venerdì 20 luglio 2012

Finanza /economia / politica - Perchè la crisi in Europa?

21 luglio 2012 - sabato      21st July / Saturday       visioni del post - 35
                                                                                  
La crisi economica dell'Eurozona 
(parte 1^)

La Germania davanti al bivio
(di Barbara Spinelli - la Repubblica - 11 luglio 2012)
...Il Sud Europa non si stanca di ammonire Berlino, evocando
l'espandersi di sentimenti antitedeschi.  Ma conoscono poco
i sentimenti antieuropei che si addensano in Germania.
Citiamo, fra gli epiteti usati dai frequentatori dei giornali sul
web, i più significativi: gli italiani, greci, spagnoli, portoghesi
sono scocconi, parassiti, perfidi, svergognati.
Puntando l'indice sul passato tedesco, sono soprattutto ricat-
tatori. Sono "cani, e che abbaino pure alla loro altezza". Un
lettore conclude. "Chi ha amici simili, non ha più bisogno di
nemici".   L'astio colpisce anche europeisti come gli ex can-
cellieri Schmidt  e Kohl, i verdi trittin e  Roth, l'ex ministro
degli Esteri Joschka Fischer ("un depravato morale"): sono
"traditori del popolo", "odiatori della Germania".
Bastano queste citazioni per capire che sarà pieno di insidie
il cammino degli europei verso una progressiva messa in co-
mune dei debiti. La parola solidarietà è vista come una trap-
pola, tesa per costringere i tedeschi a svenarsi per espiare
chissà quale colpa.
Questo clima va tenuto presente, quando si parla di scudo
antispread o Fondi salva.stati o si celebrano i progressi rag-
giunti ai vertici europei. E' un clima incendiario che le classi
dirigenti tedesche non sanno evidentemente governare. il più
delle volte lo lusingano, altre volte lo contrastano , ma aven-
done paura. Manca tragicamente la pedagogica capacità di
spiegare le cose "nei dettagli":  è l'accusa, pesante, che  il
Presidente Gauck ha rivolto sabato al governo. Nè serve la
politica  dei piccoli passi: solo  un salto qualitativo  (Unione
politica, potenziamento della Bce)  creerebbe la scossa che
calmerebbe gli animi oltre che i mercati.  Le misure piccole
sono vissute come una tortura della goccia cinese. Ma nes-
suno osa, e tra chi osa di meno nelle classi dirigenti ci sono
gli economisti: una corporazione che ovunque ha mancato -
salvo eccezioni - l'appuntamento con la crisi del 2007-2008.
 Ben 172 economisti tedeschi, e non dei minori, hanno fir-
mato giovedì un appello in cui intimano al governo di non
cedere alle pressioni  e ricusare  le misure concordate al
vertice del 28 giugno, troppo costose per Berlino. Pur non
firmando, è d'accordo anche il governatore della Bundes-
bank Weidmann, ostile a scudi salva spread e unione ban-
caria. Weidmann è membro di un'istituzione  comunitaria
(il Consiglio direttivo della Bce), e l'uscita è quantomeno
anomala.
















All'appello dei 172 hanno risposto due contro-appelli,
firmati  tra gli altri  da Peter Bofinger e  Bert Rùrup,
membri del Consiglio degli esperti economici che nel
2011 suggerì una messa in comune parziale dei debiti:
i 172 sono accusati di nazionalismo e incompetenza.
Siamo, insomma, di fronte a un grande dibattito che
lascerà tracce, non dissimile dalla disputa fra storici
del 1986-87  attorno ala passato nazista. Oggi è l'eco-
nomia al centro, e il ruolo  più o meno egemonico,  o
dominatore che Berlino deve svolgere nell'Unione.
L'economia può sembrare un tema minore, ma per la
storia tedesca non lo è affatto. Quando la Repubblica
federale nacque dalle rovine della guerra, l'economia
prese il posto della coscienza nazionale, statale e de-
mocratica.  -  Quanto all'egemonia: molti invitano la
Merkel a esercitarla - Obama per primo - ma Berlino
tentenna. Non dubita del proprio modello economico,
che giudica anzi l'unico valido, superiore a ogni altro.
Quel che fatica a fare, è guidare con efficace magna-
nimità i Paesi deboli dell'Unione, come fecero gli ame-
ricani col Piano Marshall nel dopoguerra. Irretita in
dogmi contabili, la Germania  ricade nel passato: sa
comandare, non ancora guidare.
Il dogma non è solo quello che impone di mettere la
"casa in ordine"  prima di creare unioni transnazio-
nali   (l'assioma non tiene  perchè l'unione sovrana-
zionale muta l'ordine casalingo).   -   Dogmatico è il
primato dell'economia, fonte pressochè unica dello
Stato e della democrazia. Divenne tale soprattutto
nel dopoguerra, quando ai tedeschi era negato il di-
ritto di divenire Stato giuridico, ma ha radici lontane.
E' dai tempi dell'Unione doganale (il Zollverein del
1834 e 1866) che i tedeschi fanno dell'economia  il
sifone della comunità politica.  - L'Unione europea
deve ricalcare quel modello, che peraltro fallì quan-
do la Prussia   inglobò   la Confederazione tedesca
del nord: prima viene l'economia, poi la politica, lo
Stato, il consenso dei popoli.
Come scrive Marco D' Eramo su Micromega, anche
in Europa, come  nello  Zollverein    "è la moneta a
'battere' lo Stato invece dello Stato a battere la mo-
neta".  - La Merkel e il ministro Schàuble nuotano
contro una corrente forte  e anche contro se stessi,
quando implorano un'unione politica federale:  non
ascoltarli, come non fu ascoltato Kohl, è letale.


