3 ottobre 2012 - mercoledì 3rd October '12 / Wednesday
visioni post - 18
IL VINTAGE
Mercante in Fiera -
La mostra di modernariato , antichità e
collezionismo, aperta sabato 29 settembre
scorso a PARMA, si concluderà il prossimo
7 ottobre (domenica).
Happy Sunday Market -
Il 7 ottobre (e ogni prima domenica del mese)
a ROMA in via Pietralata 159/a,
abiti vintage, designer emergenti, dj set e dj live.
Next Village -
Al Castello di Belgioso, PAVIA, dal 12 al 15 ottobre,
e poi in primavera: moda, mobili e accessori d'epoca..
Il Circo delle pulci -
Mercato itinerante che viaggia per l'Italia:
il 21 ottobre è a MILANO in via Maiocchi 5/7
con un workshop.
Vintage Selection
A luglio, alla Stazione Leopoldo di FIRENZE,
mostra-mercato di abbigliamento, accessori e
design vintage.
Il termine 'vintage' correntemente viene utilizzato
per oggetti fuori produzione, diventati di culto.
"Per l'abbigliamento la definizione più corretta è quella
di un abito che riflette a pieno gli standard stilistici in
voga all'epoca della sua creazione, tutto il resto è second
hand, ovvero riciclare l'abbigliamento: il pantalone del
papà tagliato che diventa bermuda per il figlio", ha così
spiegato Elisa Motterle, giornalista di moda per Condè
Nast, vintage buyer per yoox.com-
_______________________________________________________________________________
Festival Organistico Internazionale
"Città di Bergamo"
- XX edizione 2012 -
(Bergamo, candidata capitale europea della cultura 2019)
ARTISTI (dove e quando si esibiranno)
Cattedrale - Città Alta
venerdì, 5 ottobre - ore 21
Bob Van Asperen
(J.P. Sweelinck - T. Merula - G. Gabrieli - J.J. Froberger - L. Couperin - J.S. Bach - A. Soler)
Chiesa di S.Maria Immacolata delle Grazie
venerdì, 12 ottobre - ore 21
Concerto del primo premio assoluto d'improvvisazione
al 26° Concorso Internazionale di St.Albans (UK) 2011
Paul Goussot
(G.F. Haendel - J.S. Bach - W. Heider - G. Scelsi - O. Messiaen - improvvisazioni)
Cattedrale - Città Alta
sabato, 13 ottobre - dalle ore 10,30 alle 22,30
Organisti di Bergamo
(Maratona organistica, in occasione del centenario delle
Edizioni Carrara)
Chiesa di S. Alessandro della Croce in Pignolo
vernerdì, 19 ottobre - ore 21
Theo Brandmùller
(D, da Conceicào - A. Paglietti - J.S. Bach - W. Heider - G. Scelsi - O. Messiaen -
improvvisazione)
Sala Alfredo Piatti - Città Alta
martedì, 23 ottobre - ore 21
Ferruccio Bartoletti
(Improvvisazioni durante la proiezione del film muto "Metropolis" di Fritz Lang)
Cattedrale - Città Alta
venerdì, 26 ottobre - ore 21
Wolfgang Selfen
(L'arte dell'Improvvisazione)
Lucianone
DI TUTTO e di PIU Ambiente / Appuntamenti / Arte / / Cibo-cucina / Commenti / Cultura / Curiosità-comicità / Dossier / Economia-Finanza / Fotografia / Inchiesta / Intervista / Istruzione / Lavoro / Lettere / Libri / Medicina / Motori / Musica / Natura / Opinione del Giovedì / Personaggi / Psicologia / Reportage / Riflessioni-Idee / Salute / Scienze / Società-Politica / Spettacoli (cinema/tv) / Sport / Stampa-giornali / Storie / Tecnologia-Internet / Ultime notizie / Viaggi
mercoledì 3 ottobre 2012
martedì 2 ottobre 2012
Sport - calcio / Champions League
2 ottobre 2012 - martedì 2nd October / Tuesday visioni post - 7
Lucescu spaventa la Juve
E' un Chelsea che non perdona
Lucescu spaventa la Juve
E ora il girone si complica
Nella prima europea allo Juventus Stadium, i bianconeri pareggiano 1-1 con lo Shakhtar, autore di un'ottima prestazione. Traversa di Willian nel finale. La squadra di Conte è ora terza nel girone E, dietro Chelsea e Shakhtar
Vantaggio ucraino, poi Bonucci.
la sfida di Torino finisce 1-1
la sfida di Torino finisce 1-1
Torino,
Secondo pareggio per la Juve in Champions League. Contro lo Shakhtar Donetsk finisce 1-1 nella seconda giornata della fase a gironi. Ospiti in vantaggio al 23’ con Alex teixeira e pareggio dei bianconeri 2’ più tardi con Bonucci. Nella ripresa le occasioni non sono mancate per entrambe le squadre, ma nessuno è riuscito a concretizzare.
E' un Chelsea che non perdona
Schiantato il Nordsjaelland
Inglesi non belli ma spietati: 4-0 sul campo dei danesi. Apre Mata, poi due miracoli di Cech. Splendido raddoppio di Luiz, ancora Mata e poker di Ramires. Prima vittoria in Champions per i campioni d'Europa
- Juan Mata, 24 anni, festeggia con Oscar, 21, il gol dell'1-0. Afp
Li chiamano top player. E li pagano anche a peso d'oro. Alla fine sono loro che tolgono le castagne dal fuoco, soprattutto nelle notti in cui la squadra non brilla e dove si è appesi a due miracoli del portierone Cech. Capita alle volte, come questa sera a Copenaghen dove apre Mata (su assist delizioso di Lampard), raddoppia un favoloso David Luiz, fa tris ancora Mata. E nel finale, a giochi chiusi, cala il poker Ramires. Chelsea non bello, ma capace di schiantare 4-0 in casa un Nordsjaelland non proprio da buttare. E' la prima vittoria in questa Champions League per i campioni d'Europa.
- L'abbraccio tra Fernando Torres, Lampard e Mata, giocatori-simbolo di questo Chelsea. Afp
scuola di pensiero — In quei tre tocchi c'è la sintesi di una filosofia: il Chelsea è formidabile nel giocare sugli errori dell'avversario. Così, mentre l'effetto-camomilla di una partita decisivamente poco spettacolare sta per prendere il sopravvento, poco dopo la mezz'ora Torres è fenomenale nel rubare palla alla difesa danese. Lampard è illuminante nell'inventare l'assist per Mata, spietato nello spezzare l'equilibrio. La storia del vantaggio del Chelsea è lo specchio di un modo di concepire calcio, di una scuola di pensiero: la squadra di Di Matteo rinuncia all'impostazione, per larghi tratti della prima frazione, anche contro i modesti danesi del Nordsjaelland, ma quando si scatena diventa micidiale. La storia del primo tempo è tutta qui, nella quale però va aggiunto un capitolo a parte per i primi dieci minuti spumeggianti in Blues (al 4' palo di Moses, occasioni poi con Torres e Lampard). E nel finale Torres fallisce incredibilmente il raddoppio, a due passi da Hansen: forse sarebbe stato troppo.
