24 maggio '13 - venerdì 24th May / Friday visione post - 12 Il Boss è tornato nella sua terra d'origine: i nonni partirono da Napoli per l'America. Grande spettacolo di Springsteen nella piazza napoletana del Plebiscito «Io sono del Sud Italia ed è bello essere a casa». Con queste parole Bruce Springsteen ha salutato il pubblico aprendo il concerto in piazza Plebiscito a Napoli, sulle note di «O sole mio' suonata dalla E Street Band. Springsteen ha fatto il suo ingresso sul palco a metà canzone portando in mano un cartone giallo a forma di sole con il titolo della nota canzone tradizionale napoletana. Dopo il saluto del "Boss", in ottimo italiano, il concerto vero e proprio è iniziato con "Long walk home".
23 maggio '13 - giovedì 23rd May / Thursdayvisioni post- 3
Londra - Soldato decapitato a Londra: aggressione terroristica / Vietato ai militari di mostrarsi in pubblico in divisa.
LONDRA - Fonti investigative citate dall'agenzia Reuters hanno confermato il verosimile legame con la Nigeria dei due sospetti responsabili della feroce aggressione e dell'uccisione del soldato britannico, aggredito e decapitato ieri seraa a Londra.
Le fonti, parlando sotto copertura dell'anonimato, hanno ipotizzato legami nigeriani, senza fornire dettagli. Legami che sarebbero comunque emersi sulla base delle prime risultanze delle indagini e dell'esame delle immagini video in cui compaiono i due sospetti attentatori, uno dei quali scandisce minacce e slogan islamici. In precedenza la stessa voce era circolata su Twitter, dove un presunto conoscente aveva individuato uno dei due killer come Michael Adeboloja: giovane di origine nigeriana trapiantato a Londra e che avrebbe cambiato il suo nome in 'Mujahid' dopo essersi convertito dal cristianesimo all'Islam.
Il primo ministro britannico. «Questo non è solo un attacco alla Gran Bretagna, questo è tradire l'Islam. Non c'è nulla nell'Islam che giustifichi questo atto». Parlando davanti a Downing Street il giorno dopo l'attacco il primo ministro David Cameron ha citato la capo scout diventata eroina, Ingrid Loyau-Kennett, che ieri ha affrontato gli attentatori sul posto del massacro. «Quando le è stato detto 'Vogliamo cominciare una guerra a Londra', lei ha risposto: 'siete soli contro molti, perderete'. Così facendo, lei ha parlato per tutti noi', ha detto il premier.
Roma
Lavoro: il nodo delle risorse / Il governo punta agli incentivi
L'incontro tra Giovannini e le parti sociali / Entro giugno
il piano degli interventi.
Molte proposte, un clima sicuramente positivo, ma anche una domanda che aleggiava sul tavolo: dove trovare i soldi che servono? Il primo incontro tra il ministro del Lavoro Giovannini e le parti sociali è servito ad avviare il percorso che dovrebbe portare a fine giugno, in concomitanza con il prossimo Consiglio europeo, a definire programmi di medio e lungo termine in particolare sull’occupazione del giovani. Ma la scadenza effettiva per i primi provvedimenti potrebbe anche slittare a luglio. Non ci sono per ora nuovi appuntamenti formalizzati, ma nei prossimi giorni le strutture del dicastero dovrebbero elaborare un documento, una sorta di proposta aperta che tenga conto di quanto emerso finora. Su questa bozza dovrebbero proseguire i contatti a livello tecnico. «Dobbiamo essere rapidi» ha comunque avvertito il ministro.
I FONDI DISPONIBILI
Ma quante risorse sarà possibile mettere effettivamente in campo? Ci sono i fondi europei del programma Youth Guarantee: la quota italiana è di 400 milioni, si tratta di anticiparne la disponibilità a quest’anno. Per il resto, molto dipenderà dai margini di manovra che si potrebbero aprire dopo il 29 maggio, dopo cioè l’uscita del nostro Paese dalla procedura per disavanzo eccessivo. Ma quegli spazi finanziari, se pure ci saranno dovranno servire anche alle esigenze di altri settori. Ne è consapevole Giovannini che ai partecipanti all’incontro ha spiegato di «essersi messo in fila a palazzo Chigi» per le priorità del suo dicastero. Certo le disponibilità non potranno arrivare ai 12 miliardi di cui si è parlato. «La vedo difficile» ha tagliato corto il ministro. Che comunque mantiene un atteggiamento pragmatico: «Bisogna sfruttare tutti i refoli di vento» ha sintetizzato, ricorrendo ad una metafora velistica, una volta uscito dalla riunione.