Il primato economico ha una storia   nel pensiero  tedesco
che va esplorata,  se non vogliamo che l'unità europea de-
generi in guerra prima verbale, poi civile. Alle origini, c'è
l'esperienza d'un Paese vinto dalla guerra, dimezzato, che
nell'economia vide un surrogato di sovranità statale. Gli
artefici del nuovo Stato economico furono Ludwig Erhard
e i cosiddetti ordoliberali, che negli anni fra le due guerre
avevano osteggiato l'idea keynesiana che i mercati possa-
no, debbano esser governati.
L'ordoliberalismo divenne il credo della repubblica federale,
la via per uscire dallo statalismo nazista. Vale la pena ricor-
dare come ne parla Michel Foucalt, nelle lezioni del 1978-79.
Le parole-chiave furono quelle che Erhard, futuro Cancellie-
re e allora responsabile dell'amministrazione nella zona oc-
cupata  dagli anglo-americani,  pronunciò  il 28 aprile '48:
"Bisogna liberare l'economia dai vincoli statali (...) ed evi-
tare sia l'anarchia sia lo Stato-termite. Solo uno Stato ca-
pace di stabilire al contempo la libertà e la responsabilità
dei cittadini  può legittimamente parlare in nome del popo-
lo". -    Decaduto lo Stato, solo la libera economia poteva  
ricostituirlo. Un marco solido, una crescita forte, una bilan-
cia dei pagamenti salda: divennero la sovranità sostitutiva
della Germania. "La storia aveva detto no allo Stato tede-
sco, ma d'ora in poi sarà l'economia a consentirgli di affer-
marsi", e in più di dimenticare un nazismo che non "parlava
in nome del popolo" (Focault, Nascita della biopolitica, Fel-
trinelli 2005).
Mettere la casa in ordine, e soltanto dopo farsi Stato. il  pro-
totipo dello Zollverein fu ripreso da Erhard, e ora va applica-
to all'Europa. Gli Stati sono incitati a cdere sovranità, ma la
costituzione europea  sarà economica  e  di marca tedesca o
non sarà.  E' stupefacente la disinvoltura con cui un uomo in-
telligente come Thomas Schmid, vicino nel '68 a Fischer e a
Cohn-Bendit, confonda il comando con l'egemonia, nel car-
teggio con Ezio Mauro apparso il 28 giugno su Repubblica.:
"La Germania deve usare la sua forza per aiutare altri, de-
ve diventare  un amministratore e  garante  per la stabilità
riconquistata di Stati oggi deboli (...) deve essere egemone,
ma in modo amichevole".
Forse è qui uno dei nodi da sciogliere, nelle discussioni fra
governi e fra economisti. L'operazione tedesca è singolare.
Parla di Federazione, ma intanto tratta i paesi meridionali
dell'Eurozona come se fossero nazioni dimezzate e vinte in
guerra, i cui Stati   hanno perduto   non tanto consistenza, 
quanto legittimità. Come se tutti dovessero percorrere la
via tedesca, pur venendo da storie così diverse.
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La notte dei gufi
- Diario di un vecchio analista di Borsa -
Agosto, Monti mio non ti conosco. Mi dispiace ma la Merkel,
formatasi  alla dura scuola  dell'attesa di cotture ed amalga-
ma da cucina, fa melina e  rimanda a settembre il tanto ago-
gnato scudo anti spread.  -  Figurati se non lasciava l'Italia
sulla graticola. La Cancelliera è più una cancellata chiusa
in faccia a Grilli (ministro italiano dell'Economia).
 A settembre, forse, se ne riparlerà, col fresco  e quando la
speculazione d'agosto avrà già sbranato chi di dovere e di
rigore,  Tutto chiacchiere e distintivo, tanto lo spread, ve
lo cantate e ve lo suonate, sotto la regia della Bce che co-
me una gatta di ultima istanza arriva provvidenziale. La
Spagna sarebbe già fallita senza la sua elemosina calco-
lata.  Madrid non può pagare i servizi pubblici, restano 
quelli igienici.
Con tutto il terrorismo di questo fantomatico mese assolato
della finanza, teatro di scorribande   dei grandi lupi della
speculazione affamati di società e Paesi lasciati soli, alla
fine nessuno va più in vacanza. Tutti in mutande in giro 
per casa a godersi lo spread.
(da Affari&Finanza  di 'la Repubblica' - 23 luglio 2012)