- Juan Mata infila il portiere Hansen: è il gol che spezza l'equilibrio. Afp
cech santo subito — Il caposaldo della concenzione di Roberto Di Matteo non si smuove nemmeno nella ripresa, nemmeno con i danesi costretti a scoprirsi alla ricerca del pari. In maglia Blues non fanno una grinza, la traccia del match resta identica: squadra molto bassa, schiacciata su Cech, costruita sui tagli e le ripartenze dei suoi attaccanti. Difficile però tracciare la linea di confine tra il credo di un tecnico e la serata no dei suoi attori in scena. Perché nella ripresa funziona poco o nulla nella squadra campione d'Europa, che resta in partita grazie al doppio miracolo di Cech (al 28') su John e su Beckmann in pochi secondi e alla cifra tecnica modesta dei danesi, sciuponi nei primi venti minuti due volte con Beckmann. Nel momento peggiore dei Blues, il patema d'animo finisce: David Luiz è splendido su punizione (35'). Violento, preciso, con rabbia. E due minuti dopo Mata manda tutti a casa, piazzando il tris. C'è ancora, però, tempo per il poker firmato Ramires al 44'. Alla fine, i piedi buoni contano ancora.
(Maria Pagliara - da La Gazzetta dello Sport.it)
Barça, tutto facile col Benfica
Doppio Van Persie, United ok
Bayern stritolato dal Bate
Barça, tutto facile col Benfica
Celtic, vittoria storica a Mosca
La squadra di Vilanova, che nel finale perde di nuovo Puyol (sospetta frattura al gomito), passa 2-0 a Lisbona. Due assist di Messi per Sanchez e Fabregas. Gli scozzesi vincono 3-2 sul campo dello Spartak e conquistano il primo successo in trasferta in Champions
Doppio Van Persie, United ok
Colpaccio Braga in Turchia
Gruppo H: doppietta dell'olandese nel 2-1 in casa del Cluj. Inglesi primi a punteggio pieno. I portoghesi vincono 2-0 a Istanbul contro il Galatasaray
Bayern stritolato dal Bate
Valencia, bene col Lilla
I tedeschi perdono 3-1 con i bielorussi e interrompono a nove la striscia di vittorie consecutive stagionali. Gli spagnoli vincono 2-0 con i francesi e appaiano la squadra di Heynckes
Lucianone
Ultime notizie - Latest news
2 ottobre 2012 - martedì 2nd October '12 / Tuesday
Italia - Roma
Arrestato Fiorito: comprò Jeep
da 35mila euro per neve a Roma
L'ex capogruppo del Pdl alla Regione Lazio Franco Fiorito è stato arrestato in mattinata. Le motivazioni della magistratura: pericolo di fuga, dell'inquinamento delle prove e reiterazione del reato. Oltre al "depistaggio mediatico" tramite dichiarazioni e interviste.
- Chi è Fiorito "er Batman" della Ciociaria.
DOSSIER: Cene, gioielli e hotel | MAIALI E FESTINI DEL PDL
Portato in carcere dal nucleo di polizia Valutaria della Guardia di Finanza, l'ex capogruppo del Pdl laziale Franco Fiorito dichiara che in prigione troverà gente “meglio che nel Pdl”. Si proclama innocente mentre spese di ogni sorta e bonifici lo inchiodano. Con i soldi pubblici si è comprato perfino una jeep da 34mila euro per affrontare Roma innevata, ceramiche per il bagno e altre cosucce personali come una caldaia nella sua villa al Circeo: fondamentali, per la cosa pubblica laziale? Secondo i pm ha pure buttato nel tritacarne fatture compromettenti. Accompagnato dalla Finanza va a Regina Coeli indossando il suo gessato, lo affianca l'avvocato Taormina. Per il gip Stefano Aprile che ha firmato l'ordinanza di custodia cautelare in carcere, sollecitata dalla Procura di Roma, Fiorito andava arrestato per il rischio di «inquinamento delle prove, di fuga e di reiterazione del reato»: andava fermato perché il Batman di Agnani, accusato di peculato, è di «notevole pericolosità sociale».
IL GIP: PERICOLOSO, FA DEPISTAGGIO MEDIATICO
Il giudice in 29 pagine motiva la decisione dell'arresto demolendo la strategia difensiva del Batman di Anagni. Per il gip «concreto ed attuale è il pericolo che Fiorito possa tornare a compiere, se in libertà, delitti contro la pubblica amministrazione». E aggiunge un nuovo capitolo: l'uso spregiudicato dei mass media e il tentativo di scaricare su tutti le colpe per una gestione dei fondi usati solo per tornaconto personale. C'è anche il fiume di parole e la massiccia presenza in tv dietro la decisione di arrestare Fiorito. L'ex capogruppo «continua a ricoprire la qualifica di pubblico ufficiale, come anche a disporre del denaro pubblico»: quindi è nelle condizioni di poter replicare la «spoliazione» dei fondi destinati al gruppo. Insomma, può ancora depredare il Batman ciociaro che, per l'accusa, ha messo in atto un «inquinamento probatorio» con un «depistaggio mediatico nei confronti dei testimoni a suo carico». Come la lettera del 18 luglio scorso in cui Fiorito denunciava «l'uso improprio dei fondi da parte dei consiglieri» proprio nel giorno in cui si registrava il picco massimo dei trasferimenti dal conto del gruppo Pdl ai suoi. O come le tracce di fatture trovate nel tritacarte o nella pattumiera di casa Fiorito, fatture alterate per una guerra politica sanguinosa.
193 BONIFICI
Una sorta di avvelenamento dei pozzi per mascherare i 193 bonifici fatti per far confluire sui conti in Italia e all'estero 1 milione e 380 mila euro, parte dei 6 milioni movimentati da Fiorito nei due anni da capogruppo. Secondo l'ex capogruppo quei soldi gli erano dovuti in base al cumulo di cariche che ricopriva alla Pisana. Per i pm (e la logica) Fiorito non aveva alcun diritto a quel fiume di soldi. Sui bonifici – dicono i magistrati - l'ex sindaco di Anagni fornisce giustificazioni «del tutto pretestuose e illogiche» quando parla di «scelta del gruppo di attribuire» alla sua «persona un'indennità doppia oltre a quella che già godevo».
