mercoledì 3 aprile 2013

Personaggi - Quelli che... / Ricordo di Jannacci e Califano

3 aprile '13 - mercoledì         3rd April / Wednesday                    visioni post - 11

Jannacci e Califano: quelli che... così diversi,
così poetici... ora quella musica è finita, forse...
Ornella Vanoni - "Eravamo così giovani, avevamo vent'anni, stavamo
sempre insieme. La morte di Enzo è per me una grandissima sofferenza.
E poi Franco, con il quale avevo un rapporto molto diverso, meno pro-
fondo ma con cui mi sono divertita tantissimo".
Lei, una delle più grandi voci della nostra musica, era amica di entrambi,
con i quali  aveva  lavorato molto, al Derby con Jannacci  e poi  in tv e
teatro, e per grandi canzoni con Califano, del quale ha portato al suc-
cesso alcuni dei brani più belli.
Di Jannacci dice ancora: "Ero profondamente legata a Jannacci, ci siamo
conosciuti da giovanissimi, eravamo un gruppo straordinario che viveva
gli anni del dopoguerra a Milano con un entusiasmo unico. Era un periodo
bello, appassionato e incredibilmente leggero, anni lievi in cui tutto sembra-
va possibile. - L'arte, le canzoni, gli amici erano una cosa sola, si stava sem-
pre insieme. Bastava una telefonata e ci si vedeva in piazza, lui arrivava con
la Vespa, e poi trovavamo Gaber, Fo, Cochi e Renato, e il Derby era un casa
per noi tutti. Jannacci era un vulcano, aveva mille idee e trovate. Sapeva can-
tare, scrivere, recitare e aveva un cuore grandissimo. Ster insieme era fantasti-
co. Oggi non è più così, ci sono le e-mail, gli sms, ed è sempre più difficile che
gli artisti stiano insieme". AMAVA LE SUE CANZONI... "Erano impreviste,
poetiche. Lavorare con lui era un piacere. Lui mi è sempre stato grato perchè
sono stata la prima a portarlo in tv. Facevo una trasmissione  con Antonello
Falqui e gli chiesi di fare una scenetta con me.   Abbiamo fatto due barboni
con un carretto e non era niente male.   Di recente io ho fatto una versione di
"L'Armando" da Fabio Fazio, lui è venuto a salutarci, ma era già molto stan-
co e malato".
LA VOSTRA ERA UNA MILANO CHE TUTTTA L'ITALIA AMAVA.
"All'epoca sì, ma ogi è una città poco amata, una città usa e getta, se hai una
lira in tasca appena arriva il fine settimana te ne vai. Non c'è molto da canta-
re. Noi eravamo un movimento, come quelli dei pittori o dei poeti che creano
le tendenze, inventano e cambiano le cose.   Così come è stato rivoluzionario
il cantautorato genovese, lo è stato anche il movimento del cabaret di Milano.
E in questo Jannacci era l'inventore di un genere, qualcosa che nessuno ave-
va mai fatto prima". E CALIFANO?
































CONTINUA...
to be continued...

martedì 2 aprile 2013

Sport / calcio - Champions: Bayern Monaco - Juventus

2 aprile '13 - martedì      2nd April / Thursday 

Bayern  -  Juventus   2 - 0
Il tecnico della Juve: "Tedeschi fortissimi, ma il calcio
è imprevedibile. Ci hanno messo in grande difficoltà -
prosegue Conte - noi comunque continueremo a cul-
lare il sogno".
"Il Bayern è la squadra più forte incontrata in questa stagione". Non cerca scuse Antonio Conte al termine della sconfitta di Monaco, un 2-0 che allontana molto la semifinale di Champions. "Bisogna essere onesti e ammettere quando incontriamo un avversario molto più forte".
RIMONTA? — Il tecnico bianconero crede ancora nella rimonta, come è giusto che sia. "Sappiamo che il calcio è imprevedibile, ma l'impresa sarà veramente molto ma molto difficile. Perché oltre al risultato negativo, di fronte c'è una squadra davvero forte. Noi prendiamo questo doppio confronto come un'esperienza che ci fa capire a che punto siamo arrivati e dove dobbiamo ancora migliorare. La partita l'abbiamo preparata bene e proprio in questa maniera: ma questa sera il Bayern era davvero molto più forte di noi. Hanno dimostrato grandi qualità, quindi complimenti a loro. Noi sappiamo che siamo tornati competitivi in Italia e dobbiamo lavorare per migliorare sempre di più. Ho sempre detto che la Champions per noi è un sogno e continueremo a cullarlo".
Antonio Conte all'Allianz Arena. Ap

