giovedì 9 maggio 2013

Spettacoli / Musica - Springsteen conquista Oslo

9 maggio '13 - giovedì                 9th May / Thursday                     visione post - 10

Il ritorno del Boss in Europa
OSLO (Norvegia)
Ovunque ci siano "cuori affamati" c'è Bruce Springsteen pronto a riempire,
appagare anche il più inestinguibile degli appetiti.  Torna in Europa il Boss,
col suo indomabile messaggio di redenzione. Regala al pubblico affluito nel
pomeriggio, quelli del "ring", i fan più accaniti, un miniconcerto acustico  a
sorpresa, tanto per scaldarsi  e  confermare di essere  uno diverso tra tutti
quelli che di questi tempi calcano i palcoscenici della musica.
Ha anche raccontato di James Brown e Sam & Dave, i maestri che gli hanno 
insegnato come si sta su un palco, del suo contrastato rapporto con la religio-
ne cattolica ("sono un cattolico scappato  ma le cose che assorbii da piccolo
rimangono, e ci sono anche nelle mie canzoni"), di Obama ("è un bravo pre-
sidente ma non è riuscito a chiudere Guantanamo"), della Napoli che lo sta
per accogliere per il debutto italiano del 23 maggio, in Piazza Plebiscito ("è
la prima volta che suono in una piazza nel centro di una città ma solo quan-
do sarò lì capirò cosa vuol dire veramente") e poi il concerto, iniziato poco
dopo le 19.30, con Little Steven che si esibisce ironicamente come un per-
fetto crooner col Boss che lo piglia in giro perchè si era preso una vacanza
dalla E-Street band per fare l'attore, proprio qui in Norvegia.  Ma da oggi
è di nuovo al suo posto, stabile  e  insostituibile, in virtù di  quei legami  di
vecchia data  che sono  l'essenza della band, ora che mancano   Federici e
Clarence Clemons, sostituito dal nipote Jake.
La scaletta è micidiale:     Badlands, We take care of your own, The river,
che lascia cantare in parte al pubblico, Hungry hearts, l'inno dei 'cuori affa-
mati' di passione e musica, Wrecking Ball, una travolgente Prove it all night
che porta l'atmosfera del concerto alla massima temperatura.
Ci si domanda sempre se Springsteen ce la farà ancora, se l'energia è quella
di sempre, domanda oziosa perchè il Boss non cede di un millimetro. Sarà un
prodigio biologico, un miracolo della natura ma il palco lo fa tremare così co-
me tremano le mura dell'arena Telenoc, e una volta partito è inarrestabile.
Quando attacca She's the one più che un concerto sembra un terremoto che
squassa, resuscita  e  ricompone, e quando  rievoca  le Seeger sessions con
Pay me my money back, il concerto diventa una colossale festa rock.
Il mesaggio è forte e chiaro: cuori affamati di tutto il mondo, il Boss è sem-
pre lì, al vostro fianco.
(da la Repubblica - 30 aprile 2013 - Gino Castaldo)



Lucianone

mercoledì 8 maggio 2013

Ultime notizie - ITALIA / Latest news

8 maggio '13 - mercoledì            8th May / Wednesday                 visioni post - 4

Genova
Nave contro torre del porto: 7 morti, 4 feriti e due dispersi
Secondo il bilancio della Guardia Costiera sarebbero 2 i dispersi nel disastro di Genova, dove la nave portacontainer Jolly Nero ha abbattuto la torre di controllo del porto. Sette i morti accertati, due vittime sono state identificate:


Sette morti, quattro feriti (di cui due gravi) e due dispersi rappresentano il bilancio del disastro avvenuto ieri, dopo le 23, nel porto di Genova quando una nave portacontainer, la Jolly Nero della compagnia «Ignazio Messina», ha urtato in manovra la torre di controllo a molo Giano e ne ha determinato il crollo.
Il capo della procura di Genova, Michele Di Lecce, ha aperto un'inchiesta per omicidio colposo plurimo e, in attesa dell'analisi della scatola nera della nave, ha già deciso di indagare il comandante. Il pm Walter Cotugno, che ha effettuato un sopralluogo, ha sentito una ventina di persone, tra cui il pilota del porto che era al timone della nave e diversi elementi dell'equipaggio.