Bruxelles - Letta incassa il sì UE: priorità all'occupazione dei giovani / Alla fine del vertice il premier ignorato da Angela Merkel / Ma lui spiega: "No, ci eravamo salutati trenta secondi prima". «L’emozione del battesimo» che dice di aver avuto appena ieri pomeriggio, quando si è seduto nella sala del Consiglio europeo, Enrico Letta sembra averla superata bene. Deve essere stata ben poca cosa rispetto alle emozioni che gli riserva la «strana maggioranza» che lo attende a casa dopo una sosta a Lipsia per i 150 anni della Spd tedesca. Al debutto sulla scena europea, il presidente del Consiglio si mostra sereno e non si sbilancia mai. Anche quando, dopo il summit, gli viene chiesto se sarà possibile evitare l’aumento dell’Iva: «Se ci saranno le risorse sarà auspicabile, ma dobbiamo discutere» anche dei tagli di spesa.
Palermo - Anniversario strage di Capaci 21 anni dopo l'uccisione di Falcone e la sua scorta / Napolitano: "Lotta instancabile alla mafia".
«Abbiamo vinto la sfida del meteo, siamo qui insieme a voi». Il presidente del Senato Pietro Grasso ha salutato così i ragazzi siciliani che hanno accolto a Palermo con uno sventolio di bandierine tricolore e con le note dell'Inno di Mameli i coetanei arrivati da tutta Italia in decine di migliaia per il 21esimo anniversario delle stragi di Capaci e di via D'Amelio. Sul palco dopo di lui ha preso la parola anche Don Ciotti, imbarcato sulla Nave proveniente da Napoli per esortare tutti a tenere viva la memoria dei due magistrati e di tutte le vittime della mafia.
Grasso. «Ritengo inappropriato sostenere che proposte legislative di contrasto alla mafia, alla corruzione, al voto di scambio possano essere considerate divisive. L'unica divisione possibile nel contrasto alla corruzione è quella tra gli onesti e i corrotti». Lo ha detto il presidente del Senato Grasso a Palermo. Grasso, intervenendo alle commemorazioni della strage di Capaci, ha proseguito: «lo Stato deve essere e apparire forte, serio e credibile, rigoroso con coloro che lo contrastano, affidabile con i cittadini onesti». «Lo Stato deve essere ed apparire forte, serio e credibile. Rigoroso con coloro che lo contrastano e affidabile con i cittadini onesti», ha aggiunto Grasso, intervenendo dall'Aula bunker del carcere Ucciardone di Palermo, in occasione delle celebrazioni per il 21esimo anniversario delle stragi di Capaci e via d'Amelio. «Chi rappresenta le istituzioni - ha aggiunto - dovrebbe guardare alla vita di Falcone e Borsellino, ispirarsi al loro esempio e richiamarsi alle proprie responsabilità».
22 maggio '13 - mercoledì 22nd May / Wednesdayvisioni post- 14
STATI UNITI - Paesaggio devastato a 24 ore dal passaggio del tornado sull'Oklahoma. Il capo dei vigili del fuoco: "al 98%" tra le macerie probabile non ci siano più sopravvissuti né corpi da recuperare". Ma si scava ancora tra le macerie. Danni per 3 miliardi di dollari: è il più costoso della storia. Partono le prime donazioni.
Più di cento persone sono state estratte vive dalle macerie delle case spazzate via dal tornado che lunedì ha devastato Oklahoma City. Tra i 24 morti anche 9 bambini di una scuola elementare. Due superstiti. 'la maestra ci ha fatto scudo con il suo corpo'- (da Il Corriere della Sera - 22/05/2013 - Massimo Gaggi /inviato) Oklahoma City A Moore, una delle tante località del Mid West americano abituate a trascorrere la primavera come città sotto minaccia di bombardamenti, le sirene d'allarme hanno suonato 16 minuti prima che si scatenasse il finimondo. Sembra niente, ma qui hanno imparato a mettersi in salvo in pochissimon tempo: il preavviso medio è di 10 minuti. Chi si è scavato uno 'shelter' sotto casa si rifugia lì, nella 'cellar', la cantina. E' al sicuro, ma può restare bloccato là sotto se la casa crolla e i detriti ostruiscono l'uscita del rifugio. "Nella scuola, però, il rifugio non c'è", racconta James Rushing che non riesce nemmeno a essere indignato: è ancora sotto choc, incredulo per quello che ha visto. Abita a un paio di isolati dalla Plaza Tower Elementary School di Moore, poche miglia a sud di Oklahoma City. Quando è scattato l'allarme è andato a riprendersi il figlio di cinque anni. "Ma dopo due minuti che ero dentro, ha cominciato a tremare tutto. IL CIELO era nero, ho
sentito il ROMBO sordo del vortice che avanzava: abbiamo cercato di metterci
al riparo". I più grandicelli, quarta, quinta e sesta classe, erano stati giò porta-
ti al sicuro dai loro insegnanti in una vicina chiesa, un edificio di pietra. I pic-
coli sono rimasti nella scuola.