REALISMO — Conte non ha difficoltà ad ammettere le difficoltà della Juve. "Il Bayern ha fatto grandissima pressione su Pirlo, anche nei corpo a corpo siamo andati in crisi. Mi riesce difficile arrabbiarmi, puntare il dito contro qualcuno. Nel calcio bisogna anche essere onesti, prendiamo questa sconfitta e la portiamo a casa. Il nostro percorso è cominciato da 16 mesi e affrontare oggi queste partite ci rende orgogliosi".



Lucianone

lunedì 1 aprile 2013

Ultime notizie - ITALIA / Latest news

1 aprile '13 - lunedì       1st April / Monday                             visioni post - 5                             

VATICANO
Pasqua - 250mila per il Papa Francesco
"Basta guerre, pace in Medio Oriente e Africa"
Aspergendo l'acqua benedetta sul capo di monsignor Guido Marini e dei cerimonieri, ma anche dei cardinali diaconi Angelo Comastri e Raffaele Farina, Papa Francesco ha dato inizio alla messa di Pasqua. Sono ormai circa 250mila le persone che assistono alla messa di Pasqua ...

POLITICA - Gli sviluppi della crisi
Ecco perchè Napolitano ha escluso le dimissioni
Una lunga serata di riflessione. Molte telefonate filtrate dal centralino del Colle, qualcuna diretta, tanti messaggi ad interrompere i pensieri del presidente della Repubblica che al termine di una lunga e faticosa giornata in cui al Quirinale era sfilata la contrapposizione

Colle, l'allarme di Draghi e Visco  IL RETROSCENA / ll Capo dello Stato era deciso ad accelerare la sua uscita di scena ma i tempi dell’elezione del successore non sarebbero mutati

Una lunga serata di riflessione. Molte telefonate filtrate dal centralino del Colle, qualcuna diretta, tanti messaggi ad interrompere i pensieri del presidente della Repubblica che al termine di una lunga e faticosa giornata in cui al Quirinale era sfilata la contrapposizione tra le forze politiche piuttosto che il necessario impegno per trovare responsabilmente una soluzione alla questione urgente di dare un governo al Paese.

Tornando a casa, l’altra sera, il presidente Napolitano ha continuato a pensare all’ipotesi di dare un’accelerata dimettendosi prima della scadenza in modo che il suo successore, nella pienezza dei poteri che lui non ha dati i limiti del semestre bianco. D’altra parte di questa possibilità ne aveva discusso anche con le forze politiche ricevute per l’intera giornata al Quirinale puntualizzando che una decisione del genere avrebbe messo il suggello alla situazione di stallo che nessuno aveva dimostrato di voler contribuire a sbloccare.

Certo, sarebbe stata una decisione di quelle tali da creare un allarme autentico. Specialmente nei mercati che al momento stanno mostrando una posizione di attesa piuttosto che di attacco nei confronti del nostro Paese. Delle possibili conseguenze in questo campo si sono fatti portavoce il presidente della Bce, Mario Draghi e il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, persone sempre molto ascoltate e con i quali il confronto sui temi dell’economia è costante. Accomunati come sono da sempre Napolitano, Draghi e Visco, dalla preoccupazione per le conseguenze di una crisi politica che non accenna a diminuire e che rischia di condizionare non solo il futuro dell’Italia ma dell’Europa intera. Mentre ai mercati bisogna mandare messaggi solidi. Concreti. Senza gli sbandamenti che derivano da una situazione politica che, per quanto riguarda il nuovo governo, registra solo contrapposizioni.

UN CONTRIBUTO FATTIVO
Nell’ora dell’assunzione di dirette responsabilità richiesta ad ognuno degli interlocutori che si erano alternati per l’intera giornata nello studio alla Vetrata, è apparso evidente che Napolitano avrebbe riflettuto ancora di più per portare un contributo fattivo con la sua azione «almeno a creare condizioni più favorevoli allo scopo di sbloccare una politica irrigidita tra posizioni inconciliabili».


