.
Non è detto che abbia ragione Bloomberg, ma è certo che sia sempre più indispensabi-
le fare i conti bene prima di investire decine di migliaia di euro all'anno sulla forma-
zione superiore. In America hanno tirato su una generazione di debitori. Giovani che
non solo non trovano lavoro dopo la laurea, ma che inoltre hanno contratto mutui pe-
santi per studiare. Oggi la chiamano Generation I.O.U. (Io ti devo).
(da 'La Gazzetta dello Sport' - 31 maggio 2013 - di Francesco Carla, Presidente
www.finanzaworld.it)
Competitività: l'Italia scende al 44° posto,
la causa: 'non sa diversificare'
Mercoledì (29 maggio) era arrivato il plausa dell'Ue che aveva ritirato la
"procedura d'infrazione" all'Italia. Ieri, giovedì 30 maggio, è invece arri-
vata la bocciatura dell'Institute for management development (Imd) di Lo-
sanna (Svizzera). Nella Classifica internazionale della competitività, stila-
ta ogni anno, l'Italia è scesa dal 40esimo al 44esimo posto (dietro il Perù)
ed è stata inserita anche tra i "perdenti", cioè tra i Paesi che hanno perso
più di 5 posizioni dal 1997 ad oggi. Tra le motivazioni il "non aver diversi-
ficato la sua industria e controllato la spesa pubblica".
La graduatoria, che comprende 60 Stati e assegna il primo posto agli Usa,
vede il peggioramento di Spagna (da 39 a 45), Portogallo (da 41 a 46) e
Francia (28 a 29). A mettere un dito nella piaga ci ha pensato pure l'Ocse
che ha diffuso i dati sulla disoccupazione italiana: nel Paese il 39% dei
giovani è senza lavoro. "Servono azioni di ampio respiro, non solo urgenti",
il monito lanciato.
Lucianone
Iscriversi all'università negli Usa:
costa e non sempre serve
Il sindaco di New York Bloomberg ha tirato il sasso nello stagno, invitando i ragazzi
a non andare all'università e a diventare artigiani. Ma il fatto è che nemmeno negli
Usa, paese che piace ai nostri laureati che non trovano lavoro in Italia, sono più si-
curi che un college sia sempre un investimento fruttuoso. Il dubbio gli è venuto per
2 ragioni abbastanza decisive.
LA PRIMA: un'università privata negli Stati Uniti costa in media 21.600 euro all'an-
no. Aggiungendo il mantenimento dello studente, una laurea in 4 anni (in corso) vola
in media a quota 130mila euro. LA SECONDA: anche negli States si è scoperto che
una laurea non dà automaticamente lavoro. In più ci sono studi che dimostrano la so-
stanziale identità di reddito tra un laureato all'università della Pennsylvania (34mila
euro all'anno di retta) e al college Penn State (statale, 12.300 euro all'anno).
Sono molti i miti universitari a stelle e strisce che si stanno sfaldando. Jeff Selingo,
autore di un saggio molto documentato sul tema, ne distrugge almeno tre. Non è vero
che le università Usa sono le migliori del mondo. Un 14° posto nel ranking globale si
scontra con un costo medio tra i più alti. Non è vero che tutti gli studenti si laureano
in corso e non perdono tempo. Solo il 40% ci riesce. Non è vero che la laurea determi-
na il futuro in azienda. Sempre più datori di lavoro guardano alle reali capacità e non
ai titoli e ai nomi dei college. Se avete figli che stanno per finire la scuola superiore,
ragionate con loro in modo molto concreto sui costi e sugli obiettivi che hanno in testa.
Non è detto che abbia ragione Bloomberg, ma è certo che sia sempre più indispensabi-
le fare i conti bene prima di investire decine di migliaia di euro all'anno sulla forma-
zione superiore. In America hanno tirato su una generazione di debitori. Giovani che
non solo non trovano lavoro dopo la laurea, ma che inoltre hanno contratto mutui pe-
santi per studiare. Oggi la chiamano Generation I.O.U. (Io ti devo).
(da 'La Gazzetta dello Sport' - 31 maggio 2013 - di Francesco Carla, Presidente
www.finanzaworld.it)
Competitività: l'Italia scende al 44° posto,
la causa: 'non sa diversificare'
Mercoledì (29 maggio) era arrivato il plausa dell'Ue che aveva ritirato la
"procedura d'infrazione" all'Italia. Ieri, giovedì 30 maggio, è invece arri-
vata la bocciatura dell'Institute for management development (Imd) di Lo-
sanna (Svizzera). Nella Classifica internazionale della competitività, stila-
ta ogni anno, l'Italia è scesa dal 40esimo al 44esimo posto (dietro il Perù)
ed è stata inserita anche tra i "perdenti", cioè tra i Paesi che hanno perso
più di 5 posizioni dal 1997 ad oggi. Tra le motivazioni il "non aver diversi-
ficato la sua industria e controllato la spesa pubblica".
La graduatoria, che comprende 60 Stati e assegna il primo posto agli Usa,
vede il peggioramento di Spagna (da 39 a 45), Portogallo (da 41 a 46) e
Francia (28 a 29). A mettere un dito nella piaga ci ha pensato pure l'Ocse
che ha diffuso i dati sulla disoccupazione italiana: nel Paese il 39% dei
giovani è senza lavoro. "Servono azioni di ampio respiro, non solo urgenti",
il monito lanciato.
Lucianone
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