lunedì 4 febbraio 2013

Ultime notizie - Latest news

4 febbraio '13 - lunedì        4th February / Monday                 visioni post - 14

Società /
Stati Uniti
Finito l'incubo del piccolo Ethan
Blitz dell' Fbi: ucciso il rapitore
Il bambino liberato dopo sette giorni di prigionia in una cittadina dell’Alabama.
«In ospedale per le visite, ma sta bene».Il racconto degli agenti: «I negoziati con
l’uomo si stavano deteriorando e lui era armato, abbiamo deciso di intervenire».
MAPPA   Midland City, il luogo del sequestro    <<<< vedere

Il bambino liberato dopo 7 giorni
di prigionia. Le autorità locali:
«Portato in ospedale per gli accertamenti, ma sta bene».

Un blitz dell’Fbi ha liberato il bambino di cinque anni che da quasi sette giorni era tenuto prigioniero da un ex militare in un rudimentale bunker costruito nella campagna dell’Alabama. I federali avevano circondato la casa e il bunker di Jimmy Lee Dykes, veterano del Vietnam e camionista in pensione, sin da martedì scorso quando aveva attaccato uno school bus, uccidendo l’autista e sequestrando il bambino. La piccola località di Midland City, nell’Alabama rurale, si è così trasformata in zona di guerra con agenti speciali e cecchini appostati attorno e dentro la proprietà di Dykes, dando vita ad un assedio teso a salvare la vita del piccolo. Alle 3 del pomeriggio di ieri, ora dell’Alabama, la svolta è avvenuta quando il sequestratore “ha estratto un’arma avvicinandosi al bambino”, secondo la ricostruzione dell’Fbi. In quell’attimo gli agenti hanno temuto per la vita del piccolo rapito e sono entrati in azione, lanciando una granata assordante, penetrando nel bunker e quindi uccidendo il killer. “Dykes era un solitario pericoloso e quando lo abbiamo visto con un’arma in mano siamo intervenuti per salvare la vita del piccolo, che era in situazione di imminente pericolo” ha spiegato Steve Richardson, portavoce dell’Fbi a Mobile. Dykes aveva servito nella Us Navy dal 1964 al 1969, in Vietnam era stato decorato ed al ritorno in patria aveva fatto il camionista, subendo due arresti, nel 1995 e nel 2000, per atti impropri con un’arma da fuoco e possesso di marijuana. Era tornato in Alabama, dove era nato 65 anni fa, nel 2011 scegliendo di vivere in una casa molto isolata, per costruirsi il bunker da dove ha poi deciso di sfidare l’Fbi. 
Il piccolo Ethan, che fra pochi giorni compirà sei anni, sta bene ed è stato portato in ospedale per tutti gli accertamenti del caso.  
(da laStampa.it  -  Maurizio Molinari / New York)

Economia  /
Italia
Milano la peggiore d’Europa con Madrid, Parigi e Francoforte. Il differenziale tra Btp e Bund oltre i 280 punti.
Unicredit perde l’8%.Il titolo del colosso senese ancora sotto tiro. 
Europa
Borse a picco, schizza lo spread - I bancari
giù in tutta Europa
L'allarme del Wall Street Journal: 'Colpa del ritorno di Berlusconi'.

Lucianone

domenica 3 febbraio 2013

Sport - calcio / Serie A - 23^ giornata 2012/13

3 febbraio '13 - domenica     3rd February / Sunday

Milan-Udinese 2-1: doppietta di Balotelli,
ma il rigore al 93' non c'è. Presa l'Inter
I rossoneri vincono 2-1 con doppietta di SuperMario: nerazzurri raggiunti al quarto posto. I friulani furiosi a fine gara per il penalty che non c'è.
Doveva essere la notte di Balotelli, e così è stata. Ma al 93' a rendere perfetto l'esordio di SuperMario c'ha pensato anche l'arbitro Valeri che ha concesso al Milan un rigore che la moviola ha dimostrato non esserci. E così il Milano di Balo raggiunge l'Inter al quarto posto a 40 punti e vede il terzo posto occupato dalla Lazio a 43. E forse anche qualcosa in più.
Mario Balotelli, in gol dopo 25 minuti. Ansa
Mario Balotelli in gol dopo 25 minuti del primo tempo


38 SECONDI — Trentotto secondi erano bastati a Balotelli per scatenare la fantasia dei tifosi: tocco di Niang, finta di Mario, penetrazione in area e diagonale che sfiora il palo alla destra di Padelli. Uno sballo. Una scintilla che scatena il Milan nel più bel primo tempo rossonero visto in stagione.