ROMA
E' morto Franco Califano / Addio al poeta di borgata
franco califano box
E niente, mannaggia ai pesci, se n'è andato pure il Califfo, pure Isio Saba, re sardo del jazz, pure  Phil Ramone. Tutto insieme, tutto adesso, ma che cielo nero e stelle cattive in questa Pasqua piovosa. In questo anno orribile per quelli cresciuti sotto le stelle dell'arte di Jannacci ma pure per i tossici dei guizzi sbilenchi di Franco Califano.
IMG

Lucianone

Economia / Costi della politica - I tagli del Pd alla Camera

1 aprile '13 - lunedì          1st April / Monday                     visioni post  -  4

Il Pd chiude due sedi e riduce i budget
Montecitorio "chiude" gli appartamenti per presidente,
vice e questori / Stop agli alloggi di servizio / Giro di vite
sulle auto blu - ALLA CAMERA ARRIVA L'AUSTERITY
Arrivano i primi effetti pratici della cura Boldrini per Montecitorio.
Gli otto appartamenti della Camera destinati al presidente, i 4 vice-
presidenti e i 3 questori saranno chiusi e "restituiti" per essere de-
stinati ad altri usi. Magari venduti. I tagli sono stati decisi dall'Ufficio
di presidenza della Camera e sono solo il primo atto formale sul taglio
dei costi del Palazzo. E martedì, cioè domani, l'Ufficio di presidenza si
riunirà di nuovo per discutere altri capitoli di spesa.
AUTO BLU FERME
Intanto è certo che le 10 auto blu ospitate nel garage di Montecitorio
usciranno solo per spostamenti nel comune di Roma.   Fuori città po-
tranno spingersi fino a Fiumicino e Ciampino, ma solo per "ragioni di
servizio". Sono previste deroghe solo  per "casi eccezionali e motiva-
ti". Dunque una settantina di persone dovranno rinunciare al piccolo, 
o grande privilegio, di salire sull'auto di servizio.
PERSONALE DI SEGRETERIA
Poi si cercherà nel complesso bilancio della Camera , che vale 992
milioni 800 mila di euro (un dato fermo dal 2009), grasso da tagliare.
E nel mirino finiranno i costi del personale di segreteria che assiste
anche presidenti e vicepresidenti di commissione.
INDENNITA' DI UFFICIO
Il secondo passo sarà quello di mettere mano al taglio dell'indennità
di ufficio. Tradotto vuol dire che si tagierà quel surplus di denaro, la
Boldrinie Grasso l'hanno già fatto, che riceve automaticamente chiun-
que ricopra un incarico parlamentare di vertice.
SPESE DI RAPPRESENTANZE
Dopo l'indennità di ufficio finiranno nel mirino le spese di rappresentan-
ze che nel bilancio del 2012 valgono 665 mila euro.    E anche in questo
caso si prevede una bella sforbiciata.
GUPPI  E STIPENDI
Dopo queste prime mosse, il confronto nell'Ufficio di presidenza si spo-
sterà su argomrnti più spinosi e più corposi.  Perchè si aprirà il dossier
dei soldi che la Camera versa ogni anno  ai gruppi parlamentari  per il
loro funzionamento.  Una spesa che nel bilancio del 2012 pesava per 35
milioni e 450 mila euro.  Poi si passerà a discutere di come e di quanto
fare dimagrire la busta paga dei eputati.
I TAGLI DEL PD
In questo quadro di tagli "istituzionali" spicca anche la cura da cavallo
che il tesoriere Antonio Misiani annuncia per il Pd.  Tagli importanti e
sanguinosi che il tesoriere mette nero su bianco in una lettera 'svelata'
da "La Zanzara".
SEDI CHIUSE
Misiani spiega che presto l'attuale forma di finanziamento pubblico, il
meccanismo dei rimborsi elettorali, sarà superato.   Quindi serve "un
ulteriore, severo, ridimensionamento  della struttura  dei costi del Pd
nazionale per arrivare preparati" al nuovo modello. Si prevede come
primo passo la chiusura delle due sedi di via del Tritone. L'obiettivo
finale è di concentrare in una sede unica tutte el attività. Spostamen-
ti non indolori perchè circola la voce che i dipendenti potrebbero fini-
re a rotazione in cassa integrazione.
BUDGET E FORNITURE
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domenica 31 marzo 2013