Tragedia vista dall'alto
Si indaga per capire se è vero che, durante la manovra, i motori della Jolly Nero siano andati in avaria e che la mancanza di propulsione abbia causato l'impossibilità di gestire il natante da parte dei due rimorchiatori agganciati dalla nave. Ma per il presidente dell'autorità portuale Luigi Merlo, «quella manovra non doveva essere fatta lì. Normalmente avviene in una zona più all'interno del porto, dove la nave indietreggia di poppa e si gira per uscire di prua dallo scalo. Nessuna nave si avvicina a quell'accosto».

Politica  /  Assemblea Pd
Faccia a faccia tra Bersani e Renzi
Altre ventiquattr’ore passate con un nulla di fatto. Neanche un faccia a faccia tra Pier Luigi Bersani e Gianni Cuperlo è servito a far fare passi avanti. E se entro stasera i membri del coordinamento Pd e i segretari regionali non troveranno un’intesa sul dopo-Bersani, l’Assemblea nazionale inizialmente prevista per sabato scorso e poi convocata per sabato prossimo potrebbe nuovamente slittare. Oppure, ipotesi emersa nei giorni scorsi, poi accantonata e che però ora riprende quota, i mille delegati convocati a Roma (dovrebbe esserci anche il premier Enrico Letta, interessato ad avere un Pd forte) potrebbero dare soltanto mandato alla commissione per lo statuto di lavorare sulle modifiche da apportare alla carta fondamentale del partito (in primis, non far più coincidere la figura del segretario Pd con quella del candidato premier) rinviando invece la decisione sulla nuova guida a un altro appuntamento.

Roma
Per Giulio Andreotti un addio in privato
Gente comune ed esponenti della vecchia Dc ai funerali di Giulio Andreotti. Intervista ad Aldo Tortorella: "Fu un vero professionista della conservazione". Commento di Giovanni Pellegrino: "L’imputato che scelse di difendersi davanti ai giudici".

Milano
Diritti tv, 4 anni in appello a Berlusconi
Frode fiscale: confermata la sentenza di primo grado, compresa l'interdizione dai pubblici uffici per
 5 anni.  Ghedini: «I giudici di Milano sono prevenuti» / Grillo: "Lo faranno senatore a vita".
:
Altre notizie
Troppe offese: Mentana se ne va da Twitter.
"Manca strategia". E il M5S caccia vicepresidente Regione Sicilia.
Giustizia: alla fine la spunta Palma. Il Pd non lo vota.

Lucianone

Sport - calcio / Serie A - 35^ giornata 2012/13

7 maggio '13 - martedì           7th May / Tuesday

Alla Juventus lo scudetto
Con 3 giornate d'anticipo i bianconeri conquistanoil 29°
scudetto. Conte carica: "Adesso aspetto i rinforzi per l'Europa"
I campioni battono il Palermo e fanno festa.. Il tecnico guarda alla Champions
e vuole 7-8 rinforzi. E puntualizza: "Abbiamo anticipato le tappe, non date tutto
per scontato".
Gli altri verdetti - Napoli in Champions / Il Pescara è in serie B
..

domenica 5 maggio 2013

Dossier / Società - ITALIA / Gli effetti della crisi economica

5 maggio '13 - domenica         5th May / Sunday

La Spoon River della recessione
In quattro anni raddoppiati i suicidi per
motivi economici.
Questa tragica realtà si è sempre più estesa
coinvolgendo operai, imprenditori, negozianti.
Il drammatico fenomeno/2013 non conosce ormai confini geografici, limiti di età,
professione e classe sociale. L'Organizzazione mondiale della sanità avverte:
"Attenzione a non far scattare il rischio-emulazione".

(da la Repubblica - 6/04/2013 - Ettore Livini)
La Spoon River delle vittime collaterali della crisi è un rosario di suicidi "per motivi
economici" - come recitano gelide le statistiche che non conosce nè confini geografici
nè classi sociali. La tragedia ha tanti volti: quello di una cartella esattoriale, di un "no"
allo sportello della banca o di un pò di lavori non pagati, conditi magari dalle minacce
di un "cravattaro".  E colpisce alla cieca in un'Italia dove dal 2008 ad oggi sono fallite
52mila imprese, i consumi sono tornati indietro  di otto anni  e si bruciano 3mila posti
di lavoro al giorno. -    Il risultato è una via crucis che non risparmia nessuno: operai,
imprenditori, agricoltori, negozianti e persino gòli immigrati arrivati qui in cerca di una
vita migliore.  Nel 2010 (ultimi dati disponibili Istat) 187 persone si sono tolte la vita
per motivi economici, il doppio del 2006
CONTINUA...to be continued... 