Risultati delle partite della Serie A - 23^ giornata
Roma  -  Cagliari          2  -  4          Genoa  -  Lazio              3  -  2
Torino  -  Sampdoria     0  -  0           Palermo  -  Atalanta      1  -  2
Napoli  -  Catania          2  -  0           Pescara  -  Bologna       2  -  3
Chievo  -  Juventus        1  -  2           Siena  -  Inter                 3  -  1
Fiorentina  -  Parma       2  -  0           Milan  -  Udinese           2  -  1

CLASSIFICA
Juventus  52  /  Napoli  49  /  Lazio  43  /  Milan, Inter  40  /  Fiorentina  39
Catania  35  /  Roma  34  /  Udinese  33  /  Parma  31  /  Torino, Chievo, Atalanta  28
Bologna, Sampdoria  25  /  Cagliari  24  /  Genoa  21  /  Pescara  20  /  Siena, Palermo  17
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Istruzione - Francia / Compiti soltanto a scuola... e non solo

3 febbraio '13 - domenica       3rd February / Sunday                     visioni post  -  5

La  Francia di Hollande
vuole eliminare le differenze sociali
nella scuola, e aiutare gli alunni che studiano senza i genitori

(da 'la Repubblica' - 17/10/2012 - Giampiero Martinotti)
Parigi -
Niente  compiti  a casa, riforma degli orari, rifiuto delle bocciature, scuole
materne aperte anche a chi ha meno di tre anni: Francois Hollamde, come
ogni presidente della Repubblica, vuole dare la sua impronta. E sceglie na-
turalmente la scuola, vera ossessione francese, oggetto di riforme a ripeti-
zione, specchio di una società segnata più di altre dalle diseguaglianze.
Il capo dello Stato (Hollande) lo aveva detto in campagna elettorale e lo ha ripetuto
la settimana scorsa: l'istruzione è la sua principale preoccupazione , la prioritò as-
soluta. Non è il primo e non sarà l'ultimo a dirlo.
In tutti i Paesi occidentali  il destino della scuola, e dunque delle generazioni future,
è fonte di preoccupazione, ma Oltralpe si sfiora la paranoia: ogni nuovo governo, po-
chi mesi dopo la conquista del potere, vuol friformare la scuola. Hollande non fa ec-
cezione, anche se preferisce parlare di rifondazione e di un progetto che richiederà 
tempo.  Nell'immediato i provvedimenti riguarderanno i più piccoli e i più giovani,
cioè materne, elementari e primo biennio delle medie inferiori.  Hollande ha detto
di voler meno bocciature, non sempre utili, e soprattutto un cambiamento degli ora-
ri.  -  Sarkozy aveva creato la settimana di 4 giorni, il socialista la riporta a 4 giorni
e mezzo. In Francia si va a scuola mattina e pomeriggio e ogni sette-otto settimane
c'è una lunga pausa di 15 giorni. Ma i ritmi sono oggetto di polemiche a non finire.
Adesso si tornerà  a 4 giornate e mezzo:  le lezioni finiranno alle tre e mezzo. cioè
con un 'ora di anticipo rispetto a oggi, ma i bambini reteranno a scuola per fare i
compiti. Nelle intenzioni del governo si tratta di un principio egualitario: aiutare
tutti a fare i compiti vuol dire, in teoria, sopprimere la differenza tra le famiglie
che possono o non possono dare una mano ai bambini.
Questa scelta, tuttavia, suscita già molte critiche nel mondo delle associazioni fa-
miliari: a parte il fatto che i compiti, in teoria, sono banditi da una legge del 1956
mai rispettata, i genitori vogliono aiutare i figli , perchè trovano che è il solo mo-
do per mantenere un contatto con il lavoro scolastico. "Naturalmente - ha detto
il ministro  della  Pubblica Itruzione, Vincent Peillon - nessuno potrà  impedire a
madri e padri di far lavorare i piccoli a casa", il che finirà per riprodurre le stes-
se diseguaglianze odierne. - Il capo dello Stato ha anche chiesto di facilitare l'in-
gresso alla materna  dei bambini  che hanno  meno  di  tre anni, soprattutto nei 
quartieri con una forte  popolazione immigrata, anche se la proposta si scontra
con una serie di ostacoli pratici.
Infine, il presidente ha dato il suo consenso all'introduzione di un nuovo insegna-
mento, dalla materna alla maturità e con tanto di voti: la morale laica.   Un'idea
del ministro della Pubblica istruzione molto contestata: secondo alcuni potrebbe
assomigliare a una specie di indottrinamento.   Del resto, i suoi contorni restano
ancora vaghi  e  tre esperti sono stati incaricati di dare un contenuto  a un'idea
molto  francese  e  molto  ottocentesca, ispirata ai lavori di Ferdinend Buisson,
uno dei padri della laicità sotto la III Repubblica, su cui Peillon ha scritto un li-
bro.
Come si comportano gli altri Paesi
Germania  -  In alcuni land l'orario scolastico è di 44 ore.
                       Ancora troppi i compiti a casa.
Svezia  -  Si va a scuola dalle 8 alle 16. Le strutture sono
                attrezzate per tutto e i compiti si fanno a scuola.
Spagna  -  Compiti a casa vietati per legge fino a 11 anni,
                   ma i maestri continuano a darli: proteste.
Stati Uniti  -  Vige la regola dei "dieci minuti" al giorno
                         per i compiti: di anno in anno sono 10 in più. 
Italia  -  Polemiche per i troppi compiti a casa: il governo
               ha proposto di alleggerirli per il prossimo marzo.