Lucianone
...a godersi lo spread, e per fortuna anche le Olimpiadi londinesi,
fra poco.

Lucianone

giovedì 19 luglio 2012

Stampa - Titoli e argomenti di oggi 19 luglio

19 luglio 2012 - giovedì      19th July / Thursday     visioni del post - 7

Napolitano contro Di Pietro
Messineo: la trattativa Stato- mafia c'è stata
Palermo . Indagato Dell'Utri
La procura convoca  anche Marina Berlusconi
Per la trattativa Stato-mafia ora è indagato anche Dell'Utri
per un 'estorsione a Silvio Berlusconi.     Estorsione che gli
avrebbe fruttato 40 milioni di euro. I pm di Palermo vogliono
convocare Marina Berlusconi come teste.
Il Quirinale attacca il leader dell'Idv Di Pietro accusandolo
di diffamazione.
Siria - Uccisi i fedeli di Assad
Morti il ministro della Difesa e il cognato del rais.
La Russia frena l'Onu, rinviato il voto sulle sanzioni.
Attacco dei ribelli a Damasco: colpito il cuore del regime
Assef Shawkat , ex capo dell'intelligence militare e cognato
del presidente Bashar al Assad, il ministro della Difesa Daud
Rajha e il generale Hassan Turkmani (capo della "cellula di
crisi" incaricata di stroncare la rivolta) sono rimasti uccisi in
un attentato dinamitardo nel cuore di Damasco.
La Russia frena sul voto Onu per colpire con le sanzioni il
regime.
Merkel: dubbi sul progetto Ue 
Il Colle chiama Monti
Allarme Fmi: in pericolo la sopravvivenza dell'euro
"La relazione negativa tra gli Stati, le banche e l'economia reale
sono più forti che mai. E nonostante le azioni intraprese, i mercati
finanziari restano sotto grande pressione, sollevando dubbi sulla
stessa sopravvivenza dell'eurozona".  L'allarme è del Fondo Monetario
Internazionale. Parole preoccupate vengono anche dal cancelliere tede-
sco Angela Merkel che esprime dubbi sul progetto Ue.  Napolitano ha
convocato monti per discutere della situazione.

Continua... to be continued...

mercoledì 18 luglio 2012

Politica e società : Italia / I fronti della crisi

18 luglio 2012 - mercoledì                                          18th July / Wednesday   