sabato 4 maggio 2013

Sport - calcio / Serie B - 40^ giornata 2012/13

4 maggio '13 - sabato             4th May / Saturday

Risultati delle partite
Brescia  -  Ascoli               3  -  2
Cesena  -  Juve Stabia        3  -  1
Cittadella  -  Reggina          1  -  2
Crotone  -  Modena            2  -  1
Novara  -  Bari                    0  -  1
Sassuolo  -  Padova            0  -  0
Spezia  -  Lanciano            1  -  1
Ternana  -  Livorno            1  -  1
Vicenza  -  Empoli             1  -  5
Verona  -  Pro Vercelli       3  -  1
(giocata 3 maggio '13)

Classifica
Sassuolo  80  /  Verona  78  /  Livorno  77  /  Empoli  69  /  Novara  60  / 
Brescia, Varese  59  /  Modena  54  /  Padova, Crotone  51  /  Bari  50  /
Ternana, Spezia, Juve Stabia, Cesena  49  /  Cittadella  47  /  Lanciano  46  /
Reggina  45  /  Ascoli  40  /  Vicenza  38  /  Pro Vercelli  32  /  Grosseto  25

Vicenza, tifosi in campo Partita sospesa sull'1-5

Dopo qualche minuto di attesa e l'intervento delle forze dell'ordine, l'arbitro ha fatto poi riprendere il match

Caputo gela il Novara, Empoli a -8 dal Livorno

Varese fermato all'ultimo istante sul 2-2 dal già retrocesso Grosseto, aggancio del Brescia al sesto posto. I labronici riacciuffati nel recupero dalla Ternana, 1-1 e l'Empoli sorride salendo a -8 con il 5-1 al Vicenza, quasi spacciato

VICENZA - Una quarantina di tifosi del Vicenza, oggi in gara con l'Empoli, ha invaso al 5' del secondo tempo il terreno di gioco sistemandosi dietro i cartelloni pubblicitari. La contestazione era nata già alla fine del primo tempo al quinto gol dei toscani. L'arbitro Giancola di Vasto ha immediatamente sospeso il gioco pero poi riprenderlo una volta tornata la calma. I tifosi sono infatti rientrati sugli spalti accompagnati dagli steward vicentini che hanno richiuso con un grosso lucchetto il cancello sfondato in precedenza. A convincere gli ultras più esagitati sono stati anche i giocatori del Vicenza che hanno a lungo parlato con i tifosi. Sul posto era presente anche un gruppo di carabinieri che tuttavia non è intervenuto.
NOVARA - BARI  0 -1 - Secondo passo falso di fila per il Novara al Piola: dopo il Modena, fa festa anche il Bari. Rubino però non vuole sentire parlare di flessione e rilancia: «Partita dominata ma purtroppo non vinta, il calcio è così. Abbiamo forse patito anche un po' di caldo, uno dei più forti dell'ultimo periodo. Nel primo tempo abbiamo gestito bene il gioco e nel primo tempo creato ottime occasioni, ci è mancata un po' di fortuna. Andare sotto di un gol contro avversarie organizzate e in corsa per la salvezza non è facile, Lamanna ha compiuto interventi super, ma non abbiamo nulla da rimproverarci perché ci abbiamo provato fino alla fine. Abbiamo palesato anche oggi lo spirito giusto, provandoci fino all'ultimo respiro, pensiamo a noi, andiamo avanti e vediamo cosa accadrà».
Il gol all'ultimo respiro di Carcuro è la notizia migliore di oggi per il Novara, gelata oggi in casa da una cavalcata di Caputo che regala tre punti salvezza al Bari: il giocatore della Ternana stoppa il Livorno che resta terzo e con otto punti di vantaggio da un Empoli straripante a Vicenza (come straripanti sono stati i tifosi vicentini nella ripresa, di cui parliamo a parte): se la distanza restasse questa, si giocherebbero i playoff. I piemontesi sorridono anche perché il Grosseto fa un favore alla squadra di Aglietti rallentando il Varese con un 2-2 firmato da Coulibaly in pieno recupero, Varese ora raggiunto dal Brescia che affonda l'Ascoli e sale al sesto posto in coabitazione proprio con i cugini lombardi.