I 34MILA EURO PER LA JEEP
Fiorito era ossessionato dai soldi: il solo 2 luglio, attraverso 6 bonifici nazionali e 7 esteri, ha versato centomila euro provenienti dai conti del gruppo sui suoi conti correnti. Tra le tante spese documentate nell'ordinanza del gip, anche i 34 mila euro per l'acquisto di una Jeep il 13 febbraio nel giorno in cui nevicava su Roma. O la caldaia per la sua villa al Circeo. Sostengono gli inquirenti che il Batman anagnino ha fatto un «utilizzo incontrollato» di carte di credito, bancomat e assegni quasi mai per «fini politici» e senza «giustificazione contabile». L'indagine prosegue e si incentra su circa 4 milioni e 600 mila euro: in primo luogo sui 2,6 milioni di euro in bonifici diretti a terzi e su altri due milioni fuoriusciti dai conti attraverso assegni, contanti e carte di credito. Il prossimo confronto tra i magistrati e Fiorito è fissato per giovedì, quando verrà sottoposto ad interrogatorio di garanzia.
visioni del post - 7
Lucianone
Italia - Roma
Arrestato Fiorito: comprò Jeep
da 35mila euro per neve a Roma
L'ex capogruppo del Pdl alla Regione Lazio Franco Fiorito è stato arrestato in mattinata. Le motivazioni della magistratura: pericolo di fuga, dell'inquinamento delle prove e reiterazione del reato. Oltre al "depistaggio mediatico" tramite dichiarazioni e interviste.
- Chi è Fiorito "er Batman" della Ciociaria.
DOSSIER: Cene, gioielli e hotel | MAIALI E FESTINI DEL PDL
Portato in carcere dal nucleo di polizia Valutaria della Guardia di Finanza, l'ex capogruppo del Pdl laziale Franco Fiorito dichiara che in prigione troverà gente “meglio che nel Pdl”. Si proclama innocente mentre spese di ogni sorta e bonifici lo inchiodano. Con i soldi pubblici si è comprato perfino una jeep da 34mila euro per affrontare Roma innevata, ceramiche per il bagno e altre cosucce personali come una caldaia nella sua villa al Circeo: fondamentali, per la cosa pubblica laziale? Secondo i pm ha pure buttato nel tritacarne fatture compromettenti. Accompagnato dalla Finanza va a Regina Coeli indossando il suo gessato, lo affianca l'avvocato Taormina. Per il gip Stefano Aprile che ha firmato l'ordinanza di custodia cautelare in carcere, sollecitata dalla Procura di Roma, Fiorito andava arrestato per il rischio di «inquinamento delle prove, di fuga e di reiterazione del reato»: andava fermato perché il Batman di Agnani, accusato di peculato, è di «notevole pericolosità sociale».
IL GIP: PERICOLOSO, FA DEPISTAGGIO MEDIATICO
Il giudice in 29 pagine motiva la decisione dell'arresto demolendo la strategia difensiva del Batman di Anagni. Per il gip «concreto ed attuale è il pericolo che Fiorito possa tornare a compiere, se in libertà, delitti contro la pubblica amministrazione». E aggiunge un nuovo capitolo: l'uso spregiudicato dei mass media e il tentativo di scaricare su tutti le colpe per una gestione dei fondi usati solo per tornaconto personale. C'è anche il fiume di parole e la massiccia presenza in tv dietro la decisione di arrestare Fiorito. L'ex capogruppo «continua a ricoprire la qualifica di pubblico ufficiale, come anche a disporre del denaro pubblico»: quindi è nelle condizioni di poter replicare la «spoliazione» dei fondi destinati al gruppo. Insomma, può ancora depredare il Batman ciociaro che, per l'accusa, ha messo in atto un «inquinamento probatorio» con un «depistaggio mediatico nei confronti dei testimoni a suo carico». Come la lettera del 18 luglio scorso in cui Fiorito denunciava «l'uso improprio dei fondi da parte dei consiglieri» proprio nel giorno in cui si registrava il picco massimo dei trasferimenti dal conto del gruppo Pdl ai suoi. O come le tracce di fatture trovate nel tritacarte o nella pattumiera di casa Fiorito, fatture alterate per una guerra politica sanguinosa.
193 BONIFICI
Una sorta di avvelenamento dei pozzi per mascherare i 193 bonifici fatti per far confluire sui conti in Italia e all'estero 1 milione e 380 mila euro, parte dei 6 milioni movimentati da Fiorito nei due anni da capogruppo. Secondo l'ex capogruppo quei soldi gli erano dovuti in base al cumulo di cariche che ricopriva alla Pisana. Per i pm (e la logica) Fiorito non aveva alcun diritto a quel fiume di soldi. Sui bonifici – dicono i magistrati - l'ex sindaco di Anagni fornisce giustificazioni «del tutto pretestuose e illogiche» quando parla di «scelta del gruppo di attribuire» alla sua «persona un'indennità doppia oltre a quella che già godevo».
I 34MILA EURO PER LA JEEP
Fiorito era ossessionato dai soldi: il solo 2 luglio, attraverso 6 bonifici nazionali e 7 esteri, ha versato centomila euro provenienti dai conti del gruppo sui suoi conti correnti. Tra le tante spese documentate nell'ordinanza del gip, anche i 34 mila euro per l'acquisto di una Jeep il 13 febbraio nel giorno in cui nevicava su Roma. O la caldaia per la sua villa al Circeo. Sostengono gli inquirenti che il Batman anagnino ha fatto un «utilizzo incontrollato» di carte di credito, bancomat e assegni quasi mai per «fini politici» e senza «giustificazione contabile». L'indagine prosegue e si incentra su circa 4 milioni e 600 mila euro: in primo luogo sui 2,6 milioni di euro in bonifici diretti a terzi e su altri due milioni fuoriusciti dai conti attraverso assegni, contanti e carte di credito. Il prossimo confronto tra i magistrati e Fiorito è fissato per giovedì, quando verrà sottoposto ad interrogatorio di garanzia.

Commento/vignetta di ALTAN >>>>
visioni del post - 7
Lucianone
Sport - calcio / Serie A - 7^ giornata 2012/13
2 ottobre 2012 - martedì 2nd October / Tuesday visioni post - 10
Tutte le partite giocate
(sabato, domenica e lunedì)
Parma 1 Classifica della serie A
Tutte le partite giocate
(sabato, domenica e lunedì)
Parma 1 Classifica della serie A
sab 29-set Juventus, Napoli 16
ore 18:00 Inter, Lazio 12
ore 18:00 Inter, Lazio 12
dom 30-set Genoa, Roma, Catania 8
ore 12:30 Milan, Bologna, Pescara 7
ore 12:30 Milan, Bologna, Pescara 7
dom 30-set Palermo 4
ore 15:00 Chievo 3
ore 15:00 Chievo 3
dom 30-set
ore 15:00
ore 15:00
dom 30-set
ore 15:00
ore 15:00
-
sab 29-set
ore 20:45 -
dom 30-set
ore 15:00 -
dom 30-set
ore 15:00 -
dom 30-set
ore 15:00 -
dom 30-set
ore 20
Lucianone
Politica - Scandalo Lazio e Polverini
2 ottobre 2012 - martedì 2nd October / Tuesday visioni post - 13
Parlare di quello che sta accadendo in
diverse regioni italiane,
a livello politico-locale, è diventato un continuo racconto di frodi,
ruberie, feste e festini ai danni dello Stato ma soprattutto delle
famiglie e persone che non riescono ad arrivare alla fine del me-
se. Dire vergogna è ancora poco e dire che ormai mancano anche
le parole per descrivere questo schifo, è il meno che si possa, ap-
punto, dire. E non ci si venga continuamente a parlare di paura
di antipolitica (diventa anche questa una scusa per continuare a
a fare i propri comodi? sembra proprio di sì) e di prossime elezioni
come se queste fossero la panacea di tutto, non tenendo poi conto
che il costo finanziario delle stesse diventa una doppia beffa per la
parte di popolo già oppresso dalla crisi e dalle truffe di quella par-
te (vedi Fiorito & compagnia) che se ne infischiano e intascano a
più non posso.