Lucianone    

sabato 2 febbraio 2013

Società - Mondo / Londra - L'algoritmo che prevede i reati

2 febbraio '13 - sabato      2nd February / Saturday                 visioni post - 6

La nuova arma della polizia:
l'algoritmo che prevede i reati, dal grande schermo
alla realtà con un certo calo dei crimini in Inghilterra e negli Usa.

(da 'la Repubblica' - 07/01/2013 - Enrico Franceschini)
Londra -
Ora il "precrimine", come veniva chiamato nella pellicola del film
"Minority Report"  (di Spielberg con protagonista Tom Cruise),
trova un'applicazione reale: in America prima, in Europa poi,
a cominciare dall'Inghilterra, che fa spesso da ponte delle novità.
e dei trend fra i due continenti. Grazie a una formula matematica
collegata a un computer pieno di dati, i poliziotti del 2013 posso-
no ottenere un calo del crimine del 30 per cento senza compiere
nemmeno un arresto: basta che si facciano vedere sul luogo del
delitto, un pò prima  che avvenga  il delitto, e la prevenzione  è
fatta. - C'è (però) una differenza sostanziale  con il film diretto
da Spielberg nel 2002.    In "Minority Report", il sistema "pre-
crimine" era il risultato  delle premonizioni   di tre individui do-
tati di poteri extrasensoriali e permetteva di scoprire non solo
"dove"  sarebbe stato  commesso  un   reato, ma  pure  "chi" 
lo avrebbe commesso.
"PredPol", abbreviazione di 'predictive policing' (polizia pre-
ventiva), funziona con algoritmi computerizzati  e  si limita a
indicare l'area dove si prevede che qualcuno violerà la legge.
Statistiche alla mano, tuttavia, i risultati  sono  ugiualmente
straordinari: una netta diminuzione del crimine. Che, in tem-
pi di tagli al bilancio dello stato e quindi di riduzione di forze
e strutture anche per la polizia, equivalgono  a  un miracolo:
ossia come fare di più e di meglio con meno.

Tutto è cominciato con un docente di antropologia dell'Università
di California a Los Angeles (meglio nota con il suo acronimo Ucla),
il professor Jeff Brantigham, che sette anni fa, con l'aiuto di un cri- 
minologo  e  di un matematico, ha messo apunto un metodo "scien--
tifico" per predire i meccanismi che conducono a un crimine.
"Avevamo intenzione di fare una ricerca puramente accademica",
racconta lo studioso, "ma strada facendo ci siamo resi conto che
poteva avere delle applicazioni concrete". - Il primo esperimento
ha avuto per teatro la città californiana di Santa Cruz.    Qualche
esempio: due poliziotti  si appostano  nel parcheggio di un super-
mercatone poco dopo  arrestano una donna  che si apprestava a
rubare un'auto. E ancora: un agente in borghese  si nasconde in
una strada apparentemente tranquilla, ma nel giro di qualche mi-
nuto arresta due uomini in flagrante delitto che stavano per com-
piere un furto. Il bello del sistema è che per decretarne il succes-
so non serve nemmeno la flagranza o l'arresto: spostando i pro-
pri agenti  nelle aree  dove vengono previsti i reati, la polizia fa
automaticamente opera di prevenzione.    Il crimine cala, e non
c'è neanche bisogno di portare i criminali in tribunale o in prigio-
ne, con tutte le spese  che ne risultano  per lo stato: ladri ed as-
sassini restano a casa propria, con le mani in mano, sentendosi
per così dire scoperti in partenza.
Naturalmente non è un metodo infallibile: qualche volta l'algo-
ritmo sbaglia. Ma a Los Angeles "PredPol" ha già fatto scen-
dere le aggressioni del 33 per cento e i crimini violenti del 21,
a Santa Cruz  i furti sono calati  del 19 per cento, e  in  questi
giorni il rivoluzionario sistema è arrivato  nella contea inglese
del Kent, da dove se avrà successo si diffonderà nel resto del-
la Gran Bretagna e forse in tutta Europa. "Abbiamo richieste
da 200 nazioni", dice il professor Brantigham.