,
Stessa scena in un'altra elementare di Moore, la Briarwood. "Abbiamo radunato
i bambini nella sala più lontana dalle pareti esterne", racconta Sheryl Bittle,
una delle maestre. "Li abbiamo fatti accucciare negli angoli con i loro zaini
sulla testa".E' andata bene: qui non ci sono state vittime, anche se la Briar-
wood è stata distrutta, le auto che erano nel parcheggio, sollevate dai venti che
soffiavano a oltre 320 chilonmetri l'ora, sono state scagliate contro la facciata
della scuola, sfondandola. La Plaza Tower, invece, è stata centrata con ancor
più violenza dal tornado. Le pareti alle quali si erano aggrappati gli alunni
sono crollate seppellendoli o sono schizzate via. Esemplare il coraggio di una
maestra, Rhonda Crosswhite: con il suo corpo ha fatto scudo ad alcuni dei
suoi allievi, salvandoli. "Quando tutto è iniziato a venire giù, mi sono messa
su di loro. Tutto qui. Uno dei miei ragazzini mi diceva: 'Ti voglio bene, ti vo-
glio bene, ti prego non morire con me...".
Purtroppo non tutti i piccoli allievi sono sopravvissuti. L'ultimo bilancio parla
di 24 morti, tra i quali almeno 9 bambini, e oltre 200 feriti. Sono state oltre 100
le persone finora estratte vive dalle macerie. I soccorritori continiuano le ricer-
che tra gli edifici crollati. , anche con l'aiuto di cani e di tecnologie sofisticate.
La zona è così DEVASTATA che si fatica addirittura a individuare le strade.
Quando vivi in queste regioni, ti dice la gente, pensi di aver visto tutto. Ti abi-
tui anche all'arme 'twister'. Nella "Tornado Alley" - il corridoio delle trombe
d'aria che attraversa le praterie del Kansas e dell'Oklahoma, fino a quelle del
Missouri e dell'Arkansas, arrivando a lambire anche Texas e Nebraska - la
parola "emergenza" (emergency) viene usata molto di rado. L'allarme che
scatta ogni anno in primavera diventa quasi uno stile di vita. Soprattutto a
maggio. Anche prima che parta il lamento delle sirene, la gente impara a ri-
conoscere i segni premonitori: il cielo scuro che diventa nero, le nubi sempre
più basse, il caldo umido, afoso, improvvisamente spezzato da una corrente
fredda. E, dopo ore di vento forte, l'aria che si ferma all'improvviso. Allarmi
che si sono ripetuti anche oggi: pioggia, schiarite, cielo improvvisamente cu-
pissimo e le minacciose nuvole nere che ho visto in lontananza, mentre in
auto risalivo da Dallas , in Texas, verso Oklahoma City. Dove la gente, pur
abituata alle tempeste che uccidono e distruggono decine di case, non ave-
va mai visto niente di simile. A nord di questa grande città di 600 mila abi-
tanti era successo anche domenica: due morti, 39 feriti e decine di case di-
strutte. Un flagello.