DIETRO È BAGARRE. AL MOMENTO ASCOLI E VICENZA IN B - La vittoria della Reggina a Padova in casa del Cittadella inguaia l'Ascoli e ancora di più il Vicenza: sono cinque i punti di vantaggio dei calabresi nei confronti dei bianconeri, quart'ultimi, una distanza che se restasse tale non darebbe diritto ai playout. Punti salvezza pesanti del Crotone (matematicamente sicuro della permanenza) che stende il Modena e del Cesena che cala il tris alla Juve Stabia. Pari del Lanciano in casa dello Spezia, abruzzesi un punto sopra la Reggina al momento.

Altre notizie

Bari, la famiglia Matarrese ha deciso di vendere

Negozia con la "Nuova Meridionale Grigliati" un'azienda siderurgica che opera nella provincia.
BARI - La proprietà del Bari (famiglia Matarrese) ha ufficializzato la trattativa per la vendita dell'intera partecipazione sociale nel club con La nuova meridionale grigliati srl, azienda che opera nella provincia, nel settore siderurgico. Le parti, dopo una riunione svoltasi ieri sera, hanno diffuso una nota congiunta sul sito del Bari. La Salvatore Matarrese spa e Nuova meridionale grigliati annunciano di aver ieri avviato "una trattativa non assistita da alcun obbligo di esclusiva e finalizzata alla cessione dell'intera partecipazione". È stato anche sottoscritto "un accordo di riservatezza in forza del quale le parti si sono obbligate a non rilasciare alcuna dichiarazione sull'andamento della trattativa, fino alla sua conclusione, e su ogni elemento informativo comunque appreso nel corso della stessa, anche successivamente alla sua conclusione, se non nella forma di comunicati preventivamente convenuti a firma congiunta". Alla riunione di ieri, svoltasi a Bari, per la proprietà hanno preso parte Antonio Matarrese, il dg del Bari, Claudio Garzelli, l'avv.Francesco Biga e il commercialista Michele Giura mentre la controparte era rappresentata dal presidente della Nuova meridionale grigliati, Paolo Montemurro, coadiuvato da due consulenti.

LEGA PRO  -  l'Avellino fa festa: promosso in Serie B
Conquistata la matematica certezza della promozione con una giornata d'anticipo grazie al successo per 1-0 in casa del Catanzaro

Lucianone

    Scienze - Neuroni: tempi di invecchiamento

    4 maggio '13 - sabato              4th May / Saturday

    I neuroni possono sopravvivere
    al corpo che li ha generati
    I tempi di invecchiamento dei neuroni non sono determinati geneticamente
    ma dall'ambiente in cui si sviluppano.

    MILANO -
     Non sono i geni, ma l’ambiente. La vita dei neuroni può durare più a lungo di quella dell’organismo che li ha generati. È la scoperta, tutta italiana, portata avanti - per ben cinque anni - da Lorenzo Magrassi dell’Università di Pavia, Ferdinado Rossi e Ketty Leto dell’Istituto di neuroscienze della fondazione Cavalieri Ottolenghi presso l'Università di Torino.
    CELLULE PERENNI - Partendo dal presupposto che le cellule nervose sono perenni e che non possono dividersi e generarne di altre, per molto tempo si è creduto che deperissero prima del resto dell’organismo, dando vita a forme di demenze senili: «Queste teorie sono state da tempo respinte, tanto da dimostrare che i neuroni di un individuo di 80 anni sono gli stessi di un 30enne: i problemi, semmai, insorgono a livello di sinapsi», spiega Magrassi, professore di Neurochirurgia a Pavia.
    TRAPIANTO DI NEURONI - Il team di studiosi ha sperimentato un trapianto di neuroni, innestando cellule embrionali di un topo (la cui sopravvivenza media è di 18 mesi) nel cervello di un ratto (che vive in media circa 36 mesi). Una volta "assestatesi" nel nuovo organismo, le cellule del topo hanno mantenuto la loro dimensione originaria (di poco inferiore rispetto a quelle del ratto). Ma, con grande sorpresa, non sono deperite dopo 18 mesi, come sarebbe successo nell’altro organismo e si sono comportate esattamente come le altre: invecchiando, certo, ma al ritmo del ratto. E spegnendosi dopo circa 3 anni.
    AMBIENTE FONDAMENTALE - «Questo dimostra come i tempi di invecchiamento dei neuroni non siano determinati geneticamente, quindi a priori, ma dall’ambiente in cui si sviluppano», ha proseguito il professore. Una scoperta che apre a nuovi scenari: «Ancora non sappiamo come mai questo avvenga, ma sappiamo che è su questo che dobbiamo insistere». Perché i processi di invecchiamento cellulare (molto accelerati), e la conseguente estinzione del neurone, sono la causa di molte patologie neurodegenerative: «Ma siamo ancora troppo indietro. Siamo solo all’inizio».