Sport - calcio / Serie A - 30^ giornata 2012/13

31 marzo '13 - domenica        31st March / Sunday

Risultati delle partite
Atalanta  -  Sampdoria       0 - 0
Cagliari  -  Fiorentina          2 - 1
Chievo  -  Milan                  0 - 1
Genoa  -  Siena                   2 - 2
Inter Juventus                     1 - 2  
Lazio  -  Catania                 2 - 1            
Palermo  -  Roma               2 - 0
Parma  -  Pescara               3 - 0
Torino  -  Napoli                3 - 5
Udinese  -  Bologna           0 - 0   
Classifica  
Juventus  68  /  Napoli  59  /  Milan  57  /  Fiorentina  51  /  Lazio  50  /
Inter, Roma  47  /  Catania  45  /  Udinese  42  /  Parma, Cagliari  38  /
Sampdoria, Bologna  36  /  Torino, Chievo  35  /  Atalanta  34  /
Genoa  27  ( Siena  26  /  Palermo  24  /  Pescara  21

La Partitissima Inter -Juventus
La squadra di Conte domina il primo tempo, gol di Quagliarella, ma
non chiude. Nella ripresa c'è il pareggio di Palacio e dopo 6' arriva
il gol decisivo di Matri. Alla fine fallaccio di Cambiasso espulso, e
poi l'interista si scusa con Jovinco.

L'analisi    (di Alberto Cerruti)

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venerdì 29 marzo 2013

Ultime notizie / Ultim'ora - La scomparsa di Enzo Jannacci



Morto Jannacci, voce degli ultimi|Foto
«Ironico e struggente» -Audio|VideoIl cantautore cardiologo, cabarettista e protagonista della musica italiana si è spento a Milano a 77 anni. Soffriva da tempo di cancro
Stile inimitabile e talent scout, fu vero caposcuola 
di Mario Luzzatto Fegiz

Il cordoglio del "suo" 
Milan: «Ciao Enzo» 

Il tweet di Fabio Fazio: «Un genio che ha inventato un mondo bellissimo» - Guarda


Il grande cantautore si è spento dopo una lunga malattia. Era nato a Milano nel 1935. Molti i suoi indimenticabili successi, come "Quelli che" e "La vita la vita"

L'abbraccio di Milano a Jannacci - foto / 2 - foto

Rep Tv Assante: Faro per i giovani / Video che non volle vivere da artista video 1Tweet Ligabue


Video Da "Vengo anch'io" a "Ho visto un re" Video Ovadia: "Come se tutta Milano si fosse congedata"

Politica / L' analisi - Sulla democrazia elettorale

30 marzo '13 - sabato           30th March / Saturday                   visioni post - 5