Ultimissima notizia di oggi: l'arresto di Fiorito (ma poi pagherà lui
solo per tutti, come al solito? E i soldi intascati torneranno più ai
cittadini?)
(Lucianone)
Il seguente articolo di Gianluigi Pellegrino illustra in modo chiaro
e, anzi, lampante dove stanno le vere responsabilità insieme alle
evidenti ipocrisie (pienamente volute e studiate).
Il bluff senza fine
della Polverini
Ha incartato Roma. Renata Polverini, con il suo faccione che urla
"li mando a casa io", ma ora sta facendo di tutto per restare lì con
loro, per quasi un anno ancora e tutti lautamente pagati. Ha grida-
to di aver azzerato i fondi ai gruppi, ma è semplicemente una bufala.
La disposizione regionale che assegna al solo Pdl, e quindi a Fiori-
to e compagnia, quasi 12 mila euro al mese in aggiunta a servizi e
segretarie, sta ancora tutta lì ed è pienamente efficace. La Polveri-
ni avrebbe potuto impiegare i due consigli della sceneggiata per
tagliarli sul serio quei fondi, ed invece ha preferito bluffare.
Pontificare col suo abito bianco, fingendo invettive contro quella
maggioranza che lei ha permesso venisse inondata di soldi per ta-
citarne ogni fibrillazione e ottenere il voto favorevole sul vitalizio
che proprio la governatrice estendeva anche ai suoi assessori ester-
ni, nominati per compensare i trombati dal pasticcio della lista di
Roma. - Questo fu il battesimo della legislatura Polverini. Tenere
tutti buoni a suon di milioni. E ora la storia si ripete, perchè con
questa melina sull'indizione delle elezioni la Polverini garantisce
un altro fiume di denaro a Fiorito e colleghi. Stipendi, diarie, e
anche fondi ai gruppi per altri sette mesi, così si finanziano pure
la campagna elettorale. - Il tutto peraltro essendo consiglieri a
mezzo servizio a seguito dell'avvenuto scioglimento. Stanno a ca-
sa ma sotto una pioggia di soldi pubblici. Così capiamo che la
governatrice dai muri della Capitale annuncia per loro un'am-
miccante promessa, non certo una minaccia. "Li mando a casa"
appunto, ma con il malloppo.
Per non dire che a lei resta pienezza di poteri sulla grandissima
fetta della torta regionale che è la sanità. Perchè lì fu investita
del ruolo di commissario di Governo, che si è vista bene dal di-
smettere nel rassegnare le dimissioni imposte dal verminaio sco-
perchiato. Una monarchia senza controllo e consiglieri ancora
una volta tacitati perchè coperti di pubblici denari.
Questo scempio dovremmo subire per l'infinito tempo che la
stessa Polverini decide, facendosi scudo del ministero dell'In-
terno che un pò troppo sta consentendo questo giochino.
In realtà , come sanno anche le pietre, è il Pdl a non volere il
voto nel Lazio temendo l'effetto traino su quello nazionale e
pretendendo l'assurdo rinvio. Con la regione più importante
d'Italia e i suoi mille problemi lasciati a marcire.
Del resto ancora l'altro giorno la Polverini, pur non ancora
dimessa, ha ottenuto la revoca della seduta del Consiglio con-
vocato per votare la sfiducia. E avendola fatta franca ha riuni-
yo ha riunito la giunta con pieni poteri per deliberare nuovi
contratti e nuove consulenze e per impugnare la spending
review del Governo. Roba da non crederci. Dimissioni false
per sfuggire alla sfiducia e avere mano libera in giunta, sem-
pre per tenere ben salde le clientele e bene aperti i rubinetti
della spesa. - Questo da solo avrebbe dovuto richiedere l'im-
mediato commissariamento previsto dall'art. 126 della Co-
stituzione e dalla relativa norma di attuazione. Mai succes-
so, certo. Ma perchè mai si è visto tanto scempio.
Intanto la Presidente , eterna dimissionaria, fa la mattatrice nelle piazze
televisive, proprio come Fiorito, con l'aggravante inganno della sceneg-
giata vittimista, urlando slogan che puntualmente i suoi atti si incarica-
no di smentire. Sventola bilanci per affermare che i fondi ai gruppi era-
no solo 5 milioni. Ma non mostra i consuntivi che sono la prova provata
che lei tutto sapeva e tutto ha avallato. In preda alla foga, sfida la mate-
matica e la logica parlando di tagli "superiori al 100 per cento" (sic!),
come ieri ha rilevato il 'Sole24Ore'. Propala un'assoluta autonomia del
Consiglio, quando è pacifico che la Giunta che lei presiede e l'aula con-
siliare di cui è parte integrante, hanno il controllo ultimo sull'intera con-
tabilità dell'amministrazione regionale che la Governatrice rappresenta e
dovrebbe tutelare. Dice, per tirare a campare, che ora vorrebbe fare quei
tagli del numero di consiglieri che non ha fatto sino ad oggi e che in real-
tà può fare direttamente lo Stato come la Corte costituzionale ha recente-
mente sancito. Racconta poi di aver deciso autonomamente di dimettersi,
quando appena dieci giorni fa chiudeva gongolante la sua passerella in
Consiglio, illusa di averci gabbato. E' stato poi sufficiente rimettere in-
sieme i fatti per inchiodarla alle sue responsabilità e renderla indifendi-
bile, proprio come quel Consiglio che lei chiama "indegno", ma con la
strizzata d'occhio di un'intesa a prova di bomba.
Non a caso la presidente non fa l'unica cosa che dovrebbe e potrebbe co-
me legale rappresentante della Regione. Ingiungere ai consiglieri la re-
stituzione di tutto il maltolto bloccando gli stipendi. Ma per questo basta
un giorno, e quindi non vale a tirare a campare. E poi svelerebbe gli alta-
rini di un patto appiccicoso.