After tornado-apocalypse
The broad, dark funnel cloud was on the ground for about 35 minutes before dissipating
Lunedì la replica è stata ben più catastrofica: peggio della tempesta che portò morte e distruzione nel 2003. Danni forse anche peggiori dello "storico" tor- nado del 3 maggio 1999 quando proprio qui, a Moore, si abbatterono i venti più forti mai registrati al mondo da uno strumento scientifico: 302 miglia, oltre 480 chilometri l'ora. Più del doppio dell'uragano più violento. Allora i morti furano 40, le case ditrutte migliaia, con danni per un miliardo e mez- zo di dollari. Stavolta il tornado è stato classificato EF4, appena sotto il gra- do più alto della scala: si giunge a questo livello quando i venti superano le 200 miglia l'ora, arrivando a sradicare intere case dalle loro fondamenta. Ma il bilancio, sia per quanto riguarda le vittime che per i danni, è ugual- mente gravissimo. Solo un twister abbattutosi esattamente due anni fa (22 maggio 2011) su Joplin, in Missouri, uccise di più: 158 vittime. Ma allora i danni furono assai più limitati. A Moore , invece, la tromba d'aria formatasi lunedì che ha portato devasta- zione sulle 20 miglia del suo percorso, prima di dissolversi 40 minuti dopo, ha letteralmente scavato la terra come un gigantesco aratro su un fronte largo circa due chilometri. Un percorso che, incredibilmente, COINCIDE in modo quasi perfetto con quello del tornado del 1999. Lucianone
Un fotografo e un neuoroscienziato, Ferdinando Scianna e Stefano Cappa, dialogano su un tema fondamentale per la nostra vita ma anche per l'apprendimento: LE METAFORE DELLA MEMORIA
(da la Repubblica - 23/03/2012 - di Paolo Magliocco) Archivio o motore di ricerca, come funziona la macchina dei ricordi Cappa / Lo studio scientifico della memoria non gode di un privilegio particolare rispetto a un approccio letterario o artistico su un oggetto che poi non è neanche necessariamente lo stesso. La definizione più generale che si può dare dal punto di vista scientifico è che si tratta di qualun- que cosa che lascia una traccia a livello della nostra mente, del nostro cervello. Si può scendere
a un livello estremamente semplice, addirittura cellulare: se espongo ripetutamente una cellula a
uno stimolo la sua risposta allo stimolo diminuisce e questo indica che c'è stato un apprendimen-
to, conseguenza di qualcosa che è arrivato dall'esterno. DA qui si sale fino al livello della memo-
ria autobiografica, che invece è un fenomeno estremamente complesso e che possiamo pensare
di studiare solo negli esseri umani, perchè presuppone il linguaggio. L'una e l'altra memoria con-
dividono il principio di base, generalissimo, che ci sono eventi che lasciano una traccia. Ma ab-
bracciano una varietà enorme di concetti, tanto è vero che adesso si parla di "memorie" più che
di memoria. Scianna / Questo discorso della traccia riguarda molto il mio lavoro. Io penso che la fotografia
abbia costituito nella vicenda culturale umana una rottura quasi di carattere copernicano. Per la
prima volta ci troviamo di fronte a immagini che non sono fatte dall'uomo, ma che sono prelevate
dal reale, che sono appunto traccia di qualcosa. E sono qulacosa di estremamente obiettivo e al-
lo stesso tempo ambiguo..
CONTINUA...
to be continued...
22 maggio '13 - mercoledì 22nd May / Wednesday visioni post - 13