(recuperato da 'la Repubblica' - 19 marzo 2013 - Nadia Urbinati)
La democrazia dell'anatema
Molti cittadini hanno espresso il loro disappunto per l'anatema lanciato da
Beppe Grillo  contro i "traditori"  che in Senato  non  se la sono sentita di  
considerare Schifani e Grasso equivalenti.   Quei cittadini hanno messo  il 
dito nella piaga di un movimento che crede che la democrazia implichi una-  
nimità (salvo poi praticare la regola di maggioranza quando deve espellere
i traditori).  E hanno messo in luce una verità fondamentale: non ci può es-
sere Parlamento senza libertà. Non solo libertà di parola e di associazione
dei cittadini che devono poter fare campagna elettorale e tenere libere ele-
zioni, ma anche libertà di decisione di chi siede in Parlamento.  
Come sanno bene i partiti, nemmeno la loro più ferrea disciplina può toglie-
re al singolo rappresentante la libertà di decidere e votare secondo il pro-
prio giudizio. E le espulsioni dal partito non si traducono in decadenza del
mandato parlamentare. La nostra libertà come cittadini dipende da questa
intraducibilità, e cioè dalla libertà dei nostri rappresentanti.
Nel libero mandato sta la forza della democrazia elettorale.   Senza il quale
i deputati sarebbero dipendenti al servizio di un padrone che sta al di sopra
dell'interesse generale.
Ha colto nel segno quel blogger che ha scritto, rivolgendosi a Grillo e alla
sua minaccia di espellere chi ha votato Grasso, queste parole: "E voi sare-
ste contro la partitocrazia? Ma è proprio questo! Limitare la libertà di scel-
ta perchè fa comodo al partito. Siete peggio dei peggiori partiti della prima
repubblica. Viva la libertà di pensiero.   Viva i cittadini che hanno scelto di
dire no al padrone del partito. Così hanno reso un servizio alla gente".
La libertà dei rappresentanti si incontra con quella dei cittadini e, se la pri-
ma viene meno, anche la seconda è violata.  Il mandato libero, ripetiamolo
a chi ne ha dato  una definizione distorta  e sbagliatissima, non seve a dare
all'eletto la libertà di saltare i fossi e passare da uno schieramento a un al-
tro - se questo avviene, non si deve concludere che la norma è sbagliata.
Ad essere "sbagliato" - nel senso di eticamente riprovevole - è il compor-
tamento del deputato. Ma meglio rischiare queste violazioni (e, se neces-
sario, lasciare che la legge le punisca se il salto è stato pagato con moneta
sonante) che volere  una violazione fatale: quella che ci sarebbe  se non ci
fosse mandato libero.
La libertà di essere responsabili di fronte ai cittadini significa anche rendersi
conto che chi siede in Parlamento è come un pezzettino del popolo sovrano e
che, quando si trova a dover decidere su questioni istituzionali, dovrebbe ra-
gionare  mettendosi  dal punto di vista  dell'interesse  generale, ovvero  del
"come se" al suo posto ci fosse il popolo tutto.    Un processo che potrebbe
sembrare astratto, ma non lo è  perchè  tutti noi  siamo capaci  di ragionare
mettendoci dal punto di vista degli altri, anzi di tutti.    Questa visione larga
del giudizio politico, che ci consente di pensare a noi come parte di un tutto
grande è alla base della nostra capacità di cittadinanza.  Il parlamentare si
identifica  certamente  con una bandiera, ma sa che perfino mettendosi dal
suo punto di vista può riuscire a vedere il tutto, il generale.



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giovedì 28 marzo 2013

L'Opinione del giovedì - Il tempo del non governare, il sistema del non risolvere

28 marzo '13 - giovedì         28th March / Thursday                visioni post - 9

L'idea era di dare come titolo a questa Opinione del giovedì
"Il bivio: elezioni o un lungo non-governo permanente", e 
l'ultima parola, permanente,  l'ho aggiunta pure in seguito.
Ma poi pensando alla situazione creatasi in Italia, con tanti 
'no' detti gli uni agli altri che creano situazioni e tempi vuoti
di stallo politico e dove tutto si dimostra irrisolvibile perchè
ognuno pensa a sè stesso, non al paese reale, ai cittadini  e
ai loro problemi, ho trovato giusto cambiare in "Tempo del
non governare, sistema del non risolvere". Tutto insomma
si è ingolfato, bloccato: politica, società e chiaramente (ma
cosa più importante) le istituzioni che dovrebbero guidare
il Paese reale, appunto; non quello digitale dei network  e
dei blog (vedi Grillo), non  quello  processuale-giudiziario
(vedi Berlusconi), non quello degli apparati partitici vari e
connessi/sconnessi che ci hanno guidato in tanti anni di go-
verni disastrosi, portando l'Italia sull'orlo del fallimento e
tuttora ci si sta provando ad uscirne per eliminare con se-
gni di penna, non di matita cancellabile (i famosi 8 punti di
Bersani, addirittura 20 di Grillo, ma quanto ci costeranno
ancora?), il tutto attraverso le fatiche di Ercole del segreta-
rio Pd, che non retrocede di un passo ma che sta esaurendo
le carte o cartucce dopo i noooooo indefessi del Sovrano dei
5Stelle. - Così tutta bloccata, tutta non risolta è la situazione.
cioè è sempre il solito sistema del non risolto. Ma rinviato.
E qui spieghiamoci meglio: è da vedere, esaminare, appro-
fondire una volta di più, probabilmente/possibly una marea
di volte, di chi la colpa, dove gli inganni, chi è stato contro
chi, perchè sono stati detti tutti quei no l'uno (partito o mo-
vimento che sia) nei confronti dell'altro  - e poi sono tre le
parti che  si sono spartite  i risultati delle lezioni  -  e poi
sembra di giocare continuamente al giochetto dell'oca, e
si ritorna sempre da capo senza aver poi concluso nulla-
E le famiglie sono sempre più povere, e i casi di corruzio-
ne non finiscono mai, e i casi disperati (ormai tanti, troppi)
finiscono in suicidi di imprenditori e non solo...
Questa insomma è oggi  il panorama  della  situazione italiana
politica e sociale e esistenziale:  cioè un groviglio drammatico
e ormai inestricabile da cui è sempre più difficile uscire.
Ma non bisogna disarmarci, questo mai. Dobbiamo perseverare
nello sperare che arrivi un 'quid', sotto forma di qualcosa di ina-
spettato,  in senso positivo naturalmente. Purtroppo la carta del
nostro Presidente Napolitano è quasi in scadenza e ci mancherà
chiunque sia il suo futuro sostituto. Perchè è sempre stato lui, il
condottiero ultraottantenne, che ci ha tolto sempre le castagne
da fuoco, fino a difendere in Germania la faccia dell'Italia e dei
politici nostrani da quella derisione (inaccettabile) di 'pagliacci'.
Lui, sì, ci mancherà e lascerà un grande vuoto: speriamo venga
riempito altrettanto bene!