In sintesi
LA SCHEDA
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Sport - calcio / Serie B - 24^ giornata 2012/13

2 febbario 2013 - sabato        2nd February / Saturday

Sassuolo-Empoli 1-1. Il Livorno si porta a -1

24ª giornata: gli emiliani vanno in vantaggio con un rigore contestato di Terranova, poi Regini trova il pari. Annullato anche un gol a Tavano. La squadra di Nicola vince in casa con le reti di Paulinho e Siligardi e accorcia sulla capolista.

Luca Siligardi, autore del 2-0 del Livorno sulla Pro Vercelli. LaPresse
Luca Siligardi, autore del 2-0 del Livorno sulla Pro Vercelli. (LaPresse)


Nella 24ª giornata di Serie B il Sassuolo pareggia 1-1 con l'Empoli su un terreno inguardabile, mentre il Livorno si fa sempre più vicino (ora è a -1) grazie al 2-0 sulla Pro Vercelli. La squadra di Di Francesco passa con un rigore contestato, poi si fa riprendere da Regini. L'Empoli protesta anche per un gol annullato a Tavano. Non va oltre l'1-1 il Verona con la Reggina nell'anticipo del venerdì. Il programma della giornata si conclude lunedì alle 20.45 con Ascoli-Lanciano.
Livorno - Pro Vercelli 2-0 — Al Livorno basta una seconda parte di ripresa strepitosa, ricca di concretezza e brillanti giocate, per tornare al successo e consolidare la seconda piazza in classifica. Gli amaranto, a bersaglio al 26' ed al 38' della seconda frazione, si portano ad una sola lunghezza di ritardo dalla capolista Sassuolo; quattro i punti di margine sull'Hellas Verona, attuale terza forza del torneo. I labronici, che allungano la striscia di risultati utili consecutivi (nove vittorie e cinque pareggi nelle ultime quattordici partite), prima di sbloccare la situazione, hanno sofferto non poco al cospetto di una Pro Vercelli accorta ed organizzata. Per i bianchi piemontesi si tratta della sesta sconfitta esterna consecutiva. Ma, grazie al massiccio innesto di nuovi giocatori, giunti nel corso del mercato invernale, la squadra di Braghin ha ancora i mezzi per risollevarsi e lottare per la salvezza. I padroni di casa si sono affidati al 3-4-3, gli ospiti al 4-4-2. Primo tempo all'insegna dell'equilibrio. Al 10' Dionisi si allunga troppo il pallone in contropiede e Valentini può anticiparlo in uscita. Al 31' Schiattarella, sugli sviluppi di un corner, manda sopra la traversa. Al 37' nitida doppia occasione per gli ospiti: dapprima dalla grande distanza ci prova con un tiro secco ed insidioso Grossi, Fiorillo respinge, sulla ribattuta arriva Eusepi che, da posizione angolata sulla destra, spedisce (non di molto) a lato il suo diagonale. Giusto lo zero a zero all'intervallo. Nella ripresa il Livorno cresce. All'8' Dionisi chiama ad un non facile intervento Valentini, che poi di piede, per anticipare Paulinho, manda via il pallone. Lo stesso Paulinho, pochi secondi più tardi, va vicino alla rete con una morbida conclusione dal limite di un soffio a lato. Contropiede pericosissimo della Pro Vercelli (22'). Ragatzu serve Cristiano che da posizione favorevole spara in rete: favolosa la risposta di Fiorillo che respinge e salva. Gli amaranto spingono e costringono alla difensiva i bianchi. Al 26' Paulinho, con uno stacco imperioso, incorna su traversone dalla destra di Bernardini. Un colpo di testa potente e preciso, che si insacca alle spalle dell'incolpevole Valentini. Il Livorno mette al sicuro il preziosissimo successo al 38'. Merito di Siligardi che parte dalla trequarti campo, si porta palla al piede al limite e con il suo destro fa partire una conclusione imparabile sul secondo palo. Per l'attaccante cresciuto nell'Inter è la quattordicesima rete stagionale. Il 2-0 finale - punteggio forse severo per una Pro Vercelli a lungo in partita - proietta sempre più in alto i toscani. (da Lagazzettadellosport.it  - Fabio Giorgi)
Sassuolo - Empoli 1-1 — Reduci entrambe da una sconfitta nella prima del 2013, Sassuolo ed Empoli si dividono la posta, mantenendo i primi il vantaggio sul Verona, rimanendo in zona playoff i secondi. Il senso della gara, a volerlo cercare, è tutto qua, anche perché il campo ai limiti della praticabilità toglie qualità a squadre che pure ne avrebbero, ma le vedono naufragare nelle pozze che inzuppano il prato. Quelle dell’Empoli si vedono solo a sprazzi – al 16’, quando la bandierina del guardalinee ferma Tavano, e al 29’, quando Maccarone spreca da buona posizione – e altrettanto a sprazzi si vedono quelle del Sassuolo, che graffia ma non punge con Missiroli e Catellani, e paga l’assenza di una punta centrale di peso. Masucci, stretto tra i centrali avversari, cerca senza trovarla la deviazione aerea in due occasioni, ma gli imbarazzi della capolista sono gli stessi già visti a Crotone, opposti e speculari a quelli degli ospiti che cadono poco oltre la metà ripresa, quando Laurini strattona Magnanelli in area inducendo Mariani a fischiare il rigore che Terranova trasforma. Non basta, tuttavia, a tenere avanti il Sassuolo: al 33’ della ripresa un corner di Signorelli innesca Regini che fa 1-1 chiudendo, di fatto, la gara. Che sussulta nel finale, complici due colpi di testa di Bianchi, che tuttavia non trovano il bersaglio. (Stefano Fogliani)