Ora basta, le istituzioni si facciano sentire. Finisca questa sceneggiata
che paghiamo a caro prezzo e torni la parola ai cittadini del Lazio. Non
subito, ma prima di subito.
(da 'la Repubblica' - 30 sett. '12)
lucianone
Parlare di quello che sta accadendo in
diverse regioni italiane,
a livello politico-locale, è diventato un continuo racconto di frodi,
ruberie, feste e festini ai danni dello Stato ma soprattutto delle
famiglie e persone che non riescono ad arrivare alla fine del me-
se. Dire vergogna è ancora poco e dire che ormai mancano anche
le parole per descrivere questo schifo, è il meno che si possa, ap-
punto, dire. E non ci si venga continuamente a parlare di paura
di antipolitica (diventa anche questa una scusa per continuare a
a fare i propri comodi? sembra proprio di sì) e di prossime elezioni
come se queste fossero la panacea di tutto, non tenendo poi conto
che il costo finanziario delle stesse diventa una doppia beffa per la
parte di popolo già oppresso dalla crisi e dalle truffe di quella par-
te (vedi Fiorito & compagnia) che se ne infischiano e intascano a
più non posso.
Ultimissima notizia di oggi: l'arresto di Fiorito (ma poi pagherà lui
solo per tutti, come al solito? E i soldi intascati torneranno più ai
cittadini?)
(Lucianone)
Il seguente articolo di Gianluigi Pellegrino illustra in modo chiaro
e, anzi, lampante dove stanno le vere responsabilità insieme alle
evidenti ipocrisie (pienamente volute e studiate).
Il bluff senza fine
della Polverini
Ha incartato Roma. Renata Polverini, con il suo faccione che urla
"li mando a casa io", ma ora sta facendo di tutto per restare lì con
loro, per quasi un anno ancora e tutti lautamente pagati. Ha grida-
to di aver azzerato i fondi ai gruppi, ma è semplicemente una bufala.
La disposizione regionale che assegna al solo Pdl, e quindi a Fiori-
to e compagnia, quasi 12 mila euro al mese in aggiunta a servizi e
segretarie, sta ancora tutta lì ed è pienamente efficace. La Polveri-
ni avrebbe potuto impiegare i due consigli della sceneggiata per
tagliarli sul serio quei fondi, ed invece ha preferito bluffare.
Pontificare col suo abito bianco, fingendo invettive contro quella
maggioranza che lei ha permesso venisse inondata di soldi per ta-
citarne ogni fibrillazione e ottenere il voto favorevole sul vitalizio
che proprio la governatrice estendeva anche ai suoi assessori ester-
ni, nominati per compensare i trombati dal pasticcio della lista di
Roma. - Questo fu il battesimo della legislatura Polverini. Tenere
tutti buoni a suon di milioni. E ora la storia si ripete, perchè con
questa melina sull'indizione delle elezioni la Polverini garantisce
un altro fiume di denaro a Fiorito e colleghi. Stipendi, diarie, e
anche fondi ai gruppi per altri sette mesi, così si finanziano pure
la campagna elettorale. - Il tutto peraltro essendo consiglieri a
mezzo servizio a seguito dell'avvenuto scioglimento. Stanno a ca-
sa ma sotto una pioggia di soldi pubblici. Così capiamo che la
governatrice dai muri della Capitale annuncia per loro un'am-
miccante promessa, non certo una minaccia. "Li mando a casa"
appunto, ma con il malloppo.
Per non dire che a lei resta pienezza di poteri sulla grandissima
fetta della torta regionale che è la sanità. Perchè lì fu investita
del ruolo di commissario di Governo, che si è vista bene dal di-
smettere nel rassegnare le dimissioni imposte dal verminaio sco-
perchiato. Una monarchia senza controllo e consiglieri ancora
una volta tacitati perchè coperti di pubblici denari.
Questo scempio dovremmo subire per l'infinito tempo che la
stessa Polverini decide, facendosi scudo del ministero dell'In-
terno che un pò troppo sta consentendo questo giochino.
In realtà , come sanno anche le pietre, è il Pdl a non volere il
voto nel Lazio temendo l'effetto traino su quello nazionale e
pretendendo l'assurdo rinvio. Con la regione più importante
d'Italia e i suoi mille problemi lasciati a marcire.
Del resto ancora l'altro giorno la Polverini, pur non ancora
dimessa, ha ottenuto la revoca della seduta del Consiglio con-
vocato per votare la sfiducia. E avendola fatta franca ha riuni-
yo ha riunito la giunta con pieni poteri per deliberare nuovi
contratti e nuove consulenze e per impugnare la spending
review del Governo. Roba da non crederci. Dimissioni false
per sfuggire alla sfiducia e avere mano libera in giunta, sem-
pre per tenere ben salde le clientele e bene aperti i rubinetti
della spesa. - Questo da solo avrebbe dovuto richiedere l'im-
mediato commissariamento previsto dall'art. 126 della Co-
stituzione e dalla relativa norma di attuazione. Mai succes-
so, certo. Ma perchè mai si è visto tanto scempio.
Intanto la Presidente , eterna dimissionaria, fa la mattatrice nelle piazze
televisive, proprio come Fiorito, con l'aggravante inganno della sceneg-
giata vittimista, urlando slogan che puntualmente i suoi atti si incarica-
no di smentire. Sventola bilanci per affermare che i fondi ai gruppi era-
no solo 5 milioni. Ma non mostra i consuntivi che sono la prova provata
che lei tutto sapeva e tutto ha avallato. In preda alla foga, sfida la mate-
matica e la logica parlando di tagli "superiori al 100 per cento" (sic!),
come ieri ha rilevato il 'Sole24Ore'. Propala un'assoluta autonomia del
Consiglio, quando è pacifico che la Giunta che lei presiede e l'aula con-
siliare di cui è parte integrante, hanno il controllo ultimo sull'intera con-
tabilità dell'amministrazione regionale che la Governatrice rappresenta e
dovrebbe tutelare. Dice, per tirare a campare, che ora vorrebbe fare quei
tagli del numero di consiglieri che non ha fatto sino ad oggi e che in real-
tà può fare direttamente lo Stato come la Corte costituzionale ha recente-
mente sancito. Racconta poi di aver deciso autonomamente di dimettersi,
quando appena dieci giorni fa chiudeva gongolante la sua passerella in
Consiglio, illusa di averci gabbato. E' stato poi sufficiente rimettere in-
sieme i fatti per inchiodarla alle sue responsabilità e renderla indifendi-
bile, proprio come quel Consiglio che lei chiama "indegno", ma con la
strizzata d'occhio di un'intesa a prova di bomba.
Non a caso la presidente non fa l'unica cosa che dovrebbe e potrebbe co-
me legale rappresentante della Regione. Ingiungere ai consiglieri la re-
stituzione di tutto il maltolto bloccando gli stipendi. Ma per questo basta
un giorno, e quindi non vale a tirare a campare. E poi svelerebbe gli alta-
rini di un patto appiccicoso.