Altre notizie sul 'Calcio malato' si possono leggere in questo blog andando alle seguenti date di riferimento in archivio: 12 aprile 2012 / 9 febbraio 2013 Tre miliardi di debiti e stadi vuoti: il lungo default della serie A Un quadro allarmante emerge dal terzo Report della Federcalcio sullo stato di salute del pallone in Italia (Da notizie ritrovate in 'la Repubblica' / R2SPORT / 5/04/2013 - Fulvio Bianchi) Roma - Un calcio malato che cerca disperatamente di districarsi fra buoni propositi di ravvedimento e la cruda realtà di cifre che lo mandano a picco. La Figc ha presen- tato (ieri) il suo terzo Report, la fotografia sullo stato del nostro calcio: c'è poco da stare allegri (oggi come domani). <ricavi in ripresa d'accordo (2,6 miliardi di euro) ma debiti a quota 2,9 miliardi (+ 8,8% rispetto l'anno prima), patrimonio netto mi- giorato ma pur sempre a cifre modeste (287 milioni: se fosse un'azienda "normale" dovrebbe preoccuparsi per il suo futuro), perdite in diminuzione del 10% (388 mi- lioni), ma costo del lavoro che aumenta (del 3 per cento) con giocatoer strapagati e stadi sempre più vuoti. Si guarda al futuro. Giancarlo Abete si sforza di essere ottimista ("niente pessimiù smo leopardiano"), ricorda l'importanza di una legge sugli stadi ed elogia il model- lo-Juve, che se l'è cavata da sola e ha trovato una nuova strada, importante, di rica- vi. Ma in pochi anni è stato perso un milione di spettatori: il trend negativo è inizia- to nel 2008-09, e siamo non solo lontani anni luce dalla Germania (stadi pieni al 93%), ma ci staccano anche Premier League e Liga di Spagna. E la colpa, attenzio- ne, non è solo degli impianti, vecchi e sovente brutti (perà meno insicuri del passa- to, un progresso sensibile sul fronte sicurezza): è il prodotto che offriamo che non piace più. Basta pensare che per il campionato di A la media spettatori è stata di 22.005 nel 2011-12 (ma in leggera risalita quest'anno), pur essendo i biglietti me- no cari (20,5 euro contri i 50 della Spagna) che in altre nazioni, mentre in Cham- pions League la media si attesta sui 54.308 tifosi a partita, più che in Inghilterra. Basta offrire un prodotto avvincente, come la Coppa con le grandi orecchie e i ti- fosi italiani rispondono. E non è detto che l'overdose di calcip in tv svuoti (sempre) gli stadi: almeno in Bundesliga non è stato così. Ma in Italia si sta studiando, dal 2015, se imitare il sistema inglese, dove non tutte le gare vengono trasmesse in di- retta e c'è una "protezione" del prodotto. I venti padri-padroni del pallone si augurano che al bando del prossimo anno possa partecipare anche Al Jaazeera. Più competitors, più soldi? Ma alle pay tv questo cal- cio non piace e della Lega di A ieri non c'era nessuno, come se la cosa non li riguar- dasse. Il nostro calcio è "VECCHIO", non ha più grandi talenti, i giovani faticano ad imporsi e poi quegli impianti che, tranne eccezioni, mettono tristezza. Per fortuna, c'è la Nazionale che tira, porta ascolti in tv (ma la Rai si lamenta: "giusto valorizza- re la maglia azzurra ma sino a che punto?"), entusiasmo e soldi nelle casse della Figc che deve difendersi adesso dall'assalto delle nostre Federazioni: "Troppi i 62 milioni di contributi Coni al calcio che sperpera", sostengono. Abete si ribella ("storie, noi siamo il motore dello sport") ma il 16 aprile, in giunta Coni, ci sarà battaglia. Le prospettive per il nostro calcio non sono rosee, lo stesso Pd è preoccupato ("biso- gna cambiare rotta"): siamo ancora troppo dipendenti dai diritti tv e poi dalla prossi- ma stagione calerà la mannaia dell'Uefa. Il Progetto Fair Play Finanziario prevede infatti le prime sanzioni e Platini ha promesso che non guarderà in faccia a nessuno (nemmeno al Psg dove lavora suo figlio). I club italiani rischiano di essere esclusi dalle Coppe europee? No, almeno per ora. Hanno tutti iniziato (dal Milan all'Inter passando per la Juve che ha dimezzato il "rosso") un percorso virtuoso. Ma rischiano, questo sì, di essere meno competitive in campo internazionale. Come spiega Ernesto Paolillo, ex ad dell'Inter ed esèperto, insieme ad Umberto Gandini (direttore organizzativo Milan) del FFP: "L'Uefa potrebbe imporre alle nostre so- cietà sanzioni economiche e questo comporterebbe una minore possibilità di opera- re sul mercato e minore cmpetitivitàa a livello europeo". Già, chi gielo dice adesso a Conte?