Risultati delle partite di Serie B  -  24^ giornata
Reggina  -  Verona             1  -  1
Brescia  -  Spezia               0  -  0
Cittadella  -  Crotone            2  -  2
Grosseto  -  Padova            1  -  1
Livorno  -  Pro Vercelli         2  -  0
Novara  -  Cesena               0  -  1
Sassuolo  -  Empoli            1  -  1
Ternana  -  Bari                   0  -  0
Varese  -  Modena              2  -  0
Vicenza  -  Juve Stabia       1  -  2
Ascoli  -  Lanciano              lun 04/02/'13    ore 20.45
CLASSIFICA
Sassuolo  52  /  Livorno  51  /  Verona  47  /  Varese  39  /  Juve Stabia, Empoli  34
Brescia  33  /  Modena, Padova  32  /  Ascoli, Cittadella  31  /  Spezia, Ternana  29
Cesena  27  /  Crotone  26  /  Bari, Novara, Reggina, Lanciano  25  /  Vicenza  19
Pro Vercelli  16  /  Grosseto  15



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giovedì 31 gennaio 2013

Arte - L'impressionista De Nittis: mostra a Padova

31 gennaio '13 - giovedì       31st January / Thursday                  visioni post - 18

Dopo la mostra di Verona  ("Da Botticelli a Matisse - Figure e volti")
che rimarrà aperta al pubblico fino alla fine di febbraio e poi per tutto
marzo, un'altra importante mostra di dipinti non meno notevoli  si tie-
ne sempre in terra veneta, e nello specifico a Padova. Al riguardo ho
pescato una descrizione piuttosto completa sia dell'artista (De Nittis)
che dell'ambiente in cui egli operò con successo e dei quadri dipinti
con ingegno italico ma con influenze nettamente francesi. L'articolo
da cui sono tratte le descrizioni è di Armando Besio - in Le Mostre di
Repubblica.
(Lucianone)

Al Palazzo Zabarella 
di Padova     la mostra dedicata a Giuseppe De Nittis,
l'artista che trovò il successo a Parigi, dove morì a soli 38 anni
Dal 19 gennaio al 26 maggio