Sicilia sull'orlo del crac
L'ira di Monti: chiede a Lombardo di lasciare
Lo spettro di una Sicilia sull'orlo del baratro  preoccupa Mario 
Monti. Il premier non intende tergiversare e prima di program-
mare un intervento di risanamento contro la bancarotta - maga-
ri attraverso il commissariamento - lancia un diktat al governa-
tore della Sicilia   Raffaele Lombardo   chiedendogli conferma
sulle sue dimissioni annunciate. Il governatore ripete da giorni
di aver fissato la data in cui lascerà la carica: per il 31 luglio '12.
In anticipo di oltre un anno rispetto alla naturale scadenza della
legislatura a causa delle sue vicende giudiziarie e dopo il ritiro 
del sostegno in aula del Pd.    Lombardo, dopo l'ultimatum del
professore, ha chiesto di essere ricevuto a Palazzo Chigi.
L'incontro è stato fissato per il 24 luglio.
Palermo - I PM convocano Berlusconi
Per testimoniare sul caso Dell'Utri
Monti rinuncia allo scudo anti-spread 
L'Italia affronterà l'estate speculativa senza scudo, e con
lo spread già a 480. Per fortuna Bankitalia conferma che
i titoli italiani sono ancora richiesti all'estero, e il declas-
samento di Moody's sembra rimasto senza effetto.
Ma la partita di Monti si gioca anche sul fronte interno.
I partiti che  lo sostengono  sono preoccupati e temono
qualche blitz estivo con nuove manovre. E vorrebbero 
essere consultati. Ma Monti, per ora, non ha in agenda
incontri con "ABC".
I risparmi di Stato
Corsa ad ostacoli per ridurre gli sprechi.
Le auto blu scendono del 19% - Ticket: alt dalla Consulta
Pochi risparmi, molte polemiche: lite sui tagli alle festività
ed è bufera sull'accorpamento. Nel mirino le feste patrona-
li, in salvo le ricorrenze religiose.
Benzinai, sciopero sull'esodo
I gestori contro la politica degli sconti dei petrolieri.
Ma il garante: no, giorni protetti.

Visioni del post  -  10

Lucianone

lunedì 16 luglio 2012

Salute /scienze - Ricerca americana: contro l'obesità

16 luglio 2012 - lunedì                                               16th July '12 - Monday   
                                                                                 

Tuttasalute
La buccia della mela
ottima contro l'obesità
Il benefico effetto brucia-calorie  della buccia delle mele è
stato dimostrato dai ricercatori Usa del "Fraternal  Order
of Eagles  Diabetes Research Center" dell' Università del-
l'Iowa. -
Tutto merito di una particolare sostanza , l'acido ursolico,
in grado di aumentare l'attività del tessuto adiposo bruno,
già noto per la sua capacità di bruciare in tempi brevi e in
modo efficace le calorie di troppo, e inoltre di far scendere
i livelli  di concentrazione  degli zuccheri  e  dei lipidi nel
sangue.
"Questo acido - dicono i ricercatori - fa crescere la musco-
latura rispetto  al grasso  e aumentare il grasso bruno, un
eccellente brucia grassi". Cosa che rendono la buccia del-
le mele anche  un'ottima alleata  per diminuire il rischio
di sviluppare disturbi e disfunzioni, come l'obesità. il dia-
bete e le patologie epatiche.
Lo studio è stato pubblicato sulla rivista "Plos One".
(da La Gazzetta dello Sport / Altri Mondi - Mabel Bocchi)





Lucianone                                    VISIONI  DEL  POST  -  16

domenica 15 luglio 2012

TECNOLOGIA / Educazione - I ragazzini fuori da Facebook?

15 luglio 2012 - domenica     15th July - Sunday                        visioni post - 19

I rischi dei social network   (1^ parte)

Perchè Facebook può essere pericoloso per i govanissimi?

Facebook sta studiando  una tecnologia  che dovrebbe consentire
agli under 13 di iscriversi. In realtà a fine 2011 erano già almeno
7,5 milioni i ragazzini sotto i 13 anni che frequentavano il social
network (dati di Consumer Reports) grazie a un sotterfugio: cam-
biando la data di nascita all'atto dell'iscrizione. magari con la
complicità dei genitori.
L'esposizione a siti di ogni tipo, compresi quelli porno, dei giova-
nissimi è in netto aumento. E c'è chi torna a raccomandare qual-
che censura. Per evitare rischi.

Dibattiti, controversie e qualche convergenza
La rivista 'Panorama' del 27 giugno '12 ci da, nella rubrica "Scenari
social", due pareri diversi da parte  di 2 studiosi  che si occupano di
questo problema. Ecco le loro analisi al riguardo, con consigli e av-
vertimenti.