Quando Beppe Grillo attacca un ministro canoista... allora siamo proprio arrivati alla frutta. A parte, poi, che Josefa Idem è entrata in politica da un pò di anni, e magari Grillo non avrebbe avuto niente da dire se la Idem avesse fatto parte del suo movimento, o no? Si legga, il signor 5Stelle, quello che segue... forse qualcosa da apprendere ce l'ha. (Lucianone)
Grillo, prima di attaccare la Idem si legga Stevenson in canoa Va bene, ora si potrà pure dire: ma sì, è il suo linguaggio, esagera sempre un pò, le sue frasi sono sempre forti... Però la domanda è: scusi, Beppe Grillo, ma perchè una canoista al governo "un pò te- desca, è da scemi più che di sinistra"? Nella sua ballata quotidia- na, stavolta ispirata al celebre "Destra Sinistra" di Giorgio Gaber, il leader del Movimento 5 Stelle si diverte ad aprire l'ennesimo fronte. Naturalmente attirandosi le reazioni trasversali di mezzo mondo politico, ma anche di Antonio Rossi, assessore-canoista della regione Lombardia e della Federcanoa. L'obiettivo sembra creare la classica situazione dell'uomo solo contro tutti. E' qualcosa che funziona spesso perchè questo Paese è fatto an- che di odiosi conformismi, di grandi ipocrisie, di luoghi comuni insop- portabili. La gente a volte apprezza chi rompe con tutto questo. Ma che c'entra la Idem e la canoa in tutto questo? Canoista è forse diventato sinonimo di inquisito o di condannato o sceglete voi il rea- to? E se fosse stato un canottiere o un pallavolista? Sarebbe stato più o meno "da scemi"? E quell' "un pò tedesca" che cos'è, una strillata antieuropea o un'altra coccola a un pezzo di elettorato che si ostina a considerare stranieri persone italiane quanto tutti gli altri? Insomma, si possono dire diverse cose giuste. Ma un'assurdità va trattata come tale. E allora consigliamo a Grillo un pò di ferie e un libro. Si chiama "Viaggio nell'entroterra" e lo scrisse Robert Louis Stevenson. Guarda un pò, è la storia di una gita in canoa dell'autore che inventerà "L'Isola del tesoro": irresistibile. Sarebbe un modo forse per chioedersi: ma perchè ho detto che una canoista al governo è "da scemi"? (da 'La Gazzetta dello Sport' - lunedì 20 maggio '13 - di Valerio Piccioni)
20 maggio '13 - lunedì 20th May / Mondayvisioni post- 14
Peggio della morte. Quegli sfregi al vetriolo sono l'abisso dell'odio. (da LA STAMPA - 3 maggio 2013 / Maria Corbi) Un volto cancellato, la propria identità violata per sempre, l'acido che corrode la pelle e l'anima. "Una condanna peggiore della morte", spiega Maria Rita Parsi, psicoterapeuta, che ha tra le sue pazienti molte donne picchiate dai compagni, "ferite duramente nel corpo". "Ma lo sfregio con il vetriolo è l'abisso dell'odio", dice Maria Rita Parsi. In Occidente è un orrore che abbiamo importato da Paesi che considera- no le donne dei beni di proprietà dei padri, dei fratelli e dei mariti. "L'aumento dei casi si deve non solo a una situazione di disagio colletti- vo che aumenta i disagi individuali e la frustrazione di menti psicolabili, ma anche l'effetto scia, all'emulazione", spiega la Parsi che ricorda con dolore Fakhra Younas, ballerina pakistana sfigurata dal marito che le ha gettato l'acido sul suo bellissimo volto mentre dormiva. "In Italia ha subito 39 operazioni e poi un anno fa non ce l'ha più fatta e si è suicida- ta buttandosi dalla finestra", ricorda la Parsi. E questo nonostante fosse seguita da un equipe di psicanalisti. "E' molto difficile superare una violazione irreparabile della propria identità". Nel suo libro, "Il volto cancellato", Fukhra ha urlato tutta la sua disperazione. "Una ferita che non ha guarigione", insiste la Parsi. "La distruzione della bel- lezza. L'aguzzino che urla 'ti cancello'". Una punizione che importiamo dall'Asia, dal Pakistan, dall'India, riservata di solito alle donne e che invece da qualche tempo ha tra le vittime anche uomini. Come il romano sfigurato, probabilmente, da una ex. O come, a Mosca, il diret- tore del Bolshoi aggredito con l'acido per una storiaccia di invidie e rancori tra ballerini. "la molla che fa scattare il carnefice è sempre il possesso, l'invidia, la volontà di cancellare l'altro come oggetto di desiderio", spiega la Parsi. "Non vi è solo la volontà di annientare l'altro, ma di farlo soffrire a lungo e len- tamente. Di sottoporlo alla pena perpetua e infernale della mostruosità", conti- nua l'esperta. "E' vero che ci sono tra le vittime anche uomini, ma lo sfregio con gli acidi rimane una punizione riservata soprattutto alle donne. Perchè da sem- pre la bellezza è considerata un potere femminile. E allora si indebolisce, si pri- va della forza chi non ubbidisce, chi rivendica la propria indipendenza. Non a caso Dostoevskij diceva che sarà la bellezza a salvare il mondo". L'ennesima variante del femminicidio, la più crudele. "C'è una profonda invi- dia della libertà femminile, e si vuole ridurre le donne in qualche modo in schiavitù, privandole della libertà, della bellezza o della stessa vita". "Le donne sono cambiate - continua la Parsi - ma gli uomini no, anzi hanno fatto un passo indietro". Sotto accusa quegli uomini che resistono nei loro
vecchi ruoli, che pretendono di avere il controllo. "L'emancipazione e la li-
berazione femminili vengono vissute con rabbia, come eventi che determina-
no in loro una profonda instabilità. Hanno perso la donna ancella e non ce
la fanno. Tanto che nei luoghi geografici dove questi ruoli sono cambiati,
in Nord Europa, la violenza sulle donne ha numeri molto inferiori".