Ora basta, le istituzioni si facciano sentire. Finisca questa sceneggiata
che paghiamo a caro prezzo e torni la parola ai cittadini del Lazio. Non
subito, ma prima di subito.
(da 'la Repubblica' - 30 sett. '12)
lucianone
Istruzione - Scuola / Il prof. ideale? Eccolo!
2 ottobre 2012 - martedì 2nd October / Tuesday visioni post - 7
Che cosa avrei voluto sentirmi dire
il primo giorno di scuola
dai miei professori
o cosa vorrei che mi dicessero se tornassi studente?
Il racconto delle vacanze? No. Quelle dei miei compagni? No. Saprei già tutto.
Devi studiare? Sarà (un anno) difficile? Bisognerà impegnarsi di più? No. no
grazie. Lo so. Per questo sto qui, e poi dall'orecchio dei doveri non ci sento.
Ditemi qualcosa di diverso, di nuovo, perchè io non cominci ad annoiarmi da
subito, ma mi venga almeno un pò voglia di cominciarlo quest'anno scolastico.
Dall'orecchio della passione ci sento benissimo. Dimostratemi che vale la pena
stare qui per un anno intero ad scoltarvi. - Ditemi per favore che tutto questo
c'entra con la vita di tutti i giorni, che mi aiuterà a capire meglio il mondo e
e me stesso, che insomma ne vale la pena di stare qua. Dimostratemi, soprattut-
to con le vostre vite, che lo sforzo che devo fare potrebbe riempire la mia vita
come riempie la vostra. Avete dedicato studi, sforzi e sogni per insegnarmi la
vostra materia, adesso dimostratemi che è tutto vero, che voi siete i mediatori
di qualcosa di desiderabile e indispensabile, che voi possedete e volete regalar-
mi. - Dimostratemi che perdete il sonno per insegnare quelle cose che - dite -
valgono i miei sforzi. Voglio guardarli bene i vostri occhi e se non brillano mi
annoierò, ve lo dico prima, e farò altro. Non potete mentirmi. Se non ci credete
voi, perchè dovrei farlo io? E non mi parlate dei vostri stipendi, del sindacato,
delle vostre beghe familiari e sentimentali, dei vostri fallimenti e delle vostre
ossessioni. No. Parlatemi di quanto amate la forza del sole che brucia da 5 mi-
liardi di anni. Ditemi perchè la luna mi da sempre la stessa faccia e insegnate-
mi a interrogarla come il pastore errante di Leopardi. Ditemi come è possibile
che la rosa abbia i petali disposti secondo una proporzione divina infallibile e
perchè il cuore è un muscolo che batte involontariamente e come fa l'occhio a
trasformare la luce in immagini.
Ci sono così tante cose in questo mondo che non so e che voi potreste spiegar-
mi, con gli occhi che vi brillano, perchè solo lo stupore conosce. - E ditemi il
mistero dell'uomo, ditemi come hanno fatto i Greci a costruire i loro templi che
ti sembra di essere a colloquio con gli dei, e come hanno fatto i Romani a unire
bellezza e utilità come nessun altro. E ditemi il segreto dell'uomo che crea bel-
lezza e costringe tutti a migliorarsi al solo respirarla.
Continua...to be continued...
Che cosa avrei voluto sentirmi dire
il primo giorno di scuola
dai miei professori
o cosa vorrei che mi dicessero se tornassi studente?
Il racconto delle vacanze? No. Quelle dei miei compagni? No. Saprei già tutto.
Devi studiare? Sarà (un anno) difficile? Bisognerà impegnarsi di più? No. no
grazie. Lo so. Per questo sto qui, e poi dall'orecchio dei doveri non ci sento.
Ditemi qualcosa di diverso, di nuovo, perchè io non cominci ad annoiarmi da
subito, ma mi venga almeno un pò voglia di cominciarlo quest'anno scolastico.
Dall'orecchio della passione ci sento benissimo. Dimostratemi che vale la pena
stare qui per un anno intero ad scoltarvi. - Ditemi per favore che tutto questo
c'entra con la vita di tutti i giorni, che mi aiuterà a capire meglio il mondo e
e me stesso, che insomma ne vale la pena di stare qua. Dimostratemi, soprattut-
to con le vostre vite, che lo sforzo che devo fare potrebbe riempire la mia vita
come riempie la vostra. Avete dedicato studi, sforzi e sogni per insegnarmi la
vostra materia, adesso dimostratemi che è tutto vero, che voi siete i mediatori
di qualcosa di desiderabile e indispensabile, che voi possedete e volete regalar-
mi. - Dimostratemi che perdete il sonno per insegnare quelle cose che - dite -
valgono i miei sforzi. Voglio guardarli bene i vostri occhi e se non brillano mi
annoierò, ve lo dico prima, e farò altro. Non potete mentirmi. Se non ci credete
voi, perchè dovrei farlo io? E non mi parlate dei vostri stipendi, del sindacato,
delle vostre beghe familiari e sentimentali, dei vostri fallimenti e delle vostre
ossessioni. No. Parlatemi di quanto amate la forza del sole che brucia da 5 mi-
liardi di anni. Ditemi perchè la luna mi da sempre la stessa faccia e insegnate-
mi a interrogarla come il pastore errante di Leopardi. Ditemi come è possibile
che la rosa abbia i petali disposti secondo una proporzione divina infallibile e
perchè il cuore è un muscolo che batte involontariamente e come fa l'occhio a
trasformare la luce in immagini.
Ci sono così tante cose in questo mondo che non so e che voi potreste spiegar-
mi, con gli occhi che vi brillano, perchè solo lo stupore conosce. - E ditemi il
mistero dell'uomo, ditemi come hanno fatto i Greci a costruire i loro templi che
ti sembra di essere a colloquio con gli dei, e come hanno fatto i Romani a unire
bellezza e utilità come nessun altro. E ditemi il segreto dell'uomo che crea bel-
lezza e costringe tutti a migliorarsi al solo respirarla.