Luigi Foroni
 (psicologo-psicoterapeuta  dell'età evolutiva)
Nessuno vuole tornare ai piccioni viaggiatori. E parlare di censura potrebbe
essere fuori luogo. Ma i controlli sono indispensabili.  La tecnologia in mano
ai giovanissimi è un'arma a doppio taglio. Azzera la solitudine, la noia e il si-
lenzio. Aiuta a placare lo stress. E' autoaffermante. Però va dosata, perchè,
al di là dei casi estremi di adescamenti, rischiamo che i nostri figli si distac-
chino progressivamente dalla realtà. Con il paradosso che siamo noi i primi
a incentivarli. O meglio: la reazione più diffusa fra i genitori dei ragazzini hi-
tech è di ammirazione allo stato puro: "Che razza di genio ho messo al mon-
do!". E ci si preoccupa poco delle conseguenze.
Eppure, chi cresce con l'idea che basti schiacciare  un bottone per diventare
imperatori del mondo (grazie ai videogiochi) non avrà vita facile. i primi cam-
panelli d'allarme suonano alle elementari,  con genitori nel panico per le dif-
ficoltà di apprendimento  dei pargoli, il cui problema  il più delle volte è uno
solo: mancanza totale di volontà di applicarsi. Tutto qui.  Come dire: giuste
dosi di frustrazione nella vita dei nostri figli andrebbero introdotte un pò alla
volta, compreso il divieto di campeggiare davanti al computer. Per qualsiasi
scopo.
E i siti a luci rosse? I giornaletti porno sono sempre esistiti, ma qui l'impatto
è molto più forte. Ancora una volta conta l'educazione. Su questo punto però
non c'è stato progresso nel rapporto genitori-figli.  Parlare di sesso resta un
tabù. E così il pericolo aumenta.

Stefano Mainetti
(docente di tecnologie , applicazioni e servizi internet al Politecnico di Milano)
 Facebook può mettere tutti i filtri che vuole, ma il modo per aggirarli c'è
sempre. E i ragazzini sono spesso più bravi dei genitori nel farlo.   Non va 
bene. Gli adulti devono acquisire una giusta dose di conoscenze informati-
che per accompagnare i figli nella scoperta si internet e insegnare loro co-
sa è bene e cosa è male. Bisogna trasferire nel mondo virtuale le abitudi-
ni dell'educazione spicciola.  Tipo: la strada si attraversa con il semaforo
verde, punto e basta. Il verde c'è pure online.    Con software di ogni tipo
che i genitori possono installare a seconda delle esigenze e dell'età dei fi-
gli. Un esempio per tutti: basta un antivirus WatchDog (cane da guardia)
per mettere al bando una serie di parole chiave. Quante e quali lo decidia-
mo noi.
Io ho un bambino di 10 anni e ogni volta che digita una parola da me se-
gnalata gli si apre una finestra che lo avverte che quella ricerca è sotto
la mia osservazione. O chiude o il sistema mi invierà una email perchè
dia o meno l'autorizzazione a procedere. Le parole al bando? Sesso, dro-
ga, pornografia, armi... Finora non ho ricevuto email.
Altro avvertimento: le console per i videogiochi e gli smartphone vanno
tenuti d'cchio e dotati di software per il controllo dei genitori. Molti non
ci pensano.  L'altro giorno un compagno di classe di mio figlio è venuto
da noi con il suo computer. Ho chiesto di vederlo, non avewva filtri. Ho
staccato il wi-fi- Fatelo anche voi.



Lucianone

venerdì 13 luglio 2012

Lettere (recuperate) - Sulla velocità e sulla lentezza

13 luglio 2012 - venerdì           13th July / Friday                    visione post - 26
                                                                                    
Ho scelto, durante il recupero di materiale inerente alle
lettere più interessanti che si trovano su carta stampata,
queste due lettere che fanno parte della Rubrica/posta
tenuta da Michele Serra  in 'il Venerdì di Repubblica'
C'è pure la risposta dello stesso M. Serra.
Dopo la visione e l'ascolto di alcuni video che possono
rappresentare diverse forme di lentezze e velocità sonore-
visive, completerò il tutto con un mio commento personale.
- Lucianone -