Serie A: tutto deciso, dopo lo scudetto alla Juve Al Napoli la Champions League, al Milan i preliminari di Champions / La Fiorentina e l'Udinese si giocheranno l'Europa League. Palermo, Siena e Pescara sono retrocesse in serie B.
Dal Milan e dall'Udinese le ultime vere emozioni di un campionato dominato da una Juventus spesso stratosferica rispetto alle altre, ma in campo europeo sarà tutta un'altra musica, e i bianconeri dovranno suonare Beethoven e magari Stravinskj per riuscire ad essere alla pari di tedeschi e spagnoli e... inglesi. Ci vorranno i rinforzi giusti e una mentalità europea da costruire strada facendo. Speriamo bene! (Lucianone) Risultati delle partite Sampdoria - Juventus 3 - 2 (giocata sabato 18/05/'13) Atalanta - Chievo 2 - 2 Bologna - Genoa 0 - 0 Cagliari - Lazio 1 - 0 Inter - Udinese 2 - 5 Palermo - Parma 1 - 3 Pescara - Fiorentina 1 - 5 Roma - Napoli 2 - 1 Siena - Milan 1 - 2 Torino - Catania 2 - 2
Classifica finale JUVENTUS 87Napoli 78 / Milan 72 / Fiorentina 70 / Udinese 66 Roma 62 / Lazio 61 / Catania 58 / Inter 54 / Parma 49 / Cagliari 47 Chievo 45 / Bologna 44 / Sampdoria 42 / Atalanta 40 / Torino 39 Genoa 38 / Palermo 32 / Siena 30 / Pescara 22
SCUDETTO La Juventus è campione d'Italia. I bianconeri hanno conquistato il 29° tricolore della loro storia - il secondo consecutivo - con tre giornate di anticipo, battendo in casa il Palermo alla 35^. Quella della Juve è sta- ta una cavalcata ininterrotta: i bianconeri non hanno mai ceduto lo scettro del primo posto in classifica.
CHAMPIONS La Juve (prima) e il Napoli (secondo) accedono alla fase a gruppi. Il 3° posto (che qualifica ia playoff di Champions) è del Milan grazie alla vittoria nel finale a Siena. Classifica finale: Milan 72, Fioren- tina 70. Quindi rossoneri in campo il 20/21 agosto e il 27/28 agosto. Per la Fiorentina resta soltanto la consolazione dell'Europa League (dai playoff): i viola in campo il 22 e il 29 agosto. Continua...to be continued...
Roma Parlamentari sul libro paga delle lobby (da rivelazioni delle "Iene") / Grasso: "Chi sa denunci tutto ai pm".
Intervista anonima all'assistente di un senatore: «Multinazionali del tabacco e del gioco d'azzardo versano tangenti per condizionare il voto». Il presidente di Palazzo Madama annuncia di voler fare chiarezza sulla vicenda.
Senatori e deputati a libro paga di multinazionali e lobbisti. È quanto sostiene un assistente parlamentare intervistato dalle Iene. L'anticipazione ha provocato l'immediata reazione del presidente del Senato, Piero Grasso: «Chi sa qualcosa sui parlamentari pagati farebbe bene a denunciare questi comportamenti gravissimi». Ha affermato l'ex procuratore antimafia. «Io - ha aggiunto - mi adopererò per fornire agli inquirenti nel più breve tempo tutte le informazioni che riterranno utili alle indagini». Una risposta immediata potrebbe essere una nuova legge sul tema della corruzione e del voto di scambio: «Per quanto mi riguarda ho dimostrato di considerare la lotta alla corruzione un'assoluta emergenza depositando, il mio primo giorno da senatore, un ddl con Disposizioni in materia di corruzione, voto scambio, falso in bilancio e riciclaggio , che martedì sarà preso in esame dalla Commissione Giustizia del Senato».