Lucianone

Arte - Appuntamenti / La Mostra: Lorenzo Lotto

28 marzo '13 - giovedì         28th March / Thursday               visioni post - 10                              

Alla Venaria Reale di Torino (fino al 7 luglio)
le opere di Lorenzo Lotto,
artista veneziano inquieto che, lavorando nelle Marche,
rivoluzionò le pale d'altare e i soggetti religiosi del Rinascimento

(da 'la Repubblica'  -  15/03/2013  -  Claudio Strinati)
Lorenzo Lotto
Quella pittura così viva di un genio solitario
Torino
La mostra Un maestro del Rinascimento. Lorenzo Lotto nelle Marche è stata
al Museo Puskin di Mosca e arriva adesso alla Venaria Reale di Torino.
Forse non è grande ma di autentica e assoluta bellezza. Una ventina di sublimi
dipinti tra cui il San Vincenzo Ferrer in Gloria, affresco staccato in antico, tra-
sportato su tela e restaurato nell'occasione. Proveniente da San Domenico a
Recanati. Ed ecco, Recanati ci ricorda i soggiorni del maestro nelle Marche,
capitolo fondamentale della sua vita di uomo e artista  che opera soprattutto
nella provincia, e che la mostra ripercorre magistralmente.
Opere del Lotto si trovano o si trovavano a Jesi, a Cingoli, a Ponteranica, a
Monte San Giusto, a Recanati, a Ancona, a Loreto.
Alcuni centri sono ben noti, altri molto meno eppure Lotto vi lasciò opere so-
lenni e meravigliose alcune delle quali possiamo vedere adesso riunite  insie-
me. Non è un mistero per nessuno come le Marche siano tra i luoghi più re-
moti d'Italia. Lo ha raccontato Federico Fellini al punto di fare della solitudi-
ne e dell'introspezione adriatica una sorta di categoria universale dello spiri-
to. Lotto ne sapeva qualcosa e frequentò a lungo quei luoghi. 
Negli ultimi anni divenne adirittura oblato perpetuo della Santa Casa di Loreto.
Lì visse un dramma che ce lo fa vedere oggi  come  uno dei grandi "nevrotici"
dell'arte cinquecentesca come il fiorentino Pontormo o l'emiliano Lelio Orsi da
Novellara.     Spiriti inquieti, si diceva un tempo, e certo Lottolo fu a giudicare
dal suo Libro di spese diverse dove annota con precisione cose piccole e grandi
tutto rapportando alla sua psiche irrimediabilmente turbata.


Che gli era successo dai quarant'anni fino akka morte nel 1557? Di solito  la
spiegazione è quella del "nemo propheta in patria". Lui, veneziano, a Vene-
zia non ebbe quel successo e quella rilevanza che avrebbe meritato, per es-
ser sopraffatto da Tiziano, che era di Pieve di Cadore e di veneziano aveva
ben poco, e poi da Paolo Caliari, veronese.   Si è pensato che avesse un ca-
rattere schivo e riservato, e i documenti su di lui lo attesterebbero.
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