(da 'la Repubblica' - 18/01/2013 - di Armando Besio)
Padova celebra l'impressionista
venuto dall'Italia
Il  "pittore delle parigine", il ritrattista  charmant   preferito  delle
signore chic, il più corteggiato degli Italiens de Paris... è un giovane
talento autodidatta e incompreso in fuga dalle polverose strade pu-
gliesi abbagliate dal sole ai boulevard lungo la Senna.
Giuseppe, per l'anagrafe, Peppino per tutti gli altri, De Nittis nasce
a Barletta nel 1846.      A tre anni perde la mamma, morta di dolore
quando il marito finisce in prigione. A dieci perde anche il papà, un
proprietario terriero caduto in disgrazia perchè antiborbonico. A 14
anni trasloca coi fratelli a Napoli dove, a dispetto dei nonni, che te-
mono la deriva bohémienne del nipote, si iscrive all'Istituto d'arte.
Ma le estenuanti sedute in aula a copiare statue antiche lo annoiano.
Espulso per indisciplina, a 16 anni va a dipingere dove e come gli pia-
ce: all'aria aperta , tra Resina e Portici, e la natia Puglia.
"Volevo fare il pittore. Abbandonai la scuola e divenni maestro di me
stesso". Finchè si sente pronto per il grande salto.  E via Firenze, do-
ve frequenta  i Macchiaioli  al Caffè Michelangelo, sbarca  a Parigi.
"E'  un giovanotto piccolo, tarchiatello, barba e capelli neri, vestito
elegantemente  e ricco di tutta l'espansiva burbanza di un meridiona-
le di vent'anni che non dubitava di nulla", lo ricorda il critico Diego
Martelli.
Il coraggio e la fiducia in se stesso vengono premiati. Appena arrivato
a Parigi, conosce e seduce quattro persone che gli spalamcheranno le
porte del successo:  Meissonier, il divo  dei  pittori accademici, che lo
introduce al Salon, dove debutta nel 1869; Goupil, il potente mercante,
che gli offre un contratto; Degas, che nel 1874 lo inviterà a partecipare
alla prima mostra dehli Impressionisti, nello studio del fotografo Nadar;
e Léontine , la bella parigina  che  diventerà  sua "compagna, modella,
moglie" nonchè accorta stratega della sua scalata sociale. "Elle avait
bien aimé son marì, mais en avait fait son affaire", dirà di lei Degas.
I sabati sera dai De Nittis in Rue Viéte  saranno uno degli appuntamen-
ti più attesi dalla élite artistica e intellettuale parigina. Titine intrattiene 
gli ospiti: Zola, Manet, Degas, Dumas figlio, Dorè, Maupassant, la prin-
recipessa Matilde Bonaparte. Mentre Peppino in cucina prepara le "la-
sagne alla barlettana". La premiére medaille e la Legion d'honneur al-
l'Expo del 1878 consacreranno la sua fama artistica e mondana.

'Autoritratto' dell'artista  (Pinacoteca De Nittis)



La mostra "De Nitti", curata da Emanue4la Angiuli e Fernando Mazzocca,
allinea 120 dipinti prestati da importanti musei e collezionisti, specchio della
vitalità di un artista  a volte anche troppo  compiaciuto  del suo virtuosismo,
altre felicemente  baciato  dalla più libera e genuina ispirazione poetica, co-
munque sempre capace di stupire. Il percorso, ordinato in senso cronologico,
si apre con le prime, già toccanti, luminose prove di paesaggi giovanili.
Un Bosco di Portici, Una stradina napoletana, una passaggiata Lungo l'Ofanto.
"L'atmosfera io la conosco bene, l'ho dipinta tante volte, conosco tutti i colori,
tutti i segreti dell'aria e del cielo nella loro intima natura".



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Sport - calcio / Coppa Italia e Balotelli

31 gennaio '13 - giovedì      31st January / Thursday                       visioni post  -  5

Coppa Italia / ritorno semifinali:  Juventus eliminata
                                                               passa la Lazio
Lazio  -  Juventus    2  -  1

Roma -
Juve  K. O. al '93, a risolvere l'incontro è Floccari - Il 26 maggio
la sfida finale con Roma o Inter - Recupero batticuore: la Juve
non riesce ad approfittare sotto porta, ma grandi parate e sal-
vataggio finale di Marchetti, il portierone della Lazio.



Mario Balotelli, alle visite mediche, è ufficialmente
giocatore del Milan - Scene da delirio collettivo dopo
il suo arrivo a Busto Arsizio (dove i tifosi avevano
lnaciato insulti razzisti a Boateng) e al ristorante.
Berlusconi dice che non è stata una mossa elettorale,
ma pochi giorni fà aveva definito Mario "una mela marcia".
Probabilmente in ballo c'è molto più di una partita.