    Lucianone

    Sport - calcio / Serie B - 40^ giornata: l'anticipo Verona - Pro Vercelli

    4 maggio '13 - sabato          4th May / Saturday

    Serie B: Verona-Pro Vercelli 3-1, prosegue il volo per la A. Piemontesi in Lega Pro

    Verona, 3 maggio 2013

    L'Hellas supera i piemontesi senza difficoltà: apre Cacciatore nel primo tempo, nella ripresa chiudono i giochi Gomez e Sgrigna. Inutile la rete finale di Iemmello. Gialloblù a -2 dal Sassuolo capolista.

    Il Verona è secondo, almeno per un giorno. La Pro Vercelli è in Lega Pro, almeno per un anno. Troppa differenza al Bentegodi, troppo affamato l’Hellas per concedere sconti a chi era davanti all’ultima chiamata per rimanere aggrappato alla serie B.

                               Alessandro Sgrigna: a segno contro la Pro Vercelli

    TUTTO TROPPO FACILE — L’equilibrio non c’è mai stato, anche se in avvio qualcosa di buono la volenterosa Pro Vercelli ha mostrato. Mandorlini è squalificato, tornerà sabato con la Juve Stabia. In panchina il vice Bordin, in campo solo piedi buoni a centrocampo fra Bacinovic e Jorginho, in mediana scala Martinho per far posto nel tridente al rientrante Sgrigna, vicino a Cacia e Gomez. La Pro Vercelli senza tre dei quattro ex (Grossi, Abbate, Ragatzu) tira in porta per prima (2’) con De Silvestro, ma l’intervento di Rafael non è poi così complicato. Il Verona trova spazio soprattutto a destra, dove l’asse Cacciatore-Gomez funziona al meglio. I pericoli iniziali li crea Daniele Cacia, che al 12’ sfiora il gol numero 23 della sua stagione con un destro a giro che Valentini con la punta delle dita manda sulla traversa e quindi in corner. Non è solo gara d’attesa quella della Pro Vercelli, che a Verona mancava dal 27 ottobre del 1940 e che al Bentegodi dimostra di valere soprattutto all’inizio più del penultimo posto in classifica. Cacia (13’) colpisce debolmente di testa, Gomez (21’) ci prova dal limite con un tocco morbido che finisce alto di poco. Un’occasione nitida ce l’ha anche la Pro Vercelli al 27’, quando Iemmello sulla destra vince un rimpallo con Maietta, va verso Rafael, si accentra ma conclude a lato di poco col mancino. Appena dopo la mezzora Gomez non arriva sullo spunto di Martinho ma al 35’ è perfetto Cacciatore, alla Pro Vercelli nelle giovanili, ad insaccare col piattone un gran servizio sul secondo palo di Sgrigna. L’Hellas punge ancora, ma la Pro Vercelli tiene il minimo scarto. Tutti negli spogliatoi sull’accelerazione infruttuosa di Sgrigna, dopo un solo minuto di recupero.