Sognare lentezza per colpa del web
Caro Serra,
mi riconosco nell'articolo su Repubblica che ha dedicato a Twitter.
Chiarisco subito, io twitto e ritwitto e sono un entusiasta di internet.
Ritengo che internet sia la più grande rivoluzione socio-economico-
culturale dell'umanità, basti pensare alla quantità immane di infor-
mazioni di alta qualità a cui tutti possiamo avere accesso a bassissi-
mo costo. Ciò posto, come tutte le cose umane,. Twitter, Facebook,
in-ternet vanno vissuti con laicità, senza abdicare allo spirito critico.
A me sembra che gli strali  di cui lei  è stato fatto oggetto segnalino
il rischio di un'ortodossia della rete. Come insegna George Orwell
in 1984, ogni ortodossia  non ha bisogno  di un pensiero, tanto  che
nel romanzo  la neolingua   che il Partito del grande Fratello  vuole
imporre in sostituzione dell'archelingua  (l'inglese di Shakespeare,
dice Orwell), è pensata come un armamentario di parole e di costru-
zioni logiche ridotte all'osso, in cui le sfumature di senso devono es-
sere abolite.
 In molte sue manifestazioni e senz'altro in quelle più popolari, è in-
negabile che internet impoverisca il linguaggio e castri la profondità
del pensiero.  - Non vorrei che l'ortodossia della nuova era si tradu-
cesse in una involontaria dittatura della brevità, una twittatura ag-
gravata dall'ansia di esserci.
Massimo Maggiore / email

Sognare velocità per colpa dei treni
Caro  Serra,
strappa un sorriso l'idea di istituire (il 26 marzo) la Giornata mondiale
della Lentezza. Lo scopo sarebbe quello di contrastare i ritmi sempre
più frenetici  e  di riflettere sulle conseguenze  di uno stile di vita sem-
pre più indirizzato verso la velocità.
A questa frenesia , che tanto sarebbe piaciuta ai  Futuristi, fa da con-
traltare la lentezza esasperante di molti aspetti della vita quotidiana:
la  corrispondenza  recapitata  quando  non  ha  più  senso riceverla,
i treni dei pendolari  che viaggiano  con ritardi  da diligenze dei  film
Western, processi  celebrati  quando gli  imputati sono passati a mi-
glior vita. esami ospedalieri fissati dopo l'aggravarsi dei sintomi che
li avevano motivati, infrastrutture realizzate quando ormai si rivela-
no inadeguate rispetto alle esigenze, nel frattempo mutate, che ave-
vano determinato la loro progettazione.   A quando la Giornat della
Puntualità?
Mauro Luglio / Monfalcone (Gorizia)

Michele Serra:
Ecco due lettere che, messe in sequenza, provocano   un gran bel
dibattito. Massimo paventa una "dittatura della brevità", Mauro
irride alla Giornata mondiale della Lentezza.- Masimo, pur essen-
do entusiasta di internet, ne teme, come dire, gli eccessi di veloci-
tà... e cita Orwell  per ricordarci che s pazzare via la complessità
prepara il terreno a una semplificazione di pensiero che facilita
ogni arbitrio del potere   (Le dittature, si sa, semplificano, e per
questo a volte attraggono molti consensi).
mauro ci ricorda che lla grande accelerazione virtuale non cor-
risponde , però, una velocità reale, che siamo  un Paese lento e
forse fermo,. nel quale il tempo sembra essersi bloccato.
Per indole, pià ancora che per convinzione, sono più attratto
dalla lentezza (amo molto camminare in montagna) e dunque
mi sento più in sintonia con Massimo che con Mauro.





Lucianone

Stampa - Italia / Ultime notizie e tanti commenti

13 luglio 2012 - venerdì      13th July / Friday     visioni del post - 2

Confindustria: l'economia affonda
Squinzi: dati peggiori del previsto - Il Pil calerà più del 2,4%
Il governo rifà i conti - Grilli, ministro economia: ci mancano
6 miliardi - Bene l'asta dei bot, ma lo spread va a quota 466.
Anche i tecnici del Senato criticano la spending review: solo
tagli lineari
Berlusconi in campo
Il Cavaliere: "Basta con il Pdl, ora si cambia tutto"
Il simbolo del partito sarà un aquilone.
Il capogruppo del Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto
conferma il ritorno in campo di Berlusconi alle elezioni
del 2013. Non si terranno le primarie e cambierà anche
il simbolo del partito.
Dubbio sulla Torino-Lione
Tav, la Francia frena - "Progetto da ridiscutere"
"Servono fondi Ue"
Sul progetto di ferrovia ad alta velocità la Francia frena
e chiede altri fondi europei. Il commissario italiano Mario
Virano assicura: "Non c'è niente di strano, anche da noi
si selezionano gli investimenti. Ma il tunnel non è in forse".
Il governo francese alza la posta e afferma: "Per poter pas-
sare alla sua concreta realizzazione servono nuovi finanzia-
menti".  Ai francesi la Tav dovrebbe costare 12 miliardi di
euro.