Continua...to be continued...
domenica 30 settembre 2012
Sport - calcio / Serie B - 7^ giornata 2012-13
30 settembre 2012 - domenica 30th September / Sunday visioni post - 7
Sassuolo super > quasi a punteggio pieno
Verona e Livorno ok > subito dietro
In attesa di Cesena - Varese
Risultati delle partite
di sabato 29 sett. '12
Crotone - Livorno 1 - 2
Sassuolo - Ascoli 1 - 0
Empoli - Brescia 1 - 1
Novara - Ternana 1 - 2
Spezia - Reggina 1 - 0
Verona - Bari 1 - 0
Lanciano - Modena 1 - 1
Juve Stabia - Padova 1 - 0
Vicenza - Grosseto 2 - 1
Domani: Cittadella - Pro Vercelli
Cesena - Varese
Classifica parziale: Sassuolo 19 / Livorno 16 / Verona 15 /
Varese 12 / Ternana, Spezia 10 / Vicenza, Brescia 9 /
Bari, Padova, Modena, Lanciano, Cittadella 7 /
Novara, Pro Vercelli, Juve Stabia, Ascoli 6 / Crotone 5 /
Cesena 4 / Reggina, Empoli 2 / Grosseto 1
Lucianone
Sassuolo super > quasi a punteggio pieno
Verona e Livorno ok > subito dietro
In attesa di Cesena - Varese
Risultati delle partite
di sabato 29 sett. '12
Crotone - Livorno 1 - 2
Sassuolo - Ascoli 1 - 0
Empoli - Brescia 1 - 1
Novara - Ternana 1 - 2
Spezia - Reggina 1 - 0
Verona - Bari 1 - 0
Lanciano - Modena 1 - 1
Juve Stabia - Padova 1 - 0
Vicenza - Grosseto 2 - 1
Domani: Cittadella - Pro Vercelli
Cesena - Varese
Classifica parziale: Sassuolo 19 / Livorno 16 / Verona 15 /
Varese 12 / Ternana, Spezia 10 / Vicenza, Brescia 9 /
Bari, Padova, Modena, Lanciano, Cittadella 7 /
Novara, Pro Vercelli, Juve Stabia, Ascoli 6 / Crotone 5 /
Cesena 4 / Reggina, Empoli 2 / Grosseto 1
Lucianone
sabato 29 settembre 2012
Sport - calcio / Serie A - 6^ giornata: gli anticipi
30 settembre 2012 - domenica 30th September / Sunday
Risultati delle partite giocate
sabato 29 sett. '12
Parma - Milan 1 - 1
Juventus - Roma 4 - 1
La Juve stronca la Roma di Zeman - il polemico in soli
15 minuti iniziali, poi si riposa per la Champions di martedì.
Il Milan non riesce a passare a Parma, ma fa una partita
più che accettabile e Allegri può fare un mezzo sorriso
Matri: "Mi sono tolto un peso"
Zeman: "Non vedo la mia Roma
Il centravanti della Juve è tornato al gol: "Ero arrabbiato con me stesso, ma non mi sono mai abbattuto". Il boemo: "Non abbiamo fatto nulla di quello che voglio dai miei giocatori". De Rossi: "Non ha senso parlare di scudetto. Mai detto che sarei rimasto a vita, però non ho mai chiesto di essere ceduto"
Visioni del post - 13
Lucianone
Risultati delle partite giocate
sabato 29 sett. '12
Parma - Milan 1 - 1
Juventus - Roma 4 - 1
La Juve stronca la Roma di Zeman - il polemico in soli
15 minuti iniziali, poi si riposa per la Champions di martedì.
Il Milan non riesce a passare a Parma, ma fa una partita
più che accettabile e Allegri può fare un mezzo sorriso
Matri: "Mi sono tolto un peso"
Zeman: "Non vedo la mia Roma
Il centravanti della Juve è tornato al gol: "Ero arrabbiato con me stesso, ma non mi sono mai abbattuto". Il boemo: "Non abbiamo fatto nulla di quello che voglio dai miei giocatori". De Rossi: "Non ha senso parlare di scudetto. Mai detto che sarei rimasto a vita, però non ho mai chiesto di essere ceduto"
COMMENTI dopo partita
La Juventus supera come meglio non avrebbe potuto l'ostacolo Zeman. E c'è grande euforia nello spogliatoio bianconero. "E’ una prestazione che ci mancava - ammette Sebastian Giovinco -, era importante vincere e fare bene. Sono contento per me e anche per Matri, perché anche lui non attraversava un momento facile. E’ bello quando ci alterniamo e tutti riescono a dare il massimo e a fare bene". E mentre Chiellini esulta su twitter ("grandissimo primo tempo"), anche il sorriso di Matri è quello dei giorni migliori: " Mi sono tolto un bel peso, che iniziava a farsi sentire. Ci si allena e si corre tutti i giorni, rimanendo sempre concentrati ad aspettare la prima occasione, perché sono il primo a credere in me stesso. Di gol ne ho sempre fatti e sapevo che prima o poi sarebbe arrivato. Ero arrabbiato con me stesso e avevo poco da lamentarmi. Non è stato facile perchè c'era il rischio di abbattersi, di mollare, eppoi se sbagli una partita le critiche sono pronte ad ammazzarti. In campo anche contro lo Shakhtar in Champions? Ci spero. Il mister valuterà le condizioni. Sono due partite ravvicinate, ma mi auguro di giocare". Chiude Andrea Barzagli, tra i migliori: "Siamo stati bravi e concentrati nel primo tempo. Nel secondo potevamo fare più attenzione, ma è stata una bella vittoria".
Foto di copertina - Zeman riflette
ANALISI SPIETATA — Nonostante la brutta prestazione della sua squadra, Zdenek Zeman non si sottrae al confronto post-partita: "La Juventus è stata nettamente superiore per tutta la partita. Il problema è trovare il filo del gioco, non difendiamo insieme, nel mezzo non prendiamo nessuno, non giochiamo in verticale. E' stata una partita molto brutta da parte nostra. Non ho visto nulla di quello che proviamo in allenamento, le mie squadre non giocano così. Forse ci ha intimorito la Juve. E prendere tre gol in sette minuti di sicuro non ci ha aiutato. Questa partita ci deve insegnare tanto. Dobbiamo renderci conto che abbiamo fato troppo poco. Se fai giocare la Juventus ti ammazza e noi eravamo troppo molli sui contrasti, oltre ad aver corso poco e male". Zeman comunque non rimpiange la scelta di lasciare Pescara per la seconda avventura in giallorosso. "Sono contento di essere qua e sono convinto che la squadra riuscirà a esprimersi".
DE ROSSI REALISTA — Da uomo vero neppure Daniele De Rossi cerca scuse: "E' stata una partita mai iniziata. Abbiamo fatto una brutta figura contro una squadra troppo forte. Si poteva affrontare diversamente. Sapevamo che la Juve era una squadra più forte di noi.
Ci speravamo e volevamo fare un altro tipo di gara. Non ci arrivano buoni messaggi da stasera. Noi non facciamo la corsa sulla Juventus, che lotta per il titolo. E sbaglia chi dice che lottiamo per lo scudetto. Secondo me possiamo ancora sperare nei primi tre posti, ma dobbiamo tornare in Europa. Non possiamo non arrivare almeno sesti. Pentito di essere rimasto? Mai, sto da re a Roma. Non ho mai detto che sarei rimasto a vita in quella famosa conferenza quando sembrava che dovessi andare al City. Ma confermo di non avere mai chiesto di essere ceduto".