Voti e marketing, aspettando i gol:
L' AFFARE BALOTELLI

(da la Repubblica  -  31/01/2013 - Enrico Currò)
Tra le innumerevoli scene madri  dello sbarco in Italia  del figliol prodigo
Balotelli (avvenuto ieri pomeriggio con una copertura mediatica e in mez-
zo a un isterismo collettivo degni di una popstar) la più simbolica ha avuto
per teatro Busto Arsizio, dove nemmeno un mese fa, allo stadio, andò in
scena la celebre ribellione del Milan agli insulti razzisti a Boateng.
Stavolta nell'ospedale della città è arrivato da neomilanista, per le visite
mediche, il calciatore simbolo dell'Italia multietnica e una piccola folla a-
dorante lo ha circondato. soffocato, idolatrato, fino a impedirgli di scen-
dere dall'auto del club, per entrare nel luogo meno adatto ai cori da curva.
"Questo è un ospedale", ha dovuto alla fine urlare un poliziotto, prima che
i tifosi sconfinassero nell'attiguo reparto di rianimazione. L'episodio, arric-
chito dalla consegna  del  simulacro  televisivo   per  definizione, il Tapiro  
d'oro di 'Striscia la notizia", rende l'idea del prevalente aspetto nazional-
popolare dell'operazione di mercato, che un ex delfino di Berlusconi come
l'ex sindaco di Milano Albertini ha così lapidariamente bollato: "Panem et 
circenses".  -  Ma Berlusconi, al Tg3. ha perfino  negato  di avere definito
"mela marcia" il costoso acquisto. E poi approfondisce: "Non è così. Non
è un investimento da campagna elettorale, lo ha voluto la parte tecnica del-
la società. Io ho pensato solo una cosa: lui ha segnato 2 gol alla Germania
e ha fatto piangere i tedeschi, mentre l'altro  Mario (Monti)  ha segnato 2
gol anche lui, l'Imu e il redditometro, e ha fatto piangere tutti gli Italiani".
La battuta, in verità, non ha persuaso nemmeno gli ambienti del Pdl. la cui
interpretazione è un'altra: anche Balotelli, che domani sarà presentato a
San Siro, può portare voti utili nella decisiva battaglia elettorale al Senato
in Lombardia,. dove chi vince può ottenere 27 senatori su 42.

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L' opinione del giovedì - Politici sempre più arrabbiati, ma la gente...?

31 gennaio '13 - giovedì       31st January / Wednesday                 visioni post  -  8

L' o p i n i o n e
di lucianone

Una campagna per le elezioni nazionali in Italia così bastarda
non l'avevo mai vista, ma probabilmente è il frutto della società
in cui ci troviamo a vivere. Probabilmente anche negli altri Pae-
si adesso  le campagne elettorali  non sono più  quelle di una
volta. Infatti non è che sia cambiata solo la società italiana, ma
anche le altre società europee (per non parlare di quella statuni-
tense) sono in profonda trasformazione negativa.
Solo che qui in Italia le elezioni politiche sono un vero gioco al
massacro: si fa la gara a sbranarsi, a colpire senza pietà l'avver-
sario, sempre metaforicamente s'intende, ma la verità è questa.
Voler fare il bene del Paese è solo voler fare il proprio bene per-
sonale, il guardare il proprio orto, le proprie capre, avere la so-
luzione migliore degli altri eccetera. E gli altri, purtroppo, sono
tanti, l'avevo detto nell'opinione del blog precedente e lo ripeto:
vi sono troppi partiti, partitini, movimenti e correnti e soprattut-
to sono tutti arrabbiati per che cosa e contro chi spesso non si
capisce bene.  -  La gente, il popolo hanno il vero diritto di ar-
rabbiarsi, incavolarsi, inc... eccetera. Altro che storie!  Qui il
nostro Paese è quasi alla frutta, ma quel che è peggio con una
parte sostanziosa di privilegiati e truffatori e una sempre più
grande maggioranza di licenziati, cassintegrati, disoccupati,
esodati e di un ceto sempre meno medio che va ad accodarsi alla parte pià povera della società. 
Ma tutto ciò sembra non riguardare ancora una volta i politici che pensano soltanto ad azzuffarsi per avere più voti dell'avversario, e il bene del Paese viene ricercato in mille modi diversi e contrastanti. Ma l'unica cosa che la gente "comune" capisce è l'ineguaglianza sociale, quella che era stata chiamata in una rara occasione 'iniquità' proprio dal governo Monti, e di cui non si è più sentito parlare da parte di nessun politico.