giovedì 12 luglio 2012

Politica - Ultime notizie: approfondimenti

12 luglio 2012 - giovedì     12th July / Thursday                               visione  post - 14

 Italia / POLITICA
Monti: no alla concertazione
"E' all'origine dei mali che oggi combattiamo"
"Con Berlusconi Italia umiliata nella Ue"
Scontro con i sindacati
Il premier lascia l'interim - Grilli ministro dell'economia
Spending Review: Regioni in trincea

Duro monito di Mario Monti al metodo della concertazione
governo-parti sociali. Il premier ha spiegato che la concer-
tazione "ha prodotto mali contro cui oggi lottiamo".
Una frase che ha scatenato le reazioni adirate dei sindacati,
in primis del segretario Cgil Camusso: "Non accettiamo
lezioni di democrazia da chi è cooptato".
Monti ha anche attaccato Berlusconi sostenendo che con lui
"l'Italia è stata umiliata nella Ue".
Il bersaglio sbagliato   (commento di Massimo Riva)
Che Mario monti non ami la concertazione fra governo
e parti sociali è risaputo da anni.   Ma un conto sono i
numerosi e argomentati editoriali che ha scritto sulla
materia in passato, tutt'altra cosa il duro e perentorio
giudizio  sulla questione pronunciata ieri nelle vesti
di presidente del onsiglio

Spagna / LA CRISI
Vento greco su Madrid
Minatori in piazza - Guerriglia con la polizia
Sembrano spettri greci quelli che danzano lungo il Paseo 
de la Castellana fra il palazzo de Las Cortes dove il pre-
sidente del governo Mariano Rajoy  ha annunciato la
manovra economica più dura che la Spagna abbia mai
dovuto sopportare e, qualche chilometro più in là, il mi-
nistro dell'Industria dove gli agenti della polizia hanno
malmenato con brutalità centinaia di manifestanti che
protestavano per i tagli nelle miniere delle Asturie.
Manovra da 65 miliardi di euro: alzata di 3 punti l'Iva
La Commissione europea: "Un passo importante per assicurare
che gli obiettivi di bilancio siano soddisfatti", ha detto il portavo-
ce della commissione Ue, O'Connor
I socialisti spagnoli: "Questi tagli, oltre a essere ingiusti, sono
un insuito agli spagnoli", ha detto il leader del Partito Socialista
spagnolo Alfredo Pèrez Rubalcaba.


Italia / Vecchia politica
Il ritorno del Cavaliere - Berlusconi: "Io candidato premier"
Ticket con Alfano: "La gente lo vuole, siamo con lui"
Le promesse del Rieccolo
Sembrava incredibile che Berlusconi potesse mantenere una
promessa,  una sola nella vita, l'ultima. Infatti, rieccolo.
In fondo a 4 mesi di sceneggiata, è ormai ufficiale che
l'investitura di Alfano era l'ennesima pagliacciata.

Siria / Verso la transizione
Gli Usa: "Per Assad non c'è spazio"
"Nel processo di transizione verso la pace in Siria non ci
può essere spazio per Assad", lo ha ribadito ieri il porta-
voce della casa Bianca, Jay Carney, sottolinendo come
il regime siriano abbia perso ormai ogni credibilità.
Intanto, però, le violenze proseguono. sono almeno 34
le persone uccise ieri, secondo il bilancio dei Comitati
locali di coordinamento dell'opposizione, che riferiscono
di bombardamenti in varie località del Paese.

Lucianone

L' Opinione del giovedì: Democrazia/Equità sociale...

12 luglio 2012 - giovedì      12th July / Thursday       visioni del post - 10
                                                                                    

L'Opinione del giovedì 
(di Lucianone)