(da La Gazzetta dello Sport.it)
COMMENTI dopo partita
La Juventus supera come meglio non avrebbe potuto l'ostacolo Zeman. E c'è grande euforia nello spogliatoio bianconero. "E’ una prestazione che ci mancava - ammette Sebastian Giovinco -, era importante vincere e fare bene. Sono contento per me e anche per Matri, perché anche lui non attraversava un momento facile. E’ bello quando ci alterniamo e tutti riescono a dare il massimo e a fare bene". E mentre Chiellini esulta su twitter ("grandissimo primo tempo"), anche il sorriso di Matri è quello dei giorni migliori: " Mi sono tolto un bel peso, che iniziava a farsi sentire. Ci si allena e si corre tutti i giorni, rimanendo sempre concentrati ad aspettare la prima occasione, perché sono il primo a credere in me stesso. Di gol ne ho sempre fatti e sapevo che prima o poi sarebbe arrivato. Ero arrabbiato con me stesso e avevo poco da lamentarmi. Non è stato facile perchè c'era il rischio di abbattersi, di mollare, eppoi se sbagli una partita le critiche sono pronte ad ammazzarti. In campo anche contro lo Shakhtar in Champions? Ci spero. Il mister valuterà le condizioni. Sono due partite ravvicinate, ma mi auguro di giocare". Chiude Andrea Barzagli, tra i migliori: "Siamo stati bravi e concentrati nel primo tempo. Nel secondo potevamo fare più attenzione, ma è stata una bella vittoria".
Foto di copertina - Zeman riflette
ANALISI SPIETATA — Nonostante la brutta prestazione della sua squadra, Zdenek Zeman non si sottrae al confronto post-partita: "La Juventus è stata nettamente superiore per tutta la partita. Il problema è trovare il filo del gioco, non difendiamo insieme, nel mezzo non prendiamo nessuno, non giochiamo in verticale. E' stata una partita molto brutta da parte nostra. Non ho visto nulla di quello che proviamo in allenamento, le mie squadre non giocano così. Forse ci ha intimorito la Juve. E prendere tre gol in sette minuti di sicuro non ci ha aiutato. Questa partita ci deve insegnare tanto. Dobbiamo renderci conto che abbiamo fato troppo poco. Se fai giocare la Juventus ti ammazza e noi eravamo troppo molli sui contrasti, oltre ad aver corso poco e male". Zeman comunque non rimpiange la scelta di lasciare Pescara per la seconda avventura in giallorosso. "Sono contento di essere qua e sono convinto che la squadra riuscirà a esprimersi".
DE ROSSI REALISTA — Da uomo vero neppure Daniele De Rossi cerca scuse: "E' stata una partita mai iniziata. Abbiamo fatto una brutta figura contro una squadra troppo forte. Si poteva affrontare diversamente. Sapevamo che la Juve era una squadra più forte di noi.
DE ROSSI REALISTA — Da uomo vero neppure Daniele De Rossi cerca scuse: "E' stata una partita mai iniziata. Abbiamo fatto una brutta figura contro una squadra troppo forte. Si poteva affrontare diversamente. Sapevamo che la Juve era una squadra più forte di noi.
Ci speravamo e volevamo fare un altro tipo di gara. Non ci arrivano buoni messaggi da stasera. Noi non facciamo la corsa sulla Juventus, che lotta per il titolo. E sbaglia chi dice che lottiamo per lo scudetto. Secondo me possiamo ancora sperare nei primi tre posti, ma dobbiamo tornare in Europa. Non possiamo non arrivare almeno sesti. Pentito di essere rimasto? Mai, sto da re a Roma. Non ho mai detto che sarei rimasto a vita in quella famosa conferenza quando sembrava che dovessi andare al City. Ma confermo di non avere mai chiesto di essere ceduto".
(da La Gazzetta dello Sport.it)
Lucianone
Riflessioni / economiche
29 settembre 2012 - sabato 29th September / Saturday visioni post - 7
GIOVEDI'
- di Enrico Franceschini -
"La sfida alla sterlina parte da Bristol"
La Gran Bretagna, com'è noto, non vuole avere niente a che fare
con l'euro, preferendo tenersi la sterlina. Ma c'è anche chi, all'in-
terno della Gran Bretagna, non vuole avere a che fare con la
sterlina, e si è messo a battere moneta autonoma.
La citta di Bristol (mezzo milione di abitanti, un milione con i sob-
borghi) ha lanciato ieri (mercoledì 19 settembre - ndr) la "Bristol
pound", la sterlina di Bristol. Non è una sfida secessionista, ben-
sì economica: lo scopo è spingere la popolazione a spendere i pro-
pri soldi localmnte, poichè la nuova valuta vale soltanto in un
raggio di 50 miglia attorno a Bristol. C'era già stata un'iniziativa
del genere: ci ha provato, qualche anno, fà Brixton, un quartiere
di Londra. Ma stavolta riguarda una zona assai più grande. E se
gli abitanti di Bristol ci prendessero gusto, chissà che non deside-
rino affrancarsi dal Regno Unito anche in altri modi. - In fondo,
l'America inizià la guerra d'indipendenza dal British Empire per
una disputa sul prezzo del tè e sulle tasse. - E in ogni caso, vista
dall'eurozona, la "Bristol pound" potrebbe servire da lezione ai
sudditi di Sua Maestà: chi la fa l'aspetti.
(da 'la Repubblica' - 20 settembre '12)
Lucianone
GIOVEDI'
- di Enrico Franceschini -
"La sfida alla sterlina parte da Bristol"
La Gran Bretagna, com'è noto, non vuole avere niente a che fare
con l'euro, preferendo tenersi la sterlina. Ma c'è anche chi, all'in-
terno della Gran Bretagna, non vuole avere a che fare con la
sterlina, e si è messo a battere moneta autonoma.
La citta di Bristol (mezzo milione di abitanti, un milione con i sob-
borghi) ha lanciato ieri (mercoledì 19 settembre - ndr) la "Bristol
pound", la sterlina di Bristol. Non è una sfida secessionista, ben-
sì economica: lo scopo è spingere la popolazione a spendere i pro-
pri soldi localmnte, poichè la nuova valuta vale soltanto in un
raggio di 50 miglia attorno a Bristol. C'era già stata un'iniziativa
del genere: ci ha provato, qualche anno, fà Brixton, un quartiere
di Londra. Ma stavolta riguarda una zona assai più grande. E se
gli abitanti di Bristol ci prendessero gusto, chissà che non deside-
rino affrancarsi dal Regno Unito anche in altri modi. - In fondo,
l'America inizià la guerra d'indipendenza dal British Empire per
una disputa sul prezzo del tè e sulle tasse. - E in ogni caso, vista
dall'eurozona, la "Bristol pound" potrebbe servire da lezione ai
sudditi di Sua Maestà: chi la fa l'aspetti.
(da 'la Repubblica' - 20 settembre '12)
Lucianone
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