La nostra è diventata una società sempre più liquida.

Continua...to be continued...

mercoledì 30 gennaio 2013

Riflessioni - In attesa del nulla / La nevrosi: questa conosciuta

30 gennaio '13 - mercoledì     30th January / Wednesday               visioni post - 18

RIFLESSIONI del

Lunedì
Con Godot in attesa del nulla
Che cosa dobbiamo attenderci da un paese che ogni mattina ci riserva uno scandalo, una malversazione, una ruberia, un tradimento? Ci fu un tempo in cui l'attesa si rivestiva di speranza. Che fosse quella messianica o, ben più prosaicamente quella legata alle nostre piccole aspettative, l'attesa era un'apertura sul futuro, un modo di pensare: domani andrà meglio di oggi.
Mai il mondo ci è apparso più minaccioso e offensivo come da quando è tramontata l'attesa.
Samuel Beckett incagliò l'attesa sul macigno della disillusione. Non lo
scetticismo - che resta pur sempre un'arma della ragione - ma appunto
l'atrofizzaziobne della speranza. Nel gennaio di 60 anni fa, in un teatro
parigino, veniva per la prima volta rappresentato Aspettando Godot.
Con la sua piéce - nella quale due tizi invano attendono un terzo che
non giungerà mai - Beckett coglieva uno dei tratti elementari dell'uomo:
l'irrinunciabile e disperata coazione all'attesa. -  Godot avrebbe potuto
essere Dio, il destino, la fortuna.  Beckett si rifiutò sempre di dargli un
volto. Disse: se sapevo chi fosse lo avrei scritto. Non era una dichiara-
zione di impotenza. Ma un modo per rivestire l'attesa con il nulla.
Lo stesso nulla che oggi inghiotte i nostri sogni.
(da la Repubblica  di lunedì 28 /01/2013  -  Antonio Gnoli)

Dal nulla alla nevrosi il passo è breve, ma forse oggi non
si chiama più nevrosi, ma ha altre denominazioni strane;
comunque sempre quella è, non cambia poi tanto.
Leggere, per comprenderlo, ciò che segue.
(L u c i a n o n e)

Riflessioni
Lunedì

Che fine ha fatto la nevrosi?
L'avevamo tanto odiata: così tanto che adesso ci manca. In fondo l'odiavamo perchè ci riconoscevamo in lei. La nevrosi: questa conosciuta.
La parola da Sigmund Freud a Woody Allen aveva fatto il giro del mondo e della cultura: da Vienna a New York e dalla psicoanalisi alla vita quotidiana. Da noi finì perfino nel canzoniere pop di Adriano Celentano: "La nevrosi è di moda /
chi non l'ha ripudiato sarà". E poi, come d'incanto, addio.
Il New York Times ci informa che per la verità è dal 1994 che è scomparsa da quella bibbia delle malattie mentali che è il Diagnostic and Statistical Manual. Ma non basta depennare per cancellare il sintomo. Che è ritornato sotto altri nomi complicatissimi. Disturbi come "disordine da panico" e "ansietà sociale". E soprattutto quel "disordine ossessivo-compulsivo" che ormai non diagnosticano solo ai bambini ma anche agli adulti. Capito perchè il fanciullino che è in noi si ribella?
Aridatece la nevrosi: almeno non ci faceva venire i nervi soltanto a pronunciarla.
(da la Repubblica di lunedì 02/04/2012 - Angelo Aquaro)

E la paura divenne 
una lunga linea d'ombra
"Un monde changé". Nel dare la notizia dell'attacco all'America,
con limpida e profetica visione, Libération avverte che tutto non sarà
più come prima. E tutto è davvero cambiato. Una linea d'ombra ha posto
un nuovo confine al nostro sentire. Le immagini (in queste pagine) non sono
il racconto della paura globale di fronte a un terrore portato a sistema ideologico;
non sono l'orgoglio esploso dopo le dichiarazioni di "giustizia infinita" pronunciate
il 19 settembre da Bush; e non sono neanche le cronache dell'assurda trappola dello
"scontro di civiltà". Queste fotografie racchiudono un sentimento pià profondo, più
insidioso e drammatico: l' i c e r t e z z a   del   f u t u r o.
di Gianluigi Colin
(Da  '11.9 Il giorno che ha cambiato il mondo - LE IMMAGINI' )
N.Y. - Twin Towers 
11 settembre 2001


Lucianone