    L'HELLAS DILAGA— Si torna in campo e Gomez chiude in fretta il discorso. La punizione di Sgrigna (7’) trova la deviazione della barriera ma la palla resta in zona pericolosa, Gomez è il più veloce di tutti e di esterno destro fa dieci in campionato. La differenza fra l'una e l’altra squadra si dilata col trascorrere dei minuti, il Verona continua a produrre occasioni, ci prova a più riprese e fa tris al 27’ con un agevole tocco a porta vuota di Sgrigna, liberato dall’immancabile accelerazione di Martinho. I 17.300 del Bentegodi hanno il tempo di vedere anche il quinto gol stagionale di Iemmello (40’), bravo a chiudere di prepotenza alle spalle di Rafael una bella azione corale. È l’ultima emozione, il Verona passa facile e tocca quota 78 punti. Come un anno fa. Stavolta però il finale potrebbe essere diverso.
    (da LaGazzettadellosport.it  - di Alessandro De Pietro)

    Lucianone

    venerdì 3 maggio 2013

    Economia / finanza - L'Italia e gli altri Paesi della Ue

    3 maggio '13 - venerdì              3rd May / Friday                        visioni post - 8

    Deficit al 3%: l'Italia fa meglio degli altri.
    Ma i conti e l'instabilità politica preoccupano
    ancora la Ue. Il debito italiano a quota 127%
    L'Italia ha chiuso il 2012 con un deficit pari al 3% del Pil e il debito
    è salito fino al 127%.   Il deficit è leggermente superiore alle ultime
    previsioni della Commissione (2,9%). Tuttavia questo sia pur picco-
    lo peggioramento dei conti potrebbe creare ulteriori difficoltà nella
    decisione di chiudere la procedura di deficit eccessivo, che la Com-
    missione dovrà prendere a maggio, dopo la pubblicazione delle nuo-
    ve previsioni economiche. Per l'Italia la chiusura della procedura è
    un  obiettivo  importante, sia  perchè  sottolineerebbe  la ritrovata
    credibilità dei nostri conti pubblici, migliori di quelli della maggior
    parte dei partner europei, sia perchè  consentirebbe al governo  di
    invocare  quel "margine di flessibilità" previsto dai trattati e di li-
    berare così risorse per investimenti a sostegno della crescita.
    Il portavoce  del commissario agli Affari economici Olli Rehn ha
    confermato che Bruxelles è intenzionata a chiudere la procedura
    apertacontro il nostro Paese ai tempi del governo Berlusconi.
    Tuttavia ha ripetuto che, per arrivare a questo risultato, sarà ne-
    cessario che le prossime previsioni  confermiono che il deficit si
    manterrà sotto la barra  del tre per cento  anche  nel 2013 e nel
    2014.
    Ma la valutazione dell'Europa  sui conti pubblici italiani non sarà
    di tipo puramente contabile. Grazie all'entrata in vigore delle nuo-
    ve norme sulle politiche di bilancio, il giudizio sarà più complessi-
    vo. "Non guardiamo solo al valore nominale del deficit ma anche
    alla qualità dello sforzo compiuto e alle misure di riduzione del di-
    savanzo strutturale - ha spiegato il postavoce di Rehn - e ora dia-
    mo molto più valore al modo in cui viene ridotto il debito"...
    La rielezione di Napolitano, che in Europa è visto come una garan-
    zia dell'impegno a restare nell'euro, potrebbe fugare i timori che il
    prossimo esecutivo possa in qualche modo disattendere gli impegni
    presi dal Paese.
    Complessivamente, comunque, il 2012 ha visto l'Italia fare meglio
    della media europea. Il nostro deficit è nei limiti del 3% prevsito
    dal Patto di stabilità, mentre la media è al 3,7% nella zona euro.
    Spagna, Grecia, Irlanda, Cipro, Gran Bretagna, Francia, Olanda,
    Repubblica Ceca, Slovacchia, Olanda, Danimarca, Slovenia, Bel-
    gio, Polonia, Malta e Lituania hanno  fabbisogni  superiori al no-
    stro. A nostro svantaggio. però, pesa un enorme debito pubblico,ù
    al 127% del Pil, inferiore solo a quello della Grecia, mentre la me-
    dia europea è al 90%.
    Ma ormai la Commissione si sta orientando a mitigare le sue richie-
    ste di rigore. "La politica di austerità ha raggiunto i suoi limiti", ha
    dichiarato ieri il presidente Barroso. E lo stesso Olli Rehn ha detto
    che ora, superata la tempesta  contro l'euro,  "possiamo  avere  un
    percorso di aggiustamento a medio termine più rilassato".
    Anche Angela Merkel, parlando ieri  Berlino, si è difesa dall'accusa
    di essere una paladina del rigore fine a se stesso. "La crescita è im-
    portante anche per me, solo voglio che  non sia basata  su false pre-
    messe", ha detto la cancelliera, che ha anche negato  di avere mire
    egemoniche sulla politica europea. "L'egemonia è un'idea a me as-
    solutamente estranea", ha spiegato affermando anzi che è necessa-
    ria una ulteriore cessione di sovranità all'Europa. "Bisogna accetta-
    re che l'Europa abbia l'ultima parola in più settori di quanto accada
    oggi. Per quanto mi riguarda, io sono pronta".
    (da la Repubblica - 23 aprile 2013 - Andrea Bonanni)