Democrazia/Equità sociale, Tecnologia, Mercati
e Guerre economiche
Riprendo dopo un bel pò di pausa questa rubrica, cui tengo in modo
particolare. Infatti in questo spazio posso finalmente esprimermi in
tutta ampiezza, quindi a 360 gradi: sulla politica e sull'economia,
sulla scuola e l'università, sulle cose che funzionano e quelle che
assolutamente non vanno non solo in Italia ma nel nostro grande
pianeta, anche per quanto riguarda l'ambiente, la globalizzazione,
il sistema (politico-economico-religioso...) che lo sta attualmente
governando nelle differenti aree continentali-geografiche.
Allora per cominciare parto dal nostro continente:  l'Europa sta
attraversando una delle peggiori CRISI della sua storia, ma non
(quindi) la peggiore. Ricordiamoci sempre delle due Grandi Guerre
Mondiali con il seguito di morti e distruzioni (città rase al suolo),
con la gente sopravvissuta che durante e dopo le guerre non aveva
di che mangiare. - Mia madre è scampata  a due bombardamenti a
Verona, salva per miracolo. Erano stati tempi terribili, anzi atro-
ci, che i nonni (1^ Guerra Mondiale) e i padri della mia genera-
zione (2^ Guerra Mondiale) ricordano ancora in modo indelebile.
E ricordiamo sempre che quelle guerre furono combattute contro
nemici che volevano o conquistare pezzi di territorio o imporre in
modo autoritario la loro ideologia politica, quindi veniva messa
in pericolo quella che chiamiamo oggi la democrazia, la libertà
di un insieme di persone chiamato popolo di determinare auto-
nomamente il proprio destino, il proprio futuro.
Ma è chiaro che la memoria, pur cercando di non perderla e anzi
tenendola ben viva come patrimonio di ciò che poi siamo diventa-
ti nella crescita facendone tesoro, non è che cosa morta, andata e 
ormai indice di cose perse per sempre. E' l'oggi, l'attualità quello
che conta in quanto divenire continuo per il nostro benessere, per
darci tranquillità o paura, speranza o delusione cocente o addirit-
tura sfiducia totale. Ecco, oggi siamo nel mezzo di una CRISI tale
che il nostro divenire quotidiano si sta facendo statico, bloccato
come le statuine dei nani nei giardini delle villette e un pò alla
volta si scivola verso la paura di diventare  più poveri a livello
economico, verso la sfiducia sempre più profonda nelle istitu-
zioni, nei partiti e in chi avrebbe dovuto rappresentare il senso
di democrazia in uno Stato agli occhi dei cittadini. Sembra che
tutto questo non esista più. Quando uno Stato deve far ricorso
a un governo tecnico, i pericoli che venga a mancare qualche
pezzo di democrazia esistono realmente, quando un governo
tecnico, sia in Italia, che in Grecia, che in Spagna (non im-
porta) deve accontentare non i suoi cittadini, ma le Banche
e gli Investitori stranieri e le Agenzie dei vari rating, allora
la democrazia già è sparita ed è solo una parola vuota.
I sindacati, da parecchio tempo finalmente uniti  nel difendere
democraticamente i diritti dei lavoratori, vengono attaccati dal
governo sulla concertazione (che significa fare le cose assieme,
significa dialogo sociale tra le parti). Ma quello che in generale
sta accadendo nel sud Europa è qualcosa di grave proprio sul
piano della democrazia in quanto si sta impoverendo una grande
parte del ceto medio che era ed è sempre meno la parte trainante
della società o perlomeno il collant che teneva unita la parte più
povera a quella borghese-arricchita. Si sta sciogliendo quel ceto
che sta precipitando in basso. Dopo la grande CRISI greca e quel-
la quasi/grande italiana, adesso è il momento della Spagna, dove
i poliziotti sembrano andare in guerra contro i cittadini, i primi
corazzati da capo a piedi, i secondi inermi con mani alzate solo
in atto di protesta e intanto la gente viene colpita da pallottole
di gomma. I grandi capitali, le grandi Banche, le grandi Finanze
stanno attaccando il Sud Europa. O Monti non se n'è accorto o
fa finta di non accorgersene e anche lui ne fa parte: questo pensa
una buona parte di cittadini italiani, pensano ormai in tanti che
che ci sia tutto un intrigo da cui non se ne esce più, e questo farà
molto male alla democrazia, perchè la vera democrazia non guarda
i soldi, ma riguarda uomini, persone, sentimenti e soprattutto una
parola che da Monti e dai suoi ministri non si è più sentita nomi-
nare: Equità sociale. -   in pratica si sta tagliando nelle tasche del
popolo bue (come si diceva una volta), non nelle tasche dei privile-
giati che sono ancora tanti, tanti, tanti...    Stiamo pagando per il
mantenimento della super-ricchezza di una minoranza privilegiata.
Altro aspetto molto importante in quanto decisivo  è  quello della
tecnologia, che ha avuto sempre di più un impatto pesante e spesso
negativo su tanti punti della stessa vita (democratica) dei cittadini
a livello mondiale.

Continua...to be continued...