IL SERVIZIO DELLE IENE - Nel servizio in onda domenica sera, l'assistente parlamentare parla di «senatori e onorevoli a libro paga di alcune multinazionali, le cosiddette lobbies». L'uomo ha chiesto di restare anonimo: «Ci sono le multinazionali - ha raccontato - che ogni mese per mezzo di un loro rappresentante fanno il giro dei palazzi, sia al Senato che Camera: incontrano noi assistenti e ci consegnano dei soldi da dare ai rispettivi senatori e onorevoli». L'obiettivo, ha spiegato sempre la fonte anonima, è «far sì che quando ci sono degli emendamenti da votare, i senatori e gli onorevoli li votino a favore della categoria che paga». Operazioni che prevedono una sorta di tariffario: «Per quel che mi riguarda, conosco due multinazionali, una del settore dei tabacchi e un'altra nel settore dei video giochi e delle slot machine ed entrambe elargiscono una 1.000 euro e un'altra 2.000 euro ogni mese». La tariffa «cambia a seconda dell'importanza del senatore e quindi, se è molto influente, sale fino a 5.000 euro». Per quanto riguarda poi, ha detto ancora, «le sale Bingo, si sono formati due gruppi, partecipati sia da uomini del centro sinistra che da uomini del centro destra. I due gruppi fanno capo ad ex ministri del centro sinistra». LE INDISCREZIONI - Grasso ha quindi annunciato di voler andare fino in fondo: «Dalle anticipazioni giornalistiche in merito al servizio delle Iene su deputati e senatori che, nelle scorse legislature, sarebbero stati pagati da multinazionali per operare modifiche favorevoli ai disegni di legge in discussione - si legge in una nota di Palazzo Madama - emerge la denuncia di un comportamento che, se provato, sarebbe gravissimo». «Purtroppo - prosegue la nota - la natura di denuncia, anonima nella fonte e nei destinatari, rende difficile procedere all'accertamento della verità. Spero quindi che gli autori del servizio e il cittadino informato di fatti così gravi provvedano senza indugio a fare una regolare denuncia alla Procura, in modo da poter accertare natura e gravità dei fatti contestati». «Da parte mia - ha continuato Grasso - assicuro che mi adopererò per fornire agli inquirenti nel più breve tempo tutte le informazioni che riterranno utili alle indagini». (da CorrieredellaSera.it - redazione online)(d
Avellino Epifani: "Basta attentati al governo" / Il segretaqrio del Pd replica a Berlusconi: "La deve smettere di mettere mine. Bisogna far lavorare il governo per il bene del Paese" / Frecciate anche per Sel: 'Scappa dai problemi'.
«Bisogna lasciare lavorare il governo», perché «ha come fine il bene nazionale». Quindi, «Berlusconi deve smettere di mettere mine ogni giorno, questo governo non è nato per risolvere i suoi problemi, ma quelli delle persone più umili». Guglielmo Epifani, dal palco di Avellino, risponde al leader del Pdl. E non solo a lui. Perché il segretario del Pd punta il dito contro Beppe Grillo e replica: «Chiedere alle persone di strappare le tessere del loro partito per rinnegarne l'appartenenza, è davvero un curioso modo di concepire la democrazia».
«LA NOTTE DELLA DEMOCRAZIA» - Ed è proprio sul modus operandi dell'ex comico che Epifani avverte: «Non ci facciamo abbagliare da Grillo». Anche perché «Sappiamo per certo che ogni qualvolta si contrappone la piazza al Parlamento lì comincia la notte della democrazia. Guai a contrapporre una forma di democrazia all'altra». FIOM - Dalle polemiche con Grillo a quelle sulla manifestazione della Fiom. «Mi è pesato non stare in piazza, vengo da quella storia, sono cinquant'anni che sto in piazza e lo ero anche ieri con Ignazio Marino». Per poi aggiungere: « «Non mi piaceva che durante il governo Prodi c'erano ministri che andavano in piazza e sfilavano contro il governo. Pretendo serietà e diamo serietà». SEL - Una domenica intensa per Epifani. Con un piccolo siparietto. Alla manifestazione campana inciampa in un gradino. Rialzandosi, tranquillizza i dirigenti provinciali con lui: «Sto bene». Quindi prende la parola. E un pensiero va alle prossime elezioni amministrative. «Non credo mineranno la tenuta del governo». Insomma la preoccupazione sta proprio all'esecutivo. Così dopo Berlusconi parla del divorzio con Sel per il sostegno all'esecutivo. «Si vede che non era un matrimonio molto solido. Non mi piace chi scappa sempre da difficoltà e non mi piace che ci siano due sinistre. Una responsabile e l'altra che non vuole responsabilità». (da CorrieredellaSera.it / Redazione Online 19 maggio 2013)
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