    Il Nord Europa si scopre vizioso: conti pubblici
    oltre i limiti e la Ue allenta il super-rigore
    Nessun Paese di Eurolandia è riuscito a ridurre il debito, comprese
    Germania, Finlandia e Austria. / Su 17 nazioni dell'Eurozona, nove
    risultano in recessione / L'appello della Pimco: "Dovete cominciare
    a spendere quattrini"

    (da la Repubblica - 23/04/2013 - Maurizio Ricci - 'Oltre l'austerity')
    Se a tirare la prima pietra deve essere solo  chi è senza peccato, la lapidazione
    è cancellata e i condannati possono tirare un sospiro di sollievo: rischiano sol-
    tanto qualche sassolino. Nella fiction morale in cui la Germania ha trasforma-
    to il dibattito europeo sulla crisi, infatti, quelli che peccano di finanza allegra
    sono sempre di più e i virtuosi sempre di meno.   Anzi, un bel pò di virtuosi si
    stanno scoprendo peccatori. tanto  che i sacerdoti dell'austerità cominciano a
    pensare che è il caso, il più spesso possibile di chiudere un occhio. Anche per-
    chè la supposta dannazione sembra sempre più lontana.  Della sferza dei mer-
    cati che dovrebbe colpire i reprobi, infatti, non c'è traccia. Gli arcigni giudici
    dei mercati, anzi, si schierano con i peccatori.    Bill Gross è il manager della
    Pimco, il più grande fondo al mondo  di investimenti in titoli  a reddito fisso,
    cioè, con quasi 300 miliardi di dollari di soldi gestiti, la persona più vicina al.
    l'ipotetica definizione di arbitro supremo del debito pubblico. E non ha dubbi:
    "Dovete cominciare a spendere quattrini" avverte l'eurozona.
    Il manifesto dell'austerità, propagandato in questi anni, recita che  il risana-
    mento di bilancio, ricreando fiducia, attira investimenti e rilancia la crescita.
    Ma, a quanto pare, non suscita la fiducia di Gross: "E' un errore  -  spiega in
    una intervista al 'Financial Times'  -  credere che l'austerità di bilancio, nel
    breve termine, sia la strada per produrre crescita reale. Non lo è affatto". E i
    dati gli danno ragione.

    CONTINUA...to be continued...

    Lettere - No alla violenza / No ai commenti incivili sul web

    3 maggio '13 - venerdì              3rd May / Friday                 visioni post - 7

    Questo Luigi Preiti è un uomo disperato,
    che voleva trovare un modo diverso per
    farla finita con la sua vita da disoccupato,
    da giocatore di video poker e altro, da uomo separato
    che viveva ormai con i genitori.  E quel modo diverso
    sarebbe stato nella sua mente di farsi uccidere dai po-
    liziotti, dopo aver comunque mirato a qualche politico.
    Ha invece mirato con la sua arma a due carabinieri e
    questi, mandando in frantumi il suo piano, non hanno
    reagito, e comunque uno di loro ha rischiato di morire.
    Ora in tanti, anche su Internet, lo esaltano, lo fanno di-
    ventare eroe, contro la politica marcia, contro il siste-
    ma corrotto.
    Sbagliato! La violenza non deve passare o chi ha ragione,
    come al solito, passa (lui sì) dalla parte del torto,  Stiamo
    quindi attenti e misuriamo le parole  La seguente lettera
    ci potrà far capire che la violenza crea solo dolore e feri-
    te profonde. 
     (Lucianone)

    Lettera della cognata di Luigi Preiti, lo sparatore di Montecitorio
    di domenica scorsa
    Tania Dan
    Caro direttore, è da quando ho appreso la notizia che ho deciso di scrivere
    a Luigi. Ho avuto bisogno di tempo  per ragionare su  cosa aveva fatto: sto
    male per mia sorella, mia madre e soprattutto per suo figlio che ora deve
    affrontare un così grande trauma.  Sto male anche per lui, per quel Luigi
    che ho conosciuto, con cui ho condiviso anni di vita e che mi ha aiutato nei
    momenti di bisogno.   Un uomo che ho sempre ritenuto meritevole del mio
    rispetto.
    Continuo  a chiedermi  che cosa è successo a Gino.  Che ha fatto  in questi
    ultimi anni? Quanto soffriva? Chi gli vuole bene sta soffrendo con lui a cau-
    sa del suo gesto assurdo, causa di tanto dolore per tante persone. Ho ascol-
    tato la figlia del brigadiere ferito: una ragazza fiera e forte nonostante il do-
    lore e la disperazione.   Mi auguro, Gino, che tu possa essere così forte da
    affrontare le conseguenze del tuo gesto.   Affrontare le conseguenze vorrà
    dire fare i conti con il dolore che hai causato. Sai, Gino, molte persone con
    cui ho parlato hanno commentato:   "Era inevitabile che qualcuno prima o
    poi sparasse alle istituzioni". E' stato anche il mio primo commento quando
    ho sentito la notizia senza sapere che eri stato tu. Ora rabbrividisco a quel
    pensiero fatto  da un gran numero di persone  tra cui  l'onorevole Cecconi
    del M5S che ha detto: "Se Preiti sparava ad un'auto blu era più giustifica-
    to". Ora mi rendo conto di quanto dolore hai generato. La soluzione al disa-
    gio non possono essere bambini con il padre in carcere e famiglie rovinate.
    Ricordo le tante discussioni che abbiamo avuto, con persone con idee poli-
    tiche diverse e ora ascolto questa parte di popolazione che è solo stanca e 
    comprende il tuo gesto.      Mi rivolgo a tutte le persone che hanno scritto
    post inneggiando al gesto di Luigi per dire loro che  è ignobile strumenta-
    lizzare un gesto folle e disperato per il loro dissenso senza tenere in consi-
    derazione che c'è un bambino ancora non in grado di capire e che, da zia,
    mi auguro possa rifiutare l'idea di risolvere i problemi sparando.
    (La cognata a Luigi: sparare non è mai la soluzione / da la Repubblica di
    venerdì 3 maggio 2013)
    _________________________________________________________

    Abbiamo nel governo  un ministro di colore, una donna congolese, 
    Cecil Kyenge, ed è  la  prima  ministra  nera  di  un  governo della
    Repubblica italiana:  dovremmo esserne tutti orgogliosi, noi italiani.
    No, in tanti non lo sono, anzi la disprezzano e lo fanno sapere sui va-
    ri social network, blogs, facebook, twitter e la insultano, la apostrofa-
    no anche con parole pesanti, alcune anche irripetibili.
    Va bè, gli stolti e i teppisti crescono sugli alberi, si sa, per poi comun-
    que cadere come pere o mele cotte (da soli). Peccato che la rete venga
    usata come murales  per le nefandezze verbali più spinte.
    C'è per fortuna chi vigila, controlla, si autocontrolla e corregge metten-
    doci una pezza, come dimostra la seguente lettera.
    (Luciano Finesso)

    I commenti incivili sono stati rimossi
    Gianluca Borrelli
    direttore Termometropolitico.it

    NELL'ARTICOLO "Kyenge zulù: insultirazzisti sui siti della galassia
    nazi", pubblicato il 30 aprile, è stata citata la nostra testata Termome-
    tro Politico. Con riferimento ad alcuni commenti offensivi nei confronti
    del neo ministro Kyenge e del presidente del Consiglio in carica Enrico
    Letta l'articolo riferiva di  "assioma del dibattito ospitato da Termome-
    tropolitico".   E' doveroso fare una distinzione tra il forum e la testata
    giornalistica.  Perciò prendiamo con forza  le distanze da commenti di
    natura razzista o espressi in maniera incivile che, com'è nostra abitudine,
    sono stati subito rimossi.

    (da la Repubblica - Lettere, commenti e idee / 3 maggio 2013)

    